L’aspirante sultano e la Divisione Aeroportata russa, che succederà?

Moon of Alabama, 9 febbraio 2016700x350c50L’operazione siriana contro i terroristi eterodiretti continua con l’aiuto di Russia, Iran e altre forze alleate. L’operazione ha lo scopo di eliminare tutti i terroristi e loro alleati, come richiesto dalla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “La reiterata richiesta della risoluzione 2249 (2015) agli Stati membri è impedire e reprimere il terrorismo, in particolare dello Stato Islamico in Iraq e Levante (SIIL, noto anche come Daash), al-Nusra (ANF) e tutti gli altri individui, gruppi, imprese ed entità associate ad al-Qaida e SIIL, e altri gruppi terroristici, (…) e sradicarne il santuario che hanno creato”. Gli Stati Uniti per ora sembrano aderire alla risoluzione e permettere a Siria e Russia di fare ciò che devono. Ma vi sono altri che hanno investito sulla Siria più dell’amministrazione Obama. Lo scopo immediato delle forze siriane è chiudere il confine con la Turchia e liberare Aleppo dai jihadisti. 6000 soldati dall’Iran sono arrivati a sostenere l’operazione. Una grande operazione è prevista nei prossimi mesi. Ma sauditi, qatarioti, turchi e israeliani vogliono combattere il governo siriano fino all’ultimo ribelle siriano e mercenario straniero. Non rinunciano a sogni ed ingenti investimenti fatti per abbattere la Siria. Gruppi di terroristi sono stati appena richiamati ad Ankara per ricevere nuovi ordini. I sauditi avanzano l’offerta infida d’inviare truppe a combattere in Siria. Probabilmente è solo una copertura per incitare altri ad invadere il Paese. La Turchia è la candidata più probabile. Qui un giornalista turco, fervente seguace e portavoce di Erdogan, avanza la folle tesi che l’autodifesa della Turchia richieda di attaccare la Siria e gli alleati russi e iraniani: “La guerra di Teheran e Mosca contro questo Paese è una guerra contro Ankara. Questi due Paesi in realtà combattono direttamente la Turchia. Non vi è più alcun modo di nasconderlo. … La Turchia deve intervenire direttamente sulla questione siriana. Azione militare inclusa. Se Iran e Russia possono entrare in questo Paese con pretesti inconsistenti, se possono bombardare anche un puntino del nostro confine, se possono deportare i civili siriani in Turchia e attaccare la Turchia dalla Siria, allora la Turchia ha di gran lunga più ragione e diritto di loro. Nessuno vorrebbe una guerra aperta. Nessuno vorrebbe una guerra tra Russia e Iran e Turchia. Nemmeno l’avrebbero desiderato. Ma questa volta è molto grave. Se un passo non viene fatto oggi, ci accingeremo a combattere in condizioni più severe in futuro. Non esiste una cosa come il regime siriano o l’amministrazione di Damasco. Il Paese è stato ricreato e questa situazione chiaramente minaccia direttamente la Turchia e ci si aspetta che rimaniamo in silenzio accettandolo! Quale Paese può arrendersi a una cosa del genere? Vi è una minaccia, la condizione fisica e la ragione legale per intervenire”. Follie simili sono scritte dai clown della propaganda sionista sui principali quotidiani degli Stati Uniti L’assedio non ancora attuato a migliaia di terroristi di al-Qaida/al-Nusra e forse a circa 40000 civili ostaggi degli insorti in parti di Aleppo viene usato per invocare l’attacco degli Stati Uniti contro le forze siriane e russe. Dal Washington Post: “Operando sotto l’ombrello della NATO, gli Stati Uniti potrebbero utilizzare mezzi aeronavali nella regione per creare una no-fly zone da Aleppo al confine turco e chiarire che impedirà il continuo bombardamento di civili e rifugiati da qualsiasi parte, anche ai russi. Si potrebbe utilizzare la no-fly zone per tenere aperto il corridoio con la Turchia e utilizzare i propri mezzi per fornire a città e sfollati nella regione assistenza umanitaria. Se russi e siriani cercano di evitare la protezione umanitaria e il rifornimento della città, dovrebbero affrontarne le conseguenze militari”.
German Chancellor Angela Merkel visits Turkey Una mappa pubblicata lo scorso venerdì da La Repubblica, senza ulteriori spiegazioni, mostra l’invasione turca della parte settentrionale della Siria, attualmente occupata dallo Stato Islamico. Tale operazione consentirebbe di tenere aperte le comunicazioni tra Turchia e Stato Islamico, minacciate dai piani di attacco curdi e russi sulla stessa area per eliminare la presenza dello SIIL. Tale linea di comunicazione è importante. Lo scorso anno la comunità d’intelligence degli Stati Uniti dichiarò che vi erano circa 20000 jihadisti stranieri di SIIL, Jabhat al-Nusra e altri gruppi terroristici in Siria e Iraq. Nella testimonianza al Congresso di oggi (.pdf) il direttore dell’intelligence nazionale James Clapper parla di 38000. La Turchia afferma che ha chiuso le frontiere ai combattenti stranieri che vanno in Siria e Iraq. Se è così, come hanno fatto questi altri 18000 jihadisti stranieri ad entrare in Siria e in Iraq? Sono caduti dal cielo? I terroristi dello SIIL difficilmente vi sono stati aviotrasportati. Le truppe aeroportate russe atterrerebbero, piuttosto, se la Turchia dovesse fare qualcosa di stupido. La Russia ha già avvertito di aver osservato i preparativi dei turchi per l’invasione, ed ha lanciato un’esercitazione improvvisa con le truppe aviotrasportate e l’aviazione da trasporto militare nel Comando meridionale. La 56.ma Brigata d’Assalto Aereo della Guardia e la 7.ma Divisione Aerotrasportata della Guardia, a Kamyshin e Novorossijsk, sono state allertate. Sono unità d’élite che presero parte alle guerre cecene. L’anno scorso una Brigata Aeroportata della Difesa Aerea russa eseguì un’esercitazione a sorpresa. Queste forze, oltre a ulteriori unità aeree russe, probabilmente reagiranno all’invasione turca della Siria. Combatterebbero sul territorio siriano, non turco, e polverizzerebbero qualsiasi forza d’invasione turca di medie dimensioni.
Erdogan ricatta l’Unione europea con la minaccia d’inviare centinaia di migliaia di profughi. Non si capisce il motivo per cui l’Unione europea, e in particolare la cancelliera tedesca Merkel, lo permettano. Se l’UE, o anche la sola Germania, usassero le valvole economiche disponibili sulla Turchia, la sua economia urlerebbe di dolore. Un avvertimento ai turisti tedeschi a non recarsi in Turchia per il pericolo di attentati costerebbe alla Turchia miliardi di entrate all’anno. Anche avvertimenti sul credito alle banche turche sovraesposte sarebbero possibili; le linee di credito all’esportazione potrebbero essere ridotte, e le importazioni agricole dalla Turchia finire sotto più stretti controlli. In un anno la Turchia perderebbe almeno il 10% del PIL. Ma UE e Merkel non sembrano ricordarsi di essere derise dall’aspirante sultano ottomano. Gli Stati Uniti hanno solo snobbato la Turchia dichiarando che non ritengono la curdo-siriana YPG un’organizzazione terroristica. La Turchia ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti sulla questione. Erdogan sembra fuori di sé. Ora è il fattore dei più incalcolabili futuri sviluppi in Siria. Ma se dovesse invadere la Siria non potrà contare su NATO e Stati Uniti. Cosa combinerà?Russian-war-exerciseTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bilderberg contro Donald Trump

Layla Khusajnova, Contrainjerencia 03/02/2016Donald TrumpIl regolare redattore del ‘Financial Times‘ Martin Wolf sottolinea che i potenti del club Bilderberg sono assai scontenti dallo stato attuale delle cose e, in particolare dell’elevata popolarità del miliardario e candidato repubblicano per la presidenza degli Stati Uniti Donald Trump.
Secondo le informazioni del suo profilo, Wolf è “sorprendentemente ben collegato alle élite per cui scrive” ed ha molti amici tra i banchieri più influenti, indicando che sa bene di cosa parla. Nell’articolo intitolato ‘I perdenti economici in rivolta contro le élite’, Wolf scrive che i “perdenti” economici rigettano “le élite che dominano la vita economica e culturale del Paese” e che “le potenziali conseguenze sono spaventose“. Affermando che “potrebbe essere troppo tardi” fermare l’ondata populista di Trump, Wolf osserva che le élite “hanno preso le distanze da lealtà e preoccupazioni nazionali, creando invece una Supérelite globale“. I “populisti nativisti non devono vincere. Conosciamo la storia: finisce male. Nel caso degli Stati Uniti, il risultato avrà gravi conseguenze globali”.

Perché il club Bilderberg non è felice di Donald Trump?
Le parole di Martin Wolf sembrano una minaccia al mondo per non aver obbedito alle regole del mentore onnipresente. Ma perché il club Bilderberg non è contento di Donald Trump? La prima ragione che può preoccupare l’élite globale sono gli accordi commerciali, come ad esempio l’accordo di partenariato economico Trans-Pacifico (TPP). Secondo varie stime, solo negli Stati Uniti, nel 2025, altri 450000 posti di lavoro spariranno, colpendo molti cittadini e l’economia degli USA, mentre i globalisti di Bilderberg, Council on Foreign Relations e Rockefeller, come evidenziato sul blog del candidato al Congresso degli Stati Uniti Jon Rappoport, contano sul TPP. “E’ uno dei loro preziosi frutti. Vogliono minare l’economia degli Stati Uniti, nell’ambito del programma per aprire la via al pianeta sotto un unico sistema di gestione. L’impero globalista”. Sembra che Donald Trump ne saboti i piani per il caos economico globale e la supremazia indiscussa della mega-società.

La Russia non cede al club Bilderberg
La seconda tendenza che può infastidire i potenti del mondo è la sua posizione verso la Russia e il Presidente Putin. Il miliardario ha ribadito a più riprese che supporta le azioni della Russia in Siria e ha detto che l’opposizione armata siriana, sostenuta da Washington, sarà peggiore per il Paese e il Mondo. Inoltre, in una conferenza stampa del 17 dicembre, il Presidente russo Vladimir Putin ha detto che Trump è “un uomo di talento e brillante”, ed è anche “il leader assoluto della corsa presidenziale negli Stati Uniti“; a ciò Donald Trump ha risposto definendolo un “grande onore”. La vittoria in Trump può aprire una nuova fase nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia, non redditizia per il club Bilderberg che non vuole un candidato presidenziale fuori dal suo controllo. Chiaramente, grazie a ricchezza e possibilità il club Bilderberg non si fermerà davanti a nulla per raggiungere i suoi obiettivi e far vincere un suo candidato, ad esempio Hillary Clinton, come se fosse la ghigliottina mondiale. Ma lo stato attuale delle cose dimostra che il mondo è in fase di transizione e si risveglia dal letargo imposto dalla élite globale. Mi auguro che il senso comune del mondo multipolare e le giuste relazioni prevalgano.Donald Trump signs RNC loyalty pledge at Trump Tower, New York, America - 03 Sep 2015Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“La guerra in Siria terminerà con la sconfitta della NATO”

Guerra in Siria, intervista ad Alessandro Lattanzio
Intervista a cura di Daniele De Quarto, Giano Bifronte

Alessandro, grazie per aver accettato questa intervista per Giano Bifronte che ci aiuterà a fare chiarezza su di un conflitto cruciale per le sorti del Medio Oriente e non solo.12650918Veniamo subito a noi. Ripercorriamo la storia della Siria degli ultimi sei anni. Perché è scoppiata la guerra civile nel 2011 e come si è arrivati al coinvolgimento diretto di attori esterni, su tutti la Russia?
Il coinvolgimento è esterno fin dall’inizio, poiché la rivolta in Siria era stata prevista e pianificata da anni dalle agenzie d’intelligence e dagli enti governativi d’influenza strategica (i think tank) degli USA, spesso con iniziatie finanziate dallo speculatore miliardario statunitense George Soros, patrocinatore delle rivoluzioni colorate in Europa orientale fin dagli anni ’90. Inoltre Francia, Gran Bretagna, Israele, Turchia, Qatar e Arabia Saudita attivarono i loro agenti in Siria, o in medio oriente in generale. Come i comitati di ‘dissidenti’ politici esiliati a Parigi, Londra e Berlino, o come al-Qaida, finanziata dall’Arabia Saudita, o ancora la Fratellanza mussulmana foraggiata da Turchia, Qatar e Regno Unito. Tali forze si coalizzarono, sotto l’ombrello del Dipartimento di Stato e della CIA degli USA, creando la cosiddetta ‘opposizione’ siriane, che non è null’altro che un comitato di referenti delle suddette potenze il cui braccio armato è costituito sostanzialmente dai jihadisti integralisti dei fratelli mussulmani e di al-Qaida. Mosca è intervenuta in Siria, sua alleata storica dal 1956, dopo oltre 4 anni d’ingerenza armata delle potenze della NATO e wahhabite.

Quali sono le coalizioni che si fronteggiano?
In sostanza si tratta del confronto indiretto tra blocco atlantista-islamista (ovvero NATO, USA, Turchia, Arabia Saudita e Stati del Consiglio del Golfo, come Quwayt, Emirati Arabi Uniti e Bahrayn, e organizzazioni estremiste islamiche come al-Qaida, Stato islamico, ecc.) e la nascente alleanza eurasiatica (Federazione russa, Cina popolare, Iran e i suoi alleati regionali, Iraq, Siria e Libano).

La guerra in Siria ha a che fare con le cosiddette “primavere arabe”?
E’ una delle tante conseguenze della rivolta islamista nel Medio Oriente e in Nord Africa, fatta passare per rivolta ‘dei giovani che vogliono la democrazie’. Nulla di più falso, gli organi della disinformazione strategica, ovvero i mass media occidentali e quelli delle petromonarchie (al-Jazeera e al-Arabiya, ad esempio), hanno deformato i fatti mediorientali, fornendo una veste ‘filo-occidentale, dirittumanitarista e democratica’ a forze che erano in piccola percentuale liberali, ma sostanzialmente integraliste islamiste, addirittura suprematiste e razziste in diversi casi. Inoltre, la propaganda occidentale, ovvero sempre i nostri mass media, ha occultato diversi fatti cruciali, ovvero che le manifestazioni della ‘primavera araba’ furono pianificate e finanziate per anni dalle organizzazioni d’intelligence e d’influenza occidentale, come le ONG, quasi tutte finanziate da enti governativi di USA, Francia, Gran Bretagna, ecc. Inoltre, i mass media occidentali hanno diffuso false notizie, attribuendo ai governi obiettivo del rovesciamento camuffato da ‘rivoluzione colorata’, crimini e atrocità inventate, o addirittura commessi dai ‘giovani rivoluzionari’, ma attribuiti ai governi dei Paesi aggrediti.

Chi sono i cosiddetti “ribelli moderati” siriani? Qual è il loro legame con i servizi segreti occidentali, in particolare con la CIA?
I ribelli, sostanzialmente, sono integralisti armati dalla CIA e dai servizi d’intelligence della NATO e dei Paesi wahhabiti; spesso criminali politici e comuni arruolati nelle prigioni saudite, o mercenari legati alla fratellanza mussulmana e ad al-Qaida, provenienti dai vari angoli dell’Ummah, il mondo mussulmano sunnita. Tali centinaia di migliaia di terroristi e mercenari in cinque anni sono stati arruolati, addestrati, armati e infiltrati in Siria dalle strutture coperte della NATO, note come Stay Behind o Gladio (Gladio-B in Medio oriente). Infatti, diversi ufficiali delle intelligence e delle forze speciali occidentali hanno partecipato alla formazione di tali orde di terroristi, da Jabhat al-Nusra (al-Qaida in Siria) allo Stato islamico (al-Qaida in Iraq), tra cui anche italiani.12651172Cos’è veramente l’Isis? Com’è nato? Chi è il “califfo” Al-Baghdadi?
Lo Stato islamico non è altro che al-Qaida in Iraq, creato nel 2006 da ex-funzionari iracheni dello stato di Sadam Husayn e da terroristi arrestati e poi arruolati dagli statunitensi che avevano occupato l’Iraq nel 2003. Al-Baghdadi, in qualunque modo si possa considerarlo, è passato attraverso i filtri statunitensi costituiti dai centri di detenzione creati dalle amministrazioni Bush e Obama in Iraq, utilizzati per selezionare coloro che poi sono divenuti i capi e i quadri dello Stato islamico.

Perché Israele (lo ha recentemente dichiarato il ministro della difesa) teme più l’Iran dell’Isis? Perché in questi anni l’Isis non ha mai attaccato Israele, né pare intenzionata a farlo? E perché Israele non ha mai intrapreso azioni militari contro l’Isis?
Lo Stato islamico, come ho detto, è un’operazione delle intelligence della NATO e dei Paesi wahhabiti, quindi degli alleati d’Israele. Perciò Tel Aviv non lo teme. Anche perché tali strutture terroristiche hanno per scopo distruggere i Paesi arabi nazionalisti e socialisti, aderenti all’Asse della Resistenza, gli unici che si siano mai opposti efficacemente alle ingerenze israeliane nella regione. Le altre organizzazioni, sopratutto islamiste (Hamas compresa), non hanno per obiettivo combattere contro il colonialismo sionista, ma distruggere i movimenti panarabi, progressisti o sciiti del Medio oriente, su direttive occidentali e con finanziamenti delle retrive petromonarchie wahhabite che vedono nell’Asse della Resistenza (Iran-Iraq-Siria-Libano) un nemico da distruggere, al contrario di Israele e NATO, con cui sono da sempre alleati.

L’influenza degli Stati Uniti in Medio Oriente si è accresciuta o è diminuita negli ultimi dieci anni? E quella di Russia e Cina?
L’influenza degli USA è crollata in Medio Oriente, per avere sabotato i governi amici (Mubaraq in Egitto, Ben Alì in Tunisia, Salah in Yemen) e aver tradito la fiducia di nuovi possibili partner (Gheddafi in Libia); inoltre il fallimento della primavera araba ha reso diffidenti vecchi alleati, come Israele e Arabia Saudita, e consolidato la diffidenza dei Paesi ostili come Algeria, Iran e Siria. Quindi gli USA si ritrovano con meno alleati nella regione, col rischio di perderli tutti, visto che tra Erdogan e i curdi, Washington al solito segue un doppiagiochismo che non inganna più nessuno. Rispetto a ciò, la posizione coerente e solida della Russia, e pragmatica della Cina, hanno permesso a Mosca e Beijing non solo di rassicurare i loro alleati regionali (Siria, Algeria e Iran), ma di conquistarne altri, traditi dagli USA e dal loro doppiogiochismo dozzinale (Egitto, Iraq, Libano, a cui vanno unendosi Giordania, curdi e perfino Qatar e Bahrayn). Non va trascurato che gli ultimi alleati degli USA si sentono minacciati dallo Stato islamico, di cui sanno originare dai piani statunitensi per frantumare e ridisegnare il ‘Grande Medio Oriente’, vecchi di vent’anni almeno.

Come pensi che finirà la guerra in Siria?
Con la sconfitta della NATO e dei loro alleati regionali, che subiranno un disastroso contraccolpo interno da tale debacle. Soprattutto Turchia e Arabia Saudita, i cui governi sono talmente miopi da non prevedere alcun piano politico-diplomatico con cui affrontare tale scenario futuro. Da qui le continue minacce verbali d’intervenire in Siria, minacce che non spaventano nessuno, non avendo l’Arabia Saudita nulla che possa esser chiamata Forze armate, e non avendo la Turchia un’omogenea visione della situazione strategica regionale tra governo islamista ed esercito ancora kemalista.skghb_0

La Russia ha infiltrato con successo lo SIIL

Fort Russ, 8 febbraio 2016560e9418c36188b34b8b457aSpie ceceni fedeli al Cremlino si sono infiltrate nello Stato islamico in Siria raccogliendo l’ intelligence che l’Aeronautica russa utilizza per scegliere gli obiettivi dei bombardamenti, ha dichiarato il leader della Cecenia alla TV. Ramzan Kadyrov, lo stretto alleato del Presidente Vladimir Putin che ha il serrato controllo della regione a maggioranza musulmana, dal passato di ribellione contro Mosca, ha dichiarato che ceceni si erano addestrati con i combattenti dello Stato Islamico all’inizio della guerra siriana. “Una rete spionistica fu allestita nello Stato Islamico“, citava l’ufficio di Kadyrov sull’intervento sul canale Russia 1, affermando che “i migliori combattenti” della Cecenia furono inviati in Siria per raccogliere informazioni su struttura e numero dei terroristi. “Grazie al loro lavoro di agenti l’Aeronautica russa distrugge le basi dei terroristi in Siria“. Chiestogli dei commenti, Dmitrij Peskov, portavoce di Putin, ha rifiutato di confermare la presenza di forze cecene in Siria. L’intervista completa di Kadyrov sull’argomento dovrebbe essere trasmessa il 10 febbraio. Lo Stato islamico in Siria girò un viedo macabro a dicembre; l’omicidio di un uomo indicato come ceceno e spia dell’intelligence russa. Kadyrov, accusato da gruppi sui diritti umani, ha rapidamente smentito che l’uomo fosse una spia. I ceceni che si oppongono al governo russo, induriti da due guerre contro Mosca, sono anche noti jihadisti che combattono al fianco dello Stato islamico in Siria. Mosca teme possano tornare e compiere attentati in Russia, come hanno minacciato.
La Russia ha lanciato gli attacchi aerei in Siria il 30 settembre e ha istituito una base aerea integrando l’impianto navale esistente. Vi ha fanteria e blindati per proteggere i propri interessi ed istruttori e consiglieri militari che collaborano con l’Esercito arabo siriano. I diplomatici occidentali hanno detto che le forze speciali russe sono attive in Siria; le autorità russe non sono aperte su questo. Ma la TV di Stato, in un’anticipazione del programma completo che sarà trasmessa questa settimana, ha detto che era il momento di parlare delle forze che aiutano a coordinare gli attacchi aerei russi in Siria “a costo della propria vita”, mostrando un campo di addestramento in Cecenia che secondo lui era il luogo dove gli agenti attivi in Siria si erano addestrati. Centinaia di uomini armati fino ai denti con veicoli a quattro ruote motrici venivano mostrati in fila, con un uomo ripreso ripetutamente sparare con una pistola mentre guidava, in ciò che sembrava uno corso di addestramento speciale alla guerriglia urbana. Kadyrov, ex-ribelle ceceno divenuto leale al Cremlino, appare anche sparare con un’arma ad alta potenza su un bersaglio. Ha detto che i suoi uomini in Siria avevano subito perdite. Kadyrov ha detto che ad ottobre voleva inviare militari ceceni in Siria per partecipare alle “operazioni speciali”, ma l’avrebbe fatto solo se Putin l’autorizzava.
Le forze russe hanno combattuto due guerre brutali contro i ribelli ceceni; ma la regione, anche se ancora affronta una limitata insurrezione islamista, ha un ampio margine di autonomia nella Russia ed è stata ricostruita. Kadyrov si dichiara uno dei più fedeli sostenitori di Putin.32ABD5BA-D852-418A-976D-941541B977F2_cx0_cy14_cw0_mw1024_s_n_r1

Ceceni fedeli alla Russia l’aiutano in Siria infiltrando SIIL e al-Qaida
Ramazan Khalidov e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 8 febbriao 2016

3000La Federazione Russa è multi-etnica e multi-religiosa e chiaramente le forze armate rispecchiano il mosaico religioso della Siria. I cristiani ortodossi nelle forze armate della Federazione Russa sono predominanti, proprio come i musulmani nelle forze armate della Siria, ma entrambi gli eserciti sono multi-religiosi e complessi. Pertanto, data la realtà dei molti taqfiri caucasici che aderiscono allo SIIL (Stato islamico – IS) e ai gruppi terroristici legati al-Qaida in Siria, non sorprende che ceceni fedeli aiutino le Forze Armate della Federazione Russa in vari modi sul campo, in quella nazione. Le élite politiche di Mosca sono pienamente consapevoli che taqfiri ceceni e caucasici vivono liberamente entro le frontiere aperte di Europa, NATO, Turchia e in certe zone della Georgia. Inoltre, con i petrodollari del Golfo che finanziano il salafismo nel Caucaso e in alcune parti della Federazione russa, le reti terroristiche in Iraq e Siria sono una grave minaccia per le zone di tensione etniche e religiose nel Caucaso. In effetti, gli eventi in Francia evidenziano come la penetrazione islamista sia pericolosa, con i diversi attentati collegati alle forze terroristiche settarie in Siria. A differenza del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin che sostiene le forze centrali in Siria, è chiaro che il presidente francese Hollande ha sostenuto le varie forze settarie sunnite contro il governo siriano. Tuttavia, dagli attacchi terroristici concretizzatisi in Francia, Hollande converge in una certa misura nella comprensione della politica della Federazione russa. Questa realtà può essere vista con i crescenti attacchi allo SIIL dell’aviazione della Francia. Pertanto, mentre Francia e Federazione Russa bombardano lo SIIL in Siria, e Mosca bombarda le altre forze terroristiche settarie, come al-Nusra, non a caso si gioca anche la carta cecena e caucasica. Il Presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov commenta: “Un’ampia rete spionistica è stata allestita nello Stato islamico“. L’osservazione di Kadyrov, musulmano devoto, non sorprendente perché sa dell’esistenza della ratlines da cui armi sofisticate e jihadisti internazionali vengono infiltrati dalla Turchia della NATO. Inoltre, con le potenze di Golfo e NATO coinvolte nelle varie politiche di destabilizzazione, è nell’interesse di Putin e Kadyrov infiltrare le sinistre reti terroristiche e geopolitiche.
A differenza della Siria, dove la Federazione Russa opera con il pieno consenso del governo della nazione, è chiaro che diverse persone legate alle reti terroristiche anti-russe siano state eliminante nella Turchia della NATO. Questo vale per Rustam Altemirov, Zaurbek Amriev, Gaji Edilsultanov, Islam Janibekov, Berg-Hazh Musaev, Ali Osaev e Kaim Saduev, tutti periti in Turchia. Pertanto, parole e promesse di Kadyrov, alludendo all’infiltrazione dello SIIL, su misure antiterroriste e aiuto alla Federazione russa in Siria hanno senso. Kadyrov riferisce apertamente “Grazie al loro lavoro come agenti, l’Aeronautica russa distrugge con successo le basi terroristiche in Siria“. In un articolo su Modern Tokyo Tomese s’è affermato: “Perché molti islamisti ceceni e caucasici entrano in Siria, data la situazione nella regione caucasica della Federazione Russa? Dopo tutto, il governo del Presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov chiaramente sconfigge i ceceni islamisti. Pertanto, il motivo per cui gli islamisti ceceni affollano la Siria è che la “loro jihad” interna vacilla rispetto al passato… Inoltre, il motivo per cui altri islamisti provenienti da varie regioni del Caucaso entrano in Siria è dovuto ai problemi in molte regioni, ad esempio in Daghestan, quindi, quali forze sono la ragione di ciò”? Ovviamente, le potenze di NATO e Golfo utilizzano taqfiri ceceni e altri jihadisti internazionali per animosità verso Federazione Russa e Siria. Infatti, è evidente che, quando sembrava che la Siria stesse per essere invasa, alcuna potenza del Golfo e della NATO chiedesse un cessate il fuoco. Tuttavia, ora che le varie forze settarie taqfirite affrontano la nuova offensiva del governo siriano, improvvisamente le potenze di Golfo e NATO cercano la tregua militare. Allo stesso tempo, le stesse nazioni contrarie a Russia e Siria giocano la carta umanitaria da un punto di vista molto distorto. Pertanto, i lealisti ceceni e le varie reti antiterrorismo russe collaborano per infiltrare le diverse forze terroristiche settarie taqfirite in Siria.Ramzan KadyrovTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze siriane si rafforzano

Ilija Novitskij, Politikus, 08/02/2016 – South Front

12687987La sconfitta definitiva dei terroristi nella Siria nord-occidentale si avvicina inesorabilmente. Il governatore della provincia di Lataqia Ibrahim Salam al-Qudr difficilmente sopravvaluta il contributo della forza aerea russa, il cui efficace supporto aereo ha agevolato alle forze governative significativi successi quando i terroristi avevano un vantaggio numerico considerevole nella maggior parte dei fronti. I successi del governo sono di incoraggiamento e ispirazione per i cittadini siriani che aderiscono alle unità di volontari. Questo è esattamente il contrario di ciò che successe quattro anni fa, quando i combattimenti iniziarono, quando gli attivisti sostenevano l’opposizione. Ma ora nessuno dubita che Assad trionferà. Le operazioni ricordano il 1944, quando gli ex-alleati della Germania nazista dichiararono guerra alla potenza dell’Asse, una dopo l’altro. Unità di volontari sono formati su base territoriale. Proteggeranno le città liberate contro incursioni e sabotaggi, in altre parole saranno forze di polizia e potranno anche formare unità di riserva dell’esercito da utilizzare per sostenere le forze regolari in settori cruciali. I volontari mantengono i loro posti di lavoro e ricevono la metà dello stipendio di un soldato, inoltre le famiglie dei volontari sono regolarmente riforniti di cibo e benefici dal governo della Siria. Questa politica aggiunge incentivo economico al patriottismo e all’odio verso i terroristi, motivando all’adesione alle forze del governo. Dal lato dei terroristi, i flussi di denaro si sono notevolmente indeboliti, pertanto, gli islamisti non possono contare su nuove reclute. Piuttosto il contrario: le formazioni meno radicali perdono i combattenti che hanno scelto di unirsi alle forze del governo, invece. Ad Aleppo, le forze siriane hanno già tagliato le principali vie di rifornimento dal territorio turco.
La provincia di Aleppo ha visto la fine dell’assedio di quattro anni di Nubul e al-Zahra, dove 70mila persone furono bloccate dai terroristi. L’operazione di Aleppo è ormai nella fase decisiva, il cui obiettivo è prendere il controllo di tutto il confine con la Turchia. L’occidente si aspettava che le forze governative siriane s’impantanassero a Lataqia, almeno fino ad aprile, quando il cambiamento meteo imporrebbe un pausa operativa. Questa zona è di vitale importanza per assicurare l’invio di rinforzi e munizioni dalla Turchia, motivo per cui controllarla è questione di vita o di morte per gli islamisti. I combattimenti a Lataqia e Aleppo bloccano significative forze siriane che altrimenti potrebbero essere utilizzate per annientare i terroristi demoralizzati nella provincia di Idlib. Ma ora, a dispetto dell’occidente, i terroristi sono sull’orlo della sconfitta totale nella Siria del nord-ovest. La vittoria libererà forze considerevoli che potrebbero essere utilizzati per la prossima sconfitta dei terroristi nella provincia di Idib, che a sua volta, distruggerà il fronte terrorista lasciando i terroristi senz’altra scelta che fuggire in Turchia. Erdogan senza dubbio suda freddo, sapendo che i suoi polli terroristici vengono a farsi arrostire.

'Civili inermi' fuggono dagli 'indiscriminati' bombardamenti delle forze russe e siriane ad Aleppo.

‘Civili inermi’ fuggono dagli ‘indiscriminati’ bombardamenti delle forze russe e siriane ad Aleppo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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