Il satellite nordcoreano ha sorvolato il Super Bowl degli Stati Uniti

Il Pentagono conferma che Pyongyang ha posto un satellite in orbita
Sputnik 08/02/2016
Gli Stati Uniti possono confermare che la Corea democratica ha messo un “satellite o dispositivo spaziale” in orbita, ha detto il portavoce del Pentagono Peter Cook.heres-what-we-know-about-north-koreas-new-missile-and-the-satellite-it-put-into-orbit-1454876900Il 7 febbraio, la Corea democratica ha lanciato un missile lunga gittata, sfidando una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che vieta a Pyongyang il lancio di missili che possono essere utilizzati come missili balistici a testata nucleari. “Possiamo dire che hanno messo un satellite o dispositivo spaziale in orbita“, ha detto ai giornalisti Cook.

La Corea del Sud conferma la posa in orbita del satellite della RPDC
Xinhua 09/02/2016

Screen-Shot-2016-02-07-at-2.56.27-PMIl ministero della Difesa della Corea del Sud ha detto che un satellite, lanciato due giorni prima dalla Repubblica democratica popolare di Corea, era stato posto in orbita con successo. I media dello Stato della Corea democratica avevano detto che il Paese aveva messo in orbita il satellite di osservazione Kwangmyongsong-4 con un missile Kwangmyongsong, circa 9 minuti e 46 secondi dopo il decollo alle 9:30 ora locale. Confermando l’annuncio della Corea democratica, il ministero della Difesa ha detto che il missile ha svolto normalmente la separazione dei tre stadi e che il satellite era stato messo in orbita normalmente. Il missile è stato lanciato alle ore 9.30, e due minuti dopo s’era separato il primo stadio, caduto nelle acque al largo della costa nord-est della Corea del Sud. Subito dopo la separazione, il primo stadio esplose in circa 270 frammenti con l’auto-distruzione, per evitare che la Corea del Sud lo scoprisse e lo valutasse, ha detto il ministero. Il primo stadio cadde nella zona che la Corea democratica aveva indicato all’Organizzazione marittima internazionale. Il secondo stadio sarebbe caduto al largo delle coste orientali della Filippine, a 2380 chilometri dalla principale base missilistica della Corea democratica di Tongchang-ri, nella costa occidentale. Il ministero ha detto che il satellite Kwangmyongsong-4 è stato messo in orbita 9 minuti e 29 secondi dopo il lancio, 17 secondi più veloce del tempo di volo dalla Corea democratica.

Il satellite nordcoreano ha sorvolato il Super Bowl degli Stati Uniti
Contrainjerencia 08/02/2016

N160209192814BIl satellite della Corea democratica Kwangmyongsong-4 (Stella splendente) ha sorvolato lo stadio in cui si celebrava il Super Bowl, un’ora dopo la fine della manifestazione sportiva, tenutasi il 7 febbraio. “E’ successo quasi direttamente al di sopra della Silicon Valley, dove sono e dove lo stadio si trova“, ha detto Martyn Williams, osservatore tecnologico, riporta AP. Il “passaggio si è verificato alle 20:26, dopo la partita. Non vi attribuisco più di una coincidenza, ma è molto interessante“, ha aggiunto Williams. La finale del campionato di football tra i Denver Broncos e i Carolina Panthers a San Francisco (California), si era conclusa alle 19:25. Secondo il rapporto ufficiale l’Amministrazione dello Sviluppo Aerospaziale Nazionale della Corea democratica, il “lancio è riuscito; il satellite segue un’orbita polare con perigeo di 494,6 km e apogeo di 500 km, con un angolo di inclinazione di 97,4 gradi. L’orbita dura 94 minuti e 24 secondi“. Secondo Pyongyang, il satellite monitorerà le condizioni meteo, individuando risorse naturali ed estensione delle foreste, fornendo dati per aiutare gli agricoltori a migliorare i raccolti. Tuttavia, Stati Uniti d’America e Corea del Sud dicono che il lancio rientra nel progetto di Pyongyang per costruire un  missile balistico a lungo raggio dopo che un satellite spia aveva rilevato attività nel centro di prova.
Il 2 febbraio la Corea democratica comunicava all’Organizzazione marittima internazionale (IMO), un’agenzia delle Nazioni Unite, che prevedeva di mettere in orbita un satellite di osservazione della Terra tra l’8 e il 25 febbraio. Il Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD) dice che la Corea democratica ha attualmente due satelliti in orbita intorno alla Terra.1034366008-—-kopia

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cina e Russia sfidano la ‘Prima Marina’

F. William Engdahl New Eastern Outlook 21/01/2016PCN-SPO-CART.-marines-russo-chinoises-en-Mediterranée-2015-05-14-ENGLI principali pianificatori militari degli Stati Uniti dopo la guerra ispano-statunitense del 1898 studiarono con attenzione il modello imperiale dei cugini inglesi. Dal 1873, mentre l’economia inglese sprofondava in quello che chiamarono Grande Depressione, uomini come Junius Pierpont Morgan, il banchiere più potente degli USA, Andrew Carnegie, il più grande produttore di acciaio, John D. Rockefeller, il primo oligarca monopolista del petrolio degli USA, capirono che gli Stati Uniti potevano rivaleggiare con la Gran Bretagna come prima potenza mondiale se avessero avuto una “Marina seconda a nessuno”. Il dominio navale degli Stati Uniti potrebbe presto svanire dalle pagine della storia. Si guardi con attenzione ciò che Cina e Russia compiono sui mari strategici. Nell’agosto 2015 si verificò un evento dal durevole significato strategico, causando costernazione a Washington e nella NATO. Russia e Cina, le due grandi nazioni eurasiatiche, s’impegnarono in esercitazioni navali congiunte nel Mar del Giappone, al largo delle città portuale dell’Estremo Oriente della Russia Vladivostok. Commentandone il significato, il Viceammiraglio Aleksandr Fedotenkov, vicecomandante della Marina militare russa, disse al momento che la “portata dell’esercitazione è senza precedenti”, con 22 navi russe e cinesi, 20 aerei, 40 veicoli corazzati e 500 uomini per parte. Le esercitazioni erano antiaeree e antisom. Era la seconda fase delle esercitazioni navali congiunte sino-russe Sea Joint 2015, iniziate a maggio, quando 10 navi russe e cinesi effettuarono le prime esercitazioni combinate nel Mar Mediterraneo. L’importanza strategica delle esercitazioni navali russo-cinesi nel Mediterraneo e al largo delle coste di Cina ed Estremo Oriente della Russia, non erano che la punta di ciò che è chiaramente una grande strategia militare congiunta che potenzialmente sfida il controllo dei mari degli Stati Uniti. La supremazia navale è stato il puntello fondamentale della proiezione di potenza statunitense. Nel Mediterraneo, la Russia ha una base navale nella siriana Tartus, conosciuta tecnicamente come “punto di supporto tecnico-materiale”. Per la Russia, la base siriana è strategica, l’unica nel Mediterraneo. Se è necessaria alla Flotta del Mar Nero russa in Crimea come base per operazioni di sostegno all’intervento militare in Siria, Tartus è inestimabile, come pure per le varie operazioni oceaniche russe.

La prima base estera della Marina cinese
563424Un altro evento apparentemente minore ha avuto luogo verso la fine del 2015 causando pochi commenti nei media mainstream. La Cina annunciava trattative con il governo di una delle nazioni più piccole e più strategiche del mondo, la Repubblica di Gibuti, per una base navale. Gibuti ha una fortuna geografica, o sfortuna, essendo situata nel Corno d’Africa, direttamente sullo stretto davanti al vicino Yemen, dove è in corso un’aspra una guerra tra la coalizione wahabita dell’Arabia Saudita contro gli sciiti huthi, sulla stretto strategica dove il Mar Rosso si apre nel Golfo di Aden. Gibuti confina con Eritrea a nord, Etiopia a ovest e sud, e Somalia a sud-est. La prima base navale estera della Cina è in fase di negoziati con Gibuti, su una delle più importanti rotte petrolifere e commerciali del mondo verso la Cina. Tecnicamente, la base cinese sarebbe un modesto centro logistico per i pattugliatori cinesi impegnati nelle operazioni delle Nazioni Unite per il controllo dei pirati somali. Il Ministero degli Esteri di Pechino ha dichiarato che la nuova base sarà semplicemente una infrastruttura militare marittima in Africa per assistere la Marina cinese nell’adempimento delle missioni internazionali di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite. Significativamente, i cinesi hanno scelto il desolato piccolo Paese di Gibuti, con soli 850000 abitanti, dove la Marina degli Stati Uniti ha anche la sua unica base in tutta l’Africa, Camp Lemonnier. Camp Lemonnier è un’United States Naval Expeditionary Base, l’unica base permanente dell’US AFRICOM, e il centro di una rete di sei basi per i droni da ricognizione degli Stati Uniti in Africa. Il porto di Gibuti è anche sede di installazioni militari italiane, francesi, giapponesi e pakistane. Ottimi vicini. Nonostante il fatto che sia un modesto piccolo impianto rispetto Camp Lemonnier, l’importanza geopolitica per la Cina e il futuro dell’egemonia statunitense navale è molto più grande. Vasilij Kashin, esperto militare cinese del Centro per l’analisi delle strategie e delle tecnologie di Mosca, ha detto a un giornale russo, “il significato politico dell’evento ne esalta l’importanza militare. Dopo tutto, sarà la prima vera base militare cinese all’estero, anche se viene ridimensionata nella forma“. Kashin ha inoltre sottolineato che i piani per la base di Gibuti sono ” forte indicazione che la Cina diventa una grande potenza navale a tutti gli effetti, alla pari di Francia e Gran Bretagna, se non di Russia e Stati Uniti. È un’indicazione che Pechino cerca di proteggere i propri interessi all’estero, anche attraverso l’uso delle forze armate. E i suoi interessi sono considerevoli”. L’analista politico statunitense James Poulos scrivendo per The Week, pubblicazione di Washington, ha avvertito che la presenza di Washington nel continente africano ricco di risorse svanisce mentre la Cina è in forte crescita. Osserva: “…l’Etiopia ha appena cacciato gli Stati Uniti da una base per droni che Washington sperava di ampliare… In altre parole, la Cina s’installa a Gibuti, e gli Stati Uniti si ritrovano limitati a quel Paese per le operazioni in Africa orientale, punto d’appoggio precario in un ambiente competitivo. Quest’anno, l’Africa potrebbe diventare un nuovo albatro per gli Stati Uniti, e una nuova ancora di salvezza per la Cina“.

L’US Navy non è più ‘seconda a nessuno’
Dalla preparazione all’entrata nella prima guerra mondiale nel 1917, con il passaggio al Congresso della legge di espansione navale del 1916, la strategia di Washington era costruire una Marina “seconda a nessuno”. Oggi, almeno per numeri, gli Stati Uniti sono ancora “secondi a nessuno”. Ma solo sulla carta. La Marina dispone di 288 navi da combattimento, con un terzo pronto in qualsiasi momento. Ha dieci portaerei, più del resto del mondo. Ha 9 navi d’assalto anfibio, 22 incrociatori, 62 cacciatorpediniere, 17 fregate e 72 sottomarini, di cui 54 d’attacco nucleare. L’US Navy ha anche la seconda maggiore forza aerea del mondo, con 3700 velivoli, ed è anche la più grande marina militare in termini di effettivi. Guardando le potenzialità combinate delle flotte cinese e russa il quadro assume una dimensione del tutto diversa, cosa di cui i pianificatori del Pentagono appena si rendono conto, dato che guerre e provocazioni politiche insensate dei neo-conservatori contro la Cina con l’Asia Pivot di Obama, e contro la Russia con l’Ucraina, hanno materializzato nella realtà geopolitica della cooperazione militare sino-russa di oggi, più vicini che mai nella storia. Negli ultimi 25 anni di modernizzazione economica, la People Liberation Army Navy, PLAN, s’è drammaticamente trasformata in una vera marina militare oceanica, un’impresa notevole. La PLAN ha attualmente una portaerei e altri due in costruzione, 3 navi d’assalto anfibio, 25 cacciatorpediniere, 42 fregate, 8 sottomarini d’attacco nucleare e circa 50 sottomarini d’attacco convenzionale, 133000 effettivi, tra cui il Corpo dei Marines cinese. L’Aeronautica della PLAN ha 650 aerei, tra cui i caccia imbarcati J-15, caccia multiruolo J-10, velivoli da pattugliamento marittimo Y-8 ed elicotteri antisom Z-9. Se poi si combina con la Marina russa, attualmente in fase di notevole modernizzazione dopo l’abbandono alla fine della guerra fredda, il quadro è duro per Washington, per dirla caritatevolmente. La Marina russa ha 79 grandi navi, tra cui una portaerei, 5 incrociatori, 13 cacciatorpediniere e 52 sottomarini. La potenza navale della Russia è la forza sottomarina con 15 sottomarini d’attacco nucleari, 16 sottomarini d’attacco convenzionali, 6 sottomarini lanciamissili da crociera e 9 sottomarini lanciamissili balistici. I 9 sottomarini lanciamissili balistici rappresentano la preziosa capacità di secondo colpo nucleare della Russia. La Russia prevede di acquisire almeno un’altra portaerei, una nuova classe di cacciatorpediniere lanciamissili, i sottomarini lanciamissili balistici Borej II, i sottomarini d’attacco nucleare Yasen II e i sottomarini attacco convenzionali Kilo e Lada migliorati. La Russia vive una “profonda modernizzazione” della flotta sottomarina. Nel 2013 la flotta ricevette un nuovo sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili balistici (SSBN) classe Borej, e ne prevede altri cinque nel prossimo decennio. La flotta ha una nave d’assalto anfibio classe Djugon del 2014. La modernizzazione è parte del grande programma navale della Russia dei prossimi 20 anni, chiaramente suscitata dall’incessante ricerca dagli Stati Uniti della destabilizzante strategia con la Difesa anti-Missile Balistico volta contro la forza nucleare della Russia. Un altro sottomarino lanciamissili balistico a propulsione nucleare, SSBN della classe Borej Vladimir Monomakh, è operativo dal 2015. La nave gemella della classe Borej, l’SSBN Aleksandr Nevskij, ha recentemente condotto un riuscito test di lancio del missile balistico intercontinentale Bulava nella penisola della Kamchatka. I nuovi sottomarini avranno implicazioni nelle operazioni strategiche nucleari nel Pacifico: saranno più silenziosi e in grado di trasportare il doppio delle testate nucleari rispetto all’attuale classe Delta III, e molto più precise. Gli SSBN della classe Borej da Rybachij pattuglieranno il Pacifico ufficialmente in compiti di dissuasione per proteggere la Russia. Il primo di 6 sottomarini nucleari d’attacco multiruolo (SSGN) classe Yasen, progettati per entrare in servizio in Estremo Oriente nei prossimi dieci anni, entreranno nella Flotta del Pacifico nel 2017 al più presto. Nell’insieme, la significativa esperienza navale russa durante la Guerra Fredda, in combinazione con l’ambiziosa espansione e creazione di una moderna marina militare oceanica cinese, sfidano il dominio navale mondiale degli USA come mai prima. Questo potrebbe essere un buon momento per le istituzioni e i pianificatori militari degli Stati Uniti per considerare dei piani per evitare la guerra mondiale, prima che sia troppo tardi. Ingenuità? Forse.134548662_14403811733121nF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in Scienze Politiche all’Università di Princeton è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina testa un nuovo missile capace di colpire tutti gli USA

Pechino utilizza la mobilità su rotaia per schierare una delle sue armi più letali
Franz-Stefan Gady The Diplomat, 5 gennaio 2016china-missle-graphicIl 5 dicembre la Cina testava con un lancio la nuova versione ferroviaria del missile balistico intercontinentale (ICBM) DF-41 (CSS-X-20), secondo Defence Weekly dell’IHS Jane’s. Il DF-41 effettuò un test di lancio il giorno precedente (4 dicembre), affermava sulla base di informazioni ricevute, il Washington Free Beacon. Il lancio del DF-41 probabilmente ha avuto luogo presso il centro missilistico di Wuzhai nella provincia dello Shanxi, nella Cina centrale. Il test del 5 dicembre riguardava il ‘lancio freddo’ di un DF-41 da un contenitore tramite una carica a gas evitando che il motore del missile venisse acceso. Nel test completo, il motore del missile si accenderebbe qualche microsecondo dopo l’espulsione dal tubo di lancio. Il Ministero della Difesa cinese confermava, a fine dicembre, che le prove si erano svolte, senza entrare nei dettagli. “I test scientifici nel territorio cinese sono condotti secondo i piani“, aveva detto il portavoce del Ministero della Difesa Colonnello Yang Yujun nella conferenza stampa. Secondo Defense Weekly dell’IHS Jane’s, il lancio “aveva probabilmente lo scopo di testare la compatibilità del sistema di lancio con il nuovo veicolo ferroviario“. Washington Free Beacon rileva che uno studio del 2013 dell’Arms Control Project della Georgetown University (istituto collegato alla CIA, NdT), sostiene che il sistema ICBM ferroviario cinese è basato sul progetto ucraino dell’ICBM a combustibile solido e mobile su rotaia RT-23 (SS-24 Scalpel). L’RT-23 è “conosciuto come ‘sistema di lancio sottomarino terrestre’, indicando che il veicolo di lancio utilizza un tubo per l’espulsione del missile dal veicolo del treno, poco prima dell’accensione del motore“, secondo l’articolo. L’RT-23 fu schierato da Mosca dal 1987 al 2005. La Russia attualmente lavora su un altro sistema ICBM ferroviario, che dovrebbe entrare in servizio entro il 2020.
I missili ferro-trasportati cinesi saranno particolarmente difficili da seguire per le agenzie d’intelligence statunitensi. “Se quel treno ospita l’ICBM DF-41 significa che avrà anche un possibile MIRV (veicolo di rientro a testata multipla a puntamento indipendente)“, affermava l’analista della difesa Phillip A. Karber al Washington Free Beacon. “La combinazione di alta mobilità, veicoli di lancio camuffati da treni civili, protezione dei tunnel e ricarica sicura dei missili, insieme alle testate multiple, rende estremamente difficile seguire i sistemi o verificarne il numero“. “Da allora ci sono state segnalazioni secondo cui il 2° Corpo d’Artiglieria della Cina, la forza missilistica, abbia costruito 2000 chilometri di ferrovia ad ampio scartamento per questo sistema“, aggiungeva Karber. Entro il 2050, la Cina potrebbe avere più di 273500 chilometri di binari ferroviari. Come già detto (Vedi: “La Cina testa un nuovo missile in grado di colpire tutti gli Stati Uniti“). “Le agenzie d’intelligence statunitensi ritengono che un missile DF-41 possa trasportare dieci testate termonucleari da 150-300 kilotoni e possa colpire gli interi Stati Uniti continentali. E’ a propellente solido, mobile ed ha una gittata tra 12000 e 15000 km”. Il missile sarà probabilmente schierato tra il 2018 e il 2020 e potrebbe essere armato con un velivolo ipersonico (HGV) DF-ZF (precedentemente noto come Wu-14).

La Cina testa un nuovo missile in grado di colpire tutti gli Stati Uniti
L’arsenale di ICBM di Pechino appare in rapida espansione
Franz-Stefan Gady The Diplomat 19 agosto 2015

Il 6 agosto la Cina ha testato un nuovo missile balistico intercontinentale (ICBM) con due simulacri di testate nucleari, secondo informazioni ottenute dal Washington Free Beacon. Il test di lancio del 6 agosto era il quarto del missile a lungo raggio DF-41 (CSS-X-20) in tre anni, e presumibilmente confermava che il ICBM può trasportare testate multiple. Il primo test del DF-41 a testata multipla (veicolo di rientro multiplo a puntamento indipendente, o MIRV) avrebbe avuto luogo nel dicembre 2014, secondo il Washington Free Beacon. Test precedenti avvennero nel luglio 2012 e nel dicembre 2013, presso il centro spaziale e missilistico Wuzhai, a 400 km a sudovest di Pechino. L’ubicazione del sito del test dell’agosto 2015, tuttavia, rimane sconosciuta. “La tecnologia MIRV della Cina si basa sull’esportazione illegale di tecnologia satellitare dagli USA, trasferita durante l’amministrazione del presidente Bill Clinton. Lockheed Martin fu multata per 13 milioni di dollari nel 2000, nell’ambito delle esportazioni illecite che la Cina deviò sul suo programma per la testata MIRV“, riferiva Free Beacon nel dicembre 2014. Lo sviluppo del missile sarebbe iniziato nel 1986, ma fu abbandonato nei primi anni 2000. Secondo resoconti non confermati, il programma (Progetto 41H) fu rilanciato nel 2009. Tuttavia, la maggior parte dei dettagli sul programma DF-41 e le vere capacità del missile rimangono ammantate di mistero. “Pochi dettagli sulle caratteristiche tecniche del piano di dispiegamento sono attualmente disponibili. Una volta operativo, il DF-41 dovrebbe essere ad oggi il più sofisticato ICBM della PLA“, afferma Mark Stokes, ex-analista del Pentagono, al Free Beacon.
Le agenzie d’intelligence statunitensi ritengono che un missile DF-41 possa trasportare dieci testate termonucleari da 150-300 kilotoni e possa colpire gli interi Stati Uniti continentali. E’ a propellente solido, mobile e ha una gittata tra 12000 e 15000 km. L’ultimo rapporto della Commissione sul riesame della sicurezza ed economica USA-Cina, rileva che il missile potrebbe essere già schierato quest’anno, però l’arco 2018-2020 appare molto più probabile, secondo esperti indipendenti. Rick Fisher, analista presso il Centro di Valutazione e Strategia Internazionale, concorda con la suddetta relazione affermando che il DF-41 è “quasi in fase operativa“. “Il missile mobile a propellente solido DF-41 sarà il secondo ICBM con MIRV ad entrare in servizio nel Secondo Corpo d’Artiglieria della PLA, dopo l’operativo DF-5B, missile a propellente liquido e basato su silo. La linea di fondo è che la Cina potenzialmente inizia una nuova fase in cui il numero di testate nucleari aumenterà rapidamente“, ha detto Fisher in un’intervista a Free Beacon. Secondo il sito web Missile Threat, il DF-41 “rappresenta l’apice della tecnologia della RPC” e “sarà probabilmente il nucleo della forza d’attacco nucleare della Repubblica popolare cinese“. Inoltre il sito web rileva che il “DF-41 è simile al russo RS-12 (SS-27) ed è possibile che la tecnologia dell’RS-12 sia stata acquistata o rubata“. Come avevo riferito a giugno (Vedi: “Sarà questa l’arma cinese capace di affondare una portaerei?“), su Popular Science, discussi della possibilità che i velivoli ipersonici Wu-14 (HGV) fossero installati sul DF-41. Questo, nota l’autore, darebbe a Pechino per la prima volta la capacità di attacco di precisione contro qualsiasi bersaglio nel mondo entro un’ora.df-41-icbmWashington toglie le sanzioni ai missili russi
Ulson Gunnar NEO 07/01/2016

Atlas_V_first_stage_enginesWashington, che ha posto ampie sanzioni contro la Russia nell’intento sempre più vano di isolare e minare la stabilità di Mosca, si umilia e batte in ritirata togliendo il divieto ai motori-razzo RD-180 della Russia. E mentre Washington lo fa, i media statunitensi ancora dipingono la Russia come criminale, anche se gli Stati Uniti sono costretti a comprare razzi da una nazione che sostiene abbia invaso la Crimea, promosso la “guerra ibrida” in Ucraina orientale e bombardare i “ribelli” appoggiati dagli USA in Siria. Va ricordato che i motori-razzo RD-180 della Russia, dalle performance insuperabili a cui le imprese statunitensi devono ancora rispondere, sarà utilizzato per lanciare carichi in orbita per conto del dipartimento della Difesa statunitense. Popular Science, nell’articolo “il Congresso si muove per togliere il divieto di utilizzare i motori-razzo russi” afferma: “Dopo che la Russia ha invaso la Crimea, il Congresso ha giurato di bandire i motori-razzo russi. Ma il divieto di utilizzarli per lanciare carichi militari nello spazio era forse un po’ affrettato. Un nuovo disegno di legge approvato dal Congresso trova il modo di annullare il divieto. United Launch Alliance (ULA), joint venture di Boeing e Lockheed Martin, da tempo primo contraente dei lanci spaziali del dipartimento della Difesa, usa gli RD-180 di fabbricazione russa. ULA ha recentemente rifiutato l’offerta per un contratto di lanci data la limitata offerta di motori-razzo, e il Pentagono non ne è contento. Anche se ULA sviluppa un nuovo motore, il BE-4 è anni di distanza dal raggiungere la rampa di lancio. Dopo tutto, si parla di scienza”.
Mentre la Russia non ha “invaso la Crimea”, Popular Science ha ragione nel sottolineare che la sostituzione del russo RD-180 è questione di anni prima che sia realtà. Popular Science suggerisce anche un altro motivo che potrebbe essere dietro l’eliminazione delle sanzioni ai razzi russi: “ULA ha avuto a lungo il monopolio dei lanci spaziali militari. SpaceX recentemente ha avuto il permesso di utilizzare il razzo Falcon 9 per i lanci di carichi militari, proprio mentre ULA mollava il bando. Se il divieto sarà tolto, ULA e SpaceX prenderanno parte al primo concorso per un lancio militare dal 2006, che potrebbe comportare dei risparmi per il governo degli Stati Uniti”. Ironia della sorte, il desiderio dell’ULA di mantenere il monopolio, e tutto il potere ingiustificato e la ricchezza connessi, l’ha costretta ad accordarsi con una delle nazioni che vari altri interessi particolari a Wall Street, Washington e Londra cercano di minare, dividere e distruggere da decenni. SpaceX cerca di ostacolare e decentrare l’industria aerospaziale, una minaccia diretta per Boeing e Lockheed Martin, a breve e a lungo termine. Sembra che nel breve e lungo termine la strategia di tali interessi particolari di Wall Street, Washington e Londra sia incoerente e controproducente. Nel tentativo di isolare e minare Mosca, gli USA si scoprono minacciati dal business dirompente e innovatore interno. Per ridurre la concorrenza interna, tali interessi si spingono ad eliminare le sanzioni contro concorrenti esteri. Impotenti e incoerenti, gli Stati Uniti sono riusciti a fare più male a se stessi che alla Russia. Se la Russia certamente subisce le sanzioni, superandole sarà invece più forte e più autosufficiente. Per gli Stati Uniti invece, vincendo o perdendo contro la Russia, comunque ne saranno danneggiati. Per l’opinione pubblica globale, invasa quotidianamente da notizie ed editoriali sulla minaccia Russia alla pace e alla stabilità globale, il fatto che il dipartimento della Difesa statunitense ancora compri razzi dalla Russia per mettere i propri satelliti in orbita, dovrebbe far ricordare che nulla di simile a principi, fatti od onestà guida la politica estera degli USA, come viene detto dai media occidentali.
Se gli Stati Uniti non riescono a giustificare le sanzioni sui razzi russi, utilizzati in compiti vitali per il mantenimento della propria difesa, come continueranno a giustificare le rimanenti sanzioni alla Russia? Tali sanzioni restano semplicemente perché le aziende occidentali ne sarebbero colpite senza il potente lobbying di Boeing e Lockheed Martin? E ci si aspetta di continuare a credere che la Russia sia una “minaccia”, anche se rimane la socia principale degli USA nel lancio di satelliti per la difesa, per non parlare degli astronauti statunitensi ed europei e delle missioni di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale? Infatti, il balletto sulle sanzioni dovrebbe indicare alle varie parti interessate a Washington e Londra che l’ordine internazionale sembra meno un’impresa globale organizzata e più un tropismo cieco nella ricerca di profitti ovunque, anche oltre il bordo della scogliera. Per tali soggetti sarebbe il momento di prendere in considerazione la cessione e/o diversificazione, guardando sul serio con mente aperta al futuro e al vero progresso.RD180_ULAUlson Gunnar, un analista geopolitico sede a New York e scrittore soprattutto per la rivista online “Nuovo Outlook orientale“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come opera il Centro di Controllo della Difesa Nazionale della Russia?

South Front 10/12/2015Брифинг минобороны РФ в связи с катастрофой Boeing 777 в Донецкой областиIl Centro di Controllo della Difesa Nazionale della Federazione russa segna il 1° anniversario di prontezza operativa. Il 1° dicembre 2014 iniziava l’operatività del Centro di Controllo della Difesa Nazionale della Federazione Russa, nel complesso del Ministero della Difesa sul molo Frunze. Attivata un anno fa, la struttura succede al Centro di comando centrale dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Federazione Russa. L’ordine dell’istituzione del centro fu emesso dal Presidente Vladimir Putin il 10 dicembre 2013, adottando la decisione di creare il Centro per la Difesa migliorando il sistema di comando e controllo e l’economia del Paese. Era necessaria una struttura per il coordinamento operativo delle 52 autorità esecutive federali e dei tre enti statali coinvolti nella Difesa. Il centro non duplica le funzioni dello Stato Maggiore, responsabile della pianificazione strategica.

“Questo è il nostro cervello”
Sulla base dei dati disponibili, il Centro per la Difesa Nazionale è la struttura info-analitica utilizzata da Comando Supremo, Stato Maggiore e altre unità del Ministero della Difesa. Le risorse del centro possono essere utilizzate per una varietà di scopi, dall’organizzazione di eventi alle operazioni militari su larga scala. Il Centro della Difesa è simile al meccanismo di un orologio impegnato principalmente nella raccolta ed elaborazione delle informazioni dalla Russia e dal mondo. L’anno scorso il Ministro della Difesa Sergej Shojgu disse quanto segue: “Questo sistema di controllo profondamente integrato delle Forze Armate è un moderno quartier generale. E’ il nostro cervello“. Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore, riflettendo sulla natura operativa del centro, sollevava un poco il coperchio del segreto militare. Il comandante rivelava parte dell’organizzazione del Centro. Secondo Gerasimov, il personale in servizio riferisce 20 – 25 volte al giorno. I rapporti, redatti dagli analisti del centro, delineano specifiche azioni immediate da prendere in risposta a diverse situazioni. Gerasimov prende le decisioni su come procedere, se necessario con il contributo del Ministro della Difesa. “La presenza di un tale quadro minimizza il tempo del processo decisionale per una risposta adeguata alla situazione, se si tratta di processi in corso o azioni ostili alla sovranità dei territori russi… Abbiamo ridistribuito i compiti del centro che richiedono una continua prestazione, impostando le regole per lo scambio di informazioni e l’interazione“, ha detto Gerasimov. Il Centro per la Difesa Nazionale opera tutto il giorno grazie agli ufficiali in servizio a tutti i livelli tattici e strategici. I dipendenti sono operativi nei locali appositamente attrezzati, secondo lo Stato Maggiore, dei più moderni sistemi di comunicazione e di automazione. “E’ importante che la struttura dei turni di servizio operativi e manutenzione delle attività del centro non cambi nella transizione dal tempo di pace al tempo di guerra. Il volume delle informazioni cambia, l’intensità delle analisi e la preparazione delle relazioni aumentano. Gli affidabili sistemi del centro continuano ad operare in qualsiasi circostanza o situazione“, aggiungeva Gerasimov. Viene riportato sui mass media che il personale in servizio è di stanza in varie località del Paese, da Kaliningrad alla Kamchatka. La loro funzione è raccogliere dati sulla situazione politico-militare e inviarli a Mosca. Le informazioni che arrivano al centro includono informazioni su eventi e aggiornamenti sull’esecuzione degli ordini.

Supercomputer
La struttura del Centro non è nota. Lo Stato Maggiore ha rivelato alcuni dettagli su Centro di controllo delle Forze nucleari, Comando strategico e Centro di controllo delle attività quotidiane, le restanti divisioni sono classificate “segrete”. Il lavoro tecnico del centro è svolto da un supercomputer, o meglio da diversi supercomputer in rete situati nei vari centri di calcolo della Russia. La macchina analizza dati da mass media e social network, in 6 lingue. Il supercomputer è anche usato per simulare guerre e operazioni di combattimento. Il Ministero della Difesa ha riferito che il loro ‘Miracolo del calcolo’ ha prestazioni di gran lunga superiori a qualsiasi analogo estero, compresi quelli del Pentagono. Il sistema dei supercomputer nazionale ha una capacità di 236 petabyte di memoria, le prestazioni della macchina sono pari a 16 petaflop, e la velocità di elaborazione delle informazioni sufficienti ad elaborare 50 Biblioteche Lenin in un secondo. In confronto, il volume della memoria dei computer degli USA è di 12 petabyte, e le prestazioni pari a 5 petaflop. I risultati sono evidenti. Nel 2013, quando l’informazione sull’apertura imminente del Centro per la Difesa fu diffusa, gli esperti militari cominciarono accese discussioni sulla necessità di tale organismo. Gli esperti sottolineavano che la struttura dello Stato Maggiore delle Forze Armate aveva già il Centro di Comando Centrale e il Centro Situazione del Ministero della Difesa. L’analista militare Dmitrij Litovkin disse che la discussione delle nuove iniziative militari era una pratica utile: “Se non fosse per i critici e gli scettici, il Centro nazionale non avrebbe raggiunto tali risultati. Il Ministero della Difesa ha recentemente iniziato a prestare attenzione all’opinione pubblica e alle valutazioni delle proprie attività. Oggi possiamo dire che i risultati del Centro e la necessità della sua creazione sono indubbi. Quando tutto è cominciato, era difficile immaginare la portata del cambiamento tecnico e organizzativo del Centro per la Difesa“, ha detto Litovkin, secondo cui il vantaggio principale del Centro è aver riunito in un solo edificio sul molo Frunze esperti di alto livello dalle diverse specializzazioni. “Shojgu siede accanto a molti leader dalle diverse generazioni e prospettive e a militari che possono fare le loro proposte sulla situazione“, ha detto l’analista. “Grazie a questo Centro, i passaggi nel processo di emissione degli ordini sono diminuiti in modo significativo, con un significativo aumento dell’efficienza. Le informazioni vengono ricevute da media e da navi e aeromobili che operano lontano dalla Russia, il tutto in un unico posto. Questo sistema permette di prendere decisioni immediatamente“, sottolineava Litovkin.
L’istituzione del Centro per la Difesa Nazionale è stata sicuramente la decisione giusta di Vladimir Putin. Il Ministero della Difesa è riuscito a risolvere il problema della creazione di un supercomputer nazionale e di un sistema di comando e controllo automatizzato. Il processo di realizzazione del Centro per la Difesa fu lanciato in un momento relativamente tranquillo, ma l’attuale situazione militare-politica ha pienamente dimostrato la necessità di tale struttura.fz3NKtBcgAzOz0oZaDEINtwDa61xOOIETraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché la Russia seppellirà l’occidente

Se una guerra globale scoppiasse, ecco i fattori chiave che potrebbero decidere il risultato in favore della Russia
Rakesh Krishnan Simha, RBTH, 30 novembre 2015199680570Nel giugno 2014 il Pentagono condusse un’esercitazione da “tavolo”, un gioco di guerra tra Russia e NATO. Lo scenario vedeva la pressione russa sui membri della NATO Estonia e Lettonia. La NATO avrebbe potuto difenderle? “I risultati furono scoraggianti“, scrive Julia Ioffe su Foreign Policy. Anche se tutte le truppe di USA e NATO di stanza in Europa venivano spedite nei Paesi Baltici, tra cui l’82.ma Aeroportata che richiede un preavviso di 24 ore per attivarsi, gli Stati Uniti avrebbero perso. “Non abbiamo forze in Europa“, spiega un ex-generale statunitense. “Poi c’è il fatto che i russi hanno i migliori missili superficie-aria del mondo e non hanno paura di usare l’artiglieria pesante“. ‘La Vittoria’ russa non fu l’unica. Gli statunitensi svolsero l’esercitazione ben 16 volte, con vari scenari, tutti favorevoli alla NATO, sempre con la stessa conclusione. I russi erano semplicemente invincibili. In questo contesto, l’atto temerario della Turchia di abbattere un jet dell’Aeronautica russa presagisce brutte nove per la NATO. Perché la Turchia è un membro della NATO, e se l’Aeronautica russa bombardasse apertamente i turchi, almeno in teoria tutti gli altri membri del blocco militare guidato dagli USA sarebbero obbligati a difenderli. Anche se le probabilità che gli statunitensi rischino New York per Istanbul sono sempre più piccole, lasciando la Turchia assai nervosa e sola, non si può mai escludere la possibilità che una testa calda della NATO attacchi la Russia. Uno scambio nucleare avrebbe senza dubbio conseguenze catastrofiche per entrambe le parti, e forse l’intero pianeta, ma ci sono alcuni fattori che potrebbero inclinare il campo di battaglia a favore della Russia.

Megatoni
Secondo i dati scambiatisi il 1° ottobre 2014 Mosca e Washington, la Russia ha 1643 testate strategiche pronte, rispetto alle 1642 degli Stati Uniti. La differenza è marginale nei numeri, ma le forze strategiche russe terrestri hanno una potenza superiore a ogni altra cosa nell’arsenale degli Stati Uniti. L’arma deterrente principale di Mosca è il potente SS-18, uno solo dei quali può distruggere un’area delle dimensioni di New York, dello Stato non della città. Per avere un’idea della potenza distruttiva dell’SS-18, basta guardare all’arma nucleare con cui gli Stati Uniti distrussero le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La bomba di Hiroshima era una primitiva testata da 15 kilotoni che pure spazzò via un città di 70000 abitanti in pochi secondi. L’SS-18, nome in codice della NATO Satan, trasporta 10 testate ciascuna da 750-1000 kiloton. Alcuni di questi missili trasportano un’unica testata da 20000 kiloton, 1333 volte Hiroshima. Allo stesso tempo, l’80 per cento della popolazione statunitense risiede sui litorali orientali ed occidentali, così un paio di missili nucleari ben mirati possono por termine alla vita umana in queste fasce costiere densamente popolate. La Russia ha una popolazione pari alla metà di quella degli Stati Uniti ma è dispersa sulla massiccia massa del Paese, in modo che sacche di insediamenti umani sopravvivano a un primo e un secondo colpo. La Russia ha un altro asso nella manica, la flotta di bombardieri supersonici Tupolev Tu-160. Questi aerei da Mach 2 possono decollare da basi aeree ben difese situate nel cuore della Russia, sorvolare il Polo Nord, lanciare missili da crociera a testata nucleare da distanze di sicurezza sull’Atlantico e rientrare per guardarne le distruzioni sulla CNN, sempre che la CNN sia ancora in circolazione. Infatti, la flotta di bombardieri strategici russi da sola può spazzare via tutte le principali città degli Stati Uniti. Perciò gli statunitensi, che conoscono la capacità delle forze nucleari della Russia, hanno cercato di eliminare le armi apocalittiche come l’SS-18 attraverso il dialogo sulla limitazione degli armamenti.

Testate tattiche
Prima delle armi strategiche, la Russia potrebbe paralizzare le basi NATO con armi nucleari, tattiche o campali. La dottrina militare russa enfatizza l’uso di armi nucleari di bassa potenza come primi strumenti bellici per combattere conflitti volti a stordire e confondere le forze della NATO, influenzandone la capacità di pensare e agire coerentemente. Dopo che l’artiglieria nucleare tattica abbia decimato l’avanguardia delle truppe della NATO, la Russia potrebbe lanciare missili a raggio intermedio dalle piccole testate devastando le basi militari delle retrovie, limitando le vittime civili. A questo punto gli Stati Uniti sarebbero di fronte alla possibilità di ritorsione con armi strategiche e alla risposta devastante di Mosca. Una buona ipotesi è che non sia utilizzata tale opzione. Infatti, nessun presidente statunitense rischierebbe una sola città degli Stati Uniti per una dozzina di quelle europee. John F. Kennedy non rischiò nel 1962 per lo stesso motivo, la perdita anche di una sola città era troppo.

Lo stato delle forze strategiche degli Stati Uniti
994337Quanto è affidabile il Comando strategico nucleare degli Stati Uniti? Se siete uno statunitense, non sareste rassicurati dopo aver letto che i presidenti Jimmy Carter e Bill Clinton “avrebbero perso i codici di lancio che i presidenti dovrebbero avere sempre con sé in ogni momento, Clinton per mesi, secondo un ex-presidente del Joint Chiefs of Staff. Carter avrebbe inviato il suo assieme al vestito da pulire“. In ogni conflitto, a maggior ragione dall’alta posta in una crisi nucleare, morale, addestramento e disciplina sono fattori chiave. Gli ufficiali russi che hanno il compito di decidere quando e dove puntare i missili nucleari hanno dottorati di ricerca e sono tenuti a pensare da sé. Dall’altra parte, il personale statunitense dallo stesso ruolo è afflitto da alcolismo, depressione e truffa. Nulla può addolcire la crisi che affligge le forze strategiche statunitensi. Nell’ottobre 2013 il Generale Michael Carey, responsabile del comando di 450 missili nucleari, fu licenziato dopo essersi ubriacato durante una visita in Russia. Giorni prima, un altro ufficiale, il Viceammiraglio Tim Giardina, dall’alta responsabilità sull’arsenale nucleare del Paese, fu dimesso dopo essere stato colto con fiches contraffatte in un casinò dell’Iowa. Credete che sia spaventoso? Controllate. Un generale dell’US Air Force che aveva la missione di comandare le forze nucleari presso il Comando Strategico degli Stati Uniti era un alcolizzato. Il Generale David C. Uhrich teneva una bottiglia di vodka nella scrivania e beveva ripetutamente in servizio, tanto che un altro ufficiale disse agli investigatori che “se non beveva, si scatenava“. Il marciume arrivava fino agli addetti ai missili colti a barare sui test di competenza, mettendo in pericolo la prontezza degli ICBM statunitensi. Ancora una volta, nel febbraio 2014, l’US Navy rivelò che indagava sulla truffa degli ufficiali nei test sui reattori nucleari di sottomarini e portaerei. Le forze strategiche statunitensi sono anche affette da negligenza sistemica, avendo le basi degli ICBM nel Nord Dakota e Montana “i tetti che perdono“. Gli addetti ai missili, che operano in bunker a prova di esplosione a 20 metri sotto terra, sono costretti a defecare in secchi e urinare in brocche, portandoseli via dopo 24 ore. Quanto sarebbe pronto tale personale dovesse reagire ad un attacco missilistico russo, è discutibile. D’altra parte, le forze strategiche russe sono l’élite militare. La qualità del personale russo può essere dedotta dalle azioni dall’ufficiale delle forze strategiche Colonnello Stanislav Petrov. Il 26 settembre 1983, un satellite di allerta precoce russo indicava cinque lanci di missili nucleari dagli USA. Le tensioni erano alte tra Washington e Mosca dopo l’abbattimento di un aereo di linea della Corea del Sud, e Petrov ebbe solo pochi minuti per reagire. Con poche informazioni per procedere, ritenne i dati un falso allarme, ragionando che “se s’inizia una guerra, non lo si fa con solo cinque missili“. Perciò il personale al riguardo è altamente qualificato. Quando sei al centro del mirino di missili nucleari del nemico e sei rintanato in un bunker a 20 metri sottoterra, nervosismo, insonnia e depressione fanno parte della vita quotidiana. Incapace di far fronte, il personale meno istruito abusa di alcol e droghe e mostra un comportamento criminale. Dall’altra parte, istruiti e motivati, gli ufficiali potranno mantenere la calma anche in caso di scontro termonucleare. La guerra nucleare non necessariamente avviene con un rapido scambio di missili balistici. Secondo War Scare: Russia e USA sull’orlo della guerra nucleare, di Peter Vincent Pry, Direttore del Forum di strategia nucleare degli Stati Uniti, le forze strategiche russe sono addestrate a “lanciare attacchi nucleari preventivi o di ritorsione, sopravvivere ad un massiccio colpo nucleare nemico, lanciare attacchi nucleari di risposta e supervisionare le operazioni militari in una guerra nucleare prolungata, che duri settimane o mesi“. Qui, in uno scenario così straziante, gli specialisti della guerra nucleare russa sono chiaramente in vantaggio.

Controllo riflessivo: l’arma ultima
Disinformazione, camuffamento e stratagemmi sono alcuni dei modi per influenzare una guerra. I russi hanno portato queste arti antiche su un altro livello con la teoria del Controllo Riflessivo (RC). Sviluppato dagli strateghi russi negli anni ’60, RC ha lo scopo di trasmettere informazioni a un avversario che ne verrebbe influenzato prendendo volontariamente una decisione voluta dal promotore dell’azione. Può essere usato contro i decisori umani o i computer. La Russia l’impiega non solo nella strategia e tattica di guerra, ma anche nella geopolitica. Il General-Maggiore dell’Esercito russo MD Jonov fu tra i primi fautori del RC, seguendolo dal 1970. In un articolo del 1995 osservava che l’obiettivo del Controllo riflessivo è costringere il nemico a prendere decisioni che lo portino alla sconfitta, influenzando o controllando il suo processo decisionale. Jonov considera tale forma di alta arte basarsi necessariamente su una conoscenza approfondita di pensiero umano e psicologia, storia militare, radici di un determinato conflitto ed efficienti risorse da combattimento. Timothy L. Thomas scrive su Slavic Journal: “In una guerra in cui viene impiegato il controllo riflessivo, il lato con il maggiore grado riflessivo (il più capace d’imitare i pensieri dell’altra parte o di prevederne il comportamento) avrà le migliori possibilità di vincere. Il grado riflessivo dipende da molti fattori, i più importanti dei quali sono capacità di analisi, erudizione, esperienza generale e conoscenza del nemico“. Se realizzato con successo, il controllo riflessivo sul nemico permette d’influenzarne i piani di combattimento, la visione della situazione, e il modo di combattere. I metodi del RC sono vari e comprendono camuffamento (a tutti i livelli), disinformazione, incoraggiamento, ricatto e compromissione di vari funzionari e ufficiali. Secondo Robert C. Rasmussen del Centro per la Sicurezza Marittima Internazionale, “fu proprio tale applicazione del Controllo Riflessivo che il giovane Vladimir Putin avrebbe appreso nel suo primo anno presso la Scuola 401 del KGB e nella carriera di ufficiale di KGB/FSB“. Perché ogni battaglia viene combattuta nella mente prima che un proiettile sia sparato sul campo, e la lunga esperienza della Russia col RC sarebbe un fattore chiave nella lotta esistenziale con gli Stati Uniti.Saru_Shagan_01La Russia testa un missile antisatellite
Mosca si unisce alla Cina nella corsa alla guerra spaziale
Bill Gertz Free Beacon 2 dicembre 2015

CSs9C6LUwAAApgQ1La Russia ha effettuato il primo test di un nuovo missile antisatellite, questo mese, segnando una nuova fase della militarizzazione globale dello spazio. Il test di lancio del missile antisatellite noto come Nudol, ha avuto luogo il 18 novembre, secondo ufficiali a conoscenza dei rapporti del test. Il primo test riuscito in tre tentativi, hanno detto i funzionari. Con il test missilistico antisatellite la Russia si è unita alla Cina armando le proprie forze con armi strategiche spaziali. Venti giorni prima la Cina effettuava un test del suo missile antisatellite. Il Dong Neng-3 fu testato il 30 ottobre nella Cina occidentale. Un portavoce del Pentagono non ha rilasciato commenti sul test missilistico russo.
Il Comandante dell’Air Force Space Command, Generale John Hyten, avvertiva questo mese che Russia e Cina sviluppano le capacità militari spaziali che minacciano i satelliti cruciali degli Stati Uniti. “Sviluppano capacità che ci riguardano“, ha detto Hyten, secondo un rapporto del Colorado Springs Gazette pubblicato il giorno prima del test. Poche informazioni sono disponibili sul programma russo. Tuttavia, come la Cina, il missile ad ascesa diretta russo appare legato ai programmi di difesa missilistica. Notizie della stampa russa identificano il sistema di lancio mobile come “un nuovo missile intercettore a lunga gittata del sistema di difesa aerospaziale russo”. L’arma è “in fase di sviluppo nell’ambito dell’OKR Nudol (Programma sperimentale)“, riferiva Novosti nel 2014. La nuova arma è sviluppata dal Complesso della Difesa Aerea Almaz-Antej. Hyten, comandante del Comando Spaziale, ha detto che non vuole vedere il conflitto estendersi nello spazio, ma notava che “dobbiamo essere in grado di difenderci“. Hyten ha detto che diverse nazioni, tra cui Russia, Corea democratica, Cina e Iran sviluppano capacità antisatellite. Gli analisti dicono che la minaccia spaziale ai satelliti evidenzia una vulnerabilità strategica. Con solo due dozzine di missili antisatellite, Russia o Cina potrebbero paralizzare intelligence, navigazione e comunicazioni degli Stati Uniti, fondamentali per le operazioni militari e le infrastrutture civili. Il deputato Mike Pompeo (R., Kansas) ha detto che il test russo preoccupa. “Con il presidente Obama che taglia il nostro budget per la difesa e cerca di allearsi con Putin, i russi continuano a sviluppare capacità tecnologiche per militarizzare lo spazio e colpire i nostri mezzi tecnici cineticamente e via cyberspazio“, ha detto Pompeo del Comitato sull’Intelligence del Congresso. “Possiamo scioccamente chiudere un occhio su questi sviluppi, o riconoscerne la minaccia e sviluppare la capacità di assicurare che i nostri satelliti, militari e commerciali, non siano suscettibili di attacchi o ricatti”, ha detto al Washington Free Beacon. L’ex funzionario del Pentagono Mark Schneider ha detto che il test russo evidenzia il fallimento degli Stati Uniti nel prepararsi alla guerra spaziale. “C’è un’enorme asimmetria sulle armi spaziali“, ha detto Schneider dell’Istituto Nazionale per la Politica Pubblica. “Per decenni il Congresso ha impedito agli Stati Uniti d’inviare armi nello spazio e anche sviluppare capacità ASAT a terra“, ha detto Schneider. “Non esiste tale vincolo per i russi e la Russia viola i trattati sul controllo degli armamenti quando è nell’interesse farlo, trovando ampia opportunità nel farlo”. Nel febbraio 2015 la relazione non classificata dell’Agenzia dell’Intelligence della Difesa al Congresso dichiarava che “i leader militari cinesi e russi riconoscono gli univoci vantaggi dell’informazione offerta dai sistemi spaziali e sviluppano le capacità di negare l’utilizzo dello spazio in caso di conflitto“, ha aggiunto Schneider.
Pavel Podvig, direttore del progetto on line sulle Forze Nucleari russe, ha detto che un’immagine grafica raffigurante il Nudol fu postata su un sito russo. “L’informazione è scarna, ma per quanto ne so Nudol è componente di un sistema missilistico di difesa”, ha detto Podvig. “Può essere collegato al programma che aggiornerebbe la difesa missilistica di Mosca. Potrebbe essere parte del progetto denominato Samoljot-M“. È possibile che Nudol serva a colpire i satelliti, secondo Podvig, che notava l’impiego nel 2008 di una versione modificata dell’intercettore antimissile SM-3 dell’US Navy per abbattere un satellite da ricognizione in disuso degli USA. Tuttavia, Podvig dice che il sistema Nudol sembra usare un radar fisso che darebbe capacità antisatellite limitate. L’immagine pubblicata online indicherebbe un sistema mobile, ma senza radar mobile si limiterebbe a colpire i satelliti che passano su Mosca. Mosca ha recentemente annunciato l’intenzione di aggiornare il sistema di difesa missilistica che utilizza intercettori a testata nucleare. Il Colonnello Andrej Kheburin, comandante del battaglione della difesa missilistica nelle Forze aerospaziali della Russia, ha detto alla radio russa che le difese missilistiche sono in fase di aggiornamento. “Molto presto riceveremo un sistema di difesa missilistico aggiornato con nuovi mezzi di distruzione, realizzando così il compito di fornire una difesa missilistica per Mosca in qualsiasi ambiente“, ha detto alla radio russa, secondo l’agenzia Interfax.
L’amministrazione Obama con forza s’è opposta allo sviluppo delle armi antisatellite della Cina, ma non ha fatto menzione del programma russo. Il portavoce del dipartimento di Stato Narendra Blake ha detto: “Non commentiamo su questioni d’intelligence”. I funzionari del dipartimento di Stato in passato dissero che lo sviluppo di armi spaziali della Cina è destabilizzante. “I sistemi ASAT in continuo sviluppo e sperimentazione distruttiva (antisatellite) sono destabilizzanti e minacciano la sicurezza a lungo termine, e la sostenibilità ambientale spaziale“, aveva detto a febbraio Frank Rose, assistente del segretario di Stato su controllo, verifica e conformità degli armamenti. La Cina ha condotto diversi test di armi antisatellite, tra cui uno nel 2007 che lasciò decine di migliaia di detriti pericolosi galleggianti nello spazio. I detriti continuano a minacciare i satelliti. Nel frattempo, un satellite su orbita polare della National Oceanic and Atmospheric Administration, NOAA 16, si dissolveva nello spazio, misteriosamente, la scorsa settimana, secondo il Joint Space Operations Center dell’US Air Force. “La causa è ancora sconosciuta ad oggi” ha detto John Leslie portavoce della NOAA. Il portavoce dell’US Air Force Space Command Nick Mercurio ha detto che alcun satellite o altro oggetto fu rilevato nei pressi del NOAA 16 prima della disintegrazione del 25 novembre. I detriti attualmente non presentano un rischio per gli altri satelliti, ha detto.1773939_originalTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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