Via della Seta e Marxismo

Saikat Bhattacharyya, Regional Rapport 20 agosto 2017La Cina non si è mai allontanata dall’approccio marxista ma ha cambiato percorso mentre tempo e condizioni materiali cambiavano. Secondo Xi, poiché le aziende statali faranno investimenti infrastrutturali che spesso comportano perdite, la radice marxista della leadership cinese dev’essere ricordata.
Recentemente all’assemblea dell’Esercito di Liberazione Popolare, il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di volgersi alle radici marxiste. Molti stranieri pensavano che la Cina di Mao fosse marxista e che con Deng Xiaoping la Cina sia capitalista. Ma non è così che il Partito comunista cinese la vede. Per il PCC, Mao e Deng consideravano la Cina sulle attuali condizioni oggettive. Dato che le condizioni oggettive cambiarono drammaticamente negli anni ’70, Deng seguì un percorso distinto da quello di Mao. Ma Deng non ha mai rinnegato il marxismo. Qui spiegheremo come la visione del PCC sia cambiata in diversi periodi storici e perché Xi Jinping affrontando le nuove condizioni oggettive diverse da quelle con Deng, prenda una strada distinta. Mao, Deng e Xi rappresentano in realtà le reazioni della leadership cinese alle diverse condizioni materiali. Il materialismo storico marxista afferma che le forze di produzione sorgono come crescente conoscenza umana della natura. Di conseguenza, i rapporti di produzione vanno cambiati. I rapporti di produzione implicano il modello di proprietà dei mezzi produttivi come terra, strumenti, macchine e rapporti di classe nel processo produttivo. Mentre le forze produttive si sviluppano, si sviluppano anche i rapporti di produzione. In questo modo l’umanità si muove dal comunismo primitivo alla schiavitù al sistema feudale al capitalismo e infine al comunismo.

Mao
Durante il primo decennio del XX secolo, il capitalismo industriale coloniale affrontò una profonda crisi. L’automazione produceva meno opportunità di lavoro, l’alta centralizzazione del processo produttivo sfruttava le economie di scala creano grandi cartelli e aziende che ingoiavano le piccole aziende, nuovi Paesi industrializzati crescevano sfidando i vecchi Paesi industrializzati. Così c’erano movimenti della classe operaia, la piccola proprietà in crisi e i Paesi industrializzati erano in gara per il controllo delle materie prime, del lavoro a basso costo e delle colonie. Di conseguenza, la guerra mondiale scoppiò e Lenin colse l’occasione della disgrazia sociale e politica per creare l’Unione Sovietica. Lenin osservò gli effetti negativi del processo produttivo motivato dal profitto e quindi l’idea di Marx-Engels che richiedeva la proprietà dello Stato sui mezzi di produzione (cioè terreni, macchinari e fabbriche) e l’allocazione delle risorse da parte dell’autorità della pianificazione piuttosto che dal mercato. Con Stalin, l’Unione Sovietica riuscì ad adottarla. L’assegnazione delle risorse secondo la pianificazione della proprietà statale aiutò l’Unione Sovietica a creare industrie pesanti e un’industria degli armamenti indipendenti. L’Unione Sovietica prevalse anche nell’istruzione e nella salute. La vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista ne fece un modello da seguire mondiale. Quando l’epoca coloniale si concluse dopo la Seconda Guerra Mondiale, colonie e semi-colonie di recente indipendenza seguivano il modello di rapida industrializzazione dei soviet assegnando le risorse con la pianificazione statale. Tutti i Paesi appena indipendenti speravano in una società industrializzata ed autosufficiente. India, Africa, America Latina, anche Asia orientale e occidentale avevano subito variamente la notevole influenza del modello di pianificazione dell’Unione Sovietica. La Cina e molti Paesi dell’Europa orientale ebbero una rivoluzione comunista proprio come nell’Unione Sovietica. Il PCC, seguendo l’andamento del mondo di allora, adottò l’allocazione pianificata delle risorse per mano statale. Infatti, questo fu ritenuto l’unico modo per divenire industrialmente autosufficienti. Anche l’occidente seguiva l’economia keynesiana dove lo Stato creava la domanda poiché le forze del mercato erano considerate insufficienti a creare una domanda che soddisfacesse l’offerta. Quindi, si può dire che il sistema industriale del capitalismo era in crisi e lo Stato si credeva dovesse creare la domanda. In alcuni Paesi industrializzati, lo Stato assegnò lavoro e risorse extra alle industrie pesanti e alle infrastrutture, dato che nel lungo periodo non sarebbero state curate dal mercato.

Deng
Negli anni ’70 l’occidente subì un enorme cambiamento e cominciò ad usare il debito per creare la domanda e cominciò a negare il ruolo dello Stato. Il coinvolgimento dello Stato si diceva fosse spesso inefficiente e disincentivasse a lavorare duramente. Ricorrendo al credito del petrodollaro, gli USA si assicurarono un credito illimitato con cui gonfiò i prezzi dei propri beni, traendo profitto commercializzandoli. Così i capitalisti trovarono profitto nel commercio di beni e la crisi della produzione fu temporaneamente risolta. A poco a poco l’occidente, principalmente gli Stati Uniti, iniziò ad esportare la propria base produttiva nei Paesi del Terzo Mondo per ottenere maggiori profitti usando lavoro a basso costo. Occidente e Stati Uniti cominciarono a trarre vantaggio dal commercio, e Deng capì l’opportunità di ottenere tecnologia e capitale occidentale per industrializzare rapidamente la Cina. Deng colse l’occasione. Molti pensarono che Deng andasse verso il capitalismo. Non capirono che Deng reagiva a una condizione materiale mutata. Il capitalismo passò dalla produzione alla finanza. Il debito per creare la domanda divenne più importante della produzione. I consumatori divennero più importanti dei lavoratori. Questo semplicemente permise al capitalismo di trasformarsi in reazione alla crisi della produzione. E questa trasformazione presentò alla Cina una opportunità storica chiaramente notata da Deng nella sua tesi. La Cina iniziò ad industrializzarsi utilizzando capitale e tecnologia di USA, Europa occidentale e Giappone, mentre gli Stati Uniti continuavano a indebitarsi con la Cina e altri Paesi generando domanda per i prodotti cinesi. Il processo iniziò negli anni ’80, ma dopo la crisi finanziaria globale del 2007-08, questo processo è oggetto di seri dubbi. L’economia cinese è cresciuta più di quella degli Stati Uniti a parità di potere d’acquisto. L’economia cinese diventa troppo grande per affidarsi al debito creato dalla domanda degli Stati Uniti. Gli USA si sono anche indebitati con molti Paesi e, come il business sul commercio entrava in crisi, si cominciò a mettere in discussione il processo di deindustrializzazione che affiancava la crescita commerciale negli Stati Uniti. Così il capitalismo occidentale ripiombava nella crisi.

Xi
Xi Jinping giunse alla guida della Cina in questa situazione critica. Lui e i suoi compagni hanno capito che il vecchio sistema della globalizzazione non può continuare. Poiché gli Stati Uniti non potranno più generare una domanda sufficiente per i prodotti cinesi, la via alla sovrapproduzione ora riguarda l’economia cinese. Come reagire allora? Un modo è seguire gli Stati Uniti e l’occidente, la Cina può iniziare a sfruttare il debito per gonfiare i prezzi dei beni e trarre profitto dal loro commercio ed esportare la propria base produttiva nei Paesi meno sviluppati del Terzo Mondo come India, Bangladesh o Africa. Un problema importante con questo passo per la Cina è che non dispone dei canali di credito del petrodollaro ed è impossibile per la Cina crearli. Questo semplicemente perché il petrodollaro riflette tre secoli di dominio globale anglo-sassone. La Cina non ha una storia di dominio globale, né v’è interessata. Così, non può mai avere un afflusso illimitato di debito reale, a differenza degli USA. Un’altra carenza in questo passo è che la Cina dovrà affrontare gli stessi problemi di deindustrializzazione e indebitamento che gli USA affrontano oggi. Di conseguenza, sotto la direzione di Xi, la Cina ha risposto con una diversa idea nel contrastare la crisi produttiva. La Cina adotta l’iniziativa della Via della Seta investendo in infrastrutture come porti, ferrovie, strade nel mondo e aiutando le diverse regioni povere a sviluppare e condividere la prosperità della Cina. Anche se ha un enorme surplus commerciale e continua ad accrescere le infrastrutture, i finanziamenti nel mondo non saranno un problema. Ma sul lungo periodo, la non-redditività è spesso considerata un grave problema per l’iniziativa della Via della Seta. Ma sarà davvero un problema per la Cina?

Ricordarsi il discorso di Xi: la radice marxista
La Cina può adottare la Via della Seta mentre Giappone e Germania, dagli enormi surplus commerciali, non possono. Questo perché la Cina può sopportare sul lungo periodo perdite a lungo termine mentre il sistema occidentale no. Ciò perché l’economia cinese dell’appropriazione del valore in eccedenza non è come quella del sistema occidentale, essenzialmente capitalista. Ciò significa capitalizzare l’eccedenza appropriata creata dal lavoro salariato avendo la proprietà dei mezzi di produzione. Ma mentre in occidente l’uso del valore in eccesso è deciso dalla classe capitalista e bancaria privata, in Cina ciò è deciso dalla burocrazia. Quindi la classe burocratica può imporre investimenti a lungo periodo, evitata dalla classe capitalista e bancaria privata. Così, mentre il sistema occidentale è più propenso a seguire il breve termine, il commercio dei beni, la Cina può adottare investimenti reali di lungo periodo, dimostrando che il sistema cinese può affrontare la crisi di produzione senza indebitamento estero e rimanere autosufficiente mantenendo la base industriale intatta. Ciò dimostra anche che la Cina manterrà il potere di assegnare le risorse per mano dello Stato piuttosto che per mano dei capitalisti privati. La recente crisi dei dirigenti di Aubang, Wanda, ecc. lo dimostra chiaramente. La maggior parte del progetto Via della Seta sarà sviluppato da banche e società infrastrutturali statali.

Conclusione
Possiamo quindi concludere che la Cina non si è mai allontanata dall’approccio marxista ma ha cambiato percorso mentre tempo e condizioni materiali sono cambiati. Secondo Xi, poiché le aziende statali faranno quegli investimenti infrastrutturali che spesso comportano perdite, la radice marxista della leadership cinese va ricordata.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Esercitazione strategica Zapad 2017

Alessandro Lattanzio, 16/9/2017L’esercitazione strategica congiunta Zapad 2017 si svolge dal 14 al 20 settembre sotto la direzione degli Stati Maggiori Generali della Federazione russa e della Repubblica di Bielorussia. 12700 truppe (7200 bielorusse e 5500 russe), 70 aeromobili e 680 mezzi, tra cui 250 carri armati e 200 sistemi d’artiglieria, nonché 10 navi da guerra, partecipano alle manovre. Inoltre, da parte russa operano raggruppamenti operativi delle Guardia di Frontiera, FSB ed EMERCOM. L’esercitazione si svolge nelle Repubblica di Bielorussia e regioni russe di Kaliningrad, Leningrado e Pskov, ed è volta a migliorare l’interoperabilità dei comandi nei diversi livelli, nonché l’integrazione di truppe e sistemi d’arma. Saranno testate le nuove tattiche sviluppate dalle Forze Armate russe e bielorusse. L’esercitazione simula alcuni gruppi estremisti che s’infiltrano nei territori della Repubblica di Bielorussia e nella regione di Kaliningrad della Federazione russa per eseguire attacchi terroristici e destabilizzare Russia e Bielorussia. Gli estremisti sono supportati dall’estero ricevendo logistica e materiale aerolanciato.
Per sconfiggere i terroristi le truppe devono svolgere una serie di compiti tattici:
– dispiegamento di unità dei raggruppamenti regionali nelle aree occupate dai terroristi, isolandoli;
– operazioni aeree e di difesa aerea per sostenere le forze terrestri e bloccare gli aviorifornimenti ai terroristi;
– operazioni speciali per eliminare i terroristi e stabilizzare la situazione;
– blocco navale dell’area ed operazioni speciali volte ad impedire la fuga dei terroristi via Baltico.
L’esercitazione congiunta Russia-Bielorussia Zapad 2017 ha suscitato isteria in occidente, sebbene si tengano regolarmente dal 2009 e con un preavviso di mesi, tanto che la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen farneticava di esercitazioni con oltre 100000 soldati alla “periferia orientale della NATO”. “I militari russi sono “sorpresi” da tali cifre insensate“, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggior-Generale Igor Konashenkov, mentre il politico neonazista ucraino Aleksandr Turchinov, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina, sproloquiava di 240000 soldati, 10000 mezzi e 100 aerei, contraddicendo qualsiasi dato concreto.
Le esercitazioni Zapad 2017 sono volte a verificare la compatibilità operativa delle Forze Armate russe e bielorusse nelle operazioni antiterrorismo. Ma ciò veniva visto dalla presidenta lituana Dalia Grybauskaite come “giochi aggressivi diretti contro l’occidente“, mentre a luglio, il tenente-generale Ben Hodges, comandante delle forze armate statunitensi in Europa, le definiva “cavallo di Troia” contro la NATO. “Vorrei sottolineare che, a parte la componente antiterrorismo, l’esercitazione Zapad-2017 è di carattere puramente difensivo“, dichiarava il Tenente-Generale Aleksandr Fomin, definendo “mito” qualsiasi accusa contro di esse. “Non progettiamo l’attacco a nessuno. Per vedere di cosa si tratta, abbiamo invitato chiunque voglia assistervi. Venite a vedere“, dichiarava il Presidente Aleksandr Lukashenko, invitando ONU, NATO e OSCE, ed oltre 80 osservatori stranieri.
Nel frattempo la Svezia svolgeva le più grandi manovre in vent’anni, mentre 40000 truppe della NATO avevano partecipato a 18 esercitazioni in Europa, anche in Paesi come Georgia e Ucraina, vicino al confine con la Russia, mentre Ungheria, Romania e Bulgaria partecipavano con gli Stati Uniti alle manovre Sabre Guardian 2017, con 25000 militari provenienti da 22 Paesi, e l’Ucraina aveva ospitato le esercitazioni navali Sea Breeze 2017 degli Stati Uniti, che videro la presenza di 2500 truppe e 30 navi provenienti da 17 Paesi.

Fonti:
Cassad
Russia Feed
MoD RF

Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia lavora sui caccia spaziali

La Russia lavora su aerei da caccia ultraveloci con capacità di volo spaziale. Il nuovo intercettore pesante viene progettato dal MiG Bureau per sostituire i MiG-31
Russia FeedIl rinomato Ufficio Mikojan, che al fianco all’Ufficio Sukhoj è dagli anni ’50 il principale centro di progettazione degli aerei da combattimento della Russia, ha confermato che dal 2013 lavora sul sostituto dell’intercettore pesante a lungo raggio MiG-31, secondo il programma PAK- DP (“complesso aereo prospettico per un intercettore a lungo raggio”). Fin dagli anni ’60 l’Ufficio Mikojan produce due distinte e diverse linee di aerei da combattimento. Una sono velivoli austeri e relativamente economici, i caccia “leggeri” destinati ad integrare gli aeromobili “pesanti” più avanzati e costosi prodotti dall’Ufficio Sukhoj. Questi sono i “caccia MiG” noti al pubblico, che l’associano al nome MiG e che hanno svolto un ruolo importante nei conflitti regionali durante la Guerra Fredda. Esempi di tali MiG “leggeri” sono i famosi caccia MiG-21, MiG-23 e MiG-29. L’ultima della serie è il nuovo MiG-35. L’altra linea sono invece gli intercettori ultra-veloci, molto potenti e sofisticati, e finora ve ne sono stati solo due: il MiG-25, entrato nel servizio nel 1970, e il MiG-31, operativo dal 1981. L’intercettore pesante PAK-DP sarà un velivolo in questa serie. Qui è importante dire qualcosa sul ruolo degli intercettori, completamente diverso da quello di qualsiasi altro aereo da combattimento progettato e costruito altrove dalla fine della seconda guerra mondiale. MiG-25, MiG-31 e PAK-DP non sono caccia tattici o per superiorità aerea destinati ad impegnare altri caccia nei combattimenti aerei. La loro missione è la difesa aerea del vasto territorio della Russia, specialmente dei grandi spazi vuoti nell’Artico russo, una zona immensa in cui le condizioni climatiche sono dure e le basi militari poche, richiedendo aerei molto grandi e potenti con sistemi radar molto avanzati, in grado di operare su grandi distanze e a velocità molto elevate, in modo da intercettare e distruggere obiettivi aerei come missili da crociera e bombardieri prima che penetrino profondamente nelle aree popolate russe. Questa specifica determina la natura di questi velivoli, anche se va detto che possono anche essere molto diversi, in quanto evolvono per contrastare diverse minacce. Ad esempio, anche se MiG-25 e MiG-31 sembrano simili perché condividono le stesse dimensioni e disegno, sono in realtà aeromobili completamente diversi, progettati per missioni piuttosto diverse.
Il MiG-25 è un velivolo molto veloce in grado di volare a quote molto alte a tre volte la velocità del suono (Mach 3), rendendolo l’aereo da combattimento più veloce mai entrato in servizio. La sua missione è intercettare velivoli veloci e aerei da ricognizione che operano a quote elevate. Il MiG-31 invece ha una velocità più ridotta, ma ancora elevata, e un raggio d’azione più ampio, e a differenza del MiG-25 può volare a velocità supersoniche a bassa quota. Il compito principale è intercettare e distruggere missili da crociera. Dato che i missili da crociera tendono a volare in gruppi, il MiG-31 è dotato di un radar gigantesco ed estremamente potente: il primo radar a scansione elettronica passiva (“PESA”) montato su un aereo da combattimento, in grado di osservare e seguire contemporaneamente più bersagli aerei (ossia i missili da crociera) e puntarvi i missili aria-aria R-33, molto avanzati, per distruggerli. Non è chiaro quale sia il ruolo preciso del PAK-DP, i russi non hanno fornito molte informazioni. Tuttavia i rapporti dicono che potrà volare quattro volte la velocità del suono (Mach 4), rendendolo molto più veloce anche del MiG-25, e che potrà raggiungere e operare nello spazio, diventando in effetti uno spazioplano. I concetti che combinano aeromobile e velivolo spaziale nell’aerospazioplano esistono fin dagli anni ’60. Tuttavia, se le relazioni sono vere, il PAK-DP è il primo serio tentativo di avere tale velivolo. Lo sviluppo dei missili ipersonici (missili in grado di raggiungere la velocità di Mach 5), utilizzando motori aspiranti come i ramjet, ha recentemente compiuto progressi drammatici, con la Russia al primo posto in tale sviluppo, ad esempio con il nuovo missile ipersonico antinave Tzirkon. Non sorprende che questa tecnologia sia ora utilizzata per costruire intercettori che, se non ipersonici, saranno ancora più veloci di qualsiasi altro aereo militare finora entrato in servizio. I motori disegnati per aspirare l’aria, come i ramjet, ovviamente non possono funzionare nello spazio. Tuttavia sono stati proposti vari altri tipi di motori, con la possibilità di un motore-razzo a ciclo combinato. L’Ufficio Mikojan ha esperienza nei voli spaziali grazie ai test del MiG-105 Spiral degli anni ’70 e del BOR-5 degli anni ’80. Supponendo che l’Ufficio Mikojan possieda ancora i dati da questi test, cosa certa, allora senza dubbio li usa per sviluppare il PAK-DP. Rimane una grande incertezza su questo velivolo. Sebbene la velocità di Mach 4 e una capacità spaziale siano certamente raggiungibili con la tecnologia di oggi, non è chiaro quale sia lo scopo o il tipo di armamento destinato a un tale velivolo. Forse l’affermazione che l’aereo potrà operare nello spazio è esagerata e ciò che è realmente significato è che l’aeromobile, come il MiG-25, opererà a quote altissime.
Prima di concludere, si possono trarre altri punti:
1) Vi sono suggerimenti che questo non sia un vero progetto ma uno studio dell’Ufficio Mikojan. Tuttavia il fatto che il programma abbia una denominazione ufficiale, PAK-DP, dimostra che ciò è sbagliato e che è sicuramente un programma del Ministero della Difesa, previsto per produrre in seguito un vero aereo;
2) Sebbene l’aereo avrà prestazioni estreme, non è un velivolo di sesta generazione che segue il Su-57 di quinta generazione. Piuttosto è un intercettore specializzato della serie MiG-25/MiG-31 che, come tutti questi aeromobili, non si adatta al concetto di generazione ora applicato per gli aeromobili da combattimento;
3) Un aereo in grado di volare quattro volte la velocità del suono e possibilmente di operare nello spazio ovviamente non può essere furtivo. Alcun intercettore pesante MiG-25/MiG-31 è furtivo. Dato che sono destinati ad operare quasi interamente sul territorio russo, la necessità di essere furtivi per eludere le difese aeree nemiche ovviamente non sussiste;
4) Come intercettore l’aereo non è principalmente progettato per il combattimento con altri aerei da caccia. L’aereo progettato per questo ruolo è il Su-57. Come MiG-25 e MiG-31, il PAK-DP non è né furtivo né manovrabile, come il Su-57. Naturalmente il sistema d’arma altamente avanzato che il PAK-DP trasporterà gli permetterà di affrontare altri caccia nei combattimenti aerei, se necessario, come nel caso dei MiG-25 e MiG-31 in varie occasioni. Tuttavia questo non è il suo compito principale;
5), Sebbene il PAK-DP segua il MiG-31 nella serie degli intercettori pesanti MiG, iniziata negli anni ’70 con il MiG-25, l’Ufficio Mikojan insiste sul fatto che non sia una versione del MiG-31, ma un aereo completamente nuovo. Ovviamente è vero. Se questo velivolo è veramente capace di raggiungere Mach 4 e operare nello spazio, allora non può essere uno sviluppo del MiG-31, che non può fare queste cose;
6) La designazione “MiG-41” che i media hanno assegnato è per il momento puramente speculativa. È improbabile che il Ministero della Difesa abbia ancora dato un nome formale all’aereo. Questo è ovviamente un programma top secret che non ha ancora raggiunto la fase dei prototipi. Tuttavia il fatto che i russi ne parlino apertamente suggerisce che un prototipo possa essere costruito. Probabilmente con la fine dei test del Su-57, che presto entrerà in servizio, per questo programma sono stati liberati altri fondi, che possono cominciare a fluire. Se e quando un prototipo di questo aereo apparirà, sarà possibile abbandonare le speculazioni per i fatti. Nel frattempo tutto ciò che si può dire con sicurezza è che questo è un vero e proprio programma, e che le specifiche del velivolo che s’intende produrre sono estremamente ambiziose per qualsiasi standard.

Caccia orbitale: cosa aspettarsi dal futuro intercettatore russo MiG-41
Sputnik 27.08.2017Gli intercettatori russi MiG-31 sono famosi per la capacità di accelerare alla velocità incredibile di 3000 chilometri all’ora e volare a quote superiori ai 20 chilometri. Nei prossimi dieci anni, gli intercettori a lungo raggio MiG-41, ancora più avanzati, che distruggeranno bersagli nello spazio, li sostituiranno.
Gli intercettori russi MiG-31, definiti “Foxhound” in occidente, sono unici e non hanno ancora concorrenti. Copriranno i confini aerei della Russia per i prossimi dieci anni fino alla radiazione. La prossima generazione di MiG-41 li sostituirà quali intercettori principali della Russia. Andrej Stanavov di RIA Novosti ha esplorato le nuove caratteristiche dell’intercettore MiG-41, confrontandole con i MiG-31.

Dominatori dei cieli
La questione della ripresa della produzione del MiG-31 o sviluppare un nuovo intercettore ad alta quota fu discussa nel parlamento russo nel 2013. Fu la prima volta nella storia che la camera dei deputati russa dedicasse un’intera sessione al destino di un’arma specifica mentre la NATO si espande ad est. Il MiG-31 è davvero un aereo molto interessante, nonostante sia stato sviluppato nei primi anni ’70. I suoi motori spingono un velivolo da 40 tonnellate a velocità quasi ipersoniche. L’aereo è dotato di un cannone a sei canne da 23 millimetri e di sei piloni per una serie di missili aria-aria. Il carico bellico massimo è di nove tonnellate. Il MiG-31BM aggiornato individua gli obiettivi a una distanza di 320 chilometri e li raggiunge con i missili da una distanza di 280 chilometri. Quattro intercettori in volo possono avere il controllo dei cieli per un ampiezza di 1200 chilometri. L’aereo può intercettare missili balistici e da crociera, così come satelliti orbitanti a bassa velocità. La produzione del MiG-31 terminò nel 1994; la Russia ne dispone attualmente di oltre 250 in varie versioni. Il comandante delle forze aerospaziali russe Viktor Bondarev respinse l’idea di riprenderne la produzione, dicendo che sia meglio investire in un nuovo progetto. Fu deciso di aggiornare gli aerei esistenti nella versione MiG-31BM e cercare nuove soluzioni. Poi, i colloqui sul possibile successore iniziarono, l’intercettore a lungo raggio PAK-DP.

Spazio
I rapporti precedenti suggerivano che l’aeromobile del progetto PAK-DP verrebbe chiamato MiG-41. Allo stesso tempo, l’intercettore non sarà il completo ammodernamento del MiG-31, ma un “aereo completamente nuovo”. Il Direttore generale della MiG Ilja Tarasenko dichiarò che le consegne degli intercettatori MiG-41, già noti come PAK-DP, inizieranno a metà del 2020. “Il PAK-DP è lo sviluppo logico dei nostri MiG-31. Una volta contattati dal Ministero della Difesa, seguiremo questo progetto e penso che le consegne inizieranno a metà del 2020“, dichiarava Tarasenko. Non si sa molto del MiG-41 perché l’aereo, come tutti i progetti militari moderni, rimane classificato. Anche se il MiG-31 è l’aereo più veloce, dovrà infine lasciare il posto a nuovi e più avanzati aerei. Il MiG-41 sarà ipersonico (velocità stimata in 4500 km/h) e armato di missili ipersonici. È anche progettato per l’Artico e potrebbe divenire un drone. Il direttore generale della MiG disse in precedenza al canale Zvezda TV che l’aereo avrà capacità operative uniche, in particolare sarà invisibile ai radar nemici e potrà volare nello spazio. Non forniva ulteriori dettagli. È noto solo che alcuni MiG-31 modificati possono già di lanciare piccoli satelliti intorno la Terra. Secondo il pilota di test e veterano dell’URSS, l’Eroe Anatolij Kvochur, la velocità e il raggio d’azione, non la manovrabilità, sono le caratteristiche principali di un intercettore ad alta quota, e secondo lui tali aeromobili potranno essere utilizzati anche per scopi pacifici, ad esempio, eliminare i detriti spaziali su orbite basse. “Questi aerei non sono stati progettati per manovrare (…), devono fornire una grande spinta agli oggetti che trasportano, è una loro caratteristica: raggiungere elevate altitudini è importante, introno al pianeta vi sono centinaia di satelliti, alcuni non più controllati e considerati detriti spaziali. In particolare, tali aeromobili possono essere usati per raccoglierli e distruggerli“, affermava Kvochur a RIA Novosti. Va inoltre rilevato che, oltre all’eliminazione di velivoli da ricognizione e bombardieri nemici, gli obiettivi degli intercettori ad alta quota rimangono ricerca e distruzione di missili balistici e da crociera nell’ambito della difesa aerea. Hanno già dimostrato efficacia nel compito. In estate, un MiG-31 abbatteva un missile che volava a 12 chilometri di quota a una velocità tre volte quella del suono.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bombardieri russi volano vicino la Corea democratica per dimostrazione di forza

Ciò avviene nel momento in cui Stati Uniti e Corea del Sud conducono le manovre militari che irritano Pyongyang
RussiaFeed 24/8/2017

Bombardieri strategici russi avviavano una missione presso la penisola coreana nello stesso momento in cui Stati Uniti e Corea del Sud conducono le esercitazioni militari congiunte che irritano Pyongyang. La Russia, che ha dichiarato di essere fortemente contraria a qualsiasi azione unilaterale statunitense sulla penisola, affermava che i bombardieri Tupolev-95MS, denominati Bear dalla NATO, sorvolavano Oceano Pacifico, Mare del Giappone, Mar Giallo e Mar della Cina Orientale, spingendo Giappone e Seoul a fare decollare i loro aviogetti per scortarli. I voli, che vedevano anche avanzati aerei da ricognizione, sorvolavano le acque internazionali e furono annunciati dal Ministero della Difesa russo lo stesso giorno in cui Mosca condannava le manovre di Stati Uniti e Corea del Sud. “Stati Uniti e Corea del Sud svolgendo ancora altre esercitazioni militari e navali su vasta scala, non contribuiscono a ridurre le tensioni sulla penisola coreana“, dichiarava Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri, a Mosca. “Esortiamo tutte le parti ad esercitare la massima cautela. Data la presenza di armamenti nella regione, qualsiasi movimento brusco o anche incidente potrebbe scatenare un conflitto”. Stati Uniti e Corea del Sud iniziarono le esercitazioni militari congiunte, aumentando le tensioni con Pyongyang che definiva le esercitazioni passo “sconsolato” verso il conflitto nucleare. Alcuni esperti militari considerano i bombardieri russi che hanno volato presso la penisola coreana, reliquie della guerra fredda. Ma la Russia ha aggiornato l’aereo dell’era sovietica e dal 2007 li utilizza per sostenere la diplomazia con dimostrazioni di forza e per sondare gli spazi aerei di altri Paesi. Mosca dichiarava che i bombardieri erano scortati da caccia Sukhoj Su-35S e aerei-radar A-50. Gli A-50, equivalenti russi degli AWACS Boeing E-3 Sentry, sono progettati per tracciare obiettivi aerei e terrestri. Mosca non indicava quanti aeromobili presero parte alla missione e quanto sarebbe durata. “I nostri piloti dell’Aviazione a lungo raggio, secondo un piano stabilito, svolgono regolarmente voli sulle acque neutrali di Atlantico, Artico, Mar Nero e Oceano Pacifico da basi e aeroporti tattici“, dichiarava il Ministero della Difesa, indicando che i bombardieri Tu-95MS furono riforniti in volo durante la missione e che in parte furono scortati da aviogetti militari sudcoreani e giapponesi.
La Russia, che confina con la Corea democratica, ha ripetutamente espresso preoccupazioni per le crescenti tensioni sulla penisola coreana causate dal programma missilistico e nucleare di Pyongyang e lamentava anche i possibili piani del Giappone per dispiegare un sistema antimissile statunitense. Maria Zaharova, della segreteria del Ministero degli Esteri, aveva affermato che se Tokyo scegliesse d’implementare tale sistema, sarebbe una risposta sproporzionata alla minaccia missilistica nordcoreana e potrebbe sconvolgere ulteriormente la stabilità strategica nella regione. Il Giappone, almeno per due volte fece decollare gli aviogetti per intercettare gli aerei russi. Le Izvestija riferirono ad ottobre che la Russia completava una nuova divisione di bombardieri pesanti per pattugliare “il triangolo delle isole Giappone-Guam-Hawaii“.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora