La potenza della Russia culmina in Siria

MK Bhadrakumar Indian Punchline 18 novembre 20151447794473824Il formale riconoscimento delle Servizio Federale di Sicurezza russo (ex-KGB) che l’aereo A321 russo è stato fatto saltare in Egitto con un atto terroristico è la svolta nelle operazioni militari russe in Siria. Il Ministro della Difesa Sergej Shojgu ha riferito al Presidente Vladimir Putin che nelle operazioni della giornata aerei strategici a lungo raggio russi avevano condotto attacchi contro lo Stato islamico. E’ una mossa estremamente simbolica del Cremlino. Shojgu avrebbe detto: “un massiccio attacco aereo” è iniziato contro obiettivi dello SI in Siria e le sortite russe sono raddoppiate. 12 bombardieri Tu-22 colpivano Raqqah; bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95MS lanciavano 34 missili da crociera aerolanciati contro obiettivi terroristici ad Aleppo e Idlib. (Independent). La tempistica è significativa, dopo l’incontro di Putin in Turchia con il presidente statunitense Barack Obama. Mosca si è trattenuta fino all’atteso incontro con Obama proponendosi di andare fino in fondo nelle operazioni in Siria senza attendere ulteriormente la risposta positiva alle ripetute richieste russe di coordinarsi con gli Stati Uniti. Non c’era gioia a Mosca dopo l’incontro Putin-Obama. Mosca avvertiva che Washington ancora gioca al ‘gatto col topo’. Alla conferenza stampa in Turchia a margine del G20, Putin sembrava stoico, esasperato e talvolta irritato dicendo: “Abbiamo stabilito che il finanziamento (allo SI) proviene da 40 Paesi, anche del G20“. Ha fatto di tutto per far capire che gli Stati Uniti non sono limpidi nella loro cosiddetta lotta per “degradare e distruggere” lo SI, rilevando sarcasticamente che gode di mano libera finanziandosi con la vendita di petrolio: “Ho anche mostrato le nostre immagini satellitari e fotografie aeree ai colleghi dimostrando molto chiaramente la portata del contrabbando di petrolio e prodotti petroliferi (dello SI). Vedete le colonne di autoveicoli per il rifornimento di carburante che si estende per decine di chilometri in linea, in modo che da un’altezza di 4000-5000 metri svanisce all’orizzonte. Sembra più un sistema di oleodotti. (Trascrizione)
Fu il momento più vicino in cui Putin denunciava il doppio gioco degli Stati Uniti sulla minaccia dello SI. A differenza di Putin, tuttavia, il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov senza mezzi termini in una intervista televisiva accusava gli Stati Uniti di usare lo SI come strumento per indebolire il regime del presidente Bashar al-Assad: “Il problema della coalizione guidata dagli USA è che, nonostante il fatto che abbia dichiarato obiettivo della lotta esclusivamente lo Stato Islamico e altri terroristi, impegnandosi a non intraprendere alcuna azione contro l’esercito siriano, l’analisi degli attacchi degli Stati Uniti e della loro coalizione alle posizioni terroristiche nell’ultimo anno ci spinge a concludere che tali attacchi erano selezionati, direi risparmiati, e nella maggior parte dei casi risparmiando quei gruppi dello Stato islamico che potevano far pressione sull’esercito siriano. Sembra un gatto che vuole mangiare un pesce, ma non vuole bagnarsi le zampe. Vogliono che lo Stato Islamico indebolisca Assad il più presto possibile per costringerlo a dimettersi, in qualche modo, ma non vogliono vedere lo Stato islamico abbastanza forte da prendere il potere. Il nostro parere sugli sviluppi dell’operazione antiterrorismo lanciata nell’agosto 2014 si basa su quello che vediamo, e non vediamo risultati concreti se non l’espansione dello Stato Islamico in questo periodo“. (TASS).
1447794458532 E’ un duro attacco alle politiche dubbie degli Stati Uniti nel conflitto siriano e la cosa stupefacente è che avviene 48 ore dopo l’incontro di Putin con Obama in Turchia. In teoria, Mosca apprendeva che l’amministrazione Obama, sorpresa dagli attentati terroristici a Parigi, cercasse un incontro in Turchia con Putin, mentre in realtà più le cose sembrano cambiare, più cercano che rimangano le stesse. Il deficit di fiducia è palpabile. A un certo punto Putin ha detto, nella conferenza stampa in Turchia, che gli Stati Uniti “hanno paura di darci (alla Russia) l’elenco dei territori (in Siria) da non colpire, perché temono che è esattamente lì che attaccheremo, ingannandoli. Sembrano giudicarci con il metro delle proprie nozioni della decenza“. Putin ha rivelato che l’intelligence russa ha fatto breccia nei cosiddetti gruppi ‘moderati’ dell’opposizione siriani, che hanno chiesto che la Russia li risparmi dagli attacchi. Putin ha detto criptico, “Abbiamo raggiunto accordi e loro li seguono“. Tali gruppi dell’opposizione sperano di combattere lo SI con il supporto aereo russo, e “siamo pronti a fornire tale sostegno“. In termini diplomatici, sembra che la Russia abbia aggirato Stati Uniti e alleati sottraendogli i gioielli della corona mentre i siriani avanzano.
Il 17 novembre Putin telefonava al presidente francese Francois Hollande e i due leader decisero d’incontrarsi a Mosca il 26 novembre. Secondo un comunicato del Cremlino, Putin e Hollande avevano discusso la possibilità del coordinamento russo-francese nella lotta allo SI. La dichiarazione dice: “Si è deciso, in particolare di garantire contatti più stretti e il coordinamento delle attività tra le agenzie militari e i servizi di sicurezza dei due Paesi nelle operazioni di Russia e Francia contro le strutture terroristiche in Siria“. La telefonata di Putin seguiva l’indirizzo del tutto inusuale al parlamento francese di Hollande, in cui ha invitava Stati Uniti e Russia ad “unirsi alle nostre forze” nella coalizione per distruggere lo SI. Hollande chiedeva una “coalizione ampia e unita” contro lo SI e accusava la “comunità internazionale” di essere “divisa e incoerente” da troppo tempo. Due cose spiccavano in tutto ciò. Uno, la Russia non attende più che gli Stati Uniti tendano la mano nella lotta contro lo SI (in attesa di un cambiamento nella posizione del Cremlino sul destino di Assad) e due, l’iniziativa sulla Siria (e il destino di Assad) sfugge rapidamente agli statunitensi. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha detto, “la posizione della Russia sul futuro di Assad è che nessuno può dettare se Assad se ne vada o meno. Il futuro di Assad e il futuro del governo siriano può essere deciso solo dal popolo siriano“. (Il Viceministro degli esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian faceva un passo ulteriore dicendo che “solo Assad può decidere sulla sua partecipazione o meno alle prossime elezioni, ed è solo il popolo della Siria che può dire se voterlo o no“). Peskov valutava positivamente il lavoro del Gruppo di supporto internazionale sulla Siria, finora. “Sono stati fatti sforzi. Molto va ancora fatto. Speriamo che le cose si sviluppino come previsto“, aveva detto. Paradossalmente, Obama è prigioniero della politica ossessiva della sua amministrazione per “isolare” la Russia sulla scena internazionale. Tale politica ha solo isolato gli Stati Uniti. Senza dubbio, Putin ha guidato il vertice del G20. Il presidente turco Recep Erdogan e re Salman d’Arabia Saudita sono tenuti a recarsi a Mosca, mentre Putin sarà a Teheran il prossimo 23 novembre.1DFBFD9A-B072-42D1-B150-FD76DE32A2D4_mw1024_s_nTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Airbus russo, Putin avverte i mandanti

Alessandro Lattanzio, 18/11/2015

Non avrò a che fare con il cane che mi ha morso, è il proprietario del cane che ne sarà ritenuto responsabile“.
Vladimir Putin

Perdonare i terroristi dipende da Dio, ma mandarceli dipende da me...”
Vladimir Putin

356c03db535f44bfaf28162af029cb52Il 31 ottobre, il Volo 9268 della Metrojet russa si schiantava nel Sinai, uccidendo 224 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo. E’ troppo presto per trarre conclusioni sull’A321 russo precipitato nel Sinai, affermava Putin, “Sappiamo che tutti gli scenari possibili sono allo studio. La conclusione finale può essere fatta solo dopo l’attuazione e il completamento dei controlli. Se c’è stata un’esplosione, le tracce di esplosivi saranno rimaste sul rivestimento e gli effetti personali dei passeggeri. E’ inevitabile. E abbiamo abbastanza materiale e qualificati esperti mondiali in grado di trovare quelle tracce. Solo così sarà possibile parlare delle cause di questa tragedia. La morte di quelle 224 a bordo è un grande dolore emotivo per tutti noi; per tutti i russi, non importa quale sia la causa dello schianto“. Il 17 novembre, Aleksandr Bortnikov, direttore del servizio di sicurezza russo (FSB), dichiarava “Secondo le analisi un ordigno esplosivo artigianale con un chilo di TNT è esploso a bordo del velivolo, portandolo alla disgregazione in volo, spiegando la dispersione della fusoliera su una vasta zona. Possiamo sicuramente dire che questo è stato un atto terroristico. Le indagini sono state completate su effetti personali, bagagli e parti dell’aereo schiantatosi in Egitto il 31 ottobre. Risultato della perizia condotta su tutti gli elementi, di cui ho parlato, è che tracce di materiale esplosivo straniero sono state rilevate“.
Due settimane dopo l’attentato, diversi analisti russi, alla luce della causa della tragedia, ovvero una bomba piazzata a bordo, osservavano che ciò “pone gravi implicazioni in politica estera. E’ assolutamente chiaro che la Russia non può semplicemente passivamente ingoiare una pillola così amara, e che i prossimi passi in Medio Oriente devono tener conto di tale nuova minaccia. … Prima di tutto è necessario capire quali forze siano dietro gli esecutori diretti del ramo egiziano dello Stato islamico. La prima versione è che il Qatar, Paese che sostiene lo SIIL, sia responsabile. L’emirato ha un rapporto molto teso con Mosca, con cui scambia regolarmente insulti e minacce, sulle operazioni in Siria di Mosca che contrastano gli interessi del potente ministro degli Esteri Qalid bin Muhamad al-Atiyah, minandone l’autorità nel suo Paese, il Qatar. Tuttavia, in questo caso sembra improbabile che sia opera dell’emirato. I giorni delle ambizioni sproporzionate dell’emirato affondano nel dimenticatoio insieme all’ex emiro, e ora l’obiettivo finale delle autorità del Qatar sembra sia manovrare tra Iran e Arabia Saudita. Sembra improbabile che l’emirato rischi le conseguenze di far saltare in aria un aereo russo. I sauditi, d’altra parte, hanno tutte le ragioni per scagliarsi contro il Cremlino. Dopo aver iniziato l’operazione in Siria coordinandosi con gli statunitensi, Mosca non solo sventa tutte le carte di Riyadh nella guerra siriana, ma l’ha messa in una situazione disperata. Se la Russia non può essere convinta ad abbandonare immediatamente Assad, l’Arabia Saudita perderà di sicuro la mano siriana e di conseguenza sarà sconfitta nella guerra per procura con l’Iran. E non è chiaro come gli alleati di Riyadh nel Golfo nella lotta anti-iraniana reagiranno a tale sconfitta, è improbabile che la vedranno solo quale mero imbarazzo sgradevole. Se si scoprisse che l’Arabia Saudita è davvero dietro l’attentato all’aereo russo, la Russia avrà numerose opzioni a disposizione. La prima e più ovvia iniziare un conflitto militare aperto con Riyadh. Questa è l’opzione più irragionevole. Gli statunitensi sostengono i sauditi, e li sosterranno in caso di guerra. Di conseguenza, Mosca non solo non raggiungerebbe gli obiettivi, ma rischierebbe di distruggere il compromesso traballante con Washington sulla Siria. Ma c’è un’altra possibilità, con Ansarullah la Russia non avrebbe nemmeno bisogno di fornirgli armi (gli iraniani l’hanno già fatto con successo). Basterebbe semplicemente fornirgli sostegno politico e proteggerlo da eventuali sanzioni“. Secondo analista di Svobodnaja Pressa, Evgenij Satanovsky, esperto di Medio Oriente, suggerisce che la “pista del Qatar va seguita nella tragedia sul Sinai. In primo luogo, il denaro può aprire qualsiasi porta in Egitto. In secondo luogo, il Qatar ora ha un assai mal celata ostilità verso la Russia. La guerra in Siria è trattata dal ministro degli Esteri come un affare personale. Atiyah ha investito miliardi di dollari in questo affare, e se il piano per rovesciare Bashar al-Assad fallisse, rischia di perdere la posizione nella classe dirigente del Qatar. In particolare, al-Atiyah è lo sponsor di numerosi gruppi terroristici in Siria ora bombardati dagli aerei militari russi. Sì, anche il famigerato Stato islamico è soprattutto un giocattolo del Qatar. Inoltre, il Qatar finanzia il terrorismo nella penisola del Sinai. Vale semplicemente la pena di ricordare l’uso del Qatar dei Fratelli musulmani per minare il governo egiziano, e la sconfitta della Fratellanza da parte delle autorità egiziane nel 2013. A mio parere abbiamo davvero a che fare con un attentato terroristico, che potrebbe essere stato facilmente organizzato dal Qatar. Se fossi nei servizi di sicurezza seguirei la pista del Qatar dall’aeroporto di Sharm al-Shayq. E se le tracce di esplosivo si trovano sul relitto della compagnia aerea (come è stato), sarà necessario guardare al ministro al-Atiyah, e a quei gruppi terroristici nel Sinai che finanzia e organizza. Organizzare attacchi terroristici in Russia non è il loro forte, ma piuttosto del servizio d’intelligence dei sauditi, finché quest’ultimo era guidato dal principe Bandar bin Sultan (licenziato nell’aprile 2014). Ora i sauditi si sono calmati, ed hanno i propri interessi in Egitto. Pertanto, non ho motivo di sospettare del loro coinvolgimento nell’incidente dell’Airbus“.
Non è la prima volta che la Russia affronta tali barbari crimini terroristici, spesso senza alcuna motivazione visibile, interna o esterna, come nell’attentato terroristico a Volgograd nel 2013. Non abbiamo dimenticato niente e nessuno. Li dobbiamo proseguire senza alcuna prescrizione e dovremmo conoscerli tutti per nome. Li cercheremo ovunque cerchino di nascondersi. Li troveremo in qualsiasi parte del mondo e li puniremo. La nostra operazione aerea militare in Siria non dovrebbe semplicemente continuare, va intensificata in modo che i criminali capiscano che la vendetta è inevitabile“, avvertiva il Presidente della Federazione russa.++ Aereo Sinai: usato esplosivo di tipo militare C4 ++Riunione sull’indagine sull’aereo di linea russo precipitato sul Sinai
Kremlin.ru 7 novembre 2015

La scorsa notte Vladimir Putin ha tenuto una riunione al Cremlino, dove il Direttore del Servizio Federale di Sicurezza Aleksandr Bortnikov ha riferito sulle cause dello schianto dell’aereo russo sul Sinai, il 31 ottobre 2015.

Aleksandr Bortnikov

Aleksandr Bortnikov

Cremlino, Mosca
Prendevano parte alla riunione il Ministro della Difesa Sergej Shojgu, il Direttore del Servizio Federale di Sicurezza Aleksandr Bortnikov, il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov, il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov e il Direttore del Servizio d’Intelligence Estero Mikhail Fradkov.

Direttore del Servizio Federale di Sicurezza Aleksandr Bortnikov:
Signor Presidente, abbiamo studiato gli effetti personali dei passeggeri e i bagagli e frammenti dell’aereo schiantatosi in Egitto il 31 ottobre, e una perizia di tutti questi oggetti ha trovato tracce di esplosivo di produzione straniera. Secondo i nostri esperti, un ordigno autoprodotto equivalente a 1 kg di tritolo era posto a bordo, il che spiega il motivo per cui il velivolo si disintegrò in volo e i frammenti si sparsero su una vasta area. Possiamo dire con certezza che questo è stato un atto terroristico.

Presidente della Russia Vladimir Putin:
Ancora una volta rendiamo omaggio alle vittime dell’incidente.

Un minuto di silenzio.

Questa non è la prima volta che la Russia sperimenta il barbaro crimine terroristico, di solito senza evidenti cause interne o esterne, come fu nell’esplosione alla stazione ferroviaria di Volgograd alla fine del 2013. Ricordiamo tutto e tutti. L’omicidio della nostra gente sul Sinai è uno dei crimini più sanguinosi per vite umane mai subito. Non asciugheremo le nostre lacrime, rimarrà per sempre nei nostri cuori e menti. Tuttavia, non c’impedisce di trovare e punire i colpevoli. Dobbiamo farlo senza alcun termine; dobbiamo conoscere tutti i loro nomi. Cercheremo ovunque siano nascosti. Li troveremo ovunque siano e li puniremo. In questi sforzi, dobbiamo fare affidamento su coloro che condividono i valori morali alla base della nostra politica, in questo caso, la nostra politica estera e di sicurezza, la nostra politica antiterrorismo. La nostra Aeronautica non dovrebbe semplicemente continuare le operazioni militari in Siria, ma aumentarle, in modo da far capire ai criminali che la vendetta è inevitabile. Vorrei chiedere al Ministero della Difesa e allo Stato Maggiore di comunicarle le proposte. Controllerò il progresso di questo lavoro. Vorrei che il Ministero degli Esteri russo si rivolga a tutti i nostri partner. Ci affidiamo a tutti i nostri amici in questi sforzi, tra cui la ricerca e punizione dei colpevoli. Agiremo in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che prevede il diritto di uno Stato all’auto-difesa. Chi cerca di aiutare i criminali dovrà sapere che si assume la piena responsabilità dei loro eventuali attentati. Vorrei che tutti i nostri servizi speciali si concentrino su questo compito.

1d26be23b50c49a192586ac753ee7c83-483dfa4cbdc4454e970459cf9548c6ba-2Riferimenti:
Fort Russ
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik

Morto l’emissario russo negli USA del caso dell’aereo russo abbattuto

What Does It Mean 7 novembre 2015plane_3489909bUn nuovo rapporto dell’Intelligence estera (SVR) che circola al Cremlino afferma che il Ministero degli Esteri è stato informato, il 5 novembre, dall’Ambasciata della Federazione a Washington DC di aver notificato all’Ufficio della sicurezza diplomatica degli Stati Uniti (BDS) che un russo sotto sua protezione era stato rivenuto morto nella sua stanza d’albergo a causa di un presunto infarto. Secondo la relazione, il russo sotto la protezione del BDS era Mikhail Lesin, inviato negli Stati Uniti dal Presidente Putin quale collegamento personale con i massimi funzionari dell’intelligence del regime di Obama sui negoziati su “circostanze/fatti” dell’abbattimento del Volo 9268 sull’Egitto da parte dello Stato islamico. L’ultimo dispaccio di Mikhail Lesin a Mosca prima della morte, il rapporto continua, descriveva l’incontro “polemico/argomentativo” con funzionari del regime di Obama, che minacciavano la Federazione per il tentativo di Mosca di riportare in Russia i due “contractor” statunitensi catturati nello Yemen, che il SVR “associa” ai terroristi dello Stato islamico che hanno abbattuto, rivendicandolo, il volo 9268. Come abbiamo già riportato, sulla base dei dati satellitari, il SVR è stato quasi immediatamente in grado di accertare che il volo 9268, partito da Sharm al-Shayq in Egitto, è stato abbattuto da un missile terra-aria inglese Starburst dopo che era stato “costretto/ingannato” a una quota inferiore da false “comunicazioni/ misure elettroniche” inviate dallo Yemen. Il SVR sa di tale base segreta nello Yemen per “travisare/ingannare” i voli da e per Sharm al-Shayq, la relazione nota, scoperta ad agosto quando un volo dell’inglese Thomas Airways, avvicinandosi a questa zona con 189 persone a bordo, fu “manipolato elettronicamente” e preso di mira da un missile terra-aria che il pilota poté schivare a meno di 300 metri. Sulla base dell’intelligence elettronica, il rapporto dice, il SVR ha stabilito che il missile sparato contro il volo della Thomas Airways e che ha distrutto il Volo 9268, era un atto terroristico commesso dallo Stato islamico, noto come Ansar Bayt al-Maqdis (Stato islamico del Sinai o Wilayat al-Sinai) che secondo funzionari degli USA “non é un gruppo jihadista male equipaggio, ma uno degli affiliati dello SIIL più attivi e potenti“.
A rendere il gruppo terroristico dello Stato islamico nel Sinai ancora più letale, la presente relazione continua, è stato il sostegno militare e finanziario dall’Arabia Saudita, compresi i missili antiaerei spalleggiabili Starburst forniti dalla società inglese Thales Air Defence all’Arabia Saudita nell’ambito di un contratto firmato nel 2007, e operativi apertamente nel regno. Subito dopo che il Volo 9268 è stato abbattuto dai terroristi dello Stato islamico, secondo il rapporto, una “squadra” combinata SVR-Spetsnaz (Forze Speciali) operante nello Yemen dall’attentato di agosto al volo della Thomas Airways, individuava la base utilizzata per “manipolare/ingannare” i voli sul Sinai e catturava i suoi due operatori, identificati dal SVR come cittadini statunitensi impiegati dalle Nazioni Unite, affermazione smentita dalle Nazioni Unite. Al momento d’iniziare gli “interrogatori/interviste” dei due statunitensi nello Yemen da parte degli “esperti” del SVR, secondo il rapporto, il Presidente Putin inviava Mikhail Lesin come suo emissario personale negli Stati Uniti per le implicazioni “catastrofiche” delle informazioni ricevute. Mikhail Lesin, va notato, era un’importante figura politica russa e l’esperto accreditato sui mass media che ha ispirato la creazione di Russia Today, dalla lunga amicizia personale con il Presidente Putin. Alla notizia della morte di Mikhail Lesin, la relazione afferma, il Presidente Putin ha ordinato che tutti i “negoziati” con gli Stati Uniti siano sospesi e che il SVR riportasse nella Federazione i due statunitensi catturati nello Yemen, come dettagliato in Un raid cattura le ‘risorse’ della CIA che hanno abbattuto l’aereo russo in Egitto. Nell’ulteriore “interrogatorio/intervista” di tali statunitensi al loro arrivo a Mosca, il rapporto continua, il SVR ha stabilito che erano dipendenti della compagnia di mercenari statunitense Academi, (Blackwater e Xe) con passaporti degli Stati Uniti che identificavano il loro Paese d’origine nella Colombia. Importante da notare sui due colombiani-statunitensi della Blackwater/Academi/Xe catturati dal SVR nello Yemen, secondo il rapporto, è che furono segnalati entrare nello Yemen sotto le mentite spoglie di soldati colombiani. Recentemente, infatti, un gruppo mediatico colombiano riferiva che nei successivi mesi più di 800 militari colombiani entreranno a Sana, Yemen, per sostenere l’offensiva dei sauditi e dei loro alleati che combattono nello Yemen. Sull’associazione dei due mercenari della Blackwater/Academi/Xe con la CIA, la relazione conclude, si attende ulteriore “esame/conferma” finanziaria, ma molti analisti del SVR ritengono sia solo questione di tempo per la prova definitiva. Comprendendo appieno la relazione, assieme tutti gli altri rapporti del SVR sul volo 9268, l’invio del consigliere per i media del Presidente Putin, Mikhail Lesin negli Stati Uniti prova che non è solo la Russia a sapere che l’aereo è stato abbattuto, ma anche i regimi di Obama e Cameron. Ciò che va stabilito da Russia e occidente, però, non è solo il modo migliore per manipolare i fatti sul disastro, ma il tipo di ritorsione che, se non è misurato ed equilibrato, quasi sicuramente precipiterebbe il mondo in guerra.Metrojet-flight-path-Flightradar-24Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un raid cattura le ‘risorse’ della CIA che hanno abbattuto l’aereo russo in Egitto

What Does It Mean 6 novembre 2015rjd9L’Intelligence Estera (SVR) riporta oggi che un raid per prelevare nello Yemen due “risorse” della Central Intelligence Agency (CIA) catturate, e che si ritiene abbiano architettato l’abbattimento del volo 9268 sull’Egitto utilizzando i terroristi Stato islamico (SIIL), sia stato “un grande successo”, e una volta che il velivolo “protetto” dalle Forze aerospaziali era rientrato nello spazio aereo della Federazione russa, il Presidente Putin vietava tutti i voli aerei nella regione su consiglio del Direttore del Servizio di Sicurezza Federale(FSB) Aleksandr Bortnikov. Come avevamo descritto nelle precedenti relazioni, l’ipotesi del SVR su questa tragedia, la più letale nella storia russa e di fatto ignorata dai giornalisti occidentali nelle loro continue provocazioni, il Volo 9268 è stato abbattuto da un missile terra-aria inglese fornito all’Arabia Saudita e consegnato ai terroristi dello Stato islamico, che poi lo rivendicavano dopo che l’aereo era stato “ingannato”, per volare ad una quota inferiore, dalle due “risorse” della CIA catturate dagli Spetsnaz (forze speciali) poche ore dopo l’attentato, mentre operavano nello Yemen. Dopo la cattura di queste due “risorse” della CIA e del loro equipaggiamento “altamente sofisticato”, il rapporto continua, un “volo speciale” del Ministero delle Emergenze (EMERCOM) arrivava nella capitale dello Yemen, Sana, dove atterrava utilizzando come copertura uno dei più potenti cicloni che abbiano colpito la nazione nella sua storia. Su questo “volo speciale” dell’EMERCOM atterrato a Sana, secondo il rapporto, le due “risorse” della CIA e le loro attrezzature, insieme agli Spetsnaz che li avevano catturate, salivano a bordo dell’aereo cui veniva rifiutato il permesso di decollare dagli aerei da guerra sauditi, che con la supervisione del regime di Obama bombardano la nazione affamandola. In poche ore però, la relazione afferma, le “contromisure” impiegate dalle forze aerospaziali contro i sauditi avevano successo consentendo in tal modo al “volo speciale” dell’EMERCOM di partire da Sana e rientrare nello spazio aereo della Federazione. La relazione spiega inoltre che il Presidente Putin vietava tutti i voli verso la regione solo dopo il riuscito prelevamento delle ‘risorse’ della CIA e delle loro attrezzature dallo Yemen, questa mattina, e il cui “volo speciale” veniva ulteriormente protetto da un aereo da trasporto militare iraniano C-130 Hercules, in volo verso la Siria per “confondere” i sistemi radar militari occidentali. La Federazione temeva che il regime di Obama avrebbe cercato di distruggere il “volo speciale” dell’EMERCOM, spiega il rapporto, quando gli Stati Uniti precipitarono nella loro base in Turchia uno squadrone di caccia F-15, la cui missione nella regione sarebbe la deliberata aggressione agli aerei russi che attaccano i terroristi dello Stato islamico. Ancora più sorprendentemente, il rapporto continua, a 72 ore dall’abbattimento del volo 9268 sull’Egitto, CIA e sauditi annunciavano che avrebbero fornito ai terroristi islamici attivi in Siria altri lanciamissili spalleggiabili capaci di abbattere aerei civili. Con il governo inglese che “ben sa” che un suo missile ha abbattuto il Volo 9268, e il regime di Obama che sa anche della complicità della CIA, il rapporto nota, non sorprende che gli alleati occidentali ormai inondino i loro organi di propaganda con “storie” sulla catastrofe causata da una bomba, affermazione che il SVR non accetta, spingendo il Ministero degli Esteri a dichiararsi “scioccato” da tali guerrafondai occidentali che non condividono le proprie informazioni segrete. Fondamentale notare, anche se non contenuto nella relazione, che i russi ormai classificano la distruzione del Volo 9268 quale “evento politico”, come vengono chiamate le “Regole da guerra fredda”, e ciò significa che la verità sulla catastrofe sarà nota solo dopo che i responsabili subiranno la risposta delle forze russe.4096Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’abbattimento dell’Airbus russo e lo SIIL creatura della CIA

Larry Chin, Global Research, 5 novembre 2015File photo of The Metrojet's Airbus A321 with registration number EI-ETJ that crashed in Egypt's Sinai peninsula, takes off from Moscow's Domodedovo airportL’esplosione dell’Airbus A321-200 russo della Metrojet sul Sinai in Egitto solleva inquietanti domande. Vi sono numerose teorie in un’altra lunga “indagine” internazionale, accompagnate da infiniti svolazzi politici. Sentiamo numerose varianti che si riducono a due teorie di base: un guasto meccanico catastrofico o una bomba. Molti funzionari hanno già escluso l’attacco missilistico, perché non vi è alcuna prova di un lancio di missile né di combustione di un motore. Satelliti statunitensi hanno rilevato calore attorno all’aereo prima dell’esplosione, ma la causa è ignota. In un resoconto dell’Associated Press, l’analista dell’aviazione statunitense Paul Beaver ha dichiarato: “non ci dice se sia una bomba, o se qualcuno ha abbattuto l’aereo con un cannone, ci sono varie cose che potrebbero accadere a tal proposito”, infittendo il mistero Beaver ha anche osservato che nel caso dell’esplosione di un serbatoio o un motore, “questi sono progettati in modo che se qualcosa non funziona, riguardi solo il motore“. L’aereo s’è disintegrato in volo. Ultimamente funzionari inglesi hanno fortemente suggerito una bomba quale causa. Ed ora, agenti dell’intelligence USA abbracciano l’idea della bomba. Guardando oltre il fumo politico, uno scenario va controllato.
egypt-aviation-accident-russia-495222778-5638c8781b596 Lo Stato islamico (SI) rivendica la responsabilità dell’incidente, affermando di aver abbattuto l’aereo russo in rappresaglia per l’intervento militare russo in Siria. Funzionari egiziani hanno subito deriso l’affermazione come propaganda per danneggiare l’immagine dell’Egitto. Ma allo stesso tempo, l’autenticità della propaganda dello SI non è stata smontata. La natura della propaganda è in linea con rivendicazioni precedenti, una procedura standard della CIA. Vi sono “prove sufficienti” per sostenere la pretesa, ma mai prove decisive, come previsto. Tenuto conto del fatto ampiamente documentato che lo SIIL sia una creazione dell’intelligence degli Stati Uniti, attivo come risorsa e fronte militare e dell’intelligence della CIA, finanziato, curato e addestrato da Stati Uniti e alleati, perché le rivendicazioni non vanno prese per oro colato? In un’epoca in cui le atrocità sotto falsa bandiera sono la politica estera degli Stati Uniti, non c’è modo d’escludere che le forze alleate a Washington abbiano commesso l’ennesimo atto terroristico, un altro atto di guerra, inviando un avvertimento o provocazione a Mosca. Non è affatto la prima volta che l’abbattimento di un aereo viene sfruttato per scopi politici contro la Russia. L’abbattimento sotto falsa bandiera dell’MH-17 e l’insabbiamento e la propaganda seguiti ne sono un esempio terribile. La storia delle operazioni segrete statunitense è gravida di atrocità riguardanti aerei. La CIA è opportunista, flessibile e selettiva nel suo lavoro. In questo caso opportunamente cronometrato Washington può negare il terrorismo, mettendone in guardia, condannando la retorica jihadista (proveniente dalla propria macchina propagandistica) ed esprimere solidarietà, sempre come brutale messaggio politico a Mosca. Tale scenario non è semplicemente “teoria della cospirazione”, quando lo si confronta al quadro generale della realtà, con una superpotenza in guerra. Come dice Michel Chossudovsky: “Mentre la narrazione multimediale riconosce che la Russia ha approvato la campagna contro il terrorismo, in pratica la Russia (indirettamente) lotta contro la coalizione USA-NATO sostenendo il governo siriano contro i terroristi, fanteria dell’alleanza militare occidentale con mercenari e consiglieri militari occidentali nei suoi ranghi. In pratica, la Russia combatte i terroristi supportati dagli Stati Uniti. La verità nascosta è che aiutando militarmente Siria e Iraq, la Russia (indirettamente) affronta gli USA. Mosca sosterrà i due Paesi nella guerra per procura contro lo SIIL sostenuto da Stati Uniti e alleati. La Russia è ora direttamente coinvolta nella campagna antiterrorismo in coordinamento con i governi siriano e iracheno“. Infatti, come scrive Tru Publica, la guerra in Siria non riguarda lo Stato islamico, “I Paesi coinvolti in questa guerra provengono da tutto il pianeta, ora presenti e impegnati in un conflitto che sarà sicuramente condotto fino alla fine“.
Possiamo anche andare oltre questo punto di vista misurato. Dall’Ucraina alla Siria, ai focolai in Medio Oriente e Nord Africa, si assiste a una guerra sempre più aperta tra Washington e Russia, non diversamente dalla guerra fredda (Vietnam, ecc.), ma con puntate anche estreme che inghiottono il pianeta. Si aggiungano le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina, e il quadro del conflitto globale letteralmente coprirà il mondo. Ciò che non può essere sostenuto è che la guerra tra le due superpotenze s’intensifica, forse fino al baratro. L’abbattimento dell’aereo passeggeri russo e la morte di centinaia di russi non significa nulla per gli ambiziosi criminali di guerra che aspirano a conquistare le aree geografiche più ricche di risorse della Terra. La Russia ha apertamente e risolutamente intrapreso efficaci operazioni antiterrorismo contro i fronti terroristici di Stati Uniti e NATO; tutti gli eserciti terroristici jihadisti come SIIL e al-Qaida sono fronti di Stati Uniti e CIA. Ciò che Mosca ha fatto è chiamare il bluff di Washington e alzare la posta. Semplificando, Mosca ha detto: “Se (USA-NATO) vogliono veramente combattere il terrorismo nella regione, allora dovremmo ‘aiutarvi’ a farlo veramente“. Queste operazioni sono state seguite dall’agonizzante e sconcertato piagnucolio di Washington, come accade ogni volta che le attività terroristiche dell’impero anglo-statunitense vengono ostacolate nel massiccio tentativo di rovesciare il regime di Assad. I colloqui di pace di Vienna-Ginevra sono una farsa per far guadagnare tempo a Washington nel contrastare le azioni russe. Mosca, come attuale “bravo ragazzo”, ha “rovinato tutto” strappando la maschera da “falso bravo ragazzo” di Washington nella sua grande operazione criminale. Tale imbarazzo per l’impero va lavato con una risposta disperata. L’Airbus A321-200 della Metrojet fa parte di tale risposta? Il messaggio dello Stato islamico (ovvero la CIA) lo chiarisce. Il messaggio è stato ricevuto: il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, ha respinto velocemente qualsiasi collegamento tra l’incidente e l’operazione militare russa in Siria, mentre lo stesso Putin ha promesso che nulla lo spaventerà.russian russia egypt airplane crash debris sinaiL’Airbus A321-200 del Volo 9268 della Kogalymavia, con 224 persone a bordo, era decollato dal Sharm al-Shayq International Airport, Egitto, per l’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo. L’aereo volava presumibilmente a 10200 m di quota, alla velocità di 748 km/h, prima di scomparire. I piloti non poterono comunicare nulla mentre l’aereo precipitava. La sezione di coda fu trovata a 5 km dal resto dell’aereo, non si tratta di un guasto meccanico, ma di qualcosa d’immediatamente violento, il velivolo si disintegrò in volo. La tesi prevalente suggerisce che l’aereo di linea della Metrojet sia stato distrutto da una bomba piazzata a bordo all’aeroporto di Sharm al-Shayq. Difatti, il premier inglese David Cameron dichiarava, il 5 novembre, che “probabilmente” è una bomba che ha distrutto il velivolo della Metrojet, e perciò bandiva i voli inglesi da e per il Sinai grazie a “intelligence e informazioni” che indicavano che una bomba era la causa del disastro aereo di Sharm al-Shayq. La portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova dichiarava che, se la Gran Bretagna aveva informazioni su una bomba nell’aereo, era “scioccante” che non l’avesse riferito ala Russia, “parlando francamente, è davvero scioccante pensare che il governo inglese avesse informazioni che potrebbero far luce su quanto accaduto nei cieli dell’Egitto. Se tali informazioni esistono, e a giudicare da quello che il ministro degli Esteri ha detto, sì, nessuno l’ha riferito ai russi“. Una squadra inglese era in Egitto per rafforzare la sicurezza nell’aeroporto di Sharm al-Shayq, mentre Cameron incontrando il Presidente al-Sisi diceva che “vogliamo al più presto possibile” riportare i turisti a casa, e aerei partiranno dalla Gran Bretagna per questo. Dopo l’incontro con Cameron, il presidente egiziano Abdelfatah al-Sisi aveva detto che funzionari inglesi avevano controllato la sicurezza dell’aeroporto di Sharm al-Shayq 10 mesi prima e ne erano soddisfatti. Invece, secondo agenti dei servizi segreti degli Stati Uniti, un dispositivo esplosivo era stato piazzato nell’aereo passeggeri russo, distruggendolo in volo, affermando inoltre, che l’aeroporto di Sharm al-Shaiq, da cui l’Airbus A321 della Metrojet era decollato, è noto per la “sicurezza lassista”. “Questo aeroporto ha una sicurezza bassa. E’ noto. Ma l’intelligence suggerisce l’aiuto di qualcuno nell’aeroporto”. Il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, insisteva che gli investigatori lavorano su ogni possibile tesi sulla catastrofe dell’Airbus A321, “Non si può escludere una sola teoria, ma a questo punto non ci sono ragioni di indicarne una affidabile, solo gli investigatori possono farlo“.EGYPT-RUSSIA-AVIATION-ACCIDENTNote:
Global Research
Russia Insider
Russia Insider
The Saker

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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