Perché la Russia è il fornitore di armi dell’India

I documenti declassificati dalla CIA rivelano il motivo per cui la Russia continua ad essere il fornitore di armi più affidabile dell’India
Rakesh Krishnan Simha, RBTH 8 febbraio 2017191251i46-0La Central Intelligence Agency (CIA) ha spesso preso numerose cantonate nelle valutazioni sull’India. Ma in questa particolare occasione fece centro. In un rapporto recentemente declassificato, l’agenzia dello spionaggio degli Stati Uniti sostiene che l’India preferisce le armi russe perché Mosca è affidabile in caso di rifornimenti. Nel rapporto del novembre 1984, La potenza aerea indiana: modernizzazione e supremazia regionale, la CIA osserva che “l’affidabilità di Mosca come fornitore e il finanziamento agevolato di tecnologie avanzate” fanno della Russia un “apprezzabile concorrente dei Paesi occidentali“. Anche se il rapporto ha 32 anni, gran parte di ciò che dice continua ad essere rilevante. L’India ha una forte dipendenza dalla Russia su aerei e relative attrezzature, spiega il rapporto. “Alti funzionari governativi indiani hanno dichiarato pubblicamente l’opinione che Mosca sia un fornitore di armi più affidabile dell’occidente perché l’Unione Sovietica è sempre stata con New Delhi al contrario dei Paesi occidentali, nelle ostilità dell’India con i vicini. Inoltre, robustezza e relativa semplicità delle armi sovietiche le raccomandano presso la forza aerea indiana. “Inoltre, Mosca vende moderni aeromobili dotati di sistemi avanzati con credito agevolato, piccoli acconti, tassi di interesse bassi e lunghi periodi di rimborso, fornendo il materiale in tempi relativamente brevi...” Inoltre, notava l’agenzia, i russi mostravano maggiore disponibilità a fornire licenze e assistenza tecnica per la produzione di aerei moderni in India, come MiG-27 e MiG-29.

La diversificazione
Il rapporto mostra che gli sforzi dell’India per diversificare l’acquisizione di armi risalgono ai primi anni ’80, con la Prima ministra Indira Gandhi sensibile alle accuse dei capi dell’opposizione e degli osservatori occidentali, secondo cui con il suo governo l’India era diventata un “agente sovietico”. “Credeva che la stretta identificazione con Mosca limitasse le opzioni in politica estera del suo governo, indebolendo la leadership di New Delhi tra gli Stati non allineati, e lasciando le forze armate dipendenti da una sola fonte di approvvigionamento. Crediamo che fosse anche disposta a sfruttare la concorrenza Est-Ovest a beneficio dell’India“. La CIA riteneva che il figlio, e successore, di Indira avrebbe fatto uscire l’India dall’abbraccio dell’orso. “Per via della formazione tecnocratica, il nuovo Primo ministro indiano Rajiv Gandhi sarebbe incline a dare maggior peso alla tecnica piuttosto che alla politica nella scelta dei nuovi sistemi d’arma. Ciò può portarlo a favorire l’acquisto di equipaggiamenti occidentali più della madre. Tuttavia l’acquisto di aerei occidentali rischia di restare secondario rispetto da quelli dell’URSS, a nostro giudizio, anche intensificando gli sforzi per la vendita dei fornitori occidentali“. Tuttavia, c’erano limiti alla capacità di Rajiv di diversificare e ridurre la dipendenza dalle armi russe. “Mosca è saldamente primo fornitore di armi di Nuova Delhi, e l’India non può permettersi la spesa e un processo che richiede tempo per passare ai sistemi occidentali. Le informazioni indicano anche che molti funzionari indiani non credono di poter dipendere molto dal sostegno militare occidentale“.

Fulcrum russo vs Falcon statunitense
La CIA dà credito quando è dovuto. Sul MiG-29 (nome in codice NATO Fulcrum), l’agenzia lo descrive come “uno dei più capaci caccia da superiorità aerea operativi” nelle forze russe. “Crediamo che la decisione di acquistare il caccia piuttosto che assemblare il Mirage-2000, alternativa considerata da Nuova Delhi, rifletta la maggiore disponibilità di Mosca ad esportare un aereo avanzato e attrezzato per contrastare i crescenti sforzi nelle vendite dei produttori di armi dell’Europa occidentale“. “Riteniamo che i MiG-29, velivoli ognitempo con missili a guida radar a medio raggio, siano aerei superiori agli F-16 del Pakistan… anche se i velivoli sono paragonabili per prestazioni aerodinamiche“. L’India fu il primo cliente internazionale del MiG-29, con l’Indian Air Force (IAF) che ordinò più di 50 MiG-29 negli anni ’80, mentre l’aereo era ancora in fase di sviluppo. L’IAF attualmente possiede oltre 90 Fulcrum, tra cui 45 MiG-29K imbarcati sulle portaerei. L’IAF impiegò i MiG-29 estesamente nella guerra di Kargil, in Kashmir, nel 1999, per scortare i caccia MiG-21, MiG-27 e soprattutto Mirage-2000 che attaccavano obiettivi pakistani con bombe a guida laser. 2 MiG-29 del 47.mo Squadrone (Arcieri Neri) dell’IAF agganciarono i missili su 2 F-16 della Pakistan Air Force (PAF) che pattugliavano il confine per evitare eventuali incursioni aeree indiane, ma non l’ingaggiarono perché non ci fu la dichiarazione di guerra. I MiG-29 indiani erano armati con missili aria-aria oltre-l’orizzonte, mentre gli F-16 pakistani no.mig29k346La potenza pakistana
Gli statunitensi hanno una cattiva opinione dei militari pakistani. “Crediamo che i pakistani non possano né avere una difesa aerea efficace dei loro obiettivi militari e industriali contro un attacco aereo indiano concertato da contrattacco aereo, né seriamente minacciare la maggior parte degli obiettivi strategici dell’India. Riteniamo che i pakistani siano ostacolati da comando e controllo carenti, assenza di una rete di difesa aerea integrata, scarso numero di sistemi missilistici di difesa aera e addestramento inadeguato“.

Opportunità perdute
Il rapporto esamina anche la capacità dell’India di neutralizzare la potenza nucleare del Pakistan. Anche se la CIA sosteneva che l’India negli anni ’80 poteva effettuare un attacco aereo preventivo che infliggesse “gravi danni agli impianti cruciali del Pakistan“, come l’impianto per l’arricchimento di Kahuta e quello di ritrattamento PINSTECH, vicino Islamabad, fu un’occasione mancata che non ritornerà. “L’IAF probabilmente potrebbe sopraffare le difese aeree del Pakistan su Kahuta e PINSTECH e distruggere o danneggiare sufficientemente le strutture da impedire ad Islamabad di produrre armi nucleari per diversi anni. Tale attacco avrebbe probabilmente ritardato lo sviluppo del Pakistan nella produzione di materiale fissile; danneggiandone seriamente gli impianti nucleari di ricerca e le infrastrutture necessarie per fabbricare, assemblare e testare componenti di armi nucleari; e forse ucciderne il personale tecnico. Non crediamo, tuttavia, che i bombardamenti aerei, da soli, garantissero la distruzione del materiale fissile che il Pakistan avrebbe accumulato. Sorpresa e velocità saranno importanti nell’attacco preventivo indiano. Per aumentare la probabilità di sorpresa, gli aerei indiani probabilmente sarebbero decollati direttamente dagli aeroporti al confine con il Pakistan. A causa delle brevi distanze tra le strutture nucleari del Pakistan e gli aeroporti indiani, un tempo di volo di circa 30 minuti e lo scarso sistema di comando del Pakistan, riteniamo che Islamabad non avrebbe sventato l’attacco aereo indiano. Se i pakistani prestassero attenzione alla possibilità di un attacco, tuttavia, l’India probabilmente subirebbe gravi perdite“. Tuttavia, a differenza degli israeliani che distrussero la centrale nucleare irachena di Osirak nel 1981, la leadership politica indiana del periodo era troppo legata a vaghi ideali morali piuttosto che a una fredda realpolitik. Nonostante il ministro degli Esteri israeliano Moshe Dayan facesse una visita segreta in India nel 1977, proponendo di attaccare congiuntamente Kahuta, il Primo ministro indiano Morarji Desai respinse l’idea.

Lezioni per India e Russia
Eccetto rare occasioni in cui la Russia ha flirtato con il Pakistan, vi è un’eccellente sinergia tra India e Russia da decenni. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, le politiche erratiche dell’ex-presidente russo Boris Eltsin e dei suoi consiglieri filo-americani Egor Gajdar e Andrej Kozirev incoraggiarono gli Stati Uniti ad erodere l’influenza russa in India. Kozyrev, ministro degli Esteri russo nel 1990-1996, dichiarò che Mosca non avrebbe prestato particolare importanza a Nuova Delhi trattando India e Pakistan alla pari. Kozyrev e il suo team costrinsero l’India a guardare a occidente per le armi. Poi il Primo ministro PV Narasimha Rao non ebbe altra scelta che diversificare i rapporti della sicurezza indiana. L’affidabilità di Mosca rimase solida, prima e dopo gli anni di Eltsin. La Russia è l’unico Paese che ha fornito all’India sottomarini a propulsione nucleare, una nuova portaerei, missili supersonici e motori a razzo criogenici, assieme ad altre armi ad alta tecnologia. Ciò non fu dimenticato nel South Block mentre migliorava le relazioni con l’occidente. Al contrario, i russi dovrebbero procedere con cautela nella vendita di armi ai Paesi confinanti con l’India. Infatti, anche la minore vendita di armi al Pakistan è vista con estremo sospetto dagli indiani. Il rapporto della CIA chiariva abbastanza la posizione dell’India. “Nuova Delhi ha osservato pubblicamente e in via diplomatica di ritenere le vendite militari degli USA a Islamabad come la peggiore minaccia alla sicurezza indiana e alla stabilità regionale. I funzionari indiani accusano pubblicamente il rapporto militare tra Stati Uniti e Pakistan sfidare il predominio politico e militare di Nuova Delhi nell’Asia meridionale e invitare ad inasprire la concorrenza tra superpotenze nell’Oceano indiano“. Mosca non deve dimenticare che Nuova Delhi è ancora il suo primo cliente militare. Deve, quindi, evitare di commettere gli errori strategici commessi dagli statunitensi durante la guerra fredda.404853Rakesh Krishnan Simha è un giornalista e analista politico residente in Nuova Zelanda.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo caccia MiG-35

Valentin Vasilescu, Algora 11 febbraio 2017c3lwg86waaasrjwIl 26 gennaio 2017, l’Aeronautica russa cominciava a testare il lotto di pre-produzione del nuovo MiG-35, derivato del MiG-29. Il prototipo del MiG-35 fu fatto volate nel 2007, ora l’aereo è stato completamente modificato e dotato di nuova avionica. I precedenti MiG-29 erano caccia leggeri prodotti dall’Aircraft Corporation MiG (“RAC MiG”, in origine Mikojan-Gurevich Design Bureau), dalle qualità aerodinamiche eccezionali e il più alto rateo di salita di qualsiasi aeromobile multiruolo (330m/s). Il MiG-29 è entrato in servizio nel 1982 e ne furono prodotti 1600. Nel combattimento il MiG-29 è stato superato da F-15 e F-16 per via dell’avionica inferiore. La ragione di ciò è che fino al 2004 la Russia non aveva i fondi necessari per la ricerca di un’avionica migliorata e sostituire quella vecchia. A differenza della RAC MiG, Lockheed preferiva continuare a migliorare l’F-16, soprattutto nell’avionica, invece di progettare un altro aeromobile di 4.ta++ generazione. Dal 1978 ha costruito 4500 aerei nei vari modelli: F-16A/B (Block 1/5/10/15/20), F-16C/D (Block 25/30/32 / 40/42 / 50/52), F-16E e l’ultima versione F (Block 60) con gran parte delle dotazioni dell’F-35 di 5.ta generazione. L’US Air Force dispone di 900 F-16. Per portare le prestazioni del MiG-29 vicine a quelle dell’F-16, l’impianto Sokol della RAC MiG di Nizhnij Novgorod (400 km a est di Mosca) ha creato versioni aggiornate, come il MiG-29M/M2, MiG-29SMT e MIG-29K/KUB. Il MiG-35 è l’ultima versione del MiG-29 e non è inteso come aviogetto intercettore, in quanto inferiore a F-22, F-35 e F-15. Con il MiG-35C, i russi puntano a ridurre il costo di volo di 2,5 volte, aumentandone la capacità di colpire bersagli a terra e difendersi da velivoli di 4++ generazione come F-16C/D, Gripen, Rafale, Typhoon e F-18C/D.

Aggiornamenti
La cabina del MiG-29 è stata ridisegnata. Il MiG-35 ha un EFIS (Electronic Flight Instrument System) con tre LCD a colori MFD (display multifunzione) consentendo di visualizzare i dati di navigazione, nonché situazione tattica, controllo dei motori, carburante ed attrezzature speciali. Inoltre, vi è un HMTDS (Sistema di puntamento su casco) ed un HUD (Head-Up Display) proiettato sul parabrezza. Utilizza un sistema di controllo del volo fly-by-wire a tre canali. Il sistema di comunicazione del MiG-35 include due nuove stazioni radio, una delle quali opera come datalink protetto. Il datalink trasmette e riceve via satellite dati e informazioni ai centri di comando a terra o imbarcati, e a velivoli-radar (AWACS/AEW), trasmettendo al MiG-35 informazioni aggiuntive e affidabili sulla situazione, aumentando la probabilità di adempiere la missione. I due motori TVN RD-33 sono potenziate fino a una spinta di 9000 kg ciascuno. A differenza del MiG-29, i motori del MiG-35 sono dotati di chip (di monitoraggio digitale e sistemi di controllo), ed hanno un consumo specifico basso, non emettono fumo ed hanno una traccia ad infrarossi molto ridotta. I motori TVN RD-33 hanno ugelli vettoriali che gli permettono di virare e cabrare per 15-30 gradi. Questi miglioramenti “hanno consentito al MiG-35 di volare a velocità molto basse, senza limitazioni negli angolo d’attacco, assicurandone il controllo anche a velocità zero e a ‘velocità negativa’ per periodi prolungati”. [1] La spinta vettoriale permette l’esecuzione di manovre brusche con grandi sovraccarichi per evitare missili aria-aria o terra-aria. Inoltre, vi sono serbatoi dorsali (dietro l’abitacolo) e nella giunzione ali-fusoliera. Il carburante interno è stato portato a 950 litri, aumentandone l’autonomia di volo a 2000 km.

Radar Zhuk-AE
La principale risorsa per i dati aerei e terrestri è il radar Zhuk-AE. Un radar AESA (a scansione elettronica attiva) che può individuare bersagli aerei ad una distanza di 160 km e navi di superficie a 300 km. Il radar può tracciare 30 bersagli contemporaneamente e inseguirne 6. I radar del tipo precedente, PESA (a scansione elettronica passiva), avevano un’antenna conica che ruotava di 360 gradi per dirigere le onde radio in un fascio ristretto. Il pannello dell’antenna del radar AESA sul MiG-35 è composto da 1000-2000 moduli ricetrasmettitori (TR) disposti nel naso, sull’ala o la fusoliera, e ognuno funziona in modo indipendente. Il fascio radar è modellato digitalmente entro uno spazio molto ristretto delineato dal computer, che seleziona la potenza della radiazione emessa da ogni modulo TR in pochi milionesimi di secondo. Inoltre, ogni modulo TR può essere programmato per operare solo come trasmettitore o ricevitore, eseguendo funzioni diverse in parallelo. Due computer CIP (Processori integrati comuni) integrano il radar.40Optoelettronica
Il MiG-35 ha un sistema di puntamento/navigazione inerziale che riunisce radio e apparecchiature GPS. L’apparecchiatura di navigazione inerziale BINS-SP2 è prodotta dalla KRET in collaborazione con la SAGEM Defense-France e si basa su tre giroscopi laser e tre accelerometri al quarzo. Questo sistema è collegato al sottosistema per le condizioni di scarsa visibilità e il puntamento delle armi. Gli aerei di 5.ta generazione statunitensi F-22 e F-35 non hanno i sistemi di puntamento e navigazione installati su punti meccanici; il MiG-35 copia la soluzione di 5.ta generazione essendo questi dispositivi integrati nel velivolo. Il sistema di puntamento IRST (ricerca e inseguimento a raggi infrarossi) OLS-35 è montato nel naso ed è usato in combattimento. L’OLS-35 può individuare un aereo dopo aver scoperto un’emissione di calore a 50 km se emessa dall’“emisfero anteriore” e 90 km se emessa dall’“emisfero posteriore”. Il MiG-35 è dotato di un FLIR (sistema di ricerca agli infrarossi) in un pod montato sotto la gondola motore destra dell’aereo. Durante la navigazione notturna visualizza l’immagine del terreno sorvolato, permettendo l’identificazione dei bersagli. Il pod FLIR guida anche le munizioni intelligenti, come per gli aerei militari statunitensi. Il pod FLIR ha un telemetro laser che misura la distanza dal bersaglio (fino a 20-30 km) e un proiettore laser per guidare bombe e missili. Avendo abbandonato i punti meccanici per le apparecchiature optoelettroniche, il MiG-35 ha visto aumentare i piloni da 6 a 9, portando il carico utile massimo da 4800 a 7000 kg.

Equipaggiamento da guerra radio-elettronica
L’apparecchiatura EW (Guerra Elettronica) comprende un ricevitore di allarme radar a banda larga con antenne disposte su superficie alare e fusoliera. Il MiG-35 ha sensori ottici ed ultravioletti MAWS (sistema di allarme approccio missile) montati su fusoliera, coda e ali che segnala al pilota qualsiasi missile aria-aria in avvicinamento. Il sistema EW può anche rilevare il lancio di MANPADS (sistema di difesa aerea portatili) o di un sistema superficie-aria a corto raggio (10 km), o a medio o lungo raggio (30-50 km). Il microprocessore dell’EW stima il tempo di impatto dei missili nemici e controlla le contromisure elettroniche attive e passive. L’apparecchiatura EW è co-prodotta dalla ditta italiana Elettronica (incorporando il dispositivo ELT/568-V2, “disturbatore di auto-protezione per la difesa dai radar di tiro della contraerea“). Il test del MiG-35 sarà completato nel 2018, con il primo lotto di 37 MiG-35 da consegnare ai militari russi nel 2019. L’Aeronautica russa schiera circa 250 MiG-29 e prevede di sostituirli con 170 MiG-35. Il primo ordine straniero per il MiG-35 proviene dall’Egitto, che ha firmato un contratto nel 2015 per acquistare 50 MiG-35 per 2 miliardi di dollari.c3lwgnxwcaaguc_[1] MiG-35 Fulcrum-F Multirole Fighter, Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La flotta inglese è alla deriva

Alessandro Lattanzio, 11/2/2017

HMS Vanguard

HMS Vanguard

Tutti i sette sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN) del Regno Unito sono fuori servizio. I cinque sottomarini HMS Triumph, HMS Torbay, HMS Artful, HMS Talent e HMS Trenchant, sono in riparazione per guasti mentre il sottomarino diesel-elettrico (SSK) HMS Ambush è in riparazione dopo lo speronamento con una nave mercantile presso Gibilterra, nel luglio 2016. L’HMS Talent ha subito danni alla vela per 500mila sterline, con una collisione contro un lastrone di ghiaccio mentre inseguiva delle navi russe. Secondo il Daily Mail, nel 1981, quando il sottomarino a propulsione nucleare HMS Sceptre si scontrò contro il sottomarino sovietico K-211, all’equipaggio della nave inglese fu ordinato di dire che avevano colpito un iceberg, e non un battello sovietico. L’Ambush invece è un sottomarino classe Astute da 7400 tonnellate di dislocamento, costato 1,1 miliardi di dollari e dotato di missili da crociera Tomahawk. A più di sei mesi dall’incidente, è ancora in riparazione.
Il professor Anthony Glees, esperto di politica, sicurezza ed intelligence presso l’Università di Buckingham, ritiene che, “Quando si tratta di sorvegliare i nostri confini con le navi, abbiamo bisogno di una flotta forte. Ma la mia sensazione è che la sicurezza dipenda dal successo dell’economia. Credo che tutti siano d’accordo che, dopo la Brexit, la Gran Bretagna sarà più povera piuttosto che più ricca“. Nel novembre 2016 i sottomarini del Regno Unito rimanevano senza missili antinave per motivi di bilancio. “La linea di fondo è che ciò è imbarazzante per il governo. Se siamo una Gran Bretagna dagli interessi globali, dobbiamo difenderli. È una notizia particolarmente cattiva per il governo della Brexit di May. Non penso che questo sia dovuto a sue responsabilità, ma le conseguenze saranno di sua competenza. La Gran Bretagna sarà più povera come la volontà del contribuente di spendere soldi per la difesa? La maggioranza ha votato la Brexit per ridurre i costi“. In effttti, il ministero della Difesa di Londra, per via delle riduzioni del bilancio della Marina, limiterà l’armamento delle navi di superficie ai soli cannoni da 114mm e da 30mm, mettendo da parte il sistema missilistico antinave Harpoon Block-1C, imbarcato sui cacciatorpediniere antiaerei Tipo 45 e le fregate antisom Tipo 23. “Di conseguenza, le navi da guerra della Royal Navy avranno una potenza di fuoco inferiore a quella del nemico, più di quanto non fosse nel 19.mo secolo”. Inoltre, la Royal Navy disporrà di sole 17 navi, tra fregate e cacciatorpediniere, il minimo storico. Nel 2010, il Regno Unito radiò i cacciatorpediniere lanciamissili Tipo 42 e le fregate Tipo 22, il cui armamento missilistico fu trasferito su almeno 3 cacciatorpediniere Tipo 45.
cb0k6o-xiaez6wiAnche il programma nucleare Trident del Regno Unito ha creato problemi a Londra, oltre al costo di 252 milioni di dollari all’anno. L’ingegnere inglese William McNeilly nel maggio 2015 pubblicò un rapporto di 18 pagine su Internet sull’inefficienza della sicurezza della flotta sottomarina nucleare del Regno Unito. L’ingegnere della base navale di Faslane, in Scozia, si dava alla latitanza dopo la pubblicazione del rapporto, dove descriveva lo stato generale del programma Trident come “disastro in attesa di accadere”, e definiva la Royal Navy così disperata da assumere personale di cui non conosce il passato, così è “questione di tempo prima che s’infiltri uno psicopatico o un terrorista”. Il Regno Unito dispone di quattro sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) basati in Scozia, nell’unica struttura che può ospitarli. Nel giugno 2016, l’HMS Vengeance lanciò un missile Trident, privo di testata, in un’esercitazione al largo della Florida, ma il missile per un errore di navigazione puntò sulle coste orientali degli USA, invece di volare sull’Oceano Atlantico verso l’Africa. L’errore fu nascosto, per mesi, allo scopo di non disturbare il voto, del 18 luglio, sulla sostituzione dei vecchi SSBN classe Vanguard, di cui HMS Vengeance fa parte, con quattro nuovi SSBN classe Dreadnought, da progettare e costruire in collaborazione con il programma Columbia della Marina degli Stati Uniti entro il 2028, per un costo stimato in 50 miliardi di dollari. Il governo fu accusato di aver nascosto il fallito test quando la nuova Prima ministra Theresa May, intervistata in televisione, rifiutò per quattro volte di dire se avesse saputo dell’incidente prima del dibattito al Parlamento sul programma Dreadnought. May disse solo che aveva, “fede assoluta nei nostri missili Trident“. Inoltre, anche se il ministero della Difesa insisteva ad affermare che l’esercitazione con il missile Trident era riuscita, si è sempre rifiutato di divulgarne le informazioni, citando la segretezza sulla sicurezza nazionale, ma senza convincere il partito laburista all’opposizione. Se il ministro della Difesa Michael Fallon dichiarò alla Camera dei Comuni: “Contrariamente alle notizie della stampa, l’HMS Vengeance e il suo equipaggio sono stati testati con successo e certificati pronti ad essere operativi“. Julian Lewis, del partito conservatore e presidente del comitato ristretto sulla Difesa dei Comuni, chiedeva: “Il ministro ci dice che nulla è andato storto in questo particolare lancio? Pur ammettendo che il deterrente nucleare va tenuto segreto, una volta comparsa la notizia sul possibile fallito lancio di un missile, non è meglio essere sinceri, soprattutto se non avrebbe alcuna importanza strategica, in questo caso?” La deputata laburista Mary Creagh chiese conferma della notizia della CNN secondo cui il missile si era autodistrutto al largo della Florida. “Se è così, perché Parlamento e pubblico inglesi sono gli ultimi a saperlo?” E il deputato laburista Kevin Brennan affermava che il silenzio del governo non ha “alcun senso, visto che… i nostri omologhi del Congresso degli USA certamente hanno tutti i dettagli di ciò che successe nel test“. Brendan O’Hara del Partito nazionale scozzese, oppositore del programma Trident, affermava: “Dato che uno dei missili nucleari del Regno Unito è virato sugli Stati Uniti, è un insulto alla nostra intelligenza cercare di rivendicare, come fa il governo, che capacità ed efficienza del Trident sono insindacabili“. Fallon rispose: “Non confermo le speculazioni della stampa e metto in guardia i parlamentari dal credere a tutto quello che leggono sulla stampa domenicale. I governi precedenti in diverse situazioni, anzi in tempi più benevoli, avrebbero preso decisioni diverse sulle informazioni da rivelare (sul test). Ma questi non sono, ovviamente, tempi benevoli”. A ciò Horatio West, ex-primo lord del mare e ministro della Sicurezza, rispondeva che il fatto che il governo non riconoscesse il “piccolo errore” del sistema missilistico, è “strano e stupido“.

HMS Ambush

HMS Ambush

Fonti:
Anàlisis Militares
NWEmail
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
The Guardian
USNI

Le basi militari russe in Siria

Alexander Mercouris, The Duran 9/2/2017khmeimin-air-baseCome risultato della guerra in Siria la Russia costruisce un complesso di basi in Siria, per la prima volta in competizione con gli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale.
Un motivo spesso dato dai commentatori occidentali del sostegno della Russia al Presidente Assad è il supposto desiderio della Russia di proteggere la base navale di Tartus in Siria. Alcuni commentatori hanno suggerito al contrario che una delle ragioni della guerra siriana era cacciare i russi dalla Siria. A mio avviso alcuna di tali affermazioni è vera, ma non c’è dubbio che conseguenza della guerra è che sia enormemente aumentata la presenza militare della Russia in Siria, oltre qualsiasi idea concepibile nel 2011, quando il conflitto iniziò. La Russia ora ha due grandi basi in Siria, sicuramente note, e una terza la cui esistenza viene solo accennata, ma mai confermata.

1) Base navale di Tartus
La Marina militare russa ha una presenza nel porto siriano di Tartus dagli anni ’70 (alcuni rapporti sostengono dal 1971, altri dopo). Anche se l’impianto di Tartus è stato spesso chiamato base, fino a poco prima era meglio descritto come piccola struttura logistica per supportare lo schieramento nel Mediterraneo della Marina militare russa. La struttura non poteva che ospitare piccole navi, mai nulla di più grande delle corvette. A quanto pare era gestita da appaltatori civili. Allo scoppio del conflitto siriano nel 2011 era apparentemente in rovina e a malapena in uso. La Russia ora ha stipulato un contratto di affitto di 49 anni della base, che dovrà ampliarla. L’obiettivo è ampliarla in modo che ospiti contemporaneamente 11 navi da guerra, anche nucleari. A quanto pare i lavori sono già iniziati. Quando i lavori saranno completati, diverrà una grande base navale paragonabile a quelle di Stati Uniti e NATO in altre regioni del Mediterraneo.siria-tartus-filchenkov-agos-2015-22) Base aerea di Humaymim
Non esisteva prima del settembre 2015, ed è un adattamento frettoloso di una parte dell’aeroporto Basil al-Assad. Dispone di una pista asfaltata di 2979m, attivata dalla forza aerea russa nel settembre 2015 per consentirle di condurre la campagna aerea contro i jihadisti in Siria. La Russia ha ora un contratto di affitto di 49 anni della base. Sarà anch’essa ampliata con la costruzione di una seconda pista in cemento, più grande e più adatta ai velivoli ad alte prestazioni, come caccia e bombardieri. Anche questo trasformerebbe la base in una struttura simile alle basi statunitensi, come Incirlik in Turchia. Inoltre, alla seconda pista vi saranno presumibilmente aggiunte anche strutture permanenti per il personale della base, insieme alle necessarie attrezzature standard per la base.122133234683) Stazione di ascolto di Lataqia
Di tanto in tanto le notizie parlano della grande stazione di ascolto (SIGINT) russa nella provincia di Lataqia in Siria, anche se i dettagli che ne confermano l’esistenza sono scarsi. Nell’ottobre 2014 i jihadisti invasero una postazione di ascolto ad al-Hara, nel sud-ovest della Siria vicino alle alture del Golan occupate. Questa sembrava essere una presunta piccola postazione di ascolto dal nome in codice “Centro S”. Forse si trattava di un ramo del molto più grande complesso situato all’interno della Siria, nella provincia di Lataqia, si diceva. Assumendo che questa struttura esista, certamente sarà stata interessata dalla rivoluzione dell’intelligenza elettronica e dei segnali avutasi dopo la fine della guerra fredda. Questo ha reso più facile monitorare il traffico dei segnali dalla Russia, riducendo la necessità di stazioni di ascolto all’estero come quella presunta di Lataqia. Detto questo, è probabile che la struttura esista e sia ancora attiva. Rapporti russi a volte danno l’impressione che il traffico dei segnali in Siria sia monitorato da una struttura che si troverebbe nella base aerea di Humaymin. Forse la stazione di ascolto vi è stata trasferita, o più probabilmente, viene detto questo per nasconderne la vera posizione.
Le tre strutture sono protette da una cintura di complessi integrati di sistemi di difesa comprendente i potenti sistemi missilistici antiaerei S-400 e S-300VM Antej 2500 schierati in Siria lo scorso anno, i sistema di difesa missilistica di punto missilistico-artiglieristico Pantsir-S1, giunti con la forza russa in Siria nel settembre 2015, l’avanzato sistema di guerra elettronica Krasukha-4 (che disturberebbe velivoli AWACS e satelliti) e le batterie di missili supersonici antinavi Bastion schierati sulle coste della Siria alla fine dello scorso anno. Ora vi sono rapporti secondo cui la Russia invierebbe batterie di missili tattici Tochka-U in Siria, anche se il Cremlino non conferma. Inoltre dato che queste strutture si trovano su una piccola area nella provincia di Lataqia, possono cooperare come un unico gigantesco complesso aeronavale, possibilmente sotto la supervisione di un solo comandante.
Che il sostegno degli Stati Uniti ai jihadisti in Siria era motivato dal desiderio di cacciare i russi dalla Siria è dubbio, ma se fosse, allora va concluso che non solo è fallito, ma ha ottenuto l’effetto contrario. Non solo la Siria ora è più vicina alla Russia rispetto al passato, ma come diretta conseguenza della guerra, i russi costruiscono un complesso di basi aeronavali in Siria mai avuto prima nel Mediterraneo, rendendo possibile per la prima volta ai loro velivoli di pattugliare il Mediterraneo orientale, e alle loro navi di operarvi senza affidarsi sui distanti porti in Russia. Inoltre, è il primo grande complesso di basi aeronavali nel Mediterraneo dalla seconda guerra mondiale non controllato dagli Stati Uniti o da un loro alleato, ma da un rivale invece. Non ultima conseguenza della guerra alla Siria, è che non solo s’è indebolita la posizione degli Stati Uniti in Medio Oriente, ma anche, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, ha scosso la finora ferrea presa degli Stati Uniti sul bacino del Mediterraneo.showimage-ashxTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Ucraina bombarda Avdeevka mentre Trump incontra Timoshenko

Alexander Mercouris, The Duran 5/2/2017

trump-gun-640x336Mentre l’esercito ucraino subisce pesanti perdite ad Avdeevka, alla vigilia di una conversazione con il presidente dell’Ucraina Poroshenko, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump s’incontrava con il capo dell’opposizione ucraina Julija Timoshenko, forse alla ricerca di alternative.
Anche se la nebbia di guerra grava sui combattimenti in Ucraina orientale, gli ultimi scontri sono un’eccezione, con un quadro ragionevolmente chiaro di ciò che vi succede (la voce di Wikipedia sulla battaglia segue la linea ucraina, errata e da ignorare). Il tentativo ucraino di avanzare verso Donetsk ha incontrato forte resistenza ed è stato respinto con pesanti perdite e il timore che le truppe ucraine ad Avdeevka siano circondate dalla milizia orientale in ciò che il gergo militare ucraino chiama “calderone”, come già accaduto più volte. Anche se i russi sollecitano la milizia a trattenersi per il momento, con gli ultimi rapporti che suggeriscono che i combattimenti stiano scemando, a quanto pare gli ucraini sono stati colti allo scoperto subendo pesanti perdite sotto i bombardamenti, anche se il numero esatto di vittime è sempre difficile da stimare. Come accade regolarmente nei combattimenti in Ucraina, le vittime ucraine aumentano con il rifiuto della dirigenza ucraina di consentirgli di ritirarsi. Al contrario, sembra che abbiano sollecitato le truppe ad andare ancora all’attacco, e come sempre altri cadono minacciando le posizioni ucraine ad Avdeevka. Chiunque abbia seguito gli scontri in Ucraina dagli inizi nel luglio 2014, avrà familiarità con tale modello. Le ripetute sconfitte ucraine, nel cosiddetto ‘calderone meridionale’ e ad Ilovajsk nel 2014, nell’aeroporto di Donetsk e a Debaltsevo nel 2015, non sono dovute a inferiorità numerica, mancanza di mezzi, coraggio o disciplina delle truppe ucraine. Sono dovute al dilettantismo e all’incompetenza cronici dell’alto comando ucraino, in primo luogo al presidente Poroshenko, mentre dei capi militari professionisti ha diffidato mettendoli da parte, in modo che la decisione di attaccare ha ripetutamente trascinato le truppe ucraine in trappola. Sembra che le chiacchiere audaci sulla rinascita dal nulla dell’esercito ucraino non abbiano cambiato nulla, dati i capi ucraini incapaci d’imparare dagli errori del passato.
I combattimenti, che il presidente Poroshenko sembra aver iniziato con l’intenzione di ampliare il proprio sostegno in Ucraina e occidente, ne avrebbero in effetti minato il sostegno. L’indice di gradimento di Poroshenko in Ucraina era chiaramente intorno (probabilmente sovrastimato) il 13%, prima dell’attacco. Se le voci sulle perdite subite con quest’ultimo attacco si diffonderanno nella società ucraina, come avverrà, è probabile che tale popolarità si ridurrà ulteriormente. Il fatto che ora chieda il referendum sull’adesione alla NATO e che le sue forze speciali abbiano ucciso un altro leader delle milizie di Lugansk, sono chiari indizi che cerca di distogliere l’attenzione dalla sua ultima sconfitta militare. Forse ancora più preoccupante per Poroshenko è che negli Stati Uniti ci siano chiari segnali che l’amministrazione Trump cerchi di sostituirlo, tentando d’uscire dall’impasse. Non solo Trump ha ritardato la prima conversazione con Poroshenko da Presidente, finora, una settimana dopo la telefonata tra Trump e Putin, ma alla vigilia della telefonata Trump incontrava a Washington la vecchia nemica e rivale politica di Poroshenko, l’ex-prima ministra Julija Timoshenko. Tale incontro è insolito, a dir poco, e il fatto che Trump abbia scelto d’incontrare Timoshenko alla vigilia della conversazione con Poroshenko sembra francamente un affronto, che può solo allarmare parecchio Poroshenko. Va detto che l’incontro stesso è molto più importante di qualsiasi cosa si suppone Trump le abbia detto. Ciò perché la rivista Politico riporta che Trump avrebbe assicurato Timoshenko che le sanzioni alla Russia non sarebbero state tolte se l'”aggressione” russa all’Ucraina continua. In realtà Trump difficilmente devierebbe dalla linea ufficiale nel primo incontro con una come Timoshenko, ed è improbabile che si senta vincolato da qualunque cosa dica su tale soggetto. Francamente l’incontro tra Trump e Timoshenko dà l’impressione che Trump e collaboratori l’abbiano valutata per vedere se possa sostituire Poroshenko di cui sembrano avere poca fiducia. Il fatto che Poroshenko e i suoi sostenitori oligarchici sia corsi, nelle ultime elezioni degli Stati Uniti, a sostegno di Hillary Clinton, arrivando a minare la posizione del dirigente della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, ovviamente rende Poroshenko malvisto da Trump e il suo governo.
Che Timoshenko sia davvero la soluzione per uscire dallo stallo della crisi ucraina è un’altra questione. Come affarista, capo politico e prima ministra dell’Ucraina, Timoshenko ha dimostrato di essere tanto competitiva ed aggressiva quanto incompetente e corrotta, anche se non più di ogni altro politico ucraino. La sua popolarità è aumentata negli ultimi mesi, mentre Poroshenko declina, ed ora sono più o meno pari, cioè lei non è molto popolare presso la società ucraina. Timoshenko è comunque ritenuta intelligente, e da prima ministra creò rapporti ragionevoli con Putin e la Russia, anche se sembra l’abbia fatto per rafforzare la propria posizione nei conflitti intestini in Ucraina. Ci sono voci anche che Putin preferisse Timoshenko al presidente ucraino Viktor Janukovich, di cui si dice diffidasse. Che sia interessato o meno, è fuori luogo che il semplice fatto che Trump le parli suggerisca, come detto, che cerchi delle opzioni, e pensi sia utile sbarazzarsi di Poroshenko, di cui dopo tutto ha motivi personali per non gradirlo. Se è così, si può anche notare che Trump sappia che senza una risoluzione della crisi ucraina, anche temporanea che congeli il conflitto, la speranze di migliorare le relazioni USA-Russia saranno vane. In un modo o nell’altro, con la sconfitta ad Avdeevka e l’incontro Timoshenko – Trump, Poroshenko aveva molto su cui riflettere mentre si preparava a parlare con Trump.c3vf6gcwaaadyvt-jpg-largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora