Attentato in Tunisia: connessioni CIA-Mossad-MI5

AanirfanCIcjqxuUcAAkKXAIn Tunisia i poliziotti permisero ad uomini armati di massacrare liberamente turisti inglesi per più di mezz’ora, secondo testimoni. La polizia arrivò sulla scena dopo vari minuti. Attacco in Tunisia: la polizia lascia liberi uomini armati impazziti per mezz’ora, dice un testimone. Negli attentati in Norvegia era chiaro che ‘polizia e militari norvegesi aiutavano i tiratori’. Attentati in Norvegia, operazione interna

Abu Qatada

Abu Qatada

Sayfadin Yaqubi era collegato al MI5. Il Daily Mail collega Sayfadin Yaqubi a un alto agente del MI5. Costui era un informatore del MI5 ed era protetto da polizia e MI5 inglesi. L’agente del MI5 è Abu Qatada. TIME magazine cita “funzionari dell’intelligence europea” rivelare che Qatada fu “nascosto in una casa sicura” dove lui e la famiglia erano “curati, nutriti e vestiti dai servizi d’intelligence inglesi“. Sayfadin era probabilmente un capro espiatorio innocente. I veri assassini erano di una squadra che opera per i servizi di sicurezza. La CIA avrebbe una prigione segreta vicino a Biserta, 65km a nord di Tunisi. Base della CIA in Tunisia

2ramzi-prisonsNel 2002, 14 turisti tedeschi, 5 tunisini e 2 cittadini francesi furono uccisi sull’isola di Djarba, in Tunisia. CIA e Mossad furono sospettati dell’attentato di Djarba.

Habib al-Sid

Habib al-Sid

Il primo ministro della Tunisia Habib al-Sid. I servizi di sicurezza della Tunisia sono controllati da CIA e Mossad. Habib al-Sid, nato a Susa, si laureò presso l’Università del Minnesota negli Stati Uniti. Al-Sid è stato un alto funzionario del ministero degli Interni sotto il governo di Ben Ali. Ben Ali fu rovesciato da CIA e traditori nel suo governo e tra i militari. Dopo la rivoluzione della CIA nel 2011 che rovesciò Ben Ali, al-Sid fu consigliere per la sicurezza al primo ministro Hamadi Jabali, del partito islamista della Tunisia al-Nahda. In altre parole, al-Sid ha legami con gli islamisti della CIA.KasabSosia di Ajmal Kasab. Sayfadin Yaqubi è un capro espiatorio innocente come Ajmal Kasab. Kasab fu impiccato per gli attentati di Mumbai del 2008. Nel caso di Mumbai, dissero che 8 uomini armati furono arrestati e poi che fu arrestato solo Ajmal Kasab. Dissero che gli uomini armati presso la stazione ferroviaria e altrove erano bianchi. In un momento dissero che Kasab soggiornò per diversi giorni presso l’Hotel Taj; poi dissero che era appena sbarcato quando iniziarono gli omicidi. Ci furono segnalazioni che Kasab avesse ferite da proiettili e rapporti secondo cui non era ferito. Vi furono segnalazioni che uno dei complici di Kasab era stato arrestato all’ospedale Cana e rapporti che suggeriscono che nessuno vi fu arrestato. Kasab è innocente

Ajmal_Kasab_3Il vero Ajmal Kasab. Ajmal Kasab disse che fu incastrato dagli israeliani e dal servizio segreto dell’India (RAW). Ajmal Kasab afferma che il video registrato dal canale pakistano GeoTV (mostrato in una corte speciale) “fu creato da agenti del RAW e israeliani“. Kasab disse che l’aveva saputo da alcuni funzionari della polizia criminale. Kasab ora sostiene che il RAW l’accusa di spionaggio. Il 25 dicembre 2010 The Washington Post riferiva che il sospettato di Mumbai Ajmal Kasab “ha detto al giudice che si era recato a Mumbai come turista e fu arrestato 20 giorni prima dell’assalto. Il giorno degli attentati, Kasab disse che la polizia lo prese dalla cella perché assomigliava a uno degli attentatori. Poi lo filmarono per far sembrare che fosse coinvolto negli attacchi e riarrestato…Il tiratore di Mumbai invoca la Corte internazionale
Ajmal Kasab affermò che il servizio segreto indiano, RAW, lo prese in custodia il 6 novembre 2008 e poi lo consegnò alla polizia di Mumbai. Gli attacchi di Mumbai avvennero il 26 novembre 2008. Kasab parla della custodia del RAW. Kasab ora sostiene che il RAW l’accusa di spionaggio
Le indagini del Daily Mail indicano che il RAW negli ultimi anni segue i criteri dell’agenzia d’intelligence israeliana Mossad… il Mossad è riuscito a creare molti falsi terroristi tra i palestinesi innocenti facendogli confessare crimini che non hanno mai commesso. Le scoperte del Daily Mail indicano che tale tattica fu adottata dal RAW alla fine degli anni ’90 quando improvvisamente il numero di pakistani arrestati in India con l’accusa di terrorismo aumentò drammaticamente, e di cui Ajmal Kasab è l’ultimo“. The Daily Mail – Dal Pakistan

David Headley

David Headley

Lo statunitense David Headley organizzò gli attentati di Mumbai ed ammise che lavorava per la CIA. Ajmal Kasab disse che lo statunitense David Headley, che sarebbe l’agente della CIA che organizzò gli attentati di Mumbai, l’interrogò con altri quattro bianchi nella cella di custodia della polizia di Mumbai, dopo la sua cattura. Il sospettato dell’attentato di Mumbai Kasab ritratta la confessione, sostenendo di aver incontro un sospetto terrorista degli USA. Kasab afferma che fu interrogato da agenti dell’FBI e che David Headley era uno di loro. Processo sul 26/11: Kasab fu interrogato da HeadleyHeadleyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tunisia, attentato sotto falsa bandiera a Port al-Qantawi

Aanirfan 27 giugno 2015ISIS-flag-jpgIl 26 giugno 2015 c’è stato l’attentato sotto falsa bandiera a Port al-Qantawi, presso Susa in Tunisia. Tunisia
Il 26 giugno 2015, testimoni oculari riferirono che cinque terroristi sbarcarono per attaccare strutture vicino Susa. Testimoni oculari dicono che furono utilizzate due barche. AljaridahAzuRq2TMqNel 1987 il Mossad attaccò la Tunisia. L’operazione “coinvolse circa 30 agenti che raggiunsero la costa tunisina su piccole imbarcazioni. Alcuni di loro si fingevano turisti… Altri presero posizione indossando uniformi dell’esercito tunisino”. Turisti con licenza di uccidere
Il 26 giugno 2015, un uomo armato “ridendo e scherzando come un ragazzo normale’, secondo un testimone. ‘Decise di sparare. Ad alcune persone diceva ‘andate via’. ‘Sceglieva turisti inglesi e francesi’“. Dailymail
L’uomo armato parlava inglese o francese? Quando fui a Susa scoprì che praticamente nessun tunisino sapeva l’inglese. Vi sono islamisti a Qayruan in Tunisia. Ma nessun pazzo islamista ride e scherza come un ragazzo qualsiasi. Il video del presunto killer Sayif Razgui.

ISIS _L’uomo armato era un israeliano che opera in combutta con poliziotti e militari corrotti a Susa. Israele ha una storia di omicidi di inglesi e tunisini. Il tuo vero nemico è Israele
Il SIIL controllato dal Mossad e armato dal Pentagono ha rivendicato l’attacco. Il SIIL è controllato da Simon Elliot del Mossad
Il Mossad ha una base importante a Susa. Nel 2012, il Mossad rafforzò le attività a Susa e nel maggio 2015 numerosi ebrei si recarono in Tunisia. 300 mercenari del Mossad operano in Tunisia
L’attacco alle strutture appare una sofisticata operazione di certi servizi di sicurezza, piuttosto che l’attacco di uno studente musulmano pazzo. “Gli amici hanno detto a Sky News che due giorni prima dell’attacco, Yaqubi non mostrava segni di radicalizzazione visitando un caffè e passeggiando“. La breakdance del terrorista tunisino Sayfadin Yaqubi

Sousse shooter___Il ‘tiratore’ viene chiamato Sayfadin Yaqubi e Sayfadin Razgui, aggiungendo confusione. “Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
Polizia e militari hanno aiutano gli attentatori? Predrag Marjanovic, 55enne di Belgrado soggiornante presso il Palm Marina, ha detto: “Non ho visto poliziotti o militari sulla spiaggia. L’attacco è avvenuto dalla spiaggia e non c’era nessuno a proteggere. Mi sarei aspettato di vedere l’esercito, o almeno la polizia. Non abbiamo visto la polizia. Nell’hotel non ho visto un poliziotto armato darci sicurezza, comfort o come volete chiamarlo“. Nel frattempo Glen Evans, turista inglese dello Yorkshire ha anche criticato la gestione della polizia dell’attentato. “Il mio maggior  problema è il motivo per cui c’è voluta quasi un’ora prima che un elicottero apparisse“, ha detto. Gli esperti sostengono che il governo tunisino ha ignorato Susatunisia-sousse-gun_3356689bSecondo quanto riferito questo sarebbe ‘Sayfadin’ sulla spiaggia prima della sparatoria. La pagina facebook di Sayfadin posta musica rap, Real Madrid e le possibilità della Tunisia per la Coppa d’Africa. E’ improbabile che Sayfadin fosse uno dei tiratori. L’inglese Tom Richards si trovò faccia a faccia con l’uomo armato ed ha detto che “aveva lunghi capelli neri e la barba“. The Guardian


Nel 2011 due cecchini svedesi dai nomi ebraici furono arrestati. I cecchini avrebbero sparato ai  tunisini dai tetti (nell’ambito del piano della NATO per screditare il presidente Ben Ali). Il politico tunisino Muhamad Munsif Marzuqi liberò i cecchini. Marzuqi è accusato di essere un agente della CIA.

Munsif Marzuqi

Munsif Marzuqi

Secondo quanto riferito, almeno 30 persone sono state uccise. Ai primi di maggio 2015 ci fu un afflusso di ebrei in Tunisia. La ragione ufficiale era il pellegrinaggio in una sinagoga in Tunisia. “Circa 500 erano attesi a Djerba per due giorni di festa religiosa da Francia, Israele, Italia e Gran Bretagna, secondo gli organizzatori“. La Tunisia ospita un pellegrinaggio ebraico. Il Mossad ha uffici a Susa, Djerba e Tunisi. Il Mossad rafforza l’attività in Tunisia

Tunisia-attack-mapA Port al-Qantawi, i terroristi giunsero in spiaggia su un gommone. Gli assalitori aprirono il fuoco sui turisti sulla spiaggia e poi entrarono nell’Imperial Marhaba Hotel sparando con la mitragliatrice che nascondevano in un portaombrellone. Inoltre lanciarono granate, secondo i testimoni. Anche il Riu Bellevue Park sarebbe stato attaccato. Secondo quanto riferito, un uomo armato è stato ucciso. Gli attentati in Francia e Tunisia potrebbero indicare il tentativo di USA e alleati di plasmare l’opinione pubblica prima di lanciare l’invasione della Siria.

Jacob Welles e Baji al-Sabsi

Jacob Welles e Baji al-Sabsi

Il 20 febbraio 2015, “l’ambasciatore degli Stati Uniti in Tunisia veniva cacciato dal palazzo presidenziale“. Secondo quanto riferito, l’ambasciatore statunitense Jacob Walles fece infuriare il presidente tunisino Beji al-Sabsi quando provò a fargli pressioni per accettare una base militare statunitense in Tunisia. Secondo quanto riferito, il presidente al-Sabsi non solo espulse Walles dalla sua residenza, ma si rifiutò di avere una conversazione telefonica con il presidente Obama. Tunisia: ambasciatore statunitense espulso dal palazzo presidenziale/Massacro a Tunisi

vlcsnap-2015-03-20-16h45m34s98_risultatoIl 18 marzo 2015, turisti in Tunisia furono colpiti da un gruppo che si ritiene lavorasse per CIA e Mossad. Spari in Tunisia: almeno 17 morti al Museo del Bardo di Tunisi
Nel 2010 prevedemmo un colpo di Stato in Tunisia, ma fummo ignorati dai grandi blogger. Il colpo della CIA in Tunisia aiutato da Wikileaks?
Nel 2002, CIA e amici avrebbero effettuato un attacco sotto falsa bandiera su Djerba in Tunisia. CIA, Mossad e il bombardamento di Djerba

b061116sIl Generale Rashid Amar (Capo dell’esercito della Tunisia) stringe la mano al generale Raymond Henault (presidente del Comitato militare della NATO). Secondo quanto riferito la CIA ha molti agenti nelle forze armate di Tunisia ed Egitto. Nel 2010 la CIA rovesciò il leader moderato tunisino Ben Ali. False Flag. La falsa storia che avviò il golpe della CIA
Nel 2010, l’operazione false flag di CIA/NATO/Mossad in Tunisia avviò la primavera araba. La storia ufficiale della morte di Mohamed Bouazizi, il venditore ambulante, è una finzione. La CIA ha portato al potere gli islamisti. Gli islamisti poi diedero alla CIA i combattenti per il SIIL nella guerra della CIA contro Assad in Siria. La Tunisia ha fornito il più grande contingente di combattenti, oltre 3000, al SIIL. I reclutatori della CIA pagano tra 1000 e 3000 dollari ogni combattente, una somma enorme per un tunisino disoccupato. Gli islamisti hanno permesso al Mossad d’incrementare la propria attività in diverse città tunisine. Il Mossad rafforza l’attività in Tunisia

La-justice-n-oublie-pas-Ben-AliLa Tunisia del presidente Ben Ali aveva una storia di successo musulmana. Era liberale, gestita da tecnocrati e relativamente prospera. Nel dicembre 2014 gli ex-ministri di Ben Ali hanno vinto le elezioni in Tunisia e sono tornati al potere! Ora CIA e Mossad sembrano colpire i moderati, ancora una volta. “Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
I media riferiscono che l’uomo fosse uno degli armati di Port al-Qantawi, ed era giunto a Susa! Tempo prima dell’attacco, viaggiamo da Port al-Qantawi a Susa; ci vollero 25 minuti in taxi. Notammo che la strada era sorvegliata da auto e da un posto di blocco della polizia. Port al-Qantawi e Susa avevano una grande presenza della polizia. Quindi, come ha potuto così facilmente l’uomo armato raggiungere Susa?

gunmanSopra, il cadavere del bandito che si crede fosse il 23enne Sayfadin Yacubi. Ha gambe bianchissime. “Arma in mano, si aggirava per le strade di Susa“. Secondo quanto riferito, questo è Sayfadin Yacubi. Tweets dei deputati – Euwatch.eu

0e95a80374d46d74602a556d51b357ec8f20d68650568689ce0aa617c09514fdL’assassino depravato, ritenuto il 23enne Sayfadin Yacubi, è stato ucciso dalla polizia mentre passeggiava per le strade di Susa con un AK47 dopo aver massacrato decine di persone sulla spiaggia” Il Mail dice: “La maggior parte dei testimoni ha parlato di un tiratore solitario poi ucciso dalle forze di sicurezza tunisine“. (Dailymail)
Relazioni precedenti parlano di più di un uomo armato. Tunisia attacco terroristico: Uomini armati hanno usato un gommone
Testimoni hanno detto che i terroristi a Susa hanno usato una moto d’acqua e una barca per accedere alla spiaggia, nascondevano le armi negli ombrelloni e vestivano abiti occidentali. Il corpo di un uomo armato si trovava sulla scena con un kalashnikov, dopo essere stato colpito in uno scontro a fuoco con la polizia. Un secondo sospetto è stato poi arrestato nei pressi dell’autostrada“.

18557498384_1c198b30b5_zLa foto (sopra) lo mostra picchiato da una donna furiosa mentre viene portato per la città dalla polizia“. (Dailymail)
L’uomo appare un capro espiatorio innocente? Un impiegato dell’hotel ha detto: ‘Ha aperto il fuoco con un Kalashnikov. Era un ragazzo con pantaloncini corti, come se fosse un turista‘. Testimoni oculari hanno descritto come il killer depravato ‘ridesse e scherzasse’ con i turisti sulla spiaggia tunisina prima che senza pietà aprisse il fuoco su di loro. I media tunisini hanno detto che il terrorista ucciso era Sayfadin Yacubi, 23enne studente di aviazione di Qayruan, a un’ora di auto da Susa. (Dailymail)
Il bandito appariva vestito come un turista e aveva capelli lunghi.

83881367_france_attack_260615v3Il 26 giugno 2015, un attentato sotto falsa bandiera, in stile Operazione Gladio della CIA, ha avuto luogo presso una fabbrica statunitense nei pressi di Lione, in Francia. Perché la Francia? I legislatori francesi sostengono la mozione che riconosce lo Stato palestinese. Secondo quanto riferito, l’attacco ha coinvolto:
Due uomini su un’auto.
Una testa decapitata, ‘coperta da scritte arabe’ e appesa sulla recinzione.
Piccole esplosioni che ferivano degli operai.
Un uomo ‘noto ai servizi di sicurezza”, arrestato sulla scena che dice agli agenti di essere del SIIL.
Il SIIL sarebbe controllato dalla CIA e alleati. L’attacco ha avuto luogo presso la sede dell’Air Products, di proprietà statunitense, a Saint-Quentin-Fallavier, nei pressi di Lione. Due uomini furono visti arrivare al cancello subito dopo le 10:00, prima di girare intorno gettando bombole di gas sul cortile. I testimoni dicono che gli uomini avevano bandiere islamiche. Uno degli uomini saltò dall’auto, secondo “fonti inquirenti locali”, e poi ‘decapitò un uomo’. (Dailymail)

Rifaat al-Assad e François de Grossouvre

Rifaat al-Assad e François de Grossouvre

Nel 1947, il ministro dell’Interno della Francia Edouard Depreux rivelò l’esistenza di un esercito segreto in Francia dal nome in codice “Plan Bleu“. Lo scopo di tale esercito era effettuare operazioni sotto falsa bandiera per promuovere l’agenda delle élite. Nel 1949 la NATO aveva vari eserciti segreti, tutti parte dell’Operazione Gladio della CIA. L’ex-direttore dei servizi di spionaggio francesi DGSE, l’ammiraglio Pierre Lacoste, disse in un’intervista del 1992 a The Nation che alcuni elementi della rete furono coinvolti in attività terroristiche contro de Gaulle. François de Grossouvre era a capo di Gladio per la regione di Lione in Francia fino al suo presunto suicidio, il 7 aprile 1994.

François Mitterand e François

François Mitterand e François de Grossouvre

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stato islamico made in Langley, Tel Aviv e Riyadh

Wayne Madesen Strategic Culture Foundation 26 /06/2015cia-isis-bullshit-scamE’ sempre più evidente che lo Stato islamico di Iraq e Levante (SIIL), o “Daash” in arabo, o SIIS Stato Islamico di Iraq e al-Sham preferito dai sostenitori d’Israele per la somiglianza tra “Israele” e “ISIL”, sia parte di un’altra operazione della Central Intelligence Agency per suscitare una nuova “strategia della tensione” nei continenti eurasiatico e africano. Un altro esempio della natura non-islamica del SIIL s’é visto a Palmyra con la distruzione della tomba di Muhamad bin Ali, discendente del profeta Maometto e cugino dell’Imam Ali, da parte dei mercenari del SIIL. Il vero obiettivo è sradicare la storia araba e pre-araba del Medio Oriente con un’importante eccezione. Non vi sono notizie di antichità sacre ai sionisti distrutte dal SIIL in Siria o Iraq. I principali obiettivi delle squadre di demolizione del SIIL sono sumeri, accadici, babilonesi, romani, assiri, persiani, alawita, drusi, turcomanni, yazidi, parti, cristiani, sciiti, sufi e (l’altra tomba principale distrutta a Palmyra era quella di Nizar Abu Baha al-Din, studioso sufi vissuto 500 anni fa). Il SIIL ha distrutto la Moschea della tomba di Yunus (Giona) in Iraq non perché onorava il patriarca ebreo Giona, ma perché era una moschea. La presunta tomba del profeta ebreo Daniele distrutto dal SIIL a Mosul non è che una delle sei in Iraq, Iran e Uzbekistan. Il Talmud, libro ebraico da cui i sionisti traggono ispirazione geo-politica, proibisce severamente le immagini di volti ma permette quelle create da non ebrei. Sebbene il SIIL e i talmudisti siano pari nel distruggere sculture, mosaici e dipinti raffiguranti persone, ad eccezione del Talmud che permette agli ebrei di possedere immagini create da non ebrei, si è prodotto un lucroso mercato nero di antichità rubate dal SIIL e vendute da intermediari a Tel Aviv, Amsterdam e Ginevra. Appare chiaro che il SIIL fin dall’inizio sia una creazione della CIA e del suo direttore pro-saudita e pro-israeliano John Brennan; del Mossad, che ha assicurato che gli obiettivi israeliani non siano attaccati dal SIIL; e dell’Arabia Saudita, che ha permesso gli attacchi del SIIL contro le moschee sciite ad al-Qadih e a Damam, nella provincia orientale dove gli sciiti sono la maggioranza. In Iraq e Siria, armi israeliane e statunitensi sono state viste da testimoni oculari consegnate al SIIL e ai suoi alleati, tra cui Jabhat al Nusra in Siria. Assegni di banche saudite sono stati trovati nelle basi abbandonate del SIIL in Siria e Iraq. Gli attacchi del SIIL agli sciiti dell’Arabia Saudita sono ritenuti da molti avvertimenti della santa alleanza tra Washington, Tel Aviv e Riyadh all’Iran sciita.
ISIS-CIA-cooperation-400x266Dalla rete terrorista “Stay behind” dei fascisti di Gladio, che effettuò attacchi terroristici in Europa negli anni ’70 e ’80 di cui furono incolpati irregolari di sinistra, alla grande alleanza di terroristi dell’UNITA in Angola, mujahidin afghani, contras del Nicaragua, hmong del Laos che, sotto gli auspici statunitensi, si riunirono nel 1985 a Jamba, in Angola, dove la CIA scoprì che i gruppi terroristici erano alleati convenienti. La CIA clandestinamente e illegalmente violò due leggi degli Stati Uniti, gli emendamenti Clark e Boland, per sostenere i terroristi angolani e nicaraguensi. Il SIIL è un importante agente di CIA, Arabia Saudita ed Israele contro i nemici comuni come l’Iran. Il SIIL non fa segreto del desiderio di portare morte e distruzione da Siria e Iraq nell’Iran. La destabilizzazione dell’Iran sponsorizzandovi attacchi terroristici e contro obiettivi iraniani all’estero è stata a lungo il modus operandi di Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita soprattutto attraverso l’anti-iraniano Mojahedin-e-Khalq (MEK) e i separatisti baluchi in Pakistan. Il SIIL indica Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Tibet, Sri Lanka, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Turkmenistan come “Wilayat Qurasan” o Stato Qurasan. Un affiliato del SIIL, noto come Gruppo Qurasan, ha combattuto in Siria e si crede sia costituito da centroasiatici del SIIL. Recentemente è stato annunciato che il colonnello Gulmurod Khalimov, già a capo di un’unità antiterrorismo del Tajikistan, gli OMON, ha disertato presso il SIIL ed è ora uno dei suoi capi in Siria. Khalimov, addestrato da US Special Operations Forces, Blackwater e CIA nel corso di varie visite ufficiali negli Stati Uniti, ha promesso di tornare in Tagikistan per “massacrare” il presidente tagiko Emomali Rakhmonov, reclutare tagiki che lavorano in Russia per lanciarvi attacchi terroristici e in Tagikistan per attaccare le truppe militari russe di stanza (facendo di Khalimov un alleato del comandante militare della NATO generale Philip Breedlove e del segretario alla Difesa USA Ashton Carter, che vogliono aumentare la pressione militare sulla Russia ai livelli della Guerra Fredda). I terroristi del SIIL, soprattutto ceceni appena usciti dai combattimenti in Siria e Iraq, sono stati scoperti combattere nei battaglioni di mercenari del neo-nazista israeliano Igor Kolomojskij contro le forze filo-russe di Donetsk e Lugansk in Ucraina orientale.
Il SIIL, affiancando l’occidente, attacca le forze taliban in Afghanistan, che avevano dichiarato l’autoproclamato califfato del SIIL illegittimo, e il suo capo, Abu Baqr al-Baghdadi, probabile creatura delle unità da guerra psicologica di CIA e Mossad, un inganno. I taliban si allarmarono quando alcuni membri ruppero con il movimento jihadista e si unirono al SIIL in Afghanistan e Pakistan. Inoltre, il SIIL ha dichiarato i taliban “qafiri” o non credenti. Ad aprile al-Baghadi definì il Mullah Omar “uno sciocco analfabeta signore della guerra”. Non è un caso che la retorica del SIIL sull’enigmatico capo talib si abbina alle uscite delle unità di psy-ops militari degli Stati Uniti in Afghanistan al culmine dell’intervento militare degli Stati Uniti nel Paese. A metà giugno, il SIIL ha pubblicato un video che mostra le sue forze decapitare taliban prigionieri in Afghanistan. Il SIIL di concerto con l’aumento della pressione militare degli Stati Uniti su Cina e Corea democratica ha dichiarato la jihad o guerra santa alle due nazioni asiatiche. A maggio, una coppia di medici nordcoreani che lavorava presso l’ospedale di Zallah, Libia, fu sequestrata dal SIIL. Nulla si sa del loro destino. A gennaio, hacker del SIIL, noti come “Cyber Califfato”, sostennero di aver modificato la pagina facebook di Air Koryo, compagnia aerea della Corea democratica. Una bandiera bianca e nera del ISIL apparve sulla pagina con una dichiarazione che definiva Kim Jong Un “un maiale che piange”. Gli hacker del SIIL minacciavano Corea democratica e Cina: “La Corea democratica, nazione comunista criminale, e i teppisti comunisti cinesi pagheranno caro la loro collaborazione con i nemici dei mujahidin”. La propaganda del SIIL su Cina e Corea democratica coincide con le dichiarazioni del Comando statunitense del Pacifico sulle minacce militari poste da Pechino e Pyongyang. La Corea democratica ha risposto alle minacce del SIIL fornendo la mitragliatrice Type 73, prodotta dal Primo Ufficio dell’Industria Metalmeccanica della Corea democratica, al governo iracheno e alle forze curde che combattono contro il SIIL in Iraq. Consiglieri militari nordcoreani assisterebbero il governo siriano ed Hezbollah che combattono contro il ISIL in Siria. La Corea del Sud, che non perde occasione di confrontarsi con la Corea democratica, ha permesso a un cittadino sudcoreano, noto solo con il nome comune “Kim”, di unirsi al SIIL in Siria a febbraio. E’ probabile che “Kim” sia un agente dei servizi segreti sudcoreano responsabile del coordinamento degli attacchi del SIIL ai nordcoreani nella regione, tra cui la coppia di medici in Libia. Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, che la CIA è impegnata a rovesciare, chiamò il SIIL “Frankenstein mostruoso nutrito dall’occidente” in un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014. Non a caso, mentre il presidente Barack Obama dichiarava che il Venezuela rappresentava una “minaccia alla sicurezza nazionale” degli Stati Uniti, a marzo vi furono segnalazioni di attività del SIIL in Venezuela. L’US Army War College, assieme al professor Robert Bunker, dichiara che l’aumento dell’attività del SIIL in Venezuela sia un bene per la sicurezza nazionale perché il SIIL è il nemico naturale di Hezbollah, che i neocon statunitensi sostengono riceva sostegno strategico dal Venezuela. I legami tra SIIL e occidente in America Latina non sono ignorati dal saggio statista dell’emisfero occidentale, l’ex-presidente cubano Fidel Castro. Nel settembre 2014 Castro accusò il Mossad israeliano, in combutta con il senatore McCain, di aver contribuito a creare il SIIL.
Gli autori ultimi della devastazione del SIIL nel Medio Oriente non vanno ricercati nei deserti del Medio Oriente e nelle montagne dell’Afghanistan, ma nelle suite al settimo piano del quartier generale della CIA a Langley. Nel 1985, quando la CIA sponsorizzò il vertice dei gruppi terroristici di destra a Jamba, Angola, la CIA cercò di uccidere il Grande Ayatollah libanese sciita Muhamad Husayn Fadlallah con un’autobomba a Beirut. La CIA lo mancò ma uccise 80 persone innocenti e ne ferì 256. Oggi la CIA permette al SIIL di compiere attacchi terroristici da Iraq e Siria a Yemen e Libia. Il SIIL non può essere sconfitto senza affrontare duramente Brennan e i suoi consiglieri.

John Brennan capo della CIA

John Brennan capo della CIA

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sanzioni e nascita della nuova Russia

F. William Engdahl New Eastern Outlook 25/06/2015csf978Voglio condividere le mie impressioni sulla recente visita a San Pietroburgo, dove sono stato invitato a parlare a una conferenza intitolata “Mai sprecare una buona crisi”. Il titolo è una versione del vecchio proverbio cinese: “Una crisi presenta anche opportunità”. Questo è ciò che appare oggi nella Federazione Russa e s’irradia dall’ampia distesa dell’Eurasia ad Asia, Africa, Medio Oriente e America Latina. In mancanza di un termine migliore, chiamerò ciò che avviene Ordine del Nuovo Mondo, per differenziarlo dal Nuovo Ordine Mondiale dominato dagli Stati Uniti di George HW Bush, proclamato dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, in un discorso dell’11 settembre 1990 al Congresso degli Stati Uniti, dove disse “Oltre questi tempi difficili, il nostro… obiettivo, un Nuovo Ordine Mondiale, può emergere…” Oggi è chiaro che il Nuovo Ordine Mondiale di Bush era destinato a sfruttare senza scrupoli il disordine successivo alla fine dell’Unione Sovietica forgiando un mondo unipolare in cui un piccolo gruppo avrebbe dettato al mondo intero le sue condizioni. Il suo perseguimento è stato l’unico obiettivo della politica estera degli Stati Uniti e delle loro guerre e campagne terroristiche sotto tre presidenti degli Stati Uniti, nell’ultimo quarto di secolo dalla fine dell’Unione Sovietica. Ciò motiva la guerra civile istigata dagli USA in Ucraina, Siria, contro la Cina nel Mar Cinese orientale, e il sostegno occulto degli USA al SIIL. Si avanzano le sanzioni economiche statunitensi contro la Russia, a cui Washington ha costretto l’UE ad appoggiare, con grande danno per la sua economia. Ciò che ho visto non solo a San Pietroburgo, ma anche in altre recenti visite in Russia, è qualcosa che posso solo definire straordinario. Piuttosto che farsi terrorizzare da interminabili attacchi e sanzioni economiche e finanziarie lanciate contro di essa, la Russia e la sua dirigenza sono sempre più sicure di sé e, soprattutto, più autosufficienti e positivamente aggressive come mai prima. Alcuni esempi l’illustrano.

Leader negli alimenti biologici
I leader russi di oggi hanno capito che ciò che sotto il corrotto Eltsin era considerato una passività, l’agricoltura, è uno dei beni più grandi della Russia. Ho avuto occasione, nel contesto di questa edizione del San Petersburg International Economic Forum, di parlarne con il Viceministro dell’Agricoltura che mi ha detto che il governo ha preso la decisione strategica di usare le sanzioni “contro le sanzioni”, cioè vietare le importazioni di prodotti alimentari dall’Unione europea, per realizzare una produzione di alimenti naturali e biologici russi. Il Viceministro Sergej Levin mi ha detto che la Russia già oggi ha vietato ogni nuova commercializzazione di sementi OGM. Le sue osservazioni furono riprese dal Viceprimo ministro russo Arkadij Dvorkovich che annunciava che la Russia non userà organismi geneticamente modificati (OGM). Il ministro dell’Agricoltura russo Nikolaj Fjodorov ha promesso di fare della Russia un Paese senza OGM. In una riunione dei deputati rappresentanti le zone rurali ha dichiarato sugli OGM che il governo non “avvelenerà i cittadini”. Hanno capito che il ricco e fertile suolo russo, quando le esigenze della guerra fredda deviarono la produzione di sostanze chimiche per la difesa, in gran parte evitò il pesante uso di prodotti agrochimici che ha gravemente danneggiato i terreni agricoli degli Stati Uniti e di gran parte dell’Unione europea dal 1945, secondo i metodi agro-alimentari statunitensi che in modo meraviglioso aumentarono la resa dei raccolti, ma non la qualità nutrizionale del cibo prodotto. Qui è dove la Russia ha capito che può divenire un importante produttore mondiale di prodotti agricoli organici di qualità. I fertili terreni agricoli russi diventano ancora più strategici per le forniture alimentari mondiali, mentre le fertili terre nere dell’Ucraina vengono distrutte da guerra e caos.

La Russia come catalizzatore dell’energia
10952140 Ciò che era evidente nei miei colloqui e osservazioni a San Pietroburgo è la tremenda dinamica russa nel mutare l’ordine mondiale esistente. Le sanzioni spingono la Russia a fare cose molto buone. Gli sforzi di Washington sono ridicolmente inefficaci cercando di bloccare i capitali occidentali per le imprese russe, in particolare quelle energetiche, e la drammatica escalation delle provocazioni della NATO attorno la Russia hanno spinto a decisioni strategiche autonome o alla cooperazione con partner commerciali non NATO. La diversità di tali accordi commerciali strategici emersa a San Pietroburgo è impressionante. Andrew Korybko, giornalista e analista di Sputnik ha dettagliato alcuni dei più significativi accordi emersi nel forum russo. Korybko sottolinea che lungi dall’essere considerato a livello internazionale come uno Stato paria, “spezzando” le regole del gioco di Washington, la Russia calamita l’interesse internazionale come mai prima nella storia. Ciò è dimostrato dalla partecipazione al forum annuale di San Pietroburgo. Nonostante i grossi stupidi sforzi del dipartimento di Stato USA per scoraggiare la presenza a San Pietroburgo, quest’anno vi era un numero record di partecipanti, circa 10000, che in tre giorni di intense discussioni hanno firmato oltre 200 contratti da 5,4 miliardi dollari per nuovi accordi commerciali con la Russia, con decine di miliardi di nuovi accordi negoziati seriamente. L’affluenza è stata del 25% più alta rispetto all’anno prima, un record per il 19.mo forum nonostante i ripetuti sforzi di Washington e Bruxelles di demonizzare la Russia e Putin. Si invia un segnale chiaro ai governi della NATO che non considerano le sanzioni alla Russia un ostacolo all’ulteriore cooperazione con la Russia per sviluppare le vaste risorse di idrocarburi, da parte dell’inglese BP e dell’anglo-olandese Royal Dutch Shell, così come della tedesca E.ON, che hanno stipulato importanti nuovi accordi con la Russia a San Pietroburgo.
I colossi energetici Gazprom e Shell hanno firmato un memorandum per la costruzione di una terza linea per l’impianto di gas naturale liquefatto di Sakhalin sulla costa del Pacifico della Russia. Gazprom ha inoltre firmato un memorandum per la costruzione di un gasdotto dalla Russia alla Germania sul Mar Baltico con E.ON, Shell e la società energetica OMV di Vienna. L’accordo del Baltico prevede la costruzione di un nuovo gasdotto verso la Germania a fianco dell’attuale Nord Stream. Il nuovo progetto avrà una capacità di 55 miliardi di metri cubi l’anno, il doppio del volume del Nord Stream. Nonostante i rapporti tesi tra Mosca e Bruxelles, l’Europa avrà bisogno di più gas nel prossimo futuro e la Russia è l’unico Paese che può soddisfare la domanda ad un prezzo competitivo. “Considerando il declino dell’estrazione locale di gas in Europa e l’aumento della domanda, le imprese europee devono sviluppare nuove infrastrutture per garantire l’approvvigionamento di gas russo a i consumatori europei“, ha detto Gazprom in un comunicato. Dopo lo stupido tentativo di Bruxelles di sabotare ulteriori forniture di gas Gazprom-UE, generando da parte dei governi dell’UE il caos incontrollato in Ucraina, una quota importante delle forniture via gasdotto all’UE dalla Russia minaccia di ridursi. In conseguenza alle pressioni dell’UE su Bulgaria e altri Paesi dell’UE, lo scorso dicembre, nei colloqui con il presidente turco Erdogan ad Ankara, il presidente russo Vladimir Putin annunciava, scioccando Bruxelles, che South Stream, un progetto da 45 miliardi di dollari per inviare gas naturale russo via gasdotto sottomarino nel Mar Nero in Bulgaria e nei mercati dei Balcani e del sud Europa, era morto. Invece Putin annunciava colloqui con Erdogan per creare ciò che oggi è chiamato Turkish Stream, un gasdotto che porterà il gas russo attraverso la Turchia direttamente ai confini della Grecia. Il percorso successivo ai Paesi dell’UE dipenderà dalle decisioni dell’UE. In particolare in tale contesto, durante i colloqui a San Pietroburgo tra il primo ministro greco Alexis Tsipras e funzionari russi, tra cui Putin e ministri dell’Energia russo e greco, la Grecia ha firmato un memorandum per portare il gas russo dal gasdotto Turkish Stream al membro dell’UE (almeno per ora) Grecia. Grecia e Russia hanno firmato il memorandum per il progetto che Tsipras ha descritto come “Greek Stream“. Allo stesso convegno, il presidente della Republika Srpska Milorad Dodik ha rivelato che “la Serbia senza dubbio parteciperà al Turkish Stream”. Non erano gli unici accordi energetici raggiunti a San Pietroburgo. Gazprom e la società francese del gas Engie hanno discusso la necessità di nuove vie di forniture di gas all’Europa. E il gigante petrolifero russo Rosneft ha firmato un accordo con la compagnia petrolifera e gasifera inglese BP che ha acquistato il 20 per cento della Taas-Jurjakh Neftegazodobicha nella Siberia orientale, creando una nuova joint venture energetica anglo-russa. Per coloro che in occidente affermano, come i neo-con del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, della Casa Bianca di Obama o dell’ufficio del segretario alla Difesa “Ash” Carter, che Putin pone furtivamente le basi per la ricostruzione l’Unione Sovietica, che non vi è alcuna base del genere, e che è chiaro che più l’economia della Russia dipende da cooperazione e rispetto reciproco con i Paesi UE, più assurde tali accuse appaiono.

L’accordo a sorpresa con i sauditi
Come se scala e diversità di questi nuovi accordi non fossero sufficienti, gli accordi della Russia di Putin con i massimi rappresentanti di Arabia Saudita e dell’India sottolineano il ruolo di avanguardia che la Russia svolge sempre più nel creare un Nuovo Mondo dall’ordine multipolare. Uno degli sviluppi più geopoliticamente affascinanti del forum di San Pietroburgo è stata la comparsa del principe saudita Muhamad bin Salman, ministro della Difesa e figlio del re Salman. Il principe bin Salman e Putin hanno tenuto una conferenza stampa congiunta durante il St. Petersburg International Economic Forum, dove Putin ha annunciato di aver invitato il re saudita Salman a visitare la Russia, e di aver accettato l’invito a visitare l’Arabia Saudita. Inoltre, i due hanno discusso dell’acquisto saudita di tecnologia russa nucleare. Il ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr ha detto a RT che l’Arabia Saudita ha intenzione di utilizzare l’esperienza della Russia per costruire 16 reattori elettronucleari. Russia e Arabia Saudita firmarono un accordo intergovernativo sulla cooperazione per l’uso pacifico dell’energia nucleare. Secondo l’agenzia per l’energia atomica russa Rosatom, per la prima volta nella storia delle relazioni russo-saudite si crea un quadro giuridico per la cooperazione bilaterale nel campo dell’energia nucleare, aprendo prospettive di cooperazione nella costruzione e gestione di reattori, ciclo del combustibile nucleare, nonché istruzione e formazione. Il presidente russo Putin e il principe saudita hanno discusso la possibile cooperazione nel commercio di armi. Hm. Finora l’Arabia Saudita è il primo cliente degli armamenti di Stati Uniti e Gran Bretagna. Non c’è dubbio che il 9 maggio, la sfilata a Mosca dei sistemi d’arma russi più avanzati abbia catturato l’attenzione del principe bin Salman. Riferendosi ai colloqui tra bin Salman e Putin su possibili acquisti di sistemi d’arma russi dall’Arabia Saudita, il ministro degli Esteri al-Jubayr ha dichiarato: “La questione (di acquistare armi) viene considerata dagli esperti militari dei nostri Paesi. Ma voglio sottolineare che nulla c’impedisce di acquistare sistemi di difesa russi, proprio come nulla impedisce alla Russia di venderli all’Arabia Saudita“. Possiamo immaginare come questa affermazione abbia preoccupato Washington e Londra e il quartier generale di Bruxelles della NATO, su quanto deciso dall’incontro del 1945 tra il presidente statunitense Roosevelt e il re saudita Ibn Saud per garantire i diritti esclusivi alle major petrolifere statunitensi nel sviluppare gli enormi giacimenti di petrolio del regno saudita, facendo di Riad uno Stato vassallo degli Stati Uniti.
Altri accordi nel contesto dell’ultimo Forum economico internazionale di San Pietroburgo sono troppo numerosi da dettagliare. Riguardano India, Myanmar e numerosi altri Paesi. In breve, San Pietroburgo ha dimostrato al mondo il fallimento totale della politica degli Stati Uniti nel cercare di isolare e demonizzare la Russia di Vladimir Putin. Perseguendo la strategia di pacifici accordi economici e commerciali con gli alleati della Shanghai Cooperation Organization, soprattutto con la Cina, di accordi con i Paesi BRICS come India, Brasile, Sudafrica e Cina e nell’ambito dell’Unione economica eurasiatica, la Russia emerge quale avanguardia dell’Ordine del Nuovo Mondo, in cui il rispetto di confini nazionali e sovranità nazionale è ancora la pietra angolare. Parafrasando il testo del grande cantante country statunitense Carl Perkins, la Russia dice a Washington, “Puoi abbattermi, calpestarmi, calunniarmi dappertutto. Ttutto ciò che vuoi, ma uh uh, bello, lascia in pace il mio diritto sovrano ad esistere e prosperare in pace con i miei vicini“. Il Nuovo Ordine Mondiale di Bush si sgretola sotto i nostri occhi mentre la Russia dà vita all’Ordine del Nuovo Mondo. E’ affascinante e molto bello da vedere.CDH1iCRWYAApHyl_risultatoF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’isolamento progredisce: grande accordo tra Arabia Saudita e Russia

Dedefensa 21/06/2015Russia's President Putin meets with Saudi Arabia's Prince Mohammed bin SalmanTutto ciò non farà che aggiungersi alla dinamica assai rapida e virtuosa del caos trasformato in iperdisordine mondiale, anche quando si tratta di un evento che dovremmo ritenere strutturato. Assieme al vertice economico di San Pietroburgo (Davos orientale) accolto dai sogghigni di Washington, dagli scherni del Financial Times e da una relazione distorta di Bloomberg, Putin ha incontrato una forte delegazione dell’Arabia Saudita composta dalle più potenti figure, oltre al nuovo re, del regno. Estremamente importanti accordi sono stati siglati, anche per stabilizzare il mercato del petrolio e Putin ha ricevuto un sontuoso invito ufficiale a recarsi a Riyadh (naturalmente, anche Putin ha invitato il re a recarsi a Mosca). “Un’alleanza petrolifera tra Arabia Saudita e Russia per stabilizzare il mercato mondiale del petrolio? Sembra improbabile, in particolare con tutte le voci su Stati Uniti ed Arabia Saudita che segretamente accettavano di far collassare l’economia della Russia deprimendo il prezzo del petrolio nel 2014, per non parlare di come i due Paesi abbiano posizioni diametralmente opposte su questioni come Siria, Iran e Yemen…“, scrive Russia Insider il 20 giugno 2015.
Quindi aumenta l’isolamento della Russia… Putin non va al G7 e il re dell’Arabia Saudita non va alla conferenza degli Stati del Golfo convocata un paio di settimane prima da Obama a Camp David; ma Putin andrà a Riyadh e il re andrà a Mosca. Tutto ciò avviene senza che la Russia abbia cambiato di un copeco la sua politica siriana, mentre il blocco BAO, Francia in testa con “maestria”, continua ad invocare la morte di Assad per potersi fare il bagnetto nelle splendide acque del Golfo. A ciascuno la sua strategia, e ad ognuno la dignità che gli si addice, con i risultati meritati. …Rimaniamo ben consapevoli, ed è molto oggi, di dover attendere sviluppi in questo straordinario nuovo capitolo delle relazioni internazionali. Già si sussurra che l’Arabia Saudita veda con interesse la forte espansione dei rifornimenti in armamenti russi, ampliando la constatazione del grande successo dell’attuale politica-sistema del blocco BAO per isolare Mosca e mantenere l’esclusività sui rapporti strategici con l’Arabia Saudita. Attendiamo con interesse di scoprire con quale valuta si svolgerà il commercio russo-saudita, iniziando con un piede così nuovo, e se l’Arabia Saudita un giorno sarà interessata a un posto tra i BRICS o all’adesione alla SCO…
Dal testo di Russian Insider: “…Il caso in questione… l’incontro dello scorso giovedì a San Pietroburgo, dove il Presidente Putin ha ricevuto il principe ereditario saudita e ministro della Difesa Muhamad bin Salman (figlio dell’attuale re Salman), insieme al ministro degli Esteri Adil al-Jubayr e all’onnipotente ministro del Petrolio Ali al-Naymi. Le due parti hanno firmato sei nuovi accordi di cooperazione che includono le sfere nucleare e militare. (…) Nella delegazione saudita, il potere effettivo era, naturalmente, del decantato ministro del Petrolio Ali al-Naymi, che appariva abbastanza fiducioso sull’aumento del prezzo del petrolio nel prossimo futuro. Naymi avrebbe detto: “Sono ottimista sul futuro del mercato nei prossimi mesi, riguardo a un miglioramento continuo e all’aumento della domanda globale di petrolio, così come sul basso livello delle scorte commerciali”. Questo, ha detto il ministro, “dovrebbe migliorare il livello dei prezzi”. Naymi ha continuato a lodare il rafforzamento della cooperazione bilaterale fra Riyad e Mosca affermando che, “Questo, a sua volta, porterà alla creazione di un alleanza petrolifera tra i due Paesi a beneficio del mercato internazionale così come dei Paesi produttori, stabilizzando e migliorando il mercato”. (…) Ma l’Arabia Saudita ha una nuova leadership e non è lo stesso Paese di un anno fa. La delegazione inviata a Russia era di altissimo profilo, e il fatto che la dichiarazione sia stata fatta direttamente da Naymi, al contrario di alcuni fin troppo comuni ‘alti funzionari’ o ‘fonti anonime’, la dice lunga. Naymi, il formidabile 80enne che presiede l’oro nero arabo, è una leggenda vivente del Regno (iniziò la carriera nella Saudi Aramco all’età di 11 anni) ed esercita più potere dopo il re. Le sue dichiarazioni sulla politica energetica saudita non sono pensieri o opinioni. Piuttosto, sono fatti e politica, dichiarazioni che non ci sarebbero mai senza l’approvazione esplicita e l’autorità del re. In parole povere, Naymi ha appena dichiarato una nuova direzione nella politica estera saudita. Questo è solo l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni saudite-russe. Durante l’incontro con il Presidente Putin, il principe Muhamad ha pubblicamente annunciato che suo padre aveva ufficialmente invitato il presidente russo nel regno, affermando: “Ho l’onore di trasmettere l’invito a visitare il Regno dell’Arabia Saudita, considerando la Russia come uno degli Stati più importanti del mondo contemporaneo, le cui nostre relazioni hanno radici profonde. Il signor Putin ha accettato l’invito del re a visitare il Paese del Golfo e a sua volta ha annunciato di aver invitato il re a Mosca, che il principe ereditario ha confermato esser stato accettato. Questi incontri, se e quando avverranno, saranno da seguire molto da vicino“.pic_9b33ebf4eabdabb3857f8f2bf194781cTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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