La Perla della Grande Flotta Cinese

Aleksandr Ermakov, RIACchinas-liaoning-aircraft-carrierLa Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA Navy) è forse quella dalla più rapida e ambiziosa crescita del mondo. Dopo decenni di sviluppo della difesa costiera, la PLA Navy per la prima volta si avventura sugli oceani ed è pronta a combattere per la supremazia nella regione. Per supportare le rivendicazioni territoriali e confermare lo status di mezzo di proiezione di potenza mondiale del Paese, la PLA Navy ha avviato un grande programma per costruire una flotta di portaerei.

Tutto ciò che si può comprare
4a7ed479b4bb687fb89d910f325fb2d5-kheg-835x437ilsole24ore-web-11 Per sviluppare la Marina, la Cina naturalmente segue la prima potenza globale e principale avversario, gli Stati Uniti. Tuttavia, il programma per le portaerei si basa sui progetti sovietici. Non sarebbe esagerato suggerire che la Cina, al momento almeno, continua l’opera dei costruttori navali russi interrotta un quarto di secolo fa. Ciò non sorprende dato che prende spunto dai piani sovietici. In primo luogo, sintetizziamo il programma delle portaerei sovietiche. Dopo i tentativi falliti di costruire “La Grande Flotta di Stalin”, come fu chiamata [1], che avrebbe incluso le portaerei (le prime proposte del genere si ebbero quando l’impero russo ancora esisteva), la Marina sovietica fu costretta a mettere da parte le portaerei, che in ogni caso furono etichettate “armi dell’aggressione imperialista”. Le prime poterei sovietiche erano piuttosto dei bizzarri compromessi, essendo stato sviluppate dalle portaelicotteri, e furono dotate di missili da crociera ed ufficialmente classificate incrociatori portaeromobili (o semplicemente portaerei secondo la nomenclatura delle forze armate di tutto il mondo). I 7 incrociatori costruiti fecero ufficialmente parte del Proekt 1143 (nome in codice “Krechyet“, falcone). E nonostante mostrassero una certa affinità, furono divise in tre gruppi.
Le prime quattro navi potrebbero giustamente essere chiamate incrociatori, essendo incrociatori pesanti lanciamissili con ponte di volo per elicotteri e velivoli Jak-38 a decollo e atterraggio verticale (VTOL) “allegata a babordo”. Le successive due sono portaerei con un ponte di volo esteso comprendente una grande rampa e cavi d’arresto che rendono possibile l’utilizzo di velivoli da combattimento navalizzati. Lo sviluppo logico di queste navi era il Proekt 1143.7, la portaerei Uljanovsk la cui costruzione fu sospesa con il crollo dell’Unione Sovietica. L’Uljanovsk doveva essere la prima portaerei a pieno titolo dell’Unione Sovietica, una nave a propulsione nucleare e con catapulte per aerei. I lanciamissili dovevano esser rimossi dalle ultime navi della serie, divenendo portaerei “pulite” (anche se è del tutto possibile che la Marina sovietica continuasse comunque a chiamarle incrociatori). Le rampe della navi sovietiche consentivano di ridurre significativamente la corsa al decollo e decollare con un buon rapporto spinta-peso (la correlazione tra potenza del motore e peso dell’aeromobile). Sistemi d’arresto venivano utilizzati per l’atterraggio, come funi di acciaio progettati per essere catturati dal gancio di arresto del velivolo. In altri Paesi, le rampe sono usate per aumentare il peso al decollo degli aerei dopo una breve corsa, come lo Sky Jump per l’Harrier, consentendo maggiore quantità di carburante e carico bellico. Da un lato, le rampe assicurano facilità di funzionamento e affidabilità; dall’altra parte, tuttavia, non consentono ad aerei pesanti di decollare, come i velivoli-radar a lungo raggio, limitando il peso al decollo degli aeromobili, anche dei caccia, soprattutto quando la nave viaggia a bassa velocità ed in condizioni meteo sfavorevoli (senza venti a favore e con temperature elevate che riducono la spinta dei motori a reazione). Le catapulte per aerei non hanno tali limitazioni. Tuttavia, il meccanismo della catapulta moderna è piuttosto complesso.
1280px-usnwc_varyag01Il destino delle navi costruite come Proekt 1143 fu vario. La maggioranza lasciò la Russia, con la Cina che ne acquistò tre in un colpo solo. Una nave fu venduta alla Corea del Sud (per rottamarla); un’altra fu acquistata dalla Marina indiana (aggiornata ed in servizio con il nome Vikramaditya); una terza nave (Uljanovsk) fu smantellata nel cantiere in Ucraina; e una quarta fa parte della Marina russa (Admiral Kuznetsov). Ufficialmente, la Cina ha acquistato le portaerei per trasformarle in attrazioni e/o alberghi a tema, e le prime due (Kiev e Minsk) vengono infatti utilizzate per tale scopo (anche se sono state studiate da militari e costruttori navali). Fu una storia completamente diversa per la terza nave acquistata, la Varjag. Al momento del crollo dell’Unione Sovietica, la nave era al 70 per cento completata. Nel 1998, lo scafo fu acquistato da una società cinese per 27milioni di dollari. La ragione ufficiale era trasformarla in casinò e albergo. Tuttavia, il piano originale era completarla ed assegnarla alla flotta del Paese [2]. La Varjag arrivò in Cina solo nel 2002, avendo seguito un lungo tragitto. I lavori che ripristinarono lo scafo, rimossero la corrosione, completarono la costruzione e riequipaggiarono la nave iniziarono nel 2005. Sembra che i costruttori navali cinesi dovettero acquistare dei componenti necessari (tra cui l’apparato motore) in Ucraina e Russia. Inoltre, l’acquisto da parte cinese della documentazione tecnica del Proekt 1143.6 in Russia, negli anni ’90, gli avrebbe aiutati. Se le portaerei sovietiche furono costruite nel cantiere navale sul Mar Nero in Ucraina, furono progettate dall’Ufficio Progettazione Nevskoe di San Pietroburgo, per cui è lecito ritenere che la documentazione non poteva che essere stata ottenuta lì [3]. Non fu che nel 2011, quando i lavori sulla nave erano in fase di completamento, che la Cina ufficialmente riconobbe che la portaerei sarebbe entrata nella sua flotta. Ovviamente, sarebbe stato sciocco da parte delle autorità cinesi continuare a nascondere le intenzioni. Il viaggio inaugurale della nave avvenne nell’agosto dello stesso anno, e nel settembre 2012 entrò ufficialmente nella flotta. La portaerei ebbe il numero identificativo 16 e fu denominata Liaoning in onore della provincia in cui è stata completata, nella città costiera di Dalian, che ospita diversi grandi cantieri navali.
Così cosa esattamente hanno ereditato i cinesi dall’URSS?6-1024x565La prima di molte
Il fatto che così tanti cacciatorpediniere siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è creare un solo gruppo di portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formano il nucleo. La portaerei cinese Liaoning è l’aggiornamento della nave sovietica Proekt 1143.6, quasi identica all’Admiral Kuznetsov costruita come Proekt 1143.5 [4]. Allo stesso tempo, i cinesi non hanno effettuato serie alterazioni alla nave, oltre a dotarla della componente aerea e ad allestirne lo scafo. Di conseguenza, la portaerei è molto simile al predecessore russo per aspetto e con capacità di volo comparabili. Tuttavia, la nave cinese si differenzia principalmente nell’avionica e nei sistemi di difesa aerea a corto raggio. Considerando l’intervallo tra il varo della Liaoning e quello dell’Admiral Kuznetsov, non c’è da meravigliarsi che la versione cinese abbia un’avionica superiore. Per quanto riguarda la difesa aerea, tuttavia, la Liaoning non è così massicciamente armata come la controparte russa. Parlando della difesa aerea, sembrerebbe che la Cina s’ispiri alle marine occidentali, dove questo compito è in gran parte affidato a cacciatorpediniere con potenti sistemi missilistici antiaerei e radar. Finora l’attenzione su questo tipo di difesa aerea ha portato alla comparsa di una classe universale di navi da guerra, come i cacciatorpediniere inglesi Type 45 (più comunemente noti come classe Daring) e i cacciatorpediniere australiani classe Hobart, essenzialmente navi antiaeree con capacità limitate negli altri settori. Il compito prioritario dei cacciatorpediniere degli Stati Uniti classe Arleigh Burke è provvedere alla difesa antiaerea dei gruppi d’attacco imbarcati (CSGS), anche se i conflitti degli ultimi decenni hanno reso questo compito meno evidente, evidenziato dall’uso da parte di queste navi dei missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi terrestri. In questi casi, le portaerei fungono da difesa aerea a lungo raggio, responsabilità degli aerei da combattimento imbarcati, mentre le navi sono equipaggiate con sistemi di difesa aerea a corto raggio minimali, principalmente destinati a contrastare i velivoli che superano le prime difese.
c6b615721b99 La Cina ha seguito l’esempio occidentale negli ultimi anni, costruendo rapidamente cacciatorpediniere Tipo 052C (sei) e Tipo 052D (sette di dodici navi programmate). Le specifiche tecniche reali di queste navi sono difficili da valutare, ma sarebbero in linea con i leader mondiali. Si lavora sui cacciatorpediniere Tipo 055, che sembrano promettenti. Le dimensioni di queste navi hanno portato alcuni esperti a considerarli incrociatori, piuttosto. Il fatto che tanti cacciatorpediniere (che, naturalmente, possono svolgere molti compiti) siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è comporre un solo gruppo portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia da tempo impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formino il nucleo. La prima portaerei interamente progettata e realizzata in Cina è attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere di Dalian in cui è stata completata la Liaoning. Il nome in codice della portaerei è Tipo 001A (di conseguenza, il nome in codice della Liaoning è Tipo 001). Il sistema cinese di denominazione delle navi da guerra è piuttosto rigido e prevedibile, così la nuova nave probabilmente avrà il nome di una delle province del Paese, per esempio Guangdong, la provincia più popolosa della Cina e che ospita la Flotta del Sud, responsabile della protezione del Mar cinese meridionale e delle sue isole contese. A giudicare dalle immagini (la Cina tende a mantenere riservate le esatte specifiche tecniche delle sue navi), la Tipo 001A sarà, almeno in apparenza, una copia della Liaoning. Alcune differenze possono essere viste nella sovrastruttura, basate essenzialmente sul presupposto che vi sarà installata avionica cinese (l’attesa riduzione delle dimensioni della sovrastruttura non s’è avuta). Di ben maggiore interesse è l’ampiezza della riprogettazione interna della nave: per esempio, le dimensioni dell’hangar sono aumentate? Dimensioni e numero degli ascensori aerei (due) lasciano molto a desiderare, sarebbe utile poter sollevare due caccia su almeno uno di tali impianti. Sarà interessante vedere come sarà utilizzato lo spazio liberato dalla rimozione dei missili antinave, un semplice “magazzino”? O forse una serie di scomparti verrà modificata? Ciò che è certo è che i moderni mezzi di automazione riducono significativamente le dimensioni dell’equipaggio. Circa duemila marinai prestavano servizio sulle originali portaerei sovietiche Proekt 1143.5 e 1143.6, oggi eccessivo per una nave della loro stazza. In confronto, le dimensioni dell’equipaggio della nuova portaerei Gerald R. Ford degli Stati Uniti sono state ridotte di un quinto rispetto alle precedenti classe Nimitz [5]. Un equipaggio ridotto significa alloggi e spazio ridotti, come mense e palestre. Nel complesso, ci si può aspettare di vedere alcuni miglioramenti nella portaerei Tipo 001A, un hangar più grande, sistemi di decollo ed atterraggio più efficienti, peso al decollo più elevato (assumendo un miglioramento delle prestazioni dinamiche) e avionica migliorata. La nave sarà varata nei prossimi mesi, ma ciò non significa che sarà completata, semplicemente lo sarà quando sarà già in mare, consentendo di liberare il cantiere per avviare la costruzione di una nuova nave. In epoca sovietica, la navi Proekt 1143 furono costruite presso il cantiere navale del Mar Nero in Ucraina quasi senza interruzione, non appena una veniva varata la costruzione di un’altra iniziava.
0ab809748ba5Si parla molto di come sarà la nuova nave, anche se per lo più sono congetture e speculazioni, come avviene di solito nel caso dei programmi militari della Cina. E’ molto probabile che la seconda portaerei, interamente progettata e realizzata in Cina (e terza della flotta), l’ipotetica Tipo 002, sarà dotata di catapulte per aerei. La Cina iniziò a studiare le catapulte alla fine degli anni ’80, quando usò la tecnologia dalla portaerei Melbourne che acquistò [6], presumibilmente per rottamarla, costruendo un impianto per le esercitazioni simile a quello sovietico NITKA [7]. In seguito, i piloti cinesi si addestrarono a decollare da rampe simili a quelle della Liaoning. Tuttavia, la Cina ha recentemente aperto un proprio centro di collaudo con due catapulte, di cui almeno una probabilmente elettromagnetica invece che a vapore. Le catapulte elettromagnetiche sono una nuova promettente tecnologia, dalla maggiore efficienza nella conversione dell’energia e maggiore facilità d’uso rispetto alle classiche catapulte a vapore. Ma sono estremamente difficili da costruire dal punto di vista tecnologico. Allo stato attuale, non una sola portaerei al mondo ha catapulte elettromagnetiche operative. La Gerald R. Ford (CVN-78) è dotata di un prototipo di catapulta elettromagnetica, ma non è nemmeno stata testata che già causa problemi tecnici. In generale, i programmi militari cinesi non tendono ad essere eccessivamente avventurosi. Di conseguenza, la costruzione della seconda portaerei del Paese (e prima di proprio disegno) non dovrebbe essere troppo difficile. Schematicamente, sarebbe simile alla sovietica Proekt 1143.7 Uljanovsk, che era dotata di rampa e due catapulte. L’affidabilità della catapulta non sarà così cruciale in questo caso, tuttavia, poiché i caccia possono decollare dalla rampa. Potrebbe essere possibile, quindi, “rischiare” d’installare una catapulta elettromagnetica. Un’altra questione importante è se la Tipo 002 sarà una nave nucleare. I motori nucleari offrono una serie di vantaggi alle portaerei di grandi dimensioni: eliminano la necessità di rifornirsi di carburante durante le operazioni; liberano spazio per il carburante e le armi degli aeromobili [8]; garantiscono alte velocità stabili e hanno grande potenza. Tra le navi di superficie, l’utilità del nucleare è evidente per le portaerei; la flotta statunitense, che ha costruito un numero significativo di incrociatori nucleari durante la guerra fredda, gli ha radiati. Le navi da battaglia Proekt 1144 classe Orlan sono le uniche che poterono essere prodotte dall’Unione Sovietica, che all’epoca puntava alla creazione di un mezzo per combattere i gruppi d’attacco imbarcati degli Stati Uniti. Dotare le navi Tipo 002 di reattore nucleare sarebbe un compito straordinariamente difficile, soprattutto per la Cina, in quanto nessuna delle sue navi di superficie ne è attualmente dotata. Se si decidesse d’installarvi un reattore nucleare, allora il programma Tipo 002 diverrebbe il più ambizioso che le forze armate cinesi abbiano intrapreso. Probabilmente s’impiegherebbero gli sviluppi compiuti nella tecnologia dei sottomarini nucleari, dove hanno una certa esperienza (la PLA Navy ha varato i suoi primi sottomarini a propulsione nucleare all’inizio degli anni ’70). I reattori nucleari per i sottomarini sono relativamente poco potenti, ma diversi possono essere installati in una sola nave: la portaerei francese Charles de Gaulle ha due reattori simili a quelli utilizzati sui sottomarini a propulsione nucleare, e la portaerei USS Enterprise ne aveva otto. L’Uljanovsk doveva averne quattro, e due ne hanno gli incrociatori Proekt 1144.
Qualunque cosa accada, la portaerei Tipo 002 non sarà operativa prima del 2020. Nel frattempo, la flotta cinese sarà composta da 2 portaerei con rampe. L’approfondimento delle prospettive dello sviluppo della componente aerea imbarcata della Cina e dei relativi compiti sarà affrontato nella seconda parte di questo articolo.liaoning-cv16Note
1. Nome collettivo da tempo assegnato a una serie di programmi di costruzione navale nel pre e dopoguerra, il cui obiettivo era creare una potente flotta oceanica. I programmi si conclusero con un fallimento poiché le autorità sovietiche sopravvalutarono le capacità dell’industria, e perché scoppiò la guerra. Il colpo finale fu la morte di Stalin e la successiva ridistribuzione del denaro assegnato ai programmi per la flotta sottomarina, l’esercito e lo sviluppo dei missili nucleari.
2. Va notato qui che nella sua autobiografia (pubblicata 15 anni dopo), Xu Zengping, l’uomo d’affari di Hong Kong che effettuò l’acquisto, scrive che il governo cinese lo compensò solo in parte della somma che versò, e solo dopo molto tempo. Effettivamente consegnò la nave al governo come dono. L’affare lo rovinò.
3. Questo probabilmente spiega perché, secondo i ricordi dei protagonisti ucraini dell’operazione, i cinesi non acquisirono la documentazione tecnica del Proekt 1143.6 che si trovava nel cantiere. Xu Zengping afferma il contrario.
4 . Secondo i piani sovietici, le differenze tra Proekt 1143.6 e 1143.5 dovevano essere minime e impercettibili: modifiche al disegno dell’isola; un leggermente diverso posizionamento dei lanciamissili antiaerei ed elettronica aggiornata.
5 . Da 5680 a 4660 membri dell’equipaggio .
6. L’HMAS Melbourne delle portaerei classe Majestic, fu operativa dal 1955 al 1982. La nave fu impostata nel Regno Unito nel 1943 e varata nel febbraio 1945. La costruzione venne sospesa dopo la seconda guerra mondiale. La Royal Australian Navy l’acquistò nel giugno 1947. I lavori di costruzione sulla Melbourne proseguirono con ritmo lento, con una serie di modifiche introdotte per permetterle di accogliere gli aerei a reazione.
7. NITKA (Complesso di prova e addestramento aereo) è un impianto militare costruito in Crimea nei primi anni ’80, per consentire di imitare le operazioni di decollo e atterraggio su un ponte, per ricerca ed addestramento. Desiderosa di liberarsi della dipendenza dall’Ucraina, la Russia costruì un complesso simile a Ejsk, ma la Russia si annetté la Crimea prima che il complesso venisse completato e i problemi associati al primo complesso scomparvero.
8. Ad esempio, la portaerei Proekt 1143.7 poteva trasportare più di due volte la quantità di carburante per aeromobili rispetto alle similari navi Proekt 1143.5 e 1143.6.6efc26e759feTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le “Fake News” sulla Corea democratica

Caleb Maupin New Eastern Outlook /11/02/20171028339508I media continuano la campagna contro le “notizie false”, invitando la gente a ascoltare solo i soliti media capitalisti filo-occidentali, nonostante la loro documentata storia di imprecisioni. I media statunitensi denigrano tutto ciò che riguarda la Repubblica Popolare Democratica di Corea, un grande esempio di parzialità e inganno. A volte i media degli Stati Uniti vengono colti a riportare palesemente falsità sulla Corea democratica, come ad esempio la pretesa scandalosa che Kim Jong-Un abbia giustiziato qualcuno facendolo sbranare da un branco di cani selvatici. Ciò s’è dimostrato falso, o fake news. Tuttavia, la maggior parte del pubblico viene ingannato sulla RPDC in modo più sottile.

I “miracoli economici” dimenticati
Ad esempio, la maggioranza degli statunitensi crede che il sistema economico della metà settentrionale della penisola coreana sia un fallimento assoluto che ha causato null’altro che carestie; ciò è palesemente falso. Un nuovo video del Council on Foreign Relations, think tank della politica estera statunitense, vede Scott Snyder menzionare di passaggio: “E’ un sistema socialista, basato sul modello sovietico. L’economia è centralizzata e funzionò bene nei primi anni ’60, ma s’è bloccata“. Un articolo della BBC del 2008 diceva la stessa cosa: “A un certo momento, l’economia centralmente pianificata della Corea democratica sembrava funzionare bene, anzi, nei primi anni dopo la creazione della Corea democratica, dopo la seconda guerra mondiale, ebbe risultati spettacolari. La mobilitazione di massa della popolazione, insieme all’assistenza tecnica e gli aiuti finanziari sovietici e cinesi posero tassi di crescita economica annua del 20%, addirittura del 30%, negli anni successivi la devastante guerra di Corea del 1950-1953. Ancora nel 1970, la Corea del Sud languiva all’ombra del “miracolo economico” del Nord“. Lo Studio della RPDC pubblicato dall’US Library of Congress descrive in dettaglio i risultati economici del Paese, come alloggi, alfabetizzazione, autosufficienza e accesso alle sanità. La carestia si ebbe negli anni ’90. All’indomani del crollo dell’Unione Sovietica, la Corea democratica non poteva importare petrolio, da cui il sistema alimentare del Paese dipendeva. Nella Corea democratica tale periodo è noto come l'”ardua marcia”. Il governo incolpò le sanzioni degli Stati Uniti per la crisi alimentare. Tuttavia, quando si parla di Corea democratica, i media statunitensi sottolineano il periodo dell'”ardua marcia” e omettono i “miracoli economici” degli anni ’60. Inoltre, le cause della crisi alimentare degli anni ’90 non vengono mai spiegate. Un singolo episodio della carestia degli anni ’90 non rappresenta l’intera esperienza della costruzione del socialismo in Corea democratica. Inoltre, il pubblico è portato a credere che gli unici fattori furono fallimento dell’economia socialista e incapacità del Partito dei Lavoratori di Corea. Di solito evitando di parlate degli altri fattori, come sanzioni, mancanza di terreni coltivabili, siccità, inondazioni, ecc.

Nucleare: tutta la storia
L’altro esempio di omissione ed enfasi riguarda la proliferazione nucleare. La Corea democratica si ritirò dal trattato di non proliferazione nucleare il 10 gennaio 2003. E si riconosce ora che il Paese possiede armi nucleari. Perché? I media statunitensi ignorano, omettono o nascondono il contesto dello sviluppo delle armi nucleari nordcoreane. Il pubblico è portato a credere che la Corea democratica abbia sviluppato in modo casuale le armi nucleari, con il desiderio di attaccare gli Stati Uniti o minacciare i vicini. Si veda meglio il contesto omesso della storia della proliferazione nucleare nella penisola coreana. Durante la guerra di Corea, milioni di coreani morirono. Alcuni stimano che circa il 30% della popolazione della Corea democratica andò persa. Ogni edificio di più di un piano fu distrutto. Durante la guerra, gli Stati Uniti pensarono apertamente di usare le armi nucleari contro le forze coreane e cinesi. Douglas MacArthur fece queste minacce pubblicamente. La Corea democratica ratificò il trattato di non proliferazione nucleare nel 1985. Nel 1993 minacciò di ritirarsi. A quel tempo, il Paese subiva carestia, minacce e sanzioni degli Stati Uniti, e la scomparsa degli alleati sovietici. Vi furono negoziati tra governo degli Stati Uniti e della Corea democratica da cui la Corea democratica non si ritirò. Nel 1994 l'”accordo quadro” fu posto tra Stati Uniti e Corea democratica. Si comprese che la Corea democratica avrebbe avuto aiuti agricoli e petrolio e gli Stati Uniti adottato relazioni diplomatiche con la Corea democratica, il tutto in cambio della non proliferazione nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti non adempirono mai all’accordo. Il Congresso degli Stati Uniti bloccò l’accordo che l’amministrazione Clinton aveva negoziato. In tale contesto, la Corea democratica non seguì gli obblighi dell’accordo e, infine, creò le armi nucleari. I media statunitensi ovviamente ignorano questi eventi. La leadership della Corea accettò di non sviluppare le armi nucleari in cambio di cibo per la popolazione affamata, così come di altre forme di aiuto umanitario, nel periodo delle carestie. I capi degli Stati Uniti non rispettarono le loro promesse. Poco cibo e petrolio fu consegnato. Quindi non sorprende od offende che la Corea democratica abbia lasciato perdere l’accordo, infine, e costruito le armi nucleari? Tale azione si conforma al racconto dello “Stato canaglia” guidato da un leader “folle” intenzionato a distruggere il pianeta?
Quando alcuni fatti di base sono menzionati, l’intero racconto e la percezione della Corea democratica vanno a pezzi. La Corea democratica non ha sempre subito la carestia e secondo le fonti, anche piuttosto ostili come BBC e Council on Foreign Relations, il suo sistema economico ebbe successo e inoltre la Corea democratica sviluppò armi nucleari solo in risposta all’inadempienza degli Stati Uniti ai loro obblighi nel negoziato. Avevano promesso certe cose in cambio della non creazione di armi nucleari. Non le ebbero e così andarono avanti. Questi fatti sono convenientemente dimenticati in ogni discussione sulla Corea democratica, ma sono molto importanti per capire il Paese e il suo rapporto con il mondo. Ignorando aspetti importanti della realtà, i media diffondono “notizie false” spingendo ad ascoltare esclusivamente esse? Non è probabilmente una buona idea, soprattutto per chi vuole la pace.16708720Caleb Maupin è un analista politico e attivista di New York. Ha studiato scienze politiche presso il Baldwin-Wallace College ed è stato ispirato e coinvolto nel movimento Occupy Wall Street, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia sopravviverà a un attacco nucleare

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 04/02/2017sav_5266Secondo Bloomberg, l’ufficio del direttore della National Intelligence e il Comando Strategico degli Stati Uniti lavorano sulla valutazione se le leadership russa e cinese possano sopravvivere a un attacco nucleare e continuare ad operare. Il Comando Strategico vuole anche “dare una descrizione dettagliata” di “come la leadership sopravviva” e “diriga” Russia e Cina in relazione alla pianificazione della guerra nucleare degli Stati Uniti. Il nuovo studio è stato ordinato dal Congresso prima che il Presidente Donald Trump s’insediasse. I risultati saranno probabilmente presi in considerazione dalla nuova amministrazione nell’avviare la nuova Nuclear Posture Review. Secondo i piani elaborati dalla precedente amministrazione, la modernizzazione da mille miliardi di dollari della triade nucleare in più di 30 anni, avrà inizio a metà degli anni 2020. Il documento comprende molti dati tecnici e curiosità, ma alle principali domande si può già rispondere. La Russia sopravviverebbe a un attacco nucleare? Sì. Potrà rispondervi tempestivamente? Sì.
Nel 2017 ci saranno tre nuovi radar di sorveglianza a lungo raggio e alta efficienza energetica Voronezh-DM operativi a Orsk, Barnaul e Enisejsk. Il radar ha una portata di 10000 km ed è in grado di tracciare simultaneamente 500 oggetti. La portata orizzontale è 6000 km e quella verticale 8000 km. Ad una distanza di 8000 km, il radar può rilevare i bersagli delle dimensioni di un “pallone da calcio”. Le stazioni radar che operano a Baranovichi, Murmansk e Pechora sono state aggiornate. Insieme, questi radar garantiscono il primo allarme in caso di attacco da qualsiasi direzione. Un altro radar Voronezh-DM è in costruzione a Murmansk per aggiornare il primo allarme della nazione. Il 2017 è l’anno in cui la Russia non avrà lacune nella copertura di preallarme. I lanci dei missili saranno rilevati anche dallo spazio dai nuovi satelliti di primo allarme. 10 saranno operativi entro il 2022. Dopo aver ricevuto un primo allarme, gli avanzati sistemi di difesa aerea S-300 e S-400 contrasteranno l’attacco. Supponiamo che un missile attraversi le difese. Ci sono ben protetti centri di comando sotterranei in grado di sopravvivere autonomamente. Vi sono sistemi a terra ben attrezzati, soprattutto il National Defense Control Center (NDCC) russo, operativo dal 2015. Cosa succede se le difese e la protezione falliscono e l’infrastruttura di comando a terra è fuori uso? I velivoli Iljushin Il-80 Maxdome entreranno in gioco. Il velivolo è destinato ad essere impiegato come centro di comando volante per i vertici russi, tra cui il presidente, in caso di guerra nucleare. Operativo dal 2015, il posto di comando “giorno del giudizio” può dirigere esercito, marina, forze aerospaziali e forze missilistiche strategiche. Vi sono quattro Il-80 in servizio nelle Forze aerospaziali Russia. Sulla capacità di rappresaglia. Il sistema di difesa definitivo della Russia, Perimetro, attuerebbe l’attacco nucleare di rappresaglia, anche se le linee di comando e comunicazione delle Forze missilistiche strategiche sono completamente distrutte. Non vi è alcun modo per rilevare il sistema, parte di un’unica rete di comando e controllo occultata in profondità. La capacità della Russia di rilevare lanci di missili fu testata nel 2013. L’assai avanzato sistema di difesa aerea Vitjaz del distretto militare del Sud rilevò 2 missili da crociera israeliani Popeye Turbo lanciati da un sottomarino classe Dolphin in pattugliamento nel Mediterraneo orientale. Furono “quasi subito” distrutti da un missile del cacciatorpediniere dell’US Navy Arleigh Burke operante nell’area. Il sistema di primo allarme russo rilevò il lancio di missili balistici nell’aprile 2016.
Donald Trump ha chiesto l’aggiornamento l’arsenale nucleare degli Stati Uniti. Secondo lui, “gli Stati Uniti devono rafforzare ed espandere notevolmente la propria potenza nucleare, fino al momento in cui il mondo rinsavisce sulle armi nucleari. Lasciate che ci sia la corsa agli armamenti . Li sorpasseremo a ogni passaggio e gli sopravviveremo”, aveva detto. Ma la Russia non può essere sconfitta da un primo attacco nucleare. Invece, può essere impegnata in un dialogo costruttivo. La modernizzazione non è necessariamente una corsa agli armamenti, cosa che gli Stati Uniti difficilmente possono permettersi con il loro enorme debito pubblico. Russia e Stati Uniti hanno fatto tanto per attivare il regime di controllo degli armamenti. Sforzi furono fatti da entrambi i Paesi quando capirono la follia della corsa incontrollabile. Il controllo degli armamenti è un grande risultato da preservare ad ogni costo. Il nuovo trattato di riduzione (New START) scade nel febbraio 2021, appena tre anni dopo che le parti avranno completato le riduzioni, nel 2018. Può essere prolungato di 5 anni, se le parti sono d’accordo. Va ancora raggiunto questo accordo. Non è chiaro se Stati Uniti e Russia possano instaurare un nuovo regime di controllo degli armamenti.
Con la prima conversazione telefonica, le parti potrebbero avviare discussioni regolari sulla direzione generale dei programmi per missili balistici, lo scambio d’intelligence, l’analisi delle minacce missilistiche e i modi per contrastarle. Potranno scambiarsi le opinioni su cosa fare prima della prossima scadenza. Esperti e ricercatori di entrambi i Paesi potrebbero contribuire al processo. Oggi controllo degli armamenti e non proliferazione sono in stasi, la peggiore crisi globale in cinquanta anni di storia del controllo delle armi nucleari, con quasi tutti i canali di negoziazione chiusi e l’intero sistema degli accordi sul controllo degli armamenti in pericolo. Russia e Stati Uniti potrebbero risolvere i problemi e stabilire le modalità dei negoziati formali da condurre per invertire la tendenza negativa. Si spera che il miglioramento dei rapporti tra i dirigenti russi e statunitensi crei le giuste condizioni per affrontare questioni scottanti invece di impegnarsi in una disperata corsa agli armamenti che nessuno può vincere.m-skryabin-il-80-1600La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La potenza navale cinese: le portaerei

Alessandro Lattanzio, 3/2/2017

CV-17 Shandong in costruzione

CV-17 Shandong in costruzione

La prima portaerei cinese, la Tipo 001 CV-16 Liaoning, e la squadra di supporto assegnata avevano svolto le prime esercitazioni di tiro reale nel mare di Bohai, nel dicembre 2016. I velivoli imbarcati, i caccia J-15, erano dotati di missili aria-aria PL-12 e di missili antinave YJ-83. I velivoli decollavano utilizzando una rampa angolato a prua della portaerei, permettendo agli aeromobili di decollare più facilmente. La Liaoning svolgeva anche manovre in coordinamento con le fregate e i cacciatorpediniere di scorta. La Liaoning svolge il compito di addestrare i futuri equipaggi delle portaerei, oltre che i piloti dei velivoli imbarcati, che costituiranno la futura componente aero-navale imbarcata della Marina Militare cinese. La seconda portaerei, la Tipo 001A CV-17 Shandong, è in costruzione nei cantieri navali di Dalian. Sarà la prima portaerei costruita interamente in Cina, dato che la Liaoning è l’ex-sovietica Varjag, acquistata dall’Ucraina nel 1998 e ricostruita in Cina. Entrò in servizio il 25 settembre 2012 dopo ampie prove in mare, per svolgere il compito principale di piattaforma di addestramento per la componente aerea imbarcata della Marina Militare. La Liaoning regolarmente imbarca 24 caccia J-15, 6 elicotteri antisom Z-18F, 4 elicotteri di preallarme Z-18J e 2 elicotteri di ricerca e salvataggio Z-9C. Il caccia J-15 è la versione navale del J-11B, versione cinese del Su-27, che svolge essenzialmente il ruolo d’intercettore a causa dei limiti imposti dalle operazioni di decollo con il trampolino angolato.
1027257430 Pechino schiererà la futura portaerei CV-17 Shandong nel Mar Cinese Meridionale, aumentando le difese della Cina e la disponibilità a rispondere ad eventuali “situazioni complicate”. La CV-17 probabilmente svolgerà le prove in mare nel 2018-2019 e sarà operativa nel 2020. La CV-17 avrà un dislocamento maggiore, così come sono maggiori l’hangar per gli aerei sottocoperta e l’isola della nave, situata a dritta sullo scafo. L’analisi della struttura dell’isola, realizzata in due moduli, indica che disporrà di più avanzati sistemi di comunicazione e del nuovo radar a scansione planare (APAR) Tipo 346A, già impiegato sui cacciatorpediniere Tipo 052D; un aggiornamento del radar a scansione elettronica (AESA) Tipo 346. Una riproduzione delle sovrastrutture della portaerei si trova a Wuhan, per addestrare i piloti e le squadre degli addetti ai velivoli imbarcati. Mentre nella base aerea di Huangdicun, a nord-ovest del Golfo di Bohai, che ospita il reggimento dotato dei caccia navalizzati J-15, venivano costruite due catapulte per il lancio dei velivoli imbarcati sulle portaerei, dove si trovano anche due impianti per i trampolini di lancio e due piste dotate dei cavi di arresto presenti sulla portaerei Liaoning; tutte componenti del centro di addestramento dei piloti dei caccia imbarcati, per svolgere le operazioni di addestramento al decollo dal ponte delle portaerei. I due sistemi di lancio o catapulte, di Huangdicun, appaiono differenti, suggerendo lo studio di due diversi tipi di catapulte: una convenzionale a vapore, e una elettromagnetica. La base aerea di Huangdicun, quindi, riproduce la disposizione delle rampe di lancio, delle aree di atterraggio, delle catapulte e degli hangar per i caccia J-15 imbarcati sulle portaerei. Inoltre, su alcuni aerei J-15 sono stati osservati un gancio per catapulta sul carrello anteriore, per aiutarli al decollo. Le operazioni di decollo dalle catapulte (sistema CATOBAR) a Huangdicun dovrebbero iniziare a metà 2017, in vista della preparazione di un reparto aereo imbarcato abilitato a questo tipo di operazioni a bordo delle future portaerei cinesi. La futura portaerei Tipo 002 CV-18, che dovrebbe essere costruita presso i cantieri Jiangnan Changxingdao di Shanghai, sarà dotata delle catapulte per il lancio degli aeromobili, superando così i limiti di peso imposti attualmente dal sistema di decollo basato sulla prua angolata delle portaerei CV-16 e CV-17 (sistema STOBAR). Il sistema CATOBAR permetterà il decollo dalla CV-18 di velivoli più pesanti o dotati di un maggior carico bellico, consentendo d’imbarcare aerei antisom (ASW) e aerei-radar (AEW). Le portaerei STOBAR opereranno entro il raggio d’azione dei velivoli ASW e AWACS basati a terra, mentre la Marina Militare cinese provvede alla costruzione di una nuova nave rifornimento di squadra, la Tipo 901, in costruzione nel Guangdong da 45000 tonnellate di dislocamento, il doppio delle navi cisterna di squadra Tipo 903A attualmente in fase di prove in mare.
416 Come detto, queste portaerei avranno compiti di Controllo e Interdizione di Area (A2/AD), soprattutto nel Mar Cinese Meridionale, e garantiranno la protezione dei sottomarini lanciamissili balistici cinesi dislocati nella base navale dell’isola di Hainan, che si affaccia proprio sul Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha fortificato diverse isole semi-artificiali. Qui le isole Zhubi, Yongshu, Yongxing e Meiji dispongono di piste della lunghezza di 3000 metri, nelle prime due isole, e 2700 metri nelle altre due, dove possono atterrare e decollare i cacciabombardieri della Marina Jianhong JH-7A, dotati di siluri Air3-500 e bombe di profondità Shen-3A; i bombardieri lanciamissili Hong H-6K e H-6M; e i velivoli da trasporto Il-76 e Y-20. Sulle altre isole sono state costruite degli eliporti. Inoltre, su queste isole vengono schierati, a rotazione, 72 caccia-intercettori Jian J-11B, che effettuano pattugliamenti e sono dotati dei missili antinave YJ-62 e YJ-83, e dei missili anti-radar YJ-91. I caccia sono supportati dalle aerocisterne H-6U del 17.mo Reggimento della 6.ta Divisione bombardieri, e Il-78. Ogni H-6U può rifornire 4 aerei da combattimento J-11B, prolungandone l’autonomia di almeno 1000km; mentre un Il-78, nello stesso intervallo, può rifornire 10 J-11B. Infatti, il sistema di rifornimento in volo dell’H-6U permette di rifornire 2 caccia per volta, mentre il sistema ORM-1M dell’Il-78 può rifornire 3 aeromobili per volta. Gli intercettori verranno supportati anche dagli aerei AWACS KT-200, che possono rilevare 500 bersagli aerei e di superficie simultaneamente fino a 400 km di distanza e a 10000 metri di quota. Con il sistema digitale unificato di scambio dati standard 1553, trasmetteranno le informazioni sugli obiettivi ad aeromobili, navi, batterie lanciamissili e infine anche ai bombardieri H-6, che hanno per compito principale distruggere le unità AEGIS della Marina degli Stati Uniti utilizzando i missili supersonici YJ-12 (dalla velocità di Mach 5,5).
Le basi navali sulle isole artificiali Yongshu, Zhubi e Meiji possono ospitare navi dal dislocamento di 20000 tonnellate. I depositi di carburante e i centri di riparazione e manutenzione consentono alla Marina Militare cinese di schierarvi in modo permanente un gruppo di 30 navi di superficie e una forza mista di sottomarini diesel-elettrici e nucleari. Forze ritenute sufficienti dalla strategia per la “difesa delle zone limitrofe e la protezione delle operazioni prolungate”. Le squadre navali della PLAN sono di due tipi:
Il tipo “Quattro Fronti d’Acciaio”, che comprende cacciatorpediniere Tipo 052A/C per la difesa aerea, fregate Tipo 054 o corvette Tipo 056A per la difesa anti-som e gli attacchi missilistici, e una nave da guerra elettronica Tipo 815A dotata di sistemi di soppressione radioelettronica.
Il tipo “Otto Fronti d’Acciaio”, che comprende lo schieramento summenzionato più 1 sottomarino convenzionale Tipo 039, 1 sottomarino nucleare Tipo 093G, 1 velivolo Y-8 o Y-9 da guerra antisom e 1 aereo AWACS KT-200. I sottomarini e i velivoli ampliano l’efficacia della squadra navale.
Sulle isole sono schierati radar con portata oltre l’orizzonte, stazioni di rilevamento aereo e di contromisure elettroniche, e batterie di missili antiaerei Hongqi H-9, che in futuro saranno sostituiti dai più sofisticati Hongqi H-26. In definitiva, i presidi sulle isole Yongshu, Zhubi e Meiji permettono di controllare una parte significativa del bacino del Mar Cinese Meridionale.

CV.16 Liaoning

CV-16 Liaoning

La Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN) cinese, schiera 235000 effettivi suddivisi tra le Flotte del Mare del Nord, del Mare dell’Est e del Mare del Sud, e dispone di:
1 portaerei
26 cacciatorpediniere (4 Sovremennij, 1 Tipo 051B, 2 Tipo 051C, 2 Tipo 052B, 6 Tipo 052C, 3 Tipo 052D)
35 fregate (4 Tipo 053H26, 10 Tipo 053H3, 2 Tipo 054, 19 Tipo 054A)
25 corvette Tipo 056
85 pattugliatori lanciamissili (di cui 60 Tipo 022)
56 navi d’assalto anfibio (di cui 4 LPD Tipo 071)
42 cacciamine
5 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare
4 sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare
57 sottomarini convenzionali
316 velivoli da combattimento terrestri
21 velivoli da combattimento imbarcati
130 elicotteriasiemerdechineconflitzeeplateformepetrolierechinevietnamafpFonti:
Janes
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Sputnik
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La Russia adotta il MiG-35

Alexander Mercouris, The Duran 26/1/2017f5eac8654bd88f29de747b4a0cd6b817La videoconferenza tra il Presidente Putin e il MiG Bureau conferma l’avvio dei test del nuovo caccia MiG-35.
All’Airshow MAKS del 2015 Dmitrij Rogozin, Viceprimo Ministro incaricato delle industrie aeronautica e della difesa russe, affermava che la Russia lavorava all’introduzione di un caccia leggero per integrare il Su T-50. E’ ormai sempre più evidente che il caccia leggero a cui Rogozin si riferiva sia il MiG-35. Optando per il MiG-35 i russi adottano una via del tutto diversa da quella seguita dagli Stati Uniti con l’F-35, nato come caccia leggero per sostituire l’F-16, integrando il più grande e avanzato F-22. Considerando che l’F-35 è un aereo completamente nuovo, divenendo molto complesso e costoso, il MiG-35 si basa sul MiG-29, che volò per la prima volta negli anni ’70 ed entrò in servizio nel 1983. Le somiglianze tra MiG-35 e MiG-29 non dovrebbero comunque fatte pesare troppo. Anche se i due velivoli sono molto simili, e anche se il MiG-35 non è ovviamente un aereo completamente nuovo, ne è una riprogettazione fondamentale utilizzando le tecnologie avanzate attuali. Ecco come Jurij Sljusar, direttore della United Aircraft Corporation della Russia, l’ha descritto alla videoconferenza con Putin, “Il caccia è stato progettato specificamente per il combattimento nei conflitti ad alta intensità e in condizioni di difesa aerea dense. Ottimi risultati sono stati raggiunti utilizzando un nuovo sistema di difesa e un nuovo sensore di ricerca ed inseguimento a raggi infrarossi. La visibilità radar dell’aereo è stata ridotta di diverse volte. Abbiamo aumentato da sei a otto il numero di piloni rendendo possibile l’utilizzo di sistemi d’arma attuali e futuri, comprese le armi laser. Il raggio d’azione del velivolo è stato più che raddoppiato. Ciò è stato ottenuto aumentando la capacità dei serbatoi interni e la funzione del rifornimento in volo, che può essere effettuato con cisterne agganciate ad aeromobili della stessa famiglia. Tutti i sistemi utilizzati dal MiG-35 sono stati progettati e realizzati in Russia, inclusi i sistemi più recenti come il sistema inerziale e il sistema di puntamento sul casco”. Una delle principali differenze con il MiG-29, che Sljusar non menzionò, è che a differenza del MiG-29, il MiG-35 utilizza un radar a scansione elettronica (AESA) Phazotron Zhuk-AE, molto più sofisticato del radar del MiG-29, fornendo al MG-35 le capacità illustrate da Putin nella videoconferenza, “Prendo atto che il nuovo caccia polivalente MiG-35 ha migliorate caratteristiche di volo e tecniche ed è dotato dei più moderni sistemi d’arma. Lei lo sa meglio di me. Può inseguire da 10 a 30 obiettivi contemporaneamente e può operare contro bersagli a terra e in mare. È un velivolo davvero unico e promettente, di 4++ generazione, si potrebbe dire molto vicino ad essere di 5.ta generazione”. Va aggiunto che anche se l’Ufficio MiG ha presentato diverse varianti del MiG-29, che precedentemente spacciò come aerei di nuova generazione con le denominazioni “MiG-33” e anche “MiG-35”, il vero sviluppo del MiG-35 iniziò solo nel 2007, ed è solo di recente che le Forze Armate russe vi si sono fermamente dedicate, con risorse finora concentrate sul Su T-50. Questo è infatti caratteristico dello sviluppo dei caccia russi. Dagli anni ’50, allo sviluppo di sofisticati caccia ‘pesanti’, sempre assegnato al Bureau Sukhoj, viene data priorità. Una volta che il lavoro su di esso è in sostanza completato, si passa al caccia ‘leggero’, invariabilmente progettato dal Bureau MiG subito dopo.
La decisione russa di optare per la riprogettazione completa del MiG-29, piuttosto che seguire l’approccio degli Stati Uniti sviluppando un nuovo caccia leggero come l’F-35 è, naturalmente, funzionale alle risorse più limitate della Russia. Tuttavia, segue anche la tradizione della progettazione russa che evita rischi e riduce i costi aumentando la persistenza dei vecchi progetti, utilizzando tecnologie avanzate per riprogettarli. Esempi ben noti sono il MiG-15 divenuto MiG-17, il Su-7 divenuto Su-17, negli anni ’50, del MiG-21, che negli anni ’70 divenne il più avanzato MiG-21bis, del MiG-23 divenuto il molto più avanzato MiG-23ML, e del MiG-25 del 1960 che negli anni ’80 divenne l’avanzato MiG-31, ancora oggi in servizio. Anche se pochi lo diranno, è noto che vi sono alcuni negli Stati Uniti che pensano che al posto dell’F-35 gli Stati Uniti avrebbero dovuto seguire la stessa strada, riprogettando l’F-18, un aereo somigliante al MiG-29, quale proprio caccia principale al posto del troppo complesso e costoso F-35. Alcuni tweets del presidente Trump suggeriscono che la pensa così. Ma per gli Stati Uniti, ora pienamente impegnati con l’F-35, è ormai troppo tardi.mig2_700

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora