Il piano delle operazioni contro lo Stato islamico dell’Esercito Arabo Siriano

Valentin Vasilescu, Reseau International 27 marzo 20161914766Le quasi 9000 missioni di bombardamento dell’Aeronautica russa hanno neutralizzato le reti di tunnel e gallerie attraverso cui i gruppi di esercito libero siriano (ELS), Fronte islamico e al-Nusra riuscivano a sorprendere l’Esercito arabo siriano. Oggi i gruppi terroristici sono così indeboliti che non possono scatenare un attacco cambiando i rapporti di forza in Siria [1]. Il conflitto sorto tra la brigata dei Martiri di Yarmuq, sostenuta da Israele e Francia [2] e i suoi alleati di ELS e Fronte Islamico, sostenuti da Stati Uniti e Francia il primo, e da Arabia Saudita e Regno Unito il secondo, li massacra per il controllo di una zona a sud-ovest della città di Dara. Non appena la tregua entrava in vigore il 27 febbraio 2016, diversi gruppi jihadisti di Fronte islamico e al-Nusra cominciavano a deporre le armi o accettavano di combattere nelle unità dell’Esercito arabo siriano. Questo permise all’Esercito arabo siriano di schierare altre unità, rafforzando le più grandi contro lo Stato islamico. La situazione sarebbe assai migliore se l’Esercito arabo siriano potesse ritirarsi da 15 fronti nel nord-ovest e sud-est, dove vi è la maggior parte delle truppe, per impiegarle contro lo Stato islamico. Liberando l’autostrada Aleppo-Hama-Homs-Ithriyah nei primi giorni di marzo 2016, l’Esercito arabo siriano evitava la cooperazione tra i gruppi terroristici, isolando il compatto territorio islamico di al-Nusra, ELS e Fronte islamico nel sud della provincia di Aleppo e nella provincia d’Idlib, dal territorio occupato dallo Stato islamico in Siria centrale e orientale. I miliziani curdi a loro volta hanno creato una zona cuscinetto al confine con la Turchia, dove lo Stato islamico non controlla che una striscia di 90 km. La città di Tadmur è considerata dal Tenente-Generale Sergej Rudskoj, Capo del Centro Operativo dello Stato Maggiore dell’Esercito russo, un punto strategico dello Stato islamico per l’importanza dello snodo delle comunicazioni nel deserto. Il generale stima che il declino totale dello Stato Islamico comincerà con la liberazione di Tadmur. Dopo le battaglie nel deserto dell’Esercito arabo siriano per controllare la comunicazioni, e i bombardamenti aerei, lo Stato Islamico non ha mezzi sufficienti per garantirsi una mobilità, ed è costretto ad adottare lo schieramento difensivo in alcune principali città del territorio che controlla. Questo dà all’Esercito arabo siriano completa libertà di azione attuando offensive contemporaneamente su diverse direzioni, utilizzando i velivoli per circondare le sacche di resistenza dello Stato islamico. L’Esercito arabo siriano ha lanciato la fase intermedia della battaglia per Tadmur il 7 marzo 2016, avanzando da Homs con la 67.ma Brigata corazzata e il 64.mo Reggimento d’artiglieria della 18.ma Divisione corazzata, rinforzati da un battaglione di marines, liberando quindi i campi petroliferi di Shair, Mahr, Jihar e Jazl, ad ovest, nord e sud di Tadmur. L’Esercito arabo siriano avvolgeva il fianco di un avamposto dello Stato Islamico, a 20-25 km ad ovest di Tadmur, composto da 1500 combattenti (zona 1). Il gruppo tattico formato intorno alla 67.ma Brigata corazzata, composto da 3000 soldati, s’infiltrava così tra Tadmur e questa posizione, tagliando le vie di ritirata verso nord (Raqqa) e verso est (Palmira-Dair al-Zur) dei 1500 jihadisti con una manovra di accerchiamento. La 18.ma Divisione, tenuta nella riserva strategica dell’Esercito arabo siriano, aveva gli effettivi al completo e dotati di armi moderne, avendo beneficiato di un programma di addestramento organizzato dai consiglieri militari russi. [2]
La 67.ma Brigata corazzata attaccava ad ovest di Tadmur con circa 90 carri armati, 40 veicoli da combattimento per la fanteria (BMP-1) e moderni sistemi missilistici anticarro. Il 18 marzo 2016, le forze del Battaglione Tigre per le operazioni speciali dell’Esercito arabo siriano arrivava in zona, riunendosi al commando dei Falconi del Deserto, una milizia composta da ufficiali e sottufficiali siriani della riserva, addestrata da iraniani e Spetsnaz e dotata di mezzi e armi per combattere nell’ambiente desertico. Il gruppo tattico di Tigre e Falconi del Deserto era composto da 2000 uomini dotati di fuoristrada blindati armati di mitragliatrici pesanti KPV da 14,5mm o cannoni binati GS-23 da 23mm, e di missili anticarro a guida laser russi. Questo gruppo attaccava Tadmur da sud. Ad est di Tadmur, l’offensiva fu avviata il 24 marzo 2016 da uno schieramento controllato dagli istruttori militari di al-Quds (forze speciali iraniane), composto da 1800 combattenti delle Forze di Difesa Nazionale della Siria, Hezbollah e dai gruppi paramilitari iracheni Haraqat al-Nujaba, Liwa Imam Ali, Qataib Hezbollah. Questi tre principali gruppi tattici siriani neutralizzarono tutti i punti di appoggio dello Stato islamico sulle colline intorno Tadmur, il secondo cerchio difensivo dello SIIL, tagliando quindi ogni possibilità dei jihadisti di fuggire dalla città. Ora l’Esercito arabo siriano sfondava il terzo cerchio difensivo alla periferia di Tadmur, entrando nella città liberandola strada per strada (zona 2). I punti di appoggio dello Stato islamico scavati nelle rocce situate sulle alture che controllano l’accesso alla città di Tadmur, furono colpiti dai velivoli Su-22, L-39 Albatros e MiG-23 delle basi aeree siriane di Shayrat (20 km a sud-est di Homs) e Tiyas (40 km a ovest di Tadmur), a cui si univano aerei ed elicotteri d’attacco russi Mi-24V. Tra il 20 e il 23 marzo 2016, l’Aeronautica russa effettuava 41 missioni, colpendo 146 obiettivi dello Stato islamico a Tadmur, distruggendo 6 centri di comando, 5 carri armati, 6 pezzi d’artiglieria, 2 depositi di munizioni, 15 autoveicoli armati, ed eliminando 320 terroristi. Alcuno dei 180 aeromobili della coalizione anti-SIIL guidata dagli Stati Uniti partecipava all’operazione su Tadmur.al-assaudQuali sono le conseguenze della liberazione di Tadmur?
1. Nella Siria meridionale, fino a Tadmur, c’è solo una strada nel deserto di 150 km, attualmente controllata dello Stato islamico (Zona 3). Con la liberazione di Tadmur, un gruppo dello Stato Islamico di 3000 terroristi dispiegati tra la zona a sud di Tamdur e il confine giordano, ad est e nord-est della città di Suwayda, venivano isolati dalla capitale dello Stato islamico Raqqa.
2. La città di Dair al-Zur è difesa dalla 104.ma Brigata Paracadutisti, dalla 137.ma Brigata d’artiglieria dell’Esercito arabo siriano e dai combattenti delle Forze di difesa nazionale, con 4000 effettivi. Il gruppo tattico di Dair al-Zur agisce indipendentemente dall’Esercito arabo siriano, a 90 km da Tadmur. Il supporto aereo a questo gruppo tattico è fornito dalla base aerea di al-Nasiriyah, con bombardieri Su-24M3. La liberazione di Tadmur permette all’Esercito arabo siriano di controllare l’autostrada M20, tra Tadmur e Dair al-Zur, lunga 90 km, l’unica via di comunicazione nel deserto, costringendo i terroristi dello Stato Islamico a ritirarsi a nord (Zona 4). Nei giorni scorsi, il gruppo da battaglia dell’Esercito arabo siriano di Dair al-Zor veniva vigorosamente attaccato da sud dai terroristi dello Stato islamico. Per respingerli, l’Esercito arabo siriano inviava per via aerea rinforzi per circa 1000 soldati e munizioni. Dopo gli attacchi dello Stato islamico, la 104.ma Brigata paracadutisti spezzava il blocco istituito dai terroristi islamici e avanzava a sud-est lungo l’autostrada M4 (che collega Aleppo ad al-Buqama, al confine con l’Iraq), nella tratta Dair al-Zur – al-Mayadin. Il controllo totale di questo tratto di autostrada impedirà il trasferimento dei terroristi dello Stato islamico in Iraq verso la Siria. Le truppe siriane da Tadmur potranno collegarsi con quelle a Dair al-Zur, e verso est, ad Hasaqah, rafforzando i miliziani curdi sigillando il confine con l’Iraq (zona 5).
3. La liberazione di Tadmur e la congiunzione con il gruppo tattico di Dair al-Zur permetterà all’Esercito arabo siriano di attaccare la città di Raqqa, capitale dello Stato islamico, da tre direzioni: ovest, sud ed est (zona 6) e di neutralizzare completamente tutti i gruppi terroristici in Siria entro cinque o sei mesi.CeT_mrwXEAEbi8W1[1]. La trappola di Putin ritirando il contingente russo in Siria.
[2]. Lo stato attuale dell’Esercito arabo siriano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Rilancio economico eurasiatico e continuo declino dell’influenza statunitense

Alessandro Lattanzio, 28/3/20161035373629Il valore delle riserve auree della Russia è aumentato di 5,8 miliardi di dollari, passando da 381,1 miliardi a 386,9 miliardi tra l’11 e il 18 marzo, secondo la Banca centrale russa. In sette giorni, la Russia ha aumentato le riserve in oro e valuta estera dell’1,5 per cento. Dal 1° marzo, le riserve sono aumentate dell’1,7 per cento. A metà dicembre 2015, la Banca centrale russa annunciava che avrebbe aumentato le riserve d’oro della Russia a 500 miliardi di dollari nei prossimi tre-cinque anni.
Contemporaneamente, i profitti industriali della Cina crescevano nel bimestre gennaio-febbraio 2016 del 4,8 per cento, più che nello stesso periodo del 2014 (4,2 per cento). I profitti delle aziende industriali con un fatturato annuo di oltre 20 milioni di yuan (3,1 milioni di dollari) sono stati pari a 780,7 miliardi di yuan nel gennaio-febbraio 2016, secondo l’Ufficio nazionale di statistica (NBS). I profitti sono aumentati più velocemente in 18 mesi, infatti i profitti industriali della Cina registrarono un 4,7 per cento a dicembre e con una riduzione del 2,3 per cento nel 2015. He Ping, funzionario dell’NBS, attribuiva la crescita dei profitti all’aumento delle vendite e a un leggero calo dei prezzi. Nei primi due mesi, i ricavi delle imprese sono saliti dell’1 per cento rispetto al 2015, migliorando rispetto allo 0,6 per cento di calo nel dicembre 2015 e un aumento dello 0,8 per cento per tutto l’anno scorso. Nel gennaio-febbraio, l’indice dei prezzi alla produzione era scaduto al 5, dal 5,9 per cento a dicembre e del 5,2 per cento per tutto il 2015.
Infine, la Banca del Pakistan annunciava un piano per autorizzare l’emissione di lettere di credito in euro invece che in dollari, per gli uomini d’affari pakistani che desiderano importare beni strumentali dall’Iran, senza l’intermediazione di una banca degli Stati Uniti. Ecco una possibile risposta sull’attentato a Lahore che ha provocato 72 morti. Inoltre, il governo indiano aveva approvato a febbraio una prestito di 150 milioni di dollari per sviluppare il porto di Chabahar in Iran, e il Ministro del Petrolio indiano Dharmendra Pradhan, che dovrebbe visitare l’Iran il 6-7 aprile per firmare l’accordo da 3,5 miliardi di dollari per lo sviluppo del giacimento di gas Farzad-B nel Golfo Persico, che era stato bloccato dalle sanzioni contro l’Iran. Il progetto energetico Iran-India avrà effetti sull’equilibrio strategico della regione.

Nel frattempo, in Europa
viktor-orban-540x304 L'”Eurodream” ucraino svanisce mentre lo Stato controllato dagli oligarchici, non sarò mai membro dell’Unione europea. In Europa orientale, gli immigrati ucraini superano quelli provenienti da Medio Oriente e Nord Africa. In Polonia sono più di 2 milioni i lavoratori migranti con passaporto ucraino e che le autorità chiamano rifugiati secondo le norme dell’UE. Tra gennaio e novembre 2015, 706000 ucraini hanno ricevuto i permessi di lavoro in Ungheria, Repubblica Ceca e Germania. In futuro si prevede che saranno da 5 a 8 milioni nell’UE e a cui saranno negati i benefici sociali che gli immigrati provenienti da Libia, Siria e Afghanistan hanno ricevuto immediatamente all’arrivo. Comprendendo che il collasso dell’economia ucraina avrà conseguenze disastrose per l’Unione europea, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker annunciava che la Commissione europea esaminerà la decisione di annullare l’obbligo di visto per gli ucraini in coincidenza con il referendum olandese sulla ratifica dell’accordo di associazione tra UE e Ucraina, il 6 aprile. Gli olandesi sono riluttanti ad accettare ulteriori migranti dall’Ucraina, dopo l’ondata dal Medio Oriente; ma la Commissione sa che negare agli ucraini l'”Eurodream” priverà il governo golpista ucraino della legittimità superstite, mentre Washington prende le distanze dal problema. In relazione a ciò, il Parlamento polacco valuta la costruzione di un muro sul confine polacco-ucraino, facendo il paio con quello sul confine ungherese-rumeno. Infatti, le autorità rumene prevedono di accettare 6200 rifugiati nel 2016 e 2017 assecondando Bruxelles. Il Primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, emetteva un ordine al Ministero degli Interni e al Ministero della Difesa per costruire un muro lungo il confine con la Romania, allungando quello eretto ai confini con Croazia, Serbia e Slovenia. Un recinto alto 4 metri su tre file di filo spinato, e una barriera alta 3,5 metri in mezzo. L’accordo di Bucarest ad aprire le frontiere ai rifugiati, in cambio del sostegno di Angela Merkel al presidente rumeno di etnia tedesca Klaus Iohannis nelle elezioni presidenziali del 2014, dirigerà l’ondata di immigrati verso l’Ungheria orientale. Viktor Orban aveva chiesto all’Unione europea di fornire alla Macedonia ulteriori finanziamenti per rafforzarne la protezione dei confini nel nord della Grecia, per trattenere le ondate di profughi. Al vertice dell’UE tenutosi il 7-8 marzo in Turchia, Orban aveva detto che “Anche un solo rifugiato è molto per noi. Non saremo mai d’accordo al trasferimento di profughi dalla Turchia all’Ungheria”. Al vertice, Ankara prometteva di riprendersi tutti i rifugiati giunti in Europa in cambio di 6 miliardi di euro da Bruxelles, dell’adesione all’UE e dell’autorità di trasferire rifugiati direttamente nei Paesi dell’UE, nella misura di uno per ogni clandestino rientrato in Turchia. Il percorso attraverso la Romania e verso il confine orientale dell’Ungheria rimane aperto, quindi Budapest prevede di tenere un referendum sulla quota di 2300 rifugiati impostale dall’UE. Il primo ministro ungherese definisce i rifugiati “invasori” e giura che: “i gangster non faranno preda delle nostre mogli e figlie”.12795260A Palmira: Russia e USA
12049139 Il 27 marzo Tadmur veniva completamente liberata con l’eliminazione delle ultime sacche dei terroristi, e il comandante della Liwa Suqur al-Sahra esprimeva gratitudine a Vladimir Putin a nome del popolo siriano, osservando che mentre gli altri Paesi hanno sostenuto i terroristi, la Russia ha aiutato la Siria contro lo “Stato islamico”, “Tutto è accaduto in diverse fasi. Il nostro esercito ha circondato e liberato Palmira. La difficoltà principale era che i terroristi avevano seminato molte mine sulle strade“, e sottolineava che la vittoria non sarebbe stata possibile senza il sostegno della Russia e del Presidente Vladimir Putin. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriano dichiarava “sicurezza e stabilità sono state restaurate a Tadmur a seguito di varie operazioni militari precise ed efficaci effettuate dalle unità militari con l’aiuto dei gruppi di difesa popolare e sostenute dalle forze aeree siriane e russe. Questo risultato dimostra che il nostro valoroso esercito, aiutato dagli amici, è l’unica forza efficace in grado di combattere il terrorismo e sradicarlo“. E il Presidente Vladimir Putin si congratulava con il Presidente Bashar al-Assad per la liberazione di Palmira/Tadmur, e il Presidente Assad affermava che ciò era dovuto alla determinazione dell’Esercito arabo siriano e al sostegno efficace della Russia. Il Ministero della Difesa russo dichiarava che in 24 ore la RVVS aveva effettuato 117 sortite contro 40 obiettivi nella zona di Tadmur, distruggendo 8 centri comando, 12 fortificazioni, 2 carri armati, 3 pezzi di artiglieria, 6 depositi di munizioni, 8 autoveicoli ed eliminando oltre 80 terroristi. Il Comando dell’EAS chiariva che l’importanza del successo derivava dalla posizione strategica di Tadmur, quale importante anello di congiunzione tra le regioni centrali, meridionali, orientali e settentrionali della Siria. “Quasi 500 terroristi del SIIL furono uccisi nelle operazioni dell’Esercito arabo siriano per liberare Tadmur“, dichiarava una fonte militare siriana. Numerosi terroristi del SIIL furono eliminati mentre cercavano di fuggire dalla città, “abbandonando i feriti e le posizioni a Tadmur“. La RVVS distruggeva un grande deposito di combustibile dello SIIL presso Quraytin, distruggendolo assieme a tutte le autocisterne ed eliminando diversi terroristi presenti nel sito, mentre la 67.ma Brigata della 18.ma Divisione, l’81.ma e la 120.ma Brigata della 2.da Divisione dell’Esercito arabo siriano, Partito sociale nazionalista siriano (SSNP), Dara Qalamun, Liwa Suqur al-Sahra e Forze di difesa nazionale (NDF) liberavano Tulal al-Sud, Quota 850, Quota 849 e Tulal al-Rumayli a 1,5 km a nord-ovest di Quraytin. Presso Damasco, ad Harasta, la 105.ma Brigata della Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano distruggeva un tunnel lungo 200 metri e a 15 metri di profondità utilizzato come centro operativo da Jabhat al-Nusra. La Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano ed Hezbollah liberavano l’ex-base della difesa aerea di Bala al-Qadim, nel Ghuta orientale, eliminando 13 terroristi di Jabhat al-Nusra.14589252921-519x389Mentre nel Governatorato di Lataqia, il 24 marzo, gli Spetsnaz russi catturavano i terroristi turcomanni che avevano distrutto, uccidendo un militare russo a bordo, l’elicottero Mil-8 russo decollato in soccorso dei piloti del cacciabombardiere russo Su-24 abbattuto dai turchi, la RVVS dispiegava in Siria, a fine marzo:
– 4 intercettori Sukhoj Su-35S
– 5 bombardieri Sukhoj Su-34
– 4 intercettori Sukhoj Su-30SM
– 12 cacciabombardieri Sukhoj Su-24M
– 4 elicotteri d’assalto Mil Mi-8AMTSh
– 8 elicotteri d’attacco Mil Mi-24P
– 4 elicotteri d’attacco Mil Mi-35M
– 1 velivolo da ricognizione Antonov An-30B
– 1 velivolo da ricognizione elettronica Iljushin Il-20M
– 1 velivolo da trasporto Antonov An-72
– 1 UAV Forpost
Questo dopo aver ritirato dalla base aerea di Humaymim
– 6 cacciabombardieri Sukhoj Su-24M
– 10 aerei d’attacco Sukhoj Su-25SM e 2 Sukhoj Su-25UB 2
– 3 bombardieri Sukhoj Su-34
– 3 elicotteri d’attacco Mi-24P
Complessivamente rientravano 24 velivoli, ma rimanevano ad Humaymim 44 velivoli e un numero ignoto di droni della RVVS.
Chi ha parlato di ritiro russo?CeeQ66KXEAElgiWCeiMU18WsAMdfDm12928438Infine, la New America Foundation for Studies and Research affermava che 4500 dei 10000 terroristi statunitensi ed europei arruolatisi nel SIIL erano stati eliminati in Siria e Iraq, “4500 combattenti stranieri, tra cui donne e giovani, sono stati eliminati in Iraq e Siria nelle battaglie e nei bombardamenti aerei e d’artiglieria effettuati nei due Paesi. Circa il sei per cento delle donne combattenti erano morte in battaglia. Tali statistiche escludevano i combattenti stranieri provenienti da Afghanistan, Cecenia, Asia e Africa“. Il Pentagono rivendicava l’eliminazione di Abdarahman Mustafa al-Qaduli, noto anche come Haji Iman o Abu Ala al-Afri, “Questo è il colpo più pesante per lo Stato islamico perché Qaduli era al centro della struttura amministrativa del SIIL“, affermava Hisham al-Hashimi, analista e consigliere del governo iracheno. “Baghdadi non può sostituire Haji Iman con una persona di valore equivalente. Dovrà nominarne tre per riempire il vuoto… riducendo… l’efficienza e lasciando al-Bahgdadi ancor più esposto al pericolo“. Difatti Qaduli era il governatore delle province siriane, ministro delle finanze e presidente del Consiglio della Shura del SIIL. Secondo Hashimi, “La sua morte e quella del ministro della guerra del SIIL Abu Umar al-Shishani, e la cattura di non identificati addetti alle armi chimiche, dimostrano che gli Stati Uniti hanno fonti vicine ai vertici dello Stato islamico“. Il SIIL aveva perso Tadmur e Ramadi, e il governo di Baghdad avanzava su Mosul, la maggiore città nel nord dell’Iraq. “La perdita di Haji Iman è grave. Anche se lo Stato islamico… ha un forte sistema per sostituire i capi più importanti, ci vorrà ancora tempo per sistemarsi“, dichiarava Ranj Talabany, funzionario dell’agenzia d’intelligence curda Zanyari. “Conosceva appieno le loro finanze, e le decisioni dei capi erano prese dopo avere consultato Haji Iman“. Qaduli era un capo di al-Qaida. Fu arrestato più volte durante il governo baathista in Iraq per il suo estremismo, e si recò in Afghanistan nel 1998, per incontrare Usama bin Ladin. Con la creazione del SIIL nel 2013, supervisionò la deportazione delle minoranze etniche e religiose e lo stupro delle donne yazidi. Qaduli veniva sostituito come governatore dal portavoce del SIIL Abu Muhamad al-Adnani; come capo finanziario da Iyad al-Ubaydi, noto anche come Fadil Haifa, ex- ufficiale della sicurezza di Sadam Husayn e sostituto anche di al-Shishani; ed infine da Abdallah al-Qatuni alla presidenza del Consiglio della Shura. Gli Stati Uniti conducevano operazioni mirate contro lo Stato islamico per eliminarne i propri agenti e i testimoni scomodi dell’intesa tra Gladio, Pentagono e terrorismo taqfirita.Syrian-Army-PalmyraNote
Analisis Militares
Analisis Militares
FARS
Fort Russ
Global Times
Indian Punchline
New America
Reseau International
Reseau International
Reuters
Russia Insider
South Front
Sputnik
Strategic Culture Foundation
The BRICS Post

Quali erano gli obiettivi della Russia in Siria?

Valentin Vasilescu Reseau International 25 marzo 20161028962371Nella prima guerra del Golfo nel 1991, gli statunitensi crearono l’industria della presentazione artistica della guerra per marcare la supremazia tecnologica del Pentagono. Tutte le reti televisive mostravano attacchi “chirurgici” dei missili da crociera e delle bombe a guida laser, quando in realtà l’80% delle bombe utilizzate era convenzionale, senza alcuna precisione. Alcuno di tali media menzionò il fatto che i sovietici avevano bombe a guida laser dal 1981, usate per la prima volta nel 1986 in Afghanistan. Per via dell’impatto dei media nel plasmare l’opinione una guerra può essere vinta prima, virtualmente, con l’aiuto della stampa. I PR russi hanno attuato con successo la ricetta degli Stati Uniti sulla moderna tecnologia utilizzata dall’Esercito russo in Siria, seguendo la CNN con i video dei velivoli da ricognizione senza pilota che riprendevano il momento dell’impatto sugli obiettivi islamisti delle bombe a guida laser o GLONASS lanciate dai nuovi aerei Su-34. Si è visto lo stesso con i lanci dei missili da crociera Kalibr, questa volta da parte delle corvette russe classe Bujan-M dal Mar Caspio e dal sottomarino russo Rostov-na-Donu dal Mar Mediterraneo, o del missile da crociera russo Kh-101 dai bombardieri Tu-160. Si avevano le immagini dei sistemi antiaerei e antimissili S-400 schierati sulla base aerea di Humeymim, come fu nel caso dei sistemi Patriot durante le guerre del Golfo. In aggiunta, per nascondere la tensione insita alle azioni di guerra, gli specialisti russi hanno preparato il contingente russo in Siria con l’intenzione di dare l’immagine di turisti coi sandali in vacanza in riva al mare. I reportage dalla base aerea di Humeymim si concentravano soprattutto sui numerosi veicoli speciali dotati di sauna, panetterie mobili moderne e mense ben fornite. Nel 2008, la Russia impiegò nelle operazioni offensive in Georgia 8-10000 uomini, centinaia di carri armati, aerei ed elicotteri, contro un esercito regolare di 45000 effettivi, inferiore a quello della Russia. Pertanto, le operazioni militari in Siria, con la presenza di 1500 soldati russi, per Mosca rappresentavano una mera esercitazione tattica e addestrativa per gli equipaggi degli aerei. La chiave di questa esercitazione era il fatto che, oltre al personale di volo, tecnico e della difesa aerea e terrestre, i russi avevano inviato nella base aerea di Humeymim un folto gruppo di ingegneri e progettisti militari da tutti i rami delle Forze Armate russe, specializzati nella raccolta, controllo, elaborazione dei dati per modernizzare le tecniche di combattimento.
I nuovi aerei Su-35S, Su-34, Su-30SM inviati in Siria avevano passato 5-8 anni di complessi test nei poligoni. I test di bombardamento o tiro nei poligoni avvengono in condizioni ideali e non tengono conto di eventuali sorprese. Mentre nel teatro delle operazioni in Siria, il materiale aeronautico, optoelettronico, radar e GLONASS, l’identificazione dei bersagli e puntamento delle armi, subiscono delle perturbazioni. È il caso ad esempio del fumo delle esplosioni a terra, del camuffamento adottato dagli islamisti, della vicinanza dei civili e della possibile interferenza della coalizione anti-Stato islamico guidata dagli Stati Uniti. Lo stretta supporto all’Esercito arabo siriano dell’Aeronautica russa era l’occasione per testare l’effettiva distanza di sicurezza con cui le truppe possono avvicinarsi agli obiettivi bombardati. Finora, le convenzioni internazionali hanno costretto la Russia ad utilizzare missili navali con gittata limitata a 300-700 km. Il nuovo missile da crociera 3M-14 Kalibr, che ha una gittata di 1500 chilometri, è stato testato in Siria in condizioni di combattimento reale. Lanciati da navi di superficie o sottomarini, volano sopra la superficie del mare e il terreno accidentato di diversi Stati, attraversando rotte con forte traffico civile. Il vantaggio più importante sfruttato appieno dai russi era che, vicino ai confini della Siria, un dispositivo dalla tecnologia di ultima generazione era stato creato dalla coalizione anti-Stato islamico guidata dagli Stati Uniti. Era una concentrazione combinata di armi offensive, simile a quella della NATO in Europa ai confini della Russia. I russi testavano l’operatività della zona di esclusione impermeabile a tutti i mezzi della NATO (Area d’Interdizione e Anti-Accesso A2/AD). La zona di esclusione ha una rete di difesa aerea a strati con sistemi di ultima generazione (S-400, S-300PM2, Pantsir-S2, Tor-M2E). La Russia ha potuto verificare in particolare l’efficacia dei nuovi equipaggiamenti da guerra radio-elettronica (Electronic Warfare – EW) Krasukha-4 e Borisoglebsk-2, specificamente progettati per garantire la supremazia nei sistemi di guerra radioelettronica proteggendo il sistema integrato automatizzato russo C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni e interoperabilità), confondendo le comunicazioni dei jihadisti e bloccando quegli tra gli aerei, tra gli aerei e le basi a terra, con i centri comando volanti E-3 AWACS, e le trasmissioni dei droni da ricognizione statunitensi Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk, MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper. Proteggendo i propri sistemi di navigazione ed eliminando il pericolo della sorveglianza spaziale nemica dei radar sui satelliti militari degli USA della serie Lacrosse/Onyx, paralizzando così la capacità del nemico di rilevare, comunicare ed esercitare il comando e controllo sul campo di battaglia. Il generale Philip Breedlove, comandante della NATO, ha pubblicamente ammesso che in Siria i russi sono riusciti a creare una zona di esclusione (bolla A2/AD) dei mezzi statunitensi.
Il 18 marzo 2015, alle 00:39 ora locale, una serie di abbaglianti punti di luce bianco-blu illuminava il cielo della città russa di Stavropol, nel Caucaso. Stavropol è la sede del quartier generale della 49.ma Armata dell’Esercito russo e dell’Istituto per la Ricerca nei sistemi avionici che equipaggiano anche i missili strategici russi. Il Ministero della Difesa russo ammise che, al momento, erano in corso esercitazioni militari che coinvolgevano i test di nuovi equipaggiamenti nella zona della città di Stavropol. Un paio di settimane fa la Marina Militare russa annunciava i piani per testare sulle fregate classe Admiral Gorshkov e altre navi russe un nuovo sistema denominato Grach, o “cannone folgorante”. Si compone di quattro proiettori montati su una torretta telecomandata che emettono potenti fasci di interferenze su frequenze infrarosse e ultraviolette. Grach è in grado di accecare tutti i sistemi di puntamento, ricognizione e navigazione rilevandone il calore (visore termico), comprese le apparecchiature per la visione notturna individuale. Successivamente si è saputo che il sistema Grach montato su veicoli corazzati è già stato testato dalle truppe russe ed è attualmente in attesa di approvazione dal Ministero della Difesa per la produzione. Gli specialisti dicono che il sistema Grach fu la causa del misterioso fenomeno di Stavropol, e che sia un mezzo per garantire la sicurezza delle truppe russe impegnate in operazioni in mare o a terra, soprattutto di notte, e assicurarsi che il nemico non possa rilevarle e puntargli le armi guidate. Non è escluso che i russi abbiano inviato sistemi Grach in Siria per testarli in condizioni di combattimento reale.Grach-weapon-362706

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Siria e la Tigre di Carta

Anonimo, Syrian Perspective19155781. Con la caduta che appare imminente di Tadmur (Palmyra) fondamentalmente Raqqah e Dayr al-Zur rimangono nel non così importante oriente siriano. Ho letto da qualche altra parte che ormai il 90% dei siriani è sotto il governo, salvo alcune zone desertiche senza importanza “controllate” dallo SIIL (organizzazione della CIA) e alcune cittadine come Palmira e Raqqah.
2. Va ripensato a come un paio di settimane fa, su questo blog assai meno, ma su un altro blog, Saker, molti si preoccupavano dell’invasione saudita della Siria, compreso il tentativo di occupare Raqqah. Allora dissi su Saker che primo, un’invasione turca non sarebbe avvenuta, e poi, qualche settimana dopo, l’invasione saudita non ci sarebbe stata. Dove sono i sauditi oggi? Da nessuna parte. I siriani sono sul punto di prendere Tadmur, e poi Dayr al-Zur e Raqqah.
3. Questo è il motivo per cui il governo siriano concentra le energie sulla ricostruzione post-bellica sapendo che la guerra è finita. Chi otterrà la maggior parte dei contratti? Russia, Cina, Iran, ecc. Chi probabilmente non avrà niente di niente? Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Turchia, Arabia Saudita, ecc.
4. Putin ha umiliato l’occidente: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, UE e altro. Ha dimostrato che gli Stati Uniti sono una tigre di carta abbastanza “coraggiosa” solo verso i Paesi musulmani più deboli e vili, ma non è “dura” abbastanza per prendersela con Russia o Iran. Putin ha lasciato intendere (attraverso i suoi consiglieri) di poter invadere l’Arabia Saudita, mettendo in riga gli stessi sauditi, che pochi anni prima erano abbastanza presuntuosi da minacciare i russi con il terrorismo dei ceceni wahabiti. L’Europa è nel panico attanagliata dalla paura dell’invasione demografica musulmana nella forma di marea di profughi. Gli Stati dell’Europa centrale hanno iniziato ad adottare controlli sui confini interni dell’UE, invalidando così uno degli obiettivi fondamentali dell’UE, la libertà di circolazione nell’Unione come se si fosse entro il proprio Paese. La Gran Bretagna flirta con l’idea di mollare l’UE e così la Finlandia. Anche se la Gran Bretagna non lascia l’Unione europea, il semplice fatto di pensarlo è assai umiliante per il piano europeista. La Francia non ha ottenuto nulla in Siria, dove voleva vedere la bandiera “siriana” dell’epoca coloniale francese ridiventare la bandiera ufficiale della Siria, cosa che Putin ha contrastato salvando la Siria. La tedesca Angela Merkel è ora ampiamente antipatica in Germania. Il Qatar è stato schiaffeggiato fino alle sue dimensioni, ed ora difficilmente parla. La Turchia affronta la pakistanizzazione e il tentativo di Erdogan di creare una dittatura de facto, che potrebbe infine portarlo al collasso. Anche se non cadesse ora, cadrà entro un decennio o meno, e la storia lo considererà un dittatore e un criminale, piuttosto che pensare alla Turchia come riuscito Stato democratico.
L’intervento di Putin in Siria nel 2015 è l’evento più importante nella storia del mondo dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. L’orso è tornato !!!!Mao-650x274Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La trappola di Putin del rientro del contingente russo in Siria

Valentin Vasilescu, Reseau International 18 marzo 20161028671557I media occidentali con la loro retorica antirussa sono stati sorpresi dalla decisione di Putin, infliggendo una cocente sconfitta alla loro propaganda sulla Siria. Non è più un segreto che la guerra in Siria sia stata innescata da mercenari islamisti esteri armati e pagati da Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Turchia e altri Paesi per rovesciare Assad. Abilmente, alla conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, il Ministro degli Esteri della Russia Sergej Lavrov ha costretto il segretario di Stato degli USA John Kerry alla cessazione delle ostilità in Siria, entrata in vigore il 27 febbraio 2015. Con tale accordo gli statunitensi credevano che i russi sarebbero rimasti ancora in Siria. Ma i russi hanno mostrato di aver imparato dai fallimenti degli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan, capendo che non possono contare su una risposta militare e devono puntare a una risposta intelligente in Siria, utilizzando abilmente il meglio della diplomazia russa, riconosciuta la più efficiente al mondo. Vladimir Putin è un leader le cui azioni sono imprevedibili per gli avversari, con diversi assi nella manica con cui può sorprenderli tutti. Come in una partita a scacchi, Putin intensifica il livello del gioco col ritiro parziale del contingente russo in Siria, intenzionalmente esponendo Assad come esca per rivelare le intenzioni della Casa Bianca e dei suoi vassalli. In questo contesto, Washington ha due opzioni:
Il primo è aderire incondizionatamente alla posizione della Russia per la soluzione pacifica in Siria, negoziata con le parti coinvolte nel conflitto ad eccezione dei gruppi terroristici. Poi segue la ricostruzione della Siria. I negoziati saranno difficili, perché la Casa Bianca da voce alla cosiddetta “opposizione siriana” che continua a voler escludere Assad dal potere, prima d’iniziare la transizione verso un nuovo formato politico in Siria. Un altro ostacolo alla soluzione pacifica in Siria si aggiunge a quanto sopra, in relazione alle intenzioni contrastanti degli occidentali, dagli eventi in Ucraina. La Russia accusa gli Stati Uniti di sabotare ogni tentativo di raggiungere la pace in Siria, dopo discussioni riservate tra le parti sfociate in dichiarazioni di funzionari degli Stati Uniti che, subito dopo l’approvazione degli accordi dei presidenti statunitense e russo, sono pronti a metterla in discussione. Il ritiro è stato ordinato da Putin il 15 marzo 2016, il giorno d’inizio dei colloqui di pace a Ginevra, come segnale a coloro che non seguono la via proposta dalla Russia per i negoziati, screditandoli agli occhi dell’opinione pubblica.
La seconda opzione per Washington sarebbe catastrofica. Ordinare ai gruppi islamisti subordinati di rompere la tregua e iniziare un’offensiva su larga scala contro l’Esercito arabo siriano. Fino all’arrivo del contingente russo in Siria, il vantaggio principale di gruppi islamisti consisteva in un labirinto di centinaia di chilometri di gallerie, cunicoli, rifugi e bunker scavati in cinque anni con mezzi forniti dagli occidentali. Questo labirinto non poteva essere rilevato e distrutto dall’Esercito arabo siriano. Tale rete di tunnel permise agli islamisti d’immagazzinare armi pesanti, cibo, carburante, munizioni, produrre munizioni e attaccare di sorpresa le truppe siriane, causando innumerevoli perdite. Schierando i bombardieri russi in Siria, Putin ha dimostrato che Mosca è un alleato affidabile, a differenza di Washington che ha tradito gli ex-partner come Hosni Mubaraq, presidente dell’Egitto. Durante i cinque mesi di attività in Siria, i sensori dei satelliti militari e degli aerei da ricognizione russa svelarono quasi tutte le reti di tunnel e gallerie, neutralizzate dai bombardieri russi. I russi bombardarono anche i veicoli e i grandi centri di comando e comunicazione dei cosiddetti ribelli “moderati” come Jabhat al-Nusra, comportando l’impossibilità di eseguire manovre e di organizzarne rifornimenti, coordinamento e comunicazione. [1]
Dei 40 velivoli da combattimento, nei primi due giorni la Russia ne ha ritirato 20 dalla Siria. E’ possibile che ci siano in Siria 4 aerei d’attacco Su-25SM e 4 bombardieri Su-24M2. Nel frattempo, 21 bombardieri Su-24MK dell’Esercito arabo siriano sono stati rimotorizzati e portati allo standard Su-24M2 nella fabbrica di aerei No. 514 ARZ di Rzhev. Gli aerei siriani Su-24M2 sono dotati di sistemi integrati di navigazione e puntamento di armi guidate (PNS-M), come quelli dei velivoli russi che operavano nella base aerea di Humaymim. In Siria, invece di avere 30 bombardieri russi in azione, ora ci sono 29 bombardieri russi e siriani. [2] Se necessario, la Russia ha dimostrato che può lanciare con successo missili da crociera sulla Siria (gittate da 500-2500 km) dalle navi sul Mar Caspio e con i bombardieri a lungo raggio decollati dagli aeroporti russi.
I gruppi islamisti come al-Nusra sono così così deboli che sono al di sotto del livello minimo per poter presentare seri problemi all’Esercito arabo siriano. Rappresentano la variante “fallita” dei piani statunitensi sul ritiro dal potere di Bashar al-Assad. Non importa quanto v’investe, la Casa Bianca prolungherà soltanto le atrocità commesse dai suoi mercenari islamisti, ma non avrà mai la vittoria sull’Esercito arabo siriano. Così, il capitolo dei ribelli ‘moderati’ degli statunitensi sembra chiuso. L’unico gruppo islamista in Siria che ha una solida infrastruttura e può essere rifornito di armi moderne per combattere con l’Esercito arabo siriano è lo Stato islamico. La Casa Bianca potrebbe ordinare al Pentagono di armarlo segretamente per cambiare l’equilibrio di potere a spese dell’Esercito arabo siriano. Gli Stati Uniti hanno creato una coalizione di 34 Paesi contro lo Stato islamico, che da quasi due anni bombarda con 180 aerei da combattimento gli obiettivi di tale gruppo in Iraq e la Siria. Fino ad oggi, non c’è alcuna chiara visione delle linee guida seguite dagli Stati Uniti in Siria, né si sa a quale strategia obbediscono le loro azioni e con quali risultati. Ma la Russia mantiene in Siria il meccanismo per il rispetto del cessate il fuoco basato su complesso C4I, sistemi S-400, decine di aerei da ricognizione senza pilota e l’interfaccia informativo fornito dalla rete satellitare da ricognizione russa. Questo meccanismo è in grado di rilevare l’invio di armi allo Stato islamico. Resta da vedere quali spiegazioni daranno i neocon di Washington (in particolare la candidata alla presidenza Hillary Clinton), quando il mondo sarà convinto che lo Stato islamico è in realtà una loro creazione utilizzata per i propri cinici interessi, nel contesto in cui, il 14 marzo 2016, il Congresso votava (392 a favore e 3 contrari) una risoluzione simile a quella del Parlamento europeo indicando lo Stato islamico come genocida in Siria e Iraq [3].rtsaqeg[1]. Putin punta sul ritiro delle truppe russe dalla Siria.
[2].I Su-24 recentemente aggiornati della Siria.
[3]. La Camera dei rappresentanti accusa lo SIIL di “genocidio”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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