La crescente potenza militare della Cina

NDT China Bureau, 18 novembre 2017La crescita della Cina nella difesa mostra progressi. L’industria della Difesa della Cina è sempre più avanzata con munizioni nuove e sviluppate. Laddove la Cina mostra progressi, gli Stati Uniti osservano con acuto interesse preparandosi a sforzi futuri. Questa sembra essere una ricerca infinita per migliorare e avanzare nella Difesa. Stati Uniti e Cina hanno l’obiettivo di superarsi e per raggiungere questo obiettivo continuano ad investire ingenti somme di denaro nella difesa. Questo è il volto delle due superpotenze. Stati Uniti e Cina avanzando verso il potere e il dominio della politica globale trascineranno la comunità mondiale nella corsa agli armamenti, che non finirà mai e porterà a una guerra, come negli ultimi decenni. Peggio sembra quando si discute di missili ed altre munizioni che vanno sviluppando per superarsi. Con il progredire della guerra in aria, acqua e terra, Cina e Stati Uniti avanzano rapidamente per stabilire la propria posizione sulla mappa mondiale. In questo esercizio generale, a volte si confrontano in aria, acqua o terra cercando di dimostrare la forza acquisita con armi avanzate. Questa discussione ci porta ai recenti sviluppi nella difesa in Cina e negli Stati Uniti. I cinesi sono competitivi nel confrontarsi con gli Stati Uniti. In una recente esercitazione navale dell’Esercito popolare di liberazione cinese, si e saputo del rilascio delle immagini di un sottomarino che lanciava una versione del missile da crociera antinave YJ-18. Queste immagini mostrano molto delle azioni della Marina cinese. Si ritiene che siano state rilasciate nell’ambito di una serie di conferenze universitarie dell’ex-Contrammiraglio Zhao Dengping. Le immagini del missile sono apparse su diversi siti web militari cinesi dopo la conferenza tenuta alla North Western Polytechnic University. Il giorno dopo fu diffusa l’immagine del sottomarino che lanciava la versione del missile antinave YJ-18. Furono rilasciate due immagini. La prima mostra una capsula di lancio che assomiglia per forma e dimensioni alla capsula del Kalibr russo. La seconda mostra il lancio di un missile. La prima immagine mostra anche il veicolo di lancio dipinto con una combinazione di colori di prova. I media cinesi affermano che il sistema YJ-18 è un missile di superficie unico e avanzato. Può essere utilizzato per distruggere navi di superficie, convogli, gruppi d’attacco di portaerei e contrasto terrestre in severe condizioni di guerra o tensione sui mari.
Non c’è stata alcuna rivelazione sulle conferenze di Zhao. Nemmeno il minimo indizio è presente su sue intenzioni o idee nelle conferenze. Era un compito completamente segreto. Nemmeno i suoi veri commenti sono stati rivelati. Tuttavia, le diapositive presentate in qualche modo dichiarano i programmi della Marina dell’Esercito popolare di liberazione. Tra i mezzi rivelati c’erano il cacciatorpediniere Type 055, una nave d’assalto anfibia portaelicotteri, la corvetta Type 056 e il missile antinave supersonico YJ-12. Sebbene non vi sia alcuna rivelazione sul quando le immagini furono prese per la presentazione, non è chiaro se siano ancora in fase di sviluppo o in servizio nella PLAN. Secondo varie fonti cinesi, è stato rivelato che il motore a turbogetto del missile può volare a Mach 0,8 per circa 180 chilometri. Si dice anche che dopo di ciò la testata si separa e un motore a razzo a propellente solido si accende permettendo una velocità massima di Mach 2,5-3 per circa 40 chilometri. Dopo il clamore delle conferenze in cui sono state pubblicate le immagini del missile, rivelate da fonti cinesi, lo sviluppo finale arrivava con la diffusione della prima immagine del YJ-18 lanciato da un cacciatorpediniere Type 052D della PLAN. Questo sviluppo indica che il missile antinave è entrato in servizio nella flotta della Marina dell’Esercito popolare di liberazione (PLAN). L’YJ-18 è un missile antinave a tre stadi simile per caratteristiche e design al russo Novator 3M-54T Kalibr-NK, caratteristica indicata da una rivista militare cinese, Modern Ships. Questa è una delle sorprendenti capacità del missile e di cosa possa farne la PLAN in futuro. Un missile basato sul modello russo non è una novità per la flotta. In passato il 3M-54E Club-S fu esportato con i sottomarini di costruzione russa consegnati tra il 2004 e il 2006. Ma non è ancora chiaro finora se il concetto sia stato copiato dall’intelligente cinese o se la Russia abbia fornito la licenza alla Cina. Nel 2015, un rapporto sulla potenza militare cinese del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dichiarava che i cacciatorpediniere Luyang III e Tipo 055 sono nuove navi dotate di missili da crociera recentemente sviluppati dalla Cina. Menzionò anche che questi missili da crociera rappresenteranno un ulteriore vantaggio per la Marina cinese e saranno un passo avanti nella capacità ASUW (guerra antisuperficie) della Cina. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti menzionò anche le nuove costruzioni con tecnologia avanzata e competitive, e che gli YJ-18 rappresentano un miglioramento rispetto agli SS-N-27. Il missile verrà lanciato da 3 sottomarini diversi, dei tipi Song, Yuan e Shang.
L’avanzata della Cina nei prossimi anni è imprevedibile, ma è sicuro che avrà dei risultati. Le caratteristiche dei nuovi missili da crociera e gli ultimi sviluppi della PLAN dimostrano che la Cina progredisce a un ritmo elevato nella Difesa. Se è così, allora vanno conosciuti anche i risultati degli Stati Uniti nei confronti della Cina.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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L’intervento russo in Siria passa dai cieli della NATO

Aerei da trasporto militari russi per la Siria utilizzano lo spazio aereo turco
Marko Marjanovic, Checkpoint Asia 21 novembre 2017Notizie incredibili per chiunque ricordi ancora le relazioni russo-turche al minimo a fine 2015. La Turchia ha tranquillamente aperto lo spazio aereo agli aerei da trasporto delle Forze Armate russe dirette in Siria. Laddove nel novembre 2015 la Turchia abbatté un aereo da combattimento Su-24 russo perché presumibilmente entrato nello spazio aereo turco per alcuni secondi, le forze russe in Siria ora vengono rifornite da aerei che sorvolano la Turchia. Inoltre, si ricorda che nel 2015, in conformità agli auspici degli Stati Uniti, Bulgaria e Grecia negarono l’uso dello spazio aereo anche ai voli umanitari per la Siria. Gli Stati Uniti non saranno contenti della Turchia in questo momento. (Per inciso, non lo sono). Inoltre, visitando la Russia oggi, anche il Presidente Bashar al-Assad sorvolava la Turchia. Questo sarebbe stato del tutto impensabile nel 2015, ma nel frattempo è accaduto qualcosa di cruciale: la Turchia ha completamente rinunciato all’obiettivo della rivolta islamista per rovesciare il governo siriano. Si è rassegnata alla vittoria della Russia e di Damasco sui jihadisti che un tempo appoggiava generosamente. Invece ha limitato le ambizioni in Siria il più possibile su autogoverno e potere dei curdi nazionalisti sostenuti dal Pentagono, obiettivo che non contrasta con quello che siriani e russi cercano.
Quindi la Turchia ora proverà a sostenere Mosca e Damasco contro la partnership curda con gli Stati Uniti e ad ingraziarseli, vedendo in definitiva che la Turchia, che ospita oltre 15 milioni di curdi, è molto più nervosa sul nazionalismo curdo che non la Siria, dove sono meno del 10% della popolazione, o della Russia. (La Russia in particolare potrebbe convivere facilmente con un Kurdistan siriano autonomo). Ankara vuole che la Russia tenga conto del suo desiderio che la Siria mantenga i curdi i più isolati possibile, ma se Erdogan lo vuole deve dimostrare che la sua cooperazione sarà molto utile per la Russia, più di un accordo coi curdi. In ogni caso, il fatto che gli aerei-cargo russi volino verso la Siria sorvolando la Turchia fornisce un eccellente indicatore delle relazioni russo-turche e della fiducia che i russi vi ripongono. Se i russi dovessero ricominciare a sorvolare Iraq e Iran, sarà segno che la relazione va nuovamente male.Turchia, NATO e F-35
USA e NATO fanno pressione sulla Turchia per impedire l’acquisizione del sistema missilistico S-400 dalla Russia, minacciando di non adempiere al contratto per consegnare i caccia F-35 ordinati dalla Turchia. Per rappresaglia, Ankara minacciava lo smantellamento della stazione-radar statunitense di Malatya-Kurecik, con l’AN-TPY-2 schierato dagli Stati Uniti nel 2012 a Yeni Safak, ufficialmente come elemento del sistema antimissile degli USA, ma probabilmente centro di spionaggio delle operazioni delle forze armate di Siria, Iraq, Iran e Russia contro lo Stato islamico. Nel tentativo di dissuadere la Turchia dall’acquisto il sistema di difesa missilistica S-400, gli Stati Uniti avvertivano che ciò “avrebbe messo a repentaglio la vendita dei caccia F-35 alla Turchia“. Nell’ambito degli accordi con la NATO, la Turchia aveva permesso per lo spiegamento del radar sul proprio territorio a danno dei Paesi limitrofi, preoccupati da tale azione.
Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis aveva avanzato preoccupazioni per l’acquisto da parte della Turchia del sistema di difesa aerea S-400 dalla Russia, dicendo che “Questa è una decisione sovrana per la Turchia. Chiaramente, ma non sarà interoperabile con la NATO . Quindi dovranno pensarci se andranno avanti“. Il ministro della Difesa nazionale turco Nurettin Canikli affermava a sua volta che “oltre all’S-400, la Turchia ha anche stretto accordi preliminari coi Paesi Eurosam per sviluppare, produrre e utilizzare un sistema di difesa aerea al fine di migliorare la difesa nazionale a lungo termine. Puntiamo soprattutto ad avere nostra tecnologia“. La Turchia , quindi, firmava una lettera di intenti con Francia e Italia sviluppare un nuovo missile antiaereo, basato sul sistema missilistico SAMP-T. Insieme a Canikli, la ministra della Difesa francese Florence Parly e la ministra della Difesa italiano Robert Pinotti partecipava alla firma del contratto. È previsto che la Turchia riceva in tutto 116 caccia F-35 entro il 2030, in parte prodotte a livello nazionale dall’industria aeronautica TAI-TUSAS.
Nel frattempo, ul ministro della Difesa turco Nurettin Canikli annunciava che 8500 militari delle forze armate turche venivano dimessi per il fallito colpo di Stato del luglio 2016, tre loro vi sono 150 generali, 4630 ufficiali dell’esercito, 3379 sottufficiali e 411 funzionari, accusati di aderire all’organizzazione islamista di Fethullah, in esilio negli USA. Le autorità turche hanno anche emesso mandati di cattura per 216 persone, tra 82 del personale del ministero delle Finanze per presunti legami coi l golpisti.Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’incontro Putin – Assad cementa la fine del dominio degli Stati Uniti in Medio Oriente

Tom Luongo, 21 novembre 2017Non sono un uomo molto religioso. Ma, mi piacerebbe credere che ci sia un angolo speciale nell’inferno riservato a chi ha fomentato la guerra civile siriana. Dagli inizi in Libia passando dal cannoneggiamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bengasi fino all’incontro di ieri tra il Presidente Vladimir Putin e il Presidente Bashar al-Assad, questa vicenda sarà ricordata come uno dei periodi più cinici e brutali della storia. La “Guerra civile” siriana doveva essere il coronamento della politica statunitense/israeliana/saudita in Medio Oriente, l’apoteosi del neoconservatorismo. Se fosse riuscita, avrebbe trasformato il mondo nell’inferno governato da elementi come Hillary Clinton, George Soros, Angela Merkel e il cartello bancario USA/Regno Unito. La Siria sarebbe stata il cuneo che spaccava non solo il Medio Oriente, ma anche l’Asia centrale, bloccando la rinascita della Russia a potenza mondiale, soggiogando l’Europa nell’incubo infinito dell’assimilazione culturale forzata e completato la bancarotta degli Stati Uniti allineandoli al fallimentare piano dell’integrazione europea. Trattati sovranazionali come TPP, TTIP e Accordo di Parigi furono progettati per creare una sovrastruttura che sostituisse la sovranità nazionale senza alcun contributo da parte dei popoli maggiormente colpiti.

La svolta di Putin
Con il discorso cruciale di Vladimir Putin alle Nazioni Unite del 28 settembre 2015, l’opposizione a tale visione venne espressa nei termini più netti e francamente umanistici che si possano immaginare. Vi ricorderò il passaggio più importante relativo alla Siria. “In queste circostanze, è ipocrita ed irresponsabile fare dichiarazioni rumorose sulla minaccia del terrorismo internazionale mentre si chiude un occhio sul finanziamento e sostegno ai terroristi, incluso traffico e contrabbando di petrolio e armi. Sarebbe ugualmente irresponsabile cercare di manipolare gruppi estremisti e metterli al proprio servizio per raggiungere obiettivi politici nella speranza di affrontarli successivamente o, in altre parole, liquidarli. A chi lo fa vorrei dire, cari signori, senza dubbio avete a che fare con persone brutali e crudeli, ma non sono affatto primitivi o sciocchi. Sono intelligenti come voi, e non saprete mai chi sta manipolando chi. E i recenti dati sulle armi trasferite a tale opposizione moderata ne sono la prova migliore. Crediamo che qualsiasi tentativo di giocare coi terroristi, per non parlare di armarli, non sia solo miope, ma pericoloso. Ciò potrebbe comportare l’aumento drammatico della minaccia terroristica globale inghiottendo nuove regioni, soprattutto considerando che i campi dello Stato islamico addestrano terroristi di molti Paesi, anche europei”. In verità, va rivisitato tutto il discorso. È un duro promemoria con cui Putin, normalmente molto riservato, ha posto tutte le carte sul tavolo accusando direttamente gli Stati Uniti di dichiarare guerra al mondo. E in 48 ore i Sukhoj giunsero in Siria per bombardare gli obiettivi dei nemici del governo siriano, permettendo una vittoria militare dopo l’altra all’assediato Esercito arabo siriano. Poco dopo fu formata una coalizione attorno al governo di Assad, tra cui Guardia Rivoluzionaria dell’Iran, l’ala militare di Hezbollah e il tacito appoggio finanziario e morale della Cina. Putin disse “Ora basta” all’ONU, quindi sostenne le parole con le azioni. La guerra è sempre deplorevole. Non è quasi mai giustificabile. Ma di fronte a un nemico implacabile, c’era poco altro da fare. E sostengo che le forze neoconservatrici che dettano le decisioni politiche anti-Assad sono quel nemico implacabile.

La fine di ‘Assad deve andarsene’
Quell’azione iniziò il processo di disfacimento della narrativa attentamente costruita sulla guerra civile siriana. Ma basta storia. Ieri Putin ha presentato ad Assad i comandanti militari responsabili della stabilizzazione del suo Paese. La Siria come unità politica è sopravvissuta. La vecchia guardia saudita è imprigionata, impoverita e perde influenza nel mondo di minuto in minuto. Il governo neoconservatore d’Israele, guidato dal pazzo Benjamin Netanyahu, è impotente di fronte gli eventi e, ovviamente, lo SIIL è stato completamente spazzato via in Siria e Iraq. Gli Stati Uniti continuano a parlare con lingua biforcuta, permettendo ad alcuni membri dello SIIL di scappare per essere riutilizzati un altro giorno, presumibilmente contro Iran e/o Libano, pur riconoscendo il crollo dello SIIL e la cattura di Raqqa. Ciò riflette le profonde questioni all’interno delle comunità diplomatica, militare e d’intelligence degli Stati Uniti e le difficoltà che il presidente Trump ha nell’affrontare tali gruppi tentando di non apparire debole ed inefficace. Va solo guardato l’evento strano di fine settimana, quando degli elicotteri militari giungevano nel quartier generale della CIA a Langley per sapere che, come minimo, c’è una guerra intestina nel governo degli Stati Uniti. La migliore spiegazione sentita (e non è affatto confermato) è che le forze armate statunitensi abbiano compiuto una dimostrazione di forza contro le reti dell’amministrazione Obama nella CIA che ancora gestiscono i terroristi in Siria. E tali operazioni sarebbero in conflitto diretto con gli obiettivi dei militari statunitensi. Se è così, Putin ha ragione d’ignorare semplicemente gli statunitensi e accelerare i colloqui politici, ignorando i colloqui a Ginevra e dando ad Assad tutto il sostegno di cui ha bisogno per continuare da leader siriano, se è questo che il popolo siriano vuole. Dato il sostegno aperto ad Assad delle sue forze armate e il modo in cui la guerra contro SIIL e altri gruppi separatisti è stata guidata dalle Forze siriane, non c’è dubbio che Assad avrà tale sostegno in tutte le prossime elezioni.

Putin non gongola
La grande domanda è tuttavia quale prezzo pagheranno gli Stati Uniti per la loro parte in tutto ciò. Putin non metterà Trump in una brutta posizione. Il discredito degli Stati Uniti si è già verificato a livello internazionale. La complicità dell’amministrazione Obama in questo triste capitolo della storia del Medio Oriente è chiara per chiunque avesse gli occhi aperti. Putin offrirà a Trump un modo per salvare la faccia degli Stati Uniti, mentre incolperà Obama, Clinton, McCain e il resto. Se credete che il legame tra questo e l’inchiesta “Russia-gate” di Robert Mueller sia folle, non fate attenzione. Mueller cerca disperatamente di salvare tutti gli implicati da accuse di tradimento. Ma mi aspetto che la scena politica statunitense stia per cambiare radicalmente. Una volta che il giudice Roy Moore andrà al Senato (le probabilità che ciò non accada sono quasi zero), Trump avrà una maggioranza a prova d’impeachment alla Camera e al Senato e potrà bloccare Mueller o farlo girare. Trump può giocare a fare la pace qui. Può consolidare la posizione di controllore dei peggiori attori di Arabia Saudita ed Israele e tenerli al guinzaglio. In effetti, si potrebbe argomentare in modo credibile che è su ciò che si basa la purga in Arabia Saudita. Il contro-colpo di Stato di Muhamad bin Salman aveva la benedizione di Trump. Putin può agire in modo simile per placare i sospetti sulle intenzioni di Iran ed Hezbollah. Può anche trattenere Assad dalla rappresaglia contro i nemici, anche se giustamente meritata, per costruire una pace duratura. E una volta che i colloqui saranno finiti come la minaccia dell’indipendenza curda, la Turchia ritirerà le truppe dalla Siria. Putin è pronto a chiamare Trump per aggiornarlo su ciò che verrà dopo. È ovvio che i due sono in contatto su come vanno le cose in Siria. E Trump, da parte sua, ha elegantemente lasciato il lavoro sporco a Putin mentre si occupa dei problemi coi neoconservatori a casa.
Qualunque cosa accada dopo, un quadro per la pace a lungo termine o un inquieto cessate il fuoco con la Russia come intermediario, gli Stati Uniti hanno perso ogni credibilità nella regione oltre Riyadh e Tel Aviv. E non abbiamo nessuno da incolpare se non noi stessi.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Presidente Bashar al-Assad compie una visita di Stato in Russia

Kremlin, Sochi, 21 novembre 2017Il 20 novembre, il Presidente Vladimir Putin ha avuto colloqui con il presidente della Repubblica Araba Siriana Bashar al-Assad, in visita di lavoro in Russia. Vladimir Putin ha anche presentato Bashar al-Assad agli alti funzionari del Ministero della Difesa russo e dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe presenti a Sochi per partecipare a vari incontri sul Programma di Armamento dello Stato.

Inizio dell’incontro con il Presidente della Siria Bashar al-Assad
Presidente della Russia Vladimir Putin: Signor Presidente, amici,
Benvenuti a Sochi. Innanzitutto vorrei congratularmi con Lei per i risultati della Siria nella lotta ai gruppi terroristici e per il popolo siriano che, nonostante ardue difficoltà, avanza gradualmente verso la definitiva e inevitabile sconfitta dei terroristi.
Signor Presidente, come sapete incontrerò i miei colleghi, i presidenti di Turchia e Iran, qui a Sochi dopodomani. Abbiamo concordato ulteriori consultazioni con voi durante il nostro incontro. Naturalmente, il tema principale all’ordine del giorno è la soluzione politica pacifica e duratura in Siria dopo la cacciata dei terroristi. Come sapete, oltre ai partner che ho citato stiamo anche lavorando a stretto contatto con altri Paesi, come Iraq, Stati Uniti, Egitto, Arabia Saudita e Giordania. Manteniamo costanti contatti con questi partner. Vorrei parlarvi dei principi alla base del processo politico e del Congresso nazionale del dialogo siriano, idea che avete sostenuto. Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni sulla situazione attuale e sulle prospettive di sviluppo del processo politico, che infine dovrebbe essere attuato sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Speriamo anche che l’ONU si unisca al processo politico nella fase finale.
Mi fa piacere vederVi. Benvenuto in Russia.

Presidente della Siria Bashar al-Assad (ritradotto): Molte grazie, Signor Presidente.
Sono molto lieto di avere questa opportunità d’incontrarvi dopo due anni e diverse settimane dopo che la Russia ha avviato l’operazione di grande successo. Durante questo periodo, abbiamo raggiunto un grande successo sia sul campo di battaglia che sul piano politico. Molte regioni della Siria sono state liberate dai terroristi e i siriani che dovettero fuggire da queste regioni possono ora tornarvi. Va riconosciuto che l’operazione ha portato progressi nel conclusione politica in Siria. E il processo avviato e che la Russia ha promosso con vari sforzi continua, soprattutto rispettando la Carta delle Nazioni Unite, sovranità e indipendenza dello Stato. Questa posizione è stata difesa in varie piattaforme internazionali, anche ai colloqui ad Astana. Lo stesso vale per i piani per organizzare la Conferenza sul dialogo nazionale siriano tra pochi giorni. Oggi abbiamo l’eccellente opportunità per discutere sia della prossima conferenza e del prossimo summit, sia di coordinare le nostre opinioni sui prossimi passi. Innanzi tutto, vorrei cogliere un’opportunità e esprimere congratulazioni e gratitudine da parte del popolo siriano a Lei, Signor Presidente, per il nostro successo comune nel difendere l’integrità territoriale e l’indipendenza della Siria. Vorremmo estendere la nostra gratitudine alle istituzioni dello Stato russo che hanno fornito assistenza, in primo luogo, il Ministero della Difesa russo che ci ha sostenuto durante l’operazione. Inoltre vorrei esprimere la nostra gratitudine al popolo russo che rimane una nazione nostra amica. Ci ha supportato da sempre.
Grazie mille.

Vladimir Putin: ha citato i colloqui di Astana. Penso anche che siano un bel successo. Grazie al processo di Astana siamo riusciti a creare le zone di de-escalation permettendoci di avviare il primo dialogo reale e approfondito con l’opposizione. Sulla base dei risultati di questo incontro, mi consulterò ulteriormente con i leader dei Paesi che ho appena menzionato. Una conversazione con l’emiro del Qatar è prevista oggi. Domani parlerò con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dopo, parlerà con i leader dei Paesi della regione. Come sapete, il cosiddetto gruppo di opposizione di Riyad terrà un incontro il 22-23 novembre. Il nostro rappresentante, l’onorevole Lavrentev, parteciperà all’apertura e chiusura di tale incontro, nonché alla conferenza stampa in qualità di inviato speciale presidenziale. Pertanto, credo che il nostro incontro di oggi rappresenti un’ottima occasione per coordinare i nostri approcci a tutte le questioni relative alla conclusione. Sono felice di poterlo fare assieme.

Bashar al-Assad: In questa fase, e in particolare dopo le nostre vittorie sui terroristi, siamo interessati a promuovere il processo politico. Riteniamo che la situazione politica sviluppatasi nelle regioni offra l’opportunità del progresso nel processo politico. Speriamo che la Russia ci sosterrà garantendo la non interferenza degli attori esteri nel processo politico, in modo tale che sostengano solo il processo intrapreso dagli stessi siriani. Non vogliamo guardare indietro. Accetteremo e parleremo con chiunque sia veramente interessato a un accordo politico.

Vladimir Putin: Molto bene. Avete menzionato il completamento dell’operazione militare. Credo che il terrorismo sia un problema globale e la lotta contro di esso, naturalmente, è lungi dall’essere conclusa. Per quanto riguarda i nostri sforzi congiunti contro i terroristi in Siria, questa operazione militare è in fase di completamento. Credo che il compito principale ora sia avviare il processo politico. Sono lieto che siate pronto a lavorare con chiunque desideri pace e risoluzione dei conflitti.
(…)Incontro con gli alti funzionari del Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore delle Forze Armate russe
Vladimir Putin: Ho chiesto al Presidente della Siria di partecipare al nostro incontro. Voglio che veda chi ha svolto il ruolo chiave nel salvare la Siria. Certamente, il Signor Assad conosce qualcuno di voi personalmente. Oggi, durante i nostri colloqui, mi ha detto che l’Esercito russo ha salvato lo Stato siriano. Molto è stato fatto per stabilizzare la situazione in Siria. Spero che chiuderemo il capitolo della lotta al terrorismo in Siria, anche se alcuni focolai di tensione rimarranno o si riaccenderanno. Ci sono più che sufficienti problemi con il terrorismo nel mondo, anche in Medio Oriente e Siria. Ma la nostra missione principale è quasi compiuta, e spero che potremo dire che l’abbiamo raggiunto rapidamente. Abbiamo avuto colloqui molto sostanziali con il Presidente della Siria oggi su tutti gli aspetti relativi alla normalizzazione, compresi i successivi passi sulla via politica. Come sapete, terremo un incontro trilaterale qui a Sochi. Tuttavia, vorrei dire che le condizioni per un processo politico non potrebbero essere state create senza le Forze Armate, senza i Vostri sforzi e gli sforzi e l’eroismo dei Vostri subordinati. Questo obiettivo è stato raggiunto grazie alle Forze Armate russe e ai nostri amici siriani sul campo di battaglia. Grazie di ciò.

Bashar al-Assad: il Presidente della Russia Vladimir Putin e io abbiamo appena avuto un colloquio. Gli go trasmesso, e per suo conto al popolo russo, la nostra gratitudine per gli sforzi della Russia nel salvare il nostro Paese. Vorrei sottolineare il contributo delle Forze Armate russe e i sacrifici che hanno compiuto raggiungendo questo obiettivo. Sono molto felice di sapere che Voi, chi di Voi è direttamente coinvolto nell’operazione in Siria e che ha comandato le attività delle Forze Armate russe in Siria, sarete presenti qui oggi. L’operazione era appena iniziata quando incontrai il Presidente Putin a Mosca due anni fa. In questi due anni vediamo il successo ottenuto grazie alla cooperazione tra le Forze Aerospaziali russe e l’Esercito arabo siriano. Nessuno può negare questo successo nella lotta al terrorismo, ora. Grazie alle Vostre azioni, così come alle azioni dell’Esercito arabo siriano e dei nostri alleati, molti siriani sono tornati a casa. Parlando a nome del popolo siriano, vorrei esprimere la nostra gratitudine per ciò che avete realizzato. Non lo dimenticheremo mai. Inoltre, vorrei ringraziare personalmente il Presidente Vladimir Putin, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu e il Capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov per la partecipazione diretta in questa operazione.
Grazie mille.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Corea democratica e il suo programma missilistico

VPK-NEWSSouth FrontSi potrebbe dire che la situazione politica e militare nell’Asia-Pacificoa sia calma prima della tempesta. La corsa per preparare tutti a un conflitto tra “mondo libero” e “regime comunista totalitario” a Pyongyang propagato dai media occidentali ha raggiunto l’apice. Gli Stati Uniti concentrano le forze nell’est asiatico per colpire obiettivi militari e industriali nella Corea democratica. Tre gruppi d’attacco con portaerei (CSG) sono in attesa di ordini nel Mar del Giappone: USS CVN-68 Nimitz, USS CVN-71 Theodore Roosevelt e USS CVN-76 Ronald Reagan. Sono accompagnati da tre stormi aerei, per 72 jet F/A-18E e 36 vecchi jet F/A-18C di supporto. I CSG includono 18 cacciatorpediniere Arleigh Burke con 540 missili Tomahawk. Il Mar del Giappone è pattugliato dai sottomarini lanciamissili da crociera USS Michigan (SSGN-727) e USS Florida (SSGN-728), con altri 300 Tomahawk. Vi sono 6 bombardieri B-1B e B-52 e 3 bombardieri B-2 nucleari presso la Base Aerea Andersen di Guam. Tale potenza sorprendente è mobilitata non solo per spettacolo. Una vera minaccia d’attacco nucleare statunitense emerse durante la guerra di Corea del 1950-1953. Gli Stati Uniti svilupparono diversi piani per bombardare obiettivi-chiave in Corea democratica per avere un vantaggio strategico. I massimi vertici non riuscirono ad aprire la scatola di Pandora, ma la minaccia di distruzione nucleare era ancora presente anche dopo la guerra, anche se in misura minore. Probabilmente fu questo che spinse Kim Il-sung ad avviare il suo programma nucleare.Test d’indipendenza
Negli anni ’60 gli sviluppi iniziali furono permessi dai sovietici e in seguito dall’aiuto dei cinesi. Il Pakistan svolse un ruolo cruciale nel programma. Alla fine degli anni ’90 Abdulqadir Khan, “il padre della bomba nucleare d’Islamabad”, consegnò alla Corea democratica l’attrezzatura per l’arricchimento dell’uranio, 5000 centrifughe e la documentazione necessaria. Khan attirò l’attenzione pubblica dopo aver rubato i progetti di centrifughe quando lavorava nei Paesi Bassi, negli anni ’70. Secondo i funzionari dell’intelligence statunitense, scambiò compact disc coi dati chiave per le tecnologie missilistiche. Nel 2005, il presidente Pervez Musharraf e il primo ministro Shaukat Aziz ammisero che Khan fornì alla Corea democratica le centrifughe. Nel maggio 2008 lo scienziato che in precedenza aveva dichiarato di avere agito di propria volontà, si rimangiò le dichiarazioni e disse che il governo del Pakistan l’aveva denigrato, affermando che il programma nucleare nordcoreano era già avviato prima di essere contattato. All’inizio degli anni ’80, i migliori fisici del Paese erano riuniti nel Centro di ricerca scientifica nucleare di Yongbyon, a un centinaio di chilometri a nord di Pyongyang. Con l’aiuto dei cinesi, un reattore a grafite sperimentale da 20 MW fu costruito il 14 agosto 1985 e funzionò fino al 1989 quando fu fermato su pressione degli Stati Uniti, con ottomila barre di combustibile tratte dalla zona attiva. Le valutazioni su quanto plutonio sia stato generato dalla Corea democratica differiscono. Il dipartimento di Stato USA valuta la quantità di plutonio tra sei e otto chilogrammi, la CIA afferma che sono nove chilogrammi. Secondo esperti russi e giapponesi, ottomila barre di combustibile genererebbero non meno di 24 chilogrammi di plutonio. La Corea democratica riattivò il reattore più tardi: funzionò dal 1990 al 1994, quando si fermò di nuovo a causa della pressione degli Stati Uniti. Il 12 marzo 1993, Pyongyang dichiarò che intendeva non aderire al Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari e rifiutò di concedere all’AIEA l’accesso ai suoi programmi. Dal 1990 al 1994 furono costruiti altri due reattori Magnox (da 50 MW e 200 MW) a Yongbyon e Taechon. Il primo può produrre 60 chilogrammi di plutonio all’anno, sufficiente per 10 testate nucleari. Il reattore da 200 MW può produrre 220 chilogrammi di plutonio, sufficienti per 40 testate. In seguito alla risoluzione 825 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla minaccia degli attacchi aerei statunitensi, la Corea democratica cedette alle pressioni diplomatiche e interruppe il programma sul plutonio. Dopo la sospensione dell’accordo, a fine 2002, Pyongyang riattivò i reattori. Il 9 ottobre 2006, la Corea democratica dimostrò la sua potenza nucleare con un test sotterraneo. L’esplosione ebbe una potenza di 0,2-1 kiloton. Il 25 maggio 2009, la Corea democratica condusse un secondo test sotterraneo. L’US Geological Survey (USGS) riferì che l’esplosione ebbe una potenza maggiore, stimato da 2 a 7 kiloton. Il 12 febbraio 2013 l’Agenzia di stampa centrale della Corea democratica dichiarò che fu testata una piccola carica nucleare ad alta potenza. L’Istituto di geoscienza e risorse minerarie sudcoreano riferì che la potenza fu stimata in 7,7-7,8 kiloton. Il 9 settembre 2016, un terremoto di magnitudo 5,3 fu registrato alle 9.30. L’epicentro era a 20 km dal sito dei test di Punggye-ri. L’USGS lo definì esplosione nucleare. In seguito la Corea democratica dichiarò ufficialmente di aver condotto il suo quinto test nucleare. La potenza fu stimata tra 10 e 30 kiloton. L’8 gennaio 2017, il primo dispositivo termonucleare fu testato dalla Corea democratica. I sismologi cinesi registrarono un forte terremoto. La Corea democratica confermò di avere la bomba all’idrogeno lo scorso settembre. I sismologi di vari Paesi stimarono la magnitudo in 6,1-6,4, con centro sismico vicino al livello del suolo. Funzionari nordcoreani affermarono di aver detonato con successo una carica termonucleare. La potenza fu stimata tra 100 e 250 kiloton. L’8 agosto 2017, il Washington Post riferì che, secondo l’US Defense Intelligence Agency, la Corea democratica ha fabbricato 60 testate termonucleari che potrebbero essere montate su missili balistici e da crociera. Molti media occidentali pubblicarono foto che dimostrano come Pyongyang abbia una testata termonucleare da 500-650 kg.
Nonostante tutti gli sforzi nella difesa antimissile negli ultimi 60 anni, i media hanno pubblicato le opinioni incerte degli di esperti su un’efficace contromisura ai missili balistici di medio raggio ed intercontinentali. Un missile balistico strategico con testata nucleare è un asso militare, l’asso che molti Paesi desiderano avere nei giochi politici sul tavolo internazionale. Ma montare una testata nucleare su un missile balistico è un compito difficile. Tutti i membri del “club nucleare” impiegarono tempo ed ebbero difficoltà nel testare una bomba nucleare da montare su un missile. Ci vollero sette anni dal primo test nucleare statunitense per montare una testata nucleare W-5 da 1200kg sui missili da crociera MGM-1 Matador e Regulus-1, e ci vollero nove anni per creare le testate W-7 per i missili balistici tattici M-3 Honest John e Corporal. 30 test nucleari furono condotti durante questo periodo. Alcuni per migliorare peso e dimensioni delle bombe. Il dispositivo esplosivo da 4500 kg del W-3 fu ridotto a 750 kg del W-7, con un diametro che si restrinse da 125 cm a 62 cm rispettivamente. Il secondo compito importante fu adattare la testata alle alte velocità e temperature che si verificano durante il volo balistico. Il primo missile balistico a medio raggio sovietico, l’R-5M, con una testata nucleare fu provato nel febbraio 1956. La bomba atomica RDS-4 montata aveva un peso di 1300 kg. A quel tempo l’Unione Sovietica aveva condotto 10 test nucleari. La Cina aveva condotto quattro test nucleari quando il missile balistico a medio raggio DF-2 fu sottoposto a test di volo. A partire da Mk-1 Little Boy e Mk-3 Fat Man, tutte le bombe nucleari sono divise in due tipi. Le bombe del primo tipo sono le cosiddette armi a fissione, con la Mk-1 che ne è la “madre”. Il materiale fissile viene assemblato in una massa supercritica con l’uso del metodo del “cannone”: sparando del materiale sub-critico nell’altro. L’unico materiale attivo adatto a ciò è l’uranio arricchito U-235. Il secondo tipo è l’implosione, con la Mk-3 che ne fu il prototipo: una massa fissile di due materiali (U-235, Pu-239 o una combinazione) è circondata da esplosivi ad alta densità che comprimono la massa, con conseguente criticità. Pu239, U233 e U235 possono essere utilizzati come materiale attivo in questo caso. Il primo tipo è più semplice da produrre e quindi più facilmente disponibile per i Paesi meno sviluppati scientificamente. L’altro tipo richiede meno materiale attivo, ma è considerevolmente più difficile da costruire e richiede tecnologie avanzate. I dispositivi di tipo implosivo sono sfere cave concentriche. La prima sfera è costituita da materiale attivo (con raggio esterno di 7 cm nel caso dell’U235, 5 cm per il Pu239 e raggio interno di 5,77 e 4,25 rispettivamente). La seconda sfera di 2 cm di spessore è in berillio che devia i neutroni. Il terzo è una sfera di 3 cm realizzata in U238. La quarta sfera da 1 a 10 cm di spessore è di normale esplosivo. Il dispositivo è coperto con un paio di cm di alluminio. Il modello non è cambiato molto dalla Fat Man, tranne che per l’esplosivo obsoleto, l’Amatol del peso di 2300 kg. Oggigiorno le testate usano il PBX-9501 (W-88) di cui 6-8 kg bastano. Nel 1959 l’US Atomic Energy Commision sviluppò un modello matematico universale per il dispositivo implosivo nucleare e termonucleare come primo modulo. È obsoleto per i dispositivi russi e statunitensi contemporanei, ma per quelli nordcoreani sarebbe appropriato. Questo modello permette di stimare la potenza di un ordigno nucleare se se ne conosce il diametro. Un dispositivo di 28 cm avrebbe una potenza di 10 kiloton, di 40 cm 25, di 46 cm 100 e di 61 cm 1 megaton. La lunghezza del dispositivo corrisponde al diametro con un rapporto di 5 a 1, cioè se il dispositivo è largo 28 cm, la sua lunghezza sarà di 140 cm e il peso di 240 kg.Sfilata di Hwasong
L’Hwasong-5 è una copia del missile sovietico R-17 Elbrus (Scud-C). La Corea democratica se ne impossessò quando aiutò l’Egitto nel 1979-1980. Dato che i rapporti con l’Unione Sovietica erano tesi e che i cinesi erano inaffidabili, i nordcoreani iniziarono il reverse engineering degli R-17 “egiziani”. Il processo fu accompagnato dalla costruzione della relativa industria, con lo sforzo principale incentrato sulla fabbrica 125 di Pyongyang, l’Istituto di ricerca Sanum-dong e il sito di lancio di Musudan-ri. I primi prototipi furono sviluppati nel 1984. Denominati Hwasong-5 (designato dall’occidente come Scud-A Mod) i missili erano identici agli R-17 ricevuti dall’Egitto. I voli di prova furono condotti nell’aprile 1984, ma il primo lotto era limitato perché erano stati programmati solo per i voli di prova, per accertarne la qualità della produzione. La produzione in serie degli Hwasong-5 (Scud-B Mod) iniziò nel 1985. Questo tipo ebbe alcuni miglioramenti rispetto al progetto sovietico originale. La gittata con testata da 1000 kg migliorò da 280 a 320 km e il motore Isaev fu leggermente modernizzato. Esistono diversi tipi di carichi utili: a frammentazione, ad alto potenziale esplosivo, chimica e forse biologica. Durante l’intero ciclo di produzione, fino a quando l’Hwasong-6 fu sviluppato nel 1989, si sospetta che siano stati adottati diversi aggiornamenti, ma non sono disponibili dati precisi. Nel 1985, l’Iran acquistò 90-100 Hwasong-5 per 500 milioni di dollari. L’accordo includeva la tecnologia di produzione che aiutò Teheran ad avviare la propria produzione. Il missile fu chiamato Shahab-1 in Iran. Gli Emirati Arabi Uniti ne acquistarono un lotto nel 1989.
Hwasong-6 è un aggiornamento del precursore. Ha una gittata maggiore ed è più preciso. Entrò in produzione nel 1990. Circa 2000 missili furono prodotti entro il 2000, 400 dei quali venduti per 1,5-2 milioni di dollari. 60 missili furono consegnati all’Iran, dove vennero chiamati Shahab-2. Furono anche esportati in Siria, Egitto, Libia e Yemen.
Hwasong-7 (No Dong) è un missile balistico a medio raggio, divenuto operativo in Corea democratica nel 1998. Secondo gli esperti occidentali, ha un raggio d’azione di 1350-1600 km e può trasportare carichi utili da 760 a 1000 kg. Il No Dong fu creato dagli ingegneri nordcoreani, secondo gli esperti occidentali, col sostegno finanziario dall’Iran e l’aiuto tecnico della Russia. Apparentemente durante caos e collasso economico degli anni ’90, l’industria della Difesa russa vendette nuove tecnologie a tutti gli interessati. Si crede che il Makeev Design Bureau trasferì l’R-27 Zyb e l’R-29 Vysota alla Corea democratica. Il motore 4D10, secondo gli Stati Uniti, funse da prototipo per il No Dong. Questo è discutibile, non c’è nulla di straordinario nel fatto che No Dong e R-27 condividano alcune caratteristiche tecniche, in quanto almeno una dozzina di missili statunitensi, giapponesi ed europei sono davvero simili. Secondo l’intelligence degli Stati Uniti, il missile è propulso da un razzo a propellente liquido con carburante TM185 (20% benzina, 80% cherosene), ossidante AK-271 (27% N2O4 e 73% HNO3). La spinta è di 26600 kg (nel vuoto). Ma i motori 4D10 realizzati 50 anni fa utilizzavano un combustibile più sofisticato, l’UDMH, col 100% di N2O4 come ossidante. Il tempo di volo del No Dong è di 115,23 secondi. La velocità massima è di 3750 metri al secondo. Pesa 15850 kg, con la testata che si separa durante il volo del peso di 557,73 kg. Esistono varianti per l’esportazione in Pakistan e Iran. Il tempo di volo dipende dalla distanza e dal peso della testata. Un volo di 1100 km con una testata da 760 kg impiegherà 9 minuti e 58 secondi. Un volo di 1500 km con una testata di 557,73 kg impiegherà 12 minuti. Questo fu misurato dai satelliti statunitensi durante i test di lancio in Corea democratica, Pakistan e Iran.
Hwasong-10 (BM-25 o Musudan), sistema missilistico mobile a gittata intermedia. Fu mostrato per la prima volta nella parata militare per il 65.mo anniversario del Partito dei Lavoratori della Corea, il 10 ottobre 2010, anche se gli esperti occidentali ritengono fossero dei modelli. L’Hwasong-10 assomiglia all’R-27 Zyb, un SLBM sovietico, ma più lungo di 2 metri. Secondo i calcoli, grazie all’allungamento dei serbatoi di carburante, la gittata sarebbe di 3200-4000 km rispetto ai 2500 del prototipo sovietico. Dall’aprile 2016, l’Hwasong-10 fu testato numerose volte, con due test, a quanto pare, riusciti. L’arsenale della Corea democratica ne ha circa 50 lanciatori. Con una gittata ipotizzata a 3200 km, il Musudan può colpire qualsiasi obiettivo in Asia orientale, comprese le basi militari statunitensi a Guam e Okinawa. La Corea democratica ha venduto una versione del missile all’Iran col nominativo BM-25, indicando la gittata (2500 km). L’Iran ha designato il missile Khorramshahr e trasporta 1800 kg di carico utile per 2000 km (l’Iran sostiene di aver deliberatamente ridotto la gittata per rispettare le proprie leggi). Questa gittata basta a colpire non solo Israele, Egitto ed Arabia Saudita, ma anche membri della NATO come Romania, Bulgaria e Grecia. Secondo Teheran, il missile può trasportare diverse testate, molto probabilmente MRV.
Hwasong-12, a giudicare dalle foto del lancio sperimentale del 14 maggio 2017, è il progetto di un missile a un solo stadio dal peso iniziale di 28 tonnellate, propulso da quattro razzi a propellente liquido. Secondo le prime valutazioni, l’Hwasong-12 avrebbe una gittata di 3700-6000 km. L’Hwasong-12 era montato su un autoveicolo Wanshan WS51200 di fabbricazione cinese, durante la parata militare dell’aprile 2017. È probabile che sostituisca l’inaffidabile Hwasong-10.
Hwasong-13 (No Dong-C) è un ICBM. Per qualche tempo fu considerato un missile a gittata intermedia. I test del motore per il nuovo missile furono segnalati dagli osservatori occidentali alla fine del 2011. Il sistema fu mostrato per la prima volta nella parata a Pyongyang del 15 aprile 2012. I missili erano equipaggiati con testate di simulazione. Alcuni ipotizzano che i missili siano dei prototipi, poiché vi sono dubbi che sia possibile trasportare missili a propellente liquido di tali dimensioni senza un contenitore, a causa dell’alta probabilità della deformazione meccanica del guscio. Un altro progetto, anche se simile, fu mostrato alla parata del 70.mo anniversario della fondazione della Corea democratica, il 10 ottobre 2015. È possibile che nel 2012 siano stati mostrati finti modelli leggermente diversi per disinformare e siano stati mostrati nel 2015 quelli reali. Il sistema è montato su un autoveicolo cinese WS51200.
Hwasong-14 è lo sviluppo più recente. È un ICBM in fase di completamento, ed è in preparazione per i test di lancio. È designato dalla NATO KN-20. Fu mostrato per la prima volta in una parata militare nel 2011, ma il primo lancio di prova avvenne il 4 luglio 2017, raggiungendo l’apogeo di 2802 km, atterrando a 933 km nel Mar del Giappone. Secondo le classificazioni internazionali è un ICBM, poiché il suo apogeo era superiore ai 1000 km e la gittata ai 5500 km. Secondo gli analisti, la gittata dell’Hwasong-14 è stimata in 6800 km. È in grado di raggiungere l’Alaska e il territorio continentale degli Stati Uniti. Un secondo test di lancio fu condotto il 28 luglio 2017, su una traiettoria con apogeo di 3724,9 km, atterrando a 998 km nel Mar del Giappone. Il tempo di volo totale fu di 47 minuti e 12 secondi. Secondo la Russia, tale missile potrebbe colpire obiettivi a una distanza di 10700 km, rendendolo capace di colpire qualsiasi obiettivo sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Considerando la rotazione terrestre, Chicago e forse New York sono a portata. Il New York Time suggerì che i motori dell’Hwasong-14 si basassero sull’RD-250 di fabbricazione ucraina. Juzhmash li avrebbe consegnati alla Corea democratica. L’esperto statunitense Michael Elleman dice che anche la documentazione del costruttore fu acquistata con alcuni motori. Secondo l’intelligence sudcoreana, Pyongyang ha ricevuto da 20 a 40 RD-251 dall’Ucraina. Kiev lo nega. Joshua Pollak, caporedattore di The Nonproliferation Review, nota che la fuga di dati dell’RD-250 dall’Ucraina è possibile, ma il primo stadio dell’Hwasong-14 fu probabilmente sviluppato in collaborazione con l’Iran. Anche se la Corea democratica avesse accesso alla documentazione tecnica o ai motori 4D10, 4D75 o RD-250, usarli è fuori questione per Pyongyang. Il fatto è che la produzione chimica della Corea democratica è debole, e non saprebbe produrre uno dei componenti del carburante eptilico (dimetilidrazina asimmetrica UDMH). Pyongyang dovrebbe comprarla in Russia o Cina, il che è impossibile per l’embargo. I nordcoreani hanno usato un trucco ben noto: hanno solo ingrandito il motore Isaev 9D21 per adattarne la potenza necessaria.
Pukguksong-2 (KN-15) è un missile balistico a raggio intermedio a combustibile solido e lancio a freddo. È la variante terrestre dell’SLBM KN-11. Il suo primo volo di prova avvenne il 12 febbraio 2017, nonostante la Corea democratica avesse testato la variante sottomarina KN-11 nel maggio 2015. Non si sa molto delle capacità del KN-15. Nel febbraio 2017, il missile raggiunse un’altitudine di 550 km e volò per circa 500 km, quasi come i test del KN-11 dell’agosto 2016. Questa traiettoria non ottimale e deformata permette di sostenere che il KN-15 possa colpire bersagli nel raggio di 1200-2000 km. Il motore a combustibile solido consente di sparare il missile subito dopo aver ricevuto l’ordine. Tali missili richiedono meno mezzi ausiliari e personale, il che consente maggiore flessibilità operativa. Attualmente l’unico missile balistico operativo in Corea democratica è il KN-02. Una delle novità è il lancio del missile da un sistema di trasporto e lancio (TEL). Questo è chiaramente influenzato da tecnologie russe. Il TEL è realizzato in acciaio consentendo di utilizzare il contenitore più volte. I test del KN-15 sono degni di nota perché condotti utilizzando una piattaforma di lancio cingolata che assomiglia al vecchio sistema 2P19 basato sull’ISU-152. Questo differenzia il KN-15 dagli altri sistemi missilistici della Corea democratica che utilizzano piattaforme ruotate e quindi limitate alle strade. Il sistema cingolato consente la flessibilità necessaria per la Corea democratica, in quanto ha solo circa 700 km di strade asfaltate. Si presume che il lanciamissili sia basato sul carro armato T-55. Ciò dimostra che la Corea democratica può sviluppare lanciamissili autonomamente poiché non può comprarli in Russia e Cina a causa dell’embargo sulle armi. Il KN-15 è anche considerato simile a JL-1 e DF-21, il che solleva la possibilità che sia stato realizzato basandosi su tecnologia cinese. I loro profili sono simili e la velocità di sviluppo del KN-15 solleva sospetti. Le somiglianze fisiche sono un metodo inaffidabile per discernere l’origine di un missile, considerando le somiglianze fisiche complessive tra SLBM e missili a combustibile solido. Il 21 maggio 2017, la Corea democratica effettuò un secondo riuscito lancio di prova del KN-15. Il missile volò per 500 km, raggiungendo un’altitudine di 550 km, e cadde in mare. Le somiglianze del missile con l’SLBM statunitense Polaris A-1 sono evidenti. Peso e dimensioni sono quasi gli stessi: i missili hanno un diametro di 1,4 m e 1,37 m, la lunghezza rispettivamente di 9,525 m e 8,7 m. Il peso iniziale del KN-11/15 è probabilmente simile a quello del Polaris A-1, 13100 kg. Ma il missile nordcoreano è un prodotto più completo e moderno. Gli stadi del KN-11/15 sono realizzati in materiale composito similmente a un bozzolo, mentre quelli del Polaris A-1 sono realizzate in acciaio AM3-256 al vanadio.
La Corea democratica è una noce dura da spezzare. Cercate di non rompervi i denti, imperialisti!Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito