Come Russia e Cina potrebbero distruggere l’US Air Force

Lo schieramento di missili aria-aria a di lungo raggio e di caccia di quinta generazione russi e cinesi sarà un problema serio per il Pentagono
Dave Majumdar, National Interest130668Una nuova generazione di missili aria-aria a lungo raggio russi e cinesi potrebbe minacciare i mezzi cruciali che permettono le operazioni aeree degli Stati Uniti. Tali mezzi sono i velivoli da ricognizione (ISR), AWACS, intelligence, sorveglianza, aviorifornimento e guerra elettronica. Se spesso trascurati a favore dei sistemi missilistici antinave e antiaereo avanzati, nell’esame delle capacità d’interdizione aera russa e cinese (A2/AD), gli intercettori dotati di missili aria-aria a lungo raggio trancerebbero i nervi che permettono agli Stati Uniti di condurre operazioni aeree nei teatri di Asia-Pacifico ed Europa. In sostanza, le forze russe e/o cinesi potrebbero accoppiare i missili aria-aria a lungo raggio con velivoli come Mikojan MiG-31, Sukhoj T-50 PAK-FA e Chengdu J-20 per attaccare i velivoli AWACS, JTARS e cisterne statunitensi come Boeing KC-135 o KC-46 Pegasus. In particolare, nelle vastità del Pacifico, dove gli aeroporti sono pochi e lontani, le pesanti aerocisterne potrebbero essere il tallone d’Achille che Pechino colpirebbe.
Vi sono tre programmi missilistici aria-aria a lungo raggio da seguire, i russi Vympel R-37M RVV-BD e Novator KS-172 (o K-100) e il cinese PL-15. Il nuovo missile aria-aria a lungo raggio R-37M RVV-BD della Russia è già in fase operativa iniziale (IOC) sui Mikojan MiG-31BM. Sarà anche eventualmente imbarcato su Sukhoj Su-35S (3) e T-50 PAK-FA (4). Il RVV-BD, chiamato anche AA-13 Arrow dalla NATO, avrebbe intercettato bersagli a distanze superiori ai 300 km (5). “Il missile R-37M aggiornato (RVV-BD, Izdelie 610M) è in produzione di serie dal 2014 e ora, a quanto pare, è in fase CIO negli squadroni degli intercettori aggiornati MiG-31BM“, secondo il ricercatore Mikhail Barabanov, caproredattore del Moscow Defence Brief (6), pubblicato dal Centro per l’Analisi delle strategie e tecnologie (CAST) (7) di Mosca. “Il missile RVV-BD sarà impiegato anche dai caccia T-50“. L’originario R-37 fu sviluppato dall’Unione Sovietica per attaccare velivoli di alto valore della NATO come E-3 Sentry AWACS, E-8 JSTARS e RC-135V/W Rivet Joint. L’idea era utilizzare un caccia dall’alta velocità come il MiG-31, che può volare a Mach 2,35 per 700 km (8) trasportando un significativo carico di nuovi missili aria-aria, per eliminare tali velivoli della NATO. Un aereo come il MiG-31 o un caccia furtivo supersonico come il PAK-FA sono ideali per una missione del genere, perché difficili da intercettare per velocità e quota pure. “L’R-37 era un missile dedicato a spazzare via le attività ISR sviluppato e testato nel 1990“, dichiara Mike Kofman, ricercatore specializzato in questioni militari russe della CNA Corporation (9). “Non c’era solo il MiG-31. C’era anche un nuovo missile derivato, uno dei progetti della Novator chiamato KS-172 o più spesso K-100“. Dal 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’industria della Difesa russa ha continuato a lavorare sul progetto R-37, ma i progressi furono rallentati. Gli anni ’90 furono particolarmente difficili per l’industria della Difesa russa, i finanziamenti si ridussero al minimo. Infatti, l’R-37 fu annullato prima di essere riavviato nell’attuale versione RVV-BD. “L’R-37 (Izdelie 610) finì lo sviluppo nel 1997“, secondo Barabanov. L’R-37M probabilmente utilizza una combinazione di guida inerziale per le correzioni in rotta dal velivolo di lancio e puntamento radar attivo nella fase terminale. Nelle operazioni di combattimento, aerei come il MiG-31 volerebbero ad alta velocità verso l’obiettivo per lanciare una salva di R 37M, probabilmente ingaggiando il bersaglio con l’enorme radar a scansione elettronica Zaslon-M, guidando il missile finché il radar dell’arma si attiva. Potrebbe anche avere una funzione anti-disturbo similmente all’AIM-120D AMRAAM (10) degli USA, per contrastare gli aerei da guerra elettronica come il Boeing EA-18G Growler.
48106151-cachedL’Unione Sovietica era ben consapevole che uno dei vantaggi principali di NATO e US Air Force era la capacità di effettuare una campagna aerea coordinata con mezzi quali l’AWACS. L’Unione Sovietica studiò vari metodi per contrastare i velivoli AWACS, come le armi aria-aria a lungo raggio a guida passiva. “Mi pare di capire che il tema dei missili aria-aria ha guida radar passiva fosse popolare in Unione Sovietica negli anni ’80 (vedasi l’R-27P), ma ora è riconosciuto come poco promettente“, secondo Barabanov. Mentre il RVV-BD è un’arma temibile, Mosca potrebbe sviluppare un missile ancora più potente chiamato Novator KS-172 o talvolta anche K-100. Mentre il RVV-BD avrebbe una gittata massima di quasi 350 km, l’arma della Novator potrebbe colpire obiettivi lontani 400 km. “300 km sono troppi per l’R-37M“, secondo Kofman. “Solo il Novator può raggiungere obiettivi a quelle distanze. Sarebbe simile al KS-172 progettato per colpire oltre i 350 km“. Tuttavia, non è chiaro quando o anche se il KS-172/K-100 sarà mai completato ed entrerà in produzione. Ci sono indicazioni che il K-100 sia un progetto a bassa priorità che non vedrà mai la luce. “Per il K-100 cercano soldi dagli indiani per completarlo“, afferma Kofman, un “bel missile della Novator, ma dubito che sarà operativò dato che un missile del genere non si adatterebbe ad alcun aeromobile di quinta generazione“. In effetti, per Barabanov il K-100 probabilmente è chiuso. “Sul missile K-100 dubito che sia un programma attivo”, aveva detto Barabanov, “Credo che il lavori su di esso siano stati sospesi tempo fa“.
Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, la Cina sviluppa il PL-15 spinto da un ramjet e che avrebbe una gittata di 200 km. La costernazione (11) che il PL-15 ha causato nei vertici dell’US Air force, come il comandante dell’Air Combat Command Generale Herbert “Hawk” Carlisle (12), che citava l’arma cinese come uno dei motivi pressanti per cui gli Stati Uniti dovrebbero sviluppare un sostituto di nuova generazione del vecchio AIM-120 AMRAAM. “Come facciamo a contrastare e a poter continuare a rispondere a tale minaccia?” si chiese Carlisle presso il Centro di studi strategici e internazionali lo scorso anno (12). Più tardi, durante un’intervista con Flightglobal (13), Carlisle disse che contrastare il nuovo missile cinese è un'”estremamente alta priorità” dell’US Air Force. “Il PL-15 ha una gittata che ne fa un missile che non possiamo contrastare“, aveva detto. In effetti, il problema non è solo che il PL-15 è superiore all’AMRAAM; se adottato dal J-20, i cinesi potrebbero attaccare le aerocisterne e gli aerei ISR, cruciali per qualsiasi campagna aerea sul Pacifico. Un briefing della RAND del 2008 suggeriva (14) che, per sostenere le operazioni degli F-22 su Taiwan da Guam, l’US Air force dovrebbe lanciare tre/quattro sortite di aerocisterne ogni ora per distribuire 2,6 milioni di litri di carburante. Questo è un dato che non è probabilmente sfuggito a Pechino. Anche se non ci sono dati molto concreti disponibili sul J-20, l’aereo sembra essere stato ottimizzato per alte velocità, lungo raggio, stealth e carico utile interno elevato. Con una combinazione tra ridotta sezione radar, alta velocità supersonica, armamento riposto internamente di missili PL-15, è possibile che il J-20 sia utilizzato per minacciare aerocisterne e velivoli ISR dell’US Air Force nel teatro del Pacifico. Come sottolineato dallo studio della RAND del 2008, i derivati cinesi del Su-27 annichilirono i velivoli da rifornimento, ricognizione, pattugliamento marittimo e comando e controllo statunitensi durante una simulazione, utilizzando missili aria-aria a lungo raggio. L’US Air Force esaminò una diffusa e robusta logistica (15) per creare spartane piste d’atterraggio per contrastare le capacità A2/AD della Cina nel teatro del Pacifico. Tuttavia, l’US Air Force non sembra aver completamente messo a punto un piano per proteggere i propri velivoli cisterne, ISR e comando e controllo dagli attacchi aerei nemici. L’unica risposta al problema è che gli aeromobili vengano per sicurezza posti al di fuori della portata effettiva della minaccia cinese. Tuttavia, si ridurrebbe la portata effettiva dei caccia tattici del Pentagono, riducendone la capacità di colpire in profondità sul territorio cinese.
Così, date le informazioni disponibili, è probabile che l’adozione russa e cinese di missili aria-aria a lungo raggio e caccia di quinta generazione per trasportarli, rappresenti un problema grave per il Pentagono. Un problema che certamente affronterà nei prossimi anni.

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KS-172

Il caccia Su-30SM, secondo a nessuno
Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 10/09/201618442310Per l’eccezionale autonomia e il grande carico utile, il Su-30SM è considerato il caccia di 4.ta+ generazione che formerà la spina dorsale dell’Aeronautica russa nei prossimi decenni. Il costruttore aeronautico Irkut e il Ministero della Difesa russo hanno firmato un contratto per la fornitura di oltre 30 caccia multiruolo Sukhoj Su-30SM alle Forze Aerospaziali russa entro la fine del 2018. Il primo caccia Su-30SM ha effettuato il primo volo nel settembre 2012. Il nuovo contratto porta il totale annunciato di ordini per le Forze Aerospaziali a 90 velivoli. Il velivolo è stato anche ordinato dall’Aeronautica Navale russa, che ne ha almeno 20 su un ordine di 50. In totale, più di 40 Su-30SM sono stati consegnati ai militari russi. L’aereo è stato dispiegato in combattimento per la prima volta nel settembre 2015, con l’arrivo di quattro Su-30SM sulla base aerea di Humaymim in Siria. Inizialmente volava come caccia di scorta armato esclusivamente di missili aria-aria; poi i Su-30SM effettuarono missioni di bombardamento. Un certo numero di Su-30SM opera in Siria. L’aereo è in grado di operare ognitempo in missioni aria-aria, aria-superficie d’interdizione, contromisure elettroniche e allarme precoce. Il Su-30SM può anche operare come piattaforma di comando e controllo per guidare gruppi di aerei da combattimento.
La cellula del Su-30SM è in lega di titanio e alluminio ad alta resistenza. La prua della fusoliera ospita la cabina di guida, il radar e il vano dell’avionica. Elevata manovrabilità e caratteristiche di decollo e atterraggio unici sono raggiunti grazie alla forma aerodinamica integrale. Una combinazione di radar a scansione elettronica passiva (PESA) Bars, controlli di volo fly-by-wire, moderne ECM e spinta vettoriale fanno del Su-30SM un caccia molto agile. Con le alette anteriori, un pilota ha maggior controllo sull’aviogetto nelle virate strette e altre manovre. Il sistema fly-by-wire digitale consente all’aereo di effettuare alcune manovre molto avanzate, tra cui la scivolata di coda ed il Cobra di Pugachev, che permette all’aereo di porsi verticalmente a più di 90 gradi prima di cabrare di nuovo. Tali manovre decelerano rapidamente l’aeromobile, permettendogli di sfuggire all’inseguimento e di scomparire dall’ingaggio di un radar Doppler, dato che la velocità relativa del velivolo scende sotto la soglia del segnale percepibile dal radar. Nel duello queste caratteristiche potrebbero dare al Su-30SM un vantaggio rispetto ai caccia occidentali come F-16C Viper, Typhoon, Gripen e l’imminente nuovo tribolato caccia stealth F-35. Gli esperti ritengono che nel duello ravvicinato il Su-30 sia superiore agli aerei statunitensi di quinta generazione F-22. Il missile ad alta manovrabilità R-73 ne aumenta le possibilità contro l’antiquata versione AIM-9M del missile Sidewinder di cui l’F-22 è armato.
su-27ubk_r-77a Il velivolo dispone di pilota automatico per tutte le fasi di volo, incluso volo a bassa quota inseguendo il profilo del terreno via radar, ed ingaggio individuale e di gruppo contro bersagli aerei e di superficie. Il sistema di controllo automatico interconnesso al sistema di navigazione assicura rotta, avvicinamento al bersaglio, rientro e atterraggio in modalità automatica. Con la disposizione biposto in tandem, l’equipaggio è dotato di seggiolini eiettabili. La cabina è dotata di avionica avanzata integrante display anteriore e display a cristalli liquidi multifunzione. Il Su-30SM è dotato di sistemi d’identificazione amico-o-nemico, di posizionamento globale e navigazione inerziale. Il design dall’architettura aperta consente l’integrazione di avionica moderna, tra cui nuovi sistemi radar, radio, di riconoscimento e altri di supporto. Il Su-30SM è propulso da due turbogetti AL-31FP a by-pass di flusso alimentati dalle rampe di aspirazione. I motori generano un spinta coi post-bruciatori da 25000 kg/s, permettendo una velocità in volo orizzontale di Mach 2, di 1350 km/h a bassa quota e un rateo di salita di 230 m/s. Il velivolo è inoltre dotato di sonda e sistema di rifornimento in volo. Con una riserva normale di 5270 kg, il Su-30SM può compiere una missione di combattimento di 4,5 ore dal raggio d’azione di 3500 km. Un rifornimento in volo aumenta il raggio d’azione a 5200 km o la durata del volo a 10 ore a quota di crociera.
Il velivolo può ingaggiare minacce aeree e di terra ed obiettivi di superficie trasportando armi aria-aria e aria-superficie guidate e non-guidate. Può essere dotato di armi antisuperficie come razzi e lanciarazzi per le operazioni di attacco al suolo. Il Su-30SM può trasportare un carico bellico di 8 tonnellate e può essere armato con un cannone, bombe, missili aria-aria, missili antinave supersonici Oniks (Jakhont) e d’attacco al suolo con gittate di 120-300 km, a seconda della quota. In modalità aria-aria può trasportare 12 missili, di solito una combinazione di R-77, R-27 e R-73. Il 7 settembre, le Forze Armate russe annunciavano piani per acquistare i missili da crociera BrahMos, sviluppati congiuntamente da Russia e India per equipaggiare i caccia Sukhoj Su-30SM. Il BrahMos ha un sistema di propulsione a due stadi, con motore-razzo a propellente solido per l’accelerazione iniziale e un ramjet a propellente liquido per la crociera supersonica. E’ il più veloce missile da crociera antinave del mondo. Il missile vola ad una velocità di Mach 2,8-3 e può attaccare bersagli di superficie volando da quote tra i 5 metri e i 14000 metri. Quest’arma è unica, non avendo analoghi nel mondo.
La Russia ha presentato al Singapore Airshow 2016 il nuovo Su-30SME, versione da esportazione dell’aviogetto da combattimento. La versione per l’esportazione del velivolo ha buone prospettive nello spazio post-sovietico per assenza di concorrenza. I Su-30SM sono stati forniti al Kazakistan. Bielorussia e Iran hanno annunciato l’intenzione di acquistarne un numero imprecisato. Diversi Paesi di Sud-Est Asia, Medio Oriente e Nord Africa hanno mostrato interesse per l’aereo. L’avionica sofisticata, il raggio d’azione e il carico utile vario del Su-30SM offrono un’immensa potenza all’Aeronautica russa, in particolare per le operazioni aeree complesse, testimoniando come l’industria aeronautica russa compia ottime prestazioni. Negli ultimi tre anni, nel 2013-2015, la Russia ha ricevuto 250 nuovi aerei, 300 elicotteri e 700 aerei ampiamente modernizzati. La Russia non solo aggiorna la flotta aerea militare, ma lavora ad “aerei da combattimento di sesta e probabilmente settima generazione”. Questa tendenza mette in discussione il predominio aereo della NATO. Si ricordi il Feldmaresciallo Bernard Montgomery e la sua famosa regola della guerra, secondo cui “La prima regola, a pagina 1 del libro della guerra, dice: ‘Non si marcia su Mosca’. Chi ci ha provato, Napoleone e Hitler, non gli è andata bene. Questa è la prima regola”.3_123873La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stalin, la Bomba e gli imbecilli occidentali

Micheal D. Gordin, The History Reader 16 luglio 2011RV-AQ260_bkrvpo_J_20150515130807Il 16 luglio, il giorno prima dell’inizio di Terminal, gli scienziati che lavoravano al Progetto Manhattan fecero esplodere la prima atomica del mondo nel deserto di Alamogordo, New Mexico: era l’Operazione Trinity. In cima ad una torre di 30 metri, pezzi di plutonio (un metallo pesante generato dall’uranio arricchito nei reattori atomici, una nuova invenzione), accuratamente sagomati nei segmenti di una sfera, furono fatti implodere in un nucleo denso, avviando la fissione. I nuclei pesanti degli atomi di plutonio si scissero, liberando enormi quantità di energia. Questo processo fisico fu scoperto solo nel dicembre 1938; il plutonio fu segretamente sintetizzato nell’inverno 1940-1941, e ora gli statunitensi ne ottennero un’arma. Il test era andato perfettamente, e la bomba Fat Man, e la più semplice basata su un cannone all’uranio 235 denominata Little Boy, furono spedite nel Pacifico per farle esplodere su città giapponesi appositamente scelte. Forse i sovietici non erano necessari, dopo tutto. Ma a Stalin andava detto. Ufficialmente era un alleato, anche se nessuna delle due parti si fidava dell’altra, e tecnicamente non era ancora un alleato nella guerra del Pacifico. Molti protagonisti statunitensi avevano la crescente sensazione che l’alleanza di Roosevelt e Stalin fosse stata un errore o stava per diventarlo. Forse questo era un campo in cui la tendenza ad essere troppo accoglienti verso i sovietici andava rivista. Il Progetto Manhattan, iniziato come collaborazione anglo-statunitense, aveva deliberatamente ed esplicitamente escluso l’Unione Sovietica fin dall’inizio. Per quanto Truman e Byrnes ne sapessero, Stalin era completamente all’oscuro dei loro sforzi per militarizzare uranio e plutonio, ma certamente l’avrebbe saputo una volta che la prima città venne distrutta all’inizio di agosto, e avrebbe capito che era stato lasciato all’oscuro di proposito. L’impulso iniziale di Byrnes era di continuare così. Il ministro della Guerra Henry L. Stimson non era d’accordo. Stimson era un incaricato anziano nominato da Roosevelt, ed ex-segretario di Stato del presidente repubblicano Herbert Hoover. (Stimson rimase un repubblicano irremovibile sotto i due presidenti democratici che servì). Byrnes, non volendo interferenze, fece di tutto per non invitarlo al vertice di Potsdam, ma Stimson vi andò lo stesso, soprattutto per consigliare Truman su S-1 (il nome in codice del Progetto Manhattan). Il tempo dello stallo con Stalin era finito. Il verbale dell’ultima riunione del Comitato politico combinato anglo-statunitense del 4 luglio 1945, registrava il segretario della guerra già convinto che Potsdam fosse il luogo per sollevare il velo ai sovietici, almeno un po’: “Se nulla viene detto in questo incontro su TA (leghe per tubi = arma atomica) l’immediato uso potrebbe avere un grave effetto sulle relazioni franche tra i tre grandi alleati. (Stimson) aveva quindi consigliato al presidente di osservare l’atmosfera al vertice (di Potsdam). Se la franchezza reciproca su altre questioni era reale e soddisfacente, allora il presidente poteva dire che era stata sviluppata la fissione nucleare per scopi bellici, con buoni progressi; e che un tentativo di utilizzare un’arma sarebbe stato compiuto a breve, anche se non era certo se avrebbe avuto successo”.
1945-molotov Il comitato interinale, un gruppo di funzionari civili e militari con qualche scienziato che Stimson aveva convocato per discutere delle implicazioni in tempo di guerra e nel dopoguerra della bomba atomica, aveva “unanimemente convenuto che sarebbe stato un notevole vantaggio, se utile all’occasione, che il Presidente suggerisse ai sovietici che stavamo lavorando su questa arma con prospettive di successo e che ci aspettavamo di usarla contro il Giappone”. In un primo momento, Truman era ostile all’idea d’informare Stalin, e Winston Churchill lo era altrettanto. Ma la notizia su Trinity cambiò tutto. Stimson scrisse nel suo diario che Churchill “Ora non solo non era preoccupato d’informare i russi sulla questione, ma era piuttosto incline a usarla come argomento a nostro favore nei negoziati“, e continuava: “Il sentimento… è unanime nel ritenere che fosse opportuno dire ai russi almeno che stavamo lavorando su questo tema e dell’intenzione di usarla se e quando completata con successo“. Il 24 luglio, intorno alle 19:30, dopo una dura giornata di negoziati sulle questioni europee, Truman saltellando verso Stalin durante una pausa, lasciandosi l’interprete alle spalle, scambiò qualche parola. Non sapremo mai esattamente cosa disse, ed esattamente cosa rispose Stalin. Lo scambio ebbe ripercussioni enormi, ma Truman, Stalin e l’interprete di quest’ultimo, V. N. Pavlov, non lasciarono alcuna trascrizione immediata di ciò che accadde. L’interprete di Truman, Charles “Chip” Bohlen, rimase indietro mentre il suo capo fece la sua mossa: “Spiegando che voleva essere il più informale e casuale possibile, Truman disse durante una pausa che sarebbe andato verso Stalin e con nonchalance informarlo. Mi disse di non accompagnarlo, come facevo normalmente, perché non voleva indicare che vi fosse nulla di particolarmente importante. Così Pavlov, l’interprete russo, tradusse le parole di Truman a Stalin. Non sentì la conversazione, anche se Truman e Byrnes dissero che c’ero… Dall’altra parte della stanza, guardai con attenzione la faccia di Stalin mentre il presidente dava la notizia. Così estemporanea fu la risposta di Stalin che ebbi il dubbio che il messaggio del presidente fosse arrivato. Avrei dovuto bene sapere di non sottovalutare il dittatore”. Bohlen non fu l’unico che pensò che ci fosse stato un problema di comunicazione. Tutti, Bohlen, Stimson, Byrnes, Churchill, osservarono la conversazione con attenzione, anche se non con troppa attenzione, per non far capire a Stalin che la battuta era importante. Come Byrnes ricordò nelle sue memorie del 1947: “(Truman) disse che aveva detto a Stalin che, dopo una lunga sperimentazione, avevamo messo a punto una nuova bomba molto più distruttiva di ogni altra bomba conosciuta, e che prevedevamo di usarla molto presto, a meno che il Giappone non si arrendeva. L’unica risposta di Stalin fu di essere contento di sentire della bomba e sperava che l’avremmo usata. Fui sorpreso dalla mancanza d’interesse di Stalin. Conclusi che non ne colse l’importanza. Pensai che il giorno dopo avrebbe chiesto ulteriori informazioni. Non lo fece. Più tardi conclusi che, poiché i sovietici tenevano segreti i loro sviluppi militari, pensassero che fosse improprio chiedere dei nostri”. Nel 1958, nella seconda edizione delle memorie, rivide leggermente il suo punto di vista: “Non credevo che Stalin colse il pieno significato della dichiarazione del Presidente, e pensai che il giorno dopo ci sarebbe stata qualche indagine su questa “arma nuova e potente”, ma mi sbagliai. Pensai allora e anche adesso che Stalin non apprezzasse l’importanza delle informazioni dategli; ma ci sono altri che credono che, alla luce delle informazioni successive sui servizi segreti sovietici in questo Paese, fosse già a conoscenza del test del New Mexico, e che a ciò fosse dovuta la sua apparente indifferenza”.
preview.php Il dittatore sovietico non lasciò nulla sullo scambio, ma la sua delegazione lo fece. E’ difficile prendere le memorie del Ministro degli Esteri sovietico V. M. Molotov come completamente affidabili, poiché ricordò qualcosa che nessun altro vide, la propria presenza alla conversazione, ma sembra certo che Stalin l’informasse subito dopo. Ecco il racconto di Molotov: “Truman prese Stalin e me da parte e con uno sguardo misterioso ci disse che avevano un’arma speciale che non era mai esistita prima, un’arma molto straordinaria… E’ difficile dire ciò che pensava, ma mi sembrò che volesse scioccarci. Stalin reagì con molta calma, in modo che Truman pensasse che non avesse capito. Truman non disse ‘bomba atomica’, ma lo capimmo subito“. Ci sono tre caratteristiche importanti della versione sovietica: Truman non specificò mai il carattere nucleare dell’arma; i sovietici conoscevano la realtà delle sue parole, anche se non la rivelarono, e Stalin e il suo entourage la videro come una velata minaccia. Il Maresciallo Georgij Zhukov, Comandante dell’Armata Rossa e quindi figura cruciale a Potsdam, ritenne che Truman andò da Stalin “ovviamente per ricattarlo politicamente“, ma osservò che Stalin “non espresse per nulla i suoi sentimenti, agendo come se non vi trovasse niente di importante nelle parole di H. Truman”. Il che ci lascia l’importante domanda: Cosa pensava Stalin? In effetti, cosa sapeva davvero della bomba atomica prima della battuta di Truman? Truman era certo che non ne sapesse nulla, come dichiarò in un’intervista nel 1959: “Quando (il giornalista del New York Times William Laurence) dice che Stalin sapeva, non è vero. Non ne sapeva assolutamente nulla fin quando accadde… Non ne sapeva più dell’uomo sulla Luna“. Tuttavia, come è ormai evidente dagli archivi sovietici, Truman giudicò male l’avversario. Stalin ne sapeva abbastanza. Il 7 agosto, il giorno dopo la distruzione di Hiroshima con la bomba all’uranio Little Boy, Molotov (ora a Mosca) s’incontrò con l’ambasciatore statunitense Averell Harriman e gli disse: “Voi americani potete tenere un segreto quanto volete“. Harriman osservò “qualcosa di simile a un sorriso” sul volto di Molotov, e più tardi osservò che “il modo in cui lo disse mi convinse che non fosse per nulla un segreto… L’unica sorpresa, suppongo, fu il fatto che il test di Alamogordo ebbe successo. Ma Stalin, purtroppo, sapeva che eravamo molto vicini a testare la prima esplosione di prova“. L’intuizione di Harriman era corretta. Zhukov osservò che Stalin prese Molotov da parte la sera della battuta di Truman e disse, “Dobbiamo discutere con Kurchatov dell’accelerazione del nostro lavoro“. Igor Kurchatov era il direttore scientifico del programma della bomba atomica sovietica. Stalin non sapeva solo della bomba, ma stava costruendo la sua; Truman non solo mancò d’impedire la proliferazione sovietica, ma sembra che l’abbia accelerata.Vets-and-the-Soviet-bombTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

F-35, letale ‘velociraptor’ o facile preda di Russia e Cina?

C’è ragione di credere che sia la seconda, l’aereo presunto furtivo ha una firma agli infrarossi gigantesca
Dave Majumdar The National Interest 11 luglio 2016150915121028-f-35-wasp-test-3-super-169L’alto ufficiale dell’aviazione dei marines degli Stati Uniti ha dato una valutazione ottimistica del Lockheed Martin F-35B Joint Strike Fighter (JSF) presso il Comitato Forze Armate della Camera nella testimonianza del 6 luglio. Il nuovo aviogetto stealth ha dato buon rendimento nelle esercitazioni pur utilizzando una configurazione del software temporanea che permette al costoso aeromobile solo una frazione delle funzioni richieste dal Pentagono. Per illustrare il punto, il Tenente-Generale Jon Davis, vicecomandante dell’aviazione del Corpo dei Marines degli USA, ha descritto l’evoluzione dell’addestramento presso il corso Istruttori Armi e Tattiche, di responsabilità del 1.mo Squadrone Armi e Tattiche dell’Aviazione dei Marines di Yuma, Arizona, dove l’F-35 ha partecipato. Laddove normalmente una quindicina di velivoli Boeing AV-8B Harrier II, F/A-18C ed EA-6B Prowler non riusciva ad attraversare difese aeree avanzate, il nuovo F-35 colpiva gli obiettivi impunemente. “Gli F-35 hanno distrutto tutti gli obiettivi, 24-0″, ha detto Davis. “Era come Jurassic Park, la visione di un velociraptor ammazzattutto, davvero bene. Non possiamo avere l’aereo abbastanza velocemente“. Davis non ha dettagliato quali minacce avanzate l’F-35B abbia contrastato, ma ha detto che i marines hanno eseguito esercitazioni a sorpresa con l’F-35 e chiedono ulteriori squadroni equipaggiati con il nuovo velivolo. Tuttavia, l’F-35B attualmente configurato ha solo una capacità intermedia con un inviluppo di volo limitato e una limitata capacità di trasportare armi. Mentre l’aereo matura, Air Force, Navy e Marines dovranno compire maggiori esercitazioni per avere un’avanzata preparazione nei combattimenti futuri. Infatti, il Contrammiraglio Mike Manazir, vicecapo dei sistemi di guerra delle operazioni navali della Marina, testimoniava assieme Davis dicendo che la guerra networcentrica spinge in sostanza il Pentagono a trovare nuovi metodi d’addestramento. Il modo migliore per replicare i sistemi d’arma avanzati russi e cinesi, suggeriva Manazir, era utilizzare simulazioni al computer o addestramenti virtuali basati sul vivo. “L’F-35 è diverso. Vorrei indicarvi la nostra via alla guerra networcentrica, con cui combatteremo la guerra di quinta generazione, che occuperebbe circa i tre quarti degli Stati Uniti se si potesse fare“, ha detto Manazir. “Questo vale anche per ciò che il Maggior-Generale dell’Air Force Scott West ha detto. L’addestramento costruttivo virtuale dal vivo”.
Anche se il Pentagono potesse simulare tutte le funzionalità del nuovo aviogetto, resta la domanda su quanto possa essere efficace in realtà l’F-35 contro gli ultimi sistemi di difesa aerea integrata cinesi e in particolare russi. I russi, in particolare, da oltre due decenni investono nelle reti di radar ad onde lunghe operanti nelle bande UHF e VHF, contrastando particolarmente la tecnologia furtiva del bombardiere strategico statunitense Northrop Grumman B-2 Spirit. “La questione non è quale caccia sia più stealth, ma quanto siano furtivi i nostri aerei rispetto ai loro radar UHF/VHF progettati per aver un’immagine più olistica della firma dei nostri velivoli a bassa osservabilità“, afferma Mike Kofman, ricercatore di affari militari russi del Centro delle analisi navali. “Forse il JSF può farlo, ma è una piattaforma piuttosto costosa e potrebbe avere grossi guai cercando di farli fuori”. Ma l’F-35 ha un’altra grave responsabilità, secondo Kofman, i piloti dell’US Navy sono scettici sul progetto del monomotore. Il motore singolo Pratt & Whitey F135 dell’F-35 è immensamente potente, producendo una spinta di 18000 kg/s, ma è anche estremamente caldo. A differenza del Lockheed Martin F-22 Raptor, in cui ugelli dei motori F119 sono appiattiti per ridurre la firma agli infrarossi, l’F-35 non ha misure sostanziali per ridurre la visibilità dell’ugello. I russi, che costruiscono ottimi sensori infrarossi, potrebbero usare la firma termica dell’F-35 per sviluppare armi capaci d’ingaggiare il nuovo aviogetto furtivo. “Probabilmente ha il motore più caldo sulla faccia del pianeta“, secondo Kofman. Quindi, l’ossessione del Pentagono su un’unica soluzione eccessivamente elaborata a un particolare problema, può ancora ritorcerglisi contro.lockheed_martin_f-35bTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Buran: il maggiore successo tecnologico perduto

Intervista di Nina Leontieva Pravda 12/04/2016bbur32buranlogo2Il nome di Jurij Gagarin brillerà nella storia della nostra civiltà per sempre. Eppure, non molti sanno che Gagarin compì uno studio scientifico sul primo veicolo spaziale riutilizzabile al mondo. Pravda intervista sul culmine dello sviluppo della cosmonautica russa il venerabile pilota sperimentale e cosmonauta della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij. All’alba dell’esplorazione spaziale, si credeva che i piloti fossero i più preparati alla professione di cosmonauta. Nel 1972, gli Stati Uniti annunciarono la creazione dello space shuttle, che avrebbe semplificato e ridotto i costi per le operazioni di volo spaziale. Le prime navette spaziali degli Stati Uniti (Columbia, Discovery, Challenger, Atlantis) potevano essere utilizzate come vettori d’attacco. Poco dopo, l’Unione Sovietica presentò la più potente e costosa navetta spaziale dall’unico sistema di atterraggio automatico, chiamata Buran. Il 15 novembre 1988 la Buran salì nello spazio con l’unico missile vettore Energija. Pochi anni dopo, l’idea della competizione tra navette spaziali sovietiche e statunitensi si eclissò. Tuttavia, gli statunitensi continuarono il loro programma Space Shuttle. Il progetto Buran fu chiuso, e uno dei più grandi successi dell’alta tecnologia dell’Unione Sovietica andò perduto. Pravda ha la possibilità di parlare con la persona che seguì gli alti e bassi del grande programma spaziale sovietico. Il pilota sperimentale sovietico e russo, Distinguished Test Pilot della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij.

“Conosce il programma dall’interno. C’era qualcosa di mistico come molti dicono?”
IMG_6480www “Il lavoro di un numero enorme di persone di talento si concentrò sul progetto del veicolo spaziale riutilizzabile, e i piloti avrebbero dovuto portare questa nave nello spazio raggiungendo l’obiettivo cercato. Fu un’attività psicologica, intellettuale e fisica molto intensa. Il Buran era un programma nazionale a cui tutto il Paese guardava”.

“Ma il grado di segretezza era alto. Tutto il Paese costruiva la nave spaziale, ma non ne sapeva nulla”.
“Sì, la sicurezza era parte del sistema statale. Ci vuole tempo per analizzarlo oggettivamente e non perdere le cose più importanti nell’analisi del recente passato storico. Sappiamo già che ci mancano alcuni elementi del perduto sistema sovietico. Il Buran illustrava lo sviluppo tecnico dell’Unione Sovietica. Nel 1993, il nostro Paese cessò di realizzare programmi nazionali di questa portata. Il progetto Buran fu una testimonianza della grande stagione tecnologica. La fine del programma Buran pose fine alla grande epoca dell’Unione Sovietica”.

“Il numero di equipaggi del Buran era limitato a dieci persone, e sei di loro erano cosmonauti. Cosa dovevano fare?”
“L’equipaggio del Buran consisteva di due piloti: Il comandante e il co-pilota. Il compito era assicurare i voli di prova nello spazio. Li abbiamo integrati generando esperienza con l’addestramento, che di certo non sarebbe stato così esteso per i successivi equipaggi della navetta”.

“Quando il Buran sarebbe decollato col suo primo equipaggio?”
“Otto mesi dopo il primo volo. Ma poi arrivarono altri tempi”.

“Molti dicono che il Buran sovietico fosse molto simile alla navetta spaziale statunitense. Qual era la differenza tra i due progetti?”
“Infatti, molti ancora dicono che il Buran fosse una copia dello Space Shuttle. Tuttavia, nel 1966 Jurij Gagarin lo difese nella tesi dedicata al veicolo spaziale riutilizzabile. Il programma space shuttle degli Stati Uniti iniziò nel 1970. Koroljov, Tsjolkovskij e Zander parlarono del progetto di veicoli spaziali riutilizzabili. Abbiamo creato un sistema spaziale riutilizzabile unico. Il missile vettore Energija fu creato non solo per il Buran, ma per porre in orbita stazioni spaziali e molti altri oggetti. Degno di nota, gli statunitensi non fecero mai volare automaticamente le loro navette spaziali. Nell’URSS, l’atterraggio automatico fu attuato nei numerosi voli sperimentali con i laboratori volanti MiG-25 e Tu-154″.

“Il Buran fu progettato per 20 voli operando automaticamente, entrando nel Guinness dei primati. Perché si era ancora decisi ad impiegare cosmonauti?”
“I piloti erano fortemente contrari ai lanci senza equipaggio. I sistemi automati?i vanno inclusi nel circuito di guida dell’equipaggio, non viceversa”.

“La Russia avrà un proprio veicolo spaziale orbitale riutilizzabile? C’è bisogno di averne?”
“Sì. Questo è un altro passo nello sviluppo dell’esplorazione spaziale. E’ il momento di rivisitare progetti simili dal superiore livello tecnico e tecnologico.”

“Giappone, Cina e Francia cercano di creare veicoli spaziali riutilizzabili senza equipaggio. Chi ha più possibilità di lanciare una navetta spaziale oggi?”
“Credo che la Cina avrà successo, a questo punto. Dobbiamo fare ogni sforzo per non lasciare che le conquiste distruggano la nostra civiltà. Questa è la grave responsabilità delle grandi nazioni, compresa la Cina. Gli statunitensi fermarono il loro programma Space Shuttle nel 2012, era tecnicamente esaurito. Oggi, cercano di spendere meno di quanto non facessero prima. Abbiamo visto una serie di progetti privati che non richiedono grandi infrastrutture. Il missile Antares è uno di questi progetti”.030-Transport-Carriage-buran_an-225_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina vinceranno la nuova corsa agli armamenti

Gli Stati Uniti hanno accumulato un ritardo per via del sistema economico e politico corrotto e monopolista del loro Stato profondo
Jon Hellevig, Russia Insider 10 marzo 2016179112Molti credono che il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan progettò il crollo dell’Unione Sovietica con il suo programma per la corsa agli armamenti “Star Wars”. In effetti, il programma fu più retorico che reale e personalmente non credo che avesse eliminato l’Unione Sovietica, che invece crollò a causa dal declino dell’economia non competitiva e il venir meno della fede ideologica. Tuttavia, è senza dubbio vero che l’URSS spese troppe risorse economiche e finanziarie per la difesa, sia direttamente che indirettamente. Il grande paradosso è che questa volta la nuova corsa agli armamenti, continuando la nuova guerra fredda, probabilmente spezzerà l’economia degli Stati Uniti, piuttosto che quella russa. Ciò sembra incredibile per la maggior parte delle persone, soprattutto vedendo il grafico sottostante diffuso sui media.arm-salesMa in realtà questo grafico è piuttosto la prova della debolezza degli Stati Uniti. Mostra che gli Stati Uniti già spendono enormi quantità di denaro, ma non hanno tuttavia alcuna superiorità militare schiacciante su Cina e Russia, al contrario, perdono costantemente vantaggio. Vanno prima risolte due ipotesi principali alla base del saggio. La prima è, che sì c’è una nuova guerra fredda. I leader russi e occidentali e i loro media sono riluttanti ad ammetterlo. Da parte russa l’idea era abbassare i toni, mentre penso che l’occidente sia riluttante ad ammetterlo per evitare che la popolazione si renda conto che effettivamente trascinano il mondo in una nuova guerra fredda con il rischio della distruzione termonucleare. Fortunatamente, il Primo Ministro russo Medvedev ha riconosciuto opportunamente l’inevitabile nella famosa Conferenza sulla sicurezza di Monaco, “la politica della NATO nei confronti della Russia è ostile e oscura, e parrebbe si sia tornati indietro con la nuova guerra fredda“. La seconda ipotesi è considerare Russia e Cina alleati sulla materia oggetto del presente saggio. Russia e Cina sono le fondatrici economico-militari della Shanghai Cooperation Organization, comunque per nulla un’alleanza tipo NATO con impegni militari congiunti in caso di attacco. I leader dei due Paesi ovviamente sottolineano in pubblico che non c’è alcuna alleanza formale e che la loro cooperazione non è diretta contro un qualsiasi altro Paese. E’ vero che non è diretta contro altri Paesi, nel senso che i due Paesi non preparano una guerra offensiva. Ma sono impegnati a costruire le difese per proteggersi da un nemico molto chiaro, l’espansionismo dell’impero degli Stati Uniti e della loro coalizione di Stati vassalli sotto l’ombrello della NATO. Entrambi i Paesi sanno molto bene che l’obiettivo delle élite occidentali guidate dagli Stati Uniti è l’egemonia mondiale assoluta e perciò devono sottomettere Cina e Russia. Così è chiaro che tale strategia prevede la sottomissione della Russia, in primo luogo mediante un’operazione di cambio di regime, o una guerra aperta o sabotandola con la guerra economica e il terrorismo. Con la Russia sotto controllo, l’occidente poi circonderebbe la Cina con sanzioni e guerre. Alcun altro Paese al mondo potrebbe mantenere una posizione indipendente verso l’occidente se Cina e Russia cedessero. E’ da tali considerazioni che si cumulano le spese per la difesa russa e cinese confrontandole con quelle dell’occidente, e in particolare statunitense.56db7142c461880d138b456aNon è oro tutto ciò che luccica
Torniamo ora ai paradossali dati sulle spese militari. Non vi è dubbio che gli USA spendano nominalmente molto di più di Cina e Russia insieme, ma la questione non è quanto spendano, ma cosa ne ricavino. Va sottolineato che non sappiamo di sicuro quanto questi Paesi in realtà spendano perché, alla fine, i bilanci non sono così trasparenti. Ma supponiamo che gli Stati Uniti spendono 700 miliardi di dollari, la Cina 220 e la Russia 40-50 (è molto difficile affermarlo dato il cambio di valuta volatile del rublo rispetto al dollaro). Così non credo che ci sia molta differenza per la spesa dei vassalli europei degli Stati Uniti. Mi concentrerò qui sulla Russia, ma la maggior parte delle considerazioni si applica anche alla Cina. Con questi dati sembrerebbe che gli Stati Uniti spendano circa tre volte più di Cina e Russia assieme, e circa 15 volte di più della sola Russia. Ma c’è differenza tra spesa e spesa. Soprattutto se si pensa alla capacità di questi Paesi di sviluppare e produrre nuovi armamenti avanzati. In primo luogo, dobbiamo considerare la parità di potere d’acquisto (PPP) tra questi Paesi. In generale, il PPP di un dollaro è 3 volte di più in Russia, il che significa che con un dollaro si ottengono tre volte più cose in Russia che negli Stati Uniti. Con la caduta del cambio del rublo negli ultimi due anni, il PPP potrebbe essere superiore a 3; per di più si stima che il tasso sia ancora nettamente superiore nel settore militare, potendo essere 5 (o anche più). Il coefficiente PPP cinese con gli Stati Uniti d’America va stimato almeno 4. Così solo regolando la spesa militare con il coefficiente PPP vediamo che in realtà gli Stati Uniti non hanno un vantaggio su Cina e Russia; potrebbe ancora essere il contrario. Facendo un esempio concreto, il drone cinese Wing Loong costa solo 1 milione di dollari, mentre l’equivalente statunitense, dalle stesse capacità, il Reaper MQ-9, costa ben 30 milioni di dollari. Può darsi solo che i complessi militari-industriali russo e cinese siano molto più efficienti di quello statunitense, ma è abbastanza strano. Un altro fattore è che una parte enorme (non so quanto esattamente) della spesa militare degli Stati Uniti serve a mantenere le basi militari nel mondo, una mera perdita di risorse che danneggia lo sviluppo della difesa. Secondo alcune stime gli Stati Uniti hanno 800 basi nel mondo, e soprattutto militari e marines in 160 Paesi ed anche sulle costose basi galleggianti della Marina, i 10 gruppi di portaerei. Tutto sommato, ciò significherebbe che mezzo milione di soldati con famiglia è all’estero. Russia e Cina non hanno alcun corrispondente onere nel mantenere una forza imperiale diffusa nel mondo.article-1253068-086E1005000005DC-519_964x886Wall Street incontra War Street
Il più grande peso sul bilancio della difesa degli Stati Uniti deriva dal rapporto simbiotico del complesso militare-industriale con la finanza, Wall Street con War Street. Si tratta della cartolarizzazione del complesso militare-industriale degli Stati Uniti. I principali fornitori sono tutti quotati in borsa e quindi i contratti della difesa hanno enormi margini di profitto per soddisfare le esigenze dell’ideologia del mercato azionario. I contratti non sono aperti a qualsiasi tipo di gara, ma assegnati da macchinazioni nello Stato profondo, dove i congressisti che campano di contributi elettorali fanno i passacarte. Tale meccanismo garantisce che i contratti abbiano i margini di profitto richiesti. Non ho alcuna cifra reale, ma sarebbe enorme. E’ assai probabile che circa il 30% del bilancio militare degli Stati Uniti finisca in tali margini di profitto, poi riversati come dividendi, o peggio, pagamenti dei profitti di giochi azionari. Considerando ciò, il denaro reale rimasto per lo sviluppo militare e la produzione fisica è di gran lunga inferiore a quello che Cina e Russia raccolgono. La sindrome di Wall Street precisa, inoltre, che tutti i contratti di outsourcing presumibilmente garantiscano operazioni più efficienti, ma in realtà drenano ulteriormente il sistema con contratti costosissimi e altri margini di profitto. Un piccolo ma buon esempio fu il contratto per la costruzione di un centro fitness a Camp Lemonier di Gibuti per 25,5 milioni di dollari (2013). La corruzione automatica del sistema consente di decidere qualsiasi margine, potendo sempre motivarlo con i “disagi” all’estero. Poi vi sono le forme più tradizionali di corruzione, anche se spesso travestite da consulenze. Negli Stati Uniti si è liberi di pagare un consulente qualsiasi con tasse esorbitanti. Tuttavia, sempre e comunque anche qui miliardi scompaiono in modi assai tradizionali. Parte interessante e cruciale della corruzione sono i contributi elettorali che scendono dai fornitori della difesa ai membri del Congresso per far continuare il carosello. Ecco un articolo interessante su questo argomento: Come la corruzione sabota i militari statunitensi. Le armi degli Stati Uniti contro le armi russe. Chi vince.

Le prove si accumulano
Vi sono sempre più articoli che rivelano come il sistema in realtà non possa più produrre armi come si deve, come evidenziato ad esempio dal miliardario fiasco del programma dell’aviogetto da combattimento F-35, di cui ci sono sempre più documentazioni. Ma non si tratta solo dell’F-35, si è anche parlato del fallimento della nuova classe di cacciatorpediniere. E i miliardi affondati per lo scudo missilistico che non riesce a proteggere il continente americano. Ecco un articolo che smantella in modo convincente il mito che la Russia sia inferiore agli Stati Uniti nella tecnologia militare. Sembra effettivamente esserci molta verità metaforica nell’aneddoto della “penna spaziale”, secondo cui gli scienziati della NASA vollero ideare una penna che funzionasse nello spazio, spendendo milioni di dollari dei contribuenti per sviluppare una penna che scrivesse in assenza di gravità. La battuta finale è che le controparti sovietiche invece usarono le vecchie matite. (In realtà, però, la società privata Fisher Pen Company, senza alcun finanziamento governativo, sviluppò la vera penna spaziale). Il sistema corrotto e iperbolico della macchina da guerra permanente statunitense favorisce costosi e presuntuosi programmi di ricerca e sviluppo che mirano a una superiorità finale che spesso viene sopraffatta dagli ingegneri russi che lavorano secondo bilanci più rigidi. Un meraviglioso esempio è dato da Saker su come le bombe di ferro “stupide” russe siano quasi altrettanto precise delle bombe intelligenti statunitensi se sganciate da 5000 metri.

La Russia vince per il suo sistema economico e politico più sano
Considerando tutto questo, e molto di più, sembra che gli Stati Uniti non trarranno altra efficienza aumentando i fondi per la difesa. Facendo i calcoli, credo che per ogni 10 miliardi di dollari che Russia e Cina spendono, gli Stati Uniti dovrebbero spenderne 50-100. Tuttavia, vi sono preoccupazioni che il sistema sia così marcio che alcuna quantità di nuovi fondi potrebbe salvarla. Si tratta di somme di denaro che gli Stati Uniti non potrebbero semplicemente tirar fuori trovandosi affrontare a serie sfide per finanziare le fatiscenti infrastrutture nazionali e un sistema finanziario che potrebbe collassare un qualsiasi giorno. Il rischio della crisi finanziaria imminente è profondamente sostenuto dallo studio dell’Awara. Combinando tutte le considerazioni fatte, si vede che Russia e Cina non sono alla testa delle spese militari ma effettivamente sarebbero in vantaggio sostanziale rispetto agli Stati Uniti. La grande ironia è che gli Stati Uniti perdono la nuova corsa agli armamenti per gli stessi motivi per cui l’URSS crollò. Gli Stati Uniti hanno ora, proprio come l’URSS, un sistema economico non competitivo e monopolistico volto a soddisfare le esigenze di una piccola élite corrotta, anziché le esigenze della società. E questo coincide con la crescente consapevolezza della popolazione statunitense, proprio come nell’URSS, che il sistema è insostenibile e va verso il punto di rottura. Il sistema ad economia di mercato della Russia con significativa componente statale, soprattutto nel settore militare, sembra di gran lunga superiore al pervertito capitalismo monopolistico oligarchico dello Stato profondo degli USA di oggi.120531032713-amarc-aircraft-horizontal-large-galleryPS. Sono stato molto aiutato nel formulare le mie idee leggendo il libro di Mike Lofgren, Stato profondo: la caduta della Costituzione e l’ascesa del governo ombra, a cui devo la meravigliosa formulazione di “Wall Street e War Street”. Che gli Stati Uniti abbandonino la democrazia evolvendo in un’oligarchia è dimostrato in modo convincente da uno studio della Princeton University, ampiamente pubblicato, per esempio qui. Anche molto significativamente, l’ex-presidente Jimmy Carter s’è espresso contro tale flagello: Jimmy Carter: gli Stati Uniti sono completamente sovvertiti dagli oligarchi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora