La Corea del Sud cambia campo?

Andrew Korybko Sputnik 20/03/2015

Le recenti decisioni della Corea del Sud sollevano la questione se la sua leadership sia sempre più pragmatica nei rapporti con Pechino a spese di Washington.

korea-04La Corea del Sud è da tempo alleata degli Stati Uniti, ma il suo sostegno agli Stati Uniti non è più cieco come una volta. I crescenti legami economici con la Cina, attraverso il futuro accordo di libero scambio, rendono la politica estera del Paese più equilibrata, così come l’ambivalenza strategica verso il sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti. Mentre la Corea del Sud non può cambiare completamente posizione, sembra seguire una traiettoria verso neutralità e pragmatismo, di per sé una sconfitta relativa del perno politico in Asia degli Stati Uniti.

Chi vuole cosa?
Diamo un rapido sguardo a ciò che ciascuno dei tre attori principali vuole realizzare, contribuendo a dare un quadro più chiaro del motivo per cui la Corea del Sud ha preso le ultime decisioni economiche e militari.

Stati Uniti:
Idealmente gli Stati Uniti vogliono integrare le 28000 truppe in Corea del Sud nella ‘Coalizione di Contenimento della Cina’ (CCC) che costruiscono nell’Estremo Oriente e nel Sud-Est asiatico. Vorrebbero prolungare la presenza militare nel Paese a tempo indeterminato e, auspicabilmente, far aderire la Corea del Sud ai piani del contenimento con la formalizzazione del rapporto militare tra Seoul, Washington e Tokyo. Gli Stati Uniti non hanno un vero interesse nel vedere le due Coree ricongiungersi, dato che ciò potrebbe probabilmente portare alla fine della presenza cinquantennale delle loro forze di occupazione.

Cina:
Il sogno di Pechino è vedere gli Stati Uniti abbandonare completamente la penisola coreana, ed il CCC abbandonato o neutralizzato. Non vuole alcuna destabilizzazione della penisola coreana, in quanto ciò inevitabilmente affliggerebbe la Cina stessa. Se le due Coree si riunificano, la Cina ne monitorerebbe cautamente gli sviluppi per garantirsi che la Corea unita non sia una minaccia economica o militare che può esserle rivolta contro un giorno. Eppure, Pechino preferirebbe che gli Stati Uniti lascino la penisola oggi e affrontare gli eventuali problemi sulla Corea, un domani unita, che avere il Pentagono provocare continuamente la Corea democratica, nel cortile della Cina.

Corea del Sud:
La cosa più importante per Seoul è la risoluzione dei due problemi della Corea democratica, vale a dire denuclearizzazione di Pyongyang e riunificazione. Idealmente, vorrebbe anche perseguire la sua storica ‘terza via’ tra i colossali vicini cinesi e giapponesi, comportando una politica di neutralità e stabilità. Mentre la Corea del Sud è stata ovviamente sotto l’intensa influenza statunitense dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra desiderare una politica multipolare quale via più efficace per perseguire i propri obiettivi.

Decifrare le decisioni di Seoul
Ora è il momento di osservare le ultime quattro decisioni della Corea del Sud, che portano a parlare di potenziale perno (e contro di esso).

Ritardo indefinito dell’OpCon:
Stati Uniti e Corea del Sud hanno accettato lo scorso ottobre di ritardare il trasferimento del controllo delle operazioni in tempo di guerra (‘OpCon’) dagli USA a Seoul a tempo indeterminato, con l’idea che la Corea del Sud non sia attualmente in grado di comandare le proprie forze in caso di guerra. Ciò prolunga il controllo diretto degli USA sugli affari militari della Corea del Sud, il che significa che letteralmente ne controllerà le forze armate in caso di guerra con la Corea democratica o la Cina. Anche se la pace vigesse, le forze statunitensi non lasceranno il Paese ancora per un bel po’ difatti, una chiara vittoria di Washington.

L’accordo di libero scambio Cina-Corea del Sud:
Era naturale che le due parti raggiungessero l’accordo che entrerà in vigore a fine anno, dato che la Cina è il maggior partner commerciale della Corea del Sud e la Corea del Sud è il terzo della Cina. Secondo il South China Morning Post, “gli investimenti cinesi in Corea sono balzati del 374%, a 631 milioni di dollari dell’anno scorso dai 133 nel 2013”, in previsione dell’accordo, chiara dimostrazione del desiderio della Cina di espandere le relazioni commerciali con il Paese. Se le relazioni economiche s’intensificano la Corea del Sud potrebbe potenzialmente entrare nell’Area di libero scambio della Cina nella regione Asia-Pacifico (contraltare del TPP degli Stati Uniti), e anche nell’Investment Bank Infrastructure asiatica (la risposta cinese alla Banca Mondiale a guida occidentale, che ha invitato la Corea del Sud ad unirvisi se molla il THAAD), sarebbe un’enorme ritirata dell’influenza di Washington sulla penisola.

Abbandonare il THAAD:
La Corea del Sud è strategicamente ambivalente sul sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti da schierare sul suo territorio. Seoul capisce acutamente che gli Stati Uniti vogliono semplicemente costruire la versione orientale del loro scudo antimissile, ospitandone le infrastrutture diverrebbe un complice del CCC. La Corea del Sud sembra dubitarne, sapendo che le relazioni con la Cina si deteriorerebbero più rapidamente di quelle della Polonia con la Russia dopo averne accettato la controparte in Europa orientale. Nel caso in cui la Corea del Sud decida di non diventare la ‘Polonia asiatica’, sarebbe un duro colpo al perno in Asia degli Stati Uniti.

…o esservi incastrati dopo?:
Ma gli Stati Uniti hanno un asso nella manica, avendo detto alla Corea del Sud di permetterne lo schieramento nel Paese in caso di vaghe “situazioni di emergenza”, che potrebbero realisticamente essere delle manipolate risposte nordcoreane alle provocazioni inscenate con le manovre USA-Corea del Sud (come di norma). Una volta che il THAAD sarà schierato nel Paese, non è probabile che riduca le tensioni, fornendo così agli Stati Uniti la possibilità di piazzare in segreto il loro scudo antimissile nel Paese.

Rimescolamento regionale
Oltre all’avvicinamento della Corea del Sud al multipolarismo, altre due tendenze non dichiarate trasformano la regione. Il peggioramento delle relazioni della Corea del Sud con il Giappone e l’avvicinamento della Corea democratica alla Russia. Il primo è il frutto del rinnovato nazionalismo e militarismo giapponese, mentre il secondo è dovuto alle manovre occulte tra Pyongyang e Pechino. Se perseguono tali rotte fino alle conclusioni logiche, queste tre tendenze regionali ridefiniranno il futuro quadro geopolitico del Nordest asiatico, comportando tre possibili sviluppi.

Ridimensionamento degli USA:
Anche se la presenza militare statunitense probabilmente rimarrà nel prossimo futuro, Washington non sarà più in grado d’influenzare la Corea del Sud come in precedenza, nel senso che il suo potere diminuirà relativamente.

Reindirizzo giapponese:
Il fallimento del Giappone nel ripristinare rapporti favorevoli con la Corea del Sud potrebbe rendere la CCC inefficace nel Nordest asiatico, e Tokyo quindi reindirizzerebbe la CCC a sud verso Vietnam e Filippine. Tokyo ha già pianificato tali mosse, ma con la Corea del Sud non più alleata vitale, vi concentrerà maggiori sforzi.

Colloqui di pace – parte II:
Con la Corea del Sud che si avvicinar alla Cina e la Corea democratica che fa lo stesso con la Russia, l’intera dinamica politica della penisola potrebbe mutare a un certo momento. Mentre in passato la dualità Corea democratica-Cina e Corea del Sud-Stati Uniti non ha portato la pace in oltre 50 anni, il nuovo accordo potrebbe essere più adatto a compiere progressi.

south-korea-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ci avverte

Rachel Douglas e Nancy Spannaus Executive Intelligence Review 6 marzo 2015RS-24 YarsIl 1° marzo, il Generale-Maggiore Andrej Burbin, capo del Comando Centrale delle Forze Strategiche Missilistiche della Russia (RVSN), ha fatto un insolito intervento sulla disponibilità della Russia ad utilizzare le armi nucleari strategiche in caso di attacco al Paese, compreso il tanto sbandierato piano Prompt Global Strike degli Stati Uniti, un tentativo convenzionale di distruggere la capacità di rappresaglia russa. Il messaggio dell’ufficiale russo è che gli “utopici” piani militari per “la guerra nucleare limitata” o la distruzione della “controforza” nucleare della Russia sono illusori: falliranno e il risultato sarà una rappresaglia contro gli Stati Uniti con i missili balistici intercontinentali delle RVSN della Russia. L’intervista su Radio RSN di Burbin dall’analista militare Igor Korotchenko, direttore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), era un messaggio di alto profilo che non va ignorato. Citata dai principali media russi, compreso il quotidiano governativo Rossijskaja Gazeta, viene evidenziata sui media in inglese Sputnik, RT e altri indicando la decisione dei vertici, con questa dichiarazione al mondo, sulla postura militare della Russia. Prima e dopo la dichiarazione di Burbin, il suo messaggio è stato amplificato da dichiarazioni e commenti del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, della Difesa Sergej Shojgu e dall’ambasciatore russo presso la NATO Aleksandr Grushko. I russi ribadiscono una politica che le principali potenze occidentali sono decise ad ignorare. Comprendere questo messaggio è essenziale per salvare la vita, dei nostri discendenti e di tutta l’umanità.

L’allarme di LaRouche
La dichiarazione di Burbin arriva pochi giorni dopo che Lyndon LaRouche ha avvertito in modo netto sulla minaccia di una guerra nucleare. Quello che osserviamo, ha detto LaRouche, è una minaccia, l’intento “divino” di una fazione dell’élite inglese che crede di poter “abbattere l’umanità” lanciando una sorta di guerra nucleare limitata contro le nazioni dell’Eurasia. L’assunto di base di tali utopisti, che pensano di poter avviare una guerra nucleare limitata all’Eurasia, è che un governo, come quello del presidente russo Putin, sarebbe disposto a rispondere in modo limitato ad un attacco nucleare “limitato”. È un errore e una fantasia, ha detto LaRouche. Tali forze onnipotenti devono capire che: “Non c’è modo di sopravvivere agli effetti del proprio genocidio“.

Il messaggio di Burbin
La prima metà dell’intervista del Generale Burbin riguardava la formazione scientifica e psicologica degli ufficiali delle RVSN, e i “componenti della forza più attiva della triade nucleare strategica“, cioè gli ICBM. Questa forza “può svolgere la propria missione in pochi minuti”. Ha anche analizzato le operazioni di comando e controllo, come le comunicazioni multi-canale tra il Presidente Putin, Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, e le RVSN. Korotchenko poi ha chiesto della conclusione del mese di manovre della RVSN. Burbin ha detto che la missione principale è “sottrarre le nostre unità missilistiche mobili a un attacco”, in modo che la possibilità di lanciare l’attacco di rappresaglia sia preservata: “Abbiamo lavorato modificando ed estendendo le aree di posizionamento e manovra delle unità, aumentandone le possibilità di sopravvivenza e rendendo il compito del nostro probabile avversario ancor più difficile“.
Korotchenko: “Quindi, il potenziale della rappresaglia sarà assicurato in ogni circostanza? Non è un segreto il concetto attuale di Prompt Global Strike, che significa ampio uso di armi non nucleari ad alta precisione per un primo attacco disarmante in situazione critica, mettendo fuori uso le nostre forze nucleari strategiche“.
Burbin: “Questo problema è stato risolto. Nella situazione in via di sviluppo o evoluzione, abbiamo già lavorato a tale sfida e possiamo affrontarla. Il punto è che, comunque, le RVSN possono svolgere la loro missione. In particolare, in tempo di pace, la nostra missione strategica è la deterrenza. Ma se è necessario effettuare il lancio di un missile nucleare, sarà fatto nel periodo di tempo prescritto con certezza assoluta. Le nostre unità sono distribuite geograficamente in modo tale che nessun attacco globale può smantellare le RVSN”.
A una domanda successiva, Burbin ha risposto che ciò si applica “assolutamente” anche nel caso di un attacco nucleare alla Russia. La discussione ha toccato anche la capacità delle RVSN di operare “in condizioni di guerra reali, tra interferenze e dispiegamento di squadre di sabotaggio“. L’ufficiale ha detto che le RVSN contrastano anche le nuove tecnologie, un’allusione all’intensificarsi della guerra elettronica o informatica. Sui programmi per i missili strategici Topol-M e Jars, Burbin ha rilevato che entro il 2020 il 98% delle RVSN avrà nuovi missili.
Riassumendo, Burbin ha detto, “Le forze missilistiche, sempre pronte al combattimento, sono la deterrenza strategica in tempo di pace. Grazie alle RVSN, non abbiamo la guerra oggi“. Korotchenko replicava,“La conclusione per tutti noi, per il nostro Paese e per il mondo, è che lo scudo nucleare russo è affidabile e che gli ordini saranno eseguiti in qualsiasi situazione“. Nella parte delle telefonate, dopo che il generale aveva lasciato lo studio, Korotchenko proseguiva la discussione con gli ascoltatori sottolineando l’inversione di tendenza dei militari russi degli ultimi due anni, con il Generale Shojgu nominato Ministro della Difesa e l’emergere di una nuova, generazione altamente competente di ufficiali russi. Ha commentato, “Questo è molto importante, quando Obama ci minaccia di sanzioni e punizione divina, e le mani prudono nel premere il pulsante. Così gli statunitensi sapranno che schiacciando il tasto, saranno schiacciati dalla risposta. Questo è l’equilibrio strategico, mettendoci in condizioni di parità con gli statunitensi. Forse siamo deboli in alcuni aspetti, i liberali dicono che le cose vanno male qui, e che le sanzioni ci soffocano, ma un grande Paese con uno scudo nucleare non può essere soffocato dalle sanzioni”.

yars_011Politica lungimirante
La dichiarazione politica del Generale Burbin è una reiterazione della politica russa più volte dichiarata da Presidente Vladimir Putin, Primo ministro Dmitrij Medvedev e vertici militari. EIR ha evidenziato questa politica nell’edizione speciale “Il collasso dell’impero globale inglese, e come superarla“, della primavera 2012, riportando successivamente i dettagliati avvertimenti russi sulla minaccia che il dispiegamento della Difesa Anti-Missile di NATO/USA in Europa e l’allargamento ad est della NATO, rappresentano per l’equilibrio strategico. (Helga Zepp-LaRouche ha commentato tali piani utopici folli questa settimana). Molti di questi avvertimenti affermano esplicitamente che il dispiegamento “occidentale” potrebbe potenzialmente scatenare una guerra nucleare. In un discorso pubblico del 29 febbraio 2012, il Presidente Putin ha sottolineato la determinazione della Russia ad affrontare l’attacco. Riferendosi alla mancanza di preparazione dell’Unione Sovietica, al momento dell’aggressione di Hitler nel luglio 1941, Putin ha detto, “Non possiamo permetterci un replay della tragedia del 1941, quando pagammo per l’impreparazione dello Stato e dell’esercito con perdite enormi“. In un articolo di due esperti militari russi su Military Thought, l’edizione in inglese della rivista del del Ministero della Difesa russo Voennaa Mysl (No. 4, 2012), veniva elaborato il pensiero della dirigenza militare russa sulla strategia militare occidentale contro la Russia, tra cui i presupposti che l’occidente possa usare armi di nuova generazione per “raggiungere gli obiettivi della guerra senza gravi perdite di vite umane o di beni“. Come la Russia affronta ciò?: “In queste condizioni, la Russia risolve suoi problemi nelle relazioni tra Stati utilizzando ogni tipo di deterrenza, con la forza o pacificamente e con azioni non-militari indirette (asimmetriche). Eventuali forme e metodi dovranno scoraggiare l’aggressore con la forza, come ad esempio di fronte la minaccia diretta di attacchi, schieramento dimostrativo di una potente task force di difesa nella zona in cui si prevede che l’aggressore attacchi; un ultimatum che avverta che la Russia (in caso di guerra) utilizzerà immediatamente le armi nucleari e senza esercitare alcun ritegno impiegando armi ad alta precisione per distruggere obiettivi strategicamente vitali sul territorio dell’aggressore; pianificazione e attuazione di una campagna d’informazione per ingannare l’avversario sulla disponibilità della Russia a respingere l’aggressione“.

Una duplice politica
Gli avvertimenti dei militari russi sono stati più che sovrastati dalle offerte del governo di cooperare con l’Unione europea e gli Stati Uniti su obiettivi comuni, come lotta al terrorismo, alla droga, costruzione di infrastrutture come il tunnel sotto lo stretto di Bering, e anche collaborazione nella ricerca spaziale per difendere il pianeta dagli asteroidi (Difesa Strategica della Terra proposta nell’ottobre 2011). Ma queste offerte furono ignorate a favore degli sforzi sempre più palesi per degradare la sovranità della Russia, se non per smembrarla quale potenziale rivale. (Vedasi EIR, 19 dicembre 2014, “Chi c’è dietro la corsa a smembrare la Russia?“) L’indirizzo del Ministro degli Esteri Lavrov all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri del 27 febbraio fornisce una guida su come la leadership russa pensi, e quindi sul contesto degli avvertimenti militari. Lavrov ha lamentato le “sistematiche violazioni” dei principi della Carta delle Nazioni Unite da parte di USA e altri. In particolare ha sottolineato la mancanza di sicurezza e stabilità nella regione euro-atlantica, attribuita alla tendenza dell’occidente “a occupare spazio geopolitico e a spingersi verso est, attraverso l’espansione della NATO e attuando il partenariato orientale dell’Unione europea“, ha detto Lavrov, “Gli interessi russi non sono considerati e le nostre numerose iniziative, tra cui l’elaborazione del Trattato di sicurezza europea, sono ignorate o escluse. Tale politica ha raggiunto l’apice quando il golpe incostituzionale e l’occupazione armata del potere sostenuti da Washington-Bruxelles hanno avuto luogo in Ucraina nel febbraio dello scorso anno”. Lavrov ha denunciato l’ultimo documento sulla Strategia per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Obama, affermando “Lotta per il dominio globale e disponibilità ad utilizzare unilateralmente la forza armata… Tale documento di 30 pagine afferma più di cento volte il diritto esclusivo degli Stati Uniti ad attuare la famigerata ‘leadership americana’… La Casa Bianca sembra aver dimenticato le conseguenze dei tentativi di avere l’egemonia a scapito degli interessi degli altri membri della comunità mondiale“. “Gli sforzi concertati” delle nazioni, constata Lavrov, sono l’unico modo per affrontare i difficili problemi internazionali, soffermandosi sull'”integrazione eurasiatica, la nostra priorità assoluta“, a partire dall’Unione economica eurasiatica quale “ponte tra le strutture per l’integrazione dell’Europa e della regione Asia-Pacifico”. L’attuale presidenza russa della Shanghai Cooperation Organization e dei BRICS, ha aggiunto Lavrov, è guidata dalla “filosofia degli sforzi collettivi” esemplificata dai “progetti per una nuova banca di sviluppo e una riserva monetaria dei BRICS, coordinando la strategia di partenariato economico e la via alla cooperazione sugli investimenti, “aprendo” nuove prospettive di cooperazione”. Lavrov ha sottolineato l’impegno del Presidente Putin a rafforzare la cooperazione verso l’Europa, dicendo che la svolta della Russia verso Oriente va accompagnata a un parallelo miglioramento delle relazioni con l’Occidente. Ma ha avvertito che ciò sarà impossibile, “senza riaffermare i principi di non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, e senza abbandonare sanzioni e tentativi d’inscenare le cosiddette rivoluzioni colorate, o incoraggiando le forze estremiste“, ha detto, “Non abbiamo piani per auto-isolarci o entrare in conflitto. Allo stesso tempo, la pressione estera non ci porterà a rivedere i nostri principi politici…. Washington non è riuscita a creare una coalizione anti-russa globale“.

ed6c92cd7f39Altre avvertimenti
Il 2 marzo, tre alti funzionari russi esprimevano lo stesso messaggio di quello più drammatico del Generale Burbin del giorno prima: la Russia è pronta a rispondere con la piena forza strategica a qualsiasi minaccia esistenziale. E’ probabile che tutti conoscano l’aspetto più recente di tale minaccia. Lo stesso giorno, il comandante della 173.ma Brigata aeroportata degli Stati Uniti, colonnello Michael Foster, annunciava presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington che “entro questa settimana”, gli Stati Uniti dispiegheranno sei compagnie in Ucraina per il programma di addestramento semestrale della notoriamente nazistofila Guardia Nazionale ucraina. La scorsa settimana, il primo ministro inglese David Cameron annunciava che il Regno Unito inviava forze speciali ad addestrare le forze ucraine. Ciò anche se l’ambasciatore della Russia presso la NATO Grushko dichiarava in un’intervista alla TV Rossija 24 che “Mosca prenderà tutte le “misure necessarie”, militari, tecniche e politiche per neutralizzare la possibile minaccia della presenza della NATO in Europa orientale”, secondo RT, precisando che le azioni della NATO “compromettono significativamente la sicurezza regionale ed europea, e pongono rischi alla nostra sicurezza“, citando l’intensificarsi delle esercitazioni militari della NATO in Europa orientale, con circa 200 esercitazioni presso gli Stati membri orientali, soprattutto nel Mar Baltico, Mar Nero, Polonia e Stati baltici. “L’invio di istruttori e l’assistenza tecnica militare aiutano il partito della guerra di Kiev e convincono certe figure a Kiev di ritenere la crisi risolvibile con mezzi militari“, ha detto.
Allo stesso tempo, il Ministro della Difesa Shojgu e il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov discutevano della modernizzazione dell’esercito russo, comprese le forze strategiche, con osservazioni pubbliche, il 2 marzo. Shojgu riferiva che la Marina russa riceverà due sottomarini lanciamissili balistici classe Borej quest’anno, il Vladimir Monomakh, che ha iniziato le prove in mare nel giugno 2014, e l’Aleksandr Nevskij, in attesa dei missili balistici Bulava prima del trasferimento nel Pacifico insieme a due sottomarini multiruolo e cinque navi da guerra. Ha anche detto che l’Aeronautica riceverà 13 bombardieri strategici modernizzati quest’anno, e che entro il 2020 la flotta dei bombardieri strategici sarà per il 70% modernizzata, aggiungendo che i pattugliamenti dei bombardieri saranno estesi a nuove aree. “E ‘importante notare che tali voli sono regolari e non saranno abbandonati“, ha sottolineato. La Marina riceverà 50 navi di varie classi quest’anno, ha detto Chirkov secondo l’agenzia stampa Interfax. Le navi fanno parte del programma di riarmo iniziato dal Presidente Putin che mira a fornire la Russia di una flotta oceanica, perduta dopo il crollo dell’Unione Sovietica, entro il 2050. “Il periodo di stagnazione della nostra potenza è da tempo passato“, avrebbe detto Chirkov, annunciando inoltre che le aziende di ricerca già progettano la nuova portaerei da costruire. Interfax ha aggiunto: “L’espansione della potenza navale avviene mentre la Russia affronta l’occidente in Ucraina“.

russia-submarineTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese

Cosa costruisce la Cina nel Mar Cinese Meridionale?
Tyler Durden Zerohedge 23/02/2015ColeFMapNov11Nel Mar Cinese Meridionale vi sono i territori tra i più contesi del pianeta. Sei Paesi, Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei competono sui diritti nel mare. La disputa si concentra sul contestato arcipelago delle Spratly, un miscuglio di isolotti e scogliere quasi al centro del Mar Cinese Meridionale. Tutti, tranne il Brunei, vi hanno costruito avamposti militari, e tutti questi Paesi, meno la Cina, vi hanno costruito piste di atterraggio. La Cina, arrivata in ritardo nell’occupare le Spratly, ha potuto occupare pienamente otto scogliere. Con così poca terra da utilizzare, la Cina ha iniziato a recuperare da allora. Nell’ultimo anno, gli avamposti della Cina nelle Spratly sono stati sistematicamente sottoposti a un processo di “bonifica”, dove le draghe prelevano sedimenti dal mare scaricandoli sulle scogliere sommerse per farne delle isole. La Cina ha già costruito cinque isole con la bonifica, e almeno due isole sono avviate. La Cina non è la prima a ricorrere alla bonifica, il rilievo Rondine della Malesia e diverse isole vietnamite sono state artificialmente costruite o ampliate, ma la bonifica della Cina avviene su scala più ampia rispetto a qualsiasi progetto precedente. L’isola artificiale costruita sulla scogliera Fiery Cross eclissa l’isola Taiping di Taiwan come maggiore delle Spratly, ed edifici sono in costruzione in diverse altre scogliera cinesi. Mentre i nuovi avamposti militari diventano operativi, è imperativo comprendere cosa la Cina costruisce nel Mar Cinese Meridionale.

Scogliera Fiery Cross
Scogliera Fiery Cross (nota anche come isola Yongshu) era completamente immersa fino ad agosto 2014 quando le draghe cinesi hanno cominciato a scavare il sedimento circostante. Prima della costruzione, la presenza cinese era costituita da un unico bunker di cemento sulla punta sud-ovest del rilievo, ma l’isola da allora è divenuta la più grande delle Spratly, misurando circa 2,3 kmq. La nuova isola è quasi lunga due miglia e sembra essere il futuro sito di un aeroporto.

11Fiery Cross 6 febbraio 2015

21Fiery Cross 14 novembre 2014

Tra novembre 2014 e gennaio 2015, il sud-ovest del rilievo venne bonificato collegando l’aeroporto alla struttura in cemento armato originale e allargando la superficie della barriera corallina. Le attività di dragaggio non sono cessate, e la terra è ancora in espansione. Le fotografie recenti dei media filippini mostrano che le fondamenta di una grande costruzione a nord-est dell’isola.

Scogliera Johnson South
La Scogliera Johnson South ha subito una delle più straordinarie trasformazioni delle Spratly. Le foto pubblicate dal ministero degli Esteri filippino mostrano che la bonifica era iniziata nei primi mesi del 2014, e le nuove foto indicano che la costruzione è ancora in corso.

31Johnson South

All’inizio di settembre 2014 diverse notizie furono diffuse da IHS Janes e BBC sull’avvio di una grande costruzione. Non è chiaro esattamente quando sia iniziata, ma le foto scattate ai primi di dicembre 2014 mostrano chiaramente un edificio considerevole, forse alto più di dieci piani, in costruzione sulla nuova isola.

41Johnson South

Le fotografie scattate e diffuse dall’agenzia vietnamita Thanh Nien News mostrano una serie di cantieri, tra cui ciò che potrebbe essere un centro di controllo del traffico aereo. I media filippini affermano che la Scogliera Johnson South un giorno ospiterà una pista di atterraggio, ma le foto non provano tale affermazione. La barriera corallina è lunga circa 6 kmq, e l’isola circa 0,16 kmq, lasciando ampio spazio per ulteriori bonifiche.

Scogliera Cuarteron
La Scogliera Cuarteron è l’avamposto più occidentale e più meridionale della Cina nelle Spratly. Le bonifiche sulla barriera corallina sembrano essere iniziate nel marzo 2014. Da gennaio 2015 la Cina ha costruito 0,3-0,4 kmq di nuovo territorio. L’isola ospita una diga foranea, un piccolo avamposto militare, un elicottero, un porto artificiale e un molo. Foto satellitari mostrano delle costruzioni in corso, ma non sono abbastanza chiare per capire cosa si stia costruendo.

51Cuarteron

Scogliere Gaven
Le Scogliere Gaven ospitano un progetto di bonifica medio, che realizzato un’isola artificiale di circa 0,08 kmq. Tra giugno e agosto 2014 quest’isola s’è ampliata da piccolo avamposto al bastione di oggi. Le foto mostrano che la nuova isola ospita una caserma per operai e militari, container usati come rifugi temporanei, un porto artificiale e armi antiaeree. Secondo IHS Janes l’isola ospita radar e missili antinave.

6Gaven

Scogliera Hughes
Le bonifiche sulla Scoglier Hughes sembrano iniziate nel marzo 2014. Le foto satellitari suggeriscono che sia in corso sull’isola una nuova costruzione. I rapporti indicano che la nuova isola ospita un faro e di un avamposto militare.

7Hughes

Scogliera Subi
La Scogliera Subi, l’avamposto più settentrionale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, è la più recente bonifica. Le foto satellitari dei primi di febbraio 2015 mostrano una significativa presenza di draghe che lavorano in due punti a sud-est e sud-ovest della barriera corallina. Il dragaggio a Subi apparve nelle foto satellitari scattate il 26 gennaio 2015, mostrando due draghe che avevano cominciato a lavorare sulla punta sud-ovest di Subi. Prima dell’inizio della bonifica, Subi ospitava un elicottero e un piccolo avamposto in calcestruzzo utilizzato da truppe di passaggio.

8Subi 8 febbraio 2015

9Subi 26 gennaio 2015

Scogliera Mischief
La Scogliera Mischief è l’avamposto più orientale della Cina nelle Spratly. Foto satellitari di fine gennaio indicano che la bonifica è appena iniziata. Queste foto mostrano la presenza di draghe a sud dell’isola, così come nuove terre separate da una struttura in calcestruzzo. Il rilievo Mischief è a meno di 200 miglia dall’isola filippina di Palawan (meno di 150 miglia in alcuni punti), mettendo così la barriera corallina all’interno della zona economica esclusiva della Filippine. Com’era prevedibile, l’avvio della bonifica nella Scogliera Mischief è stato accolto da ampie proteste delle Filippine.

10Mischief 26 gennaio 2015

111Mischief 26 gennaio 2015

Scogliera Eldad
La Scogliera Eldad ospita un banco di sabbia a forma di lacrima a nord. Dimensioni e forma del banco di sabbia sono coerenti nelle foto scattate tra gennaio 2012 e novembre 2013. Le foto più recenti mostrano un leggero aumento delle dimensioni del banco di sabbia, indicando una possibile bonifica elementare in corso sulla barriera Eldad. Queste foto non riprendono draghe e possono semplicemente mostrare cambiamenti naturali, ma intelligence e media filippini sostengono che Eldad sia in realtà obiettivo della bonifica cinese. La situazione sul Eldad è ambigua, e dovremmo continuare ad osservarla per notare un recupero.

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Sulla base di fotografie satellitari e rapporti d’intelligence è chiaro che la Cina attualmente bonifica almeno sette delle sue otto scogliere; Fiery Cross, Johnson South, Gaven, Hughes, Cuarteron, Subi, e Mishcief, e che una bonifica sarebbe iniziata anche su Eldad. I lavori su Johnson South, Gaven, Hughes e Cuarteron iniziarono nei primi mesi del 2014, la bonifica di Fiery Cross iniziava nell’agosto 2014, su Subi e Mischief a fine gennaio 2015. Bonifiche su Eldad potrebbe esser iniziate nel dicembre 2014. Le foto mostrano grandi costruzioni in corso sulle neo-isole Fiery Cross e Johnson South, mentre meno estese, ma sempre grandi costruzioni sono in corso a Hughes, Gaven e Cuarteron. Data la misura in cui il futuro controllo delle rotte nel Mar Cinese Meridionale influenzerà l’equilibrio di potere globale, la costruzione delle isole cinesi è degna di attenzione.

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La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese
Forse non è una grande idea per gli Stati Uniti mettersi contro la Russia?
Harry J. Kazianis The National Interest 25 febbraio 2015 – Russia Insider

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Ciò che Robert Kaplan ha così elegantemente soprannominato “Calderone dell’Asia”, il Mar Cinese Meridionale, potrebbe ribollire di nuovo. Ma il vero spunto è chi potrebbe accendere con la ‘massima’ fiamma tale caldaia virtuale: nientemeno che il presidente russo Vladimir Putin. Eventi a migliaia di chilometri di distanza, in Ucraina, potrebbero innescare una reazione a catena che potrebbero vedere la Cina dominare incontrastata questo grande specchio d’acqua grazie ad una grande infusione di armi e tecnologia russe, se l’occidente iniziasse ad armare l’Ucraina. Ma prima di arrivare ai succosi dettagli di come la Cina potrebbe diventare il “Master and Commander” del Mar Cinese Meridionale grazie all’assistenza russa, facciamo un doveroso passaggio dell’ultimo dramma in questo tormentato specchio d’acqua. Le tensioni sono aumentate nella regione Asia-Pacifico, la Cina continua a cambiare i fatti sul campo (“sull’acqua” potrebbe essere un termine migliore), continuando a lavorare su diversi enormi progetti di bonifica delle isole che molti analisti ritengono creeranno nelle maggiori isole abitate aeroporti, porti, stazioni radar e forse anche batterie di missili antinave. La motivazione è abbastanza ovvia, Pechino probabilmente dominerà il Mar Cinese Meridionale, se utilizza queste isole rivendicandone la sovranità. Nulla parla di “sovranità indiscutibile” che agendo da sovrano, come pattugliare il territorio rivendicato e farvi rispettare le leggi. Le basi nel Mar Cinese Meridionale, disponendosi su 9 o 10 famigerate linee tratteggiate, più che dei grandi segni su una mappa a Pechino, potrebbero realizzarlo.

Le nuove basi nella Cina meridionale + A2/AD = un incubo per USA ed alleati
Per le capacità militari cinesi molto è stato fatto negli ultimi anni, con la crescente capacità della RPC di negare a un avversario tecnologicamente avanzato (si pensi a Stati Uniti e/o Giappone) la capacità d’intervenire in diversi possibili scenari presso i suoi confini (Taiwan e/o Mar Cinese orientale e meridionale). Nei prossimi anni, tali capacità evolveranno e miglioreranno grazie alle innovazioni tecnologiche. Combinando probabili progressi tecnologici cinesi come missili da crociera più precisi e dalla maggiore autonomia e nuove basi nelle isole bonificate nel Mar Cinese Meridionale, a dir poco saranno l’incubo dei pianificatori di Stati Uniti e alleati, che fanno di tutto per garantirsi l’accesso alle regioni vitali dell’Asia-Pacifico. Denominato A2/AD dalla maggior parte degli specialisti militari occidentali, la Repubblica popolare cinese lentamente crea le condizioni in cui Stati Uniti, Giappone e altre forze alleate soffrirebbero pesanti perdite se un conflitto esplodesse sulla prima catena di isole, e in futuro, anche sulla seconda catena di isole. Attraverso diversi campi d’ingaggio (terra, mare, aria, informatica e spazio), le forze cinesi hanno perseguito un robusto programma di sviluppo di una serie di sistemi d’arma unici che sfruttano le debolezze specifiche delle forze di USA ed alleati. Mentre queste capacità sono già abbastanza robuste, e Washington ed alleati stendono piani per neutralizzare l’impatto di tale strategia (vedasi il il dibattito sul concetto Air-Sea Battle/JAM-GCC), qualcosa di ampiamente ignorato in molte recensioni sul problema è che Pechino già opera per acquisire la prossima generazione di piattaforme per armi A2/AD, oltre a sviluppare tattiche e strategie corrispondenti. La Cina negli ultimi anni ha sviluppato prototipi di caccia di 5° generazione, piattaforme per missili balistici antinave e missili da crociera a lungo raggio sempre più sofisticati. Tali sistemi non sono facili da produrre da una qualsiasi nazione. Se Pechino dovesse trovare un partner disponibile, potrà già avere tale tecnologia, compiendo il salto di qualità necessario per disporre di tali piattaforme avanzate per armi A2/AD anni prima di quando i produttori nazionali possano fare da soli. La Russia, in cerca di vendetta per la crisi in Ucraina, potrebbe fornire tale assistenza.

Come la Russia potrebbe aiutare la Cina: armi e tecnologia
Immaginate questo scenario: l’occidente decide che è il momento di armare l’Ucraina. La Russia decide che deve reagire e non solo in Europa. Il Presidente Putin tira fuori il mappamondo e cerca un luogo dove la potenza russa potrebbe meglio colpire gli Stati Uniti. I suoi occhi si illuminano su una zona che potrebbe non solo rafforzare i legami con un partner potenziale, ma danneggiare seriamente gli sforzi statunitensi per il “perno” su quella parte del mondo: il Mar Cinese Meridionale.

A2/AD vola alto: arriva il Su-35 russo
La Cina cerca di migliorare la sua capacità anti-accesso nel dominio dell’aria, con il tanto vociferato acquisto di Su-35 dalla Russia, acquisizione che potrebbe formalizzarsi se l’occidente arma l’Ucraina. Con un raggio d’azione maggiore rispetto agli attuali Su-27/J-11 della PLAAF, il Su-35 darebbe alla Cina la possibilità di schierare caccia avanzati per maggiori periodi sui Mari Cinesi orientale e meridionale, migliorando l’efficacia dei pattugliamenti nella recente Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale ed eventualmente aiutare Pechino a creare una ADIZ sul Mar Cinese Meridionale. L’aereo sarebbe probabilmente superiore alla maggior parte dei caccia in Asia (ad eccezione di F-22 e F-35) colmando il vuoto fin quando presumibilmente i velivoli furtivi nazionali di 5.ta generazione saranno operativi. Se la Cina dota gli aerei di armi antinave avanzate e li basa nei nuovi aerodromi sulle barriere Johnson e Fiery, una nuova e potente arma antiaccesso comparirebbe, con solide capacità di respingere le forze alleate in acque più sicure.

1458451A2/AD 2.0 sul mare: sottomarini e sonar
Nell’oceano, grazie ancora alla possibile collaborazione con la Russia, la Cina potrebbe cercare di migliorare le proprie capacità sottomarine con possibili nuovi sottomarini. Ciò si collega ad ulteriori notizie sulla possibile vendita di Su-35 negli ultimi anni. Mentre i rapporti variano sulla serietà dei negoziati, confermati e negati più volte, nuovamente si comprendono le tendenze cinesi nel rafforzare le proprie capacità A2/AD con l’aiuto russo. La nuova  tecnologia sottomarina sarebbe di vitale importanza per la Cina, non solo per la possibilità di schierare sottomarini più potenti, ma anche perché Pechino potrebbe potenzialmente trarre nuove tecnologie da questi mazzi. Ciò potrebbe includere motori AIP, tecnologie furtive e avanzate armi antinave dei russi talvolta venduti con i sottomarini. La PRC sembra interessata a migliorare la tecnologia anti-sottomarini (ASW), un punto debole tradizionale di Pechino. In un articolo per Proceedings dello scorso anno, i collaboratori della TNI Lyle Goldstein e Shannon Knight analizzavano le recenti opere cinesi suggerendo che Pechino “ha schierato nell’oceano reti acustiche fisse al largo delle sue coste, presumibilmente con l’intento di monitorare le attività sottomarine straniere nei mari vicini“. Citando altri saggi di provenienza cinese, la ricerca sembra confermare l’incursione di Pechino in questo importante settore della tecnologia militare. Mentre non vi è stata alcuna menzione specifica di un accordo sui sottomarini tra Russia e Cina, Mosca ha sicuramente l’esperienza per aiutare Pechino in questo senso. Considerando che gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere l’accesso agli spazi eventualmente contestati dalla A2/AD cinese dipendono soprattutto dai sottomarini furtivi, una tale collaborazione in questo settore potrebbe rafforzare considerevolmente i piani A2/AD cinesi.

Perché la Russia potrebbe pensarci due volte: l’accordo del Su-27
Mentre la crisi ucraina certamente sarebbe un potente catalizzatore per la collaborazione tecnologica nella difesa sino-russa, per tali trasferimenti in passato Mosca ha pagato un prezzo pesante. La Russia farebbe certamente meglio a rivedere il passato, avendo indizi sul perché una vendita alla Cina potrebbe essere una sfida nel lungo termine. L’ultimo importante accordo aeronautico tra Mosca e Pechino, negli anni ’90, riguardava l’ancora molto ricercato aereo di 4.ta generazione Su-27 Flanker. A quel tempo la Russia non vendeva armamenti tecnologicamente avanzati a Pechino dalla frattura cino-sovietica, quando l’aumento delle tensioni scatenò scontri di confine. Quando l’URSS crollò, alla fine del 1991, l’industria bellica russa lottava per rimanere a galla. La Russia traboccava di armi che avrebbero aiutato i cinesi a un salto di diverse generazioni nella tecnologia militare, quindi una partnership sembrava avere senso. Per la Cina, l’accesso a tecnologia militare avanzata era cruciale e nel 1991 Pechino riteneva tale ricerca rilevante. Gli strateghi cinesi erano attoniti dalla velocità con cui gli Stati Uniti poterono sopraffare le forze armate irachene nella prima guerra del Golfo. I pianificatori militari cinesi si resero conto che gran parte delle loro armi era obsoleta di fronte a munizioni di precisione, bombardieri invisibili e aerei da combattimento guidati da sistemi di comando e controllo avanzati. La tecnologia russa, anche se non così avanzata come quella degli USA, diede la spinta tanto necessaria alla modernizzazione. Nel 1991 Mosca vendette a Pechino un lotto di 24 Su-27 per 1 miliardo di dollari. Nel 1995, la Cina acquistò altri 24 Su-27 dalla Russia, consegnati nel 1996. Nello stesso anno, Cina e Russia approfondirono la partnership quando Pechino comprò per circa 2,5 miliardi di dollari la licenza per la fabbricazione di altri 200 Su-27 presso la Shenyang Aircraft Company. Il contratto imponeva che l’importante versione cinese del Su-27 dotata di avionica, radar e motori russi, non potesse essere esportata. La Russia era preoccupata a che la Cina potesse conoscere abbastanza il Su-27 da poter un giorno venderlo a terzi, facendo perdere alla Russia potenzialmente miliardi di dollari nella vendita del caccia. Purtroppo per la Russia, l’accordo fu quasi un disastro. Dopo aver costruito circa 100 jet, la Cina annullò il contratto nel 2004. Pechino disse che gli aerei non soddisfacevano più le sue specifiche. Tre anni dopo, la Cina rigettò completamente l’accordo quando sviluppò il nuovo caccia J-11. L’aereo sembrava la copia esatta del Su-27. La Cina nega di aver copiato il Su-27, spiegando che l’aereo utilizza parti per lo più locali ed avionica e radar sviluppati nazionalmente.

Riflessioni
Mentre il dibattito si scalda a Washington sui modi per sanzionare la Russia per le sue azioni in Ucraina, Mosca ha più modi di reagire se l’occidente armasse l’Ucraina. Infatti, quanto sopra è solo una delle molte possibilità. Mosca potrebbe seguire l’azione descritta con la Cina, fornendo armi e tecnologia che potrebbero esacerbare la tendenza della Cina verso sud e in altre contese future. Tuttavia, la Russia ha molti altri modi di creare difficoltà all’occidente; per esempio nei colloqui sul nucleare Iran o ingraziarsi altre nazioni in rotta con l’occidente come Corea democratica, Venezuela e varie altre. E la Russia, naturalmente, ha la capacità di alzare drammaticamente la posta in Ucraina fornendo ai separatisti armi più avanzate per contrastare le possibili armi occidentali.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Rispondere alle minacce degli Stati Uniti: “La Russia deve tenere nel mirino gli USA”

Generale Leonid Ivashov, Global Research, 17 gennaio 2015

La dottrina militare della Russia può essere aggiornata e modificata seguendo la natura mutevole delle minacce. Pravda.ru ha intervistato il presidente del Centro Internazionale per l’Analisi geopolitica, Dottore in Scienze storiche Leonid Ivashov, sullo stato attuale della dottrina militare della Federazione russa.

1011863606“La parte conclusiva della dottrina militare dal 2010 stabilisce che le sue disposizioni possono essere regolate in conformità con la natura mutevole di pericoli e minacce militari. Chi e che cosa oggi è una minaccia per la Russia? “
“La dottrina militare non è né un ordine, né una direttiva. È solo un piano d’azione, la visione della sicurezza militare di uno Stato. Naturalmente, la visione cambia cambiando la situazione militare-politica. La dottrina viene poi utilizzata quale base per creare regole sull’uso delle forze armate, ordini del caso, direttive e così via. La dottrina, approvata nel 2010, si basava su condizioni più o meno tranquille per la Russia, in termini militari, politici e militari-strategici. Leadership militare e politica della Russia credeva che le nostre relazioni con l’occidente fossero generalmente cordiali. Eravamo solo preoccupati dall’espansione della NATO. Tale aspetto veniva delicatamente designato nella dottrina. La dottrina è chiaramente di natura difensiva. Il testo della dottrina russa del 2010 non contiene una parola come “offensiva”, per non parlare di “scontro in battaglia”. Ha una posizione puramente difensiva, ma se succede qualcosa all’improvviso, siamo pronti. Le nostre capacità nucleari sono la garanzia della sicurezza della Russia. Ciò ha permesso di distruggere le forze convenzionali e portare a termine le riforme che Serdjukov (ex-ministro della Difesa della Russia, ndr) conduceva distruggendo l’esercito e la marina della Russia come organizzazioni militari. Il tutto era garantito dal fatto che abbiamo le armi nucleari. Il nostro scudo nucleare è il fattore primario della deterrenza nucleare. Tuttavia, questa deterrenza non garantisce la sicurezza, perché non vediamo una situazione in cui premere il tasto dell’attacco di rappresaglia. Gli statunitensi hanno cambiato radicalmente strategia militare e dottrina nucleare nei primi anni 2000. Hanno messo le armi nucleari in secondo piano. Non hanno aggiornato un solo missile balistico e non ne costruiscono di nuovi. Ciò che fanno è creare una nuova forza d’attacco che deciderà l’esito delle battaglie future. Il 18 dicembre 2003 firmarono una direttiva sul concetto di rapido attacco globale, secondo cui attaccheranno lanciando migliaia di missili ad alta precisione da diverse direzioni strategiche, tra cui missili da crociera lanciati da aerei e navi, missili strategici e droni. Con il primo attacco programmano di disabilitare le nostre basi dei sottomarini lanciamissili balistici e persino i missili nei silos. In tale situazione, se la Russia reagisse userebbero il sistema di difesa missilistica, la cui componente principale non è la difesa missilistica europea, ma quella marina. Gli Stati Uniti hanno 93 navi equipaggiate con sistemi AEGIS. Un AEGIS abbatté un satellite statunitense nel 2008 su un’orbita a 247 chilometri di altitudine. Così, gli statunitensi programmano di distruggere i nostri missili balistici superstiti in fase di decollo. A tal fine, hanno creato tale difesa missilistica. In seguito, i sistemi AEGIS disabiliterebbero le testate dei missili lanciati. Gli statunitensi fanno del loro meglio per svalutare il potenziale missilistico nucleare russo. E possono avere successo. Se accadesse, e possiamo già vederlo, vedremo un comportamento completamente diverso degli Stati Uniti. Neutralizzando le forze nucleari strategiche della Russia, gli statunitensi possono dichiarare di non riconoscere né la rotta del Mare del Nord, né le creste Mendeleev e Lomonosov come acque russe. Gli Stati Uniti li proclamerebbero proprie o internazionali, e per loro ‘internazionale’ significa ‘americani’. Possiamo affrontare una situazione del genere, e che cosa farebbe la Russia? Lanciare missili balistici nucleari? No, certo che no.
La dottrina militare ha un’altra posizione piuttosto precaria, che chiamo mossa della disperazione. Si dice che se potenze non nucleari aggredissero la Russia, minacciandone esistenza e integrità territoriale, dovremmo preventivamente usare armi nucleari. Sembra corretto, ma vediamo: contro quali nostri vicini possiamo usare armi nucleari tattiche, le armi del campo di battaglia? Contro la NATO? È sotto l’ombrello nucleare statunitense, come il Giappone. Si dà il caso che siano solo Mongolia e Finlandia i Paesi contro cui possiamo usare le armi nucleari, se ci minacciassero. La situazione è cambiata radicalmente, e noi siamo sull’orlo di una guerra, non fredda ma reale. Pertanto, oggi la Russia attua frettolosamente sforzi per ricostruire la capacità difensiva delle forze armate e modificare la dottrina militare. I progressi russi sono lenti, un passo in avanti, un passo o due indietro. Dopo tutto, le forze spaziali esistevano ai tempi dell’Unione Sovietica. Tuttavia, si è pensato allora che non avessimo nemici nello spazio, e le truppe furono sciolte. Oggi lavoriamo su questo terreno incolto. Secondo il piano dei probabili nemici, i satelliti di navigazione e ricognizione che ci permettono l’uso dei missili da crociera e balistici, devono essere distrutti per primi. La prima fase del possibile attacco avrebbe per obiettivo il gruppo spaziale, in modo da accecarci. Sarebbe difficile per l’aeronautica raggiungere gli obiettivi senza il sistema GLONASS. Oggi la Russia adotta le misure per correggere tale errore”.

“L’aviazione strategica a lungo raggio russa celebra i 100 anni dalla fondazione. Qual è il suo ruolo oggi?”
Qualsiasi Stato normale crea un complesso di sistemi d’arma. Viviamo ancora dei resti del sistema di Ustinov, quando tutto era interconnesso e lavorava di concerto. Quando stavamo costruendo la triade navale, terrestre ed aerea vi furono molte controversie, ma ci fu un posto per l’aeronautica a lungo raggio. Questo posto è unico, perché i missili terrestri sono collegati a una certa base. Un sottomarino naviga negli oceani, ma rimane comunque legato a una base, ed azioni e movimenti sono tracciabili. L’aeronautica è molto più mobile, può cambiare rotta e quota. Oggi, quando gli statunitensi costruiscono il sistema di difesa contro i missili balistici russi, l’aeronautica dovrebbe salire alla ribalta nella triade. A peggiorare le cose, l’utilizzo di missili ingombranti come Bulava, Topol e Voevoda in versione convenzionale non ha senso, perché i costi sono enormi e l’effetto può essere minimo. Inoltre, l’aeronautica strategica a lungo raggio russa può utilizzare missili da crociera di precisione convenzionali. Può anche cambiare la potenza delle testate. Penso che sia stata dimenticata ingiustamente. I velivoli a lungo raggio devono essere ripristinati urgentemente. I nostri “Cigni Bianchi” possono decollare e atterrare da qualsiasi punto a media distanza dagli Stati Uniti, forse in America Latina. Bingo, possono tenere nel mirino il territorio degli Stati Uniti, ed è ciò che essi più temono, investendo molto denaro nella difesa missilistica, pur di non scatenare guerre sul proprio territorio. Saranno felici d’inscenarle ovunque ma non sul proprio territorio. Dobbiamo avere la forza di creare un gruppo che possa, in caso di aggressione alla Russia, agire sul territorio degli Stati Uniti. Oggi sarebbe un fattore di deterrenza. Si dice che lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Federazione Russa e il Ministero della Difesa russi già ci lavorino”.

“Quali sono le deterrenze convenzionali più efficaci in questo momento?”
Si dovrebbe tenere il territorio degli Stati Uniti nel mirino, agendo immediatamente sul loro territorio. Il gruppo dovrebbe colpire la Federal Reserve, scherzo, naturalmente. Eppure c’è qualcosa di vero perché, di regola sono gli oligarchi finanziari che avviano le guerre. La deterrenza non nucleare dovrebbe includere potenti agenzie governative, in particolare il Ministero degli Esteri. Le agenzie economiche dovrebbero esservi coinvolte infliggendo danni con mezzi economici. Ciò dovrebbe essere considerato una missione di combattimento. Pianificare i rifornimenti di idrocarburi e altre merci strategiche deve necessariamente prevedere la possibilità di uno speciale periodo bellico.

abm-killer-missile-russiaCopyright © 2015 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia rivede la dottrina militare e aggiorna le forze strategiche nucleari

Jurij Rubtsov Strategic Culture Foundation 31/12/2014 Глава РВСН РФ Сергей КаракаевE’ il primo aggiornamento sostanziale della dottrina militare della Russia pubblicata nel febbraio 2010. Il documento doveva essere rivisto entro la fine del 2014 in risposta alla crescente pressione esercitata sulla Russia dall’occidente dopo che Mosca ha rifiutato di riconoscere la legittimità del colpo di Stato in Ucraina. Una dottrina militare non offre tutte le risposte a singole minacce ma piuttosto fornisce una guida per contrastare le tendenze a lungo termine che minano la sicurezza del Paese. La versione rivista della dottrina descrive i seguenti fattori rappresentanti una minaccia per la Russia:
– Il crescente potenziale militare della NATO e la sua espansione che avvicina le infrastrutture militari dell’Alleanza ai confini della Federazione russa;
– Il dispiegamento di contingenti militari stranieri sui territori degli Stati adiacenti alla Russia;
– Costruzione e schieramento della difesa missilistica strategica del Pentagono minando la stabilità globale, l’attuazione del concetto di Prompt Strike e i piani per collocare sistemi d’arma nello spazio;
La dottrina fornisce indicazioni su come rispondere a minacce e sfide. Le nuove disposizioni sono introdotte in reazione agli eventi in Ucraina così come in Africa, Siria, Iraq e Afghanistan che minacciano la Federazione russa. Le caratteristiche specifiche del conflitto militare contemporaneo includono “il complesso uso della forza militare in combinazione con misure politiche ed economiche, la guerra dell’informazione e altre azioni di natura non militare realizzate con l’uso intensivo di potenziali protesta di massa” insieme all’uso di forze politiche e movimenti pubblici controllati e finanziati dall’estero. Gli autori del documento affermano apertamente che la Russia è pronta a contrastare gli organizzatori delle “rivoluzioni colorate”. La dottrina militare riveduta rimane di natura difensiva. La Russia ricorrerà all’uso della forza solo quando tutte le vie non violente per risolvere un conflitto sono esaurite. Al documento viene aggiunto una nuova disposizione sulla deterrenza non nucleare, che prevede l’attuazione di politica estera e misure militari per impedire l’aggressione contro la Federazione russa quando l’uso delle armi nucleari è prematuro o ingiustificato. Come si può vedere le armi nucleari non sono viste come unico mezzo di dissuasione. Con l’occidente che fa pressioni senza precedenti sulla Russia e rinnova discorsi sul ritorno alla postura da guerra fredda. Ciò rende la deterrenza nucleare strategica il fattore più importante per garantire la sicurezza. Il documento revisionato non prevede modifiche all’ordine del possibile utilizzo delle forze nucleari. Un attacco nucleare potrebbe essere effettuato in risposta all’uso di armi nucleari o altre armi di distruzione di massa contro la Russia e i suoi alleati o in caso in cui la Russia sia vittima di un attacco convenzionale, quando l’esistenza stessa dello Stato è minacciata. Bielorussia e altri partner, membri della Collective Security Treaty Organization, sono gli alleati che la Russia difenderà.
La leadership militare russa presta particolare attenzione al potenziamento della protezione nucleare. Lo stesso giorno in cui il presidente russo ha firmato il documento, un missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-24 è decollato da Plesetsk colpendo con successo un bersaglio nel poligono di Kura nella penisola di Kamchatka in Estremo Oriente. Gli ICBM a propellente solido Topol-M e Jars progettati per piattaforme mobili e silos costituiscono la spina dorsale del potenziale strategico della Russia contemporanea. Oltre 20 ICBM Jars mobili terrestri saranno aggiunti all’arsenale delle forze missilistiche strategiche della Russia, l’anno prossimo. Il giorno prima il comandante delle Forze missilistiche strategiche della Russia Colonnello-Generale (tre stelle) Karakaev ha annunciato ufficialmente lo sviluppo di un missile balistico pesante a propellente solido noto come RS-26. Dal 2016 l’RS-26 rafforzerà il gruppo dei missili a propellente solido, come i Topol-M e Jars delle forze missilistiche strategiche. Le caratteristiche sono classificate, ma si sa che il missile è già ribattezzato dai media “Killer della difesa missilistica” potendo spezzare qualsiasi tipo di difesa missilistica. Anche i sistemi basati sui silo vengono aggiornati. Gli RS-20B Voevoda (classificazione NATO – Satan) è la più potente arma nucleare in servizio oggi. Può penetrare la difesa missilistica multi-strato schierata dagli Stati Uniti. E’ in servizio dal 1980. La sua vita operativa è stata estesa, ma il tempo è vicino per la sua sostituzione. In pochi anni il Sarmat da 100 tonnellate ne prenderà il posto. Sarà prodotto solo da imprese russe escludendo rischi, come nel caso del Satan per esempio, quando alcuni componenti sono stati prodotti dall’ufficio di progettazione e produzione ucraina Juzhnoe. Il missile balistico pesante Sarmat sarà schierato ad Uzhur (regione di Krasnojarsk) e a Dombarovskij (regione di Orenburg). C’è una notizia stimolante a conferma della forte volontà politica della leadership russa. La Russia fu abbastanza imprudente da mettere fuori servizio il sistema ICBM ferroviario RT-23 (nome in codice NATO SS-24 Scalpel). Una piattaforma su un treno potrà coprire un migliaio di chilometri al giorno e sarà impossibile seguirla via satellite, dovendo rilevarla tra migliaia di altri treni in movimento. Il comandante delle Forze Missilistiche Strategiche Colonnello-Generale Sergej Karakaev ha dichiarato che il nuovo sistema missilistico ferroviario soprannominata Barguzin è stato sviluppato per le forze missilistiche strategiche russe. Un progetto di R&S è stato implementato per sviluppare un nuovo missile balistico intercontinentale mobile su treno il cui primo prototipo sarà completato nel 2020. La mobilità dell’arma rende difficile rintracciarla, complicando così un attacco preventivo. Da parte sua, il Viceministro della Difesa russo Anatolij Antonov ha detto che il nuovo sistema non viola il Trattato START, che stabilisce che ciascuna parte ha il diritto di decidere autonomamente struttura e composizione del suo potenziale nucleare strategico. Un reggimento (un treno) del nuovo sistema ferroviario Barguzin comprenderà sei missili Jars a testata MIRV (veicoli di rientro multiplo a puntamento indipendente). Il sistema Scalpel comprendeva tre missili balistici intercontinentali RT-23. Le forze strategiche avranno una divisione con cinque piattaforme missilistiche ferroviarie (reggimenti) in continua evoluzione muovendosi attraverso le vaste pianure del paese. La piattaforma ICBM ferrovia Scalpel aveva disturbato tanto gli statunitensi da farli insistere nel far dismettere il sistema. Si può solo immaginare che incubo sarà il Barguzin per gli USA. L’operatività del sistema perdurerà fino al 2040.
La portavoce della NATO Oana Lungescu ha risposto con una dichiarazione secondo cui l’alleanza “non costituisce una minaccia per la Russia o qualsiasi nazione. Qualsiasi provvedimento adottato dalla NATO per garantire la sicurezza dei suoi membri è chiaramente di natura difensiva, proporzionato e in conformità alle leggi internazionale”, ha detto. Ignora l’evidente contraddizione con i fatti il discorso della portavoce secondo cui “In realtà, sono le azioni della Russia, come attualmente in Ucraina, che violano il diritto internazionale e minano la sicurezza europea”. Tali dichiarazioni sorprendono, soprattutto dopo che Washington ha dichiarato che la Russia è ai confini della NATO, non il contrario. Il rappresentante ufficiale dell’alleanza ha aggiunto che la NATO cerca un rapporto costruttivo con la Russia. È logico supporre che la dottrina militare rivista e le misure adottate dal governo russo per aggiornare la Difesa del Paese daranno nuovo impulso a tale processo.

cvhswh4837hfLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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