Cinque motivi per sbarazzarsi del Rafale

Rakesh Krishnan Simha RIR 16 gennaio 2015

L’India deve cancellare il caccia francese perché l’acquisizione danneggerebbe a lungo termine l’IAF e l’industria della Difesa dell’India.

1505981Il Rafale francese potrebbe essere un aereo emozionante con molte lucine e ammennicoli, ma diciamocelo, è una sanguisuga. Il requisito dell’Indian Air Force per 126 caccia costerà 20-30 miliardi di dollari subito e altri 20 miliardi per i sistemi di supporto e formazione. L’accordo stipulato dalle forze armate indiane certamente dirotterà i fondi necessari in altri settori cruciali, come artiglieria, sottomarini e radar. In questo contesto la dichiarazione del Ministro della Difesa Manohar Parikkar secondo cui un numero extra di caccia Sukhoj e di caccia leggeri Tejas Made in India sarebbe più utile, va applaudito. Costi a parte, vi sono altre, altrettanto significative, ragioni per cui l’India dovrebbe dare al Rafale il seguente messaggio: “E’ stato un piacere conoscerti, buona fortuna“.

1. Est o Ovest, il Sukhoi è il migliore
Il Sukhoj Su-30 Flanker è semplicemente il caccia più formidabile esistente. In ogni manovra ed esercitazione di combattimento contro aerei occidentali, il Flanker ne esce vittorioso, indicando la potenza degli aeromobili della serie Flanker, contro cui nemmeno i super-costosi caccia stealth sono sicuri. Nel 2008, una simulazione del combattimento tra un F-35 e un Su-35 (l’ultima versione del Flanker) dava netta vittoria ai russi. In effetti, i Flanker segnano un mutamento nel rapporto della potenza aerea dagli Stati Uniti alla Russia e ai Paesi che utilizzano la tecnologia della difesa russa. In India, Cina, Indonesia e Venezuela, i Flanker hanno degradato le capacità offensive e difensive dei loro nemici occidentali e filo-occidentali. A differenza del più lento (Mach 1,9) F-35, la velocità del Sukhoj (Mach 2,35) permette di impartire un’enorme energia nel lancio dei missili aria-aria, dando ai piloti dei Sukhoj un enorme vantaggio nei duelli aerei. Tuttavia, la ragione principale per cui l’aereo è ottimo a 30 anni dal primo volo è che i progettisti dell’Ufficio Sukhoj non perseguirono solo un mero vantaggio rispetto agli allora recenti aerei statunitensi, sviluppando un aereo più volte maneggevole. Il Flanker è stato il primo aereo a vantare la supermanovrabilità. Mikhail Simonov, capo progettista della Sukhoi, descrive la supermanovrabilità come “la capacità di un caccia di puntare sul bersaglio da qualsiasi posizione con almeno il doppio del rateo di virata dei caccia nemici”. Il Rafale può essere un aereo ultramoderno ma non è più veloce o potente del Flanker russo. Quindi nessuno dovrebbe piangere al necrologio del Rafale scritto in India.

2. Acquistare dai BRICS
I Paesi occidentali acquistano armi solo tra di essi. Pertanto, i BRICS dovrebbero dotarsi di armi dagli Stati aderenti, potenziando le proprie industrie della difesa. Tranne nel caso che una determinata tecnologia non sia disponibile in un Paese BRICS, non ha assolutamente alcun senso comprare armi dall’occidente. I BRICS non sono solo un gruppo economico, ma una forza politica. Il gruppo di cinque aderenti ha lo scopo di guidare il mondo emergente verso un sistema economico più equo rispetto a quello attuale progettato dall’occidente. Il commercio di armi è una delle più grandi attività generatrici di reddito del mondo e costituisce una buona fetta del PIL di molti Paesi. Quando l’India acquista armi dall’occidente, semplicemente rende tali Paesi più ricchi. Inoltre, l’India premia quei Paesi che cercano di destabilizzarla. Un rapporto dell”Intelligence Bureau ha identificato diverse organizzazioni non governative dai finanziamenti stranieri (ONG) che hanno “impatto negativo sullo sviluppo economico“. Il rapporto di 21 pagine dell’IB rivela che “un numero significativo di organizzazioni non governative indiane, finanziate da donatori di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Paesi scandinavi, hanno utilizzato problematiche pubbliche per creare un ambiente che si presta a bloccare lo sviluppo“. Il rapporto non menziona la Francia, ma la Francia è un Paese cattolico e la chiesa siro-cristiana cattolica del Kerala almeno una volta (nel 1950) prese soldi dalla CIA per destabilizzare un governo democraticamente eletto.

3. La Francia non è un fornitore affidabile
Diciamo che l’India è in guerra, riprende i test nucleari o testa un ICBM che può raggiungere gli Stati Uniti. Qual è la garanzia che in tali circostanze la Francia non interrompa l’invio di parti di ricambio su pressione statunitense? Che Parigi sia suscettibile alle pressioni statunitensi è chiaro da quando ha bloccato l’accordo sulle portaelicotteri Mistral con la Russia. La prima nave Mistral è attualmente nel porto francese di Saint Nazaire, ma la Francia non ha le palle per inviarla in acque russe. Nel dicembre 2015 un equipaggio russo di 400 elementi se ne andava dopo aver trascorso sei mesi a bordo della nave, dopo che Parigi aveva rinviato la consegna a tempo indeterminato. La Russia ha ora intenzione di costruire proprie portaelicotteri dopo un grande risarcimento dalla Francia, ma ciò potrebbe richiedere diversi anni. Il tradimento delle Mistral dovrebbe avvisare gli indiani dal legarsi politicamente ai Paesi occidentali. La Francia è pronta a rendere disoccupati migliaia di lavoratori dell’industria della difesa solo per compiacere gli statunitensi, e ciò dovrebbe spaventare chiunque abbia intenzione di comprare armi francesi. Certo, un tempo la Francia era un fornitore affidabile. Il Mirage 2000, per esempio, ha operato in India per oltre 30 anni e dopo un aggiornamento del velivolo, lo farà per altri 15 anni. Ma tale accordo fu stipulato quando Parigi perseguiva una politica estera indipendente. Oggi è passata di nuovo alla NATO ed è solidamente al seguito degli Stati Uniti nelle loro disavventure all’estero. Se la Francia può insultare Mosca, davvero si preoccuperebbe d’insolentire l’India?

4. Nessuna garanzia
Dassault s’è rifiutata di garantire i Rafale fabbricati in India, suggerendo una scarsa opinione della produzione indiana. D’accordo, l’India non è la Germania o il Giappone. Ma se Intel può sviluppare microchip in India, e la Tata fornire agli Stati Uniti portelli per elicotteri, allora qual è il problema della Francia? Semplicemente dimostra pura arroganza e apatia completa verso le necessità della Difesa dell’India. Acquistando la licenza di produzione del Rafale, l’India dovrà costruire un’intera nuova fabbrica, cioè re-inventare la ruota. D’altra parte, Hindustan Aeronautics Ltd produce i Su-30MKI e può aumentarne la produzione aggiungendo semplicemente una linea di assemblaggio supplementare. Se scoppiasse la guerra, non c’è niente di più rassicurante che sapere che gli aeromobili perduti saranno sostituiti da realizzazioni nazionali piuttosto da importazioni.

5. Perché acquistare un clone?
Comunque la si guardi il Rafale sembra il doppione del Flanker. Secondo Defence Industry Daily: “Una combinazione di optronica agli infrarossi OST di Thales/ SAGEM e missili a medio raggio MBDA MICA IR, consente al Rafale d’integrare i missili radarguidati passivamente per furtivi attacchi ad aerei nemici oltre l’orizzonte. Allo stato attuale, tale funzionalità è duplicata solo dagli aerei russi della famiglia dei Sukhoj Su-27/30 e dai MiG-29 avanzati”. Acquisire il Rafale è quasi come comprare un mini Su-30MKI. Perché pagare di più per un aereo che è meno efficiente di quello che l’India utilizza attualmente? E se l’IAF vuole altri caccia medi, che c’è di sbagliato negli altamente efficienti MiG-29, impiegati anche in alcuni Paesi della NATO? Il governo indiano ha appena ordinato la riduzione di 13000 crore di rupie delle spese di esercito, marina e aviazione quest’anno. Se l’IAF ha ancora voglia di portare avanti l’affare, con il rischio di sballare il bilancio della Difesa, allora l’unica spiegazione è che molti soldi sono finiti ai vertici. Poiché gli accordi militari con la Russia sono finalizzati tra governi, le tangenti sono escluse o improbabili. Ciò spiegherebbe l’inclinazione dei capi della Difesa a ‘diversificare’ e alle acquisizioni non russe.

070206Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’India passerebbe dai Rafale ai jet russi

RIA Novosti RBTH 10 gennaio 2015i_remeskov_mig-29upg_ub_1280Il Ministero della Difesa indiano potrebbe rifiutarsi di acquisire i caccia francesi Rafale acquisendo invece i russi Su-30MKI, scrive il New Economic Times. Tra le ragioni che hanno portato la dirigenza della Difesa indiana a pensare di annullare il contratto sul Rafale, che ha vinto la gara nel 2012, l’articolo indica l’aumento dei prezzi richiesto per i jet e la riluttanza della Francia a trasferire tecnologie avanzate agli indiani. Inoltre, se l’India spenderà più soldi per il Rafale, questo potrebbe portare a una riduzione dei finanziamenti per i programmi di sviluppo dei caccia Tejas e AMCA. “E’ noto che Dassault Aviation, produttrice del Rafale, è riluttante a garantire le performance degli aerei costruiti su licenza dalla società indiana Hindustan Aeronautics Ltd (HAL), pur avendo ricevuto una richiesta di proposta per il trasferimento di tecnologie”, afferma Bharat Karnad, analista del quotidiano. Secondo l’analista, il Su-30MKI costa circa il 50% in meno rispetto al Rafale. Con 12 miliardi di dollari, che l’India aveva originariamente previsto di spendere per i caccia multiruolo dell’Aeronautica Militare indiana, invece di 126 Rafale, il Paese può acquistare 255 dei più recenti caccia indiani Tejas e russi Sukhoi Su-30 e MiG-29K. Inoltre, l’India risparmierebbe su logistica, addestramento dei piloti e manutenzione, in quanto la società HAL produce già il Su-30MKI su licenza. Ancora, tale operazione è afflitta dai problemi riguardanti la consegna delle due portaelicotteri Mistral. La prima nave d’assalto anfibio Mistral, la Vladivostok, i francesi avrebbero dovuto trasferirla alla Marina russa il 14 novembre. Tuttavia, il presidente francese Francois Hollande aveva già deciso di ritardarne la consegna citando l’attuale situazione in Ucraina.

1779194Russia e India completano il programma per il caccia di quinta generazione
Sputnik 10/01/2015

Il direttore regionale della cooperazione internazionale presso la Società unita russo-indiana di produzione degli aeromobili ha riferito che Russia e India hanno completato la realizzazione della versione per l’esportazione del Caccia di 5.ta generazione della Sukhoj/HAL.
Russia e India hanno completato il progetto preliminare del Caccia di 5.ta generazione della Sukhoj/HAL (FGFA), ha dichiarato il direttore regionale della cooperazione internazionale presso la Società unita russo-indiana di produzione degli aeromobili. “Oggi, noi e i nostri colleghi indiani abbiamo completato la creazione della versione da esportazione del PAK-FA, conosciuta in India come FGFA. Abbiamo documenti e cognizione degli obiettivi della prossima fase della progettazione e della dimensione della futura produzione“, ha detto Andrej Marshankin in un’intervista alla Radio russa. Marshankin ha notato che, mentre la versione russa del jet da combattimento di quinta generazione ha un solo pilota, l’Indian Air Force preferisce aerei biposto. “Nelle difficili condizioni della guerra moderna è estremamente difficile manovrare (l’aereo) e simultaneamente attaccare il nemico. Attualmente, gli indiani suggeriscono che la versione indiana del caccia di quinta generazione sia biposto“, ha detto. Il Sukhoj PAK-FA (T-50) è il primo caccia stealth delle forze aeree russe, destinato a succedere ai jet da combattimento Sukhoi Su-27 e Mikojan MiG-29. Il velivolo ha effettuato il primo volo di prova nel 2010 e le consegne inizieranno nel 2016. Il FGFA, sviluppato congiuntamente dalla russa Sukhoj e dall’indiana Hindustan Aeronautics Limited, è un derivato del PAK-FA.

fgfa_wip_by_parijatgaur-d3e4fgrTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto 59 nuovi aerei multiruolo e 120 elicotteri

Valentin Vasilescu ACS-RSS 3 gennaio 2015 – Reseau International392093Nel 2014, gli impianti aeronautici russi hanno fornito all’aeronautica militare russa diversi nuovi velivoli da combattimento (di 4.ta++ generazione), in numero superiore a tutti i Paesi della NATO. È vero che l’aeronautica russa aveva anche ricevuto, nel 2013, 67 aerei da combattimento, ma 12 di essi erano Jak-130 da addestramento avanzato per il programma sul passaggio dei piloti agli aerei di 4.ta++ generazione. Il 15 ottobre 2014, un secondo lotto di 6 cacciabombardieri Su-34 fu consegnato lo stesso anno alla base aerea 6980 di Cheljabinsk, nella Russia centrale. In totale, nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto 16 velivoli Su-34 dopo averne ricevuti 32 nel 2013. Va menzionato che 15 Su-34 sono in organico presso la base aerea 6970 di Morozovsk (nella regione di Rostov sul Don, presso l’est dell’Ucraina). Il velivolo Su-34 ha tra le sue missioni principali l’interdizione aerea (bombardamento per l’interruzione in profondità delle linee di rifornimento del nemico). Il Su-34 adatto a pattugliamento marittimo, lotta antisommergibile e l’attacco a raggruppamenti navali a grande distanze dalle coste. L’armamento dell’equipaggiamento Morskaja Zmeja del Su-34 è composto dall’avionica necessaria per la rilevazione delle anomalie magnetiche generate dai sottomarini immersi. Per le missioni di ricerca, sono montati sotto la fusoliera il contenitore M400 con sensori infrarossi Raduga, fotocamere panoramiche AP-403 e AP-404, fotocamere oblique AK-108FM o un contenitore M402 Pika tipo SLAR (side-looking airborne radar). Il Su-34 può anche essere usato, come i velivoli statunitensi EA-6B o EF-18G, come piattaforma per la guerra elettronica nell’area operativa coprendo la penetrazione delle formazioni d’attacco proprie o scortate sull’obbiettivo sotto la protezione del disturbo elettronico. Perciò viene installato sul Su-34 un contenitore da guerra elettronica di grande potenza L175V/KS418 dotato di DRFM (memoria digitale RF).Su-30SM (5)Nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto anche 21 caccia Su-30SM (biposto con ugelli vettoriali) in grado di trasportare 6 missili aria-aria e 6 missili aria-terra o 6 bombe laserguidate o 8500 kg di bombe di diversi tipi. Il Su-30SM è equipaggiato con un radar AESA e un rilevatore ad infrarossi OLS-30. Una pattuglia composta da 4 Su-30SM opera dalla base aerea di Belbek in Crimea, a fianco di 12 Su-27M. Conformemente al contratto con l’impianto di Irkutsk della Sukhoj, nel 2015 saranno consegnati altri 30 Su-30SM alle forze aeree della Russia. Sempre nel 2014 l’aeronautica militare russa ha ricevuto altri 22 caccia Su-35. Il primo contratto con l’azienda Sukhoj includeva 48 Su-35, di cui 12 aeromobili consegnati nel 2013 e 14 lo saranno nel 2015. I velivoli Su-35S sono equipaggiati, come il Su-30SM, con il radar tipo AESA Belka N036 (A+B+C) con un raggio di scoperta senza eguali nella NATO.

1505700Valentin Vasilescu – ACS-RSS Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’UE e l’Ucraina perdute nel gioco politico degli USA contro la Russia

Saker, Vineyard Saker, 13 dicembre 2014

Russian servicemen aboard armoured personnel carriers salute during the Victory Day parade in Moscow's Red SquareCari amici,
Ho appena ricevuto una mail da Larchmonter 445 che pone una domanda molto importante. Con il suo permesso, ho deciso di condividere la mia risposta con tutti voi.
Cordiali saluti,
Saker

DOMANDA:
L’Ucraina diventa una piattaforma NATO/USA senza economia e con un governo criminale completamente corrotto. Ha perso i caratteri dello Stato. Sappiamo che l’economia non funziona, ha un’economica di sussistenza. Quindi, ciò che ricorda più tale colonizzazione, oggi, è una piattaforma permanente per la proiezione dell’egemonia degli Stati Uniti presso la Russia? Nel contesto dei missili da crociera statunitensi in Polonia e dei 100 carri armati statunitensi in Lettonia, anche al confine con la Russia, come interpretare tali sviluppi? Si aggiunga che la polizia militare canadese guida la polizia di Kiev (inasprendo l’apparato di sicurezza, a mio parere) e i 1000 consiglieri militari statunitensi presso le truppe ucraine, e nel comando e controllo, vedo due eserciti fantoccio coperti da una semplice maschera. E vedo negli “stivali sul terreno” un sacrificio cui l’egemone è disposto (sicuramente ai russi non importerà chi ci sia nella zona di guerra che dominano o saranno sconfitti)? Interpreto tutto ciò come inasprimento della NATO al confine tra Russia ed Europa dell’Est e il rafforzamento interno (attuato dal governo ucraino) come inquietante e imminente ripresa della guerra segnando per sempre la Federazione russa quale minaccia alla stabilità mondiale. La milizia è una sottile maschera dei militari russi. Tutti sanno che la Russia non può permettersi la sconfitta o la perdita di terreno. L’esercito ascaro ucraino è carne da cannone, una maschera dei mercenari e di alcuni “consiglieri” di NATO e USA. La controparte non ha tale onere sulle ‘perdite’. Se gli ucraini perdono e si rifiutano di combattere, la Russia sarà demonizzata e la battaglia per ulteriori conflitti militari si sposterà in qualche altra zona calda. Pertanto, l’egemone non può essere sconfitto dalla sconfitta in Ucraina. Spero che la vostra risposta si attenga solo alla minaccia militare, alla sfida militare, ai valori strategici di mosse e contromosse. Penso che tale situazione muti il quadro ed inasprisca la minaccia esistenziale alla Russia. Ma senza l’analisi militare, non so se ciò che vedo sia ciò che penso di vedere.

Larchmonter 445

700_t1lnvblduo1xv1xrzofgmgdwvknpcjz7RISPOSTA:
Ai pianificatori militari piace avere opzioni e piani d’emergenza disponibili per il maggior numero di situazioni possibili. Semplicemente non piace a un Capo di Stato Maggiore Generale dire al presidente “nossignore, non abbiamo mai immaginato questa situazione”. Per evitarlo, i militari prevedono molte situazioni, la maggior parte delle quali non accadrà mai. Ultimamente, proprio alla fine della seconda guerra mondiale, le potenze anglosassoni avevano almeno tre piani di guerra contro l’URSS: Operation Dropshot, Plan Totality e Operation Unthinkable. Ecco alcuni promemoria da Wikipedia su ciò che queste operazioni prevedevano:
Operazione Dropshot: includeva profili di missione per l’utilizzo di 300 bombe nucleari e 29000 bombe ad alto esplosivo su 200 obiettivi in 100 città per cancellare l’85% del potenziale industriale dell’Unione Sovietica in un colpo solo. Tra 75 e 100 delle 300 armi nucleari erano volte a distruggere a terra gli aerei da combattimento sovietici.
Plan Totality: 20 città sovietiche da distruggere con un primo attacco: Mosca, Gorkij, Kujbishev, Sverdlovsk, Novosibirsk, Omsk, Saratov, Kazan, Leningrado, Baku, Tashkent, Cheljabinsk, Nizhnij Tagil, Magnitogorsk, Molotov, Tbilisi, Stalinsk, Groznij, Irkutsk e Jaroslavl.
Operation Unthinkable: prevedeva l’attacco a sorpresa di 47 divisioni anglo-statunitensi nella zona di Dresda, tra le linee sovietiche, circa la metà delle 100 divisioni (2,5 milioni di uomini) a disposizione di inglesi, statunitensi e canadesi all’epoca. (…) La maggior parte delle operazioni offensive sarebbe stata intrapresa da forze statunitensi ed inglesi, così come da forze polacche e da 100000 soldati della Wehrmacht tedesca.
Non dico altro, basta cercare su Wikipedia e altrove. Questa è l’idea anglosassone di come trattare con “gli alleati russi”: pugnalarli alla schiena con un attacco nucleare a sorpresa, cancellando la maggior parte delle loro città e scagliandogli contro la Wehrmacht nazista. Con “alleati” come questi, chi ha bisogno di nemici?! Eppure, non è successo. Oh, non perché questi “fari di democrazia” avessero scrupoli, ma per motivi ben più banali: in tutti e tre i casi, i rischi erano considerati troppo grandi e le possibilità di successo troppo scarse. Ora ecco la buona notizia: circa 70 anni dopo le possibilità di vittoria contro la Russia sono anche più piccole e i rischi infinitamente maggiori. In primo luogo, nel 1945 un attacco a sorpresa era teoricamente possibile. Oggi è categoricamente impossibile. In secondo luogo, nel 1945 gli anglosassoni avevano il monopolio delle armi nucleari. Oggi la Russia gode di una superiorità qualitativa e quantitativa nelle armi nucleari. In terzo luogo, mentre nel 1945 i sovietici non potevano colpire gli stessi Stati Uniti, ora la Russia può distruggere ciascuna grande città degli Stati Uniti. L’unica cosa che non è cambiata è, come nel 1945 l’esercito sovietico avrebbe potuto far carne tritata delle forze anglosassoni, così il moderno esercito russo è molto più potente delle forze NATO in Europa.
In tre occasioni quest’anno ho cercato di spiegare perché Stati Uniti/NATO non hanno opzioni militari in Ucraina (vedasi Ukraine SITREP March 11 (per smentire); Remembering the important lessons of the Cold War e Thinking the unthinkable) non voglio ripetere il tutto. Mi limiterò ad indicare i preparativi degli Stati Uniti per Desert Shield e Desert Storm, che videro i massicci movimenti di attrezzature e forze di Stati Uniti e alleati in Arabia Saudita, molti mesi prima dell’attacco all’Iraq. Dispiegare un paio di stormi o inviare dei carri armati in Lettonia non si avvicina allo sforzo massiccio necessario a preparare un attacco alla Russia. Inoltre, nella guerra moderna gli Stati Uniti non hanno bisogno dell’Ucraina (o anche) per la proiezione di potenza. In realtà, avvicinarsi alla Russia è effettivamente pericoloso per forze e sistemi che possono colpire la Russia a distanza, a meno che naturalmente si consideri seriamente un’offensiva terrestre dell’esercito statunitense in Ucraina, che USA/NATO non possono attualmente eseguire per gravi carenze di forze per un’operazione così importante. Inoltre, si ricordi che tutti gli eserciti della “NATO” sono più o meno uno scherzo. Se davvero si vuole seriamente minacciare la Russia solo gli Stati Uniti ne hanno i mezzi, il resto dell”alleanza’ NATO è essenzialmente roba politica. Polacchi ed estoni possono “giocare alla NATO” quanto vogliono, ma non sono più rilevanti di Paesi Bassi o Italia (anche meno in realtà). Abbiamo visto tutto ciò che le forze aeree USA/NATO possono fare nelle migliori condizioni possibili, in Kosovo: niente. E cosa contro 1970 postazioni delle difese aeree russe. Potete immaginare cosa farebbe la stessa potenza aerea contro la moderna Difesa aerea della Russia del 2014. Stessa cosa per la guerra aerea: una cosa è volare contro la prima versione d’esportazione dei MiG-29 e un’altra affrontare Su-35 e MiG-31BM (o anche SU-27 modernizzati agli standard SM1/SM2). Si ricordi che la NATO ha difese aeree estremamente deboli e vecchie. Una volta che l’Aeronautica russa attaccasse le forze di terra della NATO con Su-34 scortati da Su-35, sarebbe brutalmente rapida, almeno per la NATO. La Russia ha anche il vantaggio nell’artiglieria, nei missili balistici tattici e da crociera, nelle armi anticarro, nei missili da crociera tattici aerolanciati e molti altri aspetti bellici. Ma la cosa più importante, decisamente la parte più importante di qualsiasi operazione militare, è il soldato, molto più capace e più duro nell’esercito russo che in qualsiasi Paese NATO. È vero, Stati Uniti/NATO hanno ancora comunicazioni superiori, tra cui le comunicazioni sul campo di battaglia, e in generale una migliore capacità di ricognizione, ma non basterebbe a spostare la bilancia. Ma anche se diamo a USA/NATO il vantaggio, in ogni ipotesi, sappiamo che la dottrina militare ufficiale russa afferma chiaramente che se le forze convenzionali russe non bastassero a proteggere la Russia, sarebbero utilizzate le forze nucleari tattiche. Quindi è difficile immaginare quale tipo di “vittoria” le forze USA/NATO potrebbero realizzare. Per tutti questi motivi non credo che un attacco USA/NATO alla Russia accadrà mai.
La mossa delle forze militari, manifestata in varie località di Europa e Stati Uniti hanno scopi ben diversi: mostrare in “termini politici” che Stati Uniti e NATO sono “seri” e “decisi” a “proteggere” i loro “alleati europei” anche contro una del tutto immaginaria “minaccia russa”. Anche le “forze di punta” della NATO sono uno scherzo. Un costoso trucco pubblicitario, niente di più. Il vero rischio è che Stati Uniti/NATO facciano guerra alla Russia attraverso l’Ucraina. Molti osservatori in Russia e Ucraina dicono che “gli Stati Uniti sono pronti a combattere i russi fino all’ultimo soldato ucraino” ed è purtroppo tutto vero. L’ampiamente previsto attacco post-elezioni ucraine non è accaduto. Probabilmente per una combinazione di fattori, tra cui le elezioni in Ucraina, la riapertura del Voentorg russa e il fatto che i comandanti ucraini ritengono di aver bisogno di altro tempo per prepararsi. Tuttavia, se per qualche miracolo il regime nazista a Kiev sopravvivesse fino a primavera, la ripresa delle operazioni è probabile. A quel punto gli Stati Uniti userebbe il loro controllo totale della junta nazista per avviare una vera e propria guerra tra Russia e Ucraina che, naturalmente, l’Ucraina non vincerà ma che sarebbe un disastro per Russia e Ucraina e giustificherebbe una russofobia ancora più rabbiosa nell’UE, soprattutto dopo l’inevitabile vittoria russa. La miglior difesa della Russia verso tale scenario sarebbe rafforzare la Novorussia abbastanza da resistere all’attacco ucraino, mentre usa tutto il suo potere segreto per cercare d’innescare una rivolta popolare contro il regime. Dopo tutto, parliamo d’invio di soldati ucraini in una guerra che non possono vincere, per essere massacrati dai militari russi infinitamente superiori. Giungiamo sempre alla stessa conclusione: infine il popolo ucraino deve decidere se vuole vivere in uno Stato fallito nazista o morire per l’impero anglo-sionista.
Riguardo la Russia, la minaccia non è militare, non proviene da Stati Uniti, NATO, UE o militari ucraini. In realtà, Putin ha specificatamente dichiarato che le forze armate russe bastano a proteggere la Russia da qualsiasi attacco concepibile. Ed ha ragione. Per la Russia, la minaccia è prima di tutto la 5° colonna degli “integrazionisti atlantici” nel regime, in particolare presso il governo Medvedev che può sabotare il corso politico “eurasiatista sovranista” di Putin e dei suoi sostenitori, avendo tutto l’interesse ad impedire la tanto necessaria riforma dell’economia russa creando malcontento popolare contro Putin. In verità, Ucraina e UE sono più a rischio nella situazione attuale. Sono gli agnelli sacrificali dell’impero anglo-sionista ebbro di arroganza e ipocrisia. Se gli anglo-sionisti riescono a scatenare una guerra russo-ucraina, gli ucraini ovviamente perderanno mentre l’Europa occidentale sarà completamente soggiogata dagli USA negli anni a venire, con il pretesto di proteggere l’Europa da una immaginaria “minaccia russa”. Considerando quanto siano totalmente asserviti a Washington i politici dell’Unione europea, ed il controllo totale degli Stati Uniti sulla junta nazista, l’unica speranza è un risveglio tardivo e miracoloso dei popoli europei e ucraino. Non trattengo il fiato, anche se la speranza muore per ultima.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I droni ucraini abbattuti in Crimea

Philippe Grasset Dedefensa 9 dicembre 201413261Tranquillamente e con piccoli dettagli “inutili”, fonti militari russe dichiarano all’agenzia Novosti (Sputnik.News 9 dicembre 2014) che “alcuni droni ucraini” sono stati abbattuti sulla Crimea, che ha aderito alla Russia lo scorso marzo e di cui Kiev regolarmente e pomposamente ne annuncia la prossima conquista. Le fonti non specificano il numero di droni o la tempistica in cui si sono verificati tali incidenti, se intercettazioni e abbattimenti sono stati effettuati “il mese scorso” o se le circostanze o le osservazioni sulle procedure convenzionali utilizzate in questo caso sono state rispettate (intercettazione alla frontiera, comunicazione per raccomandare il cambio di rotta, distruzione in caso di continuazione della missione). Una precisazione tecnica è data: veicoli Pantsir dotati di 2 cannoni da 30mm e missili a corto raggio sono stati utilizzati. “La Russia il mese scorso ha abbattuto numerosi aeromobili di sorveglianza senza pilota ucraini che sorvolavano la penisola di Crimea da Nord, con i sistemi missilistici superficie-aria Pantsir (Greyhound), ha detto a RIA Novosti una fonte militare della Crimea. “I Pantsir sono stati usati contro obiettivi dalla divisione presso l’Istmo di Chongar”, ha detto la fonte militare. “Dopo aver riconosciuto il velivolo di sorveglianza senza pilota, viene intercettato al confine con l’ordine di tracciarlo e scortarlo. Se il velivolo di sorveglianza senza pilota vola in profondità nel nostro territorio o si avvicina a una struttura militare, viene abbattuto”, ha aggiunto la fonte. Il numero di aeromobili di sorveglianza distrutti dai missili russi non è stato specificato”. La discrezione dei russi, la loro stretta osservanza del segreto nei casi più problematici e sulle questioni militari (operative e altre) ne rendono delle rivelazioni significative. Le fonti, essendo ufficiali, assai probabilmente hanno informato in accordo con le autorità politiche e per scopi politici ed operative. Diverse conclusioni si possono trarre dal quadro per un’ipotesi interpretativa.
• In generale, questi interventi sono destinati agli osservatori e danno l’indicazione politica che la Crimea è territorio russo difeso come qualsiasi territorio russo e che alcuna violazione della sovranità sarà tollerata. La Crimea non è una sorta di Pakistan o Yemen dove droni stranieri vagano impunemente.
• Queste informazioni, date con il contagocce ma precise, evidenziano l’efficacia della difesa aerea russa in Crimea. Se l’altra parte vuole esserne informata con le sue incursioni, ora abbiamo anche la prova che si è in guerra della comunicazione sulle “operazioni segrete”.
• Il chiarimento sul sistema utilizzato per tali distruzioni può anche essere interpretato come indicazione che la difesa aerea in Crimea è forte, nel senso che dispone di tutti mezzi d’intervento necessari. (E’ noto, inoltre, che una squadra di intercettori Sukhoj Su-30 è stato staccata dal suo squadrone di provenienza da una base russa nel nord, per essere schierata in Crimea per le operazioni “di polizia dello spazio aereo”).
• Infine, la precisazione che la distruzione ha avuto luogo “il mese scorso” senza specificare cosa sia successo prima, suggerisce che i russi avrebbero concluso di esser certi che tali droni siano stranieri stanziati in Ucraina. I droni non sarebbero utilizzati dalle forze ucraine, i tentativi ufficiali ucraini di dotarsi di droni realizzati dagli israeliani non hanno portato a nulla (17 settembre 2014). Queste rivelazioni così ci invitavano a concludere che i russi credono o sanno che i droni sono schierati e utilizzati da non-ucraini cioè, seguendo l’ipotesi, dalla CIA che li usa, per esempio. Chi altro?
Ora si espanda il punto. L’impressione di professionalità, discrezione e efficienza che deriva da questi dati incontra le apprensioni del blocco BAO, in particolare degli Stati Uniti, sulla capacità russa, partendo dalle informazioni sulla distruzione dei droni “ucraini”, nel campo dei missili terra-aria. A tal proposito, più in generale nuove informazioni filtrano dal blocco BAO. Fonti militari e d’intelligence degli Stati Uniti hanno commentato nei giorni scorsi che l’invio degli S-400 alla Cina, dopo la firma di un contratto di vendita (1 dicembre 2014), sia un atto militare di grave preoccupazione per le forze USA. Queste fonti confermano che Stati Uniti e blocco BAO non hanno “alcun equivalente” dell’S-400 e non ci sono serie contromisure contro questi sistemi, che sono un’enorme ipoteca per l’offensiva aerea in caso di conflitto. L’unica incertezza, riferiscono le fonti, è se i russi consegnano ai cinesi l’S-400 al massimo standard che equipaggia le loro forze. Secondo le ipotesi classiche i russi non lo farebbero, essendo straordinariamente cauti nella consegna di armi sofisticate e nel trasferimento tecnologico. Ma il nuovo rapporto strategico tra Russia e Cina “sfoca tutti i dati disponibili“, riferiscono le fonti e le ipotesi convenzionali potrebbero esser già obsolete, e l’S-400 consegnato agli standard russi…
Nello stesso campo dei missili russi (ma anche cinesi e iraniani), le stesse fonti hanno detto che la minaccia principale, quasi come la potenza della difesa aerea della Russia, è nel campo dei missili antinave (terra-mare, mare-mare, aria-mare). Fonti militari del blocco BAO (USA) sono estremamente impressionati dallo sviluppo di missili antinave, in particolare di Russia e Cina, estremamente veloci (ipersonici a 4/5 Mach), altamente protetti elettronicamente, rendendone l’intercettazione incredibilmente complessa se non impossibile, con grande raggio e potenti testate. Questi missili sono progettati per colpire molto duramente le portaerei degli Stati Uniti, “come i giapponesi colpirono le corazzate della Flotta del Pacifico a Pearl Harbor“… Ciò dimostra la mancanza di entusiasmo dell’US Navy per le politiche dei falchi antirussi e anticinesi della leadership di Washington. Questo tipo di arma ha quasi il carattere di “arma navale assoluta” conforme a capacità operative e potenza dell’US Navy. Se si scopre che un missile antiportaerei esiste vi è il rischio della paralisi dell’US Navy dovuta alla psicosi che ne nascerebbe: il piccolo numero di grandi portaerei d’attacco su cui si concentra la maggior parte della potenza navale statunitense, attualmente 10, tra cui 5-6 in rotazione nello schieramento offensivo per esigenze di manutenzione, carenatura, ecc., incoraggiando una prudenza tale che la flotta in sostanza offensiva diverrebbe quasi difensiva, con una ritirata strategica dell’US Navy che la priverebbe della capacità di controllare i mari a livello globale. Ciò senza parlare del disastro che sarebbe la perdita di una o più portaerei, percepibile come una sorta di 9/11 (nuova immagine di Pearl Harbor) per la potenza militare USA, ma un 9/11 senza potenza militare pronta ad organizzare una risposta, poiché tale potenza verrebbe colpita ed orribilmente danneggiata. Nella stessa ottica, e mentre i negoziati con l’Iran sul nucleare falliscono, tali fonti affermano inoltre che l’US Navy considera il Golfo Persico una “trappola mortale” da cui ritirare quanto prima le portaerei, se ci fossero, in caso di rischio di conflitto. La parte iraniana è assolutamente presidiata e piena di postazioni missilistiche, di cui almeno la metà nascoste e non identificate, e quindi che non possono essere distrutte da attacchi preventivi…
Così la situazione generale di tensione e vere condizioni di possibile conflitto dall’inizio della crisi ucraina spingono gli strateghi militari USA (seri e non strateghi neocon da think tank) a considerare la realtà della situazione strategica complessiva. Il risultato non è così eccitante quanto creduto. La potenza statunitense è considerevole, certamente, ma sovraestesa e iperconcentrata su dei punti di forza (come le portaerei) che dovrebbero essere invulnerabili. Un cambio improvviso nelle circostanze o capacità tecniche, o in entrambi, potrebbe improvvisamente mutare l’egemonia di tale potenza, rendendola improvvisamente vulnerabile e costringendola a ritirarsi in una difesa totalmente in contraddizione con la politica espansionistica degli USA (blocco BAO). Nelle circostanze in cui la Russia (e la Cina, ed altri) tendono ad espandere le capacità belliche, gli Stati Uniti scoprono debolezze potenziali basate su squilibri, inadeguatezze e contraddizioni strutturali che hanno la possibilità di collassare comportando drammatici cambi di fortuna politica. Così si definisce la potenza (militare e non) del blocco BAO (Stati Uniti) e della nostra contro-civiltà: enorme, travolgente quanto si vuole, ma anche sempre più squilibrata ed instabile, con la possibilità di collassare all’improvviso, senza permettere un ripiego, una ripresa o un contro-attacco. La situazione è sempre più del “tutto o niente”, con il “tutto” che vacilla sempre più.1302717433Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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