I terroristi in Siria, perdono terreno

Ziad Fadil, Syrian Perspective 13/8/2017Il Qatar continua ad utilizzare i suoi vasti depositi di denaro per sponsorizzare il terrorismo in Siria. È dunque difficile capire perché l’Iran non convinca i derelitti di Doha a finirla con la loro politica folle e autodistruttiva del “cambio di regime” a Damasco. Con i sauditi che guidano la coalizione dei Paesi del Golfo-Egitto per porre fine alla connivenza del Qatar con Turchia e Fratellanza musulmana, si potrebbe pensare che l’Iran sfrutti l’isolamento del Qatar per portarlo a un comportamento più razionale. La rapida mossa della Turchia per aiutare il Qatar è parallela alla manovra dell’Iran per frustrare l’Arabia Saudita, sua principale nemesi nel Golfo. La Turchia è guidata da un membro della fratellanza, Erdoghan, che gelosamente protegge gli interessi del movimenti anti-primogenitura fondamentalista sunnita della fratellanza mussulmana; una posizione non troppo contraria agli atteggiamenti anti-monarchici dell’Iran. Ma qui finiscono le somiglianze. L’Iran è impegnato nella piena liberazione della Palestina, mentre i turchi restano nel mondo dell’accordo sionista. L’Iran costruisce una mezzaluna sciita nel nord del Medio Oriente, mentre la Turchia intende annettersi intere regioni per interdire i piani curdi su una nuova repubblica al confine meridionale. Tutto ciò rende è argomento per le sessioni rap nei college di fine settimana. Tuttavia, è anche un problema intrattabile per chi cerca di porre fine alla carneficina in Siria e Iraq. Lo provano gli eventi nel Ghuta sud-orientale. Il Faylaq al-Rahman, finanziato e armato dal Qatar, avviava un grande assalto sulle postazioni dell’EAS nell’area del Wadi Ayn Tarma. L’attacco principale si concentrava sui villaggi al-Muhamadiya e Aftaris e la zona della compagnia al-Lahma. I terroristi attaccarono i soldati siriani con i nuovi lanciamissili TOW acquisiti attraverso il MOK, o ex-comando dei terroristi sostenuto dagli statunitensi in Giordania. L’operazione fu chiamata “Wala Tahzani” o “Non essere triste”, se ci credete.
I TOW furono disattivati dal dispositivo d’intercettazione Sarab-1 sviluppato nazionalmente e che si trova oggi su tutti i carri armati dell’EAS. Il dispositivo invia segnali ai missili anticarro facendoli sbandare. Ha avuto un effetto rivoluzionario sulle operazioni dell’EAS nel Paese. E ora, con gli Stati Uniti che ritirano il sostegno ai gruppi terroristici, assieme alla svolta dell’Arabia Saudita nella politica sulla Siria, i terroristi si ritrovano in condizioni di combattimento sempre più pericolose. E così il Faylaq al-Rahman perdeva in un giorno 29 ratti e oltre 120 rimanevano feriti, anche seriamente. Coi terroristi che si lamentano apertamente della modalità dell’attacco, vi sono chiacchierate che indicano la completa dissoluzione della fiducia nel capo del gruppo Abdulnasir Shamir, ex-capitano dell’Esercito arabo siriano che disertò passando al terrorismo inflitto alla Siria nel 2012. Inoltre, il Faylaq al-Rahman non rientra negli accordi di “de-escalation” di Astana, Kazakhstan, né in quelli di Putin e Trump durante il faccia a faccia nell’ultimo vertice dei G-20. Come avevamo già scritto, i terroristi della CIA lasciano la nave che affonda, portandosi vassoi di baqlava e tavolini da backgammon fabbricati a Damasco. Ciò che rimane è l’equipaggio di scheletri degli “imprenditori indipendenti”, principalmente ex-spie ed ufficiali di medio rango che ricevono lo stipendio dal Qatar. Ciò non è di buon augurio per i gruppi terroristici rimasti nel Ghuta. Soprattutto perché l’Esercito arabo siriano ha ormai sradicato la presenza dello SIIL ad al-Suwayda, lasciando 15000 soldati liberi di tornare sul fronte di Damasco con migliaia di volontari addestrati in Iran a mantenere al-Suwayda libera dai ratti.
Credo francamente che l’operazione del Wadi Ayn Tarma fosse destinata ad accontentare i qatarioti, per continuare il flusso di denaro dal Qatar mostrando che il gruppo era ancora operativo. Guardando come il gruppo ha svolto la missione, sembra che non abbia altro scopo che uccidere quanto più soldati dell’EAS. Come si è scoperto, nessun soldato siriano è stato ucciso nei combattimenti. Ciò probabilmente grazie alla reazione delle forze aeree sulle posizioni chiave, mettendo a rischio l’assalto e costringendo i ratti terroristici a cedere altro territorio, nelle aree agricole, all’Esercito arabo siriano che avanza. Una volta capito, vedremo il capo di Faylaq al-Rahman dirigersi verso il ceppo del boia, molto presto. Lo SIIL sta anche peggio. La SAAF l’ha bombardato nel Qalamun, in particolare sulle colline al-Hashishat, al-Jarajir, Qara, snodo Mira, e a Martabiya e Shumays, dove sono stati distrutti i centri di comando. Anche ad Hama lo SIIL viene bastonato, dove l’EAS liberava tutte le colline intorno alla città di Salba. Si potrebbe pensare che qualcuno del gruppo possa capire quale sia la situazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La cooperazione militar-tecnica tra Russia e India continua

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 9.08.2017L’India è ampiamente nota come il maggiore importatore dei prodotti dell’industria della Difesa russa e la Russia è il fornitore principale di armamenti dell’India. L’India collabora nell’ambito militar-tecnico con molti altri Paesi, tra cui i tecnologicamente avanzati Stati Uniti, Francia, Corea del Sud e Giappone. Pertanto, la leadership della Russia nel mercato indiano può essere considerata un attestato dell’alta qualità dei prodotti russi. Inoltre, ciò dimostra l’affidabilità delle relazioni Russia-India e la grande fiducia tra i due Paesi. Tuttavia, negli ultimi anni, l’India ha iniziato seriamente a sviluppare la propria industria della Difesa. Nel settembre 2014, il Primo ministro indiano Narendra Modi lanciò l’iniziativa “Make in India”, intesa a portare l’industria indiana ad un nuovo livello, creando molti posti di lavoro e assicurandosi un flusso di investimenti esteri. Secondo il programma, l’India intende sviluppare vari tipi di produzione ad alta tecnologia sul proprio territorio e in tutti i campi. Oltre all’effetto economico, grazie al “Make in India”, l’India si aspetta di compiere un salto nel campo tecnico-scientifico. Il programma copre un’ampia gamma di settori, tra cui la tecnologia militare. Di fronte alla crescente concorrenza dei produttori indiani, alcuni esportatori esteri potrebbero essere costretti a ridurre le forniture o addirittura a ritirarsi dall’India. Tuttavia, è improbabile che ciò influenzi la Russia. La cooperazione militar-tecnica Russia-India (MTC) ottiene slancio. Uno dei motivi per cui la Russia ritiene di restare nel mercato indiano è che la Russia non solo vende mezzi all’India, ma fornisce anche tecnologia. Molti tipi di armamenti sviluppati dall’industria della Difesa russa sono ora prodotti su licenza in India. Ciò è coerente con il programma “Make in India” e contribuisce al progresso scientifico e tecnologico indiano. A questo proposito è indicativa la storia della cooperazione russo-indiana nei blindati. Dal 1980 al 1990, il carro armato sovietico T-72M1 fu prodotto in India. L’assemblaggio del carro armato T-90S nel territorio indiano iniziò nel 2003. Nel settembre 2015, si ebbe la notizia che l’India negoziava con la Federazione russa l’acquisto della versione aggiornata T-90MS. E nel marzo 2016, la società statale russa Rosoboronexport annunciò l’inizio dei negoziati relativi alla produzione di T-90MS in India. Nel novembre 2016, i media indiani riferirono dell’acquisto in Russia di una grande quantità di armi, tra cui 464 carri armati T-90MS. Nel febbraio 2017, la Russia estese agli indiani la licenza per la produzione dei T-90S. I veicoli blindati sono solo una delle molte direzioni della cooperazione militar-tecnica russo-indiana. Nel marzo 2017, i media riferirono che quest’anno Russia e India concluderanno i contratti per la vendita di 48 elicotteri Mi-17V-5 e 4 fregate. Gli elicotteri e le navi russi sono già a disposizione delle forze armate indiane. Il desiderio dell’India di acquisirne di ulteriori indica che è soddisfatta delle acquisizioni passate.
Particolarmente importante da notare è la cooperazione russo-indiana sul programma BrahMos, dove la società aerospaziale russa NPO Mashinostroenia e l’Organizzazione indiana di Ricerca sulla Difesa hanno sviluppato un missile supersonico antinave che supera le controparti estere in velocità e potenza di fuoco. Il lavoro iniziò nel 1998, il primo lancio avvenne nel 2001 e ora il missile BrahMos è in servizio nell’esercito indiano da diversi anni. Lo sviluppo russo-indiano interessa anche altri Paesi; numerosi Stati di Africa e America Latina hanno deciso di acquistarne per un valore complessivo superiore ai 10 miliardi di dollari. Nel 2011 l’India ordinò 200 missili per 4 miliardi di dollari per le proprie forze armate. Il programma BrahMos continua. In questi anni esperti russi e indiani hanno collaborato per migliorare i progetti, adattandoli per risolvere nuovi problemi. Furono sviluppate versioni terrestri e navali del missile. Nel 2011 furono confermate le notizie che fossero in corso progetti per dotare gli aerei da combattimento FGFA dei missili BrahMos. Questo velivolo, unitamente ai velivoli russi Su-30MKI (ora prodotti su licenza in India), è un altro sviluppo russo-indiano. Fu una decisione molto audace, dato che finora nessuno ha ancora osato installare tali armi pesanti sui caccia. Nel 2017, l’obiettivo è stato raggiunto, fu necessario creare una versione leggera del missile pesante 2,5 tonnellate, 500 kg in meno del prototipo. Così il BrahMos è diventato il primo missile nella storia con tali velocità e gittata ad essere installabile sui caccia. Nel marzo 2017, il missile BrahMos ER aggiornato fu testato per la prima volta in India. Il nuovo missile può colpire bersagli a una distanza di 450 km. La società russo-indiana BrahMos Aerospace attualmente lavora su un nuovo missile in grado di raggiungere 5000 km all’ora. Presumibilmente, sarà pronto tra 2-3 anni.
Nel giugno 2017, il Ministero della Difesa russo ospitò una riunione della Commissione russo-indiana per la cooperazione tecnico-militare cui parteciparono il Ministro della Difesa Sergej Shoygu e l’omologo indiano Arun Jaitley. Le parti adottarono un piano di ulteriore cooperazione. Secondo Sergej Shojgu, Russia e India rafforzeranno la cooperazione per aumentare la disponibilità al combattimento delle forze armate. Ricordava che un partenariato strategico privilegiato esiste da molti anni tra i due Paesi. Il ministro inoltre affermò che parte importante di queste relazioni sono le esercitazioni militari congiunte regolari e che le manovre russo-indiane annuali “Indra-2017” si terranno nel territorio russo, come previsto, nell’autunno 2017. Quindi si può concludere che la cooperazione con la Russia aiuta l’India ad acquisire non solo equipaggiamenti militari moderni, ma anche a sviluppare il proprio potenziale scientifico e tecnico, che per il programma Make in India è solo utile. Ma non è l’unico motivo per cui la cooperazione militare-tecnica russo-indiana continuerà a crescere. Come è noto, la cooperazione militar-tecnica non esiste solo nell’ambito del commercio internazionale. Quando i due Paesi permettono il reciproco accesso a settori legati alla propria sicurezza, vi è dimostrazione di grande fiducia ed interessi strategici comuni. Parlando al 18° vertice russo-indiano all’inizio di giugno 2017, il Presidente Vladimir Putin notava soprattutto che la cooperazione militar-tecnica tra Russia e India è un fattore che attribuisce particolare significato alle relazioni russo-indiane. Secondo lui, la Russia non ha tale stretta collaborazione con altri Paesi nei settori delicati della difesa. L’India ha bisogno del sostegno russo per mantenere la posizione nella concorrenza con Pakistan e Cina, nonché per combattere la minaccia terroristica che proviene dal Medio Oriente. La Russia ha bisogno di un’India potente per assicurare la stabilità dell’Asia centrale, soprattutto nelle ex-repubbliche sovietiche al confine russo. Così, la cooperazione strategica russo-indiana è molto importante per entrambi i Paesi.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Operazioni dell’Esercito arabo siriano: 1-10 agosto 2017

Alessandro LattanzioIl 1° agosto, la SAAF bombardava le posizioni del SIIL nelle province di Homs, Hama e Raqqa, presso Humimah, al-Suqanah, Mushayrafah, Jub al-Jarah e al-Rabiyah, infliggendo gravi perdite ai terroristi. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano Arhabi, al-Sharidah, Qabli, al-Sabaqah, Qanam al-Ala, Wadi al-Qarar e Sabayat, tra Raqqa e Dair al-Zur, avanzando su Zur Shamir, Abu Salim Hamad, Wadi al-Hama e Huayja Ashraf. Gli aerei da guerra statunitensi uccidevano o ferivano oltre 80 civili ad al-Shuayt, al-Duayar e al-Asharah, ad est di Dair al-Zur. 4 capi del SIIL venivano eliminati dall’Esercito arabo siriano ad al-Salamiyah, tra cui Abu al-Hanaya, liquidato con la distruzione del suo autoveicolo. La SAAF bombardava la base del SIIL tra Salba e Uqayrabat, distruggendola. La SAAF bombardava le posizioni del SIIL presso Salamiyah, a Juruh, Salba, Qulayb al-Thur, Jana al-Albuyi, Daqilah Shamaliyah, Daqilah Janubiyah e al-Azib, distruggendo almeno 5 tecniche. Nella base aerea di Humaymim risultavano schierati 22 velivoli tattici delle VKS: 11 bombardieri tattici Sukhoj Su-24, 3 aerei d’attacco Sukhoj Su-25SM, 3 caccia-intercettori Sukhoj Su-27SM3, 6 caccia-intercettori Sukhoj Su-35, 4 cacciabombardieri Sukhoj Su-30SM e 6 bombardieri tattici Sukhoj Su-34. Il governo russo aveva stipulato un contratto di 49 anni per la gestione della base aerea di Humaymim. Erano presenti anche 1 aereo da ricognizione Iljushin Il-20M e 1 aereo-radar Beriev A-50U. Nel sud-ovest del governatorato di Raqqa, la Quwat al-Nimr avanzava su Madan e il triangolo Bishri, al confine tra Raqqa e Dair al-Zur, mentre a sud di Ithriyah, Quwat al-Nimr, Liwa al-Quds, Dar al-Qalamun, 11.ma Divisione corazzata, NDF e Suqur al-Zuba avanzavano verso Suqanah isolando i terroristi nella regione di Uqayribat, ad est di Hama. Tali terroristi erano all’estremità occidentale di un grande saliente al centro della Siria tra Homs e Hama. Dair al-Zur riceveva rinforzi e rifornimenti da Qamishli, permettendo ai difensori della 104.ma Brigata aeroportata dell’EAS, a Dair al-Zur, un’azione offensiva contro i terroristi. Utilizzando un tunnel, distruggevano una linea dei rifornimenti del SIIL ad al-Maqabar. La Russia dispiegava 400 truppe nei governatorati di Dara e Qunaytra. Gli aerei da guerra degli Stati Uniti bombardavamo Busaraya, al-Qashqiyah, al-Qashma, al-Shuayt, al-Duyir e al-Asharah, tra Raqqa e Dair al-Zur, uccidendo e ferendo 90 civili.
Il 2 agosto, l’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco del SIIL su Dair al-Zur, presso la caserma del 137.mo Reggimento e al-Baqaliyah. L’Esercito arabo siriano respingeva un pesante attacco di Jabhat al-Nusra su Marimin e Qurmus, presso Homs, mentre le unità d’artiglieria dell’EAS bombardavano le basi di Jabhat al-Nusra a Tibah al-Qarbi, Qafr Laha, Taldu e Tal Zahab. La SAAF bombardava le posizioni del ISIL a sud-est di Raqqa, a Madan, al-Qamisah, al-Jabar, Maqala Qabir, Maqala Saqir e Qanam al-Ala distruggendo diversi depositi di armi e munizioni ed eliminando numerosi terroristi. L’Esercito arabo siriano liberava Jabal al-Tunutur, ad ovest di Suqanah, entrando da sud-ovest nella città, catturando diverse fortificazioni del SIIL. Le forze governative siriane hanno liberavano a sud di Raqqah la regione di Sabaqah e i villaggi Huija Shanan, Rahbi, Sabaqah, Jabaliya e Rabiyah, sul fiume Eufrate, eliminando 330 autoveicoli, 3 carri armati, 11 pezzi d’artiglieria, 12 centri di comando e 3 depositi di armi del SIIL.
Il 3 agosto, Esercito arabo siriano e forze curde creavano un centro operativo congiunto per coordinare le operazioni antiterrorismo a Raqqa e Dair al-Zur. Rizan Hadu, politico curdo-siriano, osservava che i colloqui tra il governo siriano e le forze curde, “Avranno un effetto positivo sul coordinamento militare in diversi centri e ci accompagneranno nell’avventurosa avanzata per liberare dal SIIL Raqqa e spezzare l’assedio di Dair al-Zur“. Secondo il giornale “al-Aqbar”, diverse questioni contribuivano all’accordo, come le tensioni con i turchi ad Ifrin e le differenze tra statunitensi e curdi su al-Tanaf. Nel frattempo un altro gruppo del Jaysh Muquir al-Thura dell’esercito libero siriano, si consegnava all’Esercito arabo siriano presso la regione al-Tanaf, a sud di Homs. Le forze siriane attaccavano le posizioni del SIIL presso Dair al-Zur, ad al-Baqaliyah e Tal Alush, distruggendo diverse posizioni ed eliminando numerosi terroristi. Nel frattempo, l’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava la base del SIIL nel quartiere al-Rasafah di Dair al-Zur, distruggendola. Alcuni capi del SIIL venivano eliminati da ignoti nel quartiere al-Susah di Dair al-Zur e ad al-Buqamal, tra essi Abu Safiyah al-Qundari e Faysal al-Shamari. I soldati siriani respingevano diversi attacchi del SIIL nei pressi del Jabal al-Shumariyah, ad est di Homs, e nei pressi di Maqsar al-Hasan, Tal Hua e Jub al-Jarah. Le forze armate siriane avanzavano di 30 km lungo le rive meridionali del fiume Eufrate, a sud-est di Raqqa, liberando al-Ziyabiyah, al-Mastahah, Shamarah e Islam. Il gruppo terroristico Jabhat al-Nusra lasciava il Jarud al-Arsal mentre Hebzollah liberava Hasan al-Qarbah, Musharaf, Aqabah Nuh Asanayn e Wadi al-Zahr. L’esercito turco e i gruppi terroristici affiliati attaccavano le SDF a Tal Rafat, Shahba, Samuqah, Tal Maziq, Harbal e Tal Jihan, a nord di Aleppo.
Il 4 agosto, negli scontri tra i terrori del SIIL ad al-Buqamal, a sud-est di Dair al-Zur, venivano eliminati numerosi terroristi, tra cui Abu Shadi al-Jilani, un noto capo del SIIL. 2 capi di Ahrar al-Sham venivano eliminati a sud-ovest di Aleppo, Abu Uthman al-Hamwi e Abu Shuayb al-Hamwi, mentre l’EAS liberava Tal Sanubarat, Tal Mahruqat e al-Amara, presso Aleppo, e distruggeva 2 carri armati dei terroristi presso Tal Bazu, nella periferia sud-occidentale di Aleppo. Le truppe dell’Esercito arabo siriano e la SAAF bombardavano le linee del SIIL a Panorama, al-Umal e al-Ayash, a Dair al-Zur, eliminando decine di terroristi, e liberavano la regione di al-Maqabar, tagliando le linee dei rifornimenti dei terroristi tra Jabal al-Thardah e caserma Junayd. Nel frattempo, l’artiglieria dell’EAS bombardava le posizioni del SIIL nel Wadi al-Thardah, Huayja Saqr, al-Marayah, Tal Alush e al-Baqaliyah, eliminando numerosi terroristi e loro mezzi.
Il 5 agosto, l’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco di Hayat Tahrir al-Sham ed Esercito libero siriano (ELS) su Dahrat al-Aliya, a nord di Hama, distruggeva 1 carro armato e 1 blindato dei terroristi presso Tal Bazam, e bombardava le posizioni dei terroristi presso Man, Muraq e Lahaya. L’Esercito arabo siriano liberava al-Dubaiya e Wadi al-Sut al confine siriano-giordano. Hezbollah annunciava che i terroristi di Hayat Tahrir al-Sham aveva lasciato il Jarud al-Arsal. La SAAF bombardava le posizioni del SIIL a Qatamal e Um Tuayna, ad est di Homs, distruggendo 2 depositi di droni da ricognizione, autoveicoli, armi, carri armati, razzi e proiettili di artiglieria. Le unità dell’EAS respingevano l’attacco del SIIL su al-Maqabar, e bombardavano le fortificazioni dei terroristi a Tal Baruq, al-Qanamat e Tal Alush, a Dair al-Zur. L’Esercito arabo siriano liberava al-Hajanah, ad ovest di al-Suqanah, e bombardava le posizioni del SIIL presso al-Hayl, infliggendo notevoli perdite ai terroristi. I soldati dell’EAS entravano ad al-Suqanah liberando il Jabal al-Tantur, a nord-est della città, il Bazar al-Suqanah e la strada al-Suqnah-Ruz al-Wahash, dopo aver respinto l’attacco del SIIL distruggendo 3 loro autoveicoli. Il capo della sicurezza del SIIL ad Uqayrabat, ad est di Hama, Abu Qays al-Salbui, veniva eliminato da sconosciuti, mentre le truppe dell’Esercito arabo siriano e la Liwa al-Quds avanzavano ad est di al-Salamiyah, eliminando numerosi terroristi, e la SAAF bombardava le fortificazioni del SIIL a Junb al-Albui, Abu Hanaya, Salba e Abu Habilat. L’Esercito arabo siriano avanzava su Ayn Tarma e Jubar, ad est di Damasco, liberando diversi edifici ad est di piazza al-Manashir, mentre la SAAF effettuava 16 attacchi aerei contro le fortificazioni di Faylaq al-Rahman e Hayat Tahrir al-Sham, bombardate anche da più di 60 razzi Burqan, distruggendo diversi tunnel, 1 centro di comando vicino la scuola al-Qansa e 1 deposito di armi dei terroristi. L’Esercito arabo siriano liberava Hardan, Salam al-Hamad, al-Atashana, Maqalat Qabir, Maqalat Saqir e al-Dama, a sud-ovest di Raqqa. L’Esercito arabo siriano e le Forze Nazionali di Difesa liberavano al-Suqanah, mentre la Quwat al-Nimr e le forze tribali governative liberavano Abu Hamad e Salim Hamad sull’Eufrate, a sud di Raqqa. Il 5.to Corpo dell’Esercito arabo siriano era entrato ad al-Suqanah da tre assi, sud, sud-ovest e sud-est, costringendo i terroristi dello Stato islamico a ritirarsi, mentre nei combattimenti veniva eliminato l’emiro del SIIL Muaiya al-Hadirimi al-Zabarjandi, facendo crollare le linee dei terroristi nella città. Nel frattempo gli aviogetti statunitensi effettuavano 44 incursioni su Raqqah, uccidendo almeno 90 civili, mentre le SDF bombardavano i quartieri Hisham ibn Abd al-Maliq, Nazlat al-Shahada e Masqan al-Saqar. el frattempo, la SAAF bombardava le posizioni del SIIL ad Humimah, infliggendo gravi perdite ai terroristi.
Il 6 agosto, la SAAF bombardava le posizioni del SIIL a Tal Alush, Tal Baruq, al-Qanamat, al-Maqabar, al-Tabani, al-Shamitiyah, al-Umal e al-Hamidiyah, a Dair al-Zur, eliminando numerosi terroristi e distruggendo 1 deposito di munizioni. Le truppe dell’esercito libanese liberavano diverse colline alla frontiera con la Siria, tra cui Tal Abu Ali e Tal Zalil al-Aqra, a Ras Balbaq, oltre a Tal Najasah e Tal Zanar nel Wadi Shabib. L’esercito libanese bombardava le posizioni del SIIL a Qirbat Davud, Ras al-Qaf, al-Washal, Jabal al-Muqayramah, Shamis al-Ash e Darb al-Arab, nel Ras Balbaq. Le truppe dell’Esercito arabo siriano eliminavano ad est di Hama, numerosi terroristi, tra cui Abu Isa al-Salbui, capo della sicurezza del SIIL di Uqayrabat, e liberavano Marimin, a sud-est di Ithriya. Le forze governative siriane liberavano Tal Abu Qulah, Zuhur Rasm al-Qun e Tul Milih, presso Suqanah.
Il 7 agosto, l’Esercito arabo siriano bombardava le posizioni del SIIL a Dair al-Zur, nelle regioni di al-Maqabar, Panorama, al-Baqaliyah, al-Mamal, Junayd, caserma Tamim, al-Umal, al-Hamidiyah, al-Tabani, al-Shamitiyah e al-Buytiyah, distruggendo un grande deposito di armi del SIIL ad al-Masrab. La SAAF bombardava le posizioni del SIIL ad Um Sahriaj, al-Tibah, Tuaynan e Humimah, al confine delle province di Dair al-Zur ed Homs, distruggendo diversi centri di comando, autoveicoli ed attrezzature dei terroristi. Inoltre, venivano bombardati i concentramenti del SIIL ad al-Qashabiyah, al-Fasadah, Abu Habilat, Jani al-Bui, Daqilah al-Shumali e Salba, ad est di Hama. L’Esercito arabo siriano liberava Sharidah Sharqi e Tishrin 6, sull’Eufrate, e bombardava le posizioni dei terroristi sul Jabal al-Buliyah, a Madan, al-Qamisah, al-Jabar e al-Namisahin, distruggendo diversi centri di comando del SIIL. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberava Manuq, a sud-est della regione di Jub al-Jarah, distruggendo diversi autoveicoli dei terroristi del SIIL. Le truppe dell’Esercito arabo siriano, respingevano gli attacchi del SIIL su Dair al-Zur, infliggendo notevoli perdite ai terroristi presso al-Baqaliyah, al-Maqabar e caserma del 137.mo Reggimento. Nel frattempo, la SAAF bombardava le posizioni del SIIL nel quartiere al-Sinah, a Tal Alush e al-Jafrah. I gruppi terroristici dell’esercito libero siriano Jaysh al-Asuad al-Sharqi, Jayh Maquir al-Thura, Ahrar al-Sharqi e Jaysh al-Sharqi formavano un comitato che invocava l’attacco su Dair al-Zur da Shadadi, a sud di Hasaqah, e chiedeva agli Stati Uniti di sostenerli in una guerra contro le forze siriane e le Unità di protezione del popolo (YPG) curde. L’Esercito arabo siriano liberava al-Duayqilah, presso la stazione di pompaggio T2 e al-Humimah, nel sud-est della provincia di Dair al-Zur. Il SIIL poche ore dopo la liberazione di al-Suqanah, attaccava la città, ma veniva respinto con perdite pesanti, lasciando all’Esercito arabo siriano il pieno controllo della città. Il 5.to Corpo dell’Esercito arabo siriano avanzava a nord di al-Suqanah, verso al-Qum e Tibah, ed eliminando numerosi terroristi. Nel frattempo, la SAAF bombardava le posizioni del SIIL a Um Sahrij, Um Tuayinah, Tuyinan e al-Shandaqiyah, distruggendo 1 centro di comando. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano 100 kmq nella provincia di Suwayda, tra cui Tal Asadi, Tal Jarin, Tal Rayahin e Bir al-Sabuni, avanzando su Bir al-Sut.
L’8 agosto, diversi terroristi venivano eliminati a Dara dall’esplosione di in un deposito di armi a Qatibah al-Mahjurah. Ad Ayn Tarma e Jubar, ad est di Damasco, il Faylaq al-Rahman attaccava le posizioni di Ahrar al-Sham ed occupava Mudira. Inoltre, Faylaq al-Rahman scacciava Ahrar al-Sham da Irbin e dalle posizioni a Qafr Batayna e Saqaba, oltre ad attaccare le posizioni dell’Hayat Tahrir al-Sham a Qafr Batayna, Hazah e al-Ashari. Il Jaysh al-Islam attaccava le posizioni del Faylaq al-Rahman ad al-Ashari, Bayt Sua e al-Aftaris. Nel frattempo, l’Esercito arabo siriano liberava piazze Manashir e Jaha, a Jubar. Le truppe dell’Esercito arabo siriano a Dair al-Zur distruggevano 2 centri di comando del SIIL nel quartiere al-Qasarat e bombardavano le posizioni del SIIL presso Panorama e nel Wadi al-Thardah. Aerei militari siriani e russi bombardavano le fortificazioni del SIIL ad est di Aqarib, eliminando decine di terroristi, mentre l’EAS respingeva l’attacco dell’Hayat Tahrir al-Sham ad ovest di al-Salamiyah, tra al-Satahiyat e Aydun. 5 autobombe di Jabhat al-Nusra venivano distrutte dall’EAS presso Jurin, a nord-ovest di Hama. L’Esercito arabo siriano accerchiava da ovest e da sud Madan, liberando diverse aziende agricole e insediamenti ad ovest della città, nel sud-est della provincia di Raqqa. Oltre 70 civili venivano uccisi o feriti dagli attacchi aerei degli Stati Uniti nella provincia di Dair al-Zur e a Raqqa.
Il 9 agosto, le truppe dell’Esercito arabo siriano respingevano l’attacco del SIIL sul Badiyah, tra le province di Homs e Dair al-Zur, nella regione di Humimah, distruggendo 11 autoveicoli. Terroristi del Faylaq al-Sham attaccavano le posizioni della liwa al-Huriyah dell’ELS sul Jabal al-Aqrad, a nord-est di Lataqia, uccidendone il capo Ahmad Jasam. Presso Humimah, nell’est della provincia di Hama, le forze siriane respingevano l’attacco del SIIL da tre direzioni su T2, eliminando almeno 80 terroristi ed 11 loro autoveicoli. L’Esercito arabo siriano liberava Qarab al-Qatana, a sud di Ithryia, sempre nell’est della provincia di Hama, eliminando 10 autoveicoli e 30 terroristi del SIIL, e a sud-est di Raqqa, gli aerei da combattimento siriani e russi bombardavano 5 posizioni del SIIL ad al-Suayda e a Madan. L’EAS bombardava le posizioni dei terroristi nei pressi di al-Daqilah, distruggendo 3 autoveicoli del SIIL. Le unità siriane respingevano i terroristi del SIIL da al-Muazafin, Panorama, Maqabar e al-Thardah, a Dair al-Zur, distruggendo le basi della ‘polizia islamica’ ad al-Qasarat e presso il vecchio aeroporto. Nel frattempo, l’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava le posizioni del SIIL ad al-Sinah, al-Jabilah e al-Maqabar, eliminando numerosi terroristi. La SAAF bombardava le posizioni del SIIL a Panorama e al-Baqiliyah. L’Esercito arabo siriano liberava Qa al-Sarat, Wadi al-Shab e le caserme della 133.ma, 143.ma e 154.ma Guarnigione, presso la frontiera con la Giordania, avanzando di 57 km nella provincia di Suwayda e quindi liberando l’intero confine Governatorato di Suwayda-Giordania. La base aerea di Jarah, ad est di Aleppo, veniva riattivata dalla SAAF che vi dispiegava gli aerei militari siriani e russi che effettuavano le diverse operazioni contro il SIIL ad est di Hama e a sud di Raqqa. L’Hayat Tahrir al-Sham radunava diverse organizzazioni terroristiche ad Idlib, tra cui Hizb al-Islami al-Turqistani e Suqur al-Sham. Gli attacchi degli aerei da combattimento degli USA uccidevano 36 civili nelle province di Raqqa, Dair al-Zur e Hasaqa. Nel frattempo, i terroristi del SIIL rimasti ad est di Salamiyah, fuggivano per evitare di essere accerchiati dall’Esercito arabo siriano che avanzava nelle province di Homs e di Hama. “Fuggono perché saranno presto senza dubbio circondati dalle nostre forze, che si collegheranno a Rasafah, tagliando le loro linee di rifornimento ad est di Salamiyah“.
Il 10 agosto, le forze armate siriane liberavano 20 isolati a Jubar e bombardavano le posizioni dei terroristi ad Ayn Tarma.

La tradizione vittoriosa della RPDC resterà per sempre

Kim Jong Un dirige il secondo lancio dell’ICBM Hwasong-14
Rodong 29 luglio 2017Il secondo lancio di prova dell’ICBM Hwasong-14 è stato eseguito con successo la notte del 28 luglio, Juche 106 (2017) sotto la supervisione di Kim Jong Un, Presidente del Partito dei lavoratori della Corea, Presidente della commissione degli Affari di Stato della RPDC e Comandante supremo dell’Esercito popolare coreano. Kim Jong Un ha guidato il lancio di prova sul posto. Guidando sempre a miracoli e vittorie continue, imbarazza l’immaginazione dei popoli del mondo con la sua rara saggezza militare e grande strategia, ha posto l’obiettivo militare nella ricerca missilistica guidando un altro test di lancio simulante la massima gittata dell’Hwasong-14 nel primo mattino per dimostrare ancora una volta l’affidabilità del sistema missilistico. Scienziati e tecnici dell’industria della Difesa, fedeli al partito che condividono intenzioni, aspirazioni e passi del leader con l’assoluta fiducia in lui, completavano prima del previsto i preparativi per il secondo lancio dell’Hwasong-14, con decise fiducia e volontà di dimostrare pienamente la potenza della forza nucleare strategica della RPDC. Durante i preparativi, il rispettato leader supremo Kim Jong Un riceveva una relazione e forniva istruzioni dettagliate ogni giorno. La notte del 28 luglio visitava il sito di lancio per guidare il test sul posto. Il test di lancio era volto a confermare definitivamente le specifiche tecnologiche complessive del sistema d’arma Hwasong-14 capace di trasportare testate nucleari pesanti e di grandi dimensioni anche alla massima gittata. Per ordine del leader supremo, il missile balistico intercontinentale Hwasong-14 carico della tremenda potenza della Corea eroica ruggiva nello spazio, lasciandosi una colonna di fiamme dietro. Il missile decollò dalla parte nordoccidentale della RPDC raggiungendo la quota di 3724,9 km e volando per 998 km, per 47 minuti e 12 secondi, prima di atterrare nelle acque del bersaglio in mare aperto. Il test è stato eseguito al massimo angolo di lancio imitando la gittata massima e non avendo effetti negativi sulla sicurezza dei Paesi limitrofi. La prova ha anche riconfermato le caratteristiche specifiche del sistema missilistico, come distacco del missile dalla piazzola di lancio, distacco degli stadi, sistema strutturale, ecc., confermati dal primo test, confermando le caratteristiche operative dei motori il cui numero è aumentato per garantire la massima gittata nella fase attiva della traiettoria, nonché precisione e affidabilità del sistema di guida e stabilizzazione migliorato. Sono state riconfermate le caratteristiche del controllo della testata pesante nella fase di volo centrale dopo la separazione della testata bellica, e la precisione del controllo di guida e puntamento della testata bellica al rientro atmosferico, con un lancio angolare maggiore rispetto alla gittata effettiva. La stabilità strutturale della testata bellica resisteva e il sistema di detonazione della testata bellica mostrava un funzionamento regolate anche a migliaia di gradi centigradi.
Esprimendo grande soddisfazione per i risultati del lancio di prova dell’ICBM, rivelatosi un successo perfetto ed enorme senza il minimo errore, Kim Jong Un elogiava scienziati, tecnici ed ufficiali nel campo della ricerca missilistica consegnandogli un ringraziamento speciale a nome del Comitato Centrale del Partito. Il test di lancio ha riconfermato l’affidabilità dell’ICBM, dimostrando la sorprendente capacità di lanciare ICBM in qualsiasi regione e in qualsiasi momento, e chiarendo che tutto il continente statunitense rientra nella gittata dei missili della RPDC, ha detto con orgoglio. Il lancio di prova simulante la gittata massima dell’ICBM effettuato dalla RPDC oggi, è destinato a inviare un grave avvertimento agli Stati Uniti per le loro osservazioni insensate e irrazionali, aggiungendo che ciò chiarirà facilmente ai responsabili politici degli Stati Uniti che gli Stati Uniti, Stato aggressivo, non la passeranno liscia se provocassero la RPDC. Le fanfaronate degli Stati Uniti su guerra, sanzioni e minacce estreme alla RPDC incoraggiano e offrono la migliore opportunità per accedere al nucleare, affermava osservando: al popolo coreano che ha vissuto i disastri della guerra in questa terra per mano dalla bestialità degli imperialisti statunitensi, la potente deterrenza della Difesa dello Stato è un’opzione strategica inevitabile ed è un prezioso patrimonio strategico che non può essere scambiato con nulla. Se gli yankees brandiscono nuovamente il bastone nucleare su questa terra, nonostante i nostri ripetuti avvertimenti, gli mostreremo chiaramente l’uso della forza strategica nucleare che abbiamo dimostrato ogni volta, sottolineava. Kim Jong Un si è congratulato calorosamente con gli scienziati e i tecnici della ricerca missilistica che hanno dimostrato ancora una volta prestigio e dignità della potenza nucleare indipendente e potenza missilistica mondiale del Juche, effettuando con successo il secondo lancio dell’ICBM Hwasong-14. Abbracciandoli, aveva una sessione fotografica con loro che resterà nella storia. La Corea democratica avanza lungo la nuova linea del grande Partito dei Lavoratori della Corea, sviluppando simultaneamente economia e difesa, e svilupperà altre armi strategiche più potenti, le armi del Juche che dimostreranno al mondo la potenza invincibile della Corea e la sua inesauribile potenza di sviluppo, finché Stati Uniti e forze vassalle che tentano di sconvolgere la dignità della Corea e il suo diritto all’esistenza, saranno eliminati conseguendo la vittoria finale nello scontro con gli imperialisti e gli USA.
Erano presenti Ri Pyong Chol, Kim Rak Gyom, Kim Jong Sik, Jang Chang Ha, Jon Il Ho, Yu Jin e Jo Yong Won.

La tradizione vittoriosa della RPDC resterà per sempre
Ri Hyo Jin Rodong 29 luglio 2017

Il successo del test di lancio dell’ICBM Hwasong-14 che ha stupito il mondo comprova la tradizione sempre più viva della Corea del Juche, contro la tradizione statunitense dell’inevitabile sconfitta e l’inevitabilità della vittoria finale della grande nazione del Paektusan. La vittoria dello Stato Maggiore e del personale della RPDC nella guerra di liberazione della Patria è l’orgoglio con cui inflissero una sconfitta vergognosa agli imperialisti statunitensi secondo i metodi di guerra orientati dal Juche, fedeli all’idea militare e alla strategia eccezionali del Presidente Kim Il Sung. Ogni offensiva militare degli USA non ha potuto evitare la sconfitta per via dei metodi di guerra orientati dal Juche. Il successo della RPDC nel lancio di prova dell’ICBM Hwasong-14 ha reso ancora una volta verità storica la guerra avviata dal nemico il 25 giugno, sicuramente seguita dalla vittoria del 27 luglio. Se l’impero USA sfida il potente esercito rivoluzionario del Paektusan dalle invincibili tattiche orientate dal Juche e dall’inesauribile deterrenza nucleare, non potrà sfuggire alla rovina definitiva. Ciò significa il “pacchetto di doni” inviato dalla RPDC agli Stati Uniti il “Giorno dell’Indipendenza” di questi ultimi. L’ICBM della RPDC mira al cuore degli Stati Uniti. C’è solo un’opzione chiara per gli Stati Uniti. Non esiste altro modo per gli Stati Uniti che sradicare la propria politica ostile e la minaccia nucleare verso la RPDC. La vittoria finale attende l’eroico popolo coreano che vinse la guerra il 27 luglio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Seconda guerra mondiale: quanto fu utile l’aiuto statunitense?

Evgenij Spitsyn, Oriental Review, 05/12/2015La Lend-Lease Act o “Legge per promuovere la difesa degli Stati Uniti”, firmata dal Presidente Roosevelt l’11 marzo 1941, gli diede il diritto di “vendere, trasferire, scambiare, affittare, prestare o altrimenti disporre… qualsiasi prodotto per la difesa… al governo di qualsiasi Paese la cui difesa il presidente ritenesse vitale per gli Stati Uniti”. Il termine “qualsiasi prodotto per la difesa” era inteso per armi, attrezzature militari, munizioni, materie prime strategiche, prodotti alimentari e beni di consumo richiesti dall’esercito e dalle forze di difesa nazionale, nonché le informazioni di carattere militare. La struttura della Lend-Lease Act chiedeva alla nazione beneficiaria di soddisfare una serie di condizioni:
1) il pagamento non era richiesto per oggetti mancanti o perduti o distrutti durante le ostilità, ma qualsiasi proprietà che sopravvivesse e idonea all’uso civile andava pagata in tutto o in parte, come rimborso del prestito a lungo termine concesso dagli Stati Uniti
2) gli articoli militari immagazzinati nei Paesi beneficiari potevano restarvi fin quando gli Stati Uniti non ne richiedessero la restituzione
3) a loro volta, i beneficiari dovevano assistere gli Stati Uniti utilizzando tutte le risorse e le informazioni in loro possesso
La Lend-Lease Act chiese ai Paesi che la richiesero di fornire agli Stati Uniti una relazione finanziaria esaustiva. Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti Henry Morgenthau, Jr. riconobbe questo requisito come qualcosa di inedito negli affari mondiali, sostenendo presso la commissione del Senato che, per la prima volta nella storia, uno Stato e un governo volontariamente fornissero informazioni a un altro sulla propria posizione finanziaria. Con l’aiuto della Lend-Lease Act, l’amministrazione del Presidente Roosevelt si preparò ad affrontare una serie di questioni urgenti, sia estere che interne. In primo luogo, la legge permetteva di creare nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, non ancora completamente usciti dalla grave crisi economica del 1929-1933. In secondo luogo, la Lend-Lease Act permise al governo statunitense di esercitare una certa influenza nei confronti dei Paesi che ne avrebbero ricevuto i prestiti. In terzo luogo, inviando agli alleati armi, beni e materie prime, ma non soldati, il Presidente Roosevelt riuscì a rimanere fedele alla promessa elettorale secondo cui: “I vostri figli non saranno inviati in alcuna guerra straniera“. Il sistema dei prestiti non fu in alcun modo progettato per aiutare l’URSS. Gli inglesi furono i primi a chiedere assistenza militare secondo la speciale relazione del prestito (simile a un leasing operativo) a fine maggio 1940, nel momento in cui la sconfitta netta della Francia aveva lasciato la Gran Bretagna senza alleati nel continente europeo. Londra chiese a Washington 40-50 “vecchi” cacciatorpediniere, offrendo tre opzioni di pagamento: gratuitamente, in contanti o affitto. Il Presidente Roosevelt accettò subito la terza opzione, e la transazione fu completata alla fine dell’estate 1940. A questo punto, gli impiegati del dipartimento del Tesoro degli USA ebbero l’idea di usare il concetto alla base di questo accordo privato ed estenderlo a tutte le relazioni intergovernative. I dipartimenti di Guerra e della Marina furono portati a sviluppare il disegno di legge del prestito, e il 10 gennaio 1941 l’amministrazione statunitense la presentò alle camere del Congresso, dove fu approvata l’11 marzo. Nel settembre 1941, dopo un lungo dibattito, il Congresso degli Stati Uniti approvò ciò che è noto come programma della vittoria, la cui essenza, secondo gli storici militari Richard Leighton e Robert Coakley, era che “il contributo degli USA alla guerra sarebbe stato in armi, e non eserciti”. Il 1 ottobre 1941, il Commissario per gli Affari Esteri Vjacheslav Molotov, il ministro degli Approvvigionamenti inglese Lord Beaverbrook e l’inviato speciale degli USA Averell Harriman firmarono il primo protocollo di Mosca che segnò l’inizio dell’espansione del programma dei prestiti all’Unione Sovietica. Successivamente furono firmati diversi protocolli aggiuntivi.Quanto fu importante il prestito statunitense?
Durante la guerra, le fabbriche sovietiche produssero più di 29,1 milioni di armi leggere dei principali tipi, mentre solo 152000 (0,5% del totale) furono prodotte da impianti statunitensi, inglesi e canadesi. Guardando ai sistemi di artiglieria di ogni calibro, si vede un quadro simile: 647600 cannoni e mortai sovietici contro 9400 di origine estera, meno dell’1,5% del totale. I numeri sono più importanti per altri tipi di armamenti: il rapporto tra carri armati e artiglierie semoventi nazionali ed alleati è rispettivamente 132800 contro 11900 (8,96% ) e per gli aerei da combattimento 140500 contro 18300 (13%). Dei 46 miliardi di dollari spesi per i prestiti, gli Stati Uniti ne stanziarono solo 9,1, cioè poco più del 20%, per l’Armata Rossa, che sconfisse il grosso delle divisioni da Germania e dei suoi satelliti militari. In quel periodo l’impero inglese ebbe più di 30,2 miliardi di dollari, la Francia 1,4, la Cina 630 milioni di dollari e anche l’America Latina (!) ricevette 420 milioni di dollari. Le forniture in prestito furono consegnate a 42 Paesi. Ma forse, nonostante il fatto che i quantitativi dell’aiuto transatlantico fossero abbastanza trascurabili, è possibile che abbiano svolto un ruolo decisivo nel 1941, quando i tedeschi erano alle porte di Mosca e di Leningrado, a 24-40 km dalla Piazza Rossa? Si guardino le statistiche dell’invio di armi di quell’anno. Dall’inizio della guerra fino alla fine del 1941, l’Armata Rossa ricevette 1,76 milioni di fucili, armi automatiche e mitragliatrici, 53700 cannoni e mortai, 5400 carri armati e 8200 aerei. Di questi, i nostri alleati nella coalizione anti-hitleriana fornirono solo 82 pezzi d’artiglieria (0,15%), 648 carri armati (12,14%) e 915 aerei (10,26%). Inoltre, gran parte degli equipaggiamenti militari inviati, in particolare, 115 dei 466 carri armati fabbricati nel Regno Unito, non furono nemmeno portati al fronte nel primo anno di guerra. Se si contano queste consegne di armi ed attrezzature militari nell’equivalente monetario, secondo lo storico Mikhail Frolov in Velikaja Otechestvennaja Vojna 1941-1945 v Nemetskoj Istoriografii (La Grande guerra patriottica 1941-1945 nella storiografia tedesca), San Pietroburgo, 1994, “fino alla fine del 1941, il periodo più difficile per lo Stato sovietico, secondo la legge Lend-Lease, gli Stati Uniti inviarono materiali nell’URSS per 545000 dollari, sui 741 milioni di dollari per tutti i Paesi della coalizione anti-hitleriana. Ciò significa che durante questo periodo straordinariamente difficile, meno dello 0,1% degli aiuti degli USA fu inviato nell’Unione Sovietica. “Inoltre, le prime spedizioni dei prestiti, nell’inverno 1941-1942, arrivarono nell’URSS molto tardi, anche se in quei mesi critici l’URSS poté affrontare da sola l’impressionante scontro con gli aggressori tedeschi, senza alcuna assistenza promessa dalle democrazie occidentali. Entro la fine del 1942 solo il 55% delle consegne previste fu effettuato nell’Unione Sovietica“. Per esempio, nel 1941 gli Stati Uniti promisero d’inviare 600 carri armati e 750 aerei, ma effettivamente ne inviarono rispettivamente 182 e 204.
Nel novembre 1942, cioè al culmine della battaglia per il Caucaso e Stalingrado, l’invio di armi praticamente fu fermato. L’interruzione iniziò già nell’estate 1942, quando i velivoli e i sommergibili tedeschi eliminarono quasi completamente l’infausto Convoglio PQ17 abbandonato (su ordine dell’Ammiragliato) dai cacciatorpediniere inglesi incaricati di accompagnarlo. Tragicamente solo 11 delle 35 navi arrivarono nei porti sovietici, una catastrofe usata come pretesto per sospendere i successivi convogli dalla Gran Bretagna, fino al settembre 1942. Un nuovo convoglio, il PQ18, perse 10 delle 37 navi lungo la rotta e il successivo convoglio fu inviato solo a metà dicembre 1942. Quindi, per tre mesi e mezzo, quando una delle battaglie più decisive della Secondo guerra mondiale si svolgeva sul Volga, meno di 40 navi cariche di prestiti giunsero ad intermittenza a Murmansk e Arkhangelsk. Perciò molti erano comprensibilmente sospettosi verso Londra e Washington, che passavano il tempo in attesa di vedere chi sarebbe sopravvissuto dalla battaglia di Stalingrado. Di conseguenza, tra il 1941 e il 1942 solo il 7% dei carichi di guerra spediti dagli Stati Uniti fu diretto nell’Unione Sovietica. La maggior parte delle armi e degli altri materiali arrivò nell’Unione Sovietica nel 1944-1945, una volta che i venti di guerra cambiarono decisamente.

Hawker Hurricane

Qual era la qualità delle attrezzature militari?
Dei 711 aerei da combattimento arrivati nell’URSS dal Regno Unito alla fine del 1941, 700 erano modelli antiquati come Kittyhawk, Tomahawk e Hurricane, significativamente inferiori ai tedeschi Messerschmitt e ai sovietici Jakovlev sia in velocità che agilità, e non erano nemmeno equipaggiati con armi da fuoco. Anche se un pilota sovietico riusciva ad avere un asso tedesco nel mirino delle mitragliatrici, queste armi dal calibro di fucile erano spesso completamente inutili contro la robusta blindatura degli aerei tedeschi. Riguardo ai più recenti aerei da combattimento Airacobra, solo 11 furono consegnati nel 1941, e il primo arrivò nell’Unione Sovietica smontato, senza documentazione e avendo già svolto la sua vita utile. Per inciso, fu così per i due squadroni di caccia Hurricane armati di cannoni da 40 mm e progettati per l’impiego contro i veicoli corazzati tedeschi. Ma questi aerei da combattimento si rivelarono talmente inutili che non parteciparono alla guerra rimanendo sotto nafatlina nell’URSS poiché non si trovarono piloti sovietici che li volessero pilotare. Una situazione simile si ebbe con i carri armati leggeri Valentine inglesi, che i carristi sovietici soprannominarono “Valentina“, e i carri armati medi Matilda, ai quali riservarono un epiteto peggiore: “Addio alla nostra Patria“. La loro sottile blindatura, i motori a benzina altamente infiammabili e le trasmissioni preistoriche li resero facile preda di cannoni e lanciagranate tedeschi. Secondo Valentin Berezhkov, interprete di Josif Stalin che partecipò a tutti i negoziati tra i leader sovietici e i visitatori anglo-statunitensi, Stalin fu spesso profondamente offeso dalle azioni inglesi come l’offerta di aerei obsoleti, quali gli Hurricane, come materiale in prestito, invece di nuovi caccia come lo Spitfire. Inoltre, nel settembre 1942, in una conversazione con Wendell Willkie, leader del partito repubblicano statunitense, Stalin chiese di fronte agli ambasciatori statunitense ed inglese William Standley e Archibald Clark Kerr, perché i governi inglese e statunitense inviano equipaggiamenti di scarsa qualità in Unione Sovietica? Spiegò di parlare principalmente dell’invio dei P-40 statunitensi invece dei più aggiornati Airacobra e aggiunse che gli inglesi fornivano i caccia completamente inadeguati Hurricane, assai inferiori a quelli tedeschi. Stalin affermò che una volta che gli statunitensi si prepararono ad inviare 150 Airacobra in Unione Sovietica, gli inglesi intervennero e se li presero. “Sappiamo che statunitensi ed inglesi hanno aerei uguali o superiori ai modelli tedeschi, ma per qualche motivo non li inviano nell’Unione Sovietica“. L’ambasciatore statunitense Ammiraglio Standley, non sapeva nulla, ma l’ambasciatore inglese Archibald Clark Kerr ammise di esserne a conoscenza, ma difese il loro reimipiego con la scusa che nelle mani inglesi questi caccia sarebbero stati molto più utili alla comune causa alleata che non nell’Unione Sovietica…Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora