Terza riunione plenaria del 7.mo CC del PLC in presenza di Kim Jong Un

Pyongyang, KCNA, 21 aprile – UriminzokkiriIl terzo incontro plenario del Settimo Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea si è svolto a Pyongyang il 20 aprile. Kim Jong Un, presidente del PLC, guidava la riunione plenaria. Alla riunione erano presenti membri del Presidium, membri e membri supplenti dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC e membri e membri supplenti del CC del PLC e membri della Commissione di Controllo Centrale del PLC. Presenti come osservatori erano membri del Comitato Centrale del PLC e funzionari di partito e amministrativi di ministeri, istituzioni nazionali, province, città e contee, importanti istituti ed istituzioni industriali e fattorie cooperative e membri degli organi delle Forze Armate. L’assemblea plenaria trattava i seguenti punti all’ordine del giorno:
1. Sui compiti del nostro partito per accelerare ulteriormente la costruzione socialista come richiesto dal nuovo avanzato stadio della rivoluzione in via di sviluppo
2. Verso una svolta rivoluzionaria nella scienza e nell’istruzione
3. Questioni organizzative
Il primo ordine del giorno fu discusso durante la riunione. Kim Jong Un fece rapporto sul primo ordine del giorno, dicendo che l’assemblea plenaria doveva essere convocata per discutere e decidere questioni importanti per il raggiungimento degli obiettivi dello stadio superiore della costruzione socialista, come richiesto dalla rivoluzione in via di sviluppo e nella situazione attuale. Dicendo che la situazione generale cambia rapidamente a favore della rivoluzione coreana grazie all’azione e agli sforzi attivi della Corea democratica, dopo la dichiarazione sul completamento dello Stato nucleare, l’anno scorso, informava della creazione del nuovo clima di distensione e pace nella penisola di Corea e nella regione e dei cambiamenti drammatici nel panorama politico internazionale. Dichiarava che la miracolosa vittoria adempiendo perfettamente la grande causa storica della costruzione della Forza Nucleare dello Stato in un breve arco di tempo, meno di cinque anni, è la grande vittoria della linea del PLC per far avanzare simultaneamente la costruzione economica e la costruzione della forza nucleare e, allo stesso tempo, brillante vittoria che poteva essere ottenuta solo dall’eroico popolo coreano. Indicava i progressi compiuti nella costruzione economica insieme alla lotta di tutto il partito, di tutto lo Stato e di tutto il popolo per l’attuazione della suddetta linea. Dichiarava con orgoglio che i compiti storici della linea strategica di sviluppo simultaneo dei due fronti indicati nella riunione plenaria del Comitato centrale del partito del marzo 2013, sono stati portati a termine con successo. Dichiarava la vittoria della linea del PLC e quindi la lotta del popolo coreano che ha lavorato duramente con sacrifico per acquisire una potente spada preziosa per difendere la pace si è conclusa con successo dando la ferma garanzia che i nostri discendenti potranno godere della vita più dignitosa e più felice del mondo. Dichiarava che non sono necessari test nucleari e missili balistici, intermedi e intercontinentali, per la RDPC, dato che il lavoro per porre testate nucleari sui missili balistici è stato verificato quando furono effettuati processi di sviluppo delle armi nucleari in modo scientifico e con sequenza regolare, e lo sviluppo dei vettori è stato anche completato scientificamente, aggiungendo che la missione del poligono nucleare settentrionale è quindi finita. Chiariva la posizione pacifista del PLC nel dare un contributo positivo alla costruzione del mondo libero dalle armi nucleari in conformità all’aspirazione e al desiderio comune all’umanità, a condizione che la potenza della RDPC sia posta sul livello desiderato divenendo possibile garantire in modo affidabile la sicurezza dello Stato e del popolo.
Dichiarava che oggi, quando i compiti storici della linea strategica di sviluppo simultaneo dei due fronti sono stati portati a termine con successo, il PLC affronta importanti compiti per accelerare l’avanzata della rivoluzione con fiducia nella vittoria e quindi accelerare la vittoria finale della causa socialista. Ha chiarito che nella fase attuale in cui la RPDC diventa potenza politico-ideologico e militare mondiale, la linea strategica del PLC è concentrare tutti gli sforzi del partito e del Paese sulla costruzione economica socialista. Dichiarava che è necessario lanciare l’offensiva rivoluzionaria generale e compiere progressi dinamici nella costruzione economica sotto lo slogan: “Acceleriamo ulteriormente l’avanzata della nostra rivoluzione concentrando tutti i nostri sforzi sulla costruzione economica socialista!” Osservava che l’obiettivo immediato della lotta per realizzare la nuova linea strategica è mantenere la produzione in piena attività in tutti gli stabilimenti industriali e raccogliere raccolto abbondante in tutti i campi agricoli durante il periodo di attuazione della strategia quinquennale dello sviluppo economico nazionale e quindi far risuonare le risate del popolo in tutto il Paese. Sottolineava che l’obiettivo a lungo termine è basare un’economia nazionale secondo le basi del Juche, moderne, informatiche e scientifiche fornendo a tutto il popolo una vita benestante e altamente civilizzata in modo che possa vivere bene come gli altri. Chiariva i compiti per eseguire a fondo la nuova linea strategica e le modalità per attuarli, come il problema delle priorità del lavoro economico nel lavoro complessivo del partito e dello Stato, sfruttando tutti i potenziali umani, materiali e tecnici del Paese per lo sviluppo. Invitava tutti i campi e le unità ad affidarsi a scienza e tecnologia, a migliorare costantemente lo spirito dell’autosviluppo ed aumentare la produzione sotto lo slogan dell’autosufficienza.
Al fine di attuare appieno la nuova linea strategica incanalando tutti gli sforzi sulla costruzione economica, è necessario migliorare drasticamente il ruolo delle organizzazioni di partito, sottolineava. Esortava gli organi di orientamento economico, incluso il Governo, ad occupare la loro posizione di responsabili degli affari economici, organizzando meticolosamente l’operazione e il comando per compiere rapidi progressi economici. Inoltre esortava tutti i campi e le unità ad subordinarsi incondizionatamente al comando unificato del Governo nell’attuazione della politica economica del partito.
Interventi si ebbero sul primo punto all’ordine del giorno durante la riunione plenaria.
I relatori erano Choe Ryong Hae, del Presidium dell’Ufficio politico e Vicepresidente del Comitato centrale del PLC, Pak Pong Ju, del Presidium dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC e primo ministro del Governo, e Kim Jong Gak, direttore dell’Ufficio Politico Generale dell’Esercito Popolare Coreano. Le risoluzioni sul primo punto all’ordine del giorno furono approvate all’unanimità. La risoluzione “Sulla proclamazione della grande vittoria della linea di sviluppo simultaneo di costruzione economica e costruzione della forza nucleare” specificava le seguenti decisioni.
In primo luogo, dichiariamo solennemente che i test sub-critici nucleari, test nucleari sotterranei, miniaturizzando e alleggerendo le armi nucleari, e lo sviluppo dell’arma nucleare super-potente e dei vettori furono effettuati nel corso della campagna per l’attuazione della linea del partito per sviluppare simultaneamente i due fronti e quindi il lavoro per disporre testate nucleari sui missili balistici è stato realizzato in modo affidabile.
In secondo luogo, interromperemo i test nucleari e dei missili balistici intercontinentali dal 21 aprile, Juche 107 (2018). Il poligono nucleare settentrionale della RPDC sarà smantellato per garantire in modo trasparente la cessazione dei test nucleari.
In terzo luogo, la cessazione dei test nucleari è un processo importante del disarmo mondiale e la Corea democratica aderirà al desiderio e agli sforzi internazionali per la fine totale dei test nucleari.
In quarto luogo, la RPDC non utilizzerà mai armi nucleari né trasferirà armi nucleari o tecnologia nucleare in alcuna circostanza a meno che non vi siano minacce e provocazioni nucleari contro la Corea democratica.
In quinto luogo, concentreremo tutti gli sforzi per costruire una potente economia socialista e migliorare notevolmente il livello di vita del popolo mobilitando tutte le risorse umane e materiali del Paese.
In sesto luogo, creeremo un ambiente internazionale favorevole alla costruzione economica socialista e faciliteremo lo stretto contatto e un dialogo attivo coi Paesi limitrofi e la comunità internazionale al fine di difendere pace e stabilità nella penisola coreana e nel mondo.
La risoluzione “Concentrando tutti gli sforzi sulla costruzione economica socialista per soddisfare i requisiti della nuova fase di sviluppo della rivoluzione” chiariva le seguenti decisioni.
In primo luogo, orienteremo il partito e gli affari di Stato nella costruzione economica socialista e concentreremo tutti gli sforzi su di esso.
In secondo luogo, il Partito e le organizzazioni dei lavoratori, gli organi di potere, gli organi di polizia e gli organi delle Forze Armate rafforzeranno il loro ruolo nella lotta per concentrare tutti gli sforzi sulla costruzione economica socialista.
In terzo luogo, le organizzazioni di partito e le istituzioni politiche a tutti i livelli dovranno controllare e rivedere regolarmente l’attuazione delle decisioni prese in occasione della Terza riunione plenaria del 7.mo Comitato centrale del PLC, in modo da garantirne l’attuazione completa.
In quarto luogo, il Presidium dell’Assemblea Popolare Suprema e il Consiglio dei Ministri adotteranno misure legali, amministrative e tecniche per svolgere i compiti stabiliti nelle risoluzioni della riunione plenaria del Comitato Centrale del PLC.
Il secondo punto all’ordine del giorno è stato discusso durante la riunione.
Kim Jong Un relazionava sul secondo punto all’ordine del giorno, sottolineando la necessità di realizzare una svolta rivoluzionaria nella scienza e nell’istruzione, aggiungendo che il problema di concentrare tutti gli sforzi sulla costruzione economica sarà impensabile senza il rapido sviluppo della scienza e dell’istruzione. Dichiarava che negli ultimi anni del nostro Partito ha realizzato non pochi risultati attraverso misure attive volte a promuovere scienza ed istruzione per soddisfare le esigenze dello stadio superiore della rivoluzione in via di sviluppo. Analizzava e rivedeva anche gli aspetti negativi nella scienza e dell’istruzione e loro cause. Presentava lo slogan strategico “Compiamo un balzo in avanti con la forza della scienza e garantiamo il futuro con la forza dell’istruzione!” e specificava chiaramente compiti e modalità per accelerare la costruzione di una potenza scientifica e tecnica e di talento.
Interventi sul secondo punto all’ordine del giorno furono presentati da Pak Thae Song, dell’Ufficio Politico e Vicepresidente del Comitato centrale del PLC, Kim Su Gil, membro supplente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC e presidente del Comitato comunale di Pyongyang del PLC, e Kim Sung Du, presidente della Commissione per l’istruzione. Veniva adottata la risoluzione sul secondo punto all’ordine del giorno “Per realizzare la svolta rivoluzionaria nella scienza e nell’istruzione”.
La riunione plenaria ha discusso la questione organizzativa, terzo punto dell’agenda.
C’è stata la nomina suppletiva di un membro dell’Ufficio Politico del Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea. Kim Jong Gak veniva eletto all’Ufficio Politico del CC del PLC. Vi furono rielezioni ed elezioni suppletive di membri e membri supplenti dell’Ufficio politico del Comitato centrale del partito. Sin Yong Chol, Son Chol Ju, Jang Kil Song e Kim Song Nam, membri supplenti del Comitato Centrale del Partito, furono eletti membri, e Kim Jun Son, Kim Chang Son, Jong Yong Guk e Ri Tu Song furono eletti membri del Comitato Centrale del partito per colmare i posti vacanti. Ri Son Gwon, Hong Jong Duk, Sok Sang Won, Jang Kil Ryong, Pak Hun, Ko Ki Chol, An Myong Gon, Ko Myong Chol, Kim Son Uk, Hong Man Ho, Kim Chol Ha, Kim Yong Gu, Kim Chol Ryong e Kim Il Guk furono eletti membri supplenti del Comitato Centrale del Partito per ricoprire i posti vacanti. Si ebbero rielezione ed elezione dei membri della Commissione di Controllo Centrale della PLC. Ko Chol Man e Choe Song Gun furono eletti alla Commissione di Controllo Ventrale del PLC.
Kim Jong Un deliberava un discorso storico conclusivo alla riunione plenaria. Dichiarava che la dichiarazione della vittoria della linea dello sviluppo simultaneo della costruzione economica e della costruzione della forza nucleare e il progresso della nuova linea per concentrare tutti gli sforzi sulla costruzione economica, all’attuale riunione plenaria, è un evento politico di portata storica significativa per la realizzazione della causa socialista di Juche. Lo spirito della Terza Assemblea Plenaria del 7.mo Comitato Centrale del Partito è accelerare ulteriormente l’avanzata della nostra rivoluzione sotto la bandiera dell’autosufficienza sulla base della grande vittoria della linea di sviluppo simultaneo della costruzione economica e della forza nucleare e quindi anticipare il programma dal massimo obiettivo della costruzione socialista, presentato al 7.mo Congresso del PLC, osservava, sottolineando che nucleo e principio della nuova linea rivoluzionaria del partito è l’autosufficienza, sottolineando la necessità di mantenere l’indomita perseveranza dello spirito dell’autosufficienza, come sempre, ed aprire la via alla prosperità e realizzare al più presto un futuro roseo. Il nostro obiettivo è attivare l’economia nazionale complessiva e avviarla in ascesa e quindi stabilire un’economia socialista indipendente e moderna, basata sulla conoscenza, nel periodo d’attuazione della strategia quinquennale per lo sviluppo economico nazionale, affermava. Sottolineava la necessità di attribuire importanza a scienza ed istruzione sviluppandole per raggiungere l’obiettivo massimo della costruzione socialista, realizzando completamente la nuova linea rivoluzionaria del Partito.
Per realizzare la linea rivoluzionaria e la politica del Partito, i funzionari dovranno compiere sforzi energici con forte determinazione e lavorare sodo con alte capacità per porre i loro campi e unità sul livello richiesto dal Partito, aggiungeva.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Pyongyang non rinuncia alla deterrenza nucleare

Alessandro Lattanzio, 21 aprile 2018Pyongyang annuncia una nuova linea strategica nazionale, sospendendo i test nucleari e missilistici fino al previsto incontro tra il Presidente Kim Jong Un e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Va ricordato che a Pyongyang, dal 30 marzo al 1° aprile, Mike Pompeo, nuovo segretario di Stato dal presidente degli USA Donald Trump, incontrava il Presidente Kim Jong Un, nell’ambito del dialogo tra Washington, Seoul e Pyongyang sulla denuclearizzazione della penisola e conclusione del trattato di pace della guerra di Corea, per il
rilancio delle relazioni inter-coreane e la fine delle sanzioni alla Corea democratica, con conseguente normalizzazione delle relazioni di Pyongyang con Washington e Tokyo. Fu l’incontro più importante tra un alto funzionario statunitense e un leader nordcoreano dal 2000, quando l’ex-segretaria di Stato Madeleine Albright, dell’amministrazione Clinton, incontrò Kim Jong-Il. Pompeo e Kim Jong Un discussero dei preparativi per un vertice tra Kim e Trump che potrebbe svolgersi a giugno. Il presidente Trump riconosceva anche i negoziati per il trattato di pace definitivo tra Coree e tra Corea democratica e USA, che nessun presidente degli USA aveva riconosciuto in precedenza. Il trattato di pace della guerra di Corea potrebbe aprire la strada all’unificazione delle due Coree, ma anche al ritiro delle forze statunitensi dalla penisola coreana, presenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
All’ultima riunione plenaria del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, venivano prese sei decisioni cruciali:
1. La Corea democratica dichiarava che i precedenti test missilistici avevano permesso di miniaturizzare le testate nucleari per i vettori balistici.
2. Dal 21 aprile, tutti i test nucleari e balistici venivano sospesi.
3. Il Centro dei test nucleari sarà demolito per garantire la trasparenza sulla sospensione della ricerca nucleare.
4. Pyongyang dichiarava che non userà mai armi nucleari se non in caso di “minaccia o provocazione nucleare” contro la Corea democratica, e “in alcun caso avvierà la proliferazione di armi e tecnologie nucleari”.
5. D’ora in poi, tutti gli sforzi di Pyongyang si concentreranno sulla costruzione di una forte economia socialista, mentre le risorse del Paese saranno mobilitate per “migliorare drasticamente” il tenore di vita del popolo.
6. Pyongyang supporterà un ambiente internazionale favorevole ed intensificherà il dialogo coi Paesi limitrofi e la comunità internazionale, proteggendo pace e stabilità nella penisola coreana e nel mondo.
Il presidente del Partito dei Lavoratori Coreano (PLC), alla riunione plenaria del Comitato Centrale, dichiarava che la situazione generale era favorevole alla rivoluzione coreana e all’iniziativa della Repubblica popolare democratica di Corea (RDPC), dopo aver completato lo sviluppo della forza nucleare nazionale. Ciò creava un nuovo clima di distensione nella penisola e nella regione, indicando i cambiamenti derivanti dalla scena politica internazionale. Quindi Kim annunciava la fine dei test nucleari e dei missili balistici intercontinentali, affermando che lo sviluppo di testate nucleari per missili balistici era stato completato. Aggiungeva che la missione del poligono nucleare di Punggye-ri, a nord-est di Pyongyang, era giunta al termine e che l’impianto sarà smantellato per garantire sull’interruzione degli esperimenti nucleari. Kim proclamava che la RPDC non utilizzerà mai armi nucleari né le trasferirà in alcuna circostanza, tranne in caso di minacce o provocazioni nucleari contro il territorio coreano. Chiariva che il PLC contribuisce alla costruzione di un mondo libero dalle armi nucleari, ma altresì affermava che garantirà sempre la sicurezza dello Stato e del popolo di tutto il Paese, elogiando il duro lavoro del popolo coreano sui due fronti strategici identificati dal Comitato centrale del PLC nel 2013, permettendo al Paese di dotarsi di una potente arma per difendere la pace e garantirsi un futuro prospero. Osservava che oggi il Paese diveniva una potenza politico-ideologica e militare mondiale, e che la linea strategica del PLC ora puntava a concentrare il lavoro nella costruzione economica del socialismo. Agli ospiti presenti da istituzioni nazionali, provinciali e cittadine, dai grandi stabilimenti, industrie e fattorie cooperative, si esigeva la continuazione della produzione a pieno regime negli stabilimenti industriali e in tutti i campi agricoli. Il leader del PLC affermava che l’obiettivo a lungo termine è modernizzare l’economia coreana attraverso informatizzazione e sviluppo scientifico, sfruttando tutto il potenziale umano, materiale e tecnico del Paese, promettendo un ambiente internazionale favorevole a stretti contatti e dialogo attivo coi Paesi limitrofi e comunità internazionale, per difendere pace e stabilità nella penisola coreana e nel mondo.

La rivoluzione dei raid in Siria, la fine della superiorità USA

John Helmer, 18 aprile 2018

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non intendeva iniziare una rivoluzione. Il Presidente Vladimir Putin ha cercato di persuaderlo a non farlo. Ma il 14 aprile la rivoluzione fu lanciata da aerei da guerra, navi di superficie e un sottomarino statunitensi. Il risultato è che gli Stati Uniti non possono più contare sulla superiorità aerea in una qualsiasi parte del mondo in cui operano le difese aeree sostenute da sistemi di comando e controllo russi. Senza superiorità aerea, gli Stati Uniti non hanno moltiplicatori di forze sul terreno del Pentagono nell’entità necessaria per attaccare; cioè, il rapporto tra uomini e potenza di fuoco che il Pentagono calcola per assicurarsi che i nemici sul terreno siano sconfitti. Questo è rivoluzionario e s’impone immediatamente su ogni fronte della guerra: il confronto russo con la NATO; il fronte Corea-Giappone; lo stretto di Taiwan e il Mar Cinese Meridionale per la Cina; e l’Oceano Indiano per India e Pakistan. I trattati che promettono agli alleati degli Stati Uniti che un attacco contro di essi ne causerà il sostegno militare per la difesa collettiva, Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico (NATO), Articolo 4 dell’Australia New Zealand US Treaty (ANZUS), Articolo 3 del Trattato interamericano di assistenza reciproca (Rio) e i trattati di mutua difesa con Giappone, Filippine, Corea del Sud, Taiwan, Pakistan e Israele, sono lettera morta. Così assieme a shock e stupore, era la dottrina di guerra degli USA contro i popoli senza difese allo standard russo. La versione ufficiale del Pentagono dell’attacco del 14 aprile alla Siria, guidato dal tenente-generale del Corpo dei marine Kenneth McKenzie, può essere letta qui. Il video di presentazione di ciò che il portavoce del Pentagono chiamava “Happy Saturday“, con immagini e mappe dei bersagli, può essere visto qui. Il Ministero della Difesa russo ebbe due briefing, il 14 aprile del portavoce dello Stato Maggiore Tenente-Generale Sergej Rudskoj; con testo e immagini qui, e il 16 aprile del portavoce del Ministero della Difesa General-Maggiore Igor Konashenkov. Poiché è in gioco tanto per la futura strategia militare nella valutazione dell’attacco del 14 aprile, e nel coordinamento tra le forze di entrambe le parti, le discrepanze tra i resoconti ufficiali sono molto ampi. Esagerata sui media di tutte le parti, la verità richiederà tempo per chiarirsi. Le differenze principali sono: La Russia dice che c’erano 8 obiettivi, la maggior parte basi aeree siriane. Gli Stati Uniti dicono che erano 3, tutti siti da guerra chimica.
La Russia dice che 103 missili furono sparati da aerei, navi e sottomarini; gli Stati Uniti dicono 85. La differenza sembra essere spiegata da Regno Unito e Francia che avrebbero lanciato 18 o 19 missili aria-terra. La Russia dice che 112 missili terra-aria furono sparati contro i missili in arrivo, Buk, Osa, Strela, Pantsir, Kvadrat, S-125 e S-200, il cui tasso d’intercettazione veniva riportato da Konashenkov. Il tasso complessivo di successi fu del 69%; gli Stati Uniti dicono zero. Fonti militari russe dicono che gli Stati Uniti non hanno usato jamming e soppressione elettronica (ECM) contro i sistemi di difesa aerea siriani; il Pentagono afferma che i velivoli ECM furono schierati sia sul fronte d’attacco orientale (Mediterraneo) e occidentale (Golfo Persico, Mar Rosso). Ciò fu ripetuto dai media israeliani. Fonti russe aggiungono che i sistemi ECM delle navi militari statunitensi impegnate nell’operazione erano troppo lontani dalle difese siriane per essere utili. Se il tasso d’intercettazione fu del 69%, come sostiene la Russia, è stata una delle più grandi vittorie della difesa aerea su attacchi missilistici mai registrata. Se tre bersagli furono distrutti con una precisione del 100%, senza rilascio di sostanze chimiche, vittime e danni collaterali, questo fu il migliore rapporto tra potenza di fuoco e distruzione mai ottenuto dai militari statunitensi. Le incertezze irrisolte, così come le probabilità, si sommano nello stesso modo per gli analisti militari russi. “Uno strano ombrello”, così Ilija Kramnik, analista militare delle Izvestija, intitolava il suo pezzo. Gli Stati Uniti evitavano ogni obiettivo difeso dalla Russia, attaccando obiettivi che non erano difesi da Pantsir ed altri sistemi missilistici consegnati alla Siria nelle ultime settimane. Raggio di rilevamento, velocità di coordinamento ed efficacia del controllo del tiro tra esercito russo e controparti siriane non ebbero tale livello operativo in precedenza. Al Ministero della Difesa, Konashenkov riconosceva che il sistema S-200 aveva lanciato 8 missili senza che colpissero nulla. Questo, spiegano le fonti russe e il Ministero della Difesa, perché l’S-200 era progettato per combattere aerei, non missili. L’S-125 siriano, secondo Konashenkov, ebbe più successo, sparando 13 missili, intercettando 5 bersagli. Ciò fu ottenuto, dicono le fonti russe, perché l’S-125 siriano era stato potenziato da specialisti bielorussi. Gli S-300, che operano in Iran e Cipro, e l’S-400, che protegge le basi aerea e navale russe in Siria, e che la Turchia acquista, possono colpire aerei e missili. Questa è la svolta della difesa siriana contro Israele, se verrà consegnato l’S-300 come il Ministero della Difesa russo ora propone. Igor Korotchenko, direttore della Rivista Difesa Nazionale di Mosca, ritiene che l’esito del 14 aprile sia la conferma dell’efficacia della difesa russa contro le armi più avanzate statunitensi. “Beh, se anche i vecchi sistemi sovietici da difesa aerea in Siria respinsero gli attacchi missilistici contrastando i moderni aerei statunitensi e israeliani, penso che gli ultimi sistemi russi di difesa aerea siano più efficaci. Ma la chiave del successo è l’addestramento degli operatori di questi sistemi. Ora acquisiscono l’esperienza necessaria in Siria“. In breve, è una valutazione russa che gli statunitensi abbiano lanciato un’armata spazzata via dal vento russo. Ma Korotchenko avverte che la lezione che gli statunitensi trarranno sarà la dottrina sorpresa e sciame. Sciame significa moltiplicazione delle forze d’attacco da ogni direzione contemporaneamente in numeri tali da penetrare anche il più denso schermo difensivo. È il contrario di precisione ed intelligenza, come i funzionari statunitensi amano descrivere i loro attacchi. “Naturalmente, se gli Stati Uniti lanciano un numero elevato di missili con la tattica degli sciami, penetreranno il sistema difensivo. Il risultato, direi, sarebbe più efficace, soprattutto se usano anche sistemi di soppressione radioelettronica (ECM). Questa volta in Siria non l’hanno usati, quindi la difesa aerea siriana fu efficace“. Gli analisti russi giudicano che se lo sciame è la probabile tattica statunitense, la sorpresa è contraddetta perché più grande è lo sciame, più è il tempo necessario per prepararlo e più tali preparativi diventano prevedibili. Questo, secondo il Ministero della Difesa e il Presidente Vladimir Putin, è l’interpretazione russa del pre-posizionamento statunitense delle batterie missilistiche in Polonia e Romania, sulle navi della Marina statunitense nel Mar Nero, così come di armamenti negli Stati baltici. Per l’avvertimento di Putin sulla “linea da non oltrepassare”, si legga qui.
Mentre i risultati tattici dell’attacco del 14 aprile continuano a essere dibattuti con nuove prove, l’operazione statunitense ha rimosso l’incertezza strategica della leadership militare russa nel dibattito con Putin. Lo Stato Maggiore è convinto che gli Stati Uniti siano in guerra con la Russia su tutti i fronti e pronti ad attaccare. Di conseguenza, la Russia deve prepararsi a difendersi finché gli Stati Uniti perderanno il vantaggio della sorpresa e dello sciame, perdendo anche le proprie forze. Tale difesa richiede alla dottrina russa la sorpresa sulla linea rossa in modo che, una volta superata, gli Stati Uniti non possano essere sicuri di poter sconfiggere le difese russe, né confidare di poter difendersi dalle più recenti armi russe. La guerra dovuta ad errori di calcolo tra forze statunitensi e russe è quindi molto più vicina. “Spero”, dice Korotchenko, “che le parti decidano di comune accordo su questo conflitto, perché “guerra calda” significherebbe fine dell’umanità. E non la vogliamo“.Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’India promuove un’atmosfera amichevole verso la Cina

La recente politica indiana sul Dalai mostra buona volontà
Yang Sheng, Global Times, 17/4/2018I legami sino-indiani riprendono grazie al prossimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in Cina, secondo gli esperti, che avvertivano che se l’India vuole maggiore collaborazione con la Cina, dovrà mostrare maggiore sincerità nel rafforzare la fiducia reciproca. “L’India ha fatto alcune mosse per riprendere i legami con la Cina, come il divieto dell’attività del Dalai Lama a Nuova Delhi il mese scorso: l’India vuole promuovere un’atmosfera amichevole prima del vertice della SCO“, dichiarava Hu Zhiyong, ricercatore dell’Istituto per le relazioni internazionali dell’Accademia delle scienze sociali. Il vertice SCO di quest’anno si terrà a Qingdao, nella provincia dello Shandong, a giugno. L’India aderì alla SCO l’anno scorso. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying dichiarava: “Quest’anno, sotto la guida dei leader dei due Paesi, le relazioni tra Cina e India hanno avuto uno slancio positivo con scambi ravvicinati e nuova cooperazione a vari livelli”. Yang Jiechi, dell’Ufficio Politico del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e direttore della Commissione per gli Affari Esteri del Comitato Centrale del PCC, aveva colloqui col Consigliere per la Sicurezza Nazionale Ajit Doval. I due Paesi avevano anche il quinto incontro del Dialogo economico strategico Cina-India a Pechino. Le parti avevano anche riunioni sulla questione del confine e dei meccanismi del traffico fluviale transfrontaliero, affermava Hua. La Ministra degli Esteri indiana Sushma Swaraj visiterà presto la Cina ed avrà colloqui bilaterali con l’omologo cinese Wang Yi. La Ministra della Difesa dell’India Nirmala Sitharaman, visiterà la Cina la prossima settimana incontrando la controparte, secondo l’Hindustan Times.
Il mese scorso New Delhi ordinava ai funzionari indiani di evitare le attività organizzate dal gruppo del Dalai Lama, a cui vietava una manifestazione a New Delhi. L’atteggiamento dell’India su tale problema è molto diverso dall’anno scorso, secondo Lin Minwang, professore del Centro per gli Studi dell’Asia meridionale dell’Università di Fudan. “Questo è il risultato della politica cinese formata sia da dura lotta che da sincera cooperazione con l’India“. Quando Pechino protestò per le attività del Dalai Lama in India, l’anno scorso, New Delhi parlò d'”interferenza negli affari interni dell’India”. Quindi New Delhi apparentemente cambia politica verso la Cina, osservava Lin. “Se i rapporti sino-indiani rimangono tesi o ostili come l’anno scorso, sarà imbarazzante per i loro leader incontrarsi a Qingdao, e l’incontro bilaterale col leader cinese non ci sarà, quindi New Delhi deve riprendere i legami con la Cina e mostrare sincerità“, affermava Hu.

Attendendo
Tuttavia, gli esperti cinesi restano cauti sul miglioramento dei rapporti bilaterali. Secondo Lin: “Non sappiamo se la politica dell’India nei confronti della Cina abbia un cambiamento strategico a lungo termine o sia una mossa tattica temporanea“. Alla quinta riunione del Dialogo economico strategico Cina-India a Pechino, l’India chiese l’aiuto della Cina per accelerare il corridoio ferroviario Bangalore-Chennai, secondo il quotidiano indiano Economic Time. “L’India collabora col Giappone su progetti ferroviari, ma li consideriamo rischiosi, poiché l’India ha imposto richieste eccessive al Giappone, aggiungendo che il costo per aggiornarne il sistema ferroviario è enorme, quindi la Cina rimarrà cauta, e senza ampia fiducia e distensione politica sul confine, è improbabile che ci sia maggiore cooperazione“, affermava Hu.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Russia e India verso un’importante svolta commerciale

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 15.04.2018Russia ed India sono partner di lunga data con una ricca storia di cooperazione reciprocamente vantaggiosa. I due Paesi hanno un grande potenziale commerciale. Tuttavia, commercio e cooperazione economica russo-indiani non possono ancora essere definiti molto attivi. Questa situazione non è accettabile ed ora Russia ed India lavorano per sviluppare le relazioni economiche. Per molti anni i due Paesi hanno collaborato in settori cruciali come Industria della Difesa, energia nucleare e tecnologie spaziali. Tuttavia, gli scambi sono ancora relativamente piccoli. Inoltre, negli ultimi anni, il volume degli scambi ha iniziato a diminuire, costringendo la leadership di Russia e India a prestare particolare attenzione al problema. Grazie agli sforzi congiunti nel 2017, una crescita costante è finalmente iniziata. Nel periodo gennaio-novembre 2017, il commercio russo-indiano superava gli 8 miliardi di dollari, oltre il 21% in più degli scambi dello stesso periodo del 2016. Anche il 2018 è iniziato con successo: gli scambi nel gennaio 2018 superavano gli indicatori simili del 2017 del 55 percento. Si prevede che la crescita continui e che nel 2018 il commercio russo-indiano superi i 10 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo gli esperti russi e indiani, queste cifre potrebbero essere molto più alte se il potenziale commerciale russo-indiano fosse pienamente realizzato. Nel marzo 2018, i media riferivano dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico russo Maksim Oreshkin e il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano Suresh Prabhu. Durante i colloqui, i ministri discussero dei vari ostacoli alla cooperazione economica tra Russia e India. Tali ostacoli furono riscontrati nella sfera finanziaria, nella legislazione doganale e in vari altri settori. Di conseguenza, fu adottato un piano per rimuoverli; col successo dell’attuazione del piano, il commercio russo-indiano potrebbe raggiungere i 30 miliardi di dollari entro il 2025.
Un altro passo importante nello sviluppo delle relazioni commerciali tra Russia e India potrebbe essere la creazione di una zona di libero scambio tra India ed Unione economica eurasiatica (UEE), in cui la Russia svolge un ruolo di primo piano. Nel gennaio 2018 si svolsero consultazioni preliminari tra i rappresentanti dell’UEE e la leadership indiana a Nuova Delhi. Si prevede che entro la fine del 2018 le parti procederanno a negoziati a tutti gli effetti. Mentre la cooperazione su vasta scala su vari beni e servizi tra Russia e India va ancora raggiunta, da tempo è ad alto livello in settori come la tecnologia militare. L’India è da tempo un importante acquirente di equipaggiamento militare russo. Il progetto missilistico russo-indiano BrahMos è un successo. Tra le ultime notizie sulla cooperazione tecnico-militare tra i due Paesi, va notato il desiderio dell’India di acquisire sistemi di difesa aerea russi S-400 Triumf. Si prevede che il contratto sarà firmato entro la fine del 2018. L’India è anche interessata alle tecnologie russe per scopi pacifici. Ad esempio, nel febbraio 2018 fu firmato un memorandum per la cooperazione tra United Shipbuilding Corporation (USC, RF) e la più grande società di costruzioni navali indiane, la Cochin Shipyard Limited. Conformemente al documento, le parti intendono progettare e costruire insieme navi moderne per la navigazione interna e costiera. L’elenco delle navi che le compagnie russe e indiane costruiranno congiuntamente comprende petroliere, navi da carico secco, navi passeggeri e hovercraft. Inoltre, l’USC prenderà parte alla costruzione di infrastrutture per le costruzioni e riparazioni navali nello stato indiano dell’Andhra Pradesh. Inoltre, Russia e India considerano molti altri progetti congiunti relativi ad industria petrolifera, aeronautica, elettronica, farmaceutica e informatica. Una task force sui progetti d’investimento prioritari, creata dalla commissione intergovernativa russo-indiana diversi anni fa, ne discute. La riunione programmata del gruppo si tenne nel settembre 2017. Tra le questioni discusse c’era l’imminente apertura del Centro per la formazione di specialisti nei settori dell’energia e dell’ingegneria pesante, che inizierà i lavori in India nel 2018. La creazione del centro è il risultato del lavoro congiunto tra associazione scientifica e produttiva russa TsNIITMASH e società indiana Heavy Engineering Corporation Ltd. Oltre alla task force per i progetti d’investimento, ci sono anche task force russo-indiani per scienza e tecnologia, prodotti farmaceutici, turismo e cultura, energia, promozione dei pagamenti in valute nazionali e così via.
Nonostante il lavoro dei funzionari, il miglioramento della legislazione e l’impegno degli ambienti economici, il principale problema che ostacola il commercio russo-indiano è il fattore geografico. Russia e India non confinano e tra esse si trovano le distese di Cina ed Asia centrale. La maggior parte (oltre l’80%) del traffico tra i due Paesi avviene lungo la rotta marittima da San Pietroburgo che attraversa il Canale di Suez. È una rotta lunga e difficile che difficilmente permetterà il pieno potenziale commerciale russo-indiano, indipendentemente dalle condizioni favorevoli che i due Paesi creano. Pertanto, un importante passo verso la cooperazione commerciale su vasta scala tra India e Russia include l’istituzione di un corridoio per il trasporto internazionale (ITC) chiamato “Nord-Sud”, sul quale operano Federazione Russa, India, Iran e Azerbaigian. Il progetto ITC prevede la creazione di una vasta rete di strade e ferrovie che collega Russia e Iran. Un ramo va dalla Russia all’Iran attraverso l’Azerbaijan; l’altro termina nel Mar Caspio, nel porto di Astrakhan. Lì, il carico passa al trasporto marittimo seguendo le coste iraniane e quindi continuando su ferrovia. Il terzo ramo passa da Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan. Passando per l’Iran, queste strade dovrebbero finire sulle rive del Golfo Persico, nel porto di Bandar Abbas, da dove possono raggiungere il più grande porto indiano, Mumbai. Pertanto, l’ITC “Nord-Sud” dovrebbe ridurre al minimo il segmento marittimo della rotta tra Russia e India. Il lavoro sul progetto è già al primo decennio; l’interesse per l’ITC si attenuò e poi riapparve. Ma alla fine, negli ultimi anni, i Paesi partecipanti intensificano gli sforzi e il progetto “Nord-Sud” inizia rapidamente ad avvicinarsi alla realizzazione. Va completandosi il ramo più conveniente dell’ITC dal punto di vista logistico, che attraversa l’Azerbaigian. Dopo il completamento dei restanti 180 km di ferrovia tra Iran e Azerbaigian, sarà istituito un servizio ferroviario diretto tra questi Paesi e la Russia. Ciò significa che le comunicazioni tra Russia e India aumenteranno significativamente.
Si può concludere che Russia e India lavorano seriamente sullo sviluppo della cooperazione economica. Dato l’enorme potenziale per entrambi i Paesi, ci si può aspettare che i lavori portino presto risultati molto tangibili.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio