Gorbaciov ufficialmente sospettato di tradimento

RusVesna, 17 dicembre 2015, Fort Russ

Former-Soviet-leader-Mikhail-GorbachevUn parlamentare della Camera della Federazione Russa, Georgij Fedorov, ha inviato una richiesta al Procuratore Generale Jurij Chajka per verificare il contenuto dei colloqui tra alti funzionari dell’Unione Sovietica e il Presidente degli Stati Uniti sul rispetto degli articoli del codice penale su “tradimento” e “diffusione di segreti di Stato” e, se necessario, perseguirli. Ciò deriva dalle trascrizioni declassificate delle conversazioni telefoniche in cui i vertici politici, Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin, riferivano a George HW Bush sulla distruzione dell’URSS. Le trascrizioni delle conversazioni telefoniche dell’8 e 25 dicembre 1991 sono state pubblicate dai media (in particolare, sul quotidiano Komsomolskaja Pravda). Secondo Konsomolskaja Pravda, Boris Eltsin chiamò il presidente Bush ed ebbe un colloquio per più di 28 minuti, subito dopo la firma dell’accordo di Bialowieza (sulla creazione della CSI) l’8 dicembre 1991. Due settimane dopo, il 25 dicembre il primo (e ultimo) presidente dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, telefonò a George W. Bush, e la conversazione durò 22 minuti. I dettagli di tali conversazioni per lungo tempo poterono essere solo indovinate. I nostri servizi speciali non li registrarono, ma gli statunitensi sì e furono classificate. Erano conservate nella Biblioteca Presidenziale del Texas, e solo nel 2008, Bush junior tolse la classificazione “segreta” e copie dei documenti si trovano ora presso il nuovo Centro Eltsin di Ekaterinburg. “Nella progettazione preliminare del nostro museo, abbiamo trovato queste trascrizioni nel catalogo della Biblioteca Presidenziale George Bush. Abbiamo inviato la richiesta e ricevuto copie elettroniche. Si dice spesso che Eltsin e Gorbaciov “corsero” ad aggiornare il presidente degli Stati Uniti sul crollo dell’Unione Sovietica, ma non fu così. In effetti, la situazione era complicata. L’Unione Sovietica collassò, ed era necessario informare il Presidente degli Stati Uniti che l’arsenale nucleare dell’Unione Sovietica era sotto controllo“, ha detto Dmitrij Pushmin, responsabile dell’archivio del Centro Eltsin. Georgij Fedorov ritiene che il contenuto di tali conversazioni siano la prova diretta che Eltsin e Gorbaciov coscientemente lavorarono per gli Stati Uniti e la distruzione dell’URSS, e che costoro sono voltagabbana e traditori. A tal proposito, fece appello alla Procura Generale della Repubblica per indagini e incriminazione ai sensi delle leggi su “Tradimento dello Stato” e “Divulgazione di segreto di Stato”. “Se ci sono personaggi storici per cui sento un odio sincero e profondo, sono Eltsin e Gorbaciov. Sono sempre stato convinto che la distruzione dell’URSS sia il risultato del tradimento diretto delle élite, tra cui i capi di Stato. Ma fino a poco prima la mia opinione era rafforzata solo da osservazioni generali e informazioni informali. Ma ora che le trascrizioni di questi colloqui sono stati presentati alla società, tutto quadra. Costoro sono dei traditori e dovrebbero essere giudicati secondo la legge“, ha detto in un’intervista a Russian Planet. Ecco le trascrizioni:

Voglio informarti personalmente, signor presidente
Conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica russa Eltsin
Partecipanti: George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, Boris Eltsin, presidente della Repubblica Russa
8 Dicembre 1991, 13.08 – 13:36, Ufficio Ovale

Presidente Bush: Ciao, Boris. Come stai?
Presidente Eltsin: Ciao, signor presidente. Sono molto lieto di salutarvi. Signor Presidente, siamo d’accordo che nel caso di eventi di estrema importanza c’informiamo reciprocamente, io – tu, e tu – io. Oggi nel nostro Paese c’è stato un evento molto importante, e vorrei informarti personalmente, prima che dalla stampa.

Presidente Bush: Naturalmente, grazie.
Presidente Eltsin: Sono qui riuniti oggi, Signor Presidente, i leader di tre repubbliche, Bielorussia, Ucraina e Russia. Ci siamo incontrati e dopo molte lunghe discussioni durate quasi due giorni, siamo giunti alla conclusione che l’attuale sistema e Trattato dell’Unione, che ci stavano spingendo a firmare, non siano adatti. Così ci siamo riuniti e solo pochi minuti fa abbiamo siglato un accordo congiunto. Signor Presidente, noi, leader delle tre repubbliche Bielorussia, Ucraina e Russia, prendendo atto che i negoziati per il nuovo trattato (dell’Unione) sono in un vicolo cieco, riconosciamo che non ci sono ragioni oggettive a che la creazione di Stati indipendenti non diventi realtà. Inoltre, considerando che la politica miope del centro ci ha portato a crisi economiche e politiche, che hanno interessato tutti i settori della produzione e varie fasce della popolazione, noi comunità di Stati indipendenti di Bielorussia, Ucraina e Russia abbiamo firmato un accordo. Questo accordo, composto da 16 articoli, difatti porta alla creazione del Commonwealth o gruppo di Stati indipendenti.

Presidente Bush: Capisco.
Presidente Eltsin: I membri del Commonwealth mirano a rafforzare la pace e la sicurezza internazionali. Garantiscono anche il rispetto di tutti gli obblighi derivanti da accordi o trattati internazionali firmati dall’ex-Unione Sovietica, tra cui il debito estero. Siamo anche a favore di un controllo unificato sulle armi nucleari e loro non proliferazione. Questo accordo è stato firmato dai capi di tutti gli Stati coinvolti nei negoziati, Bielorussia, Ucraina e Russia.

Presidente Bush: Nuovo.
Presidente Eltsin: Il presidente e il presidente del Soviet supremo della Bielorussia è con me nella stanza da dove chiamo. Ho anche appena finito un colloquio con il Presidente del Kazakistan Nazarbaev. Ho letto l’intero accordo, compresi tutti i 16 articoli, ed appoggia pienamente tutte le nostre azioni ed è pronto a firmare l’accordo. È partito immediatamente per l’aeroporto di Minsk per la firma.

Presidente Bush: Capisco. Boris, sono grato per la vostra chiamata e la vostra apertura. Vedremo tutti i 16 punti ora. Quale pensi sarà la reazione del centro?
Presidente Eltsin: In primo luogo, ho parlato con il Ministro della Difesa Shaposhnikov. Voglio leggere l’articolo 6 della convenzione. Shaposhnikov è in totale accordo e sosterrà la nostra posizione. E ora ho letto l’articolo 6…

Presidente Bush: Noi, naturalmente, vogliamo esaminarli tutti attentamente. Ci rendiamo conto che tali questioni debbano essere affrontate dai partecipanti e non da terzi come gli Stati Uniti.
Presidente Eltsin: Possiamo garantirli, signor Presidente.

Presidente Bush: Beh, buona fortuna, e grazie per la vostra chiamata. Vi aspettiamo per la reazione del centro e delle altre repubbliche. Credo che il tempo ci dirà.
Presidente Eltsin: Sono convinto che il resto delle repubbliche capirà e molto presto ci raggiungeranno.

Presidente Bush: Grazie ancora per la vostra chiamata dopo un evento storico.
Presidente Eltsin: Arrivederci.gorbaciov-eltsin-infophotoAlla fine ho deciso di farlo oggi
Conversazione telefonica con Mikhail Gorbaciov, presidente dell’Unione Sovietica
Partecipanti: George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, Mikhail Gorbaciov, presidente dell’Unione Sovietica
25 dicembre 1991, 10:03-10:25, Camp David

Presidente Bush: Ciao, Michael.
Presidente Gorbaciov: George, mio caro amico. Sono contento di sentirti.

Presidente Bush: Sono lieto di sentirti in un grande giorno, un giorno storico. Grazie per aver chiamato.
Presidente Gorbaciov: Vorrei iniziare con la parte piacevole: voglio augurarvi, a Barbara e a tutta la tua famiglia un Buon Natale. Pensavo a quando avrei dovuto fare la mia dichiarazione, se martedì od oggi. Di conseguenza, ho deciso di farlo oggi, nel tardo pomeriggio. E così prima di tutto voglio congratularmi con un Buon Natale e i migliori auguri. E ora devo dire che tra circa due ore parlerò alla televisione a Mosca, con una breve dichiarazione sulla decisione che ho preso. Ti manderò presto una lettera, George. Te la riporto. Nella lettera, ho scritto le cose più importanti. Ora vorrei ribadire il mio apprezzamento per ciò che abbiamo fatto durante la nostra collaborazione, quando eri vicepresidente, e poi quando sei diventato presidente degli Stati Uniti. Mi auguro che tutti i leader dei Paesi del Commonwealth, e in particolare la Russia, capiscano il valore della condivisione delle lezioni apprese dai leader dei nostri due Paesi. Spero che capiscono la loro responsabilità per la conservazione e la crescita di questa importante risorsa. Nella nostra Unione, i dibattiti su quale sorta di Stato formare non sono andati nella direzione giusta, quella che pensavo fosse giusta. Ma voglio assicurarti che userò tutta la mia influenza politica e credibilità in modo che il nuovo Commonwealth sia effettivo. Sono lieto che i leader del Commonwealth abbiano già raggiunto accordi ad Alma-ata sulle importanti questioni nucleari e strategiche. Mi auguro che a Minsk saranno prese altre questioni, fornendo un meccanismo di cooperazione tra le repubbliche. George, lascia che ti dica quello che credo sia estremamente importante.

Presidente Bush: Sto ascoltando.
Presidente Gorbaciov: Naturalmente, è necessario riconoscere tutti questi Paesi. Ma vorrei prendere in considerazione quanto sia importante per il futuro del Commonwealth evitare l’aggravamento dei processi di disgregazione e distruzione. Quindi è nostro dovere comune aiutare il processo di cooperazione tra le repubbliche. Vorrei sottolineare questo punto. Ora, sulla Russia, questo è il secondo tema più importante dei nostri colloqui. Di fronte a me sul tavolo c’è il decreto del Presidente dell’URSS sulle mie dimissioni. Ho anche ceduto le responsabilità da comandante supremo e delegato l’autorità per l’uso delle armi nucleari al Presidente della Federazione Russa. Cioè, ho eseguito le cose fino al completamento del processo costituzionale. Vi posso assicurare che tutto è sotto stretto controllo. Appena annuncerò le mie dimissioni, il decreto entrerà in vigore. Non ci sarà nessun dissenso. Puoi passare una tranquilla serata di Natale. Tornando al tema della Russia, voglio dire ancora una volta che dobbiamo fare tutto il possibile per sostenerla. Farò tutto quanto in mio potere per sostenere la Russia. Ma i nostri partner devono anche provare, e avere il loro ruolo nella cura e sostegno della Russia. Quanto a me, non ho intenzione di nascondermi nella foresta o nei boschi. Rimarrò politicamente attivo, mantenendo una vita politica. Il mio obiettivo principale è aiutare il processo che iniziai con la perestroika e il nuovo modo di pensare in politica estera. I rappresentanti della stampa qui spesso mi chiedevano del nostro rapporto personale. In questo momento storico, voglio che tu sappia quanto apprezzo la nostra cooperazione, partenariato e amicizia. I nostri ruoli possono cambiare, ma vorrei assicurarti che ciò che abbiamo ottenuto non cambierà. Rajsa e io auguriamo a te e a Barbara tutto il meglio.

Presidente Bush: Michael, prima di tutto voglio esprimere il mio apprezzamento per la vostra chiamata. Ho ascoltato il vostro messaggio con grande interesse. Noi continueremo ad interessarci, soprattutto della Repubblica Russa e delle enormi difficoltà che potrebbero anche peggiorare questo inverno. Sono molto contento che non hai intenzione di nasconderti nella foresta, e che continuerai l’attività politica. Sono assolutamente sicuro che andrà a beneficio del nuovo Commonwealth. Sono grato per il vostro chiarimento sulle armi nucleari. È una questione vitale di importanza internazionale, e sono grato a voi e ai leader delle repubbliche per l’ottimo processo di organizzazione e attuazione. Ho preso atto che la responsabilità costituzionale su questo tema va a Boris Eltsin. Vi assicuro che continueremo la stretta collaborazione su questo piano…
Presidente Gorbaciov: Grazie, George. Sono contento di sentire tutto oggi. Vi saluto e stringo la mano. Mi hai detto molte cose importanti, e te ne sono grato.

Presidente Bush: Tutti i migliori auguri, Michael.
Presidente Gorbaciov: Arrivederci.

Fine della conversazione5a7ef6af-b561-41c7-88f0-db4fc306462dTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin e Shojgu sulle operazioni in Siria

Putin incontra il Ministro della Difesa Sergej Shojgu
Cremlino, Mosca, 8 dicembre 2015

Vladimir Putin ha avuto un incontro di lavoro con il ministro della Difesa Sergej Shojgu. In particolare, il Ministro della Difesa ha informato il Presidente sulla scoperta del registratore di volo dal jet da combattimento russo abbattuto in Siria dall’aviazione turca.President Vladimir Putin meets with Defense Minister Sergei ShoiguPresidente della Russia Vladimir Putin: Come procede il lavoro, signor Shojgu? Io e voi dovremo discutere i preparativi per la riunione annuale del Consiglio (Ministero della Difesa) sui risultati annuali, ma ora cerchiamo di arrivare ai nostri affari correnti, per favore.
Ministro della Difesa Sergej Shojgu: Signor Presidente, in linea con le vostre istruzioni, il 5 dicembre abbiamo aumentato l’intensità dei nostri attacchi e preparato e lanciato un massiccio attacco aereo e missilistico con i bombardieri strategici Tu-22 dal territorio della Federazione russa. Per la prima volta abbiamo lanciato missili da crociera Kalibr dal sottomarino Rostov-na-Donu nel Mar Mediterraneo. L’Aeronautica e la flotta sottomarina hanno avuto successo, colpendo tutti i bersagli. I missili Kalibr hanno ancora una volta dimostrato la loro efficienza a lunga gittata. Abbiamo testato sia il lancio dei missili che il loro volo, oltre ad assicurarci di aver colpito gli obiettivi, due importanti strutture terroristiche a Raqqah. In questi ultimi tre giorni, aerei Tu-22 hanno effettuato 60 missioni di combattimento e colpito 32 obiettivi. Tutti gli obiettivi sono stati già completamente esplorati con ogni sistema d’intelligence, in modo che possiamo dire con piena fiducia che danni significativi sono stati inflitti a depositi di munizioni, impianti di produzione di vari tipi di mine e, naturalmente, infrastrutture petrolifere, in altre parole, raffinazione e trasporto. Inoltre, in contemporaneamente agli aerei Tu-22 e al sottomarino, i nostri aerei della base aerea di Humaymim hanno operato per tre giorni. Abbiamo effettuato oltre 300 sortite e colpito più di 600 obiettivi diversi. Devo anche dire che le vostre istruzioni sono state adempiute: i caccia Su-30 hanno scortato assolutamente tutti i voli. Questo è vero per l’Aeronautica strategica nei voli ad alta quota, così come per gli aerei d’attacco e i bombardieri che decollano dalla base aerea di Humaymim.

Vladimir Putin: E il sottomarino ha lanciato in immersione?
Sergej Shojgu: Sì, signor Presidente, il sottomarino ha compiuto lanci in immersione perché avevate dato istruzioni di testare le nostre nuove armi in tutti gli ambienti in cui possono essere utilizzate, in aria e in mare. Abbiamo lanciato missili dal mare con la Flottiglia del Caspio. Ora abbiamo testato e dimostrato lanci reali di missili dal Mediterraneo contro obiettivi reali. Abbiamo avvertito i nostri colleghi di Israele e Stati Uniti che avremmo condotto questi lanci oggi. Prima, i lanci furono effettuati da navi di superficie della Flotta del Nord, nei mari del Nord. Dalla base aerea di Humaymim abbiamo attivamente operato sui territori in cui hanno sede i terroristi che hanno ucciso il nostro pilota. Di conseguenza, tutte queste aree sono state liberate con le forze operative speciali dell’esercito siriano…

Vladimir Putin: che cercavano l’equipaggio?
Sergej Shojgu: Sì. I membri del servizio siriano hanno rastrellato il territorio, rilevando il luogo dello schianto del nostro aereo, e tutti questi banditi fuggivano così in fretta che non hanno avuto il tempo di prendere nulla dal velivolo, così abbiamo scoperto il registratore parametrico che vi abbiamo portato e che vorrei mostrarvi.

Vladimir Putin: Sugli attacchi dal sottomarino. Abbiamo certamente bisogno di analizzare tutto quello che succede sul campo di battaglia, come funzionano le armi. I missili Kalibr e Kh-101 generalmente mostrano risultati molto buoni. Ora vediamo queste nuove, moderne e altamente efficaci armi ad alta precisione che possono essere dotate di testate nucleari, convenzionali o speciali. Naturalmente, non ne abbiamo bisogno nella lotta ai terroristi, e spero che non ne avremo mai bisogno. Ma nel complesso, questo dice molto sui nostri significativi progressi nel migliorare armi ed equipaggiamenti in dotazione ad esercito e marina russi. Sul registratore parametrico, diamo un’occhiata ora. L’avete aperto?
Sergej Shojgu: No, signor Presidente.

Vladimir Putin: vi chiederò di non aprirlo per ora, e di aprirlo solo in presenza di esperti stranieri e di registrare tutto con cura. Mi pare di capire che il registratore parametrico ci darà la possibilità di capire chiaramente tutta il volo del Su-24 da posizione e momento in cui è decollato al momento in cui è caduto, velocità, altitudine, tutte le manovre compiute durante il volo. In altre parole, possiamo capire dove fosse in realtà e dove ha subito il criminale colpo dall’aviazione turca, di cui abbiamo discusso molte volte. E voglio chiarirlo subito. Certo, dobbiamo sapere queste informazioni. Ma indipendentemente da ciò che sapremo, il nostro atteggiamento verso ciò che è stato commesso dalle autorità turche non cambierà. Ripeto, abbiamo trattato la Turchia non solo da nazione amica, ma da alleata nella lotta al terrorismo e nessuno si aspettava tale infida pugnalata alla schiena. Ma noi, ovviamente, dobbiamo sapere tutti i dettagli di ciò che è successo. Quindi dobbiamo lavorare su questo dispositivo molto attentamente e accuratamente, al massimo livello professionale, in collaborazione con esperti internazionali. In ogni caso, dovremmo invitare chiunque voglia prendere parte a questo lavoro. Dobbiamo sicuramente ringraziare i nostri soldati delle forze speciali, delle unità di ricerca e soccorso, e gli effettivi del servizio siriano per il recupero del registratore, che sicuramente aiuterà a stabilire ciò che è accaduto.1031460764

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA bombardano le truppe che hanno scoperto la ratlines Stato islamico – USA

What Does It Mean 7 dicembre 2015

US-helecopterIl Ministero della Difesa (MoD) riporta che aerei militari degli Stati Uniti che operano nella zona di guerra del Levante hanno bombardato una caserma dell’Esercito arabo siriano (EAS) nella provincia di Dair al-Zur, in Siria, nel tentativo di uccidere gli Spetsnaz (forze speciali) russi che vi operano e che avevano scoperto una “ratline” segreta della Central Intelligence Agency (CIA) che collega lo Stato islamico attivo in questa zona a luoghi come Dover, Tennessee. Secondo il rapporto, 4 aerei da guerra statunitensi hanno lanciato 9 missili sulla caserma dell’EAS, uccidendo almeno tre persone e ferendone altre 13; cosa che il governo siriano ha definito “atto di aggressione” e su cui il Ministero degli Esteri siriano ha inviato una protesta ufficiale al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il bilancio delle vittime di questo deliberato atto di guerra del regime di Obama contro le forze militari siriane e della Federazione che combattono contro lo Stato islamico, secondo il rapporto, sarebbe stato significativamente più elevato se non fosse stato per l’allerta data dalle Forze Aerospaziali che monitorano lo spazio aereo di questa zona di guerra, al momento dell’attacco. Il motivo per cui il regime di Obama mirava a questi Spetsnaz, la relazione spiega, era la paura, dopo aver appreso che le forze della Federazione avevano scoperto un complotto mostruoso riguardante l’infiltrazione da parte della CIA dei capi dello Stato islamico dalla zona di guerra del Levante “a un centro segreto di addestramento” a Dover, Tennessee, denominato Islamville, a 51 chilometri dalla base dell’US Army di Fort Campbell, dove i terroristi vengono addestrati ad utilizzare i missili terra-aria spallegiabili, e dove il 2 dicembre, in un “incidente di addestramento” con questi terroristi, rimanevano uccisi il sottotenente Alex Caraballoleon e il sottotenente Kevin M. Weiss, quando il loro elicottero AH-64 Apache è stato “erroneamente” abbattuto.
9381093_GOltre al regime di Obama che mira direttamente agli Spetsnaz russi in Siria, la relazione rileva la sorprendente scoperta che tale base militare islamista segreta nel cuore degli USA non è l’unica attiva, in quanto ve ne sono documentate almeno altre 22 negli Stati Uniti. Peggio, la relazione avverte non solo che tali “note” basi d’addestramento militare islamiste negli USA minacciano quella nazione, ma anche oltre 2200 moschee, soprattutto se si considera che il catasto dimostra che oltre il 75 % di esse è di proprietà della “rete dei Fratelli musulmani“, essendo di proprietà della North American Islamic Trust (NAIT), la banca dei Fratelli Musulmani negli Stati Uniti e che, con una direttiva segreta della scorsa estate chiamata Direttiva-11 dello Studio presidenziale, il presidente Obama le appoggia pienamente. Con l’Arabia Saudita importante finanziatore della NAIT, il rapporto continua, gli islamisti sostenuti dal regime di Obama possono sviluppare una sofisticata rete di organizzazioni collegate negli USA. E non essendo la crisi globale sul terrorismo islamico abbastanza bizzarra, secondo il rapporto, viene riportato dalle forze della Federazione che gli Stati Uniti appoggiano i terroristi che combattono i terroristi sostenuti dai turchi nel nord della Siria, spingendo il portavoce MoD, Generale Igor Konashenkov, ad osservare che le azioni del regime di Obama gli ricordano il “teatro dell’assurdo“. Non solo nel “teatro dell’assurdo” Obama e alleati sprofondano il mondo, la relazione avverte grevemente, ma anche nella guerra totale, specialmente dopo che le forze filo-turche hanno sequestrato dei villaggi di confine in Siria e invaso l’Iraq con oltre 900 soldati e blindati, con la condanna della Lega Araba e, più inquietante, col vicepresidente dell’Iraq Maliqi che avverte che ciò potrebbe avviare la terza guerra mondiale. Con il Vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel che avvertiva l’Arabia Saudita che il suo sostegno al terrorismo islamico globale volge al termine (“Dobbiamo far capire ai sauditi che il tempo di far finta di niente è finito“), la relazione rileva cupa, il presidente Obama continua la mascherata per proteggere i sauditi e i loro seguaci dello Stato islamico. Il Presidente Putin, però, conclude il rapporto, a differenza del presidente Obama, non si piega a nessuno e conosce la vera minaccia globale da tali terroristi islamisti, e in risposta agli aerei da guerra statunitensi che tentavano di uccidere gli Spetsnaz russi in Siria ieri, ordinava al Ministero della Difesa di adempiere alla richiesta irachena d’intervento delle forze militari russe per espellere gli invasori turchi, e ordinava inoltre a più di 50 navi da guerra della Flottiglia del Caspio di prepararsi a far piovere “morte e distruzione” sulla Turchia se gli venisse ordinato.

terrorist-training-camps-in-the-usa-1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Comandante delle Forze Aerospaziali Bondarev sulla Siria

Siria: alcun altra via oltre alle operazioni
L’Aeronautica russa attacca le infrastrutture terroristiche occultate
South Front

su-34Qual è il meccanismo degli attacchi aerei alle strutture dello SIIL? Quanto sono affidabili le informazioni su disposizione di basi, depositi e comandi? Come, infine, dobbiamo rispondere alla “pugnalata alla schiena” al Su-24M? Queste ed altre domande sull'”industria militare” risponde il Primo Vicecapo del Direttorato Operativo dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare (1997-2003), principale consigliere del Comitato per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (2003 -2013), Maggior-Generale Igor Semenchenko.

– Igor Gennadevich, presentiamo qui i compiti dei nostri piloti in Siria. Ma quanto la struttura del gruppo aeronautico corrisponde al loro compito?
– Prima di rispondere a questa domanda, qualche parola sulla Repubblica araba siriana. Questo è un Paese in cui una società ospita diverse religioni che convivono e non si scontrano. Tutti hanno un linguaggio comune. Ci sono famiglie composte da musulmani e ortodossi, e tutti guardano in modo molto caloroso i russi e la Russia. Sul gruppo aeronautico russo, questo è composto da più di 50 aeromobili. Prima di tutto i bombardieri tattici Su-24M, unità ampiamente aggiornate con moderni sistemi di navigazione e puntamento che permettono attacchi puntiformi. Poi i Su-34, i nuovi bombardieri tattici multiruolo dai sistemi di bordo di navigazione e puntamento e armamento moderni. L’aereo da attacco al suolo Su-25SM è dotato di blindatura per il pilota e i motori: operò adeguatamente in Afghanistan. I caccia multiruolo Su-30SM, gli elicotteri d’attacco Mi-24P e Mi-35, d’assalto Mi-8AMTSh e da trasporto Mi-17, così come droni da ricognizione. Tutti questi sono mezzi eccezionalmente affidabili dalla buona compatibilità funzionale e semplicità di gestione. La struttura del gruppo aereo delle Forze Aerospaziali della Russia risulta direttamente da obiettivi e compiti. Questi sono le infrastrutture militari del gruppo terroristico SIIL. In particolare, postazioni, comandi, fabbriche di esplosivi e IED, grandi depositi di equipaggiamenti militari, munizioni, carburanti e lubrificanti, abbigliamento e cibo, basi occultate o accuratamente mascherate di transito e appoggio, centri di comunicazione, convogli di armi e munizioni, campi di addestramento dei terroristi, ponti e altri obiettivi. Desidero in particolare sottolineare che il livello di prontezza al combattimento e l’abilità dei piloti russi sono elevati come mai prima. Sono dotati di tutto il necessario per eseguire gli attacchi sulle strutture militari dello SIIL. Il gruppo dell’Aeronautica russa ha sede presso la base aerea di Humaymim, protetta da unità dell’esercito dell’aeroporto internazionale Basil al-Assad.

– Come vengono svolti i compiti operativi dal personale in Siria, come in Afghanistan, o diversamente?
1007820 – In una parola, praticamente uguale. Anche se va notato che in ogni operazione ci saranno sfumature, particolarità e innovazioni nei sistemi aerei e negli obiettivi. La campagna afgana, nonostante i molti errori, fu per l’Aeronautica Militare praticamente la più efficace e riuscita del dopoguerra. I piloti degli aerei d’attacco Su-25 furono i più operativi nel mondo. Se si parla del contributo dell’Aeronautica Militare nelle campagne militari, la nota espressione della fanteria è da tempo nota: “Senza aereo, non vi è alcuna operazione di terra efficace“. In Afghanistan, oltre a bombardieri tattici e aerei d’attacco, nelle operazioni di combattimento contro i mujahidin operò l’aviazione a lungo raggio, cui era assegnato il compito di distruggere i depositi di armi di Ahmad Shah nel Jarm. Tale deposito riforniva i terroristi, e la decisione di “decostruire” il deposito usando bombe ad alto esplosivo fu più che ragionevole. I bombardieri a lungo raggio operarono sull’obiettivo da una quota di 11000 metri, sganciando le bombe non vicino ma al centro. La complessità consisteva nel fatto che l’area da bombardare e il bersaglio erano a circa 7000 metri sul livello del mare, e compiere in quest’area bombardamenti precisi era come sparare nel collo di una bottiglia con una pistola guidando una motocicletta. L’attacco avvenne il 10 giugno sul Jarm, è fu uno dei più riusciti nella campagna in Afghanistan. L’unica operazione in Afghanistan per distruggere un concentramento dei Mujahidin su posizioni di combattimento (circa 4000) non può essere dimenticata. 6 bombardieri Tu-22?2 ed un intero reggimento di Tu-16 decollò. Inoltre, 60 bombardieri tattici Su-24 si unirono all'”unità a lungo raggio” per 35 minuti. Il bombardamento a tappeto fu la maggior operazione aerea della guerra afghana. I primi ad operare furono i bombardieri a lungo raggio dotati ciascuno di 60 bombe OFAB, e gli altri seguirono. Il risultato andò oltre il previsto. L’Aeronautica militarie bombardò gli obiettivi dei mujahidin secondo il principio dei “colpi da nove tonnellate”, sganciando bombe FAB-9000, le più potenti in quel momento, che i piloti degli aerei a lungo raggio, date le speciali caratteristiche degli effetti, dovevano sganciare con precisione sul tetto dell’obiettivo.

– Dopo tutto, da dove proviene l’innovativo impiego degli aerei da combattimento in Siria?
– Prima di tutto si tratta di armamento da alta precisione, moderni sistemi di puntamento, navigazione satellitare e ricognizione, droni da ricognizione, avionica moderna, nuovi sistemi di puntamento e navigazione, ecc. I principali mezzi d’attacco per la soppressione dei gruppi dello SIIL sono le bombe guidate ad alto esplosivo e i missili di tutte le classi, e in certe condizioni di combattimento altri tipi di munizioni, bombe incendiarie e antibunker, sono utilizzati. I droni da ricognizione occupano un posto speciale nell’operazione siriana, come già accennato. E inoltre efficaci mezzi di osservazione, dotati delle più moderne telecamere dalle varie modalità operative, in grado di funzionare in qualsiasi momento con il minimo rischio di essere scoperti. Gli aerei militari utilizzato in Siria vanno esaminati separatamente. Insieme ai modernissimi bombardieri tattici Su-34, i sistemi di guida e puntamento permettono agli aerei di lanciare un missile letteralmente nella “finestra” dei terroristi, e anche il Su-24M completamente modernizzato dall’ala a geometria variabile opera così. Questi aerei ricordano solo esteriormente il bombardiere tattico unico sviluppato in URSS. I suoi sistemi elettronici “interni”, responsabili di navigazione, puntamento e lancio dell’armamento, corrispondono pienamente ai compiti stabiliti ed è un prodotto moderno del complesso militare industriale russo. La maggior parte degli aerei russi inviati in Siria è equipaggiata dall’ultimo “Sottosistema Automatico Specializzato” (SVP-24) di produzione nazionale. L’idea alla base di questo sistema consiste nel fornire non l’esatto puntamento sul bersaglio, ma il corretto punto di caduta dell’arma negli attacchi non mirati. Il nostro sistema differisce essenzialmente in questo dal concetto statunitense nel trasformare le bombe usuali nelle JDAM ad alta precisione. Gli Stati Uniti installano sulle bombe a gravità sistemi che le guidano utilizzando il GPS, convertendole quindi in bombe guidate. Il SVP-24 confronta la posizione del bersaglio con quella dell’aereo, aggiustando la traiettoria della bomba calcolata dal computer di bordo, tenendo conto delle condizioni di velocità del vento e della balistica. Le munizioni normali diventano più efficaci, paragonabili alle armi ad alta precisione. Nel frattempo in combattimento s’impongono ulteriori fattori che riducono in modo significativo l’accuratezza dei bombardamenti. Questi sono gli errori nel determinare le coordinate del bersaglio, che possono essere di diversi metri. Ci sono ulteriori metri di errore nel determinare la posizione del velivolo secondo il GLONASS nella zona operativa. Le coordinate potrebbero essere distorte nelle manovre sul bersaglio. L’assenza di informazioni complete sulla situazione idrometeorologica e condizione ambientale dell’aria ha pure effetto. Tenendo conto dei fattori indicati, è possibile valutare l’accuratezza dell’impiego delle bombe a caduta libera utilizzando l’SVP-24. La probabilità di colpire una piccolo bunker sotterraneo è del 30-40 per cento, e gli attacchi contro obiettivi terrestri scarsamente difesi utilizzando armi di medio calibro può raggiungere il 60 per cento. Avendo a bordo 12-16 bombe di medio e grosso calibro, un Su-24M dotato di SVP-24 può distruggere due infrastrutture militari dello SIIL in ogni sortita. Apparentemente, è proprio per questo motivo che ogni obiettivo richiede in media più di una sortita.

– Come si svolge la ricognizione e l’identificazione delle basi dei terroristi?
– Per ricevere informazioni affidabili sulla posizione dei terroristi e i risultati di un attacco, la ricognizione aerea, spaziale e dei droni è attivamente coinvolta, così come la ricognizione dei nostri alleati siriani, perciò un gruppo operativo del Ministero della Difesa della Siria è stato istituito nella base aerea di Humaymim, ed è solo sulla base di informazioni confermate provenienti da varie fonti che si avviano i bombardamenti sui terroristi. Questa è anche caratteristica delle operazioni aeree russe. Per evitare perdite tra la popolazione, gli obiettivi sono designati al di fuori degli insediamenti. Più di 1600 voli e più di 2000 obiettivi sono stati colpiti in oltre un mese di operazioni aeree russe contro le posizioni di terroristi in Siria. Durante questo periodo decine di depositi di munizioni ed equipaggiamenti militari, cibo e vestiti, campi di addestramento dei terroristi, impianti per la produzione di esplosivi, comandi e centri di comunicazione, e altri obbiettivi militari dei terroristi, sono stati distrutti.

– I risultati sono impressionanti. E ancora, perché il comando supremo ha chiesto di aumentare le sortite?
– Questo è necessario, credo, per diversi motivi:
Per la maggiore quantità di dati confermati della ricognizione sugli obiettivi delle infrastrutture del gruppo terroristico;
Fermare l’avanzata dei gruppi di combattimento terroristici e ridurre in modo significativo il loro potenziale di combattimento;
Minare la base materiale e tecnica dei terroristi, disorganizzare il loro sistema di comando;
Distruggere le infrastrutture militari dello ISIL;
Creare il panico tra i gruppi di combattimento dei terroristi, e creare i presupposti per la loro sconfitta.
Come esempio dell’intensità dell’aumento delle sortite, si possono citare le informazioni come questa. Ieri il gruppo aereo russo ha completato 71 sortite attaccando 118 obiettivi. Posizioni dei terroristi a Idlib, Homs, Hama, Aleppo, Damasco, Lataqia e province sono stati bombardati. Vicino Salma un comando e un grande deposito di munizioni dei terroristi sono stati distrutti. Ci sono stati anche attacchi a obiettivi occultati dei terroristi, nascosti o camuffati con attenzione. Questa era la principale delle basi di transito e di supporto, e anche di comunicazione e comando. Alla periferia di Misrab, nella provincia di Damasco, un centro di comando e comunicazione del gruppo terroristico Jaysh al-Islam è stato distrutto. Inizialmente i piloti russi compirono 20 sortite al giorno, aumentando gradualmente. Dall’inizio delle operazioni, le tattiche del gruppo aereo sono cambiate. Ora i piloti da combattimento operano da soli attaccando diversi obiettivi in ogni sortita.

– Potrebbe soffermarsi più in dettaglio sulle caratteristiche degli attacchi aerei, in particolare sulle bombe guidate AF-500, 250 – 270 ed altre. Quanto costano queste armi moderne?
1446834985_1 – Il gruppo aeronautico russo utilizza una vasta gamma di munizioni in Siria. Ogni tipo di missile o bomba corrisponde a compiti altamente specializzati. La FAB-500 è un bomba ad alto esplosivo non guidata universale. E’ ampiamente utilizzata per attaccare vari obiettivi: militari-industriali, nodi ferroviari, strutture di comando, fortificazioni e personale ed equipaggiamento militare dell’avversario. L’OFAB-250-270 è una bomba a caduta libera a frammentazione ad alto esplosivo destinata ad attaccare personale, armamenti e attrezzature militari del nemico. La BETAB-500ShP è una bomba a razzo anti-bunker utilizzata da qualsiasi (anche bassa) quota per attaccare bunker e piste aeroportuali. Perfora fino a 550 millimetri di muro. La KAB-500 è un bomba ad alto esplosivo guidata, un’arma ad alta precisione che funziona sul principio “lancia e dimentica”. È stata progettata per attaccare obiettivi terrestri e di superficie stazionari come depositi, industrie e navi attraccate. Può essere utilizzata in qualsiasi condizione meteo. A differenza degli analoghi stranieri, il modello principale della KAB è progettato non per utilizzare la navigazione satellitare GLONASS/GPS, ma riconoscendo l’obiettivo via sistema televisivo. Il dispositivo di puntamento KAB non punta sull’oggetto, ma su punti di riferimento della località di cui si conoscono le coordinate esatte, dirigendosi sul bersaglio senza distinguerlo dal paesaggio. Questo lo rende più affidabile nella moderna guerra elettronica, quando i segnali GPS/GLONASS potrebbero essere soppressi. La KAB-250S(LG) è la bomba guidata più compatta nella sua classe; è dotata di un sistema per la ricezione delle coordinate satellitari e di un sistema di puntamento televisivo. La versione LG permette di guidare le munizioni utilizzando il puntamento laser. Il Kh-29L è un missile aria-superficie dalla maggiore potenza dotata di un’elevata potenza esplosiva e a frammentazione, e di un sistema di puntamento laser. L’obiettivo viene evidenziato da un laser con cui il missile punta il bersaglio seguendone la lunghezza d’onda corretta, garantendo elevata affidabilità nell’agganciare il bersaglio. Il Kh-25ML è un missile aria-superficie che punta sul bersaglio utilizzando una testata laser semi-attiva. L’illuminazione dell’obiettivo da attaccare avviene con un sistema di puntamento a bordo o a terra. È progettato per colpire oggetti di piccole dimensioni, compresi gli autoveicoli. La RBK-500 è una bomba a grappolo dotata di armi anticarro a puntamento indipendente e dotati di sistema ad infrarossi a doppia modalità per rilevare i bersagli. È progettata per attaccare carri armati e blindati in condizioni difficili, con ostacoli naturali e artificiali. E’ efficace contro un concentramento di mezzi. Dopo il rilevamento del bersaglio, sceglie il punto dove colpire l’unità da combattimento tramite il calcolatore di bordo, eseguendo l’attacco (alla quota di 150 m) colpendo le zone relativamente meno protette (cime delle torrette e scomparti trasmissione-motore). L’ODAB-500 è una bomba incendiaria. È una versione delle bombe ad alto esplosivo combustibile-aria. Ma la potenza è notevolmente superiore.

– Qual è la modalità delle operazioni da combattimento dei piloti russi?
– Le operazioni di combattimento in Siria si basano sui dati della ricognizione aerospaziale, e solo dopo la definizione di tutti i dati ricevuti dallo staff dell’esercito siriano. Il bombardamento viene effettuato da una quota superiore ai 5000 metri evitando i sistemi mobili missilistici terra-aria Stinger. I sistemi di navigazione e puntamento di bordo permettono di colpire tutti gli obiettivi dei terroristi con un’alta precisione. Insieme alle operazioni di combattimento a terra, i piloti russi forniscono supporto diretto alle truppe siriane, attaccando secondo le istruzioni, interferendo sui rifornimenti dei gruppi terroristici e la loro ricostituzione. Perciò, il numero degli obiettivi è nettamente aumentato, così come anche il carico di munizioni. Se prima gli aerei russi portavano 2-4 munizioni ad alta precisione o 4-6 bombe normali, ora i piloti operano in combattimento con più armi, trasportando varie bombe. Ogni sortita è preceduta da un’accurata preparazione del personale di volo. I dati della ricognizione e dei droni, e le immagini della ricognizione spaziale, vengono studiati. Va sottolineato che le bombe a gravità e le armi guidate utilizzate dai piloti russi dei bombardieri tattici e degli aerei d’attacco permette di non entrare nella zona d’attacco dei MANPADS dei terroristi dello SIIL, il che significa che possono operare in sicurezza sulla zona operativa. Il 17 novembre, la Russia utilizzava per la prima volta i bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95MS, e 12 bombardieri a lungo raggio Tu-22M3, nell’operazione siriana. I bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95MS lanciarono più di 30 missili sulle posizioni del gruppo terroristico Stato islamico, nelle zone più attive delle province di Homs, Aleppo e Raqqa. Così 14 obiettivi del terrorismo, tra cui un campo di addestramento dello SIIL e un impianto di produzione di armi e blindati, furono distrutti. Gli aerei operavano in due gruppi: uno attaccava e l’altro copriva. I 12 bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 effettuarono per la prima volta bombardamenti a tappeto sulle infrastrutture militari dei terroristi dello SIIL. L’attacco fu effettuato con gruppi di 2 Tu-22M3 sganciando bombe a frammentazione e dirompenti. Di conseguenza, basi e campi dei terroristi nelle province di a Raqqa e Dair al-Zur furono distrutti. Tutto questo indica che la Russia usa molto selettivamente la forza, ma allo stesso tempo persevera nel distruggere gli obiettivi dei terroristi. Per prima combatte tale forza oscura seguendo la volontà del presidente legittimo della Siria, raggiungendo notevoli successi che non possono essere ignorati dalla comunità mondiale. Credo che i principali Paesi occidentali debbano portare un contributo più sostanziale nella lotta al male mondiale, invece di cercare di farsi tirare le castagne dal fuoco da altri.

– Il 24 novembre, un nostro Su-24M è stato abbattuto vicino al confine siriano-turco. Purtroppo, uno dei due piloti è morto…
– E’ triste parlarne, ma dove c’è la guerra ci sono sempre caduti. Questa è una realtà grave che a volte non vogliamo accettare. È una prerogativa di politici e militari giungere a conclusioni definitive, anche se è ancora presto. Tuttavia è possibile supporre che in tale situazione (non prendo in considerazione la parte turca) ci potrebbe essere qualcosa che non abbiamo considerato. Questo potrebbe essere la mancanza di informazioni militari complete. Lo so per esperienza ed attività operativa. Quando, per esempio, c’è stata la catastrofe dell’A321, proprio per il fatto che quasi 150 persone erano sui sedili, mentre gli altri corpi erano sparsi dietro la coda del piano, capì che si trattava di terrorismo. Sul Su-24M, le autorità competenti risponderanno a tutte le domande con le indagini. Svolgiamo un compito internazionale in Siria, combattiamo con buoni risultati. Questo è dimostrato dalla nostra ricognizione spaziale, aerea e terrestre sugli obiettivi. Due mesi di azioni senza perdite… E’ certo che il comando della RVVS prenderà tutte le misure, comprese quelle di carattere non convenzionale, in modo che emergenze simili non si verifichino.11232179Il Comandante delle Forze Aerospaziali Bondarev sulla Siria
Viktor Baranets, Komsomolskaja Pravda, 10.11.2015 – South Front

Il Colonnello-Generale Viktor Bondarev ha fatto una prima valutazione dell’operazione delle nostre forze in Siria, con un’intervista all’analista militare Viktor Baranets.Всероссийский этап международного конкурса "Авиадартс-2015". День четвертыйFinti bombardamenti
Diverse decine aerei ed elicotteri russi operano in Siria da un mese, lanciando attacchi contro Stato islamico e altri gruppi terroristici. Come è stata concepita l’operazione aerea? Come procede? Perché gli Stati Uniti si rifiutano di combattere lo SIIL al fianco della Russia? A queste e altre domande ha risposto il Comandante delle Forze Aerospaziali Colonnello-Generale Viktor Bondarev.

-Viktor Nikolaevich, qual è la sua stima dei tragici eventi in Siria?
– È una guerra contro la peste nera del 21° secolo, il terrorismo internazionale. Il peggio del peggio da tutto il mondo s’è riunito nella a lungo sofferente Siria. SIIL, al-Nusra e altri scarti dell’umanità.

-Ma i velivoli di Stati Uniti e alleati bombardano lo SIIL da oltre un anno…
-Sì, lo “bombardano” in modo così efficace che lo SIIL ha catturato dal 30% a quasi il 75% del territorio della Siria, tra cui i principali impianti petroliferi! E’ solo spettacolo, far credere di combattere i terroristi. Dato che la cosiddetta opposizione “moderata” non era abbastanza potente da rovesciare Assad. Abbiamo sentito di aerei della coalizione bombardare la Siria, ma nessuno ha visto alcun risultato. E se il governo siriano dovesse cedere allo SIIL, confermando così la forza di tale organizzazione, le sue fila si moltiplicherebbero.

-E’ stato in Siria?
-Sì. Laddove i nostri aerei ed elicotteri sono basati.

-Qual era lo scopo della sua visita?
-Vi sono andato perché l’80% del nostro personale è di stanza lì. Dovevo vedere quanto siamo pronti a compiere la missione assegnata. Ho visto come i nostri piloti vivono, gli ho parlato. Ero contento di vederli combattivi.

-Perché fu deciso di utilizzare principalmente le forze aerospaziali in Siria, qual era il concetto dell’operazione?
-Bene, cos’altro dobbiamo usare? Lanciare missili ogni giorno? Questo è molto costoso, inoltre lo SIIL è una banda altamente mobile. Usa auto, moto, biciclette, asini, muli. È inutile inseguirli con carri armati, camion, BTR. Cambiano le posizioni dopo ogni colpo per evitare perdite. L’Aeronautica è un altro discorso, così abbiamo deciso di usare le armi che abbiamo.CUps8g5WsAAIkCPL’avvio
-Come è iniziata l’operazione aerea?
-Valutando tutte le possibili minacce. Abbiamo inviato non solo caccia, aerei d’attacco, bombardieri, elicotteri, ma anche sistemi di difesa aerea. Perché ci può sempre essere un incidente. Diciamo, un aereo da combattimento potrebbe essere dirottato da un Paese vicino e usato per attaccarci. Quindi dobbiamo essere pronti.

-Come i nostri aerei ed elicotteri raggiunsero la Siria?
-I velivoli volarono da soli, gli elicotteri furono trasportati, perché la loro autonomia è troppo corta.

-L’intelligence ha suggerito che gli statunitensi sapevano che lo schieramento era imminente?
-Siamo riusciti a confonderli …

-Come?
-Non rivelerò certo i nostri metodi di occultamento strategico…

-Ma poco prima dell’inizio delle operazioni (30 settembre), uno dei generali del Pentagono disse che “gli aerei russi sono pronti ad entrare in azione in pochi giorni“… Questa informazione era obiettiva?
-Fin dall’inizio eravamo pronti ad iniziare in tre ore.

-Dopo l’atterraggio?
-Si signore.

-Forse stavano solo fingendo di non aver notato il dispiegamento dei nostri mezzi?
-Non credo. La nostra apparizione in Siria e l’inizio dell’operazione aerea sconvolse radicalmente i loro piani nella regione. L’esercito russo si è trasformato negli ultimi tre anni. Abbiamo cominciato il riarmo intensivo, il rapido aumento dei soldati professionisti capaci di usare armi avanzate. Abbiamo iniziato a ricevere 250 velivoli all’anno! Anche i sistemi di addestramento sono cambiati. Dal 2012 abbiamo portato avanti esercitazioni che ci hanno istruito molto. Dopo tutto, il nemico non t’invierà un telegramma prima dell’attacco specificando quando e come invaderà o colpirà la Russia. Le esercitazioni ci permettono di apprendere il reale livello di prontezza al combattimento. Ora possiamo avviare missioni operative con il minimo preavviso, anche meno di quello programmammo in precedenza per questa o quella esercitazione. Ciò ci ha permesso di raggiungere l’elemento sorpresa in Siria… Non perché siamo così esagitati dai gettarci in battaglia al primo via, ma perché abbiamo studiato a fondo l’infrastruttura e le regioni occupate dello SIIL.

-In anticipo?
-Non in anticipo ma continuamente. Abbiamo condotto e conduciamo una ricognizione approfondita, abbiamo ricevuto e riceviamo informazioni. Gli equipaggi studiano le aree su cui intendono operare. Abbiamo studiato tutti i siti “sensibili” per la popolazione della Siria. Moschee, scuole, luoghi sacri, ospedali, reparti di maternità. Li abbiamo identificati sulle nostre mappe con cerchi e punti rossi, in modo che non una sola bomba li colpisca, comunque …

-Identificati sulla mappa?
-Sì, tutti i piloti hanno la mappa.

-Questo prima dell’operazione?
-Prima delle prime sortite. Perché dovevamo e non abbiamo diritto a comportarci altrimenti.

-Quanti nostri aerei ed elicotteri supportano l’esercito siriano?
-Ci sono oltre 50 aerei ed elicotteri. Esattamente quanto necessario. Al momento non abbiamo bisogno di altro.

-Come i piloti, navigatori, tecnici sono stati scelti per la missione in Siria?
-Dal livello operativo dimostrato nelle esercitazioni e manovre su allarme.

-Come stima la professionalità dei nostri avieri?
-C’è poco da dire in proposito, l’hanno mostrato al concorso Aviadarts, nelle esercitazioni. Sono lieto ed orgoglioso dei miei piloti.

-Quante ore di volo i nostri assi avevano in medio prima dell’inizio dell’operazione?
-E’ iniziata alla fine di settembre, quindi allora tutti avevano più di 100 ore di volo annue al momento. E ora ne avranno molto di più.2574022_1000Si può vedere la Siria dall’Arbat
-Il comandante delle forze aerospaziali vede la Siria e i suoi aerei dallo spazio?
-Si.

-E quando visita il Centro di Comando della Difesa Nazionale, osserva tutto in tempo reale?
-Per cosa? Ho il mio posto di comando. Vedo tutto quello che devo vedere …

-Giusto, presso la sede principale?
-Sì. Devo solo andare in un’altra stanza…

-Come i nostri piloti in Siria ricevono informazioni sulle posizioni di SIIL e altri terroristi?
-Prima di tutto dallo spazio, naturalmente. In secondo luogo, dai droni. In terzo luogo dalla ricognizione aerea. Riceviamo informazioni da fonti a terra. Verifichiamo ogni obiettivo assegnato e ci coordiniamo con la leadership locale, i generali siriani, e poi decidiamo su ogni bersaglio.

-Media di USA e altri Paesi della NATO riferiscono regolarmente che aerei russi colpiscono i civili. Come reagisce a tali rapporti?
-Osserviamo attentamente il lavoro dei nostri piloti. E posso assicurare al 100% che non è vero. C’era solo da aspettarsi che statunitensi e loro lacchè facessero cose del genere. Le bugie sono la loro arma dell’informazione. Devono infangare il nostro lavoro con i mezzi che hanno. Operiamo in modo trasparente mostrando ogni nostro obiettivo al mondo. In confronto, guardate all’opera degli Stati Uniti in Afghanistan. Non mostrano nulla! Ma su quanto i nostri colleghi siano preoccupati, non sta a me valutarlo.

-Se lo SIIL fa esplodere un obiettivo e dice che sono stati i russi, come reagiremo?
-Abbiamo le coordinate di ogni obiettivo, e lo controlliamo.CQpWWZ8U8AEJ7DATattica
-Quanto l’intensità dei nostri attacchi aerei contro lo SIIL è cambiata?
-Abbiamo lanciato 9 attacchi il primo giorno. Un giorno furono 80. In media compiamo 50-60 attacchi al giorno.

-Lo SIIL ha cambiato tattica, cominciando a nascondersi in città, moschee, ospedali. I nostri piloti sapranno adattarvisi?
-Ovviamente.

-Come?
-Devono farlo. Per colpire con maggiore precisione. D’altra parte, è una buona cosa che i terroristi abbandonino le posizioni, aprendo la via all’avanzata dell’esercito siriano. Non sanno dove andare e sanno che qualsiasi obiettivo fisso sarà distrutto da noi. Non occupano piccoli villaggi, essendo facilmente coperti dall’artiglieria. Così i banditi sono costretti a concentrarsi nelle grandi città, in ultima analisi un loro svantaggio.

-Come mai?
-Perché è più facile per l’esercito siriano circondare una sola grande città e terminarvi il lavoro… Per noi il problema principale è che il nostro compito va fatto con la precisione del gioielliere, in modo da evitare di colpire i civili siriani.

-Come raggiungete tale precisione?
-Prima di tutto con la ricognizione. Poi con la pianificazione accurata di ogni missione, studio di ogni obiettivo, programmazione delle coordinate. Tutto viene controllato più volte. Una volta che il pilota arriva sul bersaglio, se ci sono motivi di ritenere che le bombe cadano lontano dal bersaglio, interrompe e fa un altro passaggio. Così il pilota non può sbagliarsi.

-Come riusciamo a condividere lo spazio aereo siriano con gli statunitensi?
-Sapete è probabilmente l’unica questione su cui noi e statunitensi abbiamo firmato un memorandum per utilizzare lo spazio aereo.

-Aerei siriani, iraniani e iracheni partecipano nelle nostre operazioni?
-Sì, aerei siriani partecipano, sia elicotteri dell’aviazione dell’esercito che aerei d’attacco. Gli iracheni operano sul proprio territorio.

-Come valuta le loro capacità professionali?
-Cosa posso dire… I loro mezzi sono piuttosto anziani. Ma grazie all’esperienza, hanno fatto e fanno un ottimo lavoro.

-Si sono addestrati in Russia?
– Sì, quasi tutti. Certo, hanno la loro accademia aeronautica, ma in generale sono nostri laureati.

-Esiste uno staff di coordinamento unificato con un nostro rappresentante che coordina tutte le operazioni di volo?
– Sì, naturalmente.

-E avviene ogni giorno?
-Sì, questo è il modo con cui coordiniamo ogni volo, ogni attacco.CS9tBsfWEAU43ISLa falsità dei maligni
-Alcuni media stranieri hanno riferito di aerei ed elicotteri russi abbattuti, c’era anche un video. Avete qualche commento?
-Dico che è solo un pio desiderio. Grazie a Dio non abbiamo avuto perdite finora.

-Quanto spesso siete informati sulle condizioni del nostro gruppo aereo?
-Inizio così ogni giornata, ricevendo un rapporto alle 8 del mattino.

-Un giornale degli Stati Uniti ha riferito che i terroristi possono attaccare la nostra base aerea con i razzi, un altro che la forza di sicurezza dell’aeroporto ha subito pesanti perdite a causa dell’attacco dello SIIL. C’è stato un attacco alla base aerea?
– No, alcun attacco alla base aerea. Sono tutti vivi, grazie a Dio.

Il quadro della battaglia
-Il territorio della Siria è molto particolare, ci sono anche le tempeste di sabbia. Si prendono tutte queste caratteristiche peculiari in considerazione nel valutare i risultati delle sortite?
– Sì, il territorio della Siria, in particolare vicino al mare, ha molto terreno montuoso e coperto di vegetazione. Ma oltre a ciò, quasi tutta la Siria è steppa sabbiosa e deserto. Pertanto, compito principale dei siriani è espellere i terroristi dal terreno montagnoso e poi muoversi su aree aperte.

-Ma vi sono forti tempeste di sabbia, dicono che possono iniziare entro la fine dell’anno…
-Già c’è la stagione delle piogge, e difficilmente passa giorno senza una tempesta. Di solito si verifica di giorno. Quindi si opererà di notte, anche se è lo stesso per noi, giorno o notte.

-Com’è il rapporto tra i nostri piloti e la popolazione siriana?
-I siriani sanno perfettamente dov’è la nostra base aerea. Vi siamo presenti da tempo, e non abbiamo avuto una sola lamentela. Sono al 100% certo che sarà così in futuro.

-Per i nostri aerei ed elicotteri che operano in Siria, ciò sembra il laboratorio per provare i nostri mezzi in condizioni operative realistiche?
-Nessun dubbio al riguardo. Testiamo tutte le nostre attrezzature e verifichiamo le munizioni, come si comportano in questa o quella situazione. Naturalmente, non possiamo lasciare tutto ciò senza un’adeguata analisi o studio e ulteriore miglioramento, ecc.

– Ci sono informazioni secondo cui una delle nostre fabbriche lavora su tre turni… Presumibilmente i nostri piloti in Siria non hanno abbastanza missili…
– Idiozia totale! Nessun direttore mi ha chiamato per dire che sono oberati di lavoro.

-Come valuta l’efficacia di queste armi?
-Penso siano armi magnifiche, e funzionano. Nessuna meraviglia che altri Paesi le comprino. Quindi non possiamo lamentarci. Eccetto chi le riceve…

-Sull’incidente del nostro aereo entrato nello spazio aereo della Turchia? Ha causato notevole confusione?
-Il nostro aereo era in missione nel nord della Siria. Era molto nuvoloso. Quando il nostro caccia volava lungo il confine con la Turchia, i sistemi di bordo indicavano che la difesa aerea a terra cercava di agganciare l’aereo. Pertanto, il pilota fu costretto ad effettuare una manovra antimissile, portandosi per un po’ nello spazio aereo della Turchia. L’abbiamo riconosciuto…

La prima volta
-L’operazione in Siria, in effetti, è la prima delle Forze Aerospaziali. La prima partecipazione delle Forze Aerospaziale in operazioni di combattimento reale.
-Sì. La prima dal 1° agosto.

-E cosa ne pensa?
-Naturalmente, la potenza delle nostre forze è cresciuta. Il Comandante in Capo ha preso una decisione assolutamente corretta unificando tutto in un unico “pugno”, unendo forze spaziali, difese aeree e Aeronautica. Tutti questi campi sono ora uniti e sono tutti in allerta operativa. In questo momento completiamo l’intero “arsenale” anche in Siria…

-Una parola per i vostri sottoposti in Siria e per KP?
-Prima di tutto, vorrei ringraziare i nostri piloti, tecnici, specialisti della difesa aerea per il loro lavoro eccezionale. Vorrei esprimere anche la mia enorme gratitudine alle loro famiglie per la comprensione per i figli, mariti, fratelli che fanno qualcosa di importante. Sono molto felice, non c’è una sola denuncia, un solo rifiuto, una sola richiesta di riassegnazione. E vorrei anche ringraziare la leadership nazionale e il Ministero della Difesa per il nostro meraviglioso equipaggiamento che ci permette di procedere in qualsiasi missione che ci viene assegnata.12144733

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lattanzio: la politica estera occidentale è stata un fallimento epocale

E la vittoria dell’Asse della Resistenza è solo questione di tempo
La situazione in Medioriente è molto ingarbugliata. Chiediamo pertanto un parere all’opinionista e saggista Alessandro Lattanzio proprietario del sito di geopolitica AuroraSito

Opinione Pubblica, 5 dicembre 2015ISIS_Egypt_LibyaChe cosa ne pensa dell’abbattimento del Su-24 russo?
L’agguato al Su-24 russo in Siria è frutto della ‘pianificazione disperata’ tra dirigenza neo-ottomanista turca e fazioni necon e clintoniane dell’apparato militar-spionistico statunitense. Un tentativo di trascinare la NATO in Siria, chiodo fisso di Washington e della Turchia. Ma ciò svanisce davanti alla mobilitazione in ordine sparso e di diverso grado delle potenze europee, che inviano alla spicciolata qualche aereo, un paio di navi e qualche migliaio di soldati, segno dell’esaurimento delle forze armate atlantiste dovuto al colossale sforzo suicida dell’intervento diretto militare in Libia e quello altrettanto colossale, ma indiretto, delle forze speciali e dell’intelligence occidentali in Siria (Gladio-B); ed infine, dopo l’intenso uso delle reti Stay Behind in Ucraina, che ha dato fondo alle risorse “nere” della NATO (Gladio). A questo punto alle potenze occidentali non sono rimaste che le risorse per sganciare qualche bomba in Siria, o più prudentemente in Iraq, al mero scopo di potersi sedere a un ipotetico tavolo delle trattative per elemosinare qualche compensazione pur di non perdere totalmente faccia e risorse gettate nella ‘Primavera araba’. E, a tal proposito, Arabia Saudita, Qatar e Turchia comprendono che saranno lasciati in balia delle conseguenze della guerra civile inter-araba che hanno scatenato nella regione, perciò ricorrono al terrorismo contro la Russia o la Francia a scopo di ricatto. Difatti Francia e Regno Unito non hanno la volontà di proseguire un azzardo geopolitico che ha fruttato solo il ridicolo cambio della situazione geopolitica tunisina, che passa dal solido filo-occidentale Ben Ali al filo-occidentale sfumato al-Sabsi. Un ‘successo’ celebrato solo dalla paccottiglia pubblicistica pseudo-geopolitica e/o diplomatica nostrana. La leadership della Germania è afflitta da una russofobia anacronistica che la porta ad avvicinarsi al governo Erdogan, nel tentativo di triangolazione con la junta golpista di Kiev. Ma tali piani hanno il fiato corto e la confindustria tedesca, che di TTP e servilismo filo-statunitense di Merkel e compari ne ha le tasche piene, pretende un riavvicinamento alla Russia poiché è da lì che passa il legame commerciale con la Cina, il principale mercato di sbocco dell’industria tedesca. È in Cina il futuro del motore economico europeo, non negli USA.

I recenti fatti di Parigi sembrano aver prodotto un significativo avvicinamento di Hollande alla Russia, anche se è ancora forte la sensazione che i governanti europei, anche francesi, considerino la Russia un male solo leggermente inferiore a quello rappresentato dal terrorismo islamista. È così?
La Francia cerca sempre di rientrare in gioco nel Medio Oriente, ma dopo lo schiaffo turco-saudita della strage di Parigi del 13 novembre, cerca di rientrare in gioco alleandosi con la Russia, contro i suoi vecchi alleati wahhabiti. In tutto ciò farà leva solo sulla vicinanza con il regime vigente negli Emirati Arabi Uniti, mentre è probabile che ci sarà una seria resa di conti con Qatar, Arabia Saudita, Turchia. La carta libico-siriana è fallita miseramente. Il Regno Unito è pragmatico: 8 Tornado e 8 Typhoon a Cipro per sedersi a Vienna sulla questione siriana, e poi aprire le porte alla Cina, cosa che anche la Germania vuole fare, ma sarà ostacolata in ciò dal fatto che la strada cinese passa per la porta di Mosca, e quindi, finché la Merkel sarà in carica, la borghesia industriale tedesca avrà sempre difficoltà ad agire, soprattutto nello sbarazzarsi delle zavorre turca e ucraina che gli USA e i loro agenti locali tentano di porle sul groppone.

E l’Italia?
Roma, ovvero il PD, svolge un ruolo di sussidiarietà verso le potenze wahhabite. E’ innegabile. Dopo la distruzione dei rapporti con la Libia e la rottura dei rapporti economico-commerciali con la Russia, il PD, sul piano economico, ha deciso di svolgere il ruolo di Arlecchino dai due padroni: da un lato promoter delle banche che ‘parlano inglese’, ma dall’altro ruffiano dei finanziatori ‘sovranisti’ di tali banche, ovvero della borghesia compradora wahhabita, le cui centrali dettano la linea geopolitica italiana: sostegno al terrorismo islamista in Siria e Iraq, supporto propagandistico alla Fratellanza musulmana in Palestina e Nord Africa, ‘dialogo’ e commercio con lo Stato islamico ovunque appaia (Sirte); silenzio complice sull’aggressione allo Yemen, ecc. Strumentali a tutto ciò sono le varie cinghie di trasmissione del PD: il partito la Repubblica e il feudo televisivo di Rai3, sfegatati sostenitori della propaganda jihadista contro l’Asse della Resistenza capeggiata dal Qatar, con cui la RAI ha stipulato un accordo sulla gestione dell”informazione’ regionale.

Ci sono possibilità concrete che l’ingresso della Turchia nella UE venga stoppato o quanto meno sensibilmente rallentato?
Credo che l’UE non farà entrare la Turchia per il semplice fatto che non lo vorranno gli Stati dell’est Europa, già abbastanza irritati e sconfortati dalla pagliacciata sull’accoglienza dei migranti; sanno che l’ipotesi di Ankara in Europa li vedrebbe definitivamente emarginati nell’ambito europeo. Gli euro di Merkel e compari serviranno solo a far star zitto Erdogan per un po’. Poi ricomincerà tutto da capo, anche se Ankara, con la sconfitta in Siria e l’esclusione dai mercati russo, cinese ed iraniano, cercherà di premere sempre più sulle porte di Vienna, dietro cui può sempre contare di trovare dei simpatizzanti.

Com’è la situazione in Siria? La Russia, l’Iran e Assad stanno vincendo, oppure è solo una illusione?
La vittoria dell’Asse della Resistenza è questione di tempo, l’intervento statunitense serve solo a recuperare le risorse piazzate nella regione, e a cercare di strumentalizzare la carta curda; una carta però che passa di mano in mano, essendo le realtà politico-militari curde tutt’altro che affidabili, stabili e solidi, aldilà delle letture infantili sparse dalla sinistra liberal-anarchica che ha fatto di Oçalan, colluso con il narco-traffico turco, una specie di Guevara. La forze militari atlantiste e filo-atlantiste sono esaurite. Obama deve pensare all’ultimo anno di presidenza, mentre la leadership politico-militare statunitense non ha ancora un suo candidato presidenziale, che difficilmente sarà Hillary Clinton, personalità compromessa proprio dalla doppia sconfitta in Libia e Siria, e quindi politicamente e strategicamente instabile. Gli USA entreranno in un’era di neo-isolazionismo passando proprio dalla porta siriana, spalancatagli dall’Asse della Resistenza che va consolidandosi in Siria e Iraq. Per ora le operazioni russo-iraniano-siriano-irachene sono volte ad usurare le risorse cumulate per anni dai vari gruppi di terroristi e dai loro Stati sostenitori. Ma si arriverà al punto di rottura della resistenza del taqfirismo-atlantismo, e a quel punto il terrorismo crollerà in modo repentino, accelerando la restaurazione dell’integralità dello Stato siriano e di quello iracheno. A quel punto, la Russia e l’Iran avranno costruito una fascia di sicurezza geopolitica, gettando nello sbando Turchia e Arabia Saudita che non avranno scelta: o scendere a patti con le potenze eurasiatiche o la disintegrazione.

Qual è il ruolo di turchi, sauditi, qatarioti, europei e statunitensi nella nascita dell’ISIS? E in quella delle altre formazioni terroristiche presenti in Siria e Iraq?
Le varie fazioni e bande terroristiche presenti in Siria e Iraq, rappresentano ognuna la potenza che le ha sponsorizzate: USA, Francia, Turchia, Qatar, Arabia Saudita. Il che spiega la presenza in Siria di almeno 70 fronti che il governo e le forze armate siriani affrontano da 5 anni. Ma spiega anche l’alta fratturazione e confusione della cosiddetta ‘opposizione siriana’. Per fortuna, tale caos politico-militare è andato a favore, strategicamente, del governo baathista di Damasco, mentre i terroristi e i loro sponsor, i cosiddetti ‘amici della Siria’, hanno saputo solo disperdere mezzi, uomini e risorse in un rivolo infinito di fronti di guerra spesso insignificanti e privi di peso politico. Ha gettato nel caos la Siria, ma tale ‘strategia’ non può persistere nel tempo, e non porta, come non l’ha fatto (in Libia), a un risultato. Tanto più che gli USA già preparavano il prosieguo della guerra civile in Siria, se per disgrazia, l’ancora agognata caduta del Baath siriano si fosse avverata. La Siria si sarebbe trasformata in una super-Libia o super-Somalia, trasformandone il territorio in una base di lancio contro l’Iran, la Russia, la Cina e l’Eurasia nel complesso. Si sarebbe scatenata una nuova “super-jihad” atlantista.

I sauditi sembrano particolarmente attivi: non c’è il rischio che facciano il passo più lungo della gamba? Quanto è forte la coesione interna e la tenuta del regime saudita?
L’Arabia Saudita, come detto, è incastrata dalle conseguenze del proprio interventismo indiretto, tramite il terrorismo islamista che alimenta in Libano, Siria e Iraq, e dall’interventismo militare diretto nello Yemen, dove, nonostante il supporto degli ascari sudanesi, emiroti ed eritrei, del medesimo terrorismo islamista e del collaborazionismo di parte della comunità sudyemenita, registra da mesi solo arretramenti. Ryadh è interessata da scontri interni alla famiglia dominate dei Saud, e da un’incipiente crisi economica che esploderà nei prossimi mesi, quando gli effetti della crisi dei prezzi del petrolio si faranno sentire sul serio, avendo ridotto il budget per le spese sociali, dato anche che i petrodollari congelati nei buoni del tesoro degli USA non saranno del tutto scongelabili nei termini e nelle condizioni desiderati dai sauditi. E ancor più velocemente si farà sentire la crisi politica che sarà scatenata dalla sconfitta nella guerra per procura in Siria. A quel punto il margine di manovra dei Saud sarà ulteriormente ridotto, dovendo affrontare il nodo yemenita, oltre al conseguente riverberarsi nella società saudita di tali sconfitte.

Ci sono serie possibilità che un “incidente” simile a quello del Su-24 capiti di nuovo? Se sì, quali sono i luoghi più probabili? Come si comporterebbe la Russia in caso di nuovi incidenti?
Credo che non ci saranno altri “incidenti”, in un modo o nell’altro. Mosca non farà più affidamento sui cosiddetti ‘partner’ della NATO neanche sul piano pratico elementare. Tanto più che il grosso delle operazioni di carattere strategico della Forza Aerospaziale russa è stato adempiuto in questi due mesi di attività aeree. Le risposte di Mosca saranno sempre di carattere politico, economico e geopolitico, paralizzando l’avversario, non potendo decifrare le azioni russe sul medio periodo.

Anche gli statunitensi sembrano a rischio sovraesposizione: spostano truppe nell’Europa dell’est, finanziano e supportano i golpisti in Ucraina, tentano colpi di stato in tutta l’America latina, muovono le navi nel Mar Cinese Meridionale, e altro ancora: quanto manca prima che debbano, per così dire, tirare il fiato e fermarsi?
In realtà si sono già fermati, non hanno osato attaccare la Siria nell’agosto 2013, e in Ucraina la fazione bellicista del Pentagono (Petraeus, Clinton, Ash), dopo il primo anno di catastrofi su tutti i livelli, ha gettato la spugna, utilizzando Kiev come conveniente sfasciacarrozze dei rottami di cui l’US Army vuole sbarazzarsi. Per il resto, sul piano economico, Kiev conta sui finanziamenti europei, permettendo a Washington di far gravare di un nuovo fardello il traballante quadro economico dell’UE: gli USA in Europa possono sempre contare su una coorte di volenterosi aspiranti suicidi.

La politica statunitense ha moltiplicato i suoi nemici e indotto la Cina a interessarsi della questione siriana: che possibilità ci sono che i cinesi entrino attivamente nel conflitto?
Lo scontro in Siria vede Pechino fornire supporto logistico e d’intelligence, sapendo che la situazione sul campo è in buone mani. Non ha bisogno d’impegnarsi direttamente, le basta rifornire le Forze Armate siriane. Ad esempio con 8500 missili anticarro (che la Cina ha di recente fornito alla Siria, N.d.r.).

Qual è lo stato delle forze armate russe e cinesi? Potrebbero competere con quelle statunitensi?
La realtà cui si è assistito nelle guerre statunitensi dal 1991 ad oggi, e l’evolversi della situazione dell’equilibrio militare in Europa e Medio Oriente, fa ritenere che gli USA abbiano sempre meno ambiti in cui prevalere. Certo sul piano navale hanno più navi della Federazione russa, e navi più grandi di quelle della Repubblica Popolare di Cina. Ma fatto sta che l’US Navy dovrebbe suddividere le forze sui fronti del Pacifico e dell’Europa. E in quest’ultimo fronte, le risorse navali contano assai relativamente. Quindi la superiorità in portaerei, navi d’assalto anfibio e velivoli da trasporto statunitense verrebbe ridimensionata dai fattori geografici. Sul piano aeronautico e delle forze terrestri, la superiorità è nettamente dalla parte di Russia e Cina, dato che i velivoli più avanzati degli USA continuano, dopo 20 anni e più, ad essere afflitti da problemi di progettazione, mentre il resto della loro flotta è costituita da velivoli per lo più costruiti tra gli anni ’70 e ’80, con tutte le conseguenze del caso. Sul piano della componente terrestre, non c’è partita: gli USA potranno schierare al massimo due/tre divisioni in Europa, mentre Germania, Francia e Regno Unito potranno accumulare che un migliaio di carri armati in tutto, una frazione di quello che può schierare la Federazione russa.

Gli statunitensi rinunceranno mai a finanziare il terrorismo? E gli europei?
Perciò, difatti, USA e NATO continueranno a puntare sul terrorismo, inquadrato tramite l’unica arma segreta di cui dispongono, Gladio/Stay Behind. Con tale strutture, il Patto atlantico può compiere sconvolgimenti a livello di teatro, ma mai strategici o geopolitici, potendo alimentare oramai solo forze distruttive o auto-distruttive, ma mai, come gli eventi dimostrano dal golpe a Balgrado nel 2000, porre le basi di una realtà geopolitica che sia corrente e stabile e contemporaneamente saldamente atlantista.

Quanto la questione siriana influirà sulla questione ucraina, e viceversa? Come sta cambiando la percezione da parte europea della politica russa? Assisteremo mai alla fine della russofobia, quanto meno in Italia?
La russofobia è un elemento costitutivo dello strato socio-ideologico prevalente oggi in Italia, la suddetta semiborghesia parassitaria liberale di sinistra. Parassitaria perché incapace di produrre, ma solo di consumare le mercanzie mediatiche e propagandistiche statunitensi. Un ceto che sia produttivo sul piano materiale, dei servizi e dei beni o anche, si badi bene, sul piano ‘immateriale’, ovvero mediatico, ideologico e culturale, diverrebbe automaticamente un nemico da abbattere per gli USA. Quindi una semiborghesia totalmente incompetente, o senza profondità ideologica o spessore sociale, è l’unica che ha diritto di prosperare nell’Europa atlantista. L’Italia è alla metastasi; qui prospera la suddetta miserabile semiborghesia i cui esponenti più in vista appestano gli schermi televisivi quanto gli scaffali delle librerie.

Cosa si proponeva e si propongono adesso i vari attori che operano in Siria?
Obama vuole uscirsene dal pantano mediorientale. Russia, Cina e Iran stabilizzano la situazione a favore degli alleati dell’Asse della Resistenza. Turchia e petromonarchie invece minacciano gli alleati. Gli USA tenteranno di evitare che Israele si avvicini ancor più alla Russia. L’Arabia Saudita resta un capitolo aperto, non essendo in realtà un’entità statale o nazionale, ma un mero feudo di un’oligarchia mostruosa quanto bizzarra.

Quanto sono reali le divergenze tra francesi e statunitensi? A cosa porteranno?
La Francia ha voluto giocarsi la carta del neocolonialismo e dei rapporti di sudditanza privilegiata dei suoi vertici rispetto alle petromonarchie wahhabite. Parigi non ha più una leadership dall’epoca Chirac, i cui governi, non a caso, furono ferocemente osteggiati dalla semiborghesia parassitaria liberale di sinistra francese; chi se lo ricorda Lionel Jospin, emblema del cretinismo suicida e criminoso della sinistra occidentale? Da quando i resti del gollismo sono stati spazzati via, a Parigi domina l’alleanza tra semiborghesia liberale di sinistra e grandeur neocolonialista, cronica in Francia, da Napoleone il piccolo a Guy Mollet e la sua avventura di Suez, fino ad esplodere con Sarkozy e Hollande, esempi plastici, assieme alla Merkel, del nullismo della classe politica generata da tale stato delle cose europee. Gli USA hanno riplasmato i loro alleati europei, e quindi delle crisi tra essi potranno riaversi solo in casi di disastri nazionali, come nel caso di Parigi del 13 novembre 2015.

Come mai l’Italia non interviene in Siria?
Roma non vuole intervenire in Siria o Libia, ma dialogare con il terrorismo, poiché lo esigono le petromonarchie e la Turchia cui l’Italia s’è venduta e concessa con l’aggressione alla Libia. Soprattutto il PD svolge opera d’intermediazione (possiamo anche parlare di lenonismo), tra ‘fondi sovrani’ islamisti e beni italiani. Infatti, i mecenati del Golfo Persico hanno potuto rastrellare non solo beni materiali, industrie, marchi, spiagge e quant’altro, ma anche comprarsi consenso e supporto mediatico. Solo il contraccolpo del terrorismo in Europa e la risposta russa in Medio Oriente, hanno spinto tali forze ad agire o a simulare una parvenza di azione. Sul piano militare, la situazione dell’Italia non è diversa da quelle delle altre potenze europee; lo spreco delle scorte per bombardare l’alleato libico, idiozia che rende superbi non pochi generali italiani, orgogliosi di aver commesso l’ennesimo tradimento di un alleato, affligge le capacità operative dell’Aeronautica Militare, che potrebbe forse avere i mezzi da spedire in Turchia, ma non per bombardare la Siria. Probabilmente all’AMI sono rimaste solo le bombe da esercitazione, “…i caccia dell’Aeronautica militare hanno sganciato oltre 550 (quasi l’80% dell’armamento di precisione a guida laser e GPS utilizzato dai velivoli italiani) tra bombe e missili da crociera a lunga gittata Storm Shadow”. L’Italia nel 2011 ha vaporizzato il suo arsenale aerolanciabile, e quindi è da vedere se tale arsenale è stato ripianato; probabilmente no, visti i tagli alla spesa pubblica, anche se l’Italia resta al decimo posto, mondiale, nella spesa per la Difesa. Un dato sempre trascurato dal circo dei venditori porta a porta di armamenti che si spacciano per ‘giornalisti specializzati’ in materia. La questione reale è invece se l’Italia abbia intenzione di supportare un’eventuale alleanza Egitto-Algeria che intervenga, direttamente o indirettamente, in Libia, stabilizzando la situazione, oppure di adeguarsi ai voleri delle petromonarchie.isil-usal-wp-info-it

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