I velivoli ipersonici di Russia e Cina spezzeranno l’ABM statunitense

Sputnik, 30/04/2016

128424395Russia e Cina hanno testato di recente con successo i loro velivoli ipersonici, in grado di violare il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) che gli USA vorrebbero schierare in Corea del Sud; il test è un “avvertimento agli Stati Uniti“, secondo gli esperti militari cinesi. “I test ipersonici di Cina e Russia hanno lo scopo di minacciare gli Stati Uniti che vorrebbero piazzare un sistema di difesa missilistico in Corea del Sud“, scrive The South China Morning Post, giornale in lingua inglese di Hong Kong citando il professor Lui Qisong, specialista della politica della difesa presso l’Università di Scienze politiche e Giurisprudenza di Shanghai. Il commento si riferisce ai recenti test riusciti dei due Paesi sui velivoli ipersonici. L’osservazione fa eco a quelle dell’esperto militare di Pechino Li Jie, che ha detto che la Cina cerca d’impiegare l’ultimo test del DF-ZF per avvertire gli Stati Uniti che l’EPL (Esercito Popolare di Liberazione cinese) ha “un’altra potente arma capace di contrastare il sistema THAAD“. Gli Stati Uniti si propongono di mobilitare il sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) in Corea del Sud, sostenendo sia necessario per proteggere gli alleati regionali dalla Corea democratica. La proposta è stata condannata da Cina e la Russia quale aggravamento della situazione nella penisola coreana. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, insieme all’omologo cinese Wang Yi, ha messo in guardia dall’uso delle attività di Pyongyang, come ad esempio il recente test nucleare e i vari lanci di missili, come pretesto per porre la presenza militare degli Stati Uniti nella regione. La settimana precedente Pechino aveva condotto il settimo test riuscito del velivolo DF-ZF progettato per violare le difese missilistiche.
Il DF-ZF è un missile iperveloce che può viaggiare velocità tra Mach 5 e Mach 10, 5-10 volte la velocità del suono, e può penetrare i sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti basati sui missili intercettori. Il velivolo d’attacco ipersonico (denominato in codice dal Pentagono Wu-14) è costituito da un missile che raggiunge l’atmosfera superiore che poi rilascia un velivolo che raggiunge velocità ipersoniche discendendo. Il missile balistico vettore veniva lanciato dal centro spaziale di Wuzhai nella Cina centrale. Trasportava l’HGV (velivolo ipersonico) DF-ZF al limite dell’atmosfera, al confine tra spazio e atmosfera terrestre a 100 km di altitudine, separandosi dal vettore e quindi planando per qualche migliaio di chilometri prima d’impattare, secondo il Washington Free Beacon. Una volta che l’HGV raggiunge tale quota, comincia a planare su una rotta relativamente piatta eseguendo manovra di frenata e accelerazioni fino alla velocità di Mach 10. La sua velocità può variare tra i 6400 e gli 11200 chilometri all’ora. La fase di volo planato permette al velivolo non solo di manovrare aerodinamicamente, compiendo azioni evasive eludendo l’intercettazione, ma anche d’estendere la gittata del missile. Le manovre in volo, viaggiando a diverse migliaia di chilometri all’ora, venivano tracciate dai satelliti mentre volava verso ovest lungo il limite atmosferico, verso la zona d’impatto nella parte occidentale della Cina. Resta ancora da chiarire se l’HGV DF-ZF sarà armato con testate nucleari o convenzionali. L’HGV DF-ZF potrebbe anche essere lanciato con un missile balistico antinave contro mezzi navali. Ad esempio, un DF-21 armato con un HGV DF-ZF estenderebbe la gittata da 2000 a oltre 3000 km. Secondo i funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti, il DF-ZF potrebbe essere utilizzato nell’ambito di un sistema d’arma d’attacco strategico convenzionale capace di colpire bersagli in tutto il mondo nel giro di un’ora. Il Pentagono ha seguito da vicino lo sviluppo del DF-ZF da quando è stato testato la prima volta nel gennaio 2014. La Commissione di revisione economica e militare USA-Cina del Congresso ha affermato nell’ultima relazione annuale che il programma del velivolo ipersonico “progredisce rapidamente” e che la nuova arma offensiva potrebbe essere schierata entro il 2020. Una versione più potente è in fase di sviluppo e potrebbe essere operativa nel 2025, ha scritto. Il Ministero della Difesa cinese ha confermato un altro rapporto del Beacon secondo cui Pechino ha testato il nuovo missile balistico intercontinentale DF-41 dalla gittata di almeno 12000 chilometri, il 12 aprile.
Sempre ad aprile, la Russia ha effettuato il secondo test di volo di un rivoluzionario velivolo ipersonico noto come 3M22 Tsirkon. Il velivolo ipersonico è stato lanciato con un missile balistico strategico RS-18A (UR-100N, designazione NATO SS-19 Stiletto) dalla Russia orientale, ed è stato un successo. Tuttavia non sono stati forniti dettagli su velocità o gittata raggiunte dal velivolo. Il velivolo 3M22 della Russia dovrebbe entrare in produzione nel 2018.WU-14_HGV

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Modernizzazione militare della Russia: cosa dopo?

Il processo di modernizzazione sferraglia abbastanza bene
Samuel Bendett, Russia Insider13041288Dopo anni di voci e la presenza alla parata militare a Mosca l’anno scorso, il nuovo carro armato russo Armata continua a fare notizia. La fabbrica Uralvagonzavod che dovrebbe produrre il mezzo annuncia che potrà produrre un Armata senza equipaggio, definendolo il carro armato del futuro. Il famoso impianto di produzione militare ha esperienza con i mezzi senza equipaggio, producendo l’autopompa robot basata sul carro armato T-72. Secondo il direttore dell’impianto, la produzione in massa dei nuovi cari armati Armata con equipaggio potrebbe iniziare alla fine dell’anno, i test sul campo sono avanzati. Uralvagonzavod sarà impegnata nei prossimi anni a rispondere ai numerosi ordini del governo per produrre, ammodernare e aggiornare l’ampia dotazione di equipaggiamenti militari. Gli ordini includono carri armati T-72B3, blindati BTR-82AM e BMP-2, sistemi d’artiglieria semoventi 2S19M1 Msta, veicoli da combattimento aviolanciati e altri mezzi; in tutto la fabbrica consegnerà più di 1400 mezzi alle Forze Armate russe.
Negli ultimi decenni, i blindati Humvee statunitensi, HMMWV, sono lo standard su cui gli altri veicoli militari vengono giudicati, dopo aver servito in tutti i conflitti degli USA nel globo, sopportando ogni clima e terreno immaginabili. L’Esercito russo ha lavorato duramente per sviluppare una propria alternativa, infine mettendo in campo il blindato Tigr nel 2006. Da quel momento, l’impianto GAZ e il Ministero della Difesa russo hanno lavorato per portare la progettazione russa agli standard nazionali e internazionali, offrendo aggiornamenti e spingendo il veicolo a competere con i progetti similari occidentali e statunitensi. Nel 2010, la polizia brasiliana puntava al Tigr da utilizzare nelle squadre SWAT, e nel 2013 completò test e valutazione del veicolo per le grandi manifestazioni sportive nel 2014 e 2016. Nella prossimo parata militare del 9 maggio per il 71° anniversario della vittoria sovietica sulla Germania nella Seconda guerra mondiale, l’esercito russo presenterà la nuova versione del veicolo, il Tigr-M equipaggiato con il sistema d’arma telecomandato DM Arbalet (Balestra). Secondo Sergej Suvorov, portavoce ufficiale della società che produce il Tigr, il veicolo avrebbe dovuto essere dotato di un sistema d’arma italiano, ma poi le sanzioni contro la Russia resero impossibile l’operazione. Inoltre, la “tecnologia italiana si è rivelata troppo fragile per il nostro clima”, mentre Arbalet otteneva buoni risultati a temperature comprese tra -50C e + 50C. Secondo Suvorov, l’Arbalet è completamente stabilizzato e il suo sistema di puntamento ha la funzione di acquisizione ed inseguimento automatici del bersaglio, consentendo all’operatore un tiro efficace fermo o in movimento, e può anche essere azionato a distanza se necessario. Arbalet ha due tipi di mitragliatrici e un lanciagranate automatico, e l’operatore può passare tra i diversi tipi di armi con il sistema di puntamento computerizzato. Il futuro uso dei Tigr recentemente adottati viene supposto dal loro posto nella sfilata del 9 maggio, accompagnando i complessi missilistici strategici mobili Jars, che suggerisce che le Forze strategiche missilistiche russe saranno le prime a ricevere questi veicoli, a guardia dei complessi missili balistici mobili.

Armi ad alta istruzione
Indicando come la famosa arma semiautomatica Kalashnikov diventi una piattaforma di produzione e di esportazione, la società Kalashnikov, della società statale Rostec, aprirà la propria Corporate University. Secondo Mikhail Nenjukov, vicedirettore per la qualità e lo sviluppo in fabbrica, questa decisione garantirà lo sviluppo della gestione delle competenze del personale aziendale, dichiarando che l’università sarà “un sistema unificato di sviluppo della leadership e della gestione di talenti e competenze nella produzione” dei dipendenti della Kalashnikov, dagli addetti al montaggio ai vertici. Igor Korotchenko, direttore della rivista russa Difesa Nazionale, ritiene necessario creare strutture educative nelle grandi aziende del complesso militare-industriale nazionale: “Non abbiamo quasi nessuna altra forma di addestramento dei lavoratori qualificati, di conseguenza, tali iniziative sono benvenute. L’Industria della Difesa oggi è la locomotiva dell’economia russa, ed è necessario formare personale, soprattutto perché c’è un continuo ampio ammodernamento nella produzione, si usano macchinari moderni dai controlli digitali, nuove tecnologie e materiali“. Va notato che in epoca sovietica, il complesso militare-industriale del Paese attraeva i migliori e più brillanti operai e progettisti, offrendo alti e stabili salari e un sistema senza precedenti di prestazioni sociali. L’Industria della Difesa russa di oggi ha subito gravi usure e la fuga di cervelli verso il settore privato, e il governo russo cerca di assicurarsi la formazione della prossima generazione di lavoratori qualificati.13029696

Il ‘Cigno Bianco’ della Russia: un nuovo bombardiere strategico
Nikolaj Litovkin, RIR, 27 aprile 2016

I progettisti russi lavorano su un bombardiere strategico supersonico “di transizione” basato sul Tupolev Tu-160. Gli esperti militari dicono che il nuovo Tu-160M2 ‘Cigno Bianco’ potrà battere la difesa aerea e i sistemi di difesa missilistici attuali dei possibili nemici, dando ai progettisti più tempo per sviluppare la nuova generazione di aeromobili dello stesso tipo.12004049Il Ministero della Difesa della Russia ha deciso di sviluppare un sostituto a medio termine per il velivolo del ‘Futuro Sistema Aereo a Lungo Raggio’ (PAK-DA, un bombardiere lanciamissili strategico di nuova generazione) dato il ritardo che il programma affronta. Il bombardiere strategico di nuova generazione si baserà sul velivolo sovietico Tupolev Tu-160. Una fonte dell’Industria della Difesa ha detto che il programma potrebbe diventare uno dei più costosi del Ministero della Difesa nel 2020. La fonte afferma che il costo del programma è paragonabile al programma Borej per sviluppare i nuovi sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili dotati del Bulava: 5-7 miliardi di dollari. “Al momento, non è chiaro quanto l’aggiornamento interesserà l’intero velivolo: sarà solo dell’avionica ad essere aggiornata, o anche motori, armamento e sistema di navigazione? Il programma Tu-160M2 varia a seconda di questi aspetti, e potrebbe raggiungere i cinque – sette miliardi di dollari“, ha detto la fonte.

Che tipo di velivolo sarà il nuovo Tu-160M2?
Il Tu-160, il ‘Cigno Bianco’ come i piloti lo chiamano, è il più potente bombardiere lanciamissili supersonico nella storia dell’aviazione militare. Valerij Solozobov, Vicedirettore Generale del programma di ricerca della Tupolev, ha detto che il Tu-160M2 avrà una soluzione ingegneristica rivoluzionaria, anche se apparirà simile alla versione precedente. “In particolare, il velivolo avrà elettronica avanzata e sarà anche dotato di innovativi sistemi di guerra elettronica e puntamento“, secondo Solozobov, il velivolo sarà migliorato secondo le esigenze contemporanee e avrà sistemi per rendersi invulnerabile ai sistemi di difesa aerea missilistici del possibile nemico, che siano operativi o in fase di sviluppo. “Nell’aspetto il ‘Cigno Bianco’ manterrà la configurazione ad ala bassa integrale (l’ala attraversa la fusoliera), con ali a geometria variabile, carrello triciclo e piano di coda e timoni integralmente mobili“, ha detto. Solozobov ha spiegato che tutti i componenti del Tu-160M2 saranno costruiti da società russe e le sanzioni contro la Russia non avranno alcun effetto sulla produzione del nuovo velivolo. Viktor Bondarev, Comandante in capo delle Forze Aeree russe, ha detto che il velivolo compirà il primo volo nei primi mesi del 2019, e la produzione in massa probabilmente inizierà nel 2023. Il Ministero della Difesa, ha detto, prevede di acquistare almeno 50 Tu-160M2.

Che tipo di armi potrà trasportare il nuovo Tu-160M2?
Il termine ‘lanciamissili’ evidenzia la capacità del bombardiere d’impiegare missili da crociera nucleari e convenzionali, come i missili da crociera a lungo raggio di nuova generazione Kh-101 e Kh-555“, secondo la fonte dell’Industria della Difesa, e il velivolo trasporterà anche i missili da crociera a guida inerziale Kh-55SM. “Il Tu-160 può essere dotato di ogni tipo di bombe nucleari e convenzionali: perforanti, anti-bunker, a grappolo, mine navali, ecc. Il carico combinato di queste armi può arrivare a 40 tonnellate“, ha detto la fonte, un esperto militare. Il nuovo velivolo potrà colpire obiettivi al di fuori della portata dei sistemi di difesa aerea e antimissili esistenti. Il Tu-160M2, secondo la fonte, sarà uno dei pochi velivoli capaci di circumnavigare la Terra rifornendosi in volo per due volte.DY4MTQ0MzI4MzM1OV9Specifiche “base” del Tu-160
Equipaggio: 4
Lunghezza: 54,10 m
Altezza: 13,10 m
Apertura alare: 35,60m/55,70 m
Peso a vuoto: 110000 kg
Peso massimo al decollo: 275000 kg
Peso del carburante: 148000 kg
Velocità massima:
2200 km/h a 10 km di quota
1030 km/h a 3 km di quota
Autonomia senza rifornimento: 18950 km
Raggio operativo: 6000 km
Quota operativa: 22000 mphien-ban-may-bay-tu160m2-co-gi-khac-biet_131722636

Arriva il nuovo Su-25: il ‘carro armato volante’ potenziato della Russia
Riceverà le difese anti-MANPAD già presenti sugli elicotteri d’attacco russi
Dave Majumdar, The National Interest, 28 aprile 2016 – Russia Insider

rbk-500spbe-dL’Aeronautica aerea russa iniziava a testare ad aprile la versione aggiornata del velivolo da supporto aereo Sukhoj Su-25SM3 Grac. Supponendo che gli aviogetti modernizzati vengano impiegati sul campo, il primo Su-25SM3 operativo dovrebbero entrare in servizio entro la fine dell’anno. L’Aeronautica russa dovrebbe aggiornare oltre 40 Su-25 nel 121.mo Impianto di riparazioni aeronautico di Kubinka, vicino Mosca. “Il test completo dei Su-25SM3 iniziava ad aprile“, aveva detto un ufficiale delle Forze Aerospaziali russe al quotidiano Izvestija. “Ci aspettiamo che il primo velivolo d’attacco modernizzato arrivi in prima linea alla fine dell’anno“. Il Su-25SM3 modernizzato adotta una serie di sensori e sistemi difensivi aggiornamenti che secondo i militari russi consentiranno al carro armato volante di operare sul moderno campo di battaglia. Al centro della modernizzazione vi è la suite avionica Vitebsk, sviluppata dall’Istituto di Ricerca della Difesa di Samara. Il Vitebsk incorpora un ricevitore di allarme radar, un sistema di allarme missilistico agli ultravioletti e una potente suite di disturbo. Secondo le fonti citate da Izvestija, la suite delle contromisure difensive comprende non solo un jammer radar, ma anche un sistema per accecare i missili a guida agli infrarossi, come nel caso delle Contromisure congiunte agli infrarossi della Northrop Grumman, otre ai bengala. Il sistema è progettato per proteggere il Su-25SM3 da tutti missili antiaerei, dagli Stinger portatili alle batterie di Patriot. Secondo Izvestija, il Vitebsk è inoltre progettato per identificare automaticamente e geo-localizzare con precisione gli emettitori delle minacce. Tali coordinate possono essere trasmesse a un sistema d’arma, come un missile antiradar Kh-58, per eliminare la minaccia, potendo fornire al Grac modernizzato la capacità di compiere missioni di soppressione delle difese aeree nemiche, se necessario.
Viene anche migliorata la capacità offensiva del Su-25SM3. I russi dotano il velivolo del nuovo sistema di puntamento optronico SALT-25. Il nuovo sensore permetterà al pilota del Su-35SM3 di rilevare e tracciare le forze terrestri nemiche ad una distanza di “diversi chilometri” di giorno e di notte, in ogni condizione meteo. Secondo le Izvestija, i russi sembrano aver dotato il Su-25SM3 della capacità di caricare video via datalink in tempo reale, dando all’aviogetto capacità simili al sistema ROVER del Pentagono, adottato sui più aggiornati caccia di 4.ta generazione degli USA. L’aviogetto modernizzato adotterà anche una serie di nuove armi, tra cui le armi a guida di precisione russe di nuova generazione, come la RBC SPBE 500-D recentemente utilizzata in Siria dai bombardieri supersonici Su-24 Fencer. Si tratta di una bomba a grappolo da 500kg dotata di submunizioni intelligenti SPBE-D. Ogni submunizione è una piccola bomba anticarro a guida agli infrarossi con testata penetrante esplosiva capace di perforare 150-160mm di corazza omogenea o il tetto di un carro armato. Ogni RBC SPBE 500-D è dotata di sei submunizioni SPBE-D.
Quindi, l’aviogetto sovietico Grac opererà ancora nel 21° secolo, mentre la controparte statunitense Fairchild Republic A-10 Warthog sarà gradualmente ritirata dall’US Air Force entro il 2022.d0b0d180d0bcd0b8d18f-26

La Cina testa con successo la testata manovrabile ipersonica
South Front, 27/04/2016

La Cina ha sperimentato con successo un velivolo iperveloce presumibilmente dalle capacità nucleari e veloce 10000 km/h, secondo i funzionari degli Stati Uniti. Funzionari del Pentagono correlati ai rapporti sul test militare della Cina, hanno detto al Washington Free Beacon che il lancio, il settimo dal 2014, ha avuto luogo in Cina il 22 aprile. Il velivolo DF-ZF fu rilevato dai satelliti dopo il lancio con un missile balistico da un centro militare nella Cina centrale, hanno hanno detto i funzionari. Il velivolo avrebbe volato lungo il limite dell’atmosfera prima di colpire un bersaglio nella Cina occidentale. Secondo i funzionari dell’intelligence, il velivolo verrebbe utilizzato come arma nucleare o convenzionale capace di colpire ovunque nel mondo nel giro di un’ora.878623539202457521Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il moltiplicatore di forza segreto di Putin: le Forze Speciali

Roger McDermott, Jamestown, 26 aprile 2016, Modern Tokyo Timesspecnaz_rossiiUna ogni tre domande poste al Presidente Vladimir Putin durante la sua ultima annuale diretta telefonica riguardava la sicurezza nazionale. L’interesse del pubblico sul Donbas si è apparentemente ridotto notevolmente, e le uniche preoccupazioni sullo Stato Islamico (IS) si sono limitate alle preoccupazioni per i terroristi che eventualmente ritornano in Russia. Putin ha chiarito che il rientro dalla Siria non era mai volto al ritiro completo di tutte le forze russe, aggiungendo che l’Esercito arabo siriano (EAS) coglierà ulteriori successi. Il livello della potenza aerea che la Russia dispiega e usa in Siria dipende dal successo dei consiglieri militari nel programma di addestramento ed equipaggiamento intenso dell’EAS. Alcuni dei consiglieri appartengono all’organizzazione militare più segreta della Russia: il Comando delle Forze per la Operazioni Speciali (Komandovanie Sil Spetsialnykh Operatsij – KSSO). Queste forze sono acclamate per il loro ruolo in Crimea e, più recentemente, per le operazioni in Siria. Costituiscono un importante moltiplicatore di forza nell’azione del Cremlino, impiegando pochi militari e risorse ottenendo il massimo impatto sugli obiettivi politico-militari (Voenno Promyshlennij Kurer 19 aprile). Il KSSO, probabilmente non conta più di 1000 effettivi in totale, è una relativamente nuova organizzazione militare della Russia, ma un recente articolo del Voenno Promyshlennij Kurer getta nuova luce su origine, sviluppo e scopo. La narrazione sulla creazione del KSSO ne attribuisce la formazione alla nuova leadership della Difesa nel primi mesi del 2013: il Ministro della Difesa Generale Sergej Shojgu, e il Capo di Stato Maggiore Generale (CGS) Generale Valerij Gerasimov. Infatti, annunciando la creazione del KSSO nel marzo 2013, Gerasimov confermava che era il risultato di un ampio studio dell’esperienza delle strutture delle forze speciali straniere, e il Ministero della Difesa russo formava il comando oltre alle varie forze speciali dei ministeri della sicurezza. Tuttavia, il predecessore di Gerasimov, Nikolaj Makarov, espresse questo interesse molto prima, con un esperimento nel 2009 per creare un ufficio per le operazioni speciali direttamente subordinato al CGS. All’inizio del 2012, Makarov parlava della formazione del KSSO, con i piani per nove brigate speciali e l’espansione del sistema delle forze speciali dell’intelligence militare (GRU Spetsnaz) (RIA Novosti 6 marzo 2013). In effetti, i piani originali per formare il KSSO erano volti ad integrare i centri delle forze speciali esistenti, formando un unico comando responsabile verso il Ministro della Difesa. Questi piani furono elaborati dallo Stato Maggiore e dal GRU e presentati all’allora Ministro della Difesa Anatolij Serdjukov, nell’ottobre 2012, che lo respinse categoricamente. Le proposte furono poi ripresentate dopo il cambio della leadership della Difesa, con argomentazioni volte a ottimizzare e riorganizzare le strutture esistenti (Izvestia 27 novembre 2012).
d6t1IV_06Ls E’ proprio questo contesto che viene affrontato da Aleksej Mikhailov nell’articolo sul Voenno Promishlennij Kurer. Mikhailov sottolinea il ruolo svolto da queste forze per le operazioni speciali in Siria: guidare e correggere gli attacchi aerei, anche dei missili da crociera, e agire in altri campi. Il punto di partenza nel rintracciare le origini del KSSO non è il 2009 e l’interesse di Makarov, ma piuttosto un decennio prima, sottolineando diversi sviluppi dovuti al CGS Anatolij Kvashnin. Mikhailov osservava che nel 1999 un centro di addestramento specializzato fu costituito a Solnechnogorsk, dipendente direttamente dal CGS. Il centro era noto come “Senezh“, e gli agenti indicati come “podsolnukhami“. Verteva pesantemente sull’esperienza delle operazioni contro-insurrezionali e speciali in Cecenia (Voenno Promyshlennij Kurer 19 aprile). Mikhailov parla del fatto che fin quando il KSSO ha risolto questi problemi, c’erano difatti quattro aree distinte e diverse nell’addestramento delle forze speciali, dal reclutamento al tipo di missione. Le forze aviotrasportate si esercitavano in lanci difficili per svolgere ruoli speciali nelle operazioni. Altri erano addestrati nella guerra in montagna, con formazione specialistica presso il centro di addestramento “Terskol” sul monte Elbrus. Ulteriori requisiti erano collegati alla necessità di assaltare edifici o obiettivi nemici in condizioni o terreni difficili. Infine, l’addestramento navale per compiti speciali era necessario per le forze operanti in mare per catturare o sabotare navi nemiche o impianti off-shore. Alcuni ebbero esperienza in Cecenia creando un ulteriore settore per le Forze Speciali, la protezione dei comandanti, ma ciò non fu mai veramente concluso. In altre parole, i riformisti dello Stato Maggiore erano giunti ad identificare i problemi nell’uso delle forze speciali, radicati nella preparazione di specialisti altamente qualificati operanti in vari ambiti. Nonostante questo, il Centro Senezh era volto a costruire una cultura di squadra tra gli allievi, e questo è stato sempre un fattore del reclutamento, cioè la capacità di ciascun candidato di lavorare in squadra. Secondo gli interlocutori di Mikhailov, questo principio è strettamente seguito dal KSSO (Voenno Promyshlennij Kurer 19 aprile). I “Podsolnukhami” del “Senezh” sono stati ampiamente impiegati in Cecenia e recentemente nelle operazioni anti-pirateria nel Corno d’Africa; comprensibilmente le loro attività sono classificate top secret. Tuttavia, sembra che l’esperienza delle operazioni in Cecenia e all’estero abbia rivelato che la subordinazione degli operatori di Senezh non fosse ottimale. Serdjukov attuò dei cambiamenti portando alla creazione del KSSO. Il Centro Operazioni Speciali Senezh del Ministero della Difesa riferiva direttamente al CGS, mentre Serdjukov visitava spesso il centro interessandosi del suo sviluppo. Gli fu accreditato, per esempio, la disponibilità 24×7 dei velivoli da trasporto Il-76 (Voenno Promyshlennij Kurer 19 aprile).
Dal 2010, il Ministero della Difesa russo ha un secondo Centro per Operazioni Speciali a Kubinka, subordinato al direttore del GRU, creazione supervisionata dall’aiutante di Serdjukov Tenente-Generale Aleksandr Miroshnichenko, che aveva in precedenza diretto il Centro Operazioni Speciali del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) (Tsentr Spetsjalnogo Naznachenija – TsSN FSB). I rapporti tra questi centri presto si deteriorarono nel promuovere idee in competizione su come le forze speciali dovessero svilupparsi. Suggerendo che l’approccio “Alfa” del FSB si concentrava sulla promozione dell’individualismo, in contrasto col Centro Senezh (Voenno Promyshlennij Kurer, 19 aprile). La risoluzione del conflitto avvenne nel marzo 2013, con la creazione formale del KSSO. E con esso, le strutture furono subordinate in modo più coerente. Il Maggiore-Generale Aleksej Djumin fu nominato comandante del KSSO, visto da molti come figura di compromesso. Miroshnichenko continua ad attrarre nella nuova struttura i suoi ex-subordinati del TsSN FSB (Voenno Promishlennij Kurer, 19 aprile). Sembra, quindi, che le sue reclute siano soprattutto una miscela di ex-Spetsnaz del GRU ed ex-Alfa del FSB.

Zolotov e Djumin

Zolotov e Djumin

Con la benedizione di Putin, Kadyrov continua ad espandere la missione delle Forze Speciali cecene
Mairbek Vatchagaev Jamestown Modern Tokyo Times

2007-9-11-rmamn74111884-copyIl notevole interesse di Ramzan Kadyrov nello sviluppo delle forze speciali cecene è stato già notato prima (vedasi EDM 27 marzo 2015). Il governante della Cecenia cerca di ritrarre queste unità come modello delle Forze Armate russe. Un ex-ufficiale del gruppo Alfa, le unità di élite delle forze speciali russe, è coinvolto nell’addestramento dei militari ceceni, il che significa che Mosca è abbastanza consapevole degli sforzi militari di Kadyrov. Per addestrare le sue forze speciali, Kadyrov ha costruito un grande moderno centro addestramento nella zona di Gudermes. Il centro, a differenza di altri centri simili in Russia, è un’impresa privata (Rbc.ru 11 febbraio). Kadyrov progetta di costruire un’intera città nel centro di addestramento, includendo una scuola, un carcere, stazione ferroviaria e metropolitana e una pista aerea. Il governatore della Cecenia ha anche annunciato alle autorità che uno dei più grandi centri di paracadutismo della Russia sarà costruito in Cecenia. L’impianto sarà presso il Centro Internazionale di addestramento delle Forze speciali, tra il villaggio di Tsentoroi e la città di Gudermes (Vestnik Kavkaza 2 marzo). Secondo il consigliere di Kadyrov per l’addestramento delle forze speciali, Danil Martinov, oltre a fornire servizi di addestrativi alle forze speciali, il centro sarà aperto alle visite del pubblico ceceno e dei turisti. Il pubblico russo ha iniziato a prestare maggiore attenzione alle Forze speciali cecene dopo l’ammissione di Kadyrov che suoi agente eraono coinvolti nel conflitto siriano (Russia.tv 7 febbraio, a un 1 ora e 18 minuti). L’affermazione di Kadyrov contraddice la posizione russa ufficiale secondo cui alcuna forza di terra russe era dispiegata in Siria. Le autorità cecene hanno poi corretto la dichiarazione, dicendo che non c’erano unità di forze speciali cecene in Siria, ma piuttosto un’unità militare federale russa, non interessata alle operazioni terrestri nel Paese (Dp.ru 8 febbraio). L’anno scorso, le autorità cecene propagandarono le vittorie delle forze speciali ceceni in una competizione internazionale di forze speciali tenutasi in Giordania nella primavera del 2015, descrivendole come un “trionfo” (RIA Novosti 24 aprile 2015). Groznij decise di creare un’altra unità militare che operi in condizioni estreme. Alla fine di marzo di quest’anno, le autorità cecene programmavano l’invio di unità delle Forze speciali della repubblica al Polo Nord. I paracadutisti di Kadyrov vi compiranno operazioni di combattimento in clima rigido (Vesti.ru 20 marzo).
Sul suo account personale su Instagram, Kadyrov ha dichiarato che il suo aiutante, l’ex-ufficiale delle forze di sicurezza russe Danil Martinov, supervisionerà l’invio delle forze speciali cecene nel Polo Nord (Instagram.com 20 marzo). Tale operazione richiederà spese significative per assicurare le comunicazioni e la sicurezza del gruppo nel duro ambiente del Polo Nord, il che significa che saranno sostenute dallo Stato russo. Gli specialisti si sono chiesti perché le forze speciali cecene sono stati creati quando l’esercito russo aveva già l’Alfa e altre unità di elite. Diversi anni fa, il giornale di opposizione Novaja Gazeta stimava che le forze di Kadyrov fossero abbastanza consistenti, da 10000 a 30000 uomini (Onkavkaz.com, 21 marzo). Cecenia è l’unica regione della Russia che ha il permesso di avere proprie forze armate regionali. Ma perché Mosca non permettere ad altre regioni del Caucaso del Nord di avere proprie forze speciali? La situazione della sicurezza nel vicino Daghestan, per esempio, era assai peggiore che in Cecenia almeno dal 2008-2010.
Le manovre delle forze cecene assomigliano sorprendentemente alle esperienze dell’impero russo. A quel tempo, i montanari del Caucaso del Nord facevano parte delle guardie personali dello zar, mentre gli alpinisti ne proteggevano la vita in eventuali tentativi di golpe. Attualmente, con Mosca che spende notevoli risorse per l’addestramento dei ceceni fedeli alla Russia, le analogie con il passato imperiale russo sono abbastanza forti. Consentendo a Kadyrov di perseguire questo programma, il Presidente Vladimir Putin crea l’unica unità etnica delle forze speciali della Russia. Sarebbe logico se il presidente russo infine concedesse alle Forze speciali ceceno lo Status federale facendone la personale unità di Forze speciali, anche se in effetti, ciò contrasterebbe con le leggi russe. In un primo momento, sembrava che le autorità preparassero le forze speciali cecene per lo schieramento nel Caucaso del Nord, perché i ceceni conoscono la zona meglio delle forze russe, nonostante la preparazione di queste ultime presso i centri di addestramento di Nalchik e Makhachkala (Thequestion.ru, 16 gennaio). Tuttavia, il previsto sbarco dell’unità cecena al Polo Nord dimostra che Mosca considera le forze cecene uno strumento utilizzabile non solo nell Caucaso, ma anche nel più ampio spettro nazionale.
Nei passati sei mesi, non un mese è passato senza esercitazioni militari tattiche in Cecenia (Regnum, 22 marzo). Funzionari del Cremlino a quanto pare credono che la situazione in Cecenia rimanga instabile e richieda Forze federali russe sul terreno, come ad esempio le unità di polizia provenienti da altre regioni della Federazione Russa. La Regione di Tula, della Russia centrale, per esempio, ha recentemente inviato 80 agenti di polizia in Cecenia (Mk.ru, 22 marzo). Altre regioni russe, da Kaliningrad a Sakhalin, hanno anche inviano regolarmente rinforzi in Cecenia. Così, Mosca non considera la situazione nel Caucaso del Nord come del tutto stabile. Resta del tutto plausibile che il governo prepari le forze speciali cecene per svolgere compiti nella regione, nel prossimo futuro, se la situazione peggiorasse in qualche modo.maxresdefaultTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sistema di difesa aerea S-400: arma fondamentale per la deterrenza russa

Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation, 20/04/20161020483972L’S-400 Trjumf è un sistema di difesa aerea ed antimissile di teatro di nuova generazione sviluppato dal Central Design Bureau russo Almaz-Antej. Lo scorso dicembre, il Trjumf fu schierato nella base aerea di Humaymim presso la città portuale di Lataqia per proteggere le Forze Aerospaziali russe che operano in Siria. Lo schieramento avveniva in risposta all’abbattimento di un aviogetto Su-24 russo da parte della Turchia. Da Lataqia, i missili superficie-aria S-400 potrebbero colpire obiettivi su gran parte di Israele, Mar Mediterraneo orientale e Turchia, oltre il confine della Siria. Il sistema è attualmente schierato in molti distretti militari russi, tra cui Kaliningrad. L’S-400 (denominazione NATO SA-21 Growler) è l’aggiornamento dell’S-300PMU. Il sistema è stato ufficialmente adottato nel 2007. Il Trjumf integra sistemi radar multifunzionali, da rilevamento autonomo e di puntamento, missili antiaerei, veicoli lanciatori e veicoli di comando e controllo. Può sparare tre tipi di missili (con due versioni del missile 9M) coprendo l’intero inviluppo di volo. I missili hanno le seguenti gittate operative: 400 km (40N6), 250 km (48N6), 120 km (9M96E2) e 40 km (9M96E). Il sistema può affrontare tutti i tipi di bersagli aerei tra cui aerei, velivoli senza equipaggio, missili balistici (fino a 3500 km) e missili da crociera a 400 km di distanza, in volo a quote fino a 30 km con velocità massima di 4800 metri al secondo. Un test riuscito a 400 km di distanza fu effettuato nell’aprile 2015. Anche aerei stealth come F-22 Raptor, F-35 e B-2 Spirit degli Stati Uniti possono essere affrontati se ci saranno abbastanza batterie S-400 nell’ambito della rete di difesa aerea integrata. La distanza di rilevamento del bersaglio è di 600 km. Il sistema di rilevamento radar panoramico (91N6E) è protetto dai disturbi. L’S-400 può seguire 300 obiettivi contemporaneamente e agganciarne 36, utilizzando un radar a scansione elettronica attiva. La velocità radiale massima, in tutti i casi, è di 4,8 km al secondo (17000 km/h; Mach 14). Il tempo di risposta del sistema è inferiore ai 10 secondi. Il sistema di comando e controllo 55K6E dell’S-400 Trjumf è montato sul veicolo di comando mobile Ural-532301. Il posto di comando è dotato di consolle con display a cristalli liquidi per elaborare i dati della sorveglianza dello spazio aereo di ogni singola batteria, controllando e monitorando i radar di sorveglianza a lungo raggio, tracciando e scegliendo le prime minacce aeree, coordinando le operazioni tra le altre batterie. L’intero sistema è gestito automaticamente (tra tutti i battaglioni e le risorse esterne anche passive). La distanza massima tra il centro di comando 98ZH6E e il battaglione, utilizzando ritrasmettitori, è di 100 km. Possono anche essere integrati nelle unità di difesa aerea esistenti e future di altre armi, come la Marina. E’ particolarmente importante per coordinare le attività con le navi da guerra russe ancorate a Tartus, in Siria. Il sistema di difesa aerea S-400 si distingue per la mobilità. Il sistema può muoversi su strada (60 km/h) e fuori strada a 25 km/h. Può prendere posizione di combattimento in qualsiasi momento entro 5 minuti. “Se saranno su ogni pollice quadrato del Paese, allora non importa ciò che invieranno, sarà affrontato”, ha detto un alto ufficiale dell’Aeronautica dalla vasta esperienza con gli stealth.
Il 1° marzo 2016, il comandante della 14.ma Armata Aerea e di Difesa Aerea Generale Vladimir Korytkov, dichiarava che sei unità S-400 erano state dispiegate nella regione di Novosibirsk. Dalla fine del 2015, undici reggimenti missilistici russi (un reggimento comprende 64 lanciatori) erano dotati di S-400, ed entro la fine del 2016 il loro numero aumenterà a sedici. L’S-400 gode di grande successo sui mercati esteri. L’India dovrebbe comprare cinque sistemi S-400. Nuova Delhi è il secondo cliente estero del potente sistema missilistico dopo Pechino, che compra sei batterie di S-400. Le consegne dei sistemi di difesa aerea S-400 verso la Cina, col presente contratto, inizierebbero nel primo trimestre del 2017. L’elenco dei potenziali operatori comprende Armenia, Bielorussia, Egitto, Iran, Kazakhstan, Arabia Saudita e Vietnam. “In poche parole, di tutte le minacce terra-aria affrontate dalla coalizione delle forze aeree sulla Siria, il SAM russo S-400, noto come ‘Trjumf’, e meglio conosciuto nella NATO come SA-21 “Growler”, è il sistema missilistico a lungo raggio di difesa aerea più potente e letale del pianeta”, scriveva Scott Wolf, pilota esperto, ottimo autore, editore e redattore di FighterSweep. La prestazione eccezionale rende l’S-400 un sistema d’arma molto potente e preciso che può mutare l’equilibrio di potere in qualsiasi teatro di guerra. Non serve essere un esperto militare per sapere che le operazioni militari a terra, in mare e aria sono impossibili senza il controllo dei cieli. Questo è il singolo fattore più importante che decide l’esito di una guerra moderna. Come il Maresciallo Bernard L. Montgomery disse, “Se perdiamo la guerra in aria, la perderemo e in fretta”.
Difficilmente sarà messo in dubbio il fatto che oggi la Russia sia leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di sistemi di difesa aerea. Ha una tecnologia unica e le competenze per garantirsi la posizione di leader e avere grandi prospettive. La potenza della difesa aerea russa nega la superiorità aerea a un potenziale nemico. È lo scudo affidabile che protegge il Paese e funge da deterrente contro un’aggressione. La tecnologia superiore offre anche accordi lucrosi con Paesi pronti ad acquistare il meglio che il mondo ha da offrire.50f26bfcd07d938ae5a8dcf45941f682Le ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo strano destino delle Mistral russo-egiziane

Philippe Grasset, Dedefensa, 21 aprile 2016

E meno male che l'ho fermato dicendogli Ciao!

E pensare che l’ho fermato dicendogli ‘Ciao’…

E’ nota la molto originale avventura, testimonianza di grande carattere e forti virtù della dirigenza politica, se non del Sistema che dirige la Francia, delle portaelicotteri classe Mistral vendute alla Russia nel 2009. Le istruzioni washingtoniane, arrivate nel 2014, denunciavano la vendita e la Francia cercava disperatamente un via d'”uscita”, trovandola “vendendo” le due unità, nel frattempo battezzate Vadivostok e Sevastopol, all’Egitto per 950 milioni di dollari, lontano dal quasi miliardo per unità previsto dall’iniziale vendita alla Russia. L’abilità di Hollande è sconfinata. Nella svendita, com’è stata negoziata, gli egiziani hanno scelto la componente elicotteristica russa (tra cui gli elicotteri d’attacco Ka-52), corrispondendo alle intenzioni iniziali dei russi e facendo delle Mistral egiziane la decisione che avvicina ancor più Egitto e Russia negli equipaggiamenti militari. La cosa s’è ulteriormente ampliata e rafforzata, forse per la crescente confusione dei francesi, se ancora esistono, con la richiesta degli egiziani che il sistema elettronico delle unità sia russo e non francese. Si negozia, scrive RT riprendendo la TASS. La conclusione delle sapienti operazioni francesi sotto gli auspici della sorprendentemente originalità della politica estera completamente allineata: le Mistral promesse e poi vietate ai russi diventano sempre più “russe” e probabilmente l’Egitto potrebbe, forse diciamo, prestarle alla Marina russa. Il risultato generale della svendita all’Egitto di equipaggiamenti strategici francesi rifiutati alla Russia è l’ulteriore rafforzamento dei legami strategici tra Egitto e Russia, e l’evidente coordinamento tra Egitto e Russia, comprese le operazioni congiunte. Hollande ancora svetta nei sondaggi. “Le Forze Armate egiziane hanno chiesto alla Russia la fornitura di sistemi elettronici per le portaelicotteri classe Mistral acquistate dalla Francia, secondo una fonte militare diplomatica citata da TASS. “Dopo i colloqui con la russa Rosoboronexport (Azienda per l’esportazione delle armi dello Stato), la delegazione militare egiziana ha detto chiaramente che vuole installare apparecchiature elettroniche russe, tra cui sistemi di guerra elettronica, sulle Mistral acquistate dalla Francia e in attesa di essere consegnate”, ha detto la fonte. Esemplari dei sistemi di guerra elettronica saranno mostrati nei prossimi negoziati con l’esportatore di armi della Russia. I colloqui potrebbero aversi il prossimo mese, secondo la fonte. Il Capo dello Staff Presidenziale Sergej Ivanov ha detto che Cairo potrebbe acquistare 1 trilione in equipaggiamenti e aeromobili per le nuove navi. Ivanov ha scherzato dicendo che senza tale materiale, le Mistral sono solo barattoli di latta“.

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, "le vuoi tutt'e due, no?"

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, “le vuoi tutt’e due, no?”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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