Siria, fine dei giochi?

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective 11 luglio 2017
Aleppo: Gli Stati Uniti hanno nuovamente e per l’ennesima volta violato il diritto internazionale creando una base aerea a sud della città di Ayn al-Arab, 30 km nel nord-est della provincia di Aleppo. Quando il Dottor Bashar al-Jafari attirerà l’attenzione del Consiglio di sicurezza denunciando la capacità illimitata degli Stati Uniti di sconvolgere le norme internazionali?
Homs: L’Esercito arabo siriano amplia il controllo sui giacimenti di petrolio e gas nell’area di Palmyra, liberando totalmente il campo di al-Hayl, 20 km a sud della città chiave di al-Suqanah occupata dallo SIIL. Mentre le cose progrediscono, l’Esercito arabo siriano sarà presto sull’asse Araq-Suqanah, un punto da non perdere per i ratti tremebondi ad al-Suqanah, ora che sanno che il loro destino è buio. A Dayr al-Zur, i fedelissimi dell’Esercito arabo siriano attendono con urgenza la liberazione di al-Suqanah, mentre la SAAF continua i bombardamenti pesanti delle posizioni dello SIIL
Provincia di Niniwa, Iraq: Il notiziario dei terroristi Sumariya ha appena annunciato la morte del califfo ruspante. Come ho già detto, fu eliminato 2 anni fa da un attacco aereo della SAAF vicino al-Mayadin. Come i taliban, lo SIIL ne nascose la morte per motivi legati al morale. Se venisse presentato oggi, non sarebbe al-Baghdadi. In ogni caso, l’analisi mi dice che apparirebbe come il quadro di Dorian Gray.
Ginevra: Si riuniscono di nuovo, e si annuncia molto tenebroso. L’opposizione deve mostrare obbedienza. Questo è tutto. I sauditi perdono appetito per il confronto, prestando maggiore attenzione a diffamare altri sostenitori dei terroristi, il Qatar, e a ridurre le perdite nel calderone dello Yemen. I sauditi hanno anche capito di non avere un esercito e dei militari di cui vantarsi. Sono solo un popolicchio, una spregevole mandria di babbuini che corre dritto nel 4° mondo definitivo. La questione della presidenza del Dr. Assad è finita. Anche i tossici francesi ammettono che non vi è alcuno che possa sostituirlo. L’opposizione deve accettare la democrazia arbitra del cambiamento di governo. Con la popolarità del Dottor Assad a livelli inediti, anche lo Jaysh al-Islam scopre che la paga arriva assai in ritardo. Dimostrando tutto questo, la tregua di Darah regge. Anche i terroristi più violenti sono devastati dalla loro disastrosa guerra di 6 anni contro un Paese che ha potuto emergere dal 3.zo Mondo con un nuovo status. Sono colpevoli di tale inattesa battuta d’arresto, negando al popolo siriano la sua parte di nuova ricchezza del proprio Paese. Spero che il Dottor Assad non firmi alcuna legge che conceda l'”amnistia generale” a tutti i combattenti. Se chiedete a chiunque chi rappresenti l’opposizione a Ginevra, probabilmente non lo saprebbe. E non c’è nemmeno bisogno di scoprirlo. Muhamad al-Lush ci sarà, ovviamente, a riecheggiare i vecchi mantra sauditi. Oltre a ciò, i russi saranno lieti se la retorica mutasse e l’opposizione segnalasse che non esiste come movimento.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Faccia a Faccia Trump-Putin; il furore dei terroristi calpestati

Ziad al-Fadil Syrian Perspective 9/7/2017È chiaro che Vladimir Putin ha strappato concessioni significative da Donald Trump alla conferenza G-20. Poiché i media occidentali erano ossessionati dall’analisi spinta di ogni espressione del presidente statunitense, alla ricerca di qualsiasi segno di connivenza o assurdità nel suo discorso, ciò che è venuto fuori è la sensazione che gli Stati Uniti avessero indossato il mantello del paria; le loro politiche sembrano ostacolate da un leader incapace di leggere nulla tranne i tabloid in drogheria, mentre guarda solo notiziari in cui può notare una certa simpatia per la sua causa, non importa quanto sia grama. È difficile dire se Donald Trump veramente controlli il proprio governo. Ho già scritto che Pentagono, CIA e Stato profondo sembrano considerarlo una specie di ostacolo, una zavorra, una coliciste che si gonfia e s’infiamma, quindi è difficile sapere se un suo accordo sulla Siria sarà rispettato dalle istituzioni la cui cooperazione è fondamentale per attuarne le dichiarazioni. A Darah, la Giordania guarda con attenzione migliaia di combattenti iraniani fondersi con flora e fauna della zona. I giordani sono esperti nell’intrattenere i terroristi e perciò possono dire esattamente quando le carte cambiano. Quindi re Abdullah bin Antoinette Avril Gardiner era ad Amburgo almeno nello spirito, se non nella mise da nano. Con un nuovo cessate il fuoco mediato da statunitensi e russi, i sanguisughe di Amman possono tirare un sospiro di sollievo ora che l’Iran è temperato dalla non violenza. Naturalmente, tutto ciò significa che ci saranno migliaia di soldati siriani liberi di combattere altrove contro SIIL e al-Qaida. Gli organi di propaganda statunitensi continuano a brandire l’avanzata delle forze democratiche siriane che descrivono in parte curde e in parte arabe. I comandanti statunitensi (clandestini in Siria) hanno anche dichiarato che l’85% delle forze che entrano ad al-Raqqa sarà araba, un’esagerazione tale da invitare a un’inusuale crassa risata, sapendo tutti che la cosiddetta “parte araba” delle SDF sono in realtà siriaci non arabofoni il cui odio per i musulmani terrorizza gli abitanti della città da liberare. Fonti mi confermano che i cittadini di al-Raqqa non sono contenti si essere liberati se i liberatori sono peggiori dello SIIL. Oh bene. Nella provincia occidentale di al-Raqqa, la SAAF demolisce intere aree infestate dagli avvoltoi dello SIIL. Aerei hanno colpito duramente Bir Abu Qubra, la stazione di Fahdi e a nord del villaggio al-Zamlah.
Trrump vuole disperatamente fare ciò che fece Putin a Palmyra. Vuole una vittoria militare sponsorizzata dagli Stati Uniti anche se le loro truppe sono in Siria illegalmente. Lo vuole così tanto che è disposto a licenziare i terroristi a Darah, così assiduamente curati dall’ex-ambasciatore statunitense in Siria Robert Ford, ora visti da tutti, eccetto i sionisti, come un jukebox senza dischi. Qualcuno deve aver detto a Trump che le sue forze a sud sono sul punto di sparire, non solo ad al-Tanaf, ma anche a Darah dove i cittadini insistono sempre più sulla loro ritirata quanto mai prima. Sicuramente, questo non può essere buono per il morale dei terroristi. Nel frattempo, i cordoni della borsa si chiudono. Il Qatar sa che tutti guardano come Doha finanzierà i vari gruppi in Siria. I sauditi hanno già avvertito Jaysh al-Islam che la guerra gli è sfuggita e che ora sono favorevoli a una “soluzione politica”, anche se significa ingoiare l’amara pillola del Dottor Assad saldo al potere dopo un’altra elezione vinta. Mentre la guerra nello Yemen rinsalda le forze yemenite che ora occupano interi territori sauditi e l’Iran avanza fortemente nel campo politico e militare, dovrebbe essere ovvio, anche a un saudita, che le politiche che perseguono conducono solo alla perdizione. Nella preparazione di queste conferenze internazionali, emerge l’impressione che Putin controlli il suo Paese. Le sue promesse sono onorate e guai a colui che non si allinea. Negli Stati Uniti, il modello che emerge è frammentazione, decentramento, nepotismo greve, frivolezza e superficialità, dall’alto in basso fino ai gradini più infimi della gerarchia del potere. Stampa, sionismo, sorosismo, disprezzo della CIA, gelosie del dipartimento di Stato, martinismo del Pentagono e tutti il resto sono intenti a sconfiggere l’autorità di un presidente altrimenti eccentrico e indifeso. I grandi vincitori sono Iran e Russia. Gli Stati Uniti possono rivendicare la vittoria a Mosul, ma nessuno ci bada a casa. Questo è ciò che accade con gli eserciti di volontari. Quando muoiono in battaglia, la gente dice che se la sono cercata. È solo quando il tuo militare è una recluta che ti appassioni e alzi i pugni. No, gli USA ci sbattono di nuovo e non ci saranno sfilate coi nastri, statue e sicuramente neanche poemi epici. Quando ti allei a perdenti come sauditi, qatarioti e sionisti, non aspettarti un granello di congratulazioni.
L’EAS è libera di perseguire SIIL e al-Qaida in Siria. Solo 3 giorni fa l’Esercito circondava i giacimenti di al-Hayl e le montagne circostanti, 40 km a nord-est di Palmyra e mortalmente vicini alla cruciale città-caserma di al-Suqanah. Se le SDF non abbatteranno presto le difese dello SIIL ad al-Raqqa, l’EAS li batterà e ruberà le fanfare a Trump, per cui tutto sarà stato inutile.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La cupa politica degli USA non porta a nulla

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective 4/7/2017Mi aggrappo alla convinzione che la strategia seguita dal regime statunitense di DC sia completamente incoerente. Sembra che la CIA persegua il vecchio piano di licenziare il presidente della Siria, un piano che, a proposito, quasi tutti i diplomatici noti trovano irrealistico, mentre il Pentagono promuove un programma destinato a creare due nuovi Stati in Siria per bloccare l’accesso iraniano al fronte palestinese con lo Stato dell’Apartheid sionista e interrompere il flusso del gas iraniano per Europa attraverso il litorale siriano. Il dipartimento di Stato di Rex Tillerson è ampiamente emarginato per via dello stile del segretario. Tillerson sembra utilizzare tecniche più appropriate per Exxon/Mobil che per Foggy Bottom. Proprio come il buffone regnante alla Casa Bianca non è riuscito a nominare altri giudici federali ad eccezione di uno alla Corte Suprema, Tillerson deve ancora nominare una miriade di ambasciatori, consoli e diplomatici negli incarichi all’estero, poiché il bilancio gli è stato ridotto proprio sotto il naso. L’incontro ad Astana, in Kazakistan, appare più produttivo di qualsiasi cosa precedente. Ci sono diversi motivi per cui la conferenza offre promettenti futuri sviluppi.
La prima ragione è che la Turchia, probabilmente il più ardente sostenitore dei terroristi, è ora distratta dall’ossessione sul revanscismo curdo, compiendo una svolta completa nella politica verso Damasco. Il disincanto della Turchia sul sostegno statunitense al PKK nella guerra per racimolare il diritto di vantarsi della liberazione di Raqqa, ha reso il fanatico della fratellanza musulmana Erdoghan, il più strano dei compari. In questo caso, Damasco e Ankara sono dalla stessa parte. Erdoghan non può che mutare politica verso Damasco per poter contrastare il nazionalismo curdo senza violare ostentatamente il diritto internazionale colpendo la sovranità siriana. Ha bisogno del supporto tacito del Dottor Assad. Nel tentativo di placare i sentimenti feriti dei turchi, il generale “Mad Dog” Mattis ha assicurato agli omologhi turchi che le armi avanzate fornite ai combattenti curdi per sconfiggere lo SIIL saranno restituite agli Stati Uniti una volta raggiunti gli obiettivi della “coalizione”. Questo mi ha fatto ribaltare, perché si pretende che le forze democratiche siriane (che sono tutto tranne che “democratiche”) sarebbero disposte a soffrire e morire per gli obiettivi statunitensi disinteressatamente e senza pretese.
La seconda ragione è la completa demoralizzazione dell'”opposizione esiliata” e dei “gruppi terroristici regionali” usati da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. L’opposizione esiliata s’è rivelata un club di avvoltoi d’albergo, poltroni e criminali falliti. Troppo vecchi per combattere o troppo borghesi per finire in una trincea con degli “intoccabili”, o come Ghassan Hitto, pervicaci scansafatiche, che non hanno portato nulla sul tavolo saudita e qatariota. È ben noto che la maggior parte dei nomi esibiti negli ultimi 5 anni è scomparsa dalla scena, finite le carte di credito, chiuse dai loro sponsor. Sanno di aver perso. Molti occupano le osterie dei villaggi turchi. Ancora più interessante è il destino dei “gruppi terroristici regionali”. Con Trump, l’ELS, sotto qualunque forma, si suppone venga allevato per essere usato contro lo SIIL ed (eventualmente) il governo siriano, per creare uno Stato rudimentale per bloccare il famoso gasdotto, per non parlare della suddetta via Baghdad-Damasco che sarà utilizzata dall’Iran per rifornire Hezbollah ed assistere l’Esercito arabo siriano per devastare lo Stato-colono sionista. Crederci o no, i terroristi siriani addestrati ad al-Tanaf si immaginano la forze di sicurezza necessaria al nuovo Stato. I piani statunitensi devono dare alla nuova entità sunnita al confine iracheno la capacità di controllare città e villaggi, con gli aeromobili statunitensi pronti a colpire qualsiasi minaccia alla sua sopravvivenza. Qui è dove Sharmine ha sbagliato, presumendo che gli Stati Uniti addestrassero tali rifugiati siriani ad al-Tanaf per combattere lo SIIL quando, come ha detto correttamente, non c’erano terroristi dello SIIL in giro. Questo potrebbe essere un argomento che stupirebbe i portavoce del Pentagono, di certo. Tuttavia, i portavoce non avrebbero mai potuto rivelare il vero motivo per cui tale forza è stata rappattumata, ossia formare le infrastrutture della sicurezza per un nuovo mini-Stato. Sono lieto d’informare i miei lettori che il comandante delle forze irachene “Hashd”, collegatesi con l’EAS ed alleati al confine siriano-iracheno, Abu Mahdi al-Muhandis, ha dichiarato a Baghdad che ad alcun piano sarà permesso di avere successo. Speriamo che significhi ciò che dice, dopo tutto parla per conto dell’Iran. Va notato che è stato diretto.
La terza ragione per cui i colloqui di Astana potranno avere successo è il fatto che la Russia ha chiarito che alcun attacco statunitense sulle postazioni dell’Esercito arabo siriano sarà tollerato questa volta. L’opposizione sa ora che la Russia andrà avanti e che è disposta a portare il mondo sulla soglia della Terza guerra mondiale per proteggere i propri interessi in Siria. Questi interessi, va ricordato, includono durata, sopravvivenza e sviluppo del governo Assad. Se l’opposizione raccoglie scarsa attenzione al Cremlino, è chiaramente perché non conosce la storia, in particolare dei popoli russi. La determinazione del Cremlino nel vedere prevalere la propria politica in Siria era il tema dominante le discussioni coi terroristi a Ginevra e Astana. C’è un rinoceronte bianco nel salotto; L’irriducibile Grizzly Siberiano ha la spina dorsale arcuata e le zanne spalancate per proteggere i cuccioli.
La quarta ragione dovrebbe essere abbastanza evidente, ora che gli arabi del Golfo Persico sono coinvolti in un ginepraio inter-tribale sul sostegno finanziario al terrorismo da parte del Qatar, e gli insulti vergognosi ai regimi della Penisola dall’organo propagandistico sempre inesatto e fazioso al-Jazeera, dall’aperto sostegno alla Fratellanza musulmana. Alcuni di voi ridono quando sente che i sauditi accusano davvero il Qatar di sponsorizzare il terrorismo, quando è noto che i sauditi senza dubbio sono lo sponsor unico e generoso del terrorismo nel mondo. Il fatto stesso che l’Arabia Saudita ora ostracizzi il Qatar per aver finanziato i terroristi non è un buon augurio per chi dalla Siria aspetta ansiosamente le mensilità. In altre parole, gente, la mucca del denaro della Siria destabilizzata è nel mattatoio dove a nessuno importa nulla.
La quinta ragione è la dichiarata politica del governo iracheno di coordinarsi con Damasco. L’Iran è qui il vincitore. Quando George W. Bush fece il passo in Iraq con le dichiarazioni sulle armi di distruzione di massa nascoste da Sadam nei camion, confermate da un noto bugiardo internazionale, il Cacciaballe; gli Stati Uniti consegnarono l’Iraq sciita a Teheran. Quando l’imbecille Paul Bremer (alto commissario per l’Iraq) smantellò l’esercito iracheno creando così il nucleo dello SIIL, praticamente si è assicurato il posto d’onore tra i tanti sapientoni falliti adorati da quelle pagine satiriche e barzellette di cui l’umorismo occidentale e orientale viene inondato. L’Iraq è al centro della Mezzaluna Fatimide, la cui affermazione gli anglo-statunitensi tentano di bloccare disperatamente. Non ci riusciranno.
La sesta ragione per cui i colloqui di Astana potrebbero portare la luce alla fine del tunnel è il fatto che il presidente siriano sembra disposto a perdonare e dimenticare. Nonostante la distruzione del Paese per mano dei demoniaci fanatici usciti dai bassifondi della società; il loro abbraccio con cannibali e selvaggi stranieri; la loro collusione con il sionismo; la loro ostilità ai siriani fedeli alla bandiera e al Paese; la loro crudeltà verso cristiani, drusi, alawiti, ismailiti ed armeni, nonostante tutto questo, il Dottor Assad ha lasciato la porta aperta per far tornare i nemici in una Siria tranquilla e prospera. Se alcuni credevano di non tornare mai a rivedere i pascoli della loro Siria, le sue montagne e coste ospitali e le sue vaste terre agricole, viene smentito dal programma di amnistia giudizialmente applicato, che non solo riabilita decine di migliaia di cittadini a una vita normale, ma cosa più importante, permette quanto mai all’esercito di proiettarsi su più fronti.
La settima ragione è che l’opposizione è ora convinta di non aver conquistato il cittadino medio siriano, sunnita, sciita, cristiano, druso, ismailita o alawita. La sua rivoluzione non era altro che nichilismo e la religione che propagandava nient’altro che una congrega occulta di psicopatici, pedofili e deviati che cercava di evocare i propri demoni. Il popolo siriano ha a che fare con il diavolo sionista. Non ha tempo per i diavoli creati dalla feccia della propria società.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli Stati Uniti si ritirano da al-Tanaf e dall’occupazione della Siria sudorientale

Moon of Alabama 29 giugno 2017Gli Stati Uniti rinunciano alla posizione senza speranza al confine tra Siria e Iraq, vicino al-Tanaf, nella Siria sudorientale. I militari statunitensi avevano già bombardato le forze siriane quando si avvicinavano alla posizione, ma si trovarono esclusi, isolati a nord e chiusi in una zona inutile. Al-Tanaf è nell’area blu con le due frecce blu nella parte inferiore della mappa. Sarà presto rossa venendo liberata e posta sotto il controllo del governo siriano.Ricapitolando: “Il piano statunitense era avanzare da al-Tanaf a nord, verso l’Eufrate, per catturare e controllare tutto il sud-est della Siria. Ma Siria ed alleati compivano una mossa inattesa impedendo il piano. Gli invasori sono ora sono isolati dall’Eufrate da una linea ovest-est che termina al confine siriano-iracheno. Elementi delle Unità Militari Popolari iracheni sotto il comando del governo iracheno, avanzano per incontrare le forze siriane al confine. Gli invasori statunitensi sono ora nel mezzo del deserto piuttosto inutile attorno al-Tanaf, dove la sola opzione è morire di noia o rientrare in Giordania da dove sono venuti”. Le forze armate statunitensi avevano anche trasferito un lanciarazzi HIMARS per 300 km dalla Giordania ad al-Tanaf. Una mossa ridicola. Non ne migliorava le capacità passando dalla posizione iniziale in Giordania a poche miglia ad ovest. Ma qualcuno nell’esercito statunitense credeva che mostrare tale arma in una zona condannata avrebbe impressionato le forze siriane e russe e cambiato la realtà. Non l’ha fatto. Era chiaro che gli Stati Uniti avrebbero dovuto andarsene. Ora sembra accadere. Una fonte informata afferma: “TØM CAT @TomtheBasedCat – 3:38 PM – 29 giugno 2017
LOL
Evidentemente l’FSA di al-Tanaf sta davvero volando verso Shaddadi. Il piano C è in corso”.
C’erano diverse voci a questo proposito sin da ieri e le conferme ora confermano. LOL davvero. Circa 150 miliziani addestrati dagli Stati Uniti passeranno da al-Tanaf alla Siria nordorientale, dove si uniranno alle (odiate) forze curde. Possono poi cercare di raggiungere Dayr al-Zur assediata dallo SIIL a nord, o seguire una missione suicida contro un’altra posizione dello SIIL. L’Esercito arabo siriano si avvicina per liberare Dayr al-Zur probabilmente da sud e da est. È improbabile che lascerà che i fantocci degli USA vi partecipino. Il contingente statunitense si sposterà ad ovest da al-Tanaf, tornando in Giordania. Le forze siriane e irachene prenderanno il controllo del confine da al-Walid ad al-Tanaf e riprenderà il regolare traffico commerciale sull’autostrada Damasco-Baghdad.
I propagandisti che hanno sostenuto la grande missione statunitense di occupare l’intero confine iracheno-siriano e la Siria orientale hanno perso. La “mezzaluna sciita” dall’Iran al Libano che avrebbero voluto impedire con tale mossa non è mai stato un collegamento stradale fisico e certamente nulla che gli Stati Uniti potessero combattere con qualsiasi mezzo fisico. La spinta all’occupazione statunitense della Siria orientale e l’incitamento a un grande conflitto sono ormai falliti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bloccati ad al-Tanaf, i militari USA riconoscono la sconfitta

Moon of Alabama 25 giugno 2017Le forze armate statunitensi, per ora, hanno rinunciato ad occupare la Siria sudorientale. Recenti note alla conferenza stampa del dipartimento della Difesa riconoscono la sconfitta dei piani originali. Riprendiamo: i militari statunitensi avevano occupato il valico di frontiera di al-Tanaf tra Siria e Iraq, 12 chilometri ad est del triangolo di confine tra Siria e Iraq. La strada economicamente importante tra Damasco e Baghdad attraversa al-Tanaf. Quando le forze governative siriane si avvicinarono ad al-Tanaf, le forze statunitensi le bombardarono dichiarando unilateralmente la “zona di deconflitto”, ossia il territorio occupato attorno alla stazione. Il piano statunitense doveva interrompere ogni collegamento tra le regioni siriane ad ovest e l’Iraq ad est, avanzando a nord da al-Tanaf fino alla valle dell’Eufrate, verso Dayr al-Zur. Neoconservatori e propagandisti sionisti affermarono che era necessario spezzare la “mezzaluna sciita” che avrebbe collegato l’Iran al Libano attraverso Iraq e Siria. Le forze statunitensi avrebbero interrotto il sostegno iraniano ad Hezbollah che difende il Libano dalle incursioni israeliane. Ma la “mezzaluna sciita” non era che un’idea. I rifornimenti dell’Iran ad Hezbollah non sono mai dipesi da un solo collegamento territoriale. La connessione a “mezzaluna” non fu interrotta quando l’Iraq era occupato dagli USA o lo SIIL dominava la zona. Il piano reale degli USA era molto più grande, controllare un corridoio sunnita dal confine saudita-iracheno, nella provincia di Anbar nell’Iraq occidentale, attraverso la Siria sudorientale e la Siria nordorientale occupata dai curdi fino alla Turchia. Questo era il piano del “principato salafita” indicato da un documento dell’intelligence della difesa del 2012.Le forze siriane (rosse), con il sostegno iracheno, hanno sabotato i piani statunitensi collegando la Siria occidentale al confine iracheno-siriano a nord di al-Tanaf (blu), incontrando le forze irachene alleate al confine a nord-est di al-Tanaf e avanzando a nord-est lungo il confine verso Abu Qamal e la valle dell’Eufrate.
Il comando russo ha detto agli Stati Uniti che qualsiasi attacco a queste forze sarebbe un atto ostile che verrebbe punito severamente. Per chiarire la cosa, l’Iran lanciava missili a media gittata dal territorio iraniano sullo Stato islamico in Siria. I russi lanciavano missili da crociera dal Mediterraneo su obiettivi simili. Il messaggio era che il piccolo contingente statunitense da al-Tanaf sarebbe stato spazzato via se i militari statunitensi avessero continuato a ostacolare le forze siriane. Nel frattempo le Unità di mobilitazione popolari (PMU) provenienti dall’Iraq, alleate della Siria, si avvicinavano ad al-Tanaf da sud. Le forze statunitensi non hanno dove andare se non a casa. Come scrivemmo il 13 giugno, ‘Siria, la fine della guerra è ora in vista’: “I piani statunitensi in Siria meridionale, occidentale ed orientale sono falliti. A meno che l’amministrazione Trump non sia disposta ad investire altre importanti forze ed avviare apertamente e contro il diritto la guerra a governo siriano ed alleati, la situazione viene contenuta. Le forze siriane libereranno tutti territori a sud, attualmente occupati dai vari fantocci statunitensi ed altri gruppi terroristici. Tutte le recenti provocazioni dagli Stati Uniti non hanno impedito i piani del governo siriano e l’avanzata su Dayr al-Zur”.
In una piccola conferenza stampa, i militari statunitensi praticamente riconoscevano la sconfitta dei loro piani: “Washington (AP) – La coalizione militare statunitense che combatte lo Stato islamico accoglierà uno sforzo concertato di governo siriano e forze partner, sostenute dall’Iran, per sconfiggere lo SIIL nelle rimanenti fortificazioni in Siria orientale, dichiarava un portavoce statunitense. Il colonnello dell’esercito Ryan Dillon, portavoce della coalizione, ha detto ai giornalisti al Pentagono che l’obiettivo degli Stati Uniti è sconfiggere lo SIIL ovunque sia. Se altri, come il governo siriano e i suoi alleati iraniani e russi, vogliono combattere gli estremisti, allora “non abbiamo assolutamente alcun problema”, aveva detto parlando da Baghdad”.
Dalla trascrizione della conferenza stampa:
D: (…) Che minaccia potenziale dalle milizie sostenute dall’Iran e dalle forze del regime continuano a rappresentare per le sue forze e forze partner nell’area al-Tanaf – Abu Qamal?
Col. Dillon: Beh, il regime siriano sembra che faccia uno sforzo concertato per entrare nelle aree occupate dallo SIIL. E se mostra di poterlo fare, non sarà negativo. Siamo qui per combattere lo SIIL come coalizione, ma se altri vogliono combattere lo SIIL e sconfiggerlo, allora non abbiamo assolutamente alcun problema. E se avanzano verso est su Abu Qamal e Dayr al-Zur, noi, fin quando possiamo ridurre le tensioni e assicurarci di poter concentrarci su ciò che facciamo senza incidenti strategici con il regime o le forze pro-regime o i russi, allora ne saremo perfettamente soddisfatti”. Successivamente il portavoce riconosceva anche che le forze ad al-Tanaf sono molto limitate nei movimenti: “…se il regime avanza in una zona presso Abu Qamal, allora limiteremo per quanto possibile i pattugliamenti (da al-Tanaf) con le forze dei nostri partner”. Dopo chiariva ancora il punto, e in modo ancor più netto, al-Tanaf è inutile e l’Esercito arabo siriano è libero di fare ciò che fa: “Col. Dillon: Quello che dicevo è che, fuori dall’area di al-Tanaf, addestravamo le forze dei nostri partner per combattere lo SIIL, se vicino alla zona. Sapete, ora che il regime avanza, e in qualche modo significativo, avanza, come sembra, verso Abu Qamal e forse Dayr al-Zur, se vuole combattere lo SIIL ad Abu Qamal e può farlo, allora questo sarà benvenuto. Noi, come coalizione, non occupiamo territori. Ci occupiamo di eliminare lo SIIL, e questo è ciò che vogliamo fare. E se il regime siriano vuole farlo e riprende lo sforzo concertato e dimostra che fa proprio questo ad Abu Qamal o Dayr al-Zur o altrove, significa che non dovremmo farlo noi in quei luoghi. Quindi suppongo che, come sto dicendo, ad al-Tanaf continueremo ad addestrare le forze dei nostri partner. Continueremo a pattugliare l’aerea di al-Tanaf nel deserto di Hamad. Ma se il nostro accesso ad Abu Qamal viene chiuso perché c’è il regime, va bene”.
Novità: il Pentagono e, ancor più i comandanti degli Stati Uniti in Medio Oriente hanno finalmente riconosciuto i fatti fondamentali della vita. Non c’è modo che il governo siriano ed alleati lascino che gli Stati Uniti occupino la Siria sudorientale o il Paese, compresa la guarnigione siriana di Dayr al-Zur attualmente circondata dalle forze islamiste. L’Esercito arabo siriano ed alleati libereranno Dayr al-Zur e tutta la valle dell’Eufrate. L’esercito statunitense l’ha riconosciuto. Ci sarà qualche sconvolgimento e grida tra i neoconservatori, ma dubito che questa decisione sia rovesciata o che si tratti di un imbroglio. Non c’è semplicemente alcun valore strategico per gli Stati Uniti nell’occupare la Siria sudorientale e nel volerla difenderla contro la decisa resistenza di potenti forze contrarie.
Congratulazioni alla Siria e ai suoi alleati. Questa battaglia è per ora vinta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora