La Corea del Sud cambia campo?

Andrew Korybko Sputnik 20/03/2015

Le recenti decisioni della Corea del Sud sollevano la questione se la sua leadership sia sempre più pragmatica nei rapporti con Pechino a spese di Washington.

korea-04La Corea del Sud è da tempo alleata degli Stati Uniti, ma il suo sostegno agli Stati Uniti non è più cieco come una volta. I crescenti legami economici con la Cina, attraverso il futuro accordo di libero scambio, rendono la politica estera del Paese più equilibrata, così come l’ambivalenza strategica verso il sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti. Mentre la Corea del Sud non può cambiare completamente posizione, sembra seguire una traiettoria verso neutralità e pragmatismo, di per sé una sconfitta relativa del perno politico in Asia degli Stati Uniti.

Chi vuole cosa?
Diamo un rapido sguardo a ciò che ciascuno dei tre attori principali vuole realizzare, contribuendo a dare un quadro più chiaro del motivo per cui la Corea del Sud ha preso le ultime decisioni economiche e militari.

Stati Uniti:
Idealmente gli Stati Uniti vogliono integrare le 28000 truppe in Corea del Sud nella ‘Coalizione di Contenimento della Cina’ (CCC) che costruiscono nell’Estremo Oriente e nel Sud-Est asiatico. Vorrebbero prolungare la presenza militare nel Paese a tempo indeterminato e, auspicabilmente, far aderire la Corea del Sud ai piani del contenimento con la formalizzazione del rapporto militare tra Seoul, Washington e Tokyo. Gli Stati Uniti non hanno un vero interesse nel vedere le due Coree ricongiungersi, dato che ciò potrebbe probabilmente portare alla fine della presenza cinquantennale delle loro forze di occupazione.

Cina:
Il sogno di Pechino è vedere gli Stati Uniti abbandonare completamente la penisola coreana, ed il CCC abbandonato o neutralizzato. Non vuole alcuna destabilizzazione della penisola coreana, in quanto ciò inevitabilmente affliggerebbe la Cina stessa. Se le due Coree si riunificano, la Cina ne monitorerebbe cautamente gli sviluppi per garantirsi che la Corea unita non sia una minaccia economica o militare che può esserle rivolta contro un giorno. Eppure, Pechino preferirebbe che gli Stati Uniti lascino la penisola oggi e affrontare gli eventuali problemi sulla Corea, un domani unita, che avere il Pentagono provocare continuamente la Corea democratica, nel cortile della Cina.

Corea del Sud:
La cosa più importante per Seoul è la risoluzione dei due problemi della Corea democratica, vale a dire denuclearizzazione di Pyongyang e riunificazione. Idealmente, vorrebbe anche perseguire la sua storica ‘terza via’ tra i colossali vicini cinesi e giapponesi, comportando una politica di neutralità e stabilità. Mentre la Corea del Sud è stata ovviamente sotto l’intensa influenza statunitense dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra desiderare una politica multipolare quale via più efficace per perseguire i propri obiettivi.

Decifrare le decisioni di Seoul
Ora è il momento di osservare le ultime quattro decisioni della Corea del Sud, che portano a parlare di potenziale perno (e contro di esso).

Ritardo indefinito dell’OpCon:
Stati Uniti e Corea del Sud hanno accettato lo scorso ottobre di ritardare il trasferimento del controllo delle operazioni in tempo di guerra (‘OpCon’) dagli USA a Seoul a tempo indeterminato, con l’idea che la Corea del Sud non sia attualmente in grado di comandare le proprie forze in caso di guerra. Ciò prolunga il controllo diretto degli USA sugli affari militari della Corea del Sud, il che significa che letteralmente ne controllerà le forze armate in caso di guerra con la Corea democratica o la Cina. Anche se la pace vigesse, le forze statunitensi non lasceranno il Paese ancora per un bel po’ difatti, una chiara vittoria di Washington.

L’accordo di libero scambio Cina-Corea del Sud:
Era naturale che le due parti raggiungessero l’accordo che entrerà in vigore a fine anno, dato che la Cina è il maggior partner commerciale della Corea del Sud e la Corea del Sud è il terzo della Cina. Secondo il South China Morning Post, “gli investimenti cinesi in Corea sono balzati del 374%, a 631 milioni di dollari dell’anno scorso dai 133 nel 2013”, in previsione dell’accordo, chiara dimostrazione del desiderio della Cina di espandere le relazioni commerciali con il Paese. Se le relazioni economiche s’intensificano la Corea del Sud potrebbe potenzialmente entrare nell’Area di libero scambio della Cina nella regione Asia-Pacifico (contraltare del TPP degli Stati Uniti), e anche nell’Investment Bank Infrastructure asiatica (la risposta cinese alla Banca Mondiale a guida occidentale, che ha invitato la Corea del Sud ad unirvisi se molla il THAAD), sarebbe un’enorme ritirata dell’influenza di Washington sulla penisola.

Abbandonare il THAAD:
La Corea del Sud è strategicamente ambivalente sul sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti da schierare sul suo territorio. Seoul capisce acutamente che gli Stati Uniti vogliono semplicemente costruire la versione orientale del loro scudo antimissile, ospitandone le infrastrutture diverrebbe un complice del CCC. La Corea del Sud sembra dubitarne, sapendo che le relazioni con la Cina si deteriorerebbero più rapidamente di quelle della Polonia con la Russia dopo averne accettato la controparte in Europa orientale. Nel caso in cui la Corea del Sud decida di non diventare la ‘Polonia asiatica’, sarebbe un duro colpo al perno in Asia degli Stati Uniti.

…o esservi incastrati dopo?:
Ma gli Stati Uniti hanno un asso nella manica, avendo detto alla Corea del Sud di permetterne lo schieramento nel Paese in caso di vaghe “situazioni di emergenza”, che potrebbero realisticamente essere delle manipolate risposte nordcoreane alle provocazioni inscenate con le manovre USA-Corea del Sud (come di norma). Una volta che il THAAD sarà schierato nel Paese, non è probabile che riduca le tensioni, fornendo così agli Stati Uniti la possibilità di piazzare in segreto il loro scudo antimissile nel Paese.

Rimescolamento regionale
Oltre all’avvicinamento della Corea del Sud al multipolarismo, altre due tendenze non dichiarate trasformano la regione. Il peggioramento delle relazioni della Corea del Sud con il Giappone e l’avvicinamento della Corea democratica alla Russia. Il primo è il frutto del rinnovato nazionalismo e militarismo giapponese, mentre il secondo è dovuto alle manovre occulte tra Pyongyang e Pechino. Se perseguono tali rotte fino alle conclusioni logiche, queste tre tendenze regionali ridefiniranno il futuro quadro geopolitico del Nordest asiatico, comportando tre possibili sviluppi.

Ridimensionamento degli USA:
Anche se la presenza militare statunitense probabilmente rimarrà nel prossimo futuro, Washington non sarà più in grado d’influenzare la Corea del Sud come in precedenza, nel senso che il suo potere diminuirà relativamente.

Reindirizzo giapponese:
Il fallimento del Giappone nel ripristinare rapporti favorevoli con la Corea del Sud potrebbe rendere la CCC inefficace nel Nordest asiatico, e Tokyo quindi reindirizzerebbe la CCC a sud verso Vietnam e Filippine. Tokyo ha già pianificato tali mosse, ma con la Corea del Sud non più alleata vitale, vi concentrerà maggiori sforzi.

Colloqui di pace – parte II:
Con la Corea del Sud che si avvicinar alla Cina e la Corea democratica che fa lo stesso con la Russia, l’intera dinamica politica della penisola potrebbe mutare a un certo momento. Mentre in passato la dualità Corea democratica-Cina e Corea del Sud-Stati Uniti non ha portato la pace in oltre 50 anni, il nuovo accordo potrebbe essere più adatto a compiere progressi.

south-korea-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il futuro esercito russo potrebbe schierarsi in tutto il mondo in 7 ore

RussiaToday 20 marzo 2015

346546576878In futuro, una flotta di aerei da trasporto pesanti potrebbe trasportare un’unità strategica di 400 carri armati ‘Armata’, con le munizioni, in qualsiasi parte del mondo, e probabilmente a velocità ipersonica, consentendo alla Russia di attuare una risposta militare globale. Secondo una nuova specifica progettuale della Commissione militare-industriale di Mosca, l’aereo da trasporto denominato PAK-TA volerà a velocità supersoniche (2000 km/h), vanterà un impressionante carico utile di 200 tonnellate ed avrà anche un’autonomia di almeno 7000 km. Il programma PAK-TA prevede 80 nuovi aerei cargo da costruire entro il 2024. Ciò significa che in un decennio il Comando Centrale della Russia potrà schierare un’armata corazzata operativa ovunque, riporta Expert online citando una fonte militare che ha partecipato al vertice. Uno dei principali compiti del nuovo PAK-TA è trasportare carri armati Armata e altro equipaggiamento militare su medesima piattaforma come avanzati semoventi d’artiglieria, complessi missilistici antiaerei, lanciamissili tattici, lanciarazzi multipli e veicoli da combattimento anticarro. I cargo PAK-TA saranno multiruolo con sistema di carico automatico e capacità di paracadutare materiale e personale su qualsiasi terreno. Una flotta di diverse decine di aerei cargo PAK-TA potrà trasportare 400 carri armati Armata o 900 veicoli corazzati, come il cacciacarri anfibio Sprut-SD .ES7sXBNmrn7dtI78zCAHNYXXXL4j3HpexhjNOf_P3YmryPKwJ94QGRtDb3Sbc6KYCon lo sviluppo di una rete di basi militari in Medio Oriente, America Latina e Sud-Est asiatico, che verrebbe completata nello stesso periodo (entro il 2024), è ovvio che la Russia si prepari al confronto militare su scala transcontinentale“, dice Expert Online. Una fonte che ha partecipato alla riunione conclusiva della Commissione militare-industriale ha detto di essere “scioccata” dalle esigenze dei militari. Secondo la fonte, il programma PAK-TA è in corso da diversi anni e alla fine soppianterà gli aerei da trasporto attualmente operativi. Ma una simile dichiarazione di missione globale per l’aeronautica da trasporto militare nazionale non è mai stata espressa prima. “Significa che per la prima volta abbiamo come obiettivo creare una capacità operativa per trasportare via aerea una vera e propria armata in qualsiasi luogo del pianeta“, ha detto la fonte. Ciò significa inviare una task force pari all’ex-NATO o alle truppe degli USA in Iraq, in poche ore su ogni continente. “Nel contesto della dottrina militare attuale che sfida ogni comprensione”, secondo la fonte.image2La specifica iniziale del PAK-TA comportava la costruzione di aerei cargo subsonici con una velocità di crociera di 900 km/h e un’autonomia moderata di 4500 chilometri. Il programma prevede la creazione di grandi velivoli con carico che varia da 80 a 200 tonnellate, per sostituire tutti gli attuali aeromobili cargo Iljushin e Antonov. Il solo velivolo operativo con un carico comparabile è l’Antonov An-225 Mrija (250 tonnellate), ma è un aereo specifico creato appositamente per il programma della navetta spaziale sovietica Buran. L’anno scorso fu riferito che i futuri aerei cargo militari saranno sviluppati dal Complesso Iljushin Aviation, con alcuni esperti secondo cui la compagnia si baserebbe sui progetti del velivolo cargo Il-106 (80 tonnellate) che vinse una gara del governo alla fine degli anni ’80, poi abbandonato dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ora, con specifiche ed obiettivi ambiziosi, il PAK-TA è un vero aereo da trasporto di nuova generazione.

Iljushin Il-106

Iljushin Il-106

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esercito del futuro. Cosa riceverà l’esercito russo nel 2015?

3ddd8f30-6c10-11e4-a70d-8d3a3319b86c-jpg20141114190859Le grandi esercitazioni del marzo 2015
Il 17 marzo, in conformità con la decisione del Comandante Supremo delle Forze Armate russe, Presidente Vladimir Putin, le flotte del Baltico e del Nord, le unità del Distretto Militare del Sud e le Forze aeroportate venivano poste al massimo stato di prontezza operativa nel quadro di ampie esercitazioni strategiche, “Un certo numero di unità militari e formazioni della flotta del Baltico, del Distretto Militare Meridionale e delle Forze Aeroportate sono poste al massimo stato di prontezza al combattimento ed avviate nei poligoni di terra e di mare”, affermava il Ministero della Difesa russo. “Circa 50 aerei da guerra ed elicotteri saranno ridislocati a distanze di 400-4000 km. Squadre di specialisti dell’aeronautica sono arrivate negli aeroporti designati per esaminare e preparare gli aeroporti per l’atterraggio dei velivoli“, tra cui aerei da combattimento MiG-31, Su-27 e Su-24 dell’Aeronautica e del comando della Difesa Aerea, aerei da trasporto Antonov An-12 e An-26 e velivoli Su-27, Su-24M, Mi-8AMTSh e Mi-24 del distretto militare occidentale. In relazione alle esercitazioni della NATO in Norvegia, la Flotta del Nord russa veniva posta in allerta per le esercitazioni. “Il compito principale dell’esercitazione per la prontezza al combattimento è valutare le capacità della flotta del Nord nell’adempimento dei compiti per garantire la sicurezza della Federazione russa nella regione artica“, ha detto il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. La Flotta del Nord comprende 38000 militari, 3360 mezzi, 41 navi, 15 sottomarini e 110 aerei ed elicotteri. “Le nuove sfide e minacce alla sicurezza militare richiedono l’ulteriore innalzamento delle capacità delle Forze Armate e particolare attenzione sarà rivolta ai compiti strategici delle nuove forze del Nord“, aggiungeva il Generale Shojgu. Quindi cinque gruppi della Flotta del Nord si schieravano nel Mare di Barents e nella baia di Kola per un’esercitazione antisom congiunta con l’Aeronautica. La forza navale russa era composta da 20 navi suddivise tra un gruppo tattico guidato dall’incrociatore Admiral Nakhimov, due gruppi antisom con le grandi navi antisom Admiral Levchenko e Admiral Ushakov e le navi antisom Brest e Junga, da un gruppo di dragamine e una forza di ricerca e soccorso operanti nel Mare di Barents. Una divisione dell’Aeronautica russa veniva trasferita da Ivanovo all’Artico, nel corso delle esercitazioni, “Aerei da trasporto militari Iljushin Il-76 trasportano materiale militare negli aeroporti dell’Artico, dove le forze aeroportate russe svolgeranno varie esercitazioni” dichiarava il Ministero della Difesa russo. Inoltre, bombardieri strategici a lungo raggio Tu-95MS eseguivano manovre nell’Artico, “Gli equipaggi dell’aviazione a lungo raggio dell’Aeronautica Militare russa conducono esercitazioni nel Circolo Polare Artico per testare la prontezza al combattimento della forza di Difesa aerea in allerta nel nord-ovest della Russia. Un distaccamento di bombardieri strategici Tu-95MS, decollato dalla Base Aerea di Engels, entra nello spazio aereo delle unità della Difesa aerea della penisola di Kola, dove sistemi antiaerei effettueranno lanci contro attacchi simulati da diverse direzioni, quote e velocità“, dichiarava il servizio stampa del Ministero della Difesa russo. 80000 militari partecipavano alle esercitazioni della Flotta del Nord assieme a 65 navi da guerra, 15 sottomarini, 16 navi ausiliarie, oltre 10000 veicoli da combattimento e supporto e 220 velivoli.
Nell’ambito delle esercitazioni del Distretto Militare meridionale, le navi antisom Pitlivij, Suzdalets e Aleksandrovets della Flotta del Mar Nero della Russia, unitamente a velivoli dell’Aeronautica navale russa, svolgevano esercitazioni di ricerca contro dei sottomarini. Il Capitano Vjacheslav Trukhachjov aveva dichiarato che un gruppo tattico della Flotta del Mar Nero compiva esercitazioni contro bombardieri e navi “nemici”. In Crimea la fanteria di Marina avviava le manovre tra Krasnodar e lo Stretto di Kerch e 10 bombardieri strategici Tu-22M3 russi venivano dispiegati nella penisola, “Durante le esercitazioni sulla prontezza operativa delle Forze Armate, i velivoli strategici Tu-22M3 saranno schierati in Crimea“; e sempre presso Krasnodar, nella base aerea di Krymsk, veniva schierato uno squadrone combinato di 10 elicotteri Mi-8 e Mi-24H per eseguire le esercitazioni che coinvolgevano 2000 militari e 500 mezzi; ciò mentre sistemi missilistici tattici Iskander venivano schierati durante l’esercitazione nella regione di Kaliningrad, assieme a 10 caccia multiruolo Sukhoj Su-34 e Su-27, rischierati a Kaliningrad nell’ambito delle esercitazioni della Flotta del Baltico che, a loro volta, coinvolgevano oltre 20 navi tra sottomarini, motovedette lanciamissili, navi antisom, dragamine e navi ausiliarie suddivise tra diversi gruppi tattici antisom e di difesa aerea. “Il rischieramento di caccia e bombardieri dell’Aeronautica è previsto nella regione di Kaliningrad, e il raggruppamento dell’esercito nel Baltico sarà rinforzato con sistemi missilistici Iskander del Distretto Militare occidentale, trasportati dalle grandi navi da assalto anfibio della Flotta del Baltico“. 2000 paracadutisti e 10 velivoli compivano esercitazioni nella regione di Pskov. Il 16 marzo il Distretto Militare orientale russo preparava le esercitazioni sull’isola di Sakhalin e in altre nove regioni; 3000 militari e 1000 tra mezzi e sistemi d’arma, tra cui carri armati T-72B3, veicoli MT-LB e sistemi missilistici superficie-aria Osa-M di unità della Fanteria meccanizzata e delle Truppe corazzate russe, partecipavano alle esercitazioni sull’isola del Pacifico russa, mentre il 12 marzo era iniziata un’esercitazione delle truppe della Difesa aerea della regione estremo orientale, e il 3 marzo 2500 artiglieri partecipavano a una grande esercitazione nell’Estremo Oriente della Russia.

0_c1ac2_bb5b7758_XLL’esercito del futuro. Cosa riceverà l’esercito russo nel 2015?
Mikhail Timoshenko Fort Russ, 18 marzo 2015

2283789Cominciamo con le forze di terra. La loro principale arma d’attacco è il sistema missilistico semovente Iskander-M, che riceve un nuovo missile con gittata di 500km e una precisione di 10 metri. Il missile segue una traiettoria balistica con manovre attive e contromisure elettroniche per perforare le difese antimissile. Le testate disponibili sono cluster, alto esplosivo-frammentazione, perforanti e nucleari. Gli obiettivi del missile sono centri comando e comunicazione, sistemi missilistici e artiglieria a lungo raggio, sistemi di difesa antimissile e antiaerea, basi aeree… le forze di terra riceveranno 2 brigate Iskander nel 2015, da aggiungere alle 5 già in servizio, ed entro il 2018 vi saranno 10 brigate in servizio. Le brigate di Fanteria Motorizzata e Corazzate riceveranno oltre 700 carri armati, BMP e BTR. La maggior parte dei carri armati sarà dell’ultima versione T-90AM. Le caratteristiche distintive comprendono una nuova torretta con un nuovo sistema d’informazione e comando da combattimento, un nuovo autocaricatore e un cannone modernizzato da 125mm. Il pilota avrà una trasmissione automatica ed un volante invece delle vecchie leve. La modernizzazione dei famosi carri armati T-72B al livello T-90 (variante T-72B3) continuerà. La fanteria avrà i modernizzati BMP-3 e BTR-82, che riceveranno il modulo di combattimento Bakhcha. Ma la torretta del BMP-3 include un cannone da 100mm e un cannone automatico da 30mm, mentre il BTR-82 avrà un cannone automatico e una mitragliatrice.
Ora l’Aeronautica avrà 126 velivoli e 88 elicotteri nuovi. Più della metà saranno caccia di 4.ta++ generazione delle serie Su-30 e Su-35, destinati a combattere per la superiorità aerea, avranno una velocità di oltre Mach 2, un raggio operativo di 3000km e un carico bellico di 8 tonnellate. L’aereo d’attacco principale sarà il caccia-bombardiere Su-34 in grado di utilizzare l’intera gamma di munizioni aria-terra di precisione. Con una velocità di quasi Mach 2, raggio operativo di 1100km e un carico bellico di 8 tonnellate su 12 punti d’attacco. Quest’anno 57 Su-34 già in servizio saranno affiancati da 30 nuovi. Le acquisizioni comprenderanno anche 15 bombardieri strategici modernizzati. L’aviazione dell’esercito riceve attivamente i Mi-28 Night Hunter e i Ka-52 Alligator. Più della metà degli elicotteri forniti saranno mezzi d’attacco.
Le Forze della Difesa Aerea riceveranno una brigata di sistemi S-300V4 Vitjaz, mentre 3 su 9 reggimenti saranno riarmati con missili S-400 dalla gittata di 400km capaci di abbattere non solo aerei ma anche missili balistici a quote superiori ai 150km.
La Flotta del Pacifico attende gli SSBN Vladimir Monomakh e Aleksandr Nevskij, ognuno armato con 16 SLBM Bulava e saranno basati a Kamchatskij Viljuchinsk. La Flotta del Mar Nero riceverà 2 SSK classe Varshavjanka, dove sono assolutamente indispensabili: l’unico sottomarino operativo attualmente ha più di 25 anni. Le forze di superficie riceveranno 4 corvette e 1 fregata. Quest’ultima si chiama grande nave antisom. In realtà si tratta di incrociatori leggeri praticamente in grado di operare in qualsiasi punto degli oceani. Tutte le navi menzionate hanno per armamento principale dei missili, mentre i cannoni hanno ruolo di supporto.
Infine, lo scudo nucleare, che è anche una spada. La proporzione dei sistemi nucleari moderni è ora più della metà, e alla fine del 2015 sarà i 2/3 dell’intero arsenale. 4 reggimenti con nuovi sistemi missilistici entreranno in servizi. Il Topol a testata singola sarà sostituito dallo Jars con quattro testate. Complessivamente saranno prodotti 50 ICBM.

UKRAINE-RUSSIA-CRISIS-ARMYCommento di J. Hawk: I nuovi veicoli Armata e Kurganets non sono ancora in cantiere, anche se forse tra un paio di anni entreranno in servizio. Ciò vuol dire che l’esercito russo impiegherà tre diversi tipi di MBT: T-72B3, T-90AM e T-14? In realtà le differenze tra i veicoli sono apparenti. T-72B3 e T-90AM utilizzano stessi motore e armamento. T-90AM e T-14 avranno armamento ed elettronica molto simili, ed ho il forte sospetto che il T-90AM non sia un veicolo di nuova costruzione ma piuttosto il T-90A aggiornato con sottosistemi originariamente sviluppati per il T-14. L’esercito russo non è così ricco da permettersi di sostituire tutti i suoi veicoli più vecchi con quelli più recenti. Tuttavia, gli aggiornamenti degli esistenti T-72B e T-90A aumenteranno la qualità della forza corazzata nel complesso. Inoltre, il T-72B3 è un veicolo perfettamente adeguato verso molti potenziali avversari della Russia, che non possono permettersi gli ultimi MBT, e il loro armamento e controllo del tiro li rende efficaci anche contro le minacce più moderne. La torretta Bakcha probabilmente è la stessa sviluppata per il BMD-4, dotata di un visore termico e di elettronica all’avanguardia, promettendo di migliorare l’efficacia del BMP-3. L’Aeronautica riceve decine di caccia altamente efficienti. La cosa interessante è che la Marina dovrebbe ricevere solo una fregata, anche se 12 sono state ordinate. Ciò può essere dovuto alla difficoltà nel sostituire le turbine a gas che avrebbero dovuto essere prodotte a Nikolaev, in Ucraina, con quelle nazionali.

Riferimenti:
Russia Insider
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
TASS
TASS1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come l’S-400 russo rottama l’F-35

Rakesh Krishnan Simha RIR 11 marzo 2015

La vendita dei potenti sistemi missilistici terra-aria S-400 alla Cina non solo segna un’altra pietra miliare nelle relazioni Russia-Cina, ma è un notevole esempio di come un’arma relativamente poco costosa può rottamare un programma da miliardi di dollari prima che decolli.full-17362-18351-5p85te2_baz_6402_tel_1sNon capita spesso che un sistema d’arma da difesa aerea relativamente economica possa rottamare un programma per un caccia da miliardi di dollari. Ma il sistema missilistico S-400 da 500 milioni di dollari fa proprio questo al nuovo caccia stealth F-35 degli USA. Nel novembre 2014 Mosca e Pechino firmavano un accordo da 3 miliardi per la fornitura di sei battaglioni del sistema antiaereo/antimissile S-400 che permetteranno di rafforzare in modo significativo la difesa aerea della Cina contro gli Stati Uniti e i loro alleati nel Pacifico occidentale. Con una gittata d’inseguimento di 600 km e la capacità di colpire bersagli a 400 chilometri di distanza ad una velocità di 17000 km/h, più veloce di qualsiasi esistente aereo, l’S-400 è un’arma davvero spaventosa, quando la si affronta. Schierata la prima volata dalla Russia nel 2010, ogni battaglione S-400 ha otto lanciatori, un centro di controllo, radar e 16 missili in riserva. A differenza dell’assai pubblicizzato missile Patriot, che si è rivelato un vero disastro in combattimento, l’S-400 è stato progettato per superare l’Iron Dome. “Data la sua lunghissima gittata e l’efficienza nella guerra elettronica, l’S-400 è un sistema rivoluzionario che sfida le attuali capacità militari operative in guerra“, ha detto a Defense News Paul Giarra, presidente di Global Strategies and Transformation. L’S-400 “muterà un sistema difensivo in un sistema offensivo, ed estenderà l’ombrello A2/AD (area anti-accesso e diniego) della Cina sul territorio degli alleati degli USA e sull’oceano“. Ma prima un po’ di storia. L’S-400 è stato sviluppato per la difesa aerospaziale russa per centinaia di km, anche contro i missili e velivoli di ogni tipo, tra cui stealth. Poiché è un’arma molto potente e precisa che può mutare l’equilibrio di potenza in qualsiasi teatro di guerra, Mosca ha a lungo resistito alla tentazione di esportarne perfino il predecessore, l’S-300, ai tribolati alleati Siria e l’Iran. Un missile di S-300 sparato da, diciamo, Damasco spazzerà via un aereo su Tel Aviv in circa 107 secondi, dando agli israeliani solo il tempo di pregare. Proprio perché i sistemi missilistici della serie S possono sconvolgere così drammaticamente l’equilibrio militare, che Israele fa pressione sulla Russia per non introdurlo nella polveriera del Medio Oriente. Israele ha anche avvertito che avrebbe lanciato sulle batterie di S-300 siriani tutto quello che ha. Tuttavia, il caso della Cina è diverso, perché le probabilità che un altro Paese abbia il coraggio di attaccare i cinesi sono prossimi allo zero. Tale sviluppo è davvero una pessima notizia per l’F-35.
Russia e Stati Uniti hanno tradizionalmente adottato differenti strategie militari. Durante la Guerra Fredda gli Stati Uniti consideravano gli aerei imbarcati per proiettare potenza sul Pacifico occidentale, e la strategia continua ancora oggi. I russi hanno deciso che tali aeroporti galleggianti siano facili bersagli per la loro aviazione a lungo raggio dotata di missili da crociera antinave. In caso di guerra, ondate di bombardieri a lungo raggio, come il Tu-95M Bear, sarebbero decollate da basi sicure nella Russia continentale, avrebbero sparato i loro potenti missili da crociera da distanza di sicurezza e fatto esplodere le portaerei sui mari. I piloti russi sarebbero poi rientrati a guardare i danni sulla CNN! La logica russa era elegantemente semplice. Allora una portaerei a propulsione nucleare costava 1 miliardo di dollari, mentre un missile da crociera antinave 1 milione o meno. Con i soldi che avrebbero speso per un’unica portaerei, i russi capivano di poter costruire un migliaio di missili da crociera. Anche solo una frazione di questi missili sarebbe passata affondando le portaerei statunitensi. I russi erano così sicuri della precisione dei loro missili da crociera che il Backfire trasportava un solo missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen). Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare per le finestre del Pentagono“. Anche la Cina segue la stessa strada. Ha adottato la strategia russa della guerra fredda per attaccare le portaerei con ondate di bombardieri armati con missili da crociera (imitazioni dei missili russi). Infatti, la completa distruzione di una portaerei non è necessaria; anche un lieve danno può mettere tali grandi navi fuori uso per mesi. E dato che le guerre non durano così a lungo oggi, paralizzandone il braccio armato si costringerà alla capitolazione rapida gli USA, in un conflitto convenzionale. Per contrastare la minaccia missilistica alle loro portaerei, gli statunitensi si affidano al F-35 come killer dei missili da crociera. Più di un miliardo di dollari è già stato speso per tale travagliato progetto. Anche se l’F-35 superasse miracolosamente i suoi difetti, l’S-400 capovolge tale strategia. Lockheed-Martin sostiene che l’F-35 ha una tale elettronica avanzata che può disturbare qualsiasi cosa direttagli contro. Ma l’S-400 non sarà facile da ingannare. “Ha molte caratteristiche specificamente progettate per sconfiggere contromisure e stealth, come un più grande e potente radar assai più resistente alle contromisure. Inoltre in realtà vi sono tre missili dalle varie gittate che garantiscono una difesa a strati sovrapposti“, ha detto a The Diplomat Ivan Oelrich, un analista della difesa indipendente. C’è un altro modo con cui l’S-400 degrada l’efficienza del F-35. Gli aerei di quarta generazione, come Su-30 e MiG-29, hanno cellule in alluminio, ma gli aerei stealth hanno la carlinga di materiale composito con rivestimento speciale radar-assorbente, che richiede diverse ore per essere applicato. Per ogni ora di volo, l’F-35 richiede 9-12 ore-uomo di manutenzione. Ma questo nei voli normali. L’usura aumenta di molto durante le manovre evasive, inevitabili se si cerca di sganciarsi dall’inseguimento del radar dell’S-400 (se l’F-35 ha abbastanza tempo per reagire al missile, intanto). Non solo la pelle furtiva richiede nuove tecniche di riparazione, ma ingenti danni richiederanno riparazioni presso le strutture della Lockheed. Perciò l’Eglin Air Force Base in Florida ha 17 meccanici per ogni F-35 .

187502736L’US Navy s’innervosisce
I sostenitori dell’F-35 dicono che il velivolo può emettere frequenze (jamming) confondendo e disattivando l’S-400. Ma l’acquisizione dall’US Navy di 22 velivoli da guerra elettronica Growler suggerisce che lo jamming del F-35 non sia poi così realmente potente. Secondo Air Force Technology, i dati della Marina e dell’industria degli Stati Uniti dicono che la furtività e le capacità da guerra elettronica dell’F-35 non sono sufficienti. “Gli ufficiali del Pentagono sono in una posizione scomoda. Se il Pentagono investe in altri aerei da guerra elettronica come il Growler, indicherebbe sfiducia nella capacità dell’F-35 di penetrare lo spazio aereo nemico. Allo stesso modo, se non investe in ulteriore capacità di guerra elettronica, la vita dei piloti degli F-35 potrebbe essere a rischio con la proliferazione di altre armi avanzate AD/A2 in Paesi come la Cina“. Le armi che inquietano il Pentagono sono chiaramente gli S-300 e S-400. Secondo Air Power Australia, “La famiglia dei sistemi missilistici superficie-aria S-300P/S-400 è senza dubbio il sistema SAM più efficiente in uso nella regione Asia Pacifico. Mentre la serie S-300P/S-400 viene spesso etichettata ‘Patriot della Russia’, il sistema per molti aspetti chiave è più potente della serie Patriot, e le varianti successive offrono prestazioni di mobilità e, quindi capacità di sopravvivenza, assai miglioro di quelle del Patriot“.

Fiducia crescente
L’accordo sul missile indica crescente fiducia tra le leadership politiche di Mosca e Pechino. L’accordo sull’S-400 segue quello sul caccia-bombardiere Su-35 venduto alla Cina l’anno scorso. I negoziati impantanatasi per anni, perché la parte russa voleva proteggere la proprietà intellettuale, furono conclusi dopo che l’occidente ha imposto le sanzioni. La preoccupazione russa era che i cinesi avrebbero comprato un paio di “esemplari” per smontarli e quindi annullare l’operazione dopo aver deciso che potevano produrne loro versioni. Queste copie poi sarebbe state spacciate a prezzi bassi all’estero. In realtà, i cinesi hanno tradizionalmente compiuto retro-ingegneria sulle armi russe. Il loro jet da combattimento J-15, per esempio, è una copia del russo Sukhoi Su-33. Tuttavia, la complessità dell’S-300 e dei motori aeronautici russi s’è dimostrata il maggiore ostacolo alle imitazioni dell’industria di Pechino. Ciò ha rassicurato Mosca sulla vendita di armi avanzate. Inoltre, nel 2008 e 2012 la Russia ha firmato con la Cina accordi per una forte protezione della proprietà intellettuale. Per ora Pechino riceverà soltanto quattro sistemi, ma anche questo piccolo numero sarà sufficiente per avere un super-Iron Dome nei futuri teatri operativi. Se sei un pilota di F-35, ecco un consiglio: starne alla larga.

S-400-Anti-Aircraft-Missile-Launchers-Photo-by-Vitaly-V_-Kuzmin-425x274Il parere dell’autore non necessariamente riflette la posizione di RIR.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ci avverte

Rachel Douglas e Nancy Spannaus Executive Intelligence Review 6 marzo 2015RS-24 YarsIl 1° marzo, il Generale-Maggiore Andrej Burbin, capo del Comando Centrale delle Forze Strategiche Missilistiche della Russia (RVSN), ha fatto un insolito intervento sulla disponibilità della Russia ad utilizzare le armi nucleari strategiche in caso di attacco al Paese, compreso il tanto sbandierato piano Prompt Global Strike degli Stati Uniti, un tentativo convenzionale di distruggere la capacità di rappresaglia russa. Il messaggio dell’ufficiale russo è che gli “utopici” piani militari per “la guerra nucleare limitata” o la distruzione della “controforza” nucleare della Russia sono illusori: falliranno e il risultato sarà una rappresaglia contro gli Stati Uniti con i missili balistici intercontinentali delle RVSN della Russia. L’intervista su Radio RSN di Burbin dall’analista militare Igor Korotchenko, direttore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), era un messaggio di alto profilo che non va ignorato. Citata dai principali media russi, compreso il quotidiano governativo Rossijskaja Gazeta, viene evidenziata sui media in inglese Sputnik, RT e altri indicando la decisione dei vertici, con questa dichiarazione al mondo, sulla postura militare della Russia. Prima e dopo la dichiarazione di Burbin, il suo messaggio è stato amplificato da dichiarazioni e commenti del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, della Difesa Sergej Shojgu e dall’ambasciatore russo presso la NATO Aleksandr Grushko. I russi ribadiscono una politica che le principali potenze occidentali sono decise ad ignorare. Comprendere questo messaggio è essenziale per salvare la vita, dei nostri discendenti e di tutta l’umanità.

L’allarme di LaRouche
La dichiarazione di Burbin arriva pochi giorni dopo che Lyndon LaRouche ha avvertito in modo netto sulla minaccia di una guerra nucleare. Quello che osserviamo, ha detto LaRouche, è una minaccia, l’intento “divino” di una fazione dell’élite inglese che crede di poter “abbattere l’umanità” lanciando una sorta di guerra nucleare limitata contro le nazioni dell’Eurasia. L’assunto di base di tali utopisti, che pensano di poter avviare una guerra nucleare limitata all’Eurasia, è che un governo, come quello del presidente russo Putin, sarebbe disposto a rispondere in modo limitato ad un attacco nucleare “limitato”. È un errore e una fantasia, ha detto LaRouche. Tali forze onnipotenti devono capire che: “Non c’è modo di sopravvivere agli effetti del proprio genocidio“.

Il messaggio di Burbin
La prima metà dell’intervista del Generale Burbin riguardava la formazione scientifica e psicologica degli ufficiali delle RVSN, e i “componenti della forza più attiva della triade nucleare strategica“, cioè gli ICBM. Questa forza “può svolgere la propria missione in pochi minuti”. Ha anche analizzato le operazioni di comando e controllo, come le comunicazioni multi-canale tra il Presidente Putin, Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, e le RVSN. Korotchenko poi ha chiesto della conclusione del mese di manovre della RVSN. Burbin ha detto che la missione principale è “sottrarre le nostre unità missilistiche mobili a un attacco”, in modo che la possibilità di lanciare l’attacco di rappresaglia sia preservata: “Abbiamo lavorato modificando ed estendendo le aree di posizionamento e manovra delle unità, aumentandone le possibilità di sopravvivenza e rendendo il compito del nostro probabile avversario ancor più difficile“.
Korotchenko: “Quindi, il potenziale della rappresaglia sarà assicurato in ogni circostanza? Non è un segreto il concetto attuale di Prompt Global Strike, che significa ampio uso di armi non nucleari ad alta precisione per un primo attacco disarmante in situazione critica, mettendo fuori uso le nostre forze nucleari strategiche“.
Burbin: “Questo problema è stato risolto. Nella situazione in via di sviluppo o evoluzione, abbiamo già lavorato a tale sfida e possiamo affrontarla. Il punto è che, comunque, le RVSN possono svolgere la loro missione. In particolare, in tempo di pace, la nostra missione strategica è la deterrenza. Ma se è necessario effettuare il lancio di un missile nucleare, sarà fatto nel periodo di tempo prescritto con certezza assoluta. Le nostre unità sono distribuite geograficamente in modo tale che nessun attacco globale può smantellare le RVSN”.
A una domanda successiva, Burbin ha risposto che ciò si applica “assolutamente” anche nel caso di un attacco nucleare alla Russia. La discussione ha toccato anche la capacità delle RVSN di operare “in condizioni di guerra reali, tra interferenze e dispiegamento di squadre di sabotaggio“. L’ufficiale ha detto che le RVSN contrastano anche le nuove tecnologie, un’allusione all’intensificarsi della guerra elettronica o informatica. Sui programmi per i missili strategici Topol-M e Jars, Burbin ha rilevato che entro il 2020 il 98% delle RVSN avrà nuovi missili.
Riassumendo, Burbin ha detto, “Le forze missilistiche, sempre pronte al combattimento, sono la deterrenza strategica in tempo di pace. Grazie alle RVSN, non abbiamo la guerra oggi“. Korotchenko replicava,“La conclusione per tutti noi, per il nostro Paese e per il mondo, è che lo scudo nucleare russo è affidabile e che gli ordini saranno eseguiti in qualsiasi situazione“. Nella parte delle telefonate, dopo che il generale aveva lasciato lo studio, Korotchenko proseguiva la discussione con gli ascoltatori sottolineando l’inversione di tendenza dei militari russi degli ultimi due anni, con il Generale Shojgu nominato Ministro della Difesa e l’emergere di una nuova, generazione altamente competente di ufficiali russi. Ha commentato, “Questo è molto importante, quando Obama ci minaccia di sanzioni e punizione divina, e le mani prudono nel premere il pulsante. Così gli statunitensi sapranno che schiacciando il tasto, saranno schiacciati dalla risposta. Questo è l’equilibrio strategico, mettendoci in condizioni di parità con gli statunitensi. Forse siamo deboli in alcuni aspetti, i liberali dicono che le cose vanno male qui, e che le sanzioni ci soffocano, ma un grande Paese con uno scudo nucleare non può essere soffocato dalle sanzioni”.

yars_011Politica lungimirante
La dichiarazione politica del Generale Burbin è una reiterazione della politica russa più volte dichiarata da Presidente Vladimir Putin, Primo ministro Dmitrij Medvedev e vertici militari. EIR ha evidenziato questa politica nell’edizione speciale “Il collasso dell’impero globale inglese, e come superarla“, della primavera 2012, riportando successivamente i dettagliati avvertimenti russi sulla minaccia che il dispiegamento della Difesa Anti-Missile di NATO/USA in Europa e l’allargamento ad est della NATO, rappresentano per l’equilibrio strategico. (Helga Zepp-LaRouche ha commentato tali piani utopici folli questa settimana). Molti di questi avvertimenti affermano esplicitamente che il dispiegamento “occidentale” potrebbe potenzialmente scatenare una guerra nucleare. In un discorso pubblico del 29 febbraio 2012, il Presidente Putin ha sottolineato la determinazione della Russia ad affrontare l’attacco. Riferendosi alla mancanza di preparazione dell’Unione Sovietica, al momento dell’aggressione di Hitler nel luglio 1941, Putin ha detto, “Non possiamo permetterci un replay della tragedia del 1941, quando pagammo per l’impreparazione dello Stato e dell’esercito con perdite enormi“. In un articolo di due esperti militari russi su Military Thought, l’edizione in inglese della rivista del del Ministero della Difesa russo Voennaa Mysl (No. 4, 2012), veniva elaborato il pensiero della dirigenza militare russa sulla strategia militare occidentale contro la Russia, tra cui i presupposti che l’occidente possa usare armi di nuova generazione per “raggiungere gli obiettivi della guerra senza gravi perdite di vite umane o di beni“. Come la Russia affronta ciò?: “In queste condizioni, la Russia risolve suoi problemi nelle relazioni tra Stati utilizzando ogni tipo di deterrenza, con la forza o pacificamente e con azioni non-militari indirette (asimmetriche). Eventuali forme e metodi dovranno scoraggiare l’aggressore con la forza, come ad esempio di fronte la minaccia diretta di attacchi, schieramento dimostrativo di una potente task force di difesa nella zona in cui si prevede che l’aggressore attacchi; un ultimatum che avverta che la Russia (in caso di guerra) utilizzerà immediatamente le armi nucleari e senza esercitare alcun ritegno impiegando armi ad alta precisione per distruggere obiettivi strategicamente vitali sul territorio dell’aggressore; pianificazione e attuazione di una campagna d’informazione per ingannare l’avversario sulla disponibilità della Russia a respingere l’aggressione“.

Una duplice politica
Gli avvertimenti dei militari russi sono stati più che sovrastati dalle offerte del governo di cooperare con l’Unione europea e gli Stati Uniti su obiettivi comuni, come lotta al terrorismo, alla droga, costruzione di infrastrutture come il tunnel sotto lo stretto di Bering, e anche collaborazione nella ricerca spaziale per difendere il pianeta dagli asteroidi (Difesa Strategica della Terra proposta nell’ottobre 2011). Ma queste offerte furono ignorate a favore degli sforzi sempre più palesi per degradare la sovranità della Russia, se non per smembrarla quale potenziale rivale. (Vedasi EIR, 19 dicembre 2014, “Chi c’è dietro la corsa a smembrare la Russia?“) L’indirizzo del Ministro degli Esteri Lavrov all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri del 27 febbraio fornisce una guida su come la leadership russa pensi, e quindi sul contesto degli avvertimenti militari. Lavrov ha lamentato le “sistematiche violazioni” dei principi della Carta delle Nazioni Unite da parte di USA e altri. In particolare ha sottolineato la mancanza di sicurezza e stabilità nella regione euro-atlantica, attribuita alla tendenza dell’occidente “a occupare spazio geopolitico e a spingersi verso est, attraverso l’espansione della NATO e attuando il partenariato orientale dell’Unione europea“, ha detto Lavrov, “Gli interessi russi non sono considerati e le nostre numerose iniziative, tra cui l’elaborazione del Trattato di sicurezza europea, sono ignorate o escluse. Tale politica ha raggiunto l’apice quando il golpe incostituzionale e l’occupazione armata del potere sostenuti da Washington-Bruxelles hanno avuto luogo in Ucraina nel febbraio dello scorso anno”. Lavrov ha denunciato l’ultimo documento sulla Strategia per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Obama, affermando “Lotta per il dominio globale e disponibilità ad utilizzare unilateralmente la forza armata… Tale documento di 30 pagine afferma più di cento volte il diritto esclusivo degli Stati Uniti ad attuare la famigerata ‘leadership americana’… La Casa Bianca sembra aver dimenticato le conseguenze dei tentativi di avere l’egemonia a scapito degli interessi degli altri membri della comunità mondiale“. “Gli sforzi concertati” delle nazioni, constata Lavrov, sono l’unico modo per affrontare i difficili problemi internazionali, soffermandosi sull'”integrazione eurasiatica, la nostra priorità assoluta“, a partire dall’Unione economica eurasiatica quale “ponte tra le strutture per l’integrazione dell’Europa e della regione Asia-Pacifico”. L’attuale presidenza russa della Shanghai Cooperation Organization e dei BRICS, ha aggiunto Lavrov, è guidata dalla “filosofia degli sforzi collettivi” esemplificata dai “progetti per una nuova banca di sviluppo e una riserva monetaria dei BRICS, coordinando la strategia di partenariato economico e la via alla cooperazione sugli investimenti, “aprendo” nuove prospettive di cooperazione”. Lavrov ha sottolineato l’impegno del Presidente Putin a rafforzare la cooperazione verso l’Europa, dicendo che la svolta della Russia verso Oriente va accompagnata a un parallelo miglioramento delle relazioni con l’Occidente. Ma ha avvertito che ciò sarà impossibile, “senza riaffermare i principi di non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, e senza abbandonare sanzioni e tentativi d’inscenare le cosiddette rivoluzioni colorate, o incoraggiando le forze estremiste“, ha detto, “Non abbiamo piani per auto-isolarci o entrare in conflitto. Allo stesso tempo, la pressione estera non ci porterà a rivedere i nostri principi politici…. Washington non è riuscita a creare una coalizione anti-russa globale“.

ed6c92cd7f39Altre avvertimenti
Il 2 marzo, tre alti funzionari russi esprimevano lo stesso messaggio di quello più drammatico del Generale Burbin del giorno prima: la Russia è pronta a rispondere con la piena forza strategica a qualsiasi minaccia esistenziale. E’ probabile che tutti conoscano l’aspetto più recente di tale minaccia. Lo stesso giorno, il comandante della 173.ma Brigata aeroportata degli Stati Uniti, colonnello Michael Foster, annunciava presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington che “entro questa settimana”, gli Stati Uniti dispiegheranno sei compagnie in Ucraina per il programma di addestramento semestrale della notoriamente nazistofila Guardia Nazionale ucraina. La scorsa settimana, il primo ministro inglese David Cameron annunciava che il Regno Unito inviava forze speciali ad addestrare le forze ucraine. Ciò anche se l’ambasciatore della Russia presso la NATO Grushko dichiarava in un’intervista alla TV Rossija 24 che “Mosca prenderà tutte le “misure necessarie”, militari, tecniche e politiche per neutralizzare la possibile minaccia della presenza della NATO in Europa orientale”, secondo RT, precisando che le azioni della NATO “compromettono significativamente la sicurezza regionale ed europea, e pongono rischi alla nostra sicurezza“, citando l’intensificarsi delle esercitazioni militari della NATO in Europa orientale, con circa 200 esercitazioni presso gli Stati membri orientali, soprattutto nel Mar Baltico, Mar Nero, Polonia e Stati baltici. “L’invio di istruttori e l’assistenza tecnica militare aiutano il partito della guerra di Kiev e convincono certe figure a Kiev di ritenere la crisi risolvibile con mezzi militari“, ha detto.
Allo stesso tempo, il Ministro della Difesa Shojgu e il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov discutevano della modernizzazione dell’esercito russo, comprese le forze strategiche, con osservazioni pubbliche, il 2 marzo. Shojgu riferiva che la Marina russa riceverà due sottomarini lanciamissili balistici classe Borej quest’anno, il Vladimir Monomakh, che ha iniziato le prove in mare nel giugno 2014, e l’Aleksandr Nevskij, in attesa dei missili balistici Bulava prima del trasferimento nel Pacifico insieme a due sottomarini multiruolo e cinque navi da guerra. Ha anche detto che l’Aeronautica riceverà 13 bombardieri strategici modernizzati quest’anno, e che entro il 2020 la flotta dei bombardieri strategici sarà per il 70% modernizzata, aggiungendo che i pattugliamenti dei bombardieri saranno estesi a nuove aree. “E ‘importante notare che tali voli sono regolari e non saranno abbandonati“, ha sottolineato. La Marina riceverà 50 navi di varie classi quest’anno, ha detto Chirkov secondo l’agenzia stampa Interfax. Le navi fanno parte del programma di riarmo iniziato dal Presidente Putin che mira a fornire la Russia di una flotta oceanica, perduta dopo il crollo dell’Unione Sovietica, entro il 2050. “Il periodo di stagnazione della nostra potenza è da tempo passato“, avrebbe detto Chirkov, annunciando inoltre che le aziende di ricerca già progettano la nuova portaerei da costruire. Interfax ha aggiunto: “L’espansione della potenza navale avviene mentre la Russia affronta l’occidente in Ucraina“.

russia-submarineTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 500 follower