Massacro di Monaco: il killer non era iraniano, ma islamista filo-turco

Walid Shoebat, 23 luglio 2016as1-copyAli David Sonboly non era iraniano ma un siriano islamista filo-Turchia. Fu indagato dall’Interpol che lo seguiva. Prima di tutto. C’è solo un modo di scrivere Sonboly in lingua araba, ma in inglese può essere scritto in più modi (Sunbulli, Sonboly), ma in arabo l’ortografia è sempre la stessa: سنبلي
A meno che non si sappia l’arabo, non si sa come scriverlo. Esaminando il clan Sonboly ed anche la pagina Facebook di Sonboly, si trova la bandiera turca quale simbolo principale. Va bene, forse era un feticista del rosso e della mezzaluna? Ma il suo clan è di origine turca residente in Siria e in Turchia, e questa bandiera turca, così come quella siriana, è l’orgoglio del clan come si può vedere su facebook. L’amore di tale clan per la Turchia di Erdogan è certo. In più viveva in un quartiere turco. Perché allora spacciarlo da iraniano non essendo un musulmano sciita? E’ possibile che la Germania voglia evitare un contraccolpo quando i tedeschi sapranno che turchi o rifugiati siriani che entrano Germania a frotte siano colpevoli? Che abbia vissuto in Germania fin dai due anni è una sciocchezza, iniziò la scuola dal liceo nel 2011. as3-copy2Il clan proviene da Homs in Siria dove poi si è diffuso in Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti e Canada. Un rapido sguardo a tale clan ne illustra l’amore per la Turchia (qui, qui vive a Chicago, sunnita con l’hijab da Homs, in Siria, vedasi anche qui e qui, e qui, e qui un anti-Assad islamista filo-turco. E la versione araba di Sonboly produce gli stessi risultati. Ali Sanboly su facebook arabo porta ad alcuni individui che amano Erdogan e il terrorismo.as4-copy-617x1024Un membro del clan, Ziyad Sonboly a cui piace sparare è chiaramente un siriano con tanto di bandiera. Se Ali Sonboly era iraniano, che se ne faceva della bandiera della Turchia sventolante dietro di lui sulla pagina Facebook sua e di parenti e contatti? C’è anche una foto di lui forse arrestato (abbiamo solo le spalle di un tizio), ma ciò che pochi sanno è che Sonboly era seguito dall’Interpol. Vi mostrano la faccia da bimbo, quando invece era un tizio cresciuto come mostra una foto del video di un testimone oculare. Allora, perché esibire questa faccia da bambino? Non ci sono foto di come fosse quest’uomo? Era bello grosso.Cn_YEnuWAAIbs1w.jpg largeSopra appare un tizio robusto. I media lo mostrano come un 18enne dalla peluria sulla faccia liscia da adolescente. Chi è? Infatti, il capo della polizia della città Hubertus Andraes diede ai media qualcosa di diverso da ciò inizialmente condiviso: “la presenza di un nota dell’Interpol“. Questa informazione fu confermata anche a un giornale portoghese (vedi sotto) e che al-Arabiya conferma. Tutto questo è stato ignorato, cambiato e nascosto sotto un tappeto persiano.
as6-copy-768x759Al-Arabia chiarisce, “secondo il (primo) comunicato stampa della polizia, secondo testimoni oculari, vi erano 3 persone coinvolte nell’attentato” e furono anche segnalati incidenti in tre posti diversi.
as7-copy-768x735Ci sono anche tre turchi uccisi. Hanno incluso gli attentatori tra le vittime? Se il colpevole era morto, non vi fu qualche segnalazione di uno scambio a fuoco con la polizia? Non lo so in questo momento, e tale ipotesi è la mia teoria della cospirazione personale. Ma nella versione tedesca? Quest’uomo dicono fosse collegato (o innamorato) “del terrorista di estrema destra Anders Breivik“!? Ed ora, lo stesso capo della polizia di Monaco Hubertus Andrae, che sapeva che costui aveva una fedina penale presso l’Interpol, dice che l’attentatore sembra essere solo un pazzo “ossessionato dalla furia di sparare”? Era questo il motivo per cui era monitorato? Che dire poi di un iraniano con la bandiera turca e tutto il clan siriano islamista pro-Turchia? Lui e tre delle sue vittime sono agnelli sacrificali per creare simpatia verso i turchi, motivo per cui malediceva i turchi? Sarebbe utile ad Erdogan. Ed Erdogan già ne approfitta. L’agenzia Anadulu della Turchia già incassa promuovendo l’agenda di Erdogan che personalmente ha risposto sull’attentato affermando: “La Turchia, bersaglio di innumerevoli attacchi terroristici e atti di violenza da molti anni, condivide il dolore della Germania, dove nostri molti cittadini vivono. A nome mio e della mia nazione, porgo le più sentite condoglianze a voi, cordiale nazione tedesca, e alle famiglie di coloro che hanno perso la vita in questo incidente deplorevole e auguro una pronta guarigione a tutti i feriti“.
Sonboly era un ottimo tiratore addestrato e poi ci è stato detto che si è ucciso. Forse l’ha fatto, ma non diversamente da come i musulmani in ‘missione suicida’ per la una causa della Turchia, uccidendo cafiri per far trionfare la propaganda jihadista di Erdogan (come Jihad invocata dall’Islam). Guardando il video è ovvio che era addestrato. E’ possibile che fosse un agente turco, che collaborasse con Turchia e Germania per fare precipitare il flusso di profughi verso la Germania? Sembra che Erdogan se ne esca per dire che la sua gente è stata uccisa nell’attentato, e che quindi ha bisogno di più protezione da Germania e Turchia? Può darsi che Erdogan lo sfrutti per accelerare l’integrazione della Turchia nell’Unione Europea, con il pretesto che i turchi dovrebbero essere europei e godere di ogni protezione dall’UE? Può darsi che la Germania, sconvolta alla disgregazione di un’UE evanescente, abbia bisogno che una nazione militarmente potente come la Turchia entri nell’Unione europea per risanarla in qualche modo dalla frammentazione, aderendo alla forza militare universale dell’UE sui cui la Germania lavora? Niente di tutto questo mi sorprenderebbe. Esattamente cosa Merkel ed Erdogan preparano? Un dolce rinfrescante ottomano Karrub Assal, una birra tedesca o una miscela che rinfreschi entrambi? Ma non si tratta solo della propaganda jihadista. La causa di Erdogan è definire chiunque criticji lui o i turchi come “terroristi”. Questa è l’invocazione di Erdogan da Allah, ultimamente, ridefinire il terrorismo pretendendo l’estradizione di Fethullah Gulen dagli Stati Uniti e accusando avversari o critici dei turchi di terrorismo. Questi i fatti. C’è qualcuno in ascolto?178127Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Patto segreto della Turchia con lo Stato islamico

L’elefante nella stanza della NATO: lo Stato islamico sponsorizzato dalla Turchia
Ahmed Nafeez, Insurge IntelligenceErdogan10Nuove prove emergono sul governo turco del presidente Erdogan che di nascosto sostiene militarmente, finanziariamente e logisticamente lo SIIL, anche se pretende di combattere la rete terroristica. La prova è la testimonianza di un terrorista dello SIIL catturato da combattenti curdi, ampiamente riconosciuti come la forza più efficace nell’affrontare lo SIIL. La testimonianza è stata riportata da due agenzie di stampa curde, Harwar News Agency (ANHA) siriano-curda nel Rojava, e Ajansa Nûçeyan a Firatê (Firat News Agency o ANF News) turco-curda ad Amsterdam. I siti web delle agenzie di stampa sono bloccati in Turchia. Le interviste al combattente dello SIIL, catturato dalle Unità di Protezione Popolare (YPG) curde, rivelano che le forze militari e di sicurezza turche cercano di agevolare le operazioni dello SIIL in Siria, così come gli attentati terroristici del SIIL in Turchia. La nuova testimonianza corrobora affermazioni analoghe da altri membri dello SIIL, così come da fonti dei servizi segreti occidentali e mediorientali. Eppure la Turchia è un membro di spicco della NATO. E mentre i membri occidentali della NATO raccolgono sempre più intelligence che confermano la sponsorizzazione turca dello SIIL, si rifiutano di agire.

Le spie turche contro i poliziotti turchi
La fonte, Savas Yildiz, fu catturata dalle YPG durante l’attacco dello SIIL sulla provincia curda di Gire Spi (Tal Abyad) in Siria. Oscurata dalla stampa turca e internazionale, la cattura di Yildiz delle YPG è un significativo successo contro il terrorismo. Cittadino turco unitosi al gruppo jihadista in Siria nel 2014, Yildiz è stato il primo sospettato degli attentati alla sede di uno dei principali partiti d’opposizione in Turchia, il Partito Democratico del Popolo (HDP) filo-curdo. L’attentato avvenne contro gli uffici dell’HDP ad Adana e Mersin, nel maggio 2015. Yildiz partecipò ad una serie di ulteriori attentati in Turchia. Ma fu anche sospettato dell’attentato dello ISIS ad Istanbul nel marzo 2016, che uccise 4 persone e ne ferì 39. Le autorità turche in un primo momento dettero per scontato che Yildiz fosse l’attentatore suicida in quel caso, ma la polizia individuò rapidamente il vero attentatore, Mehmet Ozturk. Ozturk e Yildiz erano noti alle forze di sicurezza turche come agenti dello SIIL. Le autorità tesero la retata per Yildiz nell’ottobre 2015, credendo che Ozturk ed altri due agenti dello SIIL, Haci Ali Durmaz e Yunus Durmaz, fossero rientrati in Turchia dalla Siria per compiere attacchi terroristici. Dopo l’attentato del marzo 2016 a Istanbul, la polizia turca comunicò i nomi di Yildiz e dei complici, descrivendoli come sospetti terroristi dello SIIL che pianificavano ulteriori attentati in Turchia. Ma mentre la polizia turca dava la caccia a Yildiz e complici, fu più volte contrastata dai servizi segreti turchi. Fonti di sicurezza turche hanno detto che Savas Yildiz fu arrestato per due volte dalle autorità turche per l’adesione allo SIIL, ed era anche su una lista di terroristi. Anche il camerata di Yildiz, Mehmet Ozturk, era nella “lista nera” dell’intelligence turca quale “fiancheggiatore di un gruppo terroristico“, ma diverse volte poté recarsi da e per la Siria perché non era nel sistema informatico giudiziario nazionale (UYAP). Yildiz partecipò all’attacco dello SIIL su Gire Spi, ma fu costretto ad arrendersi alle YPG dopo che fu intrappolato dal crollo di un edificio.

La libertà di movimento dello SIIL garantita dallo Stato turco
SAVAS-YILDIZ-2-683x1024In un’intervista all’ANHA, il terrorista confesso disse che i principali membri turchi dello SIIL si muovono liberamente tra Turchia e Siria perché alcuni di loro lavorano per l’intelligence turca. Gli avamposti alla frontiera verrebbero abitualmente sguarniti dalle forze di sicurezza turche in orari particolari per consentire a gruppi di 20-30 combattenti dello SIIL di passare senza ostacoli e senza essere rilevati, Yildiz ha detto: “C’è un accordo tra Turchia e SIIL. La Turchia sostiene lo SIIL perché rappresenta una minaccia per i curdi e può usarlo contro di loro“. Confermava che l’esercito turco aveva aperto le linee di comunicazione con lo SIIL fin dall’invasione di Mosul, in Iraq, nel giugno 2014: “...Quando Mosul fu catturata, circa 50 persone furono tenute prigioniere nel consolato turco. Ci aprirono tutte le strade affinché riavessero i prigionieri. Ci diedero ogni libertà di movimento. Quei prigionieri furono scambiati dalla Turchia con 100 dei nostri amici“. Secondo Yildiz, obiettivo primario della Turchia nel sostenere lo SIIL è utilizzarlo come baluardo geopolitico contro il crescente potere politico e militare dei gruppi curdi: “Lo Stato turco e il presidente Recep Tayyip Erdogan ci supportano perché siamo contro i curdi. Non perché è affettuoso con noi o che. Non c’entra per nulla l’Islam. Non ci avrebbe sostenuto un giorno se non combattessimo i curdi“. L’operativo dello SIIL ha anche spiegato che la priorità strategica dello SIIL è rovesciare il regime di Bashar al-Assad in Siria, gli altri obiettivi in Turchia, Stati Uniti ed Iraq, per esempio, sono secondari: “Il regime turco, gli Stati Uniti, il regime iracheno non sono importanti per noi, ma il regime siriano lo è. Perché vediamo la Siria al centro dello Stato islamico che fondiamo“. Yildiz aveva anche confermato che lo SIIL ha una presenza massiccia in Turchia, “a Istanbul, Konya, Ankara e tutte le città curde. Ma Antep fu scelta come base centrale per usare efficacemente la frontiera e tutte le strade che passano da quel punto“. Antep, aveva detto, è il punto di transito nel territorio dello SIIL per i combattenti stranieri provenienti da tutto il mondo, tra cui cittadini turchi. Eppure lo fanno impunemente, proprio sotto il naso delle forze di sicurezza turche. “La gente corre da tutto il mondo passando da uno stretto passaggio di qui“, aveva detto Yildiz. “Attraversando quartieri periferici e villaggi di Antep. E’ impossibile per le forze di sicurezza non vederli, non notarli“. Indicò diversi punti di passaggio “tra Antep e Kilis. Uno di questi era a Rai. Attraversammo Rai e Çobanbey, e il valico di Elbeyli. Uno dei luoghi più frequentemente usati era Karkamis, presso Jarablus. Questi sono passaggi sempre aperti“. Le affermazioni di Savas Yildiz sono sorprendentemente dettagliate, suggerendone l’effettiva accuratezza e coerenza con numerose prove.

La ‘complicità profonda’ di Erdogan
12002804Ahmet Yayla, ex-capo antiterrorismo e prevenzione del crimine della polizia nazionale turca dal 2010 al 2014, conosce direttamente le operazioni sul confine turco-siriano. “Il governo Erdogan ha sempre chiuso un occhio sulle decine di migliaia di sostenitori dello SIIL che passano dall’aeroporto di Istanbul al poroso confine turco con la Siria per unirsi allo SIIL“, ha detto. Oltre a testimoniare direttamente sul flusso di terroristi dalla Turchia alla Siria, Yayla ha intervistato dei disertori dello SIIL che si nascondono in Turchia, in qualità di vicedirettore del Centro Internazionale per lo Studio della radicalizzazione della violenza. I risultati della ricerca, condotta in collaborazione con la consulente antiterrorismo di NATO e Pentagono professoressa Anne Speckhard della Georgetown University, specialista dei fattori psico-sociali della radicalizzazione, furono pubblicati nel libro pubblicato a luglio, ISIS Defectors: Inside Stories of the Terrorist Caliphate, così come nel recente documento per la rivista Perspectives on Terrorism journal. Da queste interviste spiegano che la sponsorizzazione diretta turca dello SIIL è un segreto di Pulcinella nella rete terroristica: “Nonostante le dichiarazioni di Erdogan di combattere lo SIIL, le prove indicano che era e continua ad esservi profondamente implicato, permettendo allo SIIL non solo di reclutare in Turchia, ma anche di ricevere armi e rifornimenti. Questi fatti agghiaccianti furono confermati più e più volte durante le nostre interviste a disertori dello SIIL. Un ex-emiro ci disse che lo SIIL ha costruito migliaia di bombe grazie ai rifornimenti di bombole di propano dalla Turchia“. Yayla e Speckhard sostengono che Erdogan “ha bisogno dello SIIL quale strumento per sedare il PKK, le forze ribelli curde anti-turche, anti-Erdogan ed anti-SIIL“. I documenti sequestrati dalle forze curde ai combattenti dello SIIL tra dicembre 2014 e marzo 2015, provano che i combattenti dello SIIL attraversano liberamente il confine turco-siriano con l’aiuto di “imprese private”. L’anno scorso, un funzionario occidentale che conosce le informazione riservate ottenute con un’importante incursione degli Stati Uniti contro una base dello SIIL, ha detto che “rapporti diretti tra funzionari turchi e membri dello SIIL sono ora ‘innegabili’“. Il funzionario confermava che la Turchia aiuta altri gruppi jihadisti, tra cui Ahrar al-Sham e Jabhat al-Nusra, affiliata ad al-Qaida in Siria. “Le distinzioni (dagli altri gruppi d’opposizione) sono davvero sottili“, ha detto il funzionario. “Non vi è alcun dubbio che collaborino militarmente con entrambi“. Diversi altri disertori dello SIIL confermano che i capi sul campo dello SIIL in Siria sono in contatto diretto con i “funzionari turchi“, in quanto vi è “piena collaborazione con i turchi“.

La Giordania accusa Erdogan di diffondere lo SIIL in Europa
Ma forse la valutazione più schiacciante fu fatta da uno degli alleati di Erdogan, re Abdullah di Giordania, che disse a una riunione di alti rappresentanti del Congresso a Washington DC, a gennaio, che la Turchia incoraggia deliberatamente lo SIIL ad inviare terroristi in Europa, per compiervi attacchi terroristici. “Il fatto che i terroristi vadano in Europa fa parte della politica turca e la Turchia continua ad esserne rimproverata, ma senza conseguenze“, avrebbe detto il re giordano alla riunione. Alla riunione del Congresso parteciparono presidenti e membri dei comitati forze armate, intelligence e relazioni estere del Senato degli USA, tra cui i senatori John McCain, Bob Corker, Mitch McConnell e Harry Reid, della maggioranza e della minoranza al Senato, rispettivamente. Abdullah confermò anche che lo Stato turco era complice nel traffico di petrolio dello SIIL. Disse che il presidente Erdogan è dedito alla “soluzione islamista nella regione” e al conflitto in Siria. Le dichiarazioni del re giordano confermano una precedente inchiesta di Insurge Intelligence, esponendo il ruolo dello Stato turco nel facilitare il contrabbando di petrolio dello ISIS. Le osservazioni del re erano sostenute dal ministro degli Esteri giordano Nasir Judah, in occasione della riunione del Congresso, che disse che i bombardamenti russi impedivano alla Turchia di creare zone sicure nel nord della Siria fermando i profughi diretti in Turchia, “La Turchia ha scatenato i rifugiati verso l’Europa“. Le note di re Abdullah furono segnalate da Middle East Eye (MEE), ma furono a malapena notate dalla stampa, se non da qualche media. Forniscono la sorprendente prova che la minaccia terroristica crescente dello SIIL in Europa è stata deliberatamente incrementata da uno dei membri più potenti della NATO. I militari e l’intelligence della Giordania lavorano direttamente con Turchia, Paesi del Golfo ed occidente coordinando addestramento e assistenza militare ai ribelli anti-Baath in Siria. Sanno individuare i problemi della politica turca regionale verso lo SIIL. Ma lo sono anche le altre agenzie d’intelligence occidentali. Il silenzio assordante delle autorità occidentali di fronte alle rivelazioni di re Abdullah sollevano questioni urgenti sul rifiuto continuo della NATO di agire per fermare il sostegno allo SIIL da uno dei suoi membri.

La NATO evanescente mentre uno se i suoi membri sponsorizza lo SIIL
2015-04-24T104910ZInsurge Intelligence contattò la NATO per un commento e un portavoce disse che avrebbero risposto “presto”. Queste le mie domande: “La mia domanda è, sulla scia di queste prove, cosa farà la NATO verso la Turchia? Dato che la lotta allo SIIL ha la massima priorità, i membri della NATO vorranno interrogare Yildiz sull’intelligence riguardo lo sponsor dello SIIL, e le reti finanziarie e organizzative di cui Yildiz sembra avere intima conoscenza? La NATO adotterà azioni per fermare il sostegno allo ISIS proveniente dal suo seno?” Daniel Arnaud, capo delle operazioni mediatiche della NATO, finalmente rispose con una e-mail spiegando, in sostanza, che la NATO è assente mentre la Turchia brucia: “Ieri era festa nazionale e molte persone sono via oggi. Risponderemo alla domanda la prossima settimana“. Così si combatte la ‘guerra allo Stato islamico’. Dopo la relazione del MEE, il governo giordano emise un comunicato ufficiale che negava che il re avesse accusato la Turchia di esportare il terrorismo in Europa. Tuttavia, l’articolo del MEE si basa su una fonte credibile direttamente presente alla discussione nella riunione del Congresso. Due mesi dopo la notizia dell’allarme di re Abdullah riferita a porte chiuse a Capitol Hill, diversi tribunali turchi inspiegabilmente liberarono importanti agenti dello SIIL precedentemente arrestati e accusati. Tra di loro c’era Abu Hanzala, nome di battaglia di , e i suoi camerati. Hanzala sarebbe il comandante dello SIIL in Turchia, catturato con armi e munizioni al momento dell’arresto. Fu descritto dall’operativo dello SIIL Savas Yildiz come una delle principali figure clericali delle operazioni turche dello SIIL, promuovendone dottrine teologiche e reclutamento di centinaia di combattenti. Grazie alla decisione dell’Alta Corte Penale d’Istanbul del 24 marzo, l’Abu Bakr al-Baghdadi’ della Turchia è ora libero di diffondere ulteriormente terrore. Non fu rilasciato solo lui, ma 94 presunti operatori dello SIIL. Nel frattempo, la NATO si prende un lungo week-end, e può o meno decidere di rispondermi.

Con Erdogan, lo SIIL va in metastasi
Il pericolo per l’Europa dovuto al crescente sostegno della Turchia allo SIIL è ulteriormente evidenziato dopo il colpo di Stato militare fallito contro la presidenza Erdogan. Erdogan ha risposto lanciando il proprio contro-colpo di Stato contro le istituzioni democratiche della Turchia. Secondo una dichiarazione del Congresso nazionale curdo (KNC), coalizione di organizzazioni curde d’Europa, formato da politici curdi esiliati, avvocati e leader della società civile, le azioni di Erdogan alimentano una forma di “nazionalismo settario” che “creerà lo SIIL turco“. L’AKP, partito al governo di Erdogan, “ora spera di rafforzare la presa sul potere e il suo sistema anti-democratico e anti-curdo“, avvertiva il KNC: “Se tale tentato golpe ha incoraggiato l’AKP, i suoi alleati e i nazionalisti, ha anche radicalizzato i circoli nazionalisti settari vicini all’AKP. Questo porterà a una nuova generazione di formazioni turche simili allo SIIL, come l’Osmanli Ocaklari, un gruppo paramilitare organizzato da Erdogan stesso“. Il KNC avverte anche che l’Osmanli Ocaklari raggiunge lo ISIS mentre sviluppa collegamenti in Europa: “già organizzano nei Paesi europei; collegamenti tra loro e lo SIIL sono già discussi. Queste tendenze nazionaliste settarie si radicalizzeranno ulteriormente divenendo le forze repressive contro ogni opposizione all’AKP“. Il KNC avverte che sotto l’ombrello ideologico e politico dell’AKP, il nazionalismo settario diventerà “la versione turca dello SIIL… una versione più radicale dei Fratelli musulmani“, utilizzata per proiettare potenza sulla regione.

Kadir Canpolat

Kadir Canpolat, capo dell’Osmanli Ocaklari

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

30 domande sul colpo di Stato in Turchia

Nonostante l’Ataturk di Istanbul fosse assediato, perché il presidente Erdogan vi atterrò?
Veysel Ayhan, Dailyo, 20-07-20162f99c40fdedfceb3bbed6b1b01e9d77466f85b0f1. Non vi è precedente nella storia di un colpo di Stato attuato bloccando ponti. Invece di chiudere il ponte sul Bosforo, i congiurati avrebbero potuto usare la stessa forza militare per impedire che il presidente Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro Binali Yildirim facessero dichiarazioni alle TV. Perché non l’hanno fatto?
2. Non c’è stato alcun colpo di Stato militare nel mondo in cui non venisse arrestato il presidente, il primo ministro o anche un singolo ministro. Come spiegarlo?
3. Non è strano che, nonostante tutti i colpi di Stato militari avvenissero prima dell’alba, questo tentato golpe avvenisse nella prima serata in cui quasi tutti sono svegli?
4. È normale che, tranne gli ufficiali in servizio, quasi nessun alto comandante si vide quella notte per le strade; e che quei soldati non sapessero nemmeno cosa facevano e cosa affrontavano?
5. Facendo la dichiarazione all’aeroporto, Erdogan disse che “vi furono movimenti alle 15.00“. E’ ormai noto che l’Agenzia d’intelligence nazionale (MIT) avvertì Erdogan del tentato colpo di Stato alle 16.30. Se avesse fatto una dichiarazione e chiamato i cittadini in piazza al momento, il tentato colpo di Stato non ci sarebbe stato, i soldati non avrebbero lasciato le caserme e centinaia di persone non sarebbero morte. Perché restò in silenzio?
6. Disse che si aspettava un “dono di Dio”, cioè il tentativo di colpo di Stato, per chiamare le persone in piazza? Perché ritardare la dichiarazione di sei ore?
7. Quando Erdogan seppe del tentato colpo di Stato alle 16.30, invece di trasferirsi in una località segreta ed emettere la dichiarazione da lì, perché scelse di volare a Istanbul quando gli aerei da combattimento golpisti erano in volo?
8. Nonostante il fatto ben noto che l’Ataturk di Istanbul era assediato durante il tentato colpo di Stato, quale logica spinse Erdogan a dirigersi su quell’aeroporto?
9. Nonostante tutti potessero facilmente monitorare il volo di Erdogan su flightradar.com, perché non scelse di volare con alcun altro aeromobile se non l’ATA?
10. Come mai Erdogan aveva fiducia nei piloti degli F-16 che scortavano il suo aereo ATA?
11. Essendo una persona che teme di essere assassinata e che ha creato un laboratorio alimentare nel suo palazzo temendo che possa essere avvelenato, come Erdogan poté volare sull’ATA nonostante il grave rischio di essere abbattuto e di essere un bersaglio facile? Non è come dire “mi colpite per favore“?
12. E’ normale che media importanti come NTV, CNN Turk, Dogan Haber, Anadolu Ajansi indicassero continuamente, da subito, quando nessuno ancora aveva la minima idea di quello che accadeva, che “il tentato colpo di Stato era opera di simpatizzanti dell’Organizzazione Terroristica di Fethullah Gülen (FETO) nelle Forze armate turche (TSK)“, e Erdogan e Yildirim iniziassero ogni discorso con tale frase?
13. Perché il parlamento turco fu bombardato quando i veri obiettivi del colpo di Stato erano Erdogan e il suo palazzo? Come si spiega che gli F-16 colpissero il parlamento, ma mancassero un grande bersaglio, il Palazzo da 450000 metri quadrati, bombardandone solo il giardino?
14. E’ normale assaltare un palazzo, protetto da centinaia di guardie pesantemente armate e dove migliaia di dipendenti lavorano, con soli tre comandanti e tredici soldati, che furono arrestati dai poliziotti all’ingresso?
15. Perché i comandanti parteciparono a una cerimonia di matrimonio, nonostante sapessero della pianificazione del colpo di Stato alle 16.00?
16. Con solo una cinquantina di soldati, i congiurati avrebbero potuto sequestrare la rete satellitare Turksat che gli avrebbe permesso di sospendere tutte le trasmissioni, o avrebbero potuto assaltare la direzione delle telecomunicazioni per controllare il traffico internet, ma non lo fecero. Perché?
17. Quando il MIT informò quasi tutte le autorità dello Stato della pianificazione del colpo di Stato alle 16.00, per quale motivo l’emittente di Stato TRT non fu presidiata e l’annuncio del colpo di Stato impedito?
18. Non è strano che, subito dopo l’annuncio del colpo di Stato sulla TRT, i dipendenti tornassero alle scrivanie continuando le trasmissioni come al solito?
19. Perché Twitter e altri social media non furono bloccati ed Internet fermato quella notte, come accade anche col più piccolo attentato terroristico?
20. Quando un ordine di allerta viene emesso su segnalazione anche di un piccolo attentato terroristico, perché tale ordine non fu emesso nel tentato colpo di Stato militare?
21. Durante le proteste del parco Gezi nel 2013, Erdogan era estremamente ansioso, ma quella sera era straordinariamente rilassato. E suo genero sorrideva pure. Come era possibile quando centinaia di persone morivano in diretta televisiva?
22. E’ possibile che ci fossero 100 generali simpatizzanti di Gulen che tollerassero litanie e calunnie di Erdogan contro di lui per tre anni? E aspettassero che ogni ente ed impresa prossimo al movimento di Gulen venisse sequestrato dal governo e tutti i funzionari simpatizzanti di Gulen venissero eliminati dalle istituzioni statali, prima di lanciare il colpo di Stato?
23. E’ vero che il fratello del vicecapo del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) il Maggiore-Generale Mehmet Disli, e altri ufficiali di alto rango inizialmente appoggiarono il tentato colpo di Stato, ma in seguito ritirarono il loro sostegno?
24. Dopo il tentato golpe il governo civile ha purgato molti più funzionari statali di quanto una giunta militare avrebbe mai fatto. Il tentato colpo di Stato è una scusa per le purghe?
25. La mattina seguente il tentato golpe, due membri della Corte costituzionale, Alparsalan Altan e Erdal Tercan, furono arrestati illegalmente. Il mandato d’arresto fu emesso anche contro 140 membri della Corte suprema e 48 del Consiglio di Stato. Il provvedimento di fermo fu emesso contro 2745 magistrati, giudici e pubblici ministeri. Cos’hanno a che fare con il tentato colpo di Stato? La lista era già pronta?
26. Il Ministero degli Interni ha sospeso 8777 funzionari delle sedi centrale e provinciali. I poliziotti sono dietro il tentato colpo di Stato?
27. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha sospeso 15200 dipendenti e ha annullato le licenze di 21000 insegnanti che lavorano in istituti privati. La giustificazione sarebbe dimostrata “dalle indagini dopo il tentato colpo di Stato“. Come possono essere state indagate 50000 persone in 48 ore?
28. La sorveglianza incostituzionale del MIT è stata utilizzata per eliminare quasi 100000 persone in tre giorni?
29. Se i congiurati riuscivano a cacciare il governo, avrebbero effettuato tali purghe?
30. Sarebbe sbagliato chiamare tali epurazioni colpo di Stato effettivo?

Alparsalan Altan - Erdal Tercan

Alparsalan Altan e Erdal Tercan

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La politica estera della Turchia dopo il colpo di Stato

Il fallito colpo di Stato in Turchia potrebbe avere implicazioni sui rapporti di Ankara con occidente, Russia e Siria
Ilija Lakstygal, Russia Direct, 19 luglio 2016aa_picture_20140830_3166542_webIl 17 luglio apparve evidente che il tentato golpe militare in Turchia si era concluso con un fallimento. I primi arresti sono ormai degenerati in una purga senza precedenti nel campo militare. i partner della Turchia non furono molto veloci nel condannare il tentato golpe e contemporaneamente affermano che tutti gli obblighi internazionali rimarranno in vigore con la Turchia. Quindi la posizione internazionale di Ankara non subirebbe modifiche sostanziali. Tuttavia, tali eventi avranno inevitabilmente conseguenze sulle relazioni della Turchia con Stati Uniti, Russia e Siria, soprattutto considerando il peso dei militari turchi nella regione. Secondo il rapporto annuale “Military Balance 2016 “, predisposto dal think tank inglese Istituto Internazionale di Studi Strategici (IISS), l’esercito turco ha 410000 effettivi. Ciò significa che il Paese ha l’esercito più potente nella NATO dopo gli Stati Uniti e, a differenza di molti eserciti europei, quello della Turchia ha esperienza nei combattimenti contro la guerriglia dei ribelli curdi. L’esercito turco è anche un’importante istituzione politica. Ha sempre visto il suo ruolo ridotto, nonostante un breve prestigio dopo la guerra al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). E ora la sconfitta inequivocabile dell’élite militare col fallito colpo di Stato influenzerà il rapporto della Turchia con il più stretto alleato nella NATO, gli Stati Uniti, così come con il suo recente nemico, la Russia.

Implicazioni del colpo di Stato della Turchia nulle relazioni con l’occidente
Questi eventi indicano che molti contatti operativi con la Turchia, nel quadro della NATO, sono stati temporaneamente congelati. Il segretario di Stato degli USA John Kerry ha esplicitamente messo in guardia la leadership politica turca che sarebbe un grosso errore, per un alleato della NATO, intraprendere purghe di massa tra i suoi ufficiali in questo momento. Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati in quanto la lotta contro lo Stato Islamico dell’Iraq e Grande Siria (SIIL) è in pieno svolgimento, e la NATO ancora avverte contro la politica estera assertiva della Russia, di cui l’alleanza ha appena discusso all’ultimo vertice di Varsavia. In risposta, Erdogan ha fatto capire che gli Stati Uniti sono parzialmente coinvolti nel colpo di Stato, almeno per il fatto che il principale “puparo” della cospirazione e dello “Stato parallelo”, il religioso Fethullah Gülen, attualmente vive in esilio volontario in Pennsylvania, ed i più alti generali turchi hanno cooperato con i loro colleghi statunitensi, compresi quelli dell’intelligence. La rivista Foreign Policy sottolinea che l’ovvia conseguenza di tale fallito colpo di Stato sarà l’indebolimento dell’esercito turco a breve termine. Una chiara indicazione di ciò è il fatto che l’instabilità politica abbia immediatamente interessato la principale base della NATO in Turchia, Incirlik, vicino al confine siriano. Otre agli aeromobili vi sono anche testate nucleari tattiche, nella base. In realtà, fu esclusa dai sistemi di supporto vitale, durante il tentato di colpo, dai congiurati, uno dei quali era il comandante della base. Incirlik è la base principale degli aerei da combattimento statunitensi e dei membri della coalizione internazionale anti-SIIL. Il colpo di Stato ha imposto la sospensione dei volti degli aerei dalla base, impedendo agli aviogetti di sostenere le Forze Democratiche Siriane (SDF), per il 60 per cento formate da curdi siriani. L’esercito turco le ha sempre considerate nient’altro che un ramo del PKK, che Ankara considera un’organizzazione terroristica. Nonostante il fatto che i voli dalla base d’Incirlik sono ripresi (per ora, necessari all’aeronautica della coalizione per sostenere i curdi nell’attuale battaglia per Manbij, città nel nord della Siria), le Forze Armate turche non possono affatto sostenere i ribelli dell’esercito libero siriano (FSA) ad Aleppo e Lataqia nel prossimo futuro. Dopo tutto, dal 18 luglio l’Esercito arabo siriano ha isolato i quartieri controllati dai ribelli di Aleppo da ogni comunicazione. Questo non significa che l’invio di combattenti, istruttori e unità d’intelligence in Siria si fermerà. Anche nei giorni del tentato colpo di Stato, tali attività sono proseguite. Tuttavia, le dimensioni dell’attività turca dovrebbe ridursi, e questo renderà più facile a Mosca sostenere Damasco. Questo è ciò che Ruslan Pukhov, direttore del Centro per l’analisi delle strategie e tecnologie, pensa. Ciò avverrà indipendentemente dalla volontà del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan (che non potrà mai rinunciare alle ambizioni neo-ottomane) d’aumentare il sostegno all’ELS, se non altro perché i militari saranno paralizzati per qualche tempo.Erdoğan_and_PutinL’impatto del tentato colpo di Stato sui rapporti di Ankara con Russia e Siria
Sotto questa luce, è importante ricordare le informazioni trapelate alla stampa poco prima del colpo di Stato sui contatti informali tra intelligence militare turco e regime del Presidente siriano Bashar Assad, supportato dalla Russia. Tuttavia, Ankara e Damasco sono poco propense a riprendere il dialogo ufficiale nel prossimo futuro, dato che Assad ha definito Erdogan un fascista nell’ultimo discorso al neoeletto parlamento siriano. Tuttavia, sull’esempio della Russia, si vede come la retorica possa virare rapidamente di 180 gradi. Non vi è alcun motivo di esserne sorpresi: il FSA, sostenuto dalla Turchia (sia nelle battaglie di febbraio contro curdi e lealisti, che a maggio contro lo SIIL) ha dimostrato totale impotenza. La minaccia curda e le scommesse fallite sull'”opposizione moderata” porteranno inevitabilmente al dialogo con Mosca. Allo stesso tempo, la guerriglia curda infuria nelle province orientali della Turchia e il crescente potere dei loro compatrioti siriani ha portato Ankara a credere che Assad sia forse il male minore rispetto ai curdi. Damasco guarda anche ai curdi siriani (loro alleati del momento) con diffidenza, soprattutto dopo la dichiarazione di autonomia e richiesta di federalizzazione della Siria. Va ricordato che i rapporti tra Ankara e Washington sono peggiorati a causa della questione curda. Questo perché, sul campo nella lotta allo SIIL, gli Stati Uniti puntano sulle SDF piuttosto che sul FSA. Allo stesso tempo, vi furono contatti segreti tra turchi e governo siriano (e non certo senza che Mosca sapesse) con un improvviso miglioramento delle relazioni russo-turche dopo le cosiddette “scuse” di Erdogan sul pilota russo ucciso il 24 novembre 2015. Ironia della sorte, il pilota turco che abbatté l’aereo russo era coinvolto nel tentato colpo di Stato del 16 luglio. I sostenitori di Erdogan semplicemente non potevano non approfittare di una coincidenza così fortunata, con il sindaco di Ankara Melih Gokcek, fedelissimo di Erdogan, che felicemente annunciava in una intervista alla filiale turca della CNN che il “due volte colpevole” pilota era stato catturato. Ora, l’ex-eroe nazionale faceva parte di un malvagio complotto ordito dai militari e dall’emigrato politico Gulen per avvelenare i rapporti tra Putin e Erdogan. Eppure, poco tempo prima, era tutto il contrario. Nel febbraio 2016, quando i ribelli sostenuti dalla Turchia nella provincia siriana di Aleppo furono sconfitti dai curdi e dalle forze governative siriane, furono i generali che convinsero l’infuriato Erdogan a non intervenire nel Paese vicino inasprendo il conflitto con Mosca. Perciò, un confronto militare diretto incombente con la Russia non c’è stato e la Turchia ha evitato di combattere su più fronti, contro i curdi nelle retrovie, contro i curdi in Siria, contro Assad e i suoi alleati russo-iraniani, e contro lo SIIL. I militari hanno sostenuto l’intervento in Siria, ma solo nel quadro della strategia alla moda della “guerra per procura”. Il miglioramento delle relazioni con la Russia, ovviamente, continuerà. Questo avverrà nonostante il divieto di voli regolari dell’aviazione civile in Turchia e il blocco temporaneo della navigazione sul Bosforo (vitale per rifornire le unità russe in Siria e lo stesso Assad) durante il colpo di Stato, che innervosì Mosca. E’ possibile che in occasione della prossima riunione del G20, Putin e Erdogan finalmente s’incontrino. Tuttavia, resta da vedere se il miglioramento delle relazioni Mosca-Ankara si avrà davvero.

Uno sguardo al futuro
Le repressioni nelle forze armate, la situazione della base aerea di Incirlik e le richieste persistenti di estradare Gulen non aiuteranno le relazioni con Washington. Allo stesso tempo, i tentativi di migliorare le relazioni con la Russia non significano che la Turchia si asterrà dal perseguire politiche imperialiste in Medio Oriente o di aiutare i ribelli siriani. Forse non sarà una tendenza a lungo termine, ma lo segnala agli statunitensi che hanno appena concluso un altro “accordo siriano” nell’ultima visita di Kerry a Mosca. Mosca non sarà affascinata dalla “scuse” di Erdogan o dalla rivelazione che l’esercito avvelenava le relazioni tra Turchia e Russia. Gli USA, nonostante il peggioramento delle relazioni (furono ancor peggiori prima, ad esempio durante la crisi di Cipro del 1974) rimangono il partner strategico della Turchia. E i rapporti con la Russia, nonostante l’invio di gas e il flusso di turisti, possono essere poi chiusi, dopo la tregua necessaria per non combattere contro tutti i nemici contemporaneamente. La domanda è, quanto durerà la tregua?Turkey's President Erdogan and U.S. President Obama attend working session at G20 summit  in AntalyaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Golpe turco: Ucciso l’ufficiale responsabile delle operazioni contro lo Stato islamico

Tyler Durden, Zerohedge 18 luglio 2016

13716135Ormai solo i più ingenui credono alla narrazione ufficiale sul colpo di Stato in Turchia. Lo diciamo per due ragioni: prima, come anche il commissario UE incaricato di trattare la richiesta d’adesione della Turchia, Johannes Hahn, ha detto, quando si discute dell’epurazione senza precedenti in Turchia, “Sembra che almeno qualcosa sia stato preparato. Le liste erano pronte indicando che erano state preparate per utilizzarle in una determinata fase. Sono molto preoccupato. E’ esattamente quello che temevamo“. Non ha detto cosa esattamente temesse, ma lo si può dedurre. Seconda, notando la stampa turca cambiare apertamente narrazione, Erdogan non era nemmeno capace di capire chi incolpare del “tentato colpo di Stato” fino a questo pomeriggio, prima accusava gli Stati Uniti, poi l’ex-capo dell’aeronautica turca, prima di decidere definitivamente di accusare il 77enne residente in Pennsylvania, Fethullah Gulen, di essere la scarsa mente dietro tutto. A dire il vero, i media occidentali erano felici d’ignorare tali “cambiamenti” e di rilanciare falsità alle masse solo per mantenere l’illusione della narrazione ufficiale turca. Un esempio di ciò è quando Erdogan ha detto alla CNN, questa mattina, che “era scampato alla morte per soli pochi minuti, prima che i golpisti assaltassero il villaggio nel sud-ovest della Turchia dove era in vacanza lo scorso fine settimana“. L’intervista di Erdogan fu trasmessa il 18 luglio sera. Ha detto alla CNN che i soldati golpisti uccisero due delle sue guardie del corpo, quando assaltarono il villaggio, alle prime ore del 16 luglio, “se fossi rimasto altri 10, 15 minuti, sarei stato ucciso o sarei stato preso”, disse tramite il traduttore presidenziale“. Eppure, il giorno prima scrivemmo che anche se “I piloti golpisti ebbero l’aereo di Erdogan nel mirino” non fecero nulla, spingendo un ex-ufficiale “vicino agli eventi” a chiedersi “perché non hanno sparato, è un mistero“. Quindi, poche ore prima 2 F-16 avevano agganciato sul radar Erdogan e decisero di non uccidere il dittatore, e le truppe del presunto “golpe” furono lanciate per prendere Erdogan, molte ore dopo l’inizio del cosiddetto colpo di Stato, nel suo hotel dove l’avrebbero ucciso… se fosse rimasto “altri 10, 15 minuti“. Possiamo capire perché neanche gli europei ci credono.
Poi un altro esempio d’informazione forzata, e falsa, proviene dal Guardian che pubblica oggi un pezzo intitolato “Il colpo di Stato militare è stato ben pianificato ed è quasi riuscito, dicono i funzionari turchi“, con perle come la seguente: “Era mezzanotte nella capitale turca, solo due ore e mezzo dal tentato golpe, e il gruppo di nove ministri riunitisi in una sala conferenze al premierato era convinto che fossero tutti in procinto d’incontrare la fine. “Probabilmente avrà successo e noi moriremo stasera”, disse uno dei ministri, secondo un funzionario presente alla riunione. “Cerchiamo di essere pronti a morire. Saremo tutti martirizzati in questa lotta”.” Che dramma… ti fa sentire come se ci fossi stato. Non a caso, la maggior parte dell’articolo di Kareem Shaheen è scarno di fatti ma gravido di descrizioni barocche, interpretazioni, dicerie e di tutte quelle tecniche letterarie che fanno un buon pezzo di narrativa. Altri esempi: “Ma, mentre la Turchia raccoglie i cocci del fallito colpo di Stato, nuovi dettagli emergono spiegando quanto fosse vicino a riuscire l’intervento militare. Molti osservatori hanno etichettato il tentativo come dilettantesco, ma resoconti dei funzionari contraddicono questa caratterizzazione, descrivendolo come ben organizzato e quasi riuscito. Ad Ankara, il giorno del colpo di Stato, il ministro degli Interni era stato invitato, insieme ad altri alti funzionari, a una riunione ad alto livello sulla sicurezza nel quartier generale militare, per le 17:00. Una manovra che si è rivelata un pretesto per trattenerlo. Non non ci andò perché era troppo occupato, e dopo, quando il colpo di Stato scattò, era bloccato all’aeroporto Esenbogo di Ankara, dove creò una cellula di crisi per gestire la reazione, protetto da folle riunitesi per opporsi al colpo di Stato”. Anche in questo caso, zero fatti. Non a caso, lo stesso autore va per la tangente nella sua storia: “Storie emerse in quelle ore cruciali, tra l’indirizzo del presidente e il riuscito sabotaggio del colpo di Stato alle 04:00, sicuramente diverranno la mitologia ufficiale degli eventi. All’1:00, i funzionari dicono che il capo della polizia della città di Bursa arrestò il locale comandante dell’esercito, che aveva 6 pagine con i nomi di giudici ed ufficiali da nominare in varie posizioni burocratiche dopo il colpo di Stato. Altri soldati golpisti possedevano gli elenchi delle linee telefoniche sicure per ricevere gli ordini”. Perché avrebbero dovuti averli sapendo che molto probabilmente avrebbero affrontato la morte se i) il colpo di Stato era reale ed ii) Erdogan rimaneva al potere… beh, cerchiamo di non preoccuparcene. Ma poi, dolorosamente, ci siamo finalmente imbattuti in qualcosa che potrebbe smentire tutto questo, cioè un fatto prezioso, che farebbe brillare di una luce molto diversa quello che è successo durante il caos del colpo di Stato. Ecco cosa: “L’alto ufficiale dell’antiterrorismo della Turchia responsabile della campagna contro lo Stato islamico si recò all'”incontro” al palazzo presidenziale di Ankara. In seguito fu trovato con le mani legate dietro la schiena, colpito al collo, secondo un alto funzionario”. E improvvisamente molte tessere del “puzzle” turco trovano posto, perché se il resto della narrazione sul colpo di Stato è così vistosamente fabbricato e letteralmente costruito sul posto, la morte dell’ufficiale a capo dell’antiterrorismo anti-SIIL della Turchia, ucciso nel silenzio, da senso a un Paese che presentammo così nel novembre scorso, “L’uomo che finanzia lo SIIL è Bilal Erdogan, figlio del presidente della Turchia” seguito da “Tutto sul traffico di petrolio dello SIIL: “Rockefeller di Raqqa”, Bilal Erdogan, il greggio del KRG e la connessione israeliana” e naturalmente, “Erdogan afferma che si dimetterà se il traffico di petrolio con lo SIIL viene comprovato, dopo che Putin ha parlato di “altre prove””.
Avendo arrestato 20000 persone, la caccia alle streghe di Erdogan è solo agli inizi. Tuttavia, sembra che avesse alcuni capi molto liberi di cui prendersi cura già nella notte del 15 luglio. Uno di loro era l’uomo che combatteva lo SIIL per conto della Turchia, la stessa Turchia che, per inciso, finanzia e arma lo SIIL. Non vedo l’ora di scoprire cos’altro emergerà dall’affascinante storia di Erdogan nel sbarazzarsi di tutti gli indipendenti, finalmente svelatisi.1507079Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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