Lo strano destino delle Mistral russo-egiziane

Philippe Grasset, Dedefensa, 21 aprile 2016

E meno male che l'ho fermato dicendogli Ciao!

E pensare che l’ho fermato dicendogli ‘Ciao’…

E’ nota la molto originale avventura, testimonianza di grande carattere e forti virtù della dirigenza politica, se non del Sistema che dirige la Francia, delle portaelicotteri classe Mistral vendute alla Russia nel 2009. Le istruzioni washingtoniane, arrivate nel 2014, denunciavano la vendita e la Francia cercava disperatamente un via d'”uscita”, trovandola “vendendo” le due unità, nel frattempo battezzate Vadivostok e Sevastopol, all’Egitto per 950 milioni di dollari, lontano dal quasi miliardo per unità previsto dall’iniziale vendita alla Russia. L’abilità di Hollande è sconfinata. Nella svendita, com’è stata negoziata, gli egiziani hanno scelto la componente elicotteristica russa (tra cui gli elicotteri d’attacco Ka-52), corrispondendo alle intenzioni iniziali dei russi e facendo delle Mistral egiziane la decisione che avvicina ancor più Egitto e Russia negli equipaggiamenti militari. La cosa s’è ulteriormente ampliata e rafforzata, forse per la crescente confusione dei francesi, se ancora esistono, con la richiesta degli egiziani che il sistema elettronico delle unità sia russo e non francese. Si negozia, scrive RT riprendendo la TASS. La conclusione delle sapienti operazioni francesi sotto gli auspici della sorprendentemente originalità della politica estera completamente allineata: le Mistral promesse e poi vietate ai russi diventano sempre più “russe” e probabilmente l’Egitto potrebbe, forse diciamo, prestarle alla Marina russa. Il risultato generale della svendita all’Egitto di equipaggiamenti strategici francesi rifiutati alla Russia è l’ulteriore rafforzamento dei legami strategici tra Egitto e Russia, e l’evidente coordinamento tra Egitto e Russia, comprese le operazioni congiunte. Hollande ancora svetta nei sondaggi. “Le Forze Armate egiziane hanno chiesto alla Russia la fornitura di sistemi elettronici per le portaelicotteri classe Mistral acquistate dalla Francia, secondo una fonte militare diplomatica citata da TASS. “Dopo i colloqui con la russa Rosoboronexport (Azienda per l’esportazione delle armi dello Stato), la delegazione militare egiziana ha detto chiaramente che vuole installare apparecchiature elettroniche russe, tra cui sistemi di guerra elettronica, sulle Mistral acquistate dalla Francia e in attesa di essere consegnate”, ha detto la fonte. Esemplari dei sistemi di guerra elettronica saranno mostrati nei prossimi negoziati con l’esportatore di armi della Russia. I colloqui potrebbero aversi il prossimo mese, secondo la fonte. Il Capo dello Staff Presidenziale Sergej Ivanov ha detto che Cairo potrebbe acquistare 1 trilione in equipaggiamenti e aeromobili per le nuove navi. Ivanov ha scherzato dicendo che senza tale materiale, le Mistral sono solo barattoli di latta“.

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, "le vuoi tutt'e due, no?"

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, “le vuoi tutt’e due, no?”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La passione dei Su-24 per l’USS Cook

Philippe Grasset, Dedefensa, 14 aprile 2016 Cf8jTktVIAAARCDCose che succedono ogni due anni, dato le passioni hanno le loro esigenze temporali, come i compleanni ogni due anni. In breve, nella seconda metà di aprile 2014 si ebbe l’eco dell’incontro insolito nel Mar Nero, tra uno (o due?) Su-24 russo e il cacciatorpediniere con sistema AEGIS USS Donald Cook dell’US Navy. Questo incontro diede luogo per qualche giorno a speculazioni estremamente elaborate sui suoi aspetti, tra cui l’ipotesi che il Su-24 avesse condotto una dimostrazione dell’efficacia dei sistemi di guerra elettronica per “accecare” l’USS Donald Cook abbastanza da provocare perturbazioni significative sulla salute psicologica dell’equipaggio. “…Allora apparve l’informazione secondo cui il Su-24 effettivamente compisse una dimostrazione tecnologica “operativa” del sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, la potente elettronica della difesa aerea missilistica che costituisce la base della difesa aerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante. costituendo anche una parte molto importante della grande rete ABM che gli Stati Uniti sviluppano da molti anni, ufficialmente contro l’Iran, ma operativamente chiaramente contro la Russia. L’AEGIS ha importanza non solo militare, ma politica). Il sistema russo impiegato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook si diresse verso un porto rumeno per le riparazioni, e la notizia dice che 27 membri dell’equipaggio si dimisero. La notizia fu diffusa il 21 aprile 2014 dalla radio russa in India, sul suo sito Indian.ruvr.ru“. … Due anni dopo troviamo la stessa unità, l’USS Donald Cook, questa volta cambiare completamente geografia, da sud a nord, dal Mar Nero al Mar Baltico. Questa volta, lo stesso tipo di aereo, un Su-24, non arriva da Sebastopoli ma da Kaliningrad. Non da solo, c’é anche un elicottero Ka-27, e ciò che si chiama in modo simbolico “incidente” in realtà comprende una serie di incidenti l’11 e 12 aprile da parte dell’aereo russo della regione di Kaliningrad, ex-Koenigsberg, nell’enclave russa dallo stesso nome. L’unità degli Stati Uniti (probabilmente con elementi polacchi) operava a circa 200 km al largo di Kaliningrad, in quelle che sembravano manovre combinate della NATO. Il minimo che si può dire, vedendo alcune immagini della Marina degli Stati Uniti che mostrano un passaggio del Su-24 a 10 metri dal ponte della nave, è che i piloti russi fanno acrobazie. Ci sono state molte esclamazioni spaventate e furiose dai vari portavoce degli Stati Uniti. RT riassume sommariamente l’incidente: “Washington si rabbuia per il volo del Su-24 russo vicino al cacciatorpediniere statunitense Donald Cook, che conduceva esercitazioni militari in acque internazionali nel Mar Baltico, con l’alleata della NATO Polonia. Pubblicando il video dell’aereo russo che sorvola la nave da guerra, la Marina degli Stati Uniti afferma di aver subito diverse “manovre di volo aggressive”, alcune a meno di 10 metri. “Il cacciatorpediniere statunitense era in acque internazionali, a circa un centinaio di chilometri al largo della base navale russa di Kaliningrad, dove conduceva manovre militari. Secondo la testimonianza di un funzionario statunitense presso il sito di notizie militari Defense Information, i velivoli russi sono stati identificati come un bombardiere Su-24 e un elicottero. Questi avrebbero volato basso, provocando la costernazione dei membri della Marina. Come notava, tuttavia, il personale della nave degli Stati Uniti, “armi che potevano costituire una minaccia per le operazioni degli Stati Uniti nel Mar Baltico non erano presenti sui velivoli“. L’articolo sull’incidente di RT inglese è molto più dettagliato e non nasconde alcun aspetto della reazione degli Stati Uniti. Naturalmente, i media degli Stati Uniti sono molto eloquenti su questo incidente (questa serie di incidenti), generalmente considerato una deliberata provocazione ritenuta molto grave, perfino drammatica. In generale, le autorità statunitensi considerano le circostanze dell’incidente (incidente) per decidere se sia una violazione di un trattato nel 1973 tra Stati Uniti e URSS. (Il trattato mira ad evitare incidenti in mare tra le due Marine, tra cui il divieto di “attacchi aerei simulati”). E’ particolarmente dettagliato l’articolo di Defense News il 13 aprile che studia altre circostanze nei due giorni interessati (l’intervento in coppia con il Su-24 di un elicottero Kamov Ka-27 Helix, sospendendo le evoluzioni dell’elicottero polacco per paura di un incidente aereo, ecc.)
Cf8jRqCUIAAN35PAlcuni dettagli dell’articolo: “In una delle azioni più aggressive recenti, aerei da guerra russi hanno compiuto “attacchi simulati” su una nave dell’US Navy nel Mar Baltico, volando ripetutamente a 10 metri dalla nave, secondo un funzionario della difesa. I marinai a bordo del cacciatorpediniere Donald Cook hanno detto che l’aereo volava abbastanza basso da increspare il mare presso la nave, e il comandante della nave ha detto che l’incidente era “pericoloso e poco professionale”, secondo il funzionario della difesa. “Questo fu più aggressivo di tutto ciò che vediamo da tempo”, secondo il funzionario della difesa che parla in anonimato perché i funzionari degli Stati Uniti non hanno fatto dichiarazioni ufficiali sull’incidente… Poco dopo aver lasciato il porto polacco di Gdynia, vicino Danzica, il Donald Cook era in acque internazionali per operazioni di volo con un elicottero polacco, nell’ambito delle esercitazioni di routine con l’alleato della NATO. Durante le operazioni di volo, un aereo da combattimento russo Sukhoj Su-24 apparve effettuando circa 20 sorvoli, a 1000 metri dalla nave e a una quota di circa 30 metri, ha detto il funzionario della difesa. In risposta, il Donald Cook sospese le operazioni di volo. Un aereo d’attacco russo Sukhoj Su-24 fece un passaggio a bassa quota sull’USS Donald Cook (DDG 75) il 12 aprile 2016. Il Donald Cook navigava nel Mar Baltico quando un elicottero russo Ka-27 Helix effettuò sette sorvoli e sembrasse scattare foto della nave dell’US Navy, ha detto il funzionario della difesa. Poco dopo che l’elicottero lasciò la zona, un Su-24 iniziava a compiere sorvoli “molto bassi” con “profilo d’attacco simulato”, secondo il funzionario della difesa. L’aereo fece 11 passaggi“. Quindi c’è una differenza notevole tra l’incidente dell’aprile 2014 e quello dell’aprile 2016. Nel frattempo, un ulteriore incidente con gli stessi protagonisti (Su-24 e nave della Marina degli Stati Uniti) ebbe luogo il 30 maggio 2015, con la fregata USS Ross. I due incidenti del 2014 e 2015 nel Mar Nero sono molto simili: la dimostrazione operativa di incidenti e possibili intimidazioni dei russi per convincere gli USA ad allontanare le loro unità considerate dai russi troppo vicine alla zona Ucraina-Russia, dove la crisi ucraina divampava. (Sembra che in entrambi i casi ci fu effettivamente un rallentamento degli Stati Uniti e, in entrambi i casi, gli americanisti cercarono soprattutto di minimizzare gli incidenti, anche quello del 30 maggio 2015 dell’USS Ross, per non dare l’impressione di arrendersi ai russi). Questa volta, le circostanze sono molto diverse. Non vi è alcuna crisi nella zona e quindi circostanze operative attive, come quelle nel 2014 e 2015 con la crisi ucraina; vi sono manovre della NATO o simili presso Kaliningrad, una dimostrazione di forza operativa piuttosto che comunicativa. L’intervento russo rientra in questo caso, anche di comunicazione, mostrando vigilanza e potenza dei russi nel monitorare e sorvegliare l’enclave di Kaliningrad. C’è anche l’insoddisfazione russa per le manovre della NATO o della Marina degli Stati Uniti di fronte al territorio russo. Questa volta le autorità statunitensi non hanno assolutamente cercato di minimizzare il caso, al contrario tendono a reagire in modo eccessivo. Non sorprende poiché siamo nel campo della comunicazione, quindi dell’atteggiamento di entrambe le parti. I russi, che sembrano estremamente calmi senza mostrare (finora) alcun rammaricano per l’incidente, l’attribuiscono a un “errore”, ecc. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konachenkov, commentando ricordava solo che l’Aeronautica russa “ha il pieno rispetto delle norme internazionali nello spazio aereo su acque neutrali (internazionali)“.
Cf8jRekVIAEHkIw Resta quindi ciò che è stato mostrato e la conclusione che si può trarre è che i russi vogliano ben mostrarsi aggressivi, in ogni caso, dal punto di vista della comunicazione. Per loro, il fatto stesso delle manovre nella Marina degli Stati Uniti a così breve distanza delle coste russe è una forma di “provocazione”. In ogni caso, il comportamento russo mostra il desiderio di affermare la potenza militare della Russia, anche in circostanze che sono ormai comuni nella visione della NATO. “Dieci anni fa, la NATO, o in ogni caso la Marina degli Stati Uniti, non avrebbe fatto le manovre che attualmente attua in questa regione in particolare, osservava una fonte europea, ma è assolutamente certo, tuttavia, che i russi di dieci anni fa non avrebbe mai ‘reagito’ in questo modo assertivo, quasi aggressivo“. A questo punto e tenendo conto di ciò che si sa dell’incidente, le osservazioni politiche sono inutili conoscendo le rispettive posizioni, e da dove provengano le responsabilità e altro. Il punto chiave da ricordare è che questo comportamento delle truppe russe sembra essere un messaggio politico, o politico-militare, di natura diversa dagli incidenti precedentemente descritti e il cui scopo era essenzialmente la dimostrazione operativa. È la riaffermazione della potenza russa e della sovranità russa, quindi un monito a Stati Uniti, NATO, blocco BAO. Naturalmente, va interpretato nel blocco BAO come nuovo segno di duplicità e bellicismo, secondo le consuete norme narrative di casi simili, ma si tratta obiettivamente della dimostrazione dei limiti della pazienza russa verso le manovre del blocco BAO contro la Russia. I russi fanno sapere, senza isterismi o secondo fini, di essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione.13007297Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russi ed europei tolgono agli USA il monopolio sui velivoli di 4.ta generazione

Valentin Vasilescu, Reseau International 12 aprile 201616cde3fd7b3032d549d492dcb0b86295-960x64045 anni dopo il primo volo dell’F-16, Lockheed Martin Corporation vuole smantellarne la linea di produzione nello stabilimento di Fort Worth (Texas). Il motivo è l’assenza di ordini di nuovi velivoli di 4.ta++ generazione e concentrarsi sulla costruzione di velivoli di 5.ta generazione F-35. Se l’anno scorso ha costruito 11 F-16, quest’anno saranno solo 8, mentre nel 1987 erano uno al giorno. Questa decisione potrebbe creare problemi per i Paesi che hanno le versioni precedenti dell’F-16, a causa della carenza di pezzi di ricambio. Ma poi, solo circa 600 F-35 A/B/C entreranno nell’arsenale del Pentagono per sostituire oltre 900 F-16 C/D dell’US Air Force e della Guardia Nazionale che attualmente utilizza gli F-16 A/B. I ritardi del programma dell’F-35 sono dovuti in gran parte all’ambizione di Lockheed Martin di produrre con quasi gli stessi sottoinsiemi tre diversi aeromobili (F-35A a decollo convenzionale, F-35C per le portaerei ed F-35B a decollo e atterraggio verticale per le portaelicotteri). Non prima del 2020-2022 Danimarca, Olanda, Israele, Norvegia, Taiwan e Bahrayn potranno acquisire tutti gli F-35 ordinati, perché non possono permettersi di acquistare aerei. Poi questi Stati, che hanno vecchi F-16 A/B, probabilmente li rivenderanno a Romania, Bulgaria, Croazia e Paesi baltici, soliti acquistare F-16 usati a prezzi da aeromobili nuovi. Belgio, Giordania e Portogallo non possono permettersi di acquistare nuovi aerei, useranno i loro F-16 A/B fino alla fine. Al contrario Thailandia, Indonesia, Venezuela già sostituiscono i loro F-16 A/B con i nuovi aerei russi Su-30 e Su-35. Lo stesso dilemma si presenta per la società statunitense Boeing sul mantenimento della linea di produzione di velivoli di 4.ta++ generazione F-18 Hornet E/F ed EA-18G Growler, con l’opzione per sostituire tutti gli F-18 dell’US Navy con gli F-35C per le portaerei e gli F-35B per le portaelicotteri dei Marines. Il Canada, che possiede 73 CF-18A/B dal 1982, si rifiuta di comprarne altri, preferendo espandere le risorse per i velivoli dal 2025. La Spagna ha sostituito i suoi vecchi F-18A/B con 34 Eurofighter. Boeing aveva un contratto per 24 F-18E/F con il Quwayt, che li ha mollati per 28 velivoli Eurofighter. Da parte sua, dopo un lungo periodo durante cui si chiese se por termine alla produzione dei velivoli di 4.ta++ generazione Rafale, la società francese Dassault ha abbastanza contratti per mantenere la linea di produzione (36 Rafale per l’India, 24 per l’Egitto e 24 per il Qatar).
Tuttavia, la Russia trae il massimo vantaggio da questa situazione, grazie al basso costo e all’alta qualità della sua tecnologia, sul mercato degli aeromobili di 4.ta++ generazione. La campagna militare di sei mesi in Siria ha raggiunto i suoi obiettivi, in particolare la Russia promuovere i suoi aerei. La Russia è al secondo posto nelle esportazioni di armi nel mondo, con il 27% delle vendite dello scorso anno, per un valore di 15,5 miliardi di dollari. Al salone degli armamenti Singapore Air Show (16-21 febbraio 2016), l’Algeria ha firmato un contratto con la Russia per il primo lotto di 12 nuovi aerei Su-34 (variante da esportazione del Su-32). L’intenzione dell’Algeria è acquisire in totale 40 aerei Su-34 e 14 aerei Su-35. Entro il 2017, l’Algeria riceverà dalla Russia 14 aerei multiruolo Su-30MKI e il Venezuela altri 12 aerei Su-30MK2. L’Egitto sarà felice di ricevere i MiG-29 indiani della portaerei Vikramaditya (ex-Admiral Gorshkov) ed ha avviato negoziati con la Russia per l’acquisto di 46 MiG-29 d’attacco aeronavale (possibile variante MiG-29K/KUB) al posto degli ultimi MiG-21 ed F-7 dell’Aeronautica egiziana. Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, l’Iran acquisirà 36 nuovi aerei Su-30SM, mentre la Cina ha ricevuto 24 aerei Su-35 e l’Indonesia 10 Su-35. La Malesia, che ha 18 Su-30MKM, vuole sostituire 12 vecchi MiG-29N con Su-34 e Su-35.mig_29smt_by_maxodavion-d98crc4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NSA usa droni sottomarini per intercettare i cavi in fibre ottiche sottomarini

Reseau International 01 aprile 2016SCSGlobalPresenceNegli ultimi anni ci si chiede come gli statunitensi (e non solo) intercettino i cavi ottici in aree in cui normalmente non hanno accesso allo snodo a terra. S’ipotizzò che alcune navi potessero intercettare i cavi sottomarini. Ed ecco la rivelazione sorprendente da Edward Snowden e Christopher Soghoian: la NSA userebbe dagli anni ’90 i sottomarini senza equipaggio per compiere tali intercettazioni. Le informazioni provengono dall’impressionante curriculum di James Atkinson su Linkedin (se dovesse scomparire o cambiato, ne abbiamo fatto una copia scaricabile in formato PDF). Questi riferisce che nel 1992/1996 ha lavorato su un progetto chiamato Scarab, minisommergibili semi-autonome per attività collegate al SCS (servizio speciale di raccolta), un’agenzia d’intelligence degli USA “gestita congiuntamente da Central Intelligence Agency (CIA) e National Security Agency (NSA)“. Questa attività è naturalmente la raccolta di dati trasmessi tramite i cavi sottomarini… in modo impercettibile. Gli Scarab erano destinati ad essere imbarcati sui sottomarini USS Parche e USS Richard B. Russell e James Atkinson lavorò anche per sviluppare altre capacità d’intercettazione dei sottomarini come l’USS Jimmy Carter.scarab-1Gli Scarab sono utilizzati dalla fine degli anni 60, originariamente per stendere i cavi, ma la NSA ha voluto svilupparne le nuove funzionalità per l’intercettazione. Un documentario della AT&T è online dal 2012 e il Chicago Tribune già ne parlava in un articolo del 1985. La realtà di una massiccia intercettazione dei dati via cavi sottomarini non è una sorpresa, visto che prima delle rivelazioni di Snowden, James Atkinson sul suo profilo Linkedin risponde a molte domande. Non c’è dubbio che questi “scarabei” siano progrediti molto dagli anni ’90, non c’è dubbio che gli statunitensi non siano gli unici a dedicarsi a tale intercettazione con droni del genere.1280px-USS_Parche_(SSN-683)_off_Pearl_HarborTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA ammettono che l’F-35 è un inutile costoso giocattolo

Gli ufficiali statunitensi finalmente ammettono che il programma da 400 miliardi di dollari F-35 è inutile, ma non fermeranno il programma comunque
David Axe, The Daily Beast, 18 marzo 2016 – Russia Insider1490842Nei primi anni 2000 l’esercito statunitense aveva un sogno, sviluppare un nuovo jet da combattimento “universale” che potesse fare, beh, praticamente tutto ciò che l’esercito chiede ai suoi diversi aerei. Ma il sogno del Joint Strike Fighter F-35 è diventato un incubo. Il programma è in ritardo di sei anni e di decine di miliardi di dollari sul budget. E ora, 16 anni dopo, coi prototipi del JSF appena decollati, gli alti ufficiali finalmente capiscono quale trauma il programma da 400 miliardi di dollari abbia inflitto a finanze e prontezza bellica degli USA. In un momento notevole, per diverse settimane da febbraio, alti ufficiali e burocrati hanno pubblicamente riconosciuto i danni basilari del programma dell’aereo da guerra. Ma i tempi del mea culpa militare sono… interessanti. Mentre ammettono le colpa, l’F-35 supera i passaggi miliari burocratici, rendendolo quasi impossibile annullarlo. Troppi soldi sono già stati spesi. Troppi posti di lavoro sono in gioco. Troppi F-35 già escono di fabbrica. Il Pentagono può liberarsi la coscienza per i misfatti del caccia, perché ora, così tardi, è libero di farlo. Gli ufficiali già ammisero che il nuovo jet manca di manovrabilità, che le prove sono in ritardo e che il suo software è ancora incompleto. Ultimamente i capi militari hanno rivelato che le tre versioni del jet F-35 non sono così compatibili quanto avevano promesso. Inoltre, un funzionario ha ammesso che gli aerei sono così costosi che dotarne tutte le squadriglie di caccia dell’US Air Force li costringerebbe a ridurre di un quinto gli squadroni. E i due generali che hanno lanciato l’idea dell’aviogetto universale, infatti, confessano che sia così concettualmente viziato che è improbabile che il Pentagono ci proverà di nuovo. Oggi Air Force e Navy gettano i piani per i cosiddetti jet di “sesta generazione” per infine sostituire l’F-35. “Si dovrà pensare veramente molto se c’è realmente bisogno di caccia di sesta generazione e di quanta sovrapposizione si veramente necessaria tra Marina e Aeronautica“, afferma il Tenente-Generale dell’US Air Force Christopher Bogdan, direttore del programma JSF, a un seminario militare a Washington DC del 10 marzo. “A questo punto pensiamo che avranno missioni abbastanza diverse da non esserci uno stesso aereo“, aveva detto il Tenente-Generale James Holmes, Vicecapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, ai giornalisti a febbraio. Leggendo tra le righe delle dichiarazioni di Holmes e Bogdan, la delusione è evidente. Il Joint Strike Fighter semplicemente non ha funzionato come i militari speravano. Il sogno di un caccia universale s’è dimostrato una fantasia.
A dire il vero, l’F-35 aveva grandi ambizioni. L’aereo monomotore a doppia deriva dal naso angolare e le ali tozze, doveva esser sufficientemente veloce e maneggevole per combattere altri aerei. Avrebbe anche la capacità stealth e di carico per penetrare le difese nemiche e spazzare via gli obiettivi a terra. E non solo l’F-35 doveva decollare da basi terrestri come la maggior parte dei caccia convenzionali, ma doveva anche decollare da portaerei o alzarsi verticalmente dalle navi d’assalto. Per fare tutto questo oggi, il Pentagono possiede non meno di otto diversi tipi di caccia. Per i combattimenti F-15 e F-16. Per l’interdizione gli A-10. Diversi aerei imbarcati F/A-18. L’Harrier per il decollo verticale. Il programma Joint Strike Fighter, con Lockheed Martin quale appaltatore principale, dovrebbe sostituire la quasi totalità di questi aerei, migliaia, con solo tre versioni assai simili dell’F-35. Un maneggevole F-35A per l’Air Force. La versione F-35B per il Corpo dei Marines con un ulteriore motore con ugello verso il basso per i decolli verticali. L’F-35C della Marina con un’ala più grande per il lancio dalla portaerei. Riducendo otto modelli da combattimento a soli tre versioni del medesimo progetto, secondo i militari, avrebbe incrementato l’efficienza di produzione, addestramento e ricambio, salvando decine se non centinaia di miliardi di dollari. Ciò presume che F-35A, F-35B e F-35C sarebbero molto simili. Si potrebbe costruire una fusoliera di base con la cabina di guida, e adattare ali diverse o altri motori a seconda delle necessità. I militari puntavano al 70 per cento di “compatibilità”. In altre parole, i tre quarti di, per esempio, un caccia F-35A dell’Air Force sarebbero stati uguali, per esempio, all’F-35C della Navy. Il 70 per cento di compatibilità si è rivelato impossibile, con ogni arma che richiedeva sempre più specifiche per i propri F-35. Quindi, oggi i vari modelli sono per lo più incompatibili. “Dal 20 al 25 per cento”, dichiarava Bogdan il 10 marzo. Infatti, la cosa principale che le tre versioni hanno in comune è la designazione F-35. Altrimenti sono dei progetti essenzialmente diversi, cosa che il programma Joint Strike Fighter all’inizio cercava di evitare. L’assenza di compatibilità spiega il prezzo elevato dell’F-35. Ogni aereo costa più di 100 milioni di dollari, decine di milioni più di quanto Lockheed ed esercito avevano preventivato all’inizio del programma. Spingendo l’Air Force, in particolare, a ridurre il numero di F-35 da acquistare ogni anno. L’arma sperava di procurarsi ben 80 F-35 ogni anno, e invece passa a meno di 50. Così se l’Air Force dovesse sostituire rapidamente tutti i suoi vecchi F-15, F-16 e A-10 con gli F-35, potrebbe farlo solo riducendo in modo significativo il numero gli squadriglie in prima linea. Ma poi l’Air Force sarebbe troppo piccola per esercitazioni, schieramenti internazionali ed operazioni di combattimento che il Pentagono prevede, secondo Robert Job, vicesegretario alla difesa. “Se mi dicessero che saremmo scesi da 54 squadriglie di caccia tattici a 45, ma tutti F-35, non sono certo che direi che sia una buona cosa“, aveva detto Job alla rivista specializzata Flight Global il 10 marzo. L’Air force non può permettersi di ridurre gli squadroni e, inoltre, non può permettersi di comprare abbastanza nuovi F-35 per tutte le squadriglia di cui ha bisogno. A questo punto, abbandonare l’F-35 è politicamente impossibile. Produrre l’aviogetto riguarda 1300 fornitori con 133000 posti di lavoro in 45 Stati. Il Corpo dei Marines ha dichiarato che il suo primo squadrone di F-35 doveva essere pronto nel luglio 2015. L’Air Force dovrebbe dichiarare l’operatività a dicembre, e la Marina due anni dopo.
E’ sempre più difficile liquidare un programma quando è già in produzione e i servizi hanno deciso che è veramente importante completarlo“, aveva detto Gordon Adams, professore di politica estera presso l’American University, a Bloomberg. Job ha detto che c’è una sola soluzione per la traballante potenza aerea del Pentagono, continuare a comprare F-35 mantenendo in servizio anche i caccia più anziani, alcuni dei quali costruiti negli anni ’70, fino al 2040. L’esercito statunitense ritira generalmente i caccia dopo 30 anni di volo. Mantenerne alcuni per 70 anni sarebbe senza precedenti. Allora gli aerei potrebbero essere surclassati dai molto più moderni jet russi e cinesi. La prospettiva del 70.enne F-15 che combatte contro nuovissimi aerei russi fa venire i brividi ad alcuni congressisti, che segnalano la volontà di aggiungere altri 5 F-35 per il bilancio dell’Air Force del 2017, nonostante le recenti ammissioni sul fallimento del programma da parte degli alti ufficiali. “Non possiamo permetterci di pensare che il nemico assomigli alle minacce di guerre recenti, né possiamo supporre che i combattimenti futuri non richiedano un maggior numero di velivoli avanzati“, aveva detto il senatore Tom Cotton, repubblicano dell’Arkansas e presidente della sottocommissione servizi armati del Senato, a un’audizione sul bilancio dell’8 marzo.
Gli ufficiali possono confessare tranquillamente che l’F-35 non funziona come previsto perché, a questo punto, non c’è alcun modo con cui militari o Congresso possano rottamare il programma. L’equivalente aereo della fetta di torta… anche da mangiare.eurofighter_risultatoTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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