La Russia elimina i terroristi che gli USA evacuano

Ziad Fadil, Syrian Perspective 9/9/2017La “Propaganda” di Umran Daqnish è un fiasco per i suoi creatori. Si legga l’articolo per capire che pillola amara i “caschi bianchi” devono ingoiare.

Dayr al-Zur: Che dire? L’Aeronautica russa sganciava la bomba convenzionale più letale del mondo sulle teste dello SIIL nella provincia di Dayr al-Zur. La bomba è ancora più grande della MOAB (la madre di tutte le bombe) che gli Stati Uniti avrebbero usato contro lo SIIL in Afghanistan. La bomba russa è chiamata Padre di tutte le bombe (FOAB) e il suo utilizzo è direttamente collegato a due eventi avvenuti il 26 e il 28 agosto 2017.
Il 26 agosto 2017, elicotteri statunitensi Apache volarono presso la città di Tarif, vicino Dayr al-Zur liberata dall’Esercito arabo siriano ed alleati. I due ratti avevano la cittadinanza belga e francese, secondo ciò che mi ha detto la mia fonte, secondo cui questi terroristi erano impiegati dai servizi segreti francese e belga e considerati fonti “cruciali” dell’HUMINT o “intelligence umana”.
Il 28 agosto 2017, due giorni dopo, gli Stati Uniti evacuavano 22 capi dello SIIL portandoli in sicurezza nella provincia di Dayr al-Zur, nella stessa zona dove i primi due si trovavano, presso a al-Madin. Questi 22 erano per lo più ex-ufficiali dell’esercito di Saddam arruolati da Stati Uniti e Stato sionista per creare ciò che il mondo conosce come SIIL. Erano considerati risorse insostituibili per le future operazioni e totalmente fedeli allo scenario sunnita. Secondo la mia fonte, gli Stati Uniti non potevano permettersi di far catturare questi capi dello SIIL ed esibirli al pubblico mondiale. Avrebbero causato immenso imbarazzo rivelando le origini dello SIIL e i suoi veri sostenitori. Sarebbe stato scandaloso. La Russia si sarebbe infuriata nel rilevare e seguire gli elicotteri statunitensi. Il Cremlino dichiarava che gli Stati Uniti ancora aiutano i selvaggi dello SIIL. Si specula qui, ma sembra che solo il Presidente Putin avesse l’autorità di ordinare ciò che il Generale Gerasimov eseguì dopo.
L’1-2 settembre 2017, un bombardiere strategico Tupolev Tu-160 decollato da una base nella Russia meridionale si avvicinava al corridoio di al-Madin sganciandovi una grande bomba sospesa a un paracadute. La bomba termobarica era chiamata “Bomba Aerea Termobarica a Potenza Maggiorata” o ATBIP. È la FOAB già menzionata. Hollywood presentò effetti speciali accurati per una simile bomba nelle prime scene del film “Outbreak” di Dustin Hoffman, dove un’intera area viene devastata per paura di un contagio. La bomba rilascia una cappa di vapore infiammabile mentre scende e, ad una certa quota, accende la miscela creando l’inferno, prima, e poi un’area di vuoto d’aria che fa esplodere i polmoni. È un’arma davvero brutta. E i russi hanno risposto agli Stati Uniti che esfiltravano i loro preziosi terroristi eliminandone tutti con un colpo solo. Nemo me impone lacessit.
Ma ci sono altre buone notizie. Il giacimento al-Tayam veniva liberato dalla venalità di SIIL e famiglia Erdoghan. Non più corse gratuite, sultano. Non più greggio a buon mercato. La Russia annunciava che la sua Aeronautica aveva eliminato 4 capi supremi dello SIIL il 5 settembre 2017, insieme a 40 altri avvoltoi. Uno era il ministro della guerra dello SIIL, il tagico Gulmurad Khalimov, figuro effettivamente addestrato dagli Stati Uniti e che doveva essere l’esponente principale dell’antiterrorismo statunitense, avendo trascorso un anno nel programma per le forze speciali di tre fasi per il Terzo Mondo. Andò in mille pezzi con Abu Muhamad al-Shamali.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Liberazione di Dayr al-Zur

Il 1° settembre 2017, le truppe dell’Esercito arabo siriano avanzavano a nord di Manuq, vicino Jub al-Jarah, ad est di Homs. L’Esercito arabo siriano aveva liberato Salba, Rasm al-Mazarah, Zanuba, Tuayinah, Hasu, Maqiman al-Shamali, Maqiman al-Janubi, Tayabah Daqij, Jub al-Abyadh, al-Qastal e al-Maqsar, ad est di Hama. Gli aerei militari siriani e russi effettuavano numerose sortite contro le posizioni del SIIL presso Dair al-Zur, nelle regioni di Wadi al-Thardah, Panorama, al-Maqabar, al-Rushdiyah, al-Baqaliyah e Ayash, eliminando numerosi terroristi. Le truppe dell’Esercito arabo siriano respingevano l’attacco di Jabhat al-Nusra su al-Layramun e Jamiyat al-Zahra, ad ovest di Aleppo. 25 forze d’élite dell’Esercito arabo siriano, i Cacciatori del SIIL, nel villaggio di al-Musharifah, vicino ad Aqirabat, ad est di Hama, respingevano l’attacco da 350 terroristi del SIIL. “Le unità militari furono sostenute dall’azione aerea russa, dato che solo la potenza aerea russa ha i mezzi per effettuare attacchi notturni mirati“. Le forze governative siriane liberavano Aqirabat, ad est di Hama.
Il 2 settembre, gli aviogetti da combattimento russi distruggendo 9 blindati, 6 postazioni d’artiglieria, 1 lanciarazzi, 3 depositi di munizioni, 1 centro di comando e 20 autocarri carichi di carburante, armi e munizioni, presso Dair al-Zur, e un convoglio di 12 autocarri del SIIL tra Dair al-Zur e Rasafah. Presso Aqirabat, l’EAS liberava Ruayizah, Qazirah, Muadhamiyah, Jaruh, Harishah e Wadi al-Uzam, eliminando numerosi terroristi. Un gruppo di soldati dell’EAS assaltava le posizioni del SIIL a Tal Alush, presso Dair al-Zur, eliminando 10 terroristi e sequestrando molte armi e munizioni. Le truppe dell’Esercito arabo siriano respingevano l’attacco del SIIL su Aqirabat, nell’est della provincia di Hama, infliggendo notevoli perdite ai terroristi. L’Esercito arabo siriano liberava Rasm al-Hajanah e Jabal Safiya, nella provincia di Dair al-Zur, e Tal Abid e al-Hirah a sud-est di Raqqa. Inoltre, l’EAS liberava Jabal Nazirat, Jabal Nayraman e Jabal Adamah a nord dell’autostrada Suqanah-Dair al-Zur, a 30 km dal Dair al-Zur. Il Ministro della Difesa russo annunciava che la città di Aqirabat, la principale base del SIIL nella Siria centrale, era tornata sotto il controllo dell’Esercito arabo siriano, “L’ultimo grande centro di resistenza dei terroristi nella parte centrale della Siria è stato distrutto, e adesso le unità militari siriane ripuliscono i sobborghi di Aqirabat. Le unità della 4.ta Armata del governo siriano in collaborazione con la 5.ta Divisione volontaria e le forze dell’intelligence militare, hanno liberato la città di Aqirabat“. Dopo aver liberato Agirabat, le forze siriane liberavano Zaqrutiyah, Um Maur, Qirbat Hayuniyah e Qur Tahin, ad est di Hama.
Il 3 settembre, l’Esercito arabo siriano liberava il Wadi al-Zuayihaq e al-Haribishah, tra Homs e Dair al-Zur. Muhamad Fahad, boia saudita del gruppo terroristico SIIL, veniva eliminato dall’Esercito arabo siriano ad est di Dair al-Zur. Le truppe dell’Esercito arabo siriano, nell’est della regione di Hama liberavano Maqiman al-Janubi, Rasm al-Ahmar, Nayimah, Jadidah, Tanhaj e la regione di al-Sayb, eliminando 38 terroristi del SIIL, mentre a sud di Raqqa liberavano Tal Abad e al-Hayarah. L’EAS liberava Rasm al-Ahmar, Rasm al-Dhaba, Masudah e Rasm al-Qanbar, presso Aqirabat. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano Harmalah, tra Jubar e Ayn Tarma, da cui passava una delle principali linee di rifornimento di al-Nusra presso Damasco, e liberavano la regione di Mathalaq al-Janubi, a Jubar. L’EAS liberava i valichi 169 e 170 sul confine giordano. Presso Dair al-Zur, la Quwat al-Nimr dell’Esercito arabo siriano attraversava l’Eufrate ad al-Bumatar, eliminandovi 69 terroristi del SIIL. La Quwat al-Nimr, dotata di carri armati T-90 e T-72, attraversava il fiume utilizzando ponti mobili galleggianti, consegnati dai russi un mese prima in vista della liberazione di Dair al-Zur. La Quwat al-Nimr liberava Bir Qusibah, Tar Tarafui, Qasr Tarafui, giacimento Qaratah e Qubajib, a 7 km da al-Shula, provincia di Dair al-Zur. Le forze governative liberavano Bir Ghabaghib e al-Shula, sull’autostrada Suqanah-Dair al-Zur. Cellule dormienti del Baath attaccavano i comandi islamisti nei villaggi Nabila, Huriqi e Maqas, a Dair al-Zur. La Quwat al-Nimr liberava la stazione al-Sham, avanzando verso la base del 137.mo Reggimento. Un’unità speciale eliportata dell’EAS eliminava le difese del SIIL presso la caserma del 137.mo Reggimento, mentre l’EAS liberava l’ospedale al-Assad e la rotatoria Panorama, tagliando le linee di rifornimento del SIIL verso la città.
Il 4 settembre l’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava il centro di comando principale dei terroristi, ad Huayqa al-Qarbi presso Dair al-Zur, eliminando 9 capi del SIIL: Abu Umar al-Qarbuli, Abu Muhamad al-Shuayti, Abu Maryam al-Tayanah, Abu Muayah Idlib, Abu Dajanah Baqras, Abu Ubaydah al-Ani, Abu Salman al-Ahuzi e Abu Yaqub al-Muhajir. La SAAF bombardava le posizioni del SIIL ad al-Ayash, al-Shumaytiyah, al-Masrab, al-Qaritah, al-Tabani e presso Panorama. Le truppe dell’Esercito arabo siriano respingevano l’attacco del SIIL su Jaruh, a nord di Aqirabat, mentre la SAAF bombardava le linee del SIIL presso al-Hardanah, Tal Adamah e al-Asafarah. L’Esercito arabo siriano, sostenuto dagli elicotteri d’attacco russi, distruggeva 30 autobombe del SIIL a Dair al-Zur, presso la base del 137.m Reggimento. Gli attacchi aerei russi distruggevano anche 2 carri armati, 3 veicoli da combattimento della fanteria e 10 tecniche del SIIL, ed eliminavano oltre 70 terroristi presso Dair al-Zur, “Le forze aerospaziali russe hanno condotto più di 80 missioni su Dair al-Zur a sostegno delle truppe siriane. Gli aerei russi eliminavano 2 carri armati, 3 blindati e più di 10 fuoristrada con armamento pesante. Più di 70 terroristi sono stati eliminati“. L’Esercito arabo siriano entrava a Dair al-Zur dalla regione della Base del 137.mo Reggimento, e quindi procedeva liberando il quartiere al-Huayqa. Presso Suwayda, ad al-Tanaf gli inglesi ritiravano le loro forze, composte da mercenari e spie del MI6. Le forze governative siriane respingevano l’attacco del SIIL presso l’autostrada Suqana-Dair al-Zur e liberava completamente l’area di al-Shulah, dopo un giorno di intensi combattimenti con i terroristi. L’EAS liberava 4 villaggi ad est di Hama, Masud, Tubiyah, Marami, Um Ramal, Qanbar e Hamada Umar, presso al-Salamiyah.
Il 5 settembre, la SAAF distruggeva un convoglio di 10 autoveicoli del SIIL a sud-ovest di Dair al-Zur, mentre la fregata russa Admiral Essen lanciava 3 missili da crociera contro una base, un impianto di comunicazione e un’officina di riparazioni per veicoli corazzati del SIIL, presso al-Shula, “I missili Kalibr sono stati lanciati contro obiettivi del SIIL identificati e confermati attraverso diversi canali. L’attacco missilistico ha distrutto centri di comando, un impianto di comunicazione, depositi di armi e munizioni, un impianto di riparazione per veicoli blindati e numerosi terroristi“, dichiarava il Ministero della Difesa russo. Il blocco imposto per tre anni dallo Stato islamico a Dair al-Zur veniva tolto dalle truppe dell’Esercito arabo siriano, che raggiungevano la città sulla riva occidentale dell’Eufrate. Le forze dell’Esercito arabo siriano lanciavano le operazioni su cinque assi verso Dair al-Zur, mentre le linee del SIIL collassavano. Dair al-Zur era di grande importanza per la lotta contro il terrorismo, per la posizione strategica, essendo la città più grande della Siria orientale e la settima del Paese, con 125000 abitanti, la cui provincia confina con l’Iraq ed è ricca di petrolio. Dair al-Zur è il centro dell’industria petrolifera siriana.

“La vittoria è nostra. Le aquile della patria sono con voi. La Siria merita la vittoria.
Dal cielo di Dair al-Zur”. Majd

La guerra è finita?

Ziad Fadil, Syrian Perspective 3/9/2017I media occidentali hanno cambiato musica. Ovunque guardiamo, ci sono articoli che descrivono come il Presidente Assad ha vinto la guerra, nonostante alcune sacche condannate qua e là. I media parlano di come l’opposizione sia irrilevante e debba attuare nuove politiche accentando la realtà sul terreno. Anche i ratti sauditi hanno ammonito i loro vassalli dall’ignorare i segni incombenti della vittoria totale del Dr. Assad in Siria. I segni sono ovunque. Elementi della 4.ta Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano, sostenuti dalle forze di difesa volontarie e dalle Forze Armate russe, hanno eliminato l’ultimo bastione della tirannia del SIIL nell’est della provincia di Hama. L’EAS liberava la città di Aqirabat. L’assalto era avvenuto da 4 assi: Um al-Alaya, a sud-est, al-Jardana, Um Mil e Salba. Va notato il ruolo delle unità d’intelligence militari in collegamento con l’EAS e la RVVS, dirigendo il tiro sulle posizioni note dello SIIL. L’Esercito arabo siriano liberava anche questi villaggi: Juruh, al-Ruidha, Qudhira e al-Muadhamiya. L’azione ha avuto un tale successo che il Generale Ali Abdullah Ayub visitava la regione per congratularsi e incontrare le forze che ormai certamente si dirigeranno verso est.Con gli autobus dello SIIL che trasportano gli stessi ratti che infestavano le montagne del Libano, bloccati nel deserto a causa dei danni di yankee, iracheni e curdi all’accordo del governo libanese per inviare questi patetici ratti nelle aree prossime al confine iracheno, sembra che lo SIIL abbia raggiunto il nadir. Cioè al-Baghdadi è morto e gli ex-fornitori di armi sono stati abbattuti. Anche al-Qaida ad Idlib è tranquilla con Abdullah al-Muhaysini che lentamente perde influenza tra i terroristi da aver disperatamente bisogno di apparire rilevante. Su tutto il confine giordano, i cittadini aiutano l’EAS ad identificare le aree infestate dallo SIIL, poiché, la monarchia hashemita ha avuto un’epifania! Improvvisamente, l’esercito giordano opera per fermare il flusso di terroristi in Siria, sparando a tutti coloro che cercano di attraversare il confine tra Giordania e Siria. E i turchi! Così ossessionati dal minimo aroma di Stato curdo, hanno rinunciato alle loro pretese assurde sulla dipartita del Dottor Assad e hanno semplicemente detto ai loro burattini terroristici che il nuovo programma non ha nulla a che fare con il governo a Damasco, e tutto ciò che devono fare è lottare contro YPG, PKK e SDF. Per dimostrare la nuova direzione, Ankara ha completato i negoziati per un sistema antiaereo costruito in Russia e degradato i vecchi legami diplomatici con l’alleata Germania. Come scrisse Eraclito secoli fa: Tutto è un flusso. Tutto cambia.
Dell’opposizione, ho sentito che Riyadh Hijab, il traditore siriano che guida l’opposizione saudita da Riyad, cerca un Paese che l’accolga. Il suo cammino verso Damasco finisce per costituire il patibolo per tutti coloro che hanno cospirato per uccidere il popolo siriano e rovesciarne il governo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I mali dell’imperialismo social-liberale

Nedka Babliku, 20 giugno 2017

Cosa si ottiene quando si combina la pomposità del pseudopatriottismo con l’aggressione imperialista e l’ipocrisia dei cosiddetti valori occidentali? Ottieni l’imperialismo social-liberale. L’imperialismo social-liberale è così diffuso nel XXI secolo che è incredibile che quasi nessuno ne parli. Si manifesta dappertutto, dalla fatua interazione quotidiana umana nelle società occidentali alle guerre illegali interventiste, con cui l’occidente continua a occupare terre sovrane, ovunque e in ogni modo. L’interventismo in nome della democrazia è l’ultima definizione dell’imperialismo social-liberale di oggi. Le nazioni e le società straniere vittime di tale ideologia non sono equipaggiate né necessariamente vogliono tale dittatura occidentale. Le guerre illegali non solo si sono radicate nei cosiddetti valori occidentali, sono diventate religione e stile di vita. L’imperialismo social-liberale è in gran parte un prodotto inglese del tardo 19esimo secolo in cui i liberali negli affari sociali, nelle opinioni giuridiche dello Stato e dell’economia, tuttavia ritenevano che gli altri Stati, fossero l’Irlanda o l’India, non erano né competenti né abbastanza responsabili da governarsi. All’inizio del XX secolo, molti pensatori liberal-imperialisti come Cecil Rhodes idearono giustificazioni elaborate per l’imperialismo basandosi sui supposti valori civili della cultura inglese. L’ultimo imperialismo social-liberale si distingue dall’imperialismo conservatore tradizionale che, se si preoccupava di giustificarsi, invocava il dialogo di Melo, riducendosi a dire “che forse è giusto”. Così, l’imperialismo tradizionale conservatore, in senso occidentale, è più onesto del tentativo pseudo-scientifico di classificare universalmente le culture senza considerarne la realtà.
La Gran Bretagna del dopoguerra era più umile, anche se gradualmente la mentalità liberal-imperialista riapparve, raggiungendo finalmente lo zenith con Tony Blair. L’imperialismo social-liberale può essere applicato a tutti gli Stati occidentali moderni che invadono, occupano, uccidono e rubano in modo unilaterale. C’è una lieve differenza, tuttavia, tra la varietà statunitense dell’imperialismo social-liberale e quella inglese: gli statunitensi non si vergognano né nascondono l’avidità. L’intento è chiaro. I moderni imperialisti inglesi, tuttavia, s’ingannano credendo che l’invasione e l’occupazione di terre e popoli sia la cosa giusta da fare, che sia loro dovere morale educare e governare culture meno sofisticate. Sono veri credenti e assai più disonesti. Mentre gli statunitensi non nascondono l’aggressività, gli inglesi la nascondono giustificando l’ingiustificabile. Tony Blair crede veramente che invadere l’Iraq nel 2003 fosse giusto, e lo giustifica ancora oggi, mentre George Bush ha parzialmente ammesso l’errore. Detto ciò, lo stesso non si può dire di Barack Obama e Hillary Clinton. Obama è l’esempio perfetto di chi ha fatto carriera adottando i cosiddetti valori liberali. Eppure, molti statunitensi, anche ex-elettori democratici, continuano ad odiarlo per la semplice ragione di essere nero, anche se ha adottato politiche di cui il razzista Cecil Rhodes sarebbe stato orgoglioso. In questo senso, Obama è la quintessenza della storia del successo americano. Ha mentito nel suo viaggio al potere, e l’ha raggiunto. In Gran Bretagna, un personaggio come Obama potrebbe entrare in un club privato, al meglio, i cui membri anziani continuerebbero a dirne barzellette razziste alle spalle. È difficile capire quali siano i valori che l’occidente è così desideroso di esportare nelle terre straniere. Il trend crescente del marxismo culturale in occidente, negli ultimi 50 anni, il globalismo e le frontiere aperte, hanno creato una società frammentata, settarismo e politica identitaria. Quali sono i valori inglesi che i nostri politici sono così desiderosi di esportare? E cosa gli fa pensare che iracheni, libici e siriani li vogliano o ne abbiano bisogno? Cosa c’è di sbagliato nelle culture irachene, libiche e siriane? Non sono abbastanza buone? Non abbastanza sofisticate? Non abbastanza moderne? La vera ragione per cui l’occidente sostiene movimenti regressivi come la Fratellanza musulmana in Medio Oriente sarebbe reprimere l’avanzata del nazionalismo arabo? Perché modernità e laicità sarebbero privilegi riservati all’occidente? Credo di sì. È la mentalità schiavistica occidentale imperiale. Ma c’è di più.
I neoimperialisti occidentali temono che se questi Paesi adottassero un sistema più moderno e riuscito e fossero consapevoli del proprio orgoglio nazionale, i popoli si vendicherebbero dell’occidente. Inconsapevolmente si aspettano che in quelle parti del mondo mantengano i valori delle loro varie occupazioni, per quanto sinistri e dubbi siano. Se solo sapessero che non hanno niente da temere. Nasser non volle fare dell’Inghilterra un protettorato dell’Egitto, né Sadam Husayn voleva che Europa e Stati Uniti fossero governati dal ramo iracheno del Partito arabo socialista Baath. La verità evidente è che l’occidente non ha più una cultura. Si potrebbe giustamente dire che la cultura siriana sia molto più civilizzata, più coesa e sana di quella di Gran Bretagna o USA. I siriani sono patriottici, credono che la Siria sia il posto migliore in terra, ma non vogliono altrove un’altra Siria e rispettano i popoli delle altre nazioni ugualmente patriottici. In Gran Bretagna, mentre è perfettamente accettabile per gli inglesi esprimere amore per il proprio Paese, nel momento in cui uno straniero mostra qualsiasi segno di patriottismo, diventa concorrenza, sia di tipo sottile che aggressivo, e il complesso di superiorità degli inglesi si riaffaccia. Perché? Poiché nelle menti degli imperialisti social-liberali inglesi, la loro cultura è superiore alle altre. Credere che il proprio Paese sia superiore non è un problema in sé, certamente non a livello personale. Ma c’è qualcosa di grave quando si sottintende che solo un dato Paese è degno del patriottismo. Stranamente, e posso solo immaginarlo a causa dell’influenza del marxismo culturale e del globalismo, in certi circoli liberali inglesi sono indispettiti dall’espressione di orgoglio nazionale. Tuttavia, coloro che si nascondono sono veloci ad agire da superiori, anche se sono attenti a non apparire troppo bruschi. Non troverete i parenti del principe Filippo in tali circoli. Eppure, allo stesso tempo, va osservata la demografia dell’élite liberale di Londra per capire che anche questi cosiddetti liberali frequentano solo loro pari. Se una delle tribù osa criticare il loro sistema, sarà chiamata eccentrica e forse anche “non una di noi”, ma se uno straniero lo fa, sarà chiamato stupido, pazzo o che va istruito. Cecil Rhodes disse: “Ricordate che siete un inglese e conseguentemente avete vinto il primo premio nella lotteria della vita“. Ciò che non fece è spiegare il ‘Perché?’. La verità è che il sole tramonta ad occidente. Ma l’occidente non è ancora pronto ad accettare questa oscura realtà, e ancor meno a capirne il perché. Neoimperialismo, marxismo culturale, globalismo, frontiere aperte, ecc. hanno distrutto sovranità, cultura e orgoglio nazionale, lasciando le persone confuse sulla loro identità individuale e collettiva. Chiunque può essere qualcosa nella società occidentale, anzi le persone sono incoraggiate ad essere altro da ciò che sono. Tutto ciò a scapito dei bisogni umani fondamentali negati a molti nell’occidente cosiddetto civilizzato e progressista.
Alcuna cultura è obiettivamente superiore all’altra e nulla può giustificare le guerre. Le culture sono semplicemente diverse e il popolo può decidere su base individuale quale pensa sia migliore. Quando una società non ha una cultura definibile, però, deve risolvere i propri problemi piuttosto che essere così audace da esportare con la forza una cultura in declino. Uno Stato può essere una superpotenza, senza compromettere uno Stato meno potente. La Russia ne è un esempio.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il risveglio attraverso la sofferenza: Perché l’unità araba è l’unica risposta alle crisi moderne

Nedka Babliku, 28 agosto 2017Con l’inaugurazione della 59.ma Fiera internazionale di Damasco, dopo cinque anni, si può assumere con cauto ottimismo che la Siria ha vinto la guerra contro il terrorismo e l’aggressione imperialista se non ancora militarmente, certamente intellettualmente e spiritualmente. La fiera è stata un grande successo con un grosso giro d’affari, una vittoria dei popoli della repubblica araba repubblicana baasista che tutti hanno diritto di celebrare, anche perché il tema era il rinnovamento nazionale e infrastrutturale, con espositori provenienti da 23 Paesi ad esporre i loro prodotti. Il popolo della Siria ha mostrato grande resistenza morale e grazia sin dall’indipendenza nel 1946, nonostante sia stata obiettivo della perpetua aggressione israeliana e, ultimamente, della guerra finanziata da occidente e Golfo che devasta il Paese dal 2011. Ma non sono solo i siriani che hanno dimostrato coraggio sotto il terrore e la distruzione. I palestinesi oppressi, affamati, sfollati e uccisi ancora nel 21.mo secolo dal regime sionista illegale e genocida di Tel Aviv, hanno mostrato una grande resilienza. Inoltre, gli israeliani sono armati fino ai denti con armi nucleari, mentre i palestinesi hanno solo pietre, fucili e qualche razzo occasionale per difendersi. Per quanto riguarda io e molti altri, non ci sono terroristi palestinesi in Palestina, non più degli israeliani armati e consapevoli. Il fatto che i sionisti siano infastiditi dai palestinesi che si oppongono e non si piegano, è un’altra cosa. Quello che è vero, però, è che i palestinesi hanno tutto il diritto di fare come vogliono nella loro terra e sono gli occupanti, gli ebrei europei immigrati, i colonialisti e i veri terroristi. Hanno costruito uno Stato falso e fatto carriera terrorizzando gli indigeni nel modo più disgustoso e disumano immaginabile. I palestinesi sopravvivono contro ogni probabilità. Dico ogni probabilità perché, oltre alla Siria, la Palestina non ha veri amici nel mondo arabo. Hamas è un gruppo estremista dal dubbio trascorso militare e morale. Esiste solo come opposizione controllata, per mantenere lo status quo. Non è riuscito a proteggere il popolo palestinese, tanto meno a liberarlo. Niente di buono si avrà mai da Hamas; riguardo molti di loro, sono traditori sia della Palestina che dell’unico vero alleato della Palestina, la Siria. Non dimentichiamo che durante la guerra imperialista alla Siria, Hamas era con al-Qaida/SIIL e Israele, cercando di spezzare e occupare il Levante per decenni.
Ciò che è molto interessante è che quando gli inglesi offrirono agli ebrei europei una parte dell’Uganda inglese, rifiutarono insistendo sulla Palestina per le connotazioni bibliche, una tattica di marketing indipendente ma intelligente che padroneggiarono alla perfezione. Sono incline a credere che inglesi ed ebrei sapessero a un certo punto che gli arabi sarebbero stati un popolo facile da opprimere. Questo non vuol dire che gli arabi non siano bravi guerrieri, ma non sono addestrati ad uccidere. Francamente, non avrebbero potuto scegliere gente più indifesa, e ci sono motivi storici e culturali per questo. Gli arabi sono relativamente deboli come popolo per via della storia. Furono uniti e guidati dai Califfati e godettero di una sostanziale autonomia sotto il dominio turco mentre greci, serbi, armeni ed altri ne erano privi. Perversamente, questa realtà li disunì su questioni poco serie e insignificanti, proprio perché intrinsecamente più uniti di molti altri popoli che lottarono per secoli per creare ciò che gli arabi hanno naturalmente. Gli arabi hanno una terra comune e contigua su più continenti dalle molte risorse, una lingua comune, l’islam e il cristianesimo sono accettati come culti dello stesso Dio/Allah. Tutto ciò ha portato a una cultura araba che si è divisa non a dispetto, ma a causa dell’unità. La Germania dovette combattere una guerra con i propri Stati e le potenze straniere (Austria e Francia) per unificarsi; la Russia ha lottato per secoli contro le invasioni straniere e nelle guerre; l’India affronta il settarismo poiché il socialismo di Nehru viene assimilato dall’estremismo indù di Modi; le Filippine hanno subito secoli di oppressione, prima sotto la Spagna e poi sotto gli Stati Uniti. Gli arabi, tuttavia, furono colonizzati solo dagli imperialisti europei nel XX secolo, e anche se gli Stati del mondo arabo sono tecnicamente indipendenti, molti ancora soffrono di dissociazione del male post-imperialista combinato dal senso di indipendenza e libertà fondato su mille anni di storia araba.
Se la presenza dello Stato coloniale combinata con l’intreccio militare statunitense nel mondo arabo non può mostrare agli arabi i vantaggi dell’unità storica, cosa può farlo? Invece hanno permesso di farsi manipolare. Le divisioni sciiti/sunniti peggiorano, mentre prima erano superficiali. Gli arabi, una volta i popoli più uniti del mondo, nonostante le differenze locali, ora combattono tra di loro per delle piccole differenze. Si dividono e si occupano da soli. Hanno issato la propria forca e poi invitato gli imperialisti ad eseguire le esecuzioni. Ad eccezione della barbarie spagnola del XV secolo e dell’aggressione dei crociati, il popolo arabo non ha mai conosciuto sofferenze come nei secoli 20.mo e 21.mo. Questa tragica realtà può instillare il senso della prospettiva e servire da promemoria su un solo popolo, potendo mettere da parte le esigue differenze e combattere i veri nemici: Israele e l’occidente. Oggi c’è solo un leader nel mondo arabo che chiaramente e sinceramente articola l’importanza dell’arabismo e dell’unità contro le minacce comuni alla pace e alla prosperità. Quest’uomo è il Presidente siriano Bashar al-Assad. Mentre i Paesi arabi si distinguono per linee settarie e si compromettono in alleanze con potenze imperialiste che ritardano il progresso della libertà e della dignità araba, solo Bashar al-Assad e il Partito Socialista Arabo Baath possono dare una leadership tanto forte da portare all’unità del mondo arabo. Una leadership che sottolinei la liberazione nazionale, la dignità personale e la prosperità collettiva. Per il mondo arabo la scelta è tra questo e l’oblio.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora