La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

Type 022 (Houbei Class)
Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I missili di Putin renderebbero impossibile l’attacco degli USA all’Iran

Dave Majumdar The Daily Beast 13/4/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Per anni, il team di Obama s’è agitato su come tenere questo avanzato missile russo lontano dalle mani dell’Iran. Ora il Cremlino sembra improvvisamente ansioso di consegnarlo a Teheran.16611L’accordo nucleare con l’Iran funziona meglio, perché il Cremlino toglie il bando alla vendita del potente sistema di difesa aerea all’Iran che renderà un attacco aereo alle strutture nucleari di Teheran quasi impossibile. La consegna della nuova arma, l’Almaz-Antej S-300PMU-1, conosciuta come SA-20 Gargoyle in codice NATO, equivarrebbe costringere gli Stati Uniti a fare affidamento alla piccola flotta di aerei stealth per colpire obiettivi nell’Iran nel caso i mullah decidano di avere la bomba. Ma anche tali aeromobili potrebbero avere un momento difficile. “Sarà una seria questione, a seconda di dove gli S-300 saranno basati… Il Golfo Persico sarebbe un posto interessante da sorvolare”, ha detto un alto ufficiale della difesa con esperienza su diversi tipi di aerei stealth. “Questi nuovi missili terra-aria cambiano l’intera storia… E’ una grande mossa“. Secondo i media russi, il Presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che permette la vendita del temibile sistema di difesa aerea S-300 all’Iran. “Il decreto toglie il divieto del transito sul territorio russo, anche via aerea, e all’esportazione e trasferimento alla Repubblica islamica dell’Iran dal territorio della Federazione Russa, sia via mare che via aerea, dei sistemi missilistici di difesa aerea S-300“, recita il comunicato del Cremlino, secondo RIA Novosti. Il governo degli Stati Uniti fece dure pressioni sulla Russia per anni impedendo la vendita dell’S-300 all’Iran. Nel 2010, convincere Medvedev a sospendere la vendita dell’S-300 all’Iran fu annunciato come grande colpo della politica estera dell’amministrazione Obama. In molti modi, fu una delle conquiste fondamentali del cosiddetto ripristino nei rapporti con Mosca, secondo Heather Conley, esperta di Russia presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington. Da allora, naturalmente, i rapporti con la Russia si sono raffreddati fino a livelli di ostilità quasi da guerra fredda. Rendere la vita difficile ai responsabili politici statunitensi ancora una volta è una priorità del Cremlino. “Le politiche di Putin non sono volte ad aiutare l’occidente o a rendere il nostro lavoro e capacità d’influenzare la politica molto più difficili“, ha detto Conley. “E’ anche un promemoria a Washington e altre capitali occidentali di avere certe carte da giocare“. Un altro fattore che potrebbe aver motivato Mosca è che con l’economia russa nel caos, Mosca ha bisogno di ogni stimolo economico possibile. L’accordo con l’Iran sul missile porterebbe alla Russia oltre 800 milioni di dollari. L’anno scorso, gli analisti previdero che se le sanzioni degli Stati Uniti all’economia russa s’inasprivano troppo, il Cremlino avrebbe risposto con la vendita degli S-300 a Teheran. “Ho potuto vedere come nell’ambito di questo accordo (tra Teheran e Mosca) avrebbero deciso di trasferire i missili avanzati all’Iran“, ha detto a Daily Beast Mark Dubowitz, direttore esecutivo della Fondazione per la Difesa delle Democrazie. “Se Putin si arrabbia abbastanza per le sanzioni finanziarie occidentali alla Russia, potrebbe giocare l’accordo sugli S-300“. La decisione del Cremlino invia il segnale a Teheran che le sanzioni che hanno portato l’Iran al tavolo del negoziato sono passate, anche prima della firma di un accordo nucleare finale. “Chiaramente, questo regime di sanzioni già comincia a cadere a pezzi in previsione dell’accordo (sul nucleare con l’Iran) del 30 giugno”, ha detto Conley, “è il primo segnale importante che il regime volge al termine“.
Dal punto di vista militare, pratico, la vendita dell’S-300 potrebbe sfidare direttamente la posizione “tutte le opzioni sul tavolo” degli Stati Uniti, se l’Iran dovesse cercare di sovvertire l’accordo nucleare. L’arrivo del potente sistema di difesa missilistico renderebbe gli attacchi aerei contro l’Iran estremamente difficili. Molti ufficiali di Air Force, Navy e Marine Corps concordano sul fatto che il sistema missilistico russo rende effettivamente intere regioni, zone proibite agli aviogetti convenzionali come l’F-16 o l’F/A-18 Hornet dell’US Navy. Attualmente, solo aerei stealth avanzati come il B-2 Spirit da 2,2 miliardi di dollari, di cui l’US Air Force ne possiede esattamente 20, e l’F-22 Raptor, possono operare in sicurezza nella zona protetta da S-300 e varie varianti. Anche l’F-35 Joint Strike Fighter da 400 miliardi di dollari del Pentagono infine potrà operare in queste zone. Ma secondo diverse fonti nell’industria della difesa e del Pentagono, nessun aereo da guerra ora operativo può rimanere in tali zone ben difese per molto. Un pilota dell’US Marine Corps ha detto che se la Russia fornisce il missile S-300 all’Iran, cambierebbe radicalmente i piani di guerra degli USA. “Un cambio radicale per tutti i velivoli di quarta generazione (come F-15, F-16 e F/A-18). È una bestia che è meglio non avvicinare troppo“, ha detto. La vendita dell’S-300 potrebbe anche neutralizzare qualsiasi possibilità d’Israele di adottare azioni unilaterali contro l’Iran, ha osservato un alto ufficiale dell’aeronautica. L’S-300 potrebbe impedire efficacemente all’aviazione israeliana di attaccare l’Iran fino a quando l’F-35 gli sarà consegnato. “Trovo quasi esilarante che i russi dicano, ‘è un sistema completamente difensivo e non può attaccare nessuno, incluso Israele'”, ha detto l’ufficiale. “Ma essenzialmente protegge l’Iran dagli attacchi d’Israele e di tutti i Paesi privi di aerei di quinta-generazione (stealth). In altre parole, l’Iran con l’S-300 può continuare a fare ciò che vuole, una volta che questi sistemi saranno attivi, senza paura di un attacco da parte di chiunque salvo gli Stati Uniti. Una brillante mossa scacchistica…” Ma anche se Israele ricevesse l’F-35, avrà un caccia stealth relativamente a corto raggio che può trasportare solo un paio di bombe da 900kg, inadeguati per gli obiettivi iraniani più pesantemente fortificati. Alcuni obiettivi iraniani richiederebbero l’uso del massiccio GBU-57A/B Massive Ordnance Penetrator (MOP) da 15000kg, che può essere trasportato solo dal bombardiere stealth B-2. Un attacco contro gli impianti nucleari iraniani sarebbe un compito arduo, anche nelle migliori circostanze, secondo un altro ufficiale dell’Air Force con vasta esperienza sugli aerei stealth. Gli obiettivi sono interrati profondamente rendendo difficile distruggerli con le bombe, e inoltre le strutture sono sparse dappertutto. La piccola flotta di bombardieri stealth B-2 dell’USAF dovrebbe svolgere la maggior parte del compito, perché sono gli unici velivoli con autonomia e armi necessarie per colpire con precisione quei bersagli. L’introduzione di una qualsiasi versione del S-300 renderebbe quelle operazioni estremamente difficili e molto più impegnative, ha detto l’ufficiale. Ma il numero esatto e la posizione esatta in cui gli S-300 saranno disposti faranno la grande differenza, ha detto l’ufficiale. Ciò è ulteriormente aggravato dal fatto che il sistema S-300 è mobile e può muoversi con poco preavviso. Se vi è un gran numero di sistemi di difesa aerea S-300, anche i piloti degli aerei invisibili B-2 e F-22 Raptor troverebbero la missione estremamente difficile. “Se saranno su ogni centimetro quadrato del Paese, allora non importa ciò che gli si spedisce, sarà una sfida“, ha detto l’ufficiale dell’Air Force.
Ma non solo l’Iran. Se Russia e Cina continuano a vendere difese aeree avanzate in tutto il mondo, la stragrande maggioranza degli attuali aerei da guerra degli Stati Uniti non potrà combattere in molte parti del globo. “Siamo molto preoccupati dalla grande proliferazione di missili terra-aria… ora in Crimea, Kaliningrad e Iran, se questo è vero“, ha detto un alto ufficiale dell’US Air Force, “Ci negano l’accesso più velocemente di quanto possiamo apprezzarne, a mio parere“. Detto ciò, ci sono alcuni modi in cui i vecchi aviogetti non invisibili possono combattere nelle zone protette dai nuovi missili, secondo un alto ufficiale dell’Air Force. Ma sarebbe molto rischioso. “Sarebbe davvero classificato discutere delle specifiche delle tattiche contro i SAM (missili terra-aria), ma si sa che i ‘SAM doppia cifra’ (come i piloti dell’Air Force chiamano l’S-300 e varianti) impongono a tutti gli aviogetti di quarta generazioni una serie riflessione“, ha detto. Un modo potrebbe essere utilizzare una combinazione di mini-droni areolanciati che trasportano disturbatori che, imitando i radar dell’S-300, gli forniscono falsi bersagli, secondo un altro ufficiale dell’Air Force. Quei droni dovrebbero essere combinati con missili furtivi a lungo raggio per eliminare le difese aeree di costruzione russa. Sarebbe anche molto utile avere un aereo da guerra elettronica per cercare di sopprimere a distanza i radar degli S-300, ed è qui che l’US Navy entra. “Gli EA-18G (aerei da guerra elettronica sulle portaerei) dell’US Navy con il loro ALQ-218 (sensore elettronico) rileveranno, individueranno e inseguiranno quel sistema d’arma“, ha detto un ex-pilota navale. “Una volta agganciati, possono incepparli e impiegare armi per distruggerli“. Ma il problema è che l’S-300 è un sistema mobile e si muove spesso; i piloti statunitensi non possono mai essere sicuri di dove l’arma sia a un dato momento. “Beh, sì … puoi distruggerlo” con un missile da crociera, ha dichiarato Mark Gunzinger, analista della potenza aerea del Centro per la strategica e valutazioni di bilancio di Washington. “Ciò presuppone, naturalmente, che l’S-300 rimanga in una posizione fissa dopo che un missile da crociera gli viene lanciato contro da fuori portata“.

1231257La Russia conferma l’accordo per fornire alla Cina i Sistemi di Difesa Aerea S-400
L’amministratore delegato della Rosoboronexport ha confermato che la Cina ha stipulato un contratto con la società per acquistare sistemi di difesa aerea S-400.
Sputnik 13/4/2015

s-400 TriumfLa Cina ha firmato un contratto con l’esportatore statale di armamenti russo Rosoboronexport, per l’acquisto dei sistemi di difesa aerea S-400, ha detto in un’intervista al quotidiano Kommersant l’amministratore delegato della società Anatolij Isajkin. “Non voglio rivelare i dettagli del contratto, ma sì la Cina è infatti diventata il primo acquirente del sofisticato sistema di difesa aerea russo. Si sottolinea ancora una volta il livello strategico dei nostri rapporti“, ha detto Isajkin, alla domanda se fosse vero che Pechino ha firmato un contratto per l’acquisto di quattro batterie di S-400 nel settembre 2014. Secondo Isajkin “molti Paesi” vogliono acquistare gli S-400, ma ha aggiunto che il produttore, VKO Almaz-Antej, è obbligato a consegnarli prima al Ministero della Difesa russo. “Nonostante l’espansione della produzione, è difficile fornire questi sistemi di difesa aerea a diversi Paesi. A questo proposito, la Cina sarà il primo cliente“, ha detto Isajkin. Alla domanda se le imprese russe hanno paura di cooperare con i loro partner cinesi, Isajkin ha detto che crede che se la Russia lavora per il bene della Cina, “lavorerà anche a proprio vantaggio”. L’S-400 Trjumf è un sistema d’arma antiaereo di nuova generazione in grado di colpire qualsiasi bersaglio aereo, aerei, elicotteri, droni, missili da crociera e balistici tattici, con una velocità massima di 4800 metri al secondo. Attualmente ci sono nove reggimenti missilistici antiaerei russi equipaggiati con S-400, entrato in servizio nell’aprile 2007.

10246616Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Non si parla più di lasciare la Novorossija all’Ucraina

ArgumentiCassad 8 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nel giornale del Generale Kanchukov ho trovato un’intervista all’ex-generale del SVR Reshetnikov, che ora guida il centro di analisi RISR.Post-Soviet spaceNella periferia nord di Mosca, sotto la protezione affidabile delle truppe interne, è nascosto l’istituto, in passato segreto, del Servizio d”intelligence Estera. Le lettere d’oro “Istituto di ricerca strategica russo” ora risaltano sulla facciata. Ma il nome pacifico non confonde i consapevoli, più di duecento dipendenti vi forgiano lo scudo analitico della Patria. Ci sarà una nuova guerra nel sud-est dell’Ucraina? Chi c’è dietro il presidente degli Stati Uniti? Perché così tanti nostri funzionari sono definiti agenti d’influenza? A queste e altre domande di “AN” ha risposto il direttore del RISR, l’ex-Tenente-Generale Leonid Reshetnikov.

Rivali nello stesso campo
Avete una “copertura” seria, il SVR. Perché declassificarvi improvvisamente?
Anzi, eravamo un istituto vicino all’intelligence, per lo più specializzato nell’analisi delle informazioni disponibili sull’estero. Cioè, le informazioni necessarie non solo al servizio d’intelligence, ma anche alle strutture che decidono la politica estera del Paese. Stranamente, non ci sono centri di analisi simili nell’amministrazione del presidente russo. Anche se ci sono molte “istituzioni” con soli direttore, segretaria e moglie del direttore che lavora come analista. La PA aveva grave carenza di specialisti e quindi il servizio d’intelligence ha dovuto condividerli. Oggi il nostro fondatore è il Presidente della Russia, e tutte le richieste governative per la ricerca sono firmate dal capo dell’amministrazione Sergej Ivanov.

Quanto sono richieste le vostre analisi? Perché siamo un Paese di carta: tutti scrivono molto, ma alla fine che influenzano hanno?
A volte vediamo azioni che riecheggiano le nostre analisi. A volte è impressionante quando si avanzano certe idee che poi diventano tendenza nell’opinione pubblica russa. E’ chiaro che molte direttive sono pronte ad essere adottate.

Qualcosa di simile avviene negli Stati Uniti con il centro di analisi Stratfor e il centro di ricerca strategico RAND Corporation. Chi di voi è “più di tendenza”?
Quando, dopo il passaggio alla PA nell’aprile 2009, abbiamo creato il nuovo statuto dell’Istituto, come suggerimento ci dissero di prenderli ad esempio. Allora pensai “se ci finanziate come Stratfor o RAND Corporation sono finanziate, allora batteremo tutte queste società di analisi straniere”. Perché gli analisti russi sono i più forti del mondo. Ancor di più gli specialisti regionali, che hanno cervelli incontaminati e più “freschi”. Posso parlarne con fiducia, ho 33 anni di esperienza di lavoro analitico. Prima al Primo Direttorato del KGB dell’URSS e poi la Servizio d’Intelligence Estero.

ONG, ONG, dove ci portano
E’ noto che RAND Corporation ha sviluppato il piano dell’ATO nel sud-est dell’Ucraina. Il vostro istituto fornisce informazioni sull’Ucraina, in particolare sulla Crimea?
Naturalmente. In linea di principio solo due istituti studiano l’Ucraina: RISR ed Istituto dei Paesi della CSI di Konstantin Zatulin. Fin dall’inizio del nostro lavoro abbiamo scritto documenti analitici sulla crescita del sentimento anti-russo in Ucraina e il rafforzamento del sentimento filo-russo in Crimea. Abbiamo analizzato le azioni delle autorità ucraine. Ma non abbiamo fornito dati allarmisti, tutto è perduto, anzi, abbiamo aumentato l’attenzione al problema. Abbiamo proposto d’intensificare significativamente il lavoro delle organizzazioni non governative (ONG) pro-russe, d’intensificare come ora dice la pressione politica del “soft power”.

Con un ambasciatore come Zurabov non abbiamo nemmeno bisogno di nemici!
Il lavoro di qualsiasi ambasciata e qualsiasi ambasciatore è soggetto ad una serie di limitazioni. Un passo fuori, ed è uno scandalo. Inoltre, c’è un problema enorme con il personale professionale del Paese, non solo nella diplomazia. In qualche modo abbiamo esaurito le scorte, pochissime persone brave, dopo una forte rotazione, rimangono nel servizio governativo. E’ difficile sopravvalutare il ruolo delle ONG. Le rivoluzioni colorate ne sono un chiaro esempio, venendo fomentate in primo luogo dalle organizzazioni non governative statunitensi. Ciò è accaduto anche in Ucraina. Purtroppo, di fatto nessuna attenzione è stata dedicata a creare e sostenere organizzazioni simili agenti a nostro favore. Se funzionassero, allora potremmo sostituire dieci ambasciate e dieci ambasciatori, anche molto intelligenti. Ora la situazione comincia a cambiare, a seguito di un ordine diretto del presidente. Speriamo che i subalterni non vanifichino gli sviluppi.

Se domani ci sarà la guerra
Come pensa che si svilupperanno gli eventi in Novorossija in primavera ed estate? Ci sarà una nuova campagna militare?
Purtroppo, la probabilità è molto alta. Solo un anno fa, l’idea di federalizzare l’Ucraina era praticabile. Ma ora Kiev ha bisogno della guerra, di uno Stato unitario per diversi motivi. Il principale è che il Paese è guidato da persone ideologicamente anti-russe, non semplicemente subordinate a Washington, ma comprate e pagate da quelle forze che si nascondono dietro il governo degli Stati Uniti.

Cosa vuole questo famigerato “governo mondiale”?
E’ più facile dire ciò di cui non ha bisogno: non ha bisogno di un’Ucraina federale, che sarebbe difficile da controllare. Sarebbe impossibile schierarvi le loro basi militari, un nuovo scaglione dell’ABM. Ci sono tali piani. Da Lugansk e Kharkov i missili da crociera tattici possono superare gli Urali, dove si trovano le nostre principali forze di deterrenza nucleare. E possono colpire i missili balistici nei silos e mobili in fase di decollo, con una probabilità del 100%. Attualmente questa zona non è raggiungibile né dalla Polonia, né dalla Turchia, né dal Sud-Est asiatico. Questo è l’obiettivo principale. Così gli Stati Uniti combattono nel Donbas fino all’ultimo ucraino.

Quindi non si tratta dei giacimenti di gas di scisto trovati in questo territorio?
Il loro principale obiettivo strategico è un’Ucraina unita sotto il loro pieno controllo, per combattere la Russia. Il gas di scisto o le terre coltivabili sono solo un piacevole di più. Un vantaggio collaterale. Più il grave attacco al nostro CMI spezzando i collegamenti tra i CMI di Ucraina e Russia. Questo è già stato compiuto.

Ci hanno giocato: il nostro “figlio di puttana” Janukovich è dovuto fuggire con l’aiuto degli Spetsnaz e Washington a collocato i suoi “figli di puttana”?
Dal punto strategico-militare, ovviamente ci hanno spiazzato. La Russia ha “compensato” con la Crimea. C’è “compensazione” con la resistenza dei residenti del sud-est dell’Ucraina. Ma il nemico ha già strappato un ampio territorio che faceva parte dell’Unione Sovietica e dell’impero russo.

Cosa vedremo in Ucraina quest’anno?
Il processo di semi-disgregazione o addirittura la disintegrazione assoluta. Molti restano ancora muti di fronte al nazismo autentico. Ma chi capisce che Ucraina e Russia sono fortemente legate non ha detto ancora l’ultima parola. Non a Odessa, non a Kharkov, non a Zaporozhe e non a Chernigov. Questo silenzio non sarà eterno e il coperchio del calderone sarà inevitabilmente spazzato via.

E come i rapporti tra Novorossija e resto dell’Ucraina si svilupperanno?
Vi è uno scenario poco probabile stile Transnistria. Ma non ci credo, il territorio di RPD e RPL è molto più grande, milioni di persone sono state già risucchiate dalla guerra. Per ora la Russia può ancora convincere i leader delle milizie ad impegnarsi in tregue temporanee. Ma appunto temporanee. Non vi è alcun discussione sul ritorno della Novorossija all’Ucraina. Il popolo del sud-est non vuole essere ucraino.

Quindi, se il nostro Paese è isolato a livello globale a causa della riunificazione con la Crimea, perché non prendiamo tutto il sud-est? Quanta ipocrisia può esservi?
Penso che sia troppo presto per prenderlo, ancora. Sottovalutiamo la consapevolezza del nostro presidente, che sa che ci sono alcuni processi in Europa che non sono chiaramente visibili agli osservatori esterni. Tali processi fanno sperare che potremo proteggere i nostri interessi con metodi e mezzi differenti.

Feb16DoneUn fronte, ma non una linea del fronte
Con il flusso di informazioni sull’Ucraina ci dimentichiamo la crescita esplosiva dell’estremismo religioso in Asia centrale…
Si tratta di una tendenza estremamente pericolosa per il nostro Paese. La situazione in Tagikistan è molto difficile. La situazione in Kirghizistan è instabile. Ma il Turkmenistan potrebbe diventare la direzione del primo colpo, proprio come “AN” ha scritto. In qualche modo lo dimentichiamo, perché Ashkhabad è isolata. Ma questo “palazzo” potrebbe cadere prima. Avrà la forza di resistere? Oppure potremo intervenire in un Paese che resta piuttosto distante da noi? Quindi, tale direzione è difficile. E non solo per le infiltrazioni nella regione dei militanti dello “Stato islamico”. Secondo gli ultimi dati, Stati Uniti e NATO non hanno intenzione di lasciare l’Afghanistan e vi manterranno le loro basi. Dal punto di vista militare, cinque o diecimila soldati che rimangono possono essere portati a 50-100mila in un mese. Questa è una parte del piano generale per circondare e premere sulla Russia, ideato dagli Stati Uniti con l’obiettivo di deporre il Presidente Vladimir Putin e spezzare il Paese. Un profano, ovviamente, non ci crederebbe, ma chi ha accesso a grandi quantità di informazioni, lo sa molto bene.

Quale confine sarà violato?
In primo luogo hanno in programma d’isolarci semplicemente laddove è “facile”. Non importa dove: Kaliningrad, Caucaso del Nord o Estremo Oriente. Questo servirà da detonatore di un processo che può intensificarsi, Non è mera propaganda, ma un’idea reale. Tale pressione da ovest (Ucraina) e sud (Asia centrale) potrà solo crescere. Cercano di penetrare attraverso le porte occidentali, ma sonderanno anche quelle meridionali.

Qual è la direzione strategica più pericolosa per noi?
La direzione meridionale è molto pericolosa. Ma per ora gli Stati cuscinetto, le repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale, esistono ancora e a occidente la guerra è già alle porte… In effetti, sul nostro territorio. Attualmente non c’è un bagno di sangue tra ucraini e russi ma piuttosto una guerra tra sistemi globali. Alcuni pensano di “essere l’Europa”, altri di essere la Russia. Perché il nostro Paese non è solo un territorio, è una civiltà distinta ed enorme, che ha la propria visione dell’ordine globale del mondo. In primo luogo, ovviamente, questo fu l’impero russo, esempio della civiltà orientale-ortodossa. I bolscevichi lo distrussero, ma crearono una nuova idea di civiltà. Una terza è ormai molto vicina. La vedremo entro 5-6 anni.

Cosa sarà?
Penso che sarà una simbiosi di quelle precedenti. E i nostri “colleghi giurati” lo capiscono perfettamente. Ecco perché è iniziato l’attacco da tutti i lati.

Cioè, la lotta congiunta russo-statunitense contro il terrorismo, in particolare, contro il SIIL, è una finzione?
Naturalmente. Gli USA creano, finanziano e addestrano i terroristi e poi danno l’ordine alla banda: “prendete”. Forse si può sparare a un “cane rabbioso” nella banda, ma gli altri cani saranno ancora più attivi.

Satana guida le danze
Leonid Petrovich, pensa che gli Stati Uniti e i loro presidenti siano solo uno strumento. Chi pensa ne decida la politica?
Ci sono comunità di persone sconosciute al grande pubblico che scelgono non solo i presidenti statunitensi, ma anche decidono le regole del “grande gioco”. In particolare, queste sono le società finanziarie transnazionali. Ma non solo. Attualmente vi è un processo continuo per riformattare il sistema economico e finanziario mondiale. Chiaramente, c’è un tentativo di ripensare l’intera struttura del capitalismo senza rigettarlo. La politica estera è soggetta a rapidi cambiamenti. Gli Stati Uniti improvvisamente hanno abbandonato Israele, il loro principale alleato in Medio Oriente per migliorare le relazioni con l’Iran. Forse perché oggi Teheran è più preziosa e più importante di Tel-Aviv? Perché è vicino alla Russia. Queste forze segrete hanno l’obiettivo di liquidare il nostro Paese come serio attore sulla scena mondiale. Perché la Russia è una civiltà alternativa a tutto l’occidente. Inoltre, vi è la crescita esplosiva del sentimento anti-americano nel mondo. In Ungheria, dove le forze conservatrici sono al potere, e in Grecia dove la sinistra, forza diametralmente opposta, sono effettivamente uniti e “contrari” agli Stati Uniti che s’impongono all’Europa. Ci sono “contrari” anche in Italia, Austria, Francia, e così via. Se la Russia resiste sulla sua terra, processi sfavorevoli alle forze che cercano il dominio globale inizieranno in Europa. E tali forze lo capiscono perfettamente.

Alcuni leader europei già si lamentano che gli Stati Uniti li abbiano costretti alle sanzioni. L’Europa si può liberare dall'”amichevole” abbraccio statunitense?
Mai. Gli USA hanno diverse catene: la zecca della Federal Reserve, la minaccia di rivoluzioni colorate e l’eliminazione fisica dei politici indesiderati.

Esagerate sull’eliminazione fisica?
Niente affatto. La Central Intelligence Agency degli Stati Uniti non è nemmeno un servizio d’intelligence dai compiti tradizionali. Il PGU del KGB o il SVR della RF sono servizi segreti classici: raccolta di informazioni ed informare i vertici del Paese. Nella CIA le caratteristiche tradizionali dell’intelligence sono gli ultimi dei suoi problemi. Gli obiettivi principali sono: eliminazione, anche fisica, dei politici e organizzazione dei colpi di Stato. E lo fanno ora. Dopo la perdita del sottomarino Kursk, il direttore della CIA George Tenet ci visitò. Mi fu chiesto d’incontrarlo all’aeroporto. Tenet era lento ad uscire dal velivolo, ma era aperto, così potei sbirciare dentro il suo Hercules, era un quartier generale volante, centro di calcolo operativo pieno di attrezzature e sistemi di comunicazione in grado di monitorare e rispondere alla situazione in tutto il mondo. La delegazione che l’accompagnava era di venti persone. Quanto a noi, voliamo su voli regolari in squadre di 2-5 persone. Si può sentire la differenza, per così dire.

A proposito, riguardo l’intelligence. Ancora una volta si parla del ripristino del servizio d’intelligence russo unico, unendo SVR e FSB. Che ne pensa?
Sono molto negativo. Se combiniamo i due servizi speciali, intelligence straniera e contro-intelligence, allora avremo una fonte di informazione per i vertici del Paese invece che due. Quindi, la persona che presiede questa “fonte di informazioni” ha il monopolio, e può manipolarle per raggiungere un certo obiettivo. In URSS le manipolazioni informative del KGB erano evidenti anche al capitano Reshetnikov. A un presidente, uno zar o un primo ministro, non importa come si chiama il primo funzionario, è vantaggioso avere diverse fonti d’intelligence indipendenti. Altrimenti diventa ostaggio di un certo leader della struttura o della struttura stessa. È molto pericoloso. Gli autori di questa idea pensano che diverremo più forti dopo l’unificazione. Invece, ci creeremo delle minacce.

Dove sono le trappole?
E ora passiamo dalle teorie del complotto globale ai nostri affari. Come si può passre da funzionario che non sa ciò che fa ad agente d’influenza che sa quello che fa?
Non ci sono così tanti agenti di influenza importanti nel mondo come molti pensano. Adottare o meno gravi decisioni strategiche contro gli interessi del proprio Paese, viene di solito deciso da, per così dire, agenti ideologici. Costoro sono tra i nostri funzionari finiti coll’occupare posizioni ai vertici della nazione, ma la cui anima è in occidente. Non c’è bisogno di arruolarli o comandarli. Per costoro tutto ciò che avviene “là” è la massima realizzazione della civiltà. E qui siamo nella “sporca” Russia. Non legano il futuro dei loro figli, che inviano all’estero, al Paese. E questo è un indicatore serio di conti in banche estere. A tali “compagni” sinceramente non piace la Russia, il cui “sviluppo” controllano.

Ha appena ritratto alcuni dei nostri ministri con estrema precisione. Come passeremo il 2015 con costoro?
Quest’anno, con loro o senza di loro, sarà difficile. Molto probabilmente, neanche il prossimo anno sarà facile. Ma dopo la nuova Russia andrà avanti con fiducia.

2014-ukraine-crisis-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia rafforza la presenza militare in Crimea

Dmitrij Litovkin, RIR, 9 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Negli ultimi dodici mesi, Mosca ha condotto un riarmo radicale e aumentato significativamente le truppe di stanza in Crimea. Ora le truppe schierate nella penisola svolgeranno due funzioni operative: proteggere gli interessi russi in Crimea e controllare la zona marittima. Secondo il ministro della Difesa Sergej Shoigu, alla fine del 2014 nell’ambito dello schieramento di un gruppo autonomo in Crimea, quasi 100 unità, dipartimenti ed organizzazioni sono state create, e nuovo materiale fornito._73334994_ukraine_crimea_generic_map624Precedentemente, per rifornire la Flotta del Mar Nero anche di una sola cartuccia, Mosca doveva coordinarsi con la Verkhovnaja Rada (Consiglio Supremo) d’Ucraina; secondo l’accordo sullo status della Flotta del Mar Nero. Negli ultimi 20 anni, la parte ucraina ha mostrato totale mancanza di volontà nel consentire riparazioni e rifornimenti. Quindi, la flotta si degradò perdendo efficienza e permettendo agli statunitensi di mettere piede nella regione. Navi da guerra statunitensi apparvero nel Mar Nero recentemente, proprio quando apparve chiaro che non erano in pericolo. Una volta che la Crimea ha aderito alla Russia, il quadro è cambiato rapidamente. L’agenzia TASS cita Shojgu dire che ora “il completo addestramento dei gruppi dell’aeronautica in Crimea è stato organizzato, aumentando le forze della difesa aerea“. Secondo il ministro della difesa, nuovi impianti continuano ad essere costruiti in cinque basi nella penisola, e quelli esistenti ricevono grandi riparazioni. Mosca ha l’opportunità di effettuare un radicale rinnovamento delle forze raggruppate nella penisola.

bal_prev06.jpgdbd855d5-7f34-4bb8-ab64-d2f311affbb4LargeDai Tu-22M3 agli Iskander-M
Il rafforzamento delle truppe è avvenuto nel quadro del programma di riarmo per il 2020. Circa 300 nuovi sistemi d’arma ed equipaggiamenti militari sono stati trasferiti in Crimea. Le unità militari hanno ricevuto i più recenti sistemi anticarro semoventi Khrizanthema-S, obici da 152mm Msta-S, e sistemi lanciarazzi multipli Tornado-G. Le truppe costiere sono state rinforzate con il nuovo sistema antinave mobile Bal, dotato di missili da crociera Kh-35 Uran. Secondo il Ministero della Difesa, lo stazionamento di Tu-22M3 e sistemi tattici Iskander-M della penisola è il prossimo passo per ripristinare la presenza russa nella regione del Mar Nero. Lo stazionamento di questi sistemi in Crimea, se necessario, garantisce la distruzione dei missili intercettori statunitensi in Romania. I Tu-22M3 non solo potranno attaccarli con missili da crociera Kh-22 e Kh-15, ma anche eliminare la presenza navale degli Stati Uniti nel Mar Nero. Il presidente del comitato per l’intelligence della Camera Mike Rogers ha riconosciuto ufficialmente il potenziale distruttivo dei missili intercettori avvertendo Mosca con vaghe “minacce”. Questa estate, una delle formazioni missilistiche del Distretto militare occidentale, armata con il sistema missilistico tattico Iskander-M, ed aerei a lungo raggio Tu-22M3, hanno condotto una dimostrazione delle loro capacità sul Mar Nero, nelle esercitazioni per distruggere le cruciali strutture di un nemico immaginario con armi di precisione aerolanciate e terrestri, riferiva il Ministero della Difesa. “I Tu-22M3 permettono di neutralizzare minacce attuali e potenziali nella regione che potrebbero essere rilevanti per la Russia, come i cacciatorpediniere che entrano nel Mar Nero comportando una minaccia diretta alle operazioni delle forze nucleari strategiche russe“, affermava Igor Korotchenko, direttore della rivista “Difesa Nazionale”. La presenza regolare dei Tu-22M3 in Crimea sarà probabile prima del 2016. Non è ancora chiaro quando gli Iskander vi saranno stanziati. Shojgu ha dichiarato inequivocabilmente che tali sistemi e bombardieri saranno schierati sul territorio della Russia in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. “Li mettiamo dove vogliamo!” ha detto il ministro della Difesa.

126476-640Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La nuova super-arma di Putin: il carro armato più efficace del Mondo?

Perché i carristi occidentali dovrebbero preoccuparsi dei nuovi carri armati di Mosca
Franz-Stefan Gady The Diplomat 2 aprile 2015

j1wBvNrLa Russia illustrerà il suo nuovo carro armato nella parata della Vittoria sulla Piazza Rossa di Mosca, il 9 maggio. 20 unità del primo carro armato di terza generazione prodotto in serie, designato T-14 e basato sul nuovo scafo universale “Armata“, sono stati recentemente consegnati alle Forze armate russe per l’addestramento. Entro il 2020, Uralvagonzavod (UVZ), il maggiore produttore di carri armati nel mondo, prevede di produrre 2300 T-14 Armata. Secondo i media, le consegne del carro armato (circa 500 all’anno) inizieranno nel 2017. In totale, le Forze terrestri russe hanno in programma di ricevere 32 carri armati Armata per quest’anno. L’esercito russo si propone di sostituire il 70 per cento dei suoi corazzati con il nuovo cingolato, sostituendo i più vecchi carri armati T-72 e T-90, anch’essi prodotti da UVZ. L’esercito russo prevede uno scafo universale come piattaforma di ben 13 cingolati diversi, tra cui un semovente di artiglieria, un veicolo corazzato del genio e un trasporto truppe corazzato.
Quali sono le specifiche tecniche del carro armato? Secondo il Foreign Military Studies Office (FSMO) di Fort Leavenworth, Kansas: “L’armamento principale del carro è il cannone ad anima liscia da 125mm 2A82, in grado di sparare munizioni esplosive, perforanti a distacco di sabot, missili, a carica cava e altri tipi di munizioni. Il T-14 è equipaggiato con il motore diesel a X Cheljabinsk A-85-3A da 1500 CV. Inoltre ha anche un sistema di controllo delle informazioni (TICA) che controlla tutti i gruppi, componenti e sistemi di bordo, ed analizza i malfunzionamenti”. La potenza alla volata del cannone ad anima liscia da 125mm 2A82 è maggiore di quella del cannone Rheinmetall da 120mm del tedesco Leopard-2, secondo i media. Il carro armato vanta anche sistemi di puntamento e di caricamento delle munizioni completamente automatizzati ed informatizzati. Il rapporto del FSMO continua: “Il carro armato T-14 sarà dotato di una sospensione in grado di adattarsi a vari rilievi, tipi di terreno e alla velocità del veicolo, con conseguente maggiore velocità delle colonne, anche su terreno accidentato. Il sistema di sospensione allevierà anche la stanchezza dell’equipaggio, mentre il sistema di controllo del tiro l’assiste nel fornire un tiro preciso durante i movimenti”. L’articolo rileva inoltre che, “a differenza dei precedenti veicoli sovietico-russi, la sicurezza (sopravvivenza) e comodità dell’equipaggio saranno più considerati. L’equipaggio sarà in una capsula blindata un po’ più capiente rispetto agli altri/carri armati sovietico-russi“. Secondo RT, “la torretta del carro armato sarà anche dotata di un’arma d’accompagnamento da 30mm, per affrontare diversi obiettivi tra cui aeromobili a bassa quota, come aerei d’attacco ed elicotteri. Una mitragliatrice pesante da 12,5mm montata in una torretta potrà affrontare proiettili in arrivo, come i missili anticarro, neutralizzandoli mentre si avvicinano alla velocità di 3000 metri al secondo“.phpCHANCosa rende il nuovo carro armato della Russia così speciale? In primo luogo, il sistema di difesa attiva merita particolare attenzione. È un sistema di difesa antiproiettile ed antimissile individuale, che potrebbe intercettare qualsiasi tipo di munizione anticarro. “Difende il veicolo dagli attacchi, anche aerei. Pertanto, anche il più moderno elicottero Apache non avrà la probabilità di distruggere al 100 per cento un T-14 con i suoi missili. La difesa attiva è situata a vari livelli lungo il perimetro della torretta, garantendo protezione completa agli elementi più importanti del carro armato“, secondo il rapporto del FSMO. In secondo luogo, la posizione dell’equipaggio è alquanto unica per un carro armato russo (come nei veicoli senza equipaggio e torretta telecomandata): “L’equipaggio di tre uomini si trova in una capsula blindata nella porzione anteriore dello scafo. Secondo gli specialisti, la protezione anteriore è multistrato, una blindatura combinata che può sopportare il colpo diretto di qualsiasi tipo di proiettile esistente, compresi a freccia e a doppia carica cava”.
Il settimanale tedesco Der Stern nota sul T-14 Armata: “Un carro armato assolutamente innovativo cui certamente non tutti gli eserciti del mondo possono vantare. Il carro armato tedesco Leopard-2 fu sviluppato 35 anni fa, proprio come lo statunitense M1 Abrams. Le versioni attuali dei carri armati occidentali dispongono di molti miglioramenti, ma le caratteristiche di base non differiscono molto dalle originali. L’Armata è il primo vero nuovo carro armato costruito dopo il crollo dell’Unione Sovietica”. Il Foreign Military Studies Office sottolinea ulteriormente: “Per apprezzare l’innovativa progettazione e realizzazione tecnica dei costruttori di carri armati russi, un fatto piuttosto recente, ma classificato, va ricordato. Si è scoperto che è più difficile progettare e realizzare un nuovo carro armato che un nuovo velivolo. I caccia di quinta generazione già volano, ma solo carri armati di seconda generazione si trovano negli arsenali di tutto il mondo. Così l’Armata diverrà il primo carro armato di terza generazione prodotto in serie (anche se c’è chi avrà il coraggio di indicarlo di quinta generazione)”.
Naturalmente, tutti questi articoli vanno presi con cautela, e fin quando il carro armato sarà accuratamente esaminato in azione, sapremo assai poco delle sue genuine capacità.0eAf23jTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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