La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese

Cosa costruisce la Cina nel Mar Cinese Meridionale?
Tyler Durden Zerohedge 23/02/2015ColeFMapNov11Nel Mar Cinese Meridionale vi sono i territori tra i più contesi del pianeta. Sei Paesi, Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei competono sui diritti nel mare. La disputa si concentra sul contestato arcipelago delle Spratly, un miscuglio di isolotti e scogliere quasi al centro del Mar Cinese Meridionale. Tutti, tranne il Brunei, vi hanno costruito avamposti militari, e tutti questi Paesi, meno la Cina, vi hanno costruito piste di atterraggio. La Cina, arrivata in ritardo nell’occupare le Spratly, ha potuto occupare pienamente otto scogliere. Con così poca terra da utilizzare, la Cina ha iniziato a recuperare da allora. Nell’ultimo anno, gli avamposti della Cina nelle Spratly sono stati sistematicamente sottoposti a un processo di “bonifica”, dove le draghe prelevano sedimenti dal mare scaricandoli sulle scogliere sommerse per farne delle isole. La Cina ha già costruito cinque isole con la bonifica, e almeno due isole sono avviate. La Cina non è la prima a ricorrere alla bonifica, il rilievo Rondine della Malesia e diverse isole vietnamite sono state artificialmente costruite o ampliate, ma la bonifica della Cina avviene su scala più ampia rispetto a qualsiasi progetto precedente. L’isola artificiale costruita sulla scogliera Fiery Cross eclissa l’isola Taiping di Taiwan come maggiore delle Spratly, ed edifici sono in costruzione in diverse altre scogliera cinesi. Mentre i nuovi avamposti militari diventano operativi, è imperativo comprendere cosa la Cina costruisce nel Mar Cinese Meridionale.

Scogliera Fiery Cross
Scogliera Fiery Cross (nota anche come isola Yongshu) era completamente immersa fino ad agosto 2014 quando le draghe cinesi hanno cominciato a scavare il sedimento circostante. Prima della costruzione, la presenza cinese era costituita da un unico bunker di cemento sulla punta sud-ovest del rilievo, ma l’isola da allora è divenuta la più grande delle Spratly, misurando circa 2,3 kmq. La nuova isola è quasi lunga due miglia e sembra essere il futuro sito di un aeroporto.

11Fiery Cross 6 febbraio 2015

21Fiery Cross 14 novembre 2014

Tra novembre 2014 e gennaio 2015, il sud-ovest del rilievo venne bonificato collegando l’aeroporto alla struttura in cemento armato originale e allargando la superficie della barriera corallina. Le attività di dragaggio non sono cessate, e la terra è ancora in espansione. Le fotografie recenti dei media filippini mostrano che le fondamenta di una grande costruzione a nord-est dell’isola.

Scogliera Johnson South
La Scogliera Johnson South ha subito una delle più straordinarie trasformazioni delle Spratly. Le foto pubblicate dal ministero degli Esteri filippino mostrano che la bonifica era iniziata nei primi mesi del 2014, e le nuove foto indicano che la costruzione è ancora in corso.

31Johnson South

All’inizio di settembre 2014 diverse notizie furono diffuse da IHS Janes e BBC sull’avvio di una grande costruzione. Non è chiaro esattamente quando sia iniziata, ma le foto scattate ai primi di dicembre 2014 mostrano chiaramente un edificio considerevole, forse alto più di dieci piani, in costruzione sulla nuova isola.

41Johnson South

Le fotografie scattate e diffuse dall’agenzia vietnamita Thanh Nien News mostrano una serie di cantieri, tra cui ciò che potrebbe essere un centro di controllo del traffico aereo. I media filippini affermano che la Scogliera Johnson South un giorno ospiterà una pista di atterraggio, ma le foto non provano tale affermazione. La barriera corallina è lunga circa 6 kmq, e l’isola circa 0,16 kmq, lasciando ampio spazio per ulteriori bonifiche.

Scogliera Cuarteron
La Scogliera Cuarteron è l’avamposto più occidentale e più meridionale della Cina nelle Spratly. Le bonifiche sulla barriera corallina sembrano essere iniziate nel marzo 2014. Da gennaio 2015 la Cina ha costruito 0,3-0,4 kmq di nuovo territorio. L’isola ospita una diga foranea, un piccolo avamposto militare, un elicottero, un porto artificiale e un molo. Foto satellitari mostrano delle costruzioni in corso, ma non sono abbastanza chiare per capire cosa si stia costruendo.

51Cuarteron

Scogliere Gaven
Le Scogliere Gaven ospitano un progetto di bonifica medio, che realizzato un’isola artificiale di circa 0,08 kmq. Tra giugno e agosto 2014 quest’isola s’è ampliata da piccolo avamposto al bastione di oggi. Le foto mostrano che la nuova isola ospita una caserma per operai e militari, container usati come rifugi temporanei, un porto artificiale e armi antiaeree. Secondo IHS Janes l’isola ospita radar e missili antinave.

6Gaven

Scogliera Hughes
Le bonifiche sulla Scoglier Hughes sembrano iniziate nel marzo 2014. Le foto satellitari suggeriscono che sia in corso sull’isola una nuova costruzione. I rapporti indicano che la nuova isola ospita un faro e di un avamposto militare.

7Hughes

Scogliera Subi
La Scogliera Subi, l’avamposto più settentrionale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, è la più recente bonifica. Le foto satellitari dei primi di febbraio 2015 mostrano una significativa presenza di draghe che lavorano in due punti a sud-est e sud-ovest della barriera corallina. Il dragaggio a Subi apparve nelle foto satellitari scattate il 26 gennaio 2015, mostrando due draghe che avevano cominciato a lavorare sulla punta sud-ovest di Subi. Prima dell’inizio della bonifica, Subi ospitava un elicottero e un piccolo avamposto in calcestruzzo utilizzato da truppe di passaggio.

8Subi 8 febbraio 2015

9Subi 26 gennaio 2015

Scogliera Mischief
La Scogliera Mischief è l’avamposto più orientale della Cina nelle Spratly. Foto satellitari di fine gennaio indicano che la bonifica è appena iniziata. Queste foto mostrano la presenza di draghe a sud dell’isola, così come nuove terre separate da una struttura in calcestruzzo. Il rilievo Mischief è a meno di 200 miglia dall’isola filippina di Palawan (meno di 150 miglia in alcuni punti), mettendo così la barriera corallina all’interno della zona economica esclusiva della Filippine. Com’era prevedibile, l’avvio della bonifica nella Scogliera Mischief è stato accolto da ampie proteste delle Filippine.

10Mischief 26 gennaio 2015

111Mischief 26 gennaio 2015

Scogliera Eldad
La Scogliera Eldad ospita un banco di sabbia a forma di lacrima a nord. Dimensioni e forma del banco di sabbia sono coerenti nelle foto scattate tra gennaio 2012 e novembre 2013. Le foto più recenti mostrano un leggero aumento delle dimensioni del banco di sabbia, indicando una possibile bonifica elementare in corso sulla barriera Eldad. Queste foto non riprendono draghe e possono semplicemente mostrare cambiamenti naturali, ma intelligence e media filippini sostengono che Eldad sia in realtà obiettivo della bonifica cinese. La situazione sul Eldad è ambigua, e dovremmo continuare ad osservarla per notare un recupero.

12Eldad

Sulla base di fotografie satellitari e rapporti d’intelligence è chiaro che la Cina attualmente bonifica almeno sette delle sue otto scogliere; Fiery Cross, Johnson South, Gaven, Hughes, Cuarteron, Subi, e Mishcief, e che una bonifica sarebbe iniziata anche su Eldad. I lavori su Johnson South, Gaven, Hughes e Cuarteron iniziarono nei primi mesi del 2014, la bonifica di Fiery Cross iniziava nell’agosto 2014, su Subi e Mischief a fine gennaio 2015. Bonifiche su Eldad potrebbe esser iniziate nel dicembre 2014. Le foto mostrano grandi costruzioni in corso sulle neo-isole Fiery Cross e Johnson South, mentre meno estese, ma sempre grandi costruzioni sono in corso a Hughes, Gaven e Cuarteron. Data la misura in cui il futuro controllo delle rotte nel Mar Cinese Meridionale influenzerà l’equilibrio di potere globale, la costruzione delle isole cinesi è degna di attenzione.

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La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese
Forse non è una grande idea per gli Stati Uniti mettersi contro la Russia?
Harry J. Kazianis The National Interest 25 febbraio 2015 – Russia Insider

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Ciò che Robert Kaplan ha così elegantemente soprannominato “Calderone dell’Asia”, il Mar Cinese Meridionale, potrebbe ribollire di nuovo. Ma il vero spunto è chi potrebbe accendere con la ‘massima’ fiamma tale caldaia virtuale: nientemeno che il presidente russo Vladimir Putin. Eventi a migliaia di chilometri di distanza, in Ucraina, potrebbero innescare una reazione a catena che potrebbero vedere la Cina dominare incontrastata questo grande specchio d’acqua grazie ad una grande infusione di armi e tecnologia russe, se l’occidente iniziasse ad armare l’Ucraina. Ma prima di arrivare ai succosi dettagli di come la Cina potrebbe diventare il “Master and Commander” del Mar Cinese Meridionale grazie all’assistenza russa, facciamo un doveroso passaggio dell’ultimo dramma in questo tormentato specchio d’acqua. Le tensioni sono aumentate nella regione Asia-Pacifico, la Cina continua a cambiare i fatti sul campo (“sull’acqua” potrebbe essere un termine migliore), continuando a lavorare su diversi enormi progetti di bonifica delle isole che molti analisti ritengono creeranno nelle maggiori isole abitate aeroporti, porti, stazioni radar e forse anche batterie di missili antinave. La motivazione è abbastanza ovvia, Pechino probabilmente dominerà il Mar Cinese Meridionale, se utilizza queste isole rivendicandone la sovranità. Nulla parla di “sovranità indiscutibile” che agendo da sovrano, come pattugliare il territorio rivendicato e farvi rispettare le leggi. Le basi nel Mar Cinese Meridionale, disponendosi su 9 o 10 famigerate linee tratteggiate, più che dei grandi segni su una mappa a Pechino, potrebbero realizzarlo.

Le nuove basi nella Cina meridionale + A2/AD = un incubo per USA ed alleati
Per le capacità militari cinesi molto è stato fatto negli ultimi anni, con la crescente capacità della RPC di negare a un avversario tecnologicamente avanzato (si pensi a Stati Uniti e/o Giappone) la capacità d’intervenire in diversi possibili scenari presso i suoi confini (Taiwan e/o Mar Cinese orientale e meridionale). Nei prossimi anni, tali capacità evolveranno e miglioreranno grazie alle innovazioni tecnologiche. Combinando probabili progressi tecnologici cinesi come missili da crociera più precisi e dalla maggiore autonomia e nuove basi nelle isole bonificate nel Mar Cinese Meridionale, a dir poco saranno l’incubo dei pianificatori di Stati Uniti e alleati, che fanno di tutto per garantirsi l’accesso alle regioni vitali dell’Asia-Pacifico. Denominato A2/AD dalla maggior parte degli specialisti militari occidentali, la Repubblica popolare cinese lentamente crea le condizioni in cui Stati Uniti, Giappone e altre forze alleate soffrirebbero pesanti perdite se un conflitto esplodesse sulla prima catena di isole, e in futuro, anche sulla seconda catena di isole. Attraverso diversi campi d’ingaggio (terra, mare, aria, informatica e spazio), le forze cinesi hanno perseguito un robusto programma di sviluppo di una serie di sistemi d’arma unici che sfruttano le debolezze specifiche delle forze di USA ed alleati. Mentre queste capacità sono già abbastanza robuste, e Washington ed alleati stendono piani per neutralizzare l’impatto di tale strategia (vedasi il il dibattito sul concetto Air-Sea Battle/JAM-GCC), qualcosa di ampiamente ignorato in molte recensioni sul problema è che Pechino già opera per acquisire la prossima generazione di piattaforme per armi A2/AD, oltre a sviluppare tattiche e strategie corrispondenti. La Cina negli ultimi anni ha sviluppato prototipi di caccia di 5° generazione, piattaforme per missili balistici antinave e missili da crociera a lungo raggio sempre più sofisticati. Tali sistemi non sono facili da produrre da una qualsiasi nazione. Se Pechino dovesse trovare un partner disponibile, potrà già avere tale tecnologia, compiendo il salto di qualità necessario per disporre di tali piattaforme avanzate per armi A2/AD anni prima di quando i produttori nazionali possano fare da soli. La Russia, in cerca di vendetta per la crisi in Ucraina, potrebbe fornire tale assistenza.

Come la Russia potrebbe aiutare la Cina: armi e tecnologia
Immaginate questo scenario: l’occidente decide che è il momento di armare l’Ucraina. La Russia decide che deve reagire e non solo in Europa. Il Presidente Putin tira fuori il mappamondo e cerca un luogo dove la potenza russa potrebbe meglio colpire gli Stati Uniti. I suoi occhi si illuminano su una zona che potrebbe non solo rafforzare i legami con un partner potenziale, ma danneggiare seriamente gli sforzi statunitensi per il “perno” su quella parte del mondo: il Mar Cinese Meridionale.

A2/AD vola alto: arriva il Su-35 russo
La Cina cerca di migliorare la sua capacità anti-accesso nel dominio dell’aria, con il tanto vociferato acquisto di Su-35 dalla Russia, acquisizione che potrebbe formalizzarsi se l’occidente arma l’Ucraina. Con un raggio d’azione maggiore rispetto agli attuali Su-27/J-11 della PLAAF, il Su-35 darebbe alla Cina la possibilità di schierare caccia avanzati per maggiori periodi sui Mari Cinesi orientale e meridionale, migliorando l’efficacia dei pattugliamenti nella recente Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale ed eventualmente aiutare Pechino a creare una ADIZ sul Mar Cinese Meridionale. L’aereo sarebbe probabilmente superiore alla maggior parte dei caccia in Asia (ad eccezione di F-22 e F-35) colmando il vuoto fin quando presumibilmente i velivoli furtivi nazionali di 5.ta generazione saranno operativi. Se la Cina dota gli aerei di armi antinave avanzate e li basa nei nuovi aerodromi sulle barriere Johnson e Fiery, una nuova e potente arma antiaccesso comparirebbe, con solide capacità di respingere le forze alleate in acque più sicure.

1458451A2/AD 2.0 sul mare: sottomarini e sonar
Nell’oceano, grazie ancora alla possibile collaborazione con la Russia, la Cina potrebbe cercare di migliorare le proprie capacità sottomarine con possibili nuovi sottomarini. Ciò si collega ad ulteriori notizie sulla possibile vendita di Su-35 negli ultimi anni. Mentre i rapporti variano sulla serietà dei negoziati, confermati e negati più volte, nuovamente si comprendono le tendenze cinesi nel rafforzare le proprie capacità A2/AD con l’aiuto russo. La nuova  tecnologia sottomarina sarebbe di vitale importanza per la Cina, non solo per la possibilità di schierare sottomarini più potenti, ma anche perché Pechino potrebbe potenzialmente trarre nuove tecnologie da questi mazzi. Ciò potrebbe includere motori AIP, tecnologie furtive e avanzate armi antinave dei russi talvolta venduti con i sottomarini. La PRC sembra interessata a migliorare la tecnologia anti-sottomarini (ASW), un punto debole tradizionale di Pechino. In un articolo per Proceedings dello scorso anno, i collaboratori della TNI Lyle Goldstein e Shannon Knight analizzavano le recenti opere cinesi suggerendo che Pechino “ha schierato nell’oceano reti acustiche fisse al largo delle sue coste, presumibilmente con l’intento di monitorare le attività sottomarine straniere nei mari vicini“. Citando altri saggi di provenienza cinese, la ricerca sembra confermare l’incursione di Pechino in questo importante settore della tecnologia militare. Mentre non vi è stata alcuna menzione specifica di un accordo sui sottomarini tra Russia e Cina, Mosca ha sicuramente l’esperienza per aiutare Pechino in questo senso. Considerando che gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere l’accesso agli spazi eventualmente contestati dalla A2/AD cinese dipendono soprattutto dai sottomarini furtivi, una tale collaborazione in questo settore potrebbe rafforzare considerevolmente i piani A2/AD cinesi.

Perché la Russia potrebbe pensarci due volte: l’accordo del Su-27
Mentre la crisi ucraina certamente sarebbe un potente catalizzatore per la collaborazione tecnologica nella difesa sino-russa, per tali trasferimenti in passato Mosca ha pagato un prezzo pesante. La Russia farebbe certamente meglio a rivedere il passato, avendo indizi sul perché una vendita alla Cina potrebbe essere una sfida nel lungo termine. L’ultimo importante accordo aeronautico tra Mosca e Pechino, negli anni ’90, riguardava l’ancora molto ricercato aereo di 4.ta generazione Su-27 Flanker. A quel tempo la Russia non vendeva armamenti tecnologicamente avanzati a Pechino dalla frattura cino-sovietica, quando l’aumento delle tensioni scatenò scontri di confine. Quando l’URSS crollò, alla fine del 1991, l’industria bellica russa lottava per rimanere a galla. La Russia traboccava di armi che avrebbero aiutato i cinesi a un salto di diverse generazioni nella tecnologia militare, quindi una partnership sembrava avere senso. Per la Cina, l’accesso a tecnologia militare avanzata era cruciale e nel 1991 Pechino riteneva tale ricerca rilevante. Gli strateghi cinesi erano attoniti dalla velocità con cui gli Stati Uniti poterono sopraffare le forze armate irachene nella prima guerra del Golfo. I pianificatori militari cinesi si resero conto che gran parte delle loro armi era obsoleta di fronte a munizioni di precisione, bombardieri invisibili e aerei da combattimento guidati da sistemi di comando e controllo avanzati. La tecnologia russa, anche se non così avanzata come quella degli USA, diede la spinta tanto necessaria alla modernizzazione. Nel 1991 Mosca vendette a Pechino un lotto di 24 Su-27 per 1 miliardo di dollari. Nel 1995, la Cina acquistò altri 24 Su-27 dalla Russia, consegnati nel 1996. Nello stesso anno, Cina e Russia approfondirono la partnership quando Pechino comprò per circa 2,5 miliardi di dollari la licenza per la fabbricazione di altri 200 Su-27 presso la Shenyang Aircraft Company. Il contratto imponeva che l’importante versione cinese del Su-27 dotata di avionica, radar e motori russi, non potesse essere esportata. La Russia era preoccupata a che la Cina potesse conoscere abbastanza il Su-27 da poter un giorno venderlo a terzi, facendo perdere alla Russia potenzialmente miliardi di dollari nella vendita del caccia. Purtroppo per la Russia, l’accordo fu quasi un disastro. Dopo aver costruito circa 100 jet, la Cina annullò il contratto nel 2004. Pechino disse che gli aerei non soddisfacevano più le sue specifiche. Tre anni dopo, la Cina rigettò completamente l’accordo quando sviluppò il nuovo caccia J-11. L’aereo sembrava la copia esatta del Su-27. La Cina nega di aver copiato il Su-27, spiegando che l’aereo utilizza parti per lo più locali ed avionica e radar sviluppati nazionalmente.

Riflessioni
Mentre il dibattito si scalda a Washington sui modi per sanzionare la Russia per le sue azioni in Ucraina, Mosca ha più modi di reagire se l’occidente armasse l’Ucraina. Infatti, quanto sopra è solo una delle molte possibilità. Mosca potrebbe seguire l’azione descritta con la Cina, fornendo armi e tecnologia che potrebbero esacerbare la tendenza della Cina verso sud e in altre contese future. Tuttavia, la Russia ha molti altri modi di creare difficoltà all’occidente; per esempio nei colloqui sul nucleare Iran o ingraziarsi altre nazioni in rotta con l’occidente come Corea democratica, Venezuela e varie altre. E la Russia, naturalmente, ha la capacità di alzare drammaticamente la posta in Ucraina fornendo ai separatisti armi più avanzate per contrastare le possibili armi occidentali.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Solo buon senso e onestà possono normalizzare le relazioni con la Russia

Valentin Vasilescu ACS-RSSReseau International 20 gennaio 2015Antares_110_rocket_for_A-ONE_missionNell’estate 2014 l’influente senatore repubblicano statunitense John McCain sostenne che le autorità statunitensi dovevano rinunciare ai motori russi per i loro missili, poiché gli Stati Uniti non li sviluppavano abbastanza in fretta per via del fattore inibitorio dovuto alla dipendenza dai motori russi. I rappresentanti del congresso e del senato degli Stati Uniti quindi decisero un progetto di legge volto a disciplinare l’acquisto di attrezzature militari nel 2015. In tale documento, dichiaravano il divieto di acquistare motori a razzo russi da parte della società United Launch Alliance (ULA). A causa della drastica riduzione del bilancio di NASA e Pentagono, molti specialisti delle sezioni soggette dei raparti speciali di Lockheed Martin e Boeing collaborarono nel 2006 con la “United Launch Alliance” (ULA). Questa società acquista motori a razzo, e assembla i componenti dei missili producendo nuovi veicoli spaziali utilizzati da Pentagono e NASA. L’ULA assembla anche il più potente missile statunitense (Atlas V) operativo, che può porre in orbita oggetti da 9-29 tonnellate ed è anche l’unico in grado di collocare nello spazio la navetta spaziale automatica militare X-37B e satelliti militari in orbita geostazionaria. Per il lancio l’Atlas V usa 2 booster con motori russi RD-180, anche il primo stadio del missile ha un motore russo RD-180. Il motore RD-180, del primo stadio dei missili russi della famiglia Zenith, è prodotto da NPO Energomash. A causa del divieto imposto da Congresso e Senato degli Stati Uniti nell’acquisire motori a razzo NK-33 di origine russa, la società Aerojet, in collaborazione con il dipartimento di ricerca della Juzhnoe di Dniepropetrovsk, Ucraina (noto come OKB-586 durante l’era sovietica), iniziò la produzione di copie del motori NK-33, gli AJ-26-58/62. Il 27 ottobre 2014, il missile Antares, che trasportava il cargo statunitense Cygnus con i rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), esplose sei secondi dopo il lancio, per un difetto di progettazione del motore AJ-26.
Il Pentagono usava tali motori per i missili impiegati nel 90% delle missioni ed analizzò la relazione del tenente-generale Ellen Pawlikowski, comandante dell’US Air Force Space and Missile Systems Center (SMC). Pawlikowski precisava che nei successivi 5-7 anni saranno necessari motori russi e solo i motori P-238 (che costituiscono il primo stadio dell’Ariane 5 francese), potrebbero essere un’alternativa ai motori russi RD-180. Nel dicembre 2014, la Casa Bianca inviava una richiesta in tal senso al presidente francese. A sua volta, per soddisfare la domanda per la messa in orbita dei satelliti dell’Unione europea, che può essere garantita solo con 6 lanci annuali di Ariane 5 ECA, la Francia chiese alla Russia di costruire il Kourou Space Center nella Guyana, con una nuova rampa di lancio e un hangar per l’assemblaggio dei missili russi Vega e Sojuz. Successivamente, una settimana prima dell’attentato a “Charlie Hebdo“, fonti francesi sostennero che il presidente francese Francois Hollande aveva rifiutato la richiesta della Casa Bianca. Dopo aver spinto Unione europea, Giappone, Australia e Canada ad adottare sanzioni economiche contro la Russia, il 16 gennaio 2015 gli Stati Uniti annunciavano serenamente di aver annullato il divieto di acquisizione di motori a razzo russi, e di aver offerto alla Russia un contratto per la fornitura di 30 motori a razzo RD-180 per conto del produttore dei vettori spaziali statunitensi, ULA. Un’altra richiesta è che i primi due motori siano necessariamente consegnati nel giugno 2015. Il giorno dopo, gli Stati Uniti aumentarono a un miliardo di dollari il valore dell’accordo, il che significa una richiesta di 60 motori RD-180, 24 entro il 2018. La società russa Energomash assicurava che, tecnicamente parlando, si può onorare tale contratto, ma aggiungeva che deve essere approvato politicamente da Dmitri Rogozin, il Vicepresidente responsabile del complesso militare industriale. Proprio quando aveva deciso di firmare il contratto, Dmitrij Rogozin rimase stupito dalla dichiarazione alla Casa Bianca del presidente Barack Obama, durante l’incontro ufficiale con il primo ministro del Regno Unito David Cameron. Entrambi facevano un appello per “mantenere forti sanzioni contro la Russia finché non sospende l’aggressione all’Ucraina”. Pertanto, se nel futuro saranno forniti i motori RD-180 agli Stati Uniti, vi sarà una serie di condizioni di Mosca. Ad esempio, la consegna immediata della portaelicotteri Mistral, sospesa dai francesi su ordine di Washington.

Dmitri-RogozinTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Difesa aerospaziale della Russia rileva il lancio di tre missili balistici

Sputnik 29/11/2014

Un lancio è stato rilevato il 29 novembre, e due il 27 novembre, afferma il vicecomandante del Comando Spaziale.
41d4dad9a402474ef2e9Le Forze della Difesa Aerospaziale della Russia (ADF) hanno rilevato il lancio di tre missili balistici stranieri, dichiara il Generale Anatolij Nestechuk, vicecomandante del Comando Spaziale. “Abbiamo rilevato il lancio di un missile balistico estero questa mattina, e altri due lanci simili sono stati rilevati l’altro ieri, ciò è esattamente il tipo di compito svolto dai nostri equipaggi“, ha detto il Generale Nestechuk. Ha anche aggiunto che la Russia è stata preavvertita di questi lanci, ma il fatto che siano stati rilevati con successo dimostra elevata prontezza al combattimento e professionalità delle ADF, create il 1° dicembre 2011 e responsabili della difesa aerea missilistica, così come dei lanci e del controllo dei satelliti.

La Russia attuerà la prima fase del sistema spaziale nel 2015
Grigorij Sisoev, RIA Novosti, 29/11/2014

kv-bigIl primi stadio del sistema spaziale integrato che permetterà alla Russia di rilevare il lancio di missili balistici verrà schierato nel 2015, ha detto il comandante delle Forze di Difesa Aerospaziale Tenente-Generale Aleksandr Golovko. “Dal 2015 inizia il dispiegamento del primo stadio del sistema spaziale integrato che consentirà di aumentare la capacità di controllare, 24 ore su 24, le regioni che rappresentano un rischio nel caso del lancio di missili“, ha detto il comandante in un’intervista al giornale russo Krasnaja Zvezda. Ha detto che attualmente la Russia sviluppa le componenti spaziali del sistema di allarme missilistico e costruisce punti di controllo e strutture per preparare il lancio di veicoli spaziali. Golovko ha anche sottolineato che è quasi completa la formazione del gruppo orbitale del sistema GLONASS e indica l’aumento del numero di satelliti militari. Nel frattempo, il Vicecomandante delle Forze di Difesa Aerospaziale, Generale Anatolij Nestechuk, ha riferito che il sistema integrato spaziale disporrà, entro il 2018, di dieci satelliti, il primo dei quali sarà in orbita nel 2015. “Se parliamo di scadenze specifiche per il 2015, prevediamo di lanciare un nuovo veicolo spaziale, e penso che il gruppo orbitale di 10 sistemi spaziali sarà pienamente operativo nel 2018“, ha detto a Radio Eco di Mosca. Le Forze di Difesa Aerospaziale sono state create il 1° dicembre 2011 e controllano i sistemi antiaerei e spaziali.

La Russia rafforza la difesa aerea occidentale
Gareth Jennings, Defence Weekly – IHS Jane 12 dicembre 2013

Russia_cover_-_mainLa Russia ha rafforzato significativamente la difesa aerea occidentale con la creazione di un nuovo sistema radar a lungo raggio e il dispiegamento di aerei da combattimento in Bielorussia, secondo i media del 9 dicembre. Il nuovo sistema radar oltre l’orizzonte è stato ufficialmente attivato presso la città di Kovilkino nella repubblica russa di Mordovia, ma già si crede monitori il traffico aereo su gran parte dell’Europa e del Medio Oriente, mentre uno squadrone di caccia Sukhoj Su-27 ‘Flanker’ dell’Aeronautica russa (VVS) è recentemente arrivato nella base aerea di Baranovichi in Bielorussia, secondo l’agenzia RIA Novosti.
Il radar di Kovilkino, noto come Container 29B6, è un sistema statico composto da un certo numero di antenne alte 30 m e che si estendono per oltre un chilometro. Secondo i media russi, il radar ha una portata 3000 chilometri che insieme a un campo di 180°, copre la maggior parte dell’Europa e una grande porzione del Medio Oriente. Lo stesso articolo afferma che il sistema può monitorare bersagli aerei (anche missili da crociera) che volano tra il livello del mare e la quota di 100 km (orbitale). Considerando che i sistemi radar a lungo raggio sono limitati in genere dalla curvatura terrestre, il Container eviterebbe il problema riflettendo i segnali radio a onde corte (da 3 a 30 MHz) sulla ionosfera. Questi segnali vengono rinviati da terra, e il processo si ripete fino a che il segnale radio perde energia. Secondo RIA Novosti, il Container fa parte della 590.ma Unità Radiotecnica, che include un posto comando, un’antenna di ricetrasmissione e un’unità comunicazione e gestione dati. Con l’attivazione del radar il 2 dicembre, ci si aspetta che sia pienamente operativa entro la fine del 2015. Un secondo sistema, che copre la difesa aerea orientale della Russia, dovrebbe essere costruito entro la fine del decennio.
Lo stesso giorno dell’attivazione del radar Container, la Russia annunciava di aver schierato una squadriglia di Su-27 in Bielorussia, per la prima volta nell’ambito dell’accordo bilaterale della Difesa tra i due Paesi. 4 caccia saranno di stanza permanentemente presso la base aerea di Baranovichi, in Bielorussia, vicino ai confini di Lituania e Polonia. A questi caccia si aggiungeranno entro il 2015 altri aeromobili di stanza in una nuova base aerea russa in Bielorussia. L’impianto nel nord-ovest della Bielorussia sarà la prima base russa nel Paese dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Delle repubbliche ex-sovietiche, la Bielorussia ha mantenuto i legami politici e militari più stretti con Mosca. Con l’accordo dell’Unione Statale del 1999, Bielorussia e Russia hanno favorito l’integrazione politica, economica e sociale. In conseguenza all’accordo la repubblica ex-sovietica è di fatto la prima linea della Difesa occidentale del grande vicino. Perciò la Russia ha fornito alla Bielorussia nuove avanzate unità di difesa aerea terrestri, come il sistema missilistico antiaereo (SAM) S-400 (SA-21 ‘Growler‘) ed ha accettato di fornirle l’avanzato addestratore e velivolo d’attacco leggero Jakovlev Jak-130 ‘Mitten‘ (da consegnare nel 2015).
Tale consolidamento delle difese aeree della Russia (in occidente, in particolare), si ricollega con le dichiarazioni sempre più bellicose sull’equilibrio militare globale e sul proposto scudo missilistico europeo, emanate da Mosca recentemente. La Russia non considera lo scudo missilistico europeo un sistema puramente difensivo, e RIA Novosti ha citato il Presidente Vladimir Putin avvertire, nell’annuale indirizzo alla nazione del 12 dicembre, che i tentativi esteri di avere un vantaggio militare sulla Russia “sarebbero inutili”.

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Pronto il radar anti-stealth cinese

Wendell Minnick Defensenews 22 novembre 2014

bildeLa grande testimonianza degli sforzi della Cina nei sistemi d’arma e sensori di difesa aerea è illustrata dalla recente mostra aeronautica di Zhuhai. Il più notevole è il radar di sorveglianza aerea 3-D a lungo raggio mobile JY-26 Skywatch-U. La Cina aveva molti radar mobili alla mostra, ma questo ha una capacità unica, “rileva bersagli invisibili”. Questo radar torreggiante è un chiaro simbolo della continua volontà della Cina di localizzare e distruggere aerei stealth come il bombardiere B-2 e i caccia F-22 e F-35. Secondo un opuscolo dell’Istituto di Ricerca d’Ingegneria Elettronica della Cina orientale (ECRIEE), il radar “vanta raddoppiate virtù di rilevamento di obiettivi invisibili grazie al funzionamento in banda UHF (frequenza ultra alta) e grande potenza di apertura” sia contro bersagli aerei che missili tattici. La portata del radar UHF non è citata sul depliant, ma altri dettagli sono una serie di contro-contromisure elettroniche e il complesso radar a scansione elettronica attiva digitale (AESA) in grado di tracciare 500 bersagli. Una caratteristica insolita è la superficie a bolle del radar, simile all’idea della Lockheed Martin per il concorso sul Radar tridimensionale mobile a lungo raggio (3DELRR), vinto dalla Raytheon. La superficie di entrambi i radar è simile al pluriball utilizzato per imballare oggetti fragili. Queste bolle sono moduli ricetrasmittenti (TRM), ma il JY-26 ha meno TRM del 3DELRR della Lockheed, secondo Richard Fisher, ricercatore sugli affari militari asiatici dell’Assessment International and Strategy Center. Le notizie di un presunto attacco informatico cinese contro la Lockheed emersero nell’aprile 2009, ha detto Fisher. “Escludendo ulteriori informazioni da Stati Uniti e Lockheed, non possiamo sapere se la Cina abbia rubato informazioni sul radar oltre ad altri programmi cruciali come il caccia stealth l’F-35“. Tuttavia, John Wise, specialista radar inglese, ha detto che il 3DELRR della Lockheed è un radar in banda G (5.4GHz) e non ha nulla in comune con l’JY-26, dalla diversa forma. “Se l’JY-26 ha reali capacità di rilevamento e monitoraggio di aerei furtivi, dovrebbe operare all’estremità inferiore della banda UHF (250-350MHz). Gli elementi (TRM) potrebbero avere questa forma perché possono offrire una polarizzazione circolare, che avvantaggerebbe il rilevamento radar aereo e la stimar degli elementi con lunghezze di semi-onda“, ha detto.
Nel 2011, l’immagine di una versione più grande dell’JY-26 apparve sui blog militari cinesi, secondo cui aveva il doppio dei TMR rispetto al radar Lockheed, ma la variante JY-26 in mostra a Zhuhai ne aveva meno, suggerendo che il JY -26 di Zhuhai sia un modello a basso costo o uno sviluppo che ne ha migliorato il software consentendo un minor numero di TRM, secondo Fisher. “Tuttavia, il JY-26 è una vera minaccia per le forze aeree di Stati Uniti e alleate, e dimostra anche la capacità della Cina nel sviluppare sistemi di guerra elettronica competitivi con i più recenti sistemi statunitensi“, ha detto Fisher. I tempi dello spionaggio informatico cinse e l’aspetto del JY-26 suggeriscono una domanda dolorosa, secondo Fisher. “I dati del radar della Lockheed-Martin che la Cina ha sottratto saranno utilizzati per inseguire meglio i caccia F-35 della Lockheed?” Altri esperti, come Wise, avvertono che configurazioni radar simili non sono necessariamente prova di spionaggio, perché gli obiettivi di progetti simili possono portare a soluzioni simili. Fisher ritiene che il radar Lockheed sia stato compromesso dallo spionaggio cinese e la prova è la somiglianza inquietante tra i due radar che utilizzano TMR unici. Secondo un articolo del 10 novembre sul Global Times, un JY-26 nel Shandong ha inseguito un F-22 sulla Corea del Sud. Separate dal Mar Giallo, le coste dello Shandong sono a 400 chilometri dalla Kunsan Air Base e dalla Osan Air Base, in Corea del Sud.
Qual è il mercato del JY-26? Primo, il Pakistan deve fare i conti con il programma dei caccia stealth russo-indiano, e l’Iran deve fare i conti con il previsto appalto ad Israele del caccia F-35. Poi vi sono a molte nazioni continuamente minacciate dai bombardieri B-2 e dei caccia F-22 e F-35 statunitensi.

JY-26-radarTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La scienza russa dei missili molla il programma spaziale USA

Rakesh Krishnan Simha RBTH 22 novembre 2014

Il doppio smacco delle sanzioni russe e del fallimento del missile Antares illustrano la totale dipendenza degli USA dalla tecnologia russa.RD-180L’ambizioso programma spaziale degli Stati Uniti crolla. Con Mosca che vieta l’uso dei suoi motori a razzo per scopi militari e il missile pesante Antares, che utilizza i motori russi, che esplode sulla piattaforma di lancio in Virginia, il previsto assalto spaziale degli USA appare sempre più improbabile. Il doppio smacco ha rivelato la reale portata della dipendenza statunitense dalla Russia in campo spaziale. Gli Stati Uniti usano due potenti motori realizzati in Russia, RD-180 e NK-33. I motori a razzo RD-180 sono importati dall’United Launch Alliance (ULA), una joint venture tra le principali aziende belliche Lockheed-Martin e Boeing, per spingere i suoi missili Atlas. ULA è l’unico fornitore di vettori spaziali del Pentagono, il che significa che i militari statunitensi usano i missili Atlas per posizionare i loro satelliti spia nello spazio. Ecco come gli Stati Uniti hanno perso la testa. La ditta che produce gli RD-180 si chiama NPO Energomash e fa parte dell’industria aerospaziale russa, guidata dal Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin. A marzo, il Tesoro USA ha sanzionato Rogozin perché stretto consigliere del Presidente Vladimir Putin. La risposta di Mosca è stata rapida. In pochi giorni Rogozin ha dichiarato che la Russia non avrebbe più esportato motori a razzo negli Stati Uniti per lanciare satelliti militari. D’ora in poi, i motori russi saranno utilizzati solo per lanciare carichi civili.
RD-180-engines Perché gli USA vogliono i razzi made in Russia? Per cominciare l’RD-180 è un motore a razzo da 5,5 tonnellate, 11,5 metri di altezza e 10,25 metri di diametro, dalla progettazione meravigliosamente semplice, affidabile, potente ed economica. Secondo la rivista Wired: “Non solo l’RD-180 è più potente di qualsiasi omologo di fabbricazione statunitense, ma a differenza dei motori statunitensi, può essere acceso e spento durante il volo rendendo il volo molto più regolare ed efficiente”. E aggiunge: “I russi non si preoccupano della cosmesi o dell’impacchettamento. Costruiscono e testano per eliminare i difetti. Il motore è costato 10 milioni di dollari e produce quasi mezzo milione di kg di spinta. Cose che non può fare un motore di fabbricazione statunitense“. Strategy Page riferisce: “Alcuni esperti statunitensi (come Charles Vick) sospettavano che durante la Guerra Fredda che la Russia avesse motori a razzo economici, potenti e affidabili come questo, ma le sue affermazioni furono respinte dalla maggior parte degli esperti statunitensi. Dopo la fine della guerra fredda nel 1991, gli Stati Uniti osservarono i motori a razzo russi e capirono che Vick aveva ragione. Alla fine degli anni ’90 gli Stati Uniti stilarono un contratto per acquistare versioni modificate (per il missile statunitense Atlas V) dell’RD-18 dalla Russia e una licenza per costruirli negli Stati Uniti (con alcuni componenti russi che sarebbe molto più costoso produrre negli USA)“. Gli Stati Uniti attualmente hanno due anni di forniture di motori RD-180 e la licenza per produrli. Per avviarne la produzione è necessario prima di avere forniture occidentali di tutte le componenti fornite dalla Russia. “Ciò richiederà cinque anni“, dice Strategy Page. “Al meglio costerà agli Stati Uniti altri 2,5 miliardi di dollari impostare la produzione e fornire servizi di lancio più costosi nel frattempo. Dato che il migliore dei casi è una rarità, è probabile che ci vorranno sette anni per produrre RD-180 ed ulteriori 5 miliardi di dollari per pagarsi lanci alternativi. Il lancio di molti satelliti potrebbe essere ritardato di tre anni o più“. Gli Stati Uniti in origine avevano due missili, Atlas e Delta. Ma per via dell’RD-180, l’Atlas V è più attraente per prestazioni e prezzo del Delta IV.
N1 L’altro motore russo, NK-33, è il nucleo del missile pesante Antares, chiave del futuro programma di esplorazione spaziale statunitense. L’NK-33 è stato costruito negli anni ’60 per le missioni lunari con equipaggio russo ma, in armonia con la natura opaca del processo decisionale sovietico, fu smantellato quando gli statunitensi sbarcarono sulla Luna. Il programma fu chiuso e tutti i lavori sul progetto distrutti. Tuttavia, un burocrate russo che conosceva il valore di questi motori li nascose in un magazzino. Quando l’Unione Sovietica si dissolse alcuni diplomatici russi eccessivamente filo-occidentali regalarono i gioielli dell’industria spaziale russa a visitatori statunitensi, molti dei quali erano senza dubbio spie. Uno dei motori finì negli USA, dove gli scienziati capirono che non avevano nulla di simile. Una richiesta d’importazione fu fatta, e a metà degli anni ’90 la Russia vendette 36 motori alla General Aerojet per la miseria di 1,1 milioni di dollari ciascuno. La società acquisì anche una licenza di produzione dei nuovi motori, e il primo missile Antares con l’NK-33 fu lanciato con successo dalla Virginia il 21 aprile 2013.
L’esplosione del 28 ottobre dell’Antares avrà un impatto diretto sul futuro dell’esplorazione spaziale degli Stati Uniti. La NASA ha elaborato grandi progetti ma senza saper innestare motori a razzo russi sull’Antares, tali piani non decolleranno. Il fallimento dell’ultimo test indica che gli scienziati statunitensi non sanno padroneggiare le tecnologie complesse trasferite dai russi. Da ora Rogozin vieta l’uso militare dei motori a razzo. La Russia continuerà a spedire RD-180 perché ha bisogno di soldi. Da quando l’avanzata industria spaziale sovietica è crollata, il profitto dalle vendite di RD-180 ha mantenuto a galla diverse aziende russe. Tuttavia, se le sanzioni colpiranno l’economia russa, Mosca non avrà niente da perdere nell’imporre il divieto totale all’esportazione del motore a razzo. Danneggiando gli statunitensi ulteriormente non avendo oggi missili. I loro enormi satelliti spia Big Bird resteranno a terra, lasciando i servizi d’intelligence degli Stati Uniti senza il loro grande occhio celeste. Gli Stati Uniti hanno bisogno anche della Russia per le navette spaziali. La loro flotta di shuttle, in realtà elefanti bianchi, è radiata e gli Stati Uniti contano totalmente sui missili russi, come i Sojuz, per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Senza rifornimenti regolari dalla Russia, l’ISS dovrebbe essere abbandonata e forse distrutta.
Nel loro precipitarsi gli statunitensi non sono riusciti a capire che le sanzioni possono essere un’arma a doppio taglio. La reazione russa è del tutto in linea con i principi della reciprocità. Se Mosca è interessata, farà pagare giustamente ai furfanti della nuova guerra fredda la loro impudenza.

NK-33Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Object 2014-28E, detrito spaziale o arma anti-satellite russa?

Sam Jones, FT, 17 novembre 2014
141118-orbit_87E’ un racconto che potrebbe provenire dalla guerra fredda. Un oggetto misterioso lanciato dall’esercito russo viene monitorato dalle agenzie spaziali occidentali, alimentando timori sul rilancio del defunto piano del Cremlino per distruggere satelliti. Nelle ultime settimane, gli astronomi amatoriali e i cacciatori di satelliti russi e occidentali seguono le insolite manovre di Object 2014-28E, vedendolo dirigersi verso altri oggetti spaziali russi. Le attività sembravano culminare lo scorso fine settimana con l’incontro con i resti del missile che l’aveva lanciato. L’oggetto era stato inizialmente classificato come detrito spaziale finito in orbita come parte di un missile russo lanciato a maggio per porre in orbita tre satelliti per telecomunicazioni Rodnik di una costellazione militare. L’esercito statunitense lo traccia sotto la denominazione Norad 39.765. Il suo scopo è sconosciuto e potrebbe essere civile: un progetto per aspirare spazzatura spaziale, per esempio. O un veicolo per riparare o rifornire altri satelliti. Ma l’interesse è suscitato dal fatto che la Russia non ne ha dichiarato il lancio, e dai movimenti particolari dell’oggetto, molto attivi e precisi nei cieli. La Russia aveva abbandonato ufficialmente il programma di armi anti-satellite Istrebitel Sputnikov o caccia anti-satelliti, dopo la caduta della cortina di ferro anche se le competenze non sono scomparse. Infatti, gli ufficiali hanno pubblicamente affermato in passato che avrebbero riavviato la ricerca in caso di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti sui trattati di difesa antimissile. Nel 2010, Oleg Ostapenko, Comandante delle forze spaziali russe, e ora a capo dell’agenzia spaziale, ha detto che la Russia sviluppa ancora satelliti da “ricognizione” e “attacco”. Il ministero della Difesa di Mosca non ha risposto immediatamente alle richieste di commenti.
poletdh2Qualunque cosa sia, (Object 2014-28E) sembra sperimentale“, ha detto Patricia Lewis, research director del think-tank Chatham House ed esperta in sicurezza dello spazio. “Potrebbe avere numerose funzioni, civili e militari. C’è la possibilità che sia una sorta di raccoglitore o che possa sparare proiettili cinetici contro un altro satellite, o forse condurre un attacco o disturbo informatico anti-satellite“. Questa settimana, mentre la sonda dell’Agenzia spaziale europea Rosetta atterrava su una cometa, le peregrinazioni di 2014-28E potrebbero sembrare insignificanti, ma evidenzia la crescente, anche se finora poco pubblicizzata, preoccupazione degli strateghi della difesa: la militarizzazione dello spazio. Avere la capacità di distruggere o degradare le comunicazioni via satellite dell’avversario è considerata una capacità militare potente da quando la corsa allo spazio è iniziata, ma dopo il crollo della cortina di ferro, molti programmi di ricerca segreti su cui sovietici e statunitensi stavano lavorando furono accantonati. Negli ultimi anni, tuttavia, l’interesse per le armi spaziali rivive. “Sarebbe strano se lo spazio dovesse rimanere quella zona su cui (i militari) non mettano le mani“, dice Lewis. Attacchi informatici ai satelliti sono già una realtà, nota: la scorsa settimana, hacker legati al governo cinese hanno infiltrato i satelliti meteorologici degli USA. La Russia in passato era in prima linea negli sforzi per avere un trattato internazionale per evitare che armi siano dispiegate nello spazio, ma furono inutili. Tra i rapidi progressi delle altre potenze straniere e il recente deterioramento delle relazioni tra Mosca e l’occidente, intende rilanciare il programma IS strategico, ha detto un esperto militare russo. Già nel 2007 i cinesi dimostrarono di avere la capacità di abbattere satelliti con missili e nel 2008 negli Stati Uniti dimostrarono la stessa capacità. Ultimamente, a maggio, il satellite cinese Shijian 15 mostrava una propulsione insolita e alla fine intercettava un altro satellite cinese, Shijian 7. “L’esperimento era legato al possibile uso di un braccio di acquisizione remota e per operazioni ravvicinate“, ha detto Max White, del gruppo astronomico Kettering che s’illustrò negli anni ’60 individuando la posizione dei satelliti spia sovietici. “Possono avere caratteristiche civili e militari, come rifornimenti spaziali e disattivare il carico di una nazione estera, possibilmente senza causare detriti. Se i russi sentano il bisogno di dimostrare tale capacità, è una questione da dibattere”, ha aggiunto White, che segue le attività dell’Object 2014-28E.
Come segnale della sensibilità internazionale sulla prospettiva di tecnologie anti-satellite in rapido sviluppo, un test missilistico cinese quest’anno ha suscitato la risposta particolarmente infuocata del Pentagono. Le autorità statunitensi hanno detto di esser “assai convinti” che il lancio di luglio sia stato un test per un’arma anti-satellite, accusando i cinesi di “azioni destabilizzanti”. Il test della Cina fu poi condannato anche dall’Unione europea.1293109607_1252326726_005spiral22Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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