I bombardieri russi impiegano nuovi missili contro lo Stato islamico

Alex Gorka SCF 06.07.2017

Il 5 luglio, i bombardieri strategici russi hanno colpito lo Stato islamico (IS) in Siria con i nuovi missili da crociera aerolanciati (ALCM) Raduga Kh-101. Secondo il Ministero della Difesa russo, i bombardieri Tu-95MS hanno lanciato missili da crociera Kh-101 su obiettivi dello SIIL lungo il confine tra le province siriane di Hama e Homs. Gli aerei sono decollati dall’aeroporto di Engels in Russia per effettuare un volo con rifornimento aereo. Rientravano alla base dopo la missione. L’aeroporto di Humaymim, nella provincia di Lataqia, attualmente impiegato dall’aviazione frontale, non è adatto ai bombardieri strategici. La sua pista è troppo corta e manca dell’infrastruttura necessaria. Ma i bombardieri strategici possono operare senza atterrare in Siria.
Tre depositi di munizioni e un comando preso Uqayribat furono distrutti. Gli aerei rientravano alla base nella Russia sud-occidentale, dopo aver lanciato i missili a una distanza di 1000 chilometri dagli obiettivi. Il Ministero non ha detto quanti aeromobili presero parte all’attacco, ma ha detto che i bombardieri strategici furono scortati da caccia Sukhoj Su-30SM provenienti dalla base aerea russa nella provincia di Lataqia. L’attacco era il sesto in cui la Russia utilizzava il Kh-101. Un Tupolev-95MS può portare 8 missili. Un bombardiere Tu-160 12. Oltre 60 velivoli con a bordo missili da crociera fanno parte dell’aviazione a lungo raggio della Russia. Un Su-34 è un velivolo tattico che può trasportare 2 missili di questo tipo. Il Raduga può essere dotato di testate ad alto esplosivo, penetranti o cluster. La testata convenzionale conterrebbe 400 kg di esplosivi. La versione Kh-102 può essere dotata di testata nucleare da 250kt. Il Kh-101 utilizza il GLONASS, il sistema di navigazione satellitare russo, per la correzione della rotta e avrebbe un’accuratezza di cinque-sei metri per una gittata efficace fino a 4500 km. La lunga gittata consente di colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico senza minacciare la piattaforma di lancio. Il missile può essere lanciato a una quota di 3000-12000 m. Il peso operativo è di 2400 kg, inclusa la testata. La quota di volo 30-6000 m. Deviazione massima: 20 m. Precisione sugli obiettivi in movimento: 10 m. La massima precisione è 5 m. Può accelerare alla velocità massima di 2500 km/h e salire alla quota massima di oltre 15000 metri. Senza booster, l’ALCM va lasciato cadere per acquisire velocità iniziale. Il Kh-101 ha un profilo di volo variabile con una quota compresa tra 30 e 6000 m, una velocità di crociera di 190-200 m/s e una velocità massima di 250-270 m/s. Il Raduga vanta una bassa firma radar. Con la configurazione a “siluro aereo” la sezione trasversale sul radar è di circa 0,01 metri quadrati. L’ALCM ha ali mobili e utilizza materiali radar assorbenti, antenne conformi e altre tecnologie stealth. Il missile utilizzerebbe una combinazione di guida inerziale e navigazione satellitare utilizzando il sistema russo GLONASS. È possibile correggerne la rotta in volo. Un sistema di correzione optoelettronica viene utilizzato invece del radioaltimetro. Con caratteristiche furtive, il missile vola a bassa quota, evitando i radar e nascondendosi dietro il terreno. Nella fase terminale, il missile individua l’obiettivo attraverso coordinate e riconoscimento delle immagini a bordo, sostanzialmente corrispondenti all’immagine caricata dell’obiettivo su cui il missile punta. Se tutto va come pianificato, la testata viene puntata direttamente sull’obiettivo per l’impatto. Le difese aeree possono essere sopraffatte con diversi Kh-101 in volo a bassa quota da diverse direzioni, violando le difese aeree nei punti deboli. I Raduga possono anche seguire rotte circolari per raggiungere gli obiettivi, evitando radar e difese aeree.
Nessuna altra forza aerea al mondo ha un’arma con tali grande gittata, grande precisione e caratteristiche stealth. Il Kh-101 supera ogni analogo statunitense su più aspetti. La potenza di fuoco e la mobilità mostrate il 5 luglio sono un timido avvertimento sulle crescenti capacità militari russe. Un altro vantaggio: con questa capacità d’attacco aereo e di superficie, la Russia non ha bisogno di violare il trattato INF, cosa di cui gli Stati Uniti l’hanno recentemente accusata. Semplicemente non serve avendo tale straordinaria potenza d’attacco aereo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La verità sulla Corea democratica: si sviluppa

Alexander Mercouris, The Duran, 4/7/2017La Corea democratica eseguendo un altro test missilistico a lungo raggio conferma che è lungi dall’essere in crisi, e che la sua economia è in pieno boom.
USA e Russia dicono che il missile Hwasong-14 lanciato oggi è di media gittata, mentre la Corea democratica rivendica che si tratta di un missile balistico intercontinentale (“ICBM”). Sembra che se il missile raggiunge l’Alaska non possa raggiungere il resto degli Stati Uniti. Anche se questo è quasi certamente vero, in accordo con ciò che specialisti cinesi e russi dicono del programma missilistico balistico nordcoreano, la prima prova di un missile così potente e sofisticato appare pienamente riuscita evidenziando come la Corea democratica domini sempre più la tecnologia del missile balistico. Ciò è tanto più impressionante perché la tecnologia dei missili balistici è una delle più difficili e complesse, e richiede un’industria chimica e dei materiali altamente qualificata e un elevato standard di produzione e controllo di qualità, che operi efficacemente. Ciò evidenza un punto già indicato: comunque sia, la Corea democratica non è e non può essere un Paese in crisi economica e arretrato tecnologicamente descritto dai media occidentali. Il successo della Corea democratica nel perseguire il programma missilistico balistico e delle armi nucleari dimostra che ha una base industriale e tecnologica significativa, comprendente chimica avanzata e fisica nucleare. “Il successo della Corea democratica nel produrre cellulari e tablet intelligenti e nel sviluppare una propria intranet chiaramente estesa (“Kwangmyong”) suggerisce il possesso di un’industria informatica sofisticata da cui attingere. Le immagini di Pyongyang, che appaiono di tanto in tanto sui media occidentali, mostrano una città moderna e futuristica, un fatto significativo in sé anche se Pyongyang sia una vetrina non rappresentativa di tutto il Paese. Tuttavia, nonostante questi evidenti segnali di una forza industriale e tecnologica moderna, c’è l’opinione diffusa che la Corea democratica sia un Paese primitivo, con un popolo che vive in condizioni di sussistenza”. Francamente ciò non è coerente coi fatti noti”.
Un articolo del Financial Times affronta direttamente questo punto, scoprendo che non solo la Corea democratica è lungi dall’essere arretrata, ma che ha un’economia in crescita a un ritmo elevato; “Nel momento in cui gli Stati Uniti cercano di colpire il regime di Kim con nuove sanzioni, pressioni aumentate probabilmente dalla morte dello studente statunitense Otto Warmbier, prigioniero in Corea democratica, l’economia mostra vitalità potendo rendere ancora più difficile far leva su Pyongyang. Qualsiasi analisi dell’economia nordcoreana deve procedere con cautela. I dati economici affidabili della nazione isolata sono scarsi e le stime variano selvaggiamente. Le previsioni sulla crescita del prodotto interno lordo per capita del 2015 passavano da -1 per cento della Banca di Corea di Seul a 9 per cento dell’Istituto di Ricerca Hyundai. “Le sfide su un calcolo accurato del PIL della Corea democratica sono molte e derivano principalmente dalla scarsa quantità di dati macroeconomici credibili”, afferma Kent Boydston, analista dell’Istituto Peterson per l’Economia Internazionale. Ma per gli osservatori vicini alla nazione reclusa, i segni del cambiamento sono chiari. In particolare, i salari sono aumentati, così come la crescita di una classe media chiamata donju. “I cambiamenti sono evidenti quando andate a Pyongyang. C’è traffico veicolare e la città ha un profilo inedito”, spiega un ex-ufficiale dell’intelligence statunitense, sottolineando il crescente utilizzo di elementi una volta rari come pannelli solari e condizionatori d’aria… Il risultato, secondo gli osservatori della Corea democratica come il prof. Lankov, è “un miglioramento significativo degli standard di vita” e un ritmo economico più evidente col fiorente numero di ristoranti e mercati. Conosciuti come jangmadang, questi mercati, ufficiali e non, proliferarono rapidamente dagli ultimi anni e sono ora sempre più la norma nell’acquisto di beni di consumo. Secondo un sondaggio su più di 1000 fuggitivi dell’Istituto di sviluppo della Corea, think-tank di Stato di Seoul, più dell’85% dei coreani ricorre a questi mercati per il cibo, contro il 6% che ricorre alle razioni statali. Anche i salari sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni. Secondo l’istituto, gli stipendi statali ufficiali sono aumentati di oltre il 250 per cento negli ultimi 10 anni, a circa 85 dollari (più di 75000 won nord-coreani) al mese, mentre i salari nei lavori non ufficiali, come nelle imprese private, sono cresciuti di oltre il 1200 per cento. Lee Byung-ho, ex-capo del servizio d’intelligence della Corea del Sud, ha stimato all’inizio di quest’anno che il 40 per cento della popolazione della Corea democratica lavora in una impresa di tipo privata”.
L’articolo del Financial Times evidenzia un punto importante sulla Corea democratica. La crescita negativa di -1% del PIL pro capite sostenuta dalla Banca di Corea è ovviamente in contrasto con i fatti reali, riflettendo l’idea uniformemente negativa della Corea democratica di media e istituzioni della Corea del Sud. Le peggiori storie sulla Corea democratica, tra cui regolamenti di conti al potere e purghe nel governo nordcoreano, corruzione di Kim Jong-Un e suo entourage, fallimento e privazione economica del Paese, provengono dalla Corea del Sud che ha un ovvio interesse a tali affermazioni, comunque accettate acriticamente dall’occidente, dove vengono riprodotti regolarmente come se fossero fatti. Se la Corea democratica davvero ha tassi di crescita del PIL annuo pro capite del 9%, come affermato dall’Istituto di Ricerca Hyundai, e se gli stipendi sono veramente cresciuti del 250-1200% negli ultimi 10 anni, la Corea democratica ha l’economia in più rapida crescita del mondo e il suo popolo vede la crescita più veloce dei redditi reali del mondo. Ciò spiega senza dubbio la crescente fiducia della leadership nordcoreana e la genuina popolarità (al contrario del culto della personalità) di Kim Jong-Un, che anche certi osservatori occidentali sono riluttanti ad ammettere. Uno dei grandi problemi dell’occidente è che sembra sempre lottare per riconoscere o adattarsi a un cambiamento della realtà in qualsiasi situazione particolare. Proprio come l’occidente ha imposto sanzioni economiche alla Russia nel 2014, nella convinzione che l’economia della Russia fosse di carta come negli anni ’90, così ritiene che la Corea democratica sia a un passo dal crollo totale, come sempre negli anni ’90. Il risultato in entrambi i casi è il tentativo fallimentare di usare le sanzioni, e rabbia e confusione quando non funzionano. Nel caso della Corea democratica, ciò che l’occidente ritiene sia il “proiettile magico”, le sanzioni cinesi, non si avranno mai nel senso che l’occidente vuole o con un peso significativo. Dato che è così, è necessario fare ciò che l’occidente ha sempre rifiutato e che cinesi e russi sollecitano: aprire conversazioni dirette con Kim Jong-Un. Nel frattempo, mentre l’occidente si oppone, Kim Jong-Un e Corea democratica continuano a rafforzarsi e l’equilibrio militare nel Pacifico nordorientale passa lentamente, ma costantemente, a loro favore.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il programma missilistico della Corea democratica minaccia l’egemonia degli USA

Gregory Elich, 29 giugno 2017Da quando il presidente Trump è in carica, la Corea democratica ha condotto una serie di test missilistici, innescando un’ondata di condanne da media e politici statunitensi. La reazione contiene più di un elemento di paura, talvolta implicando che una volta che la Corea democratica avrà missili balistici intercontinentali (ICBM), lancerebbe un attacco non provocato sul continente nordamericano. Ciò che si tende ad evitare in tali rapporti è qualsiasi riflessione sobria, soffrendo di molta confusione sullo stato attuale del programma della Corea democratica. L’articolo esamina i recenti lanci dei missili della Corea democratica e sostiene che costituiscono una minaccia, non per la sicurezza della popolazione statunitense come sostengono i media ufficiali, ma ai calcoli strategici degli Stati Uniti nella regione.Pukguksong-2
Testato per la prima volta l’11 febbraio, il Pukguksong-2 è un missile balistico a medio raggio basato sul Pukguksong-1 lanciato da sottomarini. Il principale vantaggio del Pukguksong-2 sugli altri missili balistici della Corea democratica è che usa propellente solido. Perciò, il Pukguksong-2 è molto più mobile e flessibile degli altri missili a medio raggio della Corea democratica, con propellente liquido, quindi ostacolati dalla necessità di essere accompagnati da autocisterne nei movimenti. La necessità del lungo processo di rifornimento prima del lancio li rende vulnerabili ad un attacco. Volando con una traiettoria quasi verticale, il Pukguksong-2 percorse 500 chilometri raggiungendo l’apogeo di 550 chilometri. Ciò si traduce in un raggio di 1200 chilometri, che il missile avrebbe se lanciato con una normale traiettoria con lo stesso carico utile. Una delle ragioni della traiettoria insolita del test fu che i tecnici avessero l’ambito di monitoraggio tecnico per raccogliere dati sulle prestazioni. Anche la rotta insolita può essere stata scelta, come indica la Corea democratica, per evitare problemi politici sul sorvolo del Giappone. Il missile fu nuovamente testato il 21 maggio seguendo una traiettoria simile alla prima. Nonostante l’affermazione della Corea democratica che il missile dovrebbe entrare in produzione di serie, è necessario testarlo varie volte per consolidarne affidabilità e precisione. Non sembra che il veicolo di rientro si stato testato in quell’occasione, in quanto mancava degli stabilizzatori necessari per la guida terminale. Secondo l’esperto missilistico John Schilling, “probabilmente occorreranno almeno cinque anni” affinché il Pukguksong-2 diventi “il pilastro della forza strategica della Corea democratica e, anche allora, solo nella versione di prima generazione con testata non-manovrabile“. Le diverse prestazioni dei due test indicano che ci sono aspetti non risolti nella produzione di un motore che porti a risultati coerenti. Hwasong-12
Dopo tre lanci lanciati ad aprile, l’Hwasong-12 a raggio intermedio ha finalmente avuto successo il 14 maggio. A differenza del Pukguksong-2, questo missile è a propellente liquido. In ogni caso, la performance del Hwasong-12 ha dimostrato un notevole progresso tecnologico rispetto ad altri missili della Corea democratica. Nell’ultimo test, il missile ha volato con un angolo di 85 gradi raggiungendo una quota di 2111 chilometri. Si calcola che una normale traiettoria darebbe al missile una gittata di 4500 chilometri, potendo colpire la forza strategica degli Stati Uniti a Guam. Ancora più importante, questo è il primo test riuscito della Corea democratica di un veicolo di rientro. Una testata nucleare deve poter sopportare l’enorme calore generato dal rientro nell’atmosfera terrestre per raggiungere l’obiettivo. Senza questa capacità, la Corea democratica non avrebbe un deterrente nucleare efficace. I sistemi di monitoraggio sudcoreani hanno raccolto le trasmissioni dati tra la testata in discesa e il centro di controllo nordcoreano, confermando il successo della prova.Missili antinave
Il 29 maggio, la Corea democratica testava la versione aggiornata dell’Hwasong-7. Tra i miglioramenti vi sono stabilizzatori per migliorarne la stabilità nella fase di decollo, un motore nella sezione centrale per il controllo della velocità e tecnologia di guida terminale per dare maggiore precisione. Si dice che il missile abbia una gittata di 1000 chilometri e sia destinato a colpire obiettivi navali. Poco più di una settimana dopo, la Corea democratica lanciava diversi missili da crociera antinave, dimostrando eccellenti manovrabilità e precisione. Secondo i media nordcoreani, i missili “hanno accuratamente individuato e colpito gli obiettivi sul mare orientale della Corea dopo aver effettuato voli circolari“. La gittata fu stimata in 200 chilometri e, come gli altri missili della Corea democratica testati quest’anno, i missili da crociera sono di nuova concezione. I missili da crociera furono lanciati da veicoli da trasporto cingolati capaci di muoversi su terreno accidentato, consentendogli di recarsi dove sarebbero più difficili da individuare e distruggere.L’ICBM futuro della Corea democratica
I media occidentali, con molta speculazione e poca informazione, ci fanno credere che la Corea democratica sia in procinto di testare un ICBM. Ci sono sfide tecnologiche nello sviluppo di un ICBM molto più difficili per la Corea democratica che non nel caso del Hwasong-12. Più è lunga la gittata del missile balistico, maggiore è l’attrito che il veicolo di rientro deve poter sopportare. L’intensità dell’attrito associata alla gittata, quindi alla velocità, aumenta così rapidamente che un test riuscito del veicolo di rientro di un missile balistico intermedio non dice nulla su cosa avverrebbe con un ICBM. Un veicolo di rientro lanciato da un ICBM deve assorbire molto più attrito di quello di un missile a corto raggio. Agli Stati Uniti occorsero diversi anni per superare la sfida nel progettare un veicolo di rientro per ICBM operativo. La testa nucleare va miniaturizzata per ridurre il peso affinché possa essere installata sul missile. Come sottolineano gli specialisti di tecnologia militare Markus Schiller e Theodore Postol, “È improbabile che la Corea democratica abbia ora un’arma nucleare che pesi solo 1000 kg. È anche improbabile che tale arma nucleare di prima generazione possa sopravvivere all’inevitabile decelerazione di 50 G durante il rientro da una gittata di quasi 10000 chilometri“. Si pensa che il Hwasong-12 sia la base per lo sviluppo di un ICBM. Tuttavia, il missile dovrebbe essere ridisegnato per aggiungere un altro stadio. Recentemente,la Corea democratica ha testato un motore a razzo, che i funzionari statunitensi pensano sia destinato all’ultimo stadio di un ICBM. Sulla base unica di immagini satellitari, tale conclusione non è altro che supposizione. Indipendentemente dalla natura del test del motore, resta ancora una grande quantità di lavoro per trasformare un missile esistente in ICBM e perfezionarne la tecnologia associata, come sistema di guida e veicolo di rientro. Inoltre, prima che un missile possa essere considerato operativo, deve essere sottoposto a diversi test per garantirsi che soddisfi gli standard di prestazione e affidabilità. L’Hwasong-12 ha avuto successo solo in uno dei quattro test. Minacce e provocazioni
È un atto di fede occidentale che ogni prova missilistica della Corea democratica sia una “minaccia” o “provocazione”. Ma è vero? Negli ultimi mesi l’India ha testato i missili balistici a medio raggio Agni-2 e Agni-3, nonché l’ICBM Agni-5, producendo solo sbadigli d’indifferenza. Il Pakistan ha lanciato un missile balistico a medio raggio Ababil, in grado di trasportare più testate belliche, mentre Cina e Russia hanno testato ICBM. Gli Stati Uniti, mentre condannano la Corea democratica per i suoi test, lanciano missili Minuteman 3 e Trident. Alcuno di questi test fu ritenuto provocatorio. Né viene considerata l’ipocrisia dell’amministrazione di Trump che esprime indignazione verso la Corea democratica per ciò che fa. Osservando obiettivamente, non esiste alcuna differenza tra test missilistici della Corea democratica e degli altri, anche se va sottolineato che l’arsenale degli Stati Uniti è di quasi 7000 testate nucleari, quello della Corea democratica in rispetto è nullo. Come ha osservato il Ministero degli Esteri nordcoreano, “Non un solo articolo o disposizione della Carta delle Nazioni Unite e di altre leggi internazionali decide che un test nucleare o di un missile balistico sia una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali“. Il potere politico ed economico degli Stati Uniti gli permette di spingere altri membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad accettarne la richiesta per imporre sanzioni alla Corea democratica. Di conseguenza, la Corea democratica è l’unica nazione individuata dalle sanzioni delle Nazioni Unite che vietano di testare gli stessi tipi di missili che gli altri paesi sono liberi di testare. Non esiste alcuna base giuridica per tale doppio standard, principalmente prodotto dell’influenza statunitense. Dal punto di vista nordcoreano, le grandi esercitazioni militari che gli Stati Uniti conducono regolarmente in tandem con la Corea del Sud la minacciano. Tali esercitazioni provano l’invasione della Corea democratica, incluse operazioni per uccidere i leader nordcoreani. Recentemente, B-1B statunitensi eseguirono vari voli sulla Corea del Sud, praticando un finto bombardamento della Corea democratica. Originariamente progettato per lanciare armi nucleari, il B-1B fu trasformato al ruolo convenzionale solo dieci anni fa. L’aereo è comunque un’arma formidabile e può trasportare tre volte il carico utile di un B-52. Nella mentalità occidentale, alcuna di tali azioni va interpretata come “provocatoria” o “minaccia” per la Corea democratica. Ma è abbastanza facile immaginare la reazione isterica se la Russia dovesse condurre esercitazioni militari congiunte a Cuba, praticando bombardamento ed invasione degli Stati Uniti, oltre all’assassinio dei capi politici statunitensi.Rifiuto di riconoscere la Corea democratica Stato nucleare
La politica di “massima pressione e impegno” di Trump si basa sul principio secondo cui gli Stati Uniti non riconosceranno la Corea democratica Stato nucleare. Ma cosa significa ciò? La Corea democratica, come tutti sanno, è uno Stato nucleare. Per gli Stati Uniti significa che non riconosceranno il diritto della Corea democratica di essere uno Stato nucleare. Perché questo è importante? Secondo il Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), solo i cinque Paesi che avevano già armi nucleari quando il trattato entrò in vigore nel 1970, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, sono riconosciuti a livello internazionale come Stati con armi nucleari. Il trattato gli chiede di ridurre gli arsenali nucleari verso l’eventuale eliminazione e vieta a tutti gli altri firmatari di possedere armi nucleari. Non importa che i cinque Stati siano ben lontani dal conseguimento del disarmo e che gli Stati Uniti spendano un trilione di dollari per modernizzare il proprio arsenale nucleare. La preoccupazione prima degli Stati Uniti è la seconda parte dell’obiettivo dichiarato dal NPT, che alcuno oltre ai cinque Stati ufficialmente riconosciuti abbia armi nucleari. Quindi, il programma nucleare e missilistico della Corea democratica, a giudizio degli Stati Uniti, è un affronto a tale dottrina e il Paese va punito di conseguenza. Ma che dire di India, Pakistan e Israele, Paesi con armi nucleari che non fanno parte del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT). Gli Stati Uniti rifiutano di riconoscerli Stati nucleari? Qui c’è la peggiore ipocrisia della condanna statunitense dei test nucleari e missilistici della Corea democratica. Poiché gli Stati Uniti non hanno alcun problema con India, Pakistan e Israele in possesso di armi nucleari, e non si sono voluti pronunciare.Lo sviluppo accelerato dei missili della Corea democratica: minaccia all’egemonia statunitense
Non è passato inosservato che il ritmo dei test missilistici della Corea democratica sia accelerato negli ultimi mesi. All’inizio dell’anno, la Corea democratica era in una posizione piuttosto vulnerabile, vista la retorica aggressiva dell’amministrazione di Trump. La Corea democratica ha un programma per le armi nucleari, ma alcun affidabile veicolo di rientro, il che significa che non aveva vettori. Le armi convenzionali nordcoreane bastano ad infliggere danni seri alla Corea del Sud. Ma in un conflitto, i danni alle forze statunitensi sarebbero relativamente lievi, soprattutto se gli Stati Uniti lanciassero un primo colpo per eliminare gran parte della potenza militare della Corea democratica. La finestra di opportunità per attaccare la Corea democratica si chiuderà definitivamente una volta che dimostrerà di aver un vettore efficace per le armi nucleari, la capacità di colpire gli aerei militari degli USA situati a Guam e le portaerei al largo della penisola coreana. Così per la Corea democratica, la gara è accesa. I nordcoreani hanno preso atto dell’esperienza di Jugoslavia, Iraq e Libia giungendo alla conclusione che una piccola nazione con solo armi convenzionali non ha alcuna possibilità d’impedire l’attacco dagli Stati Uniti. La Corea democratica dice che il suo programma nucleare “è una misura legittima e giusta di autodifesa per proteggere sovranità e diritto all’esistenza” della nazione. Una conclusione che gli Stati Uniti vogliono scoraggiare. Per gli Stati Uniti, è un principio fondamentale della propria politica estera poter attaccare qualsiasi nazione a scelta e che alcun Paese abbia i mezzi per difendersi. E’ questa a causare la preoccupazione degli Stati Uniti. La ragione per cui fermare il programma missilistico nucleare a lungo termine della Corea democratica è una priorità per l’amministrazione Trump, non perché crede veramente che la Corea democratica lancerà un ICBM sugli Stati Uniti. Piuttosto, se la Corea democratica riuscirà a stabilire un deterrente nucleare efficace, ciò avrebbe gravi implicazioni geopolitiche per la politica statunitense, poiché le altre nazioni prese di mira potranno seguire l’esempio della Corea democratica per garantirsi la sopravvivenza. Perciò gli Stati Uniti etichettano la Corea democratica Stato paria e ne sponsorizzano severe sanzioni all’ONU. La Corea democratica affronta la dicotomia tra obiettivi politici. Se non denuclearizza, rischia di subire lo strangolamento economico imposto dagli Stati Uniti. Ma se abbandona il programma nucleare, sarà molto più vulnerabile agli attacchi militari degli USA ostili. La lezione della Libia dopo aver abbandonato il programma sulle armi nucleari non è stata dimenticata. Gli Stati Uniti dichiarano che non s’impegneranno nei colloqui con la Corea democratica a meno che non si denuclearizzi come condizione preliminare, senza ricevere nulla in cambio. Tal posizione esclude qualsiasi possibilità diplomatica ed è difficile vedere qualsiasi via d’uscita dall’attuale situazione, finché Washington si aggrappa a tale atteggiamento. Si spera che il presidente sudcoreano Moon Jae-in possa convincere l’amministrazione Trump ad adottare un approccio più flessibile. È giunto il momento per la Corea del Sud di assumere il comando trovando una soluzione pacifica alla controversia nucleare.Gregory Elich è nel consiglio di amministrazione dell’Istituto di ricerca di Jasenovac e del consiglio consultivo dell’Istituto di politica della Corea. È membro del comitato di solidarietà per la democrazia e la pace in Corea, giornalista de La voce del popolo e coautore di Uccidere la democrazia: CIA e operazioni del Pentagono nel periodo post-sovietico, pubblicato in russo . È anche membro della Task Force per fermare la THAAD in Corea e il militarismo in Asia e nel Pacifico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Che cosa c’è dietro le intercettazioni aeree Russia-NATO

Sputnik 25.06.2017Il numero di aerei da ricognizione intercettati lungo il confine della Russia dal 12 al 18 giugno era senza precedenti, anche per gli standard della guerra fredda, secondo l’esperto militare russo Konstantin Sivkov. In precedenza, il quotidiano ufficiale del Ministero della Difesa russo “Krasnaja Zvezda” aveva riferito che nell’ultima settimana (12-18 giugno) gli aviogetti russi effettuarono 14 intercettazioni di aerei da ricognizione stranieri vicino al confine russo. Furono effettuati complessivamente 23 voli di ricognizione nei pressi del confine russo. In particolare, 10 da aerei statunitensi come RC-135 e droni strategici Global Hawk. 4 voli furono effettuati dall’aviazione norvegese con un aereo da ricognizione P-3C Orion. L’aviazione svedese aveva effettuato 3 voli. Gran Bretagna e Francia 2 voli di ricognizione ciascuna. Secondo il giornale, le intercettazioni furono svolte dagli aviogetti MiG-31 e Su-27 delle forze d’allerta della Difesa Aerea russa. Il Ministero della Difesa russo affermava che l’equipaggio dell’RC-135 compì una manovra provocatoria verso il Su-27 russo, aggiungendo che il pilota russo reagì e continuò a scortare l’aereo da ricognizione fin quando cambiò rotta fuggendo dal confine russo. Dieci minuti dopo l’incidente, un altro RC-135 entrò nella zona, e fu intercettato dal Su-27 russo, secondo il Ministero della Difesa russo. “Il numero è senza precedenti, soprattutto tenendo conto del fatto che oggi non c’è la guerra fredda. All’epoca avevamo una media di sette-otto intercettazioni alla settimana, ma oggi il numero è molto più alto“, dichiarava Konstantin Sivkov, analista militare e presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici russa. L’esperto esprimeva preoccupazione per la situazione perché la maggior parte delle intercettazioni avveniva nella parte europea della Russia. Sivkov osservava che l’attività può essere legata all’equilibrio di potere nel conflitto siriano, attualmente sfavorevole a Stati Uniti ed alleati. “Ora, l’Esercito arabo siriano ed alleati potrebbero arrivare al confine siriano-giordano isolando le forze d’opposizione dalle basi statunitensi in Giordania, cosa inaccettabile per gli Stati Uniti, perciò il Pentagono attaccava le forze siriane“, affermava Sivkov. Suggeriva che non andava escluso che Mosca appoggi le forze siriane, il che significa rischiare il confronto militare tra Stati Uniti e Russia in Siria. “Questa è la ragione per cui Stati Uniti ed alleati della NATO hanno aumentato i voli da ricognizione nei pressi della frontiera della Russia“, concludeva.
A sua volta, l’ex-comandante dell’Aeronautica russa Pjotr Dejnekin dichiarava che l’aumento dell’attività da ricognizione della NATO può essere spiegato con le recenti manovre dell’alleanza nel Mar Baltico. “Sul Mar Baltico, la ragione è che la NATO aveva le esercitazioni ed aerei statunitensi, tra cui RC-135 e bombardieri strategici B-52, sorvolavano le acque neutrali. Inoltre, ci fu l’incidente con l’aviogetto che trasportava il Ministro della Difesa russo“, dichiarava a Sputnik. Il 21 giugno, un caccia F-16 della NATO tentò di avvicinarsi all’aereo del Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu sulle acque neutrali del Baltico, ma fu immediatamente cacciato da un aviogetto Su-27 russo. Inoltre, Dejnekin dichiarava che il numero di voli di ricognizione nei pressi del confine russo è normale. “Tenuto conto delle dimensioni del territorio della Russia, è abbastanza normale“, aggiungendo che gli aviogetti russi decollano ogni volta sia necessario identificare un oggetto che si avvicina al confine russo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il messaggio iraniano ai terroristi e loro sponsor

PressTV 19 giugno 2017Vi sono analisi da ogni dove da quando i missili del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche colpivano le basi dei terroristi a Dayr al-Zur, in Siria orientale. Sputnik torna sul messaggio che contiene la “risposta importante” non solo verso lo SIIL, ma anche le fazioni che “implicitamente lo sostengono nella regione“. L’Iran potrebbe rispondere in modo diverso agli attacchi terroristici sul suo territorio. Il fatto che si sia scelta una “risposta balistica” ha un suo significato. Ricordiamo bene gli anni della guerra Iran-Iraq, quando gli iraniani lottavano per difendersi. Ma alcun Paese era disposto a vendergli armi. L’Iraq di Sadam colpiva le città iraniane con missili senza che il Paese potesse rispondere adeguatamente. I caccia che lo Scià aveva comprato dagli Stati Uniti non decollavano a causa del boicottaggio imposto da Washington sulla vendita di armi all’Iran. Quel periodo è finito da tempo, ma ebbe il merito di spingere gli iraniani a fabbricare le armi di cui hanno bisogno per difendersi. L’ambizione iraniana ora va molto oltre. Non è Baghdad che l’Iran deve colpire con i missili. I missili iraniani ora sorvolano i cieli iracheni per colpire direttamente le posizioni dei terroristi a diverse centinaia di chilometri di distanza, in Siria. Inoltre non senza ragione gli iraniani hanno scelto le due città curde di Kermanshah e Sanandaj come area di lancio dei missili. Sono città sunnite, ma i sunniti iraniani odiano SIIL e terroristi tanto quanto li odiano gli sciiti. Il commando che compì il duplice attentato a Teheran era composto da curdi iraniani, ma il Kurdistan li odia più di qualsiasi altra provincia iraniana. In questi attacchi balistici, l’Iran ha voluto dimostrare il dominio sulla sicurezza e come controlla tutto. Perché l’Iran potrebbe benissimo utilizzare i caccia per vendicarsi dello SIIL, chiedendo agli alleati iracheni e libanesi in Siria di reagire, ma decideva di agire dal proprio suolo. La risposta è ancora più acuta. Ma quale messaggio l’Iran ha inviato?
1. Il lancio dei missili è innanzitutto la risposta agli attentai dello SIIL.
2. Questa risposta, precisa, dimostra le capacità balistiche dell’Iran: i missili hanno coperto una distanza di 650 chilometri prima di colpire gli edifici alla periferia di Dair al-Zur sede dei terroristi. 650 chilometri è più o meno la distanza tra le città iraniane e Riyadh e Tel Aviv. È anche la stessa distanza che separa le basi militari statunitensi nel Golfo Persico dall’Iran. Basi di cui è ora certo siano nel raggio della potenza balistica iraniana.
3. L’arsenale balistico iraniano include anche missili dalla gittata di 2000 km, il che significa che obiettivi a 2000 chilometri di distanza non sono immuni dalla potenza balistica iraniana.
4. L’attacco è avvenuto appena due ore dopo il discorso del leader supremo iraniano e un paio di ore dopo la riunione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Ciò dimostra l’elevata capacità delle Forze Armate iraniane di rispettare le decisioni delle autorità politiche del Paese.
5. Tempistica e dettagli della risposta meritano una riflessione: l’Iran ha risposto nei termini più netti alle ultime minacce dagli Stati Uniti e alle sanzioni che il Senato ha adottato nei suoi confronti.
6. Ciò è accaduto proprio mentre gli alleati dell’Iran in Siria e in Iraq sfidano la cosiddetta coalizione prendendo il controllo del confine siriano-iracheno nonostante gli avvertimenti di Washington. Si tratta della strada che collega Teheran a Bayrut. Senza controllarla, in precedenza, gli iraniani poterono consegnare più di 100000 razzi a corto e medio raggio ad Hezbollah. Una volta aperta, questa strada permetterà all’Iran di aumentare l’aiuto militare agli alleati Siria e Iraq. E Israele ne sarà interessato, come l’Arabia Saudita e anche gli Stati Uniti con le varie basi militari nella regione del Golfo Persico. Uno o due gradi di differenza basteranno a che i missili colpiscano ognuno dei suddetti bersagli invece che Dayr al-Zur.
7. Secondo gli esperti militari, le batterie antimissile avranno bisogno di almeno 30 secondi per intercettare i missili nemici, e se i missili iraniani saranno collocati in prossimità dei confini di Israele o Arabia Saudita o delle basi USA nella regione, alcun sistema antimissile li neutralizzerà in tempo.
In ogni caso, il molteplice messaggio dell’Iran si riassume in una parola: se l’Iran accede al tavolo delle trattative con l’occidente, non significa che è pronto a capitolare. Se gli Stati Uniti non rispettano gli impegni assunti, l’Iran è pronto a combattere e non sarà esso a subire i danni peggiori. Dato che gli USA usano il pretesto dei missili iraniani, beh, è attraverso essi che l’Iran li sfida. Secondo il Ministro degli Esteri iraniano, “non si minacciano mai gli iraniani, senza il rischio di subirne la risposta“.L’Iran invia un messaggio coi missili in Siria
Emile Naqlah, TCB, 18 giugno 2017
Emile Naqlah, ex-membro della CIA

Il conflitto in Siria ha visto oggi una serie di prime, dato che il Pentagono ha confermato che un aviogetto da combattimento statunitense ha abbattuto un aereo militare siriano vicino Raqqa, e l’esercito iraniano ha dichiarato che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha lanciato attacchi missilistici su obiettivi dello SIIL in Siria, in rappresaglia all’attentato a Teheran del 7 giugno. Questi sono i primi attacchi in Siria dall’Iran dall’inizio della guerra nel 2011. Per comprendere il contesto in cui si sono verificati, The Cipher Brief ha parlato con Emile Naqlah, ex-membro della CIA, per discutere degli scopi dell’Iran e a chi sono destinati.

The Cipher Brief: Gli attacchi sono presumibilmente la rappresaglia per l’attentato a Teheran del 7 giugno. Pensa che ce ne saranno altri o l’Iran non andrà oltre?
Emile Naqlah: Sulla base dei rapporti disponibili, l’attacco sembra sia solo la rappresaglia contro lo SIIL per l’attentato a Teheran. Se l’Iran avrà informazioni che colleghino l’attentato a un altro gruppo, ad esempio i Mujahidin e-Khalq (Mujahidin del popolo), l’IRGC potrebbe condurre ulteriori attacchi.

TCB: Ciò cambierà la situazione in Siria? In caso affermativo, come?
Naqlah: L’attacco invia il messaggio che l’IRGC possiede un arsenale di missili terra-terra in Siria.

TCB: Qual è la dimensione di tale arsenale? L’IRGC aveva sempre tale arsenale o l’ha potenziato dopo l’attentato? Ed in questo caso, l’intelligence statunitense ne ha tracciato l’invio in Siria?
Naqlah: L’attacco missilistico non cambia l’equilibrio militare in Siria, ma segnala a Washington che Iran e IRGC hanno una forza di ritorsione sufficiente contro SIIL e altri gruppi, se dovessero condurre ulteriori attentati in Iran.

TCB: Può aiutarci a comprendere il contesto dell’attacco, era un messaggio a Stati Uniti e Arabia Saudita?
Naqlah: L’attacco invia più messaggi: agli Stati Uniti, l’Iran non prevede di aumentare il coinvolgimento militare in Siria, ma non ignorerà alcuna provocazione o attacchi alla propria sovranità. L’attacco, dalla prospettiva di Teheran, è di autodifesa. All’Arabia Saudita, si dice di non andare oltre la retorica al vetriolo contro l’Iran. Se i sauditi s’impegnano in azioni militari che minaccino la sicurezza dell’Iran, l’IRGC ha i mezzi e la potenza di ritorsione regionale. L’Iran si considera una potenza regionale responsabile, da status quo e non tollera l’acutizzazione del conflitto nel Golfo. L’attacco è anche un segnale ai sauditi a che recedano dall’assedio al Qatar, affinché la situazione non degeneri.

TCB: C’è qualche relazione con le nuove sanzioni sul programma missilistico dell’Iran appena approvate dal Senato degli Stati Uniti?
Naqlah: Non credo che l’attacco sia in alcun modo in rappresaglia alle sanzioni che il Congresso ha approvato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora