Obama infuriato per l’incidente della Germanwings, si rifiuta d’incontrare i capi della NATO

What Does it Mean 27 marzo 20151020001056Un nuovo rapporto pubblicato dall’Intelligence Service russo (SVR) oggi afferma che il presidente Barack Obama s’era così infuriato per l’abbattimento sulla Francia meridionale, durante le “manovre” della NATO, del Volo 9525 Germanwings, uccidendone i 150 passeggeri a bordo, che si era scandalosamente rifiutato d’incontrare il comandante in capo dell’alleanza occidentale, il segretario generale Jens Stoltenberg, nonostante le ripetute richieste in tal senso. L’incidente nelle manovre NATO del Volo 9525 della Germanwings, che il Ministero della Difesa (MoD) aveva precedentemente riferito esser causato da un fallito test dell’US Air Force del suo High Energy Liquid Laser Area Defense System (HELLADS), nel tentativo di abbattere un veicolo di rientro simulante l’attacco nucleare con ICBM della Federazione russa sulla base aerea di Aviano in Italia. L’SVR nel suo rapporto osserva che il presidente Obama aveva saputo dei pericoli del test laser per i voli civili durante le manovre all’inizio del mese, dopo che un test simile aveva quasi causato la distruzione del Volo LH1172 della Lufthansa sulla Francia solo due settimane fa, e che esattamente come il Volo 9525 della Germanwings era disceso rapidamente prima che i piloti e i controllori del volo potessero riprenderne il controllo. Più interessante notare, nel rapporto del SVR, tuttavia, sono le contraddizioni tecniche di ciò che definisce “massiccia operazione di copertura” delle agenzie d’intelligence occidentali volta a mantenere i cittadini all’oscuro della verità di ciò che è accaduto al Volo 9525 Germanwings, incolpando di tutto il co-pilota Andreas Lubitz. L’operazione d’insabbiamento del disastro del Volo 9525 della Germanwings, secondo questa relazione del SVR, è condotta da un’unità specializzata del Federal Bureau of Investigation (FBI) degli Stati Uniti, su richiesta dell’Unione europea che, come in tutti gli incidenti precedenti di questo tipo e senza conoscere tutti i fatti, con forza afferma che l’incidente non è dovuto al terrorismo. Al contrario, però, gli esperti del SVR nel rapporto, mentre da un lato attestano la certezza che l’aereo non è stato abbattuto per terrorismo, le agenzie d’intelligence occidentali, guidate dall’FBI, ora inondano i loro media nazionali con rapporti secondo cui il co-pilota Lubitz, in effetti, era un terrorista… che aveva bloccato il pilota fuori dall’abitacolo per poi deliberatamente mettersi in rotta di collisione con le montagne francesi.8d759a7f7bDalle immagini del sito dello schianto del Volo 9525 della Germanwings, che mostrano migliaia di frammenti sparsi su un’area enorme di centinaia di ettari, con le numerose insenature della montagna e senza un punto d’impatto singolo identificabile, si può solo giungere alla conclusione logica che sia esploso in aria, secondo questo rapporto, ed obiettivo principale dell’operazione di copertura delle agenzie d’intelligence occidentali è distrarre il pubblico da ciò che vede, costringendolo invece a concentrarsi sul terrorista “capro espiatorio”. Tale assai nota tattica dell’insabbiamento, spiega la relazione, fu forse utilizzata con massimo successo nel 2001, per l’attacco dell’11 settembre al Pentagono, quando il popolo statunitense fu “convinto” che un aereo dirottato l’aveva colpito, nonostante i primi rapporti della CNN affermassero che ciò non era successo, e le foto del buco nell’edificio dimostrassero le dimensioni di un missile cruise, e non di un aereo di linea. Ancora più preoccupante in tale operazione d’insabbiamento, dicono nel rapporto gli esperti del SVR, è che anche se il co-pilota Lubitz avesse avviato il Controlled Flight Into Terrain (CFIT) del Volo 9525 della Germanwings, il Lufthansa Aviation Center (LAC) presso l’aeroporto di Francoforte, l’avrebbe rilevato immediatamente tramite l’Aircraft Communications Addressing and Reporting System (ACARS) e così corretto la rotta da remoto. Dell’elevata competenza tecnica della Lufthansa nel controllo del loro aereo, afferma il rapporto, si può leggere dal relativo sito su come il suo Aviation Center operi: “Il monitoraggio costante di tutti gli aeromobili presso il Maintenance Control Center del Maintenance Control Center Lufthansa Technik, segue lo stato tecnico dei velivoli in tutto il mondo, sia a terra che in volo, e controlla le necessarie procedure. La situazione strutturale dei velivoli, come le dovute scadenze e modifiche previste e richieste, sono costantemente monitorate e controllate. Tutto ciò che rientra nella gestione della flotta è controllata qui tutti i giorni e in tutto il mondo. Al Traffic Control Center della Lufthansa di Francoforte, il personale compila tutti i dati richiesti dalla flotta Lufthansa operante in tutto il mondo, utilizzando ciò che è noto come sistema ACARS, una rete dati e analisi che utilizza radio HF e satelliti. I potenziali guasti vengono immediatamente rilevati”. Con il Lufthansa Aviation Center, quindi, in grado di “rilevare immediatamente” e “controllare le procedure necessarie“, anche dei voli in corso, come il Volo 9525 della Germanwings, nota la presente relazione, è inconcepibile che non avessero notato che uno dei loro aerei di linea stava precipitando nel sud della Francia e che non ne assumessero il controllo da remoto prima che si schiantasse. In realtà, quindi la fondamentale importanza per la Lufthansa di poter controllare i propri aerei a distanza in caso di crisi/emergenza, secondo il rapporto, fu il fattore decisivo che l’indusse ad acquisire, per i propri aerei di linea Airbus i più sofisticati sistemi fly-by-wire (FBW) del mondo, sostituendo i convenzionali comandi manuali degli aeromobili con un’interfaccia elettronico. Con il sistema fly-by-wire, il rapporto spiega, i movimenti dei comandi di volo sono convertiti in segnali elettronici trasmessi via cavo (da qui il termine fly-by-wire) e i computer di controllo del volo decidono come spostare gli attuatori di ogni superficie di controllo per avere la risposta ordinata. Il sistema fly-by-wire permette anche che segnali automatici siano inviati dal computer del velivolo eseguendo funzioni senza l’intervento del pilota, come nei sistemi che stabilizzano automaticamente l’aeromobile o impediscono azioni nocive per l’inviluppo in volo dell’aeromobile.

Andreas Lubitz

Andreas Lubitz

Con il Volo 9525 Germanwings, chiaramente agendo in modo non sicuro “al di fuori del suo inviluppo in volo“, e con il monitoraggio del Lufthansa Aviation Center in tempo reale e in grado di controllare l’aereo senza l’input dei piloti attraverso il sistema FBW, secondo il rapporto del SVR, si dimostra chiaramente che l’aereo esplose in aria e che non poteva essere controllato a distanza… come le prove sul luogo dell’incidente rivelano. Purtroppo, però, il rapporto conclude, gli occidentali non sapranno mai la verità di ciò che è accaduto al Volo 9525 della Germanwings, dato che i loro bellicosi governi sanno delle conseguenze che potrebbero aspettarsi se la verità fosse conosciuta. Purtroppo tale massiccia propaganda per insabbiare la distruzione del Volo 9525 della Germanwings, non toccherà il giornalista iraniano Hussein Javadi, che prese l’ultima fotografia inquietante dell’aereo condannato, all’inizio del suo ultimo viaggio. Tutti gli altri, ovviamente, dovrebbero prepararsi al prossimo sensazionalismo, pronto a sostenere l’insabbiamento… dopo tutto questi mostri hanno dimostrato e provato che funziona e che la gente ne accetta le bugie.

26F1EE1300000578-3009151-image-a-2_1427232186663Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un test degli USA avrebbe distrutto l’aereo della Germanwings

EU Times 25 marzo 2015unstow510FS_EmblemIl Ministero della Difesa russo (MoD) segnalava che dispacci della Flotta del Nord (NF) sembravano indicare che l’abbattimento del Volo 4U9525 della Germanwings, nel sud della Francia sia il “risultato diretto” di un fallito test dell’US Air Force con il suo High Energy Liquid Laser Area Defense System (HELLADS) nel tentativo di abbattere un veicolo di rientro di un ICBM, ma che invece ha distrutto l’aereo civile uccidendo i 150 passeggeri a bordo. Secondo il rapporto del MoD, la Flotta del Nord, già in allerta, fu avvertita dell’incidente dalla nave antisom Severomorsk, attualmente operativa nel Mediterraneo, che aveva riferito di diffuse anomalie elettriche atmosferiche rilevate sul sud della Francia, l’Italia occidentale e il sud-ovest della Svizzera. La zona di tali rilevazioni del Severomorsk, riporta la nota, è anche l’aera operativa del 510 Fighter Squadron dell’US Air Forces operante dalla base aerea di Aviano, in Italia. Curiosamente, la nota del MoD nota inoltre che tali anomalie, verificatesi nella zona operativa del 510th Fighter Squadron del sud della Francia, avvenne nello stesso lasso di tempo in cui i sistemi radar civili inglesi andavano in black out, come affermato da un post su Flight Emergencies: “Facendo delle osservazioni su MAN, vedo un A380 passare avanti subito dopo il BA, ma nulla sul radar? Hmm.” La nota del MoD chiarisce che i sistemi radar di USA-UK-UE spesso si spengono al decollo/atterraggio dei bombardieri B-1, e nel caso dell’incidente segnalato a Manchester (MAN), probabilmente coincise con lo schieramento in Inghilterra di un bombardiere B-1 Lancer, alcuni dei quali potrebbero utilizzare l’HELLADS dell’US Air Forces. Il MoD rileva inoltre che la struttura militare USA-UK-EU compromette spesso i voli civili con le esercitazioni nel continente, come l’anno scorso quando circa 50 aerei scomparvero temporaneamente dai radar di Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, tra il 5 e il 10 giugno. I servizi del traffico aereo slovacchi ammisero tale blackout radar, al momento: “La scomparsa di oggetti dagli schermi radar era collegata a un’esercitazione militare pianificata in varie parti d’Europa… il cui obiettivo era l’interruzione delle frequenze delle comunicazioni radio. Questa attività ha anche causato la scomparsa temporanea di alcuni obiettivi sul display del radar, mentre nel frattempo gli aerei erano in contatto radio con i controllori del traffico aereo e continuavano il volo normalmente“. Quanto siano pericolose tali esercitazioni militari occidentali per gli aerei civili, la nota continua, fu evidenziato il 3 marzo, quando, in una misteriosa simulazione della scomparsa del Volo 9525 della Germanwings, quando l’US Air Force si preparava al fallito test sulla Francia meridionale, il Volo LH1172 della Lufthansa, un Airbus A321 che volava a una normale quota, discese di quota in pochi minuti come testimoniano i grafici radar. La spiegazione della rapida discesa del Volo LH1172 della Lufthansa nel sud della Francia, solo due settimane fa, possiamo leggerla nell’articolo di Reporter AirlinerCatching a Lufthansa Airbus A321’s Rapid Descent Live” che dice: “Ci sono stati alcuni momenti in cui ho pensato che forse assistevo in tempo reale a un incidente di qualche tipo, da migliaia di chilometri di distanza. Per fortuna, i piloti furono rapidi e si diressero verso un aeroporto vicino. Lufthansa confermò ad AirlineReporter.com che LH1172 aveva 151 passeggeri a bordo e il capitano decise di fermarsi a Nantes (NTE), Francia, “a causa di un caso medico (passeggero malato)”. Fu confermato che non vi fu alcuna emergenza e che l’aereo era atterrato in modo sicuro“.Print5790_27060693858 A differenza del Volo LH1172 della Lufthansa, tuttavia la nota del MoD continua, il Volo 9525 della Germanwings, non poté riprendersi dalla rapida discesa… frantumandosi in decine di migliaia di pezzi di metallo e carne umana sul una montagna nel sud della Francia. Ciò che ha causato tale distruzione completa del Volo 9525 della Germanwings, afferma la relazione, fu per la prima volta evidenziato il 3 febbraio, quando un test dell’HELLADS dell’US Air Force mirò a un vecchio satellite meteo, spazzato via dall’orbita con un’esplosione causata da surriscaldamento interno. Tuttavia, gli esperti del MoD in questo rapporto dicono che i sistemi laser chimici, come ad esempio il sistema HELLADS dell’US Air Forces che ha abbattuto il Volo 9525 della Germanwings e quasi schiantato il Volo LH1172 della Lufthansa, è notoriamente estremamente difficile da puntare contro obiettivi distanti, dato che gli “effetti” tendono a diffondersi su tutta l’atmosfera che il raggio attraversa. Lo scenario esatto della distruzione del Volo 9525 della Germanwing, secondo gli esperti del MoD, era un tentativo occidentale di abbattere un “veicolo di rientro di prova” simulante una testata nucleare della Federazione russa. Lo specifico “veicolo di rientro di prova” utilizzato nel fallito test missilistico degli USA, secondo il rapporto, fu lanciato il giorno prima da un missile balistico intercontinentale (ICBM) lanciato da una base dell’US Air Force in California, che il regime di Obama ha definito “messaggio al mondo sulla capacità nucleare di Washington“. Tale “messaggio al mondo”, tuttavia secondo la nota del Ministero della Difesa, era invece rivolto direttamente alla Federazione russa per aver paralizzato l’USS Theodore Roosevelt con l’avanzata tecnologia del “Magrav” e che, oltre all’eliminazione della portaerei nell’esercitazione di poche settimane prima, aveva disattivato l’USS Donald Cook nel Mar Nero, lo scorso anno. Purtroppo, la nota afferma cupa, che quasi 37 aerei della NATO presero parte al test missilistico degli Stati Uniti, e un solo jet militare italiano commutò il transponder sul codice di emergenza #7700 dopo aver visto il Volo 9525 della Germanwings precipitare. Mentre molti piloti tedeschi si rifiutano di volare per via di tali esercitazioni degli Stati Uniti contro la Federazione russa, la nota conclude che la probabilità che agli occidentali sia raccontata la verità sul Volo 9525 della Germanwings è la stessa di quella sul Volo MH17 della Malaysia Airlines, cui foto satellitari ne dimostrano l’abbattimento da parte di un caccia ucraino, cioè… Zero. E se gli occidentali volessero sapere la verità sulle innumerevoli vite distrutte dai loro capi militari in guerre simulate? Nessuno saprebbe la risposta.

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L’occidente crea nuovi armamenti
Sputnik
Boeing_laserVladimir Putin oggi ha dichiarato che l’occidente crea dei nuovi armamenti nell’ambito della dottrina dell’attacco fulmineo globale, ma la Russia darà una “risposta adeguata” a tutte le minacce alla propria sicurezza nazionale. Il Presidente ha sottolineato che “nessuno è mai riuscito, e non riuscirà, ad intimorire né a piegare il nostro Paese“. Il presidente ha auspicato che la situazione nel mondo, e in particolare attorno alla Russia, possa cambiare in meglio. “Cambierà in meglio non perché faremo concessioni l’una dopo l’altra, ci piegheremo o saremo carini con qualcuno, cambierà in meglio soltanto se diventeremo più forti“, ha detto Vladimir Putin. Sempre secondo Vladimir Putin, la NATO sviluppa le forze di pronto intervento e amplia le infrastrutture ai confini della Russia, sono visibili anche i tentativi di violare la parità nucleare. Putin ha rilevato che in questo modo si cerca di forzare la creazione dei segmenti europeo e asiatico del sistema di difesa missilistica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I trilioni scomparsi di Rumsfeld, Stavridis e la guerra non convenzionale

Christof Lehmann, NEONsnbc 24 marzo 2015

Il 10 settembre 2001, il segretario alla Difesa degli USA Donald Rumsfeldt dichiarò che 2300 miliardi di dollari del bilancio del Pentagono non potevano essere contabilizzati. L’11 settembre 2001, l’ufficio contabile del Pentagono e il Comando Navale furono colpiti, presumibilmente da un aereo. I sopravvissuti avrebbero segnalato esplosioni nel Pentagono prima all’impatto del presunto aereo. Durante la Forrestal Lecture 2012, l’ammiraglio James G. Stavridis affermò di aver lavorato come contabile scelto al Pentagono, e di aver avuto la fortuna di sopravvivere. Nel 2009 Stavridis fu promosso Comandante supremo della NATO in Europa. Responsabile nel 2011 delle operazioni NATO in Libia, Stavridis descrisse l’intervento della NATO in Libia come “culmine e modello per futuri interventi”.

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Ammiraglio James G. Stavridis

Il 10 settembre 2001, il segretario della Difesa Donald Rumsfeld dichiarò la guerra agli sprechi, sottolineando che 2300 miliardi di dollari dal bilancio del Pentagono non risultavano. CBS citò Rumsfeld dire che il denaro sprecato dai militari costituiva una grave minaccia “Infatti, si potrebbe dire che sia questione di vita o di morte“. Rumsfeld prometteva il cambiamento dall’11 settembre. In effetti, il cambiamento avvenne quell’11 settembre; per molti di coloro che lavoravano al Pentagono, il cambiamento costò la vita, mentendo in pericolo di vita i sopravvissuti che lavoravano negli uffici colpiti. Una dei sopravvissuti è April Gallop che testimoniò sotto giuramento in un’intervista video-registrata da Barbara Honegger, che condusse un’indagine approfondita sugli eventi al Pentagono dell’11 settembre. April Gallop affermò che si ebbe una violenta esplosione vicino al suo ufficio nell’Ala Due o Corridoio Cinque, 100 metri più a nord rispetto alla narrazione ufficiale sul presunto punto d’impatto dell’aereo, che fermò il suo orologio alle 9:30. April Gallop non vide rottami di aereo, poltrone, bagagli, corpi di passeggeri, né carburante. Il suo orologio è conservato in un luogo sicuro. Gallop vide l’incendio scaturire dai computer. Barbara Honegger riporta che altri testimoni oculari, tra cui Tracy Webb, videro tali incendi dai computer nell’Anello E del Corridoio Quattro. Aprile Gallop contattò diversi altri sopravvissuti che possono corroborare la sua testimonianza, ma a cui dovrebbero garantire protezione prima di farsi avanti. L’impatto del presunto aereo avvenne otto minuti dopo massicce esplosioni nel Pentagono. Un altro orologio del Pentagono, conservato allo Smithsonian, nonché prove fotografiche, dimostrano che altri orologi si fermarono per le esplosioni prima del presunto impatto dell’aereo. La ricerca di Barbara Honegger mostrerebbe che “qualcosa” colpì il Pentagono anche dall’esterno. Quell’oggetto, però, non era un aereo di linea e colpì a 150 metri dal luogo del presunto impatto del jet di linea.
La guerra di Donald Rumsfeldt agli sprechi si trasformò nella guerra globale al terrorismo e nelle invasioni di Afghanistan e Iraq. Le informazioni sui 2300 miliardi di dollari scomparsi furono distrutte l’11 settembre. Nel 2012 il Comandante supremo in Europa della NATO (SACEUR), Ammiraglio James G. Stavridis, alla Forrestal Lecture presso l’Accademia Navale parlò dell’evoluzione e sviluppo della guerra nel 20° secolo. Stavridis ricorda che Prima e Seconda guerra mondiale, nonché la Guerra Fredda, erano guerre contro i muri, dalla linea Maginot alla cortina di ferro, dalla Cortina di bambù al Muro di Berlino. Stavridis sottolinea che ci volle “una lezione scioccante”, l’11 settembre 2001, per dimostrare che le mura non proteggono il mondo moderno. Stavridis puntò su un’immagine a grande schermo della sezione del Pentagono distrutta l’11 settembre 2001, affermando che vi lavorava da neo-ammiraglio “nel mondo del budget della Marina“. Indicando la sezione del Pentagono distrutta l’11 settembre 2001 disse “ovviamente, ho la fortuna di essere oggi qui a parlarvene“. Un tentativo di raggiungere l’ormai ex-ammiraglio James G. Stavridis, preside della Facoltà Fletcher dell’Università Tuffs, rimase senza risposta. Stavridis sarebbe un testimone importante e sarebbe anche interessante sapere se lavorasse presso gli uffici nell’Anello E del Pentagono o presso il Centro Comando Navale (NCC) negli Anelli D e C. La NCC fu l’unico ufficio della Marina colpito delle esplosioni l’11 settembre 2001. Dov’era e a cosa lavorava nei giorni prima dell’11 settembre e l’11 settembre il neo-nominato ammiraglio, divenuto SACEUR della NATO nel 2009? Da SACEUR della NATO, Stavridis fu responsabile delle operazioni NATO in Libia nel 2011.
Nel novembre 2010 il John F. Kennedy Special Warfare Center e la Scuola di Ft. Bragg, Carolina del Nord, pubblicarono la Circolare Formativa TC 18-01 intitolata “La guerra non convenzionale delle Forze Speciali“. La TC 18-01 fu pubblicata per le forze speciali statunitensi, nonché per i “contractors”. La circolare contiene un avviso che indicava “Distruggere con qualsiasi metodo per impedire la divulgazione dei contenuti o la ricostruzione del documento”. Il documento era “disponibile per gli studenti esteri solo caso per caso“. Il documento afferma che gli Stati Uniti, nel prossimo futuro, si sarebbero impegnati soprattutto in guerre non convenzionali. Il documento contiene un approccio strutturato alla sovversione del Paese preso di mira, a cominciare da valutazione di un’opposizione fattibile e cooperativa, creazione di eventi per polarizzare la società, costituzione di gruppi armati e loro sviluppo in forza capace di combattere una guerra civile o una guerra non convenzionale sotto supervisione, per raggiungere gli obiettivi della politica estera degli Stati Uniti. La TC 18-01 contiene de-facto il piano del coinvolgimento di Stati Uniti e NATO in Libia e Siria, al comando del SACEUR della NATO Stavridis. Il TC 18-01 aveva anche piani precisi per la guerra in Iraq e la “crisi” in Ucraina. Purtroppo, non è stato possibile raggiungere James G. Stavridis alla Fletcher School della Tuffs University. Ivo H. Daalder e James G. Stavridis furono i co-autori dell’articolo “La vittoria della NATO in Libia. Il modo giusto per intervenire“. L’articolo sulla NATO che oltrepassava le disposizioni della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1973 (2011) fu pubblicato su Foreign Affairs, marzo/aprile 2012, pp 2-7. Al 25° vertice della NATO a Chicago, nel 2012, la NATO adottò le premesse di tale articolo per la sua dottrina strategica. Oltre a domande sulla sua esperienza nei giorni precedenti l’11 settembre 2001, sarebbe interessante chiedere a James G. Stavridis se si ritrova ancora con ciò che scrisse in quell’articolo, e cioè che “la Libia fu un momento istruttivo e modello per futuri interventi”. Probabilmente 2,3 trilioni di dollari sono un budget utile per avviare guerre da combattere “in nero”.

L'ammiraglio James G. Stavridis saluta il Generale Dario Ranieri

L’ammiraglio James G. Stavridis saluta il Generale Dario Ranieri a Camp “Arena”, Herat, Afghanistan

Dr. Christof Lehmann, consulente politico indipendente su conflitti e risoluzione dei conflitti, fondatore e direttore di Nsnbc, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il crollo dell’Unione Sovietica: la storia del tradimento di Gorbaciov e Eltsin

Sevnews - Reseau International 13 marzo 2015

L’URSS non è crollata perché il suo sistema non funzionava o perché economicamente indebolita, tanto meno per la guerra in Afghanistan e altre stronzate che la propaganda continua a spacciare anche dopo la fine del blocco sovietico. La seguente testimonianza ci dice dall’interno ciò che è realmente accaduto.gorbachev_solarconferenceQuest’anno (2011) vi segnalo due eventi correlati: il 20° anniversario del crollo dell’Unione Sovietica e l’anniversario del suo primo e ultimo presidente Mikhail Gorbaciov. Come considerare tali date? Per alcuni, il crollo dell’Unione Sovietica fu la maggiore catastrofe geopolitica del secolo. Altri, vincendo contro ogni probabilità l’indipendenza nel 1991, parlano del trionfo di democrazia ed autodeterminazione nazionale dei popoli, osservandone pomposamente i giorno dell’indipendenza. “Il crollo dell’Unione Sovietica non fu causata da incoerenza interna, dice Aleksandr Zinoviev, filosofo e scrittore ben noto. È una sciocchezza: il sistema sovietico era praticabile, poteva durare per sempre. Fu una grande attività sovversiva occidentale. Ho studiato tale operazione sovversiva per 20 anni, conosco la tecnica e come fu attuata. E il passo finale di tale deviazione portò Gorbaciov a segretario generale del partito. Fu un diversivo, non fu solo eletto, fu messo al potere e tutte le azioni di Gorbaciov e poi Eltsin furono un tradimento, distrussero l’apparato del partito, il partito e l’apparato statale“. Secondo i rapporti, Gorbaciov e sua moglie furono già reclutati dalla CIA nel 1966 durante il loro viaggio in Francia. Le allusioni al riguardo furono fatte dal noto Zbigniew Brzezinski, ai vertici degli Stati Uniti. In ogni caso, l’attività antisovietica di Gorbaciov iniziò subito dopo l’ascesa al potere, come indicano le sue istruzioni. Prendete, per esempio, le elezioni a segretario generale… Il fatto che fossero chiaramente parte delle operazioni dei servizi degli Stati Uniti, molti lo capirono, anche in occidente. Tutto fu pianificato affinché solo 8 persone decidessero le elezioni. Si ritardò, con dei pretesti, la partenza dagli Stati Uniti del membro del Politburo Shherbitskij, che avrebbe sicuramente votato contro Gorbaciov. Fu impedito nelle elezioni un altro membro del Politburo, che era in congedo, Romanov, che avrebbe certamente votato contro Gorbaciov. Se solo questi due avessero votato, Gorbaciov non sarebbe diventato segretario generale, eletto per un voto! Alla fine degli anni ’80, tra gli esperti della socialdemocrazia europea apparve il termine “incubatore” in relazione all’ascesa al potere di capi filo-statunitensi. Questo sistema per creare capi controllabili fu particolarmente sviluppato negli anni ’90… tale “incubatore” seleziona in continuo personale relativamente giovane che non occupa posizioni elevate e che deve soddisfare due requisiti fondamentali. Primo l’ambizione, poter attrarre l’attenzione e compiacere il pubblico. Secondo, essere manipolabili, ad esempio, ricattabili con atti compromettenti o vizi nascosti, in modo che, se necessario, si possano controllarne le azioni. Nell'”incubatore” la CIA comunica attraverso canali stabiliti con i prescelti, quindi coordina gli sforzi per promuovere i suoi candidati ed eliminarne i rivali. L’intera operazione può essere effettuata in modo discreto, ma la persona scelta vince. C’è sempre una scelta. La creazione di capi filo-USA non lascia prove dirette. Così vengono creati i collaborazionisti degli Stati Uniti disposti a vendere il proprio popolo per vantaggi personali… L’ideatore del sistema “incubatore” fu un alto ufficiale, Allen Dulles. Il sistema fu testato sull’URSS…
gorbaciov-eltsin-infophoto Far nominare Gorbaciov Segretario generale del Comitato Centrale del PCUS fu infatti il primo passo per l’attuazione della controrivoluzione in URSS. Gorbaciov fu semplicemente comprato, oltre a una somma di 80 miliardi di dollari saccheggiata dalla sua amministrazione, una strana storia spunta quando il cancelliere Kohl suggerì di versare all’URSS 160 miliardi di marchi per il ritiro delle truppe sovietiche dalla Germania. Gorbaciov ne accettò 16 miliardi… anche Bush lo richiese. E’ difficile credere che il resto del denaro non sia stato versato. Inoltre fu creata un’immagine incredibilmente positiva nei media occidentali. Fu riferito che nel corso della riunione di Malta furono “offerti” a Gorbaciov 300 milioni di dollari e 75 milioni a Shevardnadze. Innumerevoli università e fondazioni gli diedero bonus, premi, diplomi, titoli onorifici. Più Gorbaciov vendeva il Paese, più veniva affittato. Ricevette anche il Premio Nobel per la Pace, durante le operazioni militari in Afghanistan. Dopo il famoso incontro a Malta nel dicembre 1989, il Segretario Generale Mikhail Gorbachev e il presidente degli USA George Bush (senior) annunciarono che i loro Paesi non erano più avversari. Alla vigilia della storica visita una terribile tempesta scoppiò in mare, come se la natura stessa si ribellasse cercando di evitare una tragedia terribile. Ma quale? Persone informate dicono che al momento di negoziare, uno stupito giornalista statunitense apparve sul ponte della nave sovietica e disse ai colleghi in perfetto russo: “Ragazzi, questa è la fine del vostro Paese...” Se si ricorda ciò che Gorbaciov fece concretamente, è ovvio che le sue azioni furono una pianificata e deliberata distruzione dell’apparato del PCUS. Dopo di che, il processo di distruzione di tutto il sistema statale sovietico andò con stupefacente rapidità. E un fulmine colpì l’intera società: comunità di base, economia, ideologia, cultura, ecc. Questo non potrebbe accadere naturalmente. Fu possibile perché la sconfitta dello Stato sovietico fu attuata dai propri dirigenti su dettatura dei manipolatori occidentali. Certamente Gorbaciov conosceva le istituzioni speciali per la preparazione di agenti d’influenza, ed anche i loro “laureati”. Ma dopo aver ricevuto dalla direzione del KGB informazioni su tali agenti e sull’impatto della loro influenza, Gorbaciov vietò al contro-spionaggio di adottare misure per reprimere i loro crimini. Gorbaciov ed Eltsin, anche se ufficialmente avversari politici, ricevevano denaro dalla stessa fonte, la Fondazione Hugo Humphrey degli USA.

Mikhail Gorbachev and Rajiv GandhiQuando Rajiv Gandhi incontrò Gorbaciov ed espose un piano per il rilancio strategico dell’Unione Sovietica in Oriente e rafforzare il rapporto URSS-India, Gorbaciov riferì ai suoi padroni tale iniziativa pericolosa. I suoi padroni decisero la liquidazione totale della famiglia Gandhi.

Mikhail_Gorbachev_nobel_prize_1990Nel dicembre 1989 Gorbaciov personalmente contribuì a creare a Mosca, Vilnius, Riga, San Pietroburgo, Kiev, Odessa e Nizhnij Novgorod le filiali della loggia massonica “B’nai B’rith” (Figli del Testamento). Tutti, compreso Gorbaciov, sapevano cosa fosse. Qui, per esempio, le dichiarazioni di alcuni capi della loggia. Henry Kissinger: “Preferisco il caos e la guerra civile in Russia alla riunificazione in uno Stato unito, forte e centralizzato“. Zbigniew Brzezinski: “La Russia sarà frammentata e controllata“. A. Dulles: “La nozione di “popolo russo” dovrebbe sparire del tutto“. B. Didenko ha assolutamente ragione quando scrisse nel suo libro “La civiltà dei cannibali”: “La perestrojka fu un approccio astuto e lungimirante del potere rapace. Impedendo deliberatamente all’Unione Sovietica di prendere la direzione giusta, sull’esempio della Cina“. La confessione di B. Clinton: “Utilizzando gli errori della diplomazia sovietica, l’estrema infatuazione di Gorbaciov e del suo entourage, anche di coloro che apertamente assunsero una posizione filo-USA, abbiamo ottenuto nell’Unione Sovietica ciò che il presidente Truman stava per avere con la bomba atomica“. Prima della perestrojka l’Unione Sovietica non aveva praticamente alcun debito. I mutui contratti durante la perestrojka furono concessi con “denaro del partito”, ma in realtà furono utilizzati dai capi “democratici” provenienti dalla direzione del PCUS degenerato: Gorbaciov, Jakovlev, Shevardnadze… Il paradosso è che il denaro preso in prestito fu utilizzato per distruggere il Paese, saccheggiarne le ricchezze e deviarne la ricchezza nazionale, da parte di coloro che andarono al potere in Russia e dei loro padroni stranieri. Il denaro fu anche utilizzato per organizzare l’estinzione della popolazione russa e creare una cortina fumogena mediatica. Fu la più grande rapina nella storia dell’umanità. Il danno totale nella distruzione del potenziale del Paese, del saccheggio della sua ricchezza, dell’espatrio di fondi supera il trilione di dollari. Alla fine del luglio 1991 Bush padre visitò Mosca. Durante la visita ebbe un incontro informale con Gorbaciov, che riferì al padrone gli eventi nel Paese. Ciò tre settimane prima il 19 agosto 1991. I padroni internazionali di Gorbaciov organizzarono un colpo di Stato. L’obiettivo occulto era creare lo stato di emergenza e la dittatura. Il ruolo di Gorbaciov da “povera vittima” del colpo di Stato divenne improvvisamente sospetto. Una volta disse alla stampa che non avrebbe detto la verità a nessuno. Fu lo scenario fornito dalla mafia mondiale. Ma il piano fallì. Tuttavia, i mondialisti non mettono mai “tutte le uova nello stesso paniere”. Nel maggio 1993, durante la sua visita privata in Francia, Gorbaciov rispose alle domande sul ruolo degli “aiuti esteri” nella liquidazione dell’URSS. In primo luogo disse che le influenze estere esistevano, ma come elemento oggettivo, dato che le tendenze di fondo erano nel Paese. Tuttavia, alla fine si lasciò sfuggire una parola, permettendo al quotidiano Le Figaro d’intitolare l’intervista a Gorbaciov in modo assai strano: “Dobbiamo rendere omaggio a Ronald Reagan”. “In questa intervista, al corrispondente di Figaro, Gorbaciov riconosce per la prima volta che durante l’incontro con Reagan a Reykjavik effettivamente mise l’URSS alla mercé degli Stati Uniti. Ecco le sue parole: “…Reykjavik era in realtà un dramma, un grande dramma. Scoprirete presto perché. Credo che senza una forte personalità, come Ronald Reagan, il processo potesse non continuare… Durante il summit, come si vede, spingemmo le cose fino al punto in cui era impossibile tornare…
Eltsin-Clinton L’occidente non abbandona il suo eroe. Gorbaciov, responsabile della morte e la distruzione di milioni di persone, vive felice con il denaro di varie organizzazioni occidentali, anche statunitensi e tedesche. È costantemente “finanziato” dagli onorari per interventi ovunque e in qualsiasi momento. Il 25 dicembre 1991 Gorbaciov si dimise da Presidente dell’Unione Sovietica. Ebbe per compenso per la sua dipartita una lista di provvidenza. Pensione da presidente indicizzata al costo della vita, appartamento presidenziale, villa, auto per la moglie e se stesso, ma cosa principale, il fondo… l’ex-Accademia delle scienze sociali. In quel momento, per i “democratici” e i loro padroni occidentali Gorbaciov divenne roba usurata. Infine, nel crollo dell’Unione Sovietica fu trovata una nuova figura. Eltsin. Demagogo, incapace di dire tre frasi coerenti, creativo per istruzione e distruttivo per natura, democratico aspirante alla dittatura personale, alcolizzato e afflitto da molti altri difetti, Eltsin era il burattino perfetto. Poteva adattarsi a nuovi ambienti e dire le cose più assurde, ma seguendo gli ordini senza obiezioni del Politburo (Washington). La stampa democratica, critica con zelo del culto della personalità di Stalin, aveva infatti creato un culto della personalità di Eltsin. Per aumentarne la popolarità, i democratici non esitarono nelle falsificazioni. Un testo fittizio del cosiddetto discorso di Eltsin dell’ottobre 1987 al plenum del Comitato centrale del PCUS fu ampiamente pubblicizzato. Il risultato della propaganda fu spettacolare: Eltsin divenne inattaccabile. Nessun politico occidentale poteva risalire dal buco nero in cui era finito Eltsin. Non appariva nei dibattiti televisivi con gli altri candidati alla presidenza, come sarebbe avvenuto negli altri Paesi; esempio di disprezzo per gli elettori. Nella Russia a metà 1991 lo zimbello degli elettori non faceva attenzione a tali dibattiti. Inoltre, Eltsin non aveva alcun programma se non argomentazioni demagogiche sulla sua lotta ai privilegi della nomenklatura di partito e slogan volutamente vaghi sulla sovranità della Russia. Tuttavia, il referendum sull’Unione Sovietica del 17 marzo 1991 dimostrò che la maggioranza dei cittadini dell’URSS voleva ancora vivere in uno Stato unito. Inoltre, nella primavera 1991 apparve chiaro che negli ultimi anni emergeva un movimento patriottico, anche se ancora frammentato nonostante le difficoltà causate dalla pressione dei media liberali, chiaramente guadagnandosi la fiducia delle masse. Le elezioni presidenziali della Federazione Russa del 12 giugno 1991 lo dimostrarono chiaramente. La campagna elettorale in Russia durò solo 15 giorni! Un record. Ma ritenere che tutto andò liscio per Eltsin è un errore. In quelle elezioni praticamente incontrastate, Eltsin ebbe 45552041 voti su 106484518 di elettori. La sensazione principale delle elezioni presidenziali non fu la vittoria di Eltsin, attesa da tutti, ma l’emergere di Zhirinovskij. La cosa principale che attirava la simpatia di Zhirinovskij del 7,8% degli elettori fu una frase: “Io difenderò i russi”. Nonostante la vittoria di Eltsin e tutta la confusione dei media, i russi erano pronti a difendere la Russia storica. In tali circostanze, i pupari occidentali e la loro marionetta russa organizzarono la grande provocazione nota come “putsch di agosto”.
Infine, una domanda: perché Boris Eltsin firmò la famigerata “Dichiarazione di sovranità della Russia” esattamente il 12 giugno 1990? Perché esattamente un anno dopo vi furono le elezioni, quel giorno, dall’esito scontato, di Eltsin a presidente della Russia, e perché quel giorno divenne festa nazionale per i cittadini della Russia? La risposta è semplice e praticamente indiscutibile. Il 12 giugno è il compleanno di George Bush, presidente degli Stati Uniti, vicepresidente di Ronald Reagan ed ex-capo della CIA, il cui ruolo nella distruzione dell’URSS è assai maggiore di quelli di Eltsin o perfino Gorbaciov. Così i tutor statunitensi, nel giugno 1991, con fermezza e senza imbarazzo, misero al potere Eltsin per due volte in un anno, immortalandone il ruolo di capo della vittoriosa “crociata” contro l’URSS. E allo stesso tempo, marchiando in modo indelebile (come bestiame) la struttura dello Stato fantoccio della Russia.

OLYMPUS DIGITAL CAMERATraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Iraq si libera senza gli statunitensi

L’Iran attacca e gli USA corrono ai ripari
MK Bhadrakumar Indian Puchline 3 marzo 2015150301181539-01-isis-0301---restricted-exlarge-169Aspri combattimenti sono scoppiati per la città irachena di Tiqrit, a nord di Baghdad, meglio nota quale città natale di Sadam Husayn e considerata cuore spirituale del regime baathista. Le forze governative irachene hanno lanciato una operazione per riconquistare la città ai d militanti ello Stato Islamico. Tale sviluppo estremamente importante ha tre dimensioni.
In primo luogo, naturalmente, se le operazioni hanno successo, saranno un duro colpo per lo SI. Tiqrit non è solo un grande premio, ma il governo iracheno porterà la guerra nel territorio dello SI. Molto probabilmente, il prossimo obiettivo sarà Mosul, nel Kurdistan iracheno, dove il drammatico balzo dello SI si manifestò lo scorso giugno. Si è tentati di supporre che lo SI affronti a breve la prospettiva dell’estinzione militare.
La seconda dimensione riguarda il ruolo cruciale che le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) svolgerebbero nelle operazioni a Tiqrit sotto bandiera irachena. La BBC ha riferito, citando fonti delle milizie sciite, che il carismatico e leggendario comandante della IRGC, Generale Qasim Soleimani, è stato visto in prima linea “guidare personalmente l’operazione”. È una deliziosa ironia che Soleimani guidi la liberazione della città natale del suo vecchio nemico Sadam. A parte ciò, l’Iran sciita guida la lotta di oggi contro un nemico sunnita che costituisce la minaccia esistenziale ai regimi sunniti del Golfo, in particolare l’Arabia Saudita, che non sono innamorati dell’Iran.
Infine, la lotta che infuria su Tiqrit pone una grande domanda: dove diavolo si nasconde la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti? L’Iran ha svergognato Stati Uniti e partner della coalizione portando da solo la guerra nella tenda dello SI. L’Iran inesorabilmente dimostra che lo SI è un parassita che si può schiacciare facilmente se si fa sul serio, rispetto al mitico titanico prode nemico che gli analisti occidentali dipingono.
Nel frattempo, gli spin doctor sono già al lavoro, sostenendo che gli Stati Uniti hanno deliberatamente chiarito Tiqrit sia una questione di politica, dato che i combattimenti lì sono guidati dalla milizia sciita con una tacita ‘divisione del lavoro’ con l’Iran; una proposizione ridicola, per non dire altro. Teheran sostiene, al contrario, che gli Stati Uniti in realtà mentano quando affermano di combattere lo SI, e che in realtà Washington ha un approccio sfumato anticipando un futuro ruolo dello SI da strumento delle sue strategie regionali. Il Viceministro degli Esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian ha letteralmente ridicolizzato le rivendicazioni degli Stati Uniti di combattere lo SI, quando ha affermato a Teheran, “Gli Stati Uniti hanno creato la coalizione anti-SIIL con 60 Paesi, ma la principale misura pratica della coalizione si limita a controllare e amministrare il SIIL“. Abdollahian ha rivelato che aerei militari statunitensi trasportano rifornimenti allo SI in Siria e Iraq, volando da grandi distanze. Ha chiesto: “Come si può fare un errore di 900 chilometri” Bella domanda.
Anche in Afghanistan gli Stati Uniti intervennero militarmente nel 2001 con il pretesto di sconfiggere i taliban, che oggi subiscono una curiosa inversione dei ruoli divenendo interlocutori chiave di Washington e, forse, curati per divenire catalizzatori domani del cambio nelle vaste steppe dell’Asia centrale ancora sotto l’influenza russa, o nell’irrequieta regione autonoma cinese dello Xinjiang, alle prese con l’islamismo.

Crisi di fiducia in Iraq
MK Bhadrakumar Indian Puchline 4 marzo 2015

qassem-soleimaniNon si saprà mai quali pensieri dolorosi attraversavano la mente militare del generale Martin Dempsey, presidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, quando relazionava ai senatori degli Stati Uniti, a Washington, ma di certo non gli sarà stato facile complimentarsi con l’Iran “per l’azione assai evidente… della sua artiglieria e altro” nell’operazione in corso per riprendere la città irachena di Tiqrit al controllo dello Stato islamico. Di sicuro, il generale Dempsey sapeva in realtà di complimentarsi con un generale iraniano da tempo immemore bersaglio degli israeliano-statunitensi, il Generale Qasim Suleimani, comandante della Forza al-Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) dell’Iran. Per chiarire la cosa, mi si permetta una digressione tirando fuori dal mio archivio il profilo dello sfuggente, carismatico e brillantissimo Generale dell’IRGC, che la rivista New Yorker tracciò nel settembre 2013, con un articolo dall’avvincente titolo “Il comandante nell’ombra“. Leggetelo qui e capirete perché il generale Dempsey masticava amaro durante la testimonianza di ieri. Ma quale opzione avrebbe il generale Dempsey se non complimentarsi con Teheran e distogliere l’attenzione dalla questione centrale, cioè che Baghdad ha tenuto all’oscuro Washington sulle operazioni a Tiqrit, decidendo semplicemente di seguire i comandi di Suleimani? Il New York Times ha un resoconto perspicace di Anne Barnard da Baghdad, su quanto sia andato storto tra il governo iracheno e gli statunitensi. Secondo lei, gli iracheni sono frustrati da “pigrizia e pessimismo statunitensi su quanto ci sarebbe voluto per scacciare lo Stato Islamico da Mosul e dalla provincia occidentale di Anbar“. Barnard cita uno stretto collaboratore del primo ministro iracheno Haydar al-Abadi dire, “Gli statunitensi continuano a procrastinare il momento necessario per liberare il Paese“, ha detto in un’intervista. “L’Iraq libererà Mosul e Anbar senza di loro”. Ora, una possibilità per Washington sarà sedersi e sperare, contro ogni speranza, che l’operazione congiunta iracheno-iraniana a un certo punto richieda l’aiuto delle forze statunitensi. Cosa che appare sempre più improbabile con le relazioni sul campo che concludono sempre che lo SI subisce una pesante sconfitta a Tiqrit. Una seconda opzione per gli statunitensi sarebbe invocare il fatto che si tratta di un’operazione sciita e che gli Stati Uniti non possono identificarsi con i conflitti settari. Ma gli ultimi rapporti indicano che migliaia di combattenti sunniti iracheni affiancano le forze governative irachene e i quadri dell’IRGC. In breve, si tratta della classica guerra al terrore, pura e semplice.
Di sicuro, il presidente Barack Obama deve qualche risposta. Perché la “coalizione internazionale” degli USA si gira i pollici e segna il passo esagerando inutilmente la potenza dei combattenti dello Stato Islamico? Baghdad e Teheran svergognano USA e partner della coalizione, dagli australiani agli arabi del Golfo, illustrandoli come assai vili o infidi (o entrambe); infatti c’è un silenzio assordante da parte dell’Arabia Saudita, anche se la sua progenie di un tempo viene massacrata.

L’Iraq si libera senza gli statunitensi
al-ManarReseau International 5 marzo 2015

Iraqi security forces and Shi'ite Fighters sit on a tank, in the town of Hamrin, in the Salahuddin provinceDato il controllo del gruppo terroristico SIIL a Mosul e vasta parte del territorio iracheno, gli statunitensi insistono a dichiararsi “liberatori esclusivi” della Mesopotamia e a rifiutarsi di riconoscere alcun ruolo a forze armate e forze popolari irachene. Eppure, negli ultimi combattimenti contro i terroristi, senza alcuna copertura aerea e coordinamento con gli USA, riescono a limitare la presenza del SIIL nelle province di Niniwa e Anbar. Gli statunitensi non si sono accontentati della sconfitta del 2011 in Iraq. Ora cercano di legittimare la presenza militare e di sicurezza in più di una regione irachena. Gli Stati Uniti sostengono che sono nel Paese su richiesta del governo di Baghdad. Come al solito, gli Stati Uniti cacciano gli altri solo per gestire il Paese. Perciò, da giugno scorso continuano a parlare incessantemente dello Stato “deplorevole” dell’Iraq, sottolineando l'”incapacità” delle forze militari irachene, ufficiali o popolari, nel respingere il SIIL.

Minimizzare le azioni dell’esercito iracheno
Anche se i fatti sul terreno dimostrano il contrario, gli statunitensi insistono a seguire tale politica. Tutti ricordano ciò che realmente avvenne a fine gennaio, mentre le forze irachene avrebbero dovuto liberare la provincia di Miqdadiya, ultimo baluardo del SIIL a Diyala, il Pentagono pubblicava un rapporto con i dati sulle operazioni delle forze irachene dopo la crisi di Mosul del giugno 2014. Secondo il rapporto, il SIIL non ha perso che l’1% dei territori occupati a seguito delle operazioni dell’esercito e delle forze di mobilitazione irachene, 700 kmq su 55 mila che il gruppo terroristico occupa. Il portavoce del Pentagono affermava che le forze curde riconquistarono la maggior parte dei territori nel nord dell’Iraq. Purtroppo l’Iraq non rigettò come errati tali dati, né denunciò gli scopi di tale sospetta propaganda degli Stati Uniti. Al momento, un alto funzionario degli Stati Uniti assicurava che le forze irachene non potevano liberare un villaggio senza aiuto straniero. Tali commenti furono ripresi un paio di giorni fa dal direttore del servizio segreto militare statunitense, Vincent Stewart, sostenendo che “le forze irachene non possono sconfiggere il SIIL a causa di carenze logistiche, corruzione e altri problemi nell’istituzione militare irachena“. Per gli statunitensi, le forze ufficiali e popolari irachene non dovevano affrontare il SIIL per evidenti motivi legati ai loro interessi strategici in Iraq. Ma sorpresa degli statunitensi, alcuni partiti iracheni e i loro alleati iraniani, decisero di affrontare il SIIL con tutte le forze. Così l’Ayatollah Sayed Ali Sistani, eminente figura religiosa sciita dell’Iraq, ha decretato una fatwa per usare le armi e il jihad contro il SIIL, una fatwa qualificata “inutile” dal Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti, generale Martin Dempsey. Da parte sua, il leader supremo della rivoluzione islamica in Iran, Sayed Ali Khamenei assicurava che il popolo iracheno poteva liberare il territorio.

La missione del Generale Souleimani
Rapidamente, le cose si chiarirono quando Sayed Khamenei inviava in Iraq il comandante delle Forze al-Quds delle Guardie Rivoluzionarie, Generale Qasim Souleimani. Poche ore dopo la caduta di Mosul, Souleimani iniziò a coordinare gli sforzi della resistenza irachena. Souleimani supervisionava una missione centrale il cui obiettivo era ritrovare l’iniziativa contro il SIIL, arrivato ai margini settentrionali della capitale Baghdad. In due giorni, una forza militare e le fazioni della resistenza irachena guidate da Souleimani liberavano Balad dall’assedio aprendo la strada per Samara, liberando la città, obiettivo raggiunto dopo aspri combattimenti, e poi iniziò una serie di operazioni estese e veloci permettendo di liberare ampi territori occupati dal SIIL, sotto gli occhi degli statunitensi che si rifiutavano di riconoscere questi fatti inattesi.

Successione di vittorie
Negli ultimi sette mesi hanno avuto successo le operazioni delle forze irachene e delle unità di mobilitazione popolare, una serie di fazioni attivatesi durante l’occupazione degli Stati Uniti dal 2003 come “brigate Salam“, “brigate Hezbollah“, “fazioni Ahlul Haq“, “organizzazione Badr“, “brigate Qurasani”, “Soldati dell’Imam”, “Brigate del Maestro dei Martiri”, “Brigate Imam Ali”, ecc… I successi della Forza di mobilitazione popolare irritano gli statunitensi, perché hanno dimostrato grande capacità nel sconfiggere i gruppi iracheni del SIIL senza di loro, anche perché questi gruppi sono gli stessi che combatterono e respinsero l’occupazione statunitense dell’Iraq nel 2003. Ecco perché ogni volta che le forze irachene vincono, gli statunitensi si sentono sempre più esclusi dalla scena irachena.

Il ponte aereo iraniano
Gli statunitensi scommettevano sulle carenze dei materiali nell’esercito iracheno. Anche in questo caso l’aiuto iraniano ha cambiato la situazione. Le guardie della rivoluzione iraniana hanno stabilito un ponte aereo per trasportare munizioni negli aeroporti di Baghdad, Sulaymaniya, Kirkuk e Irbil. Cittadini iracheni avrebbero visto camion carichi di armi iraniane attraversare la frontiera.

Rifiuto di qualsiasi coinvolgimento degli Stati Uniti
Quando gli statunitensi hanno capito di aver perso in Iraq, si offrirono di partecipare alle operazioni, assicurando tiro di sbarramento e copertura aerea. Il Generale Souleimani respinse fermamente tale richiesta, e il governo iracheno ha fatto lo stesso. Gli statunitensi furono anche sorpresi dal rifiuto del generale iraniano di coordinarsi sul campo e d’incontrare i capi militari statunitensi. Poi rifiutò un incontro con il capo diplomatico degli USA John Kerry. La risposta delle forze di mobilitazione popolare è stata decisiva: le forze statunitensi saranno considerate nemiche se operassero nelle regioni delle operazioni della mobilitazione popolare. Mentre l’esercito iracheno ha condotto decine di operazioni militari riuscendo a scacciare il SIIL da molti villaggi iracheni, per 10000 kmq, le forze dell’alleanza internazionale degli Stati Uniti colpiscono sporadicamente qua e là, senza finora liberare un solo villaggio iracheno! Pertanto la liberazione di regioni come Amarli, Miqdadiya, Jarf al-Saqr, ponte di Zarqa, Jalula, Sadiya e Balad in nessun caso può passare inosservata. Queste operazioni hanno contribuito ad assicurare le province di Diyala e Babil e i margini meridionali, occidentali e settentrionali di Baghdad. La liberazione totale delle province di Kirkuk e Salahudin, con una superficie di 9000 kmq, sembra imminente, mentre il SIIL si limita in questo caso alle province di Niniwa e Anbar. Sapendo che in queste due province forze di Stati Uniti e occidentali sono presenti come “consiglieri”, una domanda sorge spontanea: perché tali forze non hanno fatto alcun progresso sul terreno? Compiranno mai un importante passo contro il SIIL senza l’intervento delle forze popolari e governative irachene?

4518c3b2406c6f81f31043cb9d02dc66Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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