Fatti sconosciuti del volo di Gagarin

Victor Sokirko Zvezda TV 12 aprile 2016 – Russia Insidervostok-1-test-4_102455 anni fa il primo uomo volava nel cosmo. Jurij Alekseevich Gagarin scrisse il suo nome tra gli immortali e glorificò il Paese natale, ma aprì anche una nuova era nella storia dell’esplorazione spaziale. All’inizio degli anni ’60 quasi un quarto dei ragazzi appena nati nell’URSS fu chiamato Jurij da Gagarin. Ci furono ampie radunate nelle maternità degli ospedali dopo il 12 aprile 1961: i neonati furono chiamati Jurij. C’è una città (ex-Gzhatsk) e un’area nella regione di Smolensk denominate da Gagarin. Aziende ed organizzazioni, strade e viali, piazze e parchi portano il suo nome. L’attuale coppa hockey KHL porta il nome di Gagarin, come del resto molti altri tornei sportivi e competizioni scolastiche. Sembra che si sappia proprio tutto di Jurij Alekseevich Gagarin, da libri e film, perché Gagarin è il biglietto da visita del nostro Paese, suo orgoglio e fonte di rispetto. La sua biografia è ben nota fino ad ogni minuto dalla nascita (9 marzo 1934) al volo spaziale (12 aprile 1961) alla morte per incidente aereo (27 marzo 1968). Nel ricordare il primo cosmonauta, non ripeteremo i fatti noti della biografia, per quanto possibile, ma ci concentreremo sui forse meno importanti, ma interessanti, dettagli che caratterizzarono anche significativamente Jurij Gagarin; forse svelando alcuni miti e leggende sul più importante cosmonauta della Terra.
Belka_&_Strelka_50_Years_Flight_Stump Gli esperti della NASA, non essendo riusciti ad essere i primi, per lungo tempo contestarono il volo orbitale di Jurij Gagarin. I loro argomenti si basavano su un paio di posizioni, la prima è che ci fu un altro cosmonauta sovietico sconosciuto a volare nello spazio, il cui destino fu ignoto. “Ci fu infatti un predecessore di Gagarin che andò nello spazio per due volte“, rivela la storica della Casa Aeronautica e Cosmonautica Antonina Evgenevna Dementeva. Chiamato “Ivan”, o “Ivan Ivanovich”; era un manichino vestito con una tuta spaziale e dotato di sensori e altri dispositivi, che compì un paio di orbite intorno alla Terra e fornì molte informazioni sugli effetti dell’assenza di peso sugli esseri umani e altri effetti sul corpo durante lancio e volo. Nel secondo lancio di “Ivan”, il 15 marzo 1961, fu dotato di trasmettitore radio con messaggi registrati. Per disorientare gli statunitensi, che cercarono di seguire ogni dettaglio dei voli di prova sovietici, trasmetteva sulla Terra dati non cifrati ma ricette di cucina. Gli statunitensi si arrabattarono per capirne il significato, infine conclusero che il cosmonauta sovietico era impazzito sproloquiando su come cucinare lo shchi (zuppa di cavolo) o il kharcho (zuppa piccante georgiana di carne e verdure), così come cantare canzoni corali!
Furono i cani di fama mondiale Belka e Strelka che precedettero Gagarin nello spazio. Rientrarono al sicuro dopo un volo di tre giorni in orbita. Un’altra mitica cagnolina che orbitò fu la meticcia Lajka, che purtroppo morì durante la missione di prova. Una marca di sigarette fu denominata da Lajka, che durò meno della cagnetta. Il memoriale di Lajka si trova vicino alla stazione della metropolitana Dinamo di Mosca sull’isolato dell’Istituto di Medicina Aerospaziale del Ministero della Difesa della Federazione Russa. Durante le missioni di prova 20 cagnette morirono, Dezik, Tsigan, Lisa… furono scelte per i voli a lungo solo cagnette di sesso femminile perché non dovevano alzare la zampa posteriore per urinare. Il sacrificio dei cani cosmonauti permise il successivo volo di Jurij Gagarin, contribuendo a garantire la sicurezza delle persone.
7(61)Il Consiglio di Stato che scelse il primo cosmonauta in gran parte si aspettava un esito fatale. La navicella spaziale su cui Jurij Gagarin avrebbe dovuto orbitare fu progettata per le testate nucleari, come negli Stati Uniti. Gagarin fu scelto tra una ventina di altre persone. Il Costruttore Generale Sergej Koroljov selezionò i candidati di persona. Altezza, peso e salute erano le caratteristiche più importanti. Sei persone superarono la selezione, tra cui Jurij Gagarin e il suo sostituto, German Titov. Si pensa che al Segretario Generale Krusciov piacesse il gioviale ed amichevole Jurij e che ciò siglasse la scelta finale. Si pensava che il nome non russo di Titov, German, gli impedì di essere il primo. Ma oggettivamente parlando, Titov fu preparato in modo più approfondito, non solo come sostituto, ma per i successivi voli più complessi e più lunghi. Tuttavia, German Stepanovich ovviamente fu deluso dal fatto che non dovesse essere lui il primo a compire il volo spaziale con equipaggio. Un fatto ben noto è che Jurij Gagarin volò nello spazio come Tenente, ma rientrò con un grado più importante, saltando il grado di capitano. Il Ministro della Difesa, il Maresciallo Rodjon Malinovskij, gli diede il grado di maggiore solo due ore più tardi, dopo esser atterrato vicino l’insediamento di Smelovka, nella regione di Saratov. Quando Gagarin fu trasportato in elicottero nella città di Kujbyshev (Samara) il 12 aprile, riferì del completamento della missione presso la residenza privata del Presidente del Consiglio di Stato del Comitato regionale del PCUS Konstantin Rudnev, indossando… un abbigliamento sportivo. Solo il giorno dopo fu visto in uniforme con gradi più grandi sulle spalline. I lavoratori di Commissarij gli portarono scarpe e una confezione di calzette. Tra l’altro, Gagarin era a piedi nudi quando fu a bordo della navicella spaziale per la prima volta. Nove mesi prima del lancio, Sergej Koroljov portò i sei candidati presso lo stabilimento dell’Ufficio Progettazione 1 nella città chiusa di Kaliningrad (Koroljov) nei pressi di Mosca, e gli permise di dare uno sguardo alla cabina. Gagarin chiese di essere il primo, e prima di sedersi nel posto del pilota, si tolse le scarpe. Koroljov ricordò che: “era come entrare in casa“.
Il volo del primo veicolo spaziale Vostok-1 fu condotto in modo completamente automatico. Nessuno poteva garantire che in assenza di gravità il cosmonauta potesse lavorare normalmente. Prima del volo, Jurij Gagarin ebbe un codice speciale per l’attivazione del controllo manuale del veicolo spaziale, in caso di emergenza. In realtà fu solo un trucco psicologico essendo possibile controllare il veicolo spaziale solo dalla Terra. C’era un rischio riguardo lo stato mentale del cosmonauta: poteva svenire o atterrare nel territorio di un altro Stato. In tal caso, la capsula di recupero era minata e la sua distruzione telecomandata. Nel caso in cui il contatto con il veicolo veniva interrotto, la distruzione era programmata automaticamente entro 62 ore dall’entrata nell’atmosfera. Gagarin aveva una pistola, non per suicidarsi, ma per difendersi da animali selvatici se fosse atterrato in un luogo desolato. In seguito, tutti i cosmonauti ebbero armi di difesa personale. Aleksej Leonov e Pavel Beljaev dovettero usarle quando atterrarono nella taiga a nord degli Urali sparando a degli orsi.
alldayru51bu5 C’erano tre messaggi preparati per la TASS prima del lancio della navicella spaziale con equipaggio, per coprire differenti contingenze: la busta contenente il primo messaggio in caso di emergenza a bordo o atterraggio del veicolo fuori dell’URSS; la seconda nel caso di completo successo; e il terzo nel caso di atterraggio forzato su territorio estero. La terza nel caso di una catastrofe. Quando Gagarin raggiunse l’orbita e i primi dati su quota, inclinazione e periodo orbitale furono ricevuti, il Cremlino diede il seguente comando alla TASS: “aprire la seconda busta“. C’era anche una quarta busta a bordo della capsula di recupero. Conteneva il codice segreto per passare al controllo manuale della capsula, ma Gagarin ne fu informato prima del lancio. Jurij Gagarin doveva atterrare non con la capsula di recupero (l’originale è conservata nel museo della Casa Aerospaziale e Cosmonautica) ma paracadutarsi catapultato dalla quota di 6-7 chilometri. L’atterraggio nella capsula era inizialmente prevista, ma Koroljov dubitava che un uomo potesse sopravvivere all’impatto. Allo stesso tempo, secondo le norme accettate dallo speciale accordo internazionale, per richiedere la registrazione della quota, i piloti dovevano rimanere nei loro aeromobili. La decisione fu presa negli ultimi minuti, e Gagarin fu preparato a rimanere nella capsula fino a toccare il suolo. “Ci fu un’altra emergenza, tra le altre undici che verificatesi nel volo“, rivela Antonina Dementeva. “Quando il veicolo spaziale iniziò il rientro, l’atmosfera non disintegrò il cilindro della sezione dei sistemi di bordo dalla capsula di recupero, e le cartucce non scollegarono i fili tra i due blocchi. Ci fu enorme rigonfiamento e oscillazione del veicolo, quindi la velocità aumentò. Solo dieci minuti dopo, i fili intrecciati bruciarono ma l’oscillazione non si fermò. Poi il Centro Controllo della Missione diede il comando per catapultare Gagarin dalla capsula, salvandogli la vita. Ci furono testimoni che assistettero all’atterraggio della capsula. Testimoniarono che rimbalzò in aria tre o quattro volte prima di colpire la terra. Se ci fosse stato un uomo a bordo, non avrebbe praticamente avuto alcuna possibilità di sopravvivere“. A causa di ciò, gli statunitensi tentarono di contestare l’esplorazione spaziale del pilota sovietico. In seguito, tuttavia, riconobbero la superiorità dell’URSS nel volo orbitale con equipaggio.
La popolarità di Jurij Gagarin nel mondo è ben nota, fu accolto come un Dio ovunque andasse. La Regina d’Inghilterra, Elisabetta II, abbandonò il protocollo in presenza del cosmonauta sovietico ed usò il cucchiaio a tavola come Gagarin, non essendo sicuro delle giuste posate da utilizzare. Un giorno, quando la popolare attrice Gina Lollobrigida baciò Jurij Gagarin al festival del cinema di Mosca, notando le sopracciglia alzate della moglie per la sorpresa, sorrise e la rassicurò: “Non era lei, Valjusha, ma tu a vagare con me nel Circolo Polare Artico. Vi apparterrò fino alla morte…” Questa frase dice tutto di Jurij Gagarin, che nonostante la fama rimase una persona semplice e genuina. Questo è il modo in cui l’abbiamo ricordato. “Molte persone eccezionali all’origine del nostro programma spaziale sono morte, ma la loro memoria e il ricordo esaltante che travolse tutti i sovietici, il 12 aprile 1961, rimangono“, dice Georgij Grechko, cosmonauta per due volte insignito della medaglia di Eroe dell’Unione Sovietica. Il ricordo dell’impresa di Jurij Gagarin è vivo, perché il primo volo spaziale con equipaggio fu una vera grande impresa, come anche è vivo il ricordo del sorriso meraviglioso di Gagarin e del suo leggendario “Andiamo!yuri_gagarin_by_zuzahin-d5qob1y

belka_and_strelka_by_foxunk-d30shv8Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia deve armarsi fino ai denti per fermare l’aggressione della NATO

Said Gafurov, Pravda 21/03/2016

La Russia stava volutamente distruggendo la propria industria della difesa negli anni ’90. L’amministrazione russa riteneva che la Russia non avesse nemici. La smilitarizzazione dell’economia le costò molto, ma per fortuna, il Paese s’è svegliato in tempo. Oggi, il rilancio dell’industria della Difesa russa è in pieno svolgimento.264542La guerra è una cosa terribile. Questa è probabilmente la cosa peggiore che possa mai accadere nella storia dell’umanità. Si deve fare tutto il possibile per evitarla e se accade, si deve fare tutto il possibile per porvi termine, come ha fatto la Russia in Siria per esempio, sponsorizzando la conferenza di pace tra il governo siriano e l’opposizione.

L’odore del sangue
L’atteggiamento aggressivo della NATO è la cosa più sgradevole di questa situazione. L’attuale generazione di politici occidentali sente il sangue. Sono dei predatori, come gli squali in mare, che corrono per catturare e uccidere la preda. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, abbiamo visto l’aggressione della NATO a numerosi Paesi: Iraq, Libia, Jugoslavia e poi Serbia, e il tentativo di organizzare l’invasione della Siria. La NATO non comprende il potere delle parole, ma solo il potere della forza. La prova migliore di ciò è l’Ucraina, quando un gruppo di ribelli, non più di 30000, uccise la democrazia ucraina rovesciando il presidente legittimo di un Paese di 45 milioni e gettando il Paese in un pantano sanguinoso. La Russia deve essere completamente armata per fermare l’aggressione della NATO. La Russia deve spendere per la difesa, altrimenti dovrà pagare con il sangue.

Le forze russe ricevono nuove armi
Nel 2015, le forze russe hanno ricevuto più di 1000 veicoli corazzati, 300 complessi missilistici antiaerei, più di 3400 autoveicoli, circa 22000 unità di sistemi di comunicazione, 2 sistemi missilistici tattici Iskander. Le truppe aerospaziali russe hanno ricevuto più di 230 aerei, 158 elicotteri, 191 stazioni radar, 4 sistemi missilistici antiaerei S-400, più di 35000 armamenti per aerei, 9 veicoli spaziali. Inoltre, 7 missili vettori hanno posto in orbita 8 satelliti militari. La Marina russa ha ricevuto 4 navi da guerra, 4 sottomarini, 52 navi ausiliarie, 2 complessi missilistici costieri Bastion, 27 aerei, 45 complessi di artiglieria. Le truppe aviotrasportate russe hanno ricevuto 114 blindati, 2 sistemi missilistici antiaerei Verba, 11000 sistemi di aviolancio. Le Forze missilistiche strategiche russe hanno ricevuto 21 missili balistici strategici, 386 gruppi e componenti di complessi missilistici mobili e fissi. Naturalmente, ci auguriamo che tutte queste armi non siano mai utilizzate in combattimento. Eppure, tutte queste armi sono la doccia fredda che raffredda l’ardore dei falchi del Pentagono, dal comportamento molto aggressivo. Da un lato, cercano d’intimidire la Russia, ma d’altra parte parlano dell’immaginaria minaccia russa. Ciò è in parte dovuto al fatto che sono in pieno esercizio finanziario, e il complesso militare-industriale degli Stati Uniti vuole ricevere il più possibile dal presidente uscente che si prepara a lasciare la Casa Bianca.
La Russia ha adempiuto alle commesse statali sui nuovi modelli di armi per il 97 per cento nel 2015. sembra molto ma il 3 per cento disperso è pure troppo, corrispondente a 15 aerei, 8 navi e imbarcazioni, 17 sistemi di controllo automatici, 3 missili vettori Rokot, una testata, 253 missili di vario tipo e 240 blindati. Il Presidente Putin era preoccupato per i contratti in ritardo e non adempiuti. I motivi includono cattiva organizzazione delle attività di pianificazione, scarso uso delle risorse, cessazione della produzione di pezzi di ricambio e materiali, perdite nella produzione. In effetti, la Russia ha perso le produzioni che si avevano nell’URSS. “Sappiamo che le persone possono lavorare, in un punto, su tre turni, anche di notte, ma la produzione, in un altro punto, non sono sufficientemente sviluppata. Questo è il risultato del lavoro scoordinato, e c’è molto da fare per avere il risultato richiesto“, ha detto Putin. La Russia attua il programma di sostituzione delle importazioni, la produzione di molte componenti è stata lanciata, ma ci sono ancora molti problemi. Allo stesso tempo, le restrizioni alla fornitura dei pezzi di ricambio provenienti da Ucraina e Paesi NATO e UE non hanno influenzato l’attuazione degli ordini dello Stato nel 2015. Se la Russia distrugge la produzione di metalli, il Paese avrà inevitabilmente problemi nell’industria della difesa. Per il momento la Cina aiuta la Russia a risolvere molti problemi, ma qui non deve essere così perché l’industria della difesa è l’area in cui la Russia deve fare affidamento esclusivamente su se stessa.1103918

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Washington può salutare lo scudo antimissile

F. William Engdahl New Eastern Outlook 22/03/2016iran53_02Gli statunitensi raramente eccellono negli scacchi quanto i russi. L’ultimo grande maestro mondiale di scacchi degli Stati Uniti fu Bobby Fischer all’apice nel 1971. Per lo più, negli ultimi decenni, Washington ha fatto affidamento su un’arrogante forza bruta, forza che le da il diritto d’imporre la sua agenda globalista che Michael Ledeen, un neo-conservatore, una volta chiamò fascismo universale. Il totale controllo assoluto di persone, nazioni, flussi commerciali, della vita stessa da parte di un cartello corporativista globale. L’ultimo gioco brutale degli USA contro la loro vecchia nemesi, la Russia, è la creazione dello “scudo missilistico” contro la Russia. Nel 2007, George W. Bush annunciò che Washington stava per schierare ciò che definì Ballistic Missile Defense. Fu più o meno l’inizio di una profonda ed fondamentale diffidenza di Russia e Vladimir Putin sull’onestà delle intenzioni di Washington. Ora Mosca, in ciò che sembra una mossa scacchista geniale, svela la risposta a sorpresa. Un breve sguardo alla situazione all’inizio degli anni ’90, su come fu destrutturata l’Unione Sovietica, è utile per capire le dinamiche della politica estera e militare russa di oggi. Il segretario di Stato James Baker III incontrò l’ultimo leader sovietico, Mikhail Gorbaciov, e gli fece la promessa che, in cambio del permesso dei sovietici di riunire le due Germanie, Washington non avrebbe mai esteso la NATO verso est. In risposta al solenne impegno degli Stati Uniti, l’ex-Unione Sovietica, ora notevolmente ridotta alla Federazione Russa, promise a Washington e NATO che avrebbe smantellato sistematicamente l’arsenale nucleare. A questo scopo, la Duma russa ratificò il trattato START II per la riduzione delle armi nucleari operative. Fu contingente la ratifica di Stati Uniti e Russia, aderenti dal 1972 al trattato antimissili balistici, che vietava lo schieramento dell’attiva difesa antimissile ad entrambe le parti.

‘Usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro’
revision03 Il 13 dicembre 2001 il presidente degli Stati Uniti George W. Bush annunciò, per la costernazione di Mosca, che Washington si ritirava dal trattato antimissili balistici del 1972. Silenziosamente portava avanti un piano coltivato dal segretario della Difesa Don Rumsfeld, la costruzione di un sistema di difesa antimissile balistico statunitense. La maggior parte degli statunitensi fu tenuta all’oscuro dal pericolo creato da Washington con l’abrogazione unilaterale del Trattato. Nel luglio 1998, un periodo in cui le minacce dei missili balistici nucleari verso gli Stati Uniti erano lontane o addirittura inesistenti, Rumsfeld consegnò un rapporto della Commissione per la valutazione delle minacce dei missili balistici per gli Stati Uniti al presidente Bill Clinton. La relazione della Commissione di Rumsfeld delineò ciò che vedeva come pericolo strategico per gli Stati Uniti: “Gli sforzi concertati da numerose nazioni apertamente o potenzialmente ostili per acquisire missili balistici…sono una minaccia crescente per gli Stati Uniti… di recente, le minacce da Corea democratica, Iran e Iraq si aggiungevano a quelle poste dagli arsenali dei missili balistici di Russia e Cina...” Nel 2004 Don Rumsfeld attuò il CONPLAN 8022 mettendo i bombardieri a lungo raggio B-52 ed altri dell’US Air Force, in stato di ‘allarme’, come al culmine della guerra fredda. Il comandante dell’8.th Air Force dichiarò che i suoi bombardieri nucleari erano “essenzialmente in allerta per pianificare ed eseguire attacchi globali“, per conto del Comando Strategico degli Stati Uniti o STRATCOM, con sede a Omaha, Nebraska. CONPLAN 8022 incluse non solo armi nucleari e convenzionali a lungo raggio lanciate dagli Stati Uniti, ma anche bombe nucleari e altre schierate in Europa, anche nella base aerea di Buchel in Renania Palatinato, Germania, in Giappone e in altri luoghi. CONPLAN8022 diede agli Stati Uniti ciò che il Pentagono chiamò “Global Strike”, capacità di colpire qualsiasi punto della Terra con una devastante forza nucleare e convenzionale. CONPLAN8022 non fu praticamente dichiarato ai media statunitensi, ma Mosca certamente ne prese atto. Poi, nei primi mesi del 2007, il terzo passo per lo sviluppo del sistema di difesa antimissile balistico statunitense nei Paesi UE fu svelato. Chiarì alla leadership politica e militare della Russia che Washington sviluppava una strategia a lungo termine per circondare militarmente e cancellare la Federazione Russa con una mortale mossa potenzialmente termonucleare. Ora il campanello d’allarme su una prova di forza potenzialmente nucleare, come nel leggendario film di Kubrick, Il Dottor Stranamore, suonava al Cremlino. Il 29 gennaio 2007, il Generale di Brigata dell’US Army Patrick J. O’Reilly, vicedirettore della Missile Defense Agency del Pentagono, annunciava i piani degli USA per dispiegare un sistema di difesa antimissile balistico in Europa entro il 2011. Il Pentagono sostenne che lo schieramento era volto a proteggere le installazioni USA e NATO contro le minacce dal Medio Oriente, in particolare l’Iran, e non dalla Russia. Nel febbraio 2007, in occasione della Conferenza annuale internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, il presidente russo Putin pronunciò un discorso che svelò i veri motivi di Washington per la nuova difesa antimissile in Europa. Distruggendo le argomentazioni menzognere di Washington di mirare a “Stati canaglia” o Paesi problematici, Iran e Corea democratica, Putin dichiarò: “Armi con gittata di 8000 chilometri che minaccerebbero l’Europa non esistono in alcuno dei cosiddetti Paesi problematici. E nel prossimo futuro… questo… non è nemmeno prevedibile. E qualsiasi ipotetico lancio di, per esempio, un missile nordcoreano sul territorio statunitense attraverso l’Europa occidentale contraddice le leggi della balistica. Come diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro”. Nonostante l’insistenza di Washington che la sua nuova Difesa antimissile fosse solo difensiva mirando a “Stati canaglia” come Iran o Corea democratica, in realtà militarmente non lo era per nulla, anzi era un importante vantaggio offensivo di Washington in un futuro scontro militare con Mosca. Il colpo di Stato degli Stati Uniti a Kiev nel febbraio 2014, e la successiva azione ostile di Washington contro la Russia, furono una prova di forza militare molto più di quanto molti comprendono. Nel 2007 Washington iniziò a schierare missili antimissile nucleare in Polonia, Paese della NATO, e avanzati sistemi radar nella Repubblica Ceca, altro membro della NATO. Erano puntanti contro l’unica sofisticata potenza nucleare capace di lanciare un efficace contrattacco nucleare, la Federazione russa. L’arsenale nucleare della Cina non rappresentava allora una minaccia paragonabile.

La BMD è offensiva non difensiva
In un’intervista al Financial Times del 1° gennaio 2006, l’allora ambasciatrice degli USA presso la NATO, ed ex-consigliera di Cheney, Victoria Nuland, la stessa che diresse il colpo di Stato degli Stati Uniti a Kiev nel 2014, riguardo la nuova dottrina del Pentagono del “Global Strike”, dichiarò che gli Stati Uniti volevano un “forza militare dispiegabile globalmente” attiva “in tutto il nostro pianeta”, dall’Africa al Medio Oriente e oltre. Combinando Global Strike con Ballistic Missile Defense (BMD) gli Stati Uniti creavano uno squilibrio allarmante nel rapporto strategico tra Russia e Stati Uniti. Lungi dall’essere “difensiva”, la BMD è estremamente offensiva. Washington faceva sul serio. I piani sulla “difesa missilistica” emersero negli anni ’80 quando Ronald Reagan propose di schierare sistemi satellitari, stazioni radar e missili intercettori in tutto il mondo, volti a monitorare e abbattere i missili nucleari sovietici prima che colpissero il loro bersagli. Furono soprannominati ‘Star Wars‘ dai critici, ma il Pentagono ufficialmente vi spese più di 130 miliardi di dollari fino al 2002. George W. Bush, a partire dal 2002, aumentò in modo significativo tali spese. Tra il 2002 e il 2014 l’Organizzazione governativa di controllo della contabilità generale stimò che il governo degli Stati Uniti avesse speso altri 98 miliardi per lo sviluppo del sistema di difesa antimissile balistico, escludendo i miliardi dirottati verso la difesa missilistica dai fondi segreti della ‘scatola nera’ del Pentagono. L’importante è sapere che la difesa missilistica degli Stati Uniti non è affatto difensiva, ma è estremamente offensiva. Se gli Stati Uniti potessero proteggersi in modo efficace da una possibile rappresaglia russa a un primo colpo nucleare dagli USA, la logica della guerra nucleare imporrebbe i dettami degli Stati Uniti a tutto il mondo, non solo alla Russia. Sarebbe la supremazia nucleare. Era il vero senso dell’insolito discorso di Monaco nel 2007 di Putin. Non era paranoico, era crudamente realistico. Il Tenente-Colonnello Robert Bowman, direttore del Programma di Difesa Missilistica dell’US Air Force durante l’era Reagan, in un’intervista telefonica con l’autore, poco prima di morire, definì a difesa missilistica, “l’anello mancante del primo attacco“. Il Pentagono la chiama supremazia nucleare. Qualunque sia il nome, è un male per il mondo e il futuro della civiltà.

La sorpresa della Russia
Ora la Russia ha rivelato la sorpresa, una forma geniale di scacco matto, annunciando la risposta all’espansione dei siti della “difesa” antimissili balistici di Washington oggi esistenti non solo in Polonia e Repubblica Ceca, ma anche Romania e Turchia. Il governo della Russia ha appena annunciato di aver sviluppato una nuova tecnologia missilistica “avanzatissima” che vanifica le centinaia di miliardi di dollari che gli Stati Uniti hanno speso per circondare Russia (e Cina) con installazioni della BMD. Il nuovo ultra-avanzato ICBM RS-26. L’avanzato missile balistico intercontinentale RS-26 ha una gittata di 11000 km. Per capirsi, Washington DC è a 7843 chilometri da Mosca. Il nuovo RS-26 è anche capace di cambiare di continuo la traiettoria, penetrando anche i più avanzate scudi di difesa antimissile. Secondo un rapporto dei media cinesi, dopo che ai loro capi militari hanno assistito a una dimostrazione, anche se pesa solo 80 tonnellate, rispetto al modello precedente da 120 tonnellate RS-24 Jars, il Rubezh ha una spaventosa potenza da 1,2 megatoni con quattro testate da 300 kiloton. Inoltre, la fase del lancio dura meno di cinque minuti, il che significa che i radar della NATO in Europa non avranno il tempo di registrarne il lancio. Inoltre, aggiungendo i problemi alla BMD della NATO, durante la fase di discesa della traiettoria, a poche centinaia di chilometri al bersaglio, le testate del missile improvvisamente si tuffano, perdendo quota ed avvicinandosi come un missile da crociera. Ora, sotto questa luce, la recente dichiarazione di Mikhail Uljanov, direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del Ministero degli Esteri russo, riguardo lo schieramento in Europa annunciato dagli Stati Uniti di bombe nucleari B61-12 aggiornate, assume una luce interessante. Uljanov, senza dire altro, aveva detto in una recente conferenza stampa a Mosca, “la reazione russa al dispiegamento delle nuove bombe statunitense sarà sufficiente, e i suoi parametri saranno decisi con un’analisi approfondita di tutte le circostanze…” Se il recente intervento militare russo in Siria ha dimostrato una cosa al mondo, è la capacità militare russa di oggi ha poco o alcuna somiglianza con quella degli anni ’80, quando i barbari chiamati Mujahidin, armati di missili TOW e sostenuti da CIA, forze speciali e miliardi di dollari degli USA, riuscirono a scacciare l’Armata Rossa dall’Afghanistan. E’ giunto il momento di porre fine a tali stupidi giochi di guerra, che hanno ossessionato Washington. Sarebbe molto più sano per noi mutare le nostre spade, e bombardieri nucleari, in aratri.RS-26_PUBEG_140131_01F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Drago degli Urali contro von Braun

Survin City

makeev2_jpg_1318835993La corsa agli armamenti non è solo il momento folle del rapido accumularsi di armamenti letali per il pianeta e dei loro test, è anche il periodo di ottimi progettisti e ingegneri. I creatori di potenti armi, che fino ad oggi hanno armato la tranquillità del popolo russo, meritano rispetto e attenzione. Sviluppo e scoperta tra criteri difficili per via dei tempi stretti e i finanziamenti regolati dal controllo dei funzionari di partito, rimangono ancora segreti. In realtà, il popolo russo creò lo strumento più perfetto nella storia del genere umano. Ma avanti s’illuminerà il lettore sulla persona di cui s’è deciso di palare qui. Si parlerà dell’uomo, della leggenda, del Drago degli Urali, Viktor Petrovich Makeev.
La storia d questo progettista strategico è tipica della sua generazione, ma allo stesso tempo incredibile ed affascinante. Ottimo ingegnere ed unico creatore di missili, nacque a Kolomna, o più esattamente vicino questa città, nel paesino di Protopopovo (altrimenti noto come Villaggio Kirov) nel lontano 25 ottobre 1924. Il bambino crebbe in una normale famiglia della classe operaia e studiò nella scuola per sette anni. La sua infanzia fu come quella di milioni di altri comuni russi. Si recò a Mosca su decisione del padre Pjotr, che volle lavorare nella nota fabbrica di aerei di Fili. A quanto pare, il desiderio di conquistare l’aria era inerente non solo a Makeev Jr., ma anche al genitore. Dopo aver terminato la scuola nel 1939, Victor Petrovich si recò subito nell’impianto da operaio, ma la natura creativa non poteva venire a patti con il ruolo di manovale. La sua mente indagatrice cercava di svilupparsi, e il giovane dall’ancora caldo temperamento dalla mente agile concepì modifiche felici. Il primo mentore del futuro progettista fu Bolkhovitinov, che individuò nel discepolo una persona creativa e desiderosa di novità. Ma apprendendo le basi scientifiche, Viktor Petrovich subì le difficili traversie della guerra. Già nel 1941, come tutti i giovani lavoratori, fu evacuato a Kazan insieme all’impianto. I turni erano di 10 e talvolta 12 ore, ma Makeev aveva ancora tempo per istruirsi. Nel 1942, s’iscrisse presso il Kazan Aviation Institute, con esami già passati nel programma delle superiori. Durante la guerra, Makeev mostrò una miracolosa resistenza e nel 1944 fu trasferito a Mosca dove continuò gli studi nel MAI. Durante questo periodo, il destino lo portò da Mjassishev. Il giovane Viktor P. voleva ardentemente diventare un progettista di aerei, ma un forte rovescio di fortuna l’attinse in modo significativo. Dapprima, Makeev provò fastidio in tal senso, perché la costruzione dei missili non lo motivava, i suoi sogni erano associati solo all’aviazione. Il NII-88, così si chiamava il nuovo luogo di lavoro del neolaureato dove Koroljov si dedicava al volo umano nello spazio. Koroljov credeva che la vocazione di Makeev consistesse nella costruzione di missili, che non erano troppo lontana da quella dei velivoli. Sergej Pavlovich in poche ore spiegò al giovane ingegnere la grande visione sui missili. A giudicare dal destino del futuro Drago degli Urali, Koroljov assicurò Makeev che non avrebbe sbagliato. Notandone talento e mente acuta, lavorò intensamente allo sviluppo dei suoi progetti. Il primo passo furono i corsi di missilistica nella Scuola Tecnica Superiore Bauman. Immediatamente lo studio dei programmi teorici di Koroljov portarono Makeev a sviluppare i missili siglati P-2 e P-3. Viktor Petrovich s’interessò alla costruzione dei missili e lo restò per sempre.
dd2e5e196f82Attivo e giovane professionista dalle doti di leadership e autocontrollo, Makeev fu rapidamente notato dai vertici del partito. L’interesse crebbe in modo significativo dopo la laurea sul tema emozionante sui sistemi di controllo del famoso progettista tedesco Von Braun. Il lavoro non fu solo un successo, ma sensazionale e scientificamente valido, ed immediatamente classificato segreto, così come il nome di Makeev. La pubblicità giocò a Viktor un crudele scherzo, fu eletto segretario dell’organizzazione Komsomol, col risultato che continuò a progettare anche quando svolgeva lavoro amministrativo. Nel 1952, alla prima possibilità, Makeev senza esitazione tornò da Koroljov. Per via della maggiore autorità di Sergej Pavlovich e della fiducia nella personalità di Makeev, fu nominato capo-progettista nel programma per la costruzione del primo missile a combustibile liquida, R-11. Come risultato di un attento lavoro della squadra di ingegneri, progettisti e altri dipendenti del centro, sotto la direzione competente di Viktor Petrovich, fu creato il missile balistico con un unico stadio a propellente liquido. Il missile aveva un propellente dalla struttura complessa, in cui un agente ossidante pressurizzato si mescolava con ossigeno liquido. I test furono un completo successo e fu adottato dal 1950. Ma il progetto di Makeev aveva carenze significative per l’evaporazione dell’ossigeno. L’R-11 richiedeva rifornimento continuo e non poteva adottare lo stato di prontezza al combattimento senza una manutenzione costante. Il missile fu sviluppato sulla base dei piani del famoso V-2, il cui ideatore era fuggito negli Stati Uniti, von Braun.
ru_nuke_slbm_rsm54_01L’obiettivo del giovane capo-progettista dell’SKB-385 era alquanto inaspettato per lo stessa Koroljov. Sebbene avesse offerto la guida a Viktor Petrovich, un sottoposto, mantenne la posizione di responsabile. I rapporti tra Makeev e Koroljov, in generale, gli consentirono un comportamento sicuro di sé, perché Sergej Pavlovich conosceva perfettamente la capacità di Viktor Petrovich nel far fronte a tali obblighi. Dopo una breve discussione Makeev fu nominato primo progettista dell’ufficio della città di Zlatust. Da allora gli Urali divennero il centro dei missili navali. La responsabilità di Makeev non era greve, e se necessario, risolveva eventuali questioni di politica interna o sulle forniture, e non fu meno interessato da vigilanza e responsabilità. Lo sviluppo del primo R-11 a propellente liquido fu curato dal centro di progettazione di Makeev, che v’investì tutto il talento e la competenza. Tuttavia i test durarono circa 2 anni, e quindi entrò in servizio nella Marina come R-11, poi come R-11FM. Per la creazione del primo missile balistico navale, Makeev e la sua squadra ricevettero il Premio Lenin. Nel 1962, un progetto di Makeev realizzò il missile tattico terrestre R-17. Questo progetto portò a un missile dalla gittata di 300 km, e includeva testate standard ad alto potenziale e testate nucleari. Ma la specializzazione dell’SKB-385 fu già definita e l’ulteriore lavoro sul progetto venne trasferito a Votkinsk. L’obiettivo principale del gruppo diretto da Viktor Petrovich era il missile lanciato da sottomarini. Quindi il progettista creò l’eccellente missile R-21. Il missile era sempre a propellente liquido e con un solo stadio, ma aveva una qualità nuova: la capacità di guidare la testata nucleare. R-21 fu adottato nel 1963. Il lancio sott’acqua dava un vantaggio fondamentale: l’assenza di rollio che assicurava un’alta precisione. Nel 1962, all’SKB-385 fu affidata la progettazione di un missile con il più recente motore a razzo a propellente liquido. Era un sviluppo molto recente. Inoltre, il missile aveva i comparti della strumentazione in cima. La complessità costruttiva era raddoppiata rispetto all’R-21, e la massa fu moltiplicata di 10 volte. Il missile fu chiamato R-27. Nel 1968, tutti i test furono completati, e il missile entrò servizio, divenendo operativo. L’ufficio progettazioni di Makeev fioriva. Gli Urali divennero la culla dei missili balistici navali e gli statunitensi definirono Makeev il Drago degli Urali. Nel 1964 ebbe l’incarico di progettare il nuovo missile a 2 stadi basato sul precedente R-29. Il progetto designato R-29R entrò in servizio nel 1977 e fu il primo a separare la testata dal corpo portante. Ma i burocrati aggressivamente cercarono di perfezionare un missile basato sul propellente solido. Il propellente liquido era molto più adatto ai missili balistici di quelli solidi, ma gli statunitensi si specializzarono in particolare su questo tipo di missile strategico, fuorviando la direzione sovietica. Makeev dovette assolutamente cambiare l’approccio della progettazione, dotare i laboratori di nuovi strumenti e aggregare gli impianti, creando l’R-39. Questo progetto ebbe la priorità ed entrò nell’arsenale sottomarino. Il missile strategico aveva un gittata di 10000 km e pesava 90 tonnellate. Le dimensioni del progetto costrinsero ad incrementare le dimensioni dei silos.
Il valore dei risultati di Viktor Petrovich per il Paese non può essere sottovalutato. Fu il fondatore della scuola dei missili navali, le idee di questo grande progettista non influenzarono solo la produzione russa, ma la scienza missilistica. In senso figurato, il duello fu vinto da von Braun, ma il Drago degli Urali fu il più forte. Il carburante liquido, infatti, era il pensiero del futuro, ma i burocrati russi insistettero sui combustibili solidi e il loro sviluppo continuò. Tra l’altro, i progetti di Makeev furono esemplari per i pochi errori rispetto al lavoro di altri progettisti. Ogni test avveniva sotto un controllo serio e prima la squadra di controllo si riuniva con Viktor per decidere se sul problema qualcuno avesse dei dubbi. Viktor morì nel 1985, lasciando una fortuna colossale al Paese, ma i suoi concittadini ne sanno poco, perché lavorò come progettista in ambiti coperti da segreto. A Kolomna c’è un monumento a quest’uomo, ma non molti residenti saprebbero spiegare perché Makeev è noto. Il progettista dei missili apportò idee completamente nuove su aeroidrodinamica, termica, massa, direzione e progettazione, balistica e molti altri settori. SKB-385 fu impegnato nella progettazione di missili a propellente liquido, permettendone l’uso nella ricerca cosmica. Illustrare tutti i progetti di questo centro speciale in un articolo è semplicemente irrealistico. Makeev non solo generò idee, ma vi lavorò in dettaglio realizzando progetti di successo. I funzionari russi premevano continuamente. Le scoperte degli Stati Uniti sull’uso del combustibile solido, perché alcuni aspetti dell’impiego del propellente liquido gli erano sconosciuti, erano fondamentalmente sbagliati. Von Braun non poté mai creare progetti più perfetti di quelli di Viktor Petrovich. La direzione non poté credere che le creazioni rivoluzionarie di Makeev diedero all’Unione Sovietica un enorme vantaggio sugli Stati Uniti.

R-39

R-39

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il satellite nordcoreano ha sorvolato il Super Bowl degli Stati Uniti

Il Pentagono conferma che Pyongyang ha posto un satellite in orbita
Sputnik 08/02/2016
Gli Stati Uniti possono confermare che la Corea democratica ha messo un “satellite o dispositivo spaziale” in orbita, ha detto il portavoce del Pentagono Peter Cook.heres-what-we-know-about-north-koreas-new-missile-and-the-satellite-it-put-into-orbit-1454876900Il 7 febbraio, la Corea democratica ha lanciato un missile lunga gittata, sfidando una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che vieta a Pyongyang il lancio di missili che possono essere utilizzati come missili balistici a testata nucleari. “Possiamo dire che hanno messo un satellite o dispositivo spaziale in orbita“, ha detto ai giornalisti Cook.

La Corea del Sud conferma la posa in orbita del satellite della RPDC
Xinhua 09/02/2016

Screen-Shot-2016-02-07-at-2.56.27-PMIl ministero della Difesa della Corea del Sud ha detto che un satellite, lanciato due giorni prima dalla Repubblica democratica popolare di Corea, era stato posto in orbita con successo. I media dello Stato della Corea democratica avevano detto che il Paese aveva messo in orbita il satellite di osservazione Kwangmyongsong-4 con un missile Kwangmyongsong, circa 9 minuti e 46 secondi dopo il decollo alle 9:30 ora locale. Confermando l’annuncio della Corea democratica, il ministero della Difesa ha detto che il missile ha svolto normalmente la separazione dei tre stadi e che il satellite era stato messo in orbita normalmente. Il missile è stato lanciato alle ore 9.30, e due minuti dopo s’era separato il primo stadio, caduto nelle acque al largo della costa nord-est della Corea del Sud. Subito dopo la separazione, il primo stadio esplose in circa 270 frammenti con l’auto-distruzione, per evitare che la Corea del Sud lo scoprisse e lo valutasse, ha detto il ministero. Il primo stadio cadde nella zona che la Corea democratica aveva indicato all’Organizzazione marittima internazionale. Il secondo stadio sarebbe caduto al largo delle coste orientali della Filippine, a 2380 chilometri dalla principale base missilistica della Corea democratica di Tongchang-ri, nella costa occidentale. Il ministero ha detto che il satellite Kwangmyongsong-4 è stato messo in orbita 9 minuti e 29 secondi dopo il lancio, 17 secondi più veloce del tempo di volo dalla Corea democratica.

Il satellite nordcoreano ha sorvolato il Super Bowl degli Stati Uniti
Contrainjerencia 08/02/2016

N160209192814BIl satellite della Corea democratica Kwangmyongsong-4 (Stella splendente) ha sorvolato lo stadio in cui si celebrava il Super Bowl, un’ora dopo la fine della manifestazione sportiva, tenutasi il 7 febbraio. “E’ successo quasi direttamente al di sopra della Silicon Valley, dove sono e dove lo stadio si trova“, ha detto Martyn Williams, osservatore tecnologico, riporta AP. Il “passaggio si è verificato alle 20:26, dopo la partita. Non vi attribuisco più di una coincidenza, ma è molto interessante“, ha aggiunto Williams. La finale del campionato di football tra i Denver Broncos e i Carolina Panthers a San Francisco (California), si era conclusa alle 19:25. Secondo il rapporto ufficiale l’Amministrazione dello Sviluppo Aerospaziale Nazionale della Corea democratica, il “lancio è riuscito; il satellite segue un’orbita polare con perigeo di 494,6 km e apogeo di 500 km, con un angolo di inclinazione di 97,4 gradi. L’orbita dura 94 minuti e 24 secondi“. Secondo Pyongyang, il satellite monitorerà le condizioni meteo, individuando risorse naturali ed estensione delle foreste, fornendo dati per aiutare gli agricoltori a migliorare i raccolti. Tuttavia, Stati Uniti d’America e Corea del Sud dicono che il lancio rientra nel progetto di Pyongyang per costruire un  missile balistico a lungo raggio dopo che un satellite spia aveva rilevato attività nel centro di prova.
Il 2 febbraio la Corea democratica comunicava all’Organizzazione marittima internazionale (IMO), un’agenzia delle Nazioni Unite, che prevedeva di mettere in orbita un satellite di osservazione della Terra tra l’8 e il 25 febbraio. Il Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD) dice che la Corea democratica ha attualmente due satelliti in orbita intorno alla Terra.1034366008-—-kopia

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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