Mantenere il complesso militare-industriale

Jonathan Marshall, Consortium News, 1 febbraio 2016

Poiché aveva comandato le forze alleate nella seconda guerra mondiale, il presidente Eisenhower capì gli eccessi dell’industria bellica e avvertì gli statunitensi sui pericoli del complesso militare-industriale, una forza che continua a dirottare decine di miliardi di dollari delle tasse, come Jonathan Marshall spiega.1027104732La macchina delle acquisizioni militari statunitense può essere l’unico sistema di trasferimento di ricchezze di maggior successo mai concepito, passa decine di miliardi di dollari ogni anno dai contribuenti ordinari alle tasche dei grandi appaltatori della difesa e dei loro alleati nel Congresso. Ma come fornitore di equipaggiamenti per difendere gli Stati Uniti dalle minacce realistiche, è sempre più disfunzionale ogni anno che passa. I piani dell’attuale amministrazione chiamano a spendere un trilione di dollari nei prossimi 30 anni per “modernizzare” l’arsenale nucleare degli Stati Uniti per combattere una guerra inutile che potrebbe decimare le principali civiltà del mondo. Allo stesso tempo, il Pentagono chiede ancor maggiori somme per ammodernare i sistemi d’arma convenzionali più adatti ai conflitti Est-Ovest degli anni ’50 rispetto alle schermaglie di oggi con gli insorti in Medio Oriente, Asia e Africa. La spesa per i principali programmi di acquisizione militare balzano del 23 per cento, tenuto conto dell’inflazione, dall’anno fiscale 2015 a quello 2022. Peggio ancora, Congresso e amministrazione spendono molto di quel denaro in armi che nemmeno funzionano, come viene pubblicizzato. Uno dei più grandi piloti delle nuove acquisizioni è l’F-35 Joint Strike Fighter. L’aereo è troppo costoso e sofisticato per semplici bombardamenti in Siria o Afghanistan, ma anche storpio nei duelli aerei contro i caccia più avanzati di Russia e Cina. Ma è ideale a un solo scopo: col costo totale del programma che si proietta oltre il trilione di dollari, tale programma non mancherà di tenere a galla Lockheed Martin e subappaltatori in 46 Stati per almeno i prossimi vent’anni. Al programma F-35 sono stati assegnati più di 12 miliardi di dollari da un disegno di legge omnibus passato al Congresso a dicembre per l’anno fiscale 2016. Il denaro dovrebbe comprare 68 aerei, oltre ai 44 acquistati nell’anno fiscale 2015. Con l’intero programma, il Pentagono prevede di acquisire più di 2400 aerei. Il programma F-35 ha subito innumerevoli intoppi dal 2001. Per il New York Times, “Il programma è in ritardo di sette anni, i costi sono saliti alle stelle e le sopracciglia s’inarcano dopo che un prototipo è stato battuto da un vecchio F-16 in un dogfight simulato all’inizio dello scorso anno“. I critici notano che l’aereo è stato messo a terra per problemi di sicurezza, di software o altri, tra cui la tendenza a prendere fuoco sulla pista, 13 volte dal 2007. L’ultimo problema tecnico l’eccesso di peso del casco, costato 400000 dollari, che può causare fatali colpi di frusta ad alcuni piloti. Finché non sarà riprogettato, i piloti di peso inferiore a 65 kg staranno a terra. Lo scorso anno, lo stesso casco non era ancora capace di permettere ai piloti di distinguere aerei amici da quelli nemici, capacità piuttosto cruciale quando appaiono come puntini su uno schermo radar al di là del campo visivo. La stabilità dei motori degli aerei è stata valutata “estremamente scarsa” e altri sistemi chiave erano inaffidabili.
HMDS-F35Nella migliore delle ipotesi… faremo decollare un aereo instabile che non può eseguire molte missioni fondamentali per anni“, ha detto Jackie Speier, congressista democratica della California, la scorsa estate. “Nel peggiore dei casi, farà male alla gente o lo terremo a terra nell’hangar spendendo miliardi per l’aggiornamento“. Un pilota collaudatore che ha pilotato l’F-35 nei combattimenti aerei simulati, nel gennaio 2015, contro un vecchio (e molto più conveniente) F-16D, ha riferito che il maledetto aviogetto era incapace di superare l’F-16 nel dogfight. Cosa vera anche se il test era truccato, appesantendo l’F-16 con dei serbatoi di carburante per rallentarlo. Questo risultato ha confermato una simulazione al computer del 2008 degli analisti della RAND, azienda legata all’Aeronautica, riferendo che in un ipotetico conflitto con forze aeree e navali cinesi, l’F-35 verrebbe rapidamente spazzato via. L’ultimo jet degli USA soffre di “accelerazione inferiore, salita inferiore (rateo), virata sostenuta inferiore“, hanno scritto. “Ha anche minore velocità di puntata. Non può virare, salire, correre“. I costruttori dell’F-35 hanno dimostrato la loro superiorità in potenza di fuoco, politica però. Il Center for Responsive Politics ha riferito che nel 2014 il contraente principale dell’aereo, Lockheed Martin, ha distribuito oltre 4,1 milioni di dollari in contributi elettorali, integrati da 7,6 milioni da tre subappaltatori: Northrop Grumman, United Technologies e BAE. Il denaro è stato versato ai membri di Comitato della Camera Servizi Armati, House Appropriations Committee e commissione sugli Stanziamenti del Senato, così come al leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell del Kentucky.
L’F-35 non è l’unica arma malfunzionante del programma di approvvigionamento che drena denaro oggi. Il suo predecessore, l’F-22, s’è dimostrato costoso e sofferente di difetti cruciali ogni 1,7 ore di volo, in media. Anche se volò la prima volta nel 1997, non andò in combattimento che nel 2014, in una missione sulla Siria. Oppure si prenda la Littoral Combat Ship della Marina. Progettata per le missioni costiere, ha uno scafo di alluminio sperimentale che potrebbe essere vulnerabile a mare mosso e fondersi a temperature elevate (ad esempio causate da un attacco missilistico o una bomba). Nessuno lo saprà di sicuro, almeno fino al 2018, ma nel frattempo 24 navi sono state costruite o sono in costruzione. Il segretario alla Difesa Ashton Carter ha chiesto tagli al programma, ma la Marina è in aperta rivolta. Ma non si applauda la leadership civile del Pentagono che rapidamente risponde alla Marina. Carter vorrebbe utilizzare parte dei risparmi del programma navale per comprare più jet da combattimento F-35.F351

Il Pentagono ha speso 51 miliardi di dollari in progetti inutili
Ridus Fort Russ 1 febbraio 20161311476145772798383Washington ha steso l’elenco dei programmi militari irrealizzati costati enormi perdite finanziarie al ministero della Difesa. Gli Stati Uniti hanno stimato le enormi perdite del bilancio nei programmi militari mai completati. Arricchendo le aziende belliche ma senza essere utili all’esercito per le carenze del sistema del bilancio per le spese sui programmi. “Secondo il rapporto del Centro di studi strategici e internazionali degli Stati Uniti d’America, da inizio millennio Washington ha speso 51,2 miliardi di dollari in 15 programmi tecnologici militari abbandonati col sequestro del budget militare”, riferisce l’edizione statunitense di Business Insider. Come è stato affermato ai giornalisti dall’ex-segretario alla Difesa Robert Gates, una riduzione della spesa militare è attualmente la peggiore minaccia alla difesa statunitense.future-combat-systems18,1 miliardi di dollari furono spesi per i misteriosi “sistemi di combattimento futuri”, tra cui la produzione di nuovi veicoli da combattimento previsti per l’esercito, ma di cui infine le truppe non videro altro che prototipi.fort_sill_tanks_10_by_falln_stockUn tentativo di creare un veicolo di combattimento per il Corpo dei Marines finì male: il programma costò 3,3 miliardi. Lo stesso per l’obice semovente XM2001 Crusader (2,2 miliardi).0521439Al secondo posto nella lista delle spese c’è l’elicottero RAH-66 Comanche. Il suo sviluppo costò 7,9 miliardi di dollari. Come nel primo caso, l’esercito statunitense non ebbe il velivolo multiruolo da ricognizione e attacco promesso.csar-x-combat-rescue-helicopterFinì in un fallimento lo sviluppo dell’elicottero presidenziale VH-71. In questo caso 3,7 miliardi del bilancio furono sprecati. 200 milioni furono sprecati per creare l’elicottero di soccorso e altro mezzo miliardo per sviluppare un elicottero da ricognizione.noaa-18poesIl sistema satellitare nazionale operativo su orbita polare per il monitoraggio ambientale è nella terza posizione. Il suo sviluppo costò 5,8 miliardi di dollari. Un altro mezzo miliardo fu speso per un sistema a raggi infrarossi spaziale, progettato per l’allarme precoce sui lanci di missili balistici.airborne-laserLa creazione di sistemi laser a bordo di aerei al bilancio degli Stati Uniti costò 5,2 miliardi di dollari.765Inoltre, il Pentagono si rifiutò di sviluppare il velivolo multiruolo da controllo e coordinamento E-10 (1,9 miliardi).767 Italian Tanker and B-52 1/23/2007Un altro centinaio di milioni fu speso per creare un bombardiere di prossima generazione.cgxSoldi del bilancio furono sprecati anche dall‘US Navy. Il progetto per lo sviluppo di veicoli subacquei avanzati per le forze speciali fallì. Il progetto costò 0,6 miliardi di dollari. Il piano per creare il futuro incrociatore CG (X) (da 0,2 miliardi di dollari) non fu neanche avviato. Nonostante gli Stati Uniti abbiano sempre tagliato i finanziamenti ai propri programmi militari, Washington ha accettato di spendere 300 milioni di dollari per l’esercito ucraino. Il senatore John McCain, commentando la decisione, ha detto che le forze armate ucraine non hanno nulla per opporsi ai militari delle Repubbliche Popolari del Donbas, quindi Kiev ha necessità di ulteriori finanziamenti.Handout photo of workers on the moving line and forward fuselage assembly areas for the F-35 JSF at Lockheed Martin Corp's factory located in Fort Worth, TexasTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perchè la maggior parte dei sistemi d’arma degli USA è un fallimento

Per due motivi: complessità e troppo denaro
Jacob Dreizin, Russia Insider 12 novembre 2015

In questa analisi affascinante, il nostro collaboratore spiega perché l’esercito statunitense è in guai seri, incapace di competere con la Russia, e difficilmente ciò cambierà in futuro. Ha esperienza in campo militare e civile, di Congresso, lobbies e appalti. Vive presso Washington DC.121114_600Ultimamente s’è vista qualche buona analisi su limiti e vulnerabilità dei militari statunitensi alla luce degli eventi nell’ex-Ucraina e soprattutto la competenza dimostrata dalla Russia in Siria. Così sappiamo il “cosa” del problema, ma non il “perché”? Da veterano dell’esercito statunitense residente da tempo nella Beltway, vivendo da quattro anni e mezzo sulla Crystal Drive di Arlington, Virginia, probabilmente la più alta concentrazione di aziende della “difesa” negli USA, credo di aver capito ciò che è fondamentalmente sbagliato nel complesso militare-industriale (MIC) degli Stati Uniti. In primo luogo, il MIC a lungo poté produrre armi durevoli, efficienti e versatili. Ma non c’è nemmeno bisogno di guardare al F-35 perciò (l’ultimo caccia statunitense s’è trasformato in un fallimento tecnico spettacolare (1500 miliardi spesi!); vedasi l’articolo super-popolare di come tale aereo affronterebbe il confronto con i russi). Basta prendere in considerazione l’elemento base, l’M-16.

Il fucile d’assalto M-16
La mia esperienza sul campo con tale spazzatura è che non funziona in presenza di anche una minima quantità di sabbia. Quando abbastanza sabbia finisce nella camera e si mescola con l’olio lubrificante sul gruppo otturatore, la fuliggine così formata impedisce il caricamento dei colpi ogni secondo.

Il denaro sprecato sfida l’immaginazione
Dio non voglia che dobbiate oliare l’arma nella vostra trincea, sareste fatti fuori. In assenza di supporto aereo o d’artiglieria o senza essere in numero soverchiante, siete morti con chiunque armato di fucile che funziona tra la sabbia. E perché? Perché, come mi è stato detto nel campo di addestramento (vero o meno), questa cosa è stata esattamente costruita per avere una tolleranza agli errori pari a zero. Presumibilmente, quasi ogni componente metallica dell’M-16 è lavorata a macchina e non stampata. Questo contrasta con le armi russe o cinesi che si dice siano costruite per sparare piombo il più possibile e in tutte le condizioni. In altre parole, l’M-16 è così sofisticato che non funziona. E’ ormai noto che l’M-16 con i suoi proiettili da 5,56mm sia sufficientemente letale non oltre un paio di centinaio di metri, il che lo rende inadatto a scontri a lunga distanza su terreno aperto (di nuovo scontri nei deserti o forse tra crinali).

Il carro armato M-1 Abrams
Un altro grande esempio, un vero cagnaccio. Il motore è una turbina a gas, come negli aeromobili, eccetto che viene guidato nei deserti e tra le tempeste, rendendolo estremamente esigente nella manutenzione. (Vuoi far volare un Boeing in una tempesta di sabbia?) Naturalmente, l’Abrams è stato progettato per combattere in Germania, dove la sabbia non è un problema. Ma nell’avventura in Iraq la sabbia lacerò le ventole delle turbine (e qualsiasi altra cosa), tanto che oltre 1000 di tali “centraline” milionarie furono ritirati ed inviati nei depositi degli USA per ampia manutenzione e aggiornamenti. Sì, giusto, sono cose che non possono nemmeno essere decise sul campo. Tutto ciò che si può fare è ritirarli con una gru e rispedirli dai civili con enormi spese. Al culmine dell’avventura irachena, nel 2007, il ritardo accumulato nella manutenzione era tale che anche i media nazionali ne ebbero sentore. Naturalmente, quando si dispone della riserva valutaria del mondo, ci si può permettere tutto questo ed altro, tutto il mondo paga le vostre guerre. Ma spreco e inefficienza sono un fatto.Iraqi FreedomIl problema di base: eccessiva complessità
Penso che il problema qui è che i pianificatori di guerra e logistici statunitensi preferiscano originalità, complessità e spese infernali su versatilità e facilità d’uso e manutenzione. Non sorprende data la ricchezza degli Stati Uniti e il continuo generoso finanziamento delle propri forze armate. Dopo tutto, ogni militare riflette la propria società. Niente da fare per lo zio Sam, quello che ha è un equipaggiamento che può funzionare molto bene in un ambiente, ma non in un altro. Ma ha tanti equipaggiamenti statunitensi di per sé. Parliamo della Crystal Drive (un quartiere alla periferia di Washington, dove molte aziende della difesa hanno gli uffici) e più in generale del MIC.

Il Complesso Militare Industriale (MIC) è un colossale fallimento
E’ chiaro ora che il MIC non costruisce nulla al di sotto del 200 per cento del bilancio preventivato (e qui si è estremamente prudenti). Né ogni cosa che sforna oggi soddisfi tutte le performance o resistenze attese. Oltre all’immane relitto supersonico noto come F-35, abbiamo altri fallimentari sprechi come la Littoral Combat Ship, che a detta di tutti è meno potente e più vulnerabile rispetto alle navi di 20 o 30 anni fa che dovrebbe sostituire. Oppure, risalendo di qualche anno, c’è l’elicottero dell’esercito “Comanche“, sostituto dell’Apache, che aspirò 6,9 miliardi di dollari nel 1983-2004, probabilmente oltre 10 miliardi di oggi, prima che l’intero programma venisse demolito. Proprio così, oltre 10 miliardi di dollari per niente, il Comanche non fu mai consegnato per l’impiego in un’unità operativa dell’esercito! Dov’è finito quel denaro, se in realtà non produsse che un paio di prototipi? Spesero 10 miliardi di dollari per presentazioni in PowerPoint? Non posso nemmeno pensarci. Potete immaginare cosa Russia o Cina avrebbero fatto con 10 miliardi di dollari? Tuttavia, anche questo impallidisce di fronte al programma Future Combat Systems dell’esercito, annullato e che bruciò si stima (non si sa esattamente) 20 miliardi di dollari dal 2003 al 2012-2014 (a seconda di dove l’ultima pietra miliare vada), con quasi nulla da mostrare che un paio di prototipi, molta concept art e un robot giocattolo da 15kg della iRobot, famosa per l’aspirapolvere “Roomba“. In realtà, non mi viene in mente un riuscito grande sistema d’arma degli Stati Uniti negli ultimi 25 anni, a parte forse l’autoblindo Stryker (anche se alcuni hanno da ridire, ma io non ne so abbastanza). Come sottolineato da molti altri osservatori, parte della colpa è del nostro sistema politico, dove le compagnie del MIC comprano i politici e poi ricevono favori sotto forma di contratti, anche insensati. Tuttavia, credo che ciò non sia l’unico problema, e nemmeno il più grave. Fondamentalmente penso che si tratti della sistemica eccessiva complessità conseguente al nulla di fatto continuo, o a nulla di benfatto comunque.nlos_cLe agenzie d’intelligence statunitensi hanno lo stesso problema
Ciò assomiglia alla profonda crisi sistemica delle agenzie d’intelligence dello Zio Sam, dove dall’11 settembre alla primavera araba, alla Crimea e alla conquista del SIIL di Mosul e alla Russia in Siria, la parola è sempre “non ce l’aspettavamo…” In tal caso, abbiamo numerose agenzie, alcuni delle quali che si sovrappongono, che annegano in documenti e dati spazzatura (o in troppi dati) che si sovrappongono e sono quasi del tutto inutili. Come alcuni lettori ricorderanno, fu urtante che nell’aprile 2014 il dipartimento di Stato pubblicasse un collage di foto con l’obiettivo di dimostrare che (tra l’altro) un barbuto comandante di battaglione ceceno dal nome Hamza, apparso in un video della TV russa sulla Guerra Olimpica del 2008, non fosse altri che il barbuto e in sovrappeso miliziano di Slavjansk denominato “Babaj“; cioè, in altre parole, che le forze speciali russe avessero invasero il Donbas. (The New York Times ci si buttò e fu poi vagamente e delicatamente rimproverato dal proprio garante). Tale pessimo scherzo non sarebbe stato possibile evitarlo per l’Ufficio del Direttore della National Intelligence, che dovrebbe promuovere lo scambio delle informazioni tra agenzie e curare centralmente tutte le dichiarazioni e conclusioni, specialmente quelle strombazzate sul sito del dipartimento di Stato o nei suoi briefing? Apparentemente no!

Bolla burocratica
D’altra parte, ciò in cui il complesso privo-d’intelligence degli Stati Uniti è molto bravo, oltre ad assumere formose e civettanti giovani direttamente dai college, prive di conoscenze linguistiche o di qualsiasi esperienza (DIA e NSA hanno direttori ex-militari che amano abbellire i propri uffici), è dare lavoro a decine di migliaia di personale, nonché a decine di migliaia di imprenditori grottescamente strapagati, anche a quelli che costruiscono e gestiscono centri d’intercettazione per miliardi di dollari e che si sono dimostrati incapaci di raccogliere qualcosa di utile, forse perché quando si tenta di ascoltare tutto, si finisce per non sentire nulla. La lezione è che più ci sono uffici ed agenzie, e più responsabili e incaricati politici cercheranno di giustificare e ampliare il loro campo e i loro bilanci spalando più soldi possibili da più contratti possibili il più rapidamente possibile, in molti casi anche pagando gli imprenditori per starsene seduti (a volte a casa) in attesa del prossimo contratto. (L’ho visto molte volte a Washington). Quindi si avrà al massimo gente che si spintona laddove la mano sinistra non sa cosa fa la mano destra.

Il MIC degli Stati Uniti lavorava molto 50 anni fa, perché aveva meno soldi e meno personale
Quindi ecco cosa penso succeda non solo nell’apparato dell’intelligence, ma nel MIC nel complesso. Abbiamo centinaia di migliaia di personale e collaboratori, nonché ufficiali assegnati per mantenere i contatti con ogni sorta di project manager, “cinture nere a sei sigma” e altri codici, giocandosi milioni in PowerPoint sul Potomac e su tutto il Paese, senza poter schierare un elicottero dopo averci speso 10 miliardi di dollari. Davvero? Come ha fatto questo grande Paese a sconfiggere l’Impero giapponese? Si vada al National Air and Space Museum di Washington, si potranno vedere cose, ad esempio, come gli incredibili generatori progettati per operare sulla superficie della Luna, attingendo energia dal plutonio in decadimento, sviluppati quando non c’era Crystal Drive, né Tysons Corner o altro. Poi si vada continuando al museo nei pressi dell’aeroporto Dulles e si veda l’SR-71 Blackbird, l’aereo più veloce e a più alta quota mai costruito (circa 50 anni fa). Come hanno fatto? Anche se ci sono più uomini in divisa di allora, il MIC stesso (o dovrei dire il Complesso militare-industriale-intelligence-insicurezzadellaPatria (MIIHIC)) aveva una frazione della forza lavoro civile di oggi. Fortunatamente, il grosso del “sistema integrato” dei passacarte e dei ranger da PowerPoint non esisteva. I progetti erano redatti con carta e penna. Oggi, lo Zio Sam non può neanche costruire un motore-razzo pesante, per non parlare di un buon elmetto o del seggiolino eiettabile per il suo F-35.Welcome backAlcuna speranza di cambiamento per il futuro
Così appare una civiltà tecnologica che degenera. Certo, vi sono progressi costanti nel campo della microelettronica (i circuiti integrati) e dei programmi che li permettono, ma in termini di grande ingegneria, MIIHIC e altre iniziative del governo, come il programma spaziale, all’avanguardia dalla seconda guerra mondiale, sembra che gli Stati Uniti siano fuori. E sapete una cosa? Gettarvi altri soldi può solo peggiorare la situazione. Le organizzazioni avranno i loro budget ed argomentazioni perfettamente ragionevoli per avere sempre più grandi budget, forza lavoro, amministrazione ed edifici per uffici più lucidi e alti, ma il risultato sarà un sempre più negativo rendimento marginale. John McCain e tutti gli altri falliti, dentro e fuori, del Pentagono diranno che ancora non abbiamo abbastanza fondi per contrastare l’invasione russa di inutili e folli parassiti come la Lituania (attualmente guidata da un ex-comunista) o qualsiasi altro scenario bellico speculativo anni ’90 che in qualche modo spaventi la coscienza pubblica, volgendolo nella peggiore minaccia alla pace mondiale. Naturalmente, finché gli Stati Uniti avranno i soldi per mandare eserciti e armate da gazillioni di dollari contro indigeni analfabeti armati di bastoni appuntiti e noci di cocco, ovviamente l’egemonia non ne sarà minacciata. Quasi tutti i problemi o errori possono essere rattoppati con i dollari, almeno per qualche tempo. Ma alla fine, anche se il rubinetto dei soldi non chiuderà, saremo al punto in cui i militari non potranno essere utilizzati che come facciata o parata delle cannoniere, sperando che nessuno chiami il bluff, perché tale roba semplicemente non funziona come dovrebbe, o è troppo vulnerabile (lo testimonia l’evacuazione della portaerei degli Stati Uniti dal Golfo Persico dopo che lo Zio Sam ha scoperto che la Russia ha missili da crociera con una gittata di almeno 1500 chilometri, o la ridicola regata sulle piccole isole della Cina con il buon senso di violare poco e brevemente le immaginarie acque territoriali di quel Paese), o gli indigeni gli riservavano le proprie contromisure. In realtà, direi che siamo già a quel punto. Per non parlare dell’esercito statunitense e del dipartimento per i Veterani ancora così usurati dopo Iraq e Afghanistan che un’altra grande operazione di terra è impensabile. (A questo punto, Washington è più probabile lanci la bomba su qualcuno piuttosto che rischiare un’altra guerra di terra). Così si anticipano tante strette di mano e molti più soldi verranno gettati. È semplicemente ciò che la macchina fa, non vi è alcuna possibilità di riformarla, né l’egemonia si dissiperà volentieri (anche se ultimamente si dissipa controvoglia alla grande). Ma tutti quei soldi finiranno nello scarico. La soglia è stata attraversata, ed ora è tutto in discesa.

1069276Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Mistral sul Nilo con il petrolio saudita

Alessandro Lattanzio, 24/9/2015BPC_russe_DCNS_Il presidente francese Francois Hollande e il presidente egiziano Abdelfatah al-Sisi hanno concordato l’acquisizione dall’Egitto delle due navi classe Mistral destinate alla Federazione russa. “Il presidente della Repubblica ha parlato con il Presidente al-Sisi, convenendo sul principio e le condizioni di acquisto delle due navi di proiezione e comando della classe Mistral dall’Egitto. L’Egitto è uno Stato amico della Russia, per cui se Parigi e Cairo raggiungono l’accordo per l’acquisizione di queste navi, Mosca difficilmente si opporrà“. L’Egitto valuta anche l’acquisto di 2 corvette classe Gowind dalla Francia, ad ha ricevuto i primi 3 aerei da caccia Rafale cinque mesi dopo che Cairo aveva firmato un accordo da 6,7 miliardi di dollari per l’acquisto di 24 Rafale, di 1 fregata FREMM e di 4 corvette Gowind, e di missili a corto e medio raggio. “Secondo Hervé Guillou, CEO del gruppo francese DCNS, l’Egitto negozia con l’approvazione della Russia la cessione del contratto sulle due navi d’assalto anfibio classe Mistral, Vladivostok e Sevastopol, alla Marina egiziana. La soluzione negoziata dal Generale Sadiqi Subhi consentirà all’Egitto, secondo Guillou, di andare avanti sul dossier Mistral che avvelena le relazioni russo-francesi. Ignoriamo il contenuto dell’accordo finanziario tra Cairo e Mosca, ma gli esperti parlano di un aiuto militare combinato all’incremento commerciale tra le due capitali“. Difatti, Russia ed Egitto hanno firmato un accordo sulla fornitura di 50 elicotteri Ka-52 Alligator, e Mosca non esclude la consegna della versione navalizzata di questi elicotteri, progettata per le Mistral, “È stato firmato un accordo sulla fornitura di 50 elicotteri Ka-52. Se lo ritiene necessario la parte egiziana, verrà fornita la versione navale degli elicotteri“. La Marina russa dovrebbe ricevere i primi elicotteri navali Kamov Ka-52K (Katran) nel 2017-2018, in precedenza destinati ad essere imbarcati sulle due portaelicotteri Mistral russe.
Per contratto la Russia poteva smantellare le apparecchiature sensibili delle Mistral, se venissero vendute a Paesi diversi da India o Egitto. “Quando l’Egitto è apparso un potenziale acquirente delle due LHD Mistral francesi, il governo russo avrebbe indicato che se lo Stato nordafricano dovesse acquisirle, l’equipaggiamento russo installato a bordo (sistemi di informazione e controllo del combattimento, sistemi di controllo del tiro dei missili e dei complessi di artiglieria, modulo di controllo dell’atterraggio degli elicotteri) rimarrebbe a bordo, dopo aver già affermato che questa apparecchiatura sarebbe stata rimossa. Lo stesso vale per l’India, essendo entrambi i Paesi mercati degli armamenti russi”. L’interesse egiziano ad acquisire le due navi di fabbricazione francese sarebbe emerso quando il presidente francese François Hollande partecipò all’inaugurazione dell’ampliamento del Canale di Suez, nella città portuale egiziana di Ismailia. Il finanziamento dell’acquisto dall’Egitto potrebbe provenire dai sauditi, “Articoli indicano che l’Arabia Saudita potrebbe finanziare l’acquisto delle navi dall’Egitto, per sfruttarne le marina militare quale proiezione regionale”.
Arabia Saudita che inizia ad avere seri problemi, oltre allo Yemen. Le riserve continuano a ridursi e il deficit di bilancio saudita supererà i 107 miliardi di dollari; e quest’anno i ricavi del petrolio sempre più bassi danneggiano l’economia. Il petrolio rappresenta il 90% delle entrate del governo, ma quest’anno sarà solo dell’81%, e il governo potrebbe valutare la rimozione dei sussidi sulla benzina, che costa 16 centesimi al litro. Inoltre, secondo l’OPEC i prezzi del petrolio aumenteranno di 5 dollari all’anno, arrivando a 80 dollari nel 2020.Clipfedjob2Fonti:
Defense Industry Daily
Russia Insider
South Front
TASS

Portaerei contro missili balistici antinave? (II)

Valentin Vasilescu Reseau International 31 agosto 201525_72972_9ed9f5df72c5b8bAbbiamo visto nel precedente articolo che la Cina dispone del missile balistico DF-21D per affrontare le portaerei degli Stati Uniti. Dispone inoltre di sottomarini a propulsione nucleare della classe Tipo 092 dotata di 12 MRBM nucleari JL-1. Il missile JL-1 ha stessi dimensione e peso del missile balistico antinave DF-21D (14,7 t). Un’altra classe di sottomarini cinese, i Tipo 094, è dotata di 12 missili balistici intercontinentale nucleari JL-2,che possono essere facilmente sostituiti da missili a testate convenzionali come il DF-21D. La Cina ha anche 12 sottomarini d’attacco convenzionali classe Kilo e altri 17 classe Tipo 035 (basati sui progetti del Kilo), che possono lanciare 6 missili. In una situazione di crisi, tutti i sottomarini vengono dispiegati a 2000-5000 km a est degli arcipelaghi del Giappone e delle Filippine. Nell’aprile 2006, la Cina mise in orbita 36 satelliti militari ELINT della famiglia Yaogan, che rilevano e individuano a 3000 km le frequenze dei radar e le comunicazioni militari navali. Questi satelliti sono equipaggiati con sensori ottici e di radar per la sorveglianza marittima. Il loro obiettivo è monitorare costantemente i movimenti delle navi della Marina degli Stati Uniti nel Pacifico e allertare il centro di comando della Marina cinese in caso di invasione.
Il principio dell’impiego dei missili antinave è semplice: quando il gruppo di spedizione di scorta alle portaerei degli Stati Uniti entra a portata dei missili del sottomarino, questi registra le coordinate GPS del gruppo e vi lancia una salva di missili 2-4 che cadono entro un raggio di 7 km dall’ultima posizione della portaerei. I sistemi di guida dei missili ricevono, durante la fase di discesa, le ultime correzioni dai velivoli senza pilota “stealth” cinesi Aquila Divina e dai radar BTH (Beyond The Horizon). La velocità di rientro nell’atmosfera del missile è di 12000 km/h, passando dalla quota di 80-100000 m alla portaerei in circa 3 minuti, superando i tempi di reazione degli attuali sistemi di difesa aerea delle portaerei. Il grande dilemma nella difesa della portaerei riguarda il modo in cui le navi di scorta vengono schierate per proteggerla. Finora vengono raggruppate a poche decine di chilometri dalla portaerei. Ma per colpire il missile balistico con il missile antibalistico SM-3, il missile attaccante dev’essere colpito in volo (a metà rotta) e non durante la discesa. Perciò la maggior parte dei cacciatorpediniere ed incrociatori AEGIS va posizionata in modo sfalsato e su più allineamenti, a 500-900 km dalla portaerei. Ma anche qui c’è un problema dato che la gittata dell’SM-3 è di 500 km; se il sottomarino lanciamissili balistici antinave è al di fuori della linea che va dall’incrociatore o cacciatorpediniere AEGIS alla portaerei, è praticamente impossibile intercettare i missili balistici.china_antiship_ballistic_1210-deA-copyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Portaerei contro missili balistici antinave?

Valentin Vasilescu Reseau International 29 agosto 2015maxresdefaultGli Stati Uniti hanno costruito un numero impressionante di aerei moderni per l’US Air Force: 190 F-15C/D, 219 F-15E, 982 F-16 C/D, 186 F-22A. Altri tipi di aerei speciali sono stati adattati per operare dai ponti delle navi che costituiscono l’American Expeditionary Force. L’US Navy ha 29 squadriglie, ciascuna con 10-12 velivoli F/A-18C Hornet e F/A-18E/F Super Hornet. 15 pattuglie (di 4 aerei) EA-18G con missioni di guerra elettronica sono sulle portaerei. Dalle navi d’assalto anfibio (portaelicotteri) operano otto squadriglie di aerei a decollo verticale McDonnell Douglas AV-8B Harrier II, appartenenti alla fanteria dell’US Navy. L’AV-8B Harrier II sarà presto sostituito dall’F-35B e F/A-18C Hornet e F/A-18E/F Super Hornet dall’F-35C. Ricordiamo che l’F-35 è un aereo di quinta generazione, cioè invisibile ai radar e mentre è facile individuare una portaerei, tuttavia l’F-35 non può essere rilevato. La portaerei di nuova generazione a propulsione nucleare come l’USS Gerald R. Ford, trasporta 75 aerei e costa 12,8 miliardi di dollari. L’US Navy ha 10 portaerei (più due di riserva), mentre India e Italia ne hanno due, Spagna, Francia, Russia, Brasile e Thailandia una. Negli ultimi conflitti armati, le forze aeree delle portaerei si sono dimostrate in grado di neutralizzare le difese aeree del nemico, distruggerne gran parte degli aerei a terra, disturbarne il comando strategico/operativo, condurre attacchi mirati su blindati, lanciamissili e artiglieria pesante. Quindi sono obiettivo strategico degli Stati che si sentono minacciati da un’invasione. Tuttavia, a differenza degli obiettivi fissi, una portaerei in movimento può modificare la rotta, il che rende difficile colpirla da distanza. Inoltre, intorno a una portaerei c’è un gruppo di protezione navale costituito da cacciatorpediniere (incrociatori), fregate, sottomarini e navi trasporto e rifornimento.
La corsa tra portaerei e missili balistici antinave non è iniziata oggi. Negli anni ’70, le specifiche di questi missili avevano per requisiti primari una gittata superiore a quella degli aeromobili tattici delle portaerei (900 km) e una velocità di rientro nell’atmosfera che evitasse la difesa aerea delle navi di supporto alla portaerei. I sovietici furono i primi a proporsi di neutralizzare le portaerei, in un momento in cui non c’erano dei missili antibalistici veramente efficaci. Il missile balistico antinave sovietico R-27K fu testato da un sottomarino diesel-elettrico classe Golf il 9 dicembre 1972. Il missile pesava 14 tonnellate e aveva un raggio d’azione di 2400 km. Il problema era che i sistemi di guida erano quelli del periodo e la probabile deviazione al rientro era di 1300 m, quindi solo un ordigno nucleare poteva affondare una portaerei. Nel 1987, il trattato di messa al bando dei missili a media e intermedia gittata, firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica, entrava in vigore. E i missili R-27K furono demoliti.
DF21Da-155742_copy1 La Cina è in pieno boom economico. Ed ha quindi lanciato una nuova dottrina militare per la sua flotta, volta a garantirne la libertà di movimento su Pacifico e Indiano. Ma gli Stati Uniti cercano di contenerla, ed è possibile solo con mezzi militari, mediante l’installazione di batterie antinave sulle isole al confine con la Cina e con la forza aerea delle sue portaerei. Giappone e Corea del Sud hanno portaelicotteri e intendono, nel prossimo futuro, operare velivoli a decollo e atterraggio verticale F-35B. Questo è il motivo per cui la Cina ha adottato il concetto di missile balistico antinave e cerca di migliorarlo. Il missile balistico antinave cinese DF-21D, dotato di testata standard, è l’ultima arma della sua classe ed ha una gittata di 1450 km. Un sistema di guida inerziale dirige il missile dopo il lancio, permettendogli di puntare sulla zona con un raggio di 7 km dall’ultima posizione GPS della portaerei. Per ridurre la probabilità di errore a decine di metri, riceve regolarmente informazioni sulla traiettoria e le coordinate dell’evoluzione delle portaerei attraverso radar BTH, UAV ad alta quota invisibili (ai radar) e satelliti. Il drone “stealth” cinese Aquila Divina è del tipo HALE (High Altitude, Long Endurance) e dispone di moderne attrezzature AMTI (Airborne Moving Target Indicator) e SAR (Synthetic Aperture Radar), rilevando a grande distanza senza essere rilevato. Così, durante la fase finale del volo nell’atmosfera, i sensori autonomi d’inseguimento del bersaglio del missile si attivano riducendo l’errore probabile d’impatto a 10-20 m. Le correzioni sono effettuate dal motore del missile, riducendo la velocità da Mach 12 a Mach 5 per una maggiore precisione, poiché i ponti delle portaerei moderne sono grandi 300×70 m. I missili cinesi sono installati su piattaforme mobili, terresti e sottomarine.
Rispetto agli anni ’70, quando i sovietici costruirono i missili R-27K, oggi ci sono i missili antibalistici SM-3 sui cacciatorpediniere ed incrociatori AEGIS che proteggono le portaerei. Hanno tuttavia alcune limitazioni. L’SM-3 può neutralizzare un missile balistico in volo di crociera, ma non nella fase di rientro poiché la capsula di protezione del sistema di guida della testata viene rimossa a 80000 m di quota, tuttavia vi è la possibilità che la trasmissione dei dati (le coordinate del velivolo) del missile balistico sia offuscata dalle navi scorta della portaerei. I radar BTH (Beyond The Horizon) sono sistemi bi-statici ad alta potenza, con stazioni di trasmissione/ricezione separate e distanti l’una dall’altra. Molti di questi radar operano in Cina, uno dei quali si trova presso la città di Wenzhou, sul Mar Cinese Orientale. Questa sua posizione garantisce un campo di propagazione libero tra Giappone e Taiwan, estendendosi al centro dell’Oceano Pacifico. Recentemente gli Stati Uniti con allarme hanno scoperto attraverso i loro satelliti che sulle Isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale (contestate da molti Stati), i cinesi costruiscono strutture militari. E’ molto probabile che la marina cinese vorrà installarvi un radar BTH per sorvegliare permanentemente la rotta delle portaerei degli Stati Uniti dal Sud e dal centro del Pacifico verso la Cina. E sulle Paracels i cinesi hanno costruito un sistema di difesa complesso con una pista di decollo. Un radar BTH qui montato copre lo spazio tra Taiwan e le Filippine, direttamente su centro e nord dell’Oceano Pacifico. I radar BTH emettono fasci di onde a 45 gradi dal suolo riflettendosi ripetutamente sullo strato ionosferico dell’atmosfera terrestre. Questa funzione consente al radar di avere una zona ottimale per rilevare un bersaglio a 4000 km dalla stazione trasmittente. Il rilevamento di navi di superficie nel Pacifico da parte della rete di radar BTH è molto più facile che a terra dove vi sono ostacoli dovuti ai rilievi.
Attualmente il costo di un missile balistico antinave è di 10 milioni di dollari, 1300 volte meno di una portaerei. Lo sviluppo di sistemi di rilevamento e guida del missile balistico aumenta la manovrabilità della testata dopo essere entrata nell’atmosfera. Questo rende i missili balistici un ottimo modo per neutralizzare le portaerei. Ciò sfida le grandi potenze sulla capacità di raggiungere obiettivi di politica estera attraverso l’invasione militare di Stati a migliaia o decine di migliaia di chilometri di distanza.DF-21D_rangesTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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