Bancarotta, l’Europa lotta per salvare i terroristi ad Aleppo

Ziad Fadil, Syrian perspective, 1/5/2016XKTwjBXFin dall’inizio del conflitto nel marzo 2011, l’occidente e i suoi mille scimmieschi burattini come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, erano intenzionati ad occupare una delle principali città della Siria per insediarvi un potere concorrente nel Paese sfidando l’autorità centrale di Damasco. Idealmente, il premio più grasso sarebbe stata la capitale. Quando ciò non è accaduto e sembrava un compito troppo scoraggiante, l’attenzione è caduta su l’enorme capitale industriale nel nord, Aleppo, che almeno per 2 anni ha resistito agli sforzi dei cannibali terroristici di entrare. Aleppo, come Damasco e come la maggior parte della Siria, del resto, è un poliedrico e demograficamente variegato insieme di minoranze nella popolazione a maggioranza sunnita. E i sunniti di Aleppo non sono noti per militanza o fondamentalismo. Al contrario, Aleppo rimane un importante centro in Siria del ramo Sufi dell’Islam sunnita, un ramo noto per la spiritualità e il pacifismo. Damasco non poteva essere spezzata per i noti motivi, qui a SyrPer, avendo a che fare con il fronte sionista. L’Esercito arabo siriano è stato addestrato a combattere nel sud e sul Golan, dove si prevede che tutte le guerre inizino e finiscano. Così, l’EAS ha concentratogli sforzi a sigillare il confine con la Giordania per evitare le manovre dell’esercito sionista da Sud e sul Golan, che la Siria è intenta a recuperare dagli artigli dei ratti sionisti che ora occupano la Palestina araba (Siria meridionale). I continui assalti alla capitale non hanno portato a nulla, se non al bombardamento occasionale dei tranquilli quartieri misti di Jaramana e Adra. In ultima analisi, i terroristi di Jaysh al-Islam poterono infestare il Ghuta orientale da cui sono ora in lenta ma inesorabilmente cacciata. Altre aree nel Qalamun sono state poi ripulite. Ma Aleppo, apparentemente sicura, era vulnerabile solo se i sauditi potevano appoggiarsi ad Erdoghan abbastanza per aprirvi un nuovo fronte, un fronte su cui l’esercito siriano non era concentrato. Si è sempre dato per scontato che l’unico innesco del conflitto siriano-turco fosse la questione curda; risolta anni prima quando Abdullah Ocalan fu esiliato in Grecia e, quindi, in Africa. (Fu catturato da un’unità per operazioni speciali turca in Africa orientale e rispedito in Turchia dove sconta l’ergastolo ad Imrali).
I sauditi trovarono orecchie attente ad Ankara, quelle di Recep Tayyip Erdoghan al potere. Gli Stati Uniti svolsero un ruolo nell’apertura delle porte dalla Turchia alla Siria nella fase iniziale, per armare i terroristi ora radunati numerosi in aree come Hatay, Gaziantep e Adana. Lasciamo perdere il coinvolgimento di Hillary Clinton nell’inviare armi libiche in Turchia per armare gli assassini anti-Baath attraverso i crimini di Christopher Stephens, l’ambasciatore dichiarato omosessuale degli Stati Uniti in Libia e agente della CIA (proprio come Robert Ford). L’episodio di Bengasi perseguiterà Clinton abbastanza presto, ma era alla finestra per quanto succedeva nei tentativi di Stati Uniti e NATO di scalzare un presidente siriano molto popolare. Erdoghan è un membro dei Fratelli musulmani e non ne ha mancata una. Era ricettivo. Erdoghan aveva anche altri motivi. Aleppo era un importante snodo per i sultani ottomani che governavano dalla Sublime Porta d’Istanbul. Chiunque abbia mai vissuto ad Aleppo, come l’autore, non può capire le sostanziali influenze turco-armene su tutto, dai modi di dire alla cucina degli abitanti. Erdoghan vide le aperture saudite e statunitensi come invito all’espansione; una giustificazione della chimera del rinnovato impero con lui come sultano (o forse califfo) redivivo. Per quanto assurdo possa sembrare, le nazioni non necessariamente si comportano seguendo esclusivamente gli interessi. Vi è l’elemento della fragilità e della credulità umane. Vi è la psicosi che affondò Hitler in Russia e che affonda Erdoghan oggi in Siria. C’è voluto molto tempo all’Esercito arabo siriano per rispondere alla sfida tattica spostando le sue priorità da sud a nord. Ma, con l’aiuto russo e iraniano, il passo verso la battaglia nazionale è diventato una realtà cui assistiamo oggi ad Aleppo.
Aleppo è la penultima meta del governo. Una volta liberata completamente, parlare di “soluzioni politiche” o “governi di transizione” sembrerà banale, perfino senza senso. Gli Stati Uniti e i loro alleati lo sanno, motivo per cui sono esplose le attività diplomatiche per frenare l’EAS e la sua rinnovata Aeronautica. Cercano disperatamente di fermare l’assalto che, si prevede, comporterà la disfatta totale dei ratti su tutta Aleppo nelle prossime settimane. La Lega araba, ispirata dallo Stato-scarafaggio del Qatar, guida una riunione di emergenza totalmente concentrata su Aleppo. Il Qatar, attraverso la sua macchina della menzogna propagandistica al-Jazeera, dilaga la retorica che accusa il governo di Damasco di “crimini di guerra” e simili. Inutile dire che nessuno presta molta attenzione all’orrida prostituta rotta a tutto che è al-Jazeera. Questa la tecnica: cercano d’istigare il furore nel pubblico per giustificare un intervento diretto militare che è mancato perché l’amministrazione russa ha chiarito nettamente che alcuna “pressione sarà fatta alla Siria mentre combatte il terrorismo“. Questo è l’incubo del Qatar. Con un membro del Consiglio di sicurezza che ostacola il tentativo di salvare gli ultimi ratti di al-Qaida ad Aleppo, la muta di ratti che domina il Qatar deve fare i conti, ora, con il fatto che ha perso più di 100 miliardi di dollari in riserve per sostenere la guerra maniacale contro il popolo della Siria. I sauditi sono in una posizione ancor meno invidiabile. Hanno perso il loro rapporto privilegiato con Washington. Hanno iniziato dei passi per la pace nello Yemen nella speranza di salvarsi la faccia con il ritorno negoziato del loro factotum immensamente impopolare, al-Hadi, al potere. Le recenti dichiarazioni del leader huthi indicano che i colloqui non vanno da nessuna parte, nonostante la sciocchezza del Quwayt nel menzionare l’imminente “storico accordo”. Infatti, la macchina combattente Ansarullah ha appena liberato la base militare di al-Amaliqa con un arsenale da Creso di armi da utilizzare per eliminare i sauditi. I sauditi sono in un torrente senza pagaie, per così dire. E la loro leadership è senza timone ed è ingenua. Vediamo la lenta discesa della Casa dei Saud nel pozzo nero della dissoluzione.
Ieri e oggi l’Esercito arabo siriano è avanzato più in profondità nel quartiere di al-Rashidin liberando 8 edifici ed eliminando 4 cecchini. I terroristi erano quasi tutti membri di al-Qaida e affrontano un terribile destino mentre il nostro esercito li pesta continuamente presso Dhahiyat al-Assad. SyrPer ha ricevuto segnalazioni precise di profonde carenze di munizioni e acqua tra i ratti in questo settore. Siamo sicuri che cadrà abbastanza presto perché le chiacchiere tra ratti indicano un completo crollo morale con dichiarate espressioni sull’assenza di fiducia nei capi. Non ci sono più linee di rifornimento.tdac612_1000px-Rif_Aleppo2.svg_

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I palestinesi filo-siriani che “Electronic intifada” vi nasconde

Jonathan Azazia, Muqawamah Music, 18 aprile 2016

Emblem_of_Liwa_Al-Quds.svgI coraggiosi palestinesi filo-siriani della Repubblica araba siriana e della Palestina occupata sono stati tutti scomunicati dalla narrativa vigente del “Palestine Solidarity Movement”. E a dire la verità, è l’apogeo della nausea. Mentre Ali Abunimah e Rania Khalek si comportano orribilmente assistendo al miracolo quasi piangendo dannatamente di gioia per l’ebreo sionista Bernie Sanders che riconosce i palestinesi quali esseri umani, come se tale kibbutznik che ha difeso il massacro sionista dei palestinesi di Gaza e il massacro dei Saud degli yemeniti, in qualche modo effettui un cambio sconvolgente della politica statunitense verso la Palestina, e come se i nostri fratelli palestinesi abbiano la necessità dei commenti dell’ebreo sionista Bernie Sanders per confermare di appartenere in effetti all’umanità, vi sono dei veri eroi palestinesi che combattono e muoiono in battaglia in Siria nella vera lotta al sionismo e ai suoi fantocci taqfiri. Ed hanno un assoluto supporto nella loro terra d’origine occupata. Ali Abunimah e Rania Khalek non scrivono di questi palestinesi tuttavia, né ne hanno scritte, né mai ne scriveranno perché l’esistenza stessa di questi particolari palestinesi contraddice il solito racconto che “Elettronic intifada”, suprematisti ebrei di Mondoweiss e loro coorti tentano di cacciarci in gola riguardo la Siria dall’inizio di tale nera barbara cospirazione. Cioè, che i palestinesi sostengono la “rivoluzione siriana” atlantista-sionista… Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. È una chiara grave distorsione proverbiale dei fatti, e i seguenti esempi sono stati TUTTI deliberatamente ignorati da “Electronic intifada” e dai restanti fondatori colonizzati, dimostrando quanto sia coordinata tale grave distorsione:

– Anwar Hadi, portavoce dell’OLP, ha detto fin dal primo giorno della crisi di Yarmuq che la colpa ricadeva proprio sui ribelli taqfiri, entrati in quello che era un vivace campo siriano-palestinese commettendo stragi e massacri, cacciando i civili e saccheggiato case e imprese. “Elettronic Intifada” e compagnia scrissero numerosi articoli attaccando il governo siriano per il disastro umanitario, mentre Jabhat al-Nusra, ELS e SIIL erano/sono semplici costruzioni oniriche del “regime” e dei suoi “Shabiha” basate sul nulla.

– L’Esercito di Liberazione della Palestina (PLA), ramo palestinese dell’Esercito arabo siriano, che ha combattuto su numerosi fronti in Siria subendo innumerevoli martiri nella lotta contro SIIL e controparti ideologiche.

Fatah al-Intifada, gruppo di resistenza palestinese ultra-attivo nella lotta per liberare Yarmuq. Molti volontari, come Taysir Musa e Walid Sulayman, lasciano le loro case nella provincia di Damasco, a Jaramana, per difendere i loro fratelli. Ritratti del Presidente siriano Bashar al-Assad e di Sayad Hasan Nasrallah si trovano in tutti i loro uffici.

Liwa al-Quds, la terza più potente forza militare siriana dopo l’Esercito siriano arabo ed Hezbollah addestrata dalle NDF secondo al-Masdar. Liwa al-Quds era l’elemento chiave importante della battaglia per la liberazione di Aleppo, in particolare dei campi di Handarat e Nayrab.

– FPLP-GC, guidati dall’instancabile Ahmad Jibril e noto per il forte sostegno al governo democraticamente eletto di Damasco, questi guerrieri combattono in diverse arene, dalla capitale ad Aleppo e Lataqia e altrove. Hanno avuto un ruolo importante nella storica liberazione delle città assediate sciite di Nubul e al-Zahra, dimostrando che c’è un fronte siriano-palestinese-libanese-iracheno-iraniano, sunnita-sciita e islamo-cristiano contro i vassalli usurpatori wahhabiti del regime sionista.

– Il Mujahid di Hezbollah Ali Fawzi Taha (Haydar al-Hajj Jawad) di Burj al-Barajnah. Nato da padre palestinese e madre libanese, Ali fu martirizzato nella liberazione della antica città strategica di al-Quraytyn. Ha partecipato a molte vittorie in Siria, tra cui quelle cruciali di al-Qusayr e al-Qalamun. Considerando che era membro della Resistenza Islamica del Libano, l’unica forza araba a scacciare per sempre ‘Israele’ dai Paesi arabi sovrani, non è forse una notizia significativa che questo eroe avesse radici palestinesi?! Se fosse stato un attivista di BDS o un “ricercatore” di Amnesty International, “Electronic Intifada” l’avrebbe sicuramente risaltato.

– Muhamad Rafah, amato attore palestinese-siriano dal popolare show televisivo Bab al-Hara e sostenitore dichiarato del Presidente siriano Bashar al-Assad. Muhammad perse dei famigliari un anno prima nella strage sionista dei manifestanti sulle alture occupate del Golan, nel giorno della Naqsa, ed era noto anche per la sua netta presa di posizione contro il nemico ‘Israele’. L’ELS lo rapì e lo massacrò per aver sostenuto il governo siriano; molto “rivoluzionario”, no?

– Arcivescovo Atallah Hana, la massima autorità cristiana ortodossa di Palestina e ardente sostenitore della Repubblica araba siriana. Non solo Theodosios di Sebastia parlava senza mezzi termini dell’aggressione contro la Siria quale complotto sionista , ma ha anche difeso l’Islam e l’importanza dell’unità tra cristiani e musulmani di fronte al taqfirismo. L’Arcivescovo è un vero eroe arabo ed è senza dubbio sulla via della santità.

– Samir al-Isawi, autore del più epico sciopero della fame della Palestina epico fame (277 giorni) una leggenda vivente in ogni senso; la volontà dell’uomo è di natura così indissolubile che sarà per sempre nell’eco della storia, tormentando per sempre il nemico sionista. Samir, famoso dai tempi di FPLP e FDLP, sostiene la Repubblica araba siriana e si distingue per la fermezza contro la guerra a questa nazione sovrana. Il suo incrollabile antimperialismo non fa che aumentare la statura del personaggio. Eppure, a parte media vicini a FPLP e FDLP, resta in gran parte sconosciuto.

– Palestinesi della Falastin occupata, per non parlare dei siriani del Golan, hanno protestato il pieno sostegno alla Repubblica araba siriana ed Hezbollah in troppe occasioni per fare menzionarle. Non parliamo di gruppetti ma di luminose, turbolenti, militanti grandi manifestazioni con maree di bandiere sventolanti della Repubblica araba siriana e di ritratti del Presidente siriano Bashar al-Assad. Nemmeno uno di questi eventi è stato seguito dal canonico “Palestine Solidarity Movement”.

AhmedJibrilLe prove presentate qui sono solo la punta di un iceberg. Non c’è dubbio che alcuni palestinesi, come alcuni traditori iracheni, siriani e libanesi, hanno aderito al piano di destabilizzazione, ma quando si arriva al nocciolo, come la maggior parte dei siriani, la maggior parte dei cittadini palestinesi della Siria segue la Repubblica araba siriana, l’unica nazione araba che gli ha dato una casa, sostenuto la causa giusta e trattato alla pari. E’ vergognoso oltre il vergognoso che queste verità non solo siano ignorate ma travisate dagli attivisti del “Palestine Solidarity Movement” per sostenere una propaganda con lo stampino adattata alla natura sempre più innocua della “solidarietà” parlata e praticata, senza parlare della visione del mondo dei “colleghi” ebrei e qaliji. A suo credito, “Electronic intifada” ha mollato alcuni pezzi sui collegamenti israeliani con al-Qaida, ma furono pubblicati poco dopo che l’alleanza sionista-taqfirita era stata documentata dai siti pro-Siria e, aggiungendo la beffa al danno, ogni singolo post comprendeva gli insulti dei media sionisti contro il mangiabambini e ammazza-gattini “regime di Assad”, dimostrandosi inutili e in malafede. In poche parole, per difendere la Palestina oggi va difesa la Siria e viceversa, come Sayad Hasan Nasrallah ha dichiarato anni fa, la Repubblica araba siriana è la spina dorsale del Muqawamah e solo un pazzo o un traditore starebbe a guardare mentre la sua spina dorsale viene spezzata. Allora, in che categoria rientrano gli “attivisti” del “Palestine Solidarity Movement”? Dei pazzi? Dei traditori? O di entrambi?
Tuttavia, i gruppi palestinesi e gli individui su accennati salvaguardano la Siria e sono eroi che dovrebbero essere salutati per il loro coraggio, il loro antisionismo e i loro sacrifici. Lasciate Ali Abunimah, Rania Khalek, Phil Weiss e tali gatekeepers continuare a piagnucolare sul fraudolento bugiardo sionista Bernie Sanders e altri simili, in realtà diabolici torturatori della Palestina e protettori del tumore ‘Israele’. È solo un’altra conferma del tradimento risalente all’avvio della psyop statunitense-sionista nota come “primavera araba”. Anche in questo caso, fategli fare il loro lavoro sporco. Nel campo della resistenza continueremo a raccontare la vera storia dei nostri fratelli palestinesi e a continuare a sostenerli sui fronti politico e militare, fin quando tutta la Siria sarà liberata dal virus taqfiro ed ogni singolo centimetro della Palestina purificato dall’inquinamento sionista. Insha’Allah.

Samir al-Isawi

Samir al-Isawi

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ad Aleppo, sul punto di cadere, i terroristi ‘moderati’ compiono stragi di civili

Ziad Fadil, Syrian Perspective 30/4/2016ChOsfExWUAADu4PI media occidentali non ne parlano, ma è vero. I sauditi fanno finta che non sia accaduto e i turchi erdoghaniani fanno finta di combattere i terroristi mentre guardano impotenti l’Esercito arabo siriano rispondere alle loro azioni. Le forze terroristiche ad Aleppo muoiono di fame. La loro situazione medica è grave, nella migliore delle ipotesi. 4000 terroristi appena infiltrati dalla Turchia non hanno saputo sfondare le linee dell’Esercito arabo siriano e sono emarginati all’esterno della città, evidentemente ignari dell’avanzata finale che sta per iniziare. Una volta che Aleppo sarà liberata, la farsa a Ginevra non avrà alcun senso. Putin ha cercato d’inviare un messaggio di pace alla cosiddetta “opposizione”. Il cessate il fuoco era necessario per i traditori finanziati dai sauditi, in esilio e impotenti nel trovare forse un modus vivendi con il governo di Damasco. Invece, hanno perseguito la stessa politica ottusa da beduini chiedendo l’impossibile, la cacciata del governo di Assad. Ora che Putin sa dell’incapacità dell’opposizione nel capire la realtà, è stata presa la decisione di finirla una volta per tutte. Certi media occidentali affermano che il governo siriano e suoi sostenitori in Russia non hanno mai avuto intenzione di rispettare alcun cessate il fuoco o di negoziare in buona fede a Ginevra. L’occidente confonde affermando che l’Esercito arabo siriano abbia utilizzato la breve tregua di due mesi per riorganizzarsi e rifornirsi. È interessante notare che in Siria i militari si opposero al cessate il fuoco quale cattiva idea fin dall’inizio, perché dava ai terroristi e loro sostenitori il tempo per ricostituirsi per bloccare l’avanza dell’EAS nella cruciale città di Aleppo. Comunque, il cessate il fuoco finisce e il compito triste di sradicare la peste dal nord procede a ritmo sostenuto.
Ad al-Rashidin, grande sobborgo in rovina e quasi disabitato al momento, ha visto l’Esercito arabo siriano avanzare decisamente nel Blocco 4, entrando in un’intensa battaglia con i terroristi quasi a corto di munizioni. Monitorandole, le chiacchiere tra terroristi descrivono una situazione disperata per i “jihadisti” che chiedono ai loro camerati di pregare per loro essendo sul punto di morire. Dei morituri. Le loro preghiere saranno esaudite abbastanza presto. I nichilisti barbuti sono bombardati da mortai, razzi e bombardieri. E’ impossibile sopravvivere. Infatti, dando uno sguardo alla mappa si rivela l’imminente accerchiamento completo di Aleppo. Qualsiasi notizia che parli di una ristretta linea di rifornimento mente. E’ finita e tutte le vie di accesso alla città sono state chiuse. L’occidente continua a vomitare sciocchezze. Senza alcuna prova su armi chimiche usate dal governo siriano, che s’è confermato aver cooperato completamente con la politica d’ispirazione russa sulla cessione delle armi chimiche, i media occidentali si sono dedicati ad inventarsi bugie sui bombardamenti aerei russi e siriani di “ospedali” nella “aree controllate dai terroristi” della città. Quali benefici porti ai media tale propaganda non è chiaro dato che nessuno è interessato all’invasione via terra della Siria. L’ospedale da campo di al-Suqari è gestito dai gangster terroristici supportati da Medici Senza Frontiere, è stato colpito perché veniva utilizzato da al-Qaida per nascondervi armi e terroristi. Non era per nulla un ospedale pediatrico, ma un rifugio per assassini. Tutte le scene che mostrano bambini nell’ospedale da campo dei terroristi sono tratte da foto d’archivio. Non vi erano pediatri, ma solo terroristi feriti che moriranno comunque.

Bashar Murtada ci mostra come i civili vengono uccisi da mostri di Obama:ChPEuHyUgAAcQtDI terroristi hanno ricevuto armi letali e le usano contro civili inermi. L’altro ieri hanno deliberatamente bombardato le zone della città note per la grande presenza di minoranze. Quartieri come al-Aziziya, Muqambo e Sulaymaniya furono bombardati. Questo è stato calcolato dai militari siriani. E’ noto che i terroristi fanno spesso fuoco sui civili nelle zone sicure per rispondere all’avanzata continua dell’Esercito arabo siriano sul terreno. Si tratta del prezzo che la popolazione di Aleppo deve pagare per liberarsi della piaga sparsa da Obama. L’autostrada che circonda la città è sotto il controllo completo dell’Esercito arabo siriano. La liberazione di Aleppo è ora strettamente definita da un lento strangolamento. La base aerea di Quwayris opera notevolmente, con bombardieri ed elicotteri che decollano e atterrano ogni dieci minuti. L’accesso alla base non è ostacolato. Negli ultimi 3 giorni di combattimenti, l’Esercito arabo siriano, con l’aiuto russo, ha eliminato oltre 200 ratti, con centinaia feriti e senza alcuna speranza di cure mediche. I medici nelle aree governative sono stati avvertiti di non lasciare la zona per qualsiasi motivo. C’è il timore che siano rapiti dai terroristi al fine di costringerli a curare i ratti feriti. Ai medici viene detto che se viaggiano dalla città, lo fanno a loro rischio e pericolo. I medici non hanno neanche il permesso di trasportare medicine o qualsiasi cosa che possa aiutare i ratti feriti.
Il cessate il fuoco ad Aleppo è fallito perché i gruppi terroristici collaborano con Jabhat al-Nusra/al-Qaida coprendo le bande terroriste finanziate dai sauditi. Dato che al-Qaida e SIIL non rientrano nella cessazione delle ostilità, hanno dovuto trovare un modo per manovrare nei territori settentrionali, facendosi scudo del quadro dell’accordo. I governi siriano e russo hanno cominciato a reagite a tale stratagemma, indicandolo come delirante. La Russia ora cerca il concorso del Consiglio di sicurezza dell’ONU per includere Jaysh al-Islam e Ahrar al-Sham tra i gruppi esclusi. È interessante notare che il Ministero della Difesa siriano ha annunciato un cessate il fuoco di 24 ore nel Ghuta Oriente e uno di 72 ore a Lataqia. Non ho alcuna spiegazione per cui ciò viene detto ai media.13051538Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Giornalista denuncia il controllo dell’intelligence sui media occidentali

Steven MacMillan New Eastern Outlook 28/04/201623-24_Udo-Ulfkotte_megvasarolt-ujsagirok_sajtotajekoztato-JM-1Nell’epoca in cui la guerra dell’informazione è una delle aree più critiche e ben finanziate, la rivelazione nel 2014 dell’ex-capo giornalista tedesco è di fondamentale importanza per capire come i media occidentali operano. Anche se furono seguite da numerosi giornalisti e commentatori sui media alternativi, è ancora di vitale sottolineare l’importanza di queste rivelazioni. Udo Ulfkotte, caporedattore ed ex-direttore del Frankfurter Allgemeine Zeitung, rivelò in un’intervista a RT nel 2014 che i giornalisti sono spesso corrotti per mentire, ingannare e scrivere in favore delle intelligence (citiamo Ulfkotte): “Sono stato giornalista per circa 25 anni, e sono stato istruito a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico. Ma vedendo il mese scorso come i media tedeschi e statunitensi cerca di presentare la guerra alla gente in Europa, d’istigare la guerra alla Russia, si è nel punto di non ritorno. Ho intenzione di oppormi e dire: non è giusto quello che ho fatto in passato, manipolare le persone; fare propaganda contro la Russia; e non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti per tradire le persone non solo in Germania, ma in tutta Europa. Se vedete i media tedeschi, in particolare i miei colleghi che giorno per giorno scrivono contro i russi; (questi giornalisti) aderiscono ad organizzazioni transatlantiche, e sono sostenuti dagli Stati Uniti. Gente come me: sono diventato cittadino onorario dello Stato dell’Oklahoma negli Stati Uniti. Perché? Perché scrivevo pezzi filo-americani. Sono stato aiutato dalla Central Intelligence Agency, la CIA. Perché? Perché sono filo-americano. Ne sono stufo; non voglio farlo più, e così ho appena scritto un libro, non per guadagnare soldi… ma per dare alle persone di questo Paese, la Germania, di Europa e del mondo solo un assaggio di ciò che accade dietro le quinte“.
OperationMockingbirdCIA-owns-the-mediaI servizi segreti hanno usato i media mainstream per diffondere propaganda per decenni, e sarebbe ingenuo credere che oggi sia diverso. Fu anche chiaro che durante la guerra fredda, l’MI6 aveva agenti clandestini nelle principali organizzazioni mediatiche in Gran Bretagna, impegnate nella propaganda e nell’inganno. Agenti dell’MI6 hanno una lunga storia d’infiltrazione all’estero camuffati da giornalisti. “La maggior parte dei giornalisti che si vedono nei Paesi esteri dicono di essere giornalisti e potrebbero esserlo, giornalisti europei o statunitensi. Ma molti, come me in passato, hanno la cosiddetta copertura non ufficiale, come dicono gli statunitensi… copertura non ufficiale cosa significa? Non lavorate per un’agenzia d’intelligence, ma li aiutate se volete che vi aiutino, ma quando (il pubblico) scopre che non sei solo un giornalista ma anche una spia (la CIA) non dirà mai che siete uno dei suoi. Quindi, l’aiutai in diverse situazioni e me ne vergogno. Questo riguarda solo i giornalisti tedeschi? No, penso che sia particolarmente il caso dei giornalisti inglesi, perché hanno un rapporto assai più stretto. Come lo è soprattutto per i giornalisti israeliani, e naturalmente per i giornalisti francesi… australiani e di quelli provenienti da Nuova Zelanda, Taiwan, beh, molti Paesi… come la Giordania, per esempio. A volte le agenzie d’intelligence arrivano nel vostro ufficio e vogliono che scriviate un articolo… Ricordo solo (ad esempio) l’agenzia d’intelligence estera tedesca, un mera organizzazione sorella della Central Intelligence Agency che l’ha fondata. Così un giorno il BND si presenta nel mio ufficio al Frankfurter Allgemeine, a Francoforte, e voleva che scrivessi un articolo sulla Libia e il Colonnello Muammar Gheddafi. Non avevo assolutamente informazioni segrete riguardo al Colonnello Muammar Gheddafi e alla Libia. Ma mi diedero quei (documenti) segreti e volevano solo che firmassi l’articolo con il mio nome. Lo feci e fu pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine (un articolo) proveniente dall’agenzia d’intelligence estera tedesca. Pensate davvero che questo sia giornalismo, con le agenzie d’intelligence che scrivono gli articoli. L’articolo fu stampata nel mondo due giorni dopo, ma non avevo alcuna informazione, furono le agenzie d’intelligence che vollero che scrivessi quell’articolo. Non è così che il giornalismo dovrebbe funzionare, con le agenzie d’intelligence che decidono ciò che va stampato o no“.
La CIA ha utilizzato i media come arma di propaganda fin dall’inizio con l’Operazione Mockingbird, che illustra tale fenomeno. Anderson Cooper, corrispondente della CNN, ampiamente noto come operativo dell’intelligence, ammise nel 2006 di aver lavorato per la CIA “un paio di mesi o per due estati” all’università. È essenziale ricordare la denuncia di Ulfkotte quando si sfoglia la stampa occidentale, soprattutto alla luce dei Panama Papers, in quanto vi è molto più di quanto appaia.09-operation-mockingbirdSteven MacMillan è scrittore, ricercatore, analista geopolitico indipendente e redattore di The Analyst Report, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I velivoli ipersonici di Russia e Cina spezzeranno l’ABM statunitense

Sputnik, 30/04/2016

128424395Russia e Cina hanno testato di recente con successo i loro velivoli ipersonici, in grado di violare il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) che gli USA vorrebbero schierare in Corea del Sud; il test è un “avvertimento agli Stati Uniti“, secondo gli esperti militari cinesi. “I test ipersonici di Cina e Russia hanno lo scopo di minacciare gli Stati Uniti che vorrebbero piazzare un sistema di difesa missilistico in Corea del Sud“, scrive The South China Morning Post, giornale in lingua inglese di Hong Kong citando il professor Lui Qisong, specialista della politica della difesa presso l’Università di Scienze politiche e Giurisprudenza di Shanghai. Il commento si riferisce ai recenti test riusciti dei due Paesi sui velivoli ipersonici. L’osservazione fa eco a quelle dell’esperto militare di Pechino Li Jie, che ha detto che la Cina cerca d’impiegare l’ultimo test del DF-ZF per avvertire gli Stati Uniti che l’EPL (Esercito Popolare di Liberazione cinese) ha “un’altra potente arma capace di contrastare il sistema THAAD“. Gli Stati Uniti si propongono di mobilitare il sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) in Corea del Sud, sostenendo sia necessario per proteggere gli alleati regionali dalla Corea democratica. La proposta è stata condannata da Cina e la Russia quale aggravamento della situazione nella penisola coreana. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, insieme all’omologo cinese Wang Yi, ha messo in guardia dall’uso delle attività di Pyongyang, come ad esempio il recente test nucleare e i vari lanci di missili, come pretesto per porre la presenza militare degli Stati Uniti nella regione. La settimana precedente Pechino aveva condotto il settimo test riuscito del velivolo DF-ZF progettato per violare le difese missilistiche.
Il DF-ZF è un missile iperveloce che può viaggiare velocità tra Mach 5 e Mach 10, 5-10 volte la velocità del suono, e può penetrare i sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti basati sui missili intercettori. Il velivolo d’attacco ipersonico (denominato in codice dal Pentagono Wu-14) è costituito da un missile che raggiunge l’atmosfera superiore che poi rilascia un velivolo che raggiunge velocità ipersoniche discendendo. Il missile balistico vettore veniva lanciato dal centro spaziale di Wuzhai nella Cina centrale. Trasportava l’HGV (velivolo ipersonico) DF-ZF al limite dell’atmosfera, al confine tra spazio e atmosfera terrestre a 100 km di altitudine, separandosi dal vettore e quindi planando per qualche migliaio di chilometri prima d’impattare, secondo il Washington Free Beacon. Una volta che l’HGV raggiunge tale quota, comincia a planare su una rotta relativamente piatta eseguendo manovra di frenata e accelerazioni fino alla velocità di Mach 10. La sua velocità può variare tra i 6400 e gli 11200 chilometri all’ora. La fase di volo planato permette al velivolo non solo di manovrare aerodinamicamente, compiendo azioni evasive eludendo l’intercettazione, ma anche d’estendere la gittata del missile. Le manovre in volo, viaggiando a diverse migliaia di chilometri all’ora, venivano tracciate dai satelliti mentre volava verso ovest lungo il limite atmosferico, verso la zona d’impatto nella parte occidentale della Cina. Resta ancora da chiarire se l’HGV DF-ZF sarà armato con testate nucleari o convenzionali. L’HGV DF-ZF potrebbe anche essere lanciato con un missile balistico antinave contro mezzi navali. Ad esempio, un DF-21 armato con un HGV DF-ZF estenderebbe la gittata da 2000 a oltre 3000 km. Secondo i funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti, il DF-ZF potrebbe essere utilizzato nell’ambito di un sistema d’arma d’attacco strategico convenzionale capace di colpire bersagli in tutto il mondo nel giro di un’ora. Il Pentagono ha seguito da vicino lo sviluppo del DF-ZF da quando è stato testato la prima volta nel gennaio 2014. La Commissione di revisione economica e militare USA-Cina del Congresso ha affermato nell’ultima relazione annuale che il programma del velivolo ipersonico “progredisce rapidamente” e che la nuova arma offensiva potrebbe essere schierata entro il 2020. Una versione più potente è in fase di sviluppo e potrebbe essere operativa nel 2025, ha scritto. Il Ministero della Difesa cinese ha confermato un altro rapporto del Beacon secondo cui Pechino ha testato il nuovo missile balistico intercontinentale DF-41 dalla gittata di almeno 12000 chilometri, il 12 aprile.
Sempre ad aprile, la Russia ha effettuato il secondo test di volo di un rivoluzionario velivolo ipersonico noto come 3M22 Tsirkon. Il velivolo ipersonico è stato lanciato con un missile balistico strategico RS-18A (UR-100N, designazione NATO SS-19 Stiletto) dalla Russia orientale, ed è stato un successo. Tuttavia non sono stati forniti dettagli su velocità o gittata raggiunte dal velivolo. Il velivolo 3M22 della Russia dovrebbe entrare in produzione nel 2018.WU-14_HGV

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 2.258 follower