USA, i raid aerei russi hanno cambiato ‘completamente’ la situazione in Siria

Greg Miller, Washington Post,9 febbraio 2016

James R. Clapper Jr., direttore della National Intelligence, testimonia nell'audizione del Comitato Forze Armate del Senato, del 9 febbraio 2016.

James R. Clapper Jr., direttore della National Intelligence, testimonia nell’audizione del Comitato Forze Armate del Senato, 9 febbraio 2016.

L’intervento militare russo in Siria ha trasformato il corso della guerra civile contro i gruppi terroristi sostenuti dagli Stati Uniti, aumentando la probabilità che il Presidente siriano Bashar al-Assad e i suoi rimangano al potere, hanno testimoniato i funzionari dell’intelligence USA. La valutazione è il riconoscimento dalle agenzie di spionaggio degli Stati Uniti che i raid aerei russi hanno sabotato gli obiettivi dell’amministrazione Obama per far decadere Assad quale soluzione politica ai quasi cinque anni di conflitto. “Il rafforzamento russo ha cambiato completamente i calcoli“, dice il Tenente-Generale Vincent R. Stewart, capo della Defense Intelligence Agency, nella testimonianza al Senato. Assad è “in una posizione negoziale molto più forte di quanto non lo fosse solo sei mesi fa”, ha detto Stewart. “Sono più propenso a credere che sia un attore più presente di quanto non lo fosse sei mesi o un anno fa“. Non più tardi della scorsa estate, i funzionari dei servizi segreti statunitensi parlavano apertamente di “Fine dei giochi” per il leader siriano, sostenuto anche dall’Iran. Le osservazioni di Stewart avvengono nel corso di un paio di udienze al Senato sulla cupa indagine sui problemi della sicurezza, compresi attacchi informatici, minacce terroristiche e Stati falliti, che sembra certo affronterà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Tra coloro che testimoniavano vi erano il direttore della National Intelligence James R. Clapper Jr., il direttore dell’FBI James B. Comey e il direttore della CIA John Brennan alla sua prima apparizione pubblica alla Commissione Intelligence del Senato, da quando l’ente pubblicò nel 2014 un rapporto graffiante sull’uso di metodi d’interrogatorio brutali dell’agenzia su sospetti terroristi. Le tensioni persistenti dietro l’indagine del Senato sono scoppiate durante un acceso scambio tra Brennan e il senatore Ron Wyden (Democratico dell’Oregon), che ha chiesto l’ammissione dal capo della CIA che il suo personale aveva impropriamente avuto accesso ai documenti degli investigatori del Senato sulle attività dell’agenzia. Quando Wyden ne ha fatto cenno, Brennan s’è impennato, dicendo: “Questa è la valutazione annuale delle minacce, no?” Brennan sembrava rimproverare Wyden sulla questione dell’intrusione nei computer nel corso dell’audizione annuale dedicata ad esaminare le minacce alla sicurezza. Ma il confronto continuò con entrambi alzare la voce. In ultima analisi, Brennan ha ammesso “azioni inappropriate molto limitate” da parte del personale della CIA, ma ha accusato gli investigatori del Senato di trasgressioni simili senza sprecare un’ottima occasione per gridare a Wyden: “Non dica che spiamo i computer e i file del Senato! Non lo dica!
Clapper ha svolto la sua testimonianza avvertendo sulla vulnerabilità del Paese ad attacchi informatici da Russia, Cina e altri avversari, mettendo le intrusioni via computer in cima alla lista dei rischi alla sicurezza, come ha fatto negli ultimi anni. Ma Clapper ha anche citato la diffusione dello Stato Islamico oltre le basi in Siria, i segnali recenti che la Corea democratica rimane decisa a sviluppare armi nucleari in grado di colpire gli Stati Uniti, e il pericolo crescente che terroristi “interni” possano effettuare trame ispirate agli attentati dello scorso anno. “Il successo percepito” degli attentati di Parigi, Chattanooga in Tennessee e San Bernardino in California, “Potrebbe motivare altri a replicare attentati opportunistici con poco o alcun preavviso, diminuendo le nostre capacità operativa e prontezza nell’individuare i piani dei terroristi“, ha detto Clapper nella testimonianza ai comitati del Senato su intelligence e forze armate. Nonostante quasi 15 anni di operazioni antiterrorismo degli Stati Uniti dopo gli attacchi dell’11 settembre, Clapper ha detto “ci sono ora più gruppi, membri e santuari estremisti sunniti violenti che mai prima della storia“. A un certo punto, Clapper ha descritto la sua triste presentazione, solo in parte faceta, quale “litania della sventura“. La testimonianza di Clapper sulla Siria avviene mentre migliaia di civili fuggono dalla più grande città del Paese, Aleppo, nella tempesta di fuoco degli attacchi aerei russi e avanzate delle forze del regime volte a sloggiare le fazioni terroristiche che avevano il controllo di gran parte della città dal 2012. L’avanzata sostenuta dai russi nelle ultime settimane coincide con il crollo dei colloqui di pace a Ginevra, una volta visti come chiave negli sforzi dell’amministrazione Obama per pianificare la caduta di Assad nell’ambito della fine negoziata della guerra civile. Obama aveva detto che era “sicuro che i giorni di Assad sono contati” nelle elezioni presidenziali di quattro anni fa. Gli Stati Uniti hanno anche effettuato centinaia di attacchi aerei e addestrato e armato migliaia di combattenti ribelli, alla ricerca di quel risultato sfuggente. Invece, molti esperti ora vedono i gruppi moderati in Siria schiacciati tra due forze più potenti: Assad e lo Stato islamico. I funzionari degli Stati Uniti hanno detto che il gruppo terroristico continua ad attrarre sostegno sostanziale da fuori la Siria, nonostante le sconfitte territoriali negli ultimi mesi. Il numero di combattenti stranieri recatisi in Siria dall’inizio del conflitto è salito a 36500, in aumento rispetto alla stima di 20000 di un anno fa. Almeno 6600 di quei combattenti sono emigrati in Siria da nazioni occidentali, ha detto Clapper, rispetto a 3400 dell’anno prima. Gli attentati di Parigi, che hanno coinvolto militanti che avevano combattuto in Siria, sono ampiamente considerati la dimostrazione agghiacciante della minaccia dei terroristi stranieri in Europa. Gli arresti connessi allo Stato islamico negli Stati Uniti sono saliti a 60 nel 2015, cinque volte rispetto l’anno prima.
Al di là del coinvolgimento militare in Siria, la Russia è emersa anche come avversario sempre più aggressivo alla linea degli Stati Uniti, ha detto Clapper. “La Russia assume una cyberpostura più assertiva“, aggiungendo che Mosca è sempre più disposta “a colpire sistemi infrastrutturali critici e svolgere attività di spionaggio, anche quando rilevata e sotto maggiore controllo pubblico“. Pochi giorni dopo che la Corea democratica ha lanciato un satellite nello spazio, mossa ampiamente vista come prova della capacità nei missili a lunga gittata, Brennan ha detto che Pyongyang cerca non solo di dimostrare la propria forza, ma di “mostrare” la sua tecnologia a potenziali acquirenti di missili e sistemi d’arma. I funzionari degli Stati Uniti hanno anche detto di non aver visto alcuna indicazione che l’Iran violi un qualsiasi aspetto dell’accordo multinazionale, raggiunto lo scorso anno, per smantellare elementi del suo programma nucleare in cambio della fine delle sanzioni economiche.

Il direttore della CIA John Brennan

Il direttore della CIA John Brennan

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le armi di Charlie Hebdo furono vendute da un ex-volontario croato

Marijo Kavain, Rete Voltaire, Zagabria (Croazia), 14 gennaio 2016

In questo articolo dell’11 gennaio 2016 di un grande quotidiano croato, assicura che le armi utilizzate negli attentati di gennaio e di novembre 2015 a Parigi erano dello stesso produttore serbo e furono introdotte dall’intermediario francese Claude Hermant. Problema: costui, noto ai nostri lettori da venti anni, ha invocato il segreto di Stato per non rispondere al giudice istruttore.CV-aPUeUAAA_WlcIl Kalashnikov utilizzato da Amedy Coulibaly lo scorso anno per la strage nel negozio di alimentari kosher Hyper Hide, durante l’attacco agli uffici di Charlie Hebdo, probabilmente proveniva da arsenali in disuso e venduti negli ultimi anni, secondo i media francesi. In precedenza, l’inchiesta sull’ultimo massacro di Parigi aveva dimostrato che i terroristi avevano usato armi prodotte prima della guerra dalla fabbrica Crvena Zastava di Kragujevac, in Serbia. A causa della vendita dell’arma trovata a Coulibaly, Claude Hermant, ex-legionario ed attivista di destra, è stato sentito in questi giorni in Francia. Secondo i media, ha anche partecipato alla guerra in ex-Jugoslavia, combattendo come volontario dei croati.

Crvena Zastava
Comprò via internet da una società slovacca, tramite la società registrata a nome della moglie, una grande quantità di armi danneggiate che poi riparò nella sua officina, rivendendole. Ciò è dimostrato dalle analisi microscopiche delle tracce sull’arma, tracce corrispondenti agli strumenti presenti nell’officina di Hermant. Ha venduto alcune delle armi a conoscenti di nazionalità curda, collegati agli estremisti islamici di Bruxelles, ed è quindi possibile che alcune delle armi utilizzate nei massacri di Parigi siano arrivate ai terroristi da questo canale. Per la vendita di armi, Hermant fu preso in custodia un paio di mesi prima dell’attacco a Charlie Hebdo, e in questi giorni è stato sentito di nuovo, una volta dimostrato che il kalashnikov usato nei massacro del supermarket Hyper Hide era stato prodotto dalla Crvena Zastava. E’ un fatto che Croazia e Serbia all’inizio del 2012 vendettero grandi quantità di armi, il Ministero degli Interni della Croazia ha indicato che 15000 armi furono vendute, per lo più confiscate in varie azioni di polizia, mentre l’esercito serbo vendette 60000 armi di vario tipo. I media francesi non hanno specificato da quali arsenali provengano le armi in questione. Tale traffico non è raro nei Paesi europei, e dopo gli attentati di Parigi, la Commissione europea ha annunciato limitazioni e controlli più stretti sulle vendite di armi usate e danneggiate. Come recentemente confermato dal Ministero degli Interni croato, alcuna richiesta è giunta riguardo le armi danneggiate e vendute al nostro Paese.

Traffici con la Croazia
Claude Hermant (52 anni) ha una ricca biografia. Era paracadutista nella legione straniera fino al 1982, poi partecipò a varie guerre. Oltre la Croazia, fu attivo anche in Congo e Angola. Condivide tale elemento biografico con molti altri ex-legionari croati. E’ noto che James Cappiau, assassino di Vjeko Sliska, legionario e attore della guerra in Croazia, aveva lavorato con la sua società “Joy Slovakia” per Jacques Monsieur, uno dei più grandi trafficanti di armi del mondo. Nei primi anni 2000, Cappiau gestì l’arruolamento di personale con esperienza militare per adestrare le forze armate del Congo. Secondo i media francesi, Hermant dice di aver lavorato con i servizi segreti francesi, gli stessi servizi che avevano permesso a Jacques Monsieur di vendere armi alla Croazia dal 1991 e al 1995, citato in tribunale dopo essere stato ucciso nel 2009 per violazione dell’embargo contro l’Iran. Negli anni successivi alla fine della guerra in Croazia, i nomi di alcuni ex-legionari spesso apparvero nel contrabbando di armi dai territori della ex-Jugoslavia alla Francia. Nel 2001, il gruppo di Ante Zorica fu arrestato per la vendita di una notevole quantità di armi, ma le accuse furono respinte dal tribunale. Uno dei principali protagonisti di questa storia, Lukic Zvonko Konjic, ex-legionario, fu arrestato nel 2007 in quanto organizzatore di un gruppo di 14 persone che vendevano armi a varie organizzazioni terroristiche. In quella occasione, furono trovati 54 Kalashnikov e 350 kg di esplosivo.

Claude Hermant

Claude Hermant

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Giulietto Chiesa si presenta

Alessandro Lattanzio, 29/12/2015

Giulietto Chiesa è una False Flag, e il suo circo è una pedina della guerra 'ibrida' contro la Russia.

Giulietto Chiesa è una False Flag, e il suo circo è una pedina della guerra ‘ibrida’ contro la Russia.

Giulietto Chiesa si presenta così: “… Dal 1 ottobre 1980 al 1 settembre 1990 corrispondente da Mosca per l’Unità. Nel 1989-1990 e’ “fellow” del Wilson Center, Kennan Institute for Advanced Russian Studies (1) di Washington. Conferenze in quindici università e istituti di ricerca americani, Dipartimento di Stato, Rand Corporation etc. Nel 1990 entra alla “Stampa”, ancora come corrispondente da Mosca, e rimane in Russia fino alla fine del 2000. Durante il periodo moscovita ha collaborato intensamente con “Radio Liberty“…”
La RAND Corporation è un think tank legato al complesso militar-industriale-spionistico statunitense, mentre il sito del Wilson Center, si apre con un ‘cantante’ ucraino che tesse le lodi al colpo di Stato, incitando alla guerra contro la Novorossija e la Russia. Inoltre, il Kennan Institute definisce la Russia di Putin in tale modo “The majority of the Russian population, which is (supposedly) overwhelmingly supportive of the Kremlin, ends up living in a constructed reality-television show”; dove la Russia sarebbe sotto la cappa della propaganda mediatica del governo (di Putin), cosa che di certo non accade coi regimi occidentali…. Come non collegare tale definizione della Russia con l’appello di Giulietto Chiesa alla Rivoluzione colorata in Russia, per rovesciare il sistema di governo di Putin, “Che la Russia debba essere riformata non c’è alcun dubbio. La sua vulnerabilità attuale è proprio dovuta alla sua dipendenza dal mercato occidentale, dalla finanza occidentale, dalla credenza diffusa nei gruppi oligarchici che le favole di Wall Street e della City of London siano verità. La Russia dev’essere riformata intellettualmente e moralmente. Molti intellettuali interpretano la crisi mondiale, planetaria, con gli stessi, miopi criteri dei grandi centri del dominio mondiale. E dunque collocano la Russia al traino di altri interessi. E non c’è dubbio che questa intelligencija non sia in grado di rappresentare gl’interessi del popolo. Chi non usa la metropolitana di Mosca è difficile che sappia cos’è il popolo di Mosca, e neanche il popolo russo. Io vedo e percepisco un risveglio dal basso, che dev’essere aiutato e incentivato dall’alto. Questo risveglio ha una grande forza nascosta in sé e costituirebbe una risorsa straordinaria. Ma questo comporta la costruzione di strumenti di partecipazione, di democrazia, che ancora non ci sono. Solo un consenso attivo può liberare un’enorme energia. Ed è così come dici: non si può a lungo esercitare una forte difesa dell’interesse russo sul piano internazionale senza risanare la società russa e senza difendere i diritti dei suoi cittadini, la giustizia, la solidarietà, l’uguaglianza”. (Megachip)
Il linguaggio è quello proprio delle primavere arabe e delle rivoluzioni colorate, come quella in Ucraina nel 2014… la neolingua antioccidentale e finto-putinista usata da Chiesa è solo l’espediente utilizzato per ingannare il pubblico, soprattutto italiano, tarlato da una claque Chiesofila composta da soggetti dalla visione fideistica della realtà, quando non si tratta di soggetti ambigui, confusionari ed infidi. Neanche la CIA e Soros (che gestiscono Radio Liberty con cui Chiesa ha “intensamente collaborato”), hanno mai strombazzato le vere ragioni per cui sostenevano le rivoluzioni colorate e le primavere arabe, ma strombazzavano “…la costruzione di strumenti di partecipazione, di democrazia, che ancora non ci sono”, per far uscire la società russa dal “reality-television show” di Putin, di cui parla il Think Tank del Dipartimento di Stato degli USA, nel tentativo di screditare la rinascita della Russia dovuta all’operato del Presidente Putin.
Giulietto Chiesa si propose già nel 2012 di portare giustizia, solidarietà, uguaglianza in Russia, scendendo in piazza per abbattere Putin, istigando a partecipare alle manifestazioni organizzate e finanziate dall’Ambasciata degli USA, allora presieduta dall’ambasciatore McFaul, che dichiarò al giornalista Greene, che l’intervistava: “Lei ha scritto un libro, un decennio fa, chiamato “La rivoluzione infinita della Russia”. Dando uno sguardo al Paese dall’era Gorbaciov all’era Putin, e sul fallimento della democrazia nel consolidarsi. Mi chiedo se si potesse fare un passo indietro, e dirci dove siamo oggi. Voglio dire, queste proteste a Mosca sono un segno che la Russia va verso il traguardo?
Beh, è stato bello essere un accademico, quando ho potuto scrivere libri e pontificare sul futuro. Sono molto restio a parlare di previsioni sul futuro. Quello che vorrei dire è che avete visto un periodo di crescita economica, modernizzazione qui, in questo Paese, dopo un periodo molto difficile. Ricordiamo, quando scrissi quel libro, parlavo di tripla transizione, fine dell’impero, fine del comunismo come sistema politico, e fine dell’economia di comando come sistema economico. Fare tutte e tre queste cose contemporaneamente è stata una sfida enorme, e un gran numero di persone ne ha sofferto. Ma ne sono usciti ora. È una società prospera; molto istruita; molto sofisticata. E nessuno dovrebbe essere sorpreso dal fatto che chiedono un sofisticato sistema di governo ed a sua volta, un governo molto sofisticato che vi corrisponda. Guardo un Paese come l’Ucraina. E abbiamo visto nel 2004 qualcosa di simile a quello che vediamo ora, in Russia, le proteste innescate da ciò che fu vista come elezione truccata. La folla in piazza a Kiev era molto, molto più grande. La gente dietro, si sa, erano esponenti dell’opposizione che veramente mobilitò grandi folle. Ora, c’è un sistema di governo, un capo che non sembra democratico come quelli che guidarono la rivoluzione arancione” (si riferisce a Janukovich, abbattuto a Kiev dal golpe di Gladio del febbraio 2014). Come si vede, anche McFaul esprime concetti che allieterebbero i più sprovveduti. Ma l’accenno all’Ucraina dovrebbe mettere in guardia chiunque.

Si legga la didascalia del video, chiara e netta: “Putin eletto con i soliti brogli. Ma questa volta ha preso coscienza che c’è un’opposizione. E ne terrà conto. La Russia da sempre preferisce la stabilità alla democrazia. Putin come Berlusconi? Hanno la stessa idea di democrazia, ma hanno stili e culture diverse”. Infatti, in questo video Giulietto Chiesa appare chiaramente allineato alle analisi e agli scopi dell’ambasciatore statunitense che voleva trasformare la Russia, nel 2012, nell’Ucraina del 2014.
Chiesa, inoltre, non fa mistero dei suoi stretti legami con Mikhail Gorbaciov: “Negli ultimi nove anni si e’ occupato di studio della globalizzazione e, in particolare, degli effetti sul sistema mediatico mondiale. In questo contesto si colloca la partecipazione di Giulietto Chiesa alla fondazione del “World Political Forum”, con sede a Torino, sotto la presidenza di Mikhail Gorbaciov. Nel 2010 il Presidente Gorbaciov ha continuato la sua attività di ricerca internazionale fondando in Lussemburgo il “New Policy Forum” del cui dell’Advisoy Board Giulietto Chiesa è membro“. Anche Gorbaciov invoca il rovesciamento di Putin, affinchè Russia e Cina non siano più d’ostacolo al Nuovo Ordine Mondiale. “Ci ho pensato a lungo e ho concluso che le proteste cui stiamo assistendo in tutto il mondo (parla della ‘Primavera araba’), in realtà sono un segno che tra circostanze molto difficili, il movimento verso un nuovo ordine mondiale emerge. Non possiamo lasciare le cose come prima, quando vediamo queste proteste dilagare verso sempre nuovi Paesi, visto che quasi tutti i Paesi assistono alle proteste con cui la gente vuole il cambiamento. Vuol dire che non è felice del tipo di ordine mondiale esistente ora. Ciò significa che le nazioni si adeguano alle sfide del nuovo ordine mondiale” (Gorbaciov, quindi, appoggiava chiaramente la sovversione islamo-atlantista del 2011, ciò di cui si dispiaceva era l’opposizione che tale ‘rivoluzione’ incontrava). (Lafayette). Ma Gorby non solo cianciava di “rivoluzioni globali”, ma cercò di applicarle in Russia. Durante la tentata rivoluzione colorata contro Putin, a Mosca, Gorbaciov definì il sistema politico russo “corrotto” e “stupido”, ed appoggiò tali operazioni anti-Cremlino. Parlando alla vigilia di una protesta dell’“opposizione” contro le elezioni parlamentari vinte dal partito Russia Unita, Gorbaciov attaccò Dmitrij Medvedev, l’allora presidente russo, per non aver bloccato il processo elettorale su richiesta di “osservatori internazionali e attivisti dell’opposizione” foraggiati dagli USA; “Ha detto che non aveva niente da ridire o dubbi sulle elezioni. E con questo, Dmitrij Anatolevich penso abbia calato il sipario sulla sua carriera”, sentenziava Gorbaciov, scottato dal fallimento dell’alleanza politico-elettorale con il banchiere milionario Aleksandr Lebedev, datore di lavoro di Anna Politkovskaja, sostenitrice del terrorismo islamista in Cecenia. E in tutto ciò fu seguito da Giulietto Chiesa. Infatti, il Cremlino conosceva il vero ruolo di Gorbaciov, accusandolo di orchestrare, assieme a ONG e Dipartimento di Stato degli USA, le manifestazioni di malcontento dell’“opposizione liberale”, “chiarendo che non tollererà alcun tentativo d’effettuare un cambio di regime in stile Primavera araba”. Come spiega lo storico francese Jean Geronimo, “Al momento, tali “manifestazioni” furono interpretate dal Cremlino come segnali di un’offensiva globale volta, infine, contro la Russia e le cui premesse, via interferenza occidentale, furono osservate nelle ultime elezioni russe (presidenziali) nel marzo 2012. Secondo una certezza inquietante e nonostante l’assenza di prove reali, l’ONG Golos, finanziata dagli USA (!) accusò Putin di “massicci brogli elettorali”. L’obiettivo di Golos era fomentare il malcontento nelle piazze per creare, in ultima analisi e invano, un’effervescenza “rivoluzionaria” per destabilizzare il nuovo “zar rosso”. Con una ridondanza mediatica, continua e manipolatrice, osservata poi durante Majdan“. (Histoire et Societé)Gorbachev leaving the Eastonian HotelMa sicuramente la claque Chiesofila, rispettando il nome del proprio guru, continuerà a seguire ottusamente il santone ‘contrario ai media di regime’, che pontifica sempre assiso sul pulpito dei media di regime…RAND-logoPer ulteriori approfondimenti Del Kazakhstan, ovvero Grillo, Chiesa e adoratori di mummie.

Per ulteriori approfondimenti (ovvero a chi gli mancano delle tessere), Giulietto Chiesa e il Reich di Gladio

10689539Sull’incontro tra Chiesa e Gabriele Adinolfi, esponente di Pravij Sektor in Italia, (a chi gli mancano delle tessere dico subito che Adinolfi è il sodale del neonazista Fontana entusiasta partecipe della strage di Odessa, oltre che sostenitore aperto e dichiarato del golpe neonazista a Kiev e della guerra alla Novorossija). Chiesa non ha mai detto se ha partecipato o meno a tale iniziativa con tale soggetto; ma un suo tirapiedi sembrava confermarlo. Dai commenti qui sotto, si evidenziano i risultati mediatico-sociali del fenomeno Giulietto Chiesa “contro tutti”, ma che poi scrive per tutti i potentati che incontra, dalle fondazioni governative statunitensi alla stampa e alla TV di regime italiani. Dov’è la persecuzione mediatica di cui piagnucola Chiesa ogni volta che va in TV? Frequenta uno stragista mondiale, Gorbaciov, e lo incensa ogni volta, uno che dovrebbe essere seppellito nella spazzatura; ma ancora ci viene riproposto con le sue ricette da “Club di Roma”, come la riduzione della popolazione, e con contorno sciachimistico e 11 settembre (a cui arrivò però dopo 5 anni, sebbene la cosa fosse evidente a tutti da subito).
A chi è confuso: pensi davvero che uno che per vent’anni si è vantato di aver lavorato per Radio Liberty sia il Donchisciotte anticapitalista e russofilo che dice di essere? Lo sapete cos’é Radio Liberty? Chi la gestisce? Chi la finanzia? Cosa propaganda, ad esempio oggi sull’Ucraina e la Novorossija? Basta farsi un giro sulla pagina FB di Radio Liberty, che ha visto vent’anni d'”intensa collaborazione” di Giulietto Chiesa, per porsi delle serie domande sulla serietà delle chiacchiere di Chiesa. (A cui vorrei dire che ho conosciuto qualcuno di Lotta Comunista, che mi ha accennato sulle vicende del PCI a Genova negli anni ’70…). Sul video, Chiesa esorta i russi ad unirsi a una manifestazione anti-Putin nel marzo 2012, per chiederne la caduta. Ebbene, tutti gli storici e politologi riconoscono che quelle ‘manifestazioni’ erano pagate dall’ambasciata degli USA a Mosca. Gorbaciov stesso, agente degli USA e referente di Chiesa, si era infuriato per la vittoria di Putin. Che altra conclusione se ne deve trarre? Si veda poi lo sfogo delirante di Chiesa contro la Repubblica Democratica Popolare di Corea, un insulto contro un intero popolo, utilizzando le peggiori argomentazioni della peggiore destra statunitense (Kim Jong Il pagato da Washington, fenomenale). Sì di tasselli ne mancano, perché per spiegare le manzogne che racconta Chiesa ci vorrebbe un libro. Un esempio, Chiesa si vanta di avere una profonda conoscenza della Russia, però poi spaccia le teorie apocalittiche sulla fine della Terra, tirando fuori discorsi malthusiani (anche se Chiesa nega di esserlo, nonostante l’evidenza; ma quando sproloquia di una popolazione mondiale limitata a 1,7 miliardi di persone, cosa propone se non un’idea malthusiana?), come il Peak Oil, che cioè il petrolio stava già finendo… Ebbene, si scoprono sempre più giacimenti, e sempre più grandi. La teoria del Peak Oil è roba di metà XIX secolo, anche allora il ‘grande scienziato’ del momento, un certo Jewons, terrorizzò l’Inghilterra avvertendo dell’imminente fine del… carbone… Secondo lui le miniere di carbone, di tutto il mondo, si sarebbero esaurite entro il 1880-1890. Ebbene, oggi sappiamo che ci sono riserve di carbone per poter continuare a produrre energia, ai ritmi attuali (sottolineo attuali), per altri 2000 (duemila) anni. Ma dov’è sta la disonestà di Chiesa, in questo peculiare aspetto? Chiesa, che posa a russologo tuttologo, evita di dire all’audience che quando parla di fine del petrolio tira fuori la tesi di due tecnici delle multinazionali statunitensi, ma evita di accennare alla scuola sovietica, secondo cui il petrolio è prodotto a processo continuo nelle viscere della Terra, e che quindi non finirà mai. Chi ha interesse a dire che le risorse sono limitate? E chi ha interesse a nascondere la tesi sovietica sull’origine del petrolio, di cui Chiesa non fa mai cenno? E questo è un tassello, si pensi ad altri, alcuni poco noti sono davvero grotteschi e bizzarri (tipo un Giorgio Bongiovanni in Russia).
A chi mi accusa di essere russofobo: dimostra solo di essere il soggetto preferito da Chiesa e dalla setta che ha creato, il tipico militonto che crede ciecamente alle corbellerie del gran capo, solo perchè il gran capo appare come la Madonna di Fatima in TV, luogo per antonomasia che assegna legittimità e sacralità presso le menti deboli. Tali menti deboli, e ne ho conosciuti un bel campionario nell’entourage e nell’area d’influenza di Chiesa, si scagliano contro chi critica il santone-guru, identificandolo perfino con la ‘Russia’, tirando fuori epiteti ridicoli, accusando il sottoscritto di essere un agente di Washington; e questo dopo che il sottoscritto è stato accusato dalla catena la Repubblica (dove lavora la moglie del ‘dissidente perseguitato’ Giulietto Chiesa, tra l’altro), di essere un agente pagato da una potenza straniera (la Russia)… I pretoriani di Chiesa, ripeto una setta, neanche si documentano su ciò di cui parlano. La signora che mi ha definito agente di Washington, neanche si è degnata di vedere di cosa scrive questo blog; infatti l’uomo nuovo che Chiesa va creando, assomiglia abbastanza al volgo ignorante e supersitizioso che dava la caccia alla streghe (e non a caso Chiesa definisce gli ultimi 300 anni di progresso tecnico-scientifico un”illusione’, agognando l’era del feudalesimo dominante, la distopia perseguita dal Club di Roma, cui non a caso Chiesa e il criminale stragista Mike Gorby fanno parte).
Noto che Chiesa, o il suo staff, ha risposto buffoneggiando come al solito.41RVAVFA82L._SS500_Giulietto Chiesa, tra l’altro, si spaccia da marxista proponendo entusiasta il veleno malthusiano del Club di Roma di cui fa parte assieme a Gorbaciov.  Ma un vero marxista non ha nulla a che fare con tale propaganda neo-malthusiana, “La teoria di base, che la popolazione per sempre ed inevitabilmente superarà le scorte di cibo (o di energia, NdAL) a disposizione è diventato un mantra per chi vuole sostenere che ci sono troppe persone sul pianeta. Nel contesto del problema del cambiamento climatico, questo è diventato un argomento secondo cui il mondo non ha abbastanza risorse per sostenere la popolazione, e se vogliamo salvare il pianeta, il numero di esseri umani dovrà diminuire“. (Marx and Engels on the Population Bomb)
Gorbaciov, a sua volta, nel 1996, presidette il convegno del State of the World Forum, cui partecipavano altri benefattori dell’umanità come Margaret Thatcher, George H. Bush, Mohamed Yunus e Colin Powell. In tale convegno, Mike Gorby avrebbe detto: “Dobbiamo parlare con maggiore chiarezza su sessualità, contraccezione, aborto, valori che controllano la popolazione, perché la crisi ecologica, in breve, è la crisi della popolazione. Riduciamo la popolazione del 90% e non ci saranno abbastanza persone da creare grandi danni ecologici“. Inutile cercare il testo al riguardo sul sito ufficiale del World Forum; è vuoto, come è vuoto il sito dedicato alle riunioni del 1995 e 1996.gorbachev_state_of_the_world_forum
Ecco cosa pensa in realtà della Russia, Giulietto Chiesa (minuto 2:42). Però poi nell’illiberale TV russa Chiesa ci va lo stesso, dove può permettersi (alla faccia della dittatura di Putin) d’insultare un deputato della Duma che non la pensa come lui; ad un talk-show, sul primo canale russo, del 18 settembre 2015, Chiesa difese Charlie Hebdo definendo “terrorista cristiano” il deputato della Duma Mikhail Starshinov, perché aveva osservato che mentre erano li a discutere, i terroristi islamici, a cui offendono l’Islam, arrivano e tagliano teste. Un altro dal pubblico interviene, “E’ inutile discutere con questo signore (Chiesa) perche’ sono 50 anni che li istruiscono ad essere così“.

Le armi della strage di Parigi provenivano dalla CIA

RussiaToday

3-0217984Un’arma legata agli attentati di Parigi che fecero 130 morti e 368 feriti risale a un trafficante d’armi della Florida. E’ lo stesso che vendette armi ai Contras del Nicaragua, nello scandalo Iran-Contras degli anni ’80. La rivelazione è data dal dirigente di una fabbrica di armi serba, che afferma che il numero di serie della pistola semiautomatica M92 è lo stesso di quella che la sua azienda ha consegnato a un trafficante d’armi statunitense, Century International Arms, nel maggio 2013. “E’ un’arma semi-automatica, da caccia e sportiva… non può sparare a raffica, solo colpi singoli… legale negli USA“, afferma Milojko Brzakovic, a capo della fabbrica di armi Zastava. Secondo lui la pistola fu consegnata semi-automatica, ma non sa se qualcuno l’abbia trasformata in automatica dopo la consegna. Brzakovic ha detto che la sua fabbrica esporta 25000 armi da caccia e fucili sportivi ogni anno, tutte legalmente. La pistola in questione fu esportata alla Century International Arms in Florida, ma non è chiaro come la pistola sia tornata in Europa. Brzakovic ha detto che tutte le esportazioni di armi della Serbia sono sotto lo stretto controllo governativo. “Sottomettiamo la richiesta al nostro governo per il consenso e autorizzare l’esportazione. Finché non la riceviamo, non ci mettiamo in contatto. Una volta che abbiamo il permesso di esportare, entriamo in contatto e organizziamo la vendita“, ha detto all’AP. Vi sono regole severe sull’importazione e l’esportazione legale di armi come le pistole semiautomatiche. Negli Stati Uniti, un individuo o un’azienda deve essere registrato presso il dipartimento di Stato. Almeno sette delle armi usate o scoperte dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi furono prodotte dalla fabbrica serba. La maggior parte prima che la Jugoslavia si sciogliesse con la guerra civile degli anni ’90, e la maggior parte sono versioni o modifiche dell’AK-47 Kalashnikov sovietico. Il Palm Beach Post ha contattato il titolare della Century Michael Sucher, ma non ha risposto e la sede della società a Delray Beach è chiusa. La società ha anche filiali in Georgia e Vermont. Il Post ha riferito che Century è un acquirente e rivenditore di armi militari in eccedenza ed è uno dei più grandi trafficanti di armi degli Stati Uniti. La sua specialità è l’acquisto di armi da oltreoceano e rivenderle ai concessionari.
Non è la prima volta che la Century International Arms finisce sui giornali. Il Palm Beach Post ha riferito che lo stesso rivenditore contrabbandava armi come pistole, fucili da cecchino e armi d’assalto con l’aiuto di “mediatori non autorizzati”, come un trafficante d’armi israeliano. Alla Century fu ceduto un deposito di armi dal governo del Guatemala nel 2007, per 130 milioni di dollari. Ciò si scoprì dalle informazioni fornite dall’archivio WikiLeaks dei dispacci diplomatici segreti, gli stessi cablo del governo degli Stati Uniti furono consegnati dall’ex-analista dell’intelligence dell’esercito statunitense Bradley Manning, che sconta una condanna a 35 anni di carcere per la rivelazione. Un dipendente del commerciante di armi fu coinvolto nella fornitura di armi, tra cui razzi e granate, ai Contras del Nicaragua negli anni ’80, nello scandalo Iran-Contras sotto il presidente Ronald Reagan. Ci sono altre implicazioni, come il fucile WASR-10 di produzione rumena della Arms Century, favorito dai cartelli della droga messicani. Centinaia furono collegati a crimini in Messico, secondo il Center for Public Integrity.
century-arms-logoBrzakovic ha detto all’AP che sarebbe sbagliato accusare Zastava di vendere armi ai terroristi, ma conveniva che un accordo illecito sulle armi fosse stato possibile dopo che le armi furono consegnate legalmente. “Dovunque ci siano guerre, c’è la possibilità dei peggiori abusi e di nascondere la provenienza delle armi. Finiscono dove non dovrebbero“, ha detto aggiungendo: “Abbiamo l’archivio della fabbrica degli ultimi 50 anni, sappiamo dove è stata consegnata ogni arma“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dove esploderanno le bombe ucraine?

Oriental Review 8 dicembre 2015ARMAAOFAB250.2Il 7 dicembre CyberBerkut pubblicava altre prove che denunciano preparativi di attentati sotto falsa bandiera in Siria da parte del ministero della Difesa del Qatar. Secondo una e-mail di Anton Pashinskij, funzionario della SpetsTechnoExport (agenzia ufficiale per il commercio di armi ucraine), del 21 ottobre 2015 scritta al partner polacco Level 11: “Buon pomeriggio! C’è una nuova proposta. I militari del Qatar vogliono comprare 2mila bombe a frammentazione ad alto esplosivo OFAB 250-270. Il problema è urgente, sono pronti a pagare 2100 dollari USA al pezzo. Considerate di consegnarle al più presto. Il destinatario è il ministero della Difesa del Qatar. EUC in allegato”.letterL’OFAB 250-270 è una bomba da 250 kg attualmente utilizzata dagli aviogetti russi Su-25 e Tu-23M3 per colpire le posizioni di SIIL e simili gruppi sovversivi in Siria:

La Qatar Emiri Air Force è composta da aerei da combattimento multiruolo Mirage francesi e aviogetti d’attacco leggeri Alphajet che non possono essere dotati delle OFAB 250-270. Quindi la domanda è legittima: “Perché il ministero della Difesa del Qatar vuole comprare un enorme arsenale di bombe aeree, non solo inadatte ai propri aerei ma ad un prezzo 3 volte (!) superiore a quello di mercato? (normalmente l’OFAB 250-270 è venduta a 700-800 dollari al pezzo). La risposta è orribilmente semplice: per fare esplodere le OFAB 250-270 non è necessario sganciarle da un aereo, lo si può fare a terra. Qualsiasi gruppo terroristico collegato al Qatar può usarla in una zona densamente popolata in Siria inscenando un “attacco spietato dell’Aeronautica russa“. Non c’è dubbio che numerosi esperti assolutamente indipendenti concluderebbero rapidamente che tale tipo di bomba è ampiamente usato dall’Aeronautica russa in Siria. Infine va notato che alcuni blogger pro-Kiev insistono nell’accusare “l’Aeronautica russa che incautamente bombarda presso aree civili in Siria” dall’inizio di ottobre. Di seguito è riportato il certificato sull’utente finale (EUC) esibito dal venditore ucraino all’importatore.letter2PS: Anton Pashinskij è figlio di Sergej Pashinskij, noto per il ruolo controverso nella sparatoria durante il colpo di Stato a Kiev del febbraio 2014. Quest’ultimo è attualmente membro della Verkhovna Rada (parlamento) d’Ucraina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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