L’enorme influenza della CIA sull’UE

Martin Berger New Eastern Outlook  22/05/2016

TTP-TTIP-Corporations-Control-400x367Mentre i decenni passano assistendo al cambio di leader, governi e alleanze, le politiche degli Stati Uniti rimangono le stesse. I capi statunitensi sono abituati a fare pressione su altri Stati, alla ricerca del modo di occupare la posizione di burattinaio che controlla i burattini nel mondo. Alcuni politici che preferiscono cedere all’ampia pressione, scoprono relativamente presto che gli USA difendono solo i propri interessi geopolitici, spesso a scapito degli altri Stati. Non c’è da meravigliarsi che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama abbia recentemente dichiarato che gli USA devono scrivere le regole, mentre gli altri Paesi non hanno altra scelta se non seguirle, e che non sarà mai il contrario. All’inizio della marcia verso l’egemonia, nel 1913, la quota della produzione industriale mondiale degli Stati Uniti era del 35,8%. Poco prima della seconda guerra mondiale, arrivò al 40% per poi raggiungere il culmine a metà degli anni ’50 col 54,5%. Nel 1960 la quota degli Stati Uniti iniziò a contrarsi gradualmente, scendendo al 46%. Per compensare la caduta gli Stati Uniti iniziarono a cercare il modo di sfruttare i partner dell’Unione Europea. Dopo tutto, Washington sostenne l’integrazione europea dalla fine degli anni ’40, finanziata di nascosto dalle amministrazioni Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson e Nixon. Il fatto che l’Unione europea sia un piano statunitense fin dal primo giorno è stato scoperto da The Daily Telegraph. Inoltre, era un progettato attuato dalla CIA. Il DT nota: “La Dichiarazione di Schuman che diede il tono della riconciliazione franco-tedesca, portando alle tappe verso la Comunità europea, fu ideata dal segretario di Stato Dean Acheson in una riunione a Foggy Bottom. “Tutto è cominciato a Washington”, disse il capo dello staff di Robert Schuman. Fu l’amministrazione Truman che intimidì i francesi per raggiungere un modus vivendi con la Germania nei primi anni del dopoguerra, anche minacciando di tagliare gli aiuti del piano Marshall, in un incontro con furiosi recalcitranti capi francesi che resistettero fino al settembre 1950”.
The Telegraph fa un passo avanti, sostenendo che i documenti declassificati del dipartimento di Stato dimostrano che le agenzie di intelligence degli Stati Uniti finanziarono di nascosto il movimento europeo per decenni lavorando in modo aggressivo dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna nel piano. Ad esempio, un documento firmato dal generale William Donovan il 26 luglio 1950, afferma che ci sarebbe stata una massiccia campagna per promuovere il Parlamento europeo. Documenti simili dimostrano che il predecessore della CIA, l’Ufficio del coordinatore delle informazioni e la CIA stessa impedirono costantemente ai fondatori dell’Unione europea di cercare fonti alternative di finanziamento, che gli avrebbe permesso di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. The Telegraph sottolinea che le relazioni tra Stati Uniti ed UE furono tese, a volte, ma gli Stati Uniti controllano l’UE fin dalla creazione del Parlamento europeo, come ancora degli interessi regionali statunitensi assieme alla NATO. Se vogliamo guardare la quantità di tempo, risorse e denaro che Washington ha speso per garantirsi l’obbedienza dell’UE, non sorprende che continui ad imporre il Partenariato transatlantico di scambio e investimenti (TTIP). Questo anche se è chiaro che gli Stati Uniti hanno tutto da guadagnarci, mentre l’Europa può solo compromettere ulteriormente i propri interessi finanziari ed economici firmandolo. Questo fatto è stato ribadito recentemente dall’influente quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung insieme ai canali televisivi tedeschi WDR e NDR. Queste fonti d’informazione hanno trovato il coraggio di pubblicare i documenti riservati sulla natura dell’accordo TTIP, consegnatigli da Greenpeace. Queste pubblicazioni danno ai cittadini di entrambi i continenti l’opportunità di valutare in modo imparziale la natura dei negoziati tra Stati Uniti ed UE, dato che il pubblico ne era all’oscuro da più di tre anni. Inizialmente, quando l’UE rese pubbliche le sue proposte, gli Stati Uniti decisero di rendere segrete le proprie, portando a manifestazioni di massa in Europa. Alla fine il Sueddeutsche Zeitung è giunto alla conclusione che gli Stati Uniti esercitano ancor più pressione sull’Europa di quanto si possa supporre.
The Independent notava che: “Le fughe potrebbero bastare per destabilizzare completamente l’accordo, secondo gli attivisti che hanno affermato che l’accordo non poteva sopravvivervi, indicando che gli Stati Uniti cercano con la forza di modificare il regolamento europeo per ridurre le protezioni per ambiente, diritti dei consumatori e altre posizioni che l’UE permette ai suoi cittadini. I rappresentanti di ogni parte sembrano aver scoperto di avere differenze “inconciliabili” che potrebbero minare la firma del decisivo e assai controverso accordo commerciale, dicono gli attivisti”. Curiosamente, una situazione simile si è verificata con la Trans-Pacific Partnership (TPP), che Washington cerca d’imporre agli Stati della regione Asia-Pacifico per garantirsi il dominio totale e completo su di essi. Tuttavia, è improbabile che i capi politici dell’Unione europea o dell’Asia-Pacifico possano procedere coi negoziati, data la quantità di danni alle PR che potrebbero subire firmando gli inconcepibili TTIP e TPP. E sembra che se la gente sapesse del coinvolgimento della CIA in questi accordi, i colloqui subirebbero una brusca frenata totale.ttip-diskretionsabstand-farbepixMartin Berger è giornalista freelance e analista geopolitico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esperienza del primo attacco

Piazzare i valori democratici occidentali ha distrutto il Medio Oriente
Valerij Gerasimov; VPK, 18/05/2016 – South Front398620_originalLa regolamentazione legislativa dell’uso della forza militare russa nella lotta al terrorismo, si basa sull’esperienza di fine 20° e inizio 21° secolo, nelle operazioni antiterrorismo nella regione del Caucaso settentrionale. Oggi nessuno dubita che la Russia abbia affrontato non un gruppo di separatisti, ma una forza ben organizzata e generosamente finanziata, sostenuta da elementi terroristici stranieri, nel proprio Paese. La potenza militare è stata utilizzata contro aggressioni estere ed ha avuto il mandato per operazioni contro bande criminali nel territorio nazionale. Numerosi governi hanno anche scatenato la guerra delle informazioni contro la Russia. Abbiamo ripreso gli eventi del primo attacco terroristico e giunti a diverse conclusioni. In primo luogo, le Forze Armate devono essere preparate a tale lotta. In secondo luogo, il terrorismo va colpito attivamente nelle prime fasi della formazione e non dobbiamo permettere che la sua ideologia si diffonda e occupi nuovi territori. In terzo luogo, il terrorismo non può essere eliminato senza l’uso della forza militare, solo essa porta alla vittoria. Per trionfare in questa lotta è necessario unire le risorse politiche, finanziarie, ideologiche e informative del governo.

La democrazia sotto scorta
Parlare delle cause del terrorismo internazionale richiede la distinzione di alcuni aspetti. Indubbiamente, le condizioni per la sua crescita sono generate dalle situazioni difficili di alcuni popoli, come ad esempio la mancanza di opportunità di sviluppo e di prospettive per uno standard di vita dignitoso. L’ideologia radicale capitalizza su questi problemi, con conseguenti organizzazioni illegali come al-Qaida e Stato islamico. L’intervento di Stati esteri negli affari delle nazioni sovrane si materializza come altra causa della minaccia terroristica. I tentativi dell’occidente d’imporre i propri valori su Paesi con propri fondamenti spirituali e tradizioni culturali, favoriscono inevitabilmente risultati negativi. La creazione artificiale di tali ideali alieni ha già devastato Nord Africa e Medio Oriente. Gli effetti della “primavera araba” hanno creato una crisi migratoria in Europa. La Libia, dove il Presidente Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento militare della NATO, ha praticamente cessato di esistere come Stato unito, diventando un precursore dell’avanzata di SIIL e altri gruppi terroristici. L’occupazione dell’Iraq, l’assassinio del suo leader politico e la “democratizzazione” del Paese con le baionette hanno creato lo SIIL, con ex-membri provenienti dalle élite politiche dei Paesi colpiti, in grandi regioni dell’Iraq. La terza causa della recrudescenza del pericolo terrorista spetta a quei governi che trovano vantaggioso utilizzare i servizi di organizzazioni radicali per aggiungere i loro obiettivi politici, distruggendo quegli Stati che anche non fossero democratici, incarnano la stabilità. In seguito emergono dalle ombre i mandanti, e i banditi clandestini avanzano coprendo vasti territori e formandosi una base economica, generando un quasi-struttura che suscita destabilizzazione della regione e costituisce una minaccia per tutta l’umanità civilizzata.

Su basi lecite
La Siria, dove il processo di destabilizzare e rovesciamento del governo legittimamente eletto continua con le stesse tecniche utilizzate altrove, è un ottimo esempio. L’instabilità è iniziata con proteste organizzate ed informazioni alimentate da fonti estere. Poi scoppiarono gli attentati contro le forze dell’ordine e i rappresentanti delle autorità; inoltre, la massa degli attacchi terroristici fu supportata da organizzazioni occulte. A metà dell’anno, la situazione era critica. La domanda di preservare la Siria come Stato sovrano era sul tavolo. Un cambio di potere avrebbe significato la frammentazione inevitabile del Paese sotto la bandiera degli estremisti etnico-religiosi. Gli sviluppi dello scenario in Libia illustravano il processo di un altro Paese prosperoso divenire terreno fertile del terrorismo minacciando la stabilità dell’intera regione. Di conseguenza, in Medio Oriente si formava una chiara minaccia per la sicurezza nazionale della Russia. Secondo le nostre stime, SIIL e altri gruppi terroristici avevano arruolato 4500 cittadini della Federazione Russa e di altri Paesi della CSI all’inizio del 2015. Non è difficile prevedere dove questi terroristi avrebbero concentrato i loro sforzi una volta caduto il regime di Assad. In tali circostanze, il Presidente della Russia, in risposta alla richiesta ufficiale di Damasco, ha deciso di utilizzare le Forze Armate per condurre operazioni antiterroristiche nel territorio della Repubblica araba siriana. Fu approvato anche dal Consiglio della Federazione. Anche in questo caso, si parla di partecipazione militare nella lotta al terrorismo, non d’intervenire negli affari di un altro Stato o sostenere una corrente religiosa radicale. Le nostre unità operano legalmente in Siria, su richiesta del governo, lo stesso non si può dire della coalizione statunitense che de iure viola tutti i canoni del diritto internazionale. Dal 30 settembre 2015, l’Aeronautica russa ha fornito supporto aereo contro obiettivi terroristici. Gli obiettivi sono scelti secondo informazioni attendibili, confermati dai velivoli senza equipaggio e solo dopo attenta selezione, l’obiettivo viene scelto. Allo stesso tempo, non abbiamo colpito scuole, ospedali o moschee, anche se sappiamo che alcuni di tali edifici vengono utilizzati dai terroristi come depositi di armi. Oltre ad attacchi aerei, le Forze Armate russe in Siria hanno risolto altri problemi. I nostri consiglieri aiutano i comandanti militari siriani nella preparazione delle operazioni militari contro le forze terroristiche e sono coinvolti nell’addestramento di unità di riserva, così come nella loro formazione.

Ankara non segue
Nel facilitare le operazioni dell’Aeronautica russa in Siria, una particolare attenzione è rivolta ad impedire conflitti sul Paese. Nonostante l’arresto della cooperazione militare tra Stati Uniti e Russia, l’interesse reciproco ha garantito preparazione e firma del memorandum bilaterale per evitare incidenti sui cieli della Siria. In futuro, il rispetto delle regole delineate in tale accordo richiederà che tutti i partecipanti della coalizione guidata dagli Stati Uniti creino i canali necessari per la cooperazione operativa con la Russia. A Baghdad, la coalizione Iraq, Iran, Siria e Russia funge da centro di informazione per l’intelligence antiterrorismo. Questa coalizione agisce come riuscito meccanismo dell’interazione tra i ministeri della Difesa di Russia e Israele nel quadro della cooperazione per impedire incidenti in Siria. A seguito della dichiarazione del 27 febbraio di Stati Uniti e Russia, le Forze Armate hanno ulteriori attività correlate alla cessazione delle ostilità, espansione delle operazioni umanitarie e liberazione di insediamenti e territori. Sull’aeroporto di Humaymim abbiamo istituito il Centro per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria. L’organizzazione è attivamente coinvolta nell’attuazione degli accordi raggiunti, in collaborazione con una struttura simile appoggiata dagli USA ad Amman e alla Task Force di Ginevra. Oggi, un ruolo fondamentale delle Forze Armate russe in Siria spetta nella promozione della riconciliazione tra le maggiori forze militari e l’avvio dei processi politici nel Paese. Tuttavia, uno dei fattori destabilizzanti che conserva un impatto significativamente negativo è la vendita di armi, munizioni, e farmaci di Ankara ai terroristi. Gli ospedali in Turchia continuano a curarli.
In conclusione, eseguiamo le nostre operazioni con la consapevolezza che il destino di un Paese, del suo sistema politico e di chi vi detiene il potere devono essere decisi dal popolo di quel Paese. La Siria deve mantenere la propria autonomia e grazie agli sforzi della cooperazione multinazionale, rimarrà uno Stato laico.1030398751Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo schianto dell’Egyptair 804 è collegato all’opposizione francese all’escalation degli USA contro la Russia?

Umberto Pascali, Katehon 20/05/2016image-2011-09-13-10115407-0-inforgrafic-scut-anti-rachetaLe istituzioni degli Stati Uniti cercano freneticamente di costringere i Paesi europei ad approvare i sistemi missilistici puntati sulla Russia, volendo disperatamente intrappolare l’Europa nel confronto militare (con una provocazione che presto farà da innesco) contro la Russia. Luglio è il termine ultimo. Funzionari degli Stati Uniti ritengono che se la NATO al vertice di luglio a Varsavia non prenderà il controllo del sistema di difesa antimissile dichiarandolo operativo, la Russia dichiarerà che l’alleanza si piega alla sua volontà. Il nuovo sistema missilistico è ideato per trattenere l’Europa nel confronto perenne con la Russia, contro i propri interessi. Le élite statunitensi sono terrorizzate delle prossime elezioni presidenziali, nel caso un’amministrazione di Trump (o Sanders?) salvi gli Stati Uniti dalla continua politica di “guerre e saccheggio finanziario”.
La Francia guida l’opposizione al sistema missilistico (recentemente impiantato anche nell’impoverita Romania) nominalmente un programma della NATO ma in realtà operazione di controllo degli Stati Uniti sull’Europa. Proprio oggi, il Wall Street Journal ha denunciato la Francia per l’opposizione al diktat di Washington. Il giornale, nota voce di Wall Street e Bush-Clinton, ha spiegato che l’opposizione francese va spezzata prima della riunione di luglio della NATO, quando i Paesi della NATO dovrebbero accettare “proprietà” e “responsabilità” dello “scudo antimissile”: “Funzionari francesi hanno detto che rifiutano l’approvazione a che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord prenda il controllo del sistema di difesa antimissile europeo degli Stati Uniti, posizione di Parigi che funzionari statunitensi e dell’alleanza sperano di poter convincere a cambiare prima del vertice di luglio”. “Non è solo una questione tecnica, ma c’è un aspetto politico”, ha detto al giornale un funzionario francese. “Se si tratta di un sistema della NATO, la NATO si assumerà la responsabilità se si abbatterà un missile. La NATO si assumerà la responsabilità se si fallisse“. Gli statunitensi vogliono che la questione sia imposta all’Europa già il 19 maggio, al vertice dei ministri degli Esteri della NATO a Bruxelles. Germania e anche Italia sembrano seguire la Francia nel respingere le pressioni. È una situazione (leader europei che resistono ai piani anglo-statunitensi) simile ad altre nel recente passato, quando Francia e Belgio furono colpiti da estremamente sofisticati attacchi militari sotto forma di terrorismo.
L’incidente del volo EgyptAir 804 da Parigi a Cairo è un avvertimento a smetterla di resistere o altro?03d69c82849c521bf2569c3652b42285Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il “Lago della Russia”: La flotta del Mar Nero contro la nuova coalizione ucraino-turca

Svjatoslav Knjazev, PolitRussia 19 maggio 2016 – Fort Russ

ukraina-s-turtsiey-611-4567577Il 17 maggio 2016 le agenzie stampa hanno riportato la notizia molto interessante che Kiev e Ankara sono diventati ufficialmente dei partner militari. Il piano di attuazione della cooperazione militare è stato firmato delle Forze Armate di Turchia e Ucraina, definendo direzione e portata della cooperazione fino al 2020. Il documento si occupa di problemi generali e questioni piuttosto specifiche in materia di pianificazione, consulenza e assistenza nella difesa e cooperazione tra le forze armate in settori generali e particolari. Kiev ha sottolineato che la cooperazione con i militari turchi è un passo verso l'”integrazione nella NATO”. Gli esperti dicono che non è tanto l’Ucraina a prepararsi ad aderire all’alleanza, ma della “supervisione” della NATO sulle forze armate dell’Ucraina attraverso i militari turchi. Nei prossimi mesi, oltre alle tradizionali esercitazioni “Sea Breeze” nel formato “Ucraina-NATO” (che si terranno nelle regioni di Odessa e Nikolaev), le manovre navali ucraino-turche saranno organizzate nel Mar Nero, dopo di che si prevede passino ai pattugliamenti congiunti lungo le coste. Per quanto si sa, potrebbe essere la prova generale delle attività di una futura flotta della NATO del Mar Nero, la cui creazione sarà discussa l’8-9 luglio al vertice dell’Alleanza a Varsavia. Gli Stati membri della NATO sul Mar Nero e i partner ucraini e georgiani sostengono l’idea. Dopo l’approvazione formale di tale progetto, navi e aerei delle marine statunitense, tedesca, italiana e turca vi si uniranno assieme alla partecipazione di Ucraina e Georgia. Tutto questo, per usare un eufemismo, disturba i confini della Russia. Se un esame viene condotto su chi ha già aderito all'”Alleanza Marittima”, dal carattere chiaramente anti-russo. dal punto di vista degli armamenti l’unica minaccia per la Russia sono le forze turche.

Ucraina: una fregata e molta spazzatura
Le forze navali ucraine sono costituite formalmente da 17 navi da combattimento ma, a giudicare dalla stampa, solo la fregata Hetman Sadajdachnij e alcune imbarcazioni sono operative. L’aviazione navale dell’Ucraina è essenzialmente un trucco, formata da alcuni aerei ed elicotteri obsoleti basati nel villaggio di Chornobaevka, presso Kherson. La guardia costiera ucraina esiste sulla carta. L’unica vera forza della marina ucraina sono i marines e le forze speciali. C’è una brigata di marines a Nikolaev che in realtà opera a Marjupol, e c’è il 73.mo centro per le operazioni speciali della marina ucraina (ad Ochakov) e l’801.mo distaccamento per la lotta ai sabotatori subacquei (a Nikolaev). L’Ucraina ha una base navale a Odessa e due punti di ancoraggio a Nikolaev e Ochakov. Ma anche se esistente, la modesta flotta non può davvero fare molto. Tutti i punti nelle acque di Odessa sono occupati da progetti commerciali, mentre Nikolaev e Ochakov sono sulla foce del Dnepr, dove è lungo e difficile per le navi attraccare e dove, del resto se lo si desidera, potrebbero essere facilmente bloccate. In teoria, vi è una base per le costruzioni navali militari a Nikolaev, dove c’era il più grande complesso cantieristico nell’ex-Unione Sovietica che, di fatto, era l’unico in grado di produrre portaerei. Vi sono due imprese di costruzioni navali a Kherson e Kiev, ma per 25 anni sono state saccheggiate e nessun nuovo quadro vi è stato preparato, mentre i vecchi sono emigrati. La leadership della Marina ucraina, però, vuole rilanciare le costruzioni navali ucraine e attivare 66 navi prima del 2020, ma è una fantasia che non ha nulla a che fare con la realtà. Per realizzare tali ambizioni, è necessario più denaro di quanto ne esista nel bilancio dello Stato ucraino.

Turchia: una potente ma dispersa marina
Tutto si complica nel caso della Turchia. La Turchia vanta 16 fregate, 8 corvette e 14 sottomarini più un Corpo dei marines ed incursori. Tale forza è una delizia per i nemici della Russia, ma qui vanno notati alcuni punti importanti. In primo luogo, confrontare la flotta della Turchia con la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa è sbagliato. La marina turca è divisa in zone navali a nord e a sud: Mar Nero e Mediterraneo. Gran parte delle basi della marina turca si trova lontano dal Mar Nero e sono molto trascurate da Ankara. Le cattive relazioni tra Turchia e Grecia, Cipro, Egitto e Siria, i flussi dei migranti, e le navi russe nel Mar Mediterraneo non portano da nessuna parte. Ankara, quindi, non può permettersi di rafforzarsi radicalmente sul Mar Nero. In secondo luogo, la Turchia non ha nulla di paragonabile all’incrociatore missilistico russo Moskva. In terzo luogo, l’aviazione navale di Ankara è solo embrionale mentre l’aeronautica è notevolmente più debole di quella della Federazione Russa. Eppure l’alleanza ucraino-turca può abbastanza mettere in difficoltà la Russia. Kiev può condividere posizioni e infrastrutture con i nuovi alleati e le flotte della NATO. In particolare, per compiacere i padroni e infastidire la Russia, Kiev potrebbe inviare navi civili da Odessa per fornire la copertura dei sistemi radar e missilistici nelle immediate vicinanze di Crimea, a sud di Kherson e sull’isola Zmejnij. La Russia avrebbe poco da gioirne.

Crimea: una fortezza inespugnabile
In considerazione delle potenziali minacce esistenti ed emergenti, la Russia ora rafforza rapidamente le difese della penisola di Crimea. Nel 2015, la Flotta del Mar Nero ha aggiunto circa 200 unità militari, tra cui 40 navi, 30 velivoli (multiruolo SU-30SM), e in Crimea sono stati assegnati più di 100 blindati moderni. Delle navi che meritano particolare attenzione, vi sono i 3 più recenti sottomarini diesel-elettrici Proekt 636 Varshavjanka e due navi armate di missili da crociera Kalibr. Tali armi sono solide e in un prossimo futuro proseguirà il potenziamento della Flotta del Mar Nero. Inoltre, la Crimea non è solo difesa dalla Marina. La 27.m Divisione aerea combinata viene schierata sulla penisola dispiegando lo squadrone della Guardia dei bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 e vi è la prospettiva dell’espansione del gruppo a reggimento. A Dzhankoe si trova un battaglione aerotrasportato che dovrebbe essere convertito in reggimento. Nei pressi di Sebastopoli, la stazione del sistema di allarme antimissile è stata ripristinata dopo essere stata consegnata all’Ucraina nel 1991 e abbandonata negli ultimi 10 anni. La stazione ha solo bisogno di un radar centimetrico per integrare la stazione in Armavir che opera su frequenze ultra-alte. Il complesso di Sebastopoli potrà tracciare i missili da crociera lanciati dai nostri “partner”. Inoltre, le coste sono difese in modo sicuro dal sistema missilistico Bastion che può distruggere qualsiasi nave nemica sul Mar Nero in 10-15 minuti. Per questi motivi Erdogan chiama il Mar Nero “lago russo”. E’ già chiaro che, nonostante i mantra dei liberali filo-occidentali, della serena Ucraina e della tranquilla Turchia, nessuno ci lascerà in pace. Affinché i cittadini russi siano al sicuro, il buon vecchio principio del “si vis pacem, para bellum” (Se amate la pace, preparatevi alla guerra) va messo in pratica. Questo è ciò che viene fatto e proprio in Crimea in particolare.187996733Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Brasile: i servizi segreti degli USA dietro le turbolenze

Nil Nikandrov, Strategic Culture Foundation 17/05/2016image-20160515-10679-1qwdkthSenza dubbio, i servizi speciali degli Stati Uniti sono dietro la crisi in Brasile e continuano a controllare gli eventi. Prove compromettenti contro la direzione del Partito dei Lavoratori, i dirigenti della Petrobras, compagnia petrolifera statale, e circoli vicini alla Presidentessa Dilma Rousseff e all’ex-Presidente Lula da Silva sono trapelate nell’operazione per minare “un regime ostile”. Agli occhi del presidente Barack Obama e della sua amministrazione, il più grande Paese dell’America Latina è uno Stato ostile, perché ha osato attuare politiche indipendenti. L’obiettivo degli Stati Uniti è sottomettere la classe dirigente del Brasile e falla ballare al loro ritmo. Tale stato di cose fu predetto da numerosi presidenti latino-americani, tra cui Rafael Correa dell’Ecuador, Daniel Ortega del Nicaragua, Evo Morales della Bolivia e Tabaré Vázquez dell’Uruguay, tra gli altri. Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro senza mezzi termini parla degli eventi in Brasile come colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti. Secondo Maduro, l’attacco contro Dilma Rousseff minaccia la democrazia in Brasile, essendo diretto contro organizzazioni regionali come CELAC (la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi), UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane), così come i movimenti pubblici e politici che proteggono gli interessi popolari. Maduro ha invitato tutti i movimenti della sinistra in America Latina di unirsi e protestare contro la campagna diffamatoria contro la Presidentessa brasiliana Dilma Rousseff. Il leader venezuelano ritiene che debbano agire per proteggere pace e prosperità nel continente. Le prove compromettenti (reali e fabbricate) usate contro la dirigenza brasiliana provengono dall’US National Security Agency (NSA) prima che Snowden fuggisse facendo le sue rivelazioni. L’informazione fu diffusa dai media controllati per destabilizzare la vita politica e pubblica del Paese, facilitando a Washington la nomina a posizioni chiave dei suoi agenti. Le cosiddette “procedure costituzionali” per far decadere Dilma Rousseff non sono altro che un camuffamento per coprire lo strisciante colpo di Stato. Obama farà di tutto per raggiungere l’obiettivo prima che scada il suo mandato, può anche inscenare una Maidan in Brasile, se necessario. Alcuni del personale dell’ambasciata degli Stati Uniti, così come nei consolati statunitensi nel Paese, sono già al lavoro per svolgere la missione assegnata.
Liliana Ayalde, l’ambasciatrice degli USA in Brasile, ha iniziato la carriera come assistente dell’Ufficio America Latina e Caraibi della Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID) coordinando importanti programmi di assistenza allo sviluppo di Haiti, Messico e Caraibi. E’ membro del Foreign Service col rango di ministro itinerante essendo stata assegnata a Guatemala, Nicaragua, Bolivia, Colombia e Washington DC dall’USAID. Vuol dire che si coordina strettamente con la Central Intelligence Agency (CIA) e altri servizi speciali. Nel 2008 – 2011 era ambasciatrice degli Stati Uniti nella Repubblica del Paraguay preparando il rovesciamento del Presidente Fernando Lugo. Nel giugno 2012 il parlamento del Paraguay accusò il Presidente. Allora il Brasile protestò. Il governo brasiliano osservò che il presidente fu privato del diritto alla difesa. Secondo la costituzione, il vicepresidente del Paraguay ebbe la massima carica del Paese. Lugo definì l’impeachment un colpo di Stato inscenato contro la volontà del popolo. In linea di massima, lo stesso scenario si ha in Brasile. Andrea Bowen è il viceapomissione dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Brasilia, conosce molto bene l’America Latina. Prima di arrivare in Brasile, Andrew è stato viceapomissione ad interim e Direttore della Sezione narcotici e ordine internazionale (INL) dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotà, Colombia. I suoi incarichi precedenti includono Ecuador, Venezuela, Panama, Messico e Honduras. Una cinquantina di persone lavora nelle sezioni economica e politica dell’ambasciata statunitense, impiegati principalmente per le operazioni segrete della CIA. Uno di loro è Alexis Ludwig, consigliere politico coinvolto in scandali ben noti in Bolivia e Argentina. Alcuni che lavorano per i servizi speciali sono noti per le loro attività vigorose, tra cui il funzionario degli affari pubblici Abigail Dressel, l’addetto legale Steve Moore, la responsabile della gestione finanziaria Gwendolyn Llewellyn, il direttore dell’USAID Michael Eddy, e così via.
4928 Dilma Rousseff ha dovuto dimettersi “temporaneamente”, definendo tale decisione una “farsa politica” e un “colpo di Stato”. Lasciando il palazzo presidenziale, ha definito il suo allontanamento dal potere atto di “sabotaggio” e giorno tragico per la giovane democrazia brasiliana. Rousseff ha detto che non è la sua sospensione dalla carica, ma il rispetto dei risultati delle elezioni, della volontà del popolo e della costituzione che contava. “Posso aver commesso errori, ma non ho mai commesso reati”, ha detto. “La peggiore cosa che può capitare ad un essere umano è essere condannato per un crimine che non ha commesso. Non c’è ingiustizia più devastante”. Rousseff ha reagito con tono di sfida condannando il “tradimento” di coloro che hanno sabotato il suo governo, promettendo di combattere il colpo di Stato. Il vicepresidente Michel Temer, eletto sulla scia di Rousseff nel 2014, è diventato presidente facente funzione. Se avesse concorso per la carica, non avrebbe mai ottenuto più del 2 per cento dei voti. E’ una banderuola che sa sempre dove soffia il vento. Temer è anche noto come maestro del compromesso in grado di formare coalizioni. Nel 1990 il suo Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB) collaborò con il Partito Socialdemocratico brasiliano dell’ex-presidente Fernando Henrique Cardoso. Nel 2003 il PMDB formò la coalizione con il Partito dei Lavoratori guidato da Lula da Silva. Temer ha formato un nuovo governo. Uno dei primi passi è stato ridurre il numero dei ministeri da 32 a 24. Non ci sono donne nel nuovo gabinetto. Non c’era tale discriminazione nel governo di Dilma Rousseff. “Fidatevi di me”, ha detto nel suo emotivo discorso inaugurale al palazzo presidenziale di Planalto. “Fidatevi dei valori della nostra gente e della nostra capacità di recuperare l’economia”. “La mia prima parola per il popolo del Brasile è fiducia”, ha detto promettendo la salvezza nazionale. “La fiducia nei valori che formano il carattere della nostra gente, la vitalità della nostra democrazia”, ha aggiunto riconoscendo che “è urgente pacificare la nazione e unire il Brasile. È urgente creare un governo di salvezza nazionale”. Ha dedicato la maggior parte del suo discorso all’economia brasiliana danneggiata, promettendo di rinnovare la fiducia nel Paese dagli investitori esteri e di attrarre le aziende che potrebbero fornire posti di lavoro e sgravare il governo. Non ha parlato di politica estera. Ci si aspetta sia pro-USA. Temer è figlio di immigrati libanesi maroniti, è avvocato e presiede il Partito del Movimento Democratico Brasiliano, il più grande partito del Brasile. Nel 1980 fu procuratore dello Stato e due volte segretario di Stato per la sicurezza pubblica, sempre a San Paolo. Questo quando stabilì stretti legami con l’ambasciata degli Stati Uniti. È divenuto vicepresidente come compagno nella corsa presidenziale della candidata del Partito dei Lavoratori Dilma Rousseff nelle elezioni del 2010. Ma è un cavallo di Troia degli Stati Uniti nell’amministrazione. Il suo partito ha lasciato la coalizione di governo per lo scandalo Petrobras. Va aggiunto che ha evitato un’indagine su una testimonianza che l’implica nello scandalo Petrobras.
L’impeachment di Dilma Rousseff ha aperto la via alle riforme neoliberiste volte alla privatizzazione delle imprese statali. Gli Stati Uniti avranno un ruolo attivo. Coloro che sono andati al potere in Brasile sono coinvolti in scandali di corruzione, ma questa volta la loro integrità non è discussa dagli Stati Uniti.

Liliana Ayalde

Liliana Ayalde

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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