Pokemon Go – La terribile realtà

Pokemon Go – La terribile realtà

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La politica estera della Turchia dopo il colpo di Stato

Il fallito colpo di Stato in Turchia potrebbe avere implicazioni sui rapporti di Ankara con occidente, Russia e Siria
Ilija Lakstygal, Russia Direct, 19 luglio 2016aa_picture_20140830_3166542_webIl 17 luglio apparve evidente che il tentato golpe militare in Turchia si era concluso con un fallimento. I primi arresti sono ormai degenerati in una purga senza precedenti nel campo militare. i partner della Turchia non furono molto veloci nel condannare il tentato golpe e contemporaneamente affermano che tutti gli obblighi internazionali rimarranno in vigore con la Turchia. Quindi la posizione internazionale di Ankara non subirebbe modifiche sostanziali. Tuttavia, tali eventi avranno inevitabilmente conseguenze sulle relazioni della Turchia con Stati Uniti, Russia e Siria, soprattutto considerando il peso dei militari turchi nella regione. Secondo il rapporto annuale “Military Balance 2016 “, predisposto dal think tank inglese Istituto Internazionale di Studi Strategici (IISS), l’esercito turco ha 410000 effettivi. Ciò significa che il Paese ha l’esercito più potente nella NATO dopo gli Stati Uniti e, a differenza di molti eserciti europei, quello della Turchia ha esperienza nei combattimenti contro la guerriglia dei ribelli curdi. L’esercito turco è anche un’importante istituzione politica. Ha sempre visto il suo ruolo ridotto, nonostante un breve prestigio dopo la guerra al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). E ora la sconfitta inequivocabile dell’élite militare col fallito colpo di Stato influenzerà il rapporto della Turchia con il più stretto alleato nella NATO, gli Stati Uniti, così come con il suo recente nemico, la Russia.

Implicazioni del colpo di Stato della Turchia nulle relazioni con l’occidente
Questi eventi indicano che molti contatti operativi con la Turchia, nel quadro della NATO, sono stati temporaneamente congelati. Il segretario di Stato degli USA John Kerry ha esplicitamente messo in guardia la leadership politica turca che sarebbe un grosso errore, per un alleato della NATO, intraprendere purghe di massa tra i suoi ufficiali in questo momento. Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati in quanto la lotta contro lo Stato Islamico dell’Iraq e Grande Siria (SIIL) è in pieno svolgimento, e la NATO ancora avverte contro la politica estera assertiva della Russia, di cui l’alleanza ha appena discusso all’ultimo vertice di Varsavia. In risposta, Erdogan ha fatto capire che gli Stati Uniti sono parzialmente coinvolti nel colpo di Stato, almeno per il fatto che il principale “puparo” della cospirazione e dello “Stato parallelo”, il religioso Fethullah Gülen, attualmente vive in esilio volontario in Pennsylvania, ed i più alti generali turchi hanno cooperato con i loro colleghi statunitensi, compresi quelli dell’intelligence. La rivista Foreign Policy sottolinea che l’ovvia conseguenza di tale fallito colpo di Stato sarà l’indebolimento dell’esercito turco a breve termine. Una chiara indicazione di ciò è il fatto che l’instabilità politica abbia immediatamente interessato la principale base della NATO in Turchia, Incirlik, vicino al confine siriano. Otre agli aeromobili vi sono anche testate nucleari tattiche, nella base. In realtà, fu esclusa dai sistemi di supporto vitale, durante il tentato di colpo, dai congiurati, uno dei quali era il comandante della base. Incirlik è la base principale degli aerei da combattimento statunitensi e dei membri della coalizione internazionale anti-SIIL. Il colpo di Stato ha imposto la sospensione dei volti degli aerei dalla base, impedendo agli aviogetti di sostenere le Forze Democratiche Siriane (SDF), per il 60 per cento formate da curdi siriani. L’esercito turco le ha sempre considerate nient’altro che un ramo del PKK, che Ankara considera un’organizzazione terroristica. Nonostante il fatto che i voli dalla base d’Incirlik sono ripresi (per ora, necessari all’aeronautica della coalizione per sostenere i curdi nell’attuale battaglia per Manbij, città nel nord della Siria), le Forze Armate turche non possono affatto sostenere i ribelli dell’esercito libero siriano (FSA) ad Aleppo e Lataqia nel prossimo futuro. Dopo tutto, dal 18 luglio l’Esercito arabo siriano ha isolato i quartieri controllati dai ribelli di Aleppo da ogni comunicazione. Questo non significa che l’invio di combattenti, istruttori e unità d’intelligence in Siria si fermerà. Anche nei giorni del tentato colpo di Stato, tali attività sono proseguite. Tuttavia, le dimensioni dell’attività turca dovrebbe ridursi, e questo renderà più facile a Mosca sostenere Damasco. Questo è ciò che Ruslan Pukhov, direttore del Centro per l’analisi delle strategie e tecnologie, pensa. Ciò avverrà indipendentemente dalla volontà del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan (che non potrà mai rinunciare alle ambizioni neo-ottomane) d’aumentare il sostegno all’ELS, se non altro perché i militari saranno paralizzati per qualche tempo.Erdoğan_and_PutinL’impatto del tentato colpo di Stato sui rapporti di Ankara con Russia e Siria
Sotto questa luce, è importante ricordare le informazioni trapelate alla stampa poco prima del colpo di Stato sui contatti informali tra intelligence militare turco e regime del Presidente siriano Bashar Assad, supportato dalla Russia. Tuttavia, Ankara e Damasco sono poco propense a riprendere il dialogo ufficiale nel prossimo futuro, dato che Assad ha definito Erdogan un fascista nell’ultimo discorso al neoeletto parlamento siriano. Tuttavia, sull’esempio della Russia, si vede come la retorica possa virare rapidamente di 180 gradi. Non vi è alcun motivo di esserne sorpresi: il FSA, sostenuto dalla Turchia (sia nelle battaglie di febbraio contro curdi e lealisti, che a maggio contro lo SIIL) ha dimostrato totale impotenza. La minaccia curda e le scommesse fallite sull'”opposizione moderata” porteranno inevitabilmente al dialogo con Mosca. Allo stesso tempo, la guerriglia curda infuria nelle province orientali della Turchia e il crescente potere dei loro compatrioti siriani ha portato Ankara a credere che Assad sia forse il male minore rispetto ai curdi. Damasco guarda anche ai curdi siriani (loro alleati del momento) con diffidenza, soprattutto dopo la dichiarazione di autonomia e richiesta di federalizzazione della Siria. Va ricordato che i rapporti tra Ankara e Washington sono peggiorati a causa della questione curda. Questo perché, sul campo nella lotta allo SIIL, gli Stati Uniti puntano sulle SDF piuttosto che sul FSA. Allo stesso tempo, vi furono contatti segreti tra turchi e governo siriano (e non certo senza che Mosca sapesse) con un improvviso miglioramento delle relazioni russo-turche dopo le cosiddette “scuse” di Erdogan sul pilota russo ucciso il 24 novembre 2015. Ironia della sorte, il pilota turco che abbatté l’aereo russo era coinvolto nel tentato colpo di Stato del 16 luglio. I sostenitori di Erdogan semplicemente non potevano non approfittare di una coincidenza così fortunata, con il sindaco di Ankara Melih Gokcek, fedelissimo di Erdogan, che felicemente annunciava in una intervista alla filiale turca della CNN che il “due volte colpevole” pilota era stato catturato. Ora, l’ex-eroe nazionale faceva parte di un malvagio complotto ordito dai militari e dall’emigrato politico Gulen per avvelenare i rapporti tra Putin e Erdogan. Eppure, poco tempo prima, era tutto il contrario. Nel febbraio 2016, quando i ribelli sostenuti dalla Turchia nella provincia siriana di Aleppo furono sconfitti dai curdi e dalle forze governative siriane, furono i generali che convinsero l’infuriato Erdogan a non intervenire nel Paese vicino inasprendo il conflitto con Mosca. Perciò, un confronto militare diretto incombente con la Russia non c’è stato e la Turchia ha evitato di combattere su più fronti, contro i curdi nelle retrovie, contro i curdi in Siria, contro Assad e i suoi alleati russo-iraniani, e contro lo SIIL. I militari hanno sostenuto l’intervento in Siria, ma solo nel quadro della strategia alla moda della “guerra per procura”. Il miglioramento delle relazioni con la Russia, ovviamente, continuerà. Questo avverrà nonostante il divieto di voli regolari dell’aviazione civile in Turchia e il blocco temporaneo della navigazione sul Bosforo (vitale per rifornire le unità russe in Siria e lo stesso Assad) durante il colpo di Stato, che innervosì Mosca. E’ possibile che in occasione della prossima riunione del G20, Putin e Erdogan finalmente s’incontrino. Tuttavia, resta da vedere se il miglioramento delle relazioni Mosca-Ankara si avrà davvero.

Uno sguardo al futuro
Le repressioni nelle forze armate, la situazione della base aerea di Incirlik e le richieste persistenti di estradare Gulen non aiuteranno le relazioni con Washington. Allo stesso tempo, i tentativi di migliorare le relazioni con la Russia non significano che la Turchia si asterrà dal perseguire politiche imperialiste in Medio Oriente o di aiutare i ribelli siriani. Forse non sarà una tendenza a lungo termine, ma lo segnala agli statunitensi che hanno appena concluso un altro “accordo siriano” nell’ultima visita di Kerry a Mosca. Mosca non sarà affascinata dalla “scuse” di Erdogan o dalla rivelazione che l’esercito avvelenava le relazioni tra Turchia e Russia. Gli USA, nonostante il peggioramento delle relazioni (furono ancor peggiori prima, ad esempio durante la crisi di Cipro del 1974) rimangono il partner strategico della Turchia. E i rapporti con la Russia, nonostante l’invio di gas e il flusso di turisti, possono essere poi chiusi, dopo la tregua necessaria per non combattere contro tutti i nemici contemporaneamente. La domanda è, quanto durerà la tregua?Turkey's President Erdogan and U.S. President Obama attend working session at G20 summit  in AntalyaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Golpe turco: Ucciso l’ufficiale responsabile delle operazioni contro lo Stato islamico

Tyler Durden, Zerohedge 18 luglio 2016

13716135Ormai solo i più ingenui credono alla narrazione ufficiale sul colpo di Stato in Turchia. Lo diciamo per due ragioni: prima, come anche il commissario UE incaricato di trattare la richiesta d’adesione della Turchia, Johannes Hahn, ha detto, quando si discute dell’epurazione senza precedenti in Turchia, “Sembra che almeno qualcosa sia stato preparato. Le liste erano pronte indicando che erano state preparate per utilizzarle in una determinata fase. Sono molto preoccupato. E’ esattamente quello che temevamo“. Non ha detto cosa esattamente temesse, ma lo si può dedurre. Seconda, notando la stampa turca cambiare apertamente narrazione, Erdogan non era nemmeno capace di capire chi incolpare del “tentato colpo di Stato” fino a questo pomeriggio, prima accusava gli Stati Uniti, poi l’ex-capo dell’aeronautica turca, prima di decidere definitivamente di accusare il 77enne residente in Pennsylvania, Fethullah Gulen, di essere la scarsa mente dietro tutto. A dire il vero, i media occidentali erano felici d’ignorare tali “cambiamenti” e di rilanciare falsità alle masse solo per mantenere l’illusione della narrazione ufficiale turca. Un esempio di ciò è quando Erdogan ha detto alla CNN, questa mattina, che “era scampato alla morte per soli pochi minuti, prima che i golpisti assaltassero il villaggio nel sud-ovest della Turchia dove era in vacanza lo scorso fine settimana“. L’intervista di Erdogan fu trasmessa il 18 luglio sera. Ha detto alla CNN che i soldati golpisti uccisero due delle sue guardie del corpo, quando assaltarono il villaggio, alle prime ore del 16 luglio, “se fossi rimasto altri 10, 15 minuti, sarei stato ucciso o sarei stato preso”, disse tramite il traduttore presidenziale“. Eppure, il giorno prima scrivemmo che anche se “I piloti golpisti ebbero l’aereo di Erdogan nel mirino” non fecero nulla, spingendo un ex-ufficiale “vicino agli eventi” a chiedersi “perché non hanno sparato, è un mistero“. Quindi, poche ore prima 2 F-16 avevano agganciato sul radar Erdogan e decisero di non uccidere il dittatore, e le truppe del presunto “golpe” furono lanciate per prendere Erdogan, molte ore dopo l’inizio del cosiddetto colpo di Stato, nel suo hotel dove l’avrebbero ucciso… se fosse rimasto “altri 10, 15 minuti“. Possiamo capire perché neanche gli europei ci credono.
Poi un altro esempio d’informazione forzata, e falsa, proviene dal Guardian che pubblica oggi un pezzo intitolato “Il colpo di Stato militare è stato ben pianificato ed è quasi riuscito, dicono i funzionari turchi“, con perle come la seguente: “Era mezzanotte nella capitale turca, solo due ore e mezzo dal tentato golpe, e il gruppo di nove ministri riunitisi in una sala conferenze al premierato era convinto che fossero tutti in procinto d’incontrare la fine. “Probabilmente avrà successo e noi moriremo stasera”, disse uno dei ministri, secondo un funzionario presente alla riunione. “Cerchiamo di essere pronti a morire. Saremo tutti martirizzati in questa lotta”.” Che dramma… ti fa sentire come se ci fossi stato. Non a caso, la maggior parte dell’articolo di Kareem Shaheen è scarno di fatti ma gravido di descrizioni barocche, interpretazioni, dicerie e di tutte quelle tecniche letterarie che fanno un buon pezzo di narrativa. Altri esempi: “Ma, mentre la Turchia raccoglie i cocci del fallito colpo di Stato, nuovi dettagli emergono spiegando quanto fosse vicino a riuscire l’intervento militare. Molti osservatori hanno etichettato il tentativo come dilettantesco, ma resoconti dei funzionari contraddicono questa caratterizzazione, descrivendolo come ben organizzato e quasi riuscito. Ad Ankara, il giorno del colpo di Stato, il ministro degli Interni era stato invitato, insieme ad altri alti funzionari, a una riunione ad alto livello sulla sicurezza nel quartier generale militare, per le 17:00. Una manovra che si è rivelata un pretesto per trattenerlo. Non non ci andò perché era troppo occupato, e dopo, quando il colpo di Stato scattò, era bloccato all’aeroporto Esenbogo di Ankara, dove creò una cellula di crisi per gestire la reazione, protetto da folle riunitesi per opporsi al colpo di Stato”. Anche in questo caso, zero fatti. Non a caso, lo stesso autore va per la tangente nella sua storia: “Storie emerse in quelle ore cruciali, tra l’indirizzo del presidente e il riuscito sabotaggio del colpo di Stato alle 04:00, sicuramente diverranno la mitologia ufficiale degli eventi. All’1:00, i funzionari dicono che il capo della polizia della città di Bursa arrestò il locale comandante dell’esercito, che aveva 6 pagine con i nomi di giudici ed ufficiali da nominare in varie posizioni burocratiche dopo il colpo di Stato. Altri soldati golpisti possedevano gli elenchi delle linee telefoniche sicure per ricevere gli ordini”. Perché avrebbero dovuti averli sapendo che molto probabilmente avrebbero affrontato la morte se i) il colpo di Stato era reale ed ii) Erdogan rimaneva al potere… beh, cerchiamo di non preoccuparcene. Ma poi, dolorosamente, ci siamo finalmente imbattuti in qualcosa che potrebbe smentire tutto questo, cioè un fatto prezioso, che farebbe brillare di una luce molto diversa quello che è successo durante il caos del colpo di Stato. Ecco cosa: “L’alto ufficiale dell’antiterrorismo della Turchia responsabile della campagna contro lo Stato islamico si recò all'”incontro” al palazzo presidenziale di Ankara. In seguito fu trovato con le mani legate dietro la schiena, colpito al collo, secondo un alto funzionario”. E improvvisamente molte tessere del “puzzle” turco trovano posto, perché se il resto della narrazione sul colpo di Stato è così vistosamente fabbricato e letteralmente costruito sul posto, la morte dell’ufficiale a capo dell’antiterrorismo anti-SIIL della Turchia, ucciso nel silenzio, da senso a un Paese che presentammo così nel novembre scorso, “L’uomo che finanzia lo SIIL è Bilal Erdogan, figlio del presidente della Turchia” seguito da “Tutto sul traffico di petrolio dello SIIL: “Rockefeller di Raqqa”, Bilal Erdogan, il greggio del KRG e la connessione israeliana” e naturalmente, “Erdogan afferma che si dimetterà se il traffico di petrolio con lo SIIL viene comprovato, dopo che Putin ha parlato di “altre prove””.
Avendo arrestato 20000 persone, la caccia alle streghe di Erdogan è solo agli inizi. Tuttavia, sembra che avesse alcuni capi molto liberi di cui prendersi cura già nella notte del 15 luglio. Uno di loro era l’uomo che combatteva lo SIIL per conto della Turchia, la stessa Turchia che, per inciso, finanzia e arma lo SIIL. Non vedo l’ora di scoprire cos’altro emergerà dall’affascinante storia di Erdogan nel sbarazzarsi di tutti gli indipendenti, finalmente svelatisi.1507079Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bashar al-Assad sul colpo di Stato in Turchia

Signor Presidente, qual è la Sua opinione sul recente colpo di Stato in Turchia, e il suo impatto sulla situazione attuale in quel Paese, sul piano internazionale e sul conflitto siriano?
Bashar_Assad__wide-bad2bca6439ec328b12145ad80800782edfb7fde-s6-c30Presidente Assad: tale colpo di Stato va visto come riflesso dell’instabilità e dei disordini in Turchia, soprattutto sul piano sociale. Potrebbe essere politico, potrebbe essere qualunque cosa, ma alla fine la società è il problema principale quando si crea instabilità. Indipendentemente da chi va a governare la Turchia, di chi ne sarà il presidente, sarà leader della Turchia, è un problema interno. Non interferiamo, non facciamo l’errore di dire che Erdogan dovrebbe andarsene o rimanere. Questa è una questione turca e decide il popolo turco. Ma ciò che è più importante non è il colpo di Stato in sé, dobbiamo guardare procedure e misure prese da Erdogan e dalla sua cricca negli ultimi giorni, quando hanno iniziato ad attaccare i giudici; hanno rimosso più di 2700 giudici, più di 1500 professori nelle università, più di 15000 dipendenti nell’istruzione. Cosa hanno a che fare università, giudici e società civile con il colpo di Stato? Ciò riflette le cattive intenzioni di Erdogan, la sua cattiva condotta e le sue reali intenzioni verso ciò che è successo, visto che le indagini non si sono ancora concluse. Su che basi hanno deciso di rimuoverli tutti? Quindi, ha usato il colpo di Stato per attuare il proprio programma estremista, l’agenda dei Fratelli musulmani, in Turchia, pericoloso per la Turchia e per i Paesi vicini, anche per la Siria.

SANA

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Hezbollah da un pugno sul naso ad Israele

MK Bhadrakumar, Indian Punchline, 19 luglio 2016

10392481_10152561145603603_5382781658211898243_nLa missione riuscita di un drone di Hezbollah nello spazio aereo israeliano sul Golan, scattando foto, è un evento significativo in vari aspetti. Nella forma più evidente, Hezbollah ha beffato la superiorità aerea vantata da Israele. Tre missili israeliani, tra cui uno sparato da un F-16, non hanno potuto abbattere il drone rientrato al sicuro in Siria. Per Israele equivale a un umiliante sfregio da Hezbollah. (Sputnik) In secondo luogo, i radar russi avranno sicuramente rilevato il drone, ma non hanno fatto nulla in proposito. Come dice Sherlock Holmes, il cane non ha abbaiato. La linea di fondo è che la Russia non correrà a proteggere l’Hezbollah né muoverà un dito per dissuaderlo. In terzo luogo, naturalmente, il drone è un dimostratore tecnologico che sottolinea la potenza crescente di Hezbollah nel rispondere ad Israele se attaccato. Questo particolare drone probabilmente non aveva armi, ma quello successivo potrebbe averle. A dire il vero, Israele può solo chiedersi come Hezbollah abbia accesso a tale tecnologia sofisticata. Dalla Russia? Dall’Iran? Oppure è tecnologia di Hezbollah? Poi c’è il ‘quadro generale’. Ad Israele è stato ricordato che il Golan è ancora un fronte. La migliore speranza d’Israele è che la Siria rimanga debole e frammentata, senza un’autorità centrale a Damasco che sfidi la futura annessione dei territori occupati nel Golan. Hezbollah potrebbe aver indicato che ciò rimane una chimera. Infatti, le forze governative siriane avanzano gradualmente sul terreno. Il blocco di Aleppo ribalta le sorti della guerra. Da segno eloquente della svolta, vi sono notizie che la Turchia abbia inviato ‘antenne’ presso il governo siriano. (Guardian)
Ora, gli sviluppi in Turchia possono solo indcare che Ankara potrebbe cedere sull’intervento in Siria. L’obiettivo della Turchia è impedire la formazione del Kurdistan ai confini col tacito appoggio degli Stati Uniti (che Israele accetta) e su tale piattaforma Siria, Iran e Iraq sono “alleati naturali” di Ankara. D’altra parte, senza la Turchia, Arabia Saudita, Qatar o altri sceiccati del Golfo potrebbero pensare di non poter continuare col ‘cambio di regime’ in Siria. In poche parole, Israele è ridotto a muto testimone dei cambiamenti drammatici nel vicinato senza alcun ruolo o capacità di influenza politica o militare. Probabilmente, Israele e Arabia Saudita sono i maggiori “perdenti” del fallito colpo di Stato in Turchia. Entrambi sperano disperatamente che gli Stati Uniti presentino qualche idea brillante per recuperare la situazione siriana, a 2 giorni dalla conferenza della coalizione anti-SIIL che si terrà a Washington il 20-21 luglio; ma lo stallo turco-statunitense sull’estradizione di Fetullah Gulen introduce altra incertezza sulla capacità degli Stati Uniti d’influenzare gli eventi in Siria. Tutto sommato, la provocazione del drone di Hezbollah richiama l’attenzione sul grande cambiamento degli equilibri in Medio Oriente causato dal conflitto siriano. Per la prima volta, Israele deve fare i conti con una potenza militare superiore nei Paesi limitrofi. In effetti, senza la presenza russa, gli aviogetti israeliani avrebbero bombardato la Siria per rappresaglia. Fortunatamente, Israele non subisce ‘contraccolpi’ da SIIL o Jabhat al-Nusra, a differenza di Turchia o Arabia Saudita, per l’intervento nel conflitto siriano. (Leggasi il commento: Golpe in Turchia: che succede in Iraq e Siria?)Yasir-1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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