La seconda bufala sul “Bambino ferito sul sedile arancione”

Moon of Alabama 21 agosto 2016

00000 nour-al-din-al-zenki-thug-decapitates-boyCollegato alla storia del “Bambino ferito sul sedile arancione“, appare un altro elemento che aumenta la diffidenza sulla veridicità di tutto il racconto. Il 19 agosto, i corrispondenti dal Medio Oriente del Telegraph, Raf Sanchez e Said Ghazali, riferivano di un colloquio con il padre del bambino presunto ferito sul sedile arancione: “Abu Ali, il padre del bambino il cui volto tormentato appare sui giornali di tutto il mondo, ha descritto l’ultima notte della famiglia come normale in un colloquio con un attivista siriano (ora i giornalisti-spia inglesi evitano di fare il nome del terrorista Mahmud Raslan, totalmente sputtanato. NdT) per conto del Telegraph… Contrariamente alle relazioni dei medici che hanno curato Umran, il bambino ha solo tre anni e non cinque. Umran è stato dimesso dall’ospedale con i suoi quattro fratelli, tutti ripresisi tranquillamente, secondo il padre”. Confermando quanto sopra, la campagna siriana dell’apparato di propaganda anti-siriana finanziata dagli Stati Uniti aveva pubblicato questo il 18 agosto: “Grazie a Dio tutta la famiglia di Umran è al sicuro. La madre ha avuto alcune ferite alle gambe. Il padre ha subito un trauma cranico minore. La sorella di sette anni ha sunito un intervento chirurgico di questo pomeriggio e sta bene”. Si noti che non vi è alcuna menzione di un ragazzo ferito. Il corrispondente dal Medio Oriente del Telegraph, Raf Sanchez, il giorno dopo riportava una storia ben diversa da quella che aveva raccontato il giorno prima: “È emerso che il fratello maggiore di Umran Daqanish, Ali, è morto per le ferite subite nello stesso attacco aereo che ha portato il fratello sugli schermi televisivi del pianeta. Ali, 10 anni, era in strada quando una bomba russa o del regime siriano era caduta sulla casa della famiglia nel quartiere di Aleppo Qatarji. Mentre il resto della famiglia ha subito ferite non gravi, quando tutto gli crollava intorno, Ali sembra sia stato gravemente ferito dalla bomba e morto in ospedale… Il padre di Umran, che ha chiesto di essere identificato solo con il soprannome Abu Ali, che significa “padre di Ali”, riceveva visite nella casa temporanea della famiglia. Umran, tre anni, e i suoi tre fratelli superstiti erano rimasti a casa mentre Abu Ali accettava le condoglianze per strada”. La BBC osservava: “Il fratello maggiore di Umran Daqanish, il ragazzo siriano stordito e sanguinante la cui foto ha sconvolto il mondo, è morto per le ferite riportate quando la casa ad Aleppo era stata bombardata, dicono gli attivisti. La Campagna di Solidarietà per la Siria ha detto che Alì “è morto oggi a causa delle ferite riportate dal bombardamento della casa da parte di Russia e Assad”.”
Il secondo pezzo del Telegraph è accompagnato dall’immagine di un ragazzo che appare con un’escoriazione (ma sporca e non disinfettata!) sullo zigomo sinistro. Gli occhi sono chiusi e due tubi pendono dalla bocca. Un sensore da cardiogramma è fissato sul petto sotto la spalla. La didascalia dice “Ali è stato ucciso nell’esplosione…” È davvero morto? Un giorno si apprende dal padre e altri, che:
– tutti i bambini, tra cui Ali, stavano bene
– tutti si sono ripresi
– tutti avevano lasciato l’ospedale
Il giorno successivo si apprende che:
– Ali è stato gravemente ferito
– Ali è morto per le ferite
– in un ospedale (che ignora la cura dei traumi più comuni), che a quanto pare non aveva mai lasciato.
Lo stenografo del Telegraph, che ha scritto entrambe le storie, ignora tali contraddizioni. E’ da credere che siano entrambe false e che il bombardamento e il soccorso non siano mai accaduti, ma solo inscenati. Il “salvataggio” è stata una bravata e tutte le storie relative, come “Ali morto”, sono solo favole dei vari “attivisti” pagati da questa o quella campagna di propaganda “occidentale”. C’era un tempo in cui i giornali come The Telegraph e altri media che seguivano le notizie le verificavano. Per molti media, ovviamente, non è più così. Oggi qualsiasi “attivista” può usare skype per stenografare da qualsiasi posto, raccontando fantasie su un bombardamento nella zona est di Aleppo e farle stampare. Il giorno dopo si può richiamare con una versione completamente diversa della medesima fantasia e farla ristampare. Nessuno si pone delle domande. C’è da meravigliarsi che lettori e spettatori evitino tali media?

Mahmoud-Rslan-2-1024x576Con i combattenti suicidi, dalla terra di battaglie e macelleria, Aleppo dei martiri, annunciano una gioia imminente, con il permesso di Dio”. Pagina social di Mahmud Raslan, l’“attivista umanitario” che ha diffuso video e foto sul “piccolo” Umram ferito dalle bombe russe/siriane…

Raslan-image-4-1024x576“Migliaia di combattenti suicidi e decine di trappole vengono preparati per la grande battaglia di Aleppo, la prima battaglia dove vedo uomini in lacrime perché non possono partecipare per il numero di attaccanti”. Pagina social di Mahmud Raslan, l’“attivista umanitario” che ha diffuso video e foto sul “piccolo” Umram ferito dalle bombe russe/siriane… (The Canary)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Hillary Clinton e le radici russofobe della ‘sinistra culturale’

Caleb Maupin New Eastern Outlook 21/08/2016Democratic Presidential Candidates Debate In FlintNegli ultimi discorsi, tra cui quello di accettazione della nomina del Partito Democratico alla presidenza, l’ex-segretaria di Stato Hillary Rodham Clinton dichiarava che avrebbe lavorato per sradicare “il razzismo sistemico”, senza presentare alcuna strategia specifica o politica per farlo, ma ogni volta che pronunciava la frase “razzismo sistemico” c’erano grandi applausi dal pubblico. Un articolo di vox.com afferma che l’uso di tale termine è “importante” perché è una frase che viene “abbracciata in particolare da giovani attivisti”. Nel discorso, Clinton avrebbe detto che lavorerà per sradicare “discriminazione” o “sottorappresentazione” delle minoranze, usando la parola d’ordine preferita di uno specifico ambiente politico che la campagna di Clinton sembra assecondare. La frase rientra nel vocabolario di ciò che alcuni chiamano “teoria dell’oppressione”. I giovani l’hanno imparato dai professori universitari, da coloro che insegnano Black Studies o studi sul genere. Tale nuovo gergo viene utilizzato su vari forum internet, in particolare tumblr. Quando la nomination democratica era ancora in palio, internet era piena di sostenitori di Clinton che chiamavano i sostenitori di Sanders i “Bernie Bros”, affermando che supportare la campagna presidenziale del senatore del Vermont era espressione del “privilegio del maschio bianco”. Blog, tweet e status ora sollecitano i delusi sostenitori di Sanders a “controllare i loro privilegi”, in vista di una presidenza Trump, e votare per la candidata che disprezzano. Se un maschio sostenitore di Sanders risponde a tali argomenti e difende la decisione di sostenere Jill Stein o Gloria La Riva, o qualsiasi candidato diverso dalla Clinton, viene accusato di “maschilismo”. E se continua, l’avversario di Clinton viene personalmente insultato, per avere “toni da polizia”.
Da dove provengono tali frasi? Cos’è questo ambiente politico a cui la candidata democratica è collegata? Agli occhi del pubblico viene spesso identificato come “estrema sinistra”. Non è del tutto corretto. L’entità nota come sinistra affonda le radici nella rivoluzione francese del 1790. Da quel momento, chi si identifica come “di sinistra”, rivoluzionario o radicale, usa parole come “libertà” e “solidarietà”, parla di lavorare per “l’emancipazione”, di “liberazione” contro “l’oppressione”. Spesso usando formulazioni specificate da Marx come “sfruttamento” ed “esproprio”, mentre sostiene il “potere alla classe operaia”. Con la retorica su liberazione e lotta all’ingiustizia, la sinistra tradizionalmente ospitava gli avversari di razzismo e sessismo, e i sostenitori dell’uguaglianza sociale. Tuttavia, questo nuovo ambiente che parla di “interconnessione” e “intersezionalità” piuttosto che di solidarietà, e celebra gli interventi militari globali per ragioni “umanitarie” mentre s’impegna in accesi dibattiti su concetti come “privilegio cisgender”, accusandone i detrattori di “biancocentrismo”, e i “Bernie bros” di dover “controllare il loro privilegio”, un suo sviluppo, non proviene dalla sinistra.

L’Associazione per la libertà della cultura
0 PVLU6QZ1o4nESil8 Per capire lo stile retorico unico che Clinton ha abbracciato, va capito cosa successe al Waldorf-Astoria nel 1949. Nonostante gli Stati Uniti fossero in piena frenesia anticomunista, con la Commissione per le attività antiamericane in piena attività, e molti membri del Partito comunista nelle prigioni federali o statali, il Partito Comunista filo-Mosca segnò una vittoria cruciale nelle pubbliche relazioni. Il 25 marzo 1949, la “Conferenza scientifica e culturale per la pace nel mondo” si apriva a New York City, dando una voce forte e solida alle critiche sulla politica estera degli USA. Albert Einstein, Will Geer, Arthur Miller, Aaron Copland, Lillian Hellman, Frank Oppenheimer, Paul Robeson, WEB Dubois, e molte delle figure culturali e intellettuali più rispettate del tempo salirono sul palco durante la conferenza. Gli interventi non solo denunciarono la corsa militare contro l’Unione Sovietica, ma difesero gli interventi militari sovietici e presentarono l’URSS come una società accogliente, socialista, non la “cortina di ferro” o l'”Impero del Male” ritratta sui media degli Stati Uniti. La Central Intelligence Agency degli Stati Uniti osservò con rabbia come le immagini della conferenza di pace di Waldorf venissero diffuse dai media in tutto il pianeta, screditando gli Stati Uniti e aumentando il prestigio dell’Unione Sovietica. In risposta, l’anno successivo la CIA lanciò un piano chiamato “Congress for Cultural Freedom“. Ancora oggi, il piano è considerato uno dei più grandi successi dell’agenzia nella Guerra Fredda. La CIA si vanta del piano sul suo sito, dicendo che coinvolse: “una squadra energica e ben collegata disposta a sperimentare idee non ortodosse ed individui controversi, se volevano sfidare i comunisti nel loro stesso gioco”. Il piano coinvolse il “sinistrismo culturale” reclutato dalla CIA. Negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale, socialisti, comunisti, anarchici, artisti, musicisti, studiosi e cineasti iniziavano a ricevere denaro dalla CIA. Molti ne erano all’oscuro. Il sito della CIA conferma che sovvenzionò la rivista trotskista di New York “Partisan Review“. La rivista si presentava da rappresentante del vero socialismo di Karl Marx, Max Shachtman e Leon Trotskij, mentre si opponeva allo “stalinismo” dell’URSS. La CIA promosse anche le opere di Sidney Hook e altri professori universitari “socialisti”. Il piano andò oltre l’attivismo politico, comprendendo il finanziamento a gallerie d’arte, cineasti sperimentali e soprattutto accademici di sinistra. La CIA finanziò la stampa degli scritti di George Orwell, così come concerti di musicisti di sinistra. Un articolo del Chronicle of Higher Education del 2014 lamenta l’impatto dei finanziamenti della CIA all’Iowa Writers Workshop, che promosse ciò che furono descritte come innovazioni stilistiche e scoperte letterarie.

Perché fomentare “il sinistrismo culturale?”
Hook Sembra strano che, durante la guerra fredda, il governo degli Stati Uniti intenzionalmente finanziasse persone che si definivano di estrema sinistra. Tuttavia, ha senso per un motivo fondamentale: tutti gli artisti, attivisti, accademici e filosofi che ricevettero soldi dal programma della CIA erano fermamente antisovietici. La CIA volle promuovere la “sinistra culturale”, sperando di allontanare le persone di sinistra e dissidenti dal comunismo sovietico. Un divario politico significativo tra sinistra occidentale e URSS già si sviluppava. Negli anni ’20, l’Unione Sovietica divenne molto più socialmente conservatrice che nei primi anni. L’omosessualità e l’aborto furono messi fuori legge, e lo Stato premiava con medaglie le donne con più di 10 figli. Mentre la sinistra occidentale si aggrappava ad astratti concetti marxisti come “libero amore” e “distruzione del genere”, l’Unione Sovietica, in lotta per la sopravvivenza tra blocchi, invasioni e sovversione estera, doveva serrare i ranghi. Di fronte ai continui attacchi, l’Unione Sovietica fu costretta a diventare molto autoritaria. Con le industrie in rapido sviluppo in una società in precedenza povera e agraria, l’economia sovietica aveva necessità di una rigorosa regolamentazione. Affrontando gli attacchi dall’estero, i leader sovietici invocarono non solo i principi marxisti-leninisti, ma anche il nazionalismo russo. Pellicole ritraevano zar medievali non come tiranni ma come idoli patriottici che combattevano gli invasori. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa ortodossa russa risorse e poté operare nella società sovietica. Pur avendo una pianificazione centrale e un’economia non capitalista, ottenendo ciò che fu spesso descritto come “miracolo economico” dagli economisti, quando si trattava di questioni culturali l’URSS semplicemente non era all’altezza delle fantasie di molti esponenti della sinistra occidentale. Molti attivisti che lottavano per il paradiso egualitario dalla “libertà totale” rimasero piuttosto delusi da ciò che l’Unione Sovietica era diventata. Eppure, anche nonostante il crescente divario, l’Unione Sovietica aveva un’enorme rete di alleati internazionali. L’Internazionale Comunista e il più ampio fronte popolare antifascista erano una corrente globale di massa. Dopo la seconda guerra mondiale, la corrente divenne ancora più grande nel mondo per il ruolo molto ammirevole svolto dai comunisti e dell’URSS durante la guerra. A partire dal 1950 la CIA iniziò a lavorare per sfruttare e ampliare il divario tra radicali occidentali e Unione Sovietica, con la speranza di isolare e sconfiggere l’Unione Sovietica. Fin dai primi giorni, alcuni partecipanti al piano già fantasticavano su eventi simili alle “rivoluzioni colorate” in cui la CIA venne coinvolta un paio di decenni più tardi. Quando il piano era in fase di studio, l’ex-comunista e accademico Sidney Hook disse: “Datemi un centinaio di milioni di dollari e un migliaio di persone dedite, e vi garantirò una tale ondata di disordini democratici tra le masse, sì, anche tra i soldati dell’impero di Stalin, che tutti i loro problemi per molto tempo saranno interni. Posso trovarvi la gente“. Indipendentemente dalle intenzioni, finanziando e promuovendo il “sinistrismo culturale”, la CIA in ultima analisi rimodellò la sinistra negli Stati Uniti e in Europa occidentale.

Misticismo orientale, fascismo e occultismo
agcirca-1990In Europa occidentale e negli Stati Uniti il cristianesimo rappresentava il punto di vista religioso più importante promosso dai centristi e più tradizionali della dirigenza politica. La sinistra radicale in genere promuoveva materialismo filosofico e ateismo scientifico. Occultismo, paganesimo e misticismo orientale erano un’ossessione dell’estrema destra. I nazisti, che si consideravano un “partito di destra”, glorificavano le religioni precristiane della Germania, spesso invocando Odino e il Valhalla nella loro propaganda. Il famoso occultista Aleister Crowley che divertiva i ricchi e potenti della Gran Bretagna spesso nettamente allineato al partito conservatore, considerava la sinistra una sporca folla di demagoghi ignoranti. Come un fedele di destra del noto paranormalista dichiarò: “Odio il cristianesimo come i socialisti odiano il sapone”. I fascisti europei spesso erano abbacinati dal sistema delle caste in India, visto come un antidoto alla lotta di classe. Julius Evola, uno dei principali intellettuali di estrema destra italiani, fu considerato un esperto di induismo e mitologia precristiana. I nazisti adottarono la svastica come emblema e si chiamavano “ariani” perché s’identificavano con le strutture autoritarie dell’antica India, e credevano che i tedeschi ne fossero i discendenti genetici. In India, il sistema delle caste e le pratiche mistiche volte ad attrarre gli spiriti, insieme a una rigida struttura patriarcale, furono i principali obiettivi dei riformatori sociali. Molte persone di sinistra in India accusavano l’impero inglese di rafforzare queste cose per indebolire efficacemente la lotta per l’indipendenza. Indipendentemente dalle norme di sinistra e destra, dal 1950, la “cultura di sinistra” rinforzata e riplasmata dai finanziamenti della CIA degli Stati Uniti, fu piena di ammiratori della cultura tradizionale indiana. Scrittori come Jack Kerouac e Allen Ginsberg utilizzavano i canti indù nei loro scritti, diffusi e promossi presso le Università. La Società Internazionale per la Coscienza di Krishna, una setta molto conservatrice e anticomunista che venera le divinità indù partecipava sempre alle marce per la pace. Allo stesso modo, il regno teocratico e feudale del Tibet fu inserito tra le cause liberal alla moda. Il regime del Dalai Lama era considerato uno dei più autoritari e patriarcali del mondo. I nazisti furono così impressionati dalle strutture tradizionali imposte con severità nel Regno, che inviarono numerose delegazioni a studiarle. I nazisti collaborarono attivamente con il regime per combattere le forze nazionaliste e comuniste in altre parti della Cina. Nel 1950, la CIA sponsorizzò la guerriglia volta a cacciare il Partito comunista cinese dalla Regione autonoma del Tibet e restaurare il governo teocratico feudale. Il libro “La guerra segreta della CIA in Tibet”, pubblicato dalla Heritage Foundation, racconta come il fratello del Dalai Lama guidò un gruppo di ribelli violenti paracadutato in Tibet con armi made in USA. Tuttavia, la rimodellata cultura di sinistra che Hillary Clinton ora abbraccia, quasi adora il Dalai Lama. Il movimento “Free Tibet”, che vuole distruggere la Repubblica popolare cinese, è oggi una delle cause “di sinistra” più alla moda. Uno dei libri preferiti di tale “movimento” è “Sette anni in Tibet”, scritto da Heinrich Harrer, una SS di Hitler spedita in Tibet durante la seconda guerra mondiale.

“Sintonizzarsi, accendere, spegnere”
Timothy-Leary La sinistra politica era da tempo avversaria espliciti dell’uso di droghe. Molti dei primi socialisti, si opposero anche all’alcol e facevano parte del movimento della temperanza nel 20° secolo. Tuttavia, mentre la CIA versava denaro, forgiando la “sinistra culturale” antisovietica, anche questa posizione fu modificata. Secondo quanto rivelato dal Comitato Church, una commissione istituita dal Congresso degli Stati Uniti per studiare la CIA nel 1975, la CIA aveva distribuito attivamente droga agli studenti universitari ed altri nell’ambito del “Progetto MKULTRA”. La CIA coinvolse molti professori e accademici nelle ricerca e diffusione dell’acido lisergico di dietilamide (LSD) chiamato anche “l’acido”. Tale allucinogeno fu sintetizzato da Albert Hoffman, un chimico svizzero, nel 1938. Nel corso degli anni ’50, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti aveva ampiamente sperimentato l’LSD, sperando che potesse essere usato contro l’Unione Sovietica. Timothy Leary, professore di psicologia di Harvard, fu una delle figure più note tra gli studenti di sinistra negli anni ’60 e ’70. Predicò il “sintonizzarsi, accendere e spegnere” ed incoraggiò apertamente i giovani che si opponevano alla guerra del Vietnam e al razzismo ad usare l’LSD. Nel 1999, i file dell’FBI resi pubblici mostravano che il dottor Timothy Leary era stato un informatore dell’FBI durante la sua carriera. Con l’emersione della sinistra culturale, vi fu uno strano riorientamento dei grandi media statunitense. La stampa si allontanò dalla celebrazione pura del capitalismo e dalla condanna del dissenso. Invece molte famose band rock, professori universitari e programmi televisivi quasi celebravano la “nuova sinistra”, in particolare le sue manifestazioni culturali. Durante la recrudescenza dell’attivismo politico di sinistra negli ’60 e ’70, molti comunisti politicamente orientati verso l’Unione Sovietica, la Cina o Cuba identificarono la “nuova sinistra” antisovietica, universitaria, tossica, promiscua e ben finanziata come ostica. Le forze organizzate con quadri disciplinati erano una minoranza, spesso definiti “Tankies” e “falchi” e denunciate da note figure della nuova sinistra come Jerry Rubin. Verso la metà degli anni ’70, la forza politica della Nuova Sinistra era finita. Rimase una piccola “opposizione leale” alla politica statunitense. Si ebbero marce per la pace e fu creato il partito dei Verdi, e la nuova sinistra era il luogo che assorbiva liberi pensatori ed altri che si lamentano della società degli Stati Uniti. Mentre la nuova sinistra rimase isolata, il governo degli Stati Uniti era dominato da gente che sposava le formula neo-con sul “più grande Paese del mondo” e definiva il capitalismo “il più grande sistema mai creato”. La Fondazione Ford e i vari think tank dei Rockefeller, insieme ai piani orchestrati da George Soros, finanziarono molti che potrebbero essere considerati di “centro-sinistra”, ma rimasero un piccolo blocco ignorato dalle principali forze politiche.

La Nuova Sinistra prende il potere
Trump-supportersLa svolta arrivò dopo i fallimenti dell’amministrazione Bush e la crisi finanziaria del 2008, cambiando radicalmente l’atmosfera politica. Gli Stati Uniti hanno chiaramente grossi problemi, e il messaggio politico del Partito Repubblicano del “è il mio Paese giusto o sbagliato” e “non risolvere il problema se non esplode” non basta più. Nella confusione repubblicana, il Pd ora emerge come la più potente entità politica degli Stati Uniti. Per mantenere la presa sul potere, la presidenza Obama e la campagna di Clinton riattivano la “sinistra culturale”. Nel 2016, la fanteria del Pd è stata addestrata dalle ONG finanziate e basate sul sinistriamo culturale universitario. Con il movimento comunista mondiale molto più debole, i resti e i discendenti della “nuova sinistra” della CIA hanno il dominio ideologico. Ciò che una volta era considerato “contro-cultura” è diventato dominante. Ora che gli avversari degli Stati Uniti sulla scena mondiale sono molto più socialmente conservatori, il messaggio imperialista e bellicista della sinistra culturale è molto più pronunciato. A volte, la campagna di Hillary Clinton contro Donald Trump appare conservatrice. La campagna di Clinton insinua che Trump sia antipatriottico per aver evitato il servizio militare durante la guerra del Vietnam, e non qualificato alla presidenza perché usa un linguaggio “offensivo”. Secondo i sostenitori di Clinton, Trump è fedele al Cremlino e ammira i “dittatori”, cioè i regimi che sfidano il dominio di Wall Street. Hillary Clinton ha tuonato “l’America è grande, perché l’America è buona” nel suo discorso alla convention, respingendo il motto di Trump “rendere l’America ancora una volta grande” come antipatriottico. Molti degli attacchi a Trump non lo condannano per bigottismo o autoritarismo, ma per essere ipercritico verso la società statunitense ed abbracciare “teorie del complotto”. Secondo la politica esaltata dei clintoniani e loro soldati, essere di sinistra che lotta per i diritti delle donne e si oppone all’ingiustizia significa attuare il cambio di regime. Secondo la sinistra culturale di Clinton, la battaglia per i “diritti umani” deve continuare e il Pentagono deve liberare le donne, gli omosessuali, i transgender e altri dai “dittatori” che non condividono il loro punto di vista sociale illuminato. Tale liberazione va effettuata armando gli estremisti islamici, attuando sanzioni economiche e sparando missili da crociera, per creare caos e rovesciare regimi che promuovono valori in contrasto con quelli insegnati dagli Studi di razza e genere. Lo scontro con la Russia è considerato una buona cosa perché il suo governo è accusato di essere “omofobico”. Coloro che sottolineano che Clinton coccola i dittatori dell’Arabia Saudita, o che gli Stati Uniti s’ingeriscono in Siria e la Libia rafforzando la minaccia dello ISIL, sono etichettati “teorici della cospirazione” che devono “controllare i loro privilegi” e “fermare il maschiocentrismo”. Allo stesso tempo, sottolineare che i combattenti antigovernativi appoggiati dagli Stati Uniti in Siria sono in realtà fanatici wahabiti che massacrano cristiani e alawiti, si chiama “islamofobia”. In linea con lo stile argomentativo del milieu universitario della “politica del privilegio”, questi fatti non sono mai confutati. Piuttosto, semplicemente si viene accusati di qualche crimine ideologico o impurità. Mentre milioni di persone fuggono da Libia e Siria per gli interventi della NATO che hanno rovesciato governi nazionalisti indipendenti e reso la loro vita impossibile, la sinistra applaude. Invece di protestare tali crimini imperialisti che hanno creato la massiccia crisi dei profughi, la maggior parte della sinistra fa parate per “accogliere i rifugiati”. Coloro che osservano che la destabilizzazione della NATO ha provocato la crisi migratoria e dicono che ciò è un’atrocità che va denunciata, sono accusati di essere bigotti e islamofobi.

Il crescente pericolo di guerra
Hillary-Clinton-and-Saudia-Reps La sinistra che esisteva prima della Seconda guerra mondiale è qualcosa che i clintoniani non riconosceranno mai. Libri come “Verso l’America sovietica” di William Z. Foster nel 1932 tracciava un’economia pianificata per gli Stati Uniti e chiedeva a chi soffriva la fame e alla classe operaia disoccupata di Kentucky, Ohio, Alabama e altrove di combattere per migliori condizioni di lavoro. I movimenti di massa degli anni ’30 ottennero la creazione della previdenza sociale, l’assicurazione contro la disoccupazione, i benefici dei veterani, e molto altro ancora. Lo slogan del Partito Comunista era “Non morire di fame, lotta!” Coloro che furono mobilitati non erano una élite culturale ben istruita, ma lavoratori industriali, giovani disoccupati, studenti e ogni statunitense comune che soffriva durante la crisi economica nota come Grande Depressione. La “sinistra culturale” fabbricata e appena al potere a cui Clinton si è allineata, avrebbe guardato queste persone dicendogli che meritavano di essere indigenti, perché li avrebbe aiutati a capire meglio ciò che le persone di colore subivano. Gli avrebbe detto che chiedere lavoro sapeva di “arroganza” e “privilegio bianco”. Gli avrebbe detto che dovevano celebrare la prospettiva di una guerra contro Russia o Cina perché dovevano rovesciarne i leader ritratti come “omofobici” o “oppressori delle donne”. Ora che la “sinistra” è diventata qualcosa di assai lontana da ciò che era una volta, non dovrebbe sorprendere che la classe lavoratrice bianca abbracci Donald Trump e l'”alternativa di destra”. Molti bianchi che soffrono per la recessione economica arrivano a vedere la sinistra come una corrente che cerca di punirli e umiliarli, non di migliorarne le condizioni di vita. Inoltre, la sinistra moderna è percepita come sprezzante verso di loro per non conoscere il gergo appropriato della “teoria dell’oppressione” insegnata nelle università. Se le organizzazioni emerse in realtà facessero richieste economiche e si organizzassero contro i grandi interessi del denaro, come avvenne negli anni ’30, la situazione potrebbe essere drasticamente diversa. Tuttavia, non è così. La “nuova sinistra”, particolarmente favorita per contrastare l’influenza degli avversari globali del capitalismo occidentale, ora ha preso il timone della civiltà occidentale con una squadra di fedeli crociati che combattono in nome della “diversità” e dell'”intersezione”. Nel frattempo, l’economia peggiora e il pericolo di un grande scontro militare tra Stati Uniti e Russia o Cina, i due Paesi più grandi della terra, avanza rapidamente.trump-white-working-class-bCaleb Maupin è un analista politico e attivista di New York. Ha studiato scienze politiche presso il Baldwin-Wallace College e fu ispirato e coinvolto nel movimento Occupy Wall Street, per la rivista on-line “New Eastern Outlook” .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dalle parole ai fatti: l’asse Teheran-Pechino-Mosca cambia tutto

Ruslan Ostashko, PolitRussa, 21 agosto – Fort Russ

“Putin unisce Cina ed Iran nella coalizione anti-USA in Medio Oriente”

13315763Nell’arco di pochi giorni, la situazione in Medio Oriente in generale e in Siria in particolare, ha subito cambiamenti radicali. Inoltre, sono buoni cambiamenti di cui poter essere orgogliosi, e che a molti al Pentagono fanno perdere il sonno. Putin trae il massimo vantaggio dalla paralisi istituzionale degli Stati Uniti in campagna elettorale e, letteralmente agli occhi attoniti degli statunitensi, ridisegna le sfere d’influenza in una delle regioni chiave del mondo.
Cominciamo dalla notizia che la Russia ha appena creato una base aerea in Iran. Onestamente parlando, non è così. Non è una base russa. L’Iran l’ha “prestato” per un po’ per bombardare più facilmente i terroristi dello SIIL e i loro amici in Siria. Il contesto di queste notizie è la chiave. In generale, non è un segreto che l’Iran da tempo collabori strettamente con la Russia in Siria e abbia aperto lo spazio aereo ai missili Kalibr russi, proprio come gli aeroporti erano già utilizzati dall’anno scorso dai velivoli da trasporto e dai bombardieri russi per rifornirsi. Ma c’è una sfumatura. Iran e Russia avevano cercato di non pubblicizzarlo, a quanto pare per non creare altre tensioni nei negoziati sulla Siria, e affinché l’Iran possa continuare il lavoro noioso e difficile di scongelare i beni in occidente da quando le sanzioni sono state tolte. Ma la situazione è radicalmente cambiata ora.
Prima di tutto, la Russia ha avuto il diritto ufficiale di utilizzare la base aerea per i bombardieri russi, anche strategici in grado di trasportare armi nucleari. L’ultima volta che l’Iran decise di permettere truppe straniere sul proprio territorio fu 70 anni fa. Questo è un segno di grande fiducia e dell’altissimo livello delle relazioni tra i due Paesi, che s’inserisce nel contesto generale delle relazioni russo-iraniane. Ciò avvantaggia, chiamiamo le cose con il loro nome, il futuro concorrente del Canale di Suez, il corridoio “Nord-Sud”, che aveva bisogno di un “tetto” militare e ora l’ha ottenuto. In secondo luogo, la presenza di aerei russi sul territorio iraniano è ormai nota a tutti, e questo cambia la situazione in Medio Oriente in una certa misura. Un’altra base russa nella regione, una base che oltretutto potrebbe ospitare bombardieri nucleari, provoca grande tensioni non tanto negli Stati Uniti ma nei loro partner saudita e qatariota, che ora si sentono molto a disagio. In realtà, ciò è stato molto pubblicizzato, per la prima volta. Teheran e Mosca inviano un chiaro segnale ai partner degli USA nella regione, e il dipartimento di Stato s’è già espresso contro queste operazioni, avvertendo che lo schieramento di bombardieri russi è stato “effettuato precipitosamente” e soprattutto senza consultarlo. Gli statunitensi ne sono offesi, ma essendo impegnati nelle elezioni, Putin crea una nuova alleanza anti-USA, dove Paesi dai difficili mutui rapporti, come Iran e Turchia, hanno un posto.
E ora la seconda tessera importante del puzzle. Per la prima volta nella crisi siriana, Pechino passa dal supporto diplomatico a Mosca e Damasco a quello militare. Si tratta ancora dei primi passi, e non serve aspettarsi che l’Esercito di Liberazione Popolare della Cina sbarchi ad Aleppo domani, ma questo gesto dei cinesi ha un senso. Il rappresentante della Commissione Militare Centrale della Repubblica popolare cinese, Guan Yufay, si recava a Damasco promettendo ad Assad aiuti umanitari dalla Cina, nonché l’assistenza per “rafforzare l’addestramento dei militari”. Le autorità e l’esercito siriani ne trarranno beneficio. Va anche considerato che i cinesi preferiscono intervenire nei conflitti internazionali solo quando non hanno altra scelta e sanno esattamente chi vincerà. E’ ovvio che Pechino abbia colto l’occasione per evitare l’intervento diretto nella crisi siriana per non creare altre tensioni con gli Stati Uniti. Logica vuole che ciò significhi che Pechino è ormai convinta che la coalizione anti-USA in Medio Oriente vincerà. Ora, sulla base di tale previsione, ha deciso di dare quell’assistenza che in seguito potrebbe divenire influenza regionale. Ciò non disturba. Non c’è la pretesa all’egemonia globale. Scacciare l’influenza degli USA dal Medio Oriente sarà molto più facile con l’aiuto di Pechino.
In questo momento, grazie agli sforzi diplomatici del Cremlino, una coalizione di Paesi pronti a combattere l’egemonia statunitense si forma non solo a parole, ma nei fatti. Agli statunitensi non aggrada, ma dovranno farsene una ragione. Prima o poi, loro e non noi, saranno completamente isolati a livello internazionale.focal-point-riussia-aircraft-hamedan-iran-airbase-081916Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

George Soros e la distruzione dell’Ucraina

Alex Christoforou, The Duran 20/8/2016

Potere e controllo di George Soros sull’Ucraina di Majdan vanno oltre ogni immaginazione.
poroshenkosorosNotammo in un precedente post quanto sia importante l’Ucraina per George Soros, con documenti di DCLeaks che mostrano Soros e la sua ONG Open Society ungere media e politici greci per imporre i vantaggi del loro colpo di Stato in Ucraina alla società greca filo-russa. Ora altri documenti, una tranche di 2500 di quelli trapelati, mostrano l’immenso potere e controllo che Soros aveva sull’Ucraina immediatamente dopo il golpe di Majdan. Soros e i suoi capi delle ONG organizzarono riunioni dettagliati e con quasi tutti gli attori coinvolti nel colpo di Stato… dall’ambasciatore degli USA Geoffrey Pyatt ai ministri di esteri, giustizia, sanità e istruzione dell’Ucraina. L’unica persona ignorata era Victoria Nuland, anche se sicuramente nelle minute delle riunioni apparirà un giorno. I piani per sovvertire e minare influenza e legami culturali russi con l’Ucraina sono al centro di ogni conversazione. Hard power e soft power di USA e UE sono fondamentali per avvicinare l’Ucraina al modello neo-liberale che Soros spaccia e piegare economicamente la Russia. L’ONG di Soros, International Renaissance Foundation (IRF), svolge un ruolo chiave nella formazione della “Nuova Ucraina”… termine che Soros usa quando parla del suo piano per l’Ucraina. In un documento intitolato “Colazione con l’ambasciatore statunitense Geoffrey Pyatt”, George Soros, (GS), discute del futuro dell’Ucraina con: Geoffrey Pyatt (ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina); David Meale (consigliere economico all’ambasciatore); Lenny Benardo (OSF); Evgenij Bistritskij (direttore esecutivo, IRF); Aleksandr Sushko (consigliere, IRF); Ivan Krastev (presidente del Centro di Studi Liberali); Sabine Freizer (OSF); Deff Barton (direttore USAID Ucraina). L’incontro avvenne il 31 marzo 2014, pochi mesi dopo il colpo di Stato di Majdan, e qualche settimana prima che la guerra civile scoppiasse, quando le forze ucraine attaccarono il Donbas. Nel corso della riunione, l’ambasciatore Pyatt delineava l’obiettivo generale della guerra mediatica contro Putin, a cui GS era più che felice di assistere.
soros-poroshencoAmbasciatore: Il problema a breve termine che va affrontato è diffondere il messaggio del governo attraverso strumenti mediatici professionali, soprattutto in considerazione delle campagne diffamatorie professionali di Putin.
GS: Accordo sul problema delle comunicazioni strategiche, aiutare nelle PR professionali il governo ucraino sarebbe molto utile. Dare la supervisione al Crisis Media Center istituito dall’IRF e necessità di ulteriori interviste a Jatsenjuk da indirizzare direttamente a giornalisti e pubblico attualmente critici sulle sue decisioni”.
Pyatt sosteneva di decentrare il potere nella nuova Ucraina, senza volgersi verso la raccomandazione di Lavrov per un’Ucraina federale. GS osservava che il federalismo permetterebbe alla Russia di controllare le regioni orientali dell’Ucraina, a cui si oppone rigorosamente.
Ambasciatore: Lavrov sostiene la riforma costituzionale e il concetto di federalismo in Russia. Il governo degli USA ha ribadito che non negozierà sulla testa degli ucraini sulla riforma costituzionale e che l’Ucraina deve deciderlo da sola. Osservava che ci sono modelli per la devoluzione che possono essere utilizzati in questo contesto, ma che la questione sarà capire come decentrare senza l’immissione dell’agenda russa.
GS: il piano di federalizzazione avanzata da Putin a Merkel e Obama si tradurrebbe nella Russia che aumenta la propria influenza e il controllo de facto sulle regioni orientali. Osservava che Lavrov ha chiare istruzioni da Putin nel sostenere la federalizzazione.
Ambasciatore: il segretario Kerry sarebbe interessato a sentire direttamente le opinioni di GS sulla situazione, al rientro dal suo viaggio.
SF: Non vi è alcun modello positivo di federalismo nella regione, anche i modelli di decentramento sono scarsi perché il concetto non è molto comune. Le istituzioni necessarie per il decentramento non esistono ancora e devono essere costruite.
YB: L’Ucraina dovrebbe perseguire una politica di decentramento sul modello polacco, e IRF ha finanziato lo sviluppo seguendo questo modello e gli interessati sono ora consulenti del governo sul tema. È anche importante incoraggiare il Consiglio costituzionale creato dal governo ad essere più aperto e coinvolgere esperti indipendenti.
Ambasciatore: la questione delle riforme costituzionali è la questione più urgente per l’Ucraina, vi è la necessità di decentrare per portare la democrazia al livello locale e spezzare la corruzione sistemica che deriva dall’autorità di Kiev sui governi locali.
Ambasciatore: la propaganda russa dice ai residenti di Kharkov e Donbas che il governo in Ucraina occidentale cerca di portargli via risorse e diritti col decentramento, alimentando la linea di Lavrov che il governo ucraino sia disfunzionale e fallimentare per lo Stato unitario, rendendo necessaria la federalizzazione”.
I partecipanti non smettevano di fissarsi su Russia e Putin durante l’incontro. Il piano ucraino sembra più volto a aggredire la Russia che a salvare un Paese sull’orlo del baratro. L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt cedeva il pieno controllo a GS, e all’improvviso gli chiese, “cosa l’USG dovrebbe fare e ciò che fa“. La risposta di GS è stupefacente, “Obama è troppo morbido con Putin“…
original_bigAmbasciatore: chiesto a GS delle critiche alla politica degli Stati Uniti e cosa pensa l’USG debba fare.
GS: Invierà all’ambasciatore Pyatt copie di corrispondenze ad altri e l’articolo per il New York Review of Books “Obama è troppo morbido con Putin”, e vi è la necessità d’imporre potenti sanzioni intelligenti, osservando la necessità di dividere il lavoro tra Stati Uniti ed Unione europea con gli Stati Uniti nel ruolo di poliziotto cattivo. L’USG dovrebbe imporre sanzioni alla Russia per 90 giorni o fin quando il governo russo riconoscerà i risultati delle elezioni presidenziali. Osservava che era più preoccupato dalla giustizia e dalle purghe.
Ambasciatore: L’USG organizzerà conferenze con gli inglesi a fine aprile sui reati finanziari, riunendo funzionari e rappresentanti della comunità internazionale, dai vertici governativi, per discutere dove su dove sia finito il denaro. Sottolineava le sue preoccupazioni sull’implosione completa del Partito delle Regioni e ne parlerà a IRI e NDI per aiutarli a ricostruire il partito dell’era post-Janukovich”.
L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt decide di togliere Tymoshenko dalla Nuova Ucraina. È stata utile alla scopo come povera e malata prigioniera politica quando Janukovich era al potere, dicendo che “Tymoshenko è legata solo a cose indegne“…
Ambasciatore: Personalmente la prima necessità dell’Ucraina in questo momento è l’unità nazionale. Ciò non accadrà con Tymoshenko perché vista come ritorno del vecchio regime e personalità assai controversa. Parla della rivoluzione come “rivoluzione della dignità” e Tymoshenko è legata a tutto ciò che c’è d’indegno.
GS: la necessità di purificare dal “peccato originale” tutti gli attuali candidati alla presidenza va sottolineata allo scopo di far avanzare l’Ucraina”.
Vengono discusse le preoccupazioni su Pravij Sektor, come disarmare o integrare la forza utilizzata per istigare le violenze a Maidan. Soros avanza il sospetto che Pravij Sekto sia infiltrato e lavori per l’FSB della Russia.
“GS: crede che il Pravij Sektor sia un complotto dell’FSB e finanziato per destabilizzare l’Ucraina
Ambasciatore: D’accordo che ciò sia almeno in parte vero, ma il problema ora è che Pravij Sektor è organico ed ancora armato. Vi è la necessità che il governo sappia come smobilitarlo e disarmarlo.
GS: Come possiamo difenderci dai tentativi di Putin di destabilizzare le elezioni di maggio?
Ambasciatore: La comunità internazionale deve inviare una marea di osservatori dell’OSCE e di altre istituzioni. L’ambasciata degli Stati Uniti attualmente lavora anche con le agenzie d’intelligence locali per monitorare la situazione e hanno già trovato agenti russi. Osservava che un secondo l’ambasciatore, Cliff Bond, arriverà all’ambasciata per concentrarsi su questioni a lungo termine, come decentramento, purghe, e-governance e lotta alla corruzione e si coordinerà coi finanziatori su tali temi. Obama incaricava l’ambasciata di concentrarsi principalmente sul sostegno economico all’Ucraina, evitando quello militare.
GS: auspica che andando avanti ci sia stretta cooperazione tra ambasciata degli Stati Uniti e IRF”.
PDF completa delle minute George Soros del 2014.
Il verbale della riunione rappresenta un chiaro caso di come George Soros e la sua International Renaissance Foundation (IRF) manipolano l’Ucraina spingendola verso l’autodistruzione. In una riunione dal titolo, “Tavola rotonda con la società civile”, i piani della quinta colonna in Crimea venivano presentati quali soluzioni valide dai partecipanti alla discussione.
Screen-Shot-2016-08-20-at-11.57.54-AMAllo stesso modo vediamo come sia coinvolto Soros nel minare un’Ucraina federale ai massimi livelli, influenzando Merkel e Obama affinché respingessero tali iniziative. Col senno di poi appare chiaro come il sole che l’unico modo che l’Ucraina aveva per sopravvivere al colpo di Stato fosse passare a un modello di governo federale. (George Soros) ha osservato che l’Ucraina è in grave pericolo perché Putin sa che non può permettere alla nuova Ucraina di avere successo. Ribadiva i suoi punti sulle conversazioni di Putin con Merkel e Obama sul federalismo e le sue preoccupazioni sugli sviluppi. Osservava che non aveva informazioni dirette, ancora, su tale problema ed era preoccupato dalle informazioni di seconda mano sulle reazioni di Merkel e Obama. Ma ribadiva la necessità che il governo ucraino rispondesse a voce alta e subito”.

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ecco perché i russi non useranno la base aerea di Incirlik in Turchia

Alexander Mercouris, The Duran 18/82016

Nonostante le voci, l’uso della base aerea di Incirlik in Turchia da parte della Russia per le operazioni di combattimento in Siria è improbabile.incirlik-base-natoDopo la conferma che i bombardieri russi volano in Siria dalla base aerea di Hamadan in Iran, altre notizie di nuovo ricominciavano a circolare sui bombardieri russi che utilizzerebbero la base aerea di Incirlik in Turchia. Voci di un tale schieramento circolarono per diverse settimane, essendo state propagate nei giorni immediatamente precedenti il tentato golpe turco. L’impiego da parte russa di Incirlik verrebbe fortemente avversato dagli Stati Uniti. Semplicemente non c’è un precedente in cui le Forze Aerospaziali russe abbiano utilizzato una base aerea della NATO utilizzata anche dagli Stati Uniti per missioni di combattimento. Gli Stati Uniti non accetterebbero ovviamente un simile precedente. Una cosa del genere però è possibile? L’impiego dei russi di Incirlik ovviamente richiederebbe l’accordo del presidente turco Erdogan e del suo governo, che hanno parlato in questi giorni di azione comune di Russia e Turchia contro lo SIIL. E’ soltanto possibile che includa l’offerta di rendere Incirlik disponibile alle Forze aerospaziali russe. Il Ministro della Difesa russo Shojgu nel frattempo ha fatto alcune osservazioni misteriose nella visita altrettanto misteriosa in Azerbaigian, secondo cui Russia e Stati Uniti erano vicini a concordare una specie di alleanza per combattere congiuntamente i jihadisti in Siria. Avrebbe detto, “Ora siamo in una fase molto attiva dei negoziati con i nostri colleghi statunitensi. Ci avviciniamo passo dopo passo a un piano, e non parlo solo di Aleppo, che ci permetterà davvero d’iniziare a combattere insieme per portare la pace in modo che le persone possano tornare a casa in questa terra travagliata“. E’ possibile che ciò che è accaduto sia stata una sorta di discussione tra turchi e russi toccando la possibilità che i russi utilizzassero Incirlik nell’ambito di una sorta di campagna militare congiunta con i turchi, ma in cui turchi e russi concordino debba includere anche gli Stati Uniti. I russi non avrebbero probabilmente il desiderio di utilizzare Incirlik con l’opposizione degli Stati Uniti, se non altro perché, data l’ampia presenza degli USA in Turchia, la sicurezza di eventuali operazioni russe dalla base senza il loro consenso sarebbe costantemente sottoposta al pericolo di essere compromessa. I turchi, da parte loro, non sarebbero probabilmente disposti a mettere Incirlik a disposizione dei russi con l’opposizione degli Stati Uniti, per paura di essere etichettati come alleati sleali.
La dura reazione degli Stati Uniti alle osservazioni di Shojgu suggerisce che se una proposta del genere è stata mai fatta, gli Stati Uniti l’hanno subito respinta. Reuters riporta la risposta della portavoce del dipartimento di Stato Elizabeth Trudeau alle osservazioni di Shojgu, “Abbiamo visto i rapporti e non dicono nulla… Rimaniamo in stretto contatto (con i funzionari russi)“. Ciò ha chiaramente lo scopo di raffreddare le parole di Shojgu, confermando che l’unica base da cui gli Stati Uniti sono pronti a combattere a fianco dei russi in Siria era quella recentemente proposta a Putin dal segretario di Stato Kerry, e che i russi hanno respinto. Dato che i russi ora utilizzano la base aerea di Hamadan in Iran, il valore di Incirlik per la loro campagna in Siria è scarso. I Su-34 possono raggiungere qualsiasi parte della Siria orientale da Hamadan senza serbatoi sganciabili o rifornimento in volo. Usare Incirlik per i russi avrebbe un significato simbolico enorme, ma operativamente dubbio. Data l’opposizione degli Stati Uniti, quasi certamente ciò non accadrà.RTSCP8H-e1459282953205

I Su-34 russi attaccano obiettivi in Siria dalla base aerea Hamadan in Iran
Alexander Mercouris, The Duran 18/8/2016

Il dispiegamento degli aerei d’interdizione Su-34 russi nella base aerea Hamadan in Iran non è solo una dichiarazione politica, ma cambierà in modo significativo la situazione militare in Siria.
ш4(1)Lo schieramento russo sulla base aerea di Hamadan in Iran continua a sconvolgere. Gli Stati Uniti denunciavano, a torto, che violasse il cessate il fuoco del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che vieta l’invio di aerei militari in Iran. In realtà quanto cambia il quadro militare in Siria? Nel precedente articolo si discuteva dello schieramento russo a Hamadan affermando che era essenzialmente una dichiarazione politica, dato che i Tu-22M3 che operano da Hamadan hanno il raggio d’azione per bombardare bersagli ovunque in Siria decollando dalle basi nel sud della Russia, anche a pieno carico. Se è vero che la distanza più breve da Hamadan alla Siria riduce significativamente il tempo di volo, rendendo possibile ai Tu-22M3 rispondere più rapidamente e di volare in Siria più volte, questo bombardiere pesante va utilizzato contro obiettivi fissi o semi-fissi, rendendo tale argomento meno importante.
Non sono solo i Tu-22M3 a decollare da Hamadan, ma anche i Su-34. I russi hanno ora trasmesso un video che mostra Su-34 che operano in Siria affermando che decollavano da Hamadan, anche se il video è attento a non mostrare nulla della base o dei velivoli di stanza. Nel caso dei Su-34, la distanza più breve da Hamadan alla Siria è una differenza significativa, evitando la necessità del rifornimento di aria o di trasportare serbatoi supplementari, riducendo considerevolmente i tempi di volo verso gli obiettivi. I Su-34 inoltre sono aerei d’attacco tattici, più adatti contro obiettivi mobili. Basando i Su-34 ad Hamadan, aumenta significativamente l’efficacia dei loro attacchi che non nel caso volassero dalla Russia. Restando il fatto che l’uso da parte russa della base aerea di Hamadan in Iran è un importante segnale politico, ha una maggiore importanza militare in relazione agli scontri in Siria, di quanto suggerito nel precedente articolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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