Esercitazioni militari russo-bielorusse “Zapad 2017”

Valentin Vasilescu, Rete Voltaire, Bucarest (Romania), 18 settembre 2017
Valentin Vasilescu, esperto militare ed ex-vicecomandante dell’aeroporto militare di Otopeni.Dall’organizzazione del colpo di Stato in Ucraina, l’insediamento dei nazisti a Kiev e l’indipendenza della Crimea, la NATO alimenta la paranoia dei suoi membri europeo-orientali. Mosca non avrebbe protetto i crimeani da un governo nazista, ma conquistato e annesso questo territorio storicamente russo. Grazie a tale narrazione, Washington occupa l’Europa orientale militarmente, senza che i popoli sottomessi protestino. Al contrario, sono allarmati dalle manovre militari russe-bielorusse.
La stampa occidentale riferisce ogni sorta di preoccupanti ipotesi sulle esercitazioni militari “Zapad-2017” quale opportunità per la Russia d’invadere gli Stati sul fianco orientale della NATO. Nessuno si preoccupa di studiare lo scenario di queste esercitazioni ed ha la formazione necessaria per analizzarle. Vediamo cosa sono. Le esercitazioni militari russo-bielorusse Zapad-2017 si svolgono dal 14 al 20 settembre 2017 e mirano a: “Migliorare l’addestramento e l’uso di gruppi di forze armate per garantire la sicurezza dell’avamposto strategico della difesa collettiva di Russia e Bielorussia“. Lo scenario delle esercitazioni indica che il territorio della Bielorussia e l’enclave russa di Kaliningrad vengono infiltrati massicciamente da unità delle Forze Speciali che simulano i terroristi. Provengono da tre Paesi fittizi: Vajsnoryja, Vesbaria e Lubenia. Vesbaria si trova, sulla mappa, nel territorio di Lituania e Lettonia, e Lubenia comprende Lituania e Polonia, tutti membri della NATO. I terroristi infiltrati controllano importanti obiettivi nel Vajsnoryja, zona nordoccidentale della Bielorussia. Il primo passo è separare il Vajsnoryja dal resto della Bielorussia con azioni di sabotaggio volte ad aggravare la situazione socioeconomica del Paese e facilitare un colpo di Stato a Minsk. L’obiettivo è utilizzare il territorio bielorusso per lanciare una massiccia invasione della Russia. Il concetto delle esercitazioni Zapad-2017 si basa su misure militari capaci d’impedire la destabilizzazione della Bielorussia e la liberazione della regione occupata dal Vajsnoryja. Pertanto, il primo passo delle manovre è verificare la capacità delle Forze Armate russe e bielorusse di mantenere la supremazia aerea e bloccare il corridoio d’infiltrazione e rifornimento ai terroristi di armi e munizioni. Il secondo passo consiste nel verificare la capacità delle unità aeree d’intervenire a grande distanza dalle basi isolando e circondando i gruppi terroristici infiltrati. Questa operazione prevede la manovra di forze di supporto, terrestri e aeree, per bloccare la via di ritirata dei terroristi verso il Mar Baltico. L’ultima tappa delle manovre è circondare i terroristi ed eliminarli fisicamente.Quali conclusioni trarre?
Queste esercitazioni sono strettamente difensive, limitate all’ovest di Bielorussia e Russia. Si svolgono rigorosamente in sette poligoni terrestri in Bielorussia e tre in Russia, dove sono stati invitati osservatori militari di tutti gli Stati della NATO. Comprendono 12700 soldati (7200 in Bielorussia e 5500 in Russia), 680 mezzi, tra cui 370 blindati (di cui 250 carri armati), 200 sistemi d’artiglieria, 70 elicotteri e aerei e 10 navi da guerra. La necessità di pianificare queste esercitazioni deriva dal timore di un’invasione della NATO da Paesi baltici e Polonia. Per migliorare la sicurezza in questi Stati, la NATO ha recentemente schierato la 10.ma Brigata aerea statunitense, con più di 60 aeromobili, e la 3.za Brigata corazzata statunitense. Inoltre, nei tre Stati baltici, i membri della NATO svolgono un servizio in rotazione con uno squadrone di aerei da combattimento. La NATO ha anche creato una forza di risposta ultrarapida, formata da 10000 soldati di sette Stati membri appositamente addestrati per agire sulle coste di Mar Baltico e Mar Nero. I timori della Russia sono ragionevoli perché, secondo la dottrina della NATO, Mosca è nel “teatro operativo militare europeo”, sull’asse strategico bielorusso che inizia a Berlino, attraversa la Polonia, l’enclave di Kaliningrad e la Bielorussia, arrivando a Mosca e proseguendo per Samara (ex-Kujbishev). I carri armati possono avanzare rapidamente su questa vasta pianura. Questo percorso è chiaramente progettato per invadere Mosca. Gli obiettivi strategici sono i concentramenti vitali economico-politici (con complessi economici, fonti energetiche, materie prime, reti dei trasporti energetici, ecc.). La loro conquista o controllo temporaneo provoca automaticamente il cambio dell’equilibrio di forze in qualsiasi teatro di operazioni militari. Ad esempio, durante l’Operazione Barbarossa nella Seconda Guerra Mondiale, lanciata il 22 giugno 1941, il Gruppo armate centro guidò l’offensiva sull’asse strategico bielorusso, con 50 divisioni tedesche concentrate in Polonia, con obiettivo strategico per eccellenza Mosca. La Russia ha ripetutamente affermato che i 5 miliardi di dollari del finanziamento di euromajdan a Kiev (secondo Victoria Nuland, ex-vicesegretaria di Stato per l’Europa) portarono al colpo di Stato con cui l’Ucraina passò da amica a nemica della Russia. Tale situazione consente agli Stati Uniti di considerare in futuro l’invasione della Russia dalla NATO. Questa ipotesi non è priva di fondamenta, perché l’invasione potrebbe seguire l’asse ucraino; certamente la via migliore del teatro d’operazione in Europa. Tale asse strategico comincia a Monaco di Baviera, in Germania, attraversa Polonia, Ucraina, fino alla Russia sud-occidentale, passando per Volgograd (già Stalingrado) e seguendo il Volga fino al mare Caspio. Il piano Barbarossa, l’invasione dell’URSS durante la Seconda guerra mondiale, affidò la conquista dell’Ucraina al Gruppo armate sud composto da 57 divisioni tedesche, italiane, ungheresi e rumene. Alcune di queste (in totale 330000 soldati) furono circondate e distrutte a Stalingrado o forzate a consegnarsi ai sovietici il 26 gennaio 1943. Se l’Ucraina venisse scelta come punto di partenza per l’offensiva sulla Russia della NATO, darebbe il vantaggio alla NATO di poter evitare i combattimenti nei Carpazi, che raggiungono i 2061 metri di altezza.

[1] Queste esercitazioni non sono di notevoli dimensioni. Occupano meno di 13000 effettivi, mentre gli Stati aderenti all’OSCE, tra cui Bielorussia e Russia, s’impegnano ad invitare come osservatori tutti i partner dell’organizzazione.
[2] “Le osservazioni di Victoria Nuland alla Conferenza della Fondazione USA-Ucraina“, di Victoria Nuland, Voltaire Network, 13 dicembre 2013.

La Russia effettuava lanci del missile balistico tattico Iskander-M
Vladimir Rodzianko, The Duran 18 settembre 2017

I militari russi hanno condotto il lancio di un missile balistico Iskander-M alla gittata massima operativa, secondo il Ministero della Difesa russo.
Un sistema missilistico Iskander-M ha eseguito il lancio di un missile dal poligono di Kapustin Jar nella regione di Astrakhan, nell’ambito dell’esercitazione strategica Russia-Bielorussia Zapad-2017″, dichiarava il Ministero della Difesa russo a Sputnik. “Il missile ha volato per 480 chilometri colpendo l’obiettivo nel poligono Makat (Kazakistan)“, affermava la dichiarazione. Il 9K720 Iskander è un sistema missilistico mobile a corto raggio creato e schierato dalla Federazione Russa. Questi sistemi missilistici sostituiranno i sistemi obsoleti OTR-21 Tochka, ancora impiegati dalle Forze Armate russe, entro il 2020. L’Iskander ha diverse testate convenzionali, tra cui una da combattimento con submunizioni, una esplosiva aria-combustibile, una esplosiva ad alta potenza, una a penetrazione anti-bunker e una ad impulsi elettromagnetici per le missioni anti-radar. Il missile può anche trasportare testate nucleari. Nel settembre del 2017, il Direttore Generale della KBM, Valerij M. Kashin, dichiarò che c’erano almeno sette versioni (e “forse più”) del missile Iskander, tra cui una da crociera.

Le manovre russo-cinesi enfatizzano la guerra anti-som
Sputnik 18.09.2017

Un distaccamento della Marina Militare cinese arrivava a Vladivostok per partecipare alla seconda fase delle esercitazioni navali russo-cinesi Joint Sea-2017. In un’analisi speciale per Sputnik, l’osservatore militare russo Vasilij Kashin ha spiegato ciò che rende uniche le esercitazioni nella cooperazione militare russo-cinese.
La seconda fase delle Joint Sea-2017 iniziavano ufficialmente il 18 settembre per proseguire fino al 26 settembre. La fase costiera delle esercitazioni si svolgerà fino al 28 settembre e prevede le manovre congiunte della fanteria navale russa e cinese. La seconda tappa, dal 22 settembre, sarà costituita dalla fase marittima nel Mar di Giappone e nell’area meridionale del Mare di Okhotsk. Le navi della Marina Militare russa coinvolte nelle esercitazioni sono l’Admiral Tributs, cacciatorpediniere classe Udaloj progettato per la guerra anti-som, nonché la Sovershennyj, corvetta classe Steregushyj che la NATO designa fregata per le dimensioni, la nave di supporto Igor Belusov, dotata di apparecchiature di soccorso subacqueo AS-40, oltre a 2 sottomarini diesel, una corvetta classe Tarantul e diverse navi appoggio. La Cina è rappresentata dal cacciatorpediniere Shijiazhuang, dotato del sistema missilistico antiaereo russo S-300FM, dalla fregata Daqing e dalla nave di supporto Changdao, che dispone di un veicolo di soccorso subacqueo Elar-7.
Commentando le esercitazioni, Kashin spiega che sono significative per la particolare attenzione alla guerra anti-som. Secondo l’osservatore, ciò è importante perché, mentre le precedenti esercitazioni congiunte marittime prestavano particolare attenzione alle operazioni di assalto anfibio, queste ne sono totalmente prive. “Le unità della fanteria navale condurranno una manovra congiunta sulla riva, ma gli sbarchi non sono inclusi nel programma di quest’anno“, secondo Kashin. “Invece“, sottolinea l’analista, “per la prima volta sono incluse le manovre congiunte di navi di salvataggio sottomarini russe e cinesi dotate di veicoli di salvataggio in mare profondo. Gli aerei anti-som russi e gli elicotteri anti-som russi e cinesi partecipano alle esercitazioni: due sottomarini della Flotta del Pacifico russa ne sono coinvolti, probabilmente il loro ruolo sarà essere trovati e “salvati” dalla task force congiunta russo-cinese“. Secondo Kashin la novità di queste esercitazioni è che aiuteranno lo scambio di preziose esperienze nell’organizzare operazioni di salvataggio. “Inoltre, grazie alla cooperazione, nuove opportunità saranno aperte per realizzare effettive missioni congiunte russo-cinesi se un disastro accadesse mai a un sottomarino appartenente ad uno dei due Paesi“. Naturalmente, anche l’ampliato scambio di esperienze sulla guerra anti-som avrà “particolare interesse per i cinesi“, nota l’analista. Infine, Kashin ritiene che la crescente importanza delle operazioni di guerra anti-som nei programmi delle esercitazioni congiunte russo-cinesi indica crescente fiducia tra i due Paesi nella sfera militare, “e la volontà di scambiare informazioni su questioni complesse“. “La cooperazione russo-cinese in questo settore non è ancora pari alla cooperazione tra Russia e India, con quest’ultima che affitta sottomarini nucleari russi, tuttavia si può ipotizzare che l’obiettivo della cooperazione tra Russia e Cina sia ottenere un simile livello di fiducia e cooperazione“, concludeva l’esperto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Annunci

Esercitazione strategica Zapad 2017

Alessandro Lattanzio, 16/9/2017L’esercitazione strategica congiunta Zapad 2017 si svolge dal 14 al 20 settembre sotto la direzione degli Stati Maggiori Generali della Federazione russa e della Repubblica di Bielorussia. 12700 truppe (7200 bielorusse e 5500 russe), 70 aeromobili e 680 mezzi, tra cui 250 carri armati e 200 sistemi d’artiglieria, nonché 10 navi da guerra, partecipano alle manovre. Inoltre, da parte russa operano raggruppamenti operativi delle Guardia di Frontiera, FSB ed EMERCOM. L’esercitazione si svolge nelle Repubblica di Bielorussia e regioni russe di Kaliningrad, Leningrado e Pskov, ed è volta a migliorare l’interoperabilità dei comandi nei diversi livelli, nonché l’integrazione di truppe e sistemi d’arma. Saranno testate le nuove tattiche sviluppate dalle Forze Armate russe e bielorusse. L’esercitazione simula alcuni gruppi estremisti che s’infiltrano nei territori della Repubblica di Bielorussia e nella regione di Kaliningrad della Federazione russa per eseguire attacchi terroristici e destabilizzare Russia e Bielorussia. Gli estremisti sono supportati dall’estero ricevendo logistica e materiale aerolanciato.
Per sconfiggere i terroristi le truppe devono svolgere una serie di compiti tattici:
– dispiegamento di unità dei raggruppamenti regionali nelle aree occupate dai terroristi, isolandoli;
– operazioni aeree e di difesa aerea per sostenere le forze terrestri e bloccare gli aviorifornimenti ai terroristi;
– operazioni speciali per eliminare i terroristi e stabilizzare la situazione;
– blocco navale dell’area ed operazioni speciali volte ad impedire la fuga dei terroristi via Baltico.
L’esercitazione congiunta Russia-Bielorussia Zapad 2017 ha suscitato isteria in occidente, sebbene si tengano regolarmente dal 2009 e con un preavviso di mesi, tanto che la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen farneticava di esercitazioni con oltre 100000 soldati alla “periferia orientale della NATO”. “I militari russi sono “sorpresi” da tali cifre insensate“, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggior-Generale Igor Konashenkov, mentre il politico neonazista ucraino Aleksandr Turchinov, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina, sproloquiava di 240000 soldati, 10000 mezzi e 100 aerei, contraddicendo qualsiasi dato concreto.
Le esercitazioni Zapad 2017 sono volte a verificare la compatibilità operativa delle Forze Armate russe e bielorusse nelle operazioni antiterrorismo. Ma ciò veniva visto dalla presidenta lituana Dalia Grybauskaite come “giochi aggressivi diretti contro l’occidente“, mentre a luglio, il tenente-generale Ben Hodges, comandante delle forze armate statunitensi in Europa, le definiva “cavallo di Troia” contro la NATO. “Vorrei sottolineare che, a parte la componente antiterrorismo, l’esercitazione Zapad-2017 è di carattere puramente difensivo“, dichiarava il Tenente-Generale Aleksandr Fomin, definendo “mito” qualsiasi accusa contro di esse. “Non progettiamo l’attacco a nessuno. Per vedere di cosa si tratta, abbiamo invitato chiunque voglia assistervi. Venite a vedere“, dichiarava il Presidente Aleksandr Lukashenko, invitando ONU, NATO e OSCE, ed oltre 80 osservatori stranieri.
Nel frattempo la Svezia svolgeva le più grandi manovre in vent’anni, mentre 40000 truppe della NATO avevano partecipato a 18 esercitazioni in Europa, anche in Paesi come Georgia e Ucraina, vicino al confine con la Russia, mentre Ungheria, Romania e Bulgaria partecipavano con gli Stati Uniti alle manovre Sabre Guardian 2017, con 25000 militari provenienti da 22 Paesi, e l’Ucraina aveva ospitato le esercitazioni navali Sea Breeze 2017 degli Stati Uniti, che videro la presenza di 2500 truppe e 30 navi provenienti da 17 Paesi.

Fonti:
Cassad
Russia Feed
MoD RF

Erosione militare degli Stati Uniti

Andrej Akulov, SCF 27.08.2017Il ministro della Difesa Jim Mattis dichiarò a giugno di esser “scioccato”, ritornando al Pentagono, per la fatiscenza dell’operatività militare degli Stati Uniti. Si credeva che la dichiarazione fosse solo un altro tentativo di convincere i congressisti che i militari necessitassero di altri fondi. Forse era una delle ragioni, ma una serie di incidenti confermano che “qualcosa non va in Danimarca”. Questi non sono i giorni migliori delle forze armate statunitensi, afflitte da problemi. Alcuni esperti ritengono che gli Stati Uniti subiscano l’erosione delle forze armate. Il Viceammiraglio Joseph Aucoin è stato dimesso dal comando della 7.ma Flotta, dopo l’incidente del 21 agosto in cui il cacciatorpediniere lanciamissili USS John S. McCain si scontrò con una nave mercantile, ad est dello stretto di Malacca. Fu la quarta volta che una nave da guerra degli Stati Uniti aveva un incidente nelle acque asiatiche, nel 2017. Il capo del comando del Pacifico degli Stati Uniti Harry Harris dichiarava che non avrebbe avuto effetti sulle operazioni. È difficile crederlo dopo la serie di incidenti di quest’anno. Il presidente Trump si è impegnato ad aumentare la flotta da 272 a 350 navi. Il piano di costruzioni navali per 30 anni attualmente in vigore porterebbe il numero a 308. Arrivare a 350 comporterebbe una grande balzo delle spese tenendo conto della manutenzione, del personale, dell’acquisizione di armi e dei costi a lungo termine. Il presidente vuole anche aumentare l’esercito di 60000 soldati e i marines di 20000 effettivi. Avere più personale e sistemi di arma è un bene, ma la professionalità è importante. Qual è il senso nel costruire più scafi e poi ridurre il numero di navi da guerra operative a causa di incidenti?
Jerry Hendrix, ex-capitano e direttore associato del programma di strategia e valutazioni della difesa presso il Centro per una nuova sicurezza americana, ritiene che gli incidenti indichino due importanti disagi: leadership e addestramento. La CNN riferiva che oltre alla “sospensione” della Marina, il Corpo dei Marine sospendeva i voli di tutti i suoi aeromobili 24 ore prima, a causa di due incidenti mortali, “per concentrarsi su fondamenti delle operazioni di volo sicure, standardizzazione e prontezza al combattimento”, citando il presidente del Comitato per i servizi armati Mac Thornberry, del Texas, secondo cui era inaudito che “due servizi militari debbano chinarsi per rivedere le procedure di sicurezza e addestramento”. Tre marines furono dichiarati deceduti all’inizio del mese dopo che il loro convertiplano MV-22 Osprey si era schiantato sulla coste australiane, rimbalzando sul ponte di poppa dell’USS Green Bay, nave d’assalto anfibio, e cadendo in mare il 5 agosto. Un elicottero Blackhawk dell’esercito si schiantava al largo delle Hawaii il 15 agosto. Come si può vedere, tutti i servizi affrontano lo stesso problema, un incidente dopo l’altro. La pianificazione ha molti difetti. Si prenda l’USS Zumwalt, la più costosa nave furtiva della Marina statunitense, dal costo superiore ai 4,4 miliardi di dollari e consegnato con due anni di ritardo, e già aveva problemi meccanici e ai motori, non più adatta alle missioni per cui è stata progettata. L’ultima nave è un fallimento progettuale. Quindi, la costruzione dei cacciatorpediniere Arleigh Burke concepiti negli anni ’80 continuerà. L’esercito ha ancora un elicottero d’attacco e un carro armato obsoleti. È giunto il momento di avere qualcosa di più moderno degli autoveicoli HMMWV Humvee. Il sistema d’ artiglieria mobile dell’esercito è obsoleto rispetto a quelli di altre nazioni. Gli aeromobili per il rifornimento in volo dell’US Air Force hanno più di 50 anni. Grandi somme di denaro vengono spese per nuove portaerei e “supervelivoli” come l’F-35, mentre molti sistemi d’arma convenzionali sono obsoleti senza speranza.
Le operazioni in Iraq e Afghanistan mostrano che l’Esercito può avanzare e occupare un territorio ma non può controllarlo. Non ci sono state brevi guerre vittoriose in questo secolo che potrebbero inorgoglire le forze armate statunitensi. Gli Stati Uniti spendono di più per la difesa di Cina, Arabia Saudita, Russia, Regno Unito, India, Francia e Giappone messi insieme. La spesa per la difesa rappresenta quasi il 16 per cento di tutte le spese federali e circa la metà della spesa discrezionale. Ma in molti casi gli Stati Uniti hanno hanno perso o perdono il proprio vantaggio. Con un budget molto più piccolo, altre nazioni, come la Russia, ottengono molto di più dalle spese. La Federazione russa è ovviamente leader in alcune aree cruciali. Non c’è bisogno di “contarle”. I numeri non sono il fattore decisivo. Alcuni aerei, navi da guerra e sistemi d’arma russi sono più avanzati della concorrenza. Per esempio, la Russia è leader mondiale nelle armi ipersoniche. I fatti sono evidenti. Mentre spende dieci volte di meno rispetto agli Stati Uniti per la difesa, compresi ricerca e sviluppo, la Russia ha prodotto armi che rendono inefficaci gli sforzi per la difesa antimissile degli Stati Uniti, fornendo al contempo un vantaggio tecnologico nel primo colpo. Grandi somme di denaro speso non comportano necessariamente maggiore efficienza. Con ovvie carenze nei sistemi di addestramento del personale e negli armamenti, gli incubi F-35 e USS Zumwalt e le prestazioni in Iraq e in Afghanistan, la superiorità militare statunitense è contestata oggi.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Russia e Cina vinceranno la guerra contro gli USA

Attaccando i mezzi spaziali statunitensi
Dave Majumdar National Interest

Russia e Cina ricercano nuove armi e mezzi per contrastare il dominio nello spazio degli USA, secondo una valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti. Infatti, entrambe le nazioni studiano lo sviluppo di armi che potrebbero attaccare satelliti e altri mezzi orbitali statunitensi. “Riteniamo che Russia e Cina percepiscano la necessità di compensare qualsiasi vantaggio militare statunitense nei sistemi spaziali militari, civili o commerciali, e sempre più pensano ad attaccarne i sistemi satellitari nell’ambito di future dottrine belliche“, afferma la testimonianza congressuale di Daniel Coats, direttore della National Intelligence, dell’11 maggio. “Continueranno a perseguire la gamma completa di armi anti-satellite (ASAT) per ridurre l’efficienza militare statunitense“. Le due grandi potenze cercano di compensare i vantaggi degli USA nel settore, continuando lo sviluppo di tali capacità, nonostante dichiarazioni pubbliche che farebbero tesoro della corsa agli armamenti nello spazio. “Russia e Cina continuano a sviluppare capacità contro gli avversari nello spazio, specialmente gli Stati Uniti, mentre pubblicamente e diplomaticamente promuovono la non-militarizzazione dello spazio” e il non primo dispiegamento “di armi nello spazio“, secondo Coats. “Tale impegno continua nonostante gli sforzi diplomatici di Stati Uniti e alleati nel dissuadere l’espansione delle minacce all’uso pacifico dello spazio, compresi gli impegni internazionali delle Nazioni Unite“. La maggior parte degli attacchi contro i mezzi spaziali statunitensi probabilmente non sarà cinetica, concentrandosi su guerra elettronica e cibernetica. “Lo sviluppo sarà molto probabilmente focalizzato sulle capacità di disturbare le comunicazioni militari satellitari (SATCOM), i satelliti con radar ad apertura sintetica (SAR), e in capacità migliorate contro i sistemi satellitari di navigazione globale (GNSS), come il sistema di posizionamento globale (GPS)“, secondo tale testimonianza. “La fusione tra guerra elettronica e cyberattacchi probabilmente espanderà la ricerca di mezzi sofisticati per negare e degradare le reti d’informazione. I ricercatori cinesi hanno discusso i metodi per migliorare le capacità di disturbo con nuovi sistemi per bloccare le frequenze più utilizzate. La Russia intende modernizzare le forze da guerra elettronica e adottare armi di nuova generazione entro il 2020“. Tuttavia, se guerra elettronica e cyberarmi non raggiungessero gli obiettivi, russi e cinesi sono pronti ad usare la forza cinetica per distruggere fisicamente i mezzi spaziali statunitensi. “Alcune nuovi ASAT russi e cinesi, compresi sistemi distruttivi, probabilmente saranno completati nei prossimi anni“, dichiarava Coats. “Gli strateghi militari russi probabilmente considerano le armi spaziali nell’ambito del riarmo della difesa aerospaziale, probabilmente perseguendo una diversificata capacità per influenzare i satelliti su tutte le orbite“. Ma non solo i militari russi; i politici di Mosca promuovono anche le armi anti-satellite, secondo la comunità d’intelligence statunitense. “I legislatori russi hanno promosso la ricerca militare sui missili ASAT per colpire i satelliti su basse orbite e la Russia sperimenta tale arma per eventualmente schierarla“, dichiarava Coats. “Un funzionario russo ha anche riconosciuto lo sviluppo di un missile aerolanciato in grado di distruggere i satelliti in orbita bassa”.
Dall’altra parte del mondo, la Cina è sul punto di schierare un’arma anti-satellite operativa. Nel frattempo, entrambe le grandi potenze sviluppano armi ad energia diretta per contrastare i satelliti statunitensi. “Dieci anni dopo che la Cina intercettò un satellite in orbita bassa, i suoi missili ASAT lanciati da terra starebbero entrando in servizio nell’Esercito di liberazione popolare“, dichiarava Coats. “Entrambi i Paesi avanzano nelle tecnologie delle armi ad energia diretta per disporre di sistemi ASAT che potrebbero accecare o danneggiare i sensori dispiegati nello spazio. La Russia sviluppa un’arma laser aeroportata per usarla contro i satelliti statunitensi. Inoltre, entrambe le nazioni sviluppano satelliti che possono maneggiare altri mezzi spaziali o, se necessario, distruggere i satelliti nemici. Russia e Cina continuano a svolgere sofisticate attività orbitali, come operazioni di riunione e prossimità, almeno in parte probabilmente volte a testare tecnologie a duplice uso dalle capacità antispaziali“, dichiarava Coats. “Per esempio, la ricerca nella robotica spaziale per la manutenzione di satelliti e la rimozione di detriti potrebbe essere usata per danneggiare i satelliti. Tali missioni saranno una particolare sfida futura, complicando la capacità degli Stati Uniti di dominare lo spazio, decifrare l’attività spaziale e le capacità di pre-allarme“. Quindi, con il tempo, il Pentagono dovrà investire di più per assicurarsi la superiorità nello spazio.

Militarizzazione dello spazio: l’X-37B degli USA rientra dopo una missione di due anni
Andrej Akulov SCF 20.05.2017Con l’attenzione pubblica incentrata su altro, gli Stati Uniti adottano nuove e più sofisticate armi spaziali. Passo dopo passo, l’orbita della Terra diventa linea del fronte. Il 7 maggio, l’X-37B atterrava presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida dopo una missione di 718 giorni nello spazio. Nel complesso, dal 2010 ci sono state quattro missioni, ciascuna durata più della precedente. Lanciati dai missili Atlas 5, i velivoli atterrano come aerei. I velivoli riutilizzabili, conosciuti anche come programma per velivoli per test orbitali, hanno accumulato 2086 giorni nello spazio. I carichi e le attività sono segreti. Si ritiene ampiamente che gli spazioplani siano usati per scopi militari o siano un’arma. L’X-37B ha trasportato almeno due carichi nell’ultimo volo. I militari avevano rivelato di aver deciso di far trasportare un propulsore elettrico sperimentale da testare in orbita e un pallet per esporre campioni all’ambiente spaziale. L’X-37B è una navetta spaziale senza equipaggio, lunga 9 metri e un’apertura alare di 5 metri, circa un quarto delle dimensioni dello space shuttle della NASA. Il velivolo spaziale riutilizzabile senza pilota decolla in verticale e atterra in orizzontale rientrando nell’atmosfera e atterrando autonomamente. Il robot può anche gestire l’orbita, mutandola invece di seguire l’orbita prevista, una volta in volo. L’autonomia orbitale della navetta è garantita da pannelli solari che l’alimentano dopo il dispiegamento dal vano di carico. Le quote utilizzate per scopi militari ed esplorativi vanno da 0 a 20 km e da 140 km in su. C’è un vuoto tra ciò che è considerato un potenziale teatro di guerra. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire tale vuoto dall’“alto”, mentre il Boeing X-51 (conosciuto anche come X-51 Wave Rider) lo fa dal “basso” o salendo. L’X-51 è un velivolo scramjet senza pilota per test ipersonici (Mach 6, circa 6400 km/h). Il costo del programma X-37B non è noto perché il bilancio è classificato dato che è stato assegnato alla DARPA. È quasi certamente un aereo spia o, almeno, per testare sistemi di sorveglianza spaziale e una piattaforma di lancio per minisatelliti di spionaggio. Il carico utile del velivolo è sufficiente ad ospitare sistemi spia come telecamere e sensori. Il velivolo non dispone di portello di ancoraggio, quindi non può essere utilizzato per rifornire l’ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello per testare il futuro “bombardiere spaziale” per distruggere bersagli dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B sia un sistema d’attacco nucleare destinato a rientrare nell’atmosfera con l’autopilota per bombardare un bersaglio nemico.
Dave Webb, presidente della rete globale contro le armi nucleari nello spazio, dichiarava che l’X-37B fa parte dei piani del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire in qualsiasi parte del mondo con una testata convenzionale entro un’ora, nota come Prompt Global Strike. Alcuni pensano che l’X-37B sia un satellite-tracker o satellite-killer, o entrambi. Si ritiene generalmente che finora i sistemi d’arma non siano dispiegati nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate nello spazio dal Trattato sullo Spazio del 1967. Ma il trattato non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non c’è alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio per via dell’obiezione di certi Stati, come gli Stati Uniti, che sostengono che la corsa agli armamenti nello spazio non c’è, e pertanto non è necessario intraprendere alcuna azione. I sistemi di difesa antimissili balistici statunitensi, gli spazioplani X-37B, i laser aerei e il GSSAP (Geosynchronous Space Situational Awareness Programme) potrebbero facilmente divenire armi spaziali. Per anni Russia e Cina hanno richiesto la ratifica di un accordo vincolante con il Trattato delle Nazioni Unite che vieta le armi spaziali, che funzionari ed esperti statunitensi hanno ripetutamente rifiutato come inutilmente disastroso. Gli Stati Uniti non presentano alcuna iniziativa.
SALT I (1972), il primo trattato sovietico-statunitense sulla limitazione delle armi strategiche, includeva l’obbligo a non attaccare mezzi spaziali. Nel 1983 il presidente Ronald Reagan cambiò passo promuovendo l’Iniziativa di difesa strategica che prevedeva l’immissione di armi nello spazio per colpire i missili strategici sovietici in volo. Nel 2002 il presidente Bush Jr. abbandonò il trattato ABM del 1972, che limitava i sistemi di difesa missilistica. La difesa missilistica consente ai Paesi di sviluppare tecnologie offensive con il pretesto della difesa. Ad esempio, gli intercettori ad energia cinetica dispiegati in California e Alaska vengono lanciati nello spazio per distruggere i missili e si presuppone possano anche distruggere i satelliti. Ovviamente, gli Stati Uniti sono pronti a sviluppare sistemi d’attacco spaziale, come ad esempio laser, sistemi cinetici e fasci di particelle. Il primo progetto di trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia o uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), fu sviluppato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei propri mezzi spaziali, nonostante il trattato affermi esplicitamente il diritto all’autodifesa di uno Stato. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa su “Alcun primo collocamento di armi nello spazio”. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici a rifiutarsi di sostenere l’iniziativa russa. La Russia dichiarò di essere disposta a lavorare nel contesto di altre iniziative e partecipò attivamente e costruttivamente alle attività dell’Unione europea su un progetto di codice internazionale di condotta per lo spazio. Tuttavia, i progressi possono essere raggiunti solo con negoziati a cui partecipano tutti gli Stati interessati secondo un mandato chiaro delle Nazioni Unite. L’attuale amministrazione è volta a raggiungere la supremazia spaziale. Mark Wittington scrive in un articolo su Blasting News, “Uno dei cambiamenti significativi che l’amministrazione Trump contempla nella difesa è lo sviluppo di armi spaziali. Un’idea emersa per decenni è un sistema dai proiettili di tungsteno e con sistema di navigazione. Con un comando, queste “verghe di Dio”, come vengono poeticamente chiamate, rientrerebbero nell’atmosfera per colpire il bersaglio”. I consiglieri del presidente Trump Robert Walker e Peter Navarro chiedono di riavviare il concetto di “Star Wars” e che gli Stati Uniti guidino la via alle tecnologie emergenti che possano rivoluzionare la guerra. Secondo loro, una maggiore dipendenza dall’industria privata sarà la chiave di volta della politica spaziale di Trump. Avvio e gestione dei mezzi spaziali militari sono un’impresa miliardaria che impiega migliaia di persone, spingendo l’innovazione ed applicazioni civili come il GPS, alimentando la crescita economica. Il segretario alla Difesa James Mattis chiede maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Una disposizione per incoraggiare il dipartimento della Difesa ad avviare un programma di ricerca sui sistemi antimissili spaziali è stata inserita nel progetto di legge sulla difesa del 2017.
La militarizzazione dello spazio minerebbe la sicurezza internazionale, distruggendo gli attuali strumenti di controllo delle armi e comportando vari effetti negativi (come i detriti spaziali), potendo scatenare la corsa ad armi devastanti che distrarrebbe risorse dai veri problemi che l’umanità affronta oggi. La stabilità strategica verrebbe distrutta perché le armi spaziali sono globali e capaci di attaccare qualsiasi punto del pianeta in qualsiasi momento. Il dispiegamento di mezzi spaziali comporterà il rifiuto di nuovi trattati per regolamentare le armi nucleari e i loro vettori. Quest’anno il mondo celebra il 50° anniversario del Trattato sullo Spazio, entrato in vigore nell’ottobre 1967, un accordo sul controllo delle armi raggiunto nel pieno della guerra fredda. Era possibile allora, è possibile oggi. La questione di come impedire la militarizzazione dello spazio con un trattato internazionale dovrebbe far parte dell’agenda Russia-USA-Cina. Se questi Stati si accordano, il mondo diventerà un posto migliore.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Turchia dice che avrà gli S-400 dalla Russia. Non è vero

È solo un trucco dei turchi per strappare concessioni occidentali
Russia Insider 2/5/2017

Il ministro degli Esteri turco Cavusoglu dice che Mosca e Turchia hanno “concordato in linea di principio” che Ankara compri i sistemi di difesa aerea russi S-400. Il ministro persino spera che l’accordo sia “finalizzato” alla riunione Putin-Erdogan di Sochi. Usciamo dal limbo dicendo che non esiste alcun trasferimento. Anche se i russi ottenessero garanzie che i turchi non voltino gabbana immediatamente consentendo alla NATO di esercitarsi contro i loro S-400, le relazioni turco-russe (soprattutto aeree) sono meno che ideali. Ricordiamo che nel novembre 2015 i turchi ingannarono e abbatterono un cacciabombardiere russo in Siria, dopo di che i russi rafforzarono le proprie difese antiaeree. Oltre ad essere clienti possibili dell’S-400, i turchi sono tra i più probabili a vederselo puntare. Ciò che si vede non è altro che teatro. Per il momento Turchia e Russia fingono che avvicinarsi sia possibile, ma solo a beneficio di terzi che non ne sanno molto. I russi non temono certo che un membro chiave della NATO sembri interessato alla loro merce. Non ne danneggerà le vendite e metterà gli Stati Uniti a disagio su rapporti russo-turchi apparentemente più stretti, è solo un bonus. La Turchia, nel frattempo, quasi certamente parla dell’accordo sull’S-400 per tentare di ottenere concessioni dall’occidente. Cosa dice ciò? La Turchia fece esattamente così nei precedenti negoziati con la Cina.
Nel 2013, quando la Turchia cominciò a cercare un sistema di difesa aerea a lungo raggio, era più interessata ai missili statunitensi Patriot e ai franco-italiani Aster, ma voleva il trasferimento tecnologico per acquisire effettivamente i missili. In mancanza di ciò, la Turchia annunciò di optare per un’azienda cinese, sostenendo che fosse disposta a condividere tecnologia e missili. Alla fine, si capì che non era così e l’accordo fu cassato nel 2015. All’epoca la Turchia affermò di costruire autonomamente la propria difesa aerea a lungo raggio, ma lo scorso ottobre invitava la Russia a presentare nuovamente un accordo sull’S-400. Le probabilità è che le tre decisioni turche, cercare dai cinesi e dai russi, e via domestica, furono prese solo per ottenere ciò che vogliono veramente: trasferimento tecnologico dagli alleati della NATO.
Per la Russia, quando i turchi l’invitarono a presentare nuovamente l’S-400, Erdogan aveva appena firmato per il gasdotto turco, combatteva finalmente contro lo SIIL in Siria e riduceva la contrarietà all’offensiva siriano-russa ad Aleppo. Quindi sarebbe stata una manovra molto delicata per la Russia declinare. Ma in privato, i russi saranno molto più preoccupati dall’accordo di quando lo proposero la prima volta nel 2013. Hanno anche infiniti modi di far fallire l’accordo senza far apparire Erdogan incapace o indebolito. Vi sono numerosi tecnicismi per poter rifiutarlo ai turchi prima che si arrivi a concluderlo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora