Hama 1982: i Fratelli Musulmani in Siria

La banda dei Fratelli Musulmani in Siria: Una storia di criminalità e collaborazione con i colonizzatori
Munir Ayham
1 – La nascita dell’organizzazione avvenne nel 1936
Il capo dell’organizzazione aveva rapporti con i servizi segreti inglesi, si chiamava Hassan al-Banna, l’istruttore di Mustafa al-Sibai in Egitto. Quando Mustafa tornò a Damasco, incontrò l’organizzatore dal nome di “giovane Maometto”, Mustafa al-Sibai, che aveva costituito l’organizzazione dal nome “Fratelli Musulmani”. L’organizzazione tenne numerose conferenze e nella terza conferenza tenutasi a Damasco, si decise di creare il comando centrale a Aleppo, perché era più vicina alla Turchia; la fratellanza musulmana considera il dominio ottomano una continuazione del califfato islamico. Mustafa Sibai, il primo osservatore dei fratelli musulmani, ne emerse come il fondatore. Un altro, Marwan Hadid che aveva studiato a Cairo negli anni cinquanta, tornò in Siria come Imam della moschea ed iniziò a diffondere “Il pensiero della mia colpa” dal pulpito della sua moschea. Nel 1973 Marwan Hadid contattò i criminali Hosny Abo e Mohammad Tamim al-Shaqfa e concordarono la costituzione di una sezione armata della fratellanza musulmana nominandola “i combattenti dell’avanguardia” autori dei crimini più indicibili in Siria, tra cui i massacri di Azbaqiah e della scuola di artiglieria. Il criminale Marwan Hadid aveva collaborato con molte bande ad Hama e contattò religiosi musulmani e associazioni islamiche in provincia, chiedendoli di emettere fatwa per la jihad contro il regime e la condanna a morte di chi si opponeva alle sue idee.
Nel 1976 il successore di Marwan Hadid fu Abd al-Satar, che nella sua prima operazione uccise il Maggiore Muhammad Gharra ad Hama. A Damasco altri criminali, Irfan Madani, Jamal Amari, Ayman Sharbatji, Basam Faraon, Abdulnasser Abasi e Riad Humul formarono un ramo dell’organizzazione dei fratelli musulmani, questa banda distribuiva volantini firmati come Partito comunista, in modo da ingannare le autorità; due settimane dopo fu assassinato il Dottor Mohammad Fadil dai criminali Amar Marqa e Faisal Ganama, poi fu assassinato il Dottor Ibrahim Naamah dai criminali Hisham Jumbaz e Ayman Sharbatji. Nell’organizzazione in Siria fu eletto Ali al-Byanuni, supervisore generale che, come ufficiale nelle istituzioni, era l’informatore dell’organizzazione. Ad Hassan Haluf fu assegnato il compito di arruolare i vari infiltrati nelle istituzioni, per operazioni criminali nelle province.
Ad Homs furono assegnati Abdel-Qadir Zahran e Ismail Jada
Ad Idlib furono assegnati Ahmad Salah Hasnawi e Said Qais
Ad Aleppo fu assegnato Hassan Agil
A Jisir al-Shughur fu assegnato Ali al-Jabi
A Lataqia furono assegnati Ahmad Nisana e Burhan Julaq
A Damasco, l’organizzazione prese di mira i circoli religiosi nelle moschee per reclutare i giovani. Uno dei luoghi più importanti per il reclutamento fu la moschea nella zona di Muhajirin e un’altra nella zona di Midan. I nomi dei funzionari dell’organizzazione a Damasco erano:
Jamil al-Jamil a Qafar Susah
Ali al-Sidawi a Duma
Muhammad al-Sfar a Quswah
Muhammad al-Qatib a Dara
Ahmad Az al-Din a Madaya
Shahdan al-Ammar e al-Din al-Bazilti nella zona di Ruqun al-Din.
Questi personaggi attirarono i giovani e li reclutarono nei combattenti dell’avanguardia. Questi giovani furono istruiti nelle tecniche per nascondere armi da fuoco e nello smontare e rimontare l’arma, nel pedinamento di personaggi politici e dei palazzi istituzionali, facendo ogni sorta di pressione psicologica in modo che fossero implicati nel loro gruppo, comunque. Un modo crudele di addestrarli consisteva nell’uccidere persone innocenti come gli spazzini che uscivano all’alba per pulire le strade.

2 – La banda di criminali dei fratelli musulmani
L’organizzazione segreta avviò le operazioni terroristiche in Siria, sotto forma di attentati, uccisioni, esplosioni, omicidi di figure governative, leader politici e religiosi, membri del partito, oltre ad una serie di brillanti professionisti, medici, ingegneri e funzionari. Le vittime più importanti furono i martiri:
1 – il colonnello Ali Haidar governatore di Hama assassinato nell’ottobre 1976
2 – il dottor Muhammad Fadil presidente dell’università di Damasco assassinato nel febbraio 1977
3 – Il comandante della brigata missilistica Abdul-Qarim Razuq che l’occidente considerava uno dei migliori al mondo nella tecnica missilistica, assassinato nel giugno 1977
4 – il professore Ali bin Abdul al-Ali dell’università di Aleppo, assassinato nel novembre 1977
5 – il direttore generale dei medici dentisti Dottor Ibrahim Naamah ucciso nel marzo 1978
6 – il colonnello Ahmad Qalil direttore della polizia nel ministero dell’interno, assassinato nell’agosto 1978
7 – Adel Mayina, procuratore della suprema corte per la sicurezza assassinato nell’aprile 1979
8 – il Dottor Shahadah Qalil specialista mondiale di neuro-chirurgia oltre ad essere medico privato del defunto presidente siriano Hafiz al-Assad, assassinato nell’agosto 1979.
Gli atti più eclatanti si verificarono ad Aleppo dal 16 giugno al luglio 1979, quando fu assassinato un grande numero di allievi ufficiali della scuola d’artiglieria di Aleppo, in seguito noto come massacro della scuola ufficiali, comandata dal criminale Ibrahim Yusif, complice dell’organizzazione dei Fratelli mussulmani, che fece riunire gli studenti nella sala da pranzo e che separò secondo la loro appartenenza religiosa, per poi dare l’ordine ad elementi dei fratelli musulmani di aprire il fuoco con fucili mitragliatori e granate, provocando 83 caduti, senza risparmiare dei tecnici russi, anche loro uccisi, inoltre ci fu il ferimento di dieci esperti in una serie di attentati nel gennaio 1980.
Agli inizi del 1980 il team dei Fratelli musulmani inviò dei cecchini per uccidere membri del governo e del partito, Abdul Aziz al-Adi della sezione di Hama fu ucciso brutalmente con sua moglie e i suoi figli, e il corpo gettato in strada; invece sopravvisse ad un attacco un membro del partito che si chiamava Ahmad al-Assad, dopo che fu gettata una bomba a casa sua, e nel giugno 1980 i terroristi della Fratellanza musulmana tesero un agguato al consigliere esecutivo della provincia di Aleppo, Ali Baghdadi, e ammazzarono uno dei suoi fratelli, invece l’altro fratello fu ferito allo stomaco. Ad Aleppo tra il 1979 e il 1981, i terroristi dei Fratelli musulmani uccisero 300 persone tra membri del governo e del partito, professionisti e una dozzina di religiosi musulmani che si opponeva ai loro crimini, il più importante martire fu l’imam Muhammad al-Shami, massacrato nella sua moschea di Sulaimania di Aleppo, il 2 febbraio 1980, inoltre il presidente siriano Hafiz al-Assad sopravvisse ad un attentato dei Fratelli musulmani che lanciarono due bombe e spararono mentre il presidente era in attesa di un diplomatico africano, presso la porta del Palazzo degli ospiti, il presidente Hafiz al-Assad si accorse di una delle bombe e la calciò allontanando il pericolo, mentre l’altra fu vista da una delle guardie la guardia del corpo, il martire Qalid al-Husain, che gettò il presidente a terra e fece uno scudo con il suo corpo per proteggerlo.

3 – Massacro della scuola di artiglieria di Aleppo
Alle prime ore dell’alba di domenica 17 giugno 1979, il generale Hiqmat al-Shihabi contattò il Capo di stato maggiore dell’esercito Hafiz al-Assad che era presente in quel momento a Baghdad e lo informò del massacro accaduto nella scuola di artiglieria di Aleppo per mano della banda dei Fratelli musulmani, alcune ore prima le truppe dei servizi segreti militari siriani erano entrati nella scuola di artiglieria dove trovarono i corpi dei martiri degli allievi ufficiali, nella sala del simposio piena di cadaveri, sangue e resti umani ovunque e dei molti allievi ufficiali feriti; le parole scritte sulla lavagna macchiata di sangue dagli attentatori: la Fratellanza musulmana, i combattenti dell’avanguardia firmarono il massacro. Nel cortile della scuola i servizi segreti militari trovarono un allievo ufficiale ferito, era fuggito dalla sala del seminario e aveva incontrato l’ufficiale in servizio chiedendo aiuto, dicendo: signore non vede cosa hanno fatto questi criminali, ma questi era traditore e complice della banda, il capitano Ibrahim Yusif che ordinò al commando degli attentatori di sparargli ferendolo gravemente. Riguardo la pianificazione dell’atroce massacro contro gli allievi ufficiali, alle 18.30 del sabato 1979 il capitano traditore Ibrahim Yusif aveva lasciato la scuola di artiglieria con un’auto guidata dal sergente, criminale anche lui, il traditore Abdul Rashid Husain, recandosi lì vicino dove li attendeva il commando dei criminali fratelli mussulmani, i più importanti dell’organizzazione di Aleppo, il capo egiziano Hosni Abo e il suo vice Adnan Aqla, Zuhair Qaluta, Ramiz Issa e Ayman al-Qatib. Diede loro uniformi con diversi gradi e si sparpagliarono attorno l’edificio del seminario, dicendogli di attendere il suo segnale dopo di che il traditore Ibrahim Yusif fece raccogliere tutti gli allievi ufficiali con il pretesto di una riunione con il direttore del collegio per dargli alcune istruzioni, erano 300 allievi ufficiali riuniti nella sala e una volta entrati il criminale Ibrahim Yusif, accompagnato da Hosni Abo e Adnan Aqla, lesse alcuni nomi e gli chiese di lasciare la sala, ma questi erano i criminali infiltrati Yahia Qamil al-Najar e Mani Mahmud al-Qalaf, che erano d’accordo con il criminale Ibrahim Yusif e tornarono a prendere posizione fuori dal seminario per l’esecuzione del delitto, che fu respinta dagli allievi ufficiali, i martiri Muhsan Amir e Muhammad al-Dawiya, anche loro usciti dal seminario. Dopo l’ordine dello sporco crimine, Ibrahim Yusif con alcuni ufficiali in ostaggio che dovevano essere in contatto con la dirigenza… andarono verso il quartiere generale della guardia accompagnati dai criminali Mustafa Qasar, Mahir Attar, Adel Dalal e uccisero la prima recluta Hosib Manuqian e quando vide il suo collega insanguinato la seconda recluta, che si chiamava Abdul Aziz Qalif, con il suo fucile tentò di sparare ma era scarico, perché il criminale Ibrahim Yousif aveva ordinato di non caricare i fucili prima delle otto, quando videro che prese in mano l’arma, lo uccisero subito.
Verso le otto, il criminale Ibrahim Yusif diede ordine ai criminali che avevano circondato l’edificio di aprire il fuoco intensamente e di lanciare granate da tutte le direzioni sugli allievi ufficiali, ne morirono 34 all’istante e altri morirono dissanguati, l’eroe martire capitano Ahmad Zuhairi prese in mano una bomba lanciata dai criminali, per proteggere i suoi colleghi e corse fuori dalla sala facendo da scudo con il suo corpo; un altro capitano, che si chiamava Sulaiman Rashid Ismail Amar, aveva affrontato la morte attaccando un aggressore che gli sparò in testa, nel frattempo molti feriti riuscirono a scappare dal seminario, i criminali cercarono di inseguirli, ma alcuni sopravvissero al massacro. Dopo l’operazione, i terroristi della fratellanza mussulmana uscirono dalla scuola accompagnati dal traditore Ibrahim Yusif con l’auto guidata dal traditore Abdul Rashid Husain, che tornò come se nulla fosse accaduto.
I militari dell’intilligence Abdul-Rashid al-Husain, Mani Qalaf e Yahya Najar furono consegnati immediatamente al tribunale su testimonianza degli ufficiali sopravvissuti. I criminali furono portati nel campo della scuola di artiglieria e condannati a morte. Nel novembre 1979 la sicurezza militare arrestò il criminale Hosny Abo, coapo del gruppo armato di Aleppo, e dopo essere stato processato fu anch’egli condannato a morte e giustiziato. Il 3 giugno 1980 le forze di sicurezza scovarono il criminale Ibrahim Yusif nel suo nascondiglio ad Aleppo, e dopo averlo circondato fu ucciso dopo un feroce scontro e si dice che il suo corpo fu trasferito nella scuola di artiglieria passando davanti le classi degli allievi ufficiali che sputarono sul cadavere e cercarono di farlo a pezzi. Nel 1982 le forza di sicurezza arrestò il criminale Hadnan Aqla e lo consegnarono alla corte di sicurezza dello Stato.
Dopo il massacro il popolo siriano manifestò in massa ad Aleppo, Homs, Idlib, Damasco Lataqia, Hasaqah, Dair al-Zur e altre località, chiedendo la cattura dell’intera banda.

4 – Il massacro dell’Azbaqiah
Il 29 novembre del 1981 la banda dei fratelli musulmani di Yasin bin Muhammad Sarij fece esplodere un’autobomba nel quartiere di Damasco di al-Azbaqiah, un’auto Honda caricata con 300kg di tritolo (TNT), uccidendo oltre 175 persone. Alcuni nomi dei martiri individuati dai resti dei corpi: Muhammad Iqsan al-Musaian, Umar Faruq al-Zubi, Burhan Shams al-Din, Qasim bin MUhammad Rustam, Id Maqario Qira, Zahi Lutfi al-Samin, Muhammad bin al-Abidin, Dia al-Laham. E alcuni nomi dei feriti: Muhammad Ziad Biram, Muhammad Nur, Muhammad Shahadah, Nasir Fashetqi, Muhammad Ahmad Sadiq, Antun Tahtuh, Abdul Nadir Qatib, Musa Mahmud, Marwan al-Salah, Mahmud Hamidi, Muhammad Dudi, Uzzo Shah al-Bustani, Najah Salim al-Hulu, Rana Ayub, Nada al-Sadiq, Ratibah al-Hajah, Ismail Abdo Abbud, Nazir Abdalla Hazim, Mustafa Najar, Ali Saqaf, Riad Bilal, Maliq Shahadah, Ahmad Qarim, Adnan Muhammad Tahan, Ahmad Awad, Muhammad Zaqaria Sharif, Mutanios Jabur Isbar, Yasin Sharara, Umaya Usman e altri. Questo attentato fu il più devastante della storia siriana. La maggior parte delle vittime erano civili, quest’esplosione avvenne nell’ora di punta delle 11,20 del mattino, e furono danneggiati gravemente anche i palazzi circostanti e parti di corpi volarono dappertutto, i soccorritori impiegarono parecchio tempo per estrarli dalle macerie. Alcuni testimoni oculari dissero di avere visto un autobus che passava in quel momento in via Baghdad, alzarsi da terra a seguito dell’esplosione e disintegrarsi, tutti i 31 passeggeri morirono; i feriti furono trasportati nei vari ospedali della capitale e alcuni furono trasportati con auto private, a seguito dell’esplosione 40 famiglie persero le loro abitazioni.
Racconta un testimone oculare del tragico attentato: ero giovane quando vi furono le esplosioni di Damasco, negli anni ottanta, ci eravamo spostati nella zona di Ruqun al-Din, in una casa in affitto per nostra sicurezza, ma non eravamo tranquilli, perché arrivarono a minacciarci nel nostro appartamento. Un ufficiale dice: non dimenticherò mai e rimarrà nella mia memoria come se l’orologio si fosse fermato il 29 novembre 1981, quando morirono 175 persone, dice l’amico, un ufficiale che era nella zona dell’esplosione e che per prima cosa vide, tra la polvere, un gatto stringere tra i denti una mano umano, e l’ufficiale prese in mano la sua pistola e sparò al gatto. Fino ad oggi non riuscirò a dimenticare quella scena e l’importanza della pace in Siria.
I fratelli musulmani si giustificarono dicendo che i combattenti dell’avanguardia che compirono l’attentato all’Azbaqiah, avevano agito indipendentemente. Una delle rivendicazioni dei Fratelli musulmani fu che non era stato sparato nemmeno un colpo contro Israele, e per questo si sentivano in diritto di terrorizzare la popolazione.

5 – L’inizio degli scontri con i Fratelli musulmani
Hama, la notte del 2-3 febbraio del 1982. Durante un pattugliamento, un’unità dell’esercito in città cadde in un’imboscata e dei cecchini dai tetti uccisero una ventina di soldati, i soldati trovarono il nascondiglio del leader dei terroristi (Muhammad Jawad) meglio conosciuto con il nome di guerra Abu Baqr, aveva nei quartieri densamente popolati una rete di cellule, e dopo una chiamata via radio, arrivarono immediatamente sul posto le forze governative che lo circondarono. Abu Baqr diede l’ordine di effettuare un attacco armato e lanciò un appello alla jihad contro il governo dagli altoparlanti delle moschee e a quel punto, centinaia di terroristi uscirono dai loro nascondigli uccidendo, saccheggiando e attaccando le case dei funzionari e dei leader del partito, forzarono i depositi delle armi nelle caserme della polizia e le rubarono per impadronirsi della città, aggredirono le ragazze paracadutiste che massacrarono mentre dormivano: due assassini erano scesi dai tetti. Un gruppo dei fratelli musulmani circondò l’abitazione del governatore Muhammad Harba chiedendogli di uscire con le mani alzate, ma lui difese se stesso e la famiglia, finché arrivarono le forze di sicurezza. Alla mattinata del 3 febbraio furono ammazzate 70 persone del governo e del partito, e i fratelli musulmani dichiararono l’occupazione della città. Il giorno seguente si riunirono il governatore Muhammad Harba, il segretario del partito Ahmad al-Asad e i membri delle autorità sopravvissuti al massacro della notte, ognuno di loro prese la propria arma presso la sede del partito per difendere la Patria, chiamando le forze del governo a ripulire Hama: dopo tre settimane di violenti combattimenti le forze governative riuscirono a ripulire la città dai fanatici.

6 – I rapporti all’estero
Nel 1980 il presidente Hafiz al-Assad accusò la CIA di incoraggiare e sostenere il terrorismo e il fondamentalismo in Siria; dopo due anni, il 10 febbraio 1982 furono rilasciate le dichiarazioni dal dipartimento di Stato USA e dai fratelli musulmani in Germania ovest (ufficio di Isam al-Atar) che annunciarono di essere i protettori dell’insurrezione terrorista, chiara prova della cooperazione tra la confraternita e gli statunitensi. La prova più significativa ad accusare gli statunitensi furono dei dispositivi elettronici che furono trovati in possesso dei fratelli musulmani, e che non potevano essere stati venduti da terzi senza il consenso e l’approvazione del governo degli stati uniti. I servizi dell’intelligence siriani erano convinti che questi strumenti fossero di produzione statunitensi e che venissero infiltrati in Siria da Israele, Beirut est, Amman e Baghdad. Il presidente siriano accusò gli statunitensi di complicità con i terroristi che negarono ogni interferenza dicendo che per sollevare quelle accuse bisognava avere delle prove concrete; a quel punto il presidente siriano mostrò le apparecchiature con i loro numeri di serie e chiese agli statunitensi d’informarlo a chi avessero fornito le apparecchiature corrispondenti a quei numeri, gli statunitensi rifiutarono di fornire quelle informazioni e infine il presidente siriano evidenziò il fatto che gli statunitensi erano complici dei terroristi.
Durante il funerale di Tito, nel maggio 1980, erano presenti il re giordano Hussein e il presidente siriano Hafiz al-Assad, quest’ultimo in quell’occasione lo accusò decisamente di essere complice dei massacri in Siria. Dopo cinque anni, quando i rapporti tra i due governanti migliorarono, il re giordano ammise la sua colpevolezza, e si seppe in seguito che il regime giordano aveva accolto esponenti dei fratelli musulmani in Siria, tra cui il criminale Ali al-Bayanuni che era riuscito a fuggire in Giordania con la complicità e l’assistenza dei servizi segreti giordani. Molte persone arrestate ammisero il loro tradimento e i loro rapporti con il regime di Saddam, ammisero il loro collegamento con gli ufficiali di Baghdad e il loro coinvolgimento nel contrabbando di armi attraverso il deserto del al-Sham. Erano iniziati i contatti tra il capo dei terroristi (del braccio armato dei fratelli musulmani) e il regime iracheno, dopo la fuga dei criminali Umar al-Wani e Mahdi al-Wani a Baghdad, nel 1979, che furono ricevuti dal regime iracheno con grande entusiasmo e considerarono Umar al-Wani il rappresentante ufficiale dei fratelli musulmani in Iraq. Inoltre Baghdad annunciò la volontà di equipaggiare completamente l’organizzazione, e il governo iracheno inviò 200.000 sterline con 10 mortai e 10 lanciarazzi RPG, con 100 colpi di ogni tipo e grandi quantità di munizioni per fucili russi. Questa consegna avvenne attraverso Dair al-Zur. Il governo iracheno addestrò elementi dell’organizzazione negli anni ’80, per un mese, e promise la piena apertura di un nuovo ciclo ogni primo del mese. I corsi del governo iracheno per i combattenti dei fratelli mussulmani consistevano nell’uso, nel montare e smontare pistole o fucili, oltre a usare granate, mortai, esplosivi, RPG e radio. Fu il comandante dei fratelli musulmani a chiedere al leader iracheno d’insegnare alla sua banda tutte queste cose, oltre a chiedere d’insegnare come usare i carri armati, e la richiesta fu accettata dal regime iracheno.
Il governo siriano sequestrò le armi ottenute dai terroristi della confraternita da parte dei guardiani della milizia dei cedri libanese, collegata direttamente ad Israele (era l’equivalente dell’attuale milizia del Futuro e di Samir Geagea in Libano), inoltre il capo prese ufficio in Egitto, per risolvere il sostegno della banda in Siria, e vale la pena ricordare che l’ufficio della guida è il massimo organo direttivo dell’organizzazione dei fratelli musulmani, e i più importanti capi furono: Rashid al-Gawash in Tunisia, Abdul Fatah abu Ghaddah e Adnan Saad al-Din in Siria, Yusif al-Qaradawi in Qatar, Yasin al-Abdel in Yemen, Faysal Mawlawi e Ibrahim Masri in Libano.Documento interno riservato
Il documento segreto trovato in un covo della fratellanza musulmana riguardo la sicurezza, il regolamento recita che il documento indica che coloro che Dio ha creato capi dei fratelli, avevano la responsabilità delle basi che, una volta aperte, non dovevano comprometterne la sicurezza, e per mantenere la propria sicurezza dovevano fare quanto segue:
– Un fratello è il comandante del gruppo, è il riferimento in tutte le questioni e non è mai permesso scavalcarlo.
– Conoscenza limitata del gruppo, basandosi sul fatto che non si devono conoscere posizione e regole di un’altra base.
– Divieto di portare qualsiasi amico nella base ed essere cauti e prudenti con gli altri.
– Parlare a voce bassa e ridurre gli incontri a uno o due giorni alla settimana.
– Avere estrema cautela quando si lascia la base rientrando nelle proprie abitazioni.
– Chi dona la base, ha la missione di dedicarsi ai servizi pubblici del gruppo.
– Conversare senza nominare il movimento.
– Distruggere tutto ciò che si riferisce all’organizzazione.
– Uscire di casa immediatamente se c’è un rischio, basandosi sul principio dell’arrangiarsi da solo (in arabo si dice Dabir rasaq)
– In caso di un ferito che ostacola il ritiro, deve essere ucciso dai suoi amici, l’auto-esecuzione è permessa con parere consultivo legittimo dell’imam (in arabo si chiama shaiq) Abdul-Aziz bin Baz direttore dell’università islamica di Madina al-Munawara e dell’imam Faysal al-Mawlawi. Un’altra fatwa su un elemento dei fratelli musulmani che si suicida per non cadere in mano ai nemici, per non danneggiare l’organizzazione, viene considerato un martire.
Gli obiettivi più importanti dell’organizzazione devono essere:
– caserme ed aeroporti
– abitazioni dei militari
– fabbriche della difesa
– stazioni delle poste e vie di comunicazione, silos dei cereali
– club e scuole degli ufficiali, il movimento dei convogli militari, specialmente quelli di ufficiali, e l’elenco potrebbe continuare.

Fonti
Al-Assad e il conflitto in medio oriente (Patrik Seale)
Il flagello della patria (Robert Fisk)
Lo specchio della mia vita (Mustafa Tlas)
I Fratelli musulmani e la nascita di un nero sospetto
Memorie di alcuni dei criminali della fratellanza musulmana, i combattenti dell’avanguardia.

A cura di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il grande blackout negli USA, manovra di Gotham Shield?

Alessandro Lattanzio, 23/4/2017Il 22 aprile 2017 si è avuto il più grande balck out della rete elettrica statunitense della storia. San Fransisco, New York e Los Angeles sono state le aree più colpite. Ognuna ha subito l’arresto delle attività commerciali e delle infrastrutture di base come telecomunicazioni, trasporti e reti elettriche. L’energia elettrica a San Francisco è fornita dalla Pacific Gas and Electric, a Los Angeles dal Department Water and Power e dalla Southern California Edison, e a New York City dalla ConEdison. Tali reti sono molto distanti e per nulla collegate. Le metropolitane di New York e San Francisco si sono bloccate così come altri sistemi di trasporto pubblico. A Los Angeles anche l’aeroporto internazionale ne è stato afflitto. Governo federale degli USA e media mainstream rimanevano in silenzio sulle cause di tale incidente.
Va ricordato che è in corso negli USA l’esercitazione Gotham Shield, che simula un attacco nucleare negli Stati Uniti, tra cui gli effetti EMP (impulso elettromagnetico) connessi con l’esplosione nucleare. Tali effetti bloccano e disattivano reti elettriche, elettrodomestici, apparati elettronici, sistemi di comunicazione commerciali, reti internet, di telefonia cellulare, TV, ecc. Gotham Shield deve testare la capacità di risposta del governo statunitense a una detonazione nucleare e alla situazione conseguente, suaccennata. Secondo un documento ufficiale della FEMA, l’Operazione Gotham Shield ha per scopo “valutare l’intero sforzo della comunità nel prevenire, proteggere, rispondere e pianificare il ripristino iniziale dopo gli effetti di un attacco improvviso con dispositivi nucleari usando le esercitazioni decise per raggiungere gli obiettivi nelle aree di missione e capacità pertinenti. GS17 valuterà le capacità regionali e nazionali di gestione e di supporto negli incidenti, inclusa detonazione e recupero pre e post-nucleare di ordigni”.
Se così fosse, il blackout che ha colpito le principali città statunitensi simulerebbe gli effetti EMP che si verificano con le esplosioni nucleari.Fonti:
The Duran
The Duran
Zerohedge

Gotham Shield: il governo USA simulerà un’esplosione nucleare su Manhattan

Zerohedge, Strogo Sekretno 21 aprile 2017

Qualcosa suscita l’interesse degli statunitensi… forse un evento troppo “utile”, indicando che i governativi saltano con lo squalo? Qual è il motivo per cui, dopo aver scoperto il Project Gotham Shield, Mac Slavo di SHTFplan avvisa che ora è attivo un osservatorio sulle false flag. L’allarme generale riguarda qualcosa d’importante nell’immediato futuro. Speriamo che sia solo un altro falso allarme, invece di un’altra falsa bandiera. Comunque, un pericolo è vicino. Tenuto conto di tutto ciò che succede nel mondo, è davvero strano scoprire che il governo federale ancora insceni disastri fasulli che ricordano in modo inquietante gli attuali eventi mondiali.
Tra pochi giorni, il 24-26 aprile, inizierà l’operazione Gotham Shield. Nel calendario compaiono esercitazioni congiunte inter-agenzie con FEMA, sicurezza nazionale e una miriade di agenzie dell’ordine e militari. Armi di distruzione di massa, unità chimiche e biologiche saranno presenti nel test di risposta a una detonazione nucleare “simulata” nel centro urbano più importante degli Stati Uniti, nell’isola iconica e densamente popolata di Manhattan e nelle vicine sponde del New Jersey. La possibilità che la più esplosiva falsa bandiera metta fuori controllo, dirotti e ‘converta’ le azioni simulate, è fin troppo reale. Ciò è strettamente legato al meccanismo che molti ricercatori ritengono sia all’opera dall’11 settembre, annidando un attacco sotto falsa bandiera nelle grandi esercitazioni che evocano poteri d’emergenza ed attentati simulati in località effettivamente colpite.
Secondo Voice of Reason: “Dal 18 aprile al 5 maggio 2017, le organizzazioni statali, locali e federali pianificano l’operazione Gotham Shield 2017, esercitazione su una detonazione nucleare nella zona di New York-New Jersey e al confine tra USA e Canada. Tale esercitazione riguarda 4 ordigni nucleari, di cui 2 resi “sicuri” durante l’esercitazione Vital Archer del dipartimento della Difesa USA (DoD), uno da 10kiloton che esplode nella zona di NYC/NJ e uno più piccolo che esplode al confine Stati Uniti-Canada“.
Tra le organizzazioni interessate vi sono:
– Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DoE)
– Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD)
– Ufficio Nazionale per la Rivelazione Nucleare degli Stati Uniti (DNDO)
– Federal Bureau of Investigation (FBI)
– Agenzia federale di gestione delle emergenze statunitensi (FEMA)
– Comando nordamericano (NORTHCOM)
– Ufficio Direzione dell’Emergenza dello Stato di New Jersey
– Ufficio Direzione dell’Emergenza dello Stato di New York
– Ufficio Direzione dell’Emergenza della Città di New York
Il seguente documento viene fornito dal Nevada National Security Service. Il compito primario del governo è garantire la sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi alleati sostenendo la gestione del deterrente nucleare, fornendo la risposta alle emergenze e creando e contribuendo alle iniziative di non proliferazione e controllo degli armamenti.Un’operazione congiunta, dal nome in codice Gotham Shield, è prevista per il 24 e 25 aprile. La premessa di questa crisi simulata sarà la detonazione di un ordigno nucleare di 10000 tonnellate sul nord-est del New Jersey. L’impulso elettromagnetico (EMP) causato dalla detonazione dell’ordigno provocherà la disattivazione della maggior parte degli apparecchi telefonici, internet e di altri dispositivi elettronici in un raggio di 20 chilometri dal sito di detonazione. L’operazione Gotham Shield è un’esercitazione congiunta di Servizio di Emergenza Radio Amatoriale (ARES),  Servizio Radio Ausiliario Militare (MARS), Dipartimento della Difesa (Dod), Federal Emergency Management Agency (FEMA) e Croce Rossa in NY e NJ. MARS ha sede a Fort Huachuca, in Arizona, sede centrale del Network Enterprise Technology Command dell’esercito statunitense (NETCOM). Strogo Sekretno

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia può annullare le forze militari degli USA

Dopo l’attacco missilistico statunitense sulla Siria, la Russia fornisce informazioni dettagliate sui sistemi di guerra elettronica in grado di bloccare i sistemi statunitensi
Alexander Mercouris, The Duran 19/4/2017A seguito di voci, mai confermate e forse false, sui sistemi di guerra elettronici russi che inceppavano i sistemi di guida dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati dagli USA sulla Siria il 6 aprile 2017, presumibilmente abbattendone 36, i russi hanno fornito in modo insolito informazioni sui loro sistemi di guerra elettronica (EW) di solito molto segreti. La ragione esatta di ciò è che la Russia ha celebrato la giornata degli operatori della Guerra Elettronica il 15 aprile 2017. Tuttavia, non spiega perché i russi diffondessero queste informazioni quattro giorni dopo. Come per la recente pubblicazione dei dettagli del test del nuovo missile antinave ipersonico Tzirkon, è difficile evitare l’impressione che queste informazioni sui sistemi EW della Russia siano un avvertimento agli Stati Uniti. In particolare, i russi gli avvertono a non provare lo stesso attacco missilistico siriano contro la Russia. Presumibilmente il ritardo nella pubblicazione dei dettagli dei sistemi era dovuto alla necessità di avere il permesso di declassificare alcuni dettagli dei sistemi, pur continuando a nasconderne altri. Data la natura altamente classificata del materiale è probabile che ci fosse bisogno dell’approvazione ad alto livello dal governo russo, presumibilmente dal Presidente Putin. I russi hanno anche confermato che i loro sistemi EW sono presenti in Siria e sono operativi. Ciò non dovrebbe essere considerato una mera conferma dell’impiego per bloccare i missili Tomahawk che gli Stati Uniti lanciarono contro la base aerea al-Shayrat. La conferma che i sistemi russi EW sono operativi in Siria si ebbe il 17 marzo 2017, molto prima dell’attacco missilistico su al-Sharyat, da parte di Igor Nasenkov, Viceamministratore delegato del Gruppo tecnologico radio-elettronico russo (KRET), affiliato della società statale Rostec. “L’apparecchiatura fu testata. Non dirò cosa e come. Si è dimostrata pronta a combattere secondo i parametri tattici e tecnici previsti. Abbiamo visto che tutti i termini di riferimento ricevuti dal Ministero della Difesa sono stati rispettati, innanzitutto sui mezzi di guerra radio-elettronici”. Si sa che la Russia ha schierato l’assai avanzato sistema EW Krasukha-S4 in Siria e presumibilmente i commenti di Nasenkov si riferivano a questo sistema. Come per i dettagli del test del Tzirkon, i dettagli degli attuali sistemi EW russi sono forniti da un lungo articolo della TASS, agenzia di stampa ufficiale del governo russo. TASS forniva un vero e proprio panorama sui vari sistemi EW russi, anche se la vera estensione delle loro capacità rimane naturalmente classificata.

Sistemi aerei
1) Sistema Vitebsk, imbarcato su aerei d’attacco al suolo Su-25, elicotteri Mi-28 e Ka-52 ed elicotteri pesanti Mi-26, è destinato a proteggere gli aerei dai missili superficie-aria. Questo sistema è notoriamente usato abitualmente dai velivoli operanti in Siria.
2) Rychag-AV, nuovo sistema impiegato su una versione EW specializzata dell’elicottero d’assalto Mi-8. TASS dice a questo proposito, “Rychag-AV è capace di “accecare” completamente il nemico entro un raggio di parecchie centinaia di chilometri e di sopprimere diversi obiettivi contemporaneamente. Il sistema priva i sistemi missilistici di difesa aerea e gli intercettatori della possibilità di individuare eventuali bersagli e di puntargli i missili, mentre sopravvivenza ed efficienza dei velivoli amici viene aumentata notevolmente”.
3) Khibinij, imbarcato sui bombardieri Su-24 e Su-30, operativo dal 2013. Questo è il sistema utilizzato per bloccare i sistemi radar del cacciatorpediniere statunitense Donald Cooke nel noto caso avvenuto al culmine della crisi crimeana del 2014. TASS fornì il primo resoconto semi-ufficiale di ciò che successe, “I dati che appaiono sui radar della nave da guerra misero in allarme l’equipaggio: l’aereo sarebbe scomparso dagli schermi radar o cambiò improvvisamente posizione e velocità o creò cloni elettronici mentre i sistemi di combattimento del cacciatorpediniere furono disattivati”.
4) Himalaj, versione avanzata del Khibinij sviluppata per il nuovo caccia di quinta generazione Su-T50.Sistemi terrestri
1) Krasukha-S4 è un sistema di cui è noto lo schieramento in Siria. TASS ne descrive le capacità, “Il Krasukha-4 è stato progettato per proteggere posti di comando, gruppi di forze, mezzi di difesa aerea, strutture industriali dalla ricognizione radar e dalle armi di precisione. La stazione di blocco attivo a banda larga del sistema può contrastare efficacemente tutti i radar utilizzati dai vari aeromobili, nonché missili da crociera e velivoli senza pilota”. Alla luce dell’attacco missilistico su al-Shayrat del 6 aprile 2017, il riferimento ai missili da crociera in questo paragrafo non è probabilmente casuale. Tuttavia il paragrafo non va considerato una conferma che i russi hanno utilizzato il sistema Krasukha-S4 per bloccare i sistemi di guida dei missili Tomahawk lanciati dagli Stati Uniti su al-Shayrat. Per prima cosa il missile da crociera di Tomahawk ha una serie di sistemi di guida e non è chiaro quale fu usato nell’attacco.
2) Krasukha-20, è un sistema appositamente progettato per disturbare gli AWACS degli USA.
3) La descrizione del sistema Moskva-1 della TASS, suggerisce che è volto a sostenere i sistemi radar dei sistemi antiaerei come l’S-400. Entrò in servizio l’anno scorso e dalla descrizione della TASS sembra molto avanzato, “Il sistema è progettato per ricognizione radar (radiolocalizzazione passiva), interazione e scambio d’informazioni con i comandi delle truppe missilistiche della difesa aerea e delle forze radio-tecniche, i centri di direzione aerea, di acquisizione dati del bersaglio e controllo delle unità di disturbo e i singoli mezzi di soppressione elettronica. Il Moskva-1 comprende un modulo d’intelligence e un posto di controllo delle unità di disturbo (stazioni). Il sistema può:
– Condurre intelligence elettromagnetica fino a una distanza massima di 400 km;
– Classificare tutte le emittenti secondo il grado di minaccia;
– Fornire supporto in corso;
– Assegnare obiettivi e distribuire tutte le informazioni;
– Assicurare un’efficace controllo sull’efficienza operativa delle unità EW e dei singoli mezzi che gestiscono.
I sistemi Moskva apparvero nelle esercitazioni tattiche congiunte delle forze di difesa aerea ed aeree nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, nel marzo 2016”.
4) Infauna, sembra un sistema destinato a proteggere le truppe terrestri da determinati tipi di armi anticarro ravvicinate, come i missili Javelin e TOW. “Il sistema, sviluppato dalla United Instrument-Making Corporation, fornisce intelligence elettronica e soppressione radio, protezione di soldati, corazzati e autoveicoli contro tiro mirato di armi d’accompagnamento e lanciagranate, ed anche contro mine radio-controllate. L’apparecchiatura radiofonica a banda larga aumenta notevolmente il raggio di protezione dei sistemi mobili dalle mine radio-controllate. La possibilità di creare schermi aerosol aiuta a proteggere i mezzi militari dalle armi di precisione con sistemi di guida video e laser. Attualmente questi sistemi EW sono montati sui telai ruotati unificati K1Sh1 (basati sul blindato BTR-80) prodotti in serie e forniti alle varie unità dell’esercito russo”.
5) Borisoglebsk-2, sembra anche questo un sistema destinato a fornire supporto alle truppe terrestri, in questo caso bloccando i sistemi di comunicazione dei nemici. È in qualche modo il più tradizionale dei sistemi indicati dalla TASS e può essere il sistema EW più comunemente utilizzato dalle truppe russe.

Sistemi navali
Prima di discutere questi sistemi, va detto che uno dei maggiori problemi che i progettisti di sistemi d’arma moderni per le navi da guerra affrontano è garantirsi che i sistemi elettronici delle varie armi di una nave da guerra si completino a vicenda e non interferiscano. Dato che i sistemi sono sempre più complessi e più potenti, ciò diventa una sfida crescente data la vicinanza dei vari sistemi elettronici e d’arma su una nave da guerra. Quasi certamente il problema d’assicurare la compatibilità dei vari sistemi elettronici e d’arma ha ritardato l’entrata in servizio della nuova fregata Admiral Gorshkov. Ciò che si sa delle navi da guerra di superficie russe suggerisce che abbiano vari sistemi EW estesi e completi. L’articolo della TASS tuttavia fornisce poche informazioni, limitandosi a soli due sistemi, suggerendo che il livello di classificazione dei sistemi navali EW russi è molto elevato.
1) TK-25E, destinato alle grandi navi da guerra, secondo la TASS, “Il TK-25E genera interferenze a impulsi utilizzando copie digitali di segnali delle navi da guerra di tutte le classi. Il sistema può analizzare simultaneamente 256 obiettivi e fornire protezione efficace alla nave da guerra”.
2) MP-40E, sembra il sistema equivalente per le navi da guerra più piccole. La descrizione della TASS suggerisce che operi in modo diverso e più limitato, “È in grado d’individuare, analizzare e classificare le emissioni di mezzi radio-elettronici e del loro vettore per grado di minaccia e sopprimere elettronicamente tutti i sistemi di ricognizione e d’arma moderni e avanzati del nemico”.
Negli anni ’80, un ufficiale dell’esercito inglese mi disse che i sistemi EW sovietici potevano ridurre le comunicazioni nei campi di battaglia moderni al livello della guerra del 1914-1918 e che la NATO era completamente impreparata su questa minaccia. Presunsi che esagerasse, ma i russi senza dubbio prendono seriamente la guerra elettronica e sembra esserci consenso generale sul fatto che abbiano un largo vantaggio sull’occidente in questo settore. Infatti l’articolo della TASS dice, “Secondo il comandante della forza da guerra elettronica della Russia, Maggiore-Generale Jurij Lastochkin, la tecnologia militare moderna russa supera quella dei rivali occidentali su varie caratteristiche, tra cui il raggio operativo. Ciò grazie all’uso di trasmettitori più potenti e antenne più efficaci”. Ovviamente, in un momento di tensione internazionale acuta, con gli USA che attaccano con missili la Siria e minacciano la Corea democratica, qualcuno a Mosca ha deciso che è giunto il momento di far ricordare agli Stati Uniti questo fatto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sostegno della RPDC ad Hezbollah

Korean Friendship Association Ireland, 16 gennaio 2017Il rapporto tra Hezbollah e Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK) risale all’occupazione israeliana del Libano negli anni ’80. Come organizzazione antimperialista, Hezbollah è temuta dagli amici di Israele e degli Stati Uniti. Recentemente combatte a fianco dell’Esercito arabo siriano contro i terroristi che ricevono un sostegno immenso dal blocco imperialista, in particolare da USA, Regno Unito, Israele, Qatar e Arabia Saudita. Come la RPDC, Hezbollah è demonizzato dall’occidente per la sua fermezza contro l’imperialismo e per la giustizia. Hezbollah è accusata di antisemitismo per il suo antisionismo nato in relazione all’occupazione israeliana del Libano. Da notare che il Segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah dichiarò a nome dell’organizzazione che Hezbollah non cerca di costruire uno Stato islamico in Libano per via dell’ambiente multiculturale e che non è voluto dalla grande maggioranza al momento e probabilmente non lo sarà mai. Nasrallah ha anche indicato che non solo la maggioranza democratica del 51% non basta a costruire uno Stato islamico, ma è necessario il sostegno della stragrande maggioranza. I rappresentanti di Hezbollah nel parlamento libanese hanno anche affermato che “Hezbollah non è mai stato contro le religioni. Hezbollah supporta tutte le religioni, supporta il dialogo interreligioso e non ha alcun problema con alcuna religione. Hezbollah ritiene che il sionismo sia il nemico, non gli ebrei come popolo o religione“. Hezbollah ha difeso le libertà delle minoranze, sia in patria che all’estero, come in Siria. Chiamare l’Hezbollah antisemita non è altro che una vile menzogna. Secondo un’indagine condotta dal “Beirut Center for Research and Information” il 26 luglio 2006, durante la guerra del Libano, l’87% dei libanesi supportava gli “attacchi di ritorsione di Hezbollah su Israele settentrionale“; un incremento del 29% rispetto al sondaggio condotto nel febbraio dello stesso anno. Hezbollah è stato ritratto come organizzazione nazionalista sciita, tuttavia il sostegno alla resistenza di Hezbollah dalle comunità non sciite è enorme. L’80% dei cristiani intervistati sosteneva Hezbollah, insieme all’80% dei drusi e all’89% dei sunniti. Anche dai territori palestinesi occupati da Israele e dalla Giordania la grande maggioranza considera Hezbollah legittima organizzazione di resistenza. Questo potrebbe dare l’idea del perché un gruppo popolare come Hezbollah sia sempre attaccato dall’occidente.
La relazione tra Hezbollah e RPDC iniziò quando Israele invase il Libano e con l’occupazione israeliana del Libano meridionale, quando Israele istituì una “zona tampone” nell’area occupata, creando le milizie filo-israeliane costituite da segmenti della popolazione cristiana. Le milizie cristiane, tra cui il famigerato esercito del Libano del Sud, commisero pulizie etniche, soprattutto contro le minoranze drusa e palestinese. L’Esercito popolare coreano (KPA) supporta i fratelli da allora. Il Segretario generale Nasrallah visitò la RPDC per scopi formativi in quel periodo. Tra gli altri membri di Hezbollah che si addestrarono nella RPDC vi era Mustafa Badradin, a capo dello spionaggio del movimento nel 2006, quando Israele attaccò ancora una volta il Libano, ed Ibrahim Aqil, capo del servizio di sicurezza e d’intelligence di Hezbollah. Fu anche detto che circa 100 commando di Hezbollah si addestrarono presso le KPA nello stesso periodo. Fu persino affermato che gli istruttori coreani si recarono in Libano nel 2004 e aiutarono Hezbollah nella costruzione di una vasta e sofisticata rete di tunnel fortificati nella zona a sud del fiume Litani confinante con Israele. Dopo l’aggressione israeliana del 2006 al Libano, i sionisti iniziarono a temere l’addestramento dei combattenti di Hezbollah nella RPDC assieme alle Forze Speciali del KPA, nonché l’addestramento su sicurezza ed intelligence. L’addestramento post-2006 dei combattenti di Hezbollah si dimostrò molto importante per la difesa del popolo libanese. Le KPA hanno continuamente aiutato Hezbollah che oggi è uno degli attori non statali più efficienti, non solo in Medio Oriente, ma nel mondo. Gli imperialisti l’odiano.
Dal 2007, Israele si diede molto da fare per fermare lo sviluppo delle centrali nucleari in Iran e Siria e a diffondere la paura tra le rispettive popolazioni. L’ingegnere nucleare iraniano Majid Shahriari fu probabilmente assassinato da agenti del Mossad… Il 29 novembre 2010, assassini non identificati su motociclette lanciarono delle bombe uccidendo Shahriari e ferendo lo scienziato nucleare Fereydun Abbasi, professore presso l’Università Shahid Beheshti, dove anche Shahriari insegnava. Anche la moglie del Dottor Abbasi fu ferita. Gli assassini avevano attaccato le bombe sulle auto dei professori e le fecero detonare da remoto. Secondo The Guardian, Shahriari “non aveva collegamenti noti col lavoro nucleare” e secondo al-Jazeeraera un fisico quantico e per nulla una figura politica“, e “non era coinvolto nel programma nucleare iraniano“. Il solo scopo del regime sionista è diffondere il terrore e la paura. Decine di cittadini della RPDC sono stati uccisi dal regime sionista mentre lavoravano su dei siti in Siria. Ad esempio, nel marzo 2007, gli agenti del Mossad irruppero nella casa a Vienna del direttore dell’Agenzia Atomica siriana, dove trovarono le immagini di un reattore nucleare in Siria. Il 6 settembre dello stesso anno, otto aerei israeliani sganciarono 17 tonnellate di esplosivi sul sito siriano, distruggendolo. Solo alcuni Paesi sono autorizzati a possedere armi nucleari, mentre altri non sono nemmeno autorizzati ad avere l’energia nucleare. Altri cittadini della RPDC furono uccisi da Israele mentre lavoravano in Siria, come nel 1982, durante la guerra civile libanese. Il governo della RPDC inviò forze speciali in Siria per addestrare la guerriglia, e alcuni furono uccisi dall’esercito israeliano. Fu anche affermato dall’islamista “moderato” Asad al-Zubi che nel giugno 2013 la città occupata dai terroristi di Qusayr fu bombardata all’alba da un massiccio tiro di lanciarazzi, artiglieria e mortai, e circondata dalle forze armate siriane sostenute da Hezbollah. I consiglieri del KPA parteciparono alla pianificazione operativa dell’attacco a sorpresa e dell’operazione dell’artiglieria durante la battaglia per Qusayr dei combattenti alleati di Hezbollah, cambiando la dinamica della guerra in Siria. La vittoria di Qusayr rappresentò una vittoria militare e simbolica significativa per il governo siriano e una sconfitta umiliante per i terroristi. Va ricordato che durante il dominio islamista a Qusayr, sostenuto dall’occidente contro il governo legittimo della Siria, il capo militare dell'”opposizione armata”, il generale Abdasalam Harba, ordinò agli ultimi dei precedenti diecimila cristiani di lasciare Qusayr, effettuando la pulizia etnica della città. Madre Agnes Miriam de la Croix, Madre Superiore del Monastero di San Giacomo di Qara, nella Diocesi di Homs, fu intervistata dalla Radio irlandese nel giugno 2012, confermando che i terroristi filo-occidentali in Siria terrorizzavano la comunità cristiana della Siria. Alla domanda se fu l’Esercito libero siriano a dire ai cristiani di andarsene, Madre Agnes Miriam rispose “sì … era il comandante in campo Abdasalam Harba che decise che non ci sarebbero più stati negoziati con i cristiani“. Disse che i cristiani venivano perseguitati perché si rifiutavano di sostenere i ribelli e preferivano restare fuori dagli schieramenti del conflitto. Disse che i terroristi attaccavano specificamente le truppe governative nelle aree cristiane e prendevano i cristiani come scudi umani. Leggasi la storia completa.
I reazionari affermano che la RPDC è un Paese isolato e che ha perso la maggior parte degli amici dalla fine della guerra fredda, ma nulla è più lontano dalla verità. La connessione antimperialista tra RPDC ed altri Stati, e in alcuni casi attori non statali come Hezbollah, è infrangibile e cresce ogni giorno. Non è l’ultima volta che il patto USA-Israele cerca di rovinare un Paese pacifico e incoraggiare la violenza settaria nella regione. Proprio come gli imperialisti inglesi crearono la tattica dividi e conquista per governare il popolo delle sei contee occupate, così Israele l’ha fatto in Libano e gli imperialisti lo fanno ora in Siria. Oggi la religione è uno strumento degli imperialisti. Sappiamo come gli Stati Uniti utilizzano i missionari cristiani nella RPDC contrabbandando apparecchiature come radio, armi e altre cose illegali insieme alle loro bibbie Le minoranze religiose possono vivere in pace e godere delle libertà religiosa e praticare la loro religione nella RPDC, Siria, Libano e Iran. Le libertà civili sono qualcosa d’impensabile sotto l’occupazione statunitense. Hezbollah è un’organizzazione coerente e che avanza, allontanando le mani imperialiste dagli Stati indipendenti del Medio Oriente e proteggendo i diritti delle minoranze. Nel 2012 il canale televisivo libanese al-Manar trasmise uno speciale che elogiava un ragazzo di 8 anni che raccolse soldi per Hezbollah e che disse: “Quando crescerò, diverrò un guerriero della resistenza comunista con Hezbollah, combattendo Stati Uniti e Israele, li farò a pezzi e li caccerò da Libano, Golan e Palestina, che ho molto a cuore“.
L’amicizia e la solidarietà tra RPDC ed Hezbollah continueranno a crescere.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora