Il Parlamento israeliano ordina la revisione sul futuro acquisto di F-35

Sputnik 27.09.2017In coincidenza con l’idea del Pentagono se si debbano ritirare 100 F-35 dal servizio piuttosto che aggiornarne in modo costoso il software obsoleto, il Parlamento israeliano esaminerà se ci siano alternative migliori ai costosi aviogetti della Lockheed Martin.
Il parlamento israeliano ha sostenuto che i piani per procurarsi 50 aerei da combattimento F-35 Adir, nomenclatura ufficiale israeliana del jet, impressionante in ebraico moderno, indicando la necessità di analizzare alternative prima di acquistare altri 25-50 F-35 richiesti dall’Aeronautica israeliana. L’IAF considera l’impiego di 75-100 F-35 in totale. Israele è stato il primo Paese a scegliere l’F-35 col programma di vendite militari estere del governo statunitense, ed è l’unico partner che il Pentagono autorizza a modificare l’aviogetto secondo le specifiche dell’IAF e con tecnici israeliani (al contrario degli equipaggi di manutenzione della Lockheed Martin). Alcuni dei primi F-35 usciti dalle linee di produzione verrebbero relegati solo all’addestramento viste le costose misure necessarie per adeguarne i software dal Block 2B al Block 3F per l’operatività, secondo Sputnik del 25 settembre. “Con tutte le limitazioni esistenti” che l’F-35 presenta, come incendio del motore, piloti privati dell’ossigeno e caschi potenzialmente pericolosi, “non possiamo ignorare la necessità di valutarne minuziosamente il futuro, specialmente riguardo le piattaforme da combattimento aereo, data la tecnologia così costosa, cruciale e soggetta a rapida evoluzione“, scrivevano i parlamentari in un documento pubblicato il 25 settembre. L’Aeronautica israeliana dovrebbe esaminare velivoli senza equipaggio e “altre fonti di tiro di precisione” per sostituire l’F-35 Adir, afferma la relazione del comitato per gli affari esteri e la difesa della Knesset.
L’IDF hanno accettato due nuovi F-35 il 16 settembre, secondo Sputnik, portando a 7 il numero totale di Adir nell’aviazione del Paese. Israele ha completato il processo di acquisizione di 19 F-35 al prezzo di 125 milioni di dollari ciascuno, conclusa la seconda fase di pagamento alla Lockheed Martin di 112 milioni dollari ad unità per 14 aviogetti, ed ha recentemente firmato un terzo accordo per altri 17 F-35, il 27 agosto. Tutti gli aerei dovrebbero essere consegnati entro il 2024, a quel punto l’IAF avrà due squadriglie di F-35.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Il Pentagono pensa di ritirare 100 F-35 prima che volino

FARS, 26 settembre 2017Relazioni indicano il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti considerare un cambio di direzione sulla flotta di F-35, con cui più di 100 caccia verrebbero ritirati dalla prima linea piuttosto che aggiornati con un nuovo software. Dei 1763 F-35 destinati ad entrare in servizio nell’US Air Force, 108 hanno bisogno di un aggiornamento della piattaforma software, da Block 2B a Block 3F, per essere operativi. Tale modifica sarebbe lunga e costosa, con 150 variazioni necessarie per ogni velivolo, per rispettare gli standard, secondo Sputnik. Potrebbe essere più conveniente prendere semplicemente i vecchi F-35 che necessitano di aggiornamenti e utilizzarli invece per test o addestramento. L’USAF attualmente effettua delle analisi costo-efficacia per determinare quale opzione sia migliore per il bilancio. “Ciò che vedremo è continuare ad analizzare il rapporto costo-efficacie nell’adeguare gli aerei più vecchi mentre andiamo avanti. Non è un gran discorso“, dichiarava il Capo di Stato Maggiore dell’Air Force, Generale David Goldfein, il 19 settembre, ridimensionando il senso dell’analisi. “In realtà ne abbiamo parlato riguardo F-16, F-15 ed F-22. Non abbiamo ancora avuto tempo“.
Nel caso dell’F-22, tre dozzine di caccia sono stati ritirati quando giunse il momento di aggiornarli, con l’USAF che optava per utilizzarli per l’addestramento. Anche i Marines e la Marina statunitense impiegano l’F-35, e Goldfein dice che discuterà come meglio procedere con gli omologhi di queste armi. Il bilancio per la Difesa del 2018 richiede l’acquisto di 440 F-35, un accordo che dovrebbe essere valutato 35-40 miliardi di dollari. Il Pentagono, però, afferma che il programma continua ad aumentare nei costi.
L’F-35, sempre controverso, è famigerato per il prezzo elevato e i numerosi difetti di progettazione, incluso il seggiolino eiettabile. L’aereo è così costoso che Lockheed Martin ha ricevuto 200 milioni di dollari in contratti per tentare di dimezzarne il costo. Viene anche da tempo affermato che l’F-35 costa troppo per modernizzarlo continuamente. Un rapporto del Pentagono del 2015 di un controllore sugli armamenti rilevava che le “modifiche dell’aereo potrebbero essere impossibili per i servizi, considerando i costi di aggiornamento dei primi lotti degli aerei mentre il programma continua ad aumentare la produzione entro un ambiente fiscalmente limitato”. “Ciò lascerebbe gli aeromobili con gravi limitazioni in futuro“.
Dopo un quarto di secolo di sviluppo, l’F-35 deve ancora divenire operativo. La produzione reale deve iniziare nel 2018.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Esercitazioni militari russo-bielorusse “Zapad 2017”

Valentin Vasilescu, Rete Voltaire, Bucarest (Romania), 18 settembre 2017
Valentin Vasilescu, esperto militare ed ex-vicecomandante dell’aeroporto militare di Otopeni.Dall’organizzazione del colpo di Stato in Ucraina, l’insediamento dei nazisti a Kiev e l’indipendenza della Crimea, la NATO alimenta la paranoia dei suoi membri europeo-orientali. Mosca non avrebbe protetto i crimeani da un governo nazista, ma conquistato e annesso questo territorio storicamente russo. Grazie a tale narrazione, Washington occupa l’Europa orientale militarmente, senza che i popoli sottomessi protestino. Al contrario, sono allarmati dalle manovre militari russe-bielorusse.
La stampa occidentale riferisce ogni sorta di preoccupanti ipotesi sulle esercitazioni militari “Zapad-2017” quale opportunità per la Russia d’invadere gli Stati sul fianco orientale della NATO. Nessuno si preoccupa di studiare lo scenario di queste esercitazioni ed ha la formazione necessaria per analizzarle. Vediamo cosa sono. Le esercitazioni militari russo-bielorusse Zapad-2017 si svolgono dal 14 al 20 settembre 2017 e mirano a: “Migliorare l’addestramento e l’uso di gruppi di forze armate per garantire la sicurezza dell’avamposto strategico della difesa collettiva di Russia e Bielorussia“. Lo scenario delle esercitazioni indica che il territorio della Bielorussia e l’enclave russa di Kaliningrad vengono infiltrati massicciamente da unità delle Forze Speciali che simulano i terroristi. Provengono da tre Paesi fittizi: Vajsnoryja, Vesbaria e Lubenia. Vesbaria si trova, sulla mappa, nel territorio di Lituania e Lettonia, e Lubenia comprende Lituania e Polonia, tutti membri della NATO. I terroristi infiltrati controllano importanti obiettivi nel Vajsnoryja, zona nordoccidentale della Bielorussia. Il primo passo è separare il Vajsnoryja dal resto della Bielorussia con azioni di sabotaggio volte ad aggravare la situazione socioeconomica del Paese e facilitare un colpo di Stato a Minsk. L’obiettivo è utilizzare il territorio bielorusso per lanciare una massiccia invasione della Russia. Il concetto delle esercitazioni Zapad-2017 si basa su misure militari capaci d’impedire la destabilizzazione della Bielorussia e la liberazione della regione occupata dal Vajsnoryja. Pertanto, il primo passo delle manovre è verificare la capacità delle Forze Armate russe e bielorusse di mantenere la supremazia aerea e bloccare il corridoio d’infiltrazione e rifornimento ai terroristi di armi e munizioni. Il secondo passo consiste nel verificare la capacità delle unità aeree d’intervenire a grande distanza dalle basi isolando e circondando i gruppi terroristici infiltrati. Questa operazione prevede la manovra di forze di supporto, terrestri e aeree, per bloccare la via di ritirata dei terroristi verso il Mar Baltico. L’ultima tappa delle manovre è circondare i terroristi ed eliminarli fisicamente.Quali conclusioni trarre?
Queste esercitazioni sono strettamente difensive, limitate all’ovest di Bielorussia e Russia. Si svolgono rigorosamente in sette poligoni terrestri in Bielorussia e tre in Russia, dove sono stati invitati osservatori militari di tutti gli Stati della NATO. Comprendono 12700 soldati (7200 in Bielorussia e 5500 in Russia), 680 mezzi, tra cui 370 blindati (di cui 250 carri armati), 200 sistemi d’artiglieria, 70 elicotteri e aerei e 10 navi da guerra. La necessità di pianificare queste esercitazioni deriva dal timore di un’invasione della NATO da Paesi baltici e Polonia. Per migliorare la sicurezza in questi Stati, la NATO ha recentemente schierato la 10.ma Brigata aerea statunitense, con più di 60 aeromobili, e la 3.za Brigata corazzata statunitense. Inoltre, nei tre Stati baltici, i membri della NATO svolgono un servizio in rotazione con uno squadrone di aerei da combattimento. La NATO ha anche creato una forza di risposta ultrarapida, formata da 10000 soldati di sette Stati membri appositamente addestrati per agire sulle coste di Mar Baltico e Mar Nero. I timori della Russia sono ragionevoli perché, secondo la dottrina della NATO, Mosca è nel “teatro operativo militare europeo”, sull’asse strategico bielorusso che inizia a Berlino, attraversa la Polonia, l’enclave di Kaliningrad e la Bielorussia, arrivando a Mosca e proseguendo per Samara (ex-Kujbishev). I carri armati possono avanzare rapidamente su questa vasta pianura. Questo percorso è chiaramente progettato per invadere Mosca. Gli obiettivi strategici sono i concentramenti vitali economico-politici (con complessi economici, fonti energetiche, materie prime, reti dei trasporti energetici, ecc.). La loro conquista o controllo temporaneo provoca automaticamente il cambio dell’equilibrio di forze in qualsiasi teatro di operazioni militari. Ad esempio, durante l’Operazione Barbarossa nella Seconda Guerra Mondiale, lanciata il 22 giugno 1941, il Gruppo armate centro guidò l’offensiva sull’asse strategico bielorusso, con 50 divisioni tedesche concentrate in Polonia, con obiettivo strategico per eccellenza Mosca. La Russia ha ripetutamente affermato che i 5 miliardi di dollari del finanziamento di euromajdan a Kiev (secondo Victoria Nuland, ex-vicesegretaria di Stato per l’Europa) portarono al colpo di Stato con cui l’Ucraina passò da amica a nemica della Russia. Tale situazione consente agli Stati Uniti di considerare in futuro l’invasione della Russia dalla NATO. Questa ipotesi non è priva di fondamenta, perché l’invasione potrebbe seguire l’asse ucraino; certamente la via migliore del teatro d’operazione in Europa. Tale asse strategico comincia a Monaco di Baviera, in Germania, attraversa Polonia, Ucraina, fino alla Russia sud-occidentale, passando per Volgograd (già Stalingrado) e seguendo il Volga fino al mare Caspio. Il piano Barbarossa, l’invasione dell’URSS durante la Seconda guerra mondiale, affidò la conquista dell’Ucraina al Gruppo armate sud composto da 57 divisioni tedesche, italiane, ungheresi e rumene. Alcune di queste (in totale 330000 soldati) furono circondate e distrutte a Stalingrado o forzate a consegnarsi ai sovietici il 26 gennaio 1943. Se l’Ucraina venisse scelta come punto di partenza per l’offensiva sulla Russia della NATO, darebbe il vantaggio alla NATO di poter evitare i combattimenti nei Carpazi, che raggiungono i 2061 metri di altezza.

[1] Queste esercitazioni non sono di notevoli dimensioni. Occupano meno di 13000 effettivi, mentre gli Stati aderenti all’OSCE, tra cui Bielorussia e Russia, s’impegnano ad invitare come osservatori tutti i partner dell’organizzazione.
[2] “Le osservazioni di Victoria Nuland alla Conferenza della Fondazione USA-Ucraina“, di Victoria Nuland, Voltaire Network, 13 dicembre 2013.

La Russia effettuava lanci del missile balistico tattico Iskander-M
Vladimir Rodzianko, The Duran 18 settembre 2017

I militari russi hanno condotto il lancio di un missile balistico Iskander-M alla gittata massima operativa, secondo il Ministero della Difesa russo.
Un sistema missilistico Iskander-M ha eseguito il lancio di un missile dal poligono di Kapustin Jar nella regione di Astrakhan, nell’ambito dell’esercitazione strategica Russia-Bielorussia Zapad-2017″, dichiarava il Ministero della Difesa russo a Sputnik. “Il missile ha volato per 480 chilometri colpendo l’obiettivo nel poligono Makat (Kazakistan)“, affermava la dichiarazione. Il 9K720 Iskander è un sistema missilistico mobile a corto raggio creato e schierato dalla Federazione Russa. Questi sistemi missilistici sostituiranno i sistemi obsoleti OTR-21 Tochka, ancora impiegati dalle Forze Armate russe, entro il 2020. L’Iskander ha diverse testate convenzionali, tra cui una da combattimento con submunizioni, una esplosiva aria-combustibile, una esplosiva ad alta potenza, una a penetrazione anti-bunker e una ad impulsi elettromagnetici per le missioni anti-radar. Il missile può anche trasportare testate nucleari. Nel settembre del 2017, il Direttore Generale della KBM, Valerij M. Kashin, dichiarò che c’erano almeno sette versioni (e “forse più”) del missile Iskander, tra cui una da crociera.

Le manovre russo-cinesi enfatizzano la guerra anti-som
Sputnik 18.09.2017

Un distaccamento della Marina Militare cinese arrivava a Vladivostok per partecipare alla seconda fase delle esercitazioni navali russo-cinesi Joint Sea-2017. In un’analisi speciale per Sputnik, l’osservatore militare russo Vasilij Kashin ha spiegato ciò che rende uniche le esercitazioni nella cooperazione militare russo-cinese.
La seconda fase delle Joint Sea-2017 iniziavano ufficialmente il 18 settembre per proseguire fino al 26 settembre. La fase costiera delle esercitazioni si svolgerà fino al 28 settembre e prevede le manovre congiunte della fanteria navale russa e cinese. La seconda tappa, dal 22 settembre, sarà costituita dalla fase marittima nel Mar di Giappone e nell’area meridionale del Mare di Okhotsk. Le navi della Marina Militare russa coinvolte nelle esercitazioni sono l’Admiral Tributs, cacciatorpediniere classe Udaloj progettato per la guerra anti-som, nonché la Sovershennyj, corvetta classe Steregushyj che la NATO designa fregata per le dimensioni, la nave di supporto Igor Belusov, dotata di apparecchiature di soccorso subacqueo AS-40, oltre a 2 sottomarini diesel, una corvetta classe Tarantul e diverse navi appoggio. La Cina è rappresentata dal cacciatorpediniere Shijiazhuang, dotato del sistema missilistico antiaereo russo S-300FM, dalla fregata Daqing e dalla nave di supporto Changdao, che dispone di un veicolo di soccorso subacqueo Elar-7.
Commentando le esercitazioni, Kashin spiega che sono significative per la particolare attenzione alla guerra anti-som. Secondo l’osservatore, ciò è importante perché, mentre le precedenti esercitazioni congiunte marittime prestavano particolare attenzione alle operazioni di assalto anfibio, queste ne sono totalmente prive. “Le unità della fanteria navale condurranno una manovra congiunta sulla riva, ma gli sbarchi non sono inclusi nel programma di quest’anno“, secondo Kashin. “Invece“, sottolinea l’analista, “per la prima volta sono incluse le manovre congiunte di navi di salvataggio sottomarini russe e cinesi dotate di veicoli di salvataggio in mare profondo. Gli aerei anti-som russi e gli elicotteri anti-som russi e cinesi partecipano alle esercitazioni: due sottomarini della Flotta del Pacifico russa ne sono coinvolti, probabilmente il loro ruolo sarà essere trovati e “salvati” dalla task force congiunta russo-cinese“. Secondo Kashin la novità di queste esercitazioni è che aiuteranno lo scambio di preziose esperienze nell’organizzare operazioni di salvataggio. “Inoltre, grazie alla cooperazione, nuove opportunità saranno aperte per realizzare effettive missioni congiunte russo-cinesi se un disastro accadesse mai a un sottomarino appartenente ad uno dei due Paesi“. Naturalmente, anche l’ampliato scambio di esperienze sulla guerra anti-som avrà “particolare interesse per i cinesi“, nota l’analista. Infine, Kashin ritiene che la crescente importanza delle operazioni di guerra anti-som nei programmi delle esercitazioni congiunte russo-cinesi indica crescente fiducia tra i due Paesi nella sfera militare, “e la volontà di scambiare informazioni su questioni complesse“. “La cooperazione russo-cinese in questo settore non è ancora pari alla cooperazione tra Russia e India, con quest’ultima che affitta sottomarini nucleari russi, tuttavia si può ipotizzare che l’obiettivo della cooperazione tra Russia e Cina sia ottenere un simile livello di fiducia e cooperazione“, concludeva l’esperto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Esercitazione strategica Zapad 2017

Alessandro Lattanzio, 16/9/2017L’esercitazione strategica congiunta Zapad 2017 si svolge dal 14 al 20 settembre sotto la direzione degli Stati Maggiori Generali della Federazione russa e della Repubblica di Bielorussia. 12700 truppe (7200 bielorusse e 5500 russe), 70 aeromobili e 680 mezzi, tra cui 250 carri armati e 200 sistemi d’artiglieria, nonché 10 navi da guerra, partecipano alle manovre. Inoltre, da parte russa operano raggruppamenti operativi delle Guardia di Frontiera, FSB ed EMERCOM. L’esercitazione si svolge nelle Repubblica di Bielorussia e regioni russe di Kaliningrad, Leningrado e Pskov, ed è volta a migliorare l’interoperabilità dei comandi nei diversi livelli, nonché l’integrazione di truppe e sistemi d’arma. Saranno testate le nuove tattiche sviluppate dalle Forze Armate russe e bielorusse. L’esercitazione simula alcuni gruppi estremisti che s’infiltrano nei territori della Repubblica di Bielorussia e nella regione di Kaliningrad della Federazione russa per eseguire attacchi terroristici e destabilizzare Russia e Bielorussia. Gli estremisti sono supportati dall’estero ricevendo logistica e materiale aerolanciato.
Per sconfiggere i terroristi le truppe devono svolgere una serie di compiti tattici:
– dispiegamento di unità dei raggruppamenti regionali nelle aree occupate dai terroristi, isolandoli;
– operazioni aeree e di difesa aerea per sostenere le forze terrestri e bloccare gli aviorifornimenti ai terroristi;
– operazioni speciali per eliminare i terroristi e stabilizzare la situazione;
– blocco navale dell’area ed operazioni speciali volte ad impedire la fuga dei terroristi via Baltico.
L’esercitazione congiunta Russia-Bielorussia Zapad 2017 ha suscitato isteria in occidente, sebbene si tengano regolarmente dal 2009 e con un preavviso di mesi, tanto che la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen farneticava di esercitazioni con oltre 100000 soldati alla “periferia orientale della NATO”. “I militari russi sono “sorpresi” da tali cifre insensate“, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggior-Generale Igor Konashenkov, mentre il politico neonazista ucraino Aleksandr Turchinov, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina, sproloquiava di 240000 soldati, 10000 mezzi e 100 aerei, contraddicendo qualsiasi dato concreto.
Le esercitazioni Zapad 2017 sono volte a verificare la compatibilità operativa delle Forze Armate russe e bielorusse nelle operazioni antiterrorismo. Ma ciò veniva visto dalla presidenta lituana Dalia Grybauskaite come “giochi aggressivi diretti contro l’occidente“, mentre a luglio, il tenente-generale Ben Hodges, comandante delle forze armate statunitensi in Europa, le definiva “cavallo di Troia” contro la NATO. “Vorrei sottolineare che, a parte la componente antiterrorismo, l’esercitazione Zapad-2017 è di carattere puramente difensivo“, dichiarava il Tenente-Generale Aleksandr Fomin, definendo “mito” qualsiasi accusa contro di esse. “Non progettiamo l’attacco a nessuno. Per vedere di cosa si tratta, abbiamo invitato chiunque voglia assistervi. Venite a vedere“, dichiarava il Presidente Aleksandr Lukashenko, invitando ONU, NATO e OSCE, ed oltre 80 osservatori stranieri.
Nel frattempo la Svezia svolgeva le più grandi manovre in vent’anni, mentre 40000 truppe della NATO avevano partecipato a 18 esercitazioni in Europa, anche in Paesi come Georgia e Ucraina, vicino al confine con la Russia, mentre Ungheria, Romania e Bulgaria partecipavano con gli Stati Uniti alle manovre Sabre Guardian 2017, con 25000 militari provenienti da 22 Paesi, e l’Ucraina aveva ospitato le esercitazioni navali Sea Breeze 2017 degli Stati Uniti, che videro la presenza di 2500 truppe e 30 navi provenienti da 17 Paesi.

Fonti:
Cassad
Russia Feed
MoD RF

Misteriosi incidenti presso la base aerea di Nellis. Ancora l’F-35?

Alessandro Lattanzio, 10/9/2017Un pilota rimaneva ucciso in un secondo incidente aereo, in una settimana, presso il Nevada Test and Training Range dell’US Air Force. Il colonnello Eric Schultz decedeva per le ferite subite nello schianto del proprio aereo, intorno alle 6:00 del 5 settembre, nel poligono a 200 km a nord-ovest della base aerea Nellis. Il velivolo, non specificato ma probabilmente un F-35, era stato assegnato al Comando Materiali dell’US Air Force e svolgeva una missione di addestramento al momento dell’incidente. “Le informazioni sul tipo di aeromobile interessato sono classificate e non divulgabili“, dichiarava il Maggiore Christina Sukach, a capo degli affari pubblici del 99.mo Stormo della Base aerea Nellis. Il Capo di Stato Maggiore dell’USAF, Generale David L. Goldfein, escludeva ogni speculazione che l’aereo fosse un caccia F-35 Joint Strike Fighter. “Posso dire che non era un F-35“, aveva detto a un giornalista di Military.com. Schultz era un pilota veterano con oltre 2000 ore di volo su numerosi velivoli, tra cui F-35 e CF-18, la versione canadese dell’F/A-18 Hornet, ed F-15E, con cui compì più di 50 missioni in Afghanistan. Ha inoltre svolto funzioni di direttore delle operazioni presso il centro dei test di volo canadese e operato sui sistemi per il programma sul Laser Aeroportato. Prima della carriera militare, Schultz aveva lavorato presso il Prat&Whitney Seattle Aerosciences Centre e presso il Naval Air Warfare Center. Nel 2011 fu il 28.mo pilota a volare sull’F-35 Joint Strike Fighter. L’F-35 è il programma più costoso di acquisizione di armamenti del Pentagono, dal costo stimato di oltre 400 miliardi di dollari. L’incidente è avvenuto il giorno prima che 2 aerei di attacco A-10C Thunderbolt II si schiantassero nello stesso poligono. Entrambi i piloti si erano eiettati. Gli aviogetti A-10C del 57.mo Stormo svolgevano, anch’essi, una missione di addestramento, quando precipitarono intorno alle 20:00 del 6 settembre. L’USAF non aveva comunicato dov’era accaduto esattamente l’incidente. Resta poco chiaro perché la morte di Schultz venisse comunicata tre giorni dopo l’incidente.
Va ricordato che anche l’US Navy nell’ultimo anno ha subito gravi e seri indicenti.Fonte: Military