Socialismo Nucleare: i due alleati della Corea democratica

Aleksandr Ermakov, RIAC, 30 giugno 201656Il 3 luglio 2016, la Corea democratica festeggerà il suo primo giorno delle forze strategiche. Dopo il quarto test nucleare all’inizio di quest’anno, la Corea democratica ha recentemente effettuato prove riuscite con un missile a medio raggio. Quindi, che tipo di forze strategiche costruisce la Corea democratica?
La storia della crisi nucleare coreana è piena di ogni sorta di affermazione da entrambe le parti. In questo articolo si citano solo alcuni degli eventi più importanti [1]. Kim Il-Sung fu probabilmente interessato alle armi nucleari dal loro apparire, e la guerra 1950-1953, durante cui gli Stati Uniti in modo inequivocabile minacciarono di usarle contro la Corea democratica, ne incoraggiò ulteriormente l’interesse. Nel 1965, l’Unione Sovietica diede ai nordcoreani un reattore ad acqua leggera IRT-2000. A quel tempo, il regime nordcoreano considerava l’arma nucleare un mezzo per aumentare prestigio ed indipendenza. Nel dicembre 1985, la Corea democratica ratificò il trattato di non-proliferazione delle armi nucleari (TNP). La decisione fu presa sotto forte pressione dell’URSS, facendone condizione per continuare gli aiuti. Tuttavia, la situazione cambiò dopo il crollo dell’Unione Sovietica, portando al crollo quasi totale della cooperazione tra Corea democratica e la nuova Russia, e alla nascita del mondo unipolare dominato dagli Stati Uniti. La Cina s’impegnava a rafforzare i legami economici con l’occidente, rendendo problematico gli aiuti militari al Paese. La situazione della sicurezza della Corea democratica divenne precaria. Anche se gli Stati Uniti ritirarono le armi nucleari tattiche dal sud della penisola nel 1991, la superiorità dell’alleanza militare tra Corea del Sud e Stati Uniti era travolgente. A quanto pare, fu allora che la Corea democratica decise di sviluppare le armi nucleari. Nel 1993 il Paese rifiutò di permettere all’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) di effettuare un’ispezione non programmata e dichiarò l’intenzione di ritirarsi dal TNP. A giudicare dalle informazioni disponibili, gli Stati Uniti al momento consideravano seriamente il lancio di operazioni militari, ma furono scoraggiati dalla previsione di alte perdite. Alcuni generali statunitensi valutarono le perdite a 490000 truppe della Corea del Sud e 52000 statunitensi nei primi 90 giorni, o anche un milione di morti, tra cui 80000-100000 soldati statunitensi, anche se tali cifre sarebbero troppo alte per essere prese sul serio [2]. Il fatto che il Pentagono rese tali dati pubblici, al contrario, suggerisce che la dirigenza militare era fortemente contraria a un conflitto.
Tuttavia, la Corea democratica non poté respingere la possibilità di un’offensiva aerea lanciata contro di essa. Tale operazione poteva essere condotta con perdite minime, perché l’Aeronautica dell’Esercito Popolare della Corea, anche se abbastanza forte numericamente, ha velivoli obsoleti e non può confrontarsi neanche contro la Corea del Sud, per non parlare degli Stati Uniti [3]. Una campagna aerea non avrebbe decimato l’esercito della Corea democratica, ma poteva perfettamente distruggerne le infrastrutture, mandando in frantumi l’industria energetica, interrompendo le comunicazioni e facendo pressione psicologica. Inutile dire che un disastro umanitario poteva derivarne. Tale scenario è relativamente indolore per gli avversari della Corea democratica, ma prima o poi avrebbe spinto il Paese a capitolare, a determinate condizioni, o a un’offensiva di terra contro un indebolito esercito della Corea democratica. Quindi, dal punto di vista della leadership politico-militare nordcoreana, per sopravvivere il Paese deve avere i mezzi per impedire che tale guerra aerea gli venga lanciato contro. L’unico deterrente credibile sono le armi nucleari. Le armi chimiche hanno una reputazione intimidatoria, ma non sono egualmente efficaci. Nel 1990, la crisi nucleare fu disinnescata con mezzi diplomatici: venne firmato l’accordo secondo cui la Corea democratica sospendeva il ritiro dal TNP in cambio di aiuti economici (soprattutto energetici) e della costruzione di reattori ad acqua leggera, che non possono essere utilizzati per militari scopi. Tuttavia, la cooperazione con l’occidente non si concretizzò mai, cosa probabilmente inevitabile perché le parti perseguivano obiettivi diversi: non era negli interessi di Stati Uniti e Corea del Sud sostenere l’economia della Corea democratica (il reattore non fu mai costruito e i rifornimenti di carburante furono irregolari), mentre la Corea democratica, insieme al programma missilistico dichiarato, proseguiva la ricerca nucleare in modo riservato. Nel 2002, l’accordo fu abbandonato e il 10 gennaio 2003 la Corea democratica si ritirò ufficialmente dal TNP, creando così un grave precedente che comprometteva l’intero sistema globale di non proliferazione [4]. Da allora la Corea democratica ha effettuato quattro test: nel 2006, 2009, 2013 e 2016. Nonostante gli sforzi diplomatici nei colloqui a sei, la Corea democratica continua a costruire le proprie Forze nucleari strategiche (SNF) [5]. Gli eventi del mondo, in particolare le guerre in Iraq e Libia (che abbandonò il suo programma nucleare nel 2003), spingono ad intensificare gli sforzi in questo campo. Quindi, che tipo di SNF costruisce la Corea democratica?

Poca scelta
rCostruire le Forze strategiche nucleari può contribuire a salvare le risorse e ad avere un esercito più snello. Una corsa agli armamenti convenzionali sarebbe costata molto di più, perché il Paese avrebbe dovuto competere da solo contro la potenza militare collettiva occidentali e i bilanci della difesa di una coalizione di Paesi. Impegnarsi nella corsa agli armamenti simmetrici con la Corea del Sud non aveva senso dato che i prezzi delle armi moderne iniziavano a salire e la Corea democratica è isolata (neanche la Cina le vende armi moderne). Le opinioni variano sul numero di testate della Corea democratica. La valutazione più ragionevole ed equilibrata sembra una decina di testate pronte. Più importante è la qualità delle testate, soprattutto il rapporto tra dimensione e potenza. La Corea democratica ha probabilmente, o avrà presto, la capacità di produrre testate a bassa potenza trasportabili. Ora la domanda riguarda la seconda componente nucleare, i vettori. La classica triade SNF si basa sulle componenti aerea, terrestre e navale, rappresentate rispettivamente da bombardieri lanciamissili con missili da crociera o bombe; missili balistici intercontinentali (ICBM) in silos di lancio o complessi mobili, e sottomarini lanciamissili balistici. L’idea iniziale di ordigni nucleari coreani grandi e poco maneggevoli spinse a previsioni sarcastiche sul loro possibile utilizzo, la cui unica possibile era piantarli come “mine” sulla strada del nemico avanzante. È interessante notare che gli scettici, forse involontariamente, descrivevano le tattiche impiegate dagli Stati Uniti durante la guerra fredda [6], quando decisero i punti in cui le mine nucleari potevano essere piantate lungo la presunta rotta dell’offensiva sovietica. Fino al 1991, il gruppo statunitense aveva tali punti nella penisola coreana. Il terreno, che offre una scelta limitata di vie per un’offensiva, sembra fatto su misura per tale tipo di arma, il cui uso può avere un grave effetto demoralizzante. Lo svantaggio è che può essere utilizzato solo in caso di campagna terrestre che, come detto sopra, è improbabile. I primi vettori nucleari furono gli aerei, ma non sono un’opzione per la Corea democratica, perché non ha bombardieri moderni e sono vulnerabili ad un primo attacco nucleare. La Corea democratica, che attribuisce grande importanza all’artiglieria, sarebbe tentata di trasformarli in armi nucleari tattiche sul modello dell'”artiglieria nucleare” della Guerra Fredda, ma non risolve il problema della deterrenza strategica e richiede la grande miniaturizzazione delle testate. Non è certo un’opzione per la Corea democratica, considerando le risorse limitate, compresi il materiale fissile arricchito. Così si arriva alla conclusione che l’unico vettore adatto alle esigenze della Corea democratica è il missile balistico.

L’ultimo alleato degli Stati canaglia
KN08 I Paesi del “primo mondo” affrontarono la minaccia dei missili balistici nemici nella guerra locale del Golfo Persico nel 1991. La minaccia di missili iracheni veniva contrastata dai più recenti missili MIM-104 Patriot, che teoricamente potevano intercettare i missili tattico-operativi [7]. Tuttavia, mentre la guerra in Iraq nel complesso fu un trionfo meritato della forza multinazionale, la “guerra dei missili” fu una sconfitta. Degli 88 lanci registrati [8], 53 colpirono gli obiettivi protetti dai Patriot, e 27 furono abbattuti [9]. La distruzione dei lanciamissili fu un’esperienza ancora più deludente. Nonostante le ingenti risorse impegnate, gli sforzi di tutta l’intelligence statunitense e le numerose operazioni delle forze speciali, come il 40 per cento delle sortite aeree (ritardando l’inizio della campagna di terra di una settimana [10]), non un singolo missile fu distrutto al suolo. Questo fu in parte compensato dagli scarsi risultati dei bombardamenti: gli obiettivi militari colpiti furono solo due, in un caso un aereo da caccia F-15C e un lanciamissili Patriot furono distrutti, e in un altro caso un missile colpì una caserma uccidendo 28 soldati e ferendone più di un centinaio. Fu un raro colpo di fortuna che le decine di missile che caddero sulle città non facessero molte vittime tra i civili: 14 persone [11] morirono in Israele e una in Arabia Saudita (più di 300 persone furono ferite e molti edifici distrutti) [12]. Nella guerra del 1991, l’Iraq usò missili a corto raggio sovietici R-17 (Scud) aggiornati, noti come al-Husayn [13]. Dopo la sconfitta, all’Iraq fu proibito possedere e sviluppare missili con gittata di oltre 150 chilometri [14]. Gli Stati Uniti ebbero più successo nella contesa tra difesa aerea e missili balistici nel 2003 per via del fatto che usarono una nuova versione del complesso Patriot (PAC-3), che considerava l’esperienza del 1991, ed anche perché il nemico era molto più debole. Al momento dell’invasione, l’Iraq aveva un piccolo numero di missili al-Samud 2 e Ababil-100 con gittata inferiroe ai 200 chilometri. Nel 2003, l’Iraq lanciò almeno 23 missili balistici e da crociera [15], di cui 9 abbattuti. Anche se la maggior parte degli altri missili finì nel deserto, fu segnalato un successo: il 7 aprile, un missile balistico colpì il comando di una brigata dell’esercito statunitense uccidendo tre militari e due giornalisti, ferendo 14 persone e immobilizzando una ventina di veicoli. La campagna del 2003 dimostrò che gli Stati Uniti rafforzarono la difesa missilistica di teatro, ma avevano ancora una lunga strada da percorrere per garantirsi l’intercettazione. Sebbene diversi lanciatori furono distrutti durante la seconda guerra in Iraq, il fatto che ci furono 20 lanci dimostra che la ricerca dei complessi missilistici non è ancora all’altezza. Non a caso, la leadership politico-militare della Corea democratica, che osservò da vicino le guerre localizzate degli anni ’90 e 2000, concluse che i complessi missilistici terresti mobili potrebbero costituire la base della deterrenza strategica. Essi sono perfettamente adatti alla geografia della parte settentrionale della penisola coreana: molti nascondigli e tunnel possono essere creati nelle montagne, rendendo vani i tentativi di distruggere i lanciamissili mobili dalla buona possibilità di sopravvivere a un attacco nucleare. Ovviamente, anche complessi antimissile specializzati come il Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) e l’AEGIS BMD non possono garantire il 100 per cento dell’intercettazione [16], e niente di meno basterà per contrastare un attacco nucleare. La Corea democratica non ha bisogno di dotare una parte significativa dei suoi missili di testate nucleari. In effetti, sarebbe addirittura dannoso farlo. Un gran numero di missili convenzionali sarebbe d’aiuto come mezzo per un “ultimo avvertimento”, e in caso di un grande attacco, servire da esche per la difesa antimissile balistico.
La Corea democratica persegue attivamente il proprio programma missilistico dagli anni ’80. Gli ingegneri della Corea democratica hanno imparato rapidamente come produrre i propri missili Scud (chiamati Hwasong-5) e persino fornirli in massa all’Iran durante la guerra Iran-Iraq. Nella prima metà degli anni ’90, l’Hwasong-5 fu alla base della produzione in serie dei missili dalla maggiore gittata Hwasong-6 (500 km) e Hwasong-7 (700-800 km), coprendo comodamente tutto il territorio della Corea del Sud. Esattamente quanti di questi missili siano stati costruiti non è noto, ma di sicuro saranno centinaia (il numero di lanciamissili, naturalmente, è di molto inferiore). Tuttavia, questi missili non hanno la gittata necessaria per colpire le infrastrutture chiave militari degli Stati Uniti di Okinawa e Guam. A metà degli anni ’90, i missili Rodong-1 dalla gittata di 1300-1500 chilometri entrarono in servizio [17]. Questi missili, che possono colpire qualsiasi bersaglio in Giappone, sono stati spesso indicati come vettori nucleari della Corea democratica. Un numero considerevole di questi missili sarebbe stato costruito e pronto al combattimento. Il missile Musudan è una potenziale minaccia per Guam [18], sede dell’Andersen Air Force Base, la principale base dell’aviazione strategica statunitense nella regione. E’ opinione diffusa in occidente che il Musudan si basi sull’SLBM sovietico R-27, eventualmente con l’assistenza di specialisti russi, anche se tali rapporti non possono essere né confermati né negati. La gittata del missile viene variamente stimata tra 2500 e 4000 km. Il missile è attualmente in fase di test, con il primo test riuscito effettuato il 22 giugno.
nksk1 La Corea democratica ha anche un suo “super-missile”, il KN-08 [19]. Vi è una certa confusione: durante le sfilate nel 2012, 2013 e 2015, gli stessi lanciamissili mostravano modelli del missile che differivano per dimensioni e numero di stadi [20]. Un missile a due stadi (a volte chiamato KN-14) fu illustrato nel 2015, mentre in precedenza furono illustrati missili a tre stadi. Indicando che il missile è ancora in progettazione con molti test ancora da compiere. Tuttavia, alla fine può diventare il primo ICBM della Corea democratica, capace di raggiungere Alaska, Hawaii e costa occidentale degli Stati Uniti. Tutti questi missili utilizzano lanciamissili terrestri mobili. Secondo notizie non confermate, la Corea democratica ha un piccolo numero di silo per missili, ma anche non fosse, la loro funzione è ausiliaria perché sono molto vulnerabili. Per lo stesso motivo i missili Taepodong non dovrebbero essere considerati missili militari perché vengono lanciati da una struttura di lancio ingombrante e richiedono molto tempo per il lancio. Il programma di sviluppo dei missili balistici lanciati da sottomarini va inoltre ricordato. I media nord-coreani ne hanno ampiamente coperto i test, probabilmente per impressionare i nemici. Sarebbe poco saggio, tuttavia, per la Corea democratica contare su di essi, perché i suoi sottomarini sono molto vulnerabili alle difese antisom di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone. Ciò è aggravato dalla debolezza dell’aeronautica e della flotta di superficie della Corea democratica, che non possono creare aree di dispiegamento sicure. Se la possibilità di lanciare missili dalle loro basi navali ne valga il costo, è questione discutibile. Tuttavia, possono essere utili come logistica, data l’esistenza di anche un paio di sottomarini lanciamissili che costringerebbero il nemico a devolvere risorse sproporzionatamente grandi per contrastarli.
La conclusione che si suggerisce è pessimista. A questo punto non vi è alcuna soluzione coerente al problema nucleare coreano. La Corea democratica non cederà i suoi programmi missilistico e nucleare, e fare concessioni significative non è un’opzione per gli Stati Uniti. Entrambe le parti hanno ragione a modo loro, perché una combatte per la sopravvivenza, mentre l’altra, oltre al prestigio nazionale, sostiene il regime di non proliferazione nucleare, estremamente importante per le potenze nucleari riconosciute, come la Russia. Inoltre, in un certo senso, la situazione attuale va bene agli Stati Uniti, dato che giustifica la presenza di infrastrutture militari nel Pacifico. Né vi è una soluzione militare al problema, perché anche se si assumesse che la Corea democratica non ha armi nucleari utilizzabili oggi, il prezzo di una guerra contro di essa non giustifica i dubbi benefici dell’unificazione coreana. Così, il mondo guarderà la lenta maturazione di un’altra potenza nucleare. La questione delle dimensioni dell’arsenale nucleare che la Corea democratica vuole e la velocità con cui può aumentarlo portano al regno delle congetture. Considerando gli obiettivi, sarebbe ragionevole per la Corea democratica accontentarsi di 40-50 testate, anche nel lungo periodo. Entro la metà del prossimo decennio, le SNF della Corea democratica probabilmente saranno composte da numerosi missili mobili terrestri accompagnati da numerosi blindati; una piccola parte sarà nucleare. [21]f0205060_511c7bb677f10Note
1. Per una più dettagliata descrizione storica vedasi le opere di esperti russi sulla Corea, in particolare un articolo di A. Lankov dal titolo “Socialismo Nucleare” e il ciclo di conferenze di K. Asmolov.
2. Per mettere i dati in prospettiva, vi erano solo 36000 truppe statunitensi in Corea del Sud nel 1994. Perdite per 80000-100000 sarebbero il doppio di quelle che gli Stati Uniti sostennero nella guerra del Vietnam, durata molti anni.
3. Solo un piccolo numero di caccia MiG-29 (9-13) e aerei d’attacco Su-25 furono consegnati durante gli ultimi anni dell’URSS e sono senza valore operativo reale.
4. Israele, India e Pakisan non hanno firmato il TNP.
5. Le sei parti nei colloqui sono Corea democratica, Cina, Stati Uniti, Russia, Corea del Sud e Giappone.
6. L’URSS aveva sistemi simili, probabilmente destinati allo stesso scopo, ma molto meno noti sono i piani in questo campo.
7. C’è una certa confusione sulla classificazione delle armi nelle tradizioni russa e statunitense. Negli Stati Uniti, i missili sono divisi in tattici (con raggio di meno di 300 km), a corto raggio (fino a 1000 km), medio raggio (fino a 3500 km), i missili a breve e medio raggio sono a volte indicati insieme come “missili balistici di teatro”, e a raggio intermedio (fino a 5500 km). URSS/Russia classificano i missili in tattici (fino a 300 km), operativo-tattici (fino a 500 km), a breve o corto raggio (fino a 1000 km) e medio raggio (fino a 5500 km).
8. Di cui 46 su obiettivi in Arabia Saudita e Quwayt e 42 in Israele. Fu uno degli obiettivi di Sadam Husayn provocare una risposta da Israele e utilizzarla per minare la coalizione internazionale. I diplomatici statunitensi fecero grandi sforzi per impedire ad Israele di entrare in guerra.
9. Steven Zaloga. Missili balistici e sistemi di lancio Scud. 1955-2005, Osprey, 2006.
10. Robert Scales. Una certa vittoria: l’esercito degli Stati Uniti nella guerra del Golfo. Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, 1993.
11. Due persone morirono nell’esplosione, mentre la maggioranza morì per “cause indirette”, in primo luogo infarto.
12. In confronto, durante la guerra Iran-Iraq nella primavera del 1988, massicci bombardamenti (circa 200 missili) delle città iraniane causarono 2000 morti e costrinsero all’esodo della popolazione civile dalle città.
13. La gittata fu aumentata da 300 a 550-650 km (secondo varie stime). I lanciamissili erano i telai MAZ-543 modernizzati degli R-17 e lanciatori di progettazione nazionale, come i semirimorchi per le tradizionali motrici civili.
14. Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 687 e 707.
15. Oltre a numerosi missili al-Samud 2 e Ababil-100, il numero comprendeva i missili sovietici Luna-M. I “missili da crociera” erano i missili antinave cinesi HY-2 riattati per colpire bersagli a terra. Non un singolo missile da crociera fu abbattuto.
16. In senso stretto, AEGIS è il sistema di informazione e controllo della Marina degli Stati Uniti, volto principalmente a difendere le portaerei. L’elevato potenziale dell’AEGIS ha spinto l’agenzia della difesa antimissili balistici degli Stati Uniti a lanciare il sistema AEGIS Ballistic Missile Defense (AEGIS BMD) per sviluppare mezzi d’intercettazione marini e terrestri dei missili mobili terrestri.
17. Questo è il nome dato dalla Corea del Sud. Meglio noti con i nomi Nodong-1/2 (1 e 2 differiscono per peso della testata e gittata) o Nodong-A. “Nodong“, con corrispondente lettera dell’alfabeto, è talvolta usato in occidente per indicare tutti i missili balistici a medio raggio nordcoreani. In Corea democratica, Hwasong (Marte) è apparentemente usato per scopi simili. Qui e altrove è stato utilizzato il nome più comune.
18. Inoltre noto in occidente come BM-2, Rodong (Nodong)-B. In Corea democratica forse è noto come Hwasong-10.
19. Rodong (Nodong)-B, o Hwasong-13.
20. Basato su un telaio commerciale cinese acquistato nel 2011.
21. L’avvio della produzione di telai pesanti per i missili KN-08/14 è una misura cruciale.nksk0[1]Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il PAK-FA entrerà in servizio presto

J.Hawk, Daniel Deiss, Edwin Watson, South Front, 18/06/2016Indian_Air_Force_not_happy_Sukhoi_T-50_PAK-FA_FGFAI media russi hanno riferito nelle ultime settimane dei nuovi sviluppi sul PAK-FA, o Futuro Sistema Aereo di Prima Linea. Oltre alla notizia del volo del sesto prototipo, e di 5 altri in avanzata fase di costruzione, i media russi hanno riferito che il T-50 dovrebbe entrare in servizio nelle Forze Aerospaziali russe già nel 2017, in altre parole, tra poco più di un anno. La produzione di serie del velivolo inizierebbe lo stesso anno. Si tratta di un piuttosto ambizioso traguardo per il programma iniziato relativamente di recente, nel 2001, quando il Ministero della Difesa pubblicò la lista definitiva delle specifiche per il velivolo, anche se la ricerca preliminare sui potenziali successori dei caccia Su-27 e MiG-31 iniziò già negli anni ’80. Queste specifiche includevano supermanovrabilità paragonabile, se non superiore, a quella del Su-27; “Supercrociera”, ovvero capacità di volare a velocità supersoniche senza l’uso dei post-bruciatori; capacità multiruolo potendo colpire obiettivi aerei, terrestri e navali con un ampio munizionamento guidato a lungo raggio; avanzati sistemi elettronici con radar a scansione attiva con copertura di quasi 360 gradi grazie ad antenne laterali e poppiere; cosiddetto “glass cockpit” che permette al pilota di gestire le informazioni; e naturalmente “stealth” o bassa osservabilità attiva e passiva, con il T-50 che può impegnare bersagli senza l’uso del radar di bordo.
Contrariamente alla propaganda assai negativa dei concorrenti occidentali, lo sviluppo del programma T-50 si è rivelato più agevole del previsto, in gran parte grazie alla parallela evoluzione della famiglia dei velivoli Su-27 utilizzata per testare e migliorare le nuove tecnologie prima di integrarle nel T-50. A questo proposito, si può ritenere che la Sukhoj abbia superato la Lockheed-Martin come progettista di aerei da combattimento più importante del mondo, data la lunga serie di problemi di sviluppo subiti dai programmi F-22 e F-35, suggerendo che la capacità progettuale sia stata danneggiata dalle molteplici fusioni nell’industria della difesa degli anni ’90. Il che significa che, mentre il T-50 si basa sulla famiglia dei Su-27, l’F-35 è stato progettato come primo prodotto di un ufficio di progettazione di nuova costituzione. La prevista operatività nel 2017 sarà un’altra pietra miliare del programma T-50, con molti seguiti. Il primo velivolo di prima linea molto probabilmente sarà un aereo da combattimento spartano, proprio come i primi caccia Su-27. Semplicemente sarà la punta di lancia di una nuova era dell’Aeronautica militare russa. Tuttavia, proprio come il Su-27 ha generato i Su-30, -33, -34 e -35 formando collettivamente la spina dorsale delle Forze aerospaziali russe, il T-50 similmente acquisirà nuove capacità e rilancerà nuove versioni, in modo che in un decennio il T-50 sia la spina dorsale delle Forze Aerospaziali, probabilmente completato da caccia leggeri MiG, droni da combattimento e forse anche dal caccia di “sesta generazione”. L’unico aspetto sconosciuto del programma è la designazione di servizio, dato che il T-50 sicuramente acquisirà il prefisso “Su-” dopo l’entrata in servizio.
La piena operatività del T-50 richiederà anche lo sviluppo di una nuova gamma di munizioni in grado di sfruttare i vani interni della cellula. Anche se il T-50 può trasportare le precedenti munizioni subalari, è evidente che una serie di armi sia in fase di sviluppo. Un esempio è il Kh-59MK2, missile derivato dalla famiglia dei Kh-59 illustrata al MAKS-2015. Questa nuova versione, che combina stealth, gittata di 300 km, testata da 300kg e vari sistemi di puntamento permette di affrontare bersagli a terra e in mare, fissi e mobili, indicando la natura del futuro arsenale dei T-50. Mentre alcun singolo sistema d’arma è di per sé decisivo, la voce dell’operatività imminente del T-50 mina uno dei presupposti fondamentali della NATO: la superiorità aerea. Anche la piccola flotta iniziale di T-50, sostenuta da caccia Su-35 e Su-30, basterà a privare le forze di terra della NATO della possibilità di operare senza preoccuparsi degli attacchi aerei. Data l’incapacità della NATO di operare contro una forza aerea, il T-50 è componente importante della deterrenza convenzionale della Russia.pak-fa_t-50-compTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’aereo di quinta generazione russo sorpassa qualsiasi rivale

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/06/2016header-aviadarts-2016Le Forze Aerospaziali russe riceveranno i primi aerei da combattimento di quinta generazione Sukhoi T-50 (PAK FA – “Caccia multiruolo di Prima linea”) nel 2017, secondo il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, comandante in capo delle Forze Aerospaziali russe. Il nuovo caccia stealth della Russia è sorprendentemente comparso all’improvviso, il 5 giugno, sorvolando la Crimea (sulla base aerea di Chauda), prendendo parte ad Aviadarts 2016. “Ci sono cinque caccia T-50 in fase di test presso il centro prove di volo Chkalov, ed entraranno in servizio nel 2017”, aveva detto Bondarev ai giornalisti. Il velivolo è un caccia multiruolo furtivo, monoposto, bimotore, supermanovrabile e capace di volo di crociera supersonico, progettato per la superiorità aerea e l’interdizione. Possiede avionica avanzata come radar a scansione attiva e sensori unificati. L’aereo ha le seguenti caratteristiche generali: equipaggio – 1 pilota, velocità massima – 2600 km/h, rateo di salita – 330 m/s, raggio d’azione – 5500 km, autonomia – 5,8 ore, quota operativa – 20 km, peso massimo al decollo – 35480 kg, carico massimo operativo – 10 tonnellate. Durante i test il velivolo è riuscito a raggiungere i 384 metri al secondo di rateo di salita. Tale velocità permetterebbe all’aereo di raggiungere una quota pari alla vetta del Monte Everest, la montagna più alta della Terra, in soli 23 secondi. Il T-50 ha una cellula che fonde fusoliera e ala e dispone di superfici mobili orizzontali e stabilizzatori verticali. L’avanzato sistema di controllo del volo e di spinta vettoriale degli ugelli rende il velivolo altamente maneggevole sia in beccheggio che imbardata, consentendogli di svolgere manovre con molto elevati angoli d’attacco. L’alta velocità di crociera e l’elevata quota operativa del velivolo gli daranno un significativo vantaggio cinetico rispetto alle attuali generazioni precedenti di aeromobili. Il T-50 sarà il primo velivolo operativo dell’Aeronautica russa ad utilizzare la tecnologia furtiva. I compositi coprono il 25% del peso strutturale e quasi il 70% della superficie esterna. Le armi sono trasportate in vani interni alla cellula, e le antenne sono incassate nel rivestimento di superficie per mantenere la forma furtiva del velivolo. Il trasporto di armi internamente elimina la resistenza dei carichi esterni e consente prestazioni più elevate che col carico esterno. La cellula fonde la struttura con la pianta alare riducendone la sezione radar; i bordi esterni ed interni delle ali e delle superfici di controllo e i bordi seghettati dei pannelli del rivestimento sono accuratamente allineati ai vari angoli specifici al fine di ridurre la riflettività delle onde radar. Il velivolo utilizza materiale radar ablativo. Il tettuccio a goccia ha un rivestimento che minimizza il riflesso radar della cabina del pilota. Il velivolo di produzione incorpora bloccanti anti-radar davanti al ventilatore del motore, nascondendolo da tutte le angolazioni. Motori avanzati e aerodinamica consentono al T-50 il volo di crociera supersonico, un sostenuto volo supersonico senza l’uso dei postbruciatori. Combinato con il carico di carburante, il T-50 ha una raggio in volo supersonico di oltre 1500 km (più del doppio del Su-27, suo predecessore). I lotti di pre-produzione del T-50 utilizzeranno come motori intermedi un paio di NPO Saturn AL-41F1 (Izdelie 117). Il motore ha un rapporto spinta peso di 10,5:1. I due motori 117 sono dotati di ugelli per la spinta vettoriale, i cui assi di rotazione sono inclinati secondo un proprio angolo. Questa configurazione permette al velivolo di produrre una spinta vettoriale su tutti e tre gli assi di rotazione, beccheggio, imbardata e rollio. La spinta degli ugelli vettoriali opera unitamente sullo stesso piano; l’angolatura permette al velivolo di produrre una vettorizzazione differente in rollio e imbardata con ciascuno degli ugelli dei motori. La presa d’aria del motore incorpora rampe di aspirazione variabile per una maggiore efficienza supersonica e schermi a rete a scomparsa per evitare che detriti estranei siano ingeriti dai motori.
244203_pak-fa-t-50_-istrebitel_-polyot_3543x2367_www.GdeFon.ru_-1024x684 Il PAK-FA trasporterà una serie impressionante di missili capaci di colpire altri velivoli come AWACS, C4ISTAR (Comando, Controllo e Comunicazione, Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione obiettivi e Ricognizione) e caccia da lunghe distanze, oltre a navi, radar e altri bersagli in superficie. Per il combattimento aria-aria, il T-50 dovrebbe trasportare 4 missili dalla gittata oltre l’orizzonte nei due principali vani per armi e due missili a corto raggio nei vani per armi nelle radici alari. Il missile a medio raggio principale è il K-77M a guida radar attiva, un R-77 (Vympel) aggiornato con una testata attiva a scansione elettronica e con pinne posteriori convenzionali. Il missile a corto raggio è il K-74M2 a guida ad infrarossi, versione aggiornata dell’R-74 con sezione ridotta per il trasporto interno. Un missile dall’aerodinamica pulita a corto raggio designato K-MD è stato sviluppato per sostituire il K-74M2. Per le maggiori distanze, quattro grandi missili oltre l’orizzonte possono essere trasportati, due per ogni vano principale per le armi, che possono anche ospitare missili aria-terra come il Kh-38M, o più bombe guidate KAB-250 da 250kg o KAB-500 da 500 kg. Il velivolo dovrebbe anche trasportare varianti ulteriormente sviluppate e modificate del missile antinave Kh-35UE (AS-20 “Kayak”) e del missile anti-radar Kh-58UShK (AS-11 “Kilter”). Per le missioni che non richiedono la furtività il T-50 può trasportare carichi su sei punti d’attacco esterni. Il capo-progettista del PAK-FA Aleksandr Davydenko ha detto che vi è la possibilità d’installare il missile da crociera supersonico BrahMos sul PAK-FA e il suo derivato FGFA. Solo uno o due di questi missili possono essere trasportati dato il peso elevato. Il velivolo trasporta internamente un cannone 9A1-4071K (GSh-301) da 30 millimetri vicino alla radice alare destra.
La cabina del T-50 dispone di due principali display LCD multifunzionali da 38 centimetri. Posizionati intorno alla cabina vi sono i tre display più piccoli del pannello di controllo. La cabina ha un head-up display a grandangolo (30°- 22°) e la Geofizika-NV di Mosca fornisce il nuovo visore NSTsI-V montato sul casco Zsh-10. I sistemi di controlli principali sono il joystick e un paio di manette. Il velivolo ha un tettuccio in due pezzi con la sezione di poppa scorrevole all’indietro e bloccaggio in posizione. Il tettuccio è trattato con rivestimenti speciali per aumentare la furtività del velivolo. I prototipi del T-50 sono attualmente equipaggiati con motore Saturn 116, radar NIIP Irbis e avionica presente sul Su-35S. Questi componenti saranno sostituiti dal 2020 quando i componenti aggiuntivi saranno pronti per la produzione. Il nuovo motore Izdelie 30 entrerà in servizio nel 2020. Molti dettagli tecnici sono ancora classificati, soprattutto perché il programma non è ancora in fase di produzione. Tuttavia, il generale consenso è che il T-50 sia più maneggevole rispetto ai rivali degli Stati Uniti F-35 e F-22. L’aereo ha un vantaggio comparato nell’ingaggio aereo. Rispetto all’F-22, il PAK-FA è più veloce, ha maggior raggio operativo e migliore capacità d’individuare il bersaglio. “Certamente ha maggiore agilità con la combinazione tra spinta vettoriale, superfici di coda completamente mobili ed eccellente design aerodinamico, che non l’F-35”, ha detto l’ex-capo dei servizi segreti dell’US Air Force Tenente-Generale David Deptula. Tutto sommato, il velivolo ha le caratteristiche distintive che soddisfano i requisiti del caccia di quinta generazione: supermanovrabilità (grazie a motori dalla spinta vettoriale controllata), sistema di rifornimento in volo, velocità di crociera supersonica senza l’uso della post-combustione, bassa sezione radar, decollo e atterraggio corti e versatilità nell’impiego in combattimento. La versione navale del Sukhoj T-50 PAK FA sarà schierata sulla portaerei russa Admiral Kuznetsov e le future portaerei russa. L’aereo è ancora testato, ma India e Vietnam sono già sulla lista dei potenziali acquirenti.
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica l’industria aeronautica russa affrontò momenti difficili. Nessuno a metà degli anni ’90 avrebbe solo immaginato che tali risultati erano possibili. L’industria aeronautica è un settore molto complicato. Nonostante gli ostacoli, la Russia ha creato diversi aerei unici, ed ora testa l’aereo di quinta generazione che non è secondo ad alcuno oggi. L’emergere del russo Sukhoj PAK-FA segna la fine del monopolio durato un quarto di secolo degli Stati Uniti sulla progettazione di velivoli a bassa osservabilità (VLO) o stealth.Sukhoi_T-50_Pichugin_2La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’F-22 ha poche possibilità contro il T-50 russo

Simon North Russia Insider, 1 giugno 20162613056_originalChe fantastico modello virtuale vincerebbe se (Dio non voglia!) i caccia stealth di 5.ta generazione F-22 statunitense e T-50 russo ingaggiassero una battaglia aerea! Sarebbe mozzafiato. Ma c’è ben altro a ciò che appare. Non tutte le armi saranno furtive. Alcune non ne hanno bisogno. Ecco la descrizione dell’avanzata bomba guidata di cui il T-50 sarà armato, direttamente dal progettista, secondo il corrispondente del quotidiano Izvestija Victor Litovkin.
Il nuovo aviogetto da combattimento di quinta generazione russo T-50 potrà svolgere missioni delicate in profondità dietro le linee nemiche. Givi Zhanjgava, presidente della Ramenskoe Design Company che produce attrezzature per aerei da combattimento e civili: “Il T-50 è un velivolo polivalente capace di svolgere compiti tattici e di superiorità aerea”, osservava il costruttore. La furtività permette di penetrare in profondità nel territorio nemico ed effettuare attacchi precisi. Le capacità “specifiche” del nuovo caccia sono state scoperte da osservatori appassionati di aviazione che vegliano per ore e con tutte le condizioni meteorologiche dai limiti degli aeroporti civili e militari, scattando foto di decolli e atterraggi. L’altro ieri, una foto di Mikhail Kuznetsov è apparsa su internet mostrando il caccia T-50 con numero di codice ‘052’ decollare dalla base aerea sperimentale Gromov, a Zhukovskij, presso Mosca. Aveva bombe guidate GBU-500 sui piloni esterni, le stesse utilizzate dalle nostre forze aerospaziali in Siria. Il caccia segue un’altra fase di test aerodinamici con diverse modalità di volo, ha detto l’esperto aeronautico Andrej Frolov ad Izvestija. Può trasportare missili e bombe nei vani interni, da qui la furtività. Ma può anche ospitare un carico esterno, precisa, come missili aria-aria, aria-superficie, anti-nave, bombe guidate delle generazioni precedenti e successive. “La GBU-250 ha una struttura modulare e può essere dotata di vari tipi di sistemi di guida ad alta precisione: satellitare o laser. Fu progettata in risposta allo sviluppo delle bombe guidate statunitensi SDB (Small Diameter Bomb) che equipaggiano i caccia di quinta generazione F-22 e F-35. La bomba laserguidata con testata ad alto esplosivo a frammentazione è progettata per attaccare attrezzature non protette, nodi ferroviari, magazzini e altre infrastrutture nemiche. La bomba può essere utilizzata da sola o con una salva dal velivolo dotato del designatore laser, e anche con la retroilluminazione da terra degli obiettivi“.
Secondo Janigava: “Da un lato è insensato per un aereo stealth volare ‘spiccando’ sui radar nemici con le bombe agganciate. Dall’altra parte, ed è una grande domanda, ha senso sacrificare le capacità di combattimento del velivolo per la furtività, dato che alcuni compiti lo richiedono, mentre altri hanno bisogno di un grande carico bellico. Ecco perché la tecnologia stealth non è un idolo di cui i progettisti aeronautici moderni fanno un culto. T-50, F-22 o F-35 possono trasportare carichi esterni di missili e bombe. Tutto cambia in fretta e si deve agire in base alla situazione. In secondo luogo, a volte si deve liquidare il bersaglio, anche se non al primo tentativo. Questo può sempre essere fatto con i missili da crociera”. Il direttore generale della Tactical Missiles Corporation, Boris Obnosov, dice che il caccia T-50 avrà sei nuovi missili entro il 2017, e altri sei entro il 2020. 4 modelli di missili da trasportare internamente sono in fase di sperimentazione. “Solo i tipi destinati ai vani del caccia T-50 sono stati testati direttamente con esso”, dice Obnosov. “Per esempio, il missile anti-radar Kh-58UShKE”. Il Kh-58UShKE è stato mostrato all’esposizione internazionale aerospaziale MAKS-2015 presso Mosca. La differenza fondamentale dai predecessori è il sistema di puntamento e orientamento dall’interno del caccia. Un’altra differenza è che il corpo ‘quadrato’ del missile ‘si adatta meglio al vano bombardiere. Un’altra innovazione del T-50 è il ‘missile a gravità’ Grom-2, progettato sulla base del Kh-38. In realtà, è un missile con sistema di guida inerziale-satellitare, ovvero una bomba da 250 kg che può essere dotata di testata a frammentazione ad alto esplosivo, penetrante o disperdente.20880094825_6ae571e730_bTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Discorso di apertura di Kim Jong Un al VII Congresso del PLC

Korean Central News Agency, Pyongyang, 6 maggio – Global Securitynorth-korean-leader-hails-nuclear-success-in-opening-congress-1462631361Kim Jong Un, Primo segretario del Partito dei Lavoratori di Corea (PLC), ha fatto il seguente discorso di apertura del Settimo Congresso del PLC:

Cari delegati,
Oggi si tiene lo storico VII Congresso del Partito dei Lavoratori di Corea nella grande lotta in cui tutto il partito, l’intero esercito e tutto il popolo, con nervi saldi e fiducia nella rapida vittoria finale della rivoluzione del Juche, si radunano per marciare coraggiosamente, vanificando ogni minaccia e sfida disperata degli imperialisti. Riflettendo la lealtà infinita e l’ardente rispetto di delegati, militanti, militari e tutto il popolo, vorrei prima estendere il tributo più nobile e la più grande gloria ai grandi compagni Kim Il Sung e Kim Jong Il, fondatore e costruttore del PLC, incarnazioni della potenza invincibile del PLC e leader eterni del nostro partito e del nostro popolo.

Compagni,
Nel periodo in questione il nostro partito e il popolo hanno intrapreso la sacra ardua lotta a difesa del socialismo e per la vittoria della causa della rivoluzione del Juche sotto la sapiente guida del grande Presidente Kim Il Sung e del Generale Kim Jong Il. In questo periodo i ranghi del nostro partito sono stati privati di veterani della guerra rivoluzionaria anti-giapponese come Kim Il, Choe Hyon, O Paek Ryong, O Jin U, Choe Kwang, Rim Chun Chu, Pak Song Chol, Jon Mun Sop e Ri Ul Sol che, tenendo i grandi leader in alta considerazione, si dedicarono interamente al Paese e al popolo sulla lunga via della rivoluzione del Juche. E siamo stati privati di molti compagni e rivoluzionari fedeli, come Ho Tam, Yon Hyong Muk, Kim Jung Rin, Ho Jong Suk, Kim Kuk Thae, Kim Yong Sun, Kim Yang Gon, Jon Pyong Ho, Pak Song Bong, Ri Chan Son, Ri Je Gang, Ri Yong Chol, Kang Ryang Uk, Ri Jong Ok, Kim Rak Hui e An Tal Su che lavorarono con dedizione a rafforzamento e sviluppo del nostro partito e alla vittoria della causa socialista. Abbiamo anche perso Jo Myong Rok, Kim Kwang Jin, Kim Tu Nam, Jon Jae Son, Yun Chi Ho, Ri Tong Chun, Kim Ha Gyu, Ri Jin Su, Sim Chang Wan e altri preziosi compagni d’armi nella rivoluzione del Songun compiendo gesta eroiche nella lotta per rafforzare e sviluppare le Forze Armate rivoluzionarie. Inoltre Ri Sung Gi, Im Rok Jae, Chon Se Bong, Paek In Jun, Yu Won Jun, Ri Sang Byok, Pak Yong Sun e altri accademici, professori, medici, scrittori, artisti e atleti del popolo, che si dedicarono con tutta le loro energie e saggezza a sviluppare scienza, cultura, arte e sport; anche Han Tok Su, Choe Tok Sin, Ri In Mo, Rim On Sik, Kim Kwang Thaek e altri compagni rivoluzionari, indimenticabili figure patriottiche e pro-riunificazione, sono deceduti. Queste persone si dedicarono completamente e senza risparmiarsi alla vittoria della causa della rivoluzione del Juche, alla riunificazione del Paese e alla prosperità nazionale, a sostegno leale del PLC e dei leader; la brillante vittoria della nostra rivoluzione e l’attuale gloria del Paese socialista sono attribuibili ai loro preziosi sangue ed abnegazione. Alla memoria dei veterani della guerra rivoluzionaria anti-giapponese, martiri patriottici, indimenticabili compagni d’armi rivoluzionari del nostro partito e per la riunificazione, figure patriottiche che posero le loro preziose vite a disposizione della lotta per la costruzione del socialismo, la riunificazione nazionale e la causa dell’indipendenza globale, propongo di osservare un minuto di silenzio.

Compagni,
48A03376-CCDE-4C91-B543-D098959E9384_w640_r1_s_cx0_cy5_cw0 Il settimo congresso del PLC è stato convocato in un momento storico in cui la fase del salto in avanti nell’attuazione della causa della rivoluzione Juche si apre. Gli ultimi decenni dal VI Congresso del PLC sono stati caratterizzati da aspre lotte e gloriose vittorie dal nostro partito e del popolo. Nel periodo in esame la situazione della nostra rivoluzione era molto grave e complessa. In tempi duri senza precedenti, in cui il sistema socialista mondiale è crollato e le forze imperialiste concentrarono la loro offensiva antisocialista sulla nostra Repubblica, il nostro partito e il popolo furono costretti a combatterla con una sola mano. Gli imperialisti resero costantemente tesa la situazione per decenni, per impedire che il nostro popolo vivesse in pace neanche per un istante e bloccando ogni via allo sviluppo economico e all’esistenza tramite ogni sorta di blocco, pressione e sanzione. Di fronte alle dure e molteplici difficoltà, a prove difficili e a sofferenze peggiori di quelle di una guerra, il nostro partito e il popolo si sono riuniti saldamente attorno al Comitato centrale del PLC, tenendo il Presidente e il Generale in alta considerazione come centro dell’unità e della leadership, compiendo notevoli sforzi per difendere e far progredire la causa socialista, seguendo solo la linea rivoluzionaria del Juche avanzata dai grandi leader, sfidando la tempesta della storia senza la minima esitazione o indecisione. Con la sapiente guida del Presidente e del Generale e l’unità dei cuori di PLC, esercito e popolo attorno ai leader, abbiamo inciso orgogliose storiche vittorie, sventando i piani delle forze imperialiste per soffocare la Repubblica ad ogni passo e salvaguardare fino all’ultimo la bandiera rossa del socialismo e le conquiste della rivoluzione. Nel periodo in esame, il PLC ha incarnato la linea del Juche nella costruzione del partito del Generale Kim Jong Il divenendo un corpo potente, ideologicamente puro e organizzativamente integrato, in cui fu realizzata l’unità ideologica e di leadership sviluppando un partito materno che si assume la responsabilità del destino delle masse popolari, un partito sempre vittorioso dalla solida e sofisticata arte della leadership, un partito rivoluzionario d’acciaio e promettente. Questo anno, in cui si svolge il VII Congresso del PLC, i nostri militari e il popolo hanno raggiunto grandi successi nella prima prova della bomba all’idrogeno e nel lancio del satellite di osservazione terrestre Kwangmyongsong-4, punti di riferimento nella storia della nazione vecchia di 5000 anni, innalzando dignità e forza della Corea del Juche ai massimi livelli; con alto spirito, hanno guidato la dinamica campagna dei 70 giorni compiendo con lealtà grandi imprese e ottenendo inauditi successi sul lavoro in tutti i settori della costruzione socialista. Tutti i militari e il popolo del Paese hanno mostrato alto spirito dell’attuazione delle politiche del PLC fino alla fine, rispondendo alla richiesta dei militanti di lanciare la campagna dei 70 giorni, compiendo così grandi successi e balzi in avanti in tutti i settori dell’economia nazionale, raggiungendo il risultato brillante del superamento degli obiettivi della campagna decisi dal PLC. Durante la campagna, i settori del trasporto ferroviario elettrico, delle miniere di carbone e delle industrie metallurgiche lavorarono duro per maggiori risultati, realizzando l’aumento della produzione, e molte unità in diversi settori dell’economia nazionale, tra cui metal-meccanica, chimica, costruzioni, industrie leggere e agricoltura, alzarono un forte vento garantendo la modernizzazione della produzione interna e comportando la ripresa della produzione, raggiungendo prima del previsto distinti risultati nell’adempimento dei piani economici nazionali del primo semestre e annuale. La nostra eroica classe operaia, e gli scienziati e i tecnici di Kim Il Sung e Kim Jong Il scatenati nella lotta inflessibile sul principio della priorità all’autosviluppo nel sviluppare e produrre nuove macchine e attrezzature basandosi su lavoro e tecnologia locali, li presentano quali dono al Congresso del Partito. Altri nel Paese, in un breve lasso di tempo, hanno meravigliosamente completato molti grandi programmi di costruzione, assai utili allo sviluppo dell’economia e al miglioramento del tenore di vita del popolo, prima che il Congresso inviasse gli attestati di lealtà al Comitato centrale del PLC. Coloro che nel settore delle scienze della Difesa Nazionale hanno svolto un magnifico all’inizio di quest’anno significativo, con l’esplosione emozionante della prima bomba all’idrogeno della Corea del Juche, continuano a creare miracoli epocali nel difendere le nostre dignità nazionale e sovranità, al culmine della campagna dei 70 giorni ed aprendo la grande porta del Settimo Congresso del PLC, orgoglioso per i vincitori. Tutti i settori e tutte le unità, bruciando di ardente lealtà verso il PLC e con straordinario entusiasmo patriottico, acceleravano la grande marcia rivoluzionaria per celebrare il VII Congresso del PLC quale vertice dei gloriosi vincitori. Questo è pienamente dimostrato dalle salde fede e volontà dei nostri militari e del popolo che trionfalmente costruiscono una nazione prospera davanti gli occhi del mondo, fracassando le malvagie manovre delle forze ostili, volte a sanzioni e strangolamento, dimostrando al mondo spirito indomito, grintosa audacia e forza inesauribile dell’eroica Corea. I numerosi eventi sbalorditivi accadutisi uno dopo l’altro nella preparazione di questo significativo Congresso del PLC, sono permeati dal prezioso sudore, dalla passione ardente e dallo sforzo senza pretese degli aderenti del partito che si sono sempre dedicati con passione al PLC, contrassegnando l’età d’oro della costruzione del socialismo con continui picchi rivoluzionari. Vorrei estendere un grazie ai militanti e un cordiale saluto a nome del Comitato Centrale del PLC a tutti i delegati e aderenti del partito, ai militari dell’Esercito Popolare di Corea e al popolo che hanno contrassegnato la storia sacra del PLC con il sangue e il sudore del patriottismo e compiendo un grande contributo nel celebrare il VII Congresso del PLC quale vertice della vittoria e della gloria, stringendo le armi della rivoluzione, il martello, la falce e la penna, con bruciante convinzione nel percorrere per sempre la strada tracciata dal nostro partito. In occasione del significativo Congresso del nostro partito, i miei cordiali saluti vanno al Fronte antimperialista nazionale democratico, Partito Socialdemocratico coreano, Partito Chondoista Chongu, al popolo sudecoreano, alla Chongryon (Associazione generale dei coreani residenti in Giappone) e ad altre organizzazioni dei coreani all’estero e a tutti i connazionali all’estero che lavorano duramente per la riunificazione e la prosperità del Paese. A nome del Congresso del PLC, rivolgo anche un sentito ringraziamento e saluti ai partiti ed organizzazioni politici, ai gruppi di studio dell’idea del Juche, alle organizzazioni di amicizia e di solidarietà e ai personaggi di tutti i ceti sociali nei diversi Paesi del mondo e ai rappresentanti delle missioni diplomatiche e delle organizzazioni internazionali nella Corea democratica che hanno dato sostegno positivo ed incoraggiamento alla nostra rivoluzione ed inviato messaggi di congratulazioni, lettere e cesti di fiori al Settimo Congresso del PLC.

Compagni,
Il Settimo Congresso del PLC riassumerà i brillanti successi e la preziosa esperienza che il nostro partito e il popolo hanno guadagnato durante il periodo in esame avanzando la linea strategica e le attività che inaugurano il grande periodo d’oro della costruzione socialista e in direzione dell’avanza della nostra rivoluzione. Questo Congresso del PLC sarà un’occasione storica per la creazione di un’altra pietra miliare nella lotta per lo sviluppo del glorioso Partito Kimilsungista-Kimjongilista e il compimento della causa del socialismo. 3467 delegati hanno diritto di voto in questo Congresso e 200 persone hanno diritto di presentare domande; tutti i presenti sono stati eletti alle conferenze del PLC nei diversi livelli. Tra loro 1545 sono delegati dei funzionari di partito e dei lavoratori politici, 719 delegati dei militari, 423 delegati dei funzionari statali amministrativi ed economici, 52 delegati dei funzionari delle organizzazioni popolari, 112 delegati dei funzionari nei settori della scienza, istruzione, pubblica salute, cultura, arte e mass media, 786 delegati della base del Partito coinvolti nel lavoro sul campo, sei veterani della guerra rivoluzionaria anti-giapponese e 24 vecchi ex-prigionieri. 315 sono donne. Sono presenti al congresso anche 1387 osservatori.
Pienamente convinto che questo Congresso del PLC eseguirà i suoi compiti in modo soddisfacente, sostenuto dall’alto entusiasmo politico di tutti i delegati presenti a un incontro storico che lascerà un segno straordinario nello sviluppo del nostro partito e della nostra rivoluzione; incontro per l’avanzata generale e accelerare la vittoria finale della causa della rivoluzione del Juche, dichiaro il Settimo Congresso del PLC aperto.abc45d6fe9af652ae2a1c26b487c578825675dceTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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