Nella fabbrica di Troll del governo degli USA

Nella fabbrica di Troll del governo degli USA
Ci sono i tizi che si crogiolano per le accuse di cyberputinismo avanzate da una gattamorta di un oscuro ‘pensatoio’ (pensa te), statunitense a difesa della cyber-democracy only american style. Invece di appuntarsi al petto una medaglietta del genere, sarebbe bene dire ai lettori che si tratta di uno tanti modi per spendere i 40 milioni di dollari assegnati dal dipartimento di stato USA (che ha una sua agenzia di spionaggio), per far andare avanti la cigolante storia sull’american way life e altre frottole per bimbiminkia. Tra le sagaci tecniche usate dai pensatori-spie-bimbiminkia american-italo-gattemorte, vi sono quelle stilate dall”Alleanza dei 5 Occhi’, di cui le vittime autoincensanti dei dossier cyber-pecorecci tipici dei CIAdisti in pensione e relativi alunni a(i)sini, come sospetto, neanche sanno che esista.Il dipartimento di Stato degli USA riceve 40 milioni di dollari per finanziare i troll per la propaganda
Humans Are Free

Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato di aver ottenuto 40 milioni di dollari dal Pentagono per finanziare una nuova campagna di propaganda e disinformazione attraverso il “Global Engagement Center“. Se il Global Engagement Center fu inizialmente concepito come resistenza alla propaganda straniera, il nuovo finanziamento è volto ad investire sull'”offensiva” nella guerra di propaganda globale con le campagne di disinformazione negli USA. Gli Stati Uniti, ovviamente, non sono estranei alla propaganda all’estero, ma la natura inesorabile della condivisione delle informazioni globali nell’era moderna significa che tale propaganda statunitense rischia sempre di disinformare il pubblico degli Stati Uniti.
Il Congresso ha approvato l’offensiva per “contrastare la Russia”. In pratica, probabilmente significa che gran parte dei finanziamenti saranno utilizzati per distorcere la percezione globale della Russia rendendola ancora più ostile di quanto non sia già. Tuttavia, istituire e finanziare tale fabbrica di troll pubblicamente è assai rischioso, perché gli Stati Uniti hanno una storia di fallimenti imbarazzanti nella gestione della narrativa online, e attaccando pubblicamente la Russia, rischiano di subire forti contraccolpi.

L’egemonia inglese spia il mondo con il programma chiamato Cinque Occhi: “Con noi cinque, com’è che non facciamo 10 occhi?”

Documento rivela che i troll sono agenti governativi
Humans Are Free
Glenn Greenwald è un giornalista e avvocato costituzionale, commentatore politico e autore di best-seller. È forse più noto per aver collaborato con il documentarista della NSA Edward Snowden svelando le subdole tattiche di sorveglianza utilizzate da governi ed agenzie governative. E mentre i problemi che su privacy ed invasione governativa attirano i riflettori, la fuga di documenti di Snowden sull’NSA rivelano un altro intrigante hobby del governo: il trolling su Internet.

L’alleanza dei Cinque Occhi
Tale alleanza è composta dalle agenzie d’intelligence di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda. Fu il GCHQ inglese che redasse i documenti che propongono che i troll su internet siano impiegati per “controllare, infiltrare, manipolare e deformare gli interventi online”, come scrive Greenwald nell’articolo “Come agenti segreti infiltrano Internet per manipolare, ingannare e distruggere reputazioni“. Nell’articolo Greenwald condivide uno dei documenti, un manuale nientemeno, che rivela le tattiche esatte proposte dalle agenzie governative per dirottare le discussioni online tramite trolling. Greenwald spiega: “Tra i principali obiettivi autoidentificati del JTRIG vi sono due tattiche:
1) iniettare ogni sorta di materiale falso su Internet al fine di distruggere la reputazione dei suoi bersagli; e
2) utilizzare le scienze sociali e altre tecniche per manipolare il discorso e l’attivismo online per generare risultati che si ritiene desiderabili”.
Per vedere quanto siano estremisti tali programmi, basti considerare le tattiche che si vantano di utilizzare per raggiungere i loro fini: “operazioni sotto bandiera falsa” (postare materiale su Internet e attribuirlo falsamente a qualcun altro), post sui blog di finte vittime (fingere di essere vittima dell’individuo di cui si vuole distruggere la reputazione) e pubblicare “informazioni negative” su vari forum. Forum e pagine facebook che istruiscono il pubblico sui pericoli dei vaccini sono i più bersagliati dai troll governativi e di Big Pharma. Pochi argomenti sono così polarizzanti e provocatori come quelli sui vaccini e loro potenziali pericoli.
La sensibilità che agenzie governative (e come Big Pharma) hanno sulla vaccinazione rende prevedibile che i troll siano impiegati per interrompere qualsiasi tentativo di discutere civilmente la politica sui vaccini. Si consideri che un vaccino approvato dal CDC potrebbe valere 30 miliardi di dollari l’anno per Big Pharma, 30 miliardi l’anno! Non sorprende considerando la connessione tra governo ed industria farmaceutica, dove una persona come la dottoressa Julie Gerberding lavorava per l’ente governativo CDC e poi lasciò l’incarico venendo assunta dal colosso farmaceutico Merck. La legislazione governativa è costantemente a favore dell’industria della vaccinazione. The Affordable Care Act (Obamacare) ha anche ridefinito il termine “biogenica” tentando di convincere i pazienti ad accettare le vaccinazioni nell’ambito del piano di cure ogni volta che vanno in ospedale per un qualsiasi motivo (se non sono già vaccinati). Come dice un’infermiera, potresti andare all’ospedale per un dito tagliato e nella documentazione presentata verrebbe offerta una varietà di vaccini. Se rifiuti, verrà segnalato sulla propria documentazione.
Di seguito sono riportate le istruzioni del blog pro-vaccini ORAC, noto anche come “Insolenza rispettosa” per affrontare gli anti-vaccinisti tramite trolling: “Usate la guerra emotiva sui blog anti-vax. Raccontate storie emotive piene di lacrime e singhiozzi e dolore insopportabile e terrore, di persone nella vostra famiglia o persone di cui avete letto, malati o morti di malattie terribili. Non trascurate i dettagli sui fluidi corporei e simili: peggio è meglio è. Questa roba s’infiltra nella mente dei lettori e ne influenza sottilmente le decisioni, come la pubblicità… Entrate “concordando con loro” e poi dite cose che appaiono del tutto deliranti, apertamente pazzesche, palesemente e ovviamente sbagliate anche ai fulminati, ecc. Errori ortografici e grammaticali occasionali sono anche utili ma non troppo. Il punto di tale esercizio è creare l’impressione che allontani gli indecisi che potrebbero visionare questi siti. Aiutatevi con uno sforzo di gruppo e iniziate gradualmente, quindi i siti “lentamente decadranno”… Davvero: ascoltate, il modo per combattere questa merda NON è “spiegare pazientemente” a persone già persuase che la Terra non è piatta. Il modo per combatterlo è sabotare gli anti-vaccinisti con roba pazzesca che allontani gli indecisi. Il modo di combatterli è con narrazioni emotive che minino ciò che gli anti-mass media sostengono“.
ORAC è diretto dal chirurgo David Gorski, ritenuto da molti un troll impiegato dai soggetti interessati al successo dei vaccini. Le sue tattiche certamente supportano l’ipotesi.

David Gorski

Un altro episodio scioccante di trolling ed utilizzo d’Internet per influenzare sottilmente l’opinione pubblica è il caso del presunto scienziato di 12 anni, il cui video pro-vax divenne virale su Internet. Per avere idea di quali tattiche vengano utilizzate per influenzare l’opinione sui vaccini, si guardi My Incredible Opinion sulla bufala dello scienziato di 12 anni.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Attacchi sonici all’Avana: specialità della CIA

Wayne Madsen SCF 21.10.2017L’Agenzia Centrale d’Intelligence, ora sotto la direzione di un repubblicano di estrema destra, l’ex-congressista del Kansas Mike Pompeo, insiste sulla storia del governo cubano responsabile dei presunti attacchi con armi soniche ai diplomatici statunitensi all’Avana. La CIA, che ha scritto il libro degli attacchi sotto falsa bandiera in Europa e nel mondo durante la guerra fredda e l’era del terrorismo, non ha avuto problemi a convincere l’amministrazione Trump a ridurre le relazioni diplomatiche con Cuba. Gli Stati Uniti hanno ritirato più di metà del personale diplomatico a Cuba ed espulso 15 diplomatici cubani da Washington. La rottura delle relazioni con Cuba è in linea con le altre azioni di Trump intese a sovvertire tutte le azioni intraprese negli 8 anni di Barack Obama, compresa la normalizzazione delle relazioni con Cuba. Trump ha definito la normalizzazione dei rapporti con l’Avana “accordo completamente unilaterale”. Ironia della sorte, è noto che le imprese di Trump avevano precedentemente violato le sanzioni statunitensi a Cuba per creare hotel e resort di proprietà di Trump sull’isola. L’amministrazione Trump ha affermato di non sapere cosa causi gli attacchi sonici che dichiara aver danneggiato la salute e causato sordità non solo dei diplomatici statunitensi ma anche canadesi all’Avana. Il governo cubano ha anche invitato l’FBI a Cuba per partecipare alle indagini sugli attacchi sonori. L’amministrazione Trump ha rifiutato l’invito dei cubani. Tuttavia, senza prove, i portavoce di Trump accusano il governo cubano per l’interferenza sonora. Trump ha accusato direttamente il governo cubano per gli attacchi sonici nella conferenza stampa alla Casa Bianca del 16 ottobre. Il dipartimento di Stato è stato costretto a contraddire immediatamente Trump con un cablo a tutti i diplomatici statunitensi affermando che il dipartimento “non incolpa il governo di Cuba” degli attacchi. La differenza tra Casa Bianca e dipartimento di Stato su chi sia dietro gli attacchi sonori è tanto forte quanto inquietante. I media aziendali ignorano l’unica fonte possibile degli attacchi sonori, responsabile dell’unico attacco sonoro noto a una missione diplomatica, la CIA. Non solo la CIA è guidata da un sicofante di Trump senza un passato nell’intelligence, ma la CIA incolpa altri Paesi di operazioni svolte dai propri agenti. Nel caso di Cuba, la CIA può contare su una rete di agenti cubano-statunitensi e latino-americani integrati nelle istituzioni governative e commerciali cubane dopo aver viaggiato sull’isola da Paesi terzi come Messico, Nicaragua, Costa Rica, Panama e Venezuela. L’amministrazione Trump inoltre avverte i turisti di evitare Cuba, sostenendo che le armi soniche potrebbero essere rivolte sui loro hotel. Non c’è ragione plausibile per cui Cuba danneggi l’industria turistica, tuttavia vi sono diverse ragioni per cui la CIA guidata da Pompeo, in collusione con la rete cubana di destra del senatore Marco Rubio di Miami, suggerisca che i cubani colpiscano gli hotel con armi soniche. L’intera operazione dell'”arma sonica” sembra un grande attacco sotto falsa bandiera volto a colpire l’economia cubana e bloccare le relazioni tra Washington e L’Avana. Gli attacchi sonici segnalati ai diplomatici canadesi sono ovviamente mirati contro il governo del primo ministro Justin Trudeau. La famiglia Trudeau, tra cui il Primo ministro Pierre Trudeau, padre dell’attuale primo ministro, sono amici stretti del Presidente Raul Castro, fratello del Presidente Fidel Castro. Tutto ciò che potrebbe essere utilizzato per sminuire i legami canadesi-cubani sarebbe attuato dalla CIA sotto la direzione di Pompeo, un cristiano fondamentalista “creazionista” che respinge le conclusioni della scienza moderna, tra cui l’evoluzione e l’età della Terra. Le impronte digitali della CIA sono state trovate su almeno un attacco sonoro contro una missione straniera in America Latina. Nel 1990, dopo che il leader panamense Manuel Noriega cercò rifugio dalle truppe d’invasione statunitensi presso ial Nunzio Apostolico del Vaticano a Panama City; le forze statunitensi, usando metodi da guerra psicologica elaborati dalla CIA, diressero musica heavy metal sulla missione vaticana con grandi altoparlanti sulla strada. L’uso dell’arma sonica, componente del pacchetto Operation Nifty, era volto a scacciare Noriega dalla legazione. Non era solo una violazione dell’extraterritorialità diplomatica della missione vaticana, ma anche della politica del santuario della Chiesa cattolica romana. Noriega alla fine si arrese. Tali attacchi alle ambasciate costituiscono una violazione della Convenzione di Vienna, di cui gli Stati Uniti sono firmatari.
Dopo che il Presidente hondurano Manuel Zelaya fu rovesciato da un colpo di Stato voluto dalla segretaria di Stato Hillary Clinton e dalla CIA, il leader dell’Honduran, dall’esilio s’infiltrò nel Paese trasferendosi nell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, capitale dell’Honduras. Dopo che la giunta militare honduregna della CIA tolse energia elettrica, acqua e forniture alimentari all’ambasciata, iniziò ad usare armi tipo sonico assai migliorate rispetto quelle utilizzate contro la missione vaticana a Panama City venti anni prima. Zelaya affermò che i mercenari israeliani che lavoravano sotto la direzione della giunta e della CIA puntarono armi ad alta frequenza sull’ambasciata brasiliana. A quanto pare, gli israeliani usarono un sistema di blocco dei cellulari per colpire Zelaya e altri nell’ambasciata. Sul tetto dell’edificio accanto all’ambasciata brasiliana fu trovato un soppressore C-Guard, prodotto dalla NetLine di Tel Aviv. C’erano prove a Tegucigalpa che i dispositivi acustici a lunga distanza (LRAD) fabbricati dall’American Technology Corporation, furono utilizzati contro l’ambasciata brasiliana. Testimoni oculari fuori l’ambasciata brasiliana affermarono che il personale della giunta usò un “dispositivo sonoro ad alta frequenza” sull’ambasciata. Una relazione sui diritti umani successivamente concluse che l’ambasciata fu sottoposta all’uso di sofisticate apparecchiature sonore ed elettromagnetiche che crearono diarrea, vomito, emorragie nasali e problemi gastrointestinali sia nell’ambasciata che nelle aree circostanti. Furono recentemente utilizzate armi soniche da forze di polizia e militari contro i manifestanti al vertice del G-20 del 2009 a Pittsburgh. Più recentemente, le armi acustiche sono state utilizzate contro i dimostranti anti-Dakota Access Pipeline nel North Dakota. Gli archivi della CIA mostrano che l’agenzia è interessata ai dispositivi ad ultrasuoni, tra cui “artiglieria acustica” e “sirene statiche” fino dal 1952. Nel 1999 la NATO introdusse un’arma sonora ad alti decibel nel suo arsenale. L’US Navy attualmente impiega LRAD sull’USS Blue Ridge e si crede che sia anche presente su altre navi della Marina.
Nel 2011, Alan Gross, contractor presso l”Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID) della Development Alternatives Inc. di Bethesda, Maryland, fu arrestato a Cuba e successivamente condannato per spionaggio. Gross installava linee Internet per la piccola comunità ebraica di Cuba, cosa che i rabbini della comunità negarono. Quando fu arrestato dalla polizia cubana, da Gross furono trovati dispositivi di telefonia cellulare e satellitare. La questione se altri agenti d’intelligence stranieri, oltre a Gross, abbiano contrabbandato armi sonore mascherate da apparecchiature per telecomunicazioni a Cuba, è estremamente utile per rispondere alla domanda di chi sia dietro gli attacchi sonori alle ambasciate statunitense e canadese all’Avana.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Macron dice ciò che Merkel non può su Siria e Russia

L’Europa ripensa al suo ruolo in Siria e Macron può dire ciò che Merkel non può senza causare tensioni nella NATO
Tom Luongo, Russia Insider 22/6/2017La dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron cambierà il gioco sulla Siria. Fino a ieri la Francia era la più violenta sostenitrice del cambio di regime statunitense in Siria. Ora ne è la critica più pragmatica. Ciò indica vari cambiamenti geopolitici. Innanzitutto, è in sintonia con l’affermazione della cancelliera tedesca Angela Merkel che l’Unione europea non dovrebbe più considerare gli Stati Uniti partner affidabile negli affari esteri. L’Unione europea infatti persegue una politica estera più indipendente. Ma ancora più importante, apre la porta all’avvicinamento con la Russia, iniziato da Merkel subito dopo l’incontro con Donald Trump a marzo. Appare la crepa sulla diga in Europa sfidando la politica statunitense su Medio Oriente e Russia. Mentre la narrativa dell’oligarchia statunitense si sgretola, la leadership dell’UE vede l’opportunità di mollare e salvare la reputazione lasciando gli Stati Uniti al loro destino. Se i rapporti sono veri, l’Iran sarebbe pronto a svelare le prove che gli Stati Uniti sostengono lo SIIL in Siria (che è comunque cosa confermata), respingendo il cambio di regime per una semplice buona politica. Merkel sa che ‘antipatia per la Russia, con cui è andata avanti quando gli Stati Uniti sembravano vincere, è perdente per la sua rielezione, ma va anche contro gli interessi della Germania. La pipeline Nordstream 2 ci sarà e le nuove sanzioni del Senato degli USA sono un passo troppo lungo nella definizione della politica dell’UE. Queste non saranno gradite agli elettori tedeschi. In secondo luogo, e soprattutto, secondo me ciò segnala un cambio fondamentale della politica dell’UE sull’immigrazione. La virtuosità segnalata sui diritti umani è inutile quando la Russia di Putin non viene assalita quotidianamente da violenze perpetrate da immigrati come in Germania, Francia e Regno Unito. Ammettendo che uno Stato siriano fallito non è più desiderato, Macron dice “mai più” al caos previsto dall’oligarchia statunitense. L’UE non supporterà più la politica che aumenta il flusso di rifugiati nel suo territorio. E la tempistica su ciò è cruciale. Le turbolenze sulla penisola araba ora minacciano di allargarsi al Golfo Persico. Con Muhamad bin Salman, responsabile della politica saudita, con una visione irrazionale sull’Iran che la conforma, la probabilità di un grande conflitto aumenta drasticamente. E dato che la multinazionale petrolifera francese Total sta per firmare un grande accordo con l’Iran, la minaccia del conflitto è d’ostacolo.
La fine rapida della guerra in Siria è pubblicamente auspicabile per l’Unione europea, poiché l’avanzata dell’Esercito arabo siriano lo garantisce sul campo. La questione è se sia solo tattica negoziale per convincere Putin a rinunciare all’integrità territoriale della Siria in cambio della fine delle sanzioni. L’UE fa rumore sulla normalizzazione delle relazioni in cambio della rapida fine delle ostilità, che consentono agli Stati Uniti di consolidare le conquiste ad est dell’Eufrate. Lo si saprà quando Merkel e Macron cominceranno a parlare dell’indipendenza curda. Comunque, il compito di Macron è dire ciò che Merkel non può senza causare tensioni nella NATO.Macron purga François Bayrou
Alexander Mercouris, The Duran 22/6/2017

Non appena le elezioni parlamentari in Francia sono finite lasciando la maggioranza parlamentare al “partito” En Marche, Emmanuel Macron ha lanciato la purga che scaccia dal governo di coalizione Francois Bayrou e quattro ministri del partito alleato. Dico “purga” anche se naturalmente non viene presentata così. Invece, abbiamo il gioco abituale, che ha accompagnato l’ascesa di Macron, accuse di corruzione su appropriazione indebita di fondi pubblici, diffuse dal settimanale satirico Le Canard enchaîné, indagini e rimozione dalla scena politica degli interessati. In ogni caso, Macron ovviamente non ne ha alcuna parte, anche se in qualche modo si rivela sempre esserne avvantaggiato. Macron aveva bisogno dell’aiuto di Bayrou per ottenere la presidenza e, ancora di più, la maggioranza del proprio partito al parlamento. Con la maggioranza assicurata, non ne ha più bisogno, quindi può dimetterlo. Molto comodamente, subito dopo le elezioni, appare lo “scandalo” che porta alle dimissioni Bayrou. La bellezza di ciò è che in ogni caso le accuse sono vere. La dirigenza francese coraggiosamente corrotta ha sempre saputo prendersi cura di sé. Ha preso Macron, e chi per lui, per trasformare questo fatto in un vantaggio politico. Macron deve comunque stare attento. Non entusiasma la Francia. Il tasso di astensione nelle elezioni parlamentari è stato così alto che il suo partito ha avuto la maggioranza dei seggi del parlamento con il 14% dei voti dell’elettorato. Nel frattempo, vecchie figure dell’élite politica francese come Fillon, Juppé, Valls, Bayrou, Sarkozy e il resto, non sarebbero umane se non avessero risentito della meteora Macron e del modo spietato con cui li ha sbarazzati, anche se a volte si sono sentiti obbligati ad aiutarlo. I due autentici outsider Mélenchon e Le Pen, sono ancora lì, anche se Le Pen è stata significativamente indebolita dal fallimento nelle presidenziali e dallo scarso risultato del suo partito nelle elezioni parlamentari. Nel frattempo, il partito di Macron, rappattumato nell’ultimo anno, appare improvvisato e vulnerabile a pressioni. Se l’andazzo gli si rivoltasse contro, cosa che in Francia accade sempre, Macron potrebbe trovarsi con una base politica inconsistente e pericolosamente a corto di amici.

François Bayrou

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Macron: cavallo di Troia degli USA

Wayne Madsen, SCF, 17.05.2017Il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, impegnato nelle presidenziali francesi in contrappeso pro-europeo per impedire l’elezione della leader del Partito Nazionale Marine Le Pen, sembra avere più di un rapporto casuale con gli Stati Uniti. Mentre lavorava al Ministero dell’Economia da ispettore speciale e ministro, Macron supervisionò il furto virtuale delle industrie strategiche francesi da parte delle imprese statunitensi dai forti legami con l’intelligence. L’hackeraggio dei computer del movimento di Macron “En Marche!” da parte di soggetti sconosciuti ha prodotto materiale interessante. I difensori di Macron sostengono che i file rilasciati erano o “falsi” o estranei. Tuttavia, una serie di file sul furto virtuale del gigante tecnologico dell’informazione francese da individui collegati alla CIA è esattamente ciò che ci si aspetterebbe dalla campagna di Macron. Il primo incarico di Macron nel governo francese era proteggere gli interessi delle società francesi dalla concorrenza estera e, soprattutto, dall’acquisizione. La mossa dei servizi d’intelligence statunitensi acquisendo la leader francese della tecnologia delle smart card, Gemplus International, iniziò nel 2001 e l’operazione fu completata entro il 2004, anno in cui Macron divenne ispettore delle finanze nel Ministero dell’Economia francese. L’industria francese è da tempo obiettivo della sorveglianza e/o acquisizione dalle società statunitensi e la CIA ha svolto un ruolo importante in tali operazioni di “guerra economica”. Ad esempio, la società di elettronica francese Thomson-CSF è stata a lungo l’obiettivo principale dell’agenzia statunitense per la sicurezza nazionale e della sorveglianza della CIA. I documenti riguardanti la riuscita acquisizione della Gemplus, insieme alla principale fabbrica di Gemenos, Bouches-du-Rhône, in Francia, dall’impresa statunitense Texas Pacific Group (TPG) rientra nella tranche degli archivi prelevati dai computer di “En Marche!”. TPG acquisì le azioni della Gemplus nel febbraio 2000. Nel 2006 Gemplus si fuse con Axalto per formare Gemalto completando l’efficace controllo statunitense sull’impresa. Nel settembre 2002, Alex Mandl, statunitense residente a Vienna, Austria ed ex-presidente di AT&T, presidente e amministratore delegato di Teligent, membro del consiglio di amministrazione della società della CIA IN-Q-TEL e membro del consiglio di amministrazione del neoconservatore American Enterprise Institute, fu nominato CEO della Gemplus International. Continua ad essere presidente esecutivo della Gemalto.
A seguito delle comunicazioni dell’ex-contraente dell’NSA Edward Snowden, è ormai noto che il Centro di comunicazioni del governo (GCHQ) inglese, collaborando con l’NSA, penetrava con successo le carte SIM utilizzate dalla Gemalto. GCHQ/NSA intercettarono le comunicazioni dei cellulari utilizzando le carte SIM Gemalto abilitate per la crittografia in Afghanistan, Yemen, India, Serbia, Iran, Islanda, Somalia, Pakistan e Tagikistan. L’attacco di GCHQ-NSA fu anche indirizzato contro i centri di personalizzazione della carta SIM Gemalto in Giappone, Colombia e Italia. La pirateria di NSA e GCHQ dei chip SIM Gemalto tramite il loro Mobile Handset Exploitation Team (MHET), fu forse la più grande operazione d’intercettazione dell’NSA nella storia, che vide migliaia di chiamate e messaggi di testo intercettati e decodificati da NSA e dal partner inglese. Molto sinistra fu l’inclusione dei dati d’identificazione della carta SIM Gemalto nel database della CIA dei cellulari presi di mira negli attacchi dei droni statunitensi. I documenti interni di “En Marche” puntano a quattro agenzie governative francesi che condussero le indagini sull’acquisizione della Gemplus: “Renseignements généraux” (RG) (Intelligence Generale), “Direction de la sûreté du territoire” (DST), Ministero dell’Industria e Ministero dell’Economia di Macron. La stampa francese, che celebra Macron ex-banchiere dei Rothschild, afferma che i documenti della Gemplus non hanno nulla a che fare con Macron. I media francesi sostengono che Macron era un semplice studente all’accademia elitaria dei servizi pubblici francesi, l’École nationale d’administration (ENA) fino al diploma nel 2004. Tuttavia, come indicano chiaramente i documenti fuoriusciti, l’acquisizione della Gemplus era ancora indagata dal governo francese quando Macron divenne ispettore del Ministero dell’Economia nel 2004. Dato che Macron ebbe il compito di assicurare che le società francesi non subissero tentativi stranieri di contrastare la crescita economica francese, la sua performance, come si vede dalla perdita di posti di lavoro francesi per gli interessi stranieri, fu abissale. È molto probabile che i file di “En Marche” sull’acquisizione della Gemplus dovessero avere informazioni riservate pronte, nel caso in cui il ruolo di Macron nel coprire i dettagli dell’acquisizione statunitense divenissero pubblici. Ogni partito dev’essere disposto a fronteggiare le rivelazioni dalle “ricerche dell’opposizione” sui loro candidati. Va anche notato che una delle liste pubblicate da “En Marche” afferma che la politica di Macron era “monitorare” ma non impedire la proprietà straniera su industrie e imprese strategiche francesi.
Nel 2008, Macron lasciò il governo per entrare nella Rothschild&Cie Banque. Divenne anche capo della Fondazione francese-statunitense pesantemente neocon che conta Hillary Clinton, generale Wesley Clark e l’ex-presidente della Banca mondiale Robert Zoellick. La questione operativa su Macron è: cosa sapeva dell’acquisizione della Gemplus e quando? I file della Gemplus di “En Marche”, contenuti in una cartella denominata “Macron” e che si occupano dell’acquisizione statunitense, si leggono come un romanzo di spionaggio di John LeCarré. Un file, contrassegnato “Confidential” e inviato a Stefan Quandt della famiglia miliardaria Quandt delle note BMW e Daimler in Germania, si occupa del valore dei titoli della Gemplus nel 2001, tra “rapporti estremamente tesi e scontri tra i principali ai vertici, nella rottura delle comunicazioni con il personale. Di conseguenza, la maggior parte di essi è completamente inedita oggi”. Da ispettore del Ministero dell’Economia, è stupefacente che Macron non sapesse della violazione delle leggi verificatasi con l’acquisizione statunitense della Gemplus. Ciò è descritto anche in un altro file della Gemplus dalla sua campagna, che indica la situazione post-acquisizione statunitense della Gemplus: “Dichiarazioni irresponsabili, spesso seguite da chiusura di siti e licenziamento del personale, anche prima di consultarne i rappresentanti (come la legge e il senso comune richiedono)”. I Quandt sono molto discreti e per una buona ragione. Guenther Quandt fabbricò fucili Mauser e missili antiaerei per il Terzo Reich. Divorziò dalla prima moglie, Magde Quandt, dopo aver avuto un figlio, Harald Quandt. Magde poi sposò il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. Stefan Quandt, coinvolto nella presa di Gemplus, è figlio del fratellastro di Harald, Herbert Quandt. Le informazioni negative sulla Gemplus portarono a una relazione della Goldman Sachs del 24 gennaio 2002 che spinse l’azienda a continuare con la ristrutturazione diretta dagli statunitensi per mantenersi sul mercato. Anche se era allievo all’ENA all’epoca, non esiste alcuna informazione su quali progetti Macron fu assegnato dal 2001 al 2003 dai professori del servizio civile. Altri file correlati con la Gemplus nella cartella “En Marche!” comprendono quelli collegati a uno dei capi di Gemplus, Ziad Takieddine, broker franco-libanese druso e diplomato dell’università americana di Beirut collegata alla CIA. Takieddine aiutò a progettare l’acquisizione statunitense con l’aiuto di Herr Quandt. Takieddine contribuì a concludere importanti trattative sulle armi francesi con Libia, Siria, Arabia Saudita e Pakistan. Accusato di riciclaggio di denaro nelle Isole Vergini inglesi dall’ex-moglie, Takieddine è anche lo zio di Amal al-Amudin, moglie dell’attore George Clooney. Takieddine è anche un feroce nemico dell’ex-presidente Nicolas Sarkozy, che perse le presidenziali nel 2017 rispetto al rivale conservatore François Fillon. Macron superò Fillon al primo turno delle elezioni presidenziali, arrivando al secondo turno con Fillon al terzo posto.
Takieddine, Quandt e una società sospetta della CIA, Texas Pacific Group (TPG), erano tutti chiaramente parte di una cospirazione per sbarazzarsi del co-fondatore francese della Gemini Marc Lassus e dei dirigenti francesi dell’azienda. La decisione di licenziare Lassus e colleghi francesi fu presa in una riunione del consiglio di amministrazione della Gemplus tenutasi a Washington DC, non in Francia, il 15 dicembre 2001. Un altro responsabile dell’acquisizione statunitense della Gemplus fu Lee Kheng Nam, dirigente di Singapore e titolare di un master su operazioni di ricerca e analisi di sistema della scuola post-laurea della Marina statunitense di Monterey, California. Il co-fondatore di TPG, David Bonderman di Fort Worth, in Texas, fu coinvolto nell’acquisizione ostile della Gemplus. L’acquisizione delle azioni della Gemplus da parte di TPG avvenne attraverso una società finta praticamente sconosciuta e registrata a Gibilterra, chiamata “Zensus”. Bonderman, ebreo, fece una mossa politica nel 2012 in Egitto quando incontrò Qayrat al-Shatar, vicedirettore della Fratellanza musulmana e membro del governo di Muhamad Mursi. Bonderman dichiarò di cercare un'”opportunità di investimento” in Egitto. In un documento word senza data trovato nei computer di “En Marche”, Lassus viene citato dire: “Sono convinto che l’investimento della TPG abbia qualche accordo con il governo per spostare la sede centrale in California. Ci riprovarono di nuovo nel gennaio 2002”. I sindacati dei lavoratori della Gemplus previdero che la produzione dell’impresa passasse dalla Francia alla Polonia. Il maggiore sindacato francese, “Confédération générale du travail” (CGT), dichiarò che l’acquisizione della Gemplus doveva eliminare la Francia dalla leadership tecnologica delle smart card. Gemplus impiegava 7000 lavoratori francesi prima dell’acquisizione da parte degli statunitensi. Il documento word si riferisce anche alle agenzie governative francesi che “avviarono indagini” e cercarono “informatori interni”. Macron svolse un ruolo sia nelle indagini del Ministero dell’Economia sia nella ricerca presso la Gemplus di “informatori interni” per i suoi amici statunitensi? Quando la società statunitense General Electric acquisì la società francese per turbine e tecnologia nucleare Alstom, il Ministro dell’Economia Macron affermò di aver approvato tali acquisizioni perché “l’intervento statale nell’industria avviene solo in Venezuela”. Questa è musica per le orecchie dei miliardari nell’amministrazione Trump.La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli alleati occidentali si spiano a vicenda

Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation 28/03/2017

In una raro annuncio pubblico, l’agenzia d’intelligence elettronica della Gran Bretagna, Government Communications Headquarters (GCHQ), rilasciava una dichiarazione pubblica riguardante l’accusa di un ex-giudice statunitense di aver sorvegliato il presidente Donald Trump dopo la vittoria a sorpresa dell’8 novembre 2016. Il GCHQ ha dichiarato: “le accuse sui media del giudice Andrew Napolitano sul GCHQ che avrebbe condotto ‘intercettazioni’ contro l’allora presidente eletto sono sciocchezze. Sono assolutamente ridicole e vanno ignorate”. L’annuncio pubblico svela come GCHQ e partner dei Cinque Occhi abbiano spiato i cittadini degli altri partner con il “trucco” legale che evita le leggi nazionali volte ad impedire le intercettazioni dei rispettivi cittadini. Negli Stati Uniti, gli ordini di sorveglianza nazionale sono emessi dal tribunale speciale, il Foreign Intelligence Surveillance Court (FISC), ai sensi del Foreign Intelligence Surveillance Act del 1978 (FISA). Le altre nazioni, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, hanno leggi restrittive analoghe. Tale spionaggio avvenne nei confronti di due membri del Governo inglese nel 1983 ad opera di un’agenzia SIGINT del Canada. L’ex-ufficiale del Canadian Communications Security Establishment (ora noto come Communications Security Establishment Canada o CSEC) Mike Frost disse che Margaret Thatcher utilizzò la rete di sorveglianza globale delle cinque potenze per spiare due membri del suo gabinetto perché non credeva che gli fossero leali. Frost disse a “60 Minutes” della CBS, “(Thatcher) aveva due ministri che secondo lei ‘Non l’affiancavano’… quindi il mio capo andò a Londra ed intercettò il traffico dei due ministri”. Frost confermò che i cinque Paesi aggirano le leggi nazionali contro lo spionaggio dei cittadini, chiedendo a un altro membro dell’alleanza di farlo al posto loro. Uno dei ministri inglesi spiato e poi licenziato dalla Thatcher, dopo la clamorosa rielezione del 1983, fu il ministro degli Esteri Francis Pym, un conservatore moderato che, ironia della sorte, fu anche il responsabile dei servizi segreti GCHQ e MI6. L’altro era il viceprimo ministro e ministro William Whitelaw, che fu poi nominato presidente della Camera dei Lord, posizione insignificante. Nel 1998 fu rivelato da Margaret Newsham, ex-contractor della Lockheed per la National Security Agency, che GCHQ e NSA erano coinvolti nella sorveglianza senza mandato di telefonate d’oltremare dagli Stati Uniti del senatore Strom Thurmond. Nei primi anni ’70, NSA e GCHQ riferirono di aver collaborato ad intercettazioni senza mandato delle comunicazioni a New York del cantante dei Beatles John Lennon. L’agenzia canadese spiò il telefono dell’auto dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Ottawa, con gli ufficiali di collegamento del NSA pienamente consapevoli. Negli anni ’60, quando il presidente francese Charles de Gaulle fece causa comune con il movimento d’indipendenza del Quebec, i canadesi chiesero alle agenzie SIGINT norvegese, danese e svedese (membri “THIRDPARTY” dell’alleanza delle cinque SIGINT) di sorvegliare le comunicazioni tra Parigi e il premier del Quebec Rene Levesque e del suo movimento separatista Parti Quebecois. Negli anni ’80, i canadesi furono utilizzati dalla NSA per condurre la sorveglianza “nera”, con violazione di domicilio dei cittadini degli Stati Uniti che si riteneva lavorassero per i sovietici. Fu un trucco volto ad aggirare la mancanza di prove che impediva di avere l’ordine del tribunale FISC. Alla fine degli anni ’90, dispositivi d’intercettazione della NSA furono scoperti nel router di posta elettronica del Parlamento europeo di Bruxelles. Tra le email intercettate vi erano quelle degli eurodeputati inglesi.
Nel 2015, l’allora primo ministro della Nuova Zelanda John Key fu sorvegliato dalla Direzione elettronica australiana (ASD) di Canberra. Le trascrizioni non solo furono trasmesse al governo australiano e alla NSA, ma anche al Government Communications Security Bureau (GCSB) della Nuova Zelanda. Lo spionaggio australiano dettagliò la posizione negoziale di Key verso la Pharmac, l’agenzia di acquisto farmaci del governo, e l’accordo commerciale Trans Pacific Partnership (TPP). Nel dicembre 2016, Key di colpo si dimise per “motivi personali”. I negoziati commerciali asiatici comportarono anche che l’ASD sorvegliasse lo studio legale di Chicago Mayer Brown per conto della NSA. Nel 2013, Mayer Brown rappresentava il governo indonesiano nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Il GCHQ deve agli Stati Uniti un paio di favori. Nel 2007, il dipartimento della Difesa, che sovrintende la NSA, confermò che la NSA “Scaricò le conversazioni della principessa Diana” negli anni prima della morte nel 1997, ma insisté nel dire che faceva solo parte di un’operazione di sicurezza riguardante “altri obiettivi”. La legge inglese vietava al GCHQ di monitorare Diana, quindi la NSA ben volentieri la sorvegliò per conto dell’omologo inglese. Il lavoro legale presso le operazioni di sorveglianza viene descritto in una direttiva del 2005 per un piano segreto del NSA, dal titolo “Raccolta, elaborazione e diffusione delle comunicazioni alleate”, rivelato dall’informatore del NSA Edward Snowden. La bozza afferma, “l’accordo (UKUSA 1946) è arrivato ad includere la comune comprensione che entrambi i governi non sorveglino a vicenda cittadini e persone. Tuttavia, se è nell’interesse di ogni nazione, si riserva il diritto di condurre azioni unilaterali COMINT (intelligence delle comunicazioni) contro cittadini e persone dell’altro… In alcune circostanze, può essere consigliabile e consentito sorvegliare unilateralmente persone e sistemi di comunicazione di seconde parti, se nel migliore interesse degli Stati Uniti e necessario alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti… tale considerazione mirata va eseguita esclusivamente nell’ambito della direzione, procedure e processi decisionali descritti nella direttiva… vi sono circostanze in cui mirare persone e sistemi di comunicazioni di seconde parti, con la piena conoscenza e collaborazione di una o più seconde parti, sia consentito se nel migliore interesse di entrambe le nazioni. Tale sorveglianza sarà conforme alle linee guida stabilite nella presente direttiva”. In una riunione delle agenzie dei Cinque Occhi presso la sede centrale del GCHQ, il 22-23 aprile 2008, si convenne che le cinque agenzie avrebbero condiviso i dati intercettati dalle altre, anche dei propri cittadini. La Direzione della Difesa Elettronica australiana (DSD), ora ASD, non mostrò la minima preoccupazione per i propri interessati alla condivisione dei dati. Gli australiani apparvero anche disposti a condividere i dati intercettati con “le agenzie non d’intelligence, per esempio, la polizia federale australiana”. La sorveglianza degli altri partner dei Cinque Occhi fu effettuata dal CSEC al vertice G20 di Londra del 2009. I membri delle delegazioni di Canada, Stati Uniti e Australia ebbero propri telefono, e-mail e cellulari intercettati dal CSEC che effettuò le operazioni sul suolo inglese. Un documento classificato TOP SECRET STRAP 1 indica che le intercettazioni tra i Cinque Occhi furono condotte dal CSEC per conto del GCHQ “per garantire che l’intelligence rilevante del HMG (governo di Sua Maestà) desse i risultati desiderati con la sua presidenza del G20, raggiungendo gli ospiti al momento giusto e nella forma che ne permettesse il pieno uso”. Un simile trucco legale si ebbe ai G8 e G20 di Toronto bel 2010, dove una speciale operazione di sorveglianza della NSA svolta dall’ambasciata degli Stati Uniti a Ottawa, prese di mira le comunicazioni dei membri delle delegazioni canadese, inglese e australiana. Allo stesso tempo, la CSEC, dal suo quartier generale di Leitrim, presso Ottawa, intercettò le comunicazioni dei delegati statunitensi, inglesi e australiani. Tecnicamente, alcuna legge fu violata.
GCHQ e governo inglesi s’indignano per la notizia di aver sorvegliato la squadra di transizione di Trump per conto dell’amministrazione Obama. Tuttavia, vi sono diverse informazioni storiche su tale cooperazione tra i Cinque Occhi. Il fatto che il GCHQ abbia gracchiato pubblicamente sul fatto d’essere implicato nelle intercettazioni politiche, rende più probabile che sia stato colto in flagrante. GCHQ e partner hanno un lungo curriculum di semplici “no comment” a tali notizie.

John Key

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora