Il carro armato russo T-14 Armata rottamerà i carri della NATO

Se le affermazioni della Russia sono giuste, il nuovo sistema di protezione attiva russo sarà la svolta nel campo della guerra meccanizzata
Dave Majumdar, The National Interest, 30 settembre 2016555db6f4766f7Il sistema di protezione attiva Afganit (APS) montato sui nuovi potenti carri armati di Mosca T-14 Armata si è dimostrato efficace ad intercettare i proiettili da cannone perforanti a distacco di alette stabilizzate sabot (APFSDS) dal nucleo di uranio impoverito, secondo fonti russe. Se le affermazioni di Mosca sono accurate, il nuovo sistema di protezione attiva russo sarà la svolta nel campo della guerra meccanizzata. Mentre i sistemi di protezione attiva sono stati pensati per resistere soprattutto ai missili anticarro e agli RPG, la maggior parte degli esperti credeva che i sistemi di protezione attivi fossero inefficaci contro i proiettili ad energia cinetica (KE), come l’APFSDS del cannone da 120mm M829A4 dell’esercito degli Stati Uniti. Così, se i russi hanno veramente compiuto questo importante passo sconfiggendo i proiettili anticarro KE, gli eserciti di USA e NATO affronteranno un problema grave nel prossimo futuro, mentre la famiglia dei veicoli da combattimento Armata sarà pienamente operativa. Le Izvestia citavano il Ministero della Difesa russa riferire che l’APS Afganit è stato testato con successo contro proiettili APFSDS ad uranio impoverito sparati alla velocità di 1,5/2 km al secondo. “Le prime intercettazioni dei ‘piedi di porco’ (gergo militare russo per i proiettili sabot) hanno avuto luogo quest’anno. Il nuovissimo sistema affronta tali obiettivi complessi. In precedenza, si pensava fosse impossibile distruggere i proiettili perforanti“, afferma la fonte russa alle Izvestia. “Molta attenzione è stata dedicata alla distruzione dei ‘piedi di porco’ di uranio impoverito, comunemente utilizzati nella NATO come proiettili anticarro. Vi sono ulteriori lavori per migliorare il sistema, in particolare algoritmi informatici che controllano l’intercettazione”. Secondo le Izvestia, la chiave del sistema è un radar a scansione elettronica attiva del Tula Instrument Design Bureau, al centro del sistema Afganit. Il sistema non sarà montato solo sul temibile carro armato T-14, ma anche sul veicolo da combattimento della fanteria pesante T-15 Armata. Molto probabilmente i russi monteranno l’Afganit su ogni veicolo da combattimento della famiglia Armata. Gli analisti di questioni militari russe hanno varie opinioni sulla veridicità del rapporto delle Izvestia. Il ricercatore Mikhail Barabanov, redattore capo del Moscow Brief Defense, pubblicato dal Centro per l’Analisi delle strategie e tecnologie (CAST) in Russia, ha detto che avrebbe senso per l’esercito russo concentrarsi sulle minacce più probabili che i blindati affronterebbero in combattimento. “Credo che le caratteristiche dell’APS dell’Armata sia un grande segreto“, ha detto Barabanov. “Ma è improbabile (che l’esercito russo) abbia sviluppato la nuova generazione di APS senza indirizzari verso le più comuni minacce, gli APFSDS all’uranio e missili d’attacco“. Michael Kofman, ricercatore specializzato in questioni militare russe del Centro di analisi navali finanziato dal governo federale degli USA, si è detto scettico. “Non lo vedo realistico“, ha detto. “Il sabot a distacco è un dardo di uranio impoverito, l’intero concetto è che il materiale è incredibilmente denso quale penetratore. L’APS Afganit utilizza una carica a frammentazione e non farebbe molto all’A4, l’ultima versione della munizione degli Stati Uniti. Può darsi spinga il dardo fuori rotta con una sorta di approccio hit-to-kill, ma dubito che possa fermarlo, oltre a combinazioni di ERA (blindature reattive esplosive) e armature composite“.
La serie Armata è attualmente in produzione limitata e dovrebbe diventare operativa nel 2019. “Da quanto ho capito, il Ministero della Difesa ha ordinato 100 veicoli di pre-serie Armata tra cui T-14, T-15 e ARV (veicolo recupero corazzato) che saranno costruiti nel 2016-2018“, ha detto Barbanov. “Saranno utilizzati per prove e test dall’esercito. E il Ministero della Difesa, nel 2016, ha firmato un secondo contratto per 70 veicoli di prima serie Armata (circa due battaglioni), da consegnare entro la fine del 2019. Ciò sembra coincidere all’attesa data in cui le unità regolari dell’esercito inizieranno le operazioni con i nuovi mezzi“. Nel frattempo, non è chiaro quando la versione del carro armato Armata dotato del cannone da 152mm farà il suo debutto. Barabanov suggerisce che Mosca sia più che soddisfatta del cannone da 125mm migliorato montato sul T-14. Così, per il Cremlino sarebbe più saggio spendere per migliorare le munizioni traendo pieno vantaggio dal cannone 2A82, piuttosto che sprecare tempo e sforzi sul massiccio cannone da 152 mm. “A mio parere, il cannone da 152mm per l’Armata è improbabile nel prossimo futuro“, ha detto Barabanov. “Secondo le informazioni pubblicate, il potente cannone da 125 mm 2A82 è del 20 per cento superiore al Rheinmetall L55 da 120mm. Tale margine di potenza è più che sufficiente, ed è necessario realizzare subito nuovi proiettili“.
Nel complesso, se la serie Armata offre anche la metà della capacità che i russi sostengono, il T-14 e versioni si riveleranno dei veicoli da combattimento estremamente formidabili.899788Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

G20 di Hangzhou, gli incontri bilaterali riflettono le tendenze globali

Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation 09/09/20161034130498Gli ordini del giorno ufficiali dei vertici del G20 sono normalmente più o meno standard. Dalla crisi finanziaria del 2008, gli incontri sono volti a coordinare le misure per sostenere crescita globale e stabilità dei mercati finanziari. Un vertice G20 è sempre un’opportunità per i leader mondiali d’incontrarsi. Gli incontri bilaterali dominavano questo vertice riflettendo le tendenze globali e illustrando quanto peso politico abbia ogni partecipante nel mondo contemporaneo. Al vertice, il Presidente russo Vladimir Putin ha incontrato la metà dei partecipanti in otto colloqui bilaterali e a latere i 5 dei BRICS. Così, il presidente russo ha incontrato 11 dei 19 capi di Stato e di governo dei G20 e il presidente dell’Egitto, uno degli 8 ospiti. Putin ha anche avuto colloqui con il Primo ministro giapponese Shinzo Abe e la presidentessa della Corea del Sud Park Geun-hye, al Forum economico orientale tenutosi a Vladivostok il 2-3 settembre, alla vigilia del vertice di Hangzhou (4-5 settembre). Non ha avuto incontri ufficiali con solo sei membri del G20 (esclusi gli incontri dietro le quinte), tra cui i capi di Australia, Italia, Canada, Indonesia, Messico e UE. Ma Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, e il primo ministro italiano Matteo Renzi, avevano incontrato il presidente russo al Forum Economico di San Pietroburgo di giugno. Putin aveva incontrato il presidente indonesiano Joko Widodo a maggio al vertice dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est tenutasi sul Mar Nero a Sochi. Restano solo tre leader. I primi ministri di Canada e Australia sembrano essere gli unici a ricordarsi d’“isolare la Russia”, un ricordo del lontano passato. Il vertice G20 ne ha dato ampie prove. Invece del leader russo isolato, c’era un presidente degli Stati Uniti perseguitato da problemi appena sbarcato in Cina, senza attendersi la scala per uscire dalla solita porta anteriore dell’Air Force One, con conseguenti fiammate e crescenti tensioni per tutta la visita. Il presidente Obama non poteva fare altro che minimizzare l’“affronto” riflettendo lo sfilacciato e frustrato rapporto USA-Cina. Il leader degli Stati Uniti sarà ricordato per gli errori in politica estera. In realtà, lo “sgarbo” era atteso dopo che aveva detto alla CNN, poco prima del vertice G20, che Pechino doveva riconoscere che “con potere crescente provengono responsabilità crescenti. Se si firma un trattato che prevede l’arbitrato internazionale sulle questioni marittime, se siete più grandi di Filippine o Vietnam o altri Paesi… non avete motivo di mostrare i muscoli in giro”, minacciando chiaramente la Cina. “Ha avuto modo di far rispettare il diritto internazionale”, aveva detto evidentemente ammorbidendo il messaggio, ma l’osservazione è stata percepita come una minaccia.
Il Presidente cinese Xi Jinping ha detto all’omologa sudcoreana che la Cina si oppone allo schieramento del sistema antimissile THAAD degli Stati Uniti in Corea del Sud. Cina e Russia dovrebbero sostenersi con forza nel salvaguardare sovranità, sicurezza e sviluppo, aveva detto il Presidente Xi Jinping al Presidente russo Vladimir Putin al vertice. Evidentemente parlava agli Stati Uniti. La Cina, firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, ha recentemente perso l’arbitrato sul Mar Cinese Meridionale. Il tribunale dell’Aja trovava che la Cina non aveva alcun titolo storico sulle acque del Mar Cinese Meridionale e che aveva violato i diritti delle Filippine. Pechino ha respinto la sentenza. La Russia non necessariamente sostiene le pretese cinesi, ma sostiene la posizione della Cina sulla controversia sul Mar Cinese Meridionale e si oppone a qualsiasi interferenza di terzi. Secondo il presidente russo, la Cina ha il diritto di non riconoscere la sentenza del tribunale. “Qualsiasi procedimento arbitrale riguarda le parti di una controversia, e un tribunale arbitrale dovrebbe ascoltare argomentazioni e posizioni delle parti in causa. Come è noto, la Cina non è andata presso la Corte di arbitrato dell’Aja e nessuno ha ascoltato la sua posizione. Quindi, come possono tali sentenze essere considerate giuste? Sosteniamo la posizione della Cina sulla questione”, spiegava Putin, osservando anche che “L’intervento di terze potenze non-regionali, a mio parere, è dannoso e controproducente”. Mosca e Pechino non riconoscono il diritto di Washington ad immischiarsi nei loro rapporti con i vicini e in controversie in cui gli Stati Uniti non hanno alcuna relazione. La situazione in Ucraina e la disputa territoriale del Mar Cinese Meridionale hanno molto in comune. Gli Stati Uniti perseguono il contenimento di Russia e Cina. L’obiettivo è evitare che questi Paesi ripristino il loro peso nelle aree d’interesse vitale, per la Russia nello spazio post-sovietico e per la Cina nel Sud Est Asiatico. In Europa, gli Stati Uniti usano l’UE per fare pressioni sulla Russia. In Asia, Washington cerca di sfruttare le contraddizioni tra la Cina e i vicini. Le parole del presidente cinese circa la necessità di sostenersi con forza per salvaguardare sovranità, interessi nella sicurezza e sviluppo indicano un più stretto coordinamento degli sforzi russi e cinesi per contrastare la pressione statunitense, in tale contesto le esercitazioni navali congiunte russo-cinesi si terranno nel Mar Cinese Meridionale. La Flotta del Pacifico della Russia invierà delle navi da guerra nel Mar Cinese del Sud, a partecipare all’esercitazione annuale navale sino-russa denominata Sea Joint 2016, dall’11 al 19 settembre. Cina e Russia hanno tenuto sei esercitazioni navali congiunte dal 2005, con Pechino che prima aveva il ruolo di ospite dal 2012. Nel 2015, entrambi i Paesi svolsero esercitazioni navali e anfibie nel Mar del Giappone, una piccola esercitazione navale nel Mediterraneo e numerosi scambi bilaterali militari. Entrambi i Paesi hanno partecipato a esercitazioni trilaterali e multilaterali sotto l’ombrello della Shanghai Cooperation Organization (SCO). Il riavvicinamento tra Russia e Cina è un vero e proprio incubo per Washington. Gli USA credevano che il rapporto non durasse, ma sbagliarono i calcoli. L’amministrazione Obama si è riorientata dal Medio Oriente alla regione Asia-Pacifico solo per essere contrastata dalle due nazioni leader accomunate dal desiderio di proteggere la sovranità e resistere alla pressione esterna. Mosca è tornata in Medio Oriente. La sua influenza nella regione cresce mentre molte potenze regionali sono frustrate dalla politica degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti si coordinano nella regione con la Russia dopo che i piani per “punire” Mosca in Europa sono ostacolati e il peso degli Stati Uniti in Europa ha iniziato a scemare. Nel Pacifico gli Stati Uniti sfruttano le contraddizioni tra Cina e Giappone e la paura dei vicini verso la Cina che ne subirebbero potenza economica e militare crescenti. Ma non lo fanno tutti gli alleati degli Stati Uniti nel Pacifico. La Russia ha rinvigorito il dialogo con Giappone e Corea del Sud. Prima o poi, li renderà meno dipendenti dagli Stati Uniti.
Questo G20 è stato l’ultimo grande vertice per il presidente degli Stati Uniti, prima di lasciare a gennaio, ma prima che il suo mandato sia finito, Obama dovrebbe partecipare al vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico (APEC) a Lima, in Perù, il 19-20 novembre 2016. Quest’anno l’evento vanterà una rappresentanza ad alto livello pari alla metà degli Stati membri del G20. Il vertice del Pacifico avrà un significato simbolico per il presidente degli Stati Uniti, l’autore del “perno in Asia”, concetto inteso a sviluppare la potenza statunitense nella regione e a contenere la Cina. Mentre il secondo termine si conclude, è chiaro che i piani sono stati irrimediabilmente ostacolati. E’ un segreto di Pulcinella che, da anatra zoppa, il presidente degli Stati Uniti difficilmente sarà al centro dell’attenzione nel prossimo incontro di Lima. Non potrà guidare il processo decisionale. Un nuovo presidente degli Stati Uniti sarà eletto dieci giorni prima del vertice di Lima. La riunione del G20 è stato l’ultimo forum dove avrebbe potuto avere un successo in politica estera, ad esempio accordandosi con la Russia sulla Siria. Sarebbe stato molto importante, ma Obama non c’è riuscito. La politica degli Stati Uniti in Siria va a brandelli, e sarà un’eredità per il nuovo presidente degli Stati Uniti. Non ci sono più speranze riposte sul presidente Obama. Da premio Nobel, Obama non è riuscito a invertire la tendenza e a rendere gli Stati Uniti forti come una volta. Il nuovo presidente degli Stati Uniti muterà il 21° secolo in uno “americano”, come lo fu il 20°? Dato il modo in cui le cose si svolgono negli ultimi anni, è difficile scommetterci. Per usare un eufemismo, tale previsione appare su un terreno infido, in particolare dopo Hangzhou.2016-09-05t094538z_1_lynxnpec840hg_rtroptp_3_g20-china-usa-russiaLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Russia e Cina potrebbero distruggere l’US Air Force

Lo schieramento di missili aria-aria a di lungo raggio e di caccia di quinta generazione russi e cinesi sarà un problema serio per il Pentagono
Dave Majumdar, National Interest130668Una nuova generazione di missili aria-aria a lungo raggio russi e cinesi potrebbe minacciare i mezzi cruciali che permettono le operazioni aeree degli Stati Uniti. Tali mezzi sono i velivoli da ricognizione (ISR), AWACS, intelligence, sorveglianza, aviorifornimento e guerra elettronica. Se spesso trascurati a favore dei sistemi missilistici antinave e antiaereo avanzati, nell’esame delle capacità d’interdizione aera russa e cinese (A2/AD), gli intercettori dotati di missili aria-aria a lungo raggio trancerebbero i nervi che permettono agli Stati Uniti di condurre operazioni aeree nei teatri di Asia-Pacifico ed Europa. In sostanza, le forze russe e/o cinesi potrebbero accoppiare i missili aria-aria a lungo raggio con velivoli come Mikojan MiG-31, Sukhoj T-50 PAK-FA e Chengdu J-20 per attaccare i velivoli AWACS, JTARS e cisterne statunitensi come Boeing KC-135 o KC-46 Pegasus. In particolare, nelle vastità del Pacifico, dove gli aeroporti sono pochi e lontani, le pesanti aerocisterne potrebbero essere il tallone d’Achille che Pechino colpirebbe.
Vi sono tre programmi missilistici aria-aria a lungo raggio da seguire, i russi Vympel R-37M RVV-BD e Novator KS-172 (o K-100) e il cinese PL-15. Il nuovo missile aria-aria a lungo raggio R-37M RVV-BD della Russia è già in fase operativa iniziale (IOC) sui Mikojan MiG-31BM. Sarà anche eventualmente imbarcato su Sukhoj Su-35S (3) e T-50 PAK-FA (4). Il RVV-BD, chiamato anche AA-13 Arrow dalla NATO, avrebbe intercettato bersagli a distanze superiori ai 300 km (5). “Il missile R-37M aggiornato (RVV-BD, Izdelie 610M) è in produzione di serie dal 2014 e ora, a quanto pare, è in fase CIO negli squadroni degli intercettori aggiornati MiG-31BM“, secondo il ricercatore Mikhail Barabanov, caproredattore del Moscow Defence Brief (6), pubblicato dal Centro per l’Analisi delle strategie e tecnologie (CAST) (7) di Mosca. “Il missile RVV-BD sarà impiegato anche dai caccia T-50“. L’originario R-37 fu sviluppato dall’Unione Sovietica per attaccare velivoli di alto valore della NATO come E-3 Sentry AWACS, E-8 JSTARS e RC-135V/W Rivet Joint. L’idea era utilizzare un caccia dall’alta velocità come il MiG-31, che può volare a Mach 2,35 per 700 km (8) trasportando un significativo carico di nuovi missili aria-aria, per eliminare tali velivoli della NATO. Un aereo come il MiG-31 o un caccia furtivo supersonico come il PAK-FA sono ideali per una missione del genere, perché difficili da intercettare per velocità e quota pure. “L’R-37 era un missile dedicato a spazzare via le attività ISR sviluppato e testato nel 1990“, dichiara Mike Kofman, ricercatore specializzato in questioni militari russe della CNA Corporation (9). “Non c’era solo il MiG-31. C’era anche un nuovo missile derivato, uno dei progetti della Novator chiamato KS-172 o più spesso K-100“. Dal 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’industria della Difesa russa ha continuato a lavorare sul progetto R-37, ma i progressi furono rallentati. Gli anni ’90 furono particolarmente difficili per l’industria della Difesa russa, i finanziamenti si ridussero al minimo. Infatti, l’R-37 fu annullato prima di essere riavviato nell’attuale versione RVV-BD. “L’R-37 (Izdelie 610) finì lo sviluppo nel 1997“, secondo Barabanov. L’R-37M probabilmente utilizza una combinazione di guida inerziale per le correzioni in rotta dal velivolo di lancio e puntamento radar attivo nella fase terminale. Nelle operazioni di combattimento, aerei come il MiG-31 volerebbero ad alta velocità verso l’obiettivo per lanciare una salva di R 37M, probabilmente ingaggiando il bersaglio con l’enorme radar a scansione elettronica Zaslon-M, guidando il missile finché il radar dell’arma si attiva. Potrebbe anche avere una funzione anti-disturbo similmente all’AIM-120D AMRAAM (10) degli USA, per contrastare gli aerei da guerra elettronica come il Boeing EA-18G Growler.
48106151-cachedL’Unione Sovietica era ben consapevole che uno dei vantaggi principali di NATO e US Air Force era la capacità di effettuare una campagna aerea coordinata con mezzi quali l’AWACS. L’Unione Sovietica studiò vari metodi per contrastare i velivoli AWACS, come le armi aria-aria a lungo raggio a guida passiva. “Mi pare di capire che il tema dei missili aria-aria ha guida radar passiva fosse popolare in Unione Sovietica negli anni ’80 (vedasi l’R-27P), ma ora è riconosciuto come poco promettente“, secondo Barabanov. Mentre il RVV-BD è un’arma temibile, Mosca potrebbe sviluppare un missile ancora più potente chiamato Novator KS-172 o talvolta anche K-100. Mentre il RVV-BD avrebbe una gittata massima di quasi 350 km, l’arma della Novator potrebbe colpire obiettivi lontani 400 km. “300 km sono troppi per l’R-37M“, secondo Kofman. “Solo il Novator può raggiungere obiettivi a quelle distanze. Sarebbe simile al KS-172 progettato per colpire oltre i 350 km“. Tuttavia, non è chiaro quando o anche se il KS-172/K-100 sarà mai completato ed entrerà in produzione. Ci sono indicazioni che il K-100 sia un progetto a bassa priorità che non vedrà mai la luce. “Per il K-100 cercano soldi dagli indiani per completarlo“, afferma Kofman, un “bel missile della Novator, ma dubito che sarà operativò dato che un missile del genere non si adatterebbe ad alcun aeromobile di quinta generazione“. In effetti, per Barabanov il K-100 probabilmente è chiuso. “Sul missile K-100 dubito che sia un programma attivo”, aveva detto Barabanov, “Credo che il lavori su di esso siano stati sospesi tempo fa“.
Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, la Cina sviluppa il PL-15 spinto da un ramjet e che avrebbe una gittata di 200 km. La costernazione (11) che il PL-15 ha causato nei vertici dell’US Air force, come il comandante dell’Air Combat Command Generale Herbert “Hawk” Carlisle (12), che citava l’arma cinese come uno dei motivi pressanti per cui gli Stati Uniti dovrebbero sviluppare un sostituto di nuova generazione del vecchio AIM-120 AMRAAM. “Come facciamo a contrastare e a poter continuare a rispondere a tale minaccia?” si chiese Carlisle presso il Centro di studi strategici e internazionali lo scorso anno (12). Più tardi, durante un’intervista con Flightglobal (13), Carlisle disse che contrastare il nuovo missile cinese è un'”estremamente alta priorità” dell’US Air Force. “Il PL-15 ha una gittata che ne fa un missile che non possiamo contrastare“, aveva detto. In effetti, il problema non è solo che il PL-15 è superiore all’AMRAAM; se adottato dal J-20, i cinesi potrebbero attaccare le aerocisterne e gli aerei ISR, cruciali per qualsiasi campagna aerea sul Pacifico. Un briefing della RAND del 2008 suggeriva (14) che, per sostenere le operazioni degli F-22 su Taiwan da Guam, l’US Air force dovrebbe lanciare tre/quattro sortite di aerocisterne ogni ora per distribuire 2,6 milioni di litri di carburante. Questo è un dato che non è probabilmente sfuggito a Pechino. Anche se non ci sono dati molto concreti disponibili sul J-20, l’aereo sembra essere stato ottimizzato per alte velocità, lungo raggio, stealth e carico utile interno elevato. Con una combinazione tra ridotta sezione radar, alta velocità supersonica, armamento riposto internamente di missili PL-15, è possibile che il J-20 sia utilizzato per minacciare aerocisterne e velivoli ISR dell’US Air Force nel teatro del Pacifico. Come sottolineato dallo studio della RAND del 2008, i derivati cinesi del Su-27 annichilirono i velivoli da rifornimento, ricognizione, pattugliamento marittimo e comando e controllo statunitensi durante una simulazione, utilizzando missili aria-aria a lungo raggio. L’US Air Force esaminò una diffusa e robusta logistica (15) per creare spartane piste d’atterraggio per contrastare le capacità A2/AD della Cina nel teatro del Pacifico. Tuttavia, l’US Air Force non sembra aver completamente messo a punto un piano per proteggere i propri velivoli cisterne, ISR e comando e controllo dagli attacchi aerei nemici. L’unica risposta al problema è che gli aeromobili vengano per sicurezza posti al di fuori della portata effettiva della minaccia cinese. Tuttavia, si ridurrebbe la portata effettiva dei caccia tattici del Pentagono, riducendone la capacità di colpire in profondità sul territorio cinese.
Così, date le informazioni disponibili, è probabile che l’adozione russa e cinese di missili aria-aria a lungo raggio e caccia di quinta generazione per trasportarli, rappresenti un problema grave per il Pentagono. Un problema che certamente affronterà nei prossimi anni.

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KS-172

Il caccia Su-30SM, secondo a nessuno
Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 10/09/201618442310Per l’eccezionale autonomia e il grande carico utile, il Su-30SM è considerato il caccia di 4.ta+ generazione che formerà la spina dorsale dell’Aeronautica russa nei prossimi decenni. Il costruttore aeronautico Irkut e il Ministero della Difesa russo hanno firmato un contratto per la fornitura di oltre 30 caccia multiruolo Sukhoj Su-30SM alle Forze Aerospaziali russa entro la fine del 2018. Il primo caccia Su-30SM ha effettuato il primo volo nel settembre 2012. Il nuovo contratto porta il totale annunciato di ordini per le Forze Aerospaziali a 90 velivoli. Il velivolo è stato anche ordinato dall’Aeronautica Navale russa, che ne ha almeno 20 su un ordine di 50. In totale, più di 40 Su-30SM sono stati consegnati ai militari russi. L’aereo è stato dispiegato in combattimento per la prima volta nel settembre 2015, con l’arrivo di quattro Su-30SM sulla base aerea di Humaymim in Siria. Inizialmente volava come caccia di scorta armato esclusivamente di missili aria-aria; poi i Su-30SM effettuarono missioni di bombardamento. Un certo numero di Su-30SM opera in Siria. L’aereo è in grado di operare ognitempo in missioni aria-aria, aria-superficie d’interdizione, contromisure elettroniche e allarme precoce. Il Su-30SM può anche operare come piattaforma di comando e controllo per guidare gruppi di aerei da combattimento.
La cellula del Su-30SM è in lega di titanio e alluminio ad alta resistenza. La prua della fusoliera ospita la cabina di guida, il radar e il vano dell’avionica. Elevata manovrabilità e caratteristiche di decollo e atterraggio unici sono raggiunti grazie alla forma aerodinamica integrale. Una combinazione di radar a scansione elettronica passiva (PESA) Bars, controlli di volo fly-by-wire, moderne ECM e spinta vettoriale fanno del Su-30SM un caccia molto agile. Con le alette anteriori, un pilota ha maggior controllo sull’aviogetto nelle virate strette e altre manovre. Il sistema fly-by-wire digitale consente all’aereo di effettuare alcune manovre molto avanzate, tra cui la scivolata di coda ed il Cobra di Pugachev, che permette all’aereo di porsi verticalmente a più di 90 gradi prima di cabrare di nuovo. Tali manovre decelerano rapidamente l’aeromobile, permettendogli di sfuggire all’inseguimento e di scomparire dall’ingaggio di un radar Doppler, dato che la velocità relativa del velivolo scende sotto la soglia del segnale percepibile dal radar. Nel duello queste caratteristiche potrebbero dare al Su-30SM un vantaggio rispetto ai caccia occidentali come F-16C Viper, Typhoon, Gripen e l’imminente nuovo tribolato caccia stealth F-35. Gli esperti ritengono che nel duello ravvicinato il Su-30 sia superiore agli aerei statunitensi di quinta generazione F-22. Il missile ad alta manovrabilità R-73 ne aumenta le possibilità contro l’antiquata versione AIM-9M del missile Sidewinder di cui l’F-22 è armato.
su-27ubk_r-77a Il velivolo dispone di pilota automatico per tutte le fasi di volo, incluso volo a bassa quota inseguendo il profilo del terreno via radar, ed ingaggio individuale e di gruppo contro bersagli aerei e di superficie. Il sistema di controllo automatico interconnesso al sistema di navigazione assicura rotta, avvicinamento al bersaglio, rientro e atterraggio in modalità automatica. Con la disposizione biposto in tandem, l’equipaggio è dotato di seggiolini eiettabili. La cabina è dotata di avionica avanzata integrante display anteriore e display a cristalli liquidi multifunzione. Il Su-30SM è dotato di sistemi d’identificazione amico-o-nemico, di posizionamento globale e navigazione inerziale. Il design dall’architettura aperta consente l’integrazione di avionica moderna, tra cui nuovi sistemi radar, radio, di riconoscimento e altri di supporto. Il Su-30SM è propulso da due turbogetti AL-31FP a by-pass di flusso alimentati dalle rampe di aspirazione. I motori generano un spinta coi post-bruciatori da 25000 kg/s, permettendo una velocità in volo orizzontale di Mach 2, di 1350 km/h a bassa quota e un rateo di salita di 230 m/s. Il velivolo è inoltre dotato di sonda e sistema di rifornimento in volo. Con una riserva normale di 5270 kg, il Su-30SM può compiere una missione di combattimento di 4,5 ore dal raggio d’azione di 3500 km. Un rifornimento in volo aumenta il raggio d’azione a 5200 km o la durata del volo a 10 ore a quota di crociera.
Il velivolo può ingaggiare minacce aeree e di terra ed obiettivi di superficie trasportando armi aria-aria e aria-superficie guidate e non-guidate. Può essere dotato di armi antisuperficie come razzi e lanciarazzi per le operazioni di attacco al suolo. Il Su-30SM può trasportare un carico bellico di 8 tonnellate e può essere armato con un cannone, bombe, missili aria-aria, missili antinave supersonici Oniks (Jakhont) e d’attacco al suolo con gittate di 120-300 km, a seconda della quota. In modalità aria-aria può trasportare 12 missili, di solito una combinazione di R-77, R-27 e R-73. Il 7 settembre, le Forze Armate russe annunciavano piani per acquistare i missili da crociera BrahMos, sviluppati congiuntamente da Russia e India per equipaggiare i caccia Sukhoj Su-30SM. Il BrahMos ha un sistema di propulsione a due stadi, con motore-razzo a propellente solido per l’accelerazione iniziale e un ramjet a propellente liquido per la crociera supersonica. E’ il più veloce missile da crociera antinave del mondo. Il missile vola ad una velocità di Mach 2,8-3 e può attaccare bersagli di superficie volando da quote tra i 5 metri e i 14000 metri. Quest’arma è unica, non avendo analoghi nel mondo.
La Russia ha presentato al Singapore Airshow 2016 il nuovo Su-30SME, versione da esportazione dell’aviogetto da combattimento. La versione per l’esportazione del velivolo ha buone prospettive nello spazio post-sovietico per assenza di concorrenza. I Su-30SM sono stati forniti al Kazakistan. Bielorussia e Iran hanno annunciato l’intenzione di acquistarne un numero imprecisato. Diversi Paesi di Sud-Est Asia, Medio Oriente e Nord Africa hanno mostrato interesse per l’aereo. L’avionica sofisticata, il raggio d’azione e il carico utile vario del Su-30SM offrono un’immensa potenza all’Aeronautica russa, in particolare per le operazioni aeree complesse, testimoniando come l’industria aeronautica russa compia ottime prestazioni. Negli ultimi tre anni, nel 2013-2015, la Russia ha ricevuto 250 nuovi aerei, 300 elicotteri e 700 aerei ampiamente modernizzati. La Russia non solo aggiorna la flotta aerea militare, ma lavora ad “aerei da combattimento di sesta e probabilmente settima generazione”. Questa tendenza mette in discussione il predominio aereo della NATO. Si ricordi il Feldmaresciallo Bernard Montgomery e la sua famosa regola della guerra, secondo cui “La prima regola, a pagina 1 del libro della guerra, dice: ‘Non si marcia su Mosca’. Chi ci ha provato, Napoleone e Hitler, non gli è andata bene. Questa è la prima regola”.3_123873La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I nuovi missili da crociera russi colpiranno dalla stratosfera

I bombardieri modernizzati russi voleranno nella stratosfera
Nikolaj Litovkin, RIR, 31 agosto 20161384776994_d091d0b5d0b7d0b8d0bcd0b5d0bdd0b8-1d0bad0bed0bfd0b8d18fd0bad0bed0bfd0b8d18fIl Tu-160M2 è stato aggiornato e potrà volare a una quota di 20000 metri, dove alcuna arma o missile da difesa aerea esistente può raggiungerlo.
Il Ministero della Difesa russo riceverà i primi bombardieri strategici lanciamissili Tu-160M2 aggiornati con i motori NK-32 alla fine del 2016. Gli sviluppatori del motore hanno dichiarato che il nuovo motore permetterà all’aereo di volare nella stratosfera, ad una quota di 20000 metri. “La nuova versione dell’NK-32 può operare non solo come turbogetto ma anche come motore a razzo. Grazie a questo, il Tu-160M2 potrà volare a una quota in cui alcun sistema antiaereo nemico può colpirlo“, ha detto una fonte dell’industria della difesa russa. Il primo volo dell’aereo modernizzato avverrà nel 2018. Viktor Bondarev, il comandante dell’Aeronautica russa, ha detto che il Ministero della Difesa prevede di acquistare circa 50 Tu-160M2, la cui costruzione in serie avrà inizio nel 2021.

Perché la Russia aggiorna i Tu-160?
La Russia attualmente lavora alla costruzione dei bombardieri strategici di nuova generazione PAK-DA (acronimo di “complesso aereo prospettico per l’aviazione a lungo raggio”), il cui sviluppo è però in ritardo. La prima unità apparirà solo tra il 2020 e il 2025. “Il comando delle forze aerospaziali russe ora lavora a un sostituto a “medio termine” del PAK-DA. Una serie di aerei a lungo raggio presto terminerà l’operatività e sarà necessario sostituirli con aerei dotati di nuova tecnologia“, spiegava Dmitrij Litovkin, analista militare del quotidiano Izvestija. Una fonte dell’industria della Difesa ha detto che il progetto potrebbe diventare il programma più costoso del Ministero della Difesa per il 2020. Il costo è paragonabile alla costruzione dei nuovi sottomarini nucleari della classe Borej, che trasportano i missili Bulava, da 5-7 miliardi di dollari.

L’armamento del Tu-160M2
Secondo gli esperti militari il Tu-160M2 sarà utilizzato non solo come deterrente, ma anche per rispondere alle sfide del Ministero della Difesa. “La parola ‘lanciamissili’ sottolinea la capacità del bombardiere di utilizzare missili alati nucleari e convenzionali, tra cui i missili da crociera a lunga gittata di nuova generazione Kh-101 e Kh-555“, afferma Pjotr Dajnekin, ex-comandante dell’Aeronautica russa ed eroe della Russia, aggiungendo che l’aereo potrà trasportare il missile alato Kh-55SM programmato per colpire bersagli a terra. “Il Tu-160 può essere equipaggiato con qualsiasi tipo di bombe nucleari e convenzionali: perforanti, antibunker, a grappolo, mine navali e così via. Il peso totale del carico bellico raggiungerà le 40 tonnellate“, secondo Dajnekin. Il nuovo aereo, aggiungeva, potrà colpire obiettivi all’esterno dell’area che i sistemi di difesa antiaerei esistenti possono coprire.164223

I nuovi missili da crociera russi colpiranno dalla stratosfera
Nikolaj Litovkin, RBTH, 30 agosto 201616Le nuove testate potranno violare i sistemi di difesa aerea ed intercettori nemici dalla stratosfera, ad una quota di 45000 metri, secondo gli esperti militari, e la nuova arma non avrà impiego operativo ma solo come deterrente.
I progettisti russi effettuano i test finali dei recentissimi missili da crociera Kh-32 per i bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 coinvolti nell’operazione in Siria. La nuova arma potrà salire nella stratosfera ad una quota di 45000 metri, con una testata nucleare o convenzionale da 500 kg per colpire obiettivi con pochi metri di errore. Ogni bombardiere a lungo raggio può trasportare solo due di questi missili da crociera, ciascuno dei quali pesa circa sei tonnellate. Igor Korotchenko, caporedattore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), ha detto a RBTH che il Kh-32 è ideale per attaccare portaerei e grandi navi nemici. “Tuttavia, l’arma non verrà utilizzata nelle operazioni estere delle Forze aerospaziali e servirà solo da deterrente nell’ambito della dottrina militare della Federazione Russa“.

Le specifiche del Kh-32
Il missile è dotato di un sistema di navigazione inerziale (un sistema autonomo insensibile alla guerra elettronica) e testate a ricerca di calore o a guida radar. Questa soluzione permetterà di migliorare notevolmente la precisione, rendendolo indipendente dai sistemi di navigazione satellitari GPS/GLONASS. A differenza degli altri missili, il Kh-32 sale nella stratosfera alla quota orbitale, dove non ci sono caccia o missili avversari. Poi vola per 1000 km prima di piombare sul bersaglio. Secondo una fonte nell’industria della Difesa, alcun sistema di difesa missilistico può rilevare il Kh-32 avvicinarsi sul bersaglio: né il sistema S-400 Trjumf, né il MIM-104 Patriot. “La velocità del Kh-32 è cinque volte quella del predecessore, schierato dalla fine degli anni ’60”, ha detto la fonte. “I sistemi di difesa aerea missilistici non possono rilevare la testata che scende a una velocità di oltre 5400 km/h“. Secondo la fonte, il Kh-32 non viola le disposizioni del Trattato sullo spazio del 1967 in quanto non viene lanciato in orbita. Inoltre non viola le disposizioni del Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio, che non vieta di sviluppare missili aria-superficie, spiega la fonte. Il Kh-32, paragonabile a un aereo da caccia per dimensioni, è un aggiornamento del missile dalla fine degli anni ’60 che poteva anche essere dotato di una testata nucleare o convenzionale da 500 kg. Tuttavia, il raggio operativo era solo di 90 chilometri e la precisione lasciava molto a desiderare. Ma oggi, i progettisti hanno creato un nuovo motore che permette al missile di colpire bersagli a 1000 km, e un nuovo sistema di controllo che si coordina con altre munizioni impiegate nella salva.0019b91ecbef157cd6a81eTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Isteria atlantista: il caso della base aerea di Hamadan

La quinta colonna duginista diffonde propaganda filo-atlantista
Alessandro Lattanzio, 24/8/201657bc958bc361883d7f8b464dBombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e cacciabombardieri Sukhoj Su-34 russi decollarono dal 16 al 18 agosto dalla Base Aerea Nojeh, presso la città di Hamadan, nel nord-ovest dell’Iran, per effettuare sortite contro i gruppi terroristici in Siria. A fronte di questa svolta, l’ambiente che fa riferimento al ‘geofilosofo’ Dugin rilancia un’ampia propaganda a supporto del subimperialismo turco e panturanista, ovvero il cosiddetto neo-ottomanismo, supportando, con l’aiuto della rete di propaganda dell’estrema destra anti-eurasiatica in occidente (Saker, SouthFront, Katehon, i circoli collegati a Giulietto Chiesa in Italia, ecc.), le operazioni di Ankara contro la Siria. Infatti, il sabotaggio mediatico e propagandistico di tali fazioni, dalle motivazioni oscure e dagli obiettivi ambigui, prosegue da mesi con una martellante campagna volta a dividere i Paesi del blocco BRICS, prima, e poi i Paesi aderenti al Patto di Shanghai. Infatti, da un campagna molesta contro l’Unione Indiana e il Vietnam, dipinti da quest’ambito come ‘agenti dell’imperialismo americano’ al solo scopo di voler incrinare i vecchi e consolidati legami tra Mosca e New Delhi, e tra Mosca e Hanoi, si è passati rapidamente ad un’altra volta a mettere Mosca contro Beijing, facendo leva su notizie fumose e incontrollate. Il tutto di conserva con la propaganda atlantista che ha esagerato, quando non inventato di sana pianta, presunte fratture tra Mosca e i suoi alleati, di volta in volta, Siria, Armenia, Iraq, Iran, India, Vietnam e ultimamente Cina. La realtà dei fatti invece dimostra un consolidarsi dei rapporti tra questi Paesi eurasiatici, come testimoniato dalle mosse diplomatiche di grandi alleati della Russia come India e Cina, che hanno ribadito al Presidente della Repubblica Araba Siriana, Dr. Bashar al-Assad, piena disponibilità in aiuti e sostegno al governo legittimo di Damasco.
Guan Yufei Infatti, durante una visita a Damasco, il 14 agosto, il Contrammiraglio Guan Youfei della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN), osservava che quest’anno ricorre il 60° anniversario delle relazioni tra i due Paesi e dichiarava che la Cina da sempre sostiene la salvaguardia dell’indipendenza e della sovranità della Siria. Guan, Direttore dell’Ufficio per la Cooperazione Internazionale Militare della Commissione Militare Centrale cinese, affermava anche la volontà di Beijing di migliorare la cooperazione militare cino-siriana. Nel complesso, la Cina approfondiva la propria politica estera e di sicurezza verso il Medio Oriente. Nel dicembre 2015 la Cina approvava una legge antiterrorismo che autorizza l’impiego delle Forze Speciali ed altre unità all’estero. La Cina supporta il governo al-Assad da sempre e ad aprile nominava Xie Xiaoyan inviato speciale in Siria per monitorarvi più da vicino la situazione. La Cina aveva già fornito al governo siriano 500 missili anticarro nel 2014, e una vasta gamma di armi utilizzate dalle forze siriane. Inoltre, il 20 agosto, il Presidente Bashar al-Assad e il Ministro degli Esteri siriano Walid al-Mualam incontravano il Ministro degli Esteri indiano Mubashir Javed Akbar e la relativa delegazione, per discutere della situazione in Siria e dei pericoli del terrorismo nella regione e nel mondo. Entrambe le parti esprimevano il desiderio di sviluppare la cooperazione bilaterale in vari settori. Il Presidente al-Assad aveva detto che il fatto che molti Paesi amici, tra cui l’India, siano al fianco del popolo siriano, sostiene concretamente la fermezza della Siria verso la guerra scatenatagli da potenze estere e regionali. Secondo Assad, tali Stati usano le organizzazioni terroristiche nella guerra alla Siria, sostenendoli in vari modi, ed ostacolano gli sforzi per trovare una soluzione pacifica che ponga fine ai crimini inflitti dai terroristi al popolo siriano. Il ministro indiano sottolineava l’importanza della cooperazione con la Siria nella lotta al terrorismo e nel consolidare i risultati dei siriani in questo senso, e che sarebbe un errore non rendersi conto dei pericoli del terrorismo che vuole mettere a repentaglio la stabilità mondiale e distruggere la civiltà umana. Infine sottolineava che l’India è pronta ad offrire tutto il possibile per alleviare le sofferenze del popolo siriano e contribuire efficacemente al processo di sviluppo e ricostruzione della Siria. Il Ministro Akbar esprimeva il rifiuto dell’India di ogni ingerenza straniera negli affari interni dei singoli Stati, avvertendo che il terrorismo è una minaccia che non conosce confini, sottolineando il sostegno dell’India a una soluzione politica della crisi in Siria, in cui i siriani possano preservare sovranità ed unità della Siria.
Va ribadito che l’India è oggetto di strali striduli quanto inspiegabili, da parte della quinta colonna atlantista-duginista che, inoltre, in questi giorni supporta l’operato del presidente turco golpista Erdogan, come l’avvio di un’operazione militare sul territorio della Repubblica Araba di Siria. Il 24 agosto, le forze speciali turche entravano nel territorio siriano, presso Jarabulus, avviando l’operazione Eufrate Shield. Tali unità delle forze speciali turche operavano con l’appoggio di 20 carri armati e diversi blindati, il supporto aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti e in coordinamento con 1500 terroristi dell’haraqat Nuradin al-Zinqi, liwa Sultan Murad, Jaysh al-Tahrir, qataib Shuhada al-Turqmani, liwa al-Hamza, liwa al-Mutasim e Jaysh al-Nasr, addestrati in Turchia dai consiglieri statunitensi. La CNN Turk riferiva che i carri armati turchi avevano sparato più di 200 proiettili presso la città siriana di Jarablus, e che aviogetti F-16 dell’aeronautica turca avevano bombardato 11 obiettivi in Siria. Lo scopo dell’operazione è aprire un corridoio dalla Turchia a Mambij, in Siria, sotto la supervisione diretta del vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, presente ad Ankara il 24 agosto per incontrare Erdogan e il premier turco Yildirim.

Il Ministro degli Esteri indiano Akbar e il Presidente Bashar al-Assad

Il Ministro degli Esteri indiano Akbar e il Presidente Bashar al-Assad

Un caso da manuale in cui la quinta colonna duginista e la propaganda atlantista convergevano è la questione della base aerea di Hamadan, in Iran, da cui dei velivoli russi avevano operato per tre giorni sulla Siria, per poi ritirarsi a missione conclusa. Un’operazione che la propaganda atlantista e pseudo-eurasiatica ha presentato invece come ennesima frattura, inesistente, tra alleati sul campo di battaglia in Siria. Ciò, è bene ribadirlo, mentre il referente dell’ambiente duginista, la Turchia di Erdogan, come indicato, lanciava un’operazione nel territorio della Siria violandone la sovranità e contro ogni avvertimento del legittimo governo di Damasco.
Screen Shot 2016-08-22 at 21.44.43 Il 15 agosto 2016 velivoli delle Forze Aerospaziali russe (VKS) venivano schierati nella base aerea Nojeh, nell’Iran occidentale, che ospita la 3.za Aerobase Tattica, una base aerea avanzata con una pista di 4600 metri che permette l’impiego dei bombardieri di teatro Tu-22M3 che devono decollare da piste di 2200 metri di lunghezza. Il dispiegamento dei bombardieri strategici russi da Mozdok, in Ossezia del Sud, alla 3.za Aerobase tattica iraniana di Hamadan era stato preparato durante il vertice tra le leadership russa e iraniana di Baku. Il 23 agosto, il portavoce del Parlamento iraniano Ali Larijani annunciava che “gli aviogetti da combattimento russi continuano ad operare dalla Base Aerea Nojeh di Hamadan, e noi e la Russia siamo uniti nella lotta al terrorismo a vantaggio dell’unità dei musulmani della regione. Gli aerei militari russi decollano dalla base aerea di Hamadan dopo esservi riforniti“. Il Ministero della Difesa russo annunciava il 22 agosto che i velivoli che operavano dalla base aerea iraniana avevano effettuato con successo le tre previste missioni antiterrorismo in Siria e che, “Le forze aerospaziali russe useranno la base aerea di Hamadan in Iran secondo accordi bilaterali con Teheran, a seconda della situazione in Siria“. I bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e i cacciabombardieri Sukhoj Su-34 russi dispiegati sulla base aerea Base Aerea Nojeh, presso la città di Hamadan, nel nord-ovest dell’Iran, avevano effettuato una serie di sortite contro centri di comando, basi, depositi di armi e campi di addestramento dei gruppi terroristici Stato islamico dell’Iraq e Levante (SIIL) e Jabhat al-Nusra/Fatah al-Sham nelle province di Aleppo, Dayr al-Zur e Idlib, in Siria. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qasemi aveva dichiarato che “La Russia non ha una base in Iran e non ha presenze permanenti. Ha effettuato l’operazione, terminata per il momento. Le relazioni tra Iran e Russia sono strategiche. Iran e Russia hanno una visione simile sulla campagna contro lo SIIL e il terrorismo, e sull’importanza della sicurezza nella regione, e quindi non risparmiano alcuno sforzo per la sicurezza del Paese. La presenza della Russia in Iran era temporanea ed era coordinata, senza comprendere né alcuna base né alcuno schieramento in Iran“. L’ambasciatore russo a Teheran, Levan Djagarjan, a sua volta dichiarava che “Mosca non vede ostacoli nell’ulteriore utilizzo delle infrastrutture iraniane, tra cui la base aerea di Hamadan, per effettuare attacchi contro i terroristi in Siria. Le forze aerospaziali russe possono riprendere le operazioni dalla base iraniana di Hamadan quando opportuno, e su decisione dei leader di Russia ed Iran. Le forze russe hanno attualmente lasciato la base aerea di Hamadan. L’interazione con Teheran sulla Siria ha buone prospettive. La Russia non aveva stabilito alcuna base militare in Iran e la presenza dei velivoli russi in Iran era temporanea e dovuto al consenso dei vertici della Repubblica Islamica, come il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (SNSC). Questa collaborazione si ripeterà in futuro e sulla base di accordi tra i vertici dei due Paesi, se Teheran e Mosca lo ritengono necessario. Queste operazioni sono volte a reagire contro i terroristi e chiedo a coloro che le hanno criticate se si oppongono alla lotta ai terroristi e se non dovremmo combatterli?
Il segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale dell’Iran (SNSC) Ali Shamkhani aveva annunciato che gli aerei russi che operavano dalla base aerea di Nojeh erano rientrati dopo la fine della prima fase della missione, “Gli aerei da guerra russi non dovevano rimanere nella base aerea di Hamadan, anzi dovevano operare dalla base aerea dal 16 al 18 agosto, e gli aerei non erano rientrati il 22 agosto, ma direttamente il 18 agosto, secondo i piani operativi. Oggi, l’Iran è alleato della Russia data la necessità della cooperazione con la potente Russia per resistere alle trame dei taqfiri, e l’impiego della potenza aerea russa nelle operazioni sul terreno pianificate e coordinate con i militari iraniani è un segno di forza e non di dipendenza. La stretta collaborazione tra Iran, Russia e Siria nelle operazioni contro i terroristi taqfiri in Siria ha sventato la strategia degli Stati Uniti per imporre la loro volontà sulla situazione della sicurezza in Siria“. Sottolineando che la guerra psicologica dei media occidentali e sauditi contro la cooperazione tra Iran, Russia e Siria ha lo scopo di distogliere l’attenzione dalle pesanti sconfitte in Siria, Shamkhani ribadiva, “certi Paesi occidentali ed arabi che s’illudevano di mutare il quadro regionale, sono paralizzati dalle iniziative politiche nella difesa e nella sicurezza della Repubblica islamica nelle ultime operazioni. Le relazioni tra Iran e Russia si basano sugli interessi nazionali e rientrano nel quadro della cooperazione strategica che non si limita solo alla lotta al terrorismo, ma che ha aspetti più ampi“.  Infine il Presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Aladin Borujerdi, sottolineava “che ciò che avveniva a Nojeh rientrava nel quadro delle operazioni del Centro comando congiunto attivo Damasco e Baghdad da un anno, altrimenti non avremmo visto la situazione attuale nella regione“.
Come si vede, nulla di tutto ciò che è stato spacciato dalle agenzie di disinformazione occidentali, ovvero da tutti i media ufficialisti e da gran parte dei cosiddetti media ‘alternativi’, corrisponde alla realtà; il tutto permesso da una misinterpretazione (voluta) delle parole del Ministro della Difesa iraniano Brigadier-Generale Hossein Dehghan, che al Parlamento iraniano invece spiegava che le sue osservazioni sulla base aerea di Hamadan erano state grossolanamente fraintese dai media. Il Generale di Brigata Dehqan descriveva le operazioni aeree russe come elemento della cooperazione strategica tra Teheran e Mosca approvata dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran, ed osservava che i velivoli russi utilizzavano la base aerea di Hamadan per effettuare operazioni più efficaci contro i gruppi terroristici in Siria, e concludeva che gli aviogetti russi potevano continuare ad utilizzare la Base Aerea Nojeh per tutto il tempo necessario. Infine, il Ministro della Difesa iraniano annunciava che Teheran aveva “preso in piena consegna il sistema missilistico S-300. Le componenti principali del sistema sono state trasferite in Iran, e le parti restanti vengono preparate per il trasferimento, che sarà completato entro un mese. In proporzione alle minacce ai siti sensibili del Paese, si deciderà lo schieramento del sistema“. Infine, il nuovo sistema radar di difesa aerea nazionale Bavar 373 veniva presentato quale futuro elemento del sistema S-300 schierato in Iran.

Presentazione del radar Bavar-373

Presentazione del radar Bavar-373

Riferimenti:
The Iran Project
Tehran Times
Tasnim News
SANA
RIAC
Modern Tokyo Times
Mehr News
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