La Via della Seta Polare della Cina e l’occidente

Jonathon Ludwig, The Canadian Patriot 7 febbraio 2018

La Cina, in quanto principale Paese responsabile, è pronta a cooperare con tutte le parti interessate per cogliere l’opportunità storica nello sviluppo dell’Artico, affrontando le sfide poste dai cambiamenti nella regione“- Libro bianco cinese, 25 gennaio 2018.Il 25 gennaio in Cina la “Via della Seta Polare” ha creato una meravigliosa opportunità per lo sviluppo del Nord, che non si vede da decenni. Questa opportunità non solo estende il modello di crescita della Cina incredibilmente riuscito sull’America del Nord, attraverso un sistema rivoluzionario di navigazione artica e sviluppo delle infrastrutture, ma fornisce anche un nuovo spirito diplomatico fondato non sulla militarizzazione dell’Artico, come desiderato dai richiami neo-con utopici dell’era Cheney e Obama, ma piuttosto cooperazione, rispetto, sviluppo e fiducia. Con Global Affairs Canada che ha risposto favorevolmente all’iniziativa Via della Seta Polare e con l’adesione del governo canadese all’Asian Infrastructure Investment Bank guidata dalla Cina, per non parlare del memorandum della Columbia Britannica che aderisce l’iniziativa Fascia e Via, questa nuova realtà richiede una seria riflessione a canadesi e statunitensi, se vogliono rispondere adeguatamente nel modo più genuino e vantaggioso per il bene del nostro popolo e dell’umanità [1].Da dove nasce la nostra crisi?
Le economie stagnanti dell’America del Nord hanno sofferto per circa 50 anni dell’insieme di velenose falsità note dualisticamente come “società post-industriale-consumista” da un lato ed “economia della crescita anti-industriale” dall’altro. Sin da John F. Kennedy, Franklin Roosevelt (e loro corrispondenti canadesi John Diefenbaker, CD Howe e WAC Bennett) si ebbero programmi a lungo termine guidati dal nostro pensiero economico, con l’effetto di aumentare la produttività del lavoro, sia di migliorare morale , benessere fisico ed intellettuale dei nostri cittadini [2]. L’avanzata di questi tre parametri (fisico, intellettuale, morale) aumentò le capacità della nostra popolazione in modi che nessun’altra specie è capace, permettendoci di triplicare la nostra popolazione dal 1950 e, così facendo, dimostrare la vera natura dell’umanità come specie dalla sconfinata ragione creativa, con orrore dell’impero inglese e della sua élite globalmente indottrinata. Quei leader umanisti menzionati provenivano da un’era che non dicotomizzava “economia” e “politica”, in quanto erano riconosciute facce della stessa moneta, come meravigliosamente espresso da Benjamin Franklin che descriveva l’economia politica come “Scienza dell’umana felicità” [3]. Non appena quella dicotomia fu imposta alla società occidentale, formalizzata dalla distruzione del 1971 del sistema di cambio fisso di Bretton Woods, la politica divenne nient’altro che un gioco di sofismi, corruzione e ipocrisia, mentre “economia”, ormai senza “vincoli morali” dei regolamenti nazionali, divenne semplicemente una copertura per l’imperialismo postbellico attraverso la schiavitù del debito, il lavoro a basso costo, la speculazione sfrenata e il saccheggio delle risorse. Questo mondo dicotomizzato non aveva spazio per leader come quelli suddetti, né in Nord America né in altre parti del mondo. Le agenzie d’intelligence, sotto il pieno controllo dell’oligarchia dei finanzieri anglo-statunitensi, si assicurarono che nessun leader nazionalista e pro-industriale venisse tollerato al governo in qualsiasi Paese del mondo [4]. Durante gli anni patologici della Guerra Fredda, il mondo era diviso tra i “sviluppati” che non avrebbero avuto bisogno di crescere ulteriormente e i “non sviluppati” a cui erano permessi denaro e “tecnologie appropriate”, come i mulini a vento, ma non progresso tecnologico che aumentasse standard di vita o produttività del lavoro della società. Qualsiasi forma di innovazione scientifica fu relegata agli affari militari, o per far avanzare le nuove “industrie della pacificazione mentale” (cioè: intrattenimento, droghe, ecc.). L’infrastruttura non era più consentita quale dominio in cui esprimere la tecnologia, né definito lo “sviluppo”. Infatti, nel 1978-2000, i nuovi investimenti nelle infrastrutture canadesi scesero allo 0,1% / anno (rispetto al 4,8% annuo medio nel 1955-1978) [5]. Tendenze simili colpirono gli Stati Uniti causando il caos che si sta ora dispiegando nel Nord America. Nel frattempo le industrie produttive furono esternalizzate nei mercati del lavoro a basso costo, col risultato di una società sempre più dipendente da “beni economici” e servizi scadenti. La logica lineare dei confini della popolazione animale conosciuta come “Capacità portante dell’ambiente” fu quindi imposta all’umanità dalla stessa élite neomalthusiana che l’odiava così tanto da essere disposta ad ucciderne i leader più brillanti e ad elaborare una filosofia cinica solo per convincere la società, con una forma malvagia di effetto Pigmalione, che la nostra natura sia pensata per distruggere la natura e infine autodistruggersi. Un importante architetto malthusiano di tale “nuova società” fu il co-fondatore del Club di Roma Sir Alexander King, che rivelò tale infame intenzione nel sorprendente libro del 1991 The First Global Revolution: “Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, abbiamo avuto l’idea che inquinamento, riscaldamento globale, scarsità d’acqua, carestia e simili sarebbero stati adeguati. Tali pericoli sono causati dall’intervento umano, ed è solo attraverso atteggiamenti e comportamenti modificati che possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è l’umanità stessa“. [6] E così è successo che una generazione di baby boomer drogati fu indotta a “liberarsi del passato e del futuro” seguendo i mantra di guru come Timothy Leary e Aldous Huxley per “accendere, sintonizzare e abbandonare”. Poiché l’umanità è troppo irrimediabilmente corrotta, gli fu detto di abbandonare ogni responsabilità per cambiare un mondo che non può essere, in ultima analisi, cambiato ed invece va verso l’interiorità ala ricerca del piacere (piacere/dolore, convalidato come nuovo standard di giusto/sbagliato). Questo allontanarsi dal passato e dal futuro ha reso un’intera generazione irrimediabilmente malleabile e suscettibile a una nuova etica chiamata variamente “post-strutturalismo”, “post-realismo” e “postindustrialismo”. Precisamente, tali nomi adottati dal movimento della contro-cultura erano meglio etichettati come “post-verità”. Ora, a quasi 50 anni da tale disordine nevrotico, e di fronte al crollo immanente dell’illusoria bolla del debito speculativo che troppi economisti idioti credono sia la nostra “economia”, ci è stata presentata una crisi potenzialmente meravigliosa.

Un ritorno a un futuro umanista
La Cina rispetta il diritto di tutte le nazioni di cercare la propria strada. Non perseguiremo mai lo sviluppo a spese degli altri. Troveremo una convergenza con altri Paesi e rafforzeremo la cooperazione con altri Paesi in via di sviluppo e promuoveremo la cooperazione attraverso l’iniziativa Fscia e Via“.Xi Jinping, 22 ottobre 2017Ciò che ha reso questa crisi “potenzialmente” meravigliosa è che un nuovo ordine possibile è sorto con una velocità straordinariamente rapida da quando qualcosa di nuovo ha cominciato a succedere nel 2013. Questo nuovo ordine rispetta il diritto alla sovranità di ogni nazione e presuppone che le relazioni internazionali debbano basarsi sullo sviluppo reciproco delle risorse mentali e fisiche di ogni nazione. Questo non è il Nuovo Ordine Mondiale promosso dai fratelli Huxley, ma uno fondato sulla rinascita del mondo giusto che Franklin Roosevelt immaginò in opposizione a Churchill alla fine della Seconda Guerra Mondiale [7] e che John Kennedy descrisse chiedendo di sostituire la guerra fredda con l’impegno per tutta l’umanità ad esplorare insieme le stelle [8]. Negli ultimi 30 anni, il modello di crescita della Cina ha fatto uscire oltre 800 milioni di persone dalla povertà e con l’annuncio della Nuova Via della Seta del maggio 2013, la Cina ha legato il suo destino ad istituzioni nuove e potenti come BRICS, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e Unione Economica Eurasiatica invitando tutte le nazioni del mondo a unirsi al sogno. Consapevole del fatto che il quadro monetarista di istituzioni come Bretton Woods come FMI, Banca Mondiale e OMC non avrebbe mai permesso investimenti a lungo termine per l’estesa Via della Seta, la Cina ha creato una serie di nuovi meccanismi finanziari internazionali come Asian Infrastructure Investment Bank, New Development Bank, New Silk Road Fund e altro ancora. Con questo nuovo ritmo progressivo, gli ex-Paesi coloniali del “2 ° e 3 ° mondo” sono incoraggiati a sfidare i tronfi Dei dell’Olimpo seduti sulle rovine della City di Londra e di Wall Street. Sempre più Paesi del “1° mondo”, stagnanti e disperati, iniziano a puntare sulla Nuova Via della Seta. In questa nota, la visita di Donald Trump in Cina nel novembre 2017 consolidò non solo 250 miliardi di dollari in accordi tra le due potenze e aperto la porta agli investimenti cinesi negli USA, ma ha fatto un passo da gigante verso l’unione degli interessi statunitensi con l’Eurasia. Finora, la Nuova Via della Seta ha esteso i corridoi dello sviluppo dalla Cina all’Europa, aumentando commercio e scambi culturali, scatenando un vasto potenziale lungo la rotta. Nuove città moderne sono state costruite da zero a centinaia, e nuove industrie, tecnologie e scoperte scientifiche associate sono sbocciate. Questi corridoi sono sorti in Medio Oriente, Africa, Eurasia e persino in Sud America e Caraibi con la riduzione della povertà, la riduzione dei conflitti e la speranza come effetti.Lo stretto di Bering come perno della Via della Seta Polare
Si stima prudentemente che il 30% del gas naturale non scoperto del mondo e il 13% delle riserve di petrolio non ancora scoperte siano nell’Artico. I minerali di tutta la tavola periodica si trovano generosamente nell’Artico ma non servono all’umanità dato che non sono state costruite reti di trasporto per raggiungerli. Attualmente, i progetti della Cina con i suoi vicini artici riguardano principalmente navigazione, turismo e materie prime. Tuttavia, lo spirito della Via della Seta si basa sulla crescita complete di tutte le componenti delle economie nazionali, ed è guidato dalla creazione di corridoi di sviluppo ovunque sia adottato (energia, fibre ottiche, acqua, edilizia comunitaria, sanità, istruzione e infrastrutture di trasporto ), e non c’è ragione di credere che l’Artico costituisca un’eccezione a questa filosofia. Poiché il programma di sviluppo siberiano della Russia è parallelo alla filosofia della Nuova Via della Seta, con miliardi investiti da attori internazionali dall’estremo oriente russo allo stretto di Bering, il progetto centenario del tunnel ferroviario dello Stretto di Bering va rivisitato come punto ideale di collaborazione per riportare tecnologie e pratiche della prossima generazione in linea con la ricostruzione della nostra salute economica, fisica, mentale e morale. Il collegamento dello stretto di 100 km tra i continenti russo e americano fu approvato da Vladimir Putin nel 2007, seguito dall’approvazione della Cina nel maggio 2014. Ora, con oltre 25000 km di ferrovie ad alta velocità costruite solo in Cina (38000 km da costruire entro il 2025), con diversi progetti di binari magnetici aggiuntivi ora in costruzione e vasti progetti ferroviari nell’Artico russo, il prossimo passo logico per lo sviluppo eurasiatico è portare l’America nel complesso in questo programma con linee ferroviarie attraverso lo Stretto di Bering. Con un simile impegno, la costruzione della tratta ferroviaria di 1000 km nota come linea ferroviaria Alaska-Canada sarà facilmente realizzata, con nuove reti ferroviarie costruite attraverso i territori canadesi e il continente sbloccando le materie prime, costruendo nuove città avanzate e standard di vita edificanti lungo la rotta.

Il risveglio di grandi personalità
La necessità di rivisitare programmi così audaci come il Corridoio di sviluppo del Canada, progettato dall’eroe canadese della Seconda Guerra Mondiale, Generale Richard Rohmer, può finalmente verificarsi in modo legittimo una volta che questo paradigma potrà adottarsi organicamente nell’Artico. Il piano del 1969 di Rohmer, che prevedeva un binario ferroviario di 4000 km dalla Nuova Scozia allo Yukon, attraverso lo Scudo canadese del “Mid Canada”, fu progettato per aprire la zona sottosviluppata tra la tundra e la sottile zona di sviluppo che abbracciava il confine statunitense. Se questo programma fosse stato intrapreso quando fu presentato per la prima volta, nel 1969, come alternativa all’inferno post-industriale scelto al suo posto, non solo la popolazione canadese avrebbe almeno il doppio delle attuali dimensioni, ma la perdita di posti di lavoro manifatturieri (e inversamente la nostra dipendenza da beni economici provenienti da nazioni povere), il decadimento delle nostre infrastrutture e il crollo dei nostri cittadini non si sarebbero verificati. Da questo punto di vista, la creazione di città artiche ispirate alla città a cupola di Frobisher Bay del primo ministro John Diefenbaker, diventerà presto una perla lungo la grande Fascia e Via del Nord. Tali complessi, che avrebbero dato ad oltre 5000 ingegneri e famiglie tutti i comfort della città di Toronto, erano pronti per essere costruiti già nel 1958 se non fosse per l’attacco coordinato a Diefenbaker e all’economia nordamericana. Ciò che è più importante dello sviluppo delle materie prime sono le nuove opportunità scientifiche per esplorare gli effetti della radiazione cosmica e il suo ruolo nel guidare i cicli climatici, l’evoluzione della biosfera e persino alcune forme di malattie virali. Tali indagini possono avvenire solo negli ambienti saturi di radiazioni cosmiche dell’artico. L’esplorazione spaziale, dove Russia e Cina sono sempre più leader mondiali, richiede anche ambienti artici che imitino le condizioni climatiche extra-terrestri che incontreremo su Marte. La cosa più importante è che la Cina vuole questo futuro e sa che noi occidentali possiamo svegliarci dal nostro lungo sonno.Visione a lungo termine della Cina per l’umanità
Nel maggio 2016, in previsione dell’inaugurazione della Via della Seta Polare, l’ambasciatore cinese in Canada scrisse: “L’iniziativa Fascia e Via è un nuovo tipo di meccanismo di cooperazione. La Cina seguirà i principi di apertura, cooperazione, armonia, inclusività, mutuo vantaggio e cooperazione vantaggiosa per tutti. I programmi di sviluppo nell’ambito dell’iniziativa non sono esclusivi, ma sono aperti a tutti i Paesi o parti interessati, sia nelle regioni lungo il percorso che in altre parti del mondo… Alcuni amici canadesi mi hanno detto che, come Canada e Cina sono vicini del Pacifico, l’iniziativa Fascia e Via da molte opportunità anche al Canada. In considerazione dei progressi compiuti nel corso della cooperazione Cina-Canada in tutti i settori, negli anni, il Canada può sfruttare il vantaggio in risorse e tecnologia per rafforzare la cooperazione con i Paesi asiatici in settori come sviluppo delle infrastrutture, investimenti industriali, le risorse energetiche, finanziamento, scambi interpersonali e produzione avanzata… Nel frattempo, Cina e Canada potrebbero esplorare insieme modi e mezzi per estendere Fascia e Via nel Nord America“. Per il geopolitico, o qualsiasi altra vittima dell’ingegneria sociale del baby boom, tali intenzioni espresse dalla Cina sono del tutto inesistenti. Tutto ciò che esiste è presunto meccanismo di pianificazione basato su idee hobbesiane di potere del più forte per dominare il più debole e potere di monopolizzare le risorse. La nozione di potere che si trova nella capacità dell’umanità di coesistere e cooperare nell’interesse comune e dell’universo come idea compresa da pensatori come Gottfried Leibniz, Benjamin Franklin, Abraham Lincoln, Franklin Roosevelt e altri, è quasi del tutto assente nelle menti di una società condizionata a pensare in termini materialistici. Tuttavia, qualsiasi pensatore dalla chiaro conoscenza della storia e amorevole senso del futuro può facilmente identificare l’intenzione della Cina e dei suoi principali alleati eurasiatici. Per chi vede oltre gli effetti dell’ingegneria sociale su descritti, come la presidentessa dell’istituto Schiller Helga Zepp-LaRouche, la Nuova Via della Seta non rappresenta solo un’opportunità per costruire infrastrutture e sanare le ferite dell’ultimo mezzo decennio, ma ancor più, rappresenta nientemeno che un’opportunità per mettere finalmente l’umanità in armonia con le leggi naturali dell’universo, il cui comando primario è “essere creativi o collassare”. In una recente conferenza a Berlino, la signora LaRouche concludeva con le seguenti parole, “È molto bello vivere in questo momento storico e contribuire a rendere il mondo un posto migliore. E può essere fatto, perché il Nuovo Paradigma corrisponde alla legittimità dell’universo fisico nella scienza, nell’arte classica e in questi principi. Il neoliberismo e liberalismo di sinistra sono obsoleti e scompariranno come gli scolastici che discutevano su quanti angeli sedessero sulla capocchia di una spilla. Ciò che verrà affermato è l’identità della specie umana come specie creativa nell’universo“.

La fase successiva dell’evoluzione della Nuova Via della Seta promossa dall’Istituto Schiller è illustrata con decine di importanti progetti. (Worldlandbridge.com)

Note
[1] Indipendentemente dal fatto che il sostegno del governo canadese a tali iniziative sia autentico o meno, non è questione di cui ci occupiamo in questo momento. Il fatto è che c’è stata un’espressione di sostegno a un processo le cui regole non sono state modellate dall’élite anglo-statunitense, e la nostra valutazione deriva da questo fatto. Resta che, in un momento di crisi, anche le agenzie che beneficiavano del decadimento della società devono adattarsi alla cura se desiderano sopravvivere, o collassare con l’ospite che hanno distrutto come parassiti.
[2] Tali grandi progetti erano noti New Deal, programma Apollo, la rivoluzione idro-nucleare e Avro Arrow
[3] Da Leibniz a Franklin su “Happiness” di David Shavin, Fidelio Vol. 12 n. 1
[4] Per una cronologia più completa dei colpi di Stato e assassinii della CIA-MI6 dalla Seconda guerra mondiale, vedasi “Cronologia delle atrocità della CIA“, Steve Kangas, 7 febbraio 1997
[5] Il pericolo dell’imminente crollo dell’infrastruttura municipale canadese, Federazione delle municipalità canadesi, novembre 2007. Mentre il tasso di investimento è leggermente migliorato rispetto al 2001, il danno causato dal gap di 25 anni è diventato irrisolvibile senza un completo cambiamento sistemico. Le percentuali del collasso delle infrastrutture statunitensi sono di entità simile, per la relazione dell’American Society of Civil Engineers 2017, che avanza una stima prudente di 2 trilioni di dollari per portare le infrastrutture a livelli “accettabili”.
[6] The First Global Revolution: A Report by the Club of Rome, 1991 di Alexander King
[7] Per un resoconto completo della battaglia tra FDR e le intenzioni opposte di Churchill sul mondo postbellico, tratto dal libro di Elliot Roosevelt, As He Saw It.
[8] Nel discorso alle Nazioni Unite del 20 settembre 1963, Kennedy disse: “Includo tra queste possibilità una spedizione congiunta sulla Luna… Perché.. dovrebbe il primo volo dell’uomo sulla Luna essere una questione di competizione nazionale? Perché Stati Uniti ed Unione Sovietica dovrebbero sobbarcarsi immense duplicazioni su ricerca, costruzione e spesa? Sicuramente dovremmo esplorare se scienziati e astronauti dei nostri due Paesi, anzi di tutto il mondo, non possono collaborare alla conquista dello spazio, mandando un giorno di questo decennio sulla Luna non i rappresentanti di una sola nazione, ma di tutti i nostri Paesi“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La Cambogia si rivolge alla Russia

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 29.01.2018L’Unione Sovietica collaborò attivamente con l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), sostenendola nelle lotta per l’indipendenza e nell’opposizione alle politiche occidentali. Dopo la caduta dell’URSS e la fine della “Guerra fredda”, la cooperazione tra l’URSS (e successori) e ASEAN diminuì significativamente. Tuttavia, negli ultimi anni la leadership russa ha adottato una serie di importanti misure per ripristinare le relazioni con l’ASEAN. Come in passato, queste misure riguardano cooperazione economica ed unione delle forze per resistere ai tentativi occidentali d’imporsi all’ASEAN. Esempio di Paese dell’ASEAN con cui la Russia sviluppa le relazioni è la Cambogia. Il regno di Cambogia si trova nella parte meridionale della penisola indocinese ed è uno dei Paesi meno sviluppati economicamente nella regione. Tuttavia, la Cambogia ha diritto di voto nell’ASEAN, che ne fa un partner attraente per i Paesi che desiderano influenzare il gruppo. L’occidente cerca di sviluppare la cooperazione con Phnom Penh, ma dato che l’influenza degli Stati Uniti nella regione Asia-Pacifico diminuisce, mentre quella della Cina aumenta, la Cambogia in misura crescente sceglie di lavorare con quest’ultima. La Cina chiaramente adotta misure attive per rafforzare le posizioni in Cambogia, sviluppando legami commerciali ed investendo ingenti somme nella sua economia. Tuttavia, la Russia presta molta attenzione alla Cambogia ed amplia le relazioni economiche, così come politiche, con questo Paese. Va sottolineato che anche l’URSS cooperò attivamente con la Cambogia e fornì una quantità significativa di aiuti. Una questione importante nelle attuali relazioni tra Cambogia e Russia sono i colloqui sulla cancellazione, o almeno riduzione, del debito da 1,5 miliardi di dollari della Cambogia. Considerando le relazioni amichevoli tra i due Paesi, ci sono motivi per sperare che il debito venga cancellato. Un segno dell’alto livello raggiunto dalle relazioni politiche tra Mosca e Phnom Penh è la nomina della Russia a principale osservatore delle imminenti elezioni nazionali cambogiane, che si terranno nel luglio 2018. Assumendo questo ruolo la Russia fornisce un importante servizio al governo cambogiano del Primo ministro Hun Sen. Il fatto è che nel settembre 2017 fu arrestato Kem Sokha, capo del principale partito di opposizione cambogiano, il National Rescue Party (CNRP), per tradimento. Nell’ottobre 2017, il governo intentò una causa per sciogliere il CNRP, per attività anti-statali. Nel novembre 2017, tale partito annunciò lo scioglimento, anche se prima aveva previsto di candidarsi alle elezioni del 2018. Stati Uniti, UE e vari altri Paesi immediatamente accusavano il governo cambogiano di perseguitare il primo partito d’opposizione del Paese affermando che ciò automaticamente invalidasse le prossime elezioni. Chiesero anche sanzioni contro la Cambogia. È difficile prevedere fino a che punto si sarebbe arrivati se la Russia non fosse intervenuta.
Secondo i media, l’accordo per consentire agli osservatori russi di monitorare le elezioni cambogiane è stato concluso dal Primo ministro Dmitrij Medvedev in persona. Questo accordo fu raggiunto incontrando Hun Sen al summit dell’ASEAN del novembre 2017 a Manila, capitale delle Filippine. Dmitrij Medvedev osservò le lunghe e ricche relazioni tra Cambogia e Russia, risalenti al 1956, quando le relazioni diplomatiche tra i due Paesi furono ufficialmente stabilite. Il primo ministro russo annunciava che i due Paesi continuavano a comunicare ai massimi livelli, come dimostrato dai frequenti incontri con Hun Sen tra il 2014 e il 2016. Secondo Dmitrij Medvedev, la vicinanza delle relazioni tra Russia e Cambogia è dimostrata da varie cooperazioni economiche, tra cui gli scambi tra i due Paesi e la popolarità della Cambogia come meta per i turisti russi. Dal tono del discorso del Primo Ministro russo sulle relazioni tra Russia e Cambogia, sembra probabile che la valutazione degli osservatori russi delle elezioni cambogiane sarà positiva, anche se gli osservatori dell’OSCE hanno un’opinione diversa. Secondo gli analisti, il partito nazionale al governo in Cambogia, guidato da Hun Sen, è il probabile vincitore delle elezioni.
La cooperazione con potenti attori internazionali come Russia e Cina sarà di grande valore per la Cambogia se l’influenza occidentale nel suo territorio continua a diminuire. Nonostante gli Stati Uniti restino il principale partner commerciale, la Cambogia continua a sviluppare relazioni coi partner eurasiatici e a collaborarvi, anche in settori come la vendita di armi. Nel novembre 2017, due navi della Flotta del Pacifico russa, Admiral Panteleev e Boris Butoma, attraccarono nel porto cambogiano di Kampongaon, in visita informale nella crociera nei mari del sud-est asiatico e dell’Asia orientale, volta a rafforzare la cooperazione con le forze navali di Cina ed ASEAN. Durante la permanenza in Cambogia, i marinai russi parteciparono alle manovre congiunte con la Marina cambogiana. Secondo i media, Mosca e Phnom Penh discutono la possibilità che la Cambogia conceda alla Marina russa il diritto di utilizzare i porti su base permanente. Va ricordato che nel 2017 la Cambogia si ritirò dalle esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti. Altra area in cui Russia e Cambogia cooperano è l’energia nucleare. La Cambogia intende sviluppare questo settore e si affida all’assistenza russa per costruire la prima centrale nucleare. Nel 2015, il governo cambogiano e Rosatom, società statale russa per la tecnologia nucleare, firmarono un memorandum d’intesa sulla cooperazione relativa agli usi pacifici dell’energia nucleare. Da allora, non ci sono stati sviluppi significativi nella collaborazione tra Russia e Cambogia sul nucleare. Tuttavia, data la crescente cooperazione tra i due Paesi e il ruolo della Russia come osservatrice alle elezioni cambogiane, ci si augura che tutti i progetti congiunti dei due Paesi siano presto completati.
Considerando quanto sopra, si può concludere che la Cambogia si avvicina sempre più alla Russia, mentre si allontana da Stati Uniti ed UE. Poiché la Cambogia è un membro a pieno titolo del gruppo ASEAN, la cooperazione con essa aumenterà l’influenza della Russia in tutti gli Stati aderenti all’importante organizzazione del Sud-Est asiatico.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Pakistan fa “Perno” acquistando armi da Cina e Russia

Zero Hedge, 30/01/2018La decisione del Presidente Trump di celebrare il nuovo anno demonizzando il Pakistan su twitter si è in gran parte adombrata. In un’intervista al Financial Times, il Ministro della Difesa del Pakistan Khurram Dastgir Khan ha detto che il Pakistan espande le relazioni con Russia e Cina, mentre le relazioni con Washington si deteriorano in seguito alla sospensione di oltre 2 miliardi di dollari in aiuti militari ad Islamabad. Khan ha detto che il suo governo attua la “ricalibratura regionale della politica estera e di sicurezza del Pakistan“, il che implica che le Forze Armate pakistane compreranno armi da Russia e Cina piuttosto che dagli Stati Uniti. “Il fatto che abbiamo ricalibrato la nostra via migliorando le relazioni con la Russia e approfondendole con la Cina, è una risposta a ciò che gli statunitensi hanno fatto“, affermava. Le osservazioni di Khan al Financial Times arrivavano tre settimane dopo che Pechino annunciava la costruzione di una seconda base militare estera, vicino al porto di Gwadar, nella provincia pakistana del Belucistan. I piani prevedono che la base di Jiwani sia una struttura aeronavale delle forze cinesi, situata a breve distanza dalla struttura portuale commerciale cinese di Gwadar, in Pakistan. Sia Gwadar che Jiwani fanno parte della provincia del Baluchistan occidentale del Pakistan…. La grande base aeronavale richiederà che il governo pakistano ricollochi numerosi residenti della zona. I piani ne richiedono il trasferimento in altre aree di Jiwani o nell’entroterra della provincia del Baluchistan. I cinesi hanno anche chiesto ai pakistani di effettuare un importante potenziamento dell’aeroporto di Jiwani, in modo che la struttura possa gestire grandi velivoli militari. I lavori per il miglioramento dell’aeroporto dovrebbero iniziare a luglio. La base navale e l’aeroporto occuperanno quasi l’intera penisola.
Khan chiariva che il Pakistan aveva iniziato il processo di “ricalibrazione” tre anni prima, quando acquistò elicotteri russi, indicandola non come nuova tendenza, ma le recenti azioni del presidente Trump hanno certamente spinto il Pakistan a gravitare verso Russia e Cina per la difesa. Le tensioni tra Stati Uniti e Pakistan sono le peggiori in 70 anni di amicizia. Khan notava che il Pakistan ha molti obiettivi simili a quelli di Washington, ma “ultimamente l’attenzione si è concentrata su aree divergenti. Abbiamo già acquistato alcuni elicotteri russi negli ultimi tre anni“, affermava. “Questo è ciò che chiamiamo ricalibratura regionale della politica estera e di sicurezza del Pakistan, a causa dell’infelice scelta che gli Stati Uniti continuano a fare“. All’inizio del mese, gli Stati Uniti dissero di sospendere il programma di assistenza per la sicurezza del Pakistan da 2 miliardi di dollari, perché il Paese non combatte il terrorismo interno. “Gli Stati Uniti hanno scioccamente dato al Pakistan più di 33 miliardi di aiuti negli ultimi 15 anni, e non ci hanno dato altro che menzogne e inganni, pensando che i nostri capi fossero pazzi“, scrisse il presidente Donald Trump all’inizio di gennaio. Khan definiva i tweet di Trump “profondamente offensivi” e “controproducenti“, e aggiunse: “È spiacevole che discutiamo di numeri (l’ammontare degli aiuti) mentre l’Afghanistan sfugge lentamente dal controllo statunitense ed afghano“. Khan notava che la spina dorsale dell’Aeronautica pakistana è l’F-16 Fighting Falcon della General Dynamic degli Stati Uniti, e secondo Khan Islamabad non ne riceve i pezzi di ricambio da Washington da due anni. “Ricorriamo alla nostra ingegnosità e ad altre fonti per mantenere la flotta aerea“, aveva detto. “Era molto difficile“. Considerando la negligenza di Washington nell’invio delle componenti per gli F-16 pakistani, Khan dichiarava di essere aperto al dialogo con la Russia sul caccia Sukhoj Su-35.
Circa nove giorni dopo il tweet del presidente Trump, Khan dichiarò che la cooperazione militare e d’intelligence con gli Stati Uniti sarebbe stata sospesa. È interessante notare che Pechino e Mosca hanno rilasciato dichiarazioni a forti sostegno del Pakistan dopo che Trump scatenava fuoco e furia su twitter. “Dobbiamo valutare il ruolo importante del Pakistan sulla questione dell’Afghanistan e rispettarne la sovranità e le ragionevoli preoccupazioni in materia di sicurezza“, aveva detto il diplomatico cinese Yang Jiechi al segretario di Stato Rex Tillerson, secondo i media cinesi. E infine, questa potrebbe essere la bomba: “Il fatto che abbiamo ricalibrato la nostra via migliorando le relazioni con la Russia e approfondendole con la Cina, è la risposta a ciò che gli statunitensi hanno fatto. Hanno le loro ragioni. Vogliono usare l’India, a nostro avviso, per contenere la Cina“, affermava Khan.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Chiaroscuri del 2018: chi governa gli USA, globalizzazione e geopolitica

Prof. James Petras, Global Research 28 gennaio 2018I profeti e i meteorologi del prossimo anno hanno già definito la loro visione globale, dalle economie emergenti alle guerre globali catastrofiche. Voglio discutere da una prospettiva diversa, concentrandomi su crescente suddivisione dei mercati, approfondimento dell’autonomia dell’azione politica dallo sviluppo economico, maggiore minaccia degli interventi militari e prevalere dell’adattamento politico. Credo che avremo un radicale processo di elaborazione e reintegrazione politico-economica, ad est e ad ovest, entro e fuori gli Stati-nazione. I “diritti degli Stati” riemergeranno come antidoto alla globalizzazione. I grandi Paesi competeranno in guerre regionali con ingaggi limitati ma obiettivi globali. Gli sviluppi catastrofici sono improbabili ma i cambiamenti radicali saranno frequenti e avranno nel complesso conseguenze. Per comprendere tali tendenze, è importante analizzare e discutere dei principali attori nazionali di questo panorama, a cominciare dagli Stati Uniti.

Tendenze negli Stati Uniti
Il presente e il futuro prossimo degli Stati Uniti non riguarda la Presidenza di Trump e la sua opposizione interna. Le lotte tra Congresso e Presidenza non hanno prodotto grandi cambiamenti nella posizione globale degli Stati Uniti, che continuano ad imporre sanzioni a Russia, Iran e Venezuela. Il commercio con la Cina cresce. Esercitazioni militari e minacce alla Corea democratica sollevano lo spettro della guerra nucleare. In altre parole, l’attività marginale ed insignificante accompagna una retorica di fuoco. Le politiche economiche aziendali beneficiano della generosità dello Stato, ma lungi dalla politica quotidiana. Ciò che è più significativo, i “mercati” sono frammentati o sconnessi: le azioni aumentano, ma la produttività ristagna. Il debito societario sale alle stelle, ma c’è il boom dei profitti high tech. Esportazioni ed importazioni si muovono in direzioni opposte. Aumentano i posti di lavoro e diminuiscono i salari. Ci sono uno, due, molti mercati, ognuno dei quali opera con principi simili, tutti approfondendo la concentrazione delle ricchezze e l’intreccio tra dirigenze aziendali. Proprio come ci sono diversi mercati, ci sono più centri di leadership politica. Nello specifico, gli Stati Uniti sono una “Presidenza” multipolare. Con tutti i discorsi su “Trump”, la politica e la strategia sono definite, promosse e contrastate da molti centri decisionali. In termini generali, le élite dell’intelligence, militari, mediatiche, finanziarie, legislative, commerciali e della politica internazionale sono impantanate in rivalità e alleanze provvisorie, facendosi strani compagni di letto. Inoltre, sono entrate nuove configurazioni di potere internazionali e posizioni di potere proprie.

Dominio
Chi governa gli USA? Questa domanda dovrebbe essere riformulata tenendo conto della pluralità delle élite autoritarie ed egoistiche totalmente divorziate dalla maggioranza del pubblico manipolato. Il ‘presidente’ nominale Trump decide in politica estera in base agli interessi dei centri di potere nazionali ed esteri. Trump discute e si oppone agli accordi commerciali multilaterali favorendo al contempo patti unilaterali, centrati sugli Stati Uniti. Nonostante la retorica, nulla del genere è apparso. Il commercio con Asia, Europa e America Latina è aumentato. Cina, Giappone, India, Germania, Corea, Canada e Messico rimangono centri per esportazioni ed importazioni degli Stati Uniti. Banchieri, multinazionali e miliardari della Silicon Valley continuano a scavalcare l’agenda di Trump, che ha sostenuto la riconciliazione con la Russia ed è stato minacciato d’impeachment. Congresso, agenzie d’intelligence, e NATO contraddicono, invertono e reindirizzano gli Stati Uniti sia verso che contro lo scontro nucleare. Trump propone di rinegoziare il commercio con l’Asia, in particolare con Corea del Sud, Giappone e Cina. Invece, Pentagono, media, neocon e militaristi giapponesi dettano il confronto nucleare con la Corea democratica e le minacce alla Cina. (Il primo ministro giapponese Abe è nipote del “Macellaio della Manciuria” Nobusuke Kishi). L’élite imprenditoriale, finanziaria e della Silicon Valley sfida sulla Cina gli ideologi dell'”America First”, il Pentagono e i produttori locali statunitensi. Nel frattempo, migliaia di navi portacontainer trasportano materie prime e merci tra Cina e Stati Uniti, i loro capitani salutano la manciata di navi da guerra statunitensi che pattuglia alcuni scogli nel Mar cinese meridionale. Trump avanza minacce ad Unione Europea ed Organizzazione Mondiale del Commercio e poi salta sul suo jet per Davos per socializzare con i “Free-Traders” tedeschi, francesi, inglesi e statunitensi. Le grandi decisioni sono non-decisioni. Le continuità di politiche ed élite, nel migliore dei casi, semplicemente amplia la vecchia politica che promuove i mercati finanziari, deprime i salari e moltiplica guerre locali e scontri militari. Le decisioni del 2018 non saranno di Trump, ma dei suoi alleati e avversari, in patria e all’estero.

La vacua America First di Trump
Un primo piano del processo decisionale marginale, aggirando Washington, includerebbe: riconciliazione Nord-Sud della Corea; accordo Russia-Cina sulle sanzioni statunitensi; aperto sopruso israeliano sui palestinesi; sfida tra Iran e Arabia Saudita e alleanza ‘segreta’ taliban-Pakistan. La marginalizzazione di Washington è evidente in economia. Il mercato azionario statunitense esplode ma la produttività diminuisce; gli utili aumentano, ma l’aspettativa di vita dei lavoratori cala; l’immensa concentrazione di ricchezza è parallela all’aumento della mortalità materna e infantile; i giovani statunitensi hanno la più alta possibilità di morire prima dell’età adulta di tutti i Paesi industrializzati. La mortalità ha sostituito la mobilità. Washington è il centro di un’intensa guerra su questioni irrilevanti. Oltre all’emarginazione degli Stati Uniti, sono emersi nuovi centri di potere regionali che hanno annientato o neutralizzato i clienti statunitensi. La Turchia è un esempio lampante. Ankara ha attaccato e minato i piani del Pentagono per una forza armata curda che controlli la Siria settentrionale. L’Iraq ha sopraffatto le milizie curde dei signori della guerra Barzani di Qirquq appoggiati da Stati Uniti ed Israele. I taliban lasciano campagne e montagne afghane per organizzare rivolte quasi quotidiane nei centri urbani e nella capitale Kabul. Il governo venezuelano ha sconfitto le insurrezioni sostenute dagli Stati Uniti a Caracas e altre città. Il regime fantoccio degli Stati Uniti di Kiev non è riuscito a conquistare le enclavi separatiste del Donbas, dove un governo di fatto opera col sostegno russo. Riconosciamo che marginalità, ritiri e sconfitte non significano “fine dell’impero”; ed ammettiamo anche che i settori concorrenti dell’economia statunitense (azioni, obbligazioni, tecnologia e profitti) sono in fase dinamica, anche se puntano verso una correzione importante. La ragione probabile è che l’economia opera indipendentemente dal sistema politico, dalle turbolenze a Washington e dalla marginalità degli Stati Uniti all’estero. I media propagano le faziosità nazionali attraverso gli scandali. La loro visione sull’imminente collasso e fine di Russia di Putin e Cina di Xi non ha alcuna influenza sulle reali dinamiche delle forze del mercato globale. La Cina cresce del 7% e tutti i principali attori economici USA-UE, da Airbus ad Amazon, lottano per entrare nei mercati multipolari di Pechino. I mercati ignorano, quando non prosperano, la sospensione del governo. I mercati ignorano le ultime eruzioni del Pentagono, “La nuova strategia militare” contro Cina e Russia. Le imprese sudcoreane abbracciano i mercati degli Stati Uniti mentre cercano di garantirsi l’accesso alla forza lavoro qualificata della Corea democratica.
La decisione di Washington di negare la realtà, che il futuro richiede l’aumento della produttività con una forza lavoro qualificata, sana e ben retribuita, condanna gli Stati Uniti a una spirale discendente verso marginalità politica, futilità militare e boati sonori. Media, sapientoni ed élite politica ignorano la frammentazione del potere degli Stati Uniti e la separazione tra forze militari e di mercato, dove ognuno va per la sua strada. Le disuguaglianze di classe e l’aumento dei tassi di mortalità della classe lavoratrice possono incoraggiare l’immigrazione, ma minano anche le fondamenta dell’influenza statunitense. Una classe dirigente governa collegando uno Stato unificato a un mercato dinamico, produttori a consumatori, importatori ad esportatori e aumento delle ricchezze ad aumento dei salari. Le buffonate di Trump e anti-Trump sono irrilevanti nella migliore delle ipotesi e distruttive nel peggiore dei casi. Le basi dello Stato nordamericano e dei suoi mercati sono sostanziali ma fatiscenti. Ciò che è importante non è lo status quo, ma direzione e struttura. Guerre prolungate ai margini del potere statale o minacce del segretario alla Difesa Mattis di conflitti globali con potenze mondiali come Russia e Cina per “proteggere il tenore di vita degli Stati Uniti”, porteranno inevitabilmente ed inesorabilmente ad approfondire l’abisso tra economia e Stato militarista statunitensi. Istituzioni politiche, Presidenza o Congresso degli Stati Uniti non riescono assolutamente a fare i conti con le reali dinamiche economiche del mercato mondiale, confondendo ancora aumento dei prezzi delle azioni e dei profitti coi fattori a lungo termine della crescita e della stabilità. Pensiamo a una “morte a rate!”Traduzione di Alessandro Lattanzio

Le banche centrali europee iniziano a sostituire le riserve in dollari in yuan

Eshe Nelson, QZ 16 gennaio 2018Alla fine dello scorso anno, Xi Jinping affermava che era il momento per la nazione di “prendere il centro del mondo”. Ci sono molti modi con cui la Cina può farlo, tra cui la promozione della globalizzazione, il potenziamento degli aiuti esteri e lo sviluppo di tecnologie avanzate. Un altro passo fondamentale nel prendere il “centro” è essere al centro dell’economia globale. Per raggiungere questo obiettivo, la Cina, tra le altre cose, cerca d’internazionalizzare la propria valuta. Negli ultimi 70 anni, il dollaro USA è stata la valuta dominante nel mondo. Due terzi delle riserve valutarie allocate in dollari, da 6 trilioni di dollari, sono detenute in dollari USA. Lo yuan ha compiuto un passo importante verso l’ampia adozione internazionale nel 2016, quando il FMI decise d’includerla nel paniere di valute che costituiscono il diritto speciale di prelievo una riserva alternativa al dollaro. Tuttavia, dal terzo trimestre del 2017, solo l’1% delle riserve valutarie è in yuan, secondo gli ultimi dati del FMI. Ora, ci sono segnali che aumenteranno.
Lo yuan cinese ha raggiunto il massimo in due anni contro il dollaro USA questa settimana, dopo che la Bundesbank tedesca dichiarava che avrebbe incluso lo yuan nelle proprie riserve, per la prima volta. “Lo sviluppo notevole dal punto di vista europeo negli ultimi anni è stato il crescente ruolo internazionale del renminbi nei mercati finanziari globali”, dichiarava Andreas Dombret, del comitato esecutivo della banca centrale, in una conferenza a Hong Kong. La decisione fu presa lo scorso anno e non sono ancora stati effettuati investimenti, poiché i preparativi sono ancora in corso. La banca centrale francese ha poi rivelato di avere già delle riserve in yuan. Poiché la maggior parte delle riserve delle banche centrali sono detenute in dollari, qualsiasi trasferimento in altre valute, come lo yuan, avverrà a scapito del biglietto verde. A giugno, la Banca centrale europea annunciava di aver scambiato in yuan titoli per 500 milioni di dollari (611 milioni) delle riserve in dollari USA. Si trattò di un piccolo trasferimento: la BCE ha 44 miliardi di euro di riserve in valuta estera, ma ciò nonostante riflette la crescente importanza della Cina nel sistema finanziario globale. Mentre la politica “Prima l’America” di Trump caccia gli Stati Uniti dalle luci della ribalta internazionale, sempre più persone si aspettano che la Cina colmi il divario, anche nelle finanze mondiali. Barry Eichengreen, professore di economia all’Università della California, a Berkeley, ed esperto di sistemi valutari globali, prevede che il dollaro USA perda il dominio e più valute coesistano su base più equa nei mercati internazionali. In futuro, il dollaro sarà costretto a condividere la preminenza con lo yuan e l’euro in particolare, dice.
La Cina deve ancora affrontare diversi ostacoli per avere una valuta veramente internazionale. I controlli sul capitale e la mancanza di trasparenza normativa rendono le istituzioni finanziarie riluttanti ad investire in attività cinesi. Tuttavia, la scorsa settimana la Cina mostrava segni di voler rilassare alcune regole utilizzate per controllare la valuta. Dato che lo yuan guadagna più valore internazionale, Pechino potrebbe essere incoraggiata ad aprirsi ulteriormente.Traduzione di Alessandro Lattanzio