La NATO è un grande pezzo di formaggio svizzero

Wayne Madsen, SCF 09.06.2017La NATO, sebbene destinata ad espandersi con l’adesione di Svezia, Finlandia, Austria e Malta, è essenzialmente un gigantesco pezzo di formaggio svizzero. Se si considera che l’adesione alla NATO non è popolare presso molti partiti d’opposizione negli Stati membri o diversi governi regionali, l’alleanza occidentale assomiglia sempre più alla fallimentare linea Maginot. Nei quattro Paesi in cui vi sono sforzi dei governi per entrare nella NATO, c’è un’immensa opposizione politica interna. Alla guida per le elezioni generali di Malta, il personale delle operazioni psicologiche della NATO diffondeva storie sulle “interferenze russe” nelle elezioni, contro l’opposizione anti-NATO della coalizione del Partito Nazionale – Partito Democratico. Alla fine, la storia delle “false notizie”, diffuse dagli interessi della NATO, sembrano aver aiutato il primo ministro filo-NATO, Joseph Muscat e il suo Partito Laburista di Malta a mantenere il potere con la maggioranza parlamentare delle elezioni del 3 giugno. Durante la campagna, Muscat affermò che fu avvertito da CIA e MI6 che i russi “forse” miravano al processo elettorale di Malta. Articoli della stampa, probabilmente piazzate dalla CIA, accusavano la Russia di istituire una compagnia di facciata a Malta, l’MTACC Ltd, che si dice diretta da un russo che ha vissuto a Grunwald, in Germania, e da uno statunitense che avrebbe la residenza in California. Il 26 aprile Muscat disse di aver discusso dell’adesione alla NATO con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Muscat ha anche accettato di consentire all’azienda Antonov dell’Ucraina di costruire una struttura di manutenzione a Malta. L’Ucraina è un altro potenziale membro della NATO. Secondo il “Times of Malta”, il leader del partito nazionalista d’opposizione Simon Busuttil ha definito le accuse di Muscat sull’interferenza della Russia nella politica maltese, “assolutamente ridicole e assurde”. Busuttil ha anche affermato: “Se fosse vero, il primo ministro avrebbe indetto una riunione del comitato per la sicurezza, di cui faccio parte”, aggiungendo: “Non credo che Vladimir Putin si preoccupi di Muscat o chicchessia al potere nel Paese”. La leader del Partito Democratico Marlene Farrugia dichiarava che l’accusa di Muscat d’interferenza della Russia nella politica di Malta “sembra schizoide” e che non ne era “convinta”. La coalizione si oppone all’adesione alla NATO di Malta, preferendo mantenere la tradizionale neutralità. La Russia è stata anche accusata della fuga dei dati che smascherava 70000 compagnie offshore a Malta, utilizzate per l’evasione fiscale. I dati furono scoperti da una fonte “anonima” presso un ufficio fiscale del Nord Reno-Westfalia, a Wuppertal.
Diverse imprese e 2000 cittadini tedeschi furono scoperti evadere il fisco con imprese a Malta. Lo scandalo ha portato Malta ad essere chiamata “Panama d’Europa”, in riferimento ai Documenti di Panama che mostravano un uso massiccio della società legale Mossack-Fonseca per istituire aziende fittizie nel Paese. La moglie di Muscat, Michelle, è stata identificata come l’unica azionista di una società di Panama, Egrant Inc., utilizzata per riciclare i soldi della famiglia Aliev d’Azerbaigian. Denaro dalla al-Sahra FZCO, con sede nella zona di libero scambio del Jabal Ali di Dubai, è stata scoperta essere stata trasferita alla Egrant. Al-Sahra FZCO è di proprietà di Leyla Aliev, figlia del presidente azero Tasman Ilham Aliev. Come se tutto questo non fosse abbastanza brutto per Muscat, Konrad Mizzi, vicepresidente del Partito Laburista e ministro dell’Energia e della Salute, è stato scoperto avere una fiduciaria offshore in Nuova Zelanda e una società a Panama chiamata Hearnville Inc. Un’altra bomba politica colpiva Muscat quando fu scoperto che il suo capo di gabinetto, Keith Schembri, gestiva una società di facciata a Panama chiamata Tillgate Inc. Gli investigatori maltesi scoprivano che la società di consulenza finanziaria di Mizzi e Schembri, Nexia BT, era di proprietà di un’altra società, BT International, che a sua volta era di proprietà di Brian Tonna, unico azionista della Mossack Fonseca & Co. (Malta) Ltd. La società fasulla di Schembri alle Isole Virgini inglesi fu trovata grazie ai Documenti di Panama, ed era co-proprietario di un’impresa cipriota chiamata A2Z Consulta. L’indagine sul governo Muscat fu ostacolata dalle improvvise dimissioni dei funzionari addetti: Michael Cassar, commissario di polizia e Manfred Galdes, direttore dell’Unità di analisi delle informazioni finanziarie (FIAU). Il fatto che tanti membri del governo filo-NATO di Muscat possedessero conti segreti offshore potrebbe indicare che NATO e CIA compensano i politici filo-NATO con corruzione via conti bancari segreti. Come potrebbe un’organizzazione corrotta come la NATO avere un elevato sostegno, in particolare nelle nazioni neutre, 30 anni dopo la fine della guerra fredda? Le accuse di corruzione finanziaria hanno offuscato il governo Muscat prima dell’elezione del 3 giugno, ma lo scandalo non è bastato a liberarsi del governo filo-NATO. Muscat e i suoi amici di NATO e CIA dovevano elaborare una storia sull’interferenza russa nell’elezione di Malta per salvare l’ordine del giorno di Muscat e del suo governo colpito dallo scandalo dei Panama Papers. Non c’è da stupirsi del perché l’ex-capo della CIA John Brennan non volesse discutere pubblicamente i dettagli delle operazioni di manipolazione delle elezioni della CIA nell’ultima udienza del Comitato sull’Intelligence della Camera, che esamina la presunta “interferenza russa” nelle elezioni statunitensi ed estere. Non era forse un caso che anche il primo ministro filo-NATO dell’Islanda Sigmundur Davío Gunnlaugsson e sua moglie, Anna Sigurlaug Palsdottir, venissero scoperti posedere la società offshore Wintris Inc., nelle Isole Vergini inglesi. Se NATO e CIA acquistano alleati nella NATO come Muscat e Gunnlaugsson, almeno gli includono le mogli nell’operazione! Dopo che Gunnlaugsson è stato costretto a dimettersi per lo scandalo dei Panama Papers, fu scoperto che il successore, il conservatore filo-NATO Bjarni Benediktsson, aveva un’impresa d’investimento offshore nelle Seychelles chiamata Falson & Company.
La NATO assorbe lentamente altre nazioni tradizionalmente neutrali in Europa. La Finlandia ha ospitato recentemente la Conferenza annuale della NATO sul controllo delle armi, il disarmo e la non proliferazione delle ADM a Helsinki, un altro passo verso l’adesione alla NATO. L’adesione della Finlandia darà alla NATO la possibilità di posizionare forze al confine finno-russo di 833 miglia. Un rapporto del settembre 2016 del governo svedese concludeva che ci sarebbero “vantaggi” nell’adesione svedese alla NATO. Seguendo gli esempi di Malta e Islanda, forse i partiti di opposizione anti-NATO in Finlandia e Svezia dovrebbero iniziare ad esaminare le finanze dei politici filo-NATO su conti bancari esteri e società di copertura fiscale. Fu scoperto che il Montenegro, ultimo membro della NATO, compariva molto sui documenti di Panama. 13 società con sede in Montenegro sono state scoperte nei Documenti di Panama. Due, Wicked Soft SA di Panama e Sunnydale Services delle Isole Vergini inglesi, erano legate a funzionari del governo del primo ministro Dusko Markovic. Il primo ministro ha ignorato l’opposizione del Partito Democratico per un referendum popolare sull’adesione alla NATO, prima di portare la nazione nel blocco militare. È emerso un modello distinto che collega i politici filo-NATO in Europa alle attività off-shore denunciate dai Documenti di Panama. I politici d’opposizione sanno che la NATO è un pericoloso anacronismo. Sono raggiunti dai politici regionali di Galles, Scozia, Ebridi Esteri, Isola di Man, Isole Faroe, Isole Shetland, Groenlandia, Catalogna, Paesi Baschi, Fiandre, Vallonia, Isole Aland, Saaremaa, Gotland, Bornholm, Sardegna, Corsica, Azzorre e Sicilia. Dall’inquinamento ambientale della NATO e dalle sanzioni contro la Russia, pericolose per l’economia, a fare delle loro patrie oggetto di una guerra nucleare e di truppe straniere indesiderate sul terreno, l’opposizione democratica e i leader regionali si svegliano sui pericoli posti dalla NATO, insieme alla corruzione che diffonde presso le loro élite dominanti.

Joseph Muscat

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Attenzione al Centro Obama, forza di conflitto e frattura

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 23/09/2016allah-seed_largeVi è un’operazione inquietante che presto apparirà al Jackson Park, nel sud di Chicago, per far avanzare la causa della frattura politica e del conflitto internazionale nel mondo. Centro e Biblioteca presidenziale Barack Obama saranno un polo di attrazione per le forze malvagie che vogliono promuovere l’“attuale ordine internazionale” di Obama, incubo per nazioni e leader che sperano di arginare la marea della globalizzazione, del libero scambio, delle frontiere aperte e del manicomio sociale e religioso. Il 20 settembre, Obama dava una vaga idea sulle priorità del suo centro nel discorso finale da presidente degli Stati Uniti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il Centro presidenziale Obama sarà il peggiore nella storia delle ONG di Stati Uniti e resto del mondo volte a preservare il ricordo dei passati presidenti statunitensi. A differenza del Centro presidenziale Jimmy Carter di Atlanta, che ha avanzato la causa della democrazia e delle libere elezioni nel mondo, il Centro Obama, gestito dalla Fondazione Obama esentasse, avanzerà il concetto di bullismo statunitense su Paesi, leader e partiti che non si adattano alla visione del mondo di Obama del mondo globalizzato pieno di partecipanti conformi e compiacenti. Obama concionava all’Assemblea generale che l’“attuale ordine internazionale” rimarrà e in generale ha fatto capire che chiunque o qualsiasi nazione non sia d’accordo subirà le conseguenze di un mondo globalizzato. Anche se hanno inflitto la loro parte di danni alle relazioni internazionali, la priorità assoluta della William J. Clinton Foundation e del Clinton Presidential Center era scuotere le tasche dei Paesi per le donazioni in cambio dell’accesso ai vertici del governo degli Stati Uniti. Nella visione di Clinton si tratta di “pagarsi la musica”, a prescindere dai diritti umani nei Paesi che versano contanti alla Fondazione Clinton e “beneficiari” associati. Al contrario, il Centro Obama sarà una grande operazione internazionale di propaganda dello status quo contro governi e partiti politici nazionalisti, secessionisti e popolari di sinistra e di destra nel mondo. Nel suo discorso, Obama ha tracciato ciò che ritiene minacce alla sua idea di mondo unitario sotto autorità sovranazionali come Nazioni Unite ed Unione Europea. Obama disse che le grandi nazioni, anche la sua, devono essere disposti a rinunciare a parte della sovranità e rispettare leggi internazionali e convenzioni globali. Ciò, naturalmente, include l’impossibilità per gli Stati-nazione di governare il flusso di non cittadini attraverso le proprie frontiere. Ironia della sorte, mentre Obama e altri simili globalisti come il primo ministro canadese Justin Trudeau e il primo ministro svedese Stefan Loefven, co-sponsor della conferenza dei migranti, esortava le nazioni civili del mondo ad accettare eventualmente milioni di profughi dai focolai terroristici come Siria, Afghanistan, Somalia, Sud Sudan, Yemen, Chad e Ucraina, diceva ben poco su quanto l’amministrazione Obama ha fatto per creare rifugiati e sfollati, innanzitutto i continui attacchi dei droni degli Stati Uniti contro obiettivi civili per il “cambio di regime” e che hanno per conseguenze milioni di migranti e rifugiati.
Gli obiettivi primari di Obama e, presumibilmente, quelli dell’embrionale Centro Obama, sono il nazionalismo aggressivo e il populismo gretto, che Obama ha suddiviso in categorie di “destra” e “sinistra”; migrazione senza l’ostacolo dei confini internazionali e “diritti” dei rifugiati. Obama vede cambiamento climatico e barriere commerciali, non il jihadismo sunnita, favorire il terrorismo internazionale e la violenza settaria. A differenza dei discorsi passati all’Assemblea Generale, l’ultimo di Obama non fu interrotto dagli applausi dei delegati. E’ chiaro che, oltre ai populisti di “destra” come Donald Trump; la leader del Fronte Nazionale e candidata presidenziale francese del 2017 Marine Le Pen; i capi dell’UK Independence Party e di Alternativa per la Germania (AFD) e il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, Obama inseriva il Presidente venezuelano Nicolas Maduro, il Presidente boliviano Evo Morales e altri nella categoria dei “populisti di estrema sinistra”. È concepibile che seguendo i milioni di dollari di miliardari come George Soros e Evelyn de Rothschild, il Centro Obama sarà un importante nemico della pace nel mondo, mascherandone le vere intenzioni con il premio Nobel per la pace di Obama. Il Centro Obama favorirà l’assunzione nei posti di lavoro dei migranti a spese dei cittadini delle nazioni costrette ad accettarli. L’iniziativa delle Nazioni Unite di Obama sui migranti viene salutata da aziende come Accenture, Airbnb, Citigroup, Facebook, Goldman Sachs, Google e IKEA che finanziano il trasferimento dei migranti e loro assunzione nei posti di lavoro, molti avanzati, preferendoli ai lavoratori statunitensi, canadesi, inglesi, francesi, tedeschi ed altri.
A differenza della velata critica al Presidente della Russia e al candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, Obama ha avuto parole taglienti per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha imprigionato migliaia di cittadini turchi con un virtuale pogrom nazionalista e islamista. Il giorno dopo il discorso di Obama, Erdogan si lamentò con l’Assemblea Generale sui cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite “Paesi cristiani” rappresentanti solo “Europa, America e Asia”. I commenti di Erdogan furono una sorpresa per la Cina, ufficialmente Paese ateo ma a schiacciante maggioranza buddista con piccole minoranze cristiane. Obama ha cercato il consiglio di Erdogan su una serie di questioni su terrorismo ed islamisti in Medio Oriente, e si vede. Il Centro Obama sosterrà anche i diritti degli omosessuali, in particolare nei Paesi in gran parte non musulmani come Russia, Uganda, Cina, Polonia, Guyana, Etiopia e Giamaica, dove tali pratiche violano usi e costumi religiosi e sociali. Il Centro Obama ha già ricevuto 1 milione di dollari dalla Fondazione Gill di Denver, che sostiene i diritti di gay e lesbiche. Indipendentemente dall’impegno per i diritti dei gay, il Centro Obama evita di criticare le nazioni musulmane per le politiche verso i gay. Dopo tutto è prevedibile che, come la Fondazione Clinton, il Centro Obama venga inondato di fondi da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Quwayt e Bahrayn. Come indica il discorso alle Nazioni Unite, il Centro Obama difenderà la causa degli accordi di “libero scambio” internazionali come la Trans-Pacific Partnership (TPP), opponendosi ad altre “Brexit” nell’UE. Alle Nazioni Unite Obama chiedeva ulteriori accordi commerciali come il TPP ed è certo che, dati certi ricchi finanziatori aziendali del suo centro, il lobbismo per ulteriori accordi di libero scambio sarà un obiettivo importante del Centro Obama. Un accordo che verrà proposto sarà il partenariato per gli investimenti e il commercio transatlantico (TTIP) che ha incontrato forte opposizione in Europa, in particolare in Germania e Francia; un’altra mossa per creare una zona di libero scambio nell’emisfero occidentale che vada dalla Terra del Fuoco all’Artico canadese. Anche le attività anti-cinesi avranno priorità per il Centro Obama. Obama ha detto all’Assemblea Generale che Russia e Cina vanno biasimate per aver “militarizzato alcune rocce e scogli” riferendosi al Mar Cinese Meridionale, ma anche al crescente numero di basi militari difensive russe sulle disabitate isole russe nella regione artica .
Opponendosi al “nazionalismo aggressivo”, il Centro Obama troverà numerosi partner, quali Open Society Institute della Fondazione Soros, National Endowment for Democracy e Institute of Peace, che mirano ai governi di Russia, Cina, Iran, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Cuba, Nicaragua e anche Filippine, con crescente ferocia e vigore.obamaperpLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pentagono e CIA, i pretoriani di Clinton

Finian Cunningham  Strategic Culture Foundation 08/08/2016

Michael J. Morell

Michael J. Morell

L’ex-direttore della CIA Michael J. Morell è l’ultimo della falange di capi militari e d’intelligence degli Stati Uniti che gettando ogni pretesa di neutralità politica appoggiando con tutte le forze la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton. In un articolo sul New York Times Morell ha crudamente sostenuto Clinton come la più “altamente qualificata comandante in capo… nel mantenere la nostra nazione al sicuro”. L’editoriale dell’ex-capo della CIA era anche un’aggressione spuntata al rivale presidenziale repubblicano Donald J Trump. Morell ha detto che il miliardario politico di New York “non solo non è qualificato alla carica, ma costituirebbe anche una minaccia alla nostra sicurezza nazionale”. Il vecchio tema della paura per la “sicurezza nazionale” è stato riabilitato come criterio per l’elezione di Clinton, che è anche una connotazione inquietante del regime totalitario sempre più militarizzato che gli Stati Uniti diventano. Mentre ricopre Clinton di lodi incandescenti, l’ex-capo delle spie della CIA affligge Trump con una litania di difetti, tra cui “auto-esaltazione, reazione eccessiva a presunte offese, tendenza a prendere decisioni basate sull’intuizione, rifiuto di cambiare le opinioni sulla base di nuove informazioni, disattenzione continua ai fatti, mancanza di volontà di ascoltare gli altri e mancanza di rispetto per lo Stato di diritto”. Il “colpo di grazia” di Morell a Trump è che sia un “pericolo la sicurezza nazionale” per la presunta indifferenza verso l’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti, la NATO, e la sicurezza europea e la riluttanza ad affrontare la Russia. Dopo aver accusato Trump di essere “distratto sui fatti”, Morell fa tale spericolata affermazione sensazionalista: “Nell’intelligence diremmo che Putin ha reclutato Trump come agente inconsapevole della Federazione russa”. È un’interferenza incredibile nella sfera nominalmente civile della politica degli Stati Uniti da parte di elementi militari e paramilitari mai eletti, dove un candidato alla presidenza viene accusato di essere un burattino degli stranieri. È un ritorno alla caccia alle streghe di McCarthy e alle “attività antiamericane” della guerra fredda. Tale intervento pubblico di un capo della CIA nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti è un affronto straordinariamente sfacciato alle norme costituzionali. Tradizionalmente, i militari e l’intelligence statunitensi erano sempre stati attenti ad assumere una posizione neutra nella politica a Washington, almeno in pubblico. Nelle elezioni del 2016, tuttavia, i confini tra politica e potere militare chiaramente scompaiono. I militari e la cabala dello Stato profondo, in effetti, agiscono preordinando il prossimo occupante della Casa Bianca. Tale situazione differisce quasi di nulla dal colpo di Stato militare che nomina una giunta amministrativa civile.
Hillary Clinton Alla Convenzione nazionale democratica di Philadelphia, l’approvazione di Hillary Clinton del vertice militare era evidente. Una delle principali cheerleaders del Pentagono era il generale dei Marine John Allen, che fece un discorso agghiacciante e farneticante dichiarando come “i nostri nemici avranno paura” degli USA guidati da Clinton. Tale spinta politica dell’esercito statunitense ha anche creato disagio tra certi ambienti del Pentagono. Solo pochi giorni dopo il raduno militarista della DNC, il Generale Martin Dempsey, ex-Presidente degli Stati Maggiori Riuniti, ha fatto il passo senza precedenti di pubblicare un ammonimento nell’articolo: “Tenete la vostre idee politiche per voi, miei amici generali e ammiragli”. Dempsey non ha menzionato il generale Allen o altri per nome, ma era chiaro che si riferisse a chi mostra un sostegno sciovinista a Clinton. Ed era anche chiaro che Dempsey vede l’abbraccio politico aperto del Pentagono come preoccupante segno dell’indebolimento della democrazia negli Stati Uniti, temendo “l’erosione delle relazioni civili-militari”. Cosa porta ad Hillary Clinton tale sostegno? L’ex-capo della CIA Morell ne elencava gli “attributi” come “la convinzione che l’America sia una nazione eccezionale che deve guidare il mondo per rendere il Paese sicuro e prospero; la comprensione che la diplomazia può essere efficace solo se il Paese è visto disposto e capace di usare la forza se necessario; e, più importante, la capacità di prendere le decisioni più difficili, anche mettendo giovani donne e uomini americani in pericolo”. In altre parole, ciò che è più apprezzato in Clinton sono volontà e disponibilità a trascinare gli USA in sempre più guerre. Nonostante l’eredità terribile di cui è già responsabile come segretaria di Stato dell’amministrazione Obama (2009-2013), quando perseguì le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia e, di nascosto, Siria e Ucraina. Eppure l’ex-capo della CIA Morell, che ha operato con Clinton in tali guerre disastrose, ha la faccia tosta di censurare Trump per “mancanza di rispetto dello Stato di diritto”. Al contrario, Trump, pur con tutti i difetti e punti di vista distorti su immigrazione e razza, non ha sposato un tale zelo guerrafondaio. In effetti, il candidato repubblicano ha chiesto la normalizzazione delle relazioni con la Russia, in particolare, e ha comunicato che ordinerebbe il ritiro delle forze statunitensi da Asia, Europa e in altre regioni, per “ricostruire l’America prima”. Le sue idee su non avviare un’ipotetica guerra per difendere le nazioni baltiche della NATO da un’inverosimile invasione russa, sono viste da molti statunitensi comuni come buon senso. Nell’intreccio Pentagono-CIA, tuttavia, le opinioni di Trump sono un anatema. Ciò che ha spinto a scegliere Clinton come candidata del complesso militare-industriale degli Stati Uniti è che aumenterà i profitti delle imprese e il budget annuale da 600 miliardi di dollari per alimentare il leviatano di Pentagono e CIA. Fondamentale perciò è rafforzare la politica estera bellicosa nei confronti del mondo in generale e della Russia in particolare. O, come dice Morell, la “convinzione di Clinton che l’America sia una nazione eccezionale che deve guidare il mondo per rendere il Paese sicuro e prospero”. E’ tale ideologia eccezionale e suprematista di Washington che ha portato il mondo ad un precipizio così pericoloso.
Hillary Clinton, paradossalmente, molto più del cane sciolto Donald Trump, si dimostra essere l’esempio di ciò che può chiamarsi ideologia neo-fascista sempre più presente a Washington. I pretoriani di Pentagono e CIA che si radunano attorno Clinton non solo anticipano lo stato totalitario militarizzato amministrato da Washington, sono anche il segnale che gli Stati Uniti avanzano apertamente verso una politica d’imperturbabile e sfrenata guerra permanente contro qualsiasi Paese prendano di mira.

John Allen

John Allen

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NSA ha tutte le email “cancellate” di Clinton

Un ex-agente della NSA dice che la DNC non è stata piratata dalla Russia, ma dai servizi segreti degli Stati Uniti
Alex Christoforou, The Duran 1/8/2016

Quante volte ti ho detto che ci serve un armadio più grande!?

Per l’ultima volta, ci serve un armadio più grande!

Sul programma radio di Aaron Klein, “Aaron Klein Investigative Radio“, l’informatore del governo USA William Binney ha affrontato il caso delle email piratate affermando che il server del Comitato Nazionale Democratico non è stato violato dalla Russia, ma da un agente scontento dell’intelligence degli Stati Uniti. La motivazione… la preoccupazione per il disprezzo di Hillary Clinton verso i segreti della sicurezza nazionale quando usò le email personali e per aver sempre mentito su ciò. Binney ha appena iniziato a fare rivelazioni e siamo sicuri che alcun sito dei media principali avrà il coraggio di riferirne. “Putin l’ha fatto” è la favola a cui le pecore devono credere facilmente. Binney ha anche detto che la NSA ha tutte le email cancellate di Clinton, e l’FBI potrebbe ottenerle, se volesse. Non c’è bisogno che Trump lo chieda ai russi, può semplicemente rivolgersi ai più vicini FBI e NSA.
Breitbart continua
Binney si riferisce a una testimonianza alla Commissione Giustizia del Senato del marzo 2011 dell’allora direttore dell’FBI Robert S. Mueller, in cui parlò della capacità dell’FBI di accedere alle varie banche dati segrete “per rintracciare i terroristi noti e sospetti”. Dice Binney: “Ora quello di cui (Mueller) parlava del database nel NSA, come mostrato chiaramente dal materiale diffuso da (Edward) Snowden, indica l’accesso diretto al database della NSA di FBI e CIA, e senza alcuna supervisione. Quindi, ciò significa che NSA e numerose agenzie del governo degli Stati Uniti hanno anch’esse queste e-mail”. “Se l’FBI davvero le volesse andrebbe in tale banca dati e le avrebbe subito“, dichiarava sulle e-mail di Clinton e della DNC. All’improvvisa domanda se credeva che la NSA abbia le copie di “tutte” le e-mail di Clinton, tra cui la corrispondenza eliminata, Binney ha risposto in senso affermativo. “Sì” ha risposto. “Questo sarebbe il mio punto. Le hanno tutte e l’FBI può averle proprio da lì“. Binney ipotizzava che il pirataggio della DNC sarebbe stato coordinato da qualcuno della comunità d’intelligence statunitense arrabbiato per la compromissione della Clinton dei dati della sicurezza nazionale con l’uso personale delle e-mail. Altro punto è che Hillary, secondo un articolo dell’Observer di marzo, ha un problema con la NSA perché ne ha compromesso il materiale Gamma, il materiale più sensibile della SNC. E così numerosi funzionari della NSA si lamentano con la stampa o con coloro che hanno scritto articoli che l’accusano. Prese il materiale per i messaggi di posta elettronica direttamente dai rapporti Gamma. Ciò compromette direttamente il materiale più sensibile del SNC. Quindi è un vero problema, vi sono molte persone afflitte da ciò che ha fatto in passato. Quindi non necessariamente vanno visti i russi quali i soli ad aver ottenuto tali e-mail.
L’Observer così ha definito la classificazione Gamma: “il compartimento Gamma è un utile trucco della NSA usato verso le informazioni estremamente sensibili (ad esempio, conversazioni decifrate tra governi esteri, come in questo caso)”. Zerohedge ha alcuni retroscena su Binney, il più serio analista della sicurezza che si possa incontrare. “Più di un anno prima che Edward Snowden scioccasse il mondo nell’estate 2013 con rivelazioni che hanno cambiato la politica estera e nazionale degli Stati Uniti, soprattutto illuminando ciò che la NSA fa veramente ogni giorno, un ex-membro dello staff della NSA, e ormai noto informatore, William Binney, diede dei dettagli alla rivista Wired su tutto ciò che Snowden avrebbe comprovato l’estate successiva. Lo notammo in un post del 2012 dal titolo “Siamo vicini allo Stato totalitario chiavi in mano – il Grande Fratello entra nel vivo nel settembre 2013“. Non sorprende che Binney ebbe scarsa attenzione nel 2012, i suoi suggerimenti furono visti assurdi e ridicolmente cospiratori. Solo dopo fu evidente che aveva ragione. Ancora più importante, dopo le rivelazioni di Snowden, ciò che dice Binney diventa vangelo. Binney fu un architetto del programma di sorveglianza della NSA. E’ un noto informatore da quando si dimise il 31 ottobre 2001 dopo aver trascorso più di 30 anni nell’agenzia. Indica la testimonianza alla Commissione Giustizia del Senato del marzo 2011 dell’allora direttore dell’FBI Robert S. Mueller, in cui parlò della capacità dell’FBI di accedere alle varie banche dati segrete “per rintracciare i terroristi noti e sospetti”.13661884Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Soros, creatore di crisi in Medio Oriente

Phil Butler, NEO, 22/06/201656c34d7dc461887f328b45d1La supposta filantropia di George Soros è in realtà funzionale agli investimenti. In nessun punto ciò è più chiaro che nei tentativi in Medio Oriente del miliardario degli hedge fund. Come ha detto un ricercatore, “i gruppi finanziati da Soros aumentano le tensioni in questa regione tormentata”. Ecco uno sguardo sul modo con cui tale ormai noto istigatore di conflitti e cambi di regime mette in crisi le nazioni che circondano Israele. Non sono il primo analista ad indagare e riferire sulle nefaste macchinazioni di George Soros. Abbiamo tutti sentito parlare dell’oscuro passato della leggenda finanziaria degli hedge fund, il suo sostegno ai nazisti in Ungheria da adolescente, l’assalto alla Banca d’Inghilterra e i miliardi fatti con le crisi finanziarie che impoveriscono le masse. Gli sforzi di Soros di creare crisi nel mondo sono ormai leggende metropolitane. La sua complicità o l’intervento diretto nei cambi di regime e nello sconvolgimento sociale di intere regioni, sembrano oltre la portata di ciò che la maggior parte delle persone può capire. Il potere di Soros, e di quelli dietro di lui, è quasi incredibile, anche per coloro che lo sanno. Per quanto mi riguarda, sono sorpreso dalla quotidiana presenza dell’uomo. Oggi, un articolo del 2013 di Alexander H. Joffe dell’NGO Monitor fa altre rivelazioni. Più in particolare, la vastità della rete degli sforzi filantropici di Soros è straordinaria, ancora più grande di quanto immaginato. I singoli casi di “investimento”, come i 100 milioni di dollari donati per supposta filantropia nel 2010 a Human Eight Watch sono pochi nel quadro completo. Se il lettore avesse a che fare con il termine “influenza inimmaginabile” pensando a Soros, il resto dell’articolo renderà ciò molto più chiaro.

“Cattivo Israele”, buono per gli affari sul conflitto
naf-251x240 Citando Kenneth Roth di Human Rights Watch, l’articolo dell’NGO Monitor su Soros lo bolla con il marchio indelebile di sovversivo. L’uomo incaricato di monitorare i diritti umani nel mondo dice: “Dobbiamo poter plasmare la politica estera di queste potenze emergenti, tanto come abbiamo tradizionalmente fatto con le potenze occidentali“. Quanto più chiare sono possibili le missioni di Soros o di Human Rights Watch confessando di plasmare la politica delle nazioni, con o senza il mandato del popolo? Ma il ruolo di Human Rights Watch, e altre ONG supportate da Soros, è più complesso di quanto si possa immaginare. L’articolo del Dr. Joffe rivela l’ampiezza dei giochi conflittuali di Soros, ma anche la terza dimensione della nuova strategia complessiva mondiale, il ruolo del conflitto globale. Utilizzando Human Rights Watch come strumento chirurgico per creare crisi, Soros e i suoi controllori sono l’ultima crociata per garantire Gerusalemme ancora una volta capitale del grande Israele in terra santa. Ciò può essere illustrato semplicemente. Soros finanzia Human Rights Watch come PR esentasse per rendere il mondo un posto migliore (PR). Poi Human Rights Watch diventa il peggiore critico di Israele al di fuori di Gaza. Il rapporto di NGO Monitor dice: “Negli ultimi anni Human Rights Watch ha scritto molte più condanne di Israele per violazioni del diritto internazionale di qualsiasi altro Paese della regione“. Senza trascinare l’utente sul contorto viale delle organizzazioni sostenute da Soros, basti dire che le Fondazioni Open Society di Soros e altre organizzazioni sono su entrambi i lati della crisi arabo-israeliana. Human Rights Watch fa la parte del leone del fronte palestinese, così come una ventina di ONG di Gaza simpatizzanti palestinesi, che alimentano il malcontento presso i vecchi nemici d’Israele. Una di queste entità, chiamata “Nuovo Fondo d’Israele”, ricevette regalie per più di 200 milioni negli ultimi due decenni. Tale organizzazione promuove anche l’idea di Israele Stato dell’apartheid, finanzia borse di studio e promuove altre attività che danneggiano la reputazione di Israele. Il rapporto Joffe e NGO Watch indicano altre ONG sostenute da Soros come Amnesty International, Media Matter, Institute for American Progress, Rabbini per i Diritti Umani, Centro Palestinese per i Diritti Umani, Mada al-Carmel – Centro arabo per la ricerca sociale, Institute for Policy Studies e molte altre istituzioni pro-palestinesi e critiche verso Israele. E poi il rapporto diventa veramente interessante.

Un nuovo mondo coraggioso
cover_9 Soros crea il conflitto, e con l’aiuto di dipartimento di Stato degli Stati Uniti e agenzie come la CIA, e tramite il supporto delle élite finanziarie, assalta il cuore della crisi in Medio Oriente finanziando anche istituzioni come il Consiglio nazionale iraniano-statunitense e una cosa chiamata “New America Foundation”, come se il nome delle convenzioni non sia più chiaro. Iran e Israele sono acerrimi nemici da sempre. Così il lettore deve chiedersi; “Perché un miliardario ebreo finanzia l’opposizione ad Israele?” La risposta è ovvia, ma risponderemo a breve. Concentriamoci su questa “New America” che Soros vuole. La “New America Foundation” fu creata nel 1999. L’ONG di Washington DC dice che affronta le “sfide delle prossime generazioni” degli Stati Uniti. L’ONG Watch illumina su un esponente della New America Foundation Iran Initiative, l’ex-funzionario della CIA e del dipartimento di Stato Flynt Leverett. Per riassumere, la NAF sostiene Hamas, ed è tutto detto. La lunga coda del sentimento apparentemente anti-israeliano e il denaro vanno molto più in profondità, ma Soros finanzia l’opposizione israeliana proprio con i soldi fatti con le speculazioni valutarie pianificate con le crisi. Senza l’odiato Israele nel Medio Oriente, non c’è guerra, non c’è crisi, e gente come Soros non ne trarrebbe profitto, assieme a roba avviata come l’assalto alla Siria o la Primavera araba in generale. Per capire chi ci sia dietro Soros, si pensi davvero in grande, mentre allo stesso tempo si segue la logica degli hedge fund. Gli dei di Wall Street come Soros, Rockefeller, Goldman Sachs e tutto il resto, amano giocare ai vincitori e vinti. E le crisi finanziarie sono il gioco più vecchio. Leggendo libri come “Golpe: Il secolo del cambio di regime americano, dalle Hawaii all’Iraq”, dell’ex-caporedattore del New York Times di Berlino Stephen Kinzer. In un’intervista del 2010 ad Imagineer Magazine, Kinzer inquadra il mio discorso condannando gli sforzi degli Stati Uniti in America Latina: “Gli effetti dell’intervento degli Stati Uniti in America Latina sono stati nettamente negativi, rafforzando sistemi sociali brutali e ingiusti e schiacciando i popoli che lottano per ciò che si chiamerebbero in realtà ‘valori americani’. In molti casi, se si prendono Cile, Guatemala o Honduras per esempio, i governi rovesciati in realtà avevano principi simili ai nostri, sostituendo quei leader democratici, quasi-democratici o nazionalisti con chi detesta tutto ciò che gli Stati Uniti rappresentano“. In Medio Oriente le attività di Soros coincidono con il suo contributo al disastro ucraino, sconvolgendo la periferia dell’UE e soprattutto con i rifugiati dal Medio Oriente che letteralmente invadono le capitali europee. Sotto gli auspici della decenza e dei diritti umani, Soros e altri neocon giocano un gioco mortale che uccide, distrugge famiglie, sradica società e rimodella la geografia del mondo. La crisi, questo è il dio dell’élite mondiale degli investimenti. Su Israele, Soros ha ancora una volta tradito il giudaismo come fece quando i nazisti occuparono l’Ungheria nella seconda guerra mondiale. Diffondere sempre rabbia e distrazione con la guerra, questo è lo scopo degli sforzi della Fondazione Soros. L’accusa del primo ministro ungherese Viktor Orban (Bloomberg) di Soros quale importante membro di un circolo di “attivisti” che cerca di minare le nazioni europee con i rifugiati quale arma, è tutto ciò che si deve sapere delle Open Society Foundations e di ciò ad esse associato. Infine tali “attivisti” lavorano per fare trarre soldi a Soros dalle crisi. Soros, che ora sostiene la candidata democratica e psicopatica di Bengasi Hillary Clinton, vuole che l’UE spenda 34 miliardi di euro all’anno per aiutare gli stessi rifugiati che fa spedire in Europa. E come i cittadini europei possono permettersi tale impresa? Soros dice: “Quando lasciare la tripla A del credito dell’UE se non nel momento del pericolo di vita? Nella storia, i governi hanno emesso obbligazioni in risposta alle emergenze nazionali. Questo è il caso dell’Europa di oggi”. Debito. Finanziamento. Ecco la risposta al “perché” Soros ha tradito Israele e i palestinesi. Soros non ha orgoglio od identità nazionale, il denaro è la sua nazione e il suo Dio. Non badate a me su tutto questo, fate voi una breve ricerca. L’articolo del Guardian è un buon punto di partenza sulle recenti rivelazioni su come i banchieri manipolano il sistema economico, e come si crea debito a loro profitto. L’articolo di Mother Jones racconta degli affari dell’ex-vicepresidente Dick Cheney con la guerra all’Iraq. Anche Time Magazine ci rivela come funzionano i profitti delle aziende belliche, e gli interessati ad incentivare la costruzione di crisi acute. Infine, ho dovuto dare la caccia letteralmente alla notizia, ma il Jerusalem Post ha riferito che la Casa Bianca offrirà il più grande supporto militare ad Israele nella storia recente. Proprio così, il presidente ed altri politici di Washington che Soros e sostenitori hanno piazzato in carica, sono costretti a difendere un Israele ancora circondato da nemici. Se ai nemici d’Israele mancava il sostegno finanziario, o si riduceva l’attrito tra le nazioni invece dell’escalation, allora non ci sarebbe bisogno di fondi e del debito che li accompagna. Spero che il lettore possa capire perché così tanti criticano George Soros.new-america-foundation-officePhil Butler, è un ricercatore e analista politica, politologo ed esperto di Europa orientale, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora