Ergastolo al terrorista islamista ospite della RAI e di Gad Lerner

Alessandro Lattanzio, 17/2/2017

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Il narcoterrorista islamista Haysam Umar Saqan

La Corte Distrettuale di Stoccolma, il 16 febbraio, ha condannato all’ergastolo il terrorista siriano Haysam Umar Saqan, per aver partecipato all’assassinio di sette prigionieri in Siria, nel maggio 2012. I sette uomini assassinati erano stati sequestrati da un gruppo islamista fondato nel 2011, la compagnia di Sulayman, attivo sul jabal al-Zawiya, presso Idlib. Il gruppo terroristico era guidato dal trafficante di droga e terrorista salafita Abu Sulayman al-Hamawi.
Saqan era attivo in Italia nel 2011 e nel 2012, dove protetto dai servizi segreti e dalla polizia politica italiana, irruppe nell’ambasciata della Repubblica Araba di Siria. E sempre protetto da servizi segreti e polizia politica italiani, emanazioni del partito neofascista al potere, il PD, Saqan ha potuto godere di un’ampia visibilità mediatica presso la RAI (TG-3) e La7 (trasmissione di Gad Lerner), come foto con l’inviata di Rai3 Lucia Goracci, sfegata propagandista del terrorismo islamista in Libia e Siria, e del golpe neonazista e dell’aggressione armata al Donbas in Ucraina.

Lucia Goracci con il suo sodale, il narco-terrorista salafita Saqan

L’inviata della Rai, e guerrafondaia furiosa, Lucia Goracci con il suo sodale, il narco-terrorista salafita Saqan (il tizio con berretto e occhiali da sole sarebbe un agente della CIA).

L’arresto di Saqan è stato possibile dopo la comparsa di un video dove partecipa alla strage del 2012 commessa dal suo gruppetto terroristico in Siria. La polizia italiana avrebbe aiutato gli investigatori in Svezia ad identificarlo, grazie ai video di quando irruppe nell’Ambasciata siriana a Roma. Saqan, partito dall’Italia per la Siria nel 2012, cercò asilo in Svezia nel 2013, Paese dove si nascose occultando i crimini che aveva compiuto e pretendendo lo status di rifugiato ed ottenendo il permesso di soggiorno nel 2016, ma già a marzo fu arrestato. “In una dichiarazione, la corte ha detto che il crimine di Saqan è così grave che la punizione decisa è l’ergastolo”. Ma c’è un pericolo, in Svezia la condanna all’ergastolo di uno straniero equivale a dieci anni di carcere seguiti dall’espulsione. E’ prevedibile che il circo islamonazista di sinistra si attiverà, complici i media di regime, il PD, le ONG dei servizi segreti, i servizi segreti, la fratellanza mussulmana piddina e i nazipiddini filo-Kiev per chiederne l’estradizione in Italia e conferire al terrorista stragista la nazionalità italiana e relativa residenza per “meriti democratici e umanitari”. Boldrini, Grasso e Mattarella (alias Mozzarella-mafia) prontamente esprimeranno solidarietà al “povero” Saqan, vittima della brutalità del “regime siriano”, conferendogli oltre all’immunità per i suoi crimini, vitto, alloggio e vitalizio, come già fatto con diversi altri ben noti terroristi, come il capo taqfirita Qraqar, oggi ospite di una galera a 5 stelle della Norvegia.
I media e i giornalisti (Berlinguer, Goracci, Lerner e infiniti altri) che hanno sempre coccolato tale feccia sanguinaria, sono i medesimi che hanno sempre attribuito i crimini commessi dai loro sodali, appunto i terroristi islamisti, alle loro vittime, cioè ai siriani, come dimostra la favola degli infiniti “ospedali pediatrici” distrutti “ogni santo giorno” ad Aleppo o altrove in Siria.

Saqan al momento della strage

Saqan al momento della strage

Quando Saqan era protetto dai servizi segreti e dalla polizia politca del PD

Il terrorista Saqan ospite di Gad Lerner, sorridente mentre sionisti e terroristi spiegano come esportare la democrazia in Siria

L’operato “democratico” del “combattente per la libertà” Haysam Umar Saqan, il terrorista coccolato da RAI e La7

Fonte: Daily Mail

Trump contro la CIA

Caleb Maupin New Eastern Outlook 06/02/2017gettyimages-494045244Trump ha firmato un ordine esecutivo. Gli aeroporti si sono riempiti di manifestanti e i media hanno urlato al bando dei musulmani. I giudici federali sono intervenuti e rabbia e caos scoppiavano. Cosa succede realmente? Le risposte da entrambi i lati dello spettro politico sono emozionali e senza verità. “Trump cerca di proteggerci dai terroristi! Tiene i musulmani fuori del nostro Paese!” gridano i difensori di Trump. Bene, alcun attentato sul suolo statunitense è mai stato effettuato dai 7 Paesi banditi. I Paesi collegati agli ultimi attentati, come Arabia Saudita e l’Afghanistan, non sono inclusi. “Trump è un razzista! Bandisce i musulmani! Non possiamo bloccare le persone per la loro religione!” gridano i manifestanti liberali. Bene, molti Paesi a maggioranza musulmana come Turchia ed Indonesia non sono inclusi nel bando, che inoltre riguarda tutte le persone provenienti da questi Paesi, non solo musulmani. La Repubblica araba siriana, per esempio, è la patria di molti cristiani, drusi e anche di una piccola comunità ebraica. La Repubblica islamica dell’Iran ha una grande popolazione di cristiani armeni, ebrei e molti aderenti al zoroastrismo. Tutti questi non-musulmani sono anche soggetti al bando. Un fattore che contribuisce alla sfogo della rabbia è il grossolano, improvviso “schiaffo” dell’ordine esecutivo. Finché l’amministrazione non fa marcia indietro, anche i residenti permanenti con la carta verde saranno allontanati dagli aeroporti, sicuramente angosciando e spaventando molti.

Definirlo “divieto dei musulmani” va bene per Trump e democratici
Nella campagna elettorale presidenziale, Trump ha più volte fatto appello al disprezzo e alla diffidenza dei musulmani. Parlò di “messa al bando dei musulmani” dagli Stati Uniti. Il suo discorso all’American Israeli Public Affairs Comitee assecondava sentimenti anti-islamici. Milioni di lavoratori nelle zone rurali e suburbane hanno votato Trump anche per queste dichiarazioni. Nel periodo immediatamente successivo all’11 settembre, molti statunitensi videro negli islamici un solo spaventoso estraneo gruppo violento. L’idea che Trump emanasse il “divieto dei musulmani” ne aumenterà, e non diminuirà, la credibilità presso milioni di bianchi della classe lavoratrice di media età che l’hanno votato negli Stati della Rustbelt e meridionali, rafforzandone l’immagine di difensore coraggioso dell’uomo comune, non politicamente corretto e che non teme il disprezzo delle élite liberali urbane. Tuttavia, per quanto possa piacere alla destra, di fondo anti-islamica, e per quanto i suoi avversari lo condannino, la realtà è che Trump non ha emanato il bando dei musulmani. Donald Trump ha temporaneamente sospeso l’ingresso negli Stati Uniti da sette Paesi: Yemen, Siria, Iraq, Iran, Somalia, Libia e Sudan. Ora il pubblico statunitense ha un’accesa discussione su ciò. Gli oppositori lo definiscono bigotto e i sostenitori coraggioso, e nessuna delle due parti riconosce la realtà. Gli osservatori della politica statunitense devono ricordarsi il dibattito sull’assistenza sanitaria nei primi anni dell’amministrazione Obama. L’Affordable Care Act o “Obamacare” non era assistenza sanitaria universale o socializzata, e fece molto poco per cambiare il sistema sanitario privato del Paese. Tuttavia, la destra si schierò contro, chiamandola socialismo, e la sinistra a difesa, impiegando la retorica socialista. Entrambi si scontrarono accettando la stessa storia fasulla sull’Affordable Care Act.

Le proteste non spontanee negli aeroporti
Dopo questa azione improvvisa, come nel dibattito sull’assistenza sanitaria, “i guanti furono lanciati”. Nel 2009, il Tea Party rispose all’Affordable Care Act esibendo armi da fuoco nelle riunioni municipali e con altri atti di protesta normalmente considerati “fuori dai limiti”. In risposta a Trump, l’apparato democratico mobilita i suoi sostenitori per protestare negli aeroporti. Le manifestazioni sono state mobilitate molto rapidamente, e furono così gravi che vi furono arresti e uso di spray al pepe in varie località. Chi pretende che le proteste fossero casuali, non pianificate o spontanee delira. Gli aeroporti sono tra le località più controllate del Paese. Se decine di anni fa era permesso diffondere volantini politici o petizioni negli aeroporti, da tempo ciò è proibito. In circostanze normali è illegale non solo protestare o “disturbare il pubblico” in un aeroporto, ma anche farvi riprese video. Eppure, senza alcun annuncio pubblico od organizzato, migliaia di attivisti democratici inondavano gli aeroporti con proteste piuttosto violente. In circostanze normali chi farebbe cose del genere verrebbe arrestato immediatamente e forse anche accusato di terrorismo. Non solo la polizia non ha arrestato i manifestanti, ma ha permesso che dilagassero. Anche se le riprese video non sono consentite negli aeroporti, video in live streaming avvenivano sui social media, e le telecamere dei notiziari arrivavano comodamente. In molti Paesi in cui il governo eletto viene rovesciato dai militari, una delle prime azioni intraprese è occupare gli aeroporti. Si potrebbe anche leggere nelle mobilitazioni improvvise, chiaramente sostenute dai vertici democratici, una velata minaccia di colpo di Stato militare.

La CIA colpisce ancora
Ma perché c’è stata una risposta così rapida all’azione di Trump? Perché i democratici scatenano le loro forze così rapidamente in risposta alla mossa di Trump? Democratici come Hillary Clinton, che ha twittato sostegno alle proteste, sono semplicemente degli umanitari dalla profonda compassione per gli immigrati? La vera risposta si trova, velata, nelle notizie sull’opposizione al divieto. La principale mostra una famiglia irachena bloccata dalla mossa di Trump, e descrive come il padre abbia “rischiato la vita nel sostenere gli Stati Uniti” e come la sua famiglia fu premiata con un visto. Ciò non è raro. Gli alleati degli Stati Uniti nei conflitti nel mondo sono regolarmente premiati con i visti. L’esercito statunitense ha molti “soldati con la carta verde” dell’America Latina, che cercano la residenza legale negli Stati Uniti con il servizio militare. Nei 7 Paesi elencati nel bando, ci sono migliaia di persone che hanno collaborato con gli USA per realizzarne le mire in politica estera. In Siria, per esempio, centinaia di migliaia di estremisti wahabiti hanno lavorato per rovesciare il governo. In Iraq, l’Arabia Saudita ha cooperato con gli Stati Uniti nel tentativo di eliminare l’influenza iraniana nelle comunità sciite. Nello Yemen, al-Qaida, Arabia Saudita e Stati Uniti collaborano per rovesciare i Comitati rivoluzionari dell’organizzazione Ansarullah, comunemente chiamati “Huthi”. I collaborazionisti degli Stati Uniti nei 7 Paesi sono spesso musulmani che aderiscono all’interpretazione saudita o della Fratellanza musulmana. In seguito all’ordine esecutivo, si scopre che Trump invoca apertamente il bando formale della Fratellanza musulmana, designandola organizzazione terroristica. Mentre in molti Paesi, come Russia e Arabia Saudita, è già fuori legge, negli Stati Uniti non lo è. In effetti, la Fratellanza musulmana è un alleata chiave degli Stati Uniti in Medio Oriente da decenni, da quando lavorò per la CIA per destabilizzare il governo antimperialista e socialista di Nasser in Egitto. La Fratellanza organizzò una rivolta violenta contro la Repubblica araba siriana negli anni ’80, ed è al fianco dei terroristi antigovernativi nella guerra siriana. I Fratelli musulmani con entusiasmo collaborarono con l’amministrazione Obama per rovesciare Muammar Gheddafi e per ridurre in caos e povertà la Libia. I Fratelli musulmani agiscono in tutto il Medio Oriente. La monarchia del Qatar, che sponsorizza anche la rete televisiva al-Jazeera, è un finanziatore chiave della Fratellanza musulmana. La CIA ha lavorato per decenni per mantenere il rapporto tra governo degli Stati Uniti e Fratelli musulmani, vedendoli come alleati o ascari nella lotta contro i governi antimperialisti, nazionalisti e socialisti nella regione. Mentre la CIA vede la Fratellanza musulmana come utile alleata, gli altri attori chiave della società degli Stati Uniti non sono d’accordo. Il governo israeliano e la sua rete di sostenitori hanno un profondo disprezzo per i Fratelli musulmani per via della filiale palestinese Hamas, il loro nemico in guerra. Altre figure dell’apparato di sicurezza e dell’esercito vedono la Fratellanza come una minaccia per la sua serie di omicidi e il terrorismo. La mossa di Trump rappresenterebbe una sezione dell’élite degli Stati Uniti che vuole porre fine al rapporto tra governo e Fratellanza Musulmana, così come con i fanatici wahabiti. La CIA, d’altro canto, sa che è molto importante mantenere tali alleanze, attive da molti decenni. Questo disaccordo tra i più potenti capi degli Stati Uniti è la base su cui l’ordine esecutivo e le improvvise proteste radicali negli aeroporti hanno avuto luogo.

Soros, Brzezinski e Brennan
John Brennan era direttore della CIA di Obama. Ha supervisionato gli attacchi dei droni che uccisero civili. Ha lavorato per rovesciare i governi nazionalisti indipendenti in Libia e Siria, tra gli altri. Brennan ha fatto tutto questo, e può essere chiamato in molti modi da chi è in disaccordo con tali politiche. Ma una cosa non può esattamente essere chiamato, “conservatore”. John Brennan ammise che nel 1976 votò per Gus Hall, il candidato presidenziale del Partito Comunista degli USA. Dal 1996 diresse la stazione CIA nella capitale dell’Arabia Saudita, Riyadh. Le dichiarazioni non provate di un ex-agente dell’FBI e di altri, sostengono che si sia convertito al wahabbismo quando ci lavorava. La strategia della CIA nel raggiungere obiettivi di politica estera degli Stati Uniti e di coloro che la dirigono spesso appare liberale e non ortodossa. Molti ingenuamente suppongono che chi lavori per le agenzie di intelligence e sicurezza statunitensi sia un duro conservatore, data la natura del lavoro, ma in realtà molti della CIA sono legati a cause di sinistra. Nella retorica dei sostenitori di Trump e di destra, il nome “George Soros” appare di frequente. Chi difende le proteste aeroportuali deride questa retorica, dicendo cose come “Mi deve dei soldi, non sono stato pagato”, ecc. Anche se i liberali spesso la gettano in caciara, George Soros esiste e non è una fissazione della destra. L’estrema sinistra, in particolare socialisti e comunisti, dovrebbero conoscerlo molto bene. Soros è uno degli alleati più importanti della CIA. Un miliardario che ha contribuito a far cadere i governi marxisti-leninisti dell’Europa orientale. Soros finanziò i movimenti anticomunisti “Solidarnosh” e “Charta 77“, così come i dissidenti che lavorarono per il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. Soros, come chi dirige National Endowment for Democracy, Fondazione Tides, Open Society Institute e altre fondazioni liberali, coordinò i finanziamenti dell’attivismo mondiale con le strategie della Central Intelligence Agency. Quando la CIA lavorava contro il governo serbo, Soros finanziò il separatismo in Kosovo. Quando gli strateghi di politica estera degli USA miravano ad Aleksandr Lukashenko, chiamando la Bielorussia ‘l’ultima repubblica sovietica’, Soros finanziò gli “attivisti” in quel Paese. L’agente della CIA e medaglia Presidenziale della Libertà Zbigniew Brzezinski, come Soros e Brennan, non può essere descritto “conservatore” o “di destra”. Brzezinski si vanta di aver dato all’Unione Sovietica “il suo Vietnam” attirandola in Afghanistan. Oggi, la figlia Mika Brzezinski è una presentatrice liberale della rete televisiva MSNBC del Partito democratico. George Soros e Zbigniew Brzezinski sono noti per precise strategie in politica estera sviluppate durante la Guerra Fredda. La strategia che invece di attaccare i Paesi direttamente con i militari, governi e leader invisi a Wall Street possono essere rovesciati finanziando movimenti dissidenti, con la guerra dell’informazione, le sanzioni economiche, il caos e le “rivoluzioni colorate”.

Inganni sull’Iran
Le rapide mosse di Trump e di chi nell’apparato statale vi si oppone, sono date da divergenze di strategia sugli eventi mondiali. Un disaccordo evidente tra Trump e il suo predecessore è sulla Repubblica islamica dell’Iran. L’ordine esecutivo di Trump fu seguito dall’annuncio che l’Iran è “seguito”. Nuove sanzioni all’Iran sono state poste. Molte volte durante la campagna Trump parlò contro l’Iran con parole dirette. Molti sostenitori di Trump credono che Repubblica islamica dell’Iran, al-Qaida e SIIL siano della stessa stoffa o che siano collegati. La realtà è che la Repubblica islamica dell’Iran è uno dei più grandi nemici dello SIIL. SIIL, al-Qaida e altri estremisti wahabiti chiamano gli iraniani “apostati” e cercano di rovesciare violentemente la Repubblica Islamica e di massacrarne il popolo. La Guardia Rivoluzionaria iraniana è sul campo di battaglia in Siria, ogni giorno, a fianco delle forze governative siriane che combattono lo SIIL. L’Iran è uno dei Paesi più stabili della regione, dove sunniti, cristiani, zoroastriani ed ebrei sono liberi di praticare la propria fede sotto il governo sciita. Coerentemente con gli appelli del fondatore Imam Khomeini a “Niente capitalismo, ma Islam”, la Repubblica islamica ha un’economia strettamente controllata dallo Stato che garantisce alloggio, istruzione e assistenza sanitaria alla popolazione. Le compagnie petrolifere statali iraniane competono con Wall Street sui mercati globali e utilizzano i proventi per sviluppare un’economia indipendente. L’Iran sostiene il governo siriano opponendosi all’ondata di terrorismo wahabbita che travolge il Paese. Obama e la CIA sembrano aver creduto che il miglior approccio all’Iran comprendesse negoziati, supporto ai dissidenti interni e gesti diplomatici. L’amministrazione Trump, includendo l’Iran nel bando e ripetendo la retorica anti-iraniana, sembra credere in un approccio conflittuale diretto. Nella politica estera degli USA, il recente ordine esecutivo e la risposta drammatica ad esso illustrano il grande disaccordo nelle stanze del potere. Mentre l’illusione del mondo unipolare si erode apertamente, i Paesi indipendenti dalle economie pianificate emergono e il mondo continua a vedere una crisi economica, tali gravi disaccordi nella classe dirigente degli Stati Uniti sono ovvi.

Obama e Brennan

Obama e Brennan

Caleb Maupin è un analista politico e attivista di New York. Ha studiato scienze politiche presso la Baldwin-Wallace College e fu ispirato e coinvolto dal movimento Occupy Wall Street, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La rete del Grande Fratello George Soros va a pezzi

Gilbert Mercier, News Junkie Post, 05/02/2017

L’attacco all’ordine esecutivo ‘divieto di viaggio’ di Donald Trump fa parte di una campagna di disinformazione al centro dei quali c’è la rete creata da George Soros.8270586486_b06b7553d8_h-e1486071016688L’alleanza blasfema: Soros e principi e sceicchi della British Petroleum
La campagna di disinformazione sul cosiddetto divieto ai musulmani dell’amministrazione Trump è stata orchestrata negli Stati Uniti, Canada ed Europa occidentale dalla maggior parte dei media mainstream e degli organi d’informazione di pseudo-sinistra e pseudo-indipendenti, dalle principali piattaforme social media del mondo, nonché dai motori di ricerca. Ciò che l’amministrazione Trump ha fatto con l’emissione dell’ordine esecutivo per limitare i visti ai cittadini di Paesi specifici non è una misura razzista, ma invece una misura di sicurezza per impedire attacchi terroristici finanziati da una cabala globalista ancora molto attiva e guidata dal burattinaio George Soros, dai suoi innumerevoli soci in politica, finanza e media, così come dalla famiglia reale dell’Arabia Saudita. Questa incredibilmente potente rete globale, che alcuni chiamano governo-ombra del Nuovo Ordine Mondiale, si disfa completamente. Forse è giunto il momento di trascinare la gigantesca idra globalista sulla riva e guardarla morire, cotta dai raggi del sole.

Il fallimento dell’infoguerra globalista: il presidente Trump conquista cuori e menti dei Paesi musulmani
L’ordine esecutivo dell’amministrazione Trump apparentemente ha già dato i suoi frutti, non solo probabilmente sventando un attacco terroristico contro lo stadio che ospita il Super Bowl, il maggiore evento sportivo negli Stati Uniti. Alcuni giorni prima, Rashid Muhammad, un capo dello SIIL, fu arrestato al John F. Kennedy di New York. Speriamo che un interrogatorio approfondito dellFBI e forse altre agenzie, portino ai nomi dei suoi collaboratori all’estero, e soprattutto delle persone che hanno ordinato e finanziato possibili attentati. Nel complesso, è un buon lavoro della polizia vecchio stile, e non di qualche tendenza anti-musulmana dell’amministrazione Trump. I musulmani di tutto il mondo sono pienamente consapevoli che l’amministrazione Obama non è mai stata loro amica.

L’asse amorale: Soros, i governanti dell’Arabia Saudita e la rete sionista
La maggioranza del pubblico nei Paesi musulmani non si beve l’idea che il Presidente Donald Trump sia anti-islamico, e l’opinione pubblica degli Stati Uniti sta rapidamente recuperando terreno sulla stessa nozione. La maggior parte dei musulmani del mondo già conosce ciò che chiamai un paio di anni fa alleanza saudita-sionista. L’Islam è una religione di pace a meno che, ovviamente, non segua i precetti wahabiti o salafiti della sharia. Queste due forme di fondamentalismo islamico sono state generosamente sponsorizzate da Arabia Saudita e Qatar, e diffuse nel mondo, anche nei Paesi laici dell’Europa occidentale. Ciò è avvenuto con la costruzione di grandi moschee e l’assunzione di imam per predicare, indottrinare e spesso arruolare cittadini europei di origine nordafricana, turca o pakistana. Giovani con scarse prospettive di lavoro in Francia, Regno Unito, Belgio, Germania, Bosnia, Kosovo e altrove sono stati i primi obiettivi dei jihadisti. Pochi di loro sono in realtà motivati a combattere la cosiddetta guerra santa in nome di Allah. Ciò che sono invece è una forza mercenaria: una legione straniera agguerrita e ben addestrata che diffonde caos a vantaggio dei principi e sceicchi sauditi e qatarioti. Ciò con il sostegno e la partecipazione attiva di tutte le amministrazioni degli Stati Uniti dal 1980, o ciò che chiamo i 36 anni dell’era criminale Bush-Clinton, ovviamente compreso il clintoniano straordinario, l’ex-presidente Barack Hussein Obama.

Il premio Nobel per la Pace Obama ha ordinato il lancio di 26172 bombe nel 2016
Mentre la pseudo-sinistra occidentale, che opera principalmente da propagandista dell’agenda globalista, dipinge il Presidente Trump come un razzista anti-musulmano che aspira ad essere Adolf Hitler, cosa assolutamente insensata, dato che i fatti raccontano una storia diversa; in un articolo pubblicato dal Consiglio on Foreign Relations, Micah Zenko espone i bombardamenti dell’amministrazione Obama in sette Paesi musulmani, nel 2016. In totale, le forze armate statunitensi hanno sganciato 26172 bombe in sette Paesi. La lista va menzionata al completo: in Siria sono state sganciate 12192 bombe; in Iraq 12095; in Afghanistan 1337; in Libia 496; in Yemen 35; in Somalia 14 e in Pakistan 3. Queste sono le bombe utilizzate dai militari degli Stati Uniti con vari vettori, tra cui i droni, l’arma preferita del premio Nobel per la Pace. Non credo che gli afflitti liberali possano ancora chiamare il loro beniamino Obama amico dei musulmani e della pace, e offendere Trump.

Soros: il ragno a capo della ragnatela orwelliana
George Soros, attraverso la sua Open Society Foundation, una rete di oltre 100 uffici in numerosi Paesi, tra cui l’Afghanistan, ha le mani nelle pseudo-spontanee proteste anti-Trump, non solo negli Stati Uniti ma nel mondo. Soros ha operato per decenni come un gigantesco ragno fissato dall’aspirazione tossica ad essere il Messia. Il suo portfolio include le attività politiche in molti Paesi e in organizzazioni globaliste come Nazioni Unite, Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. L’ex-presidente francese Nicolas Sarkozy è stato un importante agente di Soros; lo stesso il presidente Francois Hollande, nonché la direttrice generale del FMI Christine Lagarde. L’attuale primo ministro del Canada, Justin Trudeau, ha abbracciato, a nome di Soros, le proteste anti-Trump e pseudo pro-musulmane. La rete globalista di Soros e soci è ancora viva, ma è in via di demolizione dopo la sconfitta di una delle pedine di Soros nelle elezioni degli Stati Uniti. Naturalmente, chi aspirava a diventare l’imperatrice della ragnatela del Grande Fratello orwelliano di Soros è l’unica e sola Hillary Clinton.

Le attività di Soros e la pseudo-sinistra
Il problema di Soros, per soci e relativi media e ONG, è che si sta svenando, e il suo impero globale crolla come un castello di sabbia. Democracy now! di Amy Goodman è stato a lungo un media di Soros, lo stesso i suoi abituali ospiti di pseudo-sinistra, come Noam Chomsky, Chris Hedges, Naomi Klein, Glenn Greenwald, Jeremy Scahill e Cornel West. Democracy Now! non è certo il solo. La lista dei media e delle ONG di Soros è così lunga che è difficile completarla. Degni di menzione, ma senza alcun particolare ordine d’importanza, sono NPR News, BBC News, The Guardian, Le Monde e Huffington Post. Quelli con una patina d’indipendenza di sinistra sono più difficili da individuare con certezza: esempi sono Alternet, CEPR e Truthout. Iniziarono abbastanza bene, ma cambiarono linea editoriale quando Soros li finanziò con le sue fondazioni o ne assunse alcuni. Soros ha anche investito molto nei gruppi per i diritti umani come American Civil Liberties Union, Amnesty International e Human Rights Watch. Petizioni per processare il Presidente Trump circolano nel mondo grazie a Change.org: un’altra organizzazione controllata da Soros. Change.org, insieme a Cause.com, Answer coalition e MoveOn.org, coordina le false proteste delle donne e contro il presunto divieto islamico. Answer coalition è così scollegata dalla realtà che appaio sulla sua mailing list! Come la maggior parte delle petizioni, quelle delle organizzazioni finanziate da Soros sono operazioni di phishing, il cui scopo principale è raccogliere nomi e indirizzi. Per gente come Soros e i suoi amici sauditi, che hanno finanziato le rivoluzioni fasulle in Libia, Siria e Ucraina, e ideato lo SIIL, è abbastanza banale progettare marce delle donne nel mondo, assumere gli ex-membri di gang per innervare Black Live Matter, e accordarsi con alcuni azionisti chiave della società di social media e dei motori di ricerca per fare del “divieto ai musulmani” un argomento di tendenza. E’ un peccato, ma come si dice, nell’impero del minimo comune denominatore secondo la direttiva del Ministero della Verità, il denaro parla ed ha il megafono. Senza, George Soros e i suoi soci non controllerebbero l’informazione occidentale, come fanno quasi ogni giorno da decenni.

Il momento della giustizia e il colpo di grazia all’idra globalista
Riguardo i capi del sindacato Bush-Clinton: a giudicare dal linguaggio del corpo, al giuramento del Presidente Trump, sembra che siano pienamente consapevoli che avevano la mano perdente. Sembravano essere a un funerale, e forse la loro unica ragione per esserci era che non potevano rifiutarsi. In una particolare foto dell’ex-segretaria di Stato Hillary Clinton e dell’ex-presidente Barack Obama, seduto di fronte a lei, le espressioni facciali sono tristi, ma ciò che ho notato fu la posizione insolita dei loro agenti di sicurezza dei servizi segreti. Tipicamente, gli agenti guardano dietro, di fronte e ai lati di coloro che proteggono, e non direttamente loro. Sarebbe una sorta di arresti domiciliari? A mio parere, la possibilità di un colpo di Stato, morbido o violento, contro l’amministrazione Trump è ridicola. Purtroppo per i fantocci di George Soros, il popolo statunitense, cioè la maggioranza che ha eletto Trump e lo sostiene, bada più ai diritti del Secondo Emendamento che al prossimo cappuccino.Donald Trump Is Sworn In As 45th President Of The United StatesTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump e la NATO

Trump e la NATO

Attentato in Quebec, un’altra false flag

Aanirfan

3ca618fc00000578-4173602-the_mosque_was_attacked_at_around_8pm_sunday_evening_while_aroun-a-13_1485831940672Lo scopo delle finte storie su Bissonnette/Breivik è promuovere l’agenda nazi-sionista. Sulla sua pagina Facebook, Alexandre Bissonnette aveva numerosi amici, tra cui alcuni musulmani. La pagina Facebook fu poi manipolata. Alexandre Bissonnette viene ora descritto come “lo studente solitario… che sarebbe sostenitore di Trump e Le Pen e che derideva on-line i profughi siriani”. Tuttavia, “i vicini di casa nel ricco sobborgo di Quebec Cap Rouge sono confusi nel sapere che Bissonnette, descritto come il ‘tipico ragazzo della porta accanto’, è accusato della sparartoria“. Daily Mail
Il vero Alexandre Bissonnette è come il vero Anders Breivik, un liberale moderato. Breivik è innocente
L’infoguerra nazi-sionista dice che la sparatoria nella Moschea a Quebec è un colpo devastante alla narrativa della sinistra. Presumibilmente, Bissonnette sarebbe fuggito dalla moschea con la sua Mitsubishi e arrestato nella vicina Ile d’Orleans 20 minuti più tardi, dopo aver chiamato il 911, secondo Le Soleil. La polizia avrebbe trovato 2 fucili e un AK-47 nell’auto. Daily Mail
I colleghi universitari descrivono Alexandre Bissonnette come un timido che non sembrava capace di commettere un atto terroristico. “Non ha mai mostrato o suggerito che fosse capace di violenza politica o terrorismo”. Lo scopo del terrorismo sotto falsa bandiera è mettere al potere i sostenitori dei nazisti-sionisti. Le Pen è una sostenitrice d’Israele. Una pagina di Facebook presumibilmente appartenente a Bissonnette, poi tolta, avrebbe rivelato supporto alle idee di estrema destra, come a Marine Le Pen. Altri ‘Mi Piace’ avrebbero riguardato le forze di difesa israeliane, Donald Trump e i critici aperti dell’Islam Richard Dawkins e Christopher Hitchens.3cab209400000578-4170500-bissonnette_is_a_student_at_laval_university_a_friend_of_bissonn-a-61_1485811295851I vicini descrivono Alexandre Bissonnette come il ‘perfetto ragazzo della porta accanto’ che ama la famiglia e lo sport e si ricorda sempre di salutare. Il vicino Alain Dufour ha detto: “Alexandre è un gran ragazzo amichevole, lui e il fratello sono assai vicini e seguiti dai genitori, tutti molto vicini…” La moglie ha detto: “E’ molto dolce“. Il padre Raymond Bissonnette è un dipendente del governo in pensione. Daily Mail3ca666a400000578-4170500-image-a-141_1485750860829Alexandre Bissonnette è il ‘capro espiatorio’ della sparatoria alla moschea in Quebec. Dopo la sparatoria nella Moschea di Quebec, Alexandre Bissonnette e Mohamed Khadir (alias Muhamad Balqadir), furono fermati. Bissonnette, 27 anni, è del Quebec, mentre Khadir, tra i 20 e i 30 anni, è di origine marocchina, secondo TVA News.
Testimoni hanno detto che c’erano 3 uomini armati e mascherati. Tre attentatori nella Moschea di Québec. Ma ora la polizia dice che Bissonnette è l’unico sospetto, e che Khadir è semplicemente un testimone. Una fonte ha detto a Radio-Canada che Alexandre Bissonnette e Mohamed Khadir sono studenti dell’Université Laval, università pubblica di Quebec City. Alexandre Bissonnette è stato arrestato “dopo aver contattato la polizia verso le 20:10“. Alexandre Bissonnette frequentava i compagni del liceo Cartier e del Cégep François-Xavier Garneau. “E’ un ragazzo tranquillo, affatto violento. Non avrei mai immaginato che potesse fare una cosa del genere“, dice Mario Valentino che conosce Alexandre Bissonnette e suo fratello gemello.
alexandre-bissonnette-cadetLa famiglia di Alexandre Bissonnette ha collegamenti militari. Secondo alcuni vicini, i gemelli erano nei cadetti. Ci sono state segnalazioni su cadetti mentalmente controllati e utilizzati come schiavi sessuali e poi come “zimbelli. Abuso sessuale dei cadetti /Reclute adolescenti uccise/Sesso minorile tra i militari
I genitori di Alexandre Bissonnette vivono a Cap-Rouge, quartiere ricco e tranquillo. Alain Thivierge, che abita di fronte alla casa dei Bissonnette, dice dei fratelli: “Li vedo quasi tutti i giorni“. Parla di giovani calmi. “I loro genitori sono molto socievoli“, ha detto. Alexander, sospettato, non ha mai pronunciato parole di odio o radicali. La Presse.ca.
3cab0e8700000578-4170500-image-a-53_1485795613947Il 29 gennaio 2017, “tre uomini armati e mascherati hanno sparato contro i fedeli nel Centro Culturale Islamico di Quebec City intorno alle 20:00“. CBC / Tre attentatori attaccano la moschea di Québec durante le preghiere serali, 5 morti. Almeno sei persone sono state uccise. Testimoni hanno detto che i tiratori gridavano ‘Allahu Akbar’ con ciò che sembrava un accento del Québec. Qualcuno lasciò una testa di maiale sui gradini della moschea nell’estate del 2016. Ore dopo che Trump firmava il divieto dei musulmani, una moschea nel Texas veniva data alla fiamme. Due persone sono state arrestate in connessione con l’attentato del 29 gennaio in Quebec. Un sospetto è stato arrestato presso la moschea e l’altro dopo un inseguimento conclusosi vicino a Ile d’Orleans, a 15 miglia dalla scena. L’attentato avviene dopo giorni di proteste negli USA per l’ordine esecutivo di Trump sul ‘bando dei musulmani’. Il primo ministro Justin Trudeau ha detto che i rifugiati e gli immigrati musulmani sono i benvenuti in Canada. Daily Mail.

Justin Trudeau

Justin Trudeau

Cosa saprebbe il governo del Quebec sul lavoro interno? Il premier del Quebec Philippe Couillard guiderà una missione economica in Israele nella primavera del 2017, divenendo il primo premier del Quebec in visita ufficiale nel Paese. Couillard l’annunciò “durante il cocktail annuale con i membri dell’Assemblea Nazionale tenutasi presso il ramo in Quebec del Centro per gli affari d’Israele e ebraici (Cija), con la Federazione CJA e il Comitato ebraico-canadese per gli affari politici, il 30 novembre“. Couillar parlò del lungo e importante contributo della comunità ebraica nel Quebec. “La vostra storia è quella del Quebec e la storia del Quebec è la vostra storia“. Couillard ha descritto Israele come “l’unico Stato democratico in quella tormentata regione. Israele e Quebec hanno molto in comune e insieme dobbiamo rafforzare i legami che ci uniscono“, aveva detto. Il premier del Quebec visiterà Israele.

Philippe Couillard

Philippe Couillard

L’attentato in Quebec è collegato al controllo mentale? L’Allan Memorial Institute si trova a Montreal nel Quebec. L’istituto è noto per il suo ruolo nel programma MKULTRA della CIA, un’iniziativa per sviluppare un farmaco che inducesse il controllo mentale. Gli esperimenti di MKULTRA furono condotti dal suo direttore e fondatore Donald Ewen Cameron.

Donald Ewen Cameron

Donald Ewen Cameron

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora