Il sistema di allarme antimissile in Crimea sarà riattivato

Nikolaj Litovkin, RIR, 23 maggio 2016

Il Ministero della Difesa russo ha detto che prevede di riaprire la stazione radar nella penisola di Crimea. Secondo gli esperti militari, la decisione è stata presa in risposta all’intensificata attività della NATO in prossimità delle frontiere meridionali e occidentali della Russia.radar_eng_2Il Ministero della Difesa russo è deciso a riattivare la stazione radar in Crimea che rileverà i missili lanciati dal Mar Nero e dal Mediterraneo, secondo il quotidiano Izvestija. La stazione radar del sistema di allarme missilistico (MWS) della Russia nella penisola potrà identificare il lancio di missili balistici e da crociera e testate supersoniche. L’elemento nuovo dell’MWS aumenterà la capacità di difesa della Russia a sud e sud-ovest.

Perché ora?
Negli ultimi anni la NATO ha aumentato l’attività delle sue navi nei mari Mediterraneo e Nero, schierando ulteriori unità nella base navale di Rota, in Spagna“, spiegava Viktor Murakhovskij, redattore capo della rivista Arsenal Otechestva (Arsenale della Patria). “La base non solo ha sistemi antimissile ma anche missili da crociera che possono essere utilizzati contro la Russia. Mosca deve reagirvi“, aveva detto. Nel 2013, Murakhovskij disse che la Russia registrò il lancio di missili a medio e lungo raggio da Israele nell’ambito del test del sistema di difesa aerea del Paese. “Dal punto di vista tecnico-militare, è chiaro che è facile collocare una testata su tali oggetti e per il ‘bersaglio’ il missile diventa un’arma reale“, affermava Murakhovskij, che riteneva che le principali preoccupazioni di Mosca nascano dalla diffusione del sistema antimissile europeo degli Stati Uniti in Romania. “La nuova base è dotata del sistema Aegis terreste con sistemi di lancio universali MK-41 che possono essere utilizzati per lanciare missili e Mosca non può determinare di quali missili sono dotati i MK-41: missili antimissile SM-3 o missili da crociera Tomahawk“, affermava Murakhovskij.

I programmi sul nuovo sistema di allarme missilistico
300px-Sevastopol_rls_openstreetmap.svg Secondo un esperto dell’industria della Difesa della Russia, il governo attualmente discute del futuro sistema di allarme missilistico. “Ora c’è il problema di smantellare tutto e partire da zero o trasferire una parte del MWS presso Irkutsk (5000 km ad est di Mosca) e ricostruirvi la stazione“, spiegava l’esperto parlando sotto anonimato. Nel primo caso, la distanza di rilevamento del bersaglio può raggiungere i 6000 chilometri, nel secondo 2500 chilometri, opinava. “Il sistema MWS presso Irkutsk è invecchiato, ma è ancora capace di seguire gli obiettivi dovuti, cioè i missili lanciati da Mar Nero e Mediterraneo. Entrambe le possibilità sono accettabili“, affermava l’esperto, che anche notava i negoziati in corso tra produttore e Ministero della Difesa, dopo di che il governo avrebbe annunciato ufficialmente l’avvio del programma. Il costo della nuova stazione è stimata 1,5-2 miliardi di rubli. “Le nuove stazioni MWS sono facilmente modulabili. È possibile espandere il raggio delle antenne e dirigerle in aree da cui, secondo il governo, provengano minacce alla sicurezza“, aggiungeva.

Altre simili unità MWS in Russia
La Russia modernizza i sistemi di allarme missilistico dal 2000. Per garantire la sicurezza dei confini, Mosca deve sostituire le vecchi stazioni sovietiche e quelle perdute negli Stati baltici, Ucraina e Bielorussia dalla caduta dell’URSS. Un nuovo MWS fu schierato dal 2008 nel villaggio di Lekhtusi, vicino San Pietroburgo. È del tipo Voronezh capace di rilevare tutti gli oggetti aerei e spaziali dalle coste del Marocco alla Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard nel Mar Glaciale Artico. La seconda stazione fu avviata nel 2009 ad Armavir, nel territorio di Krasnodar (1400 km a sud di Mosca). Questa unità è responsabile del controllo del territorio dal Nord Africa all’India. MWS equivalenti sono anche schierati nell’insediamento Pjonersk della regione di Kaliningrad (1500 km ad ovest di Mosca) e vicino Irkutsk. Il primo segue l’attività dei missili nelle aree “occidentali” e il secondo dalla Cina alle coste occidentali dell’America. Il Ministero della Difesa russo programma la costruzione di altre stazioni a Krasnojarsk (4700 km ad est di Mosca), Altaj (4400 km ad est di Mosca), Orsk (2000 km a est di Mosca) e Vorkuta (2100 km a nord-est di Mosca).radar_russia_engTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La passione dei Su-24 per l’USS Cook

Philippe Grasset, Dedefensa, 14 aprile 2016 Cf8jTktVIAAARCDCose che succedono ogni due anni, dato le passioni hanno le loro esigenze temporali, come i compleanni ogni due anni. In breve, nella seconda metà di aprile 2014 si ebbe l’eco dell’incontro insolito nel Mar Nero, tra uno (o due?) Su-24 russo e il cacciatorpediniere con sistema AEGIS USS Donald Cook dell’US Navy. Questo incontro diede luogo per qualche giorno a speculazioni estremamente elaborate sui suoi aspetti, tra cui l’ipotesi che il Su-24 avesse condotto una dimostrazione dell’efficacia dei sistemi di guerra elettronica per “accecare” l’USS Donald Cook abbastanza da provocare perturbazioni significative sulla salute psicologica dell’equipaggio. “…Allora apparve l’informazione secondo cui il Su-24 effettivamente compisse una dimostrazione tecnologica “operativa” del sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, la potente elettronica della difesa aerea missilistica che costituisce la base della difesa aerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante. costituendo anche una parte molto importante della grande rete ABM che gli Stati Uniti sviluppano da molti anni, ufficialmente contro l’Iran, ma operativamente chiaramente contro la Russia. L’AEGIS ha importanza non solo militare, ma politica). Il sistema russo impiegato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook si diresse verso un porto rumeno per le riparazioni, e la notizia dice che 27 membri dell’equipaggio si dimisero. La notizia fu diffusa il 21 aprile 2014 dalla radio russa in India, sul suo sito Indian.ruvr.ru“. … Due anni dopo troviamo la stessa unità, l’USS Donald Cook, questa volta cambiare completamente geografia, da sud a nord, dal Mar Nero al Mar Baltico. Questa volta, lo stesso tipo di aereo, un Su-24, non arriva da Sebastopoli ma da Kaliningrad. Non da solo, c’é anche un elicottero Ka-27, e ciò che si chiama in modo simbolico “incidente” in realtà comprende una serie di incidenti l’11 e 12 aprile da parte dell’aereo russo della regione di Kaliningrad, ex-Koenigsberg, nell’enclave russa dallo stesso nome. L’unità degli Stati Uniti (probabilmente con elementi polacchi) operava a circa 200 km al largo di Kaliningrad, in quelle che sembravano manovre combinate della NATO. Il minimo che si può dire, vedendo alcune immagini della Marina degli Stati Uniti che mostrano un passaggio del Su-24 a 10 metri dal ponte della nave, è che i piloti russi fanno acrobazie. Ci sono state molte esclamazioni spaventate e furiose dai vari portavoce degli Stati Uniti. RT riassume sommariamente l’incidente: “Washington si rabbuia per il volo del Su-24 russo vicino al cacciatorpediniere statunitense Donald Cook, che conduceva esercitazioni militari in acque internazionali nel Mar Baltico, con l’alleata della NATO Polonia. Pubblicando il video dell’aereo russo che sorvola la nave da guerra, la Marina degli Stati Uniti afferma di aver subito diverse “manovre di volo aggressive”, alcune a meno di 10 metri. “Il cacciatorpediniere statunitense era in acque internazionali, a circa un centinaio di chilometri al largo della base navale russa di Kaliningrad, dove conduceva manovre militari. Secondo la testimonianza di un funzionario statunitense presso il sito di notizie militari Defense Information, i velivoli russi sono stati identificati come un bombardiere Su-24 e un elicottero. Questi avrebbero volato basso, provocando la costernazione dei membri della Marina. Come notava, tuttavia, il personale della nave degli Stati Uniti, “armi che potevano costituire una minaccia per le operazioni degli Stati Uniti nel Mar Baltico non erano presenti sui velivoli“. L’articolo sull’incidente di RT inglese è molto più dettagliato e non nasconde alcun aspetto della reazione degli Stati Uniti. Naturalmente, i media degli Stati Uniti sono molto eloquenti su questo incidente (questa serie di incidenti), generalmente considerato una deliberata provocazione ritenuta molto grave, perfino drammatica. In generale, le autorità statunitensi considerano le circostanze dell’incidente (incidente) per decidere se sia una violazione di un trattato nel 1973 tra Stati Uniti e URSS. (Il trattato mira ad evitare incidenti in mare tra le due Marine, tra cui il divieto di “attacchi aerei simulati”). E’ particolarmente dettagliato l’articolo di Defense News il 13 aprile che studia altre circostanze nei due giorni interessati (l’intervento in coppia con il Su-24 di un elicottero Kamov Ka-27 Helix, sospendendo le evoluzioni dell’elicottero polacco per paura di un incidente aereo, ecc.)
Cf8jRqCUIAAN35PAlcuni dettagli dell’articolo: “In una delle azioni più aggressive recenti, aerei da guerra russi hanno compiuto “attacchi simulati” su una nave dell’US Navy nel Mar Baltico, volando ripetutamente a 10 metri dalla nave, secondo un funzionario della difesa. I marinai a bordo del cacciatorpediniere Donald Cook hanno detto che l’aereo volava abbastanza basso da increspare il mare presso la nave, e il comandante della nave ha detto che l’incidente era “pericoloso e poco professionale”, secondo il funzionario della difesa. “Questo fu più aggressivo di tutto ciò che vediamo da tempo”, secondo il funzionario della difesa che parla in anonimato perché i funzionari degli Stati Uniti non hanno fatto dichiarazioni ufficiali sull’incidente… Poco dopo aver lasciato il porto polacco di Gdynia, vicino Danzica, il Donald Cook era in acque internazionali per operazioni di volo con un elicottero polacco, nell’ambito delle esercitazioni di routine con l’alleato della NATO. Durante le operazioni di volo, un aereo da combattimento russo Sukhoj Su-24 apparve effettuando circa 20 sorvoli, a 1000 metri dalla nave e a una quota di circa 30 metri, ha detto il funzionario della difesa. In risposta, il Donald Cook sospese le operazioni di volo. Un aereo d’attacco russo Sukhoj Su-24 fece un passaggio a bassa quota sull’USS Donald Cook (DDG 75) il 12 aprile 2016. Il Donald Cook navigava nel Mar Baltico quando un elicottero russo Ka-27 Helix effettuò sette sorvoli e sembrasse scattare foto della nave dell’US Navy, ha detto il funzionario della difesa. Poco dopo che l’elicottero lasciò la zona, un Su-24 iniziava a compiere sorvoli “molto bassi” con “profilo d’attacco simulato”, secondo il funzionario della difesa. L’aereo fece 11 passaggi“. Quindi c’è una differenza notevole tra l’incidente dell’aprile 2014 e quello dell’aprile 2016. Nel frattempo, un ulteriore incidente con gli stessi protagonisti (Su-24 e nave della Marina degli Stati Uniti) ebbe luogo il 30 maggio 2015, con la fregata USS Ross. I due incidenti del 2014 e 2015 nel Mar Nero sono molto simili: la dimostrazione operativa di incidenti e possibili intimidazioni dei russi per convincere gli USA ad allontanare le loro unità considerate dai russi troppo vicine alla zona Ucraina-Russia, dove la crisi ucraina divampava. (Sembra che in entrambi i casi ci fu effettivamente un rallentamento degli Stati Uniti e, in entrambi i casi, gli americanisti cercarono soprattutto di minimizzare gli incidenti, anche quello del 30 maggio 2015 dell’USS Ross, per non dare l’impressione di arrendersi ai russi). Questa volta, le circostanze sono molto diverse. Non vi è alcuna crisi nella zona e quindi circostanze operative attive, come quelle nel 2014 e 2015 con la crisi ucraina; vi sono manovre della NATO o simili presso Kaliningrad, una dimostrazione di forza operativa piuttosto che comunicativa. L’intervento russo rientra in questo caso, anche di comunicazione, mostrando vigilanza e potenza dei russi nel monitorare e sorvegliare l’enclave di Kaliningrad. C’è anche l’insoddisfazione russa per le manovre della NATO o della Marina degli Stati Uniti di fronte al territorio russo. Questa volta le autorità statunitensi non hanno assolutamente cercato di minimizzare il caso, al contrario tendono a reagire in modo eccessivo. Non sorprende poiché siamo nel campo della comunicazione, quindi dell’atteggiamento di entrambe le parti. I russi, che sembrano estremamente calmi senza mostrare (finora) alcun rammaricano per l’incidente, l’attribuiscono a un “errore”, ecc. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konachenkov, commentando ricordava solo che l’Aeronautica russa “ha il pieno rispetto delle norme internazionali nello spazio aereo su acque neutrali (internazionali)“.
Cf8jRekVIAEHkIw Resta quindi ciò che è stato mostrato e la conclusione che si può trarre è che i russi vogliano ben mostrarsi aggressivi, in ogni caso, dal punto di vista della comunicazione. Per loro, il fatto stesso delle manovre nella Marina degli Stati Uniti a così breve distanza delle coste russe è una forma di “provocazione”. In ogni caso, il comportamento russo mostra il desiderio di affermare la potenza militare della Russia, anche in circostanze che sono ormai comuni nella visione della NATO. “Dieci anni fa, la NATO, o in ogni caso la Marina degli Stati Uniti, non avrebbe fatto le manovre che attualmente attua in questa regione in particolare, osservava una fonte europea, ma è assolutamente certo, tuttavia, che i russi di dieci anni fa non avrebbe mai ‘reagito’ in questo modo assertivo, quasi aggressivo“. A questo punto e tenendo conto di ciò che si sa dell’incidente, le osservazioni politiche sono inutili conoscendo le rispettive posizioni, e da dove provengano le responsabilità e altro. Il punto chiave da ricordare è che questo comportamento delle truppe russe sembra essere un messaggio politico, o politico-militare, di natura diversa dagli incidenti precedentemente descritti e il cui scopo era essenzialmente la dimostrazione operativa. È la riaffermazione della potenza russa e della sovranità russa, quindi un monito a Stati Uniti, NATO, blocco BAO. Naturalmente, va interpretato nel blocco BAO come nuovo segno di duplicità e bellicismo, secondo le consuete norme narrative di casi simili, ma si tratta obiettivamente della dimostrazione dei limiti della pazienza russa verso le manovre del blocco BAO contro la Russia. I russi fanno sapere, senza isterismi o secondo fini, di essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione.13007297Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il potenziale nucleare strategico della Russia sarà aggiornato entro il 2020

Dmitrij Litovkin, RIR, 6 ottobre 2014

In reazione all’espansione della NATO, la Russia crea nuovi missili balistici, perfeziona l’aviazione strategica, costruisce sottomarini e aggiorna il sistema di controllo spaziale.1385714Mosca accelera il rinnovamento della propria deterrenza nucleare, con il rinnovo completo delle forze entro il 2020, secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, responsabile del complesso militare-industriale della Russia. Oggi vi sono ragioni sostanziali per la Russia di preoccuparsi della difesa, dice Viktor Esin ex-comandante delle forze missilistiche strategiche. “Gli USA costruiscono il loro sistema di difesa missilistico in Polonia, Romania e infine Paesi baltici minacciando direttamente la sicurezza della Russia. La comparsa dei sistemi antimissile in questi Paesi aiuterà gli Stati Uniti a realizzare il cosiddetto piano del ‘colpo di fulmine'”, spiega Esin. “In sostanza posizionare i sistemi antimissile il più vicino possibile alle basi di lancio dei missili balistici del potenziale nemico e impedirne il lancio”.

Rafforzare lo scudo nucleare
Fa notare che mentre il missile Pershing II potrebbe arrivare a Mosca in 7-10 minuti da un sito di lancio in Germania, i missili dei nuovi sistemi antimissile nei Paesi baltici dovrebbero coprire tale distanza in metà tempo. “Con tale intervallo il sistema di difesa missilistico russo sarebbe impotente“, chiarendo che ciò è uno dei motivi per cui Mosca modernizza il suo ‘scudo nucleare’ al più presto possibile. Nell’ambito del piano per lo sviluppo strategico nucleare, un passo importante è stato compiuto verso la creazione di nuovi missili balistici, per esempio lo RS-26 Jars, che dispone di diverse testate nucleari ipersoniche manovrabili. Ognuna ha un proprio sistema di guida e può superare qualsiasi sistema di difesa missilistica. Il piano è sostituire con questi missili i complessi mobili e fissi missilistici Topol e Topol-M, in totale 186 missili.

La nuova dottrina militare
Inoltre si sviluppano le componenti navali della capacità di deterrenza nucleare strategica. La Russia ha iniziato la costruzione in serie dei battelli di nuova generazione 955 Borej, che saranno la principale componente della triade nucleare navale della Russia. Secondo il programma di difesa dello Stato, entro il 2020 la marina riceverà otto sottomarini nucleari serie 955 dotati di missili balistici. Ciascuno dei vascelli subacquei avrà 16 missili balistici Bulava. Nel frattempo, l’aviazione strategica della Russia assiste alla continua modernizzazione degli equipaggiamenti di bordo dei suoi vettori missilistici Tu-160 e Tu-95. Ciascuno dei 66 bombardieri pesanti riceverà nuovi sistemi di comando, navigazione e puntamento, permettendo ai bombardieri d’essere utilizzati non solo per la deterrenza nucleare, ma anche per il lancio di missili e bombe convenzionali. “La nuova dottrina della sicurezza nazionale in via preparazione per la pubblicazione, oggi, in relazione alle nuove sfide alla sicurezza russa, non includerà il paragrafo sull’attacco nucleare preventivo nel caso di minaccia alla sicurezza del nostro Paese“, dice Jurij Baluevskij, ex-capo di stato maggiore dell’esercito russo. “Ciò nonostante, Mosca si riserva il diritto di possedere e, in caso di emergenza, usare armi nucleari“.

1001731Reazione difensiva
Per fare questo nelle attuali condizioni, non basta avere solo missili balistici, sottomarini e bombardieri. È inoltre necessario disporre di un affidabile sistema di sorveglianza spaziale, per l’allarme sui lanci di missili e il controllo delle proprie armi nucleari. Nell’ambito del programma di Difesa dello Stato 2020, la Russia ha già stabilito lungo i confini una rete di stazioni radar tipo Voronezh per l’allerta sul lancio di missili. La prima di queste stazioni è stata istituita presso San Pietroburgo. Di conseguenza i militari possono “vedere” tutto ciò che accade nell’aria e nello spazio dal Marocco alle Spitsbergen, fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Una seconda stazione è stata costruita nei pressi di Armavir, nel territorio di Krasnodar, e controlla ciò che accade tra Nord Africa e India. I sistemi radar controllano lo spazio fino ad oltre 2500 chilometri. La costruzione di un centro nella regione di Kaliningrad ha chiuso il fronte occidentale, e nel prossimo futuro una stazione sarà creata nella regione di Irkutsk, ‘penetrando’ dallo spazio cinese fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.
Secondo il Generale Sergej Karakaev, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, le forze sotto la sua supervisione sono passate a un nuovo sistema di comando completamente digitale. Ciò aumenta la stabilità del sistema nel caso di conflitto nucleare. “Tale dimostrazione di forza è più una reazione difensiva piuttosto che il desiderio di spaventare qualcuno“, afferma Vadim Kozjulin, docente presso l’Accademia delle Scienze Militari, che sostiene che Mosca e Washington conoscono perfettamente la responsabilità di possedere e il pericolo di usare, armi nucleari. “In caso contrario, le parti non si sarebbero sedute negoziando la preservazione dell’accordo sui missili a media e lunga gittata. Nel campo delle armi strategiche, credo che entrambe le parti manterranno la prudenza“.

borei_class_l2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

L’antimissile non funziona, e allora?

Dedefensa 20 giugno 2014
2020570235Sappiamo che il programma Missile Ballistic Defense (BMD) è una delle pietre angolari della “dottrina” USA sul cosiddetto “dominio nucleare”, permettendo agli “strateghi” di considerare un “primo colpo” nucleare. (Sappiamo che tale “dottrina” astratta, dall’abbondanza di citazioni, resta in molte menti fantasiose che prendono in considerazione l’attivazione operativa per salvare la civiltà. La Russia sarebbe, nelle attuali circostanze, una ben nota minaccia alla civiltà in via d’insediamento a Kiev, obiettivo che s’avvantaggerà dell’operatività di tale “concetto” strategico, assai sussurrato ai vertici, come si nota il 9 giugno 2014). Questo… è il momento scelto da David William, sul Los Angeles Times del 16 giugno 2014, per pubblicare un grosso articolo sul programma BMD concludendo semplicemente che non funziona, ma fa lo stesso. (Si noti che il programma è stato rinominato da MDB a GMD, Ground-Missile Defense, riferendosi al complesso terrestre costitutivo della dimensione strategica fondamentale del programma. Alcuni “buchi”, nella narrazione sul programma, vengono occlusi dalle unità navali del sistema AEGIS, la cui efficacia è ovviamente discutibile (23 aprile 2014). Il BMD/GMD iniziò ad essere operativo nel 2004, ma chiaramente non lo è. Nelle ultime otto prove dal 2008, in condizioni idilliache ed irreali dato che l’obiettivo è noto per via della rotta preordinata, ecc., cinque hanno fallito. Sembra che il BMD/GMD non possa fare ciò che Guglielmo Tell fece a una mela sulla testa del figlio con la freccia della sua balestra. Appare che il BMD/GMD venga trattato esattamente come il JSF: lo si produce, lo si mette in servizio, si suggerisce o si fa pensare che funzioni, quando poi nei programmi di prova e sperimentazione si scopre che non funziona, si continua o si passa ad altro. Una formula collaudata.
Una sintesi dell’articolo di William cui pensiamo di poter aggiungere la Russia tra gli “Stati canaglia”… “Il sistema di Difesa antimissile terrestre, GMD, dovrebbe proteggere gli statunitensi dall’agghiacciante nuova minaccia di “Stati canaglia” come la Corea democratica ed Iran. Ma un decennio dopo esser stato dichiarato operativo e 40 miliardi di dollari spesi, lo scudo missilistico non sembra affidabile, neanche in test scrupolosamente adattati, assai meno impegnativi di un attacco reale, scopre un’indagine del Los Angeles Times. La Missile Defense Agency ha condotto 16 test sulla capacità del sistema d’intercettare una finta testata nemica, fallendo otto volte, come documenti governativi dimostrano. Nonostante anni di ritocchi e promesse di risolverne le carenze tecniche, le prestazioni del sistema sono peggiorate e non migliorate dai primi test nel 1999. Degli otto test tenutesi dopo che il GMD è diventato operativo nel 2004, cinque sono falliti. L’ultimo successo fu il 5 dicembre 2008. Un altro test è previsto a Vandenberg, sulla costa della Santa Barbara County, a fine mese. Il sistema GMD è stato recuperato dopo che il presidente George W. Bush nel 2002 ordinò uno sforzo incisivo per schierare “una prima linea di difese missilistiche”. L’implementazione frettolosa ne compromise l’efficacia in diversi aspetti. “Il sistema non è affidabile”, ha detto un alto ufficiale da poco in pensione, che ha prestato servizio con i presidenti Obama e Bush. “Abbiamo preso un sistema ancora in fase di sviluppo, un prototipo, ed è stato dichiarato ‘operativo’ per ragioni politiche. A quel punto non si poteva sostenere più che lo si doveva ancora sviluppare e cambiare. Si doveva costruirlo”. Dean A. Wilkening, fisico del Lawrence Livermore National Laboratory di Livermore, in California, ha dato una valutazione analoga. Wilkening lavorò presso la commissione della National Academy of Sciences che nel 2011 pubblicò un rapporto sulla difesa missilistica. Il GMD resta un “prototipo che opera peggio di quanto si sperasse”, ha detto in una conferenza il 28 maggio a Washington DC: “Se si ha intenzione di definire tale sistema operativo, non si dovrebbe esser sorpresi dal fatto che tende a fallire oltre il dovuto”. In una conferenza di questo mese, Wilkening ha definito le prove del sistema “abissali””.
Il giornalista William del Los Angeles Times, conclude il suo immenso articolo con queste osservazioni (a febbraio) di Frank Kendall III, sottosegretario alla Difesa per l’acquisizione e la tecnologia, presentate disertando la narrativa ufficiale sulle sublimi prestazioni del sistema: “Riconosciamo i problemi che abbiamo avuto con tutti gli intercettori in  campo. Le causa principale è il desiderio di mettere in campo tali cose subito e a basso costo… Vediamo tanta pessima progettazione francamente, e ciò per la fretta“. Pertanto, il programma BMD/GMD non funziona… E quindi? Paul Craig Roberts osserva giustamente (il 18 giugno 2014), che in questo universo “immateriale” l’importante è crederci, perché la narrazione è il trucco. Il resto segue, anche l’Apocalisse. “La Russia ha visto gli Stati Uniti ritirarsi dal trattato ABM e sviluppare uno scudo per le “guerre stellari”. (Che non funzioni è irrilevante, l’obiettivo è convincere politici ed opinione pubblica che gli statunitensi sono al sicuro)”.

lockheed martin
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 2.294 follower