NATO e Soros puntano sull’“estrema balcanizzazione” per sabotare il Turkish Stream

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 25/04/2015MacedoniaMapGli interventisti dell’amministrazione Obama, contenuti dalla consapevolezza di avere ancora un anno e mezzo di potere, hanno deciso di ricorrere all’estrema balcanizzazione etnica per bloccare il gasdotto russo “Turkish Stream” dalla Russia attraverso la Turchia e la Grecia a Macedonia, Serbia e Ungheria. L’amministrazione Obama ha deciso di fomentare un’altra “rivoluzione colorata”, questa volta in Macedonia. La strategia degli interventisti di Obama/Soros è seppellire il governo del primo ministro macedone Nikola Gruevski di accuse infondate basate sulla massiccia intercettazione di circa 20000 macedoni, tra cui i leader dell’opposizione. La fonte delle trascrizioni delle comunicazioni intercettate dei cittadini macedoni presumibilmente è l’ex-capo dell’intelligence macedone Zoran Verushevsky, che può aver avuto l’aiuto nella raccolta delle intercettazioni dagli amici delle intelligence inglese, tedesca e statunitense. Le intercettazioni sono state usate dal capo dell’opposizione socialdemocratica Zoran Zaev, uno dei preferiti della rete di Soros e degli Stati Uniti, per accusare Gruevski di intercettare l’opposizione. Così Zaev ha acquisito le copie delle intercettazioni per attaccare il governo. Sebbene 20000 individui sembrino una quantità eccessiva di intercettazioni, lontana dalla portata dell’intelligence macedone, tale compito è certamente alla portata della National Security Agency (NSA) e della sua alleanza dei Cinque Occhi. Secondo un rapporto ben pubblicizzato in Germania, il “Bundesnachrictendienst” (servizi segreti federali tedeschi) ha accettato di intercettare 800000 cittadini europei per conto dell’US National Security Agency (NSA), indicando che 20000 macedoni sono stati presi di mira da NSA e BND con la registrazione delle comunicazioni vocali che potrebbero essere oggetto dei comunicati di Zaev e dei suoi soci a Skopje, ciò ben alla portata delle intercettazioni statunitense e tedesca. La NSA ha inviato al BND numerosi “selettori”, e-mail, indirizzi di protocollo Internet (IPO), numeri di cellulare e vari altri dati identificativi di centinaia di migliaia di politici, imprenditori, ingegneri ed altri europei. Sistemi di NSA, inclusi PRISM, PRINTAURA e UPSTREAM vengono utilizzati per “selezionare” le comunicazioni di particolare interesse per gli analisti di NSA e delle intelligence dei segnali alleati. La raccolta di telefonate ed e-mail dei macedoni, basata sui “selettori” della NSA, avrebbe facilmente accumulato 20000 intercettazioni dal BND a Pullach, Germania e dalla NSA a Fort Meade, nel Maryland. Se le intercettazioni della NSA sono state fornite in formato igienizzato a Zaev e fedelissimi, sarebbe una nuova tattica della Comunità dell’Intelligence degli Stati Uniti: la trasmissione di metadati per ricattare governi eletti vigenti.
ap00012054cxw200h208c00 La strategia della destabilizzazione di Stati Uniti e Soros nei Balcani, vede anche la nascita dell’irredentismo albanese sul fragile confine Kosovo-Albania, con l’ultimo attacco contro un posto di polizia alla frontiera macedone, a Goshince, da parte di 40 uomini armati indossanti le insegne dell’illegale esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Tale ricorso avviene mentre il ministro degli Esteri del Kosovo, Hashim Thaci, ex-capo dell’UCK, ha sfidato le minacce delle autorità serbe di arrestarlo per una condanna per terrorismo del 1997, se visitava Belgrado partecipando a una conferenza delle ONG di George Soros, la “NGO Youth Education Committee”. La conferenza del 24 aprile volta a contrastare la crescente cooperazione serbo-macedone di fronte alle pressioni occidentali, aveva ovviamente per titolo “L’integrazione europea dei Balcani occidentali, insieme possiamo fare meglio”. I ministri degli Esteri di Serbia, Macedonia e Bosnia-Erzegovina, oltre a Thaci, erano stati invitati alla conferenza. L’arresto del ministro degli Esteri del Kosovo, invitato a Belgrado che avrebbe innescato, poteva gettare le basi per un altro scontro NATO/UE con la Serbia, partner fondamentale non solo del gasdotto Turkish Stream, ma della ferroviaria balcanica finanziata dai cinesi nel progetto per la Via della Seta, collegando il porto greco del Pireo a Budapest attraverso Macedonia e Serbia. La “NGO Youth Education Committee”, nel ritirare l’invito a Thaci ha citato “pressioni e minacce” da parte del governo serbo. Il gruppo non ha per nulla menzionato la condanna per terrorismo di Thaci. L’attacco dell’UCK ricostituito al posto di frontiera macedone, dove poliziotti macedoni sono stati presi brevemente in ostaggio prima che i predoni albanesi tornassero in Kosovo, non sarebbe stato possibile senza la consapevolezza del protettore militare del Kosovo, la NATO, che gestisce la grande base militare di Camp Bondsteel, in Kosovo. Nel 2001, quando le forze dell’UCK, alleato dei nazionalisti albanesi macedoni, combatterono le forze macedoni nella città di Arachinovo, in Macedonia, le forze della compagnia militare privata statunitense, Military Professional Resources Inc. (MPRI) furono coinvolte in entrambe le parti. Gli accordi di Ocrida videro la Macedonia concedere generosi diritti di autonomia alla popolazione albanese, nel tentativo di evitare che la violenza che devastava Kosovo e Bosnia si riversasse nella pacifica Macedonia. Il tentativo della rete di Soros di fomentare violenze nella comunità albanese è un chiaro tentativo di fare leva sul partito albanese, l’Unione democratica (DUI) guidata da Ali Ahmeti, da sei anni nel governo di coalizione VMRO-DPMNE guidato da Gruevski.
L’ambasciatore statunitense in Macedonia, Jess Baily, ha irritato Skopje sostenendo pubblicamente il putsch istigato dall’ex-primo ministro socialdemocratico e presidente Branko Crvenkovski, originario di Sarajevo, Bosnia, che invitava giovani e studenti macedoni a scendere in piazza a Skopje, inscenando la rivoluzione colorata contro il governo democratico di Gruevski. Tutto ciò dovrebbe essere familiare. Fu l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev Geoffrey Pyatt che, lavorando con il suo capo, la segretaria agli affari europei del dipartimento di Stato Victoria Nuland, che cospirò con i capi dell’opposizione ucraina tra fine 2013 e inizio 2014 per organizzare la protesta Euromaidan che alla fine vide il presidente ucraino democraticamente eletto, Viktor Janukovich, rovesciato e il conseguente scoppio della guerra civile ucraina. Alimentando l’opposizione per cercare una rivoluzione colorata simile in Macedonia, Baily gioca con il fuoco fomentando tensioni e utilizzando i nazionalisti albanesi. Tale combinazione potrebbe scatenare una violenta guerra civile che potrebbe rivaleggiare con quella tra Kiev e la popolazione russa dell’Ucraina orientale. Gli slavi macedoni e i serbi contrapposti agli albanesi in Macedonia, Kosovo e regione del Sangiaccato e Presovo in Serbia, non solo creerebbero un’altra violenta guerra sulla penisola balcanica, ma significherebbe anche la fine della pipeline Turkish Stream attraverso i Balcani e i collegamenti finanziati dai cinesi tra Grecia e Budapest. I Balcani rimarrebbero zona di guerra della NATO sotto il dominio totale di Stati Uniti e Unione europea. Due capi politici albanesi, il primo ministro Edi Rama e l’ex-primo ministro Sali Berisha si espressero a favore di una “Grande Albania” composta da Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia e parti della Grecia. Il messaggio per i Balcani è chiaro: se continuate i piani del Turkish Stream e il progetto ferroviario cinese, gli albanesi si solleveranno ricorrendo alla guerra civile per proteggere il dominio dell’Unione europea e della NATO sulla penisola. Gli albanesi, va notato, erano i più fedeli nei Balcani nel sostenere il Terzo Reich di Adolf Hitler. Dopo che Verushevksy è stato arrestato in quanto fonte delle intercettazioni e Zaev è stato preso con il passaporto in mano mentre cercava di fuggire dalla Macedonia, le squadre della rivoluzione colorata finanziate da Soros hanno avviato la strategia per fomentare i problemi con la minoranza albanese del Paese, un terzo della popolazione. Oggi, la Macedonia vacilla sull’orlo di una rinnovata violenza etnica, con Nuland e la sua banda di guerrafondai neoconservatori che attendono con ansia l’inizio di una nuova conta dei morti nei Balcani.25sskqwLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

George Soros: mago imperiale e agente doppio

Heather Cottin, Covert Action Quarterly, 9 dicembre 2003
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraGeorge Soros Speaks About The EuroSì ho una politica estera: il mio obiettivo è divenire la coscienza del Mondo.”(1) Non si tratta per nulla di un caso di narcisismo acuto della personalità; ecco infatti, come George Soros applica oggi il potere dell’egemonia degli USA nel mondo. Le istituzioni di Soros e le sue macchinazioni finanziarie sono in parte responsabili della distruzione del socialismo in Europa dell’Est e nell’ex URSS. Ha gettato la sua attenzione anche sulla Cina. Ha preso anche parte a tutte le operazioni che sono sboccate nello smantellamento della Jugoslavia. Mentre si da arie da filantropo, il ruolo del miliardario George Soros consiste nel rinserrare la presa ideologica della globalizzazione e del Nuovo ordine mondiale assicurando la promozione del proprio profitto finanziario. Le operazioni commerciali e “filantropiche” di Soros sono clandestine, contraddittorie e coattive. E, per ciò che riguarda la sue attività economiche, egli stesso ammette che non ha coscienza, in quanto capitalista è assolutamente amorale.Maestro della nuova arte della corruzione che inganna sistematicamente il mondo, con accesso agli uomini di stato che lo ascoltano. È stato vicino a Henry Kissinger, Vaclav Havel e al generale polacco Wojciech Jaruzelski.(2) Sostiene il dalai lama, il cui istituto si trova a Presidio, San Francisco, che ospita, tra l’altro, la fondazione diretta dall’amico di Soros, l’ex dirigente sovietico Mikhail Gorbachev.(3)
Soros é una figura di punta del Consiglio delle Relazioni estere, del Forum economico mondiale e di Human Rights Watch (HRW). Nel 1994, dopo un incontro con il suo guru filosofico, Sir Karl Popper, Soros ordinava alle sue società di mettersi a investire nelle comunicazioni in Europa centrale e dell’Est. L’amministrazione federale della radiotelevisione della Repubblica ceca ha accettato la sua offerta di riprendere e finanziare gli archivi di Radio Free Europe. Soros ha trasferito i suoi archivi a Praga e ha speso più di 15 milioni di dollari per i loro spettacoli.(4) Congiuntamente con gli USA, una fondazione Soros dirige oggi Radio Free Europe/Radio Liberty, che ha esteso le sue ramificazioni al Caucaso e in Asia.(5) Soros è il fondatore e il finanziatore dell’Open Society Institute. Ha creato e sostenuto il Gruppo Internazionale di Crisi (GIC) che, tra l’altro è attivo nei Balcani dopo lo smantellamento della Jugoslavia. Soros lavora apertamente con l’Istituto Americano per la Pace – un organo ufficialmente riconosciuto dalla CIA. Quando le forze ostili alla globalizzazione protestavano sulle strade attorno il Waldorf-Astoria, a New York, nel febbraio 2002, George Soros era all’interno e teneva un discorso davanti il Forum economico mondiale. Quando la polizia premeva i manifestanti nelle gabbie metalliche a Park Avenue, Soros vantava le virtù d’una “società aperta”, unendosi così a Zbigniew Brzezinski, Samuel Huntington, Francis Fukuyama e altri.

Chi è questo tipo?
300px-SorosCartoonsmall George Soros è nato in Ungheria nel 1930 da genitori ebrei così lontani dalle loro radici che passarono, una volta, le vacanze nella Germania nazista.(6) Soros visse sotto il regime nazista ma, al momento del trionfo dei comunisti, andò in Inghilterra nel 1947. Lì, alla London School of Economics, subì l’influenza del filosofo Karl Popper, un ideologo anticomunista adulato il cui insegnamento costituì la base delle tendenze politiche di Soros. È difficile trovare un discorso, un opera o un articolo di Soros che non obbedisca all’influenza di Popper. Nel 1965, Popper inventò lo slogan della “Società aperta”, che si ritroverà più avanti nella Open Society Fund and Institute di Soros. I discepoli di Popper ripetono le sue parole come dei veri credenti. La filosofia di Popper incarna perfettamente l’individualismo occidentale. Soros lasciò l’Inghilterra nel 1956 e trovò lavoro a Wall Street dove, negli anni ’60, inventò i “fondi di copertura”: “I fondi di copertura soddisfacevano gli individui assai ricchi (…) I fondi in gran parte segreti, servivano abitualmente a fare degli affari in luoghi lontani (…) producevano dei profitti astronomicamente superiori. L’ammontare degli ‘impegni’ mutavano spesso in profezie che si autorealizzavano: ‘le voci circolavano a proposito d’una situazione di acquisto che, grazie agli enormi fondi di copertura, incitavano altri investitori a sbrigarsi a fare lo stesso, cosa che a sua volta aumentava le azioni degli operatori di copertura.“(7)
Soros creò il Quantum Fund nel 1969 e iniziò a manipolare le monete. Negli anni ’70, le sue attività finanziarie scivolavano verso “l’alternanza tra le situazioni a lungo e a corto termine (…) Soros iniziò a guadagnare sulla crescita dei trusts d’investimento nell’immobiliare e sui loro successivi fallimenti. Durante i suoi venti anni di gestione, la Quantum offrì dei profitti clamorosi del 34,5% in media all’anno. Soros è particolarmente noto (e temuto) per le sue speculazioni sulle monete. (…) Nel 1997, si vide assegnare una distinzione rara facendosi chiamare scellerato da un capo di stato, Mahathir Mohamad, della Malaysia, per avere partecipato a un raid particolarmente vantaggioso contro la moneta del paese.”(8) È attraverso tali “giochetti” finanziari clandestini che Soros divenne multimiliardario. Le sue società controllano l’immobiliare in Argentina, Brasile e in Messico, la banca in Venezuela e appaiono in molte delle più vantaggiose transazioni monetarie, facendo nascere la credenza generale che i suoi amici più potenti l’abbiano aiutato nelle sue avventure finanziarie, e ciò per delle ragioni tanto politiche che economiche.(9) George Soros è stato accusato di aver fatto naufragare l’economia tailandese nel 1997.(10) Un attivista tailandese dichiarò: “consideriamo George Soros come une sorta di Dracula. Succhia il sangue del popolo.”(11) I cinesi lo chiamano “il coccodrillo” per i suoi sforzi economici e ideologici in Cina, che non erano mai sufficienti, e perché le sue speculazioni finanziarie hanno generato milioni di dollari di profitto quando mise le zampe sulle economie tailandese e Malese.(12) In un giorno Soros guadagnò un miliardo di dollari speculando (una parola che detesta) sulla sterlina inglese. Accusato di prendere “denaro dai contribuenti ogni volta che speculava contro la sterlina”, aveva risposto: “Quando voi speculate sul mercato finanziario, non badate alle preoccupazioni morali cui si deve confrontare un uomo d’affari ordinario. (…) Non mi preoccupo di questioni morali nel mercato finanziario.”(13)
Soros é schizzofrenicamente instabile quando si tratta di arricchirsi personalmente in modo illimitato e prova un perpetuo desiderio d’essere ben considerato dagli altri: “I commercianti di monete seduti nei loro uffici comprano e vendono divise dei paesi del terzo mondo in grande quantità. L’effetto delle fluttuazioni dei corsi sulle persone che vivono in questi paesi non favorisce il loro spirito. Non si dovrebbe farlo più: hanno un lavoro da fare. Se ci fermiamo a riflettere, noi dobbiamo porci la questione di sapere se i commercianti di divise (…) debbano controllare la vita di milioni di persone.“(14) È George Soros che ha salvato la pelle di George W. Bush quando la gestione della sua società di prospezioni petrolifere era sul punto di risolversi in un fallimento. Soros era il proprietario della Harken Energy Corporation e lui aveva comprato lo stock delle azioni in ribasso poco prima della fine della società. Il futuro presidente liquidò quasi un milione di dollari. Soros dichiarò che aveva agito i quel modo per avere “influenza politica“.(15) Soros é ugualmente un partner della tristemente celebre Carlyle Group. Ufficialmente fondata nel 1987, la “più importante società privata per azioni del mondo”, che gestisce più di 12 miliardi di dollari, é diretta da “un vero pugno mondano di ex dirigenti repubblicani“, dall’ex membro della CIA, Frank Carlucci, fino al capo della CIA ed ex presidente George Bush padre. Il Carlyle Group trae la maggior parte delle sue entrate dalle esportazioni di armi.

La spia filantropa
Nel 1980, Soros comincia a utilizzare i suoi milioni per combattere il socialismo in Europa dell’Est. Finanzia degli individui suscettibili di cooperare con lui. Il suo primo successo, l’ottiene in Ungheria. Attacca il sistema educativo e culturale ungherese, smantellando il sistema statale socialista di tutto il paese. Si apre un canale direttamente all’interno del governo ungherese. In seguito, Soros si volse alla Polonia, contribuendo all’operazione Solidarnosc, finanziata dalla CIA, e, lo stesso anno, estende le sue attività in Cina. L’URSS venne dopo. Non era un caso se la CIA ha condotto delle operazioni in tutti da questi paesi. Il suo obiettivo era ugualmente la stessa di quella dell’Open Society Fund: smantellare il socialismo. In Africa del Sud, la CIA addestrava dei dissidenti anticomunisti. In Ungheria, in Polonia e in URSS, tramite un intervento non dissimulato condotto a partire dalla Fondazione nazionale per la Democrazia, l’AFL-CIO, l’USAID e altri istituti, la CIA sosteneva e organizzava gli anticomunisti, gli stessi tipi d’individui reclutati dalla Open Society Fund di Soros. La CIA li chiamava i suoi “assi nella manica”. Come dice Soros: “in ogni paese ho identificato un gruppo di persone – certe sono delle personalità di primo piano, altri sono meno noti- che sostengono la mia fede…“(16) L’Open Society di Soros organizzava delle conferenze con degli anticomunisti cechi, serbi, romeni, ungheresi, croati, bosniaci, kossovari.(17) la sua influenza crescente fece sospettare che operasse in quanto parte del sistema spionistico USA. Nel 1989, il Washington Post riportava le accuse fatte già nel 1987 da ufficiali del governo cinese e pretendenti che il Fondo di Soros per la Riforma e l’Apertura della Cina aveva delle connessioni con la CIA.(18)

George Soros e John McCain

George Soros e John McCain

Il turno della Russia
Dopo il 1990, i fondi di Soros mirano al sistema educativo russo e fornivano dei manuali in tutta la nazione.(19) In effetti, Soros si serve della propaganda dell’OSI per indottrinare la gioventù russa. Le fondazioni di Soros sono state accusate d’avere orchestrato una strategia mirante a assicurarsi il controllo del sistema finanziario russo, dei piani di privatizzazione e del processo degli investimenti esteri nel paese. I Russi reagirono con rabbia alle ingerenze di Soros nelle legislazioni. Le critiche di Soros e altre fondazioni USA hanno affermato che l’obiettivo di queste manovre era di “impedire che la Russia divenisse uno stato con un potenziale che rivaleggiasse con la sola superpotenza mondiale“.(20) I Russi sospettarono che Soros e la CIA siano interconnessi. Il magnate Boris Berezovsky, disse: “Ho appena volto lo sguardo appena ho appreso, che da qualche anno, George Soros è un agente della CIA.”(21) L’opinione di Berezovsky era che Soros, come anche l’Occidente, “temessero che il capitalismo russo divenisse troppo potente“. Se l’establishment economico e politico degli USA teme la concorrenza economica della Russia, quale migliore maniera di controllarla che dominare i media, l’educazione, i centri di ricerca e i settori scientifici della Russia? Dopo aver speso 250 milioni di dollari per “la trasformazione dell’educazione delle scienze umane e dell’economia a livello delle scuole superiori e delle università“, Soros inietta 100 milioni di dollari, dopo un anno, per la creazione della Fondazione scientifica internazionale.(22) I Servizi federali russi di controspionaggio (FSK) accusano le fondazioni di Soros in Russia di “spionaggio”. Segnalano che Soros non opera da solo; fa parte di un rullo compressore che ricorre, tra l’altro, a dei finanziamenti da Ford e dalla Heritage Foundations, dalle università di Harvard, Duke e Columbia, e all’assistenza del Pentagono e dei suoi servizi di informazione USA.(23) Il FSK s’indigna del fatto che Soros abbia messo le mani su circa 50.000 scienziati russi e presume che Soros abbia coltivato soprattutto i suoi interessi, assicurandosi il controllo di migliaia di scoperte scientifiche e nuove tecnologie russe e appropriandosi cosi dei segreti di stato e dei segreti commerciali.(24)
Nel 1995, i Russi erano assai arrabbiati in seguito all’ingerenza dell’agente del Dipartimento di stato Fred Cuny, nel conflitto ceceno. Cuny si serviva dell’aiuto ai rifugiati come copertura, ma la storia delle sue attività nelle zone di conflitti internazionali interessanti gli USA, cui venivano a aggiungersi le operazione d’investigazione dell’FBI e della CIA, rendevano manifeste le sue connessioni con il governo USA. All’epoca della sua scomparsa, Cuny lavorava sotto contratto con una fondazione di Soros.(25) non si sa abbastanza negli USA, che la violenza in Cecenia, una provincia situata al centro della Russia, é generalmente vista come il risultato di una campagna di destabilizzazione politica che Washington vede di buon occhio e, che orchestra probabilmente. Questo modo di presentare la situazione é sufficientemente chiara agli occhi dello scrittore Tom Clancy, al punto che si è sentito libero di fare una affermazione di fatto nel suo best-seller: La somma di tutte le paure. I Russi hanno accusato Cuny di essere un agente della CIA e d’essere uno dei responsabili di una operazione di spionaggio destinata a sostenere l’insurrezione cecena.(26) L‘Open Society Institute di Soros é sempre attiva in Cecenia, come lo sono ugualmente altre organizzazioni sponsorizzate dallo stesso Soros. La Russia é stata il teatro di almeno un tentativo comune di fare avanzare il bilancio di Soros, tentativo orchestrato con l’aiuto diplomatico dell’amministrazione Clinton. Nel 1999, il segretario di stato Madeleine Albright aveva bloccato una garanzia di prestito di 500 milioni di dollari per l’Export-Import Bank USA alla società russa, Tyumen Oil, pretendendo che ciò si opponesse agli interessi nazionali USA. La Tyumen voleva comprare delle attrezzature petrolifere di fabbricazione statunitense, così come dei servizi, presso la società Halliburton di Dick Cheney e dell‘ABB Lummus Global di Bloomfield, New Jersey.(27) George Soros era investitore in una società che la Tyumen aveva tentato di comprare. Tanto Soros che BP Amoco avevano esercitato delle pressioni alfine d’impedire tale transazione, e Albright gli rese questo servizio.(28)

Il discorso di un antisocialista di sinistra
OSF_logo_RGB-1024x867L’Open Society Institute di Soros infila le dita in ogni ambito. Il suo consiglio di amministrazione è un vero “Who’s Who” della guerra fredda e dei pontefici del nuovo ordine mondiale. Paul Goble é direttore delle comunicazioni: “è stato il principale commentatore politico di Radio Free Europe“. Herbert Okun ha servito nel dipartimento di stato di Nixon come consigliere dell’intelligence con Henry Kissinger. Kati Marton è la consorte di Richard Holbrooke, l’ex ambasciatore all’ONU e inviato in Jugoslavia dell’amministrazione Clinton. Marton ha esercitato pressioni in favore della stazione radio B-92, finanziata da Soros, e ha ugualmente assai operato in favore di un progetto della Fondazione nazionale per la democrazia (un’altra antenna ufficiale della CIA) che ha collaborato al rovesciamento del governo jugoslavo. Quando Soros fondò l’Open Society Fund, cercò il grande bonzo liberale Aryeh Neier per dirigerla. All’epoca, Neier dirigeva Helsinki Watch, una pretesa organizzazione dei diritti dell’uomo di tendenza nettamente anticomunista. Nel 1993, l’Open Society Fund divenne l’Open Society Institute. Helsinki Watch divenne Human Rights Watch nel 1975. All’epoca, Soros faceva parte della sua Commissione consultiva, sia per il comitato delle Americhe che per quelle dell’Europa dell’Est e dell’Asia centrale, e la sua nebulosa Open Society Fund/Soros/OSI è indicata come raccoglitrice di fondi.(29) Soros ha delle relazioni strette con Human Rights Watch (HRW) e Neier scrive articoli per la rivista The Nation senza menzionare in alcun modo che figura sui libri paga di Soros.(30)
Soros é dunque strettamente legato a HRW, benché faccia del suo meglio per nasconderlo.(31) Dichiara che si accontenta di raccogliere fondi, di mettere i programmi a punto e di lasciare le cose andare da sole. Ma le azioni di HRW non si discostano in alcun modo dalla filosofia del suo raccoglitore di fondi. HRW e OSI sono assai vicini. Le loro visioni non divergono. Naturalmente, altre fondazioni finanziano ugualmente queste due istituzioni, ma non impedisce che l’influenza di Soros domini la loro ideologia. Le attività di George Soros s’inscrivono nello schema di costruzione sviluppato nel 1983 e così come è annunciato da Allen Weinstein, fondatore della Fondazione nazionale per la democrazia. Wainstein dichiara: “Una grande parte di ciò che noi facciamo oggi era realizzato in segreto dalla CIA 25 anni fa.”(32) Soros opera esattamente nei limiti del complesso spionistico. Differisce poco dai trafficanti di droga della CIA nel Laos, negli anni ’60, o dei mujahidin che trafficavano nell’oppio conducendo delle operazioni per conto della CIA contro l’Afghanistan socialista degli anni ’80. Canalizza semplicemente (e raccoglie) molto più denaro di queste marionette e una parte ben più importante dei suoi affari si fanno nei gironi migliori. La sua libertà d’azione, nella misura in cui possa goderne, risiede in un controllo fattivo dei profitti, che gli servono a legittimare le strategie della politica estera USA. La maggioranza degli statunitensi che, oggi, si considerano politicamente di centrosinistra, sono senza alcun dubbio pessimisti a proposito della speranza di assistere un giorno a una trasformazione socialista della società. Di conseguenza, il modello di “decentralizzazione” alla Soros, o l’approccio “frammentato” di “utilitarismo negativo, il tentativo di ridurre al minimo la quantità di miseria“, che costituiva la filosofia di Popper, tutto ciò gli va bene, più o meno.(33) Soros ha finanziato uno studio di HRW che è stata usata per sostenere l’addomesticamento della legislazione in materia di droga nello stato della California e dell’Arizona.(34) Soros é favorevole a una legislazione sulle droghe – una maniera di ridurre provvisoriamente la coscienza della propria miseria. Soros é un corruttore che sostiene il concetto dell’uguaglianza delle opportunità. A una scala più elevata sul piano socio-economico, si trovano i social-democratici che accettano d’essere finanziati da Soros e che credono alle libertà civiche nel contesto stesso del capitalismo.(35) Per queste persone, le conseguenze nefaste delle attività commerciali di Soros (che impoveriscono le persone nel mondo) sono edulcorate dalle sue attività filantropiche. Allo stesso modo, gli intellettuali liberali di sinistra, tanto all’estero che negli USA, sono stati sedotti dalla filosofia dell'”Open Society“, senza parlare dell’attrattiva che rappresentano le sue donazioni.
La Nuova Sinistra USA era un movimento social-democratico. Era risolutamente antisovietica e, quando l’Europa dell’Est e l’Unione Sovietica si sono dissolte, pochi nella Nuova Sinistra si sono opposti alla distruzione dei sistemi socialisti. La Nuova Sinistra non ha né detto nulla né protestato quando centinaia di milioni di abitanti dell’Europa dell’Est e dell’Europa centrale hanno perso il loro diritto al lavoro, all’alloggio, e alla protezione della legge, all’educazione gratuita nelle scuole superiore, alla gratuità delle cure e dell’acculturazione. La maggioranza ha minimizzato gli avvertimenti che indicavano che la CIA e certe ONG – come la Fondazione nazionale per la Democrazia o l’Open Society Fund – avevano attivamente partecipato alla distruzione del socialismo. Queste persone avevano l’impressione che la determinazione occidentale a voler distruggere l’URSS dal 1917 era una cosa assai lontana dalla caduta dell’URSS. Per queste persone, il socialismo è scomparso di sua volontà, per le sue lacune e sconfitte. Quanto alle rivoluzioni, come quella del Mozambico, dell’Angola, del Nicaragua o del Salvador, annichilite dalle forze operanti per procura o ritardate dalle “elezioni” assai dimostrative, i pragmatisti della Nuova sinistra non hanno fatto altro che volgere lo sguardo da un’altra parte. Talvolta, la stessa Nuova Sinistra sembrava ignorare deliberatamente le macchinazioni post-sovietiche della politica estera USA. Bogdan Denitch, che nutriva delle aspirazioni politiche in Croazia, è stato attivo presso l’Open Society Institute e ha ricevuto dei fondi dalla stessa OSI.(36) Denitch era favorevole all’epurazione etnica dei Serbi in Croazia, ai bombardamenti della Nato della Bosnia e della Jugoslavia e anche a una invasione terrestre della Jugoslavia.(37) Denitch è stato uno dei fondatori e il presidente dei Socialisti democratici degli USA, un gruppo preponderante della sinistra liberale negli Stati Uniti. È stato anche presidente, per molto tempo, della prestigiosa Conferenza degli Universitari socialisti, grazie alla quale poteva facilmente manipolare le simpatie di molti e farli propendere al sostegno dell’espansione della NATO.(38) Altri obiettivi in sostegno di Soros comprendono Refuse and Resist, the American Civil Liberties Union e tutta una panoplia di altre cause liberali.(39) Soros acquisiva un altro trofeo inverosimilmente impegnandosi nella Nuova Scuola di Ricerche Sociali di New York, che era stata per molto tempo l’accademia principale degli intellettuali di sinistra. Oggi, sponsorizzano il Programma per l’Europa dell’est e l’Europa centrale.(40)
Molte persone di sinistra ispirate dalla rivoluzione nicaraguense hanno accettato con tristezza l’elezione di Violetta Chamorro e la sconfitta dei sandinisti nel 1990. La quasi totalità della rete di sostegno in Nicaragua ha cessato la sue attività in seguito. Forse la Nuova Sinistra avrebbe potuto trarre qualche insegnamento dalla stella ascendente di Michel Kozak. L’uomo era un veterano delle campagne di Washington mirante a installare dei dirigenti simpatici in Nicaragua, in Panama e ad Haiti, e di minare Cuba – dove dirigeva la sezione di interessi USA all’Habana. Dopo aver organizzato la vittoria di Chamorro in Nicaragua, Kozak proseguì il suo cammino per divenire ambasciatore degli USA in Bielorussia, collaborando all’Internet Access and Training Program (IATP), sponsorizzato da Soros e che operava nella “fabbricazione di futuri dirigenti” in Bielorussia.(41) Nello stesso tempo, tale programma era imposto in Armenia, Azerbaidjan, Georgia, Kazakhstan, Kirghizistan, Turkmenistan e Uzbekistan. L’IATP opera assieme al sostegno del dipartimento di stato USA. A credito della Bielorussia, bisogna aggiungere che espulse Kozak e la sua cricca dell’Open Society di Soros e del dipartimento di stato USA. Il governo di Aleksandr Lukashenko scoprì che, quattro anni prima di installarsi a Minsk, Kozak organizzava forniture di decine di milioni di dollari destinati a alimentare l’opposizione bielorussa. Kozak lavorava all’unificazione della coalizione dell’opposizione, creava dei siti web, dei giornali e dei poli di opinione, e supervisionava un movimento di resistenza studentesca simile all’Otpor in Jugoslavia. Kozak fece anche venire dei dirigenti dell’Otpor per formare dei dissidenti in Bielorussia.(42) Proprio alla vigilia dell’11 settembre 2001, gli USA rilanciavano una campagna di demonizzazione contro il presidente Aleksandr Lukashenko. Tale campagna è stata messa da parte, per concentrarsi sulla “guerra contro il terrorismo”. Con l’intromissione dell’OSI e dell’HRW, Soros era uno dei principali sponsors della stazione radio B-92 di Belgrado. Fondò l’Otpor, l’organizzazione che riceveva le “valigie di denaro” alfine di sostenere il golpe del 5 ottobre 2000 che rovesciava il governo jugoslavo.(43) Poco dopo, Human Rights Watch aiutava a legittimare il rapimento e la mediatizzazione del processo di Slobodan Milosevic all’Aja senza preoccuparsi dei suoi diritti.(44) Louise Arbour, che ha operato come giudice nel tribunale illegale, siede attualmente nel consiglio del Gruppo internazionale di crisi di Soros.(45) La gang dell’Open Society e di Human Rights Watch ha lavorato in Macedonia, dicendo che ciò faceva parte della sua “missione civilizzatrice”.(46) Bisogna dunque attendere, un giorno, la “salvezza” per questa repubblica, affinché si ottenga così la disintegrazione dell’ex Jugoslavia.

Wesley Clark

Wesley Clark

I mandati del potere
Infatti, Soros ha dichiarato che considerava la sua filantropia come morale e i suoi affari di gestione del denaro come amorale.(47) Pertanto, i responsabili delle ONG finanziate da Soros hanno una agenda chiara e permanente. Una delle istituzioni più influenti di Soros è il Gruppo Internazionale di Crisi, fondato nel 1986. Il GIC é diretto da individui provenienti dal centro stesso del potere politico e dal mondo delle imprese. Il suo consiglio d’amministrazione conta, tra l’altro, nei suoi ranghi Zbigniew Brzezinski, Morton Abramowitz, ex segretario di stato aggiunto degli USA; Wesley Clark, ex capo supremo degli alleati della Nato per l’Europa; Richard Allen, ex consigliere nazionale alla sicurezza degli USA. Vale la pena di citare Allen: l’uomo ha abbandonato il Consiglio nazionale della Sicurezza sotto Nixon perché era disgustato dalle tendenze liberali di Henry Kissinger; è sempre lui che ha reclutato Oliver North per il Consiglio nazionale della sicurezza sotto Reagan, e che negoziò lo scambio missili-ostaggi nello scandalo del contras-irangate. Per questi individui, “contenere i conflitti” equivale a assicurare il controllo statunitense sui popoli e le risorse del mondo intero. Negli anni ’80 e ’90, sotto l’egida della dottrina reaganiana, le operazioni segrete o aperte degli USA si compivano in Africa, in America latina, Caraibi e in Asia. Soros era apertamente attivo nella maggior parte di questi luoghi, corrompendo eventuali rivoluzionari in potenza, e sponsorizzando uomini politici, intellettuali e ogni altra persona suscettibile di arrivare al potere quando l’agitazione rivoluzionaria sarebbe decaduta. Secondo James Petras: “Alla fine degli anni ’80, i settori più perspicaci delle classi neo-liberali al potere comprendono che i loro obiettivi politici polarizzano la società e suscitano un ampio scontento sociale. I politici neo-liberali si sono messi a finanziare e a promuovere una strategia parallela ‘a partire dalla base’, la promozione di organizzazioni in qualche modo ‘tirate dalla base’, dall’ideologia ‘anti-statalista’ e mirate a intervenire tra le classi potenzialmente conflittuali, alfine di creare un ‘tampone sociale’. Tali organizzazioni dipendevano finanziariamente dalle risorse neo-liberali e erano direttamente impegnate nella concorrenza con dei movimenti socio-politici per la fedeltà dei dirigenti locali e delle comunità militanti. Negli anni ’90, queste organizzazioni, descritte come ‘non governative’, si contano a migliaia e ricevono circa 4 miliardi di dollari in tutto il mondo.”(48)
In Underwriting Democracy (Garantire la democrazia), Soros si vanta “dell’americanizzazione dell’Europa dell’Est“. Secondo i suoi propri desideri, grazie ai suoi programmi d’educazione, ha cominciato a mettere su un inquadramento dei giovani dirigenti “sorosiani”. Questi giovani addestrati dalla Fondazione Soros sono preparati a riempire delle funzioni di ciò che si chiamano, comunemente, “agenti d’influenza”. Grazie alla loro conoscenza pratica delle lingue e al loro inserimento nelle burocrazie nascenti dei paesi sotto tiro, tali reclute sono individuate per facilitare, sul piano filosofico, l’accesso alle società multinazionali occidentali. Il diplomatico di carriera Herbert Okun, che siede in compagnia di George Soros nel Comitato europeo di Human Rights Watch, intrattiene strette relazioni con tutta una serie d’istituti legati al dipartimento di stato, che va dall’USAID alla Commissione trilaterale finanziata da Rockefeller. Dal 1990 al 1997, Okun è stato direttore esecutivo di una organizzazione chiamata Corpo dei benevolenti dei Servizi finanziari, che faceva parte dell’USAID, “alfine di aiutare a stabilire dei sistemi finanziari dei mercati liberi nei paesi ex-comunisti“.(49) George Soros é in completo accordo con i capitalisti occupati a prendere il controllo dell’economia mondiale.

La redditività del Non-Profit
Soros pretende che non fa filantropia nei paesi dove pratica il commercio di valute.(50) Ma Soros ha spesso ottenuto vantaggi dalle sue relazioni per realizzare degli investimenti chiave. Armati di uno studio dell’ICC e beneficiante del sostegno di Bernard Kouchner, capo dell’UNMIK (Amministrazione temporanea delle Nazioni Unite in Kosovo), Soros ha tentato di appropriarsi del complesso minerario più vantaggioso dei Balcani. Nel settembre 2000, nella sua fretta di impadronirsi delle miniere di Trepca prima delle elezioni in Jugoslavia, Kouchner dichiarava che l’inquinamento provocato dal complesso minerario, faceva innalzare i tassi di piombo nell’ambiente.(51) E’ incredibile, sentire una cosa simile, quando si sa che l’uomo applaudì, quando i bombardamenti della Nato, nel 1999, hanno riversato l’uranio impoverito sul paese e hanno liberato più di 100.000 tonnellate di prodotti cancerogeni in aria, nell’acqua e nella terra.(52) Ma Kouchner ha finito con l’essere guadagnato alla causa e le miniere sono state chiuse per “ragioni di salute”. Soros ha investito 150 milioni di dollari in uno sforzo per ottenere il controllo dell’oro, l’argento, il piombo, lo zinco e il cadmio di Trepca, che conferiscono a questa proprietà un valore di 5 miliardi di dollari.(53) Al momento in cui la Bulgaria cadeva nel caos del “libero mercato”, Soros si accaniva a recuperare ciò che poteva dalle macerie, come la Reuters ha riportato all’inizio del 2001: “La Banca europea di Ricostruzione e lo Sviluppo (BERD) ha investito 3 milioni di dollari presso RILA [una società bulgara specializzato nelle tecnologie di punta], la prima società a beneficiare di un nuovo credito di 30 milioni di dollari fissati con la BERD per sostenere le aziende di high-tech in Europa centrale e dell’Est. (…) Tre altri milioni di dollari venivano dai fondi statunitensi d’investimenti privati Argus Capital Partners, sponsorizzato dalla Prudential Insurance Company of America e operante in Europa centrale e dell’Est. (…) Soros, che aveva investito qualche 3 milioni di dollari presso RILA e un altro milione nel 2001 (…) rimaneva il detentore maggioritario.”(54)

Risolvere i problemi
Le sue pretese alla filantropia conferiscono a Soros il potere di modellare l’opinione pubblica internazionale, quando un conflitto sociale solleva la questione di sapere chi sono le vittime e chi sono i colpevoli. In altre ONG, Human Rights Watch, i porta voce di Soros riguardo i diritti dell’uomo, evitano o ignorano la maggior parte delle lotte di classe operaie organizzate e indipendenti. In Colombia, i dirigenti operai sono assai frequentemente assassinati dai paramilitari operanti di concerto con il governo sponsorizzato dagli USA. Causa il fatto che questi sindacati s’oppongono all’economia neo-liberale, HRW conserva a proposito di questi assassini un relativo silenzio. In aprile, José Vivanco, di HRW, ha testimoniato in favore del Plan Colombia davanti al Senato USA(55): “I Colombiani restano privi dei diritti dell’uomo e della democrazia. Hanno bisogno d’aiuto. Human Rights Watch non vede l’inconveniente che nel fornire tale aiuto siano gli USA.”(56) HRW mette le azioni dei combattenti della guerriglia colombiana, che lottano per liberarsi dall’oppressione del terrore di stato, della povertà e dello sfruttamento, sullo stesso piano della repressione delle forze armate finanziate dagli USA e quelle degli squadroni paramilitari della morte, gli AUC (Forze colombiane unite d’autodifesa). HRW ha riconosciuto il governo di Pastrana e i suoi militari, il cui ruolo era di proteggere i diritti della proprietà e di mantenere lo statu quo economico e politico. Secondo HRW, il 50% dei morti civili sono opera degli squadroni della morte tollerati dal governo.(57). La percentuale esatta, in effetti, è dell’80%.(58) HRW ha convalidato le elezioni nel loro insieme e l’avvneto al potere del governo Uribe, nel 2002. Uribe è un perfetto erede dei dittatori latino-americani che gli USA hanno sostenuto in passato, benché sia stato “eletto”. HRW non ha commentato il fatto che la maggioranza degli abitanti ha boicottato le elezioni.(59)
Nei Caraibi, Cuba è un altro oppositore al neo-liberalismo a essere demonizzato da Human Rights Watch. Nel vicino stato di Haiti, le attività finanziate da Soros hanno operato in modo di andare contro le aspirazioni popolari, che hanno fatto seguito alla fine della dittatura dei Duvalier, e hanno destabilizzato il primo dirigente haitiano, democraticamente eletto, Jean-Bertrand Aristide. Ken Roth, di HRW, ha utilmente abbandonato Aristide alle accuse USA di essere “antidemocratico”. Per propagandare le sue idee sulla “democrazia”, le fondazioni di Soros hanno tentato a Haiti delle operazioni complementari, assieme a quelle “inconvenienti” per gli USA, come la promozione dell’USAID di persone associate al FRAPH, i famosi squadroni della morte sponsorizzati dalla CIA e che hanno terrorizzato il paese dopo la caduta di “Baby Doc” Duvalier.(60) Sul sito di HRW, il direttore Roth ha criticato gli USA per non essersi opposti alla Cina con più veemenza. Le attività di Roth comprendono la creazione del Tibetan Freedom Concert, un progetto itinerante di propaganda che ha effettuato una tournée negli USA con musicisti famosi del rock, spingendo i giovani a sostenere il Tibet contro la Cina.(61) Il Tibet è un progetto prediletto della CIA da molti anni.(62) Recentemente, Roth ha reclamato con insistenza l’opposizione al controllo della Cina sulla sua provincia ricca, in petrolio, del Xinjiang. Con l’approccio colonialista del “dividere per conquistare“, Roth tentò di convincere certi membri della minoranza religiosa degli uiguri, nello Xinjiang, che l’intervento degli USA e della Nato in Kosovo costituiva una premessa in quanto modello per loro stessi. Già nell’agosto 2002, il governo USA aveva sostenuto altri simili tentativi. Le intenzioni USA, a proposito di queste regioni, sono apparse chiaramente quando un articolo del New York Times sulla provincia di Xinjiang, in Cina occidentale, descriveva gli uiguri come una “maggioranza musulmana vivente nervosamente sotto il dominio cinese“. “Sono ben al corrente dei bombardamenti sulla Jugoslavia della Nato, l’anno scorso, e certi li appoggiano per avere liberato i musulmani del Kosovo; immaginano di potersi liberare nello stesso modo qui“.(63) Il New York Times Magazine, da parte sua, notava che “recenti scoperte di petrolio hanno reso il Xinjiang particolarmente attraente agli occhi del commercio internazionale” e, allo stesso tempo, comparava le condizioni della popolazione indigena a quella del Tibet.(64)

george_soros_4_13_2012Gli errori di calcolo
Quando le organizzazioni sorosiane fanno i conti, sembrano perdere ogni nozione di verità. Human Rights Watch affermava che 500 persone, e non 2.000, erano state uccise dai bombardieri della Nato durante la guerra in Jugoslavia, nel 1999.(65) Pretendono che 350 persone solamente, e non 4.000, erano morte negli attacchi USA in Afghanistan.(66) Quando gli USA bombardarono Panama nel 1989, HRW affermò nel suo rapporto che “l’arresto di Manuel Noriega (…) e l’installazione del governo democraticamente eletto del presidente Guillermo Endara portava grandi speranze in Panama(…)”. Il rapporto ometteva di menzionare il numero delle vittime. Human Rights Watch ha preparato il terreno per l’attacco della Nato contro la Bosnia, nel 1993, con false accuse di “genocidio” e stupri di massa.” (67) Tale tattica consisteva nel suscitare una isteria politica, necessaria affinché gli USA potessero condurre una loro politica nei Balcani. È stata riusata nel 1999 quando HRW operò come truppa d’assalto nell’indottrinamento per l’attacco Nato alla Jugoslavia. Tutto il bla-bla di Soros a proposito del regno della legge è stata dimenticata in un colpo. Gli USA e la Nato hanno imposto le proprie leggi e le istituzioni di Soros le hanno sostenute. Il fatto di trafficare nelle cifre, alfine di generare una reazione, è stata una componente importante della campagna del Consiglio delle relazioni estere (CFR) dopo l’11 settembre 2001. Questa volta si trattava di 2.801 persone uccise nel World Trade Center. Il CFR si riunì il 6 novembre 2001 alfine di pianificare una “grande campagna diplomatica pubblica”. Il CFR creò una “Cellula di crisi indipendente sulla risposta degli USA al terrorismo”. Soros si univa a Richard C. Holbrooke, Newton L. Gingrich, John M. Shalikashvili (ex presidente dei capi di stato maggiore riuniti) e altri individui influenti, in una campagna mirante a fare delle WTC strumenti della politica estera USA. Il rapporto del CFR si mette in opera per facilitare una guerra contro il terrorismo. Si possono ritrovare le impronte di George Soros dappertutto, in questa campagna: “bisogna che gli alti funzionari USA spingano amichevolmente gli Arabi amici e altri governi musulmani, non solo a condannare pubblicamente gli attentati dell’11 settembre, ma ugualmente di sostenere le ragioni e gli obiettivi della campagna antiterrorista USA. Noi dobbiamo convincere i popoli del Medio oriente e dell’Asia del Sud, della legittimità della nostra causa, se i loro governi restano silenziosi. Dobbiamo aiutarli a evitare i ritorni di fiamma che possono emanare tali dichiarazioni, ma dobbiamo convincerli d’esprimersi con voce viva. (…) Incoraggiate i musulmani bosniaci, albanesi e turchi a rivolgersi verso un pubblico estero per far rilevare il ruolo degli USA nel salvataggio dei musulmani di Bosnia e del Kosovo nel 1995-1999, affinché i nostri legami con i musulmani nel mondo intero siano più stretti e di lunga durata. Impegnate gli intellettuali e i giornalisti del paese a prendere la parola e a puntualizzare il proprio punto di vista. Informate regolarmente la stampa regionale in tempo reale per incoraggiare delle risposte rapide. (…) Insistete sulla necessità di fare riferimento alle vittime (e citate queste ultime per nome alfine di meglio personalizzarle) ogni volta che discutiamo dei nostri motivi e dei nostri obiettivi.“(68) In Breve, le deficienze sorosiane nei calcoli servono a vantare e a difendere la politica estera USA.
Soros è assai infastidito per il declino del sistema capitalista mondiale e vuole fare qualche cosa a tale proposito, e ora. Recentemente, ha dichiarato: “posso già discernere i preparativi della crisi finale. (…) Dei movimenti politici indigeni sono suscettibili di ritenersi capaci di espropriare le società multinazionali e di riprendere possesso delle ricchezze ‘nazionali’.”(69) Soros suggerisce seriamente al mondo un piano per sostenere l’ONU. Propone che le “democrazie del mondo dovrebbero prendere le redini e costituire una rete mondiale di alleanze che potrebbero lavorare con o senza l’ONU”. Se l’uomo era psicotico, si potrebbe pensare che fosse in crisi, in quel momento preciso. Ma il fatto è che l’affermazione di Soros: “L’ONU è costituzionalmente incapace di compiere le promesse contenute nel preambolo della loro Carta” riflette il pensiero delle istituzioni reazionarie del tipo American Enterprise Institute.(70) Benché le menti conservatrici facciano riferimento alla rete di Soros come se fosse di sinistra, sulla questione dell’affiliazione degli USA all’ONU, Soros é esattamente sulla stessa lunghezza d’onda di gente come John R. Bolton, sottosegretario di stato per il Controllo delle Armi e gli Affari per la Sicurezza internazionale, così come, “molti repubblicani del Congresso, credevano che non si dovesse accordare alcun credito al sistema dell’ONU0“.(71) La destra condusse una campagna decennale contro l’ONU. Oggi, é Soros che l’orchestra. Su diversi siti web di Soros, si possono leggere delle critiche all’ONU che affermano che sia troppo ricca, che non desidera condividere la sua informazione, o che è così indebolita che non può fa girare il mondo nel modo appropriato, appropriato almeno secondo George Soros. Gli stessi articolisti di The Nation, con la reputazione di saperla assai lunga, sono stati influenzati dalle idee di Soros. William Greider, per esempio, ha recentemente scoperto alcune pertinenze nella critica di Soros sull’ONU, affermando che non dovrebbe “accogliere dittatori da paccottiglia e totalitari ne trattarli da eguali“.(72) Questo tipo di razzismo eurocentrico costituisce il nucleo dell’orgoglio smisurato di Soros. Quando afferma che gli USA possono e dovranno dirigere il mondo, è un sostenitore del fascismo mondiale. Da troppo tempo, i ” progressisti” occidentali hanno dato carta bianca a Soros. È probabile che Greider e gli altri trovino che l’allusione al fascismo sia eccessivo, ingiustificato e anche insultante. Ma ascoltate, piuttosto, con orecchio attento, ciò che lo stesso Soros dice: “Nell’antica Roma, solo i Romani votavano. Sotto il capitalismo mondiale moderno, solo gli statunitensi votano. I Brasiliani, no.”(73)

otpor02Note
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70. Oppose John Bolton’s Nomination as State Department’s Arms Control Leader, Council for a Livable World , 11 aprile 2001.
71. Ibid.
72. Greider.
73. The Dictatorship of Financial Capital, Federation of Social and Educational Assistance (FASE), Brazil, 2002.

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Heather Cottin era scrittrice e militante politica, professoressa di storia in una scuola superiore. Per molti anni è stata la compagna dello studioso e militante Sean Gervasi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Grecia aderirà all’Unione Eurasiatica?

F. William Engdahl New Eastern Outlook 16/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraputin_tsipras_rtr_imgPer lo meno il nuovo governo greco si rende conto che deve partecipare asimmetricamente a un gioco di potere mortale sul futuro della nazione. La cosiddetta troika di Commissione UE, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, esige sangue da una rapa quando si tratta della Grecia. Così, dopo aver sbattuto contro un muro di granito appellandosi a facilitare l’austerity per permettere la crescita economica greca ed avviarne la solvibilità, il governo del primo ministro greco Alexis Tsipras guarda ad ogni opzione. L’ultima mossa è guardare ad est, a Mosca e poi a Pechino. La crisi greca, iniziata nell’ottobre 2009 è a un bivio cruciale. Nel 2007-2008, prima che la crisi del debito immobiliare dei sub-prime negli USA scoppiasse, il debito pubblico greco era circa il 100% del PIL, superiore alla media UE, ma non ingestibile. Nel 2014 il debito era salito al 175% del PIL, superiore anche a quello dell’Italia. Il Paese ha dovuto prendere 240 miliardi di euro dalla Troika per evitare il default del debito, un passo che avrebbe portato le banche tedesche e francesi in possesso di titoli greci a un probabile default. All’inizio della crisi greca, le obbligazioni greche erano possedute principalmente dalle banche dell’UE, che trovavano attraenti i tassi di interesse più elevati. Quando la crisi bancaria in Germania e Francia minacciava per il default greco, i governi di UE, FMI e Banca centrale europea assunsero oltre l’80% del debito sovrano greco, salvando le banche private ancora una volta a spese dei contribuenti greci e europei.

Né l’euro né il dollaro funzionano
La Grecia è letteralmente il tallone d’Achille dell’euro e Washington e Wall Street l’hanno colpito con una ferocia che non si vedeva dalla crisi in Asia e del default sovrano della Russia nel 1997-1998. Quando la Grecia implose alla fine del 2009, il dollaro era la moneta principalmente minacciata di abbandono. I cinesi rimproverarono apertamente il governo degli Stati Uniti per aver lasciato i propri deficit e debiti esplodere ben oltre il trilione di dollari all’anno. La risposta di Divisione guerra finanziaria del Tesoro USA, Federal Reserve, Wall Street e agenzie di rating fu lanciare un contrattacco all’euro per “salvare” il dollaro. Ha funzionato e alcuni ingenui politici di Berlino, di certo non Schauble, né Merkel, ebbero l’idea di quanto sia sofisticato l’arsenale bellico valutario di Washington. Lo stavano scoprendo. Le agenzie di rating degli Stati Uniti, guidate da Standard & Poors e Moody, fecero il passo inaudito di declassare il debito pubblico greco di tre gradi in un giorno dell’aprile 2010, mentre i governi europei decisero un piano di salvataggio della Grecia. Tale degradazione a spazzatura significava che i fondi pensione e le compagnie di assicurazione di tutto il mondo furono immediatamente costretti a scaricare i titoli greci per legge, costringendo i tassi d’interesse che la Grecia doveva pagare per i prestiti, se ancora poteva, a livelli inesigibili. La cricca dei detentori di hedge fund di New York, guidati da George Soros, si riunì per coordinare gli attacchi speculativi alla Grecia, peggiorando crisi e costi dei contribuenti greci. Cosa ha fatto la Grecia per avere il nuovo debito? Un’austerity sanguinosa dettata dall’UE guidata dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble, le cui richieste di austerità fanno apparire Heinrich Bruening, nel 1931, un angelo della misericordia. La disoccupazione salì a livelli di depressione, al 27% della popolazione, scendendo al 25,7% nel gennaio 2015, salutato da Bruxelles e Berlino come “segno” che la loro austerità funziona! La disoccupazione giovanile raggiunse ben oltre il 60%. Il FMI, come sempre, impose massicci tagli a dipendenti pubblici, servizi sanitari e d’istruzione per “risparmiare”, facendo soltanto declinare le entrate fiscali. Tutto questo dimostra ciò che i tedeschi sanno dolorosamente bene dal 1930, e cioè che l’austerità non ferma la crisi del debito, ma solo la crescita economica reale.
Il partito di sinistra di Tsipras, Syriza, evolutosi dal Partito Comunista di Grecia dal crollo dell’Unione Sovietica, è stato eletto a gennaio da un elettorato disperato e stufo della depressione infinita tipo austerity di Weimar. Il mandato di Tsipras è avere un migliore futuro economico per i greci. L’unica possibilità, a questo punto, è scegliere di uscire dall’euro e forse anche da UE e NATO. Il Telegraph riferiva il 2 aprile, una settimana prima del probabile mancato pagamento del prestito FMI alla Grecia, che essa elaborava piani drastici per nazionalizzare il sistema bancario del Paese e introdurre una moneta parallela per pagare le bollette, a meno che la zona euro si adoperi per disinnescare la crisi latente e ammorbidire le richieste. Fonti vicine a Syriza dissero che il governo è deciso a mantenere i servizi pubblici e pagare le pensioni mentre i fondi quasi si esauriscono. Il Telegraph citava un alto funzionario greco: “Siamo un governo di sinistra. Se dobbiamo scegliere tra il default con il FMI o il default del nostro popolo, è un gioco da ragazzi. Potremmo avviare un silenzioso processo di uscita dal FMI. Ciò causerà furore nei mercati e l’orologio inizierà a girare assai più velocemente“, aveva detto la fonte al Telegraph. Non riuscendo ad ottenere un euro e un autentico sgravio da Schauble e dall’Unione europea, con la prospettiva del default sul rimborso di 458 milioni di euro al FMI o sulle pensioni statali, Tsipras volava a Mosca per incontrare Putin. Nonostante la Grecia abbia ripagato 458 milioni di euro al Fondo monetario internazionale il 9 aprile, la vera domanda è se la Grecia potrà pagare nelle prossime settimane di aprile, ed ulteriori 7,75 miliardi di dollari a maggio e giugno, mentre fatica a pagare impiegati e pensionati.bad_boys_tsipras_putin__marian_kamenskyLa Grecia nodo energetico russo?
L’incontro Putin-Tsipras prepara possibili passi futuri che potrebbero alterare il futuro non solo della Grecia, ma dell’UE. Il Presidente Putin ha annunciato, dopo i suoi colloqui dell’8 aprile, che Tsipras non ha chiesto alla Russia aiuti finanziari. Ciò di cui hanno discusso era potenzialmente molto più significativo per la Grecia. Hanno parlato dei progetti energetici, tra la cui proposta del Turkish Stream di Putin per fornire il gas russo alla Turchia invece che all’UE dopo che Bruxelles, spinta da Washington, ha sabotato il progetto gasifero russo del South Stream. Turkish Stream propone di fornire gas fino al confine greco-turco. Il ministro dell’Energia greco Panagiotis Lafazanis ha detto che Atene supporta il previsto progetto Turkish Stream della Russia, così come l’estensione della rotta alla Grecia. Russia e Turchia hanno firmato un memorandum d’intesa per la costruzione del gasdotto sul Mar Nero, nel dicembre 2014. La Grecia sarebbe poi diventata il centro di distribuzione del gas ai consumatori dell’Europa meridionale, tra cui l’Italia, in alternativa al defunto South Stream. Putin ha sottolineato dopo i colloqui con Tsipras, alla conferenza stampa congiunta a Mosca dell’8 aprile, “Naturalmente, abbiamo discusso le prospettive per realizzare il grande progetto infrastrutturale che chiamiamo Turkish Stream, un progetto chiave per fornite gas russo ai Balcani e forse Italia e Paesi dell’Europa centrale. Il nuovo percorso provvederà ai bisogni energetici degli europei, e potrebbe consentire alla Grecia di diventare uno dei principali centri di distribuzione energetici del continente, contribuendo ad attrarre investimenti significativi per l’economia greca. La Grecia potrebbe anche guadagnare con le tariffe di transito del gas centinaia di milioni di euro l’anno, se aderisse al progetto del gasdotto Turkish Stream“. A sua volta, Tsipras ha detto che Atene è interessata ad attrarre investimenti per la costruzione del gasdotto sul suo territorio, per gestire il gas del Turkish Stream. Secondo i media, Putin e Tsipras si concentreranno anche su eventuali sconti sul gas russo per la Grecia. Inoltre la Russia ha discusso l’investimento in joint venture con il governo greco. I primi progetti da esplorare comprendono una società greco-russa pubblica, investimenti russi sul porto di Salonicco, che le richieste del FMI vogliono privatizzare, e una partecipazione ferroviaria. Dopo i colloqui con il ministro dell’Energia russo Aleksandr Novak e il CEO della compagnia energetica russa Gazprom Aleksej Miller, Lafazanis ha detto che Atene aveva chiesto una riduzione del prezzo del gas naturale russo.

Russia ed Eurasia?
Putin ha chiesto che siano ripristinate le relazioni commerciali tra Russia ed Unione europea, anche della Grecia. Ha detto che avevano discusso “varie forme di cooperazione e grandi progetti energetici. Con questi piani potremmo fornire prestiti di favore per i progetti”, ha detto Putin, aggiungendo che non era questione di aiuti. Uno di questi progetti è il gasdotto denominato “Turkish Stream” per convogliare gas naturale al confine turco-greco in Grecia. Da parte sua Tsipras ha chiarito che il suo governo si oppose ad eventuali nuove sanzioni alla Russia, cosa di cui Washington non è affatto contenta, con gli editoriali multimediali degli Stati Uniti che attaccano la Grecia di essere il mitico cavallo di Troia della Russia e di tornare nell’orbita dell’UE. Rispondendo con il suo umorismo tipicamente buffo, il presidente russo ha detto alla BBC, “Quale mitologia e cavalli di Troia ecc.: la questione sarebbe valida se io ero andassi ad Atene. Noi non costringiamo nessuno a fare nulla“. I recenti sondaggi mostrano che oltre il 63% dei greci è positivo verso una Russia alleata, mentre solo il 23% lo è verso l’UE. I due Paesi, Russia e Grecia, condividono l’ortodossia e storicamente sono vicini. Costas Karamanlis, il primo ministro greco conservatore nel 2004-09 perseguì la “diplomazia dei gasdotti”, vedendo la Grecia come via del petrolio e gas russi per l’Europa. Washington e Bruxelles erano furiose. Karamanlis fu sfiduciato in circostanze sospette un anno dopo aver firmato l’accordo sul gas con il Presidente Putin, poco prima della crisi finanziaria. Dopo aver perso le elezioni nel 2009, si scoprì che l’agenzia di sicurezza della Russia FSB aveva avvertito l’omologo greco EYP di un complotto per assassinare Karamanlis nel 2008, per fermarne l’alleanza energetica con Mosca. Cavalli di Troia, Talloni di Achille e il ricco patrimonio della mitologia greca non risolvono per nulla la crisi della Grecia che, in realtà, è la crisi generale della civiltà europea. Nessuno a Berlino, Parigi o Roma ha il coraggio di affrontare la realtà, e cioè che i Paesi dell’Unione europea stanno morendo. Demograficamente, economicamente e moralmente sono in una spirale agonizzante. O rompono definitivamente con il mondo in bancarotta del dollaro di Washington e la NATO Atlantista, e puntano il proprio destino sull’Unione economica eurasiatica guidata dalla Russia quale nuova regione dalla vitale prosperità economica, insieme alla Cina e ai progetti per la ferrovia ad alta velocità della Nuova Via della Seta in Eurasia, o in quattro o cinque anni al massimo l’UE soffocherà nel proprio debito e nella depressione economica come la Grecia oggi. L’unica altra alternativa oggi, l’opzione dello status quo dei poteri finanziari, fu sperimentata da Germania nazista, Francia di Vichy e Italia di Mussolini negli anni ’30. Non abbiamo bisogno di provarli di nuovo.Balkany-obsudyat-s-Turtsiey-svoe-uchastie-v-Turetskom-potokeF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

AIIB, Grecia e profonda crisi occulta

Philppe Grasset, Dedefensa, 30 marzo 2015a41f72773d1b167c5ae849E’ ironico, se si considera ciò che è stato scritto lo scorso anno sull’inimitabile “isolamento” della Russia organizzato brillantemente dal blocco BAO sotto la direzione, assolutamente sicura di sé, dagli Stati Uniti, leggere un lancio dell’Associated Press che dichiara “l’isolamento degli Stati Uniti”. Si tratta di un lancio del 27 marzo 2015 sul futuro raggruppamento intorno al progetto cinese della banca d’investimento asiatica AIIB. Prima di affrontare nel particolare il caso, simbolicamente si constata l'”isolamento degli Stati Uniti” da parte di un media direttamente connesso al sistema, per vedere come il lavoro sotterraneo che rafforza la crisi generale (26 marzo 2015) sia costante ed efficace. Per illustrarne la costante attività, vediamo due soggetti: la banca AIIB e la crisi greca in Europa.
• … In realtà l’isolamento è ciò cui la Russia ha contribuito modestamente verso gli Stati Uniti, come commenta ironicamente sul proprio pseudo-isolamento sulla crisi ucraina, annunciando l’intenzione di partecipare alla banca AIIB. Ma l’approccio è passato praticamente inosservato, essendo tanti ad affrettarsi e a precipitarsi ad aderire all’iniziativa cinese. Le ultime decisioni sono state prese da Australia e Danimarca. (Vedasi RT del 29 marzo 2015  con questo commento: “Attestando il crescente peso economico globale della Cina, i Paesi occidentali fanno la fila per entrare nell’Infrastructure Asian Investment Bank, AIIB”). Il lancio di AP citato, del 27 marzo 2015, ha ripreso la situazione generale dell’iniziativa cinese. In effetti, l’AIIB qui presentata è un’iniziativa dalle evidenti dimensioni strategiche, splendidamente illustrata da questo commento di ZeroHedge, “L’egemonia degli Stati Uniti e il dominio del dollaro sono ufficialmente morti mentre la Cina registra una splendida vittoria nella battaglia bancaria (AIIB)“… AP dunque ricorda, nel dispaccio, le condizioni notevoli di tale battaglia. “La resistenza degli Stati Uniti alla banca regionale asiatica cinese li ha isolati dagli alleati asiatici ed europei e dato peso ai frequenti reclami della Cina secondo cui Washington vuole contenerla nell’ascesa a potenza mondiale. La Corea del Sud, uno dei più stretti amici degli USA in Asia, annuncia l’adesione all’Infrastructure Asian Investment Bank, AIIB, destinata a finanziare la costruzione di strade e altre infrastrutture. Pechino s’è impegnata a mettere la maggior parte dei 50 miliardi di capitale iniziali per la banca, che ci si aspetta sia costituita entro la fine dell’anno. Gli Stati Uniti hanno espresso la preoccupazione che la nuova banca permetta norme più flessibili di prestito su ambiente, diritti del lavoro e trasparenza finanziaria, inferiori a quelli della Banca Mondiale, dove gli Stati Uniti hanno peso maggiore, e la Banca asiatica di sviluppo, dove sono i secondi azionisti dopo il Giappone. Ma quando la Gran Bretagna ha rotto con Washington, due settimane fa, annunciando la firma per l’AIIB, le porte si sono spalancate. Francia, Germania, Italia e Svizzera l’hanno seguita rapidamente“.
• Grecia. ZetoHedge ha un lungo commento, il 28 marzo 2015 sugli avvenimenti in Grecia. Afferma che il governo greco avrebbe considerato i primi passi che potrebbero essere visti come preparazione all’opzione chiamata Grexit (uscita della Grecia dalla zona euro); si tratta dell'”ingenuità” di Tsipras che crede di poter raggiungere, con l’Unione europea e la sua spietata dottrina dell’austerità, un accordo accettabile per le proprie tesi, elettori e stabilità del governo; il ministro dell’Energia Lafazanis, di cui facilmente si capisce rappresentare la sinistra di SYRIZA, ha detto in un’intervista che l’unica via d’uscita dalla crisi per la Grecia è attraverso un duro confronto, se non un conflitto, con “l’Europa tedesca”, venendo seguita da una aspra diatriba con i tedeschi… Lo stesso Lafazanis ha visitato Mosca incontrando il ministro dell’Energia russo e il CEO di Gazprom; una visita piena di significato implicito una settimana prima di quella di Tsipras per incontrare Putin. ZeroHedge specifica che queste visite non porterebbero a una richiesta di aiuto russo dalla Grecia, cioè, non ancora secondo il commentatore… ZeroHedge rimane fermo nella sua prognosi: tutto questo finirà con un grande cambio in direzione della Grecia dall’Unione europea all’Unione economica eurasiatica di Putin. Putin aspetta con pazienza e anche maggiore esultanza… “Con nuove voci nate ultimamente, con la Grecia quasi senza fondi per il settore finanziario e il governo che impone controlli sui capitali, precursore di una Grexit vera e propria, la posizione di Atene è sul filo della lama. (…) Ciò che sorprende è quanto ingenuo Tsipras appaia con la sua retorica populista, anche dopo che è chiaro che non ha più leve, una volta tolta la minaccia della Grexit dal tavolo… e poi c’è il ministro dell’energia greco Panagiotis Lafazanis, che ha detto in un’intervista al quotidiano Kefalaio che l'”unico modo per la Grecia di uscire dalla crisi è con un duro confronto, se non conflitto, con l”Europa tedesca’. La visita di Lafazanis avviene una settimana prima dall’incontro di Tsipras con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, anche se il governo greco ha sottolineato che non cerca finanziamenti dal Cremlino. Non è ancora alla ricerca di finanziamento dal Cremlino. Perché una volta che la prima settimana di aprile passerà e la Grecia sarà ufficialmente senza soldi, andrà da chiunque potrà darle i fondi necessari per evitare la guerra civile, anche se ciò significa volgere la propria fedeltà dall’Europa all’Unione economica eurasiatica, cosa di cui la Russia è ansiosa, come avevamo infine previsto mesi fa“.
energy-minister-lafazanis-to-meet-russian-counterpart.w_l Entrambe le situazioni possono essere considerate crisi stesse o, più probabilmente e più precisamente a nostro avviso, come diversi aspetti della stessa crisi, che in realtà segue lo stesso percorso, sia occultamente che emergendo inaspettatamente di volta in volta con parossismo estemporaneo. Entrambe le situazioni riflettono, in modi diversi ma con aspetti assolutamente simili, lo stato critico di due componenti del blocco BAO: la corsa verso l’AIIB degli “amici europei” degli Stati Uniti, contro le loro pretese, dimostrazione paradossale della negazione della solidarietà che dovrebbe essere considerata da tutti assolutamente necessaria, essendo l’onere posto insopportabile per il buon funzionamento delle pretese egemoniche del sistema statunitense, nonostante tutte le smentite che gli oppone la situazione reale (superiorità russa nelle comunicazioni, diverse sconfitte nel disordine geopolitico, calo generale dell’influenza, situazione economica e sociale catastrofica dietro la cortina mediatica). La situazione inestricabile in Grecia testimonia, da parte sua ed altrettanto paradossalmente, il “fardello insopportabile posto per il buon funzionamento del sistema, dalle pretese egemoniche (dell’UE) nonostante tutte le smentite che gli oppone la situazione reale” (le reazioni popolari alla politica insopportabile imposta dalla ‘centrale di Brussels’ alle direzioni degli Stati aderenti al sistema). Entrambe le situazioni riflettono infine le contraddizioni che nutrono l’equazione superpotenza-distruzione dato che i vari componenti del blocco BAO possono adottare una postura facilmente interpretabile come antisistema (gli europei nell’AIIB), laddove le circostanze invitano o più semplicemente lo consentono, anche nel nome dei soliti argomenti della dottrina neoliberista. Ciò che va identificato e valutato, ben inteso dell’orientamento, è tale apparato occulto che opera nella stessa direzione, in particolare durante le latenze della crisi, e quanto tale apparato sia chiaramente controproducente. Non è necessario, a nostro avviso, cercare un vincitore in tali episodi per trarre conclusioni definitive, con cui aspettarsi che permettano di considerare un’alternativa al sistema. Si pensi naturalmente alla Cina che trionfa con l’AIIB, ma ciò in nessun caso garantisce durevolezza, originalità strutturale, ecc, che permetta di considerare tale ipotesi. La Cina è importante ed interessante in questo caso, certamente contro la sua volontà, ma non è necessario che sia coinvolta in tale enorme fenomeno, se non con ruolo assolutamente distruttivo del sistema. La Grecia non è importante e interessante che nel caso che illustra, poiché le proprie crisi, sofferenze e convulsioni illustrano, lo si voglia o meno, il fallimento di un’altra parte del sistema, nell’UE e nel blocco BAO. La cecità quasi totale caratterizza in tutti i casi e i modi grandi e piccoli attori del sistema, cecità che termina sempre con un caso in cui una delle componenti del Sistema o anche un suo pilastro, infine svolge un ruolo antisistema. Si potrebbe anche osservare, in casi estremi a cosi come la Cina che non vuole distruggere il sistema o addirittura competervi, in un modo o nell’altro, perché pensa di mantenere il rango di potenza, finendo comunque per competere e poi operare per la distruzione del sistema.
Le caratteristiche essenziali della grande crisi del crollo del sistema vengono così identificate… Il silenzio e l’azione sotterranea, l’azione delle termiti che mina il sistema facendo attenzione a non attaccarlo apertamente; la completa ambiguità del sistema stesso che si spaccia quale forza progressista, mentre la sua azione è fondamentalmente destrutturante, il carattere dell’ambiguità è lo strumento principale del suo trionfo, divenuto principale mezzo per attivare e aggravare la crisi del collasso; l’incapacità di tutte le parti, più o meno correlate al sistema, identifica la vera strategia in relazione al sistema, per supportarlo o eventualmente controllarlo e tenerlo a distanza, portando a una corsa incontrollata legata al mero interesse occasionale che finisce, prima o poi, coll’avere una posizione antisistema dagli effetti così gravi che alcuno vi è preparato. Gli Stati Uniti stessi, dal loro atteggiamento imitato profondamente dall’ambiguità del sistema (affermazione egemonica di un ordine mondiale e produzione sistematica della decostruzione), danno sempre più origine a tendenze antisistema a cui tutti sono spinti, perché non possono fare altrimenti.

greece russia flagsTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La resurrezione del South Stream: Russia e Pipeline Trans-Balcani

Andrew Korybko e Umberto Pascali, Global Research, 21 marzo 2015w645Israel Shamir, importante autore israeliano ed ospite in studio
Umberto Pascali, eminente giornalista italiano specializzato in questioni balcaniche
Slobodan Tomic, giornalista macedone e ospite in studio

Korybko: La Russia inizia la costruzione di un gasdotto trans-macedone che potrebbe resuscitare il progetto South Stream. La capacità prevista del gasdotto attualmente non è abbastanza grande per sostituire il South Stream, ma la sua costruzione potrebbe gettare le basi del successore. Questo perché la Russia aveva già annunciato l’eliminazione del transito del gas attraverso l’Ucraina, quando Turkish Stream sarà attivo tra pochi anni, esortando gli Stati balcanici a concordare rapidamente una via alternativa per ricevere il gas russo da cui dipendono. Il presidente ungherese ha discusso possibili finanziamenti, per un oleodotto balcanico alternativo, con Erdogan nel corso di una visita in Turchia, e il ministro degli Esteri macedone era ad Ankara anch’egli. Gli ultimi articoli indicano il primo ministro greco Alexis Tsipras spinto ad anticipare di un mese la visita a Mosca, con la possibilità che la rotta dell’oleodotto balcanico venga discussa al suo arrivo in Russia l’8 aprile. Con la Bulgaria esclusa, appare sempre più probabile che un nuovo South Stream possa risorgere attraversando Grecia e Macedonia, con l’ultimo annuncio sulla base geografica del nuovo gasdotto.
Strokan: Penso che gli sviluppi cui si riferisca dimostrino che l’Europa ha davvero bisogno del gas russo, e quando lo scorso dicembre la Russia fu costretta ad annullare il progetto South Stream, ci fu una notevole delusione in quei Paesi europei che si aspettavano di ricevere il gas russo. Quindi la domanda è cosa dopo? Ci sono voluti alla Russia solo 3 mesi per presentare questo progetto completamente nuovo, che può effettivamente riavviare un’idea molto pratica ed utile.

Korybko: vorrei ricordare a tutti che il Presidente Putin ne aveva per primo suggerito l’idea a metà dicembre. Ora, con ulteriori informazioni vorrei dare il benvenuto ai nostri ospiti in studio, al signor Shamir, autore di primo piano in Israele, nel nostro programma.
Shamir: Ciò che dobbiamo ricordare in tutto ciò, cosa anche estremamente divertente, è vedere come tali strutture moderne, qauli i gasdotti, effettivamente ricostruiscano l’antico mosaico dei vecchi imperi, perché Macedonia, Grecia, Ungheria, tutto ciò che era parte dell’impero ottomano, e prima ancora dell’impero bizantino, erano così strettamente e tradizionalmente collegati a quello russo. Mentre l’occidente è riuscito ad occupare i Balcani dopo la seconda guerra mondiale, o in realtà nella prima metà del 20° secolo, occupando i Balcani, ora come si vede, questa parte del mondo viene ripresa di nuovo dall’alleanza tra Turchia e Russia. Possiamo vedervi, in modo assai interessante, una sorta di riproduzione dei vecchi giochi tra i tre grandi imperi, sull’esempio del Trono di Spade, che dovrebbe essere molto divertente per voi. Ma oltre a ciò, ovviamente, la Turchia è l’elemento più stabile di tutti questi luoghi, qualcosa su cui poter davvero sperare di contare. La Grecia sarà la prossima, ma è anche robusta. Arrivando alla Macedonia e agli altri Paesi dei Balcani, vediamo che da quando si staccarono dall’impero ottomano oltre 150 anni fa, da allora, hanno completamente perso le radici e furono emarginati. Anche l’Ungheria è in una situazione di debolezza. Quindi direi che costruire dalla Turchia sia un ottimo passo per il presidente russo.

Korybko: Israel, la ringrazio molto per la sua comprensione. Ora passiamo a Umberto Pascali, eminente giornalista italiano specialista in questioni balcaniche. Signor Pascali, in qualità di esperto nei Balcani, può dirci quanto sarebbe importante il gasdotto russo per la regione.
Pascali: Il gasdotto Balkan Stream sarà estremamente importante, infatti, dal punto di vista economico e anche dal punto di vista politico, storico e strategico. Ciò creerebbe una stretta collaborazione economica nell’area che va dalla Turchia all’Austria fino alla Germania. È sempre stata una zona sotto il controllo di forze esterne, un’area destabilizzata continuamente, basti ricordare la Prima Guerra Mondiale. Ora, un gasdotto che porta energia, un fiume dello sviluppo, dalla Russia attraverso la Turchia, prima di tutto fermerà la balcanizzazione, la strategia del divide et impera prima applicata dall’impero inglese e poi da quello statunitense, creando cooperazione economica stabilirà la pace, ma non solo. Stabilirà anche l’indipendenza e la difesa della sovranità del territorio, creerà il primo esempio concreto di reale collaborazione eurasiatica. L’energia russa che arriva in Europa attraverso questa grande area, sarà un esempio probabilmente, per il resto dell’Europa.

Korybko: Sì, questo sarebbe molto importante per le ragioni appena indicate. Quindi, ricordando ciò, gli USA faranno qualcosa per sabotare questo progetto, come con il South Stream?
Pascali: Sì, ad esempio c’è un tentativo di colpo di Stato in Macedonia, e la pressione su molti altri Paesi da parte delle forze anglo-statunitensi. Prima di tutto, il ragazzo prodigio della politica estera statunitense George Soros, che ha finanziato tutte le rivoluzioni colorate nella regione, e poi il dipartimento di Stato degli USA, con Melia, vice di Victoria Nuland, che ha difeso il tentato colpo di Stato in Macedonia che avete descritto. Thomas Melia, vice di Nuland, ha detto che non vede alcun problema nel fatto che il capo dell’opposizione riceva registrazioni illegali da un’agenzia d’intelligence straniera, da tutti identificata nella CIA e nelle agenzie statunitensi, contro il governo eletto della Macedonia. Così il governo macedone, per fortuna, ne è uscito assai rafforzato e ha detto che non accetterà che forze estere distruggano il Paese. In questo momento, la popolazione si mobilita a fianco del Primo Ministro Nikola Gruevski, la cui ‘colpa’ è non aver accettato le sanzioni contro la Russia e sostenere il gasdotto, quindi a questo punto, siamo nel pieno di questo scontro, e spero che tutti, a Oriente ed occidente, sostengano questa lotta contro la destabilizzazione della Macedonia.

Korybko: Sì, c’è sicuramente un grande braccio di ferro qui. Quindi voglio porvi un’ultima domanda, signor Pascali, quali sono le probabilità che il progetto Balkan Stream abbia successo, considerando l’opposizione ad esso, ma anche guardando al solido supporto che riceve.
Pascali: Esattamente. C’è ora una sorta di battaglia di Stalingrado energetica perché le forze che finora hanno controllato il flusso d’energia da occidente non hanno intenzione di permettere, dal loro punto di vista, che ci sia una fonte energetica indipendente controllata da Paesi sovrani della regione. Dall’altro lato, vi è notevole prudenza nella popolazione, non solo in Macedonia, ma in Grecia, Ungheria, Serbia, Repubblica Ceca e anche Austria. Così siamo qui, nel pieno di tale scontro che potrebbe davvero portarci alla fine del mondo unipolare sul piano concreto, economico e politico. Quindi penso che a questo punto tutti dovrebbero sostenere il Paese leader, il piccolo Paese che guida questa lotta per l’indipendenza per un mondo multipolare e democratico, la Repubblica di Macedonia del Primo ministro Gruevski.

Korybko: Signor Umberto Pascali, grazie mille, ma purtroppo questo è tutto il tempo che abbiamo a disposizione, ma voglio ringraziarla calorosamente di nuovo per le vostre comprensione ed osservazioni. Sono sicuro che il nostro pubblico ha appreso molto sulla regione e la drammatica battaglia in corso per essa. Grazie mille. Ora abbiamo l’onore di essere raggiunti da un famoso e popolare giornalista macedone e ospite del programma di punta della TV Voce del Popolo, il signor Slobodan Tomic. Slobodan, conosciamo la massiccia destabilizzazione della Macedonia inscenata da Zoran Zaev, e mi chiedo se può collegarsi ai piani per il Balkan Stream?
Tomic: Grazie, Andrew, assolutamente, hai ragione, sono assolutamente d’accordo con te. Prima di tutto lasciatemi dire una cosa, per favore. La Macedonia è assai amica con tutti i Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, dato che abbiamo già accordi di cooperazione tecnica. Ciò significa che la Macedonia è amica di Washington, Mosca e tutto il mondo. Tra l’altro, tutti in Macedonia sanno che Zoran Zaev e il suo sponsor occulto Crvenkovsky ricevono ordini da una potente intelligence straniera, quella degli USA. Zaev è un burattino e l’intelligence statunitense ne tira le fila. Avevano cercato invano per anni di provocare la rivoluzione colorata contro il governo di Nikola Gruevski, ma fu solo dopo che i presidenti di Russia Vladimir Putin e Turchia Erdogan annunciarono, il 1 ° dicembre, che il South Stream sarebbe stato sostituito da un nuovo gasdotto, il Balkan Stream, che Zaev ricevette l’ordine di diventare un kamikaze per destabilizzare la Macedonia ad ogni costo, anche se ciò significava rendere pubblico il suo tradimento e provocare i macedoni. Gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per sabotare South Stream e ci sono riusciti. Avevano due obiettivi secondo molti analisti. Il primo era impedire alla Russia d’esportare in modo indipendente energia, e il secondo strangolare la rotta energetica per i Balcani e tutti gli altri Paesi europei. Perciò si verificò il colpo di Stato a Kiev. L’obiettivo finale è evitare una collaborazione pacifica e mutualmente vantaggiosa tra Russia, Cina e Europa dalla.

Korybko: Grazie per questa intuizione, è molto stimolante. La mia prossima domanda, signor Tomic, è cosa ne pensano i macedoni di tutto questo, non solo della destabilizzazione di Zaev, ma anche del Balkan Stream? Che tipo di vantaggi fanno pensano di poter ottenere da tutto ciò?
Tomic: Il popolo macedone sostiene Balkan Stream ed è grato al Primo ministro Gruevski per il coraggio nel resistere ad anni di pressioni e ricatti da parte di forze straniere, che non vogliono una Macedonia libera, democratica e prospera. George Soros e i suoi sorosiani usano una quantità enorme di denaro per finanziare la destabilizzazione. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ci ha teso molte trappole, ma abbiamo resistito. Questo è il motivo per cui la cosiddetta ‘comunità internazionale’ non riuscirà mai a rovesciare il governo democratico della Macedonia. Avresti dovuto vedere l’incredibile massiccio supporto che Nikola Gruevski ha ricevuto con la grande manifestazione di domenica scorsa! I burattinai di Zaev hanno subito un brusco risveglio alla realtà, la Macedonia non è l’Ucraina, non saremo destabilizzati. In realtà, come ha detto Gruevski tra applausi scroscianti, i macedoni sono uniti. Non ci sarà una rivoluzione colorata o la guerra civile. Il supporto a Balkan Stream è entusiastico.

Korybko: Questo è molto incoraggiante. Purtroppo, signor Tomic, abbiamo solo un minuto per l’ultima domanda, quindi vorrei chiedervi come Balkan Stream stabilizzerà la regione e come può ‘non-balcanizzare’, se si vuole, ciò che è in precedenza era una regione frammentata, ed eventualmente unirla?
Tomic: Prima di tutto, grazie per questa domanda. Sento che Balkan Stream sarà assai potente, non solo per la Macedonia, ma per tutta la regione, ma prima di tutto vorrei sottolineare un punto molto importante, i macedoni hanno viva riconoscenza per la Russia e ne apprezzano il coraggio nella lotta contro vecchie e nuove minacce. Volevo parlare di un fatto importante, il mio programma televisivo, la Voce del Popolo, il primo dicembre scorso trasmise la proposta dall’analista Umberto Pascali secondo cui Macedonia e Grecia dovevano chiedere al Presidente Vladimir Putin una mediazione onesta nel risolvere i problemi tra i due Paesi. Ho ricevuto molti messaggi di sostegno alla proposta. Penso che i macedoni abbiano crescente fiducia sul ruolo positivo che la Russia potrebbe svolgere nei Balcani. Posso testimoniare che i macedoni erano entusiasti, lo scorso 18 dicembre, quando il Presidente Putin dichiarò ufficialmente, e cito, che il gasdotto raggiungerà la Macedonia dalla Grecia, proseguendo per la Serbia e Baumgarter in Austria. Mentre le grandi potenze occidentali hanno cercato d’isolare la Macedonia da Mosca, il Presidente Putin ci diceva che non siamo isolati, ma necessari, e grazie al Primo ministro Gruevski, un Paese cruciale nei Balcani e per lo sviluppo europeo. I Balcani ora possono scegliere di collaborare al proprio sviluppo. Libertà, patriottismo e prosperità economica vanno di pari passo. Spero davvero che il Presidente Putin possa iniziare una vera mediazione tra Macedonia e Grecia. Questo è il principale vantaggio del Balkan Stream per noi, e spero di aver risposto alla tua domanda, Andrew. E’ stato un piacere raggiungervi nel vostro programma questa mattina.

Korybko: Grazie mille, Slobodan. E’ stato un onore avervi qui, l’apprezziamo davvero. Vi auguro un meraviglioso giorno.
Tomic: Anche a te.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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