Gli Stati Uniti acquisteranno 500 F-35 che non funzionano

L’F-35 è un incubo volante da 400 miliardi di dollari, e il Pentagono vuole comprarne centinaia, “test” e “modifiche” verranno dopo
Rudy Panko Russia Insider 30 gennaio 2016

‘I radar russi non rileveranno mai tutti questi soldi gettati nel cesso’

F35BCosa si può fare con centinaia di miliardi di dollari? Se siete la nazione più ricca della terra con un tasso di povertà del 20% tra i bambini, la risposta è ovvia: spendiamoli tutti su un aereo fantasioso che non serve e non funziona. (Denaro che infine “debilita” l’evanescente classe media degli USA, giusto? Per lo meno ci si pagherebbe almeno una settimana di cicchetti e prostitute ai brillantoni della Lockheed). Rifatevi gli occhi su questa grossolana e scadente truffa: “i test su come l’F-35 della Lockheed Martin Corp. si comporterà in combattimento non inizieranno prima dell’agosto 2018, un anno dopo il previsto, quando più di 500 caccia potrebbero essere costruiti prima che la valutazione sia completata, secondo l’ufficio dei test del Pentagono. “Questi aerei richiederanno una serie di modifiche ancora da decidere” per essere pienamente operativi, secondo Michael Gilmore, al vertice dell’ufficio dei test del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, nella relazione annuale sui principali programmi. “Tuttavia, queste modifiche potrebbero essere impossibili per le forze armate, considerando il costo dell’aggiornamento di tali primi lotti di aeromobili, mentre il programma continua a incrementarne la produzione in un ambiente fiscalmente vincolato”.” In parole povere: “Sappiamo già che questo aereo ha grossi problemi, ma ne compreremo centinaia comunque. Tra l’altro, probabilmente non possiamo permetterci le modifiche necessarie per renderli operativi. Così va la vita…” Il “progetto” F-35 è già costato ai contribuenti statunitensi più di 391 miliardi di dollari (altre stime, parlano di quasi 1400 miliardi), e anche se tutti sanno che l’aereo è fatalmente difettoso, la produzione continua senza interruzione; una strategia che un alto funzionario del Pentagono definì “acquisizione malfuzionante”. Un malcostume sconcertante. Ecco l’elenco di alcuni dei problemi più seri dell’F-35, compilato dall’ispettore superiore per gli armamenti del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti:
– Carenza della potenza delle tre versioni dell’aereo, che ne limita la manovrabilità volando a piena potenza.
– Sistema diagnostico “ALIS” che continua “a dimostrare scarsa precisione e un alto tasso di falsi allarmi
– Crepe nel longheroni alari, scoperti ad ottobre nella versione navale dell’F-35 e “danni ad un numero significativo di rivettature” scoperti nei test sulla versione per i Marine Corps.
– Mancanza di simulatori affidabili per testare le missioni di combattimento e di dati specializzati di ogni principale area geografica in cui i piloti testeranno i sensori e monitoreranno i radar nemici.
– Sistema di eiezione del pilota che potrebbe ucciderlo se pesa 65 kg o meno, rompendone il collo. Dellavedova ha detto che l’ufficio programma prevede miglioramenti a novembre per risolvere il problema del collo.
E’ già stato ampiamente riportato che l’F-35 ha seri problemi di manovra e i missili possono essere facilmente neutralizzati. Diamine, l’F-35 può probabilmente essere abbattuto da un MiG dei vecchi tempi, e tutto al modico prezzo di 23 anni di college gratuiti per ogni statunitense. Cosa dopo? L’“avanzata” flotta dell’US Navy che non galleggia?6673841083_fb97d9ed5b_bTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

USAF vs RVVS: un confronto

Georgij Nizovoj, Federalnoe Agentstvo Politicheskikh Novostej 28.01.2016 – South Front

Il mondo torna al suo posto, dov’era 30 anni fa. Due potenti coalizioni cercano di sconfiggersi in una serie di guerre e conflitti ibridi. Le loro forze armate finora non si sono scontrate direttamente, ma la loro potenza, utilizzata in varie parti del mondo, spesso decide chi sarà il vincitore. Questa serie di articoli non è un tentativo di descrivere dettagliatamente la situazione in questo o quell’aspetto degli affari militari. È piuttosto il tentativo di esaminare le tendenze nelle forze armate di Russia e Stati Uniti, i due Paesi militarmente più potenti del mondo. Pertanto questi articoli saranno scritti a “volo d’uccello”, concentrandosi sugli eventi più importanti e dando libertà all’immaginazione. Il ciclo conterrà articoli su Aeronautiche, Marine ed Eserciti, occupandosi anche di questioni relative ad industria militare, tattica e strategie nelle guerre del 21° secolo.Blue over HawaiiUSA
Durante il confronto delle superpotenze, l’Aeronautica militare degli Stati Uniti rispettava pienamente le esigenze moderne. Lo sviluppo di velivoli concettualmente avanzati come F-15 e F-16 si rivelò un ottimo investimento sul futuro. Ma mentre gli equipaggiamenti militari divenivano più complessi, raggiungevano i limiti dello sviluppo e le possibilità tecnologiche di fine 20° secolo si esaurivano, il criterio più importante diventava il costo-efficacia. Purtroppo, l’USAF non fece tale riesame, anche se ne notò l’importanza. Questo giocò un brutto scherzo all’USAF causandone il declino, al punto di minacciare la perdita della superiorità aerea. Già il costo della manutenzione degli aeromobili degli anni ’70-’80 era importante quanto le capacità di combattimento. La corsa agli armamenti assorbì ingenti risorse, e il mantenimento di una flotta di 1000 aerei da combattimento si rivelò un’ardua sfida anche per gli Stati Uniti. Non è un caso che dal 1990 la forza di prima linea di USAF e USN iniziò a declinare rapidamente. Nel 1990 l’USAF (e la sua componente Guardia Nazionale) avevano più di 3100 aerei da combattimento tattici. Nel 2014 solo 1500. E quale sarà la situazione nel 2020? Il problema dell’USAF è dovuto agli errori di calcolo nella scelta del concetto di sviluppo della potenza aerea e della progettazione di nuovi aeromobili, e la sua flotta di aerei ora mostra la tendenza pericolosa all’obsolescenza fisica combinata con l’incapacità di riprendersi a breve termine.

F-117
Pertanto, la flotta di aerei da combattimento tattici dell’USAF è in rapido declino negli ultimi anni. Tutti i velivoli F-117 (il velivolo più moderno all’epoca, tranne l’F-22) furono ritirati dal servizio alla fine del 2008. La spiegazione ufficiale fu la carenza di risorse finanziarie, ma in realtà l’aereo fu condannato all’estinzione già durante la campagna in Kosovo, dove il “velivolo invisibile” fu abbattuto da un obsoleto SAM S-125.

F-15
Pilastri della flotta, i velivoli da combattimento F-15 e F-16 sono in servizio da oltre 20 anni ed hanno quasi esaurito la loro vita operativa (8000 ore di volo). Alcuni F-15 furono sostituiti nei primi anni 2000 dagli F-22 (15 squadriglie di 12 aerei ciascuna), e il resto è ancora in servizio per mancanza di fondi. Nel 2020, 400 di questi aerei (soprattutto F-16) sarà in pensione. Devono essere sostituiti dai moderni F-35. Purtroppo per le forze armate statunitensi, questa parte del loro arsenale darà gravi preoccupazioni. Per capire perché, diamo un’occhiata alla struttura dell’USAF negli ultimi decenni. Nel corso degli ultimi 40 anni, l’USAF ha aderito al concetto di due aerei “principali”. Un caccia intercettore per avere la superiorità aerea, e un cacciabombardiere per il combattimento aereo. Negli anni ’70, tale concetto fu attuato mediante l’introduzione dell’F-15 (intercettore) e dell’F-16 (cacciabombardiere). I piani del riarmo a lungo termine ne postularono la sostituzione tra fine anni ’90 e primi anni 2000 con la nuova generazione di F-22 (intercettore) ed F-35 (cacciabombardieri). Questi piani inizialmente comportavano l’acquisto di 800 F-22 (solo 187 effettivamente costruiti) e circa 2000 F-35 (attualmente 1736 previsti per l’USAF). Tutti i velivoli d’attacco A-10 (20 squadriglie) saranno sostituiti dagli F-35.

F-22
I problemi sono iniziati quando il costo del programma F-22 ebbe un drastico aumento, anche se ci sono sospetti che l’aumento dei prezzi sia dovuto alla manutenzione del velivolo, piuttosto che alla produzione. Ogni ora di volo di un F-22 costa circa 50000 dollari rispetto ai 30000 dell’F-15. Se un aereo vola in media 300-400 ore all’anno, il costo sarebbe di 6-8 milioni di dollari all’anno. Una flotta di 800 aeromobili richiederebbe 40 miliardi all’anno per la sola manutenzione. In confronto, il bilancio del DoD degli Stati Uniti per l’operatività è di 240 miliardi di dollari nel 2016. In 20 anni, i costi di manutenzione lieviterebbero a 800 miliardi di dollari. Mentre “solo” 200 miliardi sarebbero spesi per sviluppo e approvvigionamento (assumendo, ancora una volta, una flotta di 800 aerei). Come possiamo vedere, il problema principale dell’aeromobile non è il costo di produzione o sviluppo. I suoi costi operativi minacciano letteralmente di divorare il budget del Pentagono, imponendo una forte riduzione del numero di caccia da acquisire. L’F-22 soffre anche un altro problema. È molto esigente riguardo le condizioni della base. Distribuirli su un gran numero di basi aeree sarebbe molto costoso, non consentendogli di essere schierati in prima linea. Questo rende le basi aeree adattate agli F-22 un obiettivo molto attraente. Danneggiandone la base aerea, si mette fuori operatività l’intera unità di caccia e per lungo tempo.f35_cbuF-35
Problemi simili attendono l’F-35. Calcoli preliminari indicano che un’ora di volo del nuovo cacciabombardiere costa 31000 dollari (e questo è solo una stima di ciò che potrebbe rivelarsi superiore). L’F-16, in confronto, costa 22000 dollari per ogni ora di volo. Ma non è tutto. Il nuovo aereo doveva inizialmente sostituire parzialmente l’F-15, per l’incapacità di sostenere un numero sufficiente di F-22. Ma i problemi tecnici di progettazione e l’incapacità nel raggiungere le prestazioni cercate (rapporto spinta-peso e carico di g) fanno dell’aereo un bombardiere puro capace di lanciare missili aria-aria a medio-lungo raggio. A distanze brevi l’F-35 non ha alcuna possibilità nel combattimento aereo anche contro caccia di 4.ta generazione. Ma non è tutto. Le prove del 2013 hanno dimostrato che l’aeromobile non può essere accettato in servizio anche dopo aver ridotto le capacità. Soffre di numerosi problemi, il più importante è stato indicato nella difficoltà del software estremamente complesso che, secondo le forze armate statunitensi, non saranno risolte prima del 2019. Esiste il velivolo ma non ha capacità di combattimento e non si sa quando l’avrà. Ma il tempo non si ferma. Il logorio fisico dei vecchi aerei e la necessità di preservare le unità da combattimento richiedono una decisione: iniziare a costruire aerei “grezzi”, prima di affrontarne i problemi di sviluppo. È una mossa rischiosa: si può rimanere senza caccia e senza soldi. L’alternativa sarebbe riprendere la produzione di F-15 e F-16, preservando la forza attuale dell’USAF al prezzo del ritardo tecnologico assicurato. Ecco ciò che tale decisione produrrà nel breve termine. Nel 2020 l’USAF avrà 15 squadroni di F-22 (180 aerei), 12-13 squadroni di F-15 e circa 25 squadroni di F-35, anche se non c’è alcuna garanzia che questi caccia saranno pienamente operativi. Vorrebbe dire che l’F-35 non potrà essere utilizzato in combattimento, tranne in casi estremi, e avrebbe notevoli restrizioni nell’impiego. Ci sarebbero anche 18 squadriglie di F-16 e 22 squadriglie di cacciabombardieri F-15E, tutti da sostituire con l’F-35 entro il 2030. A partire dal 2006, USAF ha cominciato a modernizzare 20 squadriglie di A-10 allo standard A-10C per i problemi dell’F-35. Quindi, in totale: 15 squadriglie di caccia moderni, 12-13 squadriglie di caccia obsoleti ed usurati, e circa 65 squadriglie di cacciabombardieri, due terzi dei quali messi a terra per problemi tecnici. E fino a 20 squadriglie d’attacco.1029802323Russia
I piani di approvvigionamento della VKS sono già noti, come sono noti i velivoli che saranno in servizio. Nel 2014 la VKS aveva 32 squadriglie di caccia (8 di MiG-29, 12 di Su-27, 8 di MiG-31, 2 di Su-30 e 2 di Su-35), 14 squadriglie di bombardieri (9 di Su-24 e 5 di Su-34), e 10 squadriglie d’attacco (Su-25).

T-50
Non ho dati sui piani per implementare nuove unità nella VKS ma solo sul riarmo di quelle esistenti. Nel 2020 ci sarà un piccolo numero di squadriglie di T-50 in servizio (non più di 1-2). Anche 6-8 squadriglie di Su-35, 12 squadriglie di MiG-31BM, 5 squadriglie di Su-30 e 2 squadriglie di MiG-35. 4 squadriglie di Su-27SM modernizzati nel 2003-2009 e 1 squadriglia di Su-27SM3 probabilmente rimarranno in servizio. Ci sono informazioni secondo cui nel 2020 altre 3 squadriglie di Su-27 saranno aggiornati a Su-27SM3. La VKS inoltre ha acquisito 28 caccia MiG-29SMT respinti dall’Algeria, e altri 16 sono stati ordinati direttamente dalla VKS, in modo che nel 2020 avrà almeno 3 squadriglie di questi aerei. Quindi vi sono tutte le ragioni per credere che nel 2020 la VKS crescerà di almeno il 37-39 squadriglie di caccia, tutte dotate di velivoli modernizzati o costruiti dopo il 2003, per il 90% dopo il 2010.

Su-35
La VKS continuerà a crescere dopo il 2020 continuando la produzione di Su-35, T-50, MiG-35 e Su-30SM. L’aviazione da bombardamento nel 2020 avrà 10 squadriglie di Su-34 e forse 4 (o più, se ne decide la modernizzazione) squadriglie di Su-24M3 e più di 10 squadriglie d’attacco di Su-25SMT. Così la flotta di aerei di combattimento tattici della Russia avrà una forza di prima linea di circa 61-65 squadriglie (730-800 aerei da combattimento). 100-150 velivoli modernizzati o nuovi saranno assegnati ai centri di addestramento.

Conclusioni
Se si confronta la forza dei caccia, la Russia avrà la parità numerica con gli Stati Uniti e almeno una parità qualitativa. Se l’F-35 non sarà pronto, gli Stati Uniti avranno ancora un notevole vantaggio numerico, anche se, come la Siria dimostra, la Russia avrà un vantaggio qualitativo. Se l’F-35 viene rapidamente accettato in servizio, il costo elevato ne forzerà la riduzione nell’acquisizione a 1300-1500 velivoli, creando 105-110 squadroni nel 2040. In assenza di un forte aumento dei finanziamenti, l’USAF può aspettarsi solo una riduzione numerica. Vi sono due ragioni perciò: concetti e costruzione sbagliati. Gli Stati Uniti commisero un errore negli anni ’90, quando decisero si essere il solo egemone nel mondo. Quell’errore, combinato con il degrado dei mezzi e dell’industria, impedirà agli USA di poter mantenere l’USAF al livello richiesto. Ecco perché gli Stati Uniti sono costretti a considerare l’utilizzo di droni da combattimento come alternativa a basso costo. Una buona idea, forse, quando utilizzati contro selvaggi armati di bastoni, ma interamente inefficaci contro un avversario tecnologicamente avanzato, quindi gli Stati Uniti riconsiderano la loro concezione sugli aerei da combattimento senza pilota di 6.ta generazione. Vi torneremo in un altro articolo.PAK-FA-armament-infographic-1-640x360

Quando la Russia avrà il bombardiere stealth?
Dave Majumdar, The National InterestRussia Insider

625x465_1271180_1231129_1429682426Il primo volo del nuovo bombardiere stealth Tupolev PAK-DA di Mosca viene ritardato di circa tre anni. Secondo funzionari russi, il nuovo bombardiere ora difficilmente volerà prima del 2021. In precedenza il velivolo avrebbe dovuto volare nel 2019. “I lavori sul PAK-DA vanno avanti e il ritmo attuale va bene“, ha detto il comandante della RVVS Colonnello-Generale Viktor Bondarev a Sputnik, questa settimana. “Resta la sfida rimane di far volare il prototipo nel 2021, ma se tutto continua al ritmo attuale, avverrà anche prima”. Tuttavia, il 2021 è un ritardo di tre anni. “Il primo volo dovrebbe essere effettuato nel 2019. Prove e forniture saranno completate nel 2023“, aveva detto Bondarev a RIA Novosti nel maggio 2014. Secondo il piano precedente, l’aereo doveva diventare operativo nel 2025. Tuttavia, questo ritmo pareva ottimista. Con il primo ritardo del volo, il resto del programma PAK-DA probabilmente ritarderà di diversi anni i test operativi e l’operatività. Non si sa molto del PAK-DA, se non che sarebbe un aereo tuttala subsonico più o meno analogo al B-2 Spirit della Northrop Grumman e del prossimo Long Range Strike-Bomber dell’US Air Force. Le ali volanti si prestano bene a caratteristiche particolari come bassa osservabilità ai radar a bassa frequenza operanti nelle bande UHF e VHF, ma la produzione potrebbe ancora essere un problema. Il PAK-DA sarà probabilmente caratterizzato da avanzati avionica, tra cui un nuovo radar, suite di comunicazione e sistemi di guerra elettronica. Nel frattempo, i motori, in fase di sviluppo presso il Design Bureau Kuznetsov, sono un derivato avanzato dei turbofan NK-32 del Tu-160. Il PAK-DA non sarà un piccolo aereo. Dovrebbe avere un peso massimo al decollo di circa 120 tonnellate e le dimensioni di un aereo di linea Boeing 757. Secondo Russia and India Report, i requisiti della RVVS indicano che il velivolo avrà un’autonomia di 10000 km e potrà trasportare 27 tonnellate di armamenti. Ma le cifre non possono essere verificate in modo indipendente. Il PAK-DA è un cambio rispetto ai precedenti bombardieri russi e sovietici, generalmente vettori incentrati sulla combinazione di velocità e missili da crociera a lungo raggio trasportati a bordo. Il PAK-DA è il primo bombardiere russo ottimizzato per la furtività. Tuttavia, i commenti precedenti dei funzionari della Difesa russi suggeriscono che il PAK-DA fungerà da piattaforma di lancio per missili da crociera a lunga gittata nucleari e convenzionali, e una serie di munizioni guidate. Potrebbe anche eventualmente essere armato di missili ipersonici secondo precedenti dichiarazioni dei funzionari russi.
Il PAK-DA sostituirà la flotta di epoca sovietica di Tupolev Tu-22M, Tu-95 e Tu-160. I russi hanno la capacità tecnica per sviluppare e costruire il PAK-DA, ma come Mosca finanzierà il massiccio programma in un momento di difficoltà economica, è una questione aperta.PAK-DATraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vertice Surkov-Nuland e fine della junta ucraina

Mikhail Onufrienko, Federalnoe Agentstvo Politicheskikh Novostej South Front1e1356824Il primo a segnalare l’incontro tra Vladislav Surkov e Victoria Nuland è stato il quotidiano Kommersant di proprietà del gruppo di Alisher Usmanov citando “fonti informate”. La notizia è stata subito ripresa dai media di Kiev. La domanda principale è: cosa significa? Nella seconda metà della giornata si è saputo che l’incontro di lavoro tra l’Assistente presidenziale Vladislav Surkov e l’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland ebbe luogo in un edificio dell’amministrazione presidenziale nella città di Pionerskij, presso Kaliningrad. Questi dettagli furono resi noti dal rappresentante del Ministero degli Esteri russo a Kaliningrad Pavel Mamontov. “Possiamo confermare che l’incontro è cominciato“, secondo la TASS che citava Mamontov. Sappiamo che l’anno scorso Nuland incontrò più volte il Viceministro degli Esteri Grigorij Karasin, responsabile degli affari ucraini. Sappiamo anche che Surkov è il coordinatore principale della politica russa verso le repubbliche non riconosciute. L’incontro è avvenuto a porte chiuse e senza annunci sul motivo per cui ebbe luogo e, soprattutto, sui risultati. Ci furono solo frasi generiche sulla futura attuazione degli accordi di Minsk e la “normalizzazione della situazione in Ucraina”.

Aspettative
L’obiettivo è abbastanza chiaro. Il panico sui media della junta di Kiev è del tutto appropriato. Così come il panico della junta. Il regime Poroshenko è seriamente preoccupato da Washington e Mosca che s’incontrano, senza che Mosca si conformi al punto di vista di Washington, fin dall’inizio scettica su Minsk (dato che non siamo stati invitati, non servirà a niente). Anche il Donbas lo sa. “Non abbiamo aspettative particolari su tale riunione. Gli Stati Uniti non influenzano l’attuazione ucraina degli accordi di Minsk“, aveva detto Vladislav Dejnego, rappresentante della RPL ai negoziati Minsk. Le parole di Nuland supportano tale interpretazione. Oggi, prima d’incontrare Surkov, ha detto in un’intervista a BNS: “La prima sfida è fermare l’uccisione di persone e poter iniziare a lavorare su altri punti dell’accordo di Minsk, tra cui la risoluzione politica, vere elezioni in conformità con la legislazione ucraina corrispondenti agli standard dell’OSCE, ritiro del materiale militare estero e ripristino dei controlli ai confini“.

Accordi di Minsk
Nuland ha detto che l’inadempimento di Minsk significherebbe il congelamento del conflitto nel Donbas, il costante pericolo di una nuova guerra. “Tutti dovremmo lavorare per far adempiere Minsk, altrimenti avremo un conflitto congelato o, peggio, una minaccia costante all’Ucraina e a noi stessi“, aveva detto Nuland. Queste frasi generali nascondono una minaccia mortale non solo per il regime di Poroshenko ma per tutta la junta che si basa sulla forza armata e l’ideologia del banderismo nazista. Alla junta non serve la pace, soprattutto laddove Lugansk e Donetsk non siano solo parte dell’Ucraina dall’enorme autonomia, ma anche con milioni di elettori che odiano gli oligarchi che hanno sostenuto il colpo di Stato armato e i banderisti che cercano di spezzare il popolo del Donbas da due anni.

Perdere il trono
La breve vita dell’Ucraina formalmente indipendente ha dimostrato che forze apertamente russofobe possono andare al potere solo con la forza. Nel 2004, Jushenko è riuscito a salire al trono grazie alla prima (per fortuna incruenta) Majdan. Allora, il partito delle Regioni di Janukovich semplicemente ignorò le proteste russe in cambio della possibilità di partecipare al governo dell’Ucraina. Naturalmente, anche quando era premier di Jushenko, Janukovich perseguì la politica filo-occidentale del regime. I risultati furono patetici. Nel 2010 la popolarità di Jushenko era quasi zero, e poté avere solo il 5% dei voti a dispetto del “vantaggio da presidente uscente“.

Colpisci e terrorizza
La seconda Majdan era destinata fin dall’inizio ad essere sanguinosa, seguita da una guerra civile. Per mantenere il Paese sotto controllo con la forza, per quanto possano. Ma l’attuazione di Minsk significa il tradimento degli ideali russofobi dei sostenitori della junta, l’insensatezza dei sacrifici e dei morti, la fine della speranza di far parte dell’UE. Per gli oppositori del regime banderista, una transizione verso la pace, la possibilità di riprendere proteste pacifiche e votare per i leader di loro scelta, attualmente in esilio e che si battono contro il regime dal Donbas o in carcere. Se ci sarà la pace vera, qualsiasi regime russofobo in Ucraina, con il Donbas ribelle, è condannato. Da qui l’interesse con cui i media ucraini aspettano i risultati. Tanto più che solo tre giorni prima Poroshenko incontrava a Kiev il rappresentante della Russia del gruppo di contatto trilaterale, Boris Gryzlov. Mentre Poroshenko ha negato l’incontro, la Russia continua ovviamente un’attiva pressione politica su Kiev. Ciò che è successo, come dimostra la visita di Biden un mese prima, quando il suo discorso alla Rada causò un vero e proprio “shock and awe” nei capi della junta. Biden citò la guerra civile degli Stati Uniti, dicendo che l’esempio degli Stati Uniti, il suo sistema federale, dovrebbe essere di lezione ed esempio per l’Ucraina. Dopo di che i media della junta a lungo cercarono di spiegare che l’emissario speciale di Obama non fu “correttamente inteso”. No, si fece capire bene. Non importa come si chiami l’autonomia massima possibile regionale, il punto è chiaro, gli Stati Uniti sono con i “separatisti”, da Odessa a Kharkov, che chiedono l’autonomia fin dal primo giorno del colpo di Stato che portò Kiev sotto il controllo dei banderisti neo-nazisti.

Spararsi o agonizzare
L’incontro Surkov-Nuland dovrebbe portare i due Paesi a decidere il destino dell’Ucraina. Naturalmente, ci saranno altri incontri, il processo sarà lungo e difficile, e letale per molti in Ucraina. E’ chiaro che Kiev ha una sola scelta, spararsi in testa o agonizzare ancora un po’. L’incontro Surkov-Nuland è anche interessante in quanto risponde ad altre due domande. I media della junta di Kiev spesso accusano Surkov dei crimini di Majdan, di sostenere gli interessi della Russia a Kiev e di dirigere la politica interna di RPD e RPL. Nuland era sempre contro. Fu lei che giunse a Majdan mentre il colpo di Stato armato si preparava, sostenendo i terroristi con gli ormai famosi biscotti. Il fatto che sono state scelte queste due persone suggerisce che il divario tra Russia e Stati Uniti si chiude.

Surkov l’immortale
La partecipazione di Surkov indica che “le voci della sua morte (politica) erano un po’ esagerate“. Sì, dopo i vari eventi di Mosca, Donetsk e Lugansk lo scorso autunno è apparso chiaro che Surkov è certo “l’eminenza grigia” in RPD e RPL, dove fa ciò che vuole. Questo mito è crollato insieme alle fiabe sulla “propaganda di Surkov”. Surkov è lo stesso individuo da quando alla fine degli anni ’90 era un manager efficace di altissimo livello, che da il meglio sotto estrema pressione e quando la situazione richiede decisioni non standard e avventurose, a volte al si sopra le righe. Non ha mai definito, non definisce e non definirà mai gli obiettivi che persegue. Lui è un missile dalla guida precisa che colpisce il bersaglio scelto. E decide come manovrare, come evitare l’intercettazione, sulla rotta del bersaglio. Niente di più e niente di meno. L’obiettivo assegnatogli questa volta è già più o meno chiaro. Ciò che Putin ha detto in molte occasioni: “preservare una amichevole, fraterna e unita Ucraina“. Con l’avvicinarsi di Surkov il bersaglio diventerà presto chiaro. Ma possiamo essere assolutamente certi che ai governanti di Kiev non piacerà per nulla.5Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia modernizza la flotta corazzata

South Front 3 gennaio 2016

T-90AM

T-90AM

Uno dei settori chiave della modernizzazione militare russa è la sua flotta di carri armati, che comprende ancora molti carri armati T-72B e T-80U non aggiornati. Per colmare questo gap con la NATO, la Russia opta per aggiornare i T-72B allo standard T-72B3, modernizzazione che ha prodotto un carro armato moderno paragonabile al T-90 a una frazione del costo per acquistarne di nuovi. Il carro armato T-72B3, entrato in servizio nel 2011 al ritmo di circa 200 l’anno ed ampiamente noto grazie alle gare annuali del biathlon tra carri armati, doveva essere un tampone fin quando la famiglia del T-14 Armata sarà operativa. Secondo le dichiarazioni di Uralvagonzavod, i piani di rifornimento comportavano l’acquisto di 2000 MBT T-14. Questi piani sembrano essere stati modificati a causa di diversi fattori apparsi negli ultimi due anni.
Il primo è la crisi in Ucraina e l’elevata allerta con la NATO. La crisi ha sollevato la necessità di un vero MBT moderno paragonabile ai carri armati della NATO che sia operativo nel più breve tempo possibile. Mentre il T-72B3 può essere tranquillamente definito carro armato moderno, è ancora inferiore per certi aspetti agli ultimi cari armati della NATO Leopard 2A6 e M1A2 Abrams. In secondo luogo, lo scafo del T-90 diventa rapidamente datato, riducendone la competitività internazionale, come dimostra il successo del carro armato ucraino Oplot nella gara del 2011 in Thailandia, dove ha vinto il T-90. Mentre il T-90 ha riscosso un notevole successo di esportazione, con importanti contratti con India e Algeria, ora affronta la prospettiva di essere eclissato dai progetti più recenti di Cina e anche Ucraina. In terzo luogo, anche se l’Ucraina si è rivelata incapace di adempiere al contratto con la Thailandia, producendo solo 5 carri armati all’anno nel 2014 e 2015, la leadership russa deve considerare la peggiore delle ipotesi, che l’Ucraina ampli la produzione di Oplot per uso interno con l’aiuto della NATO. In quarto luogo, la crisi economica della Russia, causata principalmente dal rapido calo del prezzo del petrolio, indica che gli ambiziosi piani di ammodernamento militari hanno la necessità di avere il massimo possibile dal rapporto costo-efficacia. In quinto luogo, il T-14 è un progetto radicale caratteristico di molte tecnologie rivoluzionarie. È un progetto tecnologicamente rischioso con molte tecnologie ancora non testate, con la possibilità di ritardi. Dato che il suo progetto è molto diverso dai precedenti modelli di carri armati russi, la sua introduzione avrebbe anche bisogno di notevoli cambiamenti nella dottrina dell’addestramento dei carristi, essendo quelli attuali impreparati ad utilizzare il T-14. Di conseguenza, sarà difficile che la Russia schieri un considerevole e pienamente operativo T-14 prima del 2020, al minimo.
Il cambiamento dei piani di approvvigionamento indotto da tali fattori era evidente nell’estate del 2015, quando il MoD russo annunciava che la flotta di T-90 sarebbe stata modernizzata come T-90AM. Questa versione del T-90, conosciuta nella designazione per l’esportazione di T-90MS, è stata sviluppata negli ultimi anni, apparentemente in risposta all’invecchiamento del T-90 e alla comparsa dei concorrenti cinesi e ucraini, ma non era destinata ai militari russi. Tuttavia, la necessità di una alternativa più veloce e meno costosa per colmare il vuoto fin quando il T-14 sarà disponibile, ha costretto il MoD russo a dare una seconda occhiata al T-90AM che ha il vantaggio di utilizzare gli scafi dei T-90 già esistenti ed è un progetto maturo con pochi rischi di sviluppo e il cui progetto familiare permette agli equipaggi russi di passare facilmente al nuovo progetto. Almeno un T-90AM con cannone 2A82 da 125mm sviluppato per il T-14 è in fase di test a Nizhnij Tagil, e mezzi aggiornati potrebbero essere consegnati alle unità russe già nel 2016 se il MoD russo lo desidera. Pertanto, nel 2025 la flotta corazzata della Russia sarà probabilmente costituita da circa 1000 carri armati T-72B3, 400 T-90AM e circa 500 T-14, in costante aumento. Questa forza avrà la superiorità qualitativa e numerica su ogni possibile combinazione di avversari della Russia al momento.

T-72B3

T-72B3

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché il Su-35 è cruciale per Pechino

Rakesh Krishnan Simha, RBTH, 18 dicembre 2015

L’acquisizione della Cina del Su-35 indica le debolezze dei suoi programmi sui caccia nazionali, ma è anche segno che l’allineamento strategico Russia-Cina è più che superficiale.30_18La Cina è l’unico Paese al mondo che non ha uno, ma due programmi per caccia stealth. I jet di quinta generazione Chengdu J-20 e Shenyang J-31vengono costruiti da distinti e concorrenti uffici di progettazione, rivelando un elevato stato di abilità tecnologica del Paese. La Cina ha anche circa 400 jet di quarta generazione J-11, progettati sul molto potente Su-27 russo, fornendo notevole potenza di fuoco in un conflitto con Taiwan, Giappone e Stati Uniti. Così, quando Pechino ha deciso di acquistare 24 Su-35 Super Flanker russi per 2 miliardi di dollari, la grande domanda è stata: “Perché?” La ragione principale è che i caccia cinesi attuali e futuri subiscono delle turbolenze. Questo ha costretto l’Aeronautica cinese a scegliere il Su-35, considerato il più avanzato dei jet da combattimento non stealth oggi nel mondo, come tampone e fonte di tecnologia avanzata. Poiché i programmi furtivi cinesi sono ‘ispirati’ dai prototipi degli Stati Uniti, i difetti inerenti alla non provata tecnologia statunitense apparentemente vengono adottati da J-20 e J-31. Il J-31 ha una somiglianza impressionante col travagliato F-35 e il più grande J-20 sembra basarsi sul pariclasse F-22 Raptor. Nel 2012 i funzionari russi rivelarono che il J-31 è propulso dal motore Klimov RD-93 in dotazione ai MiG della Russian Aircraft Corporation. La Cina aveva copiato gli RD-93, ma gli sforzi per darne al J-31 una variante migliorata sembrano in fase di stallo. Il fiasco del motore ripeteva ciò che successe negli anni ’90. Le imitazioni del Su-27 di quarta generazione non passarono per i propulsori russi, poiché i motori cinesi si bloccavano regolarmente dopo 30 ore, mentre i motori russi dovevano essere revisionati solo dopo 400 ore. E’ chiaro che, nonostante decenni di riproduzione dei motori russi, quelli cinesi continuano a “soffrire di problemi di qualità e compatibilità”. I motori rappresentano una grossa fetta delle esportazioni aerospaziali russe verso la Cina, con Mosca che ha contrattato la fornitura di 500 propulsori aeronautici per i jet cinesi. Infatti, i pakistani, che regolarmente acquistano aviogetti cinesi, insistono a che i loro caccia siano equipaggiati con motori russi piuttosto che cinesi.

Riserve russe
La Cina copierà il Su-35? Il panda ama i germogli di bambù? Pechino è chiaramente interessata ai motori AL-41 del Su-35, che hanno una durata di 4000 ore rispetto alle 1500 ore dei motori AL-31 di Su-27 e Su-30. Il radar Irbis, che può inseguire un aereo nemico ad una distanza di 400 km, è anche sulla lista della Cina. Mosca è comprensibilmente cauta sulla vendita dei suoi gioielli della corona da quando i cinesi hanno illegalmente copiato il Su-27 Flanker, piazzato sul mercato internazionale come Shenyang J-11. Fino ad oggi, i cinesi insistono che l’aviogetto non sia una copia anche se ogni esperto di aviazione del mondo l’ha dichiarato tale. Ma la complessità dei motori aeronautici avanzati russi s’è dimostrata il maggiore ostacolo per l’industria di Pechino. Questo, insieme alla firma di accordi per la protezione della proprietà intellettuale più forti, ha rassicurato Mosca sul prosieguo della vendita di armi avanzate. Ciò che l’accordo sul Super Flanker segna non è altro che una svolta geopolitica. La vendita avviene poco dopo che il Presidente Vladimir Putin ha personalmente dato il via libera alla vendita del temuto sistema di difesa missilistico S-400 alla Cina. Si tratta dell’indicazione di sempre più stretti legami su difesa e strategici tra i due giganti, avvicinatisi a causa delle ingerenze occidentali nei loro affari interni e dei loro alleati.

Cosa può fare il Su-35?
A dire il vero, 24 aviogetti sarebbero un ordine iniziale e Pechino potrebbe optare per ulteriori Su-35 mentre la sua forza aerea ritira i velivoli antiquati. Il Su-35 ben si concilia con gli obiettivi principali dell’Aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare per dominare lo spazio aereo vicino alle coste e l’obiettivo secondario di allontanare i gruppi di portaerei dell’US Navy in acque profonde. Secondo Yang Cheng-wei, esperto di Taiwan di sistemi d’arma russi, con le dispute territoriali sulle isole di Mar Cinese Orientale e Mar Cinese Meridionale, la Cina cerca le operatività avanzate del Su-35 per rafforzarne il controllo. “Anche se la Cina ha caccia a reazione avanzati come J-11B e J-10A/B, sono aviogetti da combattimento di quarta generazione che possono al meglio competere con F-15 e F-16 dei Paesi vicini. Considerando i potenziali clienti dell’F-35 nella regione e lo schieramento di F-22 degli Stati Uniti in Giappone, la Cina deve rispondere alla situazione e acquisire un vantaggio“, spiega Yang che ha studiato fisica all’Università Statale di San Pietroburgo. Yang descrive il Su-35 come “jet di quinta generazione senza le caratteristiche dei caccia stealth” Il sistema radar a scansione passiva del velivolo, l’Irbis-E, è progettato per rilevare caccia a reazione a 400 km di distanze e inseguire obiettivi furtivi fino a 90 km, superando anche la capacità del più avanzato caccia stealth della Russia, il T-50. Yang può avere ragione. Dopo aver allietato la folla al Paris Air Show del 2013 col suo Su-35, il pilota collaudatore russo Sergej Bogdan ripeté la manovra presentata nel 1989, quando un Sukhoj Flanker eseguì la prima manovra cobra. “La rapida variazione di velocità può causare un Fire Control Radar Doppler spezzando l’aggancio“, dice Aviation Week. In parole povere significa che il Su-35 può diventare invisibile ai radar. Mentre la manovrabilità del Flanker è leggendaria, la sua autonomia entra in gioco anche nel combattimento aereo. Il lungo raggio è tipico dei jet russi ad alte prestazioni progettati per rispondere al problema unicamente russo, il pattugliamento di milioni di chilometri quadrati di territorio con un numero limitato di aerei. Il Su-35 con le sue lunghe gambe (quasi 4000 km di gittata) e l’alta velocità (Mach 2,5) supera facilmente ogni caccia occidentale. Questo gli permette di eseguire puntate ripetute ed inversioni a U, tattica da guerra fredda dei sovietici che lascerebbe l’avversario disorientato, esausto e vulnerabile nel dogfight. In una simulazione richiesta alla RAND Corporation nel 2008, l’F-35 subì perdite in rapporto di 2,4 a 1 contro i Su-35 (della forza aerea cinese). Cioè, più di due F-35 andarono persi per ogni Su-35 abbattuto. Nel 2009, gli analisti di US Air Force e Lockheed Martin indicavano che dall’F-35 ci si poteva aspettare solo un rapporto di 3 a 1 abbattimenti contro il vecchio Su-27.Su-35S-vs-JSF-Engage-1I Sukhoj pattugliano i mari
Non solo il Su-35 può affrontare i caccia stealth statunitensi, ma può farlo sul campo nemico, cioè i gruppi di portaerei. Che le portaerei della Marina statunitense operino vicino alle coste cinesi o in pieno Oceano Pacifico, il Su-35 può lanciargli missili antinave supersonici da distanze di sicurezza. I missili antinave russi, che costano meno di 1 milione di dollari l’uno, sono progettati per eludere le difese navali e distruggere questi vascelli da 10 miliardi di dollari da più direzioni. Se la Russia fornisce l’Oniks alla Cina, sarebbe finita per i gruppi di portaerei dell’US Navy. Quando una raffica di missili Oniks viene lanciata, come lupi in branco decidono chi guida l’attacco principale e quale missile assume il ruolo di esca attirando i sistemi aerei e di difesa aerea del nemico. Nei test, le navi più piccole vengono tagliate in due da questi missili. Di sicuro, non vi è alcuna necessità di affondare completamente la portaerei, anche se sarebbe un risultato auspicabile dal punto di vista della Cina. Questo perché, anche danni di lieve entità possono mettere le grandi portaerei fuori uso per mesi. Con l’elemento principale della proiezione di potenza navali sparita, gli Stati Uniti sarebbero costretti a capitolare presto in un conflitto. Il Sukhoj può divenire un moltiplicatore di forza se la Cina l’impiega in un sistema stratificato che comprenda i missili S-400. Con gli S-400 che forniscono una difesa aerea praticamente inespugnabile, il Su-35 troverebbe più facile affrontare i jet nemici, senza doversi guardare le spalle.Kh-31P-Su-30MKK-Flanker-G-PLA-AF-1STraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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