Mentre la Kuznetsov rientra alla base, US Navy e Royal Navy sono ‘in riparazione’

Alexander Mercouris, The Duran 12/2/2017cc5f31c345eb4b98973984b9a44168ddContrariamente alle notizie allarmistiche su internet, l’Admiral Kuznetsov completava la missione in Siria senza seri indicenti, e i media confermano che le portaerei della Marina militare degli Stati Uniti e la flotta dei sottomarini d’attacco nucleari della Royal Navy sono in porto per riparazioni.
Pochi mesi fa i media occidentali impazzavano sulla portaerei della Russia, l’Admiral Kuznetsov, che navigava a tutto vapore verso le coste siriane. I ben noti problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, che non hanno mai ostacolato la missione, furono grottescamente esagerati presentando la nave come arcaico e obsoleto lasciato della guerra fredda. Come dissi al momento, i problemi ai motori della nave non erano tali da comprometterne la missione, ed erano ben noti e comprensibili. Da allora non si sono avute notizie di guasti ai motori dell’Admiral Kuznetsov nella missione in Siria, ed ora è rientrata nel porto di stanza, in Patria, al sicuro. Nel frattempo, si è saputo che
1) l’HMS Duncan, esemplare degli avanzati cacciatorpediniere Tipo 45 della Gran Bretagna, ha avuto un guasto a novembre e si è dovuto rimorchiarlo in porto, e che tutti i cacciatorpediniere Tipo 45 hanno motori inaffidabili e mal progettati;
2) l’USS Zumwalt, ultimo e più avanzato cacciatorpediniere dell’US Navy, si è guastato a novembre, mentre transitava nel canale di Panama;
3) tutta la potente forza di 10 portaerei a propulsione nucleare dell’US Navy, all’inizio di gennaio, era in bacino per riparazioni, non una sola unità era operativa;
4) l’intera flotta di sottomarini d’attacco nucleari inglesi è fuori servizio e in riparazione, con un solo sottomarino attivabile, ma sempre in porto, mente la nuova classe Astute è afflitta da problemi ai motori e di altri tipo. I capi della Royal Navy ne erano così chiaramente imbarazzati che non lo riferirono alla prima ministra Theresa May. (In tutta onestà la Royal Navy ha “categoricamente negato” la storia. Tuttavia, il Daily Telegraph che aveva pubblicato la smentita, l’ha immediatamente minata riportando una fonte di Whitehall dire che “nessuno è onesto sullo scandalo“).
5) due terzi degli aerei F/A-18 Hornet e Super Hornet dell’US Navy sono a terra, secondo Defense News: “Nel complesso, più della metà degli aeromobili della Marina è a terra, soprattutto perché non ci sono abbastanza soldi per ripararli. Inoltre, non ci sono abbastanza soldi per riparare le navi e il numero di navi che necessita di manutenzione continua a crescere. Le revisioni, “disponibilità” in gergo della marina, vengono cancellate o differite, e quando le navi le ricevono, hanno bisogno di più tempo per completarle. La revisione di una portaerei richiede almeno tre anni, e alcuni sottomarini restano fuori servizio per periodi prolungati, quattro anni o più. Un sottomarino, il Boise, ha perso la certificazione alle immersioni e non può più operare aspettando di entrare in cantiere. I capi affermano che, se ulteriori fondi non saranno resi disponibili, altri cinque sottomarini saranno nelle stesse condizioni entro la fine dell’anno. La Marina non riceve i fondi per spostare il personale in servizio e le famiglie, cambiandone l’assegnazione, e circa 440 milioni di dollari servono per lo stipendio dei marinai. L’arma sostiene che il 15 per cento dei suoi impianti a terra è in rovina, in attesa di riparazione, sostituzione o demolizione.”
Il senso della proporzione è all’ordine. Il fatto che US Navy e Royal Navy subiscano l’esubero dei costi e che molte navi sono in porto per riparazioni, non significa che siano forze esaurite o tigri di carta. Le navi da guerra, soprattutto portaerei e sottomarini nucleari, sono tra le macchine più complesse mai costruite, ed è comprensibile che richiedano manutenzione costante ed intensa. Al di là che i costi operativi per queste navi siano fenomenali, è molto più conveniente tenerle in porto quando non vi è alcuna necessità di schierarle. Tuttavia, se è giusto mostrare proporzione e comprensione per i travagli di US Navy e Royal Navy, si dovrebbe ugualmente fare la stessa cosa per i militari russi, come la Marina militare russa, e non arpeggiare costantemente sui alcuni problemi che, come dimostra l’Admiral Kuznetsov, in realtà non ne affliggono l’operatività. Al contrario, la serie di esercitazioni operative a cui le Forze Armate russe sono ripetutamente sottoposte, molte avviate senza alcun preavviso per le unità coinvolte, suggerisce che le Forze Armate russe sono attualmente più operative di molti eserciti occidentali.150616060515-3-carriers-san-diego-super-169

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le “Fake News” sulla Corea democratica

Caleb Maupin New Eastern Outlook /11/02/20171028339508I media continuano la campagna contro le “notizie false”, invitando la gente a ascoltare solo i soliti media capitalisti filo-occidentali, nonostante la loro documentata storia di imprecisioni. I media statunitensi denigrano tutto ciò che riguarda la Repubblica Popolare Democratica di Corea, un grande esempio di parzialità e inganno. A volte i media degli Stati Uniti vengono colti a riportare palesemente falsità sulla Corea democratica, come ad esempio la pretesa scandalosa che Kim Jong-Un abbia giustiziato qualcuno facendolo sbranare da un branco di cani selvatici. Ciò s’è dimostrato falso, o fake news. Tuttavia, la maggior parte del pubblico viene ingannato sulla RPDC in modo più sottile.

I “miracoli economici” dimenticati
Ad esempio, la maggioranza degli statunitensi crede che il sistema economico della metà settentrionale della penisola coreana sia un fallimento assoluto che ha causato null’altro che carestie; ciò è palesemente falso. Un nuovo video del Council on Foreign Relations, think tank della politica estera statunitense, vede Scott Snyder menzionare di passaggio: “E’ un sistema socialista, basato sul modello sovietico. L’economia è centralizzata e funzionò bene nei primi anni ’60, ma s’è bloccata“. Un articolo della BBC del 2008 diceva la stessa cosa: “A un certo momento, l’economia centralmente pianificata della Corea democratica sembrava funzionare bene, anzi, nei primi anni dopo la creazione della Corea democratica, dopo la seconda guerra mondiale, ebbe risultati spettacolari. La mobilitazione di massa della popolazione, insieme all’assistenza tecnica e gli aiuti finanziari sovietici e cinesi posero tassi di crescita economica annua del 20%, addirittura del 30%, negli anni successivi la devastante guerra di Corea del 1950-1953. Ancora nel 1970, la Corea del Sud languiva all’ombra del “miracolo economico” del Nord“. Lo Studio della RPDC pubblicato dall’US Library of Congress descrive in dettaglio i risultati economici del Paese, come alloggi, alfabetizzazione, autosufficienza e accesso alle sanità. La carestia si ebbe negli anni ’90. All’indomani del crollo dell’Unione Sovietica, la Corea democratica non poteva importare petrolio, da cui il sistema alimentare del Paese dipendeva. Nella Corea democratica tale periodo è noto come l'”ardua marcia”. Il governo incolpò le sanzioni degli Stati Uniti per la crisi alimentare. Tuttavia, quando si parla di Corea democratica, i media statunitensi sottolineano il periodo dell'”ardua marcia” e omettono i “miracoli economici” degli anni ’60. Inoltre, le cause della crisi alimentare degli anni ’90 non vengono mai spiegate. Un singolo episodio della carestia degli anni ’90 non rappresenta l’intera esperienza della costruzione del socialismo in Corea democratica. Inoltre, il pubblico è portato a credere che gli unici fattori furono fallimento dell’economia socialista e incapacità del Partito dei Lavoratori di Corea. Di solito evitando di parlate degli altri fattori, come sanzioni, mancanza di terreni coltivabili, siccità, inondazioni, ecc.

Nucleare: tutta la storia
L’altro esempio di omissione ed enfasi riguarda la proliferazione nucleare. La Corea democratica si ritirò dal trattato di non proliferazione nucleare il 10 gennaio 2003. E si riconosce ora che il Paese possiede armi nucleari. Perché? I media statunitensi ignorano, omettono o nascondono il contesto dello sviluppo delle armi nucleari nordcoreane. Il pubblico è portato a credere che la Corea democratica abbia sviluppato in modo casuale le armi nucleari, con il desiderio di attaccare gli Stati Uniti o minacciare i vicini. Si veda meglio il contesto omesso della storia della proliferazione nucleare nella penisola coreana. Durante la guerra di Corea, milioni di coreani morirono. Alcuni stimano che circa il 30% della popolazione della Corea democratica andò persa. Ogni edificio di più di un piano fu distrutto. Durante la guerra, gli Stati Uniti pensarono apertamente di usare le armi nucleari contro le forze coreane e cinesi. Douglas MacArthur fece queste minacce pubblicamente. La Corea democratica ratificò il trattato di non proliferazione nucleare nel 1985. Nel 1993 minacciò di ritirarsi. A quel tempo, il Paese subiva carestia, minacce e sanzioni degli Stati Uniti, e la scomparsa degli alleati sovietici. Vi furono negoziati tra governo degli Stati Uniti e della Corea democratica da cui la Corea democratica non si ritirò. Nel 1994 l'”accordo quadro” fu posto tra Stati Uniti e Corea democratica. Si comprese che la Corea democratica avrebbe avuto aiuti agricoli e petrolio e gli Stati Uniti adottato relazioni diplomatiche con la Corea democratica, il tutto in cambio della non proliferazione nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti non adempirono mai all’accordo. Il Congresso degli Stati Uniti bloccò l’accordo che l’amministrazione Clinton aveva negoziato. In tale contesto, la Corea democratica non seguì gli obblighi dell’accordo e, infine, creò le armi nucleari. I media statunitensi ovviamente ignorano questi eventi. La leadership della Corea accettò di non sviluppare le armi nucleari in cambio di cibo per la popolazione affamata, così come di altre forme di aiuto umanitario, nel periodo delle carestie. I capi degli Stati Uniti non rispettarono le loro promesse. Poco cibo e petrolio fu consegnato. Quindi non sorprende od offende che la Corea democratica abbia lasciato perdere l’accordo, infine, e costruito le armi nucleari? Tale azione si conforma al racconto dello “Stato canaglia” guidato da un leader “folle” intenzionato a distruggere il pianeta?
Quando alcuni fatti di base sono menzionati, l’intero racconto e la percezione della Corea democratica vanno a pezzi. La Corea democratica non ha sempre subito la carestia e secondo le fonti, anche piuttosto ostili come BBC e Council on Foreign Relations, il suo sistema economico ebbe successo e inoltre la Corea democratica sviluppò armi nucleari solo in risposta all’inadempienza degli Stati Uniti ai loro obblighi nel negoziato. Avevano promesso certe cose in cambio della non creazione di armi nucleari. Non le ebbero e così andarono avanti. Questi fatti sono convenientemente dimenticati in ogni discussione sulla Corea democratica, ma sono molto importanti per capire il Paese e il suo rapporto con il mondo. Ignorando aspetti importanti della realtà, i media diffondono “notizie false” spingendo ad ascoltare esclusivamente esse? Non è probabilmente una buona idea, soprattutto per chi vuole la pace.16708720Caleb Maupin è un analista politico e attivista di New York. Ha studiato scienze politiche presso il Baldwin-Wallace College ed è stato ispirato e coinvolto nel movimento Occupy Wall Street, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La flotta inglese è alla deriva

Alessandro Lattanzio, 11/2/2017

HMS Vanguard

HMS Vanguard

Tutti i sette sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN) del Regno Unito sono fuori servizio. I cinque sottomarini HMS Triumph, HMS Torbay, HMS Artful, HMS Talent e HMS Trenchant, sono in riparazione per guasti mentre il sottomarino diesel-elettrico (SSK) HMS Ambush è in riparazione dopo lo speronamento con una nave mercantile presso Gibilterra, nel luglio 2016. L’HMS Talent ha subito danni alla vela per 500mila sterline, con una collisione contro un lastrone di ghiaccio mentre inseguiva delle navi russe. Secondo il Daily Mail, nel 1981, quando il sottomarino a propulsione nucleare HMS Sceptre si scontrò contro il sottomarino sovietico K-211, all’equipaggio della nave inglese fu ordinato di dire che avevano colpito un iceberg, e non un battello sovietico. L’Ambush invece è un sottomarino classe Astute da 7400 tonnellate di dislocamento, costato 1,1 miliardi di dollari e dotato di missili da crociera Tomahawk. A più di sei mesi dall’incidente, è ancora in riparazione.
Il professor Anthony Glees, esperto di politica, sicurezza ed intelligence presso l’Università di Buckingham, ritiene che, “Quando si tratta di sorvegliare i nostri confini con le navi, abbiamo bisogno di una flotta forte. Ma la mia sensazione è che la sicurezza dipenda dal successo dell’economia. Credo che tutti siano d’accordo che, dopo la Brexit, la Gran Bretagna sarà più povera piuttosto che più ricca“. Nel novembre 2016 i sottomarini del Regno Unito rimanevano senza missili antinave per motivi di bilancio. “La linea di fondo è che ciò è imbarazzante per il governo. Se siamo una Gran Bretagna dagli interessi globali, dobbiamo difenderli. È una notizia particolarmente cattiva per il governo della Brexit di May. Non penso che questo sia dovuto a sue responsabilità, ma le conseguenze saranno di sua competenza. La Gran Bretagna sarà più povera come la volontà del contribuente di spendere soldi per la difesa? La maggioranza ha votato la Brexit per ridurre i costi“. In effttti, il ministero della Difesa di Londra, per via delle riduzioni del bilancio della Marina, limiterà l’armamento delle navi di superficie ai soli cannoni da 114mm e da 30mm, mettendo da parte il sistema missilistico antinave Harpoon Block-1C, imbarcato sui cacciatorpediniere antiaerei Tipo 45 e le fregate antisom Tipo 23. “Di conseguenza, le navi da guerra della Royal Navy avranno una potenza di fuoco inferiore a quella del nemico, più di quanto non fosse nel 19.mo secolo”. Inoltre, la Royal Navy disporrà di sole 17 navi, tra fregate e cacciatorpediniere, il minimo storico. Nel 2010, il Regno Unito radiò i cacciatorpediniere lanciamissili Tipo 42 e le fregate Tipo 22, il cui armamento missilistico fu trasferito su almeno 3 cacciatorpediniere Tipo 45.
cb0k6o-xiaez6wiAnche il programma nucleare Trident del Regno Unito ha creato problemi a Londra, oltre al costo di 252 milioni di dollari all’anno. L’ingegnere inglese William McNeilly nel maggio 2015 pubblicò un rapporto di 18 pagine su Internet sull’inefficienza della sicurezza della flotta sottomarina nucleare del Regno Unito. L’ingegnere della base navale di Faslane, in Scozia, si dava alla latitanza dopo la pubblicazione del rapporto, dove descriveva lo stato generale del programma Trident come “disastro in attesa di accadere”, e definiva la Royal Navy così disperata da assumere personale di cui non conosce il passato, così è “questione di tempo prima che s’infiltri uno psicopatico o un terrorista”. Il Regno Unito dispone di quattro sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) basati in Scozia, nell’unica struttura che può ospitarli. Nel giugno 2016, l’HMS Vengeance lanciò un missile Trident, privo di testata, in un’esercitazione al largo della Florida, ma il missile per un errore di navigazione puntò sulle coste orientali degli USA, invece di volare sull’Oceano Atlantico verso l’Africa. L’errore fu nascosto, per mesi, allo scopo di non disturbare il voto, del 18 luglio, sulla sostituzione dei vecchi SSBN classe Vanguard, di cui HMS Vengeance fa parte, con quattro nuovi SSBN classe Dreadnought, da progettare e costruire in collaborazione con il programma Columbia della Marina degli Stati Uniti entro il 2028, per un costo stimato in 50 miliardi di dollari. Il governo fu accusato di aver nascosto il fallito test quando la nuova Prima ministra Theresa May, intervistata in televisione, rifiutò per quattro volte di dire se avesse saputo dell’incidente prima del dibattito al Parlamento sul programma Dreadnought. May disse solo che aveva, “fede assoluta nei nostri missili Trident“. Inoltre, anche se il ministero della Difesa insisteva ad affermare che l’esercitazione con il missile Trident era riuscita, si è sempre rifiutato di divulgarne le informazioni, citando la segretezza sulla sicurezza nazionale, ma senza convincere il partito laburista all’opposizione. Se il ministro della Difesa Michael Fallon dichiarò alla Camera dei Comuni: “Contrariamente alle notizie della stampa, l’HMS Vengeance e il suo equipaggio sono stati testati con successo e certificati pronti ad essere operativi“. Julian Lewis, del partito conservatore e presidente del comitato ristretto sulla Difesa dei Comuni, chiedeva: “Il ministro ci dice che nulla è andato storto in questo particolare lancio? Pur ammettendo che il deterrente nucleare va tenuto segreto, una volta comparsa la notizia sul possibile fallito lancio di un missile, non è meglio essere sinceri, soprattutto se non avrebbe alcuna importanza strategica, in questo caso?” La deputata laburista Mary Creagh chiese conferma della notizia della CNN secondo cui il missile si era autodistrutto al largo della Florida. “Se è così, perché Parlamento e pubblico inglesi sono gli ultimi a saperlo?” E il deputato laburista Kevin Brennan affermava che il silenzio del governo non ha “alcun senso, visto che… i nostri omologhi del Congresso degli USA certamente hanno tutti i dettagli di ciò che successe nel test“. Brendan O’Hara del Partito nazionale scozzese, oppositore del programma Trident, affermava: “Dato che uno dei missili nucleari del Regno Unito è virato sugli Stati Uniti, è un insulto alla nostra intelligenza cercare di rivendicare, come fa il governo, che capacità ed efficienza del Trident sono insindacabili“. Fallon rispose: “Non confermo le speculazioni della stampa e metto in guardia i parlamentari dal credere a tutto quello che leggono sulla stampa domenicale. I governi precedenti in diverse situazioni, anzi in tempi più benevoli, avrebbero preso decisioni diverse sulle informazioni da rivelare (sul test). Ma questi non sono, ovviamente, tempi benevoli”. A ciò Horatio West, ex-primo lord del mare e ministro della Sicurezza, rispondeva che il fatto che il governo non riconoscesse il “piccolo errore” del sistema missilistico, è “strano e stupido“.

HMS Ambush

HMS Ambush

Fonti:
Anàlisis Militares
NWEmail
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
The Guardian
USNI

La Russia sopravviverà a un attacco nucleare

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 04/02/2017sav_5266Secondo Bloomberg, l’ufficio del direttore della National Intelligence e il Comando Strategico degli Stati Uniti lavorano sulla valutazione se le leadership russa e cinese possano sopravvivere a un attacco nucleare e continuare ad operare. Il Comando Strategico vuole anche “dare una descrizione dettagliata” di “come la leadership sopravviva” e “diriga” Russia e Cina in relazione alla pianificazione della guerra nucleare degli Stati Uniti. Il nuovo studio è stato ordinato dal Congresso prima che il Presidente Donald Trump s’insediasse. I risultati saranno probabilmente presi in considerazione dalla nuova amministrazione nell’avviare la nuova Nuclear Posture Review. Secondo i piani elaborati dalla precedente amministrazione, la modernizzazione da mille miliardi di dollari della triade nucleare in più di 30 anni, avrà inizio a metà degli anni 2020. Il documento comprende molti dati tecnici e curiosità, ma alle principali domande si può già rispondere. La Russia sopravviverebbe a un attacco nucleare? Sì. Potrà rispondervi tempestivamente? Sì.
Nel 2017 ci saranno tre nuovi radar di sorveglianza a lungo raggio e alta efficienza energetica Voronezh-DM operativi a Orsk, Barnaul e Enisejsk. Il radar ha una portata di 10000 km ed è in grado di tracciare simultaneamente 500 oggetti. La portata orizzontale è 6000 km e quella verticale 8000 km. Ad una distanza di 8000 km, il radar può rilevare i bersagli delle dimensioni di un “pallone da calcio”. Le stazioni radar che operano a Baranovichi, Murmansk e Pechora sono state aggiornate. Insieme, questi radar garantiscono il primo allarme in caso di attacco da qualsiasi direzione. Un altro radar Voronezh-DM è in costruzione a Murmansk per aggiornare il primo allarme della nazione. Il 2017 è l’anno in cui la Russia non avrà lacune nella copertura di preallarme. I lanci dei missili saranno rilevati anche dallo spazio dai nuovi satelliti di primo allarme. 10 saranno operativi entro il 2022. Dopo aver ricevuto un primo allarme, gli avanzati sistemi di difesa aerea S-300 e S-400 contrasteranno l’attacco. Supponiamo che un missile attraversi le difese. Ci sono ben protetti centri di comando sotterranei in grado di sopravvivere autonomamente. Vi sono sistemi a terra ben attrezzati, soprattutto il National Defense Control Center (NDCC) russo, operativo dal 2015. Cosa succede se le difese e la protezione falliscono e l’infrastruttura di comando a terra è fuori uso? I velivoli Iljushin Il-80 Maxdome entreranno in gioco. Il velivolo è destinato ad essere impiegato come centro di comando volante per i vertici russi, tra cui il presidente, in caso di guerra nucleare. Operativo dal 2015, il posto di comando “giorno del giudizio” può dirigere esercito, marina, forze aerospaziali e forze missilistiche strategiche. Vi sono quattro Il-80 in servizio nelle Forze aerospaziali Russia. Sulla capacità di rappresaglia. Il sistema di difesa definitivo della Russia, Perimetro, attuerebbe l’attacco nucleare di rappresaglia, anche se le linee di comando e comunicazione delle Forze missilistiche strategiche sono completamente distrutte. Non vi è alcun modo per rilevare il sistema, parte di un’unica rete di comando e controllo occultata in profondità. La capacità della Russia di rilevare lanci di missili fu testata nel 2013. L’assai avanzato sistema di difesa aerea Vitjaz del distretto militare del Sud rilevò 2 missili da crociera israeliani Popeye Turbo lanciati da un sottomarino classe Dolphin in pattugliamento nel Mediterraneo orientale. Furono “quasi subito” distrutti da un missile del cacciatorpediniere dell’US Navy Arleigh Burke operante nell’area. Il sistema di primo allarme russo rilevò il lancio di missili balistici nell’aprile 2016.
Donald Trump ha chiesto l’aggiornamento l’arsenale nucleare degli Stati Uniti. Secondo lui, “gli Stati Uniti devono rafforzare ed espandere notevolmente la propria potenza nucleare, fino al momento in cui il mondo rinsavisce sulle armi nucleari. Lasciate che ci sia la corsa agli armamenti . Li sorpasseremo a ogni passaggio e gli sopravviveremo”, aveva detto. Ma la Russia non può essere sconfitta da un primo attacco nucleare. Invece, può essere impegnata in un dialogo costruttivo. La modernizzazione non è necessariamente una corsa agli armamenti, cosa che gli Stati Uniti difficilmente possono permettersi con il loro enorme debito pubblico. Russia e Stati Uniti hanno fatto tanto per attivare il regime di controllo degli armamenti. Sforzi furono fatti da entrambi i Paesi quando capirono la follia della corsa incontrollabile. Il controllo degli armamenti è un grande risultato da preservare ad ogni costo. Il nuovo trattato di riduzione (New START) scade nel febbraio 2021, appena tre anni dopo che le parti avranno completato le riduzioni, nel 2018. Può essere prolungato di 5 anni, se le parti sono d’accordo. Va ancora raggiunto questo accordo. Non è chiaro se Stati Uniti e Russia possano instaurare un nuovo regime di controllo degli armamenti.
Con la prima conversazione telefonica, le parti potrebbero avviare discussioni regolari sulla direzione generale dei programmi per missili balistici, lo scambio d’intelligence, l’analisi delle minacce missilistiche e i modi per contrastarle. Potranno scambiarsi le opinioni su cosa fare prima della prossima scadenza. Esperti e ricercatori di entrambi i Paesi potrebbero contribuire al processo. Oggi controllo degli armamenti e non proliferazione sono in stasi, la peggiore crisi globale in cinquanta anni di storia del controllo delle armi nucleari, con quasi tutti i canali di negoziazione chiusi e l’intero sistema degli accordi sul controllo degli armamenti in pericolo. Russia e Stati Uniti potrebbero risolvere i problemi e stabilire le modalità dei negoziati formali da condurre per invertire la tendenza negativa. Si spera che il miglioramento dei rapporti tra i dirigenti russi e statunitensi crei le giuste condizioni per affrontare questioni scottanti invece di impegnarsi in una disperata corsa agli armamenti che nessuno può vincere.m-skryabin-il-80-1600La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Cina schiera ICBM al confine della Russia

RussiaToday 24 gennaio 20171159378Beijing schiera gli avanzati ICBM Dongfeng-41 nella provincia di Heilongjiang, confinante con la Russia, secondo rapporti basati su immagini, forse diffusi in concomitanza con il giuramento di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. “Le immagini del missile balistico cinese Dongfeng-41 sono apparse sui siti web della Cina continentale“, secondo Global Times che citava articoli dei media “di Hong Kong e Taiwan”. Le agenzie russe ne hanno identificato uno, Apple Daily, tabloid di Hong Kong. “E’ stato rivelato che le foto sono state scattate nella provincia di Heilongjiang. Gli analisti militari ritengono che si tratti della Seconda Brigata su missili strategici Dongfeng-41 schierata nella Cina nord-orientale“, continuava l’articolo del quotidiano cinese Global Times, affiliato al Quotidiano del Popolo, giornale ufficiale del Partito comunista cinese, anche se tendenzialmente più controverso.
Il DF-41 è un missile a propellente solido a tre stadi che avrebbe una gittata di 15000 km e dotato di 10 testate nucleari MIRVizzate. La Cina deve ancora mostrare l’ICBM al pubblico nel corso di una parata militare o un evento simile. La maggior parte delle informazioni dell’arma avanzata rimane altamente riservata. S’ipotizza che la Cina preveda di schierare almeno tre brigate di DF-41 nel Paese. La fuga delle immagini sarebbe cronometrata con il giuramento di Trump, nuovo presidente che assumerebbe una postura conflittuale nei confronti della Cina, secondo il Global Times. Prima di assumere la carica, irritò Pechino con la minaccia di porre fine alla ‘Politica di una sola Cina’, che riconosce la Cina continentale unica nazione cinese e respinge la pretese di Taiwan di esserlo. Ha anche detto che avrebbe fatto pressione su Pechino su questioni economiche, come politica monetaria e barriere commerciali. La Cina utilizza abitualmente le dimostrazioni militari per avvertire avversari come gli Stati Uniti. Per esempio, testò una versione autocarrata del DF-41 nel dicembre 2016, mentre l’allora segretario alla Difesa Ashton Carter visitava la portaerei USS John C. Stennis nel Mar Cinese Meridionale.
Il presunto schieramento del DF-41 al confine della Russia non va letta come minaccia alla Russia, secondo l’analista militare Konstantin Sivkov. “I missili DF-41 collocati vicino al confine della Russia sono una minaccia minore che dislocati in profondità nel territorio cinese. Tali missili di solito hanno un grande ‘zona morta’ (zona entro la gittata minima e che non può essere colpita dall’arma)“, ha detto aggiungendo che gli ICBM non potrebbero colpire l’Estremo Oriente della Russia e la maggior parte della Siberia orientale dalla Provincia di Heilongjiang. Il Cremlino concorda con la valutazione dicendo che la Cina è per la Russia “un partner strategico politico ed economico. Certo, le azioni dei militari cinesi, se le notizie sono corrette, rafforzano militarmente la Cina ma senza considerarlo una minaccia per il nostro Paese“, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.5887159bc361887f308b4594

Analista ritiene che i missili cinesi ai confini russi puntano sugli Stati Uniti
Secondo un analista la Cina ha schierato missili balistici intercontinentali vicino la Russia per poter colpire obiettivi negli Stati Uniti, Canada ed Europa
TASS 24 gennaio 2017

La Cina ha schierato missili balistici intercontinentali vicino la Russia per poter raggiungere obiettivi negli Stati Uniti, in Canada e in Europa, afferma il presidente dell’Accademia sui Problemi Geopolitici, Dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov. In precedenza, il quotidiano Global Times aveva detto che la Cina aveva schierato missili balistici intercontinentali di propria progettazione (DF-41) nella provincia nord-orientale di Heilongjiang, al confine con la Russia. “Si tratta di missili di classe intercontinentale dalla gittata efficace di 10-12mila chilometri. La zona morta del missile non è inferiore ai tremila chilometri. Gran parte del territorio della Russia, praticamente Estremo Oriente e Siberia occidentale, non è raggiungibile dal missile“, ha detto Sivkov. La scelta della zona per schierarvi i missili non è opportuna dal punto di vista militare per puntarli contro il territorio russo. “Se fosse stato così, i missili avrebbero dovuto essere schierati in profondità nella Cina continentale o al suo confine meridionale“, spiegava Sivkov. Secondo lui tali missili sono stati dislocati per poter raggiungere obiettivi negli Stati Uniti, Canada ed Europa. “Questa è la risposta della Cina alle minacce del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Inoltre, i missili cinesi potrebbero utilizzare la rotta settentrionale, più vantaggiosa per colpire obiettivi negli Stati Uniti, bypassandone la difesa antimissile“, ha detto Sivkov. L’ICBM a tre stadi a propellente solido DF-41 (Dongfeng-41, conosciuto anche col nome in codice NATO CSS-X-10), è stato progettato dall’Accademia Tecnologica dei Motori a razzo cinese, ed è presumibilmente armato con una testata multipla composta da 10-12 veicoli di rientro a puntamento indipendente.5717507dc36188ed378b45bd

La Cina costruisce una flotta per scacciare gli Stati Uniti dall’Asia
Joseph Thomas New Esterm Outlook 24/01/20170ab809748ba5In molti modi, l’influenza socio-economico e militare della Cina in Asia ha già equilibrato il lungo squilibrio di potere geopolitico nella regione. La stabilità sociale ed economica presentata dall’ascesa della Cina al resto dell’Asia ha permesso di eliminare molti “vicoli ciechi”. Stati Uniti ed alleati europei hanno spesso creato divisioni, distruzioni e opportunità d’intervenire per rovesciare governi. Le ambizioni navali della Cina, in particolare, sono denigrate dagli analisti politico-militari occidentali che credono (correttamente) che le crescenti capacità navali della Cina non potranno mai pareggiare le forze navali globali degli Stati Uniti. Ma è proprio questo il punto. La potenza navale della Cina non è volta a togliere l’egemonia globale agli Stati Uniti sconfiggendoli, ma piuttosto a scacciarli quale potenza egemone regionale in Asia, dove la loro presenza e pluridecennale influenza sferzano e a volte calpestano la sovranità westfaliana. Gli analisti occidentali hanno sottolineato che le capacità oceaniche della Cina sono ridotte rispetto a quelle degli Stati Uniti, e ci vorranno anni alla Cina, se volesse, per pareggiarle. Per esempio, gli analisti sottolineano che la Cina ha una sola portaerei operativa, la Liaoning, contro le 10 statunitensi. Tuttavia, se le ambizioni della Cina non puntano a sopraffare o a competere con la flotta globale degli USA, si limitano a scoraggiare ed infine scacciare la presenza degli Stati Uniti in Asia-Pacifico, e l’attuale flotta è già sufficiente. Gli analisti sottolineano che, quando le attività navali della Cina si svolgono nei pressi delle coste cinesi, i sistemi d’arma terrestri e aerei riequilibrano significativamente il potere militare a favore di Pechino.
La decisione della Cina di creare essenzialmente delle portaerei inaffondabili nel Mar Cinese Meridionale, nella corsa a costruire isole, ha irritato la tramontante egemonia occidentale proprio su tale motivo. Da queste isole, per scelta o costrizione, il potere militare della Cina può essere esercitato contro i mezzi navali occidentali, anche nel caso che una risposta militare formidabile occidentale entrasse in azione. E mentre analisti, politici e demagoghi tentano d’accusare la Cina di costruire le proprie forze trascinando in guerra Pechino e occidente, la realtà è che la guerra si avrà solo se l’occidente non riconoscerà la fine della sua “Age of empires” e dell’influenza ingiustificata che esercitava letteralmente oltreoceano, nell’Asia Pacifico. Al di là della declinante presenza militare statunitense nella regione, molti di coloro che Washington chiama “alleati” dimostrano di gravitare economicamente ed anche militarmente verso Pechino. Questo non è il risultato della forza militare della Cina, ma dell’espansione della propria influenza economica e della diplomazia divergente da quella di Washington. Quando gli Stati Uniti perseguivano una politica in Asia Pacifico basata sulla “costruzione della nazioni”, con l’intervento militare diretto e l’occupazione, le varie coercizioni o usando le loro numerose organizzazioni non governative per costruire istituzioni parallele nelle nazioni alleate, per abbatterne i governi e sostituirli con regimi più malleabili, Pechino puntava su proposte infrastrutturali ed economiche immense, indipendentemente da chi vi fosse al potere.
La Cina non usa i media per moltiplicare l’agitazione politica negli Stati confinanti come fanno gli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico, né sostiene o abbatte partiti politici negli Stati vicini come fanno sempre gli Stati Uniti. In altre parole, non importa quanto sembri utile un rapporto con gli Stati Uniti agli Stati dell’Asia-Pacifico, lo spettro della sovversione incombe sempre, laddove nei rapporti con Pechino non è così. E’ ironico quindi, che nonostante la potenza militare degli Stati Uniti, siano fondamentalmente perdenti in diplomazia, ritornando al colonialismo europeo che ne annulla potere ed influenza in Asia Pacifico; quando gli Stati Uniti dovrebbero cominciare a non perseguire una politica estera basata sull’espansione extraterritoriale nell’Asia-Pacifico, non avendo bisogno di potere e influenza sull’Asia-Pacifico, superando la sovranità westfaliana. Le forze navali della Cina, allora, non sono volte ad attraversare il Pacifico e a proiettarne l’influenza sui popoli delle Americhe, ma sono volte a scoraggiare ed eventualmente scacciare le forze statunitensi in Asia. In molti modi, la strategia della Cina già opera e nel tempo avrà inevitabilmente successo. La presenza degli USA in Asia Pacifico, come tutte le potenze imperiali precedenti che tentarono di proiettare influenza a migliaia di chilometri dalle proprie coste, è in una posizione insostenibile. Anche senza una spinta, tale equilibrio precario infine giungerà al termine. La potente flotta navale della Cina, tuttavia, darà la spinta sufficiente a garantirlo prima e nelle condizioni di Pechino.16a8e5b70136Joseph Thomas è redattore capo della rivista di geopolitica thailandese, The New Atlas, collaboratore della rivista on-line “New Esterm Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora