L’arresto dei soldati francesi potrebbe danneggiare gli statunitensi in Siria

PressTVPressTV, 23 maggio 2018

Il 17 maggio un gruppo di soldati francesi diretti nella provincia di Hasaqah veniva arrestato dall’Esercito arabo siriano. La domanda ora è: in che modo l’arresto dei soldati francesi cambierà gli equilibri di potere in Siria?
Secondo il sito Mail.ru, 60 soldati francesi sarebbero stati arrestati a un checkpoint nel nord-est della Siria. Secondo Fars, il sito russo affermava che l’Esercito arabo siriano aveva catturato questo gruppo di soldati francesi, tra cui dei cecchini. “C’erano 60 cecchini francesi a bordo di un convoglio di 20 veicoli Toyota Cruiser 200 che attraversava il confine siriano dall’Iraq”. Il convoglio era diretto verso la provincia di Hasaqah. Si ritiene che l’incidente risalga al 1° maggio, e secondo il sito, “il convoglio si era diretto erroneamente verso un checkpoint dell’Esercito arabo siriano“. “Le forze siriane effettuarono un controllo dei veicoli scoprendo una grande quantità di armi collocate in scatole, oltre a dispositivi di localizzazione termica e a fucili“. Il comandante del gruppo, un francese, interrogato confessava di essere stato incaricato di recarsi ad Hasaqah coi suoi soldati per “sostenere le SDF (le forze democratiche siriane) nella guerra allo SIIL“. Secondo il sito, era la prima volta che l’Esercito arabo siriano trovava un gruppo di soldati francesi incaricati dalla NATO d’intervenire illegalmente sul suolo siriano. Informazioni concomitanti avevano precedentemente segnalato la presenza di forze francesi a Dayr al-Zur, dove scontri violenti si erano verificati tra le forze dell’Esercito arabo siriano e loro alleati da un lato e le SDF sostenute dagli Stati Uniti dall’altro. Muhamad Abu Adil, presidente del Consiglio militare di Manbij aveva precedentemente negato qualsiasi presenza francese, ma non aveva escluso un possibile dispiegamento della Francia nella città.
Aqram al-Shali del Centro siriano per la gestione delle crisi e la prevenzione delle guerre, dichiarava all’agenzia Sputnik che l’Esercito arabo siriano aveva già arrestato molti agenti dei servizi segreti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Paesi arabi e Israele, senza contare i 300 soldati francesi recentemente arrestati. Secondo al-Shali, Damasco era sotto forte pressione per il rilascio dei militari stranieri detenuti, ma il governo siriano non cederà perché l’arresto di soldati stranieri gli darà un duplice vantaggio: gli occidentali non possono completare le loro missioni in Siria (l’ultimo attacco missilistico non causava danni significativi); in secondo luogo, è un vantaggio aggiuntivo nei negoziati con le forze straniere. Lo specialista siriano ritiene che la soluzione pacifica della crisi siriana sia inestricabilmente legata alla situazione sul campo di battaglia. “Al momento, gli aggressori continuano a cedere e a ritirarsi senza poter assaltare le postazioni dell’Esercito arabo siriano. Ecco perché il governo siriano avrà l’ultima parola e potrà imporsi ai negoziati“.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Rilasciato il video dell’ostaggio degli inglesi Julija Skripal

Moon of Alabama, 24 maggio 2018

L’agenzia inglese Reuters pubblicava il video e una dichiarazione dell’ostaggio Julija Skripal: “Skripal parlava da una località segreta a Londra perché sotto la protezione dello stato inglese. È stata dimessa dall’ospedale del distretto di Salisbury cinque settimane dopo l’avvelenamento e finora non era stata vista dai media”. Avevamo già notato il Silenzio degli Skripal, e la nota D (SMA) emessa dal governo inglese per impedire ai media di seguire il caso e l’evidente disinformazione spacciata dal governo inglese, che afferma che l’ex-spia Sergej Skripal e la figlia Julija furono avvelenati da un micidiale agente nervino del gruppo Novichok. Secondo fughe di notizie del governo inglese ai media, l’agente nervino fu applicato a una valigia, una scatola, fiori, bevande e cibo, prese d’aria, mini droni, porta d’ingresso, cereali o maniglia sotto forma di spray, gel o liquido. Il governo inglese accusò a gran voce la “Russia” dell’avvelenamento degli Skripal, ma non identificò nessuno che avrebbe compiuto tale attacco. Nel nuovo video della Reuters, Julija Skripal svolge un monologo a memoria e sotto pressione dichiarando di non volere essere contattata da cugina, nonna, governo russo o chiunque altro. La dichiarazione era scritta in inglese burocratico. Nel video, Julija Skripal usava la versione russa del testo inglese probabilmente non tradotto. Se questo fosse stato video e dichiarazione di una cittadina inglese in “custodia cautelare” dello stato russo, media e governo inglese avrebbero sicuramente affermato che erano stati imposti con la costrizione. Julija Skripal sembrava star bene ma aveva una cicatrice alla gola che poteva provenire da un taglio della trachea.

Reuters pubblicava un rapporto e un video che mostra anche la firma della dichiarazione manoscritta del testo letto sul video. La dichiarazione è abbastanza simile a quella emessa dalla polizia metropolitana l’11 aprile “a nome di Julija Skripal”. Entrambe le dichiarazioni includono un’espressione burocratica diretta all’ambasciata russa che nessuna persona libera userebbe mai: “Al momento non desidero avvalermi dei loro servizi”. La versione inglese della dichiarazione manoscritta è senza errori, la versione russa ha diverse correzioni.L’ambasciata russa in Gran Bretagna esprimeva preoccupazione: “Siamo lieti di aver visto Julija Skripal viva e vegeta. La dichiarazione che ha letto contiene nuove informazioni. Tuttavia, il video rafforza solo le nostre preoccupazioni sulle condizioni in cui è detenuta. Ovviamente, Julija leggeva un testo scritto. Inoltre, a giudicare da alcuni elementi, era una traduzione di un testo scritto da madrelingua inglese. Le lettere manoscritte firmate da Julija in russo e inglese confermano questa impressione. Con tutto il rispetto per la privacy e la sicurezza di Julija, tale video non esonera le autorità del Regno Unito dagli obblighi previsti dalle convenzioni consolari. Il Regno Unito è obbligato a darci l’opportunità di parlare direttamente con Julija per assicurarci che non sia trattenuta contro la sua volontà e che non parli su pressione. Finora, abbiamo tutte le ragioni per sospettare il contrario”.
Il 18 maggio fu riferito che il padre di Julija era stato rilasciato dall’ospedale distrettuale di Salisbury: “Il signor Skripal è protetto da una guardia armata 24 ore in una casa sicura dell’MI5 dopo aver lasciato l’ospedale all’inizio di questa settimana, rivelavano alcune fonti”. Non sono state pubblicate immagini o dichiarazioni di Sergej Skripal. Mentre era in ospedale, Julija Skripal aveva chiamato la cugina in Russia. Fino a ieri la nonna e la cugina in Russia non avevano sentito altro dai parenti: “Nel frattempo, la madre di Skripal ha chiesto che le sia permesso di parlare con la figlia. Elena, che non ha più avuto notizie da quando fu avvelenata, oggi ha detto a un parente di volerle parlarle. La congiunta di Elena Viktorija Skripal, che per due volte si è visto rifiutare il visto inglese per vedere la cugina Julija, aveva detto: “Abbiamo appena comunicato la notizia all’anziana madre che aspetta da più di due mesi una qualche parola da lui o da Julija”, aveva detto Viktorija. “Supplica l’ospedale, o chiunque decida libertà di movimento e di parola di Sergej, che per favore gli consenta di parlarle”. Alcune delle “lettere manoscritte” di Julija Skripal (plurale) menzionatre dall’ambasciata russa si rivolgerebbero ai parenti.
Il governo inglese aveva accusato lo Stato russo del presunto attentato agli Skripal. L’unica argomentazione è che il presunto agente nervino utilizzato provenisse da un gruppo di agenti originariamente sviluppati nell’Unione Sovietica. Un’affermazione senza senso. I gruppi chimici Novichok erano ben noti, un libro fu pubblicato e uno scienziato iraniano li aveva sintetizzati, e furono aggiunti al database internazionale delle armi chimiche. La repubblica ceca aveva ammesso di averne prodotti. All’inizio degli anni ’90 le spie tedesche acquisirono alcune sostanze Novichok da un contatto nell’ex-Unione Sovietica. Furono analizzati in Svezia e i risultati condivisi con certi alleati della NATO: “I tedeschi erano al corrente della formula chimica negli anni ’90 grazie ad un campione da uno scienziato russo disertore, secondo i media tedeschi. Il composto fu analizzato per la prima volta in un laboratorio in Svezia. Successivamente, la formula fu inviata al ministero della Difesa tedesco e al BND. Su ordine dell’ex-cancelliere tedesco Helmut Kohl, il BND informò CIA e MI6, agenzie d’intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna. Da allora ne furono prodotte piccole quantità per testare antidoti, manometri e dispositivi di protezione. Anche la Repubblica ceca aveva prodotto del Novichok”.
Le accuse del governo inglese alla Russia non sono solide. Il laboratorio di armi chimiche a Porton Down, a pochi chilometri da Salisbury, sicuramente ha prodotto agenti del Novichok, dei composti semplici da creare per chiunque conosca la chimica organica e abbia accesso a un laboratorio decente. Dave Collum è professore di chimica organica alla Cornell University. Aveva criticato l’affermazione inglese secondo cui solo la Russia avrebbe prodotto l’agente che avrebbe ferito gli Skripal. Ne mise il test nella sua tesi e solo uno dei suoi 15 studenti non seppe superarlo:Le affermazioni del governo inglese sul caso Skripal sono prive di senso. È del tutto possibile che gli Skipal siano state vittime d’intossicazione alimentare o sovradosaggio di Fenatnyl. Il governo inglese ha usato il caso per accrescere l’ostilità nei confronti della Russia distraendo il pubblico dai fallimenti nei negoziati sulla Brexit. C’è un precedente storico di tali false accuse allo Stato russo. Il caso Skripal è anche legato al “Dossier sporco” dell’ex-spia inglese Christopher Steele creata per diffamare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sergej Skripal potrebbe averci scritto. Un fatto che il governo inglese cerca di nascondere . Gli Skripal furono probabilmente intossicati. Le accuse alla Russia hanno causato enormi danni nelle relazioni internazionali. Ma la prima vittima del caso è l’affidabilità dei media britannici. Dove sono profonde indagini, domande intriganti, le testimonianze di tale caso? Perché non vengono poste domande serie sulle discutibili affermazioni fatte sul caso? In che modo gli Skripal sopravvissero a un agente nervino “dieci volte più letale del VX”? Perché non era più necessario indagare in relazione al dossier Steele? Altre domande vanno poste. Chi gestisce i media col loro comportamento ossequioso? Perché?

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Siria continua a combattere

Viktor Mikhin, New Eastern Outlook 04.05.2018

L’ultima sfacciata aggressione tripartita contro la Siria indipendente ha avuto luogo. Quali sono i risultati? Gli aerei francesi che avrebbero attaccato varie strutture siriane non sono stati ancora trovati. Non c’erano. Né i missili che sarebbero stati lanciati dai favolosi aerei francesi. In questo caso, si hanno solo le dichiarazioni sfrenate del presidente francese Macron e i suoi appelli a sostenere gli Stati Uniti. Il Presidente Bashar al-Assad ha restituito l’ordine della Legion d’onore consegnatogli nel 2001 alla Francia. Le autorità siriane l’hanno consegnato all’Ambasciata di Romania a Damasco, che attualmente rappresenta gli interessi della Francia in Siria. L’ufficio del Presidente spiegava che, dopo questi eventi, Bashar al-Assad “non ritiene un onore essere cavaliere dell’Ordine assegnato dal regime del Paese schiavo degli Stati Uniti”. Che dire dei coraggiosi marinai inglesi che avrebbero partecipato all’aggressione contro la Siria? Come è noto, un sottomarino inglese si avvicinò alle coste siriane per lanciare missili sulle città. Dopo aver scoperto un sottomarino russo nelle vicinanze e non conoscendone le intenzioni, gli inglesi si ritirarono rapidamente a Cipro da codardi, non essendo riusciti a portare a termine la missione. Sembra che l’epoca in cui i marinai inglesi cantavano orgogliosamente “Sventola, Union Jack (la bandiera inglese), sui mari e sugli oceani!” sia dimenticata. Questo esempio dimostra chiaramente che Londra non può intraprendere azioni indipendenti e su larga scala, seguendo mestamente Washington. Una ben nota affermazione nell’Impero russo diversi secoli fa mi viene in mente: “Gli inglesi ci sono di nuovo!” Theresa May e i lord inglesi, se ce ne sono ancora, possono solo dedicari ad alcuni sporchi trucchetti. Non sono capaci di qualcosa di più serio: come non c’è né impero inglese, sul quale il sole non tramontava mai, né politici eccellenti. Ci sono solo mediocrità come B. Johnson e T. May, di cui il mondo ride. Quindi, gli USA erano i soli a sparare sulle città siriane i loro missili. Tuttavia, la maggior parte di missili “intelligenti e terribili” fu abbattuta dalla difesa aerea siriana. Questo è il primo Cosa dopo?, in cui l’occidente riconosceva che non vi fu alcun attacco chimico da parte di Damasco. Altrimenti, perché i missili colpivano Duma prima dell’arrivo dell’ispezione internazionale. Ora l’ispezione internazionale è sul territorio siriano, libero di esaminare il caso correttamente. Così la verità è venuta fuori, e cioè che i terroristi, ben pagati dall’occidente, organizzarono una provocazione, trovando persone e persino un ragazzo pagati con biscotti e caramelle per far finta di essere vittima dell’attacco chimico, di fronte ai giornalisti occidentali. I media occidentali sapevano perfettamente cosa successe a Duma, eppure tali giornalisti “democratici, franchi e incorrotti” mentirono spudoratamente per i trenta pezzi d’argento di Giuda. Dopo aver ricevuto tale menzogna, i capi occidentali avviarono subito una propaganda colossale per denigrare Damasco insieme a Russia e Iran.
Si può ricordare come il mondo occidentale abbia cominciato ad essere isterico per un video che mostrava le vittime del presunto attacco chimico, provocando gli attacchi di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia alla Siria. In contrasto con la storia di Qan Shayqun, nella provincia d’Idlib, dove presumibilmente furono utilizzate armi chimiche nell’aprile dello scorso anno, Duma è ora accessibile a chiunque, giornalista ed esperto. Siete invitati a venire a vedere chi sia responsabile della provocazione dozzinale. Isteria di gravità variabile (il peggiore è il disturbo della personalità) colpisce circa l’8% della popolazione mondiale ed è principalmente caratteristica di numerosi politici occidentali che non sanno affrontare la situazione attuale per l’enorme stress. Gli attacchi isterici di costoro sono manifestazioni di una malattia grave, non una trovata pubblicitaria. Il disturbo di personalità isterico è tipico, in primo luogo, dei capi di Paesi come Stati Uniti e Regno Unito. I loro capi, dopo aver avviato la provocazione con l’avvelenamento degli Skripal, senza ottenerne nulla, furono colti da crisi isterica, la cui fine non appare ancora.
La domanda è: chi è ancora interessato a tale propaganda menzognera, e chi favoriscono i capi occidentali che si contorcono nell’isterismo? Quando, finalmente, l’occidente mostrerà buon senso ed inizierà a combattere attivamente i terroristi? Nel frattempo, non vi è dubbio che i capi occidentali perseguono una politica favorevole a criminali e terroristi, che hanno pagato bene ed armato con le armi più moderne, decidendo di uccidere il popolo siriano. L’occidente, gli Stati Uniti prima di tutto, non pensano al diritto internazionale e, di conseguenza, non vi sono accordi e trattati basati sul diritto internazionale. Non serve a nulla concluderli, se seguirli è facoltativo, a seconda delle circostanze e degli interessi propri. Persino l’ONU e il Consiglio di sicurezza non sono capaci d’impedire la guerra dell’occidente contro qualcuno, né di costringerlo a fare pace. È abbastanza evidente che solo il principio della potenza agisce nel mondo unipolare costruito dall’occidente, senza la Russia e solo per se stesso. La potenza significa diritto. Ora l’occidente, minoranza assoluta (solo 1 miliardo di abitanti, il cosiddetto miliardo d’oro, che tenta di sottomettere gli altri 6 miliardi di abitanti del pianeta) è un gruppo di fanatici guidati dal proprio messianismo esclusivista. Questa folle minoranza, Stati Uniti, Regno Unito e Francia, cerca di piegare il mondo gettandosi nel caos della guerra globale come era solita fare la Germania nazista. Sorge una domanda, se il mondo debba aspettarsi nuove provocazioni e nuove aggressioni criminale alla Siria insanguinata, distruzione di altre città e villaggi ancora rimasti, a favore del trionfo di una qualche democrazia occidentale, per far continuare la supremazia del miliardo d’oro sul resto del mondo?Viktor Mikhin dell’Accademia Russa di Scienze Naturali, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Silenzio sul caso Skripal, governo e media inglesi nascondono i fatti

Moon of Alabama 28 aprile 2018Non ci sono notizie sul caso Skripal in cui un agente doppio anglo-russo e sua figlia furono avvelenati a Salisbury, nel Regno Unito. Sembrano esserci anche tentativi di cambiare la cronistoria del caso. Il governo inglese sosteneva che gli Skripal furono avvelenati col Novichok, agente nervino mortale, accusandone la Russia. Ci sono molte domande aperte ma i media inglesi, che del resto non temono di “fare un passo”, sono curiosamente disinteressati. Avevamo già notato all’inizio di aprile che la stampa inglese pubblicava nebbia, ripetendo le affermazioni oltraggiose e bizzarre dei “servizi di sicurezza”, ma nulla sul caso Skripal. Qualche editore fotografo dava senso a ciò che i “servizi di sicurezza” dissero, col pezzo del London Times del 5 aprile con la foto della probabile fonte del presunto veleno Novichok:Ora l’ex-ambasciatore inglese Craig Murray cita Clive Ponting, altro ex-funzionario, che sospetta che il governo inglese abbia emesso un D-Notice, avviso che proibisce ai media inglesi di riferire su un tema. Murray indica un tweet del corrispondente di Channel 4 Alex Thomson del 12 marzo in cui si menziona un D-Notice specificamente correlato all’agente dell’MI6 che controllava Skripal:Il D-Notice menzionato da Thomsen era tardivo perché alcuni media ne avevano già segnalato il nome, come spiegato l’8 marzo. Pablo Miller, agente dell’MI6, aveva reclutato Sergej Skripal. Anche l’ex-agente dell’MI6 a Mosca Christopher Steele ne era coinvolto. Skripal fu arrestato dai servizi di sicurezza russi finendo in prigione. Pablo Miller, suo reclutatore nell’MI6, l’aveva gestito dopo aver lasciato la Russia con uno scambio tra spie. Secondo quanto riferito, viveva a Salisbury con Christopher Steele e Pablo Miller, lavorando per l’Orbis Business Intelligence, che aveva creato il “Dossier sporco” su Donald Trump. Si sospettò subito una relazione tra “Dossier sporco” e affare Skripal. Ecco alcune domande:
Skripal aiutò Steele ad inventare il “dossier” su Trump?
Le vecchie connessioni di Skripal contattarono altri in Russia per chiedere informazioni su Trump?
Skripal minacciava di parlarne?
Se c’è una connessione tra dossier e Skripal, cosa molto probabile, allora ci sono molte persone ed organizzazioni motivate ad ucciderlo. Molti funzionari oscuri su entrambe le sponde dell’Atlantico furono coinvolti nella creazione e nella campagna anti-Trump/anti-Russia. Ci sono diverse indagini e tale sporcizia un giorno verrà alla luce. Togliere di mezzo Skripal e accusarne la Russia sembrava un modo conveniente di liberarsi di un testimone. L’informatore Clive Ponting, citato da Murray, ora sospetta anche che il caso Skripal sia un lavoro “interno” dopo il falso “dossier sporco”: “Se Sergej Skripal fosse coinvolto nel dossier “golden shower”, allora elementi degli Stati Uniti avrebbero una ragione per agire allo stesso modo. L’incidente è un lavoro interno non per ucciderlo, da qui l’uso del BZ, ma per avvertirlo e punirlo. Il tutto viene trattato come se le autorità sapessero esattamente cosa successe, e dovevano coprirlo… Intendevo aggiungere che il poliziotto giunto “appena successo” era quasi certamente il “capo” del ramo speciale che sorvegliava Julija. I media non sono autorizzati a menzionare l’esistenza del D-Notice”. Non c’è solo un silenzio molto curioso sui media inglesi sul caso Skripal, ma sembra che ci siano tentativi di rimuovere determinati materiali sul caso. Nel 2017 la giornalista investigativa Diljana Gajtandzhiev riferì di massicci trasporti via aerea di armi ai “ribelli” siriani sotto copertura diplomatica, e perciò fu licenziata. Il 26 aprile fece un’altra scoperta interessante:
Diljana Gajtandzhiev @dgaytandzhieva: 21:24 UTC, 26 aprile 2018
Gli Skripal sono stati presumibilmente esposti al farmaco Fentanyl, e non all’agente nervino Novichok, secondo informazioni ottenute dal Clinical Services Journal del Regno Unito
”.
Il pezzo del Giornale dei Servizi Clinici che Gajtandzhiev aveva trovato è del 5 marzo 2018, il giorno dopo l’incidente di Salisbury. Nella versione originale si leggeva: “L’ospedale distrettuale di Salisbury ha dichiarato un “grave incidente” lunedì 5 marzo, dopo che due pazienti erano stati esposti a un oppiaceo… Seguì un incidente alcune ore prima in cui un uomo e una donna furono esposti al Fentanyl nel centro della città. L’oppioide è 10000 volte più forte dell’eroina”.
Il 27 aprile, giorno dopo il suddetto tweet:
Diljana Gajtandzhiev @dgaytandzhieva: 12:12 UTC, 27 aprile 2018
Gli Skripal furono esposti al Fentanyl, non al Novichok. Dopo aver pubblicato queste informazioni ieri (26.04), il Clinical Services Journal ha riedidato oggi
”.
Ho letto la storia del CSJ dopo il primo twitter di Gajtandzhiev. Posso confermare che venne cambiato. La prima riga nella citazione del CSJ ora dice: “L’ospedale distrettuale di Salisbury ha dichiarato un “grave incidente” lunedì 5 marzo, dopo che due pazienti furono esposti a ciò che si ritiene un oppiaceo”. La seconda riga fu modificata in: “Seguì un incidente di alcune ore prima in cui un uomo e una donna furono esposti a una sostanza nel centro della città”. I riferimenti al Fentanyl come causa del malore degli Skripal nell’articolo del 5 marzo furono rimossi tra il 26 e il 27 aprile. Archive.org ha la versione originale del 26 aprile:
La versione modificata ora disponibile sul sito del Clinical Services:
Ci si chiede perché una rivista così piccola si preoccupi di cambiare una vecchia storia dopo che alcuni giornalisti la twittarono. Il CSJ non era l’unico media a menzionare il Fentanyl. Il Salisbury Journallo riferì il 5 marzo e il pezzo c’è ancora: “La polizia ha dichiarato un grave incidente dopo che un uomo di 60 anni e una donna di 30 anni sono stati trovati svenuti su una panchina nel centro commerciale, domenica. Il pronto soccorso sospettava che la sostanza potesse essere un potente farmaco chiamato Fentanyl ma nulla è stato ancora confermato. Sono stati portati all’ospedale del distretto di Salisbury, dove sono in condizioni critiche sotto terapia intensiva”. Nel novembre 2017 il Salisbury Journal riferì un caso di overdose di Fentanyl. Nel 2016, Salisbury ebbe un picco di casi di Fentanyl. I servizi di emergenza sapevano dei sintomi e degli effetti di tale sostanza. Un altro sito, Devon Live, apriva il 5 marzo: “Il principale incidente chimico fu dichiarato dopo che 10 persone vomitarono Fentanyl e due erano gravemente malate. Resta inteso che la polizia sospetta che il Fentanyl, oppiaceo sintetico molto più forte dell’eroina, possa esserne coinvolto. Un uomo e una donna sono in condizioni critiche e furono coinvolte altre 10 persone. Agenti e paramedici furono chiamati al centro commerciale The Maltings di Salisbury dopo che un uomo e una donna stettero male. La donna, incosciente, fu trasportata in aereo all’ospedale distrettuale di Salisbury verso le 16.15 circa, mentre l’uomo vi fu portato in ambulanza… Recentemente è stato riportato che il Fentanyl ha causato la morte di almeno 60 persone nel Regno Unito negli ultimi otto mesi”. L’articolo di Devon Live è ancora nella forma originale, collegandosi alla prima dichiarazione della polizia del Wiltshire sul caso e a citazioni da esso. Stranamente il link è chiuso. La prima dichiarazione ufficiale della polizia sul caso Skripal è “attualmente non disponibile“.
La stampa inglese è completamente silente sul caso. Craig Murray e un altro ex-funzionario statale sospettano che il governo abbia dato ordine di non riferire sulla questione. Sospettano anche, come già fatto, che il caso sia legato al falso “Dossier sporco” che Clinton ordinò di usare contro Donald Trump. Non è comprensibile il motivo per cui il governo inglese abbia ordinato il silenzio se, come sostiene, la Russia ha causato l’incidente. Perché non è consentita l’investigazione pubblica da parte dei media? Dov’è Julija Skripal e qual è lo stato di salute di Sergej Skripal? Perché sono stati messi a tacere?Traduzione di Alessandro Lattanzio

La provocazione Skripal/Duma, un piano “umanitario” occidentale

David Macilwain, AHTribune 21 aprile 2018Alla luce della storia, il 14 aprile 2018 sarà considerato il giorno in cui tutto cambiò. Senza l’attacco missilistico alla Siria, le azioni dei criminali sarebbero passate inosservate e rimaste impunite. Ma ora, la loro suprema fiducia nella propria capacità di condurre “provocazioni” con impunità, ne sarà la rovina, se c’è una giustizia nel mondo e chi possa farla rispettare. È stato detto a Norimberga, e va ripetuto, che: “La guerra è essenzialmente malvagia: le sue conseguenze non si limitano solo agli Stati belligeranti, ma influenzano il mondo intero. Iniziare una guerra d’aggressione quindi, non è solo un crimine internazionale, è il crimine supremo che differisce solo da altri crimini di guerra contenendo in sé tutto il male cumulato“. Dalle particolari circostanze dell’attacco missilistico congiunto USA/Regno Unito/Francia alla Siria, in violazione del diritto internazionale e senza consenso parlamentare, si evidenzia la questione di tutti i crimini di guerra commessi da tali partner. Finora, con l’evidente determinazione calcolata, ma ottusa, di lanciare tale attacco, alcuni crimini precedenti potevano essere stati trascurati o scusati come errori. Ma ora non più. Come con qualsiasi ladro o frodatore congenito, l’eccessiva sicurezza porta a negligenza ed errori che non possono essere trascurati o nascosti. Di per sé, l’identificazione del BZ, farmaco paralizzante “di grado militare” NON fabbricato in Russia ma posseduto da Stati Uniti e Regno Unito, potrebbe non essere stato sufficientemente ad accendere i riflettori sui veri colpevoli dell’avvelenamento degli Skripal. Con l’aiuto di media corrotti ed incuranti, molti crimini commessi dall’impero sono stati nascosti o usati contro le vittime; e l’abbattimento dell’MH17 vi si distingue. Ma il BZ non era il solo. Svelare candidamente la presenza di “Novichok o composti correlati” in campioni ambientali, dalla “purezza molto elevata”, implicando che fosse prodotto da un solo Stato, diede il via al gioco. Come spiegato con cura dagli esperti russi, e chi metterebbe in dubbio l’esperienza dei russi nel fabbricare armi chimiche, tali sostanze generalmente mantengono “elevata purezza” solo per poche ore, al massimo pochi giorni prima di degradarsi o evaporare. A seguito dell’apparente disaccordo sul luogo in cui gli Skripal sarebbero stati contaminati dal “Novichok” altamente tossico, la conclusione finale che si trattava della maniglia della porta casa sembra essere improvvisata per adattarla a una narrativa in via di sviluppo e alla sequenza temporale degli eventi che si svolgevano lontano, in Siria. Non solo le vittime dell’ultra-mortale agente nervino non mostravano sintomi di avvelenamento per tre ore, dopo essere usciti di casa, ma il team dell’OPCW che prelevò i campioni ambientali arrivò tre settimane dopo. Tali dettagli portavano la Russia a concludere che i punti campionati furono contaminati col “Novichok” molto tempo dopo che gli Skripal avevano lasciato casa, da agenti sconosciuti ma con accesso all’area riservata. Quattro giorni dopo l’attacco simbolico sugli impianti di armi chimiche smantellati e abbandonati dalla Siria, coi trenta missili che riuscivano a penetrare le difese aeree siriane, l’OPCW si riuniva a L’Aia per discutere i risultati dei test sugli Skripal. Per coincidenza, un gruppo dell’OPCW arrivava a Damasco, incaricato di visitare il sito del presunto attacco a Duma su richiesta della Russia. (Questa richiesta di verifica delle false accuse occidentali fu fatta dalla Russia una settimana prima dell’attacco, allo scopo d’impedire azioni pericolose e ingiustificabili).
Come se per mano di un grande orchestratore, i Paesi responsabili o complici dell’uso delle “armi chimiche” s’incontravano a Londra su argomenti di discussione quali: “L’uso della Russia di armi chimiche” e “Le capacità informatiche della Russia”. Eppure, in entrambi i casi la presunta colpevolezza della Russia fu nettamente smentita e il riflettore puntato sul governo di Theresa May. A Duma, i disperati tentativi delle potenze occidentali d’impedire all’OPCW dal visitare il sito dell’attacco, senza trovare nulla, si combinarono con le accuse infondate sulle forze russe e siriane che distruggevano le prove, con interviste assai sospette a locali che sostenevano di essere stati colpiti dall’attacco al “cloro”. A presentare tali testimonianze fu il Guardian, sostenendo che i medici erano intimiditi dal governo siriano, quando in realtà erano partiti sugli autobus coi mercenari jihadisti che sostenevano. Tali storie erano in contrasto con le prove e le testimonianze ottenute dagli investigatori russi e da giornalisti indipendenti. In modo piuttosto bizzarro, la scoperta di un impianto di armi chimiche a Duma, abbandonato dai terroristi, fu segnalata dai media mainstream, ma successivamente ignorata. Era presente all’inizio di un articolo che presentava in altro modo la solita narrativa contraddittoria. Alla fine, la maggior parte dei telespettatori avrebbe probabilmente dimenticato ciò che gli fu detto, immaginando di aver visto il laboratorio chimico dove il Presidente Assad creava personalmente i suoi missili tossici, pieno di odio e su ordine del Cremlino. “Agli ispettori dell’OPCW fu impedito di visitare il sito dell’attacco chimico in Siria” fu la notizia principale dei bollettini del giorno, con la notizia delle scoperte dell’OPCW sull’avvelenamento di Skripal citata in seguito. Sebbene le “affermazioni” della Russia siano state menzionate, venivano respinte da OPCW e dai governi dei Paesi NATO che serve. Se non fosse stato per Sergej Lavrov che rilasciava i risultati confidenziali del laboratorio Spiez in Svizzera, che testò sui campioni degli Skripal la presenza di un altro agente da guerra chimica e quasi del tutto estraneo, sicuramente non ci sarebbe mai stata menzione: “Riferendosi alle affermazioni di Lavrov sulla scoperta del BZ, Marc-Michael Blum, capo del laboratorio dell’OPCW, dichiarava alla riunione: “I laboratori hanno confermato l’identità della sostanza chimica applicando procedure esistenti e consolidate. Non c’era altra sostanza chimica identificata dai laboratori. Il precursore del BZ a cui si fa riferimento nelle dichiarazioni pubbliche, comunemente noto come 3Q, era contenuto nel campione di controllo preparato dal laboratorio dell’OPCW in conformità con le procedure di controllo di qualità esistenti. Altrimenti non ha nulla a che fare coi campioni raccolti dal team dell’OPCW a Salisbury“.” Con tale semplice affermazione, Blum effettivamente si dava le credenziali di strumento di pressione politica, rovinando quelle dell’OPCW. Evitando di negare l’affermazione di Lavrov che BZ o suo precursore furono trovati nel campione, ne confermò invece la presenza e l’accusa di Lavrov di scorrettezza proponendo una spiegazione del tutto implausibile, che il precursore del BZ provenisse dal campione di controllo. Se non è necessario citare un riferimento scientifico su qualcosa di così fondamentale per ogni analisi scientifica come i campioni di controllo, il testo sui campioni di “controllo di qualità” per l’analisi della cromatografia liquida/spettrometria di massa dovrebbe bastare: “I campioni vergini devono essere il più vicino possibile nella composizione dei campioni analizzati (matrice di corrispondenza). I campioni QC vengono generalmente preparati alla rinfusa e analizzati a intervalli regolari per monitorare la precisione e il bias del test. L’accettazione dei dati di solito dipende dai campioni QC quantificati con successo entro limiti predefiniti. È routine rianalizzare una parte dei campioni di test per dimostrare che la precisione del dosaggio è controllata (rianalisi del campione in corso – ISR). Questo perché i campioni di prova sono spesso sottilmente diversi dai campioni controllati. Ad esempio, i campioni biologici possono contenere metaboliti, dove i campioni di QC no. Devono essere predisposti criteri predefiniti per consentire la valutazione dei set di dati replicati”. Per una revisione dettagliata e tecnica dell’analisi degli agenti da guerra chimica, vedasi qui, in particolare notando l’estrema differenza strutturale tra agenti nervini, agenti vescicanti e agenti incapacitanti. La formula del “Novichok” o A234 può essere vista qui, mentre la sua relazione con altri agenti nervini organofosforici del tipo Sarin è chiara, non ha la minima somiglianza con agenti incapacitanti fentanil o 3-quinuclynidil benzilato – BZ. Questa dissomiglianza si applica anche ai prodotti di degradazione del BZ – “3Q” e la frazione benzilata del doppio anello benzenico. Riferirsi a questi come “precursori” è ugualmente fuorviante. È anche chiaro che il processo analitico per rilevare BZ è molto diverso da quello per gli agenti nervini, in particolare dopo la loro degradazione nel corpo. Il campione di controllo per tale analisi presumibilmente sarebbe stato BZ o suo prodotto di ripartizione 3Q.
In un’intervista straordinaria con Stephen Sackur della BBC, Sergej Lavrov dichiarava che “Perdiamo gli ultimi residui di fiducia nei nostri partner occidentali“. E anche se Sackur sembrava incapace di comprendere o persino considerare le parole di Lavrov, le conseguenze della dichiarazione rilasciata subito dopo l’attacco missilistico in Siria, spiega in modo inequivocabile perché tale fiducia è persa. Per la Russia ed alleati, l’inevitabile conclusione che le “provocazioni” di Skripal e di Duma siano parte integrante del medesimo grossolano inganno dagli stessi Stati, Regno Unito, Stati Uniti e Francia, significa che i precedenti eventi simili, usati da tali Paesi per promuovere i loro obiettivi geopolitici, vanno considerati probabili “provocazioni”. Considerando cosa ciò significhi per il progetto “umanitario” europeo e statunitense, usato per giustificare l’interferenza negli affari di altri Paesi quando ostacolano gli obiettivi occidentali, il recente sfogo di Mahdi Hasan di Intercept illustra la profondità di tale inganno. Elencando tutti i crimini che i sostenitori “liberali” e “umanitari” dell’opposizione siriana hanno usato per giustificare l’interferenza occidentale in Siria, Hasan identifica in realtà tutte le menzogne dette su Bashar al-Assad e l’Esercito arabo siriano. Oggi ci sono circa otto milioni di “apologeti di Assad” a Damasco che tifano il loro eroico leader e il loro eroico esercito, che nonostante tutto prevalgono sulle orde terroristiche e i loro sostenitori criminali di guerra di Londra, Parigi e Washington. Per loro almeno, questa era l’ultima provocazione.Traduzione di Alessandro Lattanzio