La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

Type 022 (Houbei Class)
Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Washington atterra l’industria degli armamenti francese e Sukhoj decolla

Breiz AtaoFort Russ 14 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il governo del Partito del Congresso indiano aveva ordinato 126 Rafale francesi; il nuovo governo ne vorrà solo 36, passando il grosso dell’ordine alla Russia…fgfa_nausena_naval_variant__by_arkem8-d63xh8lL’India ha sostanzialmente annullato il gigantesco contratto sugli armamenti con la Francia per acquistare e costruire 126 aerei da combattimento Rafale; il primo ministro indiano ha accettato di acquistarne solo 36 durante la visita a Parigi della scorsa settimana, ha dichiarato una fonte del governo. Invece l’India acquisterà 127 caccia russi di quinta generazione. Ciò in conseguenza della politica antirussa del governo socialista francese, allineato con Washington. Obbediente agli Stati Uniti, il tandem Hollande/LeDrian ha scelto di non consegnare le navi Mistral alla Russia. Tale voltafaccia dell’India è un trionfo di Vladimir Putin. La vendetta di Mosca contro la Francia costerà a Parigi 20 miliardi di euro.

L’India in sostanza annulla l’ordine
Il Ministro della Difesa Manohar Perrikar ha indicato che se l’India vorrà acquistare qualsiasi ulteriore Rafale, ciò avverrebbe attraverso accordi intergovernativi. Nel gennaio 2012, l’India scelse i Rafale per uno dei maggiori acquisti di armamenti in decenni, per un costo valutato a 20 miliardi di dollari, ma l’accordo fu accantonato quando Modi s’insediò in carica. “Una macchina non può andare su due strade contemporaneamente. L’altra aveva numerosi problemi“, ha detto Parrikar alludendo al vecchio accordo sul Rafale con la Francia firmato dal precedente governo del Partito del Congresso nazionale indiano. Ma il ministro ha accolto l’acquisto di 36 Rafale come una “boccata d’aria fresca” per l’aeronautica indiana, senza specificare il numero di Rafale da acquisire dopo la consegna dei primi direttamente dalla Francia, entro due anni. Ma l’acquisto di 126 aerei da combattimento sarebbe finanziariamente “come arrampicarsi su una ripida collina”, ha concluso.

Conseguenze connesse alla consegna delle Mistral
Il governo socialista sconta l’allineamento alla diplomazia statunitense sulla consegna delle Mistral. L’India, oggi governata dai nazionalisti indù, in effetti si avvia a conciliarsi con la Cina, ad avvicinarsi alla Russia e a deludere le aspettative statunitensi su un qualsiasi asse anticinese ed antirusso. Con questo nuovo punto di vista, ordinare i Rafale francesi significa dipendere dalla consegna periodica di parti realizzate in Francia, e anche dagli aggiornamenti periodici di cui gli aerei avranno bisogno, come armamenti, equipaggiamenti per la navigazione e simili. Ma dato il rifiuto della Francia di consegnare le Mistral alla Russia, l’India teme di subire la pressione degli Stati Uniti sulla Francia per limitare tali consegne, o fornire pezzi non operativi. In sintesi, affidabilità e credito della Francia come fornitrice di armi sono grandemente diminuite, e il governo indiano non vuole rischiare l’indipendenza strategica. L’ordine, marginale, di 36 unità non può mettere in pericolo l’aeronautica indiana, che sarà rifornita da un’altra fonte.

La partnership dei nazionalisti indù con la Russia
Se l’India evoca “difficoltà di bilancio” per concludere un contratto da 20 miliardi di dollari con la Francia, uno sguardo ai colloqui con la Russia sugli armamenti permette di vedere dove le prove conducono. Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha incontrato Vladimir Putin a dicembre quando il tema centrale era la mancata consegna delle Mistral per il conflitto in Ucraina. Il capo del governo indiano, determinato ad entrare nella Shanghai Cooperation Organization insieme a Cina, Russia e Iran, e a liberare l’Eurasia dalla tutela degli Stati Uniti, ha dettoa al presidente russo che voleva “avere la Russia primo partner nella Difesa“. Il governo indiano quindi entrava in trattative per acquisire il caccia di quinta generazione russo, che dovrebbe uscire di fabbrica nel 2016. Il contratto prevede per l’India 127 caccia russi, sapendo che l’industria russa ne produce i migliori del mondo. La Russia è impegnata ad accelerarne la produzione, per fornire i primi caccia entro 36 mesi. Costo? 25 miliardi di euro, cioè cinque miliardi in più del contratto negoziato con la Francia. In sintesi, le scuse sul bilancio sono un mezzo diplomatico per volgersi al più antico ed importante partner militare dell’India: la Russia. I due Paesi hanno una lunga storia di cooperazione nel settore e hanno intenzione di emancipare risolutamente l’Eurasia dal dominio statunitense, un intento che prevale nel nuovo governo indiano, accelerandone il voltafaccia.

Scacco al tandem Hollande/LeDrian
Tale scacco alla politica antirussa di LeDrian ed Hollande non è ancora finito, con conseguenze per l’industria bellica francese. LeDrian, futuro candidato alle elezioni regionali del 2015 e attuale ministro della Difesa, farà di tutto per evitare di affrontare la questione delle Mistral, che ha inferto un colpo decisivo ai cantieri navali di Saint-Nazaire. Atlantista, LeDrian ha notevolmente danneggiato gli interessi della Bretagna e della Francia, dato che il costo della mancata consegna delle Mistral impone alla Francia di restituire 20 miliardi di euro, cinque volte il costo di una Mistral. L’impatto del contrattacco russo alla Francia è notevole, sia a medio che a lungo termine. Nel frattempo, la stampa di regime, ansiosa di placare il governo, preferisce congratularsi per qualche giorno sull’affare dei 36 Rafale con l’India, pur di non ricordare gli effetti disastrosi di una politica estera saldamente allineata a Washington.

Jean-Yves LeDrian

Jean-Yves LeDrian

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I missili di Putin renderebbero impossibile l’attacco degli USA all’Iran

Dave Majumdar The Daily Beast 13/4/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Per anni, il team di Obama s’è agitato su come tenere questo avanzato missile russo lontano dalle mani dell’Iran. Ora il Cremlino sembra improvvisamente ansioso di consegnarlo a Teheran.16611L’accordo nucleare con l’Iran funziona meglio, perché il Cremlino toglie il bando alla vendita del potente sistema di difesa aerea all’Iran che renderà un attacco aereo alle strutture nucleari di Teheran quasi impossibile. La consegna della nuova arma, l’Almaz-Antej S-300PMU-1, conosciuta come SA-20 Gargoyle in codice NATO, equivarrebbe costringere gli Stati Uniti a fare affidamento alla piccola flotta di aerei stealth per colpire obiettivi nell’Iran nel caso i mullah decidano di avere la bomba. Ma anche tali aeromobili potrebbero avere un momento difficile. “Sarà una seria questione, a seconda di dove gli S-300 saranno basati… Il Golfo Persico sarebbe un posto interessante da sorvolare”, ha detto un alto ufficiale della difesa con esperienza su diversi tipi di aerei stealth. “Questi nuovi missili terra-aria cambiano l’intera storia… E’ una grande mossa“. Secondo i media russi, il Presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che permette la vendita del temibile sistema di difesa aerea S-300 all’Iran. “Il decreto toglie il divieto del transito sul territorio russo, anche via aerea, e all’esportazione e trasferimento alla Repubblica islamica dell’Iran dal territorio della Federazione Russa, sia via mare che via aerea, dei sistemi missilistici di difesa aerea S-300“, recita il comunicato del Cremlino, secondo RIA Novosti. Il governo degli Stati Uniti fece dure pressioni sulla Russia per anni impedendo la vendita dell’S-300 all’Iran. Nel 2010, convincere Medvedev a sospendere la vendita dell’S-300 all’Iran fu annunciato come grande colpo della politica estera dell’amministrazione Obama. In molti modi, fu una delle conquiste fondamentali del cosiddetto ripristino nei rapporti con Mosca, secondo Heather Conley, esperta di Russia presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington. Da allora, naturalmente, i rapporti con la Russia si sono raffreddati fino a livelli di ostilità quasi da guerra fredda. Rendere la vita difficile ai responsabili politici statunitensi ancora una volta è una priorità del Cremlino. “Le politiche di Putin non sono volte ad aiutare l’occidente o a rendere il nostro lavoro e capacità d’influenzare la politica molto più difficili“, ha detto Conley. “E’ anche un promemoria a Washington e altre capitali occidentali di avere certe carte da giocare“. Un altro fattore che potrebbe aver motivato Mosca è che con l’economia russa nel caos, Mosca ha bisogno di ogni stimolo economico possibile. L’accordo con l’Iran sul missile porterebbe alla Russia oltre 800 milioni di dollari. L’anno scorso, gli analisti previdero che se le sanzioni degli Stati Uniti all’economia russa s’inasprivano troppo, il Cremlino avrebbe risposto con la vendita degli S-300 a Teheran. “Ho potuto vedere come nell’ambito di questo accordo (tra Teheran e Mosca) avrebbero deciso di trasferire i missili avanzati all’Iran“, ha detto a Daily Beast Mark Dubowitz, direttore esecutivo della Fondazione per la Difesa delle Democrazie. “Se Putin si arrabbia abbastanza per le sanzioni finanziarie occidentali alla Russia, potrebbe giocare l’accordo sugli S-300“. La decisione del Cremlino invia il segnale a Teheran che le sanzioni che hanno portato l’Iran al tavolo del negoziato sono passate, anche prima della firma di un accordo nucleare finale. “Chiaramente, questo regime di sanzioni già comincia a cadere a pezzi in previsione dell’accordo (sul nucleare con l’Iran) del 30 giugno”, ha detto Conley, “è il primo segnale importante che il regime volge al termine“.
Dal punto di vista militare, pratico, la vendita dell’S-300 potrebbe sfidare direttamente la posizione “tutte le opzioni sul tavolo” degli Stati Uniti, se l’Iran dovesse cercare di sovvertire l’accordo nucleare. L’arrivo del potente sistema di difesa missilistico renderebbe gli attacchi aerei contro l’Iran estremamente difficili. Molti ufficiali di Air Force, Navy e Marine Corps concordano sul fatto che il sistema missilistico russo rende effettivamente intere regioni, zone proibite agli aviogetti convenzionali come l’F-16 o l’F/A-18 Hornet dell’US Navy. Attualmente, solo aerei stealth avanzati come il B-2 Spirit da 2,2 miliardi di dollari, di cui l’US Air Force ne possiede esattamente 20, e l’F-22 Raptor, possono operare in sicurezza nella zona protetta da S-300 e varie varianti. Anche l’F-35 Joint Strike Fighter da 400 miliardi di dollari del Pentagono infine potrà operare in queste zone. Ma secondo diverse fonti nell’industria della difesa e del Pentagono, nessun aereo da guerra ora operativo può rimanere in tali zone ben difese per molto. Un pilota dell’US Marine Corps ha detto che se la Russia fornisce il missile S-300 all’Iran, cambierebbe radicalmente i piani di guerra degli USA. “Un cambio radicale per tutti i velivoli di quarta generazione (come F-15, F-16 e F/A-18). È una bestia che è meglio non avvicinare troppo“, ha detto. La vendita dell’S-300 potrebbe anche neutralizzare qualsiasi possibilità d’Israele di adottare azioni unilaterali contro l’Iran, ha osservato un alto ufficiale dell’aeronautica. L’S-300 potrebbe impedire efficacemente all’aviazione israeliana di attaccare l’Iran fino a quando l’F-35 gli sarà consegnato. “Trovo quasi esilarante che i russi dicano, ‘è un sistema completamente difensivo e non può attaccare nessuno, incluso Israele'”, ha detto l’ufficiale. “Ma essenzialmente protegge l’Iran dagli attacchi d’Israele e di tutti i Paesi privi di aerei di quinta-generazione (stealth). In altre parole, l’Iran con l’S-300 può continuare a fare ciò che vuole, una volta che questi sistemi saranno attivi, senza paura di un attacco da parte di chiunque salvo gli Stati Uniti. Una brillante mossa scacchistica…” Ma anche se Israele ricevesse l’F-35, avrà un caccia stealth relativamente a corto raggio che può trasportare solo un paio di bombe da 900kg, inadeguati per gli obiettivi iraniani più pesantemente fortificati. Alcuni obiettivi iraniani richiederebbero l’uso del massiccio GBU-57A/B Massive Ordnance Penetrator (MOP) da 15000kg, che può essere trasportato solo dal bombardiere stealth B-2. Un attacco contro gli impianti nucleari iraniani sarebbe un compito arduo, anche nelle migliori circostanze, secondo un altro ufficiale dell’Air Force con vasta esperienza sugli aerei stealth. Gli obiettivi sono interrati profondamente rendendo difficile distruggerli con le bombe, e inoltre le strutture sono sparse dappertutto. La piccola flotta di bombardieri stealth B-2 dell’USAF dovrebbe svolgere la maggior parte del compito, perché sono gli unici velivoli con autonomia e armi necessarie per colpire con precisione quei bersagli. L’introduzione di una qualsiasi versione del S-300 renderebbe quelle operazioni estremamente difficili e molto più impegnative, ha detto l’ufficiale. Ma il numero esatto e la posizione esatta in cui gli S-300 saranno disposti faranno la grande differenza, ha detto l’ufficiale. Ciò è ulteriormente aggravato dal fatto che il sistema S-300 è mobile e può muoversi con poco preavviso. Se vi è un gran numero di sistemi di difesa aerea S-300, anche i piloti degli aerei invisibili B-2 e F-22 Raptor troverebbero la missione estremamente difficile. “Se saranno su ogni centimetro quadrato del Paese, allora non importa ciò che gli si spedisce, sarà una sfida“, ha detto l’ufficiale dell’Air Force.
Ma non solo l’Iran. Se Russia e Cina continuano a vendere difese aeree avanzate in tutto il mondo, la stragrande maggioranza degli attuali aerei da guerra degli Stati Uniti non potrà combattere in molte parti del globo. “Siamo molto preoccupati dalla grande proliferazione di missili terra-aria… ora in Crimea, Kaliningrad e Iran, se questo è vero“, ha detto un alto ufficiale dell’US Air Force, “Ci negano l’accesso più velocemente di quanto possiamo apprezzarne, a mio parere“. Detto ciò, ci sono alcuni modi in cui i vecchi aviogetti non invisibili possono combattere nelle zone protette dai nuovi missili, secondo un alto ufficiale dell’Air Force. Ma sarebbe molto rischioso. “Sarebbe davvero classificato discutere delle specifiche delle tattiche contro i SAM (missili terra-aria), ma si sa che i ‘SAM doppia cifra’ (come i piloti dell’Air Force chiamano l’S-300 e varianti) impongono a tutti gli aviogetti di quarta generazioni una serie riflessione“, ha detto. Un modo potrebbe essere utilizzare una combinazione di mini-droni areolanciati che trasportano disturbatori che, imitando i radar dell’S-300, gli forniscono falsi bersagli, secondo un altro ufficiale dell’Air Force. Quei droni dovrebbero essere combinati con missili furtivi a lungo raggio per eliminare le difese aeree di costruzione russa. Sarebbe anche molto utile avere un aereo da guerra elettronica per cercare di sopprimere a distanza i radar degli S-300, ed è qui che l’US Navy entra. “Gli EA-18G (aerei da guerra elettronica sulle portaerei) dell’US Navy con il loro ALQ-218 (sensore elettronico) rileveranno, individueranno e inseguiranno quel sistema d’arma“, ha detto un ex-pilota navale. “Una volta agganciati, possono incepparli e impiegare armi per distruggerli“. Ma il problema è che l’S-300 è un sistema mobile e si muove spesso; i piloti statunitensi non possono mai essere sicuri di dove l’arma sia a un dato momento. “Beh, sì … puoi distruggerlo” con un missile da crociera, ha dichiarato Mark Gunzinger, analista della potenza aerea del Centro per la strategica e valutazioni di bilancio di Washington. “Ciò presuppone, naturalmente, che l’S-300 rimanga in una posizione fissa dopo che un missile da crociera gli viene lanciato contro da fuori portata“.

1231257La Russia conferma l’accordo per fornire alla Cina i Sistemi di Difesa Aerea S-400
L’amministratore delegato della Rosoboronexport ha confermato che la Cina ha stipulato un contratto con la società per acquistare sistemi di difesa aerea S-400.
Sputnik 13/4/2015

s-400 TriumfLa Cina ha firmato un contratto con l’esportatore statale di armamenti russo Rosoboronexport, per l’acquisto dei sistemi di difesa aerea S-400, ha detto in un’intervista al quotidiano Kommersant l’amministratore delegato della società Anatolij Isajkin. “Non voglio rivelare i dettagli del contratto, ma sì la Cina è infatti diventata il primo acquirente del sofisticato sistema di difesa aerea russo. Si sottolinea ancora una volta il livello strategico dei nostri rapporti“, ha detto Isajkin, alla domanda se fosse vero che Pechino ha firmato un contratto per l’acquisto di quattro batterie di S-400 nel settembre 2014. Secondo Isajkin “molti Paesi” vogliono acquistare gli S-400, ma ha aggiunto che il produttore, VKO Almaz-Antej, è obbligato a consegnarli prima al Ministero della Difesa russo. “Nonostante l’espansione della produzione, è difficile fornire questi sistemi di difesa aerea a diversi Paesi. A questo proposito, la Cina sarà il primo cliente“, ha detto Isajkin. Alla domanda se le imprese russe hanno paura di cooperare con i loro partner cinesi, Isajkin ha detto che crede che se la Russia lavora per il bene della Cina, “lavorerà anche a proprio vantaggio”. L’S-400 Trjumf è un sistema d’arma antiaereo di nuova generazione in grado di colpire qualsiasi bersaglio aereo, aerei, elicotteri, droni, missili da crociera e balistici tattici, con una velocità massima di 4800 metri al secondo. Attualmente ci sono nove reggimenti missilistici antiaerei russi equipaggiati con S-400, entrato in servizio nell’aprile 2007.

10246616Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

12 aprile – Giornata nera per la Storia dell’aviazione degli Stati Uniti

Nikolaj Malishevskij Strategic Culture Foundation 12/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora45-a-128046813Ci sono due ragioni per cui il 12 aprile è considerato un giorno nefasto nella storia dell’aviazione degli Stati Uniti. E’ il giorno in cui la capsula Vostok guidata dal cosmonauta Jurij Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio, completò un’orbita attorno alla Terra nel 1961. L’altro evento non fu molto noto. Esattamente dieci anni prima del volo di Gagarin, gli assi sovietici al comando di Ivan Kozhedub, tre volte Eroe dell’Unione Sovietica e comandante della 324.ma Divisione caccia, dissipò il mito dell’invulnerabilità del B-29 Superfortress, bombardiere pesante quadrimotore. Il B-29 sganciò le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki e faceva parte dei piani per attaccare decine di città sovietiche (secondo i piani operativi nucleari Totality, Pincher, Dropshot, Broiler/Frolic, Charioteer, Halfmoon/Fleetwood, Trojan, Off-Tackle e altri che regolarmente si succedevano dal 1945, le cui missioni cambiavano con l’aumentare del potenziale nucleare statunitense). In un giorno i piani furono frustrati con la nascita dell’espressione “Mig Alley” o “Giovedì Nero”. L’evento ebbe luogo il 12 aprile 1951 durante la guerra in Corea. Quel giorno tre squadroni di B-29 Superfortress (36 aerei) protetti da un centinaio di caccia F-80 Shooting Star e F-84 Thunderjet furono attaccati da MiG sovietici. Gli statunitensi erano sicuri della loro invulnerabilità e vittoria finale. I piloti sovietici trovarono il modo di contrastare la superarma volante che annichilì Hiroshima. I piloti dei MiG poterono assaltare le formazioni statunitensi con attacchi coordinati da diverse direzioni, utilizzando sia la quota che l’alta velocità in loro favore. Una tangenza alta e una velocità di ascesa superiore diedero ai MiG un vantaggio su tutte le versioni dei Sabre permettendo di colpire dall’alto. La tattica fu utilizzata solo una volta, ma fu abbastanza. L’effetto superò tutte le aspettative. 12 su 21 Superfortress furono abbattute. Le restanti nove, considerate invulnerabili prima, rientrarono danneggiate e con perdite. Qualcuno in ogni equipaggio fu ucciso o ferito. Anche quattro caccia degli Stati Uniti furono colpiti. Se gli statunitensi non si fossero ritirati, o se fossero stati inseguiti dai caccia sovietici oltre la linea che non era permesso attraversare, le perdite sarebbero state superiori. I MiG sovietici non subirono perdite. Gli statunitensi, storditi, non compirono missioni nei tre giorni successivi. Poi fecero decollare tre B-29 con una forte scorta per una missione di sondaggio. Tutti gli aerei furono abbattuti. Successivamente le Superfortress volarono solo di notte. Con 170 Superfortress perdute, il B-29 non fu più utilizzato.sergei-kramarenkoEcco come lo scontro fu descritto dall’asso Maggiore-Generale Sergej Kramarenko, veterano della Grande Guerra Patriottica (andò al fronte nell’agosto 1942, lui e i suoi gregari abbatterono 13 aerei tedeschi e un pallone utilizzato per la sorveglianza e la guida. Durante la guerra di Corea compì 149 sortite dall’aprile 1951 al febbraio 1952, abbattendo 13 aerei nemici). Si ricorda, “stavo guardando giù. Stavamo sorvolando i bombardieri. I nostri MiG aprirono il fuoco contro le “Superfortezze volanti”. Una perse un’ala, l’aereo cadeva a pezzi. Tre o quattro aerei presero fuoco. Gli equipaggi lasciavano gli aerei. Decine di paracaduti apparvero in aria. L’impressione fu che uno sbarco aereo fosse in atto. Il combattimento era appena iniziato… alcuni equipaggi si catapultarono, altri rientrarono. Altre quattro “fortezze volanti” caddero, non riuscendo a rientrare, altri si schiantarono cercando di atterrare. Circa 100 piloti statunitensi furono fatti prigionieri. Dopo lo scontro, fori di proiettili furono trovati su tutti gli aerei. Un aereo aveva un centinaio di buchi. Ma non c’era nessun danno serio, non un solo proiettile colpì la cabina di pilotaggio. Gli statunitensi chiamarono il 12 aprile “Giovedi Nero” e non volarono nei tre mesi successivi. Tentarono una sortita, ma persero 12 B-29 nel primo combattimento e 16 nel secondo. In tutto gli Stati Uniti persero 170 bombardieri B-29 durante la guerra di Corea, e persero la maggior parte della loro aviazione strategica nel teatro di operazioni sud-orientale. Non volarono di giorno passando alle operazioni notturne. Ma subirono perdite anche di notte. Gli statunitensi ne furono scioccati per molto tempo. Gli aerei che sembravano essere così potenti e invulnerabili divennero impotenti contro i caccia sovietici. I militari sovietici iniziarono a chiamare le “fortezze volanti” “granai volanti”, perché prendevano subito fuoco bruciando assai brillantemente”.MiG 15 derriba un B-29 - Valery PetelinPer la prodezza che Sergej Kramarenko dimostrò in questo combattimento e la riuscita esecuzione delle missioni assegnategli, il Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS lo nominò Eroe dell’Unione Sovietica conferendogli l’ordine di Lenin e la Stella d’Oro il 10 ottobre 1951.

namsiroutetotarget0917019La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia rafforza la presenza militare in Crimea

Dmitrij Litovkin, RIR, 9 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Negli ultimi dodici mesi, Mosca ha condotto un riarmo radicale e aumentato significativamente le truppe di stanza in Crimea. Ora le truppe schierate nella penisola svolgeranno due funzioni operative: proteggere gli interessi russi in Crimea e controllare la zona marittima. Secondo il ministro della Difesa Sergej Shoigu, alla fine del 2014 nell’ambito dello schieramento di un gruppo autonomo in Crimea, quasi 100 unità, dipartimenti ed organizzazioni sono state create, e nuovo materiale fornito._73334994_ukraine_crimea_generic_map624Precedentemente, per rifornire la Flotta del Mar Nero anche di una sola cartuccia, Mosca doveva coordinarsi con la Verkhovnaja Rada (Consiglio Supremo) d’Ucraina; secondo l’accordo sullo status della Flotta del Mar Nero. Negli ultimi 20 anni, la parte ucraina ha mostrato totale mancanza di volontà nel consentire riparazioni e rifornimenti. Quindi, la flotta si degradò perdendo efficienza e permettendo agli statunitensi di mettere piede nella regione. Navi da guerra statunitensi apparvero nel Mar Nero recentemente, proprio quando apparve chiaro che non erano in pericolo. Una volta che la Crimea ha aderito alla Russia, il quadro è cambiato rapidamente. L’agenzia TASS cita Shojgu dire che ora “il completo addestramento dei gruppi dell’aeronautica in Crimea è stato organizzato, aumentando le forze della difesa aerea“. Secondo il ministro della difesa, nuovi impianti continuano ad essere costruiti in cinque basi nella penisola, e quelli esistenti ricevono grandi riparazioni. Mosca ha l’opportunità di effettuare un radicale rinnovamento delle forze raggruppate nella penisola.

bal_prev06.jpgdbd855d5-7f34-4bb8-ab64-d2f311affbb4LargeDai Tu-22M3 agli Iskander-M
Il rafforzamento delle truppe è avvenuto nel quadro del programma di riarmo per il 2020. Circa 300 nuovi sistemi d’arma ed equipaggiamenti militari sono stati trasferiti in Crimea. Le unità militari hanno ricevuto i più recenti sistemi anticarro semoventi Khrizanthema-S, obici da 152mm Msta-S, e sistemi lanciarazzi multipli Tornado-G. Le truppe costiere sono state rinforzate con il nuovo sistema antinave mobile Bal, dotato di missili da crociera Kh-35 Uran. Secondo il Ministero della Difesa, lo stazionamento di Tu-22M3 e sistemi tattici Iskander-M della penisola è il prossimo passo per ripristinare la presenza russa nella regione del Mar Nero. Lo stazionamento di questi sistemi in Crimea, se necessario, garantisce la distruzione dei missili intercettori statunitensi in Romania. I Tu-22M3 non solo potranno attaccarli con missili da crociera Kh-22 e Kh-15, ma anche eliminare la presenza navale degli Stati Uniti nel Mar Nero. Il presidente del comitato per l’intelligence della Camera Mike Rogers ha riconosciuto ufficialmente il potenziale distruttivo dei missili intercettori avvertendo Mosca con vaghe “minacce”. Questa estate, una delle formazioni missilistiche del Distretto militare occidentale, armata con il sistema missilistico tattico Iskander-M, ed aerei a lungo raggio Tu-22M3, hanno condotto una dimostrazione delle loro capacità sul Mar Nero, nelle esercitazioni per distruggere le cruciali strutture di un nemico immaginario con armi di precisione aerolanciate e terrestri, riferiva il Ministero della Difesa. “I Tu-22M3 permettono di neutralizzare minacce attuali e potenziali nella regione che potrebbero essere rilevanti per la Russia, come i cacciatorpediniere che entrano nel Mar Nero comportando una minaccia diretta alle operazioni delle forze nucleari strategiche russe“, affermava Igor Korotchenko, direttore della rivista “Difesa Nazionale”. La presenza regolare dei Tu-22M3 in Crimea sarà probabile prima del 2016. Non è ancora chiaro quando gli Iskander vi saranno stanziati. Shojgu ha dichiarato inequivocabilmente che tali sistemi e bombardieri saranno schierati sul territorio della Russia in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. “Li mettiamo dove vogliamo!” ha detto il ministro della Difesa.

126476-640Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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