La Russia guida la corsa alle superarmi

Andrej Akulov, SCF, 27/04/2017Mentre il regime di controllo delle armi attraversa tempi difficili, è in corso una corsa ai superarmamenti. Questo mese, gli Stati Uniti hanno mostrato capacità d’attacco di precisione a lungo raggio sulla Siria ed utilizzato anche la più potente bomba non nucleare in Afghanistan, il grande ordigno esplosivo aereo GBU-43B che può eliminare tutto entro un raggio di 1000 metri, ed iniziato a provare la nuova bomba nucleare B61-12 in Nevada. Una flotta di caccia furtivi F-35 è arrivata in Europa. Oggi, sistemi d’arma ad energia diretta sosterrebbero il vantaggio nell’attacco di precisione degli USA. Ma c’è un’area in cui gli Stati Uniti appaiono in ritardo. L’emergere delle armi ipersoniche rivoluziona seriamente l’equilibrio di potere globale. Ad esempio, quando diverrà operativa la nuova portaerei da 15 miliardi di dollari Ford, sarà vulnerabile ai missili ipersonici. Il 15 aprile la Russia testava con successo il missile da crociera ipersonico 3M22 Tzirkon da 5 tonnellate che vola ad otto volte la velocità del suono. “Durante le prove del missile, è stato confermato che la velocità di crociera arriva ad 8 Mach”, riferiva l’agenzia stampa russa TASS. Il missile ipersonico è un salto quantico tecnologico. Non richiede alcuna contromisura elettronica e traiettoria complessa. La velocità pura rende obsoleta ogni difesa antiaerea contemporanea. L’unico sistema di difesa aerea che può colpire obiettivi che volano a Mach 5-6 è il russo S-500. L’arma è progettata per essere trasportata da navi da guerra e sottomarini avanzati e modernizzati, come la classe Husky. La produzione del missile dovrebbe iniziare l’anno prossimo. Gli incrociatori lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e Pjotr Velikij saranno i primi a ricevere la nuova arma nel 2018 e nel 2022 rispettivamente. La Marina prevede di dotare i due grandi incrociatori di dieci sistemi di lancio verticali 3S-14, ciascuno dotato di otto missili. L’aggiunta del 3S-14 permetterebbe ad ogni nave di trasportare ottanta missili da crociera.
Secondo la relazione “Vigilanza, Portata e Potenza Globale degli USA: Armi Manovrabili ad Alta Velocità”, presentata nel 2016 da un comitato di noti esperti del Consiglio di Studio sulle Forze Aeree dell’Accademia delle Scienze Nazionale, gli Stati Uniti perdono nella corsa tecnologica per sviluppare armi manovrabili ad alta velocità difensive e offensive. Il documento allarma sulla corsa agli armamenti in corso da svariati anni per sviluppare missili ipersonici per sistemi nucleari strategici e sistemi d’attacco convenzionali. Mark J. Lewis, presidente del comitato che ha prodotto la relazione, dichiarava che “gli Stati Uniti potrebbero affrontare la minaccia di una nuova classe di armi che combina efficacemente velocità, manovrabilità e quota che potrebbe sfidare vigilanza, portata e potenza di questa nazione“.
La Russia è leader nei velivoli ipersonici. Per esempio, nell’ottobre 2016 la Russia testò con successo l’Obekt 4202, un’avanzata testata planante. Il test fu condotto a mezzogiorno da un sito presso Jasnij, regione di Orenburg, negli Urali meridionali, e la testata raggiunse il poligono di Kura, in Kamchatka, nell’Estremo Oriente della Russia. Il velivolo planante ipersonico (HGV) vola soprattutto nella stratosfera piuttosto che nello spazio. Può manovrare durante l’avvicinamento ad alta velocità sul bersaglio, senza lasciare il tempo ai sistemi di difesa missilistica di rispondere. L’HGV può accelerare fino a 15 Mach (7 km al secondo). La testata fu realizzata usando solo componenti russe, compresi dispositivi di bordo, componenti elettronici e sistema di guida. Obekt 4202 va installato sul missile balistico intercontinentale di nuova generazione RS-28 Sarmat, capace di portarne 3. Mentre rispetto agli Stati Uniti spende dieci volte di meno per la difesa, compresa ricerca e sviluppo, la Russia ha prodotto armi che rendono inefficace la difesa missilistica degli Stati Uniti, permettendole al contempo un vantaggio tecnologico nel primo colpo. Questo è il momento in cui le fantasie si avverano. La Russia ha acquisito la tecnologia per creare autentiche armi ipersoniche, tra cui missili da crociera ipersonici e testate plananti per ICBM. La sua leadership mondiale nella corsa è confermata dai test riusciti. Nessuno altro è vicino alla produzione in serie.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia vara un ultravanzato sottomarino nucleare

La Russia vara l’avanzato sottomarino Kazan riportando la flotta sottomarina ai livelli sovietici.
Alexander Mercouris, The Duran 01/04/2017La Marina russa riceverà presto il Kazan, secondo sottomarino nucleare della classe Jasen, appena varato dal gigantesco cantiere Sevmash nella città portuale di Severodvinsk, nella regione di Arkhangelsk. Il Kazan è un sottomarino multiruolo capace di lanciare siluri avanzati e missili da crociera supersonici delle famiglie Kalibr e Oniks. Si tratta di un sottomarino molto più avanzato e potente rispetto al sottomarino capoclasse Jasen, il Severodvinsk, progettato nell’URSS e impostato nel 1993, ma a causa della crisi economica degli anni ’90 fu infine varato solo nel 2010 ed entrò in servizio nella Marina russa nel 2013. Al contrario il Kazan fu impostato nel 2009, ed appena varato dovrebbe entrare in servizio nella Marina russa il prossimo anno. La storia eccezionalmente prolungata della costruzione del Severodvinsk riflette non solo la grave crisi finanziaria che colpì i piani di approvvigionamento della difesa russa negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Riflette anche la severa riduzione dell’attività delle industrie cantieristica e della Difesa russe nello stesso periodo. Per completare con successo il Severodvinsk e riprendere la produzione in serie dei sottomarini nucleari, con i sistemi d’arma più complessi e più avanzati esistenti, si richiese l’aggiornamento e la ristrutturazione radicali dei cantieri navali e delle industrie della Difesa dediti alla loro produzione. Il fatto che ciò accada ora, permettendo la produzione in serie degli avanzati sottomarini classe Jasen, accelerandone i tempi di costruzione (altri cinque di questi sottomarini avanzati dovrebbero entrare in servizio entro il 2025), sono una significativa realizzazione industriale.
Anche se cinque Paesi, Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, costruiscono sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, con l’India intenzionata a seguirli, la classe Jasen è nettamente più avanzata rispetto ai sottomarini nucleari d’attacco costruiti dagli Paesi, a parte gli Stati Uniti. Infatti i russi sostengono che gli unici sottomarini relativamente sofisticati quanto la classe Jasen sono i tre sottomarini della classe Seawolf, costruiti dagli Stati Uniti negli anni ’90. E’ probabile che la classe Jasen fosse originariamente destinata a sostituire i precedenti sottomarini lanciamissili Granit e Antej, costruiti dall’URSS negli anni ’80, anche se la classe Jasen è molto più sofisticata ed ha prestazioni significativamente migliori. I russi attualmente sviluppano i sottomarini nucleari più piccoli e meno costosi della classe Husky, integrando la classe Jasen e sostituendo l’attuale classe di sottomarini Shuka-B, costruiti dall’URSS negli anni ’80. C’è anche un significativo continuo programma di sviluppo e costruzione dei sofisticati sottomarini a propulsione convenzionale diesel-elettrica delle classi Lada e Kalina. Mentre i sottomarini a propulsione convenzionale non hanno le prestazioni o l’autonomia dei sottomarini a propulsione nucleare, sono significativamente più silenziosi e furtivi (gli attuali sottomarini classe Kilo sono anche chiamati ‘buchi neri’ per la silenziosità), rendendosi utili soprattutto nelle acque costiere.
Incidentalmente, i sottomarini a propulsione nucleare della Russia sono sempre più significativamente silenziosi. È un luogo comune nei commenti occidentali che i sottomarini nucleari russi siano molto più rumorosi di quelli degli Stati Uniti. Come questo grafico (secondo le informazioni dell’US Navy) mostra, ciò è sempre stato esagerato, con sottomarini nucleari russi sempre meno in ritardo rispetto ai sottomarini nucleari degli Stati Uniti, di quanto spesso si affermi, e i sottomarini nucleari russi di solito sono più silenziosi dei sottomarini nucleari statunitensi della classe precedente. Con il varo del Kazan, e i lavori sulla classe Husky, è probabile che la silenziosità dei sottomarini a propulsione nucleare russi sia ormai al livello di quelli progettati dagli Stati Uniti.L’attenzione su sviluppo e costruzione dei sottomarini in Russia dimostra qualcos’altro. Anche se lo sviluppo di portaerei e navi di superficie russi tende ad attirare l’attenzione, l’attuale priorità navale russa sono sviluppo e costruzione dei sottomarini. La flotta sottomarina, dall’inizio della guerra fredda, è sempre stata la forza d’attacco principale della Marina russa. L’importanza che i russi attribuiscono alla flotta sottomarina è dimostrata dal fatto che la loro flotta sottomarina finora è l’unica parte della flotta russa ad essere stata riportata ai livelli dell’URSS. L’Ammiraglio Vladimir Korolev, comandante in capo della Marina russa, aveva detto alla cerimonia per il varo del Kazan che nel 2016 la flotta sottomarina russa per la prima volta è ritornata ai livelli dell’era sovietica, nelle missioni di pattugliamento. Con le nuove classi di sottomarini in via di sviluppo e realizzazione, la presenza sotto i mari della Russia d’ora in poi potrà solo crescere.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’arma suprema russa: Sarmat, Tzirkon e Status-6

Krassimir Ivandjiiski, Strogo SekretnoAnche i più grandi esperti di armamenti non si sono accorti degli ultimi importanti cambiamenti in questo campo della corsa occulta tra Russia e Stati Uniti. Questi eventi inosservati potrebbero essere descritti nel seguente modo: la Russia non solo ha recuperato l’equilibrio strategico con gli Stati Uniti, ma è riuscita a creare armi completamente nuove: “Sarmat”, “Tzirkon” e “Status-6”, che danno alla Russia la supremazia nei tre campi militari basilari: spazio, aria e acqua. Cominciamo con il nuovo missile ipersonico strategico “Sarmat” e dalla recente visita del Presidente Putin al Centro missilistico di Stato “Makeev”, nel distretto di Cheljabinsk. Questa regione è nota per la produzione dei missili balistici intercontinentali di quinta generazione RS-28 “Sarmat”. Alla fine del settembre 2016, le testate ipersoniche del “Sarmat”, le Izdelie 4202 o Ju-71, colpivano i bersagli nel poligono di Kura. Il “Sarmat” può raggiungere una traiettoria suborbitale e colpire il bersaglio dallo spazio. Ciò significa che non solo diretti, ma anche attacchi indiretti contro gli USA, dallo spazio, sono possibili sorvolando i poli nord o sud. La traiettoria è impostata per evitare le regioni coperte dal sistema antimissile degli USA (MDS). Ciò è possibile grazie al sistema di volo più efficace del primo e del secondo stadio del missile, e dall’accelerazione dell’ultimo stadio. Le testate hanno alta manovrabilità e un’estrema precisione, avendo solo 5-10 metri di margine di errore nel puntamento sul bersaglio. Questo permetterà di servirsi di testate nucleari o cinetiche, che distruggono i bersagli con un’enorme quantità di energia. Entro il 2020, il missile sarà armato con testate ipersoniche, conosciute dal nome in codice “Izdelie 4202”. Le prove iniziarono nel 2010. La loro velocità è tra i 17 e i 22 Mach. Il velivolo di rientro potrà inserire più testate ipersoniche nell’atmosfera, manovrando in senso verticale e orizzontale. Il “Sarmat” avrà un peso di quasi 110 tonnellate e trasporterà parecchie testate nucleari dalla traiettoria indipendente. Le testate saranno invulnerabili al MDS, che gli Stati Uniti dispiegano o dispiegheranno ai confini della Russia. Non un solo missile MDS potrà intercettare le testate del Sarmat che volano su uniche curve balistiche, cambiando improvvisamente velocità da supersonica a ipersonica, seguendo il profilo della superficie e manovrando per rotta e quota. Distruggere tali testate sarà impossibile. La gittata del “Sarmat” sarà di oltre 11000 chilometri. Poiché il missile non volerà secondo la tipica rotta balistica, ma più piatta, la durata del volo verso l’obiettivo sarà minore. La testata manovrabile ipersonica volerà nell’atmosfera più a lungo e ne aumenterà l’efficacia. Ma l’aspetto principale del nuovo sistema “Sarmat” (4202 o per gli Stati Uniti Ju-71), è che sarà controllata per l’intero volo. Se questo è vero, e se i russi risolveranno il complesso problema del telecontrollo delle testate, che volano nell’atmosfera entro una nube di plasma e a velocità colossali, la precisione dell’impatto potrebbe essere paragonata a quella del GPS o del GLONASS; pochi metri. Con tale precisione, non c’è bisogno di una testata nucleare o convenzionale. Potrebbe essere semplicemente cinetica, senza alcun esplosivo all’interno. Se questa testata pesasse circa una tonnellata, il “Sarmat” potrà trasportare 10 tonnellate di carico bellico. Considerando l’enorme velocità con cui la testata colpirà l’obiettivo, le conseguenze sarebbero pari all’esplosione di centinaia di tonnellate di tritolo, distruggendo qualsiasi bersaglio al suolo o sotto diversi metri di cemento armato. Ciò significa che con il “Sarmat” Mosca, anche senza l’utilizzo di testate nucleari, avrà l’opportunità unica del primo attacco globale, cioè distruggere ogni possibile bersaglio terrestre entro 30-40 minuti.
Nel frattempo, è apparso il missile da crociera ipersonico denominato “Tzirkon”, che armerà gli incrociatori “Pjotr Velikij” e “Admiral Nakhimov”. Gli incrociatori aggiornati potranno lanciare non solo missili “Tzirkon”, ma anche “Oniks” e “Kalibr”. Al momento, la velocità di questi due ultimi è doppia di quella del suono. Ma la cosa più importante è che con lo “Tzirkon” la Russia potrà coprire tutti gli oceani, mentre le portaerei statunitensi rimarranno nei porti, e neanche lì saranno al sicuro. Ma in cosa è esattamente diverso il “Tzirkon” dalla testata del missile balistico ipersonico 4202. In primo luogo il “Tzirkon”, paragonato al 4202, può completare il volo nell’atmosfera terrestre entro la linea Karman, il confine convenzionale tra atmosfera terrestre e spazio cosmico. In secondo luogo, se il 4202 è un sistema strategico che può colpire obiettivi a migliaia di chilometri di distanza, il “Tzirkon” è un missile antinave, versione migliorata dei missili Bazalt- Granit-Oniks, che distruggerà obiettivi in mare o terra a 300-400 chilometri di distanza. Il “Tzirkon” non solo deve raggiungere una determinata posizione, ma deve rilevare l’obiettivo evitando le interferenze di MDS e radar del nemico, e distruggere il bersaglio. Ciò significa che gli ingegneri russi hanno risolto con successo almeno tre compiti complessi:
– hanno trovato il modo di superare i danni alla fusoliera del missile dovuti al surriscaldamento per attrito;
– hanno trovato il modo di neutralizzare la nube di plasma che appare attorno all’oggetto in rapido movimento e che porta a far perdere il controllo del missile;
– sono riusciti a creare un carburante speciale per razzi ipersonici, noto come Decilyn-M.
All’inizio di dicembre 2016 apparve l’ultima e probabilmente più spaventosa arma, un gigantesco siluro con testata termonucleare dalla potenza agghiacciante, lo “Status-6”. “Status-6” è un siluro innovativo che può raggiungere una velocità di 90 nodi e una profondità 1000 m. La gittata è di 10000 km ed è lungo 6,5 metri con una testata bellica di 100 megatoni. Se questo siluro raggiungesse le coste degli Stati Uniti, creerebbe un gigantesco tsunami che distruggerebbe gli Stati costieri con le loro basi militari, aeroporti e fabbriche militari. Secondo fonti degli Stati Uniti, le prove ebbero luogo il 27 novembre, quando “Status-6” fu lanciato dal sottomarino speciale B-90 Sarov. “Status-6” è un’altra risposta della Russia al MDS degli Stati Uniti. Scacco matto.
Fino al 2020, oltre ad altre nuove armi come gli aviogetti da combattimento di quinta generazione, i nuovi carri armati “Armata” e le nuove armi nucleari, la Russia disporrà del missile strategico ipersonico “Sarmat”, del missile da crociera ipersonico “Tzirkon” e del siluro “Status-6” .Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’Unione Sovietica costruì la bomba atomica?

Decisa a non restare indietro nella corsa al nucleare, l’Unione Sovietica ottenne l’atomica
Aleksandr Vershinin, RBTH, 23 marzo 2017Le armi nucleari sono una seria preoccupazione per l’umanità, ma la loro creazione pose fine all’era delle guerre mondiali. La mutua distruzione assicurata costrinse le superpotenze a deporre le armi e a cercare un serio dialogo, mentre prima il conflitto avrebbe prevalso. Nei primi anni dell’era atomica, gli Stati Uniti fecero da apripista. Nell’agosto 1945 Washington dimostrò la potenza devastante delle armi nucleari quando sganciò due bombe sul Giappone, avvertendo i Paesi al di fuori del blocco occidentale. Tuttavia, la situazione cambiò il 29 agosto 1949, quando l’Unione Sovietica testò la propria arma nucleare.

Inizia la corsa
L’idea che l’energia colossale rilasciata quando l’atomo di uranio si scinde potesse essere utilizzata per scopi militari, fu discussa dai fisici alla fine degli anni ’30. I pionieri furono i tedeschi, che compirono i maggiori progressi nel sviluppare le basi teoriche del programma nucleare. Il programma atomico tedesco era già attivo nell’estate del 1939. I fisici fuggiti dalla Germania dopo l’ascesa di Hitler capirono subito a cosa avrebbe portato la positiva conclusione del progetto. I tedeschi dovevano essere anticipati, e al più presto possibile. Nell’agosto 1939, il Presidente F. D. Roosevelt ricevette una lettera dallo scienziato Albert Einstein. Il premio Nobel per la fisica attirò l’attenzione del presidente sul fatto che i nazisti conducevano le ricerche per sviluppare un’arma nucleare e propose che l’attivazione di un programma simile iniziasse negli Stati Uniti; nei successivi due anni iniziarono grandi opere negli Stati Uniti, fondi significativi furono investiti e alcune delle più grandi menti del tempo, come Niels Bohr e Edward Teller, vi furono reclutate. L’URSS seppe tutto questo. I fisici sovietici sapevano del lavoro dei loro colleghi stranieri. Neanche i servizi segreti sovietici stettero a guardare. Nel giugno 1940 seguirono da vicino le prime ricerche statunitensi sull’Uranio-235. Un anno e mezzo più tardi, quando la Grande Guerra Patriottica era già iniziata (con l’invasione tedesca dell’URSS), una notizia ancor più allarmante giunse: la Gran Bretagna poteva sviluppare un’arma nucleare già nel 1943. Questo significava che i tedeschi, le cui truppe erano sulla via di Mosca, dovevano anche essere vicini a possedere un’arma nucleare. L’Unione Sovietica era gravemente in ritardo nella corsa al nucleare.

Fisici e spie al lavoro
Le informazioni sui progressi dei Paesi occidentali nello sviluppo dell’arma nucleare si riversano al Cremlino. Josif Stalin rapidamente si rese conto che si trattava di una questione di vitale importanza per l’URSS. Il suo verdetto fu inequivocabile: “Non abbiamo la bomba: lavoriamo male“. I tedeschi furono bloccati davanti Mosca, e la svolta nella guerra presto seguì. Ma nessuno poteva garantire che la situazione non cambiasse se i tedeschi mettevano le mani sulla super-arma. Anche le realizzazioni di statunitensi ed inglesi furono viste con allarme: dopo aver acquisito la bomba atomica, potevano sconfiggere Hitler da soli e poi minacciare l’Unione Sovietica. Nel settembre 1942, la leadership dell’URSS autorizzò la fondazione di un laboratorio specializzato per lavorare al programma nucleare. Fu effettivamente l’inizio della storia del programma atomico sovietico gestito da un piccolo ma altamente qualificato gruppo di fisici guidati da Igor Vasilevic Kurchatov, oggi considerato il padre della bomba atomica sovietica. I servizi segreti collaborarono strettamente con gli scienziati. La rete spionistica sovietica negli Stati Uniti ebbe il quadro completo dell’avanzamento del programma atomico statunitense, e ne conosceva i centri di ricerca principali. Un notevole aiuto fu fornito anche dai fisici nucleari statunitensi, simpatizzanti dell’URSS. Grazie a loro, il programma della bomba statunitense fu già sulla scrivania di Kurcatov due settimane dopo averla prodotta, nel 1945.

Fine del monopolio atomico statunitense
La Germania fu schiacciata senza l’uso di armi nucleari. Le bombe atomiche che gli statunitensi sganciarono su Hiroshima e Nagasaki, nell’agosto del 1945, furono in linea di massima simboliche. Fu il modo con cui Washington proclamò al mondo intero di avere la super-bomba. Il messaggio era diretto soprattutto a Mosca. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, gli ex-alleati della coalizione anti-hitleriana si trovarono sugli opposti lati della barricata. I militari statunitensi e inglesi elaborarono i piani per una possibile guerra contro l’URSS, proponendo il bombardamento delle principali città sovietiche con armi nucleari. Questo poteva essere evitato solo eliminando il monopolio nucleare statunitense. Due settimane dopo la distruzione di Hiroshima fu istituito un comitato speciale su ordine di Stalin per coordinare il lavoro nel programma della bomba atomica. Significò l’efficace creazione di un super-ministero dalle enormi risorse e dai poteri d’emergenza, guidato da uno dei più stretti collaboratori di Stalin, Lavrentij Pavlovich Beria. Sotto la sua guida diretta, una nuova industria nacque nell’URSS nel giro di pochi anni, l’industria atomica. Impianti di arricchimento dell’uranio, reattori, centrifughe e fabbriche per le bombe furono creati in breve tempo. In Siberia e Urali nuovi complessi industriali furono costruiti tra le montagne, da cui furono estratte centinaia di tonnellate di roccia. Intorno a loro intere città sorsero, ignorate dalle mappe. Solo chi era collegato al programma atomico ne sapeva dell’esistenza.
La leadership statunitense era convinta che l’Unione Sovietica avrebbe acquisito le armi nucleari non prima del 1954. Il test nucleare nel poligono di Semipalatinsk del 1949 fu una brutta sorpresa per gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica distrusse il loro monopolio nucleare, ponendo le basi per la sicurezza internazionale su cui l’ordine mondiale poggia oggi.

Igor V. Kurchatov

Aleksandr Vershinin, dottore in scienze storiche, docente di storia presso Università Statale di Mosca, ricercatore presso il Centro Analisi e Problemi del Governo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump-pam-pam e le nostre grandi bombe

Il nostro osservatore militare sul motivo per cui il presidente degli Stati Uniti gonfia il bilancio militare e come la Russia risponderà
Viktor Baranets – KP

Gli Stati Uniti sono l’immutabile “campione del mondo” in bilancio militare, quasi 600 miliardi di dollari, 10 volte quello della Russia. Anche se si sommano i bilanci militari dei primi dieci Paesi del mondo, non si arriva a quello statunitense! E si scopre che per Donald Trump non basta. Intende aumentare la spesa per la difesa di altri 54 miliardi di dollari, sufficienti a mantenere cinque eserciti polacchi, o dieci ucraini. Gli statunitensi già mormorano su Trump che preferisce i cannoni al burro. Ma la sua astuzia è capire quale sia l’asso nella manica: si “compra” le simpatie dell’esercito e, allo stesso tempo, delle aziende militari-industriali.
L’ex-Capo di Stato Maggiore della Federazione Russa, Generale Jurij Baluevskij, è convinto “che l’idea di aumentare la spesa per la difesa di Trump è stata suggerita dai militari, che chiacchierano tanto sulla potenza dell’esercito russo, sapendo che si tratta dell’opportunità di avere altro denaro“. Ma come Mosca reagirà al crescente budget militare degli Stati Uniti? Baluevskij risponde: “…La Russia non farà a gara con gli Stati Uniti sulla spesa per la difesa. Abbiamo diverse categorie di peso, la questione è come garantire la difesa della Russia con meno costi. Sono sicuro: abbiamo già le risposte asimmetriche, e non credo sia un grosso problema“.
Quali sono queste misteriose “risposte asimmetriche” di cui i nostri politici e generali parlano spesso? Forse è un mito o una frase a effetto? No! La nostra risposta asimmetrica sono le testate nucleari che manovrano in volo, naturalmente in modo che alcun computer possa calcolarne la traiettoria. Se gli statunitensi posizionano i loro carri armati, aerei, battaglioni di forze speciali ai confini con la Russia, noi in silenzio abbiamo “minato” le coste degli Stati Uniti con mine nucleari, delle talpe (sepolte e “addormentate” in precedenza da squadra di combattimento). Oh, penso di aver detto troppo. Meglio trattenersi.
In breve, abbiamo la risposta “asimmetrica” (e meno costosa) agli statunitensi. Ma se Trump ha soldi in più, li spende in armi di cui gli Stati Uniti non avranno mai bisogno. E poi dicono che sia un buon uomo d’affari…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora