Russia, Iran, Azerbaigian: alleanza emergente

Alex Gorka SCF 08.11.2017La visita del Presidente Vladimir Putin in Iran è considerata la prima storica. Il 1° novembre, il presidente era a Teheran per partecipare al vertice tripartito Iran, Russia e Azerbaigian. L’evento si era tenuto in considerazione delle ulteriori sanzioni imposte contro Russia e Iran il 31 ottobre dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. È naturale per le nazioni sotto sanzioni avvicinarsi. Il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei aveva detto a Vladimir Putin che Teheran e Mosca devono rafforzare la cooperazione per isolare gli Stati Uniti e contribuire a stabilizzare il Medio Oriente. Alla fine del vertice, i presidenti di Russia, Iran e Azerbaigian firmavano la dichiarazione di Teheran. I leader annunciavano piani congiunti per ampliare la collaborazione nel settore petrolifero e gasifero nonché piani di scambio su energia elettrica e formazione di un mercato unico. Si prevede di utilizzare le valute nazionali nelle operazioni commerciali invece del dollaro statunitense. I piani prevedono la partecipazione degli investitori e dei settori privati russi aderendo ai progetti infrastrutturali iraniani, come industria, energia e ferrovie. La Russia detiene le maggiori riserve di gas naturale nel mondo. L’Iran detiene le seconde riserve di gas naturale del mondo. Insieme le due nazioni rappresentano circa il 50% delle riserve mondiali di idrocarburi. Unite possono influenzare significativamente i mercati mondiali. La dichiarazione di Teheran proclama l’intento di sviluppare la cooperazione a tre, tra cui l’atteso corridoio internazionale dei trasporti nord-sud (INSTC), rotta stradale, ferroviaria e marittima di 7200 km per collegare Oceano Indiano e Golfo Persico al Mar Caspio attraverso l’Iran, e quindi connettersi all’Europa settentrionale attraverso la Russia. Il progetto comprende dieci altri Paesi, collegando Azerbaigian e Armenia nel Caucaso, poi verso nord-ovest Turchia, Bielorussia, Siria e Bulgaria con l’Oman in Medio Oriente, nonché a nord-est con Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. L’Iran prevede inoltre di costruire una ferrovia per il Mediterraneo attraverso Iraq e Siria. La Russia potrebbe partecipare all’attuazione del progetto.
Un accordo temporaneo sulla creazione di una zona di libero scambio tra l’Unione economica eurasiatica (UEE) e l’Iran dovrebbe essere firmato alla fine dell’anno. Un progetto di accordo tra Iran ed UEE fu firmato a Erevan, in Armenia, il 5 luglio dopo più di un anno di negoziati per la riscossione delle tariffe preferenziali di esportazione su 350 prodotti industriali iraniani in cambio di 180 merci dell’UEE. I negoziati sull’accordo di libero scambio con l’Unione economica eurasiatica chiariscono che altre nazioni non seguiranno gli Stati Uniti se escono dall’accordo nucleare con l’Iran. Con l’interesse economico globale per l’Iran e l’impegno internazionale per l’accordo, Teheran sembra continuare a reintegrarsi nell’economia globale. L’Iran ha aderito alla Russia alla guida del processo di pace siriano, diventando parte del processo di pace di Astana. L’invio di armamenti russi, tra cui il sistema missilistico antiaereo S-300 consegnato lo scorso anno, aiuta Teheran a mantenere la difesa, in particolare in vista del possibile intervento statunitense.
L’Azerbaigian è un attore regionale molto importante: uno Stato secolare che ostacola la diffusione dell’estremismo religioso. Baku guadagnerà molto entrando nella zona di libero scambio tra UEE e Teheran. La logica e i vantaggi economici dell’area di libero scambio sono evidenti. Riunirà economie altamente compatibili e consoliderà i collegamenti economici e commerciali in Asia centrale ed Eurasia meridionale. Permetterà anche all’Azerbaigian di riprendere i legami commerciali con l’Armenia, membro dell’UEE, facendo in modo di risolvere il conflitto congelato del Nagorno-Karabakh. Il formato Mosca-Teheran-Baku sarà molto più efficiente dell’OSCE nel trovare una soluzione pacifica al problema. La costruzione di una ferrovia dall’Iran alla Russia attraverso l’Azerbaigian era una questione all’ordine del giorno. L’Azerbaigian è pronto a stanziare 500 milioni di euro per modernizzare la sua sezione del corridoio ferroviario. Il Presidente Putin ha detto che la Russia è pronta a fornire gas all’Iran via Azerbaigian. Secondo lui, Mosca e Baku non dovrebbero competere sui progetti energetici. Questa è una questione di particolare importanza per Baku in vista degli ostacoli creati al gasdotto azero per l’Europa. Quest’estate, un gruppo di ONG influenti, tra cui Greenpeace, Bankwatch Network, Friends of Earth Europe e Climate Action Network Europe, invitavano la Commissione europea a ritirare il sostegno al Gasdotto Trans-Adriatico (TAP) di 878 chilometri che si estende dall’Azerbaigian. Il pretesto utilizzato è il possibile danno climatico e la crescente dipendenza energetica da regimi politici oppressivi (cioè l’Azerbaigian). L’Azerbaigian ha buone ragioni per dubitare dell’affidabilità dell’occidente. Baku vi è regolarmente criticata come “dittatura”. Le ONG occidentali in Azerbaigian spesso sostengono apertamente i capi anti-governativi facendo temere al governo dell’Azerbaigian d’essere obiettivo di una rivoluzione colorata occidentale.
La crescente collaborazione tra le tre potenze è solo una delle tendenze che modellano il panorama regionale. C’è anche l’alleanza emergente Turchia-Iran-Qatar, che collaborano tutti strettamente con Mosca. Il processo di ravvicinamento tra Russia, Iran e Azerbaigian continuerà. La prossima riunione trilaterale si terrà a Mosca nel 2018. Se i piani concordati al vertice di Teheran passeranno, il quadro del Medio Oriente e dell’Asia meridionale cambierà con molti Paesi delle regione riuniti dagli interessi economici. L’influenza degli Stati Uniti diminuirà notevolmente. La Via della Seta della Cina e il ponte energetico Russia-Azerbaigian-Iran creeranno le condizioni per un mondo multipolare.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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L’importanza del Corridoio dei Trasporti Internazionale Nord-Sud cresce

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 25.07.2017Come è ben noto, i piani per l’integrazione economica e dei trasporti dell’Eurasia non si limitano all’Iniziativa Nuova Via della Seta (NSRI). Il progetto del Corridoio Internazionale dei Trasporti Nord-Sud (ITC) è altrettanto importante. I principali partecipanti al progetto sono Russia, Iran, India e Azerbaigian. L’ITC dovrebbe collegare India, Medio Oriente, Asia centrale e Caucaso via Russia a Paesi europei ed Unione economica eurasiatica (UEE). La rotta comprende la città portuale indiana di Mumbai, quella iraniana di Bandar Abbas, la capitale dell’Azerbaigian Baku e le città russe di Astrakhan, Mosca e San Pietroburgo. L’ITC sarà poi estesa all’Europa settentrionale. Si prevede che costo e durata del trasporto merci tra le suddette regioni dovrebbero esser significativamente ridotti contribuendo all’aumento significativo del commercio internazionale nel continente eurasiatico. Il progetto ITC Nord-Sud è allo studio dalla fine degli anni ’90. In un certo senso, già opera poiché l’Iran invia i propri prodotti attraverso l’Azerbaigian in Russia. Tuttavia, l’ITC Nord-Sud è tutt’altro che pienamente attivo. Ad esempio, India e molti Paesi del Medio Oriente svolgono la maggior parte del commercio con l’Europa utilizzando la lunga rotta che attraversa il canale di Suez. Il vantaggio principale dell’ITC Nord-Sud è che la maggior parte del viaggio è su terra, ed è più veloce, economico e sicuro. Tuttavia, per l’efficiente trasporto di grandi volumi di merci via terra è conveniente utilizzare le ferrovie. Finora non esiste un’infrastruttura ferroviaria adatta, e gran parte delle merci viene trasportata dall’Iran all’Azerbaigian su strada. Questo è probabilmente uno dei motivi per cui l’ITC Nord-Sud non è ancora considerato tra i più importanti itinerari eurasiatici. Negli ultimi anni, tuttavia, il lavoro sul sistema ferroviario unificato è aumentato notevolmente nell’ITC. Nuovi siti vengono creati e messi in servizio. Iran ed Azerbaigian hanno contribuito notevolmente al progetto. Per collegare i loro sistemi ferroviari, i due Paesi hanno deciso di costruire la ferrovia Astara-Rasht-Qazvin. La lunghezza totale della tratta in costruzione è quasi 360 km e sarà presto pronta. La tratta per la città azera di Astara parte dallo stesso fiume lungo cui corre il confine iraniano-azero. La strada attraversa il fiume Astara con un nuovo ponte appositamente costruito e raggiunge la città iraniana di Astara, dallo stesso nome della vicina azera. La tratta attraversa le città iraniane di Rasht e Qazvin nell’Iran del Nord, collegandosi con la rete ferroviaria iraniana e sarà utilizzata come corridoio vitale per il trasporto di passeggeri e merci per il porto di Bandar Abbas sulle coste del Golfo Persico, un centro di trasporto iraniano strategicamente importante. Il traffico marittimo proveniente dall’Asia potrà essere spedito da lì. Il punto più estremo dell’ITC Nord-Sud è il porto indiano di Mumbai, una delle città più popolose del mondo. Mumbai è un importante centro economico, non solo dell’India, ma dell’Asia nel complesso. La città si trova sulle coste del Mar Arabico ed è uno dei porti principali della regione al crocevia di numerose rotte internazionali.
All’inizio del marzo 2017 si ebbe il test della sezione Astara-Astara, anche se questa non è la parte più grande della tratta Astara-Rasht-Qazvin, la sua apertura è di grande importanza politica. L’inizio del traffico ferroviario Astara-Astara attraverso il confine iraniano-azero testimonia la reciproca fiducia dei due Paesi e l’assenza di differenze significative tra essi, compresa la questione della provincia iraniana del sud dell’Azerbaigian, che chiede periodicamente la secessione dall’Iran. Non era casuale che l’itinerario Astara-Astara sia stata testato durante la visita in Iran del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliev, durante la quale s’incontrava con il Presidente dell’Iran Hassan Rouhani. Nei negoziati si discusse principalmente della cooperazione Iran-Azerbaigian nei trasporti. Furono firmati nuovi documenti relativi alla costruzione ferroviaria. A fine giugno 2017, il Ministero delle Strade e Sviluppo Urbano iraniano riferì che la tratta Qazvin-Rasht sarà presto pronta. Si prevede sia inaugurata a fine estate 2017. La costruzione della tratta Qazvin-Rasht fu avviata nel 2009. La realizzazione di questa tratta di 205 km è stata costosa. La tratta attraversa un terreno dalla topografia complessa e richiede numerosi ponti e tunnel. La tratta Qazvin-Rasht è già definita il progetto ferroviario più sofisticato dell’Iran. Nel luglio 2017, due società, Ferrovie Iraniane e Ferrovie Azere, firmarono l’accordo per costruire un grande terminal ferroviario ad Astara iraniana attraverso cui l’Azerbaigian intende trasportare merci in grandi quantità. La parte azera è disposta ad investire 60 milioni di dollari nel progetto. Allo stesso tempo, i media informavano della firma dell’accordo Iran-Azerbaigian sulla costruzione della tratta Astara-Rasht, il collegamento mancante della rotta Astara-Qazvin-Rasht in Iran. La costruzione dovrebbe costare più di 1 miliardo di dollari. L’Azerbaijan intende avanzare all’Iran un credito di 500 milioni di dollari. La creazione della tratta Astara-Rasht sarà l’ultimo passo per la connessione tra i sistemi ferroviari azero e iraniano, e sarà uno degli eventi più importanti della storia del progetto ITC Nord-Sud.
Il rilancio dell’interesse dell’India nel progetto potrebbe essere visto come indicazione del progresso chiaramente efficace dell’ITC. Nel luglio 2017, una delegazione parlamentare indiana visitò Mosca per partecipare a una riunione della Commissione interparlamentare russo-indiana. Dopo la riunione, il portavoce della Camera del Parlamento dell’India Sumitra Mahajan dichiarò che Russia e India dovrebbero sviluppare la cooperazione in vari ambiti, tra cui il progetto ITC Nord-Sud. Vi sono molti fattori che potrebbero far divenire l’ITC Nord-Sud una delle più importanti arterie dei trasporti dell’Eurasia. In primo luogo, costo e durata elevati della tradizionale rotta marittima Asia-Europa. In secondo luogo, l’instabilità in Medio Oriente, che pone diversi pericoli al traffico marittimo che attraversa il canale di Suez. Il terzo fattore è lo sviluppo costante del progetto Nuova Via della Seta cinese. Nonostante tutti i vantaggi della NSRI, molti dei principali attori della regione asiatica (soprattutto l’India) temono un rapido aumento dell’influenza cinese. Al tempo stesso, sono consapevoli della necessità dell’integrazione economica e dei trasporti dell’Eurasia. Di conseguenza, si affrettano a trovare o creare corridoi alternativi. L’ITC Nord-Sud è adatto a questo ruolo. È possibile che la creazione di un efficiente sistema ferroviario per tutta la sua lunghezza sia al capolinea, dopo di che avrà la meritata popolarità.Dmitrij Bokarev, esperto politologo, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il corridoio Nord-Sud: la Russia espande la propria presenza in Asia

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 30/12/2016

68956055Lo sviluppo dei corridoi dei trasporti internazionali favorisce il commercio e promuove la convergenza politica dei Paesi. La Russia da tempo cerca di rafforzare le relazioni con Stati di Medio Oriente, Asia centrale e sud-est asiatico. Le rotte che collegano i più ricchi Stati eurasiatici attraversano la Federazione Russa. La Russia vanta una rete ben sviluppata di strade e ferrovie. Benedetta da una posizione geografica così favorevole, la Russia può facilmente rivendicare il ruolo d’importante centro del commercio internazionale. Questo è, infatti, un obiettivo fondamentale del North-South International Transport Corridor (ITC). L’idea di costruire un percorso che colleghi le coste sull’Oceano Indiano al Nord Europa, passando per Russia e Iran, non è nuova. Un Accordo per l’Avanzamento dei Trasporti fu firmato da aziende russe, indiane e iraniane nel 1999. Il progetto del Corridoio Nord-Sud fu inaugurato nel 2000 e lanciato ufficialmente nel 2002. Il corridoio comprende diversi rami. Due collegano Russia e Iran, via terra (il ramo orientale attraversa Azerbaigian, l’occidentale Kazakhstan, Uzbekistan e Turkmenistan). Un altro ramo, trans-caspico, costeggia il Mar Caspio. La spina dorsale della sezione russa dell’ITC è la linea ferroviaria che collega il porto di Astrakhan (sul Mar Caspio), Mosca, San Pietroburgo e la stazione ferroviaria Buslovskaj (al confine russo-finlandese), collegandosi alle tentacolari reti autostradali e ferroviarie dell’Europa. Si prevede che l’ITC, con i suoi numerosi vantaggi, divenga uno dei corridoi più popolari in Eurasia. A confronto con altre rotte che collegano l’India all’Europa, il Corridoio Nord-Sud via terra non è solo molto più breve, ma inoltre riduce materialmente i costi dei trasporti. Nonostante i vantaggi del corridoio, però, i Paesi europei per qualche motivo l’hanno ignorato e continuano a inviare beni verso l’India attraverso il Mar Mediterraneo (richiedendo il doppio del tempo). Incoraggiata dall’esempio dell’Europa, l’India ha anche optato per altre vie, rendendo Russia e Iran gli utenti esclusivi dell’ITC North-South. Tuttavia, la via è ancora attiva fornendo alla Russia accesso non solo all’Iran ma anche ad altri Paesi della regione, come Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Oman, Siria, ecc.
Nell’agosto 2014, Iran, Oman, Qatar, Turkmenistan e Uzbekistan firmarono un memorandum d’intesa sulla creazione di un corridoio internazionale che collega Asia centrale, Golfo Persico e Golfo di Oman. La nuova via è immediatamente diventata parte integrante del Corridoio Nord-Sud, formando un unico sistema. Il traffico merci dell’ITC aumenta. Nel 2015, ha superato i 25 milioni di tonnellate. Anche se il Corridoio Nord-Sud non è divenuto la via principale a collegare Oceano Indiano ed Europa, dagli inizi degli anni 2000 ha il ruolo di un connettore tra Russia e partner asiatici. Attualmente, Russia, Azerbaijan e Iran aggiornano le infrastrutture ferroviarie per adeguarle agli standard in modo che siano integrate con le infrastrutture ferroviarie di altri Paesi. Inoltre si riesamina il quadro legislativo per snellire le procedure doganali. Negli ultimi anni, grazie agli sviluppi nella regione Asia-Pacifico e nel Medio Oriente, l’ITC North-South ha acquisito un nuovo significato. Conflitti militari ed escalation della minaccia terroristica nei Paesi del mondo arabo hanno messo in discussione l’invio di merce attraverso il Canale di Suez,costringendo molti Stati a ripensare ai sistemi di trasporto delle merci. Allo stesso tempo, la revoca delle sanzioni internazionali all’Iran, all’inizio del 2016, ha contribuito alla crescita dell’economia iraniana e all’ulteriore sviluppo del commercio internazionale. Di conseguenza, il traffico merci dell’ITC North-South è anche aumentato. L’India non è del tutto contraria all’idea. Oggi cerca di diversificare i piani commerciali per via della crescita economica, dell’aumento della domanda dei propri prodotti in altri Paesi e dello sviluppo delle relazioni commerciali con l’Europa. Inoltre, una situazione di tensione nella regione Asia-Pacifico, assieme a maggiore cooperazione marittima dei principali concorrenti dell’India, Cina e Pakistan, potrebbe stimolare un “cambio d’idee dell’India”.
L’8 agosto 2016, il Presidente russo Vladimir Putin si riunì con il Presidente azero Ilham Aliev e il Presidente iraniano Hassan Ruhani. Un progetto ITC North-South aggiornato fu tra i principali temi affrontati. I tre Paesi sono ancora interessati alla sistemazione di una rotta che colleghi le coste dell’Oceano Indiano alla Scandinavia. Perciò, avrebbero bisogno di spianare gli ostacoli doganali e tecnici che paralizzato il piano dall’inizio degli anni 2000. Una rete ITC ad alta tecnologia aggiornata e integrata, combinando vie ferroviarie, stradali e marittime, collegherà Mumbai, Bander-Abbas, Baku, Astrakhan, Mosca e San Pietroburgo all’Europa. Si prevede che le ferrovie russe, azere e iraniane saranno integrate in una rete comune. Quando si discusse del progetto, Putin osservò che favorirà lo snellimento del transito delle merci tra India, Iran, Golfo Persico, Azerbaigian, Russia e quindi Europa settentrionale ed occidentale. Nel dicembre 2016, Mehdi Sanai, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica islamica dell’Iran in Russia, fece una dichiarazione in relazione all’ITC North-South, sottolineando che il corridoio tra India e Russia non era mai stato così vicino all’attuazione, sottolineando anche che l’attuale situazione internazionale e regionale rendeva la realizzazione dell’ITC una questione urgente. Tutte le parti coinvolte nel progetto sono d’accordo sulla rapida realizzazione e sono pronte alla sua finalizzazione. Sanai affermava che se Iran e Azerbaigian fanno ogni sforzo per l’attuazione dell’ITC, sono a corto di investimenti e hanno bisogno di assistenza. L’ambasciatore iraniano espresse gratitudine ai colleghi indiani e azeri, nonché al Ministero dei Trasporti russo, per il loro ingresso.
L’ITC North-South promette ampie opportunità in futuro. Per lo meno, favorirà il moltiplicarsi del fatturato commerciale tra Russia e Paesi ricchi come Iran e India. Guardando il quadro, l’ITC ha tutte le possibilità di svolgere il ruolo di fattore unificante tra Russia, Medio Oriente e Asia centrale in un unico blocco economico simile all’Unione economica eurasiatica o al partenariato transpacifico. In realtà, un’infrastruttura comune è di gran lunga più decisiva per il rafforzamento dei legami tra i Paesi della regione che la vicinanza geografica. La Cina attua un progetto infrastrutturale simile, la “Nuova Via della Seta”. Il Corridoio Nord-Sud ha un grande potenziale per la Russia, dandole l’opportunità di espandere la propria presenza economica e politica nella regione asiatica.27442_html_16a34473Dmitrij Bokarev, politologo, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Grande Eurasia, il senso di San Pietroburgo e Baku

Rostislav Ishenko, 10 agosto 2016, Fort Russpresident_diner1_080816E’ difficile sopravvalutare l’importanza dell’incontro di Vladimir Putin con Recep Tayyip Erdogan, a San Pietroburgo. Tuttavia, dal mio punto di vista, la visita del Presidente russo a Baku e i colloqui con i Presidenti azero Ilham Aliev e iraniano Hassan Rouhani, e gli aspetti simbolici e pratici di essi, non sono da meno, anzi, sono molto più importanti. Cominciamo dal fatto che la Russia attualmente mantiene con l’Iran più di un buon rapporto; i Paesi sono alleati militari in Siria. L’Iran ha fornito alle VKS russe una rotta sul proprio territorio per l’Iraq. Ed è estremamente importante non solo in termini di supporto aereo, ma anche per la necessità di organizzare i rifornimenti per le truppe russe in Siria. La più importante rotta attraverso gli stretti era minacciata dal recente forte deterioramento delle relazioni con la Turchia. Data l’instabilità complessiva del Medio Oriente, la presenza di una rotta alternativa aumenta notevolmente la stabilità sulla Siria. Il presidente russo poteva facilmente incontrare l’omologo iraniano a Teheran senza volare a Baku. Ma se i due leader sono attivamente coinvolti nella politica globale, era necessario incontrarsi a Baku, ce n’erano i motivi.

Rivali tradizionali
Vi ricordo che l’Azerbaijan è tradizionalmente rivolto alla Turchia, non meno importante vecchio rivale dell’Iran nella lotta per influenza sul Medio Oriente, Caucaso compreso. Anche prima della nascita dei moderni Turchia e Iran, parti e Roma, Bisanzio e sassanidi concorrevano con vari successi. Pertanto, all’inizio del conflitto per il Nagorno-Karabakh, l’Iran, bilanciando l’influenza di Ankara nella regione, fece molto per sostenere Erevan. Anche ora il confine con l’Iran è un importante corridoio per spezzare il blocco dell’Armenia, e nel regno di Saakashvili in Georgia era l’unica via affidabile per il mondo. Va ricordato che più della metà del territorio storico dell’Azerbaigian è sotto la sovranità dell’Iran, cosa non favorevole alla creazione di relazioni tra Teheran e Baku. In generale, il complesso groviglio di interessi nel conflitto nella regione, dal Caucaso a Suez, fino a poco prima sembrava inestricabile. E’ anche facile capire che, alla vigilia di un incontro cruciale con Erdogan, il presidente russo lanciasse colloqui esattamente nella direzione opposta, non perché Aliev e Rouhani non era possibile incontrarli un paio di giorni prima o una settimana dopo, ma per via del fatto che questa riunione e la sua tempistica erano estremamente importanti: decide le posizioni nell’incontro a San Pietroburgo e il suo contesto globale.

Le posizioni di Mosca e Teheran allineate
Inizialmente era chiaro che per Erdogan, per cui la Russia è rimasta praticamente l’unico alleato possibile, l’incontro di San Pietroburgo riguardasse l’aiuto per stabilizzare il regime turco, e tale stabilizzazione sarà difficile. I turchi sanno che la fine dell’influenza statunitense e riorientamento su Mosca sono in realtà un vantaggio. Ankara sa anche che per la Russia, la minaccia della destabilizzazione o addirittura della disintegrazione della Turchia è significativa. Pertanto, anche con una posizione negoziale debole, gli argomenti per uno scambio importante ci sono.

Cosa significa l’incontro di Baku per Erdogan?
Prima della riunione, Rouhani aveva detto che Russia e Iran aiuteranno la Turchia nella stabilizzazione interna e nella lotta al terrorismo, anche in Siria. Questa frase dimostra al presidente turco che le posizioni di Mosca e Teheran, su tutte le questioni d’interesse per Ankara, sono allineate. Se la Turchia pensava di giocare l’uno contro l’altro, cercando di negoziare con ciascuno individualmente e strappare per sé il miglior accordo, sbagliava. Inoltre, la riunione a Baku dimostra che la leadership azera tiene conto anche della variazione del rapporto di forze in Medio Oriente in generale, e nel Caucaso in particolare, a favore di Russia e Iran. Ilham Aliev, ovviamente, non cederà la promessa di mantenere stretti rapporti con la Turchia (partner tradizionale ed alleato strategico dell’Azerbaigian). Molto probabilmente, ha anche cercato di aiutare Erdogan, sondandolo in vista dei colloqui con Putin, facendogli comprendere appieno le posizioni russe e iraniane, controllandone forza e consistenza. Tuttavia, Ilham Hejdar oglu Aliev è uno dei politici più realisti dello spazio post-sovietico. Capisce che l’alleanza con la Turchia non può più rispondere pienamente agli interessi dell’Azerbaigian. E’ necessario avere il sostegno dei nuovi attori dominanti nella regione. Pertanto, obiettivo di Aliev a Baku era in realtà l’ingresso dell’Azerbaigian nel progetto russo-iraniano, e non tanto da mediatore nei negoziati con la Turchia (Erdogan decide tutto direttamente), ma come partner.

La posizione degli Stati Uniti sarà indebolita
Qual è la posizione dell’Azerbaigian verso l’alleanza regionale russo-iraniana, che non è estranea agli interessi turchi, se non geopolitici? Né più né meno che l’indebolimento della posizione degli Stati Uniti in Medio Oriente. L’esistenza anche di un’unione informale tra Russia, Turchia, Iran ed Azerbaigian chiude (per l’attuale generazione di politici, per sempre) la questione del corridoio energetico dal Caspio all’Europa come alternativa ai rifornimenti di “Gazprom” e “Rosneft“. Ora, se ci sono e se ci saranno, lo saranno solo nel quadro del progetto congiunto (russo-iraniano-azero-turco) in cui vengono presi in considerazione gli interessi di tutte le parti interessate. Finisce la possibilità per gli Stati Uniti di bloccare i rifornimenti russi alla Siria. Ma a Mosca non basta aprire un collo di bottiglia, ma tutto lo spazio dai Balcani al Mar Caspio. Ciò fa dei progetti dei corridoi dal Mar Glaciale Artico all’Oceano Indiano una realtà. A sud il nuovo ramo (iraniano) della Via della Seta comincia a divenire realtà, cioè il potenziale collegamento interno diversificato della Grande Eurasia (da Lisbona a Kuala Lumpur), che sarà sempre più difficile da tagliare. Anche in Medio Oriente, il recente predominio assoluto degli Stati Uniti si riduce a tentativi di mantenere il controllo sulle monarchie arabe del Golfo, o almeno evitare che siano irrimediabilmente spazzate via, imponendo semplicemente a tali Stati del Golfo la politica degli Stati Uniti di scontro con l’Iran. Naturalmente, i negoziati di Baku e San Pietroburgo sono solo l’inizio di relazioni a lungo termine, designando vettore e dinamica del processo. Ma nel mondo di oggi, i cambiamenti si verificano quasi istantaneamente. Nel 2008, in Ossezia del Sud, la Russia difese il Caucaso del Nord dai tentativi di ‘somalizzazione’ della NATO, mantenendo la credibilità nella regione. Nel 2014, la Russia bloccò il tentativo degli Stati Uniti d’invadere la Crimea, e Kiev avviava il processo di autodistruzione (anche per gli standard occidentali). Nel 2015, la Russia difese la Siria dai teppisti islamisti filo-USA che quasi sempre sprofondano la regione nel caos. Il 2016 non è ancora finito, ma si parla di come Russia ed alleati si preparano a ristabilire l’ordine in Medio Oriente.azerbaijani_russian_iranian_presidents_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia, Iran e Azerbaigian si accordano sul corridoio strategico

F. William Engdahl New Eastern Outlook 06/05/2016

d6d7a23d749e8af481e8fae05ea0d896Tutti i media mainstream occidentali hanno trascurato, seguendo le recenti tensioni militari tra Armenia e Azerbaigian sul conflitto latente per l’enclave montuosa del Nagorno-Karabakh, l’annuncio del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dopo i colloqui con la controparte iraniana sull’inizio dei lavori sul da tempo discusso corridoio Nord-Sud lungo il Mar Caspio. Significativo è l’Azerbaigian che accetta di partecipare al progetto. Ciò suggerisce che la diplomazia russa e lo sviluppo delle infrastrutture economiche hanno nuovamente prevalso sul bellicismo mondiale di Washington per mantenere l’ormai erosa egemonia da superpotenza globale.
Il 7 aprile, in una riunione nella capitale azera Baku, poche ore dopo che l’Azerbaigian sospendeva una grande offensiva sul Nagorno-Karabakh, apertamente sollecitata dal ministro degli Esteri del sempre più disperato presidente turco Erdogan, Sergej Lavrov dichiarava che Russia, Iran e Azerbaigian concordano l’avvio dei colloqui sulla realizzazione del Corridoio dei trasporti Nord-Sud. Accanto Lavrov figuravano il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif e il Ministro degli Esteri azero Elmar Mamamdjarov. Lavrov dichiarava, “Abbiamo discusso gli aspetti della sfera materiale della cooperazione. Abbiamo deciso che le nostre agenzie competenti avvieranno in dettaglio gli aspetti pratici della realizzazione del progetto di corridoio dei trasporti ‘Nord-Sud’ lungo le coste del Caspio occidentale. Questo prevede la collaborazione dei ministeri dei Trasporti che dovrebbero considerare i parametri tecnici e finanziari del progetto. Ciò prevede anche la cooperazione tra dogane e servizi consolari, e l’abbiamo deciso oggi”.

Completando il Triangolo d’Oro
Con l’accordo tra Russia, Iran e Azerbaigian, un enorme passo è stato fatto per consolidare il più grande spazio economico nel mondo, quello eurasiatico; lo spazio che il padrino della geopolitica inglese, Sir Halford Mackinder, avvertì per tutta la vita essere l’unica grave minaccia all’egemonia dell’impero inglese e dell’erede statunitense, il secolo americano. Il diretto moderno corridoio dei trasporti, noto fin dai primi colloqui del 2002 come Corridoio dei trasporti Nord-Sud, in ultima analisi collegherà India, Iran e Azerbaigian a Paesi e mercati dell’Unione economica eurasiatica, comprendente non solo l’Armenia, ma anche Russia, Kazakistan, Kirghizistan e Bielorussia. Il Corridoio dei trasporti Nord-Sud dall’India all’Iran e l’Azerbaigian lungo il Caspio fino a Mosca ed oltre, trasformerà lo spazio economico dell’Eurasia. Il corridoio trasformerà le economie dell’Eurasia dalla Russia all’India collegata nella Shanghai Cooperation Organization (SCO). I membri della sempre più strategicamente importante SCO sono Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. Quest’anno India e Pakistan aderiranno formalmente alla SCO e si prevede che l’Iran, attualmente osservatore ufficiale, avrà offerto la piena adesione entro la fine dell’anno, ora che le sanzioni sono state tolte. Il Presidente cinese Xi Jinping ha annunciato il sostegno alla piena adesione dell’Iran negli importanti colloqui a Teheran nel gennaio 2016, dove i due decidevano la formale partecipazione iraniana nel progetto Cintura e Via economica della Nuova Via della Seta sull’Eurasia dalla Cina di Xi. Ora, con il Corridoio Teheran-Mosca si chiude il Triangolo d’Oro Pechino-Teheran-Mosca; un importante progresso economico e geopolitico.

L’economia del corridoio dei trasporti
Il completamento del Corridoio dei trasporti Nord-Sud trasformerà in modo significativo lo spazio economico dell’Eurasia. Il corridoio sarà una moderna via marittima e ferroviaria per trasportare merci tra India, Iran, Azerbaigian, Russia, Asia centrale e potenzialmente Stati europei se dovessero mai rinsavire abbandonando il governo guerrafondaio ucraino e le sanzioni alla Russia, alleviando le economie in difficoltà dell’Unione europea. Il nuovo corridoio collegherà alcune delle più grandi città del mondo come Mumbai, Mosca, Teheran, via porto sul Caspio di Bandar Anzali in Iran e da lì al porto di Astrakhan in Russia, alla foce del grande fiume Volga. Nel 2014 furono testate due rotte. La prima da Mumbai a Baku attraverso il porto dell’Iran presso lo Stretto di Hormuz, importante collo di bottiglia dei flussi di petrolio e gas dal Golfo Persico. Il secondo da Mumbai al porto di Astrakhan via Bandar Abbas, Teheran e porto di Bandar Anzali. Lo scopo era individuare e affrontare le principali strozzature. Significativamente, lo studio ha dimostrato che i costi dei trasporti India-Russia verrebbero ridotti di “2500 dollari ogni 15 tonnellate di carico“. Uno studio della Federazione delle Associazioni Spedizionieri indiana trovò che la rotta, era “il 30% meno costosa e il 40% più breve di quella attuale“. La rotta attuale va da Mumbai a Mar Rosso e Canale di Suez, attraversa Mediterraneo, Gibilterra e Canale della Manica fino a San Pietroburgo e Mosca. Uno sguardo alla mappa rivela come tale rotta sia strategicamente vulnerabile, per la possibile interdizione da NATO e Stati Uniti. Il colpo di Stato degli Stati Uniti nel febbraio 2014 in Ucraina, l’installazione di accoliti del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, oligarchi corrotti “pro-Washington” e neonazisti, per perturbare le relazioni tra Russia e UE, momentaneamente misero in secondo piano il piano sul Corridoio Nord-Sud. Ora, con il concretizzarsi nella realtà eurasiatica del Grande progetto Cintura e Via della Cina, l’adesione del corridoio Iran-Azerbaigian-Russia crea uno spazio economico, politico e militare coerente ed integrato che potrebbe presto avviare ciò che gli storici futuri chiameranno secolo eurasiatico, mentre il secolo americano e la sua egemonia mondiale post-1944 si sbriciola come l’impero romano nel IV secolo d.C. Anche in questo caso, l’Oriente crea mentre l’occidente riesce con successo a distruggere.Iran-Azerbaijan-Russia-FMs-in-Baku-1F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora