Un ex-oppositore svela il lato occulto dell’opposizione siriana

al-Manar 18 gennaio 2017

manar-05112090014847524774Tornato in patria, l’oppositore Nawaf Bashir moltiplica le sensazionali rivelazioni sul lato nascosto della opposizione siriana appoggiata da Stati del Golfo e le potenze occidentali. Sapendo che Bashir non è un oppositore qualsiasi: è uno dei fondatori della Dichiarazione di Damasco, una delle prime istanze dell’opposizione siriana apparse nel 2005. È anche il capo di una grande tribù, i Baqarat, il cui numero di membri è pari a circa un milione, secondo alcune stime. Nel 2011 raggiunse l’opposizione durante lo scoppio della crisi siriana, lasciando la Siria per la Turchia nel 2012. Ma è tornato in Siria all’inizio del gennaio 2017. In un’intervista al canale televisivo arabo al-Mayadin, spiega che ha deciso di tornare in patria dopo aver scoperto l’entità del complotto contro la Siria. Secondo lui, molti oppositori hanno visitato Israele “credendosi di essere diventati degli eroi”. “Alcuni di loro furono liquidati in Turchia. Perciò gli altri temono di parlare e molti vogliono tornare in Siria“, ha detto.

I legami pericolosi con al-Qaida
Bashir ha anche rivelato i legami tra il ramo di al-Qaida in Siria e l'”opposizione moderata”, ed ha accusato l’ex-premier Riad Hijab di aver avuto dal Qatar 47 milioni di dollari che ha poi dato al ramo di al-Qaida in Siria, Jabhat al-Nusra, ora rinominatosi Fatah al-Sham, ed istruendolo su come attaccare la città di Aleppo. Riferendosi alla corruzione dilagante nell’opposizione siriana, soprattutto tra le personalità più importanti che risiedono in Turchia, accusava chi presiedeva la coalizione dell’opposizione siriana, senza nominarlo, di aver rubato 116 milioni di dollari prima di fuggire in un Paese arabo e fondare un suo partito. Ha ricordato anche il caso di un altro funzionario che ha rubato 18 milioni di dollari ed è fuggito in Gran Bretagna dove ha preso la cittadinanza inglese, e il destino ancora ignoto di 51 milioni di dollari scomparsi dalle casse della coalizione, per non parlare delle armi fornite ai ribelli e poi rivendute. L’opposizione siriana ha anche riportato il caso di Nazir al-Haqim, un membro della coalizione accusato di aver consegnato passaporti falsi a chi voleva andare in Siria, come terroristi di SIIL e al-Nusra. Secondo Bashir, l’Arabia Saudita ha ridotto il sostegno all’opposizione siriana, mentre il Qatar continua a rafforzarlo.

Il sequestro dei Fratelli Musulmani
Gli aiuti “che vengono spediti in nome del popolo siriano vanno direttamente nelle casse dei Fratelli Musulmani (MB), utilizzati da al-Qaida e al-Nusra, mentre posano da moderati, gli consegnano armi e ne preparano le forze per le battaglie, pensando solo a prendere il potere“, rivelava inoltre. In una precedente intervista, indicava che la FM controlla tutte le strutture dell’opposizione siriana, assicurandosi che chi gli si oppone o non ne fa parte, non occupi posizioni importanti nella coalizione e nell’alto commissariato per i negoziati.

Operazione estera fin dall’inizio
In un’altra intervista con il canale iraniano al-Alam, rivelava che l’opposizione siriana persegue scopi dettati dall’estero, perciò non ci fu il dialogo nazionale che il Presidente siriano Bashar al-Assad propose all’inizio delle proteste nel 2011. “Dall’inizio gli obiettivi erano esteri, perseguiti da individui che si compravano i manifestanti per spingerli alle armi… questo è il motivo per cui le cose mutarono corso: manifestazioni pacifiche che rivendicavano la riforma del regime e delle leggi e la creazione dello Stato dei cittadini e della democrazia, divennero dimostrazioni armate e quindi la catastrofe che il popolo siriano sta ancora pagando“. Ricordava che ogni volta che il governo siriano proponeva una soluzione politica in linea con le richieste popolari, le proteste esplodevano per rifiutare il dialogo. Bashir ha anche rivelato l’esistenza di 800 fazioni in Siria. “Questo significa che ci sono 800 principati, ognuno controlla 20-30 villaggi e regioni, e sono finanziati da Arabia Saudita e Qatar e altri“, lamentava.

Il saccheggio dell’ELS
Ha anche svelato il saccheggio delle istituzioni dello Stato nelle regioni controllate dall’esercito libero siriano, la prima milizia che prese le armi ed attualmente sulla scia dell’offensiva turca nel nord della Siria, “Scudo dell’Eufrate”. “L’ELS era presente in molte regioni siriane, ma non fu in grado di dare alcunché ai cittadini. Fabbriche, ferrovie e istituzioni statali furono saccheggiate e derubate come bottino di guerra, in quanto proprietà del popolo siriano vanno restituite e non cedute a individui o gruppi armati“, si dispiaceva.manar-06008260014847531985Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Agenti dell’anarchia

Evgenij Satanovskij; VPK, 14/01/2017 – South Frontregnum_picture_14729986161034411_bigQuando gli islamisti diventano corpo costituente europeo
La sconfitta delle forze della jihad ad Aleppo e la rioccupazione di Palmyra da parte dello Stato Islamico (SIIL) mettono in discussione le minacce che i fondamentalisti islamici pongono non solo in Medio Oriente, ma anche per Russia e UE. Prima di tutto, c’è la questione della continuazione della lotta contro Mosca degli islamisti che ricevono sostegno e ordini da Arabia Saudita, Qatar e Turchia. (Lasciamo le speranze di una cooperazione a lungo termine con la Turchia agli “esperti” che cercano di dimostrare tale tesi al governo russo). Poi, si può studiare il flusso di jihadisti che lasciano zone altamente pericolose, in cui è minacciata la loro vita, per il “campo di volo alternativo” europeo. Discuteremo la situazione attuale nei Paesi al di fuori del Medio Oriente toccati dal radicalismo, utilizzando l’articolo appositamente scritto da FO Pleshunov e JB Sheglovin per l’Istituto del Medio Oriente.

Cambio di lavoro per i mercenari
L’eliminazione ai primi di dicembre, a Mosca, San Pietroburgo e Samara, di un gruppo terroristico proveniente dall’Asia centrale è stato un grande successo dei servizi di sicurezza russi. I servizi speciali uzbeko e tagiko hanno giocato il loro ruolo nel lavoro operativo e, naturalmente, hanno contribuito all’intelligence inserendo i loro agenti nella diaspora uzbeka e tagika in Russia. Diamo uno sguardo ravvicinato all’arsenale dei terroristi: armi da fuoco e componenti per dispositivi esplosivi improvvisati ci permettono di avere idea dei loro rifornimenti in Asia centrale. La maggior parte degli uomini arrestati non aveva mai preso parte ad attività terroristiche prima, e non aveva alcuna esperienza in combattimento. A causa di ciò, possiamo concludere che ci troviamo di fronte a un caso di lavori ordinati dai terroristi. I membri del gruppo sono stati identificati come sostenitori dello SIIL. Hanno ricevuto ordini e un anticipo da un emissario dello SIIL in Turchia. Questo la dice lunga sulla veridicità di Ankara quando si dice pronta a collaborare con la Russia nella lotta al terrorismo. Dobbiamo aspettarci che la Turchia cooperi a tutti i livelli nella ricerca, arresto ed estradizione degli organizzatori dei terroristi. Se ciò non dà risultati, almeno costringerà terroristi e loro alleati a sospendere temporaneamente le attività. A causa di ciò, la pressione esercitata da Mosca su Ankara è importante in quanto la Turchia è il “mercato” non ufficiale per l’organizzazione di attentati su richiesta, perché numerosi “mediatori” provengono dal Caucaso del nord e dall’Asia centrale. Concentriamoci sull’etnia dei membri di tali gruppi terroristici. La maggior parte è tagika, probabilmente pedine. Anche se la caduta di una delle loro squadre (l’arresto di un gruppo di sostenitori dello SIIL nelle vicinanze di Mosca) non ha influenzato tutti i gruppi, è stato comunque un duro colpo per l’intera cellula. La spina dorsale del collettivo erano i membri arrestati a Mosca e Samara, così come i terroristi liquidati ad ottobre a Nizhnij Novgorod. Erano gli unici che opposero resistenza all’arresto. Ciò significa che erano mercenari. Resistere all’arresto significa essere eliminati. Solo i membri più fanatici, soprattutto i terroristi dal Caucaso del nord, segue tale strada. Gli attentati di Volgograd e Rostov-na-Donu furono commessi da elementi provenienti dal Daghestan. A causa dell’evidente mancanza di contatto con il mondo clandestino nella regione, e poiché l’ex-comandante degli OMON tagiki G. Khalimov ha aderito allo SIIL, la gente del Caucaso del nord non fa più da “mediatrice”. E’ probabilmente Khalimov stesso che ha convinto i capi dello SIIL che i molti migranti tagiki che vivono in Russia potrebbero essere utilizzati per organizzare attentati nel Paese. Questo porta alla domanda: chi c’è dietro a tali operazioni? Appare chiaro che non sono state ordinate dai capi dello SIIL, che attualmente hanno altre gatte da pelare e non possono finanziare od organizzare tali operazioni in Russia. Solo il Qatar potrebbe. E’ il Qatar che ha finanziato l’invio di unità dello SIIL da Dayr al-Zur e Raqqa a Palmyra. E’ il Qatar che ha diretta influenza sui capi dello SIIL. Tenendo conto del tempo per trasmettere informazioni, ricercare gli autori, trasportare i componenti necessari per le bombe, le armi, ecc., possiamo dire che l’ordine fu emesso due o tre mesi prima. Il recente acquisto delle azioni della Rosneft da un fondo sovrano del Qatar, dettosi motivato da ragioni strettamente economiche, sarebbe una cortina di fumo per mostrare pubblicamente al mondo la buona qualità delle relazioni tra Qatar e Russia.

G. Khalimov, a sinistra, negli USA

G. Khalimov, a sinistra, negli USA

La debolezza di Berlino
Il Servizio federale d’intelligence e l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione tedeschi sospettano che Arabia Saudita, Quwayt e Qatar finanzino moschee e movimenti religiosi che propagano l’Islam radicale sul territorio tedesco. Lo riporta la Süddeutsche Zeitung in un articolo citando estratti di un rapporto dei servizi segreti tedeschi. Berlino apprende che l'”esportazione dell’Islam” nella versione fondamentalista contribuisce alla crescita del salafismo nel Paese. Vi sono circa 10mila salafiti in Germania oggi. Citando i servizi speciali, la Süddeutsche Zeitung parla di organizzazioni note per il finanziamento della costruzione di moschee in Germania, con una “lunga strategia per influenzare” il Paese. Per esempio, l’articolo cita la Revival of Islamic Heritage Society del Quwait, e la Lega musulmana mondiale del Qatar. I servizi speciali tedeschi sono certi che tali organizzazioni siano “strettamente legate ad organizzazioni statali del Paese in cui hanno sede”. Il Revival of Islamic Heritage Society operò in Russia negli anni ’90 e fu chiuso dal Ministero della Giustizia e aggiunto alla lista delle organizzazioni proibite, anche se le sue azioni verso la propagazione del salafismo e dell’Islam radicale non erano così importanti come quelle effettuate dai fondi sauditi. Il lavoro svolto dagli organi di sicurezza russi ha dimostrato che un fondo del Quwayt influiva negativamente sull’Ummah in Russia, e su alcuni imam russi. Fu anche dimostrato che era coinvolto in attività proibite. Inoltre, a seguito degli ordini del Ministero degli Esteri e dei Servizi speciali russi per chiudere il fondo, il Quwayt lanciò una campagna per convincere l’omologo russo a fare marcia indietro. Ma le azioni del Quwayt non erano così serie come quelle di Arabia Saudita e Qatar, Paesi ufficialmente wahhabiti. Tuttavia, Doha non attivò alcuna struttura in Russia. A causa di ciò, non c’è molto da dire sulla Lega musulmana mondiale, attiva in Germania. E’ molto probabilmente un ramo della Fratellanza Musulmana e non un’organizzazione salafita. Questo movimento viene utilizzato dal Qatar per contrastare l’Arabia Saudita ed è considerato suo principale strumento per estendere la propria influenza nel mondo islamico. Le azioni del fondo del Qatar in Germania intendono influenzare la società musulmana in tutta l’UE. A causa della migrazione, si apprende che i musulmani in Germania saranno un’importante forza demografica ed elettorale, e potranno quindi influenzare la politica di Berlino. Questo è il vero obiettivo di tali fondi. Non intendono organizzare cellule terroristiche, create da emissari specifici dalla missione specifica in un luogo specifico. I fondi hanno una missione ideologica: sono destinati a formare ed arruolare personale e, facendo filantropia e finanziando progetti sociali, intendono conquistarsi i musulmani. Il lungo lavoro dei servizi speciali tedeschi permetterà al governo di sapere quali libri e scritti sono presentati da tali fondi tra i credenti. Ci saranno informazioni su scuole musulmane gestite da tali fondi che propagano l’estremismo. Sarà dimostrato che tali fondi finanziano i progetti sociali o scuole delle comunità. Con questi argomenti, i servizi speciali potranno andare in tribunale, ma potranno dimostrare che i fondi sono filantropici e che la formazione di estremisti sarebbe solo una fantasia di alcuni genitori. Come possiamo raccogliere le prove che i fondi islamici sono responsabili di azioni illegali? Dobbiamo prima infiltrarli. Questo dovrebbe essere agevolato dal numero elevato di persone coinvolte in tali strutture, ma sarà anche più complicato per via dei loro efficaci sistemi di sicurezza. Nuovi partecipanti ai fondi agiranno sotto sorveglianza a lungo. L’infiltrazione di tali strutture richiederebbe più di un anno, ma fornirebbe le prove utili per un processo. L’intelligence dovrebbe monitorare le azioni finanziarie di tali fondi. Rubano, monetizzano illegalmente, frodano e fabbricano ricevute contraffatte. Anche se comparissero rapidamente sotto un altro nome, l’infiltrazione permetterebbe di chiudere alcuni di tali fondi. Il più importante rimane lo studio dettagliato dei loro documenti, per dimostrare come contribuiscono ai conflitti interetnici ed interconfessionali. Ci vorrà del tempo, ma permetterà di mettere questi fondi sulla lista nera del ministero della Giustizia.dad-2Il gallo francese non si preoccupa
Dopo l’attentato eclatante di Parigi del 13 novembre 2015 commesso da combattenti dello SIIL, l’UE ha iniziato a liquidare i gruppi estremisti di vario tipo. Il 15 novembre 2016, un’operazione speciale contro l’organizzazione salafita “La vera religione” (Die wahre Religion) fu avviata in 10 Länder federali tedeschi, tra cui Berlino e la parte occidentale del Paese. Più di 200 edifici furono perquisiti e il ministro degli Interni tedesco Thomas de Maizière decise di vietare “La vera religione” per attività anticostituzionali. Ma tali azioni non sono il risultato di una strategia ben coordinata ed efficace. Nel maggio 2016, nel comune di Molenbeek di Bruxelles, una scuola coranica clandestina fu chiusa per violazione… “della legge urbanistica”. In Francia, l’attentato commesso il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, dal tunisino Muhamad Lahuayaj-Buhlal, dove 86 persone furono uccise (e 308 ferite) ha dimostrato che il regime di emergenza istituito dal governo non basta. Più di 6 mesi dopo gli attentati di Parigi nulla fu fatto dal governo per dimostrare che in realtà lotta contro l’estremismo. Nel Paese, le posizioni di media e società civile verso il terrorismo rendono la lotta all’estremismo più complicata che in altri Paesi europei. Per esempio, le pubblicazioni dall’agenzia stampa “France Press” chiamano “terroristi” o “islamisti” persone di ogni origine etnica tranne i palestinesi che commettono atti terroristici in Israele. L’AFP chiama tali attentatori suicidi “attivisti”, “combattenti” o “aggressori”. In Francia, le comunità ebraiche (scuole, negozi, ecc) vengono attaccate dagli estremisti religiosi (Muhamad Marah, Amedy Coulibaly), in connivenza con la dirigenza francese. Per i servizi speciali, il modo migliore per smascherare un potenziale terrorista è verificare se riceve assicurazioni sociali. Questo non fu fatto in Belgio, dove Salah Abdasalam e altri terroristi ricevettero più di 50mila euro dal governo. Il governo “sponsorizzava” i terroristi fino agli attentati di Parigi; Abdasalam stesso ricevette più di 21mila euro, quando gli attentati a Parigi e Bruxelles non costarono agli islamisti più di 33mila euro. Finché le società europee (francese, in primo luogo) legittimano il terrorismo, gli sforzi degli organi di sicurezza nella guerra al terrorismo non saranno efficaci, e i terroristi potranno ancora nascondersi nelle nostre società.

Le “talpe” entrano in azione
16002839 Con l’inizio dell’azione delle talpe arabe (come l’attivazione di gruppi estremisti in Medio Oriente e in Africa del Nord), la guerra in Siria e la lotta degli Stati regionali contro lo SIIL, s’è permesso che migliaia di islamisti europei giungessero nella regione per soddisfare le proprie inclinazioni sadiche. Tra costoro c’erano combattenti professionisti che molto hanno contribuito al successo dello SIIL prima del coinvolgimento occidentale e russo nel conflitto. Oggi, una parte importante di tali combattenti islamisti torna in Europa, dove ricevono assicurazioni sociali, protezione dei loro diritti fondamentali e riposo prima della nuova operazione. Molti terroristi attivi nel 2015 e 2016 a Parigi, Bruxelles o Germania hanno combattuto in Medio Oriente con lo SIIL e altri gruppi di stessa obbedienza. Oppure, almeno hanno ricevuto un addestramento militare. Sebbene l’UE attenda il ritorno degli islamisti, si può dire che il pericolo provenga anche dagli stessi servizi speciali europei. Per esempio, dopo gli attentati a Bruxelles e Parigi si vide l’incompetenza degli organi di sicurezza di questi Paesi. Apparve la teoria delle talpe islamiste infiltrate nei servizi di sicurezza occidentali. Ciò fu confermato in Germania, che subì un attentato questa estate. Dei tre Paesi citati, solo i servizi speciali tedeschi sono riusciti a smascherare gli agenti doppi. Il 29 novembre, The Telegraph, citando Der Spiegel e il governo tedesco, riferiva l’arresto di un impiegato dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, sospettato di preparare un attentato nella sede dell’organizzazione a Colonia e di reclutare islamisti a tal fine su internet. Il nome del sospettato non fu rivelato, ma si sa che lavorava per i servizi speciali almeno dall’inizio del 2016, e fu incaricato di raccogliere informazioni sugli estremisti. Su diverse chat, il sospettato, con nomi diversi, appellò gli attentati contro i non credenti “in nome di Allah” e rivelò informazioni riservate. I rappresentanti delle sicurezza tedeschi dichiararono che l’agente era già sospettato: abbracciò l’Islam due anni prima, senza che la famiglia sapesse delle sue posizioni radicali. Durante le indagini, fu chiarito che l’agente giurò fedeltà a Muhamad Mahmud, il capo della cellula austriaca dello SIIL. Nell’intervista a Reuters del 2016, Hans-Georg Maassen, direttore dei servizi speciali tedeschi, dichiarò che vi sono circa 40mila islamisti in Germania. Tra questi, più di 8000 sarebbero salafiti radicali. I servizi speciali cercano di affrontare questa minaccia (non solo all’estero ma anche sul territorio nazionale). Una dichiarazione dell’8 novembre si ebbe sulla custodia di 5 sospetti terroristi dello ISIS. Il loro capo era un iracheno, Abu Wala (vero nome Ahmad Abdalaziz), a capo della cellula dello SIIL locale. La scoperta di una talpa negli organi di sicurezza tedeschi ha portato al rafforzamento delle azioni delle agenzie di Stato contro l’estremismo in Germania. Poiché i servizi ufficiali speciali tedeschi combattono in segreto le ideologie del terrorismo, la caccia agli islamisti nel Paese è resa più difficile dal fatto che ora si nascondono tra la crescente comunità di rifugiati, migranti e minoranze etnico-religiose. Diventa impossibile avere una chiara visione della situazione. La rivista Der Spiegel riferisce di zone dove gruppi di migranti, per esempio il clan libanese a Duisburg o i curdi a Gelsenkirchen, controllano strade o quartieri, intimidiscono e mettono a tacere i residenti locali. Gli agenti di polizia femminili sono anche soggetti ad aggressioni, come riportato cinque anni fa da Rainer Wendt, il presidente del sindacato della polizia tedesca. Le elezioni locali del 2016, che hanno visto “Alternative per la Germania” divenire un attore politico serio, hanno dimostrato che i tedeschi non sono d’accordo con l’attuale politica del governo. Le elezioni legislative del 2017 mostreranno il vero rapporto di potere nella Germania di oggi. Vi sono meno probabilità, tuttavia, che sarà lo stesso in Belgio e in Germania, nonostante le elezioni in questi Paesi in 2 anni. In Belgio, le divisioni regionali, che più di una volta hanno portato il Paese all’anarchia, saranno chiaramente al centro della scena, davanti ad ogni altra domanda e prima che sia troppo tardi. Come accennato prima, società e dirigenza francesi, pensando che i terroristi siano iracheni, siriani, nordafricano, ma non palestinesi, continuano a permettere all’estremismo islamico di legittimarsi. A seconda dei Paesi, il problema nel trattare con tale forma di estremismo viene affrontato in modo diverso. Alcuni, come Iran, Arabia Saudita, Qatar, Turchia e Pakistan, collaborano con i radicali per cercare di usarli nel loro interesse, contro l’opposizione. Altri, come Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, indirettamente li usano come attori regionali. Alcuni altri li riforniscono e addestrano, come la Germania in Siria, o li sostengono militarmente per rovesciare un regime autoritario, come fece l’Italia in Libia. Ci sono anche Paesi, come Danimarca, Australia, Nuova Zelanda ed altri membri della coalizione “antiterrorismo” a guida USA in Iraq o in Afghanistan, che “non si accorgono” di cosa succeda sotto il proprio naso. E alcuni, come la Giordania, devono tollerare la presenza dei radicali sul territorio, purché combattano e distruggano i governi legittimi vicini, se sono nemici. Infine, vi sono Paesi utilizzati come basi operative nella speranza che, poiché utilizzati come rifugio confortevole dai radicali, non li facciano esplodere.
Il passato ha dimostrato che giocare con i jihadisti porta inevitabilmente al conflitto con loro. Questo è già successo in Turchia, Pakistan o Arabia Saudita. A causa delle modeste dimensioni e delle risorse colossali utilizzate per comprarsi la sicurezza, il Qatar finora è stato risparmiato dal terrorismo. Per i Paesi più grandi, questo non è possibile. Ciò non può essere negato. Anche se la situazione in Medio Oriente e nell’Unione europea dimostra che vi sono ancora tentativi di utilizzare od ignorare gli estremisti. Per ora, l’unico esempio di opposizione efficace ad essi in campo internazionale è quello delle Forze Aeree russe in Siria. Il fatto che Mosca guidi questa campagna riuscita, per ora è la maggiore speranza per il resto del mondo.c2060938a35c499b8aaadf064c5402f9Evgenij Satanovskij, Presidente dell’Istituto del Medio Oriente, Rapporto N° 49 (664), 21 dicembre 2016

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sviluppo delle Forze Armate Russe, articolo del Ministro della Difesa Shojgu

Sergej Shojgu, Ministro della Difesa della Federazione Russa, VPK, Southfront, 13/01/2017

I principali compiti assegnati alle Forze Armate prima d’iniziare l’operazione in Siria sono stati adempiuti.1448743101_444555Il 2016 ha visto molti importanti eventi legati alla sicurezza del nostro Paese. La portata geografica e la natura delle sfide si sono ampliate. Le Forze Armate hanno svolto un ruolo più importante nelle relazioni internazionali. Invece di concentrarsi sulla lotta al terrorismo, la NATO ha dichiarato che la principale minaccia è la Russia. Il bilancio militare dei Paesi della NATO è aumentato di 26 miliardi di dollari, per un totale di 918 miliardi. La leadership del blocco ha deciso di distribuire quattro gruppi tattici rinforzati nei Paesi baltici e in Polonia, e di posizionare e mantenere una brigata corazzata statunitense nei Paesi dell’Europa orientale. La NATO ha intensificato la sua attività d’intelligence lungo il perimetro della Russia. In dieci anni, il numero totale dei voli di aerei da ricognizione della NATO vicino al confine con la Russia è quasi triplicato, e nel sud-ovest del Paese di otto volte. Per confronto: nel 1990 furono 107; nel 2000 298, nel 2016 852. Questo ha costretto ad aumentare le sortite degli aerei da combattimento del 61 per cento, per impedire le violazioni del nostro spazio aereo nel Mar Baltico, Mar Nero e Artico. La NATO ha intensificato le esercitazioni di due volte, e la maggior parte di esse sono dirette contro la Russia. Al Salisbury Training Ground, le forze armate inglesi hanno iniziato ad indicare il nemico usando carri armati di fabbricazione russa e uniformi del nostro esercito. L’ultima volta che tale metodo di formazione fu utilizzato, fu nella Germania fascista. Il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa è stato reso operativo. Elementi di esso vengono schierati in Giappone e, dal 2017, in Corea del Sud. La versatilità dei lanciamissili Mk-41 è tale che dopo l’installazione è possibile segretamente disporvi missili da crociera “Tomahawk“. Ve ne sono da 150 a 300 ai nostri confini e il loro raggio d’azione è di 2400 chilometri. Il tempo di volo dei missili al confine occidentale della Russia è meno di dieci minuti. E’ stato deciso che questa minaccia sarà neutralizzata. Negli Stati Uniti si attua il programma per modernizzare le bombe nucleari e i loro depositi in Europa. Circa 200 armi statunitensi aggiornate sono schierate in Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia. Tali azioni creano ulteriori rischi per la Russia, a cui non può non rispondere. E’ importante notare che le Forze Armate russe non perseguono la corsa agli armamenti, ma attuano sistematicamente il programma per aggiornarsi, adottato nel 2012.

Il test mediorientale
162 tipi di armi moderne e aggiornate sono stati testati in combattimento in Siria, dimostrandosi altamente efficaci. Tra essi gli avanzati complessi aeronautici Su-30SM, Su-34, Mi-28N e Ka-52. Qui vi è stato il primo uso di munizioni guidate e di missili da crociera navali delle forze russe in condizioni di combattimento, confermandone le caratteristiche tattiche. È importante che una serie di carenze sia stata individuata, senza essere stata svelata nelle prove delle nuove armi. L’acquisto di dieci unità è stata sospesa finché queste carenze saranno eliminate. Come risultato, ne abbiamo notevolmente migliorato la qualità tecnologica e confermato l’affidabilità. I principali compiti assegnati alle Forze Armate prima che l’operazione in Siria fosse lanciata, sono stati adempiuti. L’Aeronautica della Russia ha cambiato il corso della guerra al terrorismo nel Paese, sconfiggendo le principali bande nelle zone di Homs e Hama; scacciando i terroristi da Lataqia e territori a sud e a nord di Damasco; sbloccando l’arteria principale che collega la capitale con il Nord del Paese; e liberando Aleppo e al-Quraytin, di fondamentale importanza. Insieme, i combattenti hanno liberato 12360 chilometri quadrati di territorio siriano e 499 insediamenti. Dall’inizio dell’operazione, l’Aeronautica russa ha effettuato 18800 sortite e compiuto 71000 attacchi alle infrastrutture terroristiche, liquidando 725 campi di addestramento, 405 fabbriche e laboratori di munizioni, 1500 mezzi militari e 35000 terroristi, tra cui 204 capi sul campo. Gli specialisti del Centro Anti-Mine Internazionale (delle Forze Armate russe) hanno bonificato 26853 ordigni esplosivi per una superficie di 1420 ettari. Nella sola Aleppo liberata sono state individuate e distrutte 66000 tonnellate di esplosivo. La partecipazione negli aiuti umanitari della Russia ha visto Nazioni Unite, Armenia, Bielorussia, Serbia, India, Cina e Kazakistan. E proprio a Dayr al-Zur assediata, circa 2500 tonnellate di merci umanitarie sono state paracadutate, anche dell’ONU, utilizzando piattaforme russe.2Comitato di Controllo della Difesa
Prendendo in considerazione l’esperienza in Siria, abbiamo modificato i sistemi di comando e controllo divisionali per truppe e sistemi a livello tattico. Questo ha ridotto il tempo necessario per il processo decisionale e di pianificazione dei comandanti e degli Stati Maggiori. Il lavoro del Comitato Nazionale di Controllo della Difesa è stato portato a un nuovo livello. Un completo monitoraggio è stato realizzato, nonché il coordinamento delle 6500 esercitazioni delle Forze Armate. L’efficienza delle decisioni cruciali è stata migliorata di tre volte. La piattaforma delle informazioni riunisce in un sistema unificato le interazioni di 73 dipartimenti federali, dei governi degli 85 soggetti della Federazione e di 1320 imprese statali e della difesa. Per fare un confronto: il nostro Centro di Controllo della Difesa Nazionale (NDCC) ha un volume dati di 19 volte e una potenza di calcolo di tre volte superiori a quelli del Centro di controllo combinato francese “Balard”. E, a proposito, il Ministero della Difesa ha costruito questo complesso edilizio tre volte più velocemente e 2,6 volte più economicamente dell’equivalente francese. Le Forze Armate adempiono con successo alla missione di garantire la nostra presenza militare nelle regioni strategicamente importanti del mondo. I velivoli a lungo raggio hanno eseguito diciassette pattugliamenti sulle acque del Mar di Norvegia, Mar del Nord, Mar Nero, Mar Giallo, Mar del Giappone, Pacifico occidentale, nord Atlantico e zona artica. Le navi della Marina russa aumentano l’attività. La nostra bandiera è presente nella regione artica, nel Centro-Nord Atlantico e nei Caraibi, per un totale di 121 crociere e prestato servizio operativo regolare nel Golfo di Aden, una zona dove i pirati sono una minaccia. Per quattro anni le Forze del Comando Strategico nelle zone marittime lontane hanno adempiuto alla missione di proteggere gli interessi nazionali della Russia e dei suoi alleati nella regione mediterranea, con 15 navi di superficie di varie classi, in media.

Il rublo è protetto
L’ottimizzazione del sistema degli appalti pubblici della Difesa dello Stato ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi negli appalti della Difesa nel 2016. Dotando le Forze Armate di armi ed equipaggiamenti moderni, aumentando la prontezza delle unità del 58,3 per cento e facilitando la manutenzione del 94 per cento. Ciò è stato permesso dal sistema di controllo del bilancio per i fondi statali negli appalti pubblici per la Difesa. Oggi, l’accesso ai dati da parte delle banche autorizzate avviene in tempo reale, e il Ministero della Difesa può vedere ogni rublo del bilancio quando viene speso e come attraversa ogni anello della catena delle forniture. Con l’introduzione di questo sistema, in senso figurato, non siamo più ciechi, rendendo possibile una politica monetaria più efficace, permettendoci di compiere progressi trimestrali nell’esecuzione degli ordini per la Difesa dello Stato, in accordo con la produzione e i cicli tecnologici. Di conseguenza, il rischio s’è ridotto di tre volte, e i crediti scaduti sono passati da 363 miliardi di rubli all’inizio anno, a 120 miliardi nel periodo attuale.savx9431-900Addestramento massiccio
Cinque esercitazioni improvvise sulla prontezza al combattimento hanno contribuito al miglioramento della formazione del personale e del coordinamento delle formazioni militari. Ogni distretto militare vi ha preso parte, di ogni tipo e ramo dei servizi, con il coinvolgimento attivo delle autorità centrali e dei governi delle unità amministrative della Federazione. La più ambiziosa è stata l’esercitazione del Comando Strategico e dello Stato Maggiore “Kavkaz-2016”. Le unità di quattro armate furono raggruppate da una distanza di 2500 chilometri, raggiungendo il dispiegamento completo dei sistemi di controllo delle truppe nel nuovo teatro. Alla fine, questo ha confermato la capacità dei leader militari di gestire efficacemente i gruppi di nuova formazione, creati in caso di minacce alla sicurezza nazionale nel sud. Le attività di addestramento operativo e al combattimento sono state intensificate. 3630 esercitazioni furono condotte, tra cui 1250 delle forze combinate. Insieme alle manovre internazionali e all’esperienza acquisita in Siria, questo ha migliorato la formazione sul campo delle truppe. Il tasso annuo di voli è salito del 21 per cento. Gli equipaggi delle navi di superficie e dei sottomarini hanno aumentato la loro esperienza in navigazione per 1,7 volte. In questo modo il numero di gruppi tattici navali omogenei ben preparati è aumentato del 27 per cento. E il numero di lanci effettuati dalle truppe aviotrasportate è aumentato del cinque per cento. Il programma delle esercitazioni internazionali si è ampliato includendo 23 specialità militari. 82000 militari vi hanno preso parte, tra cui 3500 provenienti da altri Paesi. Il continuo sviluppo del sistema d’istruzione militare ha contribuito alla maggiore professionalità. Quest’anno il personale docente delle università del Ministero della Difesa è stato ampliato da ufficiali con esperienza al combattimento. Dal 1° settembre, la formazione di studenti e cadetti è passata ai libri di testo elettronici unificati. Tutte le università del Ministero della Difesa sono collegate alle principali risorse informatiche del Paese. La rete d’istruzione pre-universitaria continua ad espandersi. La Scuola Militare Suvorov di Tula è stata aperta. Una catena di comando è stata creata presso la VMU Nakhimov, comprendente la riorganizzazione delle filiali presso le scuole dei cadetti presidenziali di Sebastopoli e Vladivostok. Nel 2017 il sistema sarà completato da una filiale a Murmansk. E a Petrozavodsk aprirà una scuola per cadetti presidenziale. Con il sostegno del Ministero della Difesa è stato istituito il Movimento pubblico militar-patriottico pan-russo JunArmija (Gioventù dell’Esercito). Oggi ha raggiunto quasi tutte le parti della Federazione e guadagna popolarità tra i giovani.

JunArmija

JunArmija

Un’offensiva sociale
Una priorità nel 2016 è stata risolvere alcune questioni dei servizi sociali per i militari. Siamo passati in modo pianificato a fornire alloggi permanenti. Abbiamo un maggior numero di appartamenti per militari. In un anno, 28500 persone ne hanno ricevuto uno. Inoltre, un fondo speciale del Ministero della Difesa comprendeva 12100 unità abitative. Tenendo conto della decisione di aumentare l’integrazione dei subaffitti al livello reale, il problema è stato risolto.
– Continuo sviluppo del sistema dei mutui. Nel 2016, 21000 soldati vi hanno partecipato. La dimensione media degli appartamenti acquistati era di 60 metri quadrati, il 20 per cento al di sopra del valore del momento.
– Miglioramento sostanziale di accessibilità e qualità dell’assistenza sanitaria. La fornitura di attrezzature moderne per 83 tipi di cure mediche ad alta tecnologia messe disposizione, rendendo possibili operazioni specifiche.
– La capacità dei centri di cura e delle strutture sanitarie è stata aumentata, triplicando il numero di militari che hanno avuto la riabilitazione medica e psicologica. Praticamente tutti coloro che avevano bisogno di ricevere cure.
– Misure per lo sviluppo del complesso edilizio militare sincronizzando le infrastrutture con la ricezione di armi e attrezzature militari. Oggi, la necessità di strutture militari, tenendo conto del deterioramento dei fondi, ammonta a 30 milioni di metri quadrati. In un anno, 2550 edifici e strutture sono stati costruiti, per una superficie totale di 2,7 milioni di metri quadrati, cioè il 18 per cento in più rispetto al periodo precedente. Per un confronto: nel 2010-2012 furono costruite 210 strutture. L’uso delle moderne tecnologie ha dimezzato il tempo necessario per costruire ricoveri per mezzi, abitazioni, centri sanitari e caserme, riducendo i costi di costruzione delle opere del Ministero della Difesa a meno di 30000 rubli al metro quadrato, il più basso in tutto il Paese.
– Abbiamo effettuato una grande riforma complessiva. La Spetsstroy della Russia è stata abolita. Le Forze Armate hanno otto aziende statali federali che costruiscono strutture specifiche per il Ministero della Difesa. Questo ha rimosso i collegamenti intermedi e gli intermediari, e il numero del personale amministrativo è stato dimezzato.
– Stiamo completando lo sviluppo del territorio artico. Il lavoro è stato completato sulle Isole della Nuova Siberia, dell’arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe e della Novaja Zemlja. La costruzione è in corso di stazioni radar e punti di orientamento aeronautici sull’isola della Terra di Alexandra, dell’isola di Wrangel e di Capo Schmidt.
– La bonifica ambientale è stata completata nella regione artica nella zona del terminal Alykel (Pevek), sulla Novaja Zemlja, e sulle isole Kotelnyj e Wrangel. In totale 165 ettari sono stati bonificati e 6500 tonnellate di rottami metallici rimosse.
– Le truppe ferroviarie completano la costruzione della tratta Zhuravka-Millerovo, bypassando l’Ucraina. La massicciata è pronta. Le dimensioni delle opere sono pari a nove milioni di metri cubi. Su 84 km di pista, 23 km sono già stati gettati. L’opera sarà completata entro settembre 2017.
– Nel Parco “Patriot” il Ministero della Difesa ha svolto 14 eventi (convegni e mostre) nel 2016. Il più significativo è stato il forum tecnico-militare internazionale “Army 2016”, in cui le delegazioni di 70 Paesi e più di mille aziende hanno partecipato, dissipando il mito che la Russia soffra dell’isolamento internazionale e dimostrando la potenza degli armamenti nazionali.

dsc04709Piano per il 2017
Nel 2017, il Ministero della Difesa dovrà affrontare diverse priorità. Innanzitutto:
– Continuare ad ampliare l’operatività delle Forze Armate.
– Prendere misure per rafforzare le Forze Armate nelle aree strategiche occidentali, meridionali ed artiche.
– Assicurare la disponibilità puntuale e rigorosa nell’adempimento delle acquisizioni per la Difesa nel 2017 e avere il 60% delle unità pronte dotate di armi e attrezzature militari avanzate.
– Mettere in servizio operativo nelle Forze Missilistiche Strategiche (RVSN) tre reggimenti missilistici strategici, dotati di sistemi moderni.
– Mettere in servizio cinque sistemi aeronautici strategici aggiornati.
– Consegnare all’esercito due brigate di complessi missilistici Iskander-M e riarmare tre divisioni della difesa aerea tattica con i missili da difesa aerea Tor-M2.
– Garantire la fornitura di 905 carri armati e mezzi corazzati moderni.
– Consegnare all’Aeronautica e all’Aviazione Navale 170 aeromobili nuovi e modernizzati.
– Riarmare quattro reggimenti antiaerei con i missili S-400.
– Mettere in linea otto navi di superficie e nove imbarcazioni da combattimento per la Marina.
– Fornire alle truppe costiere quattro complessi missilistici Bal e Bastion.
– Assicurarsi l’entrata in servizio dei tre centri radar da combattimento di Enisejsk, Barnaul e Orsk.
– Lanciare la seconda navicella spaziale del Sistema Spaziale Unificato.
– Completare il lavoro militar-patriottico tra i giovani.
– Tenere un congresso del Movimento pubblico militar-patriottico pan-russo JunArmija.

Sergej Shojgu, Ministro della Difesa della Federazione Russa1470388340-schermata-2016-08-05-11-07-01

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia riprende la produzione dei bombardieri strategici Tu-160

Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation 12/12/20161029838842Nell’aprile 2015, il Ministro della Difesa russo Generale Sergej Shojgu annunciava la decisione di riprendere la produzione dei Tu-160 nella versione modernizzata Tu-160M2 e passare alla messa a punto del bombardiere di nuova generazione PAK-DA in un secondo momento. Il Tu-160 è un bombardiere strategico supersonico con le ali a geometria variabile progettato per colpire obiettivi in tutto il mondo con armi nucleari e convenzionali. Con un carico bellico di 40000 kg, un raggio d’azione di 20000 km e una velocità massima di 1800 chilometri all’ora, il Tu-160 è uno dei mezzi più formidabili nell’arsenale delle Forze Aeree russe. Entro la fine del 2016, l’aggiornamento della flotta di bombardieri strategici supersonici a geometria variabile Tu-160M2 (nome in codice NATO: Blackjack) avviene prima del previsto. La documentazione tecnica dovrebbe essere completamente digitalizzata questo mese. Il primo volo è previsto nel 2019 e i test completati nel 2021. Poi, l’Aircraft Plant Kazan inizierà la produzione in serie. La modernizzazione aumenta la vita utile del velivolo di altri 30 anni. L’esercito russo prevede di avere 50 aerei aggiornati allo standard M2. La Russia lavora sul PAK-DA (“futuro complesso aereo per l’aviazione a lungo raggio”), bombardiere strategico di nuova generazione. Lo sviluppo è stato ritardato e la prima unità apparirà tra 2020 e 2025. La nuova versione del Tu-160 intende colmare il vuoto. In realtà, il Tu-160M2 è quasi un nuovo aereo. L’unica cosa rimasta invariata è la cellula. Il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov dice che l’efficienza del Tu-160M2 sarà 2,5 volte superiore a quella del predecessore. Il nuovo bombardiere avrà sistemi di missione completamente nuovi ed altri miglioramenti rispetto alla versione esistente. Utilizzando una nuova versione della cellula Tu-160 permetterebbe di risparmiare un sacco di soldi. Il velivolo sarà propulso dalla versione aggiornata del turbofan con postbruciatore Kuznetsov NK-32-02. Il motore aggiornato ha migliore durata, aggiungendosi al raggio d’azione del nuovo bombardiere, aumentandolo di un migliaio di chilometri rispetto alla versione attuale. Il motore dalle prestazioni migliorate può far volare l’aereo a quota stratosferica, 18,3 chilometri, oltre la portata dei sistemi di difesa aerea del nemico.
tu160_11 La nuova suite avionica dovrebbe essere pronta entro il 2020 per essere successivamente utilizzata sul bombardiere strategico di prossima generazione PAK-DA. Vladimir Mikheev, della Radioelectronic Technologies Corp., ha parlato delle capacità elettroniche del velivolo aggiornato: “Ogni unità elettronica del Tu-160M2 potrà gestire rapidamente tutte le attività prossime, se necessario; ad esempio, il sistema di guerra elettronica potrà assumere le funzioni di altri sistemi. Se un computer si guasta, il sistema consente a tutte le risorse del velivolo di affrontare il problema”. Pur non essendo stealth, il Tu-160 potrebbe volare inosservato sull’Artico. I sistemi che equipaggiano il velivolo lanciamissili includeranno il radar a scansione elettronica Novella-NV1-70, il sistema di navigazione inerziale a doppio canale K-042K-1 e il pilota automatico ABSU-200-1 progettato specificamente per il velivolo. L’aereo vanterà un sofisticato sistema di controllo del tiro aumentando l’efficacia dei missili da crociera dalla gittata più lunga del mondo, i Kh-101/Kh-102. Il Tu-160M2 non dispone di tecnologia stealth. La sua missione non è penetrare lo spazio aereo nemico e bombardare. Capace di volare oltre Mach 2.0, il bombardiere può rapidamente assumere la posizione per lanciare missili da crociera a lunga gittata fuori dalla portata nemica. La capacità di trasportare e lanciare missili a lungo raggio conta molto più delle specifiche del velivolo stesso. L’arma destinata al Tu-160M2 è disponibile in due versioni. Il Kh-101 convenzionale testato in Siria. Il Kh-102 è la versione a testata nucleare. La gittata massima è di 5500 km, la velocità di crociera di 720 km/h e quella massima di 970 km/h, con un’autonomia di 10 ore. Alcune fonti dicono anche che la gittata massima sia di 10000 km. La probabilità di errore circolare è inferiore ai 6 m con gittata massima. Il lungo raggio permette di colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico, senza pericolo per la piattaforma di lancio. La testata convenzionale conterrebbe 400 kg di esplosivo. La testata nucleare si pensa sia un dispositivo da 250KT. L’armamento includerà anche i missili a lunga gittata di nuova generazione Kh-555. La nuova arma è un nuovo missile da crociera aerolanciato con testata convenzionale basato sul missile da crociera Kh-55 aggiornato con la tecnologia del Kh-101. La testata nucleare è sostituita da una convenzionale da 500 kg. La gittata dei Kh-555 è di 2500-3000 km.
Le Forze Aerospaziali russe hanno ricevuto più di 1200 velivoli nuovi o modernizzati negli ultimi tre anni. Secondo il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov, le Forze Armate hanno ricevuto 250 nuovi aerei e 300 nuovi elicotteri, e 700 aerei modernizzati negli ultimi tre anni, 2013-2015. La produzione dei bombardieri Tu-160M2 è parte importante del programma per accrescere la capacità convenzionale e nucleare delle Forze Aerospaziali. Nel 2015, il generale Frank Gorenc, ex-comandante delle forze aeree alleate e degli Stati Uniti in Europa, disse che la superiorità aerea della NATO su quella russa si riduce. Secondo la sua valutazione, “Il vantaggio che avevamo nei cieli, posso onestamente dire che si restringe”. I bombardieri strategici forniscono un deterrente credibile contro qualsiasi potenziale aggressore. Le attività consentono anche alla Russia proiezione di potenza in regioni lontane, come la Siria, rafforzando il proprio status di superpotenza. Con una flotta di altamente efficaci Tu-160M2, la Russia può affrontare sfide e minacce di qualsiasi tipo in qualsiasi momento.tu160aircraftLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché i ‘treni-fantasmi’ russi spaventano l’occidente

Sputnik, 4/12720161023028482Commentando i recenti successi del test di lancio del missile balistico intercontinentale russo dell’avanzato complesso missilistico strategico su rotaia Barguzin, i media tedeschi hanno lanciato un allarme, definendolo “incubo”, tuttavia osservando che si tratta della risposta all’aggressività occidentale ai confini della Russia. Il test ha avuto luogo presso il cosmodromo di Plesetsk ai primi di novembre, e apre la via ai test di volo reali. “Le prove di lancio sono svolte per determinare se il complesso è operativo. Il missile e il contenitore di lancio sono stati progettati da tempo, ma la piattaforma di lancio è nuova. Le prove hanno lo scopo di testarne le prestazioni“, affermava l’analista della difesa Viktor Murakhovskij a Radio Sputnik, all’inizio di novembre. Il test segna il rilancio del progetto del treno nucleare sovietico. Nel 1987, l’URSS decise di disporre di missili su ferrovia, approfittando dell’ampia e ramificata rete ferroviaria, in cui un treno poteva sfuggire alla ricognizione satellitare. Ciascuno dei 12 ‘treni nucleari’ sovietici era armato con tre missili balistici intercontinentali (ICBM) RT-23 (SS-24 Scalpel) che trasportavano 10 testate. Dallo spazio, questi treni sembravano vetture-frigorifero ordinarie.
a1a5ce9e16dea931ad3dfc65216c35e6In conformità con il trattato START II, la Russia disattivò i treni nel 2005 e li radiò nel 2007. Il nuovo progetto, nome in codice Barguzin, dal forte vento del Bajkal, non è soggetto al trattato e supera i predecessori per potenza. Ogni treno Barguzin sarà armato con 6 ICBM RS-24 Jars (equivalente terrestre del Bulava navale). Il nuovo “treno nucleare” opera similmente a un sottomarino nucleare. Le vetture sono così solide che possono resistere all’esplosione di una testata nucleare ad alcune centinaia di metri di distanza. Un treno può operare per un mese in modo autonomo e percorrere 1000 chilometri al giorno. Il sistema dovrebbe essere messo a punto entro il 2018. Cinque reggimenti Barguzin dovrebbero entrare nelle Forze missilistiche strategiche della Russia entro il 2020. “Le piattaforme sovietiche impiegavano vagoni ferroviari diversi dalle carrozze ferroviarie standard. Il nuovo complesso missilistico è adattato allo scartamento standard. I carri che trasportano i missili recentemente testati, assomigliano a quelli frigorifero, ad esempio“, spiegava Murakhovskij. Commentando i recenti test, il sito Welt.de e la rivista Stern hanno definito il treno “un incubo“. Tuttavia notavano che il rilancio dei cosiddetti “treni fantasma” è la risposta a ciò che Mosca vede come “passaggio dell’occidente della linea rossa” in Europa orientale, ai confini della Russia, indicando il rafforzamento militare della NATO in Europa orientale e nel Baltico. In un commento sul tema, il commentatore militare Vasilij Sychev osservava che i Barguzin sono solo la risposta all’unità Prompt Global Strike (PGS), un sistema aereo d’attacco convenzionale con armi intelligenti capace di colpire qualsiasi parte del mondo entro un’ora, similmente ad un ICBM nucleare. Tale arma permetterebbe agli Stati Uniti di rispondere molto più rapidamente di quanto sia possibile con le forze convenzionali.
Nel settembre 2014, il Presidente Putin citò il PGS tra le numerose nuove minacce che la Russia doveva affrontare, insieme al sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti in Alaska, al sistema di difesa antibalistico Aegis in Europa e la maggiore attività della NATO in Europa orientale. Il Viceprimo Ministro incaricato dell’Industria della Difesa Dmitrij Rogozin avvertiva che la Russia aggiornerà le forze nucleari strategiche e le difese aerospaziali in risposta al sistema PGS. Viktor Murakhovskij affermava che chi definisce il treno “un puro e semplice incubo” presso i servizi segreti stranieri, ha tutte le ragioni per dirlo. “Sono d’accordo dato che non ci sono gli elementi che potrebbero essere utilizzati per rilevare il complesso missilistico su rotaia“, aveva detto. “C’è una nuova piattaforma di lancio e un nuovo sistema di controllo operativo che utilizza canali di trasmissione digitali protetti. Vi sono nuovi programmi per le missioni“, dettagliava. Quindi i media tedeschi hanno ragione ad allarmarsi sui temuti treni russi che potranno colpire tutti gli obiettivi strategici in occidente. I treni tuttavia rimarranno esclusivamente sul territorio russo, dato che lo scartamento delle ferrovie della Russia è più ampio di quello dell’Europa. I binari nei territori della Russia e dell’ex-Unione Sovietica sono stati costruiti utilizzando il binario a scartamento largo (1520 millimetri). La maggior parte delle ferrovie europee occidentali, fino agli Stati baltici, così come il 60 per cento delle ferrovie del mondo, usa lo scartamento normale (1435 millimetri). Le origini di questa differenza risalgono al 19° secolo. Per la Russia, il diverso scartamento dei binari aveva uno scopo strategico militare, ostacolando la forza militare ostile impedendogli di spostare truppe e materiale bellico nel Paese via treno.1_RG_44,375Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013