L’attacco alla Siria e la guerra delle ombre a Washington

Alessandro Lattanzio 9/4/2017L’attacco missilistico statunitense con 59 Tomahawk lanciati da 2 cacciatorpediniere dell‘US Navy nel Mediterraneo, effettuato il 7 aprile mattina, in realtà aveva inflitto danni irrisori alla base aera siriana di al-Shayrat. Secondo il Ministero della Difesa russo, solo 1 dei 6 caccia MiG-23 in riparazione presso un hangar veniva distrutto, assieme a un’autocisterna che esplodendo danneggiava gli altri 5 velivoli. Furono distrutti anche alcuni autoveicoli, 1 hangar e 1 bulldozer. La Syrian Arab Air Force riattivava entro 24 ore l’operatività della base, da cui almeno 2 cacciabombardieri Su-22M decollavano per bombardare obiettivi dello SIIL sul Jabal al-Shair, zona attaccata dai terroristi contemporaneamente all’attacco missilistico degli USA. Infine, i missili statunitensi uccidevano 9 abitanti dei vicini villaggi cristiani. La stazione di spionaggio elettronica della RAF a Cipro aveva coordinato con l”US Navy il lancio dei missili da crociera, “La stazione di ascolto nella base della RAF di Trudos è  fondamentalmente per il GCHQ di Cheltenham”. La base è specializzata nello spionaggio di comunicazioni satellitari, e-mail e cellulari nel Medio Oriente. Nel frattempo, presso Dayr al-Zur, gli statunitensi recuperavano un dirigente dello Stato islamico che collaborava da tre anni con loro, tramite un’operazione di eliassalto a Tabani, tra Raqqa e Dayr al-Zur.

Shajul Islam

Patrick Lang, ex-colonnello della DIA, l’intelligence militare degli USA, affermava che la decisione di Donald Trump di lanciare i missili da crociera contro la base aerea siriana si basava su  menzogne. Secondo Lang, esperto di Medio Oriente, oltre che ex-colonnello dell’intelligence militare degli USA, “Gli Stati Uniti informarono i russi sul bersaglio. Si tratta di un processo iniziato più di due mesi prima. V’è una linea telefonica dedicata a coordinare e ridurre i conflitti (ad esempio, evitare che aerei russi e statunitensi si sparino) riguardo le operazioni imminenti. Gli Stati Uniti furono informati completamente su un bersaglio a Idlib che i russi ritenevano fosse un deposito di armi ed esplosivi dei terroristi. L’Aeronautica siriana distrusse il bersaglio con armi convenzionali. Tutti si aspettavano di vedere una massiccia esplosione secondaria, che non ci fu. Invece, fumo chimico iniziò a fluttuare dal sito. Si scoprì che i terroristi utilizzavano il sito per nascondervi prodotti chimici, non il Sarin, ma mortali. Sostanze chimiche come fosfati organici e cloro furono disperse dal vento uccidendo dei civili. C’era un forte vento quel giorno e la nuvola finì su un villaggio vicino causando vittime. Sappiamo che non si trattava di Sarin. Come? Molto semplice. I cosiddetti “primi soccorritori” operavano senza guanti. Se fosse stato Sarin sarebbero morti. Il Sarin uccide attraverso la pelle. Come lo so? Mi addestrai al “Live Agent” di Fort McClellan in Alabama. Membri delle Forze Armate statunitensi sapevano che ci sarebbe stato l’attacco aereo, che fu registrato. C’è un video. Almeno la Defense Intelligence Agency sa che non c’è stato un attacco chimico. In realtà, le armi chimiche siriane sono state distrutte con l’aiuto della Russia.
Si tratta del Golfo del Tonchino 2. E’ ironico che Donald Trump abbia giustamente castigato George W. Bush per l’aggressione non provocata e ingiustificata contro l’Iraq nel 2003. Ora l’abbiamo presidente che fa la stessa maledetta cosa. Peggio, perché la comunità d’intelligence aveva informazioni che dimostrano che non vi fu alcuna arma chimica lanciata dall’Aeronautica siriana. Ecco la buona notizia. Russi e siriani furono informati, o almeno erano consapevoli, dell’attacco imminente. Poterono rimuovere i mezzi. Nella base gli Stati Uniti colpirono obiettivi inutili. Donald Trump arriva a far finta di essere un duro. Non lo è. È un pazzo. Questo attacco è stata una violazione del diritto internazionale. Donald Trump ha autorizzato un attacco ingiustificato a un Paese sovrano. La cosa ancora più inquietante è che gente come il segretario della Difesa Jim Mattis, il direttore della CIA Mike Pompeo e il direttore della NSA generale McMaster partecipano a questa farsa. Le truppe in prima linea sanno la verità, che infine uscirà. Donald Trump, molto probabilmente non finirà il mandato da presidente. Sarà messo sotto accusa, credo, una volta che il Congresso avrà la prova inconfutabile che ha ignorato e respinto l’intelligence che non supporta il mito che la Siria abbia attaccato con armi chimiche. Dovrebbe anche allarmare i contribuenti statunitensi aver lanciato 100 milioni di dollari di missili per far saltare in aria sabbia e merda di cammello. I russi erano consapevoli dell’attacco in arrivo. Spero che loro e i siriani abbiano ritirato le forze e gli aerei dalla base. Qualunque fosse la speranza che avevo su Donald Trump nuovo tipo di Presidente, si è spenta. È infantile ed è un deficiente. Ha commesso un atto di guerra senza giustificazione. Ma la colpa non è solo sua. Coloro che siedono ai vertici di NSC, DoD, CIA,  dipartimento di Stato avrebbero dovuto dimettersi per protesta. Non l’hanno fatto. Sono complici di un crimine di guerra”.
E a proposito di National Security Agency, il gruppo hacker BrokerShadow diffondeva su internet i codici con cui la NSA violava le reti governative straniere ed altri obiettivi; ciò causava seria preoccupazione nella comunità d’intelligence degli USA. I codici resi pubblici indicavano i tipi di minacce informatiche (malware) creati dalla NSA, progettati per violare i firewall di rete e accedere ai sistemi informatici di Russia, Cina e Iran, e permettere alla NSA d’inserirvi “impianti” per monitorare il traffico di rete o attivare attacchi informatici debilitanti. I codici assomigliano a una serie di “prodotti” sviluppati dall’unità addetta alle operazioni altamente classificate della NSA, ed ospitati nei server top secret della NSA. Inoltre, secondo il giornalista Mike Cernovich, il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Trump, H. R. McMaster, avrebbe manipolato rapporti d’intelligence destinati al presidente Trump riguardanti la Siria; “McMaster trama per una massiccia guerra in Siria con l’aiuto del decaduto ex-direttore della CIA e criminale David Petraeus, che condivise informazioni classificate con l’amante. Lavorando alla NSA, McMaster sintetizza i rapporti d’intelligence di tutte le altre agenzie. Il presidente Trump riceve da lui un quadro inaccurato della situazione in Siria, dato che McMaster cerca di trascinare gli Stati Uniti in una guerra con la Siria. Il piano di McMaster-Petraeus prevede che 150000 truppe statunitensi siano inviate in Siria. Molti ufficiali delle operazioni speciali, tra cui il generale Joseph Votel, avrebbero obiettato ai piani di McMaster sulla Siria. McMaster avrebbe condiviso informazioni classificate con Petraeus, il cui nulla osta per la sicurezza è stato revocato”. McMaster è una creatura di Petraeus, e la nomina di McMaster ha permesso a Petraeus di controllare l’NSC. Derek Harvey, il principale consigliere sul Medio Oriente nel NSC, ha stretti legami con Petraeus e McMaster. Harvey e McMaster cercano di sabotare il Presidente dei Capi di Stato Maggiore Generale Joseph Dunford, e il segretario alla Difesa James Mattis. “Due uomini ostacolavano l’ennesima guerra degli Stati Uniti in Medio Oriente di McMaster, il Generale Mike Flynn e Steve Bannon. Flynn fu rimosso dopo che Susan Rice rese pubbliche le informazioni classificate che lo riguardavano. Il ruolo di Bannon nella Casa Bianca fu indebolito da McMaster, che ne richiese la rimozione dal NSC. Gli amici di McMaster nei media, nell’ambito dell’ampia strategia per rafforzare il potere di McMaster, sostengono che Jared Kushner e Bannon hanno grande influenza su Trump. Infatti Kushner e Bannon si opposero al piano di McMaster”.
Secondo il giornalista Robert Parry, il 6 aprile il direttore della CIA Mike Pompeo e altri vertici dei servizi segreti statunitensi, avevano personalmente informato Trump che ritenevano che il Presidente siriano Bashar al-Assad non fosse responsabile dell’attacco chimico su Qan Shayqun. Ma Pompeo fu poi escluso dalla riunione in cui Trump decideva di attaccare la base aerea di al-Shayrat, seguendo la volontà del segretario di Stato Rex Tillerson. Nella foto della riunione in cui Trump decise l’attacco missilistico compaiono vari consiglieri, ma nessuno della comunità d’intelligence degli USA. Nella foto appaiono Trump, il segretario di Stato Tillerson, il consigliere del NSC H. R. McMaster, il capo del personale della Casa Bianca Reince Priebus, il consulente strategico Steve Bannon, il genero Jared Kushner e vari altri funzionari, tra cui dei consiglieri economici presenti all’incontro in Florida con il Presidente cinese Xi Jinping. Ma non si vedono Pompeo e il direttore della National Intelligence Dan Coats o altri funzionari dell’intelligence. Fu Tillerson ad affermare, digiuno d’intelligence, che la comunità d’intelligence degli Stati Uniti valutasse con “molta fiducia” che il governo siriano avesse sganciato una bomba di Sarin nella provincia di Idlib, ufficializzando in realtà informazioni provenienti dai terroristi di al-Qaida, tra cui il “medico” che per primo annunciò l’attacco chimico a Qan Shayqun, Shajul Islam; in realtà un terrorista arruolato dall’intelligence inglese ed appartenente al gruppo che aveva rapito il giornalista John Cantlie.Nel frattempo, il Presidente Putin riuniva il Consiglio di Sicurezza della Russia sull’attacco degli Stati Uniti alla Siria. Il Consiglio di Sicurezza della Russia è il massimo organo decisionale del governo russo. Il Consiglio di Sicurezza della Russia definiva l’attacco degli Stati Uniti un'”aggressione e una violazione del diritto internazionale“. L’incontro verteva su varie questioni  relative “alle operazioni delle Forze aerospaziali russe a sostegno delle operazioni antiterrorismo delle forze armate siriane”. Il primo passo adottato dai russi dopo la riunione del Consiglio di Sicurezza è stata la chiusura della linea diretta tra militari russi e statunitensi sulla Siria. La ragione di tale decisione era dovuta al fatto che gli Stati Uniti avevano usato le informazioni fornite da Mosca per tracciare i militari russi in Siria, permettendo agli Stati Uniti di colpire la base aerea al-Sharyat sapendo che non vi era personale russo. I russi quindi decidevano di troncare questa linea informativa con i militari statunitensi. Un’altra decisione del Consiglio di Sicurezza russo erano le  misure per rafforzare la difesa aerea della Siria nelle settimane successive.
Infine, Pyongyang rivolgeva un messaggio di solidarietà a Damasco:
Kim Jong Un saluta il Segretario Regionale del Partito Socialista Arabo Baath
Kim Jong Un, Presidente del Partito del Lavoro di Corea, ha inviato un messaggio di saluto a Bashar al-Assad, Presidente della Repubblica Araba Siriana e Segretario Regionale del Partito Socialista Arabo Baath. Il messaggio estende vive congratulazioni a Bashar al-Assad e alla direzione del Partito Socialista Arabo Baath e a tutti gli aderenti al partito per il 70.mo anniversario della fondazione. Il Partito Socialista Arabo Baath ha ottenuto grandi successi nella lotta per la costruzione di un Paese indipendente e prospero e nel difendere unità e dignità, pace e sicurezza regionali negli ultimi sette decenni, sin dalla fondazione, e aggiungeva: Oggi il Partito lotta  risolutamente per frantumare con coraggio le malvagie sfida ed aggressione delle forze ostili in patria e all’estero, e per difendere la sovranità e l’integrità territoriale del Paese sotto la guida di Bashar al-Assad. Ribadendo pieno sostegno e solidarietà della Corea democratica alla giusta lotta del partito e del popolo siriano, il messaggio esprimeva la convinzione che le relazioni amichevoli e di cooperazione tra i due partiti e le popolazioni dei due Paesi, forgiate dalla lotta comune per l’indipendenza contro l’imperialismo, si rafforzino costantemente in futuro.Fonti:
Consortium News
Deirezzor24
FARS
GosInt
NYTimes
Reseau International
Rodong
Syrian Perspective
The Duran
The Gateway Pundit

L’imbecille Trump annuncia il supporto ai terroristi

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective, 7/4/2017

Solo una persona vile come Hillary Clinton chiederebbe ulteriori bombardamenti della Siria nell’ambito di un piano per sostituire un governo popolare, laico e progressista con quello degli scarafaggi sauditi. E tuttavia, questo è esattamente ciò che Trump ha ora intrapreso. Che siamo sempre più vicini alla Terza Guerra Mondiale non preoccupa il fesso di Washington. Che Trump abbia scavalcato il Congresso nella dichiarazione di guerra alla Siria non dovrebbe spaventare nessuno. Ha dimostrato più e più volte che non è disposto a giocare secondo le regole dei padri fondatori di questo Paese, decise in qualcosa di umile come la Costituzione americana. Ha violato il diritto internazionale colpendo una base militare di un Paese sovrano. Non ha cercato alcun permesso dalle Nazioni Unite. La sua azione ora sottolineerà ulteriormente l’ipocrisia pura con cui le nazioni occidentali operano, riaccendendo l’ira anti-americana dei popoli arabi dall’Iraq al Marocco. Ma cerchiamo di spiegare ciò che è successo nella base aerea al-Shayrat, 30 miglia a sud-est di Homs. Gli Stati Uniti, non volendo perdere eventuali piloti con i missili antiaerei siriani, i capi del Pentagono, che non vincono una guerra dall’invasione dell’isoletta caraibica di Grenada dell’imbecille Reagan, decisero di utilizzare 59 missili Tomahawk sparati dal Golfo Persico. Ora, a credere alle sciocchezze di Washington, dovremmo pensare che i missili furono sparati dopo aver preavvisato i russi del piano. Facendo anche credere che i missili furono sparati contro aree in cui non si trovava personale. Inoltre, diventa necessario ingoiare la menzogna secondo cui la base contenesse bombe di gas Sarin (semmai quello “esilarante”), e che i missili furono programmati per non colpire gli impianti della base che contenessero le bombe, evitando che i gas velenosi raggiungessero i centri popolati! Pura comicità.
Lo stupido Trump proprio non capisce. Come San Paolo, ha recentemente avuto una rivelazione in sogno sulla via di Damasco. Ha improvvisamente cambiato idea sul Dr. Assad. Oh, veramente? Vedete, il piano idiota di stoccare gas di cloro e Sarin prodotto dai turchi ad est di Qan Shayqun, in un deposito di armi e munizioni bersaglio degli aerei siriani, aveva per scopo uccidere il maggior numero di civili possibile, così Trump avrebbe usato la violenza per correggere un’ingiustizia subito dopo l’evento fabbricato, senza basarsi su indagini, dimostrando soltanto che gli Stati Uniti sono dietro l’operazione. Trump ha sacrificato 70 siriani inermi per attuare il suo ridicolo piano per trascinare gli Stati Uniti in un’altra guerra, e questo dopo aver fatto numerose promesse al popolo che non l’avrebbe fatto. È un bugiardo ed anche un criminale di guerra. La mancata sostituzione dell’Obamacare l’ha trasformato in un mostro rabbioso capace di qualsiasi atrocità od oscenità. Sente il bisogno di distogliere l’attenzione dai suoi fallimenti facendo ciò che tutti i tiranni diabolici fanno: inventarsi una guerra per distogliere l’attenzione. Il suo piano per erigere un muro tra Stati Uniti e Messico, pagato dal governo messicano, è stato ridicolizzato e insultato da entrambi i popoli, e sembra che i messicani cerchino nuovi partner commerciali. Trump, la cui base elettorale nel Midwest ha iniziato a contrarsi nervosamente al pensiero di perdere miliardi in vendite nel Messico, ora va distraendola con una nuova guerra ideata da Trump braghetta e dai suoi nuovi criminali amici della CIA e talpe sioniste neo-con, tutti orgogliosamente promossi dai relitti New York Times e Washington Post. Ma qualcosa di buono ne verrà fuori dall’attacco ad al-Shayrat:
In primo luogo, sembra che la Russia sia il bersaglio di tale assalto ingiustificato alla sovranità della Siria, Stato membro delle Nazioni Unite. Da Putin ci si può aspettare la fine di tutti i protocolli e le intese con gli Stati Uniti su “cooperazione e coordinamento” in Siria. L’idea era inutile fin dall’inizio. Gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto i terroristi. Come poteva Putin credere di potersi fidare degli Stati Uniti in qualsiasi modo? Ora, il gatto è fuori dal sacco e lo si vede, proprio come nell’attacco dello SIIL al monte al-Tharda dopo l’assurdo attacco aereo alle truppe dell’Esercito arabo siriano da parte delle cosiddette forze della “coalizione”; l’attacco alla nostra base aerea è stato seguito dall’assalto dello SIIL per riprendersi il proficuo giacimento di gas della zona del monte al-Shair. Che coincidenza!! E per rendere le cose più interessanti, tale attacco, a differenza dell’assalto sul monte Thardah, era assolutamente intenzionale creando una situazione in cui il governo siriano ha il pieno diritto di dichiarare guerra agli Stati Uniti.
In secondo luogo, ci aspettiamo qualche grave violenza anti-americana come risultato di tale attacco. Prevediamo enormi manifestazioni in Libano e Iraq, in cui verrà messa in discussione la presenza degli USA. Il presidente del Libano Michel Aoun non ha condannato l’attacco, ancora, ma sarà sotto un’immensa pressione dagli alleati politici di Hezbollah. In Iraq, il primo ministro al-Abadi sarà sotto pressione ancora maggiore affinché rompa con gli Stati Uniti dopo tale attacco ingiustificato alla Siria. Sarà spinto ad avere rapporti più forti con Mosca, in attesa con malcelato interesse alla prospettiva di far attraccare le sue navi da guerra nel Golfo Persico e accedere direttamente nell’Oceano Indiano.
In terzo luogo, ora l’Iran o avanza o sta zitto. In molte aree del Golfo, l’Iran potrebbe iniziare a smuovere le acque. Bahrayn e coste orientali dell’Arabia Saudita sono gli obiettivi principali. Meglio ancora, un maggiore approccio nell’aiutare gli yemeniti a schiacciare il tentativo saudita di sconfiggere il legittimo movimento di lotta Ansarullah con la fame e un barbaro genocidio supportato dagli USA. Il gatto è fuori dal sacco. Ogni volta che arabi muoiono di fame e sono uccisi senza pietà, appare Washington DC al comando, in Yemen, Libia, Siria e Iraq di Saddam. Gli Stati Uniti hanno ucciso oltre 2 milioni di arabi, per lo più musulmani, e tuttavia troviamo le artigliate di Stati Uniti, Gran Bretagna e loro alleati in ogni fessura in cui c’è un progresso arabo.
In quarto luogo, in Siria molti nell’opposizione riconsidereranno i benefici del sostegno statunitense. Lo si vedrà nelle strade delle principali città della Siria, dove Washington sarà insultata e l’effigie di Trump crocifissa più e più volte. Solo i terroristi wahabiti, sostenuti dalla cupidigia inglese, dai puzzolenti francesi, dai sauditi pre-cambriani, dagli asini turchi, dai pedofili del Qatar e dal loro harem di catamiti allieteranno il Miles Gloriosus di Washington, facendo il tifo per Trump deciso a sostenere il terrorismo, dando così al terrorismo in Siria il tanto necessario sostegno nel continuare lo stupro di un Paese liberatosi con successo dal debito e sulla sua via d’uscita dal Terzo mondo. Trump s’è fatto il letto e dovrà dormirci. Ma nel letto vi saranno ospiti indesiderati come topi sionisti, famelici produttori di armi e barbuti sodomiti wahabiti. Tutte le promesse elettorali saranno come le settantadue belle urie che attendono il martire jihadista, uno sguardo fugace nel vuoto, nell’abisso, un vuoto dagli occhi bui, solo bugie.
Quinto, l’ancora maggiore l’impegno della Russia in Siria. Era già abbastanza brutto quando la disonestà combinata di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti portò all’importante risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizzò la forza contro la Libia di Gheddafi con il pretesto che il leader libico commettesse atrocità contro il popolo, portando all’estromissione barbara di un leader che i russi vedevano come amico e socio. Tale bugia propalata da una cabala di selvaggi occidentali ha convinto Vladimir Putin che gli euro-americani campano solo di guerra e conquista e non vanno mai considerati attendibili. In ogni caso, Putin s’è dedicato alla guerra in Siria quale rifiuto russo al piano occidentale di dominio della Terra; ha dato l’aiuto sufficiente al nostro esercito nella guerra al terrorismo d’ispirazione turco-saudita, ribaltando la situazione i cui cattivi assassini si oppongono al secolarismo e al progresso. Ora, con tale insulto in piena vigore, la Russia prevede di triplicare l’impegno con le Forze Armate siriane. Se le larve terroristiche pensano che l’attacco a Shayrat gli sia vantaggioso, vedranno l’inizio dello sterminio ad Idlib.
Trump ha dimostrato ancora una volta di essere un maestro del disastro. Se gli statunitensi davvero credono che la base aerea di Shayrat fosse un deposito di bombe di gas, avrebbero dovuto sapere dove il gas fosse stoccato. Se hanno usato 59 missili Tomahawk contro la base, ciascuno con un carico bellico 500 kg di esplosivi, allora come potevano essere certi che non avrebbero fatto esplodere il Sarin depositato nella base? Si potrebbe supporre che avrebbero attaccato una base senza gas pericolosi e letali, che persone razionali avrebbero conosciuto. Salvo che volessero far esplodere il Sarin, per farla pagare all’Esercito arabo siriano per l’impiego a Qan Shayqun. E adesso che alcun gas è stato rilevato, si dimostra soltanto che il gas, cloro o Sarin, non era nella base e che Trump dovrà coprirsi il capo di cenere. Questi missili sono considerati “intelligenti”, ma in verità sono molto stupidi. Non distinguono tra aerei, hangar e contenitori di gas nervino e non risparmiano vite umane. Il governo siriano ha annunciato la morte di 7 esseri umani grazie all’assassino Trump. L’avevo voto perché l’alternativa era così malvagia da non poterla sopportare. Sapevo che era una scelta obbligata. Era una scelta tra scemo e più scemo. Ma riflettendo sulla mia decisione, mi rendo conto che nel mondo panglossiano, Trump era meglio di tutti i possibili degenerati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA attaccano la base aerea siriana di al-Shayrat

Cassad, 7 aprile 2017

Nella notte i cacciatorpediniere degli USA Porter e Ross hanno lanciato 59 missili Tomahawk sulla base aerea al-Shayrat in Siria. La votazione dell’attacco al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria non aveva portato a nulla, ed era stata rinviata a tempo indeterminato. Secondo il Pentagono, la Russia è stata avvertita dell’attacco sul territorio della base aerea siriana, su cui di primo mattino ha lanciato 59 missili Tomahawk, affinché i russi la sgombrassero, se c’erano. La base aerea dal 2015 veniva usata come base di supporto per le VKS russe. Secondo i dati preliminari sono state danneggiate le piste e le infrastrutture e secondo i siriani 4 persone sono state uccise. La maggior parte del personale era stato evacuati prima dell’attacco, indicando la ricezione dell’avvertimento.
La Bolivia in questa occasione ha chiesto di convocare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere l’aggressione degli Stati Uniti. L’Iran ha condannato l’attacco. L’Arabia Saudita li sostiene. Washington ha detto che la base aerea Shayrat veniva utilizzato dall’Aeronautica della Siria per l'”attacco chimico” (non è difficile notare, nei fatti in questo caso, che ciò non significa niente). Il califfato dopo l’attacco missilistico lanciava un’offensiva a Homs est. Mosca ha reagito con dichiarazioni di delusione, a seguito di questo passo, e dovrebbe essere previsto un importante cambio dei rapporti USA-Russia. Alla luce di ciò, la probabilità di accordi innovativi ai colloqui Lavrov-Tillerson del 12 aprile sono al lumicino. Secondo fonti siriane, l’attacco alla base aerea di Shayrat rientra nelle operazioni dell’EAS contro il califfato nella liberazione di Homs e Palmyra. Secondo altri, i morti sono 5 e i feriti 7.
IL Cremlino descrive l’attacco su Shayrat come tentativo di distogliere l’attenzione dalle numerose vittime degli attacchi aerei statunitensi in Iraq (nell’assalto a Mosul) e affliggeranno le relazioni USA-Russia. Il Presidente russo Vladimir Putin dice che l’aggressione degli Stati Uniti alla Siria, nazione sovrana, viola il diritto internazionale con falsi pretesti. Su questo, come riporta RIA Novosti,il segretario stampa Dmitrij Peskov ha detto che “l’esercito siriano non possiede scorte di armi chimiche“. “La distruzione di tutte le scorte di armi chimiche da parte delle Forze Armate siriane è stata confermata dalla OPCW e dall’Otfiksirovan, le agenzie specializzate delle Nazioni Unite“, ha ricordato. “Allo stesso tempo, secondo Putin, il completo disprezzo dell’uso di armi chimiche da parte dei terroristi peggiora significativamente la situazione“, ha detto Peskov. Inoltre, il capo dello Stato vede la Siria colpita nel tentativo degli Stati Uniti di distogliere l’attenzione del mondo dalle numerose vittime tra la popolazione civile in Iraq. Il presidente russo ritiene che questo passo di Washington pregiudichi sensibilmente i rapporti USA-Russia, già in condizioni deplorevoli. “E soprattutto, secondo Putin, questo passo non ci avvicina alla meta finale della lotta al terrorismo internazionale, ma piuttosto crea un serio ostacolo alla creazione di una coalizione internazionale contro di esso, e nella risposta efficace a questo male mondiale che, tra l’altro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò come uno dei compiti principali durante la sua campagna elettorale“, ha detto Peskov.
La Federazione Russa ha richiesto la ri-convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria. Israele e il Regno Unito hanno sostenuto gli attacchi degli Stati Uniti su Shayrat.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La vera ragione per cui gli USA accusano la Russia di tutto: l’Oro

Rory Hall, Sprott Money 5 aprile 2017Come vi sentireste se programmaste una riunione di famiglia assieme a vicini e amici e la vostra lista di invitati arrivasse ad includere 185 ospiti, invitando anche il vostro noto cugino casinista, che si presenta ubriaco, armato e bellicoso, molestando una buona parte degli ospiti, spaccando i vostri vasi cinesi e poi, come bonus aggiuntivo, sparare e uccidere 12 dei vostri ospiti. Quando vostro cugino lascia la riunione, prende portafoglio e borsa di vostra moglie. Si reca anche in camera da letto, apre la cassaforte e arraffa tutto l’oro e l’argento. Vostro cugino ha ora tutte le carte di credito e tutto il denaro che avevate a portata di mano. Non vi è possibile fare nulla, nemmeno pagare il catering. Se vi sembra una storia orribile, avete ragione, lo è. Il cugino ubriaco è la metafora di come gli Stati Uniti hanno agito per parecchi anni e come hanno trattato i Paesi nel mondo. Pensate che alcune di queste nazioni ne sono abbastanza stufe? Credete che invece di subire l’oppressione da tale “cugino”, alcuni di questi Paesi troverebbero meglio semplicemente filarsela di soppiatto dalla “riunione” e continuare a farsi i propri affari? Come riferimmo il 30 marzo, Cina e Russia adottano misure per allontanarsi dal controllo del “cugino”, la nota della Federal Reserve, il dollaro, quale valuta di riserva mondiale. Sapemmo nel marzo 2016 che il Kazakistan era in trattative formali con lo Shanghai Gold Exchange sull’oro quale valuta per la nuova Via della Seta (Fascia e Via) della Cina. Il Kazakistan infonde alle grandi miniere d’oro della Russia una piccola quantità d’oro ogni anno ed è membro di Shanghai Cooperation Organization (SCO) e Unione economica eurasiatica (EEU). Poi, nell’ottobre del 2016 seguimmo come la Cina lavorasse direttamente con il FMI per aggiungere lo yuan/renminbi al paniere DSP delle valute per il commercio globale, che ora appare una copertura di ciò che segue. Da moneta globale, il renminbi muta funzioni nei mercati valutari e nei negoziati commerciali globali. Per quasi tutto lo scorso anno è sembrato che i media mainstream, con spunti di discussione da parte del governo federale, fossero ossessionati al 100% da “L’ha fatto la Russia!!” “Fatto” potrebbe essere qualsiasi cosa, dato che tale storia è cambiata così tante volte che è difficile seguirla. Il “fatto” non importa ai media che tifano per ricordare al pubblico che la Russia è colpevole! L’ossessione russa, nei passati mesi, ha affiancato un nuovo “nemico”, la Cina. Cina e Mar Cinese Meridionale sono un altro motivo di rullo di tamburi di guerra dei media mainstream. Ora abbiamo due nuovi nemici, oltre a Presidente siriano Assad, Iran, Iraq, Libia e chiunque altro con cui sentiamo il bisogno di fare i prepotenti. La lista dei nemici continua ad allungarsi, anche se ci sono esattamente zero minacce agli Stati Uniti da questi Paesi.
La Cina ha iniziato a lavorare al CIPS, sistema di regolamento del commercio mondiale, nell’ottobre 2016, mentre il renminbi aderiva al paniere dei DSP permettendole di condurre il commercio globale fuori dal sistema SWIFT di proprietà e gestione statunitensi. I due sistemi sono usati per regolare le operazioni commerciali globali, con il sistema SWIFT orientato verso la nota della Federal Reserve, il dollaro USA, mentre il sistema CIPS è orientato al renminbi cinese. “Il China International Payment System (CIPS) fu varato nell’ottobre 2015 ed entra nella seconda fase d’attuazione. La Fase Due consentirà un ulteriore ampliamento della banda di trading tra RMB e USD, che a sua volta permetterà alla camera aggiuntiva della Federal Reserve di alzare i tassi. Previdi due anni fa che il CIPS non avrebbe rovesciato o fatto concorrenza allo SWIFT dominato dal dollaro. Suggerì che entrambe le piattaforme avrebbero condiviso un codice di base collaborando per trasformare il quadro monetario. Questo è esattamente ciò che accade. La Cina ha dichiarato strategicamente le proprie riserve d’oro per la prima volta in 6 anni, dopo l’annuncio del SDR dello scorso anno. Questo annuncio strategico della Cina fu previsto qui, su POM”.
L’ingresso della Russia e del suo sistema di regolamento del commercio globale in rublo russo. Non è proprio pronta al debutto, ma non c’è di che preoccuparsi, lavorando tutto il giorno per comporre i pezzi finali. Nelle due settimane passate, la Russia annunciava al mondo che il sistema è attivo, affiancando quelli già attivi. “Ci sono state minacce di scollegarci dal SWIFT. Abbiamo finito di lavorare sul nostro sistema di pagamento, e se succede qualcosa, tutte le operazioni in formato SWIFT opereranno nel Paese. Abbiamo creato un’alternativa”, aveva detto Nabjullina incontrando il Presidente Vladimir Putin. Aggiunse anche che il 90 per cento degli sportelli automatici in Russia è pronto ad accettare il sistema di pagamento Mir, versione interna di Visa e MasterCard”. Fonte
Il quadro rende più chiaro il motivo per cui la Russia e, ora la Cina, sono diventate il “nemico” assoluto, mutati in mostri dai media mainstream che usano i guerrafondai per discutere le tesi tirate fuori dai retrobottega del governo federale. È probabile che chi occupa i retrobottega della Federal Reserve indirizzi i media mainstream nell’esibire il “nemico russo” al popolo statunitense. Se non si tratta della valuta di riserva, le banconote del dollaro statunitense, allora si spieghi questo: “Una delle misure più significative in esame è la già riportata spinta per l’organizzazione congiunta del commercio in oro. Negli ultimi anni, Cina e Russia sono stati gli acquirenti più attivi al mondo del metallo prezioso. Visitando la Cina l’anno scorso, il vicecapo della Banca centrale russa Sergej Shvetsov disse che i due Paesi vogliono facilitare maggiori transazioni in oro tra i due Paesi. “Abbiamo discusso la questione del commercio in oro. I Paesi BRICS sono grandi economie dalle grandi riserve di oro e dal volume impressionante di produzione e consumo di questo metallo prezioso. In Cina, il commercio dell’oro avviene a Shanghai, in Russia a Mosca. La nostra idea è creare un collegamento tra le due città per incrementare gli scambi tra i due mercati”, aveva detto il Primo Vicegovernatore della Banca centrale russa Sergej Shvetsov all’agenzia di stampa russa TASS”.
Diamo uno sguardo al passo successivo. Ora che Russia e Cina hanno sistemi per condurre il commercio globale al di fuori della nota della Federal Reserve, il dollaro USA, possono prendere decisioni a beneficio dei propri Paesi e del proprio interesse commerciale, senza temere che le loro valute siano disabilitate, come successe all’Iran nel marzo 2012. L’Iran fu ricollegato al sistema SWIFT solo nel febbraio 2017. Avere un’altra nazione che controlla la propria valuta è devastante. L’Iran l’apprese nel modo pegggiore e Russia e Cina ora possono mantenere attive le rispettive valute sia internamente che globalmente, al di fuori del sistema SWIFT del dollaro USA. Proprio la scorsa settimana apprendemmo che le nazioni BRICS discutono lo sviluppo del “mercato dell’oro”. “I piani futuri per facilitare le transazioni tra Mosca e Pechino in oro certamente spiegano perché i due Paesi sono i primi produttori ed acquirenti di oro. La creazione del “mercato dell’oro” dei BRICS sarebbe un ottimo modo di aggirare il dollaro, anche come “moneta” che possa essere facilmente riciclabile negli scambi con gli altri Paesi aderenti. E se la negoziazione in oro non si avrà subito, i BRICS già passano alla creazione di una “nuova architettura finanziaria” che “affronti il dominio del dollaro USA nella finanza globale”: le iniziative dei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) volte ad impostare una nuova architettura finanziaria all’ottavo vertice tenutosi nell’ottobre 2016 in India, sono recentemente sotto i riflettori. Per evitare il tipo di condizioni ai prestiti del Fondo monetario internazionale (FMI) e affrontare il dominio del dollaro degli Stati Uniti (US) nella finanza globale, si prevede che le nuove istituzioni create dai BRIC attuino il cambiamento tanto necessario nell’architettura finanziaria mondiale. Queste istituzioni sono la Nuova Banca di Sviluppo (NDB), il Fondo di riserva per gli imprevisti (CRF) dei BRICS e la Banca d’investimento infrastrutturale dell’Asia (AIIB)”. Fonte
La nota della Federal Reserve, il dollaro USA, ha goduto di un buon corso da quando è la valuta di riserva mondiale. La Federal Reserve, le banche aderenti e il governo federale degli Stati Uniti hanno rubato alle nazioni di tutto il mondo, 185. La Federal Reserve, tramite lo status di valuta di riserva mondiale, ha riversato l’inflazione dall’economia degli Stati Uniti alle altre nazioni. Cina e Russia, insieme ai Paesi aderenti a SCO, UEE e BRICS, sono nella fase finale dell’allontanamento dalla nota della Federal Reserve, che rapidamente diventa inutile sulla scena mondiale. La Cina già utilizza una moneta d’oro. 14,5 milioni di dollari in monete d’oro sono state utilizzati nelle transazioni del 2017, con il nuovo anno lunare cinese, tramite la piattaforma “chiacchieriamo”. Non è una moneta basata sull’oro, ma una moneta d’oro. Mentre queste nazioni continuano ad acquisire tonnellate d’oro, gli Stati Uniti continuano ad acquisire miliardi e miliardi di debiti. Quale scenario è sostenibile? Mentre queste nazioni continuano a costruire i loro sistemi commerciali, aggirando la valuta di riserva mondiale, come gli Stati Uniti faranno i conti con questa nuova realtà? Il governo degli Stati Uniti si comporta come il suddetto cugino ubriacone.
Perché le nazioni BRICS, responsabili di una parte significativa del PIL mondiale, continuano ad accettare il trattamento degli Stati Uniti? La belligeranza di Casa Bianca e Pentagono, a nome della NATO, ha creato una frattura globale. Gli Stati Uniti sono al verde e non possono ripagare il loro debito, possono solo molestare le altre nazioni, rubargli l’oro e bombardare chi non si allinea. Russia e Cina sono abbastanza grandi, ricche e forti da tener testa agli Stati Uniti. Svolgono in silenzio le loro attività, fanno affari, mentre gli Stati Uniti hanno sempre fatto guerra a chiunque e a tutti. Gli Stati Uniti ora puntano su queste due potenze, che non sono Siria, Libia, Iraq o qualsiasi altra piccola nazione vittima del bullismo di tali guerrafondai. Questa volta sarà diverso e la regola d’oro vale ancora, chi ha l’oro detta le regole. Cina e Russia hanno l’oro, gli Stati Uniti hanno il debito.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria, la farsa chimica continua

Alessandro Lattanzio, 5/4/2017Faras Qaram, giornalista della rete Orient TV affiliato al gruppo terroristico Jabhat al-Nusra, aveva annunciato un “attacco chimico” su Qan Shayqun 15 ore prima che accadesse. “Faras Qaram ha scritto nel suo messaggio, pubblicato alle 03:06 di lunedì mattina, prima dell’attacco chimico, che ‘una campagna mediatica prenderà il via domani per coprire l’attacco aereo con gas di cloro sui civili nella campagna di Hama’”. Come faceva Faras a sapere non solo dell’attacco diverse ore prima, ma anche a conoscere il tipo di arma chimica che sarebbe stata utilizzata nell’attacco?
Se la propaganda islamista accusava il governo siriano dell’attacco chimico a Qan Shayqun che avrebbe causato 58 morti, l’unica organizzazione a disporre di armi chimiche in Siria è Jabhat al-Nusra (noto anche come Jabhat Fatah al-Sham). “L’Esercito arabo siriano non ha utilizzato alcun gas chimico contro i cittadini di Idlib e non è logico che l’Esercito uccida gli abitanti di una città che cerca di liberare“. Il Comando Generale dell’Esercito arabo siriano e delle Forze Armate smentiva le accuse dei terroristi e dei loro sodali, “I gruppi terroristici armati sono soliti accusare l’Esercito arabo siriano di usare gas tossici contro di loro o contro i civili quando non riescono ad attuare gli obiettivi dei loro mandati e operatori, o quando non possono trarre alcun vantaggio sul campo, nel tentativo disperato di giustificare il fallimento e far continuare il sostegno dai loro padroni”. Il parlamentare siriano Sharif Shahada, indicava che il deposito di armi chimiche dei terroristi, creato nella zona, sarebbe esploso per un incidente, ed accusava la Turchia di aver fornito ai terroristi le armi chimiche. Il Ministero della Difesa della Russia aveva già rinvenuto cloro velenoso e fosforo bianco in nove campioni provenienti da Aleppo sud, nel novembre 2016. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov e il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov avevano dichiarato che l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) delle Nazioni Unite, non vollee inviare i propri esperti ad Aleppo a controllare le sostanze chimiche utilizzate dai terroristi, e tale rifiuto era “apparentemente dovuto alla pressione imposta dai nostri colleghi occidentali. Gli specialisti russi hanno scoperto che i terroristi ad Aleppo est utilizzavano munizioni con sostanze velenose per bombardare Aleppo ovest. I campioni raccolti non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di un agente tossico”. Nel maggio 2013, Carla del Ponte, membro della Commissione indipendente internazionale d’inchiesta sulla Siria delle Nazioni Unite, dichiarò che v’erano “forti sospetti concreti” che i terroristi che cercavano di spodestare il governo siriano avessero usato gas nervino. “I nostri ricercatori sono stati in Paesi vicini intervistando vittime, medici ed ospedali da campo. Secondo il loro rapporto, che ho visto, ci sono forti sospetti, ma non ancora la prova incontrovertibile, dell’uso di gas Sarin, dal modo in cui sono state curate le vittime”.

Faras Qaram, giornalista della rete Orient TV affiliato al gruppo terroristico Jabhat al-Nusra, aveva annunciato un “attacco chimico” su Qan Shayqun 15 ore prima che accadesse.

Nell’estate 2012, l’Arabia Saudita creava in Giordania una base comprendente una pista di atterraggio e depositi per armi. Zahran al-Lush, all’ora capo del gruppo terroristico Liwa al-Islam, aveva stretti rapporti con i servizi segreti sauditi guidati dal principe Bandar bin Sultan. Al-Lush era un esperto di razzi e comprò 500 chili Sarin e gas cianidrico, assieme a un ufficiale del servizio segreto turco, da un Paese dell’Europa orientale. Trasferì le sostanze chimiche attraverso in Siria. I funzionari sauditi finanziarono l’operazione attraverso le ambasciate dell’Arabia Saudita. I gas giunsero in Turchia e Libano e furono trasferiti in Siria come “prodotti petrolchimici” inviati come aiuti dall’Arabia Saudita. Nel dicembre 2012, la CNN riferì che l’esercito statunitense addestrava i terroristi nella gestione delle armi chimiche. E il battaglione chimico “Vento distruttivo” dei terroristi minacciò l’uso di gas nervino diffondendo un video sui test sui conigli.
Il 19 marzo 2013 si ebbero attacchi chimici su Qan al-Asal, ad ovest di Aleppo, e il sobborgo di Damasco di al-Atabah, uccidendo 31 civili, dopo che a Qan al-Asal le forze siriane avevano respinto l’assalto dei terroristi. Il 20 marzo, il governo siriano chiese alle Nazioni Unite di condurre un’indagine sull’attacco a Qan al-Asal, e il 21 il Presidente Bashar al-Assad presentò una lettera alle Nazioni Unite chiedendo un’indagine indipendente sull’attacco chimico, e nel maggio 2013, Carla del Ponte, commissaria delle Nazioni Unite per la Siria, concluse che furono i terroristi ad esserne i responsabili. Il 30 maggio 2013, il governo turco dichiarò di aver trovato gas Sarin a casa di un terrorista di Jabhat al-Nusra. Il 22 luglio i terroristi attaccarono Qan al-Asal uccidendo i testimoni del precedente attacco chimico. Il 4 agosto 2013: i terroristi entravano nel villaggio di Baluta, nei pressi di Lataqia, uccidendo 220 civili e rapendo 100 bambini, trattenendoli in un seminterrato a Salma per nove mesi, finché 44 furono rilasciati il 7 maggio 2014. Degli altri non si seppe più nulla. Il 18 agosto 2013, a Damasco arrivavano gli esperti di armi chimiche delle Nazioni Unite per iniziare le indagini a Qan al-Asal e il 17 e 19 agosto, secondo il quotidiano francese Le Figaro, 2 brigate di terroristi addestrati da sauditi e giordani s’infiltrarono in Siria dalla Giordania. Il 21 agosto, video e articoli denunciarono il presunto attacco chimico presso Damasco. I quattro video furono postati su YouTube dall’utente Hammoriaforever. Immediatamente, i genitori e i parenti di alcuni dei 100 bambini rapiti a Baluta riconobbero i figli in questi video sul presunto attacco nel Ghuta orientale. I terroristi affermarono che vi erano stato un attacco di armi chimiche nella regione. Il 26 agosto, il convoglio della squadra investigativa delle Nazioni Unite fu attaccato, e il 29 agosto, il reporter Yahya Ababnah raccolse le testimonianze secondo cui i terroristi avevano ricevuto armi chimiche dall’intelligence saudita per eseguire l’attacco. Il giornalista Dale Gavlak riferì che una combattente ribelle gli disse che. “Quando il principe saudita Bandar dà tali armi, li da a coloro che sanno come gestirle e usarle”. Abdal Munaym disse che suo figlio e altri 12 terroristi furono eliminati in un tunnel usato per immagazzinare armi fornite dal saudita Abu Ayasha, che guidava un battaglione di terroristi. Abdal Munaym disse che alcune armi avevano una struttura tubolare, mentre altre assomigliavano a bombole di gas enormi. “Eravamo incuriositi da queste armi. E purtroppo, alcuni dei combattenti le gestirono in modo improprio facendole esplodere”, disse un capo dei terroristi nel Ghuta orientale. Il 16 settembre 2013, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon presentò una relazione sulle indagini delle Nazioni Unite sull’uso di armi chimiche in Siria, concludendo che furono utilizzate il 21 agosto, ma senza indicare chi le avesse usate.
L’11 aprile 2014, fu segnalato un attacco con bombe al cloro su Qafr Zita, nel nord-ovest della Siria. Il 17 giugno 2014, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) concluse che fu utilizzato gas in Siria, ma senza indicarne gli autori.
Il 25 agosto 2016, l’Arabia Saudita impiegava armi chimiche contro i civili a Sana, nello Yemen, uccidendo numerose persone. Il Maggiore-Generale Abdalsatar al-Sadah dichiarò: “diversi yemeniti sono stati uccisi a seguito d’inalazione di gas velenosi in un attacco chimico”. L’11 novembre, il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov dichiarò che gli esperti avevano trovato ordigni inesplosi e frammenti di munizioni contenenti cloro e fosforo bianco nella periferia sud-ovest di Aleppo, dimostrando che terroristi usavano armi chimiche, e il 6 dicembre 2016, il giornalista della CNN Fred Pleitgen, presso Aleppo est, osservò e filmò sostanze chimiche in mano ai terroristi. Un impianto per produrre armi chimiche fu creato nell’ex-scuola elementare Sana Mahaydali, a Masaqan Hananu, zona controllata dai terroristi. L’11 gennaio 2017, l’Esercito arabo siriana scopriva agenti per armi chimiche di produzione saudita, abbandonati dai terroristi che avevano lasciato Aleppo est. Zolfo, cloro e materie prime utilizzate per i granuli plastici erano tra le sostanze saudite scoperte ad Aleppo vecchia, ed utilizzate per bombardare i quartieri di Aleppo ovest, tra cui scuole, ospedali e case. I sacchi delle sostanze chimiche recavano l’etichetta della società saudita “Sachlo” di Riyadh.

Shajul Islam, presunto medico di Idlib, è invece un cittadino inglese militante di al-Qaida poi passato allo SIIL. Sospettato di aver decapitato il giornalista James Foley. Costui disse in un’intervista di aver ricevuto le maschere antigas dagli inglesi il giorno prima dell’attacco.

La notizia dell’attacco chimico su Qan Shayqun, nella provincia di Idlib, in un’area sotto il completo controllo dei gruppi terroristici, fu diffusa per prima dai caschi bianchi e dal cosiddetto Osservatorio siriano per i diritti umani, ONG di facciata dei gruppi terroristici. Nel frattempo, il governo turco chiudeva il valico di frontiera di Bab al-Hama, rifiutando l’accesso alle ambulanze provenienti da Qan Shayqun. Tali voci apparivano mentre l’Esercito arabo siriano spazzava via l’assalto dei terroristi di Jabhat al-Nusra a nord di Hama. Infatti, i gruppi terroristici erano stati sconfitti nei pressi di Qan Shayqun, a nord di Hama, dove il 22 marzo avevano lanciato un grande attacco; ma furono respinti dall’Esercito arabo siriano che liberava i villaggi occupati eliminando 2500 terroristi e distruggendo 230 blindati e 300 autoveicoli di Jabhat al-Nusra (al-Qaida in Siria, ora ridenominatosi Hayat Tahrir al-Sham). E il 4 aprile 2017, tra le 11.30 e le 12.30, un aereo dell’Aeronautica siriana distruggeva, alla periferia orientale di Qan Shayqun, un centro per la produzione e lo stoccaggio di proiettili a carica chimica dei terroristi. L’arsenale di armi chimiche era stato inviato dai terroristi dello SIIL in Iraq.
Il Ministero degli Esteri della Siria dichiarava che le accuse contro Damasco erano state “fabbricate” e che il Viceministro degli Esteri Faysal Miqdad dichiarava che il governo siriano aveva messo in guardia sulla possibilità di un attacco chimico già diverse settimane prima. La dichiarazione del Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriane, a sua volta affermava che, “i gruppi terroristici armati hanno sempre accusato l’Esercito arabo siriano di usare gas velenoso contro i membri di tali gruppi o contro i civili. Ogni volta che non riescono a realizzare gli obiettivi dei loro mandanti ed operatori o non riescono a ottenere tutti i vantaggi sul campo, tentano disperatamente di giustificare il loro fallimento e far continuare il sostegno dai loro finanziatori. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate smentisce categoricamente l’uso di sostanze chimiche o tossiche nella città di Qan Shayqun, villaggio di Idlib, oggi, né il loro uso in qualsiasi luogo o tempo, in passato e neanche in futuro. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate conferma che l’Esercito Arabo Siriano non si abbassa a compiere i crimini efferati che i gruppi terroristici effettuano, e li accusa di essere responsabili dell’uso di sostanze tossiche e chimiche in disprezzo della vita dei cittadini inermi, per raggiungere i loro obiettivi e scopi spregevoli”.
Va notato che la nuova amministrazione degli Stati Uniti aveva appena dichiarato di non essere interessata al rovesciamento del governo siriano, riflettendo un cambiamento importante nella politica degli Stati Uniti, danneggiando i nemici del governo siriano; inoltre la stessa tesi del coinvolgimento delle forze siriane nell’attacco ne svela invece l’attribuzione ai gruppi terroristici, di concerto con i mandati regionali e internazionali, come fu nel caso del Ghuta orientale nel 2013.

Foto scattata più di un mese prima, quando i caschi bianchi terroristi furono addestrati su come affrontare attacchi chimici nella stessa località!

Notare l’assenza di qualsiasi equipaggimaneto per la guerra NBC. Neanche i guanti gli servono per affrontare agenti chimici vescicanti.

Note:
AHTribune
al-Manar
al-Watan
FARS
Fort Russ
RussiaToday
TASS
Topeteglz
Washington Times