I dettagli segreti della nuova dottrina della difesa della Russia

Valentin Vasilescu, Reseau International 26 maggio 2016wp_20110In Europa e Asia l’esercito statunitense ha schierato un piccolo contingente di soldati che non può scatenare da solo o congiuntamente con eserciti alleati, l’invasione della Russia. Solo a causa dell’isolamento geografico, gli Stati Uniti prevalgono da settantanni grazie alla loro Marina, tre volte superiore a quella della Russia, in grado d’intervenire in qualsiasi parte del mondo. Il Pentagono dispone anche di una gigantesca forza di centinaia di navi specializzate nelle operazioni di schieramento di divisioni dei marines, blindati e forze speciali, per poter partecipare a una possibile invasione della Russia. Pertanto, i gruppi d’assalto navale statunitensi organizzati intorno a portaerei, navi d’assalto anfibio e convogli di truppe ed equipaggiamenti militari, sono considerati il più serio rischio per la sicurezza della Russia [1]. I gruppi navali e di navi da sbarco e i convogli delle truppe statunitensi sono protetti da diversi tipi di scudi antibalistici, come il sistema navale AEGIS dotato di missili SM-3 Block 1B che neutralizzano i missili balistici che volano a quote comprese tra 100 e 150 km. Questo sistema è montato su cacciatorpediniere e incrociatori AEGIS statunitensi, e si aggiunge agli scudi antimissile in Polonia e Romania. Esiste inoltre il sistema mobile THAAD delle forze di terra degli USA, a difesa delle navi da sbarco. Questi sistemi sono progettati per colpire missili balistici nella fase d’ingresso nell’atmosfera a quote comprese tra 80 e 120 km. A ciò si aggiungono le batterie di missili antiaerei a lungo raggio Patriot dalle capacità antimissile balistico contro missili nella fase terminale del volo a una quota di 35000 m [2].
La classificazione degli aeromobili in volo atmosferico si basa sulla velocità. Ci sono aerei che volano a velocità subsonica (fino a 1220km/h o Mach 1), gli aerei supersonici con velocità tra Mach 1 e Mach 5 (fino a 6000 km/h) e velivoli ipersonici che volano a velocità fra Mach 5 e Mach 10 (cioè fino a 12000 km/h). I russi hanno scoperto che i missili anti-balistici degli Stati Uniti non possono intercettare i missili ipersonici nella mesosfera (tra i 35000 e 80000 m). La nuova dottrina della Difesa della Russia ha stabilito che l’antidoto ai gruppi d’assalto e ai convogli navali statunitensi sono i velivoli ipersonici che volano a quote tra 35000 a 80000 m. Il Ministero della Difesa russo ha stanziato 2-5 miliardi di dollari per l’Advanced Research Foundation (ARF), l’equivalente russo del DARPA del Pentagono, per la progettazione di una serie di derivati ipersonici del velivolo spaziale Ju-71 (Proekt 4202). Dal 2011 al 2013 lo Ju-71 è stato testato in galleria del vento, e dal 2013 all’aprile 2016 ha condotto delle prove nell’atmosfera lanciato dai missili strategici leggeri UR-100 e R-29RMU2. Lo Ju-71 è simile all’HTV-2 abbandonato dagli statunitensi nel 2014.
Il velivolo spaziale Ju-71 ha dimostrato di poter volare alla velocità di 6000-11200 chilometri all’ora su una distanza di 5500 km e a una quota di crociera di 80000 m. Viene chiamato aliante spazio perché a differenza dei missili balistici ha una finezza aerodinamica di circa 5:1 (rapporto portanza/resistenza) che permette di volare su impulso continuo del motore a razzo, eseguendo delle cabrate lungo la rotta. Oltre al motore a razzo che permette ripetute accensioni e sospensioni, l’aliante spaziale Ju-71 è armato con testate indipendenti e sistemi di guida simili a quelli dei missili aria-terra Kh-29L/T e Kh-25T. La dottrina militare russa prevede che l’attacco alla flotta d’invasione statunitense sia eseguito in tre ondate e tre linee, impedendo ai gruppi d’assalto navali statunitensi di posizionarsi presso le coste russe del Mar Baltico. La prima ondata d’attacco di armi ipersoniche basate sull’aliante spaziale Ju-71 e lanciate da sottomarini a propulsione nucleare russi dall’Atlantico colpirebbe portaerei, portaelicotteri, sottomarini d’attacco, navi da carico o di scorta dei gruppi d’assalto navali statunitensi, non appena salpano dall’Atlantico verso l’Europa. La seconda ondata di armi ipersoniche sarebbe lanciata sui gruppi navali degli Stati Uniti a 1000 km dalle coste orientali dell’Oceano Atlantico. L’attacco verrebbe lanciato dai sottomarini russi dispiegati nel Mare di Barents o dalla base missilistica strategica di Plesetsk, in prossimità del Circolo Polare Artico e sul Mar Bianco. La terza ondata di armi ipersoniche verrebbe lanciata sui gruppi navali degli Stati Uniti quando raggiungono lo stretto dal Mare del Nord al Mar Baltico dello Skagerrak. L’attacco verrebbe eseguito con i missili ipersonici 3M22 Tzirkon, spinti da motori Scramjet e lanciati da aerei russi. Il Tzirkon ha una velocità di Mach 6,2 (6500 km/h) ad una quota di crociera di 30000 metri e un’energia cinetica all’impatto col bersaglio 50 volte superiore a quella dei missili antinave esistenti.
La Russia sviluppa anche una variante dell’arma ipersonica derivata dallo Ju-71 che può essere lanciata dal velivolo da trasporto pesante russo Il-76MD-90A (Il-476). L’aereo ha un’autonomia di di volo di 6300 km e può essere rifornito in volo. Mentre per i gruppi navali statunitensi ci vogliono cinque o sei giorni per raggiungere il Mar Baltico, l’Il-76MD-90A può raggiungere in poche ore i tre allineamenti calcolati per lanciare le armi ipersoniche. Anche se è un segreto ben mantenuto, sembra che l’arma ipersonica venga sganciata dal portellone dell’Il-76MD-90A a 10000 m di quota, dotato di un paracadute che la stabilizza in posizione verticale fino all’avvio del motore a razzo. Dato che il 50% del carburante del missile viene utilizzato per decollare e raggiungere gli strati estremamente densi dell’atmosfera a 10000 m, il peso del lanciatore e dell’aliante spaziale è la metà di quello di un missile balistico leggero R-29RMU2, che pesa 40 t. Sospesi nel 1992, i voli dei bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95 e dei velivoli Il-76 (trasformati nelle aerocisterne per il rifornimento in volo Il-78), sono ripresi nel 2012 lungo le coste atlantiche e pacifiche. Uno degli obiettivi è addestrare le squadre per le future missioni d’attacco con armi ipersoniche.IH-ref-miss[1] La futura blitzkrieg della NATO contro la Russia: la Battaglia per la supremazia aerea.
[2] Il missile russo Iskander, incubo dello scudo antimissile degli USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sistema di allarme antimissile in Crimea sarà riattivato

Nikolaj Litovkin, RIR, 23 maggio 2016

Il Ministero della Difesa russo ha detto che prevede di riaprire la stazione radar nella penisola di Crimea. Secondo gli esperti militari, la decisione è stata presa in risposta all’intensificata attività della NATO in prossimità delle frontiere meridionali e occidentali della Russia.radar_eng_2Il Ministero della Difesa russo è deciso a riattivare la stazione radar in Crimea che rileverà i missili lanciati dal Mar Nero e dal Mediterraneo, secondo il quotidiano Izvestija. La stazione radar del sistema di allarme missilistico (MWS) della Russia nella penisola potrà identificare il lancio di missili balistici e da crociera e testate supersoniche. L’elemento nuovo dell’MWS aumenterà la capacità di difesa della Russia a sud e sud-ovest.

Perché ora?
Negli ultimi anni la NATO ha aumentato l’attività delle sue navi nei mari Mediterraneo e Nero, schierando ulteriori unità nella base navale di Rota, in Spagna“, spiegava Viktor Murakhovskij, redattore capo della rivista Arsenal Otechestva (Arsenale della Patria). “La base non solo ha sistemi antimissile ma anche missili da crociera che possono essere utilizzati contro la Russia. Mosca deve reagirvi“, aveva detto. Nel 2013, Murakhovskij disse che la Russia registrò il lancio di missili a medio e lungo raggio da Israele nell’ambito del test del sistema di difesa aerea del Paese. “Dal punto di vista tecnico-militare, è chiaro che è facile collocare una testata su tali oggetti e per il ‘bersaglio’ il missile diventa un’arma reale“, affermava Murakhovskij, che riteneva che le principali preoccupazioni di Mosca nascano dalla diffusione del sistema antimissile europeo degli Stati Uniti in Romania. “La nuova base è dotata del sistema Aegis terreste con sistemi di lancio universali MK-41 che possono essere utilizzati per lanciare missili e Mosca non può determinare di quali missili sono dotati i MK-41: missili antimissile SM-3 o missili da crociera Tomahawk“, affermava Murakhovskij.

I programmi sul nuovo sistema di allarme missilistico
300px-Sevastopol_rls_openstreetmap.svg Secondo un esperto dell’industria della Difesa della Russia, il governo attualmente discute del futuro sistema di allarme missilistico. “Ora c’è il problema di smantellare tutto e partire da zero o trasferire una parte del MWS presso Irkutsk (5000 km ad est di Mosca) e ricostruirvi la stazione“, spiegava l’esperto parlando sotto anonimato. Nel primo caso, la distanza di rilevamento del bersaglio può raggiungere i 6000 chilometri, nel secondo 2500 chilometri, opinava. “Il sistema MWS presso Irkutsk è invecchiato, ma è ancora capace di seguire gli obiettivi dovuti, cioè i missili lanciati da Mar Nero e Mediterraneo. Entrambe le possibilità sono accettabili“, affermava l’esperto, che anche notava i negoziati in corso tra produttore e Ministero della Difesa, dopo di che il governo avrebbe annunciato ufficialmente l’avvio del programma. Il costo della nuova stazione è stimata 1,5-2 miliardi di rubli. “Le nuove stazioni MWS sono facilmente modulabili. È possibile espandere il raggio delle antenne e dirigerle in aree da cui, secondo il governo, provengano minacce alla sicurezza“, aggiungeva.

Altre simili unità MWS in Russia
La Russia modernizza i sistemi di allarme missilistico dal 2000. Per garantire la sicurezza dei confini, Mosca deve sostituire le vecchi stazioni sovietiche e quelle perdute negli Stati baltici, Ucraina e Bielorussia dalla caduta dell’URSS. Un nuovo MWS fu schierato dal 2008 nel villaggio di Lekhtusi, vicino San Pietroburgo. È del tipo Voronezh capace di rilevare tutti gli oggetti aerei e spaziali dalle coste del Marocco alla Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard nel Mar Glaciale Artico. La seconda stazione fu avviata nel 2009 ad Armavir, nel territorio di Krasnodar (1400 km a sud di Mosca). Questa unità è responsabile del controllo del territorio dal Nord Africa all’India. MWS equivalenti sono anche schierati nell’insediamento Pjonersk della regione di Kaliningrad (1500 km ad ovest di Mosca) e vicino Irkutsk. Il primo segue l’attività dei missili nelle aree “occidentali” e il secondo dalla Cina alle coste occidentali dell’America. Il Ministero della Difesa russo programma la costruzione di altre stazioni a Krasnojarsk (4700 km ad est di Mosca), Altaj (4400 km ad est di Mosca), Orsk (2000 km a est di Mosca) e Vorkuta (2100 km a nord-est di Mosca).radar_russia_engTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo schianto dell’Egyptair 804 è collegato all’opposizione francese all’escalation degli USA contro la Russia?

Umberto Pascali, Katehon 20/05/2016image-2011-09-13-10115407-0-inforgrafic-scut-anti-rachetaLe istituzioni degli Stati Uniti cercano freneticamente di costringere i Paesi europei ad approvare i sistemi missilistici puntati sulla Russia, volendo disperatamente intrappolare l’Europa nel confronto militare (con una provocazione che presto farà da innesco) contro la Russia. Luglio è il termine ultimo. Funzionari degli Stati Uniti ritengono che se la NATO al vertice di luglio a Varsavia non prenderà il controllo del sistema di difesa antimissile dichiarandolo operativo, la Russia dichiarerà che l’alleanza si piega alla sua volontà. Il nuovo sistema missilistico è ideato per trattenere l’Europa nel confronto perenne con la Russia, contro i propri interessi. Le élite statunitensi sono terrorizzate delle prossime elezioni presidenziali, nel caso un’amministrazione di Trump (o Sanders?) salvi gli Stati Uniti dalla continua politica di “guerre e saccheggio finanziario”.
La Francia guida l’opposizione al sistema missilistico (recentemente impiantato anche nell’impoverita Romania) nominalmente un programma della NATO ma in realtà operazione di controllo degli Stati Uniti sull’Europa. Proprio oggi, il Wall Street Journal ha denunciato la Francia per l’opposizione al diktat di Washington. Il giornale, nota voce di Wall Street e Bush-Clinton, ha spiegato che l’opposizione francese va spezzata prima della riunione di luglio della NATO, quando i Paesi della NATO dovrebbero accettare “proprietà” e “responsabilità” dello “scudo antimissile”: “Funzionari francesi hanno detto che rifiutano l’approvazione a che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord prenda il controllo del sistema di difesa antimissile europeo degli Stati Uniti, posizione di Parigi che funzionari statunitensi e dell’alleanza sperano di poter convincere a cambiare prima del vertice di luglio”. “Non è solo una questione tecnica, ma c’è un aspetto politico”, ha detto al giornale un funzionario francese. “Se si tratta di un sistema della NATO, la NATO si assumerà la responsabilità se si abbatterà un missile. La NATO si assumerà la responsabilità se si fallisse“. Gli statunitensi vogliono che la questione sia imposta all’Europa già il 19 maggio, al vertice dei ministri degli Esteri della NATO a Bruxelles. Germania e anche Italia sembrano seguire la Francia nel respingere le pressioni. È una situazione (leader europei che resistono ai piani anglo-statunitensi) simile ad altre nel recente passato, quando Francia e Belgio furono colpiti da estremamente sofisticati attacchi militari sotto forma di terrorismo.
L’incidente del volo EgyptAir 804 da Parigi a Cairo è un avvertimento a smetterla di resistere o altro?03d69c82849c521bf2569c3652b42285Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il “Lago della Russia”: La flotta del Mar Nero contro la nuova coalizione ucraino-turca

Svjatoslav Knjazev, PolitRussia 19 maggio 2016 – Fort Russ

ukraina-s-turtsiey-611-4567577Il 17 maggio 2016 le agenzie stampa hanno riportato la notizia molto interessante che Kiev e Ankara sono diventati ufficialmente dei partner militari. Il piano di attuazione della cooperazione militare è stato firmato delle Forze Armate di Turchia e Ucraina, definendo direzione e portata della cooperazione fino al 2020. Il documento si occupa di problemi generali e questioni piuttosto specifiche in materia di pianificazione, consulenza e assistenza nella difesa e cooperazione tra le forze armate in settori generali e particolari. Kiev ha sottolineato che la cooperazione con i militari turchi è un passo verso l'”integrazione nella NATO”. Gli esperti dicono che non è tanto l’Ucraina a prepararsi ad aderire all’alleanza, ma della “supervisione” della NATO sulle forze armate dell’Ucraina attraverso i militari turchi. Nei prossimi mesi, oltre alle tradizionali esercitazioni “Sea Breeze” nel formato “Ucraina-NATO” (che si terranno nelle regioni di Odessa e Nikolaev), le manovre navali ucraino-turche saranno organizzate nel Mar Nero, dopo di che si prevede passino ai pattugliamenti congiunti lungo le coste. Per quanto si sa, potrebbe essere la prova generale delle attività di una futura flotta della NATO del Mar Nero, la cui creazione sarà discussa l’8-9 luglio al vertice dell’Alleanza a Varsavia. Gli Stati membri della NATO sul Mar Nero e i partner ucraini e georgiani sostengono l’idea. Dopo l’approvazione formale di tale progetto, navi e aerei delle marine statunitense, tedesca, italiana e turca vi si uniranno assieme alla partecipazione di Ucraina e Georgia. Tutto questo, per usare un eufemismo, disturba i confini della Russia. Se un esame viene condotto su chi ha già aderito all'”Alleanza Marittima”, dal carattere chiaramente anti-russo. dal punto di vista degli armamenti l’unica minaccia per la Russia sono le forze turche.

Ucraina: una fregata e molta spazzatura
Le forze navali ucraine sono costituite formalmente da 17 navi da combattimento ma, a giudicare dalla stampa, solo la fregata Hetman Sadajdachnij e alcune imbarcazioni sono operative. L’aviazione navale dell’Ucraina è essenzialmente un trucco, formata da alcuni aerei ed elicotteri obsoleti basati nel villaggio di Chornobaevka, presso Kherson. La guardia costiera ucraina esiste sulla carta. L’unica vera forza della marina ucraina sono i marines e le forze speciali. C’è una brigata di marines a Nikolaev che in realtà opera a Marjupol, e c’è il 73.mo centro per le operazioni speciali della marina ucraina (ad Ochakov) e l’801.mo distaccamento per la lotta ai sabotatori subacquei (a Nikolaev). L’Ucraina ha una base navale a Odessa e due punti di ancoraggio a Nikolaev e Ochakov. Ma anche se esistente, la modesta flotta non può davvero fare molto. Tutti i punti nelle acque di Odessa sono occupati da progetti commerciali, mentre Nikolaev e Ochakov sono sulla foce del Dnepr, dove è lungo e difficile per le navi attraccare e dove, del resto se lo si desidera, potrebbero essere facilmente bloccate. In teoria, vi è una base per le costruzioni navali militari a Nikolaev, dove c’era il più grande complesso cantieristico nell’ex-Unione Sovietica che, di fatto, era l’unico in grado di produrre portaerei. Vi sono due imprese di costruzioni navali a Kherson e Kiev, ma per 25 anni sono state saccheggiate e nessun nuovo quadro vi è stato preparato, mentre i vecchi sono emigrati. La leadership della Marina ucraina, però, vuole rilanciare le costruzioni navali ucraine e attivare 66 navi prima del 2020, ma è una fantasia che non ha nulla a che fare con la realtà. Per realizzare tali ambizioni, è necessario più denaro di quanto ne esista nel bilancio dello Stato ucraino.

Turchia: una potente ma dispersa marina
Tutto si complica nel caso della Turchia. La Turchia vanta 16 fregate, 8 corvette e 14 sottomarini più un Corpo dei marines ed incursori. Tale forza è una delizia per i nemici della Russia, ma qui vanno notati alcuni punti importanti. In primo luogo, confrontare la flotta della Turchia con la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa è sbagliato. La marina turca è divisa in zone navali a nord e a sud: Mar Nero e Mediterraneo. Gran parte delle basi della marina turca si trova lontano dal Mar Nero e sono molto trascurate da Ankara. Le cattive relazioni tra Turchia e Grecia, Cipro, Egitto e Siria, i flussi dei migranti, e le navi russe nel Mar Mediterraneo non portano da nessuna parte. Ankara, quindi, non può permettersi di rafforzarsi radicalmente sul Mar Nero. In secondo luogo, la Turchia non ha nulla di paragonabile all’incrociatore missilistico russo Moskva. In terzo luogo, l’aviazione navale di Ankara è solo embrionale mentre l’aeronautica è notevolmente più debole di quella della Federazione Russa. Eppure l’alleanza ucraino-turca può abbastanza mettere in difficoltà la Russia. Kiev può condividere posizioni e infrastrutture con i nuovi alleati e le flotte della NATO. In particolare, per compiacere i padroni e infastidire la Russia, Kiev potrebbe inviare navi civili da Odessa per fornire la copertura dei sistemi radar e missilistici nelle immediate vicinanze di Crimea, a sud di Kherson e sull’isola Zmejnij. La Russia avrebbe poco da gioirne.

Crimea: una fortezza inespugnabile
In considerazione delle potenziali minacce esistenti ed emergenti, la Russia ora rafforza rapidamente le difese della penisola di Crimea. Nel 2015, la Flotta del Mar Nero ha aggiunto circa 200 unità militari, tra cui 40 navi, 30 velivoli (multiruolo SU-30SM), e in Crimea sono stati assegnati più di 100 blindati moderni. Delle navi che meritano particolare attenzione, vi sono i 3 più recenti sottomarini diesel-elettrici Proekt 636 Varshavjanka e due navi armate di missili da crociera Kalibr. Tali armi sono solide e in un prossimo futuro proseguirà il potenziamento della Flotta del Mar Nero. Inoltre, la Crimea non è solo difesa dalla Marina. La 27.m Divisione aerea combinata viene schierata sulla penisola dispiegando lo squadrone della Guardia dei bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 e vi è la prospettiva dell’espansione del gruppo a reggimento. A Dzhankoe si trova un battaglione aerotrasportato che dovrebbe essere convertito in reggimento. Nei pressi di Sebastopoli, la stazione del sistema di allarme antimissile è stata ripristinata dopo essere stata consegnata all’Ucraina nel 1991 e abbandonata negli ultimi 10 anni. La stazione ha solo bisogno di un radar centimetrico per integrare la stazione in Armavir che opera su frequenze ultra-alte. Il complesso di Sebastopoli potrà tracciare i missili da crociera lanciati dai nostri “partner”. Inoltre, le coste sono difese in modo sicuro dal sistema missilistico Bastion che può distruggere qualsiasi nave nemica sul Mar Nero in 10-15 minuti. Per questi motivi Erdogan chiama il Mar Nero “lago russo”. E’ già chiaro che, nonostante i mantra dei liberali filo-occidentali, della serena Ucraina e della tranquilla Turchia, nessuno ci lascerà in pace. Affinché i cittadini russi siano al sicuro, il buon vecchio principio del “si vis pacem, para bellum” (Se amate la pace, preparatevi alla guerra) va messo in pratica. Questo è ciò che viene fatto e proprio in Crimea in particolare.187996733Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il missile russo Iskander, incubo dello scudo antimissile degli USA

Valentin Vasilescu, Reseau International 21 maggio 2016iskander-ESempre più spesso, la NATO posiziona nuove armi offensive ai confini della Russia, costringendo Mosca a rispondere schierando armi difensive. Il sistema missilistico superficie-superficie russo Iskander (SS-26 Stone in codice NATO) è prodotto nell’impianto missilistico di Votkinsk (1000 km ad est di Mosca). Fu appositamente progettato per violare lo scudo antimissile balistico degli statunitensi. Il missile Iskander, con una gittata di 500 km, ha un solo stadio della Sojuz NPO a propellente solido. La 152.ma Brigata missili tattici Chernjakhovsk, nell’enclave di Kaliningrad, è dotata dei missili Iskander posizionati a 200 km dalla base di Redzikowo, col compito di neutralizzare lo scudo missilistico statunitense in Polonia. In risposta allo scudo missilistico degli Stati Uniti in Romania, probabilmente una batteria di Iskander sarà installata in Crimea, assieme a un reggimento di bombardieri a lungo raggio Tu-22M3. Il tempo di preparazione al lancio di una batteria di missili Iskander è 4 minuti, le tattiche utilizzate decidono il numero di lanci simultanei di coppie di missili con uno scarto probabile di 2-6 m. I missili Iskander potrebbero avere testate convenzionali (bombe termobariche, cluster-bomb o anti-bunker) o testate nucleari.
Dalla Crimea alla costa romena sul Mar Nero vi sono 378 km e la gittata del missile Iskander è di 500 km. La traiettoria di un missile Iskander non è balistica tuttavia, e con un peso di 3,8-4,2 t avrebbe una gittata di 1500 km. Il volo di crociera del missile Iskander avviene a 7600-9300 km/h sotto la quota di 60000 m, e gran parte della rotta avviene sopra gli strati densi dell’atmosfera, cioè a 40000 m. Questo profilo è dovuto al fatto che i missili antiaerei come il MIM-104 Patriot PAC-3, che hanno anche funzioni anti-balistiche, hanno una quota massima di 30-35000 m. Tale quota è stata decisa perché la maggior parte dei caccia non supera i 20000 m. Tuttavia, la Romania non ha missili Patriot e i missili anti-balistici SM-3 Block 1B che equipaggiano lo scudo a Deveselu, non possono intercettare nulla che voli al di sotto della quota di 80000 m, dove iniziano a operare i sensori di bordo. Nella fase terminale del volo, quando entra nel raggio d’intercettazione del sistema Patriot, il missile Iskander esegue manovre e lancia 10 falsi bersagli sotto forma di riflettori metallici poliedrici. La difesa antiaerea ha poco tempo e non può distinguere tra la testata dell’Iskander e i falsi bersagli. Per abbattere un missile Iskander andrebbero lanciati 11 missili Patriot, quindi per abbattere un Iskander sarebbero necessari 22 Patriot. Così il profilo di volo e le apparecchiature di disturbo danno all’Iskander una grande capacità di sopravvivenza, per cui è quasi impossibile da intercettare.Template2011Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 2.261 follower