I nuovi cacciatorpediniere Lider amplieranno la proiezione di potenza della Russia

Andrej Akulov 01/07/2016BqeobMfLa United Shipbuilding Corporation (USC) russa dovrebbe firmare un contratto con le Forze Armate russe per costruire una nuova e potente classe di navi da guerra, le Proekt 23560 Lider. Il progetto della nave dovrebbe essere completato quest’anno. Il progetto rientra nel programma di sviluppo navale della Russia per il 2050. Si prevede che il cacciatorpediniere capo-classe entri in servizio e sostituisca i cacciatorpediniere classe Sovremennij e classe Udaloj, così come gli incrociatori classe Slava. In realtà, sarà una nave completa che sostituirà cacciatorpediniere, grandi navi antisom e incrociatori lanciamissili. La nave multiruolo avrà capacità antiaerea, anti-superficie e antisom e un ruolo d’attacco strategico. Dovrà sostituire altri cacciatorpediniere e incrociatori divenendo la principale unità di superficie della Marina russa. Il Presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto per perpetuare la memoria di Evgenij Primakov, per cui la prima nave della classe Lider avrà il nome del famoso statista e accademico. Evgenij Primakov ebbe molti alti incarichi nel governo e fu Primo Ministro della Russia nel 1998-1999. Era anche un accademico e membro del Presidium della Accademia Russa delle Scienze. Secondo il documento firmato da Vladimir Putin: “tenendo conto del contributo di Primakov nella formazione dello Stato russo e nelle riforme economiche, si raccomanda che il governo ponga una lapide commemorativa sulla casa dove visse, ed istituisca una Borsa di studio. Una nave della Marina russa avrà il suo nome”.
ob_0fbf97_krilov-lider Il progetto generale del cacciatorpediniere fu presentato la scorsa estate alla mostra della Difesa “Army 2015”. La nave lunga 200 metri e larga 20 metri dislocherà 17500 tonnellate. Navigherà ad una velocità massima di 32 nodi, con un’autonomia di 90 giorni. L’equipaggio sarà formato da 300 uomini. Non è ancora chiaro se i cacciatorpediniere saranno propulsi da turbine a gas o nucleari. I Lider dovrebbero essere dotati di missili antinave, antisom e anti-superficie Kalibr-NK e di missili da crociera supersonici antinave P-800 Oniks con gittata di oltre 300 chilometri. I missili ipersonici Tzirkon potrebbero essere imbarcati. I nuovi missili raggiungono la velocità di circa Mach 5-6 e sono in fase di test prima di andare in produzione nel 2018. La nave sarà dotata del sistema di difesa aerea S-500 in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e veicoli spaziali, missili da crociera e aerei che volano a velocità superiori a Mach 5. L’S-500 può rilevare e attaccare contemporaneamente 10 testate di missili balistici a 600 km di distanza che volano alla velocità di 8000 metri al secondo. Possono ingaggiare bersagli alla quota di circa 200 km, come missili balistici in arrivo dallo spazio a 500 km di distanza. Armati di non meno 200 missili, i Lider saranno le navi da guerra di superficie più grandi del mondo, dopo gli incrociatori a propulsione nucleare da 28000 tonnellate Proekt 1144 Orlan (classe Kirov). L’armamento del Lider comprenderà circa 60 missili da crociera antinave, 128 missili superficie-aria e 16-24 missili anti-sottomarino. La nave sarà dotata di sistemi di lancio verticali e l’armamento comprenderà anche un cannone da 130 mm polifunzionale dotato di sistema di gestione in combattimento integrato con ACS (sistemi automatizzati di comando) tattici ed operativo-tattici. La nave avrà una piattaforma di atterraggio per 2 elicotteri Kamov Ka-27 o Kamov Ka-32. La costruzione è prevista dal 2018-2019, con l’obiettivo di 12 navi in servizio suddivise tra le Flotte del Nord e del Pacifico.
Soprannominate classe Lider, queste navi da guerra avranno la potenza e il massiccio armamento nucleare degli incrociatori da battaglia sovietici Kirov. Le navi da 28000 tonnellate della classe Kirov hanno tre volte il dislocamento e il doppio dell’armamento delle controparti dell’US Navy, gli incrociatori AEGIS”, scrive il giornalista Ben Hernandez nel suo articolo su National Interest. La versione a propulsione nucleare ne farebbe il terzo cacciatorpediniere a propulsione nucleare al mondo dopo gli statunitensi USS Truxtun (DLGN-35) e USS Bainbridge (DLGN-25). I cacciatorpediniere classe Lider sono nuove navi che sovrasteranno le più grandi navi di superficie nella Marina degli Stati Uniti trasportando circa il doppio dei tubi lanciamissili di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Il sistema di propulsione nucleare consentirebbe alle nuove navi da guerra di navigare in tutto il mondo senza la necessità delle navi da rifornimento ausiliarie o alcun obbligo di effettuare una sosta nei porti, facendone un potente strumento di proiezione di potenza, un’arma della politica estera.
Gli ultimi anni hanno visto la rinascita della potenza navale della Russia. La Russia ha intrapreso un programma d’investimento massiccio per sostituire le vecchie piattaforme sovietiche. I grandi cantieri navali della Russia ora attuano a pieno regime l’ambizioso programma navale per fare della Marina russa seconda a nessuno nel mondo. Con i Lider in servizio, la Marina russa avrà fortezze galleggianti armate di missili e artiglieria e a propulsione nucleare per garantire la presenza permanente navale globale della Russia.Project+22350+DDGLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Anaconda-2016 svela l’inefficienza della NATO

Jochen Bittner, Die Zeit, 26 giugno 2016 – Fort Russ

100568396_epa05361688_Soldiers_stand_at_the_site_of_the_construction_of_the_amphibious_bridge_ac-large_trans++tGQB12KHxxQCrwnTZkX0nyW0qTysEG4yZuBUdXGakjALa NATO è veramente pericolosa; nel corso della dimostrazione di forza ha mostrato piuttosto cigolii e gemiti nelle grandi manovre. L’occidente dimostra che Putin avrebbe gioco facile con esso. Ci sono case vecchie, le cui travi sono così storte e traballanti che gli architetti si chiedono vedendole perché non sono crollate da tempo. Questo stato si chiama Instabilità statica. A volte solo la carta da parati tiene su la casa. Della NATO, la presunta più potente alleanza nella storia del mondo, si può dire la stessa cosa con le sue maggiori esercitazioni militari dalla fine della guerra fredda. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha avvertito su “minacce di guerra e propaganda di guerra” evidenziate da tale grande esercitazione con decine di migliaia di soldati della NATO in Europa orientale, al confine della Russia. Ma se i militari del Cremlino avrebbero effettivamente percepito tali esercitazioni come minacciose, sarebbe molto gentile da parte loro. I suoni che la NATO ha emesso con le grandi manovre Anaconda in Polonia, erano più che altro gemiti e cigolii. La promessa dell’Alleanza di mutua assistenza politica e militare è estremamente fragile. Ma quando l’attuazione della promessa diventa dubbia, la NATO ancora vive o la sua struttura dietro la carta da parati politica è morta da tempo?
Visto da un elicottero, il paesaggio nel nord-est della Polonia è idilliaco, con le barche a vela sui Laghi Masuri che tracciano piccole linee sull’acqua e le casette lungo le rive. Ma i soldati a bordo dell’elicottero Blackhawk vedono qualcosa di diverso: problemi. Un terreno difficile. Fiumi che devono essere superati. Paludi in cui i veicoli ruotati rimarrebbero bloccati. Il Generale Ben Hodges, comandante delle forze di terra statunitensi in Europa, fa clic sul pulsante della radio di bordo e scorre la cartina del territorio sorvolato. “La geografia non è solo un vantaggio per i difensori“, dice. Anche così i polacchi chiedono ai loro partner della NATO la sicurezza che, in caso di emergenza, correranno in aiuto. Ma i limiti alla solidarietà già si presentano nella fase di pianificazione dell’esercitazione. Anaconda non è ufficialmente una manovra della NATO, ma polacca. Anche se 25000 uomini provenienti da 22 Paesi della NATO vi hanno preso parte, “alcuni Paesi come Germania e Francia trovavano provocatorio nei confronti della Russia chiamarla esercitazione della NATO“, dice Hodges sopra il rumore del rotore. E non è strano? Alza le spalle, il generale. “I russi confrontano la manovra con l’Operazione Barbarossa“, dice, cioè all’attacco della Wehrmacht all’Unione Sovietica nel 1941. A quanto pare, Hodges, alzando le spalle indica che i politici sono troppo impressionati dalla propaganda di Mosca. Il governo polacco vuole che le manovre siano intese come risposta ai grandi interventi dell’esercito russo. Nell’ultimo anno ha manovrato in esercitazioni d’attacco con 95000 soldati ai confine con la NATO, secondo l’alleanza. Esercitazioni d’attacco contro i tre Stati baltici furono svolte in precedenza, denominate esercitazioni Zapad. Con un budget per la difesa pari a circa il 4,5 per cento del prodotto interno lordo, il governo russo spende più del doppio delle tasse versate alle forze armate dai Paesi europei della NATO.
Gli elicotteri Blackhawk atterrano a Wegorzewo, piccola cittadina a meno di venti chilometri a sud dell’enclave russa di Kaliningrad. Nel cortile di una caserma polacca, la 4.ta Divisione di fanteria di Fort Carson, Colorado, ha tirato su tende sferiche ad alto contenuto tecnologico. Le cupole diventano ocra sotto il sole estivo, proprio come gli Humvee nel parcheggio. Il camuffamento desertico spicca sui prati dell’Europa centrale come un bersaglio. “Non dovremmo semplicemente ridipingerlo?” scherza un ufficiale… nella tenda principale, i soldati si affollano intorno a quattro lunghi tavoli pieni di PC. Il combattimento si svolge principalmente sullo schermo. “Ma se la corrente viene a mancare o si viene hackerati“, dice un addetto stampa, “saremo ancora qui comunque“. Ha davanti un tavolo da gioco con gettoni da poker rossi e blu, tutti etichettati. Mostrano la situazione tattica, che sembra questa: i “bothniani” (come chiamano l’esercito russo) ha invaso la Polonia da nord e vuole prendersi le riserve di petrolio del Paese. Sono sostenuti da truppe irregolari provenienti dal sud (che sarebbe la Bielorussia), così come dalla “guerra dell’informazione” (cioè la propaganda del Cremlino). Già 100000 persone fuggono verso sud, su quelle stesse strade che le forze della NATO dovrebbero utilizzare per avanzare verso nord. Il grafico con i gettoni da poker è chiaramente fittizio. In realtà mostra una striscia di terra, che gli strateghi considerano la parte attualmente più vulnerabile della NATO, una striscia larga circa 120 km lungo il confine polacco-lituano e confinante con Kaliningrad a nord e la Bielorussia a sud. Dovrebbero inviare tutte le forze e i rifornimenti necessari per difendere i Paesi baltici attraverso questo corridoio, il “gap di Suwalki”, come lo chiama la NATO. Per arrivarci, gli alleati avevano al massimo 36-60 ore prima che le truppe russe occupassero le capitali estone e lettone Tallinn e Riga. Questo era il risultato di una simulazione elaborata dal famoso think tank degli Stati Uniti RAND. I soldati sono qui per aiutare l’esercito polacco a distruggere le postazioni di artiglieria nemica. I computer utilizzano tracce radar dei proiettili per individuare l’artiglieria nemica e inoltrare i dati agli obici, che poi effettuano il tiro di controbatteria. Idealmente, radar e obici sono interconnessi tramite una linea digitale. Ma nel caso delle unità statunitensi e polacche, non lo sono. I polacchi devono dare agli statunitensi le coordinate della postazione nemica telefonicamente o via mail, e a loro volta, devono inserire i dati nel computer manualmente. Al completamento, la posizione dell’avversario potrebbe essere cambiata e la NATO sparerebbe a vuoto. Le email di Hodges segnalano il problema dei bocchettoni per i serbatoi. Sebbene le cisterne statunitensi possano certamente riempire i serbatoi di carburante polacchi, canadesi e lituani, ma non quelli tedeschi, francesi, inglesi, italiani o ungheresi. Quindi servono degli adattatori. L’esercito degli Stati Uniti ne possiede 36, e un furiere riferisce ad Hodges che gli altri Paesi non ne hanno, ad eccezione della Francia. Ma ciò che preoccupa di più Hodges è la tecnologia delle comunicazioni: “Né radio né e-mail sono sicuri, suppongo che tutto ciò che scrivo sul mio Blackberry venga intercettato“. Quelli che a Mosca intercettano queste e-mail nelle ultime settimane, potrebbero trovare difficile credere all’accerchiamento della Russia da parte dell’aggressore imperiale NATO. L’Alleanza occidentale, quindi, effettua da quasi venti anni missioni congiunte all’estero senza sapere come far muovere le truppe. Rimane un’alleanza di isole nazionali e tecniche, ed è quindi già strutturalmente svantaggiata di fronte alla potenza militare centralmente organizzata della Russia.
L’articolo 5 del trattato NATO che afferma che “l’aggressione armata ad una o più (parti) in Europa o Nord America sarà considerata un aggressione contro tutti“, fu scritto 67 anni fa, da politici di un’altra generazione, con altre esperienze in un altro mondo. È questo l’aiuto che i politici oggi giurano di portare? Il governo federale ha finalmente accettato d’inviare 400 soldati in Polonia per Anaconda, ma non sarebbero truppe combattenti, solo genieri. Non un’azione pericolosa, solo utile per le foto. Presso il villaggio di Che?mno sulla Vistola, il 130.mo Battaglione corazzato genieri di Minden posizionava 30 veicoli anfibi gittaponti, ciascuno grande il doppio di un camion, su un fiume largo 350 metri. Dopo circa mezz’ora il ponte era percorribile, e il presidente della Polonia vi fece una corsa speciale sopra, trovando parole di apprezzamento. Ma per quanto impressionante fosse lo spettacolo tecnico, fu l’unico dato dalla NATO. Non c’è un altro ponte del genere in Europa. E per inviare i necessari veicoli anfibi pesanti in Polonia, la Bundeswehr ha dovuto prendere in prestito dei pianali dalle ferrovie ceche. Le ferrovie tedesche non ne hanno abbastanza. Lo stato maggiore deve rompersi la testa sulla pianificazione per via della mole di scartoffie necessarie prima che qualsiasi cosa in verde oliva possa andare ad est. Le truppe statunitensi per prima cosa hanno dovuto fare passare i loro equipaggiamenti dalla dogana; quindi era necessario che tutti i convogli avessero i permessi di transito nei Paesi e nelle regioni. No c’è Schengen per le truppe della NATO. Ancora un altro svantaggio rispetto alla Federazione Russa. Lo stato maggiore del Generale Hodges si consola al pensiero che, alla fine, era solo una manovra. Tutto verrebbe eseguito più velocemente e con decisione “se la merda colpisse il ventilatore”, come uno dei suoi collaboratori la mette. È una possibilità. L’altra, se la manovra ha attraversato tali disavventure, quali follie subirebbe l’alleanza in caso di prove reali?
Se Putin ha osservato da vicino questi ultimi giorni, sa che forse solo una minima, piccola spinta, basterebbe a distruggere la fiducia in sé della NATO.

Generale Ben Hodges

Generale Ben Hodges

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo MiG-35 della Russia effettuerà i voli di prova

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 22/06/20164260Le Forze Aerospaziali russe riceveranno l’aviogetto da combattimento Mikojan MiG-35 (nome in codice NATO: Fulcrum-F) dal 2018 dopo che l’aereo avrà svolto le prove nel 2017, secondo il direttore del programma di sviluppo del velivolo presso l’United Aircraft-Manufacturing Corporation, Vladimir Mikhajlov, che ha anche detto alla TASS “nel 2018, l’aviogetto da combattimento sarà consegnato alle Forze Aerospaziali russe”. Il Mikojan MiG-35 (Fulcrum-F) è un caccia russo di 4.ta++ generazione. L’azienda RSK MiG fornirà gli aerei al Ministero della Difesa russo per il test di volo di questa estate. “Definiamo il MiG-35 velivolo di 4.ta++ generazione, cioè velivolo con caratteristiche dei caccia di 5.ta generazione come tecnologia stealth e la capacità di essere una piattaforma multiruolo”, ha detto Sergej Korotkov, l’amministratore delegato dell’Aircraft Manufacturing Corporation MiG (RSK MiG). Secondo Korotkov, il MiG-35 potrà utilizzare l’intera gamma di armi aerolanciate in servizio nelle Forze Armate della Russia. La missione principale è la superiorità aerea e la capacità di effettuare attacchi al suolo in qualsiasi condizione meteo. Il velivolo può essere utilizzato anche per la ricognizione aerea. Il MiG-35 è un derivato avanzato del MiG-29 Fulcrum. Se la cellula è simile, l’aeromobile è praticamente di nuova progettazione, unendo un nuovo sistema di controllo del volo fly-by-wire a una cellula alleggerita del velivolo, maggior carburante, motori più efficienti con ugelli vettoriali. La versione monoposto è designata MiG-35 e la versione biposto MiG-35D. Entrambe le versioni si basano sullo stesso progetto per massimizzare i pezzi di ricambio. Caratteristiche e prestazioni generali: equipaggio – uno o due, lunghezza – 17,3 m; apertura alare – 12 m; altezza – 4,7 m; superficie alare – 38 mq. Il velivolo pesa circa 11000 kg e il peso massimo al decollo è 29700 kg. Il MiG-35 può cabrare a un rateo di 330 m/s. La quota operativa è di 17500 m. La velocità massima è di 2400 km/h. Raggio d’azione ed autonomia del velivolo sono rispettivamente 2000 km e 3100 km. L’armamento: le armi guidate del velivolo comprendono missili antinave Kh-31A con testata di ricerca radar attiva, missili anti-radar Kh-31P, missili Kh-29TE e bombe a guida TV KAB-500KR. Dotato di un contenitore esterno laser/ottico il caccia può utilizzare i missili aria-superficie Kh-29L e le bombe laserguidate KAB-500L. Il MiG-35 avrà una nuova avionica. Il nuovo aviogetto incorpora il primo radar a scansione elettronica attivo della Russia, il Zhuk-MA. Il radar può inseguire bersagli aerei dalle dimensioni di un caccia a 160 km di distanza e navi a 300 km di distanza. L’aereo può agganciare 10 obiettivi contemporaneamente e colpirne 6. Il sistema di rilevazione ottico (OLS) è un sensore elettro-ottico passivo aria-aria che opera anche agli infrarossi. Disimpegna il velivolo dall’intercettazione via sistema di controllo da terra (GCI) e permette di svolgere missioni multiruolo indipendenti. L’OLS comprende un potente complesso ottico e agli infrarossi (IR) che rende impossibile a qualsiasi velivolo nascondersi, anche nel caso di un aereo stealth degli USA. Risolve il problema della visione offuscata. Ad alta velocità, ogni frammento di polvere può causare danni alla vetronica dell’OLS. Utilizzando il leucozaffiro, il materiale più duro dopo i diamanti artificiali, allunga la durata della vetronica. Il leucozaffiro permette tutte le emissioni dell’OLS e non corrompe il segnale, fattore importante per i sistemi ottici.
Il MiG-35 è propulso da 2 RD-33MKB che possono essere installati con gli ugelli vettoriali KliVT e relativo sistema di controllo (TVC). La combinazione MiG-35 – TVC e sensori di allarme avanzati dà un netto vantaggio in combattimento. Un turbofan RD-33MK “Morskaja Osa” con la postcombustione fornisce una spinta di 9000 kg/s. Il nuovo motore non genera fumo e comprende sistemi che riducono la visibilità a raggi infrarossi ed ottica. Può essere dotato di ugelli a spinta vettoriale. Il MiG-35 vanta la capacità di volare ad angoli di attacco supercritici con elevati e sostenuti carichi di G ed elevati angoli d’attacco, richiedendo un maggior rapporto spinta-peso e migliore efficienza aerodinamica dell’ala. Il velivolo può essere rifornito in volo. L’aggiunta di un serbatoio dietro l’abitacolo ha permesso al MiG-35 maggiore capacità di carburante interna per 950 litri. La capacità del serbatoio esterno, sospeso sotto la fusoliera, viene aumentata a 2000 litri. Il volo con tre serbatoi di carburante esterni arriva a 3100 km, e con rifornimento in volo l’autonomia passa a 5400 km. Il sistema di gestione del carburante è digitalizzato ed include un nuovo sistema digitale di controllo del combustibile. Nell’aprile 2015, l’Egitto ha firmato un contratto da 2 miliardi di dollari per 50 caccia MiG-35. I MiG-35 egiziani saranno dotati di contenitori di puntamento ad alta precisione. La Russia ha già ricevuto il pagamento anticipato dall’Egitto. La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha portato alla peggiore crisi dell’industria aeronautica e della difesa. La situazione è notevolmente migliorata oggi; i costruttori di aeromobili russi offrono un portafoglio di aerei militari competitivo a livello internazionale con il MiG-35, mentre le Forze Aerospaziali russe dimostrano un inedito livello operativo e di prontezza operativa in Siria. Il MiG-35 darà un grande contributo alla potenza militare della Russia quando sarà presto in servizio.mig-35-fulcrum-f_00420342La ripubblicazione è graduta in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’Aeronautica Sovietica fallì nel 1941?

Aleksandr Vershinin, RBTH, 20 giugno 2016

39-air-forceL’Aeronautica Militare russa dimostra in Siria che, insieme agli Stati Uniti, la Russia è l’unico Paese al mondo la cui forza aerea può proiettare potenza ben oltre i confini nazionali. Non è sempre stato così. La consapevolezza dell’importanza degli aerei militari nacque nei giorni bui dell’invasione nazista dell’Unione Sovietica.

La seconda guerra mondiale segnò l’avvio dell’Aeronautica Militare sovietica e il suo periodo più difficile. Nel 1941, l’Aeronautica Sovietica subì una sconfitta devastante. Nei primi sei mesi di guerra perse quasi il 70 per cento dei velivoli da combattimento. Il 22 giugno, il giorno dello scoppio delle ostilità, le perdite ammontarono a 1200 aerei, più della metà dei quali nemmeno decollò. I tedeschi subirono gravi perdite durante lo stesso periodo, quasi 4000 velivoli, superiori alle perdite della Luftwaffe in tutte le campagne precedenti. Ma tuttavia il bilancio non fu favorevole ai sovietici. Le perdite del 22 giugno furono un grande shock per i generali sovietici. Dopo aver volato sugli aeroporti devastati, il comandante dell’aeronautica del distretto bielorusso si suicidò per la disperazione. L’aviazione tedesca, la Luftwaffe, era giustamente considerata la migliore al mondo. Per via dell’alta qualità in combattimento, i tedeschi ridussero la superiorità aerea dell’aviazione dell’Armata Rossa a zero entro l’inverno, raggiungendo la parità numerica che, considerando la superiorità qualitativa generale della Luftwaffe, li avviava verso la supremazia aerea. I piloti tedeschi trovavano i bersagli usando correttamente le stazioni di monitoraggio, neutralizzando la superiorità tattica dell’Aeronautica Sovietica su vari settori del fronte. I piloti dell’Armata Rossa mostrarono grande eroismo, spesso abbattendo aerei nemici, ma tutto questo non ribaltò la situazione generale.

Le ragioni della sconfitta
L’Armata Rossa aveva diversi velivoli, sia nuovi (per esempio, l’Il-2, soprannominato “Carro armato volante”) che macchine obsolete, tre volte più numerose di quelle nuove. Tuttavia, anche i modelli moderni avevano svantaggi significativi: la qualità dei motori aeronautici sovietici lasciava molto a desiderare; i velivoli avevano comunicazioni radio mal funzionanti e la blindature dei caccia sovietici erano così vulnerabili che le mitragliatrici, relativamente poco potenti, montate sui bombardieri tedeschi, potevano perforarle. L’addestramento degli equipaggi avveniva immediatamente: i piloti avevano appena il tempo di imparare come far funzionare le loro nuove macchine. Poco prima della guerra, le scuole di pilotaggio sovietiche fecero gli straordinari, formando migliaia di nuovi piloti. Il numero di brevettati era tale che molti non furono nominati ufficiali, in modo da non gonfiare l’organigramma. Non tutti i giovani piloti erano professionisti. Questo apparve già chiaro nella guerra Sovietico-Finlandese del 1939-1940, quando la piccola forza aerea finlandese causò gravi problemi all’Aeronautica Sovietica, nonostante la superiorità numerica schiacciante.

Problemi profondamente radicati
Tuttavia, la questione del perché il 1941 fu un anno così tragico per l’Aeronautica Sovietica è più complicata. Va tenuto presente che la creazione di una forza aerea regolare nell’URSS iniziò solo 10 anni prima della guerra. Gli impianti aeronautici erano spesso recenti e non avevano materiali sufficienti e numero necessario di tecnici e operai qualificati. Inoltre, l’Aeronautica è la più tecnicamente complessa delle armi moderne. La sua creazione richiede industrie chimica, elettronica e metallurgica sviluppate. Tutto questo fu creato nell’URSS al momento. I progettisti studiarono soprattutto per tentativi ed errori. Gli svantaggi dei motori aerei ne limitarono la libertà d’azione, e i tentativi di risolverli subito comportarono gravi conseguenze. La mancanza di comandanti qualificati era un grosso problema. La repressione stalinista non creò il problema, ma certamente l’aggravò. Addestramento ed esperienza in combattimento dei piloti sovietici non erano sufficientemente alti e ancora dovevano assorbire le lezioni apprese nei combattimenti nelle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola di qualche anno prima.r2UUNy6Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La fallita invasione NATO della Russia dal Mar Nero

Valentin Vasilescu, Reseau International 21 giugno 20161024356375La Turchia è scossa dagli attacchi del PKK curdo, rifugiatosi nel territorio occupato nel nord della Siria. Da quando un F-16 turco ha abbattuto il bombardiere russo Su-24 in Siria, la Turchia non può più compiere attacchi con aerei sulle posizioni dei curdi in Siria, per paura dei sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-400 russi schierati Siria. Inoltre, il Pentagono ha deciso di utilizzare il gruppo curdo YPG per combattere lo Stato islamico e conquistare la città di Raqqa, capitale dello SIIL. 500 forze speciali del Pentagono, con insegne delle YPG (scudo verde con stella rossa al centro), combattono a fianco del gruppo curdo. Gli aerei della coalizione anti-Stato islamico guidato dagli Stati Uniti e basati in Turchia, forniscono il supporto aereo ai combattenti curdi. Ciò rappresenta una sfida di Washington alla Turchia, membro della NATO, dato che i curdi sono nemici mortali dei turchi.
Secondo la Convenzione di Montreux del 1936 sul Bosforo e i Dardanelli, le navi da guerra dei Paesi non rivieraschi sul Mar Nero, dal dislocamento superiore alle 10000 tonnellate, non possono entrare. Se diverse navi dei Paesi della NATO entrano nel Mar Nero, il tonnellaggio totale non deve superare le 45000 tonnellate e i sottomarini devono navigare solo in superficie. Tutti i vascelli non costieri possono stazionare fino a 21 giorni nel Mar Nero. Citando una possibile “aggressione” russa, il presidente tedesco della Romania (Klaus Johannis) ha chiesto, in violazione della Convenzione di Montreux, la presenza permanente nel Mar Nero di un potente gruppo navale della NATO formato da navi appartenenti a Stati non rivieraschi (USA, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada). Un gruppo navale d’attacco della NATO nel Mar Nero consisterebbe in una portaerei o nave d’assalto anfibio (portaelicotteri) o nave da trasporto anfibia (LPD), o nave da sbarco (LSD) statunitense, 2 incrociatori lanciamissili AEGIS statunitensi, 4 cacciatorpediniere AEGIS statunitensi, 4 fregate, 3 sottomarini d’attacco e 4 navi da rifornimento incluse le petroliere. Dato che la Turchia è il Paese che dipende in larga misura dalla Convenzione di Montreux, Recep Tayyip Erdogan ha inviato al Presidente Vladimir Putin un messaggio conciliante chiedendogli di riprendere i rapporti con la Turchia. Il messaggio nascondeva problemi gravi, cioè la continuazione dei lavori del gasdotto Turkish Stream da parte di Gazprom, la revoca dei divieti all’esportazione dei prodotti turchi in Russia, e il permesso di bombardare i curdi nel nord della Siria, nonostante il sostegno degli Stati Uniti di cui godono. Quando il gasdotto Turkish Stream, sul fondale del Mar Nero, sarà completato, la Turchia avrà il monopolio della distribuzione del gas russo in Europa centrale e orientale. Solo che Erdogan si è dimostrato troppo imprevedibile e, una volta ricevuta l’approvazione per operare nello spazio aereo siriano, gli aerei turchi colpirebbero l’Esercito arabo siriano e la base aerea russa in Siria. Se la Russia risponde incondizionatamente alla proposta, la Turchia si opporrebbe, col veto, alla violazione della Convenzione di Montreux, come proposto dalla Romania. La Russia è rimasta ferma, rispondendo che la ripresa delle relazioni tra i due Paesi dipende dalle pubbliche scuse per l’abbattimento dell’aereo russo sulla Siria e dalla consegna ai russi del cittadino turco Alpaslan Celik per processarlo. Alpaslan Celik è il capo della brigata turcomanna attiva in Siria che ha ucciso uno dei due piloti russi del Su-24 dopo l’abbattimento. Attualmente è detenuto in Turchia per contrabbando di armi. Le condizioni della Russia sono state respinte dalla Turchia.
E’ più interessante che la proposta del presidente della Romania, l’annullamento ad hoc della Convenzione di Montreux, sia ignorata dalla Bulgaria, Paese membro della NATO che si affaccia sul Mar Nero. Presidente, primo ministro e classe politica bulgara dimostrano più responsabilità dei capi rumeni, perché la flotta della NATO nel Mar Nero ha un solo obiettivo: la guerra alla Russia. Ciò conferma che gli Stati Uniti cercano a tutti i costi d’invadere la Russia, e che l’imminente attacco russo agli Stati membri della NATO generato dall’isteria di Washington è solo disinformazione [1]. La Bulgaria ha la possibilità di ripagare certe politiche della Romania, a causa delle quali è stata sospesa la costruzione del reattore nucleare bulgaro di Koslodui e del gasdotto South Stream nel Mar Nero. South Stream permetterebbe alla Bulgaria di fornire gas ad Europa centrale e orientale per conto di Gazprom, che ogni anno porterebbe all’economia bulgara quasi un miliardo di dollari. Invece, a causa della Romania, la Bulgaria ha pagato alla società russa Rosatom 620 milioni di dollari, per i lavori sul reattore nucleare Koslodui, rimasto incompiuto. Per ora, grazie alla Bulgaria, i giochi di Turchia e Romania, probabilmente concepiti nel retrobottega della NATO, sono falliti.karta-black-sea[1] Il Pentagono prepara l’invasione della Russia?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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