L’intercettore più veloce del mondo entra in servizio nelle Forze Aerospaziali della Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 03/12/2016s_miroshnichenko_mig-31bm_03_1601Il 30 novembre, tre squadroni di caccia-intercettori MiG-31BM atterravano nella base aerea Tsentralnaja Uglovaja, presso Vladivostok, entrando in servizio nell’Aeronautica russa. Il nuovo velivolo sostituirà i Su-27SM e le precedenti versioni dei MiG-31. I primi 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati ai militari ad aprile. Le Forze Aerospaziali della Russia riceveranno 130 MiG-31BM. 12-13 aviogetti saranno sottoposti all’ammodernamento nella versione BM ogni anno. Secondo il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov, dopo la modernizzazione, l’aereo rimarrà in servizio per 40-50 anni. Il MiG-31 (Foxhound) è un aereo da combattimento biposto a lungo raggio ad alta velocità e alta quota sviluppato sulla base del solido intercettore MiG-25 Foxbat. Fu progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth e altri obiettivi che volino a tutte le quote possibili, di giorno o di notte e in condizioni meteo avverse. Il MiG-31BM è uno dei pochi aerei in grado di intercettare e distruggere i missili da crociera che volano a quote estremamente basse. L’aggiornamento BM consentirà ai MiG-31 di rimanere in servizio fino al 2030. Secondo il capitano Vladimir Matveev, portavoce del Distretto Militare Orientale, le capacità operative del velivolo sono aumentate di 2,6 volte con la modernizzazione. Classificato intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato può distruggere bersagli aerei e terrestri. L’aereo è propulso da due motori a basso consumo D-30F6 dalla velocità massima di 2883km/h ad alta quota e circa 1554 km/h a bassa quota. Il MiG-31 può superare la barriera del suono durante il volo livellato o in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può volare a velocità supersonica a quote medie e alte senza accendere i postbruciatori. Può accelerare fino a 2500 km/h e alla velocità massima è più veloce di qualsiasi aereo simile nel mondo, di almeno 500 chilometri all’ora. L’autonomia del MIG-31 in volo supersonico è limitata solo dal rifornimento. Il raggio operativo, a seconda della velocità, varia da 708 chilometri a 1448 km. Durante le esercitazioni, l’aereo ha conseguito il record del più lungo volo non-stop, volando sette ore e quattro minuti coprendo la distanza di 8000 km dalla regione di Krasnojarsk in Siberia alla regione di Astrakhan, nel sud della Russia, con tre aero-rifornimenti effettuati lungo il volo.
mig-31-bm-564x272 Il sistema di gestione delle armi e radar Zaslon-M, sviluppato dall’Istituto di Ricerca Scientifico e Progettazione V. Tikhomirov, offre un maggiore campo di rilevamento dei bersagli, 320 km, e di tiro, 280 km. Il sistema può rilevare un caccia a una distanza di 320 km ed ingaggiarlo ad una distanza di 280 km. Il radar aggiornato può tracciare 24 velivoli e inseguirne 10 simultaneamente. Il Zaslon-M consente l’impiego di missili aria-aria, bombe intelligenti e missili anti-radar. L’equipaggiamento comprende datalinks protetti digitali come l’RK-RLDN per le comunicazioni con i centri di controllo a terra. L’APD-518 consente a una formazione di quattro MiG-31 di scambiarsi automaticamente i dati radar volando a 200 km di distanza tra essi. E’ anche possibile guidare altri aerei sugli obiettivi tracciati dal MiG-31BM. Un gruppo di 4 di questi aeromobili può controllare uno spazio aereo ampio 800-900 km. Il MiG-31BM può svolgere anche il ruolo di piattaforma aerea di primo allarme (AEW) liberando gli aeromobili AEW A-50 per altre missioni. L’aereo è dotato di 10 missili R-37M o RVV-BD dal raggio d’azione di 320 km. La gittata è 189 km contro gli aerei invisibili. Il missile è progettato per abbattere aerei AWACS e C4ISTAR, mantenendo la piattaforma di lancio fuori dalla portata di qualsiasi caccia che protegga il bersaglio. Può attaccare obiettivi che voltano a quote dai 15 metri ai 25000 metri. L’R-37M dovrebbe rintracciare i propri obiettivi con un sistema di guida radar semi-attivo e attivo. L’R-37M può anche utilizzare la modalità lancia e dimentica, in cui è completamente indipendente dalla piattaforma di lancio. La testata ad alto esplosivo a frammentazione è enorme, 60 kg, capace di abbattere grandi aerei. La velocità è incredibilmente alta, 7350 chilometri all’ora o Mach 6. Il MiG-31BM è inoltre dotato di un cannone a tiro rapido a sei canne. In modalità operativa aria-superficie, il caccia può essere utilizzato per mappare il terreno e attaccare bersagli a terra e in mare utilizzando un’ampia gamma di missili e bombe guidate. Può essere equipaggiato con missili anti-radar Kh-31 e Kh-25, missili aria-superficie Kh-59 e Kh-29, bombe guidate KAB-1500 o KAB-500 a guida TV o laser. Il carico bellico massimo è di 9000 kg.
In grado di svolgere missioni d’intercettazione a lungo raggio, attacchi di precisione e soppressione delle difese, l’aereo è tra i primi dieci del mondo. La versione MiG-31BM formerà la spina dorsale delle difese aeree della Russia.d_pichugin_mig-31bm_domna_1200La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
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Il caccia invisibile statunitense F-22 Raptor perde il rivestimento antiradar
South Front  03/12/2016

Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, utilizzati dall‘US Air Force in Siria, perdono il rivestimento radar-assorbente. Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, che partecipano all’operazione in Siria, perdono il rivestimento antiradar, secondo il sito Aviation Week. Il rivestimento radar-assorbente del velivolo si deforma e si stacca. Secondo l’US Air Force, le condizioni climatiche in cui operano gli aerei da guerra sono tra le ragioni delle difficoltà. Secondo il responsabile del programma F-22 della Lockheed Martin, John Cottam, le grinze e il distacco del rivestimento sono dovuti alla perdita di rigidità liquefacendosi. Notava anche che il processo viene accelerato da fattori come pioggia e sabbia. In precedenza, i piloti degli Stati Uniti si lamentavano della distruzione del rivestimento radar-assorbente al contatto con carburante e lubrificanti. Nel 2009, un ex-ingegnere della Lockheed Martin, Olsen Derrol, accusò la compagnia di applicare diversi strati del rivestimento radar-assorbente per nascondere il fatto che il rivestimento ‘invisibile’ si stacca facilmente dalla fusoliera degli aerei su azione di acqua, olio e carburante. I progettisti dell’F-22 Raptor affermano di aver creato una nuova formula, più stabile, e di applicarla sui 186 aerei da combattimento prodotti, nelle operazioni di manutenzione. Secondo stime preliminari, il processo richiederà almeno tre anni.f-22-raptorTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia lancia missili avanzati contro i terroristi

Alexander Mercouris, The Duran, 21/11/2016siria-ataque-2016-11-17-bNell’ambito della nuova campagna aerea in Siria, la Russia usa sistemi missilistici avanzati per sconfiggere i jihadisti e inviare un chiaro messaggio al mondo.
La nuova offensiva aerea russa contro i terroristi nel nord-est della Siria è stata segnata dall’uso di missili avanzati. Come ampiamente previsto, dal Mediterraneo orientale la flotta russa ha lanciato missili da crociera subsonici a lungo raggio Kalibr contro obiettivi jihadisti nella province di Idlib e Homs. Il Kalibr è un missile da crociera a lungo raggio d’attacco terrestre della flotta russa. Fu utilizzato la prima volta con effetto spettacolare sugli obiettivi jihadisti in Siria, circa un anno fa, quando dei missili Kalibr furono lanciati da navi della Flotta del Mar Caspio della Russia. L’Aeronautica russa nel frattempo lanciava i propri missili da crociera. Come già riportato da The Duran, i bombardieri pesanti russi sono dotati di missili da crociera a lungo raggio subsonico. I bombardieri pesanti Tu-95 li hanno lanciati su obiettivi jihadisti (non c’è una parola finora sui molto più avanzati bombardieri pesanti supersonici a lungo raggio Tu-160 che partecipano alle operazioni). I missili da crociera lanciati sui terroristi dai bombardieri Tu-95 sono i missili da crociera subsonici a lungo raggio Kh-101. Nonostante la superficiale somiglianza con il missile da crociera Kalibr della flotta russa, il Kh-101 è in realtà completamente diverso e più avanzato, progettato da un ufficio diverso. Sembra che il Kh-101 non solo abbia una gittata maggiore di quella del Kalibr, ma può essere guidato dopo il lancio (potendo teoricamente distruggere bersagli in movimento) ed è molto più furtivo, rendendosi praticamente invisibile a qualsiasi radar dei terroristi. Tuttavia, forse il missile da crociera più spettacolare che i russi hanno lanciato sui terroristi è il missile supersonico, da Mach 2,5, Oniks, lanciato da una batteria da difesa costiera Bastion russa schierata in Siria. È la prima volta che un missile da crociera supersonico veniva lanciato contro un bersaglio terrestre. Con il boom sonico e la velocità l’effetto psicologico dell’attacco con tale missile sarà devastante. Inoltre, a differenza del missile da crociera subsonico, che in teoria può essere abbattuto dal tiro a terra prima di raggiungere l’obiettivo (in realtà, ci furono alcuni casi nella Guerra del Golfo del 1991), i jihadisti non hanno i mezzi per abbattere questi missili, e quindi non hanno alcuna difesa teorica contro di essi. Per i russi, l’impiego dei missili Oniks in Siria ha molteplici scopi.
In primo luogo permette ai russi di testare in condizioni operative un sistema d’arma molto avanzato, mai usato prima.
In secondo luogo, consente di fare pubblicità presso i potenziali acquirenti del sistema Oniks/Bastion sulla capacità di attacco terrestre. Oniks fu progettato e finora commercializzato come puro missile antinave. Il fatto che abbia anche capacità di attacco terrestre era finora ignoto. I possibili acquirenti del sistema (cinesi o indiani) hanno ora la dimostrazione di una maggiore versatilità, e quindi maggiore redditività, di quanto pensato.
Infine, con il lancio dei missili Oniks del complesso Bastion in Siria, i russi fanno sapere a Stati Uniti, NATO e Israele che i complessi missilistici da difesa costiera Bastion in Siria sono presidiati da russi e controllati da Mosca. Questo dovrebbe eliminare eventuali dubbi sugli operatori e rimuovere eventuali tentazioni occidentali ed israeliane di volerli attaccare. I russi hanno fatto sapere pubblicamente che i complessi missilistici da difesa costiera Bastion sono dispiegati in Siria e sono pronti a difendere la flotta nel Mediterraneo orientale e le basi in Siria da chiunque sia abbastanza stupido da attaccarli. Combinati alla presenza degli avanzati complessi di difesa aerea S-400 ed S-300MV Antej-2500 in Siria, l’uso pubblicizzato dei sistemi Oniks e Bastion dispiegati in Siria chiarisce che i russi sono pronti contro qualsiasi attacco dal mare.
Infine, vi è un ulteriore dispiegamento di missili in Siria, che ha ricevuto meno attenzione. Foto ora apparse confermano la presenza dei sistemi combinati cannoni-missili a corto raggio mobili di difesa aerea Pantsir presso Aleppo. Non è noto se questi sistemi siano azionati da siriani o russi, ma è probabile che lo siano dai russi. Ma anche se sono azionati dai siriani, è certo che consiglieri russi siano presenti e collaborino nel supporto e nella guida. A differenza dei complessi missilistici S-400, S-300MV Antej-2500 ed Oniks/Bastion dispiegati in Siria, i sistemi a corto raggio Pantsir non sono destinati a difendere o scoraggiare attacchi dalle forze aeree e della marina di Stati Uniti o Israele. Piuttosto il loro scopo è chiaramente scoraggiare o difendere dagli attacchi dall’assai meno sofisticata aviazione turca, che nelle ultime settimane era attiva nel nord-est della Siria, nell’ambito dell’operazione Scudo dell’Eufrate. Continua ad essere diffusa la convinzione che ci sia una sorta di accordo tra Russia e Turchia secondo cui l’esercito turco non entrerà in combattimento ad Aleppo. Che sia così o meno, con l’esercito turco e gli alleati jihadisti all’offensiva contro lo SIIL ad al-Bab, entro il raggio d’artiglieria da Aleppo, i russi chiaramente non danno nulla per scontato, e adottano precauzioni contro ogni possibile incursione turca contro Aleppo.siria-ataque-2016-11-17-vorjuta

Lidi stranieri: perché la base russa in Siria
Mikhail Kotov, LIFE.ru, 21 novembre 2016, Fort Russ News

Viktor Ozerov, Presidente del Comitato di Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione, ha detto a RIA Novosti che la base di Tartus dovrebbe diventare una base regolare della Marina russa entro due anni dalla firma dell’accordo e dalla ratifica. “Procedendo dall’impressione sulla base, e sui piani per migliorarne le infrastrutture, abbiamo riferito alla leadership sul nostro gruppo in Siria e posso dire che non escludiamo la modernizzazione di Tartus, per le più recenti esigenze”, dichiarava Ozerov. Il giornalista Mikhail Kotov comprende il motivo per cui la Russia ha bisogno di questa base.cxywvfywiaehmhcCe ne andiamo, ce ne andiamo, ce ne andiamo
Per due decenni, la presenza militare russa nel mondo era costantemente in calo. Dagli ultimi anni dell’Unione Sovietica diminuiva il numero di basi militari sotto la bandiera rossa e poi bianco-blu-rossa. Dal 1972, come se fosse iniziato un conto alla rovescia: Port Said, Berbera e Nusra. Nel 1991 i russi lasciarono le basi militari in Germania (Rostock) e in Polonia (Swinoujscie). Nel 2002, la Russia perse la base navale di Cam Ranh Bay in Vietnam, e dopo l’inizio della “primavera araba”, dovette ritirarsi frettolosamente da Tripoli in Libia. Lo sfondo della ritirata graduale, che non rallentava l’avanzata della NATO di un minuto, sembrava una sconfitta totale. E ora la dichiarazione del Comitato di Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione e del Ministero della Difesa sui piani preannunciati sono una bomba. È la rinascita delle forze russe o solo un episodio del conflitto siriano? Abbiamo bisogno di questa base? Possiamo tenerla? Per trovarne le risposte è necessario tornare indietro e cercare di capire su quali principi esistono nel mondo avamposti militari nel territorio di altri Paesi.

Echi di guerra
Il mondo bipolare era chiaramente apparso già negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. La minaccia, che unì i Paesi temporaneamente, fu distrutta e divenne chiaro che c’erano “noi” e “loro”. E che nessuno s’ingannasse sul triumvirato della Conferenza di Jalta, il mondo era ormai diviso. La NATO, creata nel 1949, e il Patto di Varsavia, creato sei anni dopo, cominciarono la lotta che li contrappose. La politica estera di un Paese più attivo ha bisogno di alleati in tutto il mondo. Non per combattere, ma per ampliarne la presenza ed estendere attivamente le aspirazioni diplomatiche. Supponendo che un satellite cadesse nel posto sbagliato, una rivolta scoppiasse in un Paese amico o l’appello per supportare l’intelligence, tali questioni diventano molto più facili da risolvere se si dispone di una base militare lontana da occhi indiscreti. Naturalmente, avevano compiti diversi: a Cuba, l’Unione Sovietica aveva un centro radioelettronico, e in Vietnam una base logistica per la flotta. Naturalmente, l’Unione Sovietica non fu l’unico Paese che cercò di estendere la presa militare. Gli Stati Uniti d’America crearono proprie basi non meno attivamente. Allo stesso tempo, godevano di una situazione senza precedenti: non pagavano il terreno affittato per le basi quasi ovunque. Invece lo presentavano come contributo alla sicurezza complessiva del Paese ospitante, con più di trenta Paesi e più di un centinaio di basi nel mondo. La sala operativa al massimao. Non si pensi che in questi Paesi la gente fosse felice di vedere gli yankees. L’esempio principale è la base navale di Okinawa. L’isola fu occupata dalle truppe degli Stati Uniti nel 1945, e da allora la base militare degli Stati Uniti ne occupa il 18 per cento del territorio. La popolazione locale, trattata dagli “invasori” come cittadini di seconda classe, protesta regolarmente. Dal 1972 a Okinawa le forze statunitensi hanno commesso 5800 crimini, 571 gravi. Ad esempio, nel 1995, una studentessa dodicenne giapponese fu stuprata da soldati statunitensi. E non successe nulla, la presenza militare era più importante. Inteso, ovviamente non è così ovunque; molti Paesi europei, tra cui le repubbliche baltiche, sono disposti a cedere il territorio alla presenza militare estera. Un fattore chiave di ciò è l’abile lavoro diplomatico statunitense che afferma regolarmente possibili aggressioni dalla Russia.

Ritorno alla posizione precedente
Le basi militari non dovrebbero essere considerate un avamposto del Paese, aspettandosi un attacco in qualsiasi momento. Nella maggior parte dei casi (soprattutto nel caso della Russia) è solo l’indicatore di forza e presenza nella regione, il cui obiettivo principale è avere un centro logistico che dia l’opportunità della risposta rapida a qualsiasi problema che sorgesse nella regione. Quindi, un altro modo di pensare dall’epoca sovietica: un gruppo di consiglieri e specialisti militari che vi mantiene la presenza, ma allo stesso tempo, il denaro speso per mantenere il gruppo mobile è molto meno. In molti modi, quindi, il piccolo numero basi è dovuto alla carenza di fondi. Anche il bilancio dell’URSS era molto teso, con tutti i centri di supporto all’estero, per non parlare della Russia. Perciò il ritorno alla vecchia politica ha causato tanto rumore. Di per sé, la base militare in Siria (ufficialmente 720.mo Centro logistico della Marina russa) fu creata per sostenere le operazioni navali sovietiche nel Mediterraneo, cioè per riparare le navi del 5° Squadrone operativo nel Mediterraneo, rifornendole di combustibile, acqua e beni di consumo. Istituita nel 1971, non è particolarmente grande, con pochi ormeggi e infrastrutture sul territorio della base navale siriana (63.ma Brigata della Marina siriana). Dal 1992, quando lo Squadrone del Mediterraneo sovietico, creato come rivale visibile e tangibile della Sesta Flotta statunitense, fu sciolto, cominciò la lenta dissoluzione della base. Negli anni migliori vi erano più di duemila soldati e marinai, con marines di guardia. Nel 2002 ve ne erano solo 50, e nel 2012 si arrivò a solo quattro persone. Dall’inizio della partecipazione delle Forze Armate russe alla guerra in Siria, il contingente della base è aumentato di nuovo. Nel 2015 era pari a 1700 persone, addetti ad approvvigionamento e riparazione delle navi e allo sbarco di materiale militare russo in Siria. Pertanto, parlare della creazione di una base non è del tutto corretto, piuttosto del ritorno.cvdtxdow8aa_ge6Una base senza squadrone
Geograficamente, la Russia non ha accesso diretto al Mediterraneo. L’unica via dal Mar Nero è attraverso lo Stretto del Bosforo, il Mar di Marmara e i Dardanelli della Turchia, e quindi uscire nello spazio di manovra nel Mediterraneo. Ma in primo luogo, il Bosforo è strettamente controllato dalla Turchia, membro della NATO e, in secondo luogo, il passaggio delle navi costa. I turchi raccolgono la cosiddetta “tassa di passaggio” dallo stretto, a seconda del tipo di nave. A volte può raggiungere costi significativi. Ecco perché occorrono basi russe nel Mediterraneo, anche in assenza di una flotta permanente nella regione. Vi furono discussioni nel Comando Navale sulla volontà di ripristinare la base in Libia (Tripoli), presente fino al 2011. Ma l’attuale situazione politica ha puntato il processo del ritorno nel Mediterraneo sulla base siriana. Si ritiene che dopo l’ammodernamento, ospiterà grandi navi. Oltre agli scopi militari, la base a Tartus è di grande importanza per le operazioni d’intelligence, anche elettronica.

Accordi e transazioni
Rimane la domanda sul costo di tutto questo. Molto probabilmente, alla luce delle attuali relazioni tra Russia e governo di Bashar al-Assad, l’affitto di Tartus sarà gratuito. I fondi che saranno spesi per la presenza di truppe e personale di supporto russi in Siria, sono già stati aumentati dal Ministero delle Finanze, negli articoli pertinenti bel bilancio russo, per 678 miliardi di rubli. E’ molto probabile che il denaro sarà utilizzato per la manutenzione della base navale. Inoltre, recentemente sulla TV siriana, si notano chiaramente immagini di missili aria-aria a medio raggio russi RVV-AE (R-77). Ciò significa che la Russia ha aggiornato i MiG-29 siriani nella versione MiG-29SM. Questi missili possono colpire un bersaglio che vola a Mach 3. Il costo di questi missili è elevato. Nel 2012, la Malaysia acquistò 35 missili RVV-AE per 35 milioni di dollari. E’ possibile che l’aggiornamento sia parte integrante delle relazioni russo-siriane che hanno deciso il rilancio della base navale di Tartus.

Di nuovo in sella?
Parlando francamente, una base nel Mediterraneo senza una flotta permanente nel Mediterraneo non funziona. Questo passaggio non comporta cambiamenti geopolitici. Chi lo desidera può considerare la composizione della Sesta Flotta degli Stati Uniti, per capire che non la minaccia, senza Tartus, in alcun modo. Piuttosto, si tratta di un segnale alla NATO per mostrare che la Russia vuole tornare sulla scena mondiale e che le sue aspirazioni non si limitano ai confini della CSI, dove vi è la maggior parte delle basi militari estere russe. Tuttavia, va ricordato che investendo su Tartus, la Russia decide una volta per tutte di sostenere Assad, senza cercare di esserne imparziale, ma stando chiaramente da una parte. Infatti, nel caso di sconfitta del governo siriano, farebbe la fine della base di Tripoli, da cui si ripiegò rapidamente nel 2011, dopo l’inizio della “primavera araba” e la morte di Muammar Gheddafi.
Questa è una scommessa rischiosa, ma nel caso di conclusione positiva del conflitto in Siria, potrebbe essere un grande passo del ritorno della Russia nella grande geopolitica. L’azione militare è solo una continuazione delle aspirazioni politiche, e se la base è uno strumento utile, va utilizzato.1171-carga-y-descarga

La base navale russa in Siria sarà ampliata con il ‘molo per la portaerei’
South Front
La struttura navale russa a Tartus della Siria sarà estesa per accogliere portaerei, sottomarini nucleari e altre grandi navi da guerra, dichiarava il capo del Comitato di difesa del Consiglio della Federazione Russa Viktor Ozerov. Lo scorso fine settimana, SF aveva già pubblicato un post sul progetto di ampliamento dell’impianto russo di Tartus, citando un articolo di Interfax basato su fonti anonime. Ora, l’informazione viene ufficialmente confermata. La squadra tattica navale russa guidata dall’incrociatore pesante portaerei lanciamissili Admiral Kuznetsov e dall’incrociatore nucleare Pjotr Velikij, è al largo della Siria, dove iniziava le operazioni contro i terroristi ai primi di novembre.screen-shot-2016-11-21-at-11-24-31-am

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Gruppo della portaerei Admiral Kuznetsov diretto verso la Siria

Sputnik 15/10/ 2016

La Flotta del Nord della Marina russa annunciava che un gruppo di navi da guerra guidato dalla portaerei Admiral Kuznetsov, completa di armi e aerei, lasciava il porto di stazionamento per aderire all’operazione russa contro lo Stato islamico in Siria.22proxyL’Admiral Kuznetsov lasciava il porto di Severomorsk alle 15:00 del 15 ottobre, iniziando il lungo viaggio nel nord-est Atlantico verso il Mar Mediterraneo orientale. La portaerei, ufficialmente classificata dalla Marina russa incrociatore portaerei, è accompagnata dall’incrociatore pesante lanciamissili della classe Kirov Pjotr Velikij, dai cacciatorpediniere Vitseadmiral Kulakov e Severomorsk, e da navi di supporto. I velivoli dell’Admiral Kuznetsov comprendono le versioni navali del caccia per superiorità aerea Su-33 e gli elicotteri antisom Ka-27/Ka-29. Il mese scorso fu detto che i Su-33 sarebbero stati dotati del sistema di puntamento ultra-preciso SVP-24, utilizzato con successo da altri aeromobili nell’operazione antiterrorismo russa in Siria. 4 caccia multiruolo uymx_qlhdocMiG-29K si sono aggiunti all’arsenale della nave, insieme a diversi elicotteri da ricognizione e combattimento Ka-52K. Questi ultimi erano originariamente progettati per le operazioni a bordo delle navi d’assalto anfibio di costruzione francese Mistral, la cui consegna Parigi rinviò e poi annullò nel 2014. Gli elicotteri sono dotati di missili aria-aria e aria-terra, come anche di bombe e cannoni automatici. I MiG si prevede usino bombe intelligenti della famiglia KAB-500 con sistema di navigazione satellitare Glonass, e che possano anche essere dotati dei missili antinave subsonici Kh-35. Oltre ai velivoli, l’Admiral Kuznetsov è dotati di 12 lanciamissili per i missili da crociera antinave Granit, del sistema missilistico antiaereo Kinzhal (4 moduli e 192 missili) e del sistema d’arma ravvicinato Kortik, con 8 moduli, 256 missili e 48000 proiettili. L’Admiral Kuznetsov, costruita nel cantiere sul Mar Nero di Nikolaev, Ucraina, nel 1985, è lunga 306 metri, larga 75 metri e ha un dislocamento di 60000 tonnellate. Nel 2012, la nave entrò nei cantieri Sevmash di Severodvinsk per aggiornamento ed ammodernamento completati poco prima dello schieramento nel Mediterraneo. La nave ha un’autonomia di 15000 km e un equipaggio di 1960 effettivi, tra cui 518 ufficiali e 210 sottufficiali.
Il mese scorso, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu annunciava che la Russia avrebbe inviato il gruppo navale dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo per rafforzare la presenza navale russa nella regione. Da allora il gruppo navale russo nel Mediterraneo orientale consiste in 6 navi da guerra e 4 navi di supporto. Il 6 ottobre, la corvetta lanciamissili Mirazh, armata di missili da crociera Kalibr, lasciava Sebastopoli per le coste siriane. Tre giorni prima, 2 corvette, Serpukhov e Zeljonij Dol, lasciavano il Mar Nero per schierasi nel Mediterraneo. Durante il viaggio verso gli obiettivi, i terroristi dello SIIL, l’Admiral Kuznetsov sarà raggiunta da un sottomarino nucleare e da bombardieri strategici Tu-160, per manovre antipirateria e antiterrorismo. Il dispiegamento operativo anti-SIIL sarà storico, essendo il primo dispiegamento operativo di una portaerei russa.11cuvy7lyxgaamqqfGli aerei della portaerei russa effettueranno attacchi ‘ultraprecisi’ contro lo SIIL
Sputnik  02/09/2016

1026963248I caccia da superiorità aerea Sukhoj Su-33 della portaerei russa Admiral Kuznetsov, che sarà schierata presso le coste siriane a novembre, avranno un sistema di puntamento ultra-preciso noto come SVP-24, secondo le Izvestija che citano una fonte anonima del Ministero della Difesa russo. Il sistema, sviluppato dall’azienda della difesa Gefest&T, permetterà agli aerei da guerra russi di sganciare bombe non guidate con la stessa precisione di quelle guidate. Inoltre, il caccia multiruolo di 4.ta++ generazione Mikojan MiG-29K recentemente unitosi all’arsenale dell’Admiral Kuznetsov, impiegherà bombe guidate e missili contro obiettivi terroristici in Siria, aggiungeva il giornale. L’unica portaerei della Russia farà parte di un gruppo operativo di superficie che si trasferirà in Siria a novembre. Il gruppo aereo a bordo dell’Admiral Kuznetsov comprenderà 10 Su-33 e 4 MiG-29K, dettaglia il giornale. “I Su-33 dotati dell’SVP-24 effettueranno attacchi utilizzando le bombe stupide“, affermava la fonte del giornale. “Tuttavia, l’elenco delle armi che i MiG-29 useranno non è stato ancora completamente specificato, ma includerebbe bombe intelligenti della famiglia KAB-500, come quelle che utilizzano il sistema di navigazione satellitare GLONASS, e missili Kh-35“. L’SVP-24 ha il compito di determinare la traiettoria ottimale per sganciare una bomba, utilizzando la posizione dell’aereo, parametri di volo e dati del bersaglio. Si è già illustrato nella campagna antiterrorismo russa nel Paese arabo assediato. “I Su-24 dotati dell’SVP-24 sono il cavallo di battaglia delle Forze Aerospaziale russe in Siria“, affermava l’analista della difesa Anton Lavrov, aggiungendo che il sistema è una valida alternativa alle munizioni a guida GPS, popolari in occidente. Inoltre, la soluzione russa è più conveniente rispetto a prodotti analoghi sviluppati altrove.
L’analista statunitense noto come The Saker ha spiegato come funziona il sistema SVP-24, che confronta la posizione del velivolo e dell’obiettivo misurando parametri ambientali, come umidità, velocità del vento, angolo d’attacco, ecc. Può ricevere dati aggiuntivi da aerei AWACS, stazioni a terra e altri aerei. Il sistema quindi “calcola un ‘pacchetto’ (velocità, quota, rotta) entro cui le bombe stupide vengono sganciate automaticamente ed esattamente nel momento preciso in cui il loro volo senza guida li porta dritto sul bersaglio (con una precisione di 3-5m)“, aggiungeva l’analista. “In termini pratici ciò significa una bomba ‘stupida’ vecchia di 30 anni può essere sganciata da un aereo russo di 30 anni con la stessa precisione di una nuova bomba guidata sganciata da un avanzato bombardiere moderno”, osservava l’esperto.cutbm4awiaad3ei-jpg-largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il trionfante vertice indo-russo di Goa

Ajay Kamalakaran, RIR, 15 ottobre 2016
India e Russia, infine, firmano un accordo per il sistema missilistico di difesa aerea S-400 Trjumf. I Paesi firmano anche altri 15 accordi dall’energia alle città intelligenti.
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India e Russia, il 15 ottobre, hanno firmato 16 contratti al 17.mo vertice bilaterale annuale, nello Stato occidentale indiano di Goa. Gli accordi vanno dalla difesa all’energia, tra cui l’attesissimo accordo per l’acquisto del sistema missilistico di difesa aerea S-400 Trjumf. Anche se i dettagli immediati dell’accordo per acquisire il sistema di difesa missilistica non sono disponibili, è opinione diffusa che l’India vi spenderà 5 miliardi. Nuova Delhi ha inoltre accettato di acquistare 3 fregate Proekt 11356. L’India ha 6 fregate classe Talwar, precursori del Proekt 11356, costruite presso il cantiere Jantar di Kaliningrad. Su un programma televisivo della rete indiana Doordarshan, l’ex- ambasciatore indiano in Russia, Ajai Malhotra, elogiava l’efficienza delle fregate furtive russe.

Make in India
Nella spinta del Primo Ministro indiano Narendra Modi sull’iniziativa ‘Make in India’, i Paesi hanno deciso di produrre congiuntamente 200 elicotteri utility Kamov Ka-226T in India. “Gli accordi sulla produzione degli elicotteri Kamov Ka-226T, la costruzione delle fregate e acquisizione e costruzione di altre piattaforme della difesa sono in sinergia con le priorità su tecnologia e sicurezza dell’India“, ha detto Narendra Modi nella conferenza stampa congiunta con il Presidente russo Vladimir Putin. Anche se non ci sono stati riferimenti diretti al Pakistan nella conferenza stampa, Modi ha detto che l’India ha profondamente apprezzato “comprensione e sostegno della Russia alle nostre azioni nella lotta al terrorismo che minaccia alle frontiere la nostra intera regione“. Il Primo Ministro indiano iniziava la conferenza stampa con un detto russo: “Un vecchio amico è meglio di due nuovi“.

Energia e infrastrutture
Russia e India hanno anche firmato importanti accordi energetici e infrastrutturali. La compagnia petrolifera russa Rosneft, insieme ai suoi partner, acquistava l’Essar Oil dell’India del valore di quasi 13 miliardi di dollari. È la maggiore acquisizione estera in India e il maggiore accordo mai realizzato da una società russa, secondo Reuters. Rosneft ottiene una quota del 49 per cento di Essar Oil e i due partner, l’olandese Trafigura e il fondo russo United Capital Partners, si divideranno un altro 49 per cento in parti uguali. Gli azionisti di minoranza avranno il restante 2 per cento una volta che la società sarà ricapitalizzata. La Russia inoltre decideva d’intensificare gli investimenti nelle infrastrutture dell’India. Il Fondo diretto infrastrutturale russo e il National Infrastructure Investment Fund indiano investiranno ognuno 500 milioni di dollari per creare un fondo comune per le infrastrutture da 1 miliardo. La Russia ha istituito fondi di investimento simili con la Cina, tra cui un fondo agricolo per l’estremo oriente russo. Le società russe investiranno anche nelle città intelligenti negli Stati indiani di Andhra Pradesh e Haryana. Le ferrovie indiane e russe firmavano un memorandum d’intesa per aumentare la velocità dei treni fra Nagpur e Secunderabad.

Avvio di Kudankulam 3 e 4
Via videoconferenza, Putin e Modi presenziavano all’avvio della seconda unità e lanciavano i lavori per la terza e quarta unità del Kudankulam Nuclear Power Project. Putin iniziava l’intervento alla conferenza stampa congiunta congratulandosi con i responsabili del successo dell’impianto di Kudankulam. “L’energia nucleare darà un contributo molto significativo alla sicurezza energetica dell’India“, aveva detto, “Darà ulteriore impulso alla crescita dell’economia indiana“. Il presidente russo aggiungeva che il suo Paese continuerà a promuovere l’ulteriore sviluppo dell’energia nucleare in India. “Nei prossimi 20 anni, almeno altri 12 reattori nucleari potrebbero essere costruiti in India con l’aiuto della Russia“, aveva detto. Putin elogiava anche la cooperazione economica tra i due Paesi. “Le industrie dei due Paesi migliorano la cooperazione; e anche la cooperazione militar-tecnica migliora“, aveva detto.

I principali vantaggi del vertice
Questi accordi dimostrano che nelle relazioni indo-russe, i settori delle tecnologie militari ed energetico sono i principali campi in cui si ha una cooperazione a lungo termine“, affermava Pjotr Topychkanov, esperto dell’ Asia del Sud e Associato al Programma di non proliferazione del Carnegie Moscow Center, aggiungendo che l’India potrebbe beneficiare immensamente dall’acquisizione dell’S-400. “Nel contesto regionale, il sistema di difesa aerea S-400 è strategico, consentendo all’India di controllare lo spazio aereo del Pakistan“. Sugli accordi energetici, comprendenti anche la proposta di Gazprom di aumentare l’impegno in India, Topychkanov affermava che la Russia apre lentamente l’industria energetica all’India. “In altre circostanze economiche e politiche la Russia difficilmente sarebbe stata d’accordo, dato che il suo obiettivo principale era l’occidente, prima delle crisi georgiana e ucraina. Ma ora Mosca è più flessibile. L’India è uno dei partner naturali nell’energia“. Aggiungeva che Russia e India devono andare oltre i settori tradizionali della cooperazione. “Credo ora, che il modo più efficace sia utilizzare la cooperazione militar-tecnologica ed energetica coinvolgendo attivamente le aziende private, ampliando i contatti esistenti tra le imprese russe e indiane nel campo delle tecnologie e dei prodotti dal duplice uso“. Modi e Putin avranno incontri bilaterali con altri leader dei BRICS il 15 ottobre, prima di partecipare al vertice dei BRICS.kudankulam6_826585f

Il sistema missilistico S-400 aumenterà le capacità militari dell’India
The BRICS Post  14 ottobre 20161030738398-e1450414587182Solo poche ore prima dell’ottavo vertice annuale dei BRICS, che si apre a Goa, le forze della difesa dell’India anticipavano la firma di un accordo da 5,85 miliardi di dollari per cinque sistemi missilistici di difesa aerea di nuova generazione russi S-400 ‘Trjumf‘. L’S-400 potrà inquadrare ogni tipo di bersaglio aereo, tra cui aerei e velivoli VLO (ad osservabilità molto bassa). L’ex-Capo di Stato Maggiore indiano Generale Shankar Roy Chowdhury (a riposo) dichiarava a BRICS Post che si attendeva la firma del contratto con la Russia. “Si suppone sia uno dei migliori sistemi missilistici del mondo“, ha detto Chowdhury, ex-parlamentare indiano. “Viene importato dalla Siria per contrastare gli attacchi missilistici d’Israele. La firma guarda al futuro del vertice BRICS“, aggiungeva. Gli analisti militari dicono che l’acquisizione dei sistemi missilistici di difesa aerea S-400 ‘Trjumf” aumenterà “drasticamente” il potenziale militare dell’India. “E quando la capacità militare viene migliorata, si migliora anche la resistenza in guerra della nazione e delle forze armate“, affermava il Generale DB Shekatkar, esperto della difesa.

Sistema di difesa multiruolo
La popolarità dell’S-400 sta nel fatto che può neutralizzare droni, missili balistici e da crociera entro un raggio di 400 km e una quota di 32 km. I sistemi missilistici di difesa aerea S-400 ‘Trjumf‘ sono dotato di tre diversi tipi di missili e di un radar di acquisizione in grado di tracciare fino a 300 obiettivi entro 600 km di raggio. Il Trjumf è un sistema costituito da otto lanciatori e una stazione di controllo. Spiegando il motivo per aver optato per il sistema d’arma russo, il Generale Shekatkar affermava che le forze armate indiane cercano tre criteri nell’acquisizione di armamenti: affidabilità, robustezza e ridondanza. “Perciò stipuliamo questo accordo con la Russia sull’S-400“, aggiungeva. “Acquisiamo armi e tecnologia dalla Russia da tempo, e la Russia è il nostro partner strategico. Le guerre del 1965, 1971 e Kargil dimostrano che l’equipaggiamento russo è affidabile“, affermava riferendosi alle guerre che l’India combatté con il vicino Pakistan. Altri analisti sostengono che l’India abbia la necessità degli S-400 e quindi l’acquisto imminente sia una buona acquisizione per le forze armate. “L’India firma alcuni accordi importanti con la Russia acquisendo S-400 ed elicotteri“, afferma Nitin Gokhale, analista della difesa, “Ci sarà anche un programma sull’FGFA (caccia di quinta generazione) e questo guarda al futuro“.modi-and-putin_1_0Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia si prepara alla guerra, mentre gli USA sono persi

Il risultato finale del silenzio ufficiale negli Stati Uniti sulla disponibilità della Russia a difendere ciò che considera interesse nazionale è che gli statunitensi navigano alla cieca
Gilbert Doctorow, Russia Insider 14/10/2016
G. Doctorow è il coordinatore europeo del Comitato statunitense per l’Accordo Est-Ovest. Il suo ultimo libro ‘La Russia ha un futuro?’ è stato pubblicato nell’agosto 2015.putin_vsIn un’intervista con il quotidiano Bild, l’8 ottobre, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, noto per la sua retorica cauta, descriveva l’attuale situazione internazionale nei seguenti termini dolorosi: “…Purtroppo è un’illusione credere che questa sia la vecchia guerra fredda. I nuovi tempi sono diversi; sono più pericolosi. In precedenza, il mondo era diviso, ma Mosca e Washington conoscevano le reciproche linee rosse e le rispettavano. Un mondo con molti conflitti regionali e la riduzione dell’influenza delle grandi potenze, diventa più imprevedibile“. Per tali ragioni, disse Steinmeier, “Stati Uniti e Russia devono continuare a parlarsi“. Concluse l’appello con raccomandazioni abbastanza equilibrate nel risolvere la crisi umanitaria di Aleppo est, sollecitando la Russia e le altre potenze ad applicare la loro influenza sui loro clienti del posto. Triste a dirsi, quest’appello alla ragione cadeva nel vuoto. Lo stesso giorno, un portavoce del dipartimento di Stato degli Stati Uniti spiegava la decisione di Washington del fine settimana di chiudere il processo di pace congiunto con Mosca, dicendo che non c’era “niente di cui parlare con i russi”. Nel frattempo, i russi l’hanno considerata l’ultima goccia dell’unilateralismo strombazzando come gli statunitensi abbiano seppellito l’accordo firmato il 9 settembre tra John Kerry e Sergej Lavrov che aveva richiesto 14 ore di negoziati ed era visto come trionfo della cooperazione sul confronto. Di fatto, dal punto di vista russo, l’accordo è stato sabotato il 17 settembre dal Pentagono, quando aerei della coalizione degli Stati Uniti bombardavano un avamposto militare del governo siriano a Dayr al-Zur uccidendo più di 60 soldati siriani. E difatti i russi sospendevano l’attuazione del cessate il fuoco il 23 settembre, quando rinnovarono i bombardamenti su Aleppo est, in collaborazione con le unità delle forze aeree e di terra siriane. Ora che gli Stati Uniti formalizzano la fine della cooperazione sulla Siria, la Russia illustra la propria risposta netta, chiamata ‘cambio radicale nelle relazioni’ tra i due Paesi. Molti aspetti della risposta russa del 3 ottobre e della settimana seguente furono notati dai media di Stati Uniti ed occidentali. Abbiamo saputo della decisione di annullare la convenzione bilaterale conclusa con gli Stati Uniti nel 2000, il ritrattamento delle armi al plutonio per produrre energia. Questo fu ampiamente commentato come d’importanza marginale, dato che gli Stati Uniti non potevano attuare l’accordo per mancanza di appositi impianti di conversione e per i costi da 18 miliardi di dollari, se l’avessero attuato. Abbiamo sentito della Russia svolgere esercitazioni di protezione civile riguardanti 40 milioni di cittadini, anche se nessuno poteva trovarvi molto senso. Abbiamo saputo del Ministero della Difesa russo che inviava in Siria i sistemi missilistici di difesa aerea operativi più avanzati, S-300 e S-400, ma i portavoce del Pentagono si dichiaravano sbalorditi chiedendosi retoricamente quale ne fosse lo scopo. Infine, abbiamo saputo questa settimana che la Russia ha ufficialmente schierato i missili superficie-superficie ipersonici a testa nucleare da 500 km di gittata Iskander, nell’enclave di Kaliningrad. I militari polacchi immediatamente espressero sgomento, sentendosi in pericolo e dicendo che allertavano le difese. Tuttavia, il portavoce del Pentagono diceva che non vi era alcun motivo di vedervi in questo dispiegamento qualcosa di diverso dall’ultimo a Kaliningrad di due anni prima, e che era solo un’esercitazione. Da ciò, sembrerebbe che il governo degli Stati Uniti cerchi di tranquillizzare il pubblico sulle mosse russe della scorsa settimana. E’ in tale contesto che va apprezzato un programma televisivo russo, non ufficiale ma autorevole, che aggiungeva un paio di punti importanti, collegandoli e facendo capire ai profani il senso delle iniziative russe.
Il programma della TV Rossija 1 di cui parlo è Vesti Nedeli (Notizie della settimana) presentato da Dmitrij Kiseljov. Le due ore del programma in prima serata sono il notiziario più seguito nel Paese con decine di milioni di telespettatori. Tuttavia, il 9 ottobre, il vero pubblico della prima mezz’ora, descritta di seguito, era Washington DC, nell’intento di raffreddare i bollori di Pentagono e CIA, e far rinsavire la leadership statunitense. Dmitrij Kiseljov non è solo il conduttore di Vesti Nedeli, ma il caporedattore dell’informazione nella programmazione radiotelevisiva. È un patriota duro, e possiamo supporre che ciò che dice sia approvato dal Cremlino. Data l’importanza del messaggio di Kiseljov, citerò ampiamente la trascrizione del resoconto, con piccoli tagli:
La scorsa settimana le relazioni tra Stati Uniti e Russia subivano una brusca virata, ma prevista. Piegarsi ulteriormente alle bugie (degli statunitensi) non ha senso ed è semplicemente dannoso. Con piegarsi intendiamo cercare compromessi diplomatici. Avevamo infinite aspettative sugli Stati Uniti che finalmente separavano i non terroristi dai terroristi. Abbiamo aspettato più di un anno, ma è chiaro che non vogliono. Gli USA e il mondo intero ci credono stupidi. Gli USA collaborano con al-Nusra, coprendola sul piano diplomatico; rifornendola di armi; aiutandola bombardando per presunto errore una postazione dell’esercito siriano. Vedasi l’esplosione di dichiarazioni anti-russe sui media statunitensi. Se continuiamo con gli statunitensi, la nostra stessa presenza in Siria perderà senso. Invece, lavorando con il legittimo governo siriano possiamo liberare il Paese dai terroristi, garantendo la sicurezza di Medio Oriente, Russia ed Europa. Chi vuole può unirsi a noi. Gli Stati Uniti sembravano voler aderire, poi ci ripensarono tagliando la cooperazione militare con la Russia sulla Siria, con una sola eccezione; le comunicazioni per evitare scontri militari in Siria restano in vigore, al momento. Formalmente la situazione è tornata a prima del 9 settembre, quando Kerry e Lavrov si accordarono sulla tregua. Ma poi Ashton Carter entrava in scena, aprendo un secondo fronte e forzando Kerry a combattere su due fronti. Se Kerry pensava di affrontare i russi, ora finiva sotto il ‘fuoco amico’ del Pentagono. Le forze statunitensi hanno bombardato direttamente un avamposto militare siriano. Non ci fu alcun errore, ma fu coordinato con i terroristi che seguirono con un attacco. Poi ci fu un attacco occulto al convoglio umanitario nei pressi di Aleppo (20 settembre). Infine, è chiaro a Mosca che la diplomazia è semplicemente un “servizio” del Pentagono. Kerry giustifica intellettualmente le azioni del Pentagono. Spesso, post factum. Rivedremo questa sera i cambiamenti radicali nelle nostre relazioni con gli USA, come l’invio nella regione di 3 nostre navi lanciamissili dotate di Kalibr L’invio in Siria di ulteriori sistemi di difesa aerea S-300 e l’invio in Egitto di 5000 nostri paracadutisti. La fine degli accordi con gli USA sul nucleare e l’esercitazione della protezione civile che coinvolgeva 200000 effettivi della difesa civile riguardante 40 milioni di cittadini. Non ricordo una tale serie di eventi precedenti. Il centro dell’attenzione è Aleppo est, ancora occupata da terroristi con centinaia di migliaia di civili in ostaggio come scudo umano. Giustiziano coloro che vogliono andarsene, e non possiamo tollerarlo più. I terroristi non rispettano gli accordi. L’esercito siriano attua un’operazione di assalto. Vi sono così tante menzogne e urla nel mondo su questo…
E’ un fatto grave che gli Stati Uniti esaminino le azioni della Russia contro i terroristi in Siria come minaccia alla propria eccezionalità. Lo scenario non va secondo i piani degli Stati Uniti, quindi qual è il senso di tali pretese su dominio e leadership statunitensi. Sembra che Barack Obama se ne vada prima di Bashar Assad. E i loro sporchi trucchi contro la Russia, le sanzioni, non funzionano. A dire il vero, Washington aveva rumorosamente annunciato di passare al cosiddetto Piano B. Formalmente non ci sono dettagli. Ma in termini generali, tutti sanno di cosa si tratta. Il Piano B è l’uso della forza militare diretta degli USA in Siria. Non è difficile indovinare contro chi, contro Bashar Assad e l’Esercito governativo, e questo significa contro le forze armate della Russia, presenti in Siria legalmente. Possiamo escludere tale cambio? No. Non possiamo escludere provocazioni per giustificare la guerra, come è accaduto in passato nelle due guerre mondiali. La guerra del Vietnam fu inoltre avviata con una provocazione organizzata dagli statunitensi. Si vedano i falsi pretesti per invadere l’Iraq e la Libia. Gli USA ignorano il diritto internazionale e hanno deciso che non ci siano ostacoli ai loro assalti. Mosca ha reagito con calma al Piano B. La Russia prepara la sella lentamente, ma poi cavalca velocemente. Per capire come le relazioni Russo-statunitensi abbino rapidamente cambiato direzione, torniamo all’inizio della settimana. Seguiamo ora gli eventi della settimana. Prima di tutto voglio dirigere la vostra attenzione sul discorso pubblico di Putin. Parlò più silenziosamente e lentamente del solito. Formalmente apriva la sessione della 7.ma Duma. Ma si rivolgeva a questioni molto centrali per le nostre anima e mente. Le sue parole non erano sui progetti di legge, ma sull’essenza del momento. Putin ha ritenuto importante parlare alla base, dell’unità del popolo essenziale per l’esistenza del nostro Paese. La forza è essenziale per mantenere la nostra statualità. In questa sessione alla Duma, Putin presentava il progetto di legge per finirla sulla convenzione sul plutonio con gli Stati Uniti”.
Kiseljov qui associava il discorso di Putin alla Duma e il disegno di legge per chiudere la convenzione sul plutonio, che non sarebbe evidente agli estranei. Ancora più importante, richiamava l’attenzione sul contenuto di tale progetto di legge, a partire dalla ragione di ciò che chiamava “cambio radicale delle circostanze, l’emergere di una minaccia alla stabilità strategica date le azioni ostili degli Stati Uniti d’America contro la Federazione russa e la loro incapacità di garantire l’adempimento agli obblighi di riprocessare il plutonio militare in conformità all’accordo e ai suoi protocolli”. Kiseljov poi passa all’importantissimo punto 2 del disegno di legge. Il testo veniva proiettato sullo schermo con le disposizioni evidenziate in giallo mentre Kiseljov le leggeva. Una copia del testo è disponibile online.
I passaggi evidenziati sono i seguenti:
La validità dell’accordo e dei protocolli dell’accordo può essere rinnovata dopo l’eliminazione da parte degli Stati Uniti d’America delle cause che hanno portato al cambio radicale delle circostanze esistenti il giorno dell’entrata in vigore dell’accordo e dei protocolli dell’accordo, a condizione:
1) che l’infrastruttura militare e i contingenti di truppe degli Stati Uniti d’America di stanza sui territori degli Stati membri dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) entrati nella NATO dopo il 1 settembre 2000 siano ridotti al livello del giorno di entrata in vigore dell’accordo e dei protocolli dell’accordo
2) che gli Stati Uniti d’America rinuncino alla politica ostile nei confronti della Federazione Russa, che va espressa:
a) abrogando la legge del 2012 degli Stati Uniti d’America (legge Sergej Magnitskij) e le disposizioni di legge del 2014 degli Stati Uniti d’America a sostegno della libertà dell’Ucraina contro la Russia
b) annullando tutte le sanzioni introdotte dagli Stati Uniti d’America contro soggetti della Federazione Russa, individui ed enti giuridici russi
c) risarcendo i danni alla Federazione Russa per le sanzioni indicate nel punto ‘B’, tra cui le perdite dovute all’introduzione delle necessarie contromisure alle sanzioni degli Stati Uniti d’America
d) presentando un chiaro piano per il riprocessamento irreversibile del plutonio dagli Stati Uniti d’America, rientrando nel campo di applicazione dell’accordo“.
Vladimir Putin, Sergei Shoigu Kiseljov giustamente chiamava queste disposizioni “ultimatum” alla Casa Bianca. Era sbalorditivo, ma il messaggio del Cremlino a Washington sono le azioni, non solo le parole; e Kiseljov spiegava come il governo abbia sospeso anche il programma dei contatti scientifici con gli Stati Uniti nel settore nucleare. Lo stesso giorno cancellava un programma di cooperazione tra Rosatom e dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti sui reattori nucleari. Poi, come notava Kiseljov, i russi “passano dai freni all’acceleratore” inviando 3 navi lanciamissili della Flotta del Mar Nero nel Mediterraneo orientale, in risposta agli Stati Uniti nel caso procedessero al Piano B. Queste navi sono dotate di due tipi di missili: il missile da crociera Kalibr che può essere a testata nucleare ed ha una gittata di 2600 km contro bersagli terrestri e il missile supersonico Oniks per attaccare le navi nemiche. Anche nel giorno che chiamava ‘martedì nero’, il governo russo confermava di aver installato il sistema di difesa aerea S-300 in Siria. Spiegando, Kiseljov utilizzava dei video della dichiarazione del Capo del Servizio Stampa ed Informazione del Ministero della Difesa Igor Konashenkov, che rispondeva a domande sulla campagna siriana della Russia. Konashenkov affermava che la difesa aerea è stata installata per rispondere alle minacce francesi e statunitensi d’imporre una ‘no fly zone’, date le lezioni apprese dall’attacco della coalizione contro le forze siriane a Dayr al-Zur il 17 settembre. Konashenkov sottolineava che probabilmente passerà tempo prima di una qualsiasi discussione con gli statunitensi su aerei stealth o missili in volo: saranno abbattuti “qualunque cosa i dilettanti” dei circoli militari statunitensi possano pensare. Spiegava che militari russi si trovano in aree abitate della Siria svolgendo compiti umanitari e trattando con le milizie locali che depongono le armi, offrendosi come intermediari. Pertanto, eventuali attacchi aerei degli USA in Siria probabilmente colpirebbero anche le forze russe, cosa assolutamente inaccettabile. Poi Kiseljov ricordava al pubblico che la Russia notifica ufficialmente a Washington di ritenere gli impianti della difesa missilistica costruiti in Romania e in costruzione in Polonia una violazione della Convenzione sui missili intermedi, in quanto possono utilizzare missili offensivi quanto difensivi. La Russia per ora non si ritira dalla Convenzione sui missili a intermedi, il maggiore accordo sul controllo degli armamenti degli anni Reagan-Gorbaciov, ma si prepara ad abrogarla a discrezione. Questo era il contesto dell’annuncio di Mosca, lo stesso giorno che dispiegava il sistema missilistico Iskander a Kaliningrad. Il suggerimento è che questo sarà permanente, slegato da qualsiasi esercitazione. Durante la stessa settimana, il Ministero della Difesa russo annunciava un’esercitazione militare senza precedenti in Egitto inviandovi 5000 paracadutisti dotati di nuove uniformi desertiche e un nuovo paracadute. Secondo Kiseljov, il Viceministro della Difesa russo Pankov dichiarava che il ministero esaminava la riattivazione delle basi militari a Cuba e in Vietnam. E in occasione del lancio nello spazio del primo Sputnik, Mosca celebrava la Giornata del Corpo Missilistico mostrando clip degli ultimi lanci di missili “più telegenici”.
Riassumendo, Kiseljov riconosceva che questi eventi danno l’impressione di una situazione assai tesa, affermando che è conseguenza della campagna degli USA di continua espansione della NATO, della rinuncia del Trattato ABM, delle rivoluzioni colorate, della denigrazione della Russia e della guerra d’informazione basata su menzogne. Tali atti ostili vanno fermati. Chiese retoricamente: è pericoloso? Rispondendo in modo affermativo. Tuttavia, se la Russia è moralmente e fisicamente preparata a una guerra con gli Stati Uniti per difendere ciò che vede come interessi nazionali, anche in Siria, Kiseljov chiudeva con una nota non belligerante affermando che il messaggio del governo russo è che si prepara al peggio, sperando di ottenere migliori risultati. Citava Dmitrij Peskov, addetto stampa di Putin, che insisteva che la Russia è sempre pronta a cooperare. Per quanto pessima apparisse l’enumerazione del “cambio radicale nelle relazioni” di Mosca con gli Stati Uniti, la panoramica delle azioni ed intenzioni russe nel programma di Kiseljov non era esaustiva. Nella stessa settimana ci furono notizie sui piani russi per stabilire ciò che non c’era mai stato durante la guerra fredda, una base navale in Egitto che dovrebbe sostenerne le operazioni nel Mediterraneo occidentale (!) La menzione dell’argomento delle basi militari all’estero appariva su un altro programma serale di punta della televisione di Stato russa, l’edizione del 9 ottobre di ‘Domenica sera con Vladimir Solovjov’, il più popolare e rispettato talk show di Rossija 1. Come solito, l’edizione aveva solo relatori russi, per lo più di alto profilo. La politologa più apprezzata era Irina Jarovaja, una decisa deputata della Duma molto intelligente e nota come autrice di ciò che Snowden chiama Legge del Grande Fratello, dello scorso luglio. Jarovaja è stata recentemente nominata Vicepresidentessa della Duma di Stato, ed apriva la trasmissione concentrata su relazioni USA-Russia e forza militare comparata. Jarovaja notava come dal 1992 il bilancio della difesa degli USA si fosse moltiplicato 77 volte lo scorso anno, mentre quello della Russia era solo 10 volte maggiore. Oggi, osservava, gli Stati Uniti coprono il 36% delle spese militari globali mentre la Russia il 4%. Perché gli Stati Uniti hanno bisogno di una tale sproporzionata struttura militare? Risposta: dominare il panorama politico. In tale contesto, spiegava, la Russia raffredda tale idea di dominio. A questo punto, il secondo politico che entrava nel dibattito aveva una qualificazione importante. Vladimir Zhirinovskij, a capo del partito nazionalista LDPR, che aveva avuto successo nelle elezioni di settembre, e premiato con la presidenza del comitato della Duma sulle relazioni estere, altro particolare della vita politica russa passato praticamente inosservato dai commentatori di Stati Uniti ed occidentali. Zhirinovskij insisteva sulle capacità militari più favorevoli alla Russia rispetto a quanto suggerissero i dati rozzi. Dopo tutto, spiegava, gran parte del bilancio della difesa degli Stati Uniti riguarda carta igienica, salsicce e pulizie per le loro 700 basi estere. Fermo restando l’osservazione caustica sulle basi in generale, e la comprensione acuta che tale forza di proiezione sia anche debilitante, Zhirinovskij nel programma suggeriva che la Russia farebbe bene a stabilire un centinaio di basi all’estero! Per capire bene cosa significhino delle possibili basi militari russe all’estero, va ricordato che in un passato non così lontano, Vladimir Putin osservò che il Paese non dovrebbe avere basi all’estero, distinguendo la Russia dall’altra superpotenza. Non abbiamo alcuna ambizione di essere una superpotenza, disse poi. Quelli del partito bellico degli Stati Uniti che parlano del sogno di Putin di ristabilire l’Unione Sovietica ripetono all’infinito tale totale assurdità. Ma c’è un sogno, un nuovo sogno a Mosca che non esisteva fino al confronto diretto ed esistenziale con gli Stati Uniti; che la Russia comprende di non essere solo una grande potenza, ma una superpotenza dagli interessi globali. In questo senso, presentandole ostilità e sfide gravi, gli Stati Uniti hanno creato una Russia che li spaventa.
Tutte le informazioni di questo commento sono open source. I programmi televisivi sono accessibili ai funzionari dei servizi segreti statunitensi di stanza nella nostra ambasciata a Mosca. Sono anche accessibili agli analisti di Langley interessati, dato che finiscono entro 24 ore su youtube. Inoltre la CIA ha un proprio agente che prende parte ai talk show serali diversi giorni alla settimana. È un gradito ospite della televisione di Stato russa per le eccezionali abilità linguistiche e la difesa della linea politica di Washington, che ne fa l’americano che gli spettatori russi amano odiare. In tale veste, si scontra regolarmente con i leader politici russi ed ha la possibilità, nelle pause, di far quel tipo di domande che un politico indicò una settimana prima: “Ci sarà la guerra?” Se la dirigenza della nostra intelligence fa il suo lavoro in modo professionale, e dobbiamo presumere che sia così, vi sono dei briefing per il presidente Obama e i due candidati alla presidenza sugli sviluppi nelle relazioni russo-statunitensi, come ho già sottolineato. In tal caso, una domanda sconcertante e scandalosa sorge spontanea: perché il presidente non ha detto una parola sul ‘cambio radicale nei rapporti’ con la Russia? E perché i due candidati alla domanda su come rispondere alle uccisioni ad Aleppo est, in TV quella stessa sera, il 9 ottobre, non ne sapevano nulla. Infatti, le osservazioni di Hillary Clinton secondo cui gli Stati Uniti devono opporsi ai russi e imporre una zona di non volo in Siria non indicava che ciò significherebbe la distruzione di aerei e navi degli Stati Uniti o, in altre parole, la terza guerra mondiale. O lei e il suo team politico non sono attenti o mentono. Da parte sua, Donald Trump se n’è uscito un po’ meglio dicendo che, per quanto ha capito, la causa è persa. Tale valutazione è molto vicina alla realtà. Il risultato del silenzio ufficiale negli Stati Uniti sul messaggio di sfida della Russia e l’invio di mezzi militari in Siria per difendere ciò che interpreta come interesse nazionale, è che siamo una nazione che naviga alla cieca.199e4b266a3d97d5ede1812040b22ff7_article

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora