Erdogan ora guida il proprio Stato profondo: “Ergenekon II”

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 20/07/2016Erdogan_c0-362-4603-3045_s885x516Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è salito al potere da primo ministro nel 2002, quando il suo Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) vinse elezioni democratiche. All’inizio del dominio dell’AKP in Turchia, Erdogan e ampi settori dell’economia, della politica, del mondo accademico, dei media e il movimento religioso islamico moderato guidato dal carismatico Fethullah Gulen erano tutti d’accordo sulla presenza dello “Stato profondo” in Turchia. Questo Stato profondo fomentò tre colpi di Stato militari in passato. Lo Stato profondo turco, composto da ufficiali militari e d’intelligence nazionalisti, era noto anche come “Ergenekon”. Erdogan fu generalmente applaudito da molti turchi quando decise di passare all’offensiva contro Ergenekon, sradicandone molti attori chiave e devastando i militari e il servizio d’intelligence della Turchia, il MIT. Ma Erdogan non si fermò ai militari e al MIT nel ricercare i cospiratori di Ergenekon. Diventando sempre più paranoico sui complotti contro di lui e il suo governo, Erdogan iniziò ad accusare tutti i suoi avversari politici di essere cabalisti di Ergenekon. Il governo dell’AKP sempre più islamista cominciò ad accusare giornalisti, curdi, armeni, accademici, militari, membri della Corte Costituzionale e capi dei partiti di opposizione di far parte di Ergenekon. Presto, Erdogan puntò l’ossessione cospirazionista sul suo ex-alleato politico Gulen e i seguaci conosciuti come gulenisti. Dopo le elezione presidenziali del 2007, Erdogan e l’alleato Gulen dissero che i congiurati di Ergenekon volevano abbattere il governo con l’operazione denominata Balyoz. Oltre 300 ufficiali furono arrestati e accusati di tradimento. I documenti informatici di Balyoz risalivano al 2003, ma erano stati scritti in Word 2007. Anche se era chiaro che i documenti erano falsi, probabilmente scritti da sostenitori di Erdogan, il suo governo iniziò ad accumulare un potere sempre più antidemocratico. In pochi anni, il rapporto tra Erdogan e Gulen si ruppe. Nel 2013, l’alleanza tra Erdogan e Gulen finì. Gulen tolse il sostegno a Erdogan. Il primo ministro turco rispose purgando il governo, tra cui ministri. Erdogan li accusò di essere gulenisti e membri di un “governo parallelo”. Gli arresti di agenti segreti nel “governo” aumentarono. Erdogan, che soffre di paranoia delirante, creava lo stesso “Stato profondo” che credeva lo minacciasse.
erdogan-usa-facetime E’ chiaro che il tentato colpo di Stato del 15 luglio da una frazione dei militari turchi era diretto da membri dello “Stato profondo” di Erdogan, che può essere chiamato “Ergenekon II”. Il tentativo di golpe, che fece ogni possibile errore di pianificazione, aveva diversi obiettivi. Primo, Erdogan poté scovare gli ultimi oppositori tra i militari, vedendo chi affiancava i golpisti. Secondo, Erdogan usa il tentato colpo per avere ancora più potere, tra l’altro licenziando oltre 2700 giudici in Turchia. Terzo, nel sollecitare i suoi sostenitori ad andare in piazza, Erdogan rinvigoriva il sostengo ai piani del suo AKP. Gli imam esortarono i turchi a supportare Erdogan con messaggi amplificati dagli altoparlanti in cima ai minareti di tutta la Turchia, su ordine della Direzione affari religiosi della Turchia, ente del radicalismo sunnita. Il colpo del 15 luglio era destinato a fallire, per opera di Erdogan. Anche se il colpo di Stato era iniziato come classico rovescio dei militari di un governo civile, occupando punti strategici: i due ponti di Bosforo, l’aeroporto internazionale di Istanbul, la TV statale TRT e il quartier generale dello Stato Maggiore Generale di Ankara, era però stato progettato per fallire e dare ad Erdogan la spinta necessaria del sostegno popolare. Resta un mistero come i golpisti, che stranamente limitarono le azioni per occupare alcuni, ma non tutti i centri strategici, potessero, allo stesso tempo, riuscire a chiudere la maggior parte dei social media in Turchia, tra cui Facebook, Twitter e YouTube. E c’è il problema fastidioso del perché i golpisti non si mossero per arrestare Erdogan in villeggiatura sul Mar Egeo. Infatti, dopo che Erdogan lasciò l’hotel di Marmaris, al suo aereo sarebbe stato rifiutato l’atterraggio nell’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul, indicato nelle mani dei ribelli. La propaganda di Erdogan poi cominciò a diffondere false informazioni secondo cui era in volo sull’aereo presidenziale alla ricerca di asilo in Germania. La verità è che l’aereo di Erdogan non si allontanò dallo spazio aereo turco. Anche se i social media furono chiusi, Erdogan apparve su FaceTime dal suo iPhone alla CNN Turk, che non era ancora stata occupata dalle forze militari ribelli. Se il colpo fosse stato un serio tentativo di cambiare il governo, FaceTime sarebbe stato chiuso. CNN Turk, filiale della statunitense Cable News Network (CNN), sarebbe stata bloccata, così come lo fu la televisione di stato TRT. Inoltre, l’agenzia di stampa statale Anadolu continuò a rilasciare dichiarazioni del primo ministro Binali Yildirim, sostenendo che il golpe era stato appena sventato. Un colpo di Stato reale avrebbe chiuso anche l’agenzia. Dopo che i sostenitori Erdogan occuparono l’aeroporto internazionale Ataturk, Erdogan atterrò nelle prime ore del mattino del 16 luglio per incontrare la folla di sostenitori. Questi irriducibili sostenitori di Erdogan sono con lui da quando era sindaco di Istanbul. L’aereo di Erdogan atterrò senza incidenti. In un colpo di Stato autentico, l’aereo di Erdogan sarebbe stato circondato dai militari e lui sarebbe stato messo agli arresti. In alternativa, se l’aereo presidenziale insisteva a voler atterrare contro gli ordini dei militari, sarebbe stato abbattuto. Generando ancora più simpatia per sé, Erdogan affermò che il suo hotel di Marmaris fu bombardato dopo che era andato via avendo appreso del colpo di Stato. Sarebbe stato anche nell’interesse di Erdogan ordinare il bombardamento della struttura, così come dell’enorme palazzo presidenziale di Ankara, raccogliendo ancora più simpatia e sostegno popolare. I “cospiratori” del colpo di Stato scelsero di colpire nel momento in cui enormi ingorghi sarebbero nati chiudendo le autostrade a Istanbul, una metropoli di 15 milioni di persone. Chiudendo tutte le corsie sui ponti del Bosforo e non mantenendone una corsia aperta, affinché tornasse a casa dal lavoro, la popolazione si arrabbiò verso il “colpo di Stato” e i presunti “capi”.
Se il tentativo di colpo di Stato fosse stato autentico, Erdogan sarebbe stato arrestato e incarcerato senza la possibilità di trasmettere un messaggio al popolo turco. I turchi, più di chiunque altro, sanno del crollo del colpo di Stato greco-cipriota contro il presidente cipriota Makarios nel 1974. Dopo che una giunta greco-cipriota annunciò che Makarios era stato estromesso ed ucciso durante il colpo di Stato, Makarios parlò alla nazione da un stazione radio a onde corte di Paphos, Cipro. Makarios annunciò che i golpisti non l’avrebbero mai cacciato da Cipro. Il colpo di Stato fallì. L’esercito turco conosce bene questa storia perché sfruttò il colpo di Stato greco-cipriota per invadere ed occupare la parte settentrionale di Cipro, apparentemente per proteggere la popolazione turco-cipriota. Erdogan incontrò all’aeroporto una folla che agitava nuove bandiere turche, dalle pieghe ancora visibili. Questo è sempre un segno del coinvolgimento di George Soros nelle rivolte colorate, con manifestanti che sventolano sempre bandiere nuove di fabbrica. Alcuni sostenitori di Erdogan furono visti agitare le bandiere nuove del gruppo separatista islamico del Turkestan orientale in Cina, un gruppo sostenuto da Soros. L’Open Society Institute di Soros opera liberamente ad Istanbul e Soros è in rapporti amichevoli con Erdogan. E’ inoltre degno di nota che il segretario di Stato degli USA John Kerry, un accolito di Soros, indicasse che avrebbe raccomandato di estradare Gulen dall’esilio in Pennsylvania, se viene provato che il religioso fosse dietro il colpo di Stato. Erdogan non avrebbe potuto chiedere di più dal supporto al suo colpo di Stato sotto falsa bandiera, che aveva due obiettivi: imporre una nuova Costituzione alla Turchia che darà ad Erdogan poteri dittatoriali e prendere Gulen mettendolo in prigione o peggio. Le dichiarazioni di Kerry sono inani come lo era l’impiego di Barack Obama di Erdogan come consulente su Medio Oriente e questioni islamiche. Obama poteva fare di peggio chiedendo pareri al califfo a capo dello Stato Islamico.
Il tentato colpo di Stato in Turchia è una combinazione tra incendio del Reichstag in Germania orchestrato dai nazisti nel 1933, attribuito ai comunisti per permettere ad Adolf Hitler di demolire la Costituzione tedesca, ed Operazione Valchiria, il complotto militare per uccidere Hitler nella sua tana nella Prussia orientale del 1944. Attendendo abbastanza a lungo per vedere chi aderiva al suo finto colpo di Stato in Turchia, Erdogan ha seguito Hitler che aspettò di rivolgersi alla nazione tedesca finché tutti i sostenitori di Valchiria si svelarono. Fu allora che Hitler ordinò arresti ed esecuzioni dei golpisti. Dopo il crollo del colpo di Stato turco, Erdogan è immediatamente passato a far arrestare veri o sospetti golpisti catturati con una classica operazione “carta moschicida”. Erdogan si crede un sultano ottomano dei nostri giorni, e ora si vede anche come un capo assediato. Erdogan è più pericoloso che mai e la Turchia ha in serbo un futuro molto cupo, davvero.13239974La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un colpo di Stato molto prevedibile?

Gli oppositori di Erdogan ne hanno consolidato la posizione
Philip Giraldi, The American Conservative, 18 luglio 2016

turquie-640x400Il colpo di Stato militare in Turchia dello scorso fine settimana consisteva nei tentativi di prendere edifici governativi e infrastrutture chiave. Il colpo di Stato era diretto principalmente da truppe dalla gendarmeria e dall’aviazione ed era guidato da generali e colonnelli. Vi furono dei successi iniziali, ma entro il mattino dopo era chiaro che il governo aveva prevalso. Quasi 6000 arresti di presunti cospiratori si sono avuti e altri di certo seguiranno. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha promesso un giro di vite sui militari e anche sulla magistratura, accusando del golpe l’arcinemico Fethullah Gülen, in esilio in Pennsylvania. Gli analisti ritengono che la sconfitta del colpo di Stato aumenterà notevolmente l’autorità di Erdogan e potrà consolidare il potere alterando la costituzione del Paese che, data la crisi in Turchia causata dal colpo di Stato e dagli attentati a Istanbul, è probabile abbia successo. E un giusto processo per i presunti cospiratori nelle circostanze attuali rischia di non esserci, saranno accusati di tradimento. Erdogan potrà fare un repulisti e consolidare il potere. Vi è inevitabilmente una contronarrazione su cui io e numerosi osservatori della Turchia, collegati in rete, discutiamo e siamo inclini a credere. Per completezza, devo ammettere di criticare la direzione autocratica e islamista perseguita dal governo di Erdogan negli ultimi tre anni. Prima di tutto, anche se non è un grosso problema, nessuno di noi crede che Gulen sia dietro il colpo di Stato. E’ conveniente per Erdogan incolpare il suo primo avversario, perché faciliterà gli arresti di tutti gli oppositori, neanche legati al colpo di Stato, sostenendo che sono gulenisti. Erdogan è abile nell’incarcerare oppositori, spesso giornalisti, con accuse inventate di tradimento, e questa volta non sarà diverso. Il processo è già iniziato con la detenzione di numerosi ufficiali e giudici e senza dubbio si amplierà mentre altri nemici vengono identificati. In secondo luogo, quasi tutti noi crediamo che il colpo di Stato sia fondamentalmente una manovra. Erdogan e il suo governo avvertivano da mesi sulla possibilità di un colpo di Stato, quindi l’evento non dovrebbe sorprendere nessuno. E’ ormai certo che ci fu un tentato colpo di Stato a quanto pare sostenuto per lo più da militari kemalisti sostenitori dello Stato laico e che fossero allarmati dalla politica estera di Erdogan, tra cui la collaborazione coi gruppi terroristici e l’ostilità verso Russia e Siria. C’era anche probabilmente preoccupazione per il deterioramento dell’economia turca dovuto ai timori europei verso il terrorismo che distrugge il turismo, problema legato all’ingerenza di Ankara in Siria e alla vendetta personale di Erdogan contro il principale partito politico curdo, il Partito Democratico dei Popoli (HDP). Molti osservatori e anche funzionari del governo, ufficiosamente, criticano l’abbandono della tregua voluta da Erdogan poco prima vigente con la minoranza curda e il suo braccio armato PKK.
I golpisti probabilmente hanno commesso un errore presupponendo che vi fosse ampio sostegno nei vertici militari turchi al colpo di Stato. I generali, che un tempo sarebbero stati avversari naturali delle ambizioni di Erdogan, furono severamente puniti nel loro primo scontro con l’allora primo ministro, nel 2010-11. Una serie di processi farsa sostenne che gli alti ufficiali fossero coinvolti nel complotto contro il governo, secondo prove molto labili, rimuovendo i vertici e sostituendoli gradualmente con leali ad Erdogan. Molti degli ufficiali condannati furono liberati dal carcere ma, essendo rimasti senza potere per anni, non hanno alcuna capacità di agire contro il governo. I golpisti possono aver avvicinato uno o più nuovi generali nominati da Erdogan, senza il cui sostegno il colpo di Stato era impossibile, cercando simpatie. Con ogni probabilità, furono ricevuti cordialmente, ma l’ufficiale più anziano immediatamente indicò tale aperture al presidente, ponendo le basi della trappola. Il resto è andato naturalmente come previsto. I congiurati seppero da simpatizzanti della magistratura o della polizia che sarebbero presto statti arrestati, così iniziarono il colpo di Stato prima che i piani fossero completati e quasi sorpresero il governo. Erano pochi, così devono aver sperato che sarebbero stati raggiunti da altri. Non ebbero successo nelle unità dell’esercito e della polizia. e i lealisti si organizzarono rapidamente per resistergli. Erdogan poté anche chiamare i sostenitori a scendere in piazza e occupare l’aeroporto di Istanbul. I risultati erano prevedibili e il colpo di Stato è stato schiacciato. Erdogan ora ne raccoglierà i frutti politici, chiede inoltre l’estradizione di Gulen dagli Stati Uniti e l’amministrazione Obama considererebbe la richiesta.
Un altro aspetto del colpo di Stato ha provocato certa confusione. All’inizio fu affermato, senza alcuna prova, che i cospiratori fossero costernati dalle recenti aperture del governo di Erdogan verso Russia e Siria per ripristinare relazioni normali. Questa è una lettura completamente erronea dei fatti, essendo l’esercito turco da tempo riluttante a sostenere eventuali operazioni in Siria e, in generale, si oppose a qualsiasi iniziativa fuori dai confini della Turchia. Durante la breve occupazione della televisione turca, i golpisti denominarono il loro movimento “consiglio di pace”. I generali sono occupati da curdi e rifugiati, e la maggior parte sicuramente non incoraggiava altre incombenze. Si potrebbe anche aggiungere ai cambiamenti verso Russia e Siria il riavvicinamento ad Israele. L’economia turca è in cattive acque e la posizione internazionale è gravemente danneggiata dalle politiche di Erdogan. I sondaggi suggerivano che il pubblico turco accusasse Erdogan del calo dell’occupazione e del reddito, così come del terrorismo. Il cambio politico per ricucire con un certo numero di Paesi fu la risposta a tale preoccupazione e non era collegato al malcontento dei militari turchi. Così il colpo di Stato militare abortito è diventata una grande vittoria del presidente Erdogan. Resta da vedere come esattamente la sfrutterà, ma è certo che l’userà come pretesto per espandere i suoi poteri. A chi obietta che il presidente turco non avrebbe ucciso soldati per la propria agenda politica, si potrebbe far notare che pensava di farlo nel 2014 per creare il pretesto per la guerra contro la Siria. Di conseguenza, la questione se Erdogan in realtà abbia favorito il colpo di Stato come operazione false flag è certamente intrigante e va considerata. Va considerato dalla Casa Bianca prima di acconsentire alle richieste di Ankara di estradare Gulen o uno dei suoi soci.Cnl00n9XYAAWjGaPhilip Giraldi, ex-agente della CIA, direttore esecutivo del Consiglio per l’Interesse Nazionale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dettagli sul colpo di Stato militare in Turchia

Colonel Cassad, 19 luglio 2016

Continuano ad esserci alcuni interessanti dettagli sul colpo di Stato militare in Turchia31-111. L’intelligence turca sapeva della minaccia di un colpo di Stato poche ore prima dell’inizio e ne riferì allo Stato Maggiore Generale, ponendo in una situazione estremamente ambigua il Capo dello Stato Maggiore Generale Hulusi Akar, che sarebbe stato arrestato dai congiurati la sera del 15 luglio e portato nella base aerea Akynchi nei pressi di Ankara, ma secondo Ozturk era colluso con i cospiratori e sapeva tutto. Secondo il MIT era così; il 15 luglio alle ore 16:00 il MIT informò il Capo di Stato Maggiore Hulusi Akar, il comandante dell’esercito Generale Salih Ciolacu (arrestato dai ribelli) e il Generale Yashar Guler (anche lui arrestato), poi lo Stato Maggiore Generale, poco prima del colpo di Stato, ritirò gli ordini che vietavano i voli di aerei ed elicotteri militari sulla Turchia. Ordini simili erano scomparsi anche per certe unità corazzate. Così, poche ore prima del colpo di Stato, lo Stato Maggiore Generale, che sarebbe diventato uno degli epicentri della rivolta, diede ordini in conflitto con i piani dei cospiratori, rendendo la rivolta caotica e disorganizzata da quei generali che o non volevano andare contro Erdogan, o volevano avvertire il MIT, che subito interveniva, ed iniziavano a mettere i bastoni tra le ruote dei colleghi congiurati fino alla fine. A questo proposito, la domanda più interessante è ovviamente il ruolo del Capo di Stato Maggiore Hulusi Akar, una sorta di Fromm turco.

Generale Hulusi Akar

Generale Hulusi Akar

2. Secondo Erdogan, seppe dell’inizio della ribellione dopo l’inizio, e dovette lasciare l’hotel 10-15 minuti prima che arrivassero le forze speciali eliportate (ancora ricercate), e così poté “miracolosamente sopravvivere”. Una domanda si pone, se l’intelligence riferì allo Stato Maggiore Generale della ribellione tra le 16 e le 17 del 15 luglio, perché Erdogan rimase in albergo fino a sera, e non lo lasciò una sola volta? Ecco cosa dice Erdogan, “il 15 ero a Marmaris, in vacanza. Verso le 22, ebbi la notizia di ciò che succedeva… decidemmo di lasciare (l’hotel). A Marmaris condussero un’operazione contro di me. Due delle mie guardie furono uccise. Se fossi rimasto altri 10-15 minuti, sarei stato ucciso o catturato”. C’era la possibilità che potesse cambiare seriamente il quadro degli eventi. Lo Stato Maggiore non poté prendere Erdogan a causa del sabotaggio ai cospiratori, prevedendo che il ritardo sarebbe bastato a neutralizzare i commando. D’altra parte, Erdogan poté avere il tempo di ricevere queste informazioni e poche ore prima dell’inizio effettivo della ribellione, crearsi la leggenda della salvezza miracolosa usandola nella repressione del colpo di Stato, e quindi rafforzare la sua posizione politica. Finora abbiamo un grave discrepanza tra le versioni, l’intelligence sapeva della minaccia del colpo di Stato dalle 16, Erdogan l’apprese alle 22. Nella versione di Erdogan sembra che per 6 ore, né MIT, né i generali fedeli dello Stato Maggiore non poterono impedirla. Sembra alquanto strano. Riguardo l’operazione a Marmaris, furono trovati degli elicotteri su cui i commando arrivarono e numerose munizioni abbandonate appartenenti alle forze speciali. L’operazione per neutralizzare Erdogan era comandata dal Maggior-Generale dell’Aeronautica Gokhan Sahin, che coordinò le azioni dei due gruppi delle forze speciali su 3 elicotteri. Durante il conflitto a fuoco, oltre ai due agenti di polizia fu uccisa una delle guardie di Erdogan. (21 dei 25 “berretti viola” che attaccarono l’hotel di Marmaris sono ancora in libertà, nonostante le centinaia di soldati e i mezzi coinvolti nell’operazione per catturarli).
Maggiori dettagli sull’organizzazione dell’operazione per neutralizzare Erdogan.BX-55d4c8f840a503. In Antalya, fu arrestato un altro consigliere militare di Erdogan, il Colonnello dell’Aeronautica Ercan Kyvrak. Il colonnello si nascose con documenti falsi in un albergo nella località. È il secondo consigliere militare di Erdogan arrestato qualche giorno fa. Prima fu arrestato il colonnello Ali Yazici. E’ possibile ipotizzare una situazione in cui le informazioni relative alla ricezione del golpe venissero bloccate da consiglieri militari e altre persone dalla cerchia interna che sapevano che Erdogan doveva essere neutralizzato a Marmaris. Oltre ai continui arresti di militari, ha iniziato il repulisti nell’ufficio del primo ministro, sospendendo dalle funzioni 257 persone e rimosso 492 persone del Consiglio per gli affari religiosi, colpendo essenzialmente l’intero apparato dello Stato, in realtà una purga basata sul principio di lealtà verso Erdogan.

4. Il 19 luglio la flotta turca avrebbe perso i contatti con 14 navi in mare il 15 luglio. Il comandante della Marina Veysel Kazel il 16 luglio non le avrebbe contattate, e secondo una versione sarebbe in ostaggio nella fregata “Yavuz”, presa dai congiurati, oppure partecipava alla cospirazione e sarebbe sulla “Yavuz” o una delle navi mancanti. Il ruolo del Comando della Marina nel complotto è ancora oscuro.f240yavuz15. Il ministro della Giustizia turco ha confermato che, nel caso della cospirazione contro Erdogan, sono stati arrestati i due piloti che abbatterono l’autunno scorso il Su-24 russo. Ora dipende da Erdogan deciderne il destino, considerali dei meri congiurati o consegnarli ai russi in cambio di qualcosa. Come la Turchia ha risposto alla minaccia da Washington e Bruxelles sul tema dello stato di diritto nel perseguimento dei partecipanti colpo di Stato. Il primo ministro ha detto che nella repressione dei cospiratori devono essere guidata dai principi dello Stato di diritto, non dalla vendetta. Così indicando la posizione ufficiale sul linciaggio di alcuni soldati a Istanbul e Ankara dopo essersi arresi. La questione della pena di morte, ancora aleggia, così come la minaccia di espellere la Turchia dalla NATO. pone certamente dei limiti alla vendetta sui nemici. Tuttavia, tali minacce non hanno impedito di privare i prigionieri politici del diritto alla difesa, d’incontrare la famiglia e alle telefonate. Ulteriori informazioni circa l’arresto dei generali.

Il pilota che abbatté il Su-24 russo in Siria

Il pilota turco che abbatté il Su-24 russo in Siria

6. Gli Stati Uniti hanno ricevuto la richiesta di estradizione di Gulen dalla Turchia, così come “dossier” classificati su di lui. Secondo il primo ministro della Turchia, agli statunitensi hanno consegnato documenti su Gulen e, se necessario, la Turchia è pronta a fornire la prova agli Stati Uniti necessarie per l’estradizione di Gülen e, in generale, da quando gli Stati Uniti hanno avanzato prove sui responsabili dell’11 settembre? Allo stesso tempo, la Turchia ha detto formalmente che il rifiuto di estradare Gülen porterà a rivedere il partenariato strategico tra Turchia e Stati Uniti. Gli Stati Uniti valutano cosa fare, dato che l’estradizione di Gülen può essere percepita negativamente da alleati e satelliti, così come nel Paese, dove nel quadro della lotta politica sarà visto come altro segno di debolezza e indegnità dell’amministrazione Obama.

Erdogan e Gulen

Erdogan e Gulen

7. Due agenti di polizia sono stati uccisi e molti feriti negli scontri con alcuni “terroristi” nel distretto di Trabzon. Dopo che i “terroristi” hanno violato il posto di blocco, sono fuggiti nelle foreste vicine, dove sono ricercati dalla gendarmeria. E’ possibile che siano alcuni cospiratori militari che cercano di nascondersi. Naturalmente, vedendo la dimensione del massacro dei cospiratori, molti cercano in un modo o nell’altro di lasciare il Paese, mentre tra i fuggitivi potrebbero esservi molti uomini armati che hanno prestato servizio in varie unità militari.

15d01fe89b81fc2514fffa92ddbfae87_20160413_2_15467235_7608287_webjpg

Generale Hulusi Akar secondo da destra; Hakan Fidan primo da destra.

tc-ata-turkey-government-gulfstream-aerospace-g-iv-gulfstream-iv_PlanespottersNet_597363

Il Gulfstream di Erdogan

Inoltre, secondo Russia Today, ufficiali turchi coinvolti nel tentato colpo di Stato, tra cui il pilota che ha bombardato il parlamento turco di Ankara, sarebbero fuggiti in Siria, sia nelle aree controllate dall’Esercito arabo siriano, sia nelle zone controllate dal Partito dell’Unione Democratica dei curdi di Siria. Inoltre, fonti diplomatiche avrebbero indicato che l’intelligence turca avrebbe ricevuto avvertimenti e “informazioni utili” dalla Francia sui preparativi del colpo di Stato contro Erdogan, contribuendo a contrastarlo. Le informazioni fornite dalla Francia avrebbero permesso alle forze di sicurezza turche di adottare misure attive per contrastare il colpo di Stato, almeno due giorni prima. Secondo tali fonti, l’informazione dai francesi avrebbe sorpreso i turchi, che non ritenevano probabile un colpo di Stato.

Le operazioni aeree del colpo di Stato militare per deporre Erdogan
F-16, KC-135R, A400M: dettagli noti e sconosciuti della notte del colpo di stato militare in Turchia.
David Cenciotti, The Aviationist 18 luglio 2016F-16-coup-706x441Qui di seguito il racconto di ciò che è accaduto il 15 luglio, al momento del tentato colpo di Stato militare in Turchia. Sulla base di informazioni raccolte dal giornalista della difesa turco Arda Mevlutoglu, analizzando i diari del Mode-S e articoli di vari media sul colpo di Stato.
Poco dopo le 22.00 ora locale del 15 luglio, l’operatore del controllo del traffico aereo (ATC) della 4.ta Akinci Main Jet Base (MJB), base aerea a nord-ovest di Ankara, contattava l’omologo dell’ATC di Esenboga. La base aerea Akinci ospita i 141.mo, 142.mo e 143.mo Filo (squadrone) dell’Aeronautica Militare turca (TuAF) dotati di F-16C.
L’operatore della 4MJB informava che 2 F-16 della base stavano per decollare, volando a 21-22000 piedi, e che il coordinamento con Esenboga ATC non era ritenuto possibile. Poco dopo, 2 F-16 designati Aslan 1 (Leone 1) e Aslan 2 (Leone 2) del 141.mp Filo decollavano dalla 4MJB. Dopo il decollo, Aslan 1 contattava Esenboga chiedendo il permesso di salire fino alla quota indicata, e fu concessa. Alla domanda dello scopo, il pilota rispose “missione speciale, voliamo verso Ankara“. Poco dopo la comunicazione, telefonate dalla città cominciarono a raggiungere Esenboga, dicendo che aviogetti volavano ad altissima velocità e a bassa quota. Erano circa le 22:20-22:25, mentre video degli F-16 che volavano su Ankara radenti i tetti venivano ripresi. Perplesso, l’Esenboga ATC chiamò l’ATC della 4MJB per spiegazioni. La risposta fu: “Hanno spento i transponder IFF“. La 4MJB inoltre informava Esenboga che una nuova coppia di F-16 dal nominativo Sahin (Falco) era decollata a bassissima quota. La coppia Sahin minacciava il traffico aereo civile, che fu deviato su rotte alternative. Poco dopo, l’ATC di Esenboga rilevava il KC-135R dal nominativo Asena 02 della 10.ma Main Tanker Base (MTB) di Incirlik. La presenza di questo KC-135R, del 101.mo Filo (nominativo radio “Asena“), è confermata dai registri del Mode-S raccolti da un operatore di Ankara. A questo punto l’ATC di Esenboga non ebbe più contatti con i menzionati F-16 e KC-135R. I Viper turchi cominciarono periodicamente il rifornimento in volo con Asena 02. Degno di nota, addirittura 4 KC-135R sarebbero decollati da Incirlik (Asena 01-04, il primo compare sui registri del Mode-S).
Fu riferito che aerei ed elicotteri dei golpisti aprirono il fuoco su:
– Questura delle forze speciali della polizia di Golbasi (bombardata da F-16. 47 poliziotti uccisi)
– Questura della Divisione aerea della polizia di Golbasi
– Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM)
– Comando Generale della Polizia turca
– Quartier generale del MIT (organizzazione nazionale d’intelligence) a Yenimahalle
– Quartier generale di Turksat (operatore satellitare di Stato) a Golbasi
– Palazzo presidenziale di Bestepe
Per qualche ora, gli F-16 golpisti sorvolarono Ankara a velocità molto elevate, spesso rompendo la barriera del suono a bassissima quota e lanciando missili. Fu riferito, inoltre, che gli F-16 di entrambe le parti duellarono su Ankara e Istanbul, ma alcun aereo fu abbattuto secondo i rapporti noti finora. È interessante notare che uno dei golpisti a bordo di un F-16 “ribelle” era il pilota che abbatté il Su-24 Fencer russo che aveva violato lo spazio aereo turco nel novembre del 2015. F-16 da Dalaman, Erzurum e Balikesir decollarono per intercettare gli F-16 golpisti che, secondo le relazioni, erano ben 6. La 5MJB di Merzifon, una delle MJB più vicine di Ankara era in ristrutturazione ed era chiusa. Tutti i suoi caccia erano basati temporaneamente ad Erzurum. Nel frattempo, Asena 02 lasciava Ankara raggiungendo la quota massima operativa, sorvolando Kastamonu. Asena 03 assunse il compito di sostenere gli F-16 golpisti. Un paio di F-16 erano diretti su Asena 02 per abbatterlo, ma non lo fecero, probabilmente perché sorvolava zone residenziali.
Almeno un AH-1 Cobra, probabilmente un AH-1W, aprì il fuoco con il cannone da 20mm sulla folla di manifestanti e il TBMM. L’elicottero o un altro, avrebbero aperto il fuoco contro il quartier generale di Turksat a Golbasi. L’elicottero sarebbe stato abbattuto da un F-16 lealista. Un S-70A aprì il fuoco sull’entrata posteriore del MIT. Secondo quanto riferito, avrebbe cercato di sbarcare il commando per arrestare e sequestrare Hakan Fidan, capo dei servizi. Questo elicottero sarebbe stato abbattuto (non confermato). Uno o due elicotteri AS532 CSAR dell’aeronautica irruppero alla cerimonia di nozze di un generale ad Istanbul, a cui partecipavano molti generali. Il commando CSAR li sequestrò.
8 aerei cargo (C-160 e A400M, uno dal nominativo Esem 26 volava da quando il golpe era iniziato) decollarono da Kayseri atterrando alla 7MJB di Malatya, carichi di armi da utilizzare per il colpo di Stato.
Gli F-16 golpisti cercavano l’aereo del presidente Recep Tayyip Erdogan, TC-ATA, vicino ad Istanbul per abbatterlo. Secondo alcuni media gli F-16 golpisti della TUAF ebbero l’aereo nel mirino: non è chiaro se l’avessero agganciato, piuttosto probabilmente cercavano il Gulfstream IV. Inoltre, TC-ATA utilizzò un nominativo THY, 8456, per mascherarsi da aereo della Turkish Airlines (nominativo THY) e il rischio di abbattere un altro aereo e perdere credibilità avrebbe scoraggiato gli F-16 golpisti dall’abbattere l’aereo, uccidendo Erdogan. TC-ATA volava da Dalaman a Istanbul-Ataturk, occupato dai sostenitori del colpo di Stato. L’ATC fu preso e tutte le luci spente. Poco prima dell’atterraggio di TC-ATA, fu ripreso ai ribelli. Dettagli del volo di Erdogan possono essere visti qui.
Nelle prime ore del mattino del 16 luglio, i caccia (probabilmente F-4E-2020) della 2MJB di Eskisehir bombardarono la pista della 4MJB mentre almeno un F-16C Block 50 della TuAF virava ad ovest di Ankara, molto probabilmente in Combat Air Patrol. Nel pomeriggio dello stesso giorno un E-7 AEW del 131.mo Filo e un F-16 del 142.mo Filo. sorvolavano la zona di Ankara, probabilmente pronto ad intercettare qualsiasi aereo od elicottero che cercasse di fuggire verso la Grecia.KC-135-27Aggiornamento: va notato che a differenza di quanto erroneamente riportato da alcuni media, alcun KC-135 degli Stati Uniti prese parte all’operazione secondo le informazioni raccolte. Tutti gli aerei-cisterna la cui presenza fu confermata, erano turchi del 101.mo Filo, come spiegato in questo articolo.Turkish Air Force F4E Phantom IITraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Turchia post-golpe dovrà fare compromessi con la Russia

Ruslan Ostashko, PolitRussia, 18 luglio 2016 – Fort Russ

13781956Ho da tempo notato che la nostra gente ha sviluppato un modo interessante di comprendere le situazioni più complesse, confuse ed opache. Tale metodo è molto semplice ed efficace. Eccone l’essenza: se non si sa chi sostenere, guardate chi i liberali filo-occidentali e giornalisti di “Echo” e “Rain” sostengono, e sostenete l’opposto. Tale metodo funziona perfettamente, come abbiamo visto nel putsch turco. Una volta che le prime relazioni sul colpo di Stato in Turchia cominciarono ad apparire, la nostra folla liberale si è precipitata in orde a sostenere il colpo di Stato. In realtà, è abbastanza divertente che i nostri occidentalisti si rallegrassero del rovesciamento di Erdogan insieme agli pseudo-patrioti dal personale odio per Erdogan completamente scollegato da qualsiasi logica. So anche della teoria che non ci fosse in realtà un colpo di Stato, ma solo una bufala di Erdogan, che fa il giro delle reti social. Ma non ci credo. E’ difficile immaginare un tale grande colpo di Stato, con la partecipazione di 200 cadaveri quali oggetti di scena, elicotteri abbattuti, l’assalto alla struttura presidenziale e il bombardamento di edifici governativi con i carri armati. Questo è stato un vero colpo di Stato, anche se commesso con una fretta estrema. C’è ancora altro, anche la teoria pazzesca attivamente divulgata dai nostri nemici ucraini secondo cui la Russia era dietro la rivolta dei militari turchi. Non ha senso. Gli organizzatori e la principale forza dei ribelli erano generali e ufficiali dell’esercito turco, la stessa struttura che attuò l’ultimo colpo di Stato militare in Turchia su ordine diretto della CIA. Erdogan e il suo entourage sostengono che gli Stati Uniti erano coinvolti nel colpo di Stato, e semplicemente non c’è motivo di dubitarne. Giudicate voi stessi. Ma che fa il capo turco per convincere su queste accuse? Niente. Non da indicazioni tangibili. Piuttosto, crea solo problemi. Allora, perché lanciarle?
Il primo ministro della Turchia ha detto che gli Stati Uniti non sono più un Paese amico della Turchia. Tutti sanno perfettamente come finiscono tali dichiarazioni. Ma l’entourage di Erdogan non ha paura, l’unica spiegazione logica è che sapevano già che le relazioni con gli statunitensi erano danneggiate; la conferma viene sotto forma di due cadaveri su cui Erdogan piangeva. Erano i cadaveri di un suo amico e del figlio di 16 anni uccisi dai golpisti. Come i media filo-governativi hanno sostenuto, Erdogan stesso è stato salvato da un destino simile per caso e con una fortuna incredibile. Si può dire con fiducia che il presidente turco sa che gli Stati Uniti non volevano la sua rimozione, ma la sua morte. Ho il sospetto che a Erdogan non piacesse così tanto tale prospettiva. Sarebbe ridicolo supporre che le relazioni turco-statunitensi rimarranno buone. Ci serve che siano scadenti, dato che più Erdogan si risentirà verso gli statunitensi, meglio le cose andranno per noi. Il capo turco ha molti conti da far pagare agli Stati Uniti. Dopo tutto, gli statunitensi non solo hanno ispirato ed organizzato il tentato colpo di Stato, ma neanche vogliono consegnargli Fethullah Gülen, il capo della struttura che ha finanziato tale pasticcio.
Erdogan ora inizia una purga senza precedenti nell’esercito, polizia e sistema giudiziario. Il numero di licenziati ed arrestati è già di migliaia, il che significa che l’esercito turco ne sarà dissanguato per un periodo piuttosto lungo. Questo è semplicemente meraviglioso per noi. Nel corso delle purghe, la parte più americanizzata dell’élite turca ne soffrirà. Se durante tale processo i finanziamenti alle strutture pan-turche e filo-statunitensi che utilizzano le élite militari turche per far avanzare gli interessi statunitensi nel Caucaso, Kazakistan ed altre regioni importanti, vengono “spezzate”, allora sarà semplicemente splendido. Il colpo di Stato è stato soppresso, ma è ovvio che Erdogan dovrà presto fare i conti per consolidare il potere, il che significa che non avrà tempo e risorse per una politica estera attiva. E ciò significa che dovrà scendere a compromessi su tutte le questioni per noi importanti. E probabilmente può darsi che proprio di tali compromessi che Erdogan e il Presidente Putin discuteranno nella riunione già decisa. Nel complesso, il putsch e il suo fallimento hanno cambiato la situazione in Turchia a nostro favore. E questa è la principale conclusione da trarre da ciò.a_man_takes_a_selfie_in_front_of_a_tank_after_troops_involved_in_the_coup_surrendered_on_the_bosphorus_bridge_in_istanbul_turkey_july_16_2016Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il fallito golpe in Turchia: “un dono di Dio” o di Washington?

Tony Cartalucci, LD, 18 luglio 2016gettyimages-576538742Il colpo di Stato che ha scosso la Turchia è stato un particolarmente spettacolare sviluppo geopolitico. Teorie abbondano su chi vi sia dietro e le motivazioni per compiere ciò che poi si è rivelato un tentativo apparentemente fallito per rimuovere il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan. Eppure è troppo presto per dirlo, mentre i fatti sono tutt’altro che chiari. Tuttavia, è possibile discernere le possibilità più plausibili in base alle azioni intraprese dai vari attori possibilmente coinvolti nel tentato colpo di Stato.

Gli USA davanti a gravi accuse
Le più significative di tali azioni sono le accuse del presidente Erdogan agli Stati Uniti di aver progettato il colpo di Stato in collaborazione con la figura politica turca auto-esiliatasi Fethullah Gülen. L’Independent nell’articolo, “Colpo di Stato in Turchia: le tensioni aumentano tra Stati Uniti e amministrazione Erdogan dopo il golpe fallito“, riferisce che: “Le tensioni tra Turchia e Stati Uniti sono aumentate dopo il tentato colpo di Stato contro l’amministrazione Erdogan, con il capo del Paese chiedere l’estradizione di un religioso statunitense accusato di aver orchestrato le violenze. Un altro alto funzionario ha direttamente accusato gli Stati Uniti”. Infatti, le tensioni “in aumento” potrebbero sembrare un eufemismo se la Turchia veramente creda che gli Stati Uniti siano dietro il tentato colpo di Stato. In sostanza, la Turchia accusa gli Stati Uniti di sostenere il tentato assassinio del presidente della Turchia, il bombardamento del parlamento turco, di cittadini turchi e il dispiegamento di corazzati nelle strade della Turchia. In sostanza la Turchia accusa gli Stati Uniti di un palese atto di guerra.

Le azioni della Turchia non sono all’altezza delle accuse
Tuttavia, considerando la gravità delle accuse della Turchia agli Stati Uniti, le azioni finora sono state sproporzionatamente dimesse. Nessuno suggerisce che la Turchia “vada in guerra” con gli Stati Uniti, ma anche sul piano diplomatico, sono di gran lunga minori; nazioni hanno espulso diplomatici e ritirato l’uso del territorio per usi specifici da parte della nazione in questione. La Turchia, finora, non ha fatto niente di ciò verso gli Stati Uniti. Nella successiva settimana, la Turchia non adottava neanche tali punizioni basilari, neanche misure cautelari, facendo sembrare le accuse una distrazione, ma da cosa?

La purga
La BBC, nell’articolo, “Gli arresti in Turchia dopo il colpo di Stato sono 6000 mentre Erdogan purga il ‘virus'”, riferisce che: “Gli arresti in Turchia dopo il fallito colpo di Stato arrivano a circa 6000, con il presidente Erdogan promettere di eliminare dagli organi statali il “virus” che l’ha causato. Al funerale di una delle vittime, Erdogan ha accusato ancora una volta il religioso turco negli Stati Uniti Fethullah Gulen del golpe. Gulen nega con forza ogni coinvolgimento. Alti ufficiali e 2700 giudici sono tra i detenuti”. Escluse Germania nazista e Unione Sovietica sotto Stalin, sarebbe difficile citare una purga politica di tale portata. Nonostante la portata travolgente degli arresti di massa, i media occidentali ne riferiscono senza l’isteria sensazionale che accompagna in genere l’arresto anche di un solo membro dell’opposizione filo-Stati Uniti in qualsiasi altra nazione. La dimensione degli arresti è tale che preparativi saranno stati effettuati in anticipo, mettendo in discussione la natura stessa del colpo di Stato.

Il golpe quale “dono di Dio”
Un articolo della Reuters intitolato “La Turchia reprime i sospetti dopo aver vanificando il golpe contro Erdogan“, dice: ““La pagheranno assai cara”, ha detto Erdogan, lanciando l’epurazione delle forze armate, che usarono la forza per inscenare un colpo di Stato più di 30 anni fa. “Questa rivolta è un dono di Dio, perché darà modo di purificare il nostro esercito””. Con il presidente Erdogan, a capo di uno Stato membro della NATO e vigoroso alleato degli Stati Uniti, ricevendo il “dono di Dio” da un presunto avversario politico negli Stati Uniti, solleva seri sospetti sulla motivazione del colpo di Stato. Mentre si presenta da tentativo convincente di spodestare il presidente Erdogan dal potere, in ultima analisi è fallito invece fornendogli il contesto ideale per sradicare lo “Stato profondo militare” che i suoi alleati politici statunitensi hanno cercato di sradicare per decenni. Nonostante la “spaccatura” apparente tra Stati Uniti e presidente della Turchia, va indicato che negli ultimi 5 anni in particolare, il presidente Erdogan e il suo governo hanno giocato un ruolo chiave nelle operazioni di cambio di regime degli USA nella vicina Siria. Sono le fazioni anti-laiche del presidente Erdogan, fazioni nell’intelligence e nelle forze armate turche, che hanno addestrato, armato, equipaggiato e coperto i terroristi che operano lungo e oltre il confine turco-siriano. Senza il sostegno vigoroso del presidente Erdogan, i piani degli USA in Siria sarebbero stati insostenibili ancora prima d’iniziare. Mentre gli Stati Uniti si atteggiano a “combattenti” contro le organizzazioni terroristiche in Siria, hanno costantemente trascurato ogni tentativo di controllare il confine turco-siriano da cui passa il sostegno materiale a tali organizzazioni terroristiche. Va ricordato che non solo Stati Uniti e Turchia cooperano in Siria, ma che gli Stati Uniti hanno truppe di stanza in Turchia, impegnate in vari aspetti delle violenze in Siria. Le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti hanno certamente operato lungo il confine turco-siriano fin dal 2012, secondo l’articolo del New York Times, “Sempre più armi ai ribelli in Siria trasportate via aerea con l’aiuto della CIA“.

Una cartina di tornasole cruciale
Se il mondo deve credere alle accuse della Turchia sul coinvolgimento degli Stati Uniti nell’ultimo tentativo di colpo di Stato, la Turchia deve concretizzare cambiamenti significativi nella politica estera, compresa l’espulsione delle forze statunitensi dal territorio turco, ed anche dall’Incirlik Air Base, così come dal confine della Turchia con la Siria. L’espulsione di diplomatici degli Stati Uniti e la chiusura del grande complesso dell’ambasciata statunitense, diplomatica e militare, ad Ankara, sarebbe attesa a seguito di un atto di guerra di tale portata. Inoltre, la Turchia dovrebbe rivalutare l’adesione alla NATO, un’alleanza che non ha aiutato la Turchia nell’aggressione militare da uno dei propri membri. Verrebbe da chiedersi quale sia l’utilità di un’alleanza basata sulla “difesa collettiva”, che presuntamente elimina uno dei suoi membri piuttosto che un nemico esterno. Infine, considerando le accuse della Turchia agli Stati Uniti, Ankara dovrebbe riallinearsi geopoliticamente. Ciò significherebbe legami più stretti con Europa, Russia e Iran, tra gli altri. Per farlo, però, la Turchia dovrebbe finirla con la distruzione della Siria che ha creato un torrente di rifugiati che inonda l’Europa, e con un conflitto costato a russi e iraniani vite combattendo per ristabilire pace e stabilità nei territori dell’alleata Siria.

La Turchia probabilmente cambierà la politica estera in peggio, non in meglio
Con ogni probabilità però, alcuno di tali cambiamenti avverrà, indicando al mondo che il colpo di Stato era una messa in scena non contro la Turchia, ma contro parte da essa, con l’aiuto non solo degli Stati Uniti, ma anche della fazione politica di Gulen. Sarà l’“incendio del Reichstag” del 21° secolo che condurrà alla “purga hitleriana” del 21° secolo, rimuovendo gli ultimi ostacoli al presidente Erdogan e alle istituzioni corrotte che ha costruito nel tentativo di avere il potere assoluto sulla Turchia. Al contrario dei cambiamenti che ci si aspetterebbe dalla Turchia, se veramente gli Stati Uniti hanno concepito tale colpo di Stato, non ci sarà il rovesciamento di Erdogan, ma molto probabilmente s’inaspriranno le ostilità della Turchia verso la Siria e i suoi alleati.image-455583-galleryV9-taulTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 2.285 follower