I velivoli ipersonici di Russia e Cina spezzeranno l’ABM statunitense

Sputnik, 30/04/2016

128424395Russia e Cina hanno testato di recente con successo i loro velivoli ipersonici, in grado di violare il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) che gli USA vorrebbero schierare in Corea del Sud; il test è un “avvertimento agli Stati Uniti“, secondo gli esperti militari cinesi. “I test ipersonici di Cina e Russia hanno lo scopo di minacciare gli Stati Uniti che vorrebbero piazzare un sistema di difesa missilistico in Corea del Sud“, scrive The South China Morning Post, giornale in lingua inglese di Hong Kong citando il professor Lui Qisong, specialista della politica della difesa presso l’Università di Scienze politiche e Giurisprudenza di Shanghai. Il commento si riferisce ai recenti test riusciti dei due Paesi sui velivoli ipersonici. L’osservazione fa eco a quelle dell’esperto militare di Pechino Li Jie, che ha detto che la Cina cerca d’impiegare l’ultimo test del DF-ZF per avvertire gli Stati Uniti che l’EPL (Esercito Popolare di Liberazione cinese) ha “un’altra potente arma capace di contrastare il sistema THAAD“. Gli Stati Uniti si propongono di mobilitare il sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) in Corea del Sud, sostenendo sia necessario per proteggere gli alleati regionali dalla Corea democratica. La proposta è stata condannata da Cina e la Russia quale aggravamento della situazione nella penisola coreana. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, insieme all’omologo cinese Wang Yi, ha messo in guardia dall’uso delle attività di Pyongyang, come ad esempio il recente test nucleare e i vari lanci di missili, come pretesto per porre la presenza militare degli Stati Uniti nella regione. La settimana precedente Pechino aveva condotto il settimo test riuscito del velivolo DF-ZF progettato per violare le difese missilistiche.
Il DF-ZF è un missile iperveloce che può viaggiare velocità tra Mach 5 e Mach 10, 5-10 volte la velocità del suono, e può penetrare i sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti basati sui missili intercettori. Il velivolo d’attacco ipersonico (denominato in codice dal Pentagono Wu-14) è costituito da un missile che raggiunge l’atmosfera superiore che poi rilascia un velivolo che raggiunge velocità ipersoniche discendendo. Il missile balistico vettore veniva lanciato dal centro spaziale di Wuzhai nella Cina centrale. Trasportava l’HGV (velivolo ipersonico) DF-ZF al limite dell’atmosfera, al confine tra spazio e atmosfera terrestre a 100 km di altitudine, separandosi dal vettore e quindi planando per qualche migliaio di chilometri prima d’impattare, secondo il Washington Free Beacon. Una volta che l’HGV raggiunge tale quota, comincia a planare su una rotta relativamente piatta eseguendo manovra di frenata e accelerazioni fino alla velocità di Mach 10. La sua velocità può variare tra i 6400 e gli 11200 chilometri all’ora. La fase di volo planato permette al velivolo non solo di manovrare aerodinamicamente, compiendo azioni evasive eludendo l’intercettazione, ma anche d’estendere la gittata del missile. Le manovre in volo, viaggiando a diverse migliaia di chilometri all’ora, venivano tracciate dai satelliti mentre volava verso ovest lungo il limite atmosferico, verso la zona d’impatto nella parte occidentale della Cina. Resta ancora da chiarire se l’HGV DF-ZF sarà armato con testate nucleari o convenzionali. L’HGV DF-ZF potrebbe anche essere lanciato con un missile balistico antinave contro mezzi navali. Ad esempio, un DF-21 armato con un HGV DF-ZF estenderebbe la gittata da 2000 a oltre 3000 km. Secondo i funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti, il DF-ZF potrebbe essere utilizzato nell’ambito di un sistema d’arma d’attacco strategico convenzionale capace di colpire bersagli in tutto il mondo nel giro di un’ora. Il Pentagono ha seguito da vicino lo sviluppo del DF-ZF da quando è stato testato la prima volta nel gennaio 2014. La Commissione di revisione economica e militare USA-Cina del Congresso ha affermato nell’ultima relazione annuale che il programma del velivolo ipersonico “progredisce rapidamente” e che la nuova arma offensiva potrebbe essere schierata entro il 2020. Una versione più potente è in fase di sviluppo e potrebbe essere operativa nel 2025, ha scritto. Il Ministero della Difesa cinese ha confermato un altro rapporto del Beacon secondo cui Pechino ha testato il nuovo missile balistico intercontinentale DF-41 dalla gittata di almeno 12000 chilometri, il 12 aprile.
Sempre ad aprile, la Russia ha effettuato il secondo test di volo di un rivoluzionario velivolo ipersonico noto come 3M22 Tsirkon. Il velivolo ipersonico è stato lanciato con un missile balistico strategico RS-18A (UR-100N, designazione NATO SS-19 Stiletto) dalla Russia orientale, ed è stato un successo. Tuttavia non sono stati forniti dettagli su velocità o gittata raggiunte dal velivolo. Il velivolo 3M22 della Russia dovrebbe entrare in produzione nel 2018.WU-14_HGVTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina testa con successo il nuovo ICBM DF-41 sul Mar Cinese Meridionale

La Cina invia un avvertimento a Washington?
Brian Kalman, Southfront
Brian Kalman è un professionista del trasporto marittimo. Ex-ufficiale della Marina degli Stati Uniti per undici anni, attualmente risiede e lavora nei Caraibi.Dong Feng 41 DF-41 intercontinental ballistic missile (ICBM) Chinese Nuclear Second Artillery Corps (SAC) 2nd  multiple independently targetable re-entry vehicle (MIRV) (2)La Cina ha condotto un test di lancio del nuovo ICBM DF-41, il 12 aprile. Il missile è stato lanciato da un autoveicolo di lancio. Due veicoli di rientro a puntamento indipendente (MIRV) dal lancio furono monitorati dai satelliti statunitensi. Alcune fonti sostengono che i MIRV disarmati si tuffarono nel Mar Cinese Meridionale, ma né i funzionari cinesi né quelli statunitensi l’hanno confermato. In risposta alle domande riguardanti la posizione dell’impatto delle testate fittizie, il Ministero della Difesa cinese aveva risposto cripticamente che, “E’ normale per la Cina compiere esperimenti scientifici nel proprio territorio, e questi esperimenti non sono destinati contro un Paese specifico”, ammettendo solo che il missile è stato lanciato “presso il Mar cinese meridionale il 12 aprile”. La Cina aveva condotto un test di espulsione dal contenitore del DF-41 da un veicolo di lancio su rotaia, il 5 dicembre 2015. Il DF-41 è progettato per essere lanciato da veicoli di lancio su rotaia o strada, invece che dai silo fissi, in modo da massimizzare la difficoltà di rilevamento della posizione e migliorarne le possibilità di sopravvivenza a un primo attacco. Il DF-41, o Dong Feng (Vento dell’Est) 41, ha una gittata effettiva compresa tra 14000 e 20000 km, permettendogli di colpire qualsiasi punto degli Stati Uniti continentali entro 30 minuti dal lancio. L’ICBM può anche trasportare 10 MIRV. Il test più recente ha dimostrato la capacità del DF-41 di trasportare almeno 2 MIRV. La Cina molto probabilmente non ha testato il missile con il massimo carico di MIRV, mantenendo i servizi d’intelligence esteri nel dubbio sull’esatta capacità del DF-41. La Cina si propone di schierare i DF-41 sia su veicoli stradali che su veicoli su rotaia entro il 2020, e sembra che l’ICBM sia in avanzata fase di sviluppo. La Cina ha compiuto notevoli progressi negli ultimi dieci anni nello sviluppo di avanzati ICBM a testata MIRV per la neodenominata Forza Missilistica dell’Esercito di Liberazione Popolare, e per la flotta di sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare. I cinesi sviluppano anche i veicoli di rientro manovrabile (MARV) per i missili balistici intercontinentali. Questi MARV rendono le testate molto più difficili da intercettare una volta separatesi dall’ICBM, durante il rientro. Il DF-41 molto probabilmente avrà testate MARV nell’eventuale schieramento nella Forza Missilistica dell’ELP nei prossimi anni.
Nel momento in cui i capi di Congresso, gruppi di pressione ed analisti militari mettono in discussione età e sostenibilità del deterrente nucleare degli Stati Uniti, Cina e Russia potenziano quantitativamente e qualitativamente la propria deterrenza nucleare. La Cina ha almeno 4 SSBN Tipo 094 classe Jin in servizio di pattugliamento di deterrenza, con quattro ulteriori battelli previsti dal 2020. Il Tipo 094 trasporta 12 SLBM JL-2 dotati di 2-3 MIRV ciascuno e hanno una gittata efficace di circa 7000 km. La Russia ha similmente fatto progressi negli ultimi anni aggiornando la flotta sottomarina del deterrente nucleare varando 3 degli 8 previsti SSBN classe Dolgorukij (denominazione NATO Borej), altrimenti noti come Proekt 955. SSBN di 4.ta generazione dallo scafo che ospita 16 pozzi di lancio per gli SLBM RSM-56 Bulava. Il Bulava ha una gittata effettiva di 10000 km e può trasportare 6-10 MIRV. I 5 sottomarini da completare sono stati ridisegnati per accogliere 20 SLBM Bulava. L’ICBM di quinta generazione russo RS-24 Jars è in servizio dal 2010 con 63 unità stradali e 10 unità su silo operativi a gennaio di quest’anno. Lo Jars ha una gittata effettiva di 12000 km e può trasportare 10 MIRV. Ogni testata è dotata di avanzate contromisure anti-ABM, rendendo molto difficile ai sistemi missilistici antibalistici distruggerla. La Russia prevede di sostituire tutti i vecchi missili balistici intercontinentali con lo RS-24 Jars e il Topol-M. Il più avanzato ICBM RS-28 Sarmat è in avanzata fase di sviluppo e dovrebbe sostituire l’SS-18 Satan nell’arsenale deterrente nucleare russo. L’RS-28 Sarmat dovrebbe avviare la fase dei test avanzati questa estate, per essere operativo dal 2018. La Russia attualmente sviluppa veicoli di rientro ipersonici per le 10 testate che l’RS-28 dovrà trasportare. I MARV ipersonici non sono solo in grado di cambiare rotta, ma viaggiano anche a una velocità tale che sarà virtualmente impossibile intercettarli.
Se l’ultimo lancio di prova dell’ICBM cinese DF-41 aveva lo scopo d’inviare vari avvertimenti a Washington o meno, va interpretato. Se viene confermato che le testate fittizie sono finite nel Mar Cinese Meridionale pochi giorni dopo che il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Ashton Carter aveva visitato il CSG dell’USS John C. Stennis nella regione, il 16 aprile, il messaggio per gli Stati Uniti sarà abbastanza chiaro. La Cina avverte che non solo può ed è disposta a combattere gli Stati Uniti nel proprio cortile, ma che rapidamente avrà la capacità di colpirli nel loro cortile.1326285393_57421Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sistema di difesa aerea S-400: arma fondamentale per la deterrenza russa

Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation, 20/04/20161020483972L’S-400 Trjumf è un sistema di difesa aerea ed antimissile di teatro di nuova generazione sviluppato dal Central Design Bureau russo Almaz-Antej. Lo scorso dicembre, il Trjumf fu schierato nella base aerea di Humaymim presso la città portuale di Lataqia per proteggere le Forze Aerospaziali russe che operano in Siria. Lo schieramento avveniva in risposta all’abbattimento di un aviogetto Su-24 russo da parte della Turchia. Da Lataqia, i missili superficie-aria S-400 potrebbero colpire obiettivi su gran parte di Israele, Mar Mediterraneo orientale e Turchia, oltre il confine della Siria. Il sistema è attualmente schierato in molti distretti militari russi, tra cui Kaliningrad. L’S-400 (denominazione NATO SA-21 Growler) è l’aggiornamento dell’S-300PMU. Il sistema è stato ufficialmente adottato nel 2007. Il Trjumf integra sistemi radar multifunzionali, da rilevamento autonomo e di puntamento, missili antiaerei, veicoli lanciatori e veicoli di comando e controllo. Può sparare tre tipi di missili (con due versioni del missile 9M) coprendo l’intero inviluppo di volo. I missili hanno le seguenti gittate operative: 400 km (40N6), 250 km (48N6), 120 km (9M96E2) e 40 km (9M96E). Il sistema può affrontare tutti i tipi di bersagli aerei tra cui aerei, velivoli senza equipaggio, missili balistici (fino a 3500 km) e missili da crociera a 400 km di distanza, in volo a quote fino a 30 km con velocità massima di 4800 metri al secondo. Un test riuscito a 400 km di distanza fu effettuato nell’aprile 2015. Anche aerei stealth come F-22 Raptor, F-35 e B-2 Spirit degli Stati Uniti possono essere affrontati se ci saranno abbastanza batterie S-400 nell’ambito della rete di difesa aerea integrata. La distanza di rilevamento del bersaglio è di 600 km. Il sistema di rilevamento radar panoramico (91N6E) è protetto dai disturbi. L’S-400 può seguire 300 obiettivi contemporaneamente e agganciarne 36, utilizzando un radar a scansione elettronica attiva. La velocità radiale massima, in tutti i casi, è di 4,8 km al secondo (17000 km/h; Mach 14). Il tempo di risposta del sistema è inferiore ai 10 secondi. Il sistema di comando e controllo 55K6E dell’S-400 Trjumf è montato sul veicolo di comando mobile Ural-532301. Il posto di comando è dotato di consolle con display a cristalli liquidi per elaborare i dati della sorveglianza dello spazio aereo di ogni singola batteria, controllando e monitorando i radar di sorveglianza a lungo raggio, tracciando e scegliendo le prime minacce aeree, coordinando le operazioni tra le altre batterie. L’intero sistema è gestito automaticamente (tra tutti i battaglioni e le risorse esterne anche passive). La distanza massima tra il centro di comando 98ZH6E e il battaglione, utilizzando ritrasmettitori, è di 100 km. Possono anche essere integrati nelle unità di difesa aerea esistenti e future di altre armi, come la Marina. E’ particolarmente importante per coordinare le attività con le navi da guerra russe ancorate a Tartus, in Siria. Il sistema di difesa aerea S-400 si distingue per la mobilità. Il sistema può muoversi su strada (60 km/h) e fuori strada a 25 km/h. Può prendere posizione di combattimento in qualsiasi momento entro 5 minuti. “Se saranno su ogni pollice quadrato del Paese, allora non importa ciò che invieranno, sarà affrontato”, ha detto un alto ufficiale dell’Aeronautica dalla vasta esperienza con gli stealth.
Il 1° marzo 2016, il comandante della 14.ma Armata Aerea e di Difesa Aerea Generale Vladimir Korytkov, dichiarava che sei unità S-400 erano state dispiegate nella regione di Novosibirsk. Dalla fine del 2015, undici reggimenti missilistici russi (un reggimento comprende 64 lanciatori) erano dotati di S-400, ed entro la fine del 2016 il loro numero aumenterà a sedici. L’S-400 gode di grande successo sui mercati esteri. L’India dovrebbe comprare cinque sistemi S-400. Nuova Delhi è il secondo cliente estero del potente sistema missilistico dopo Pechino, che compra sei batterie di S-400. Le consegne dei sistemi di difesa aerea S-400 verso la Cina, col presente contratto, inizierebbero nel primo trimestre del 2017. L’elenco dei potenziali operatori comprende Armenia, Bielorussia, Egitto, Iran, Kazakhstan, Arabia Saudita e Vietnam. “In poche parole, di tutte le minacce terra-aria affrontate dalla coalizione delle forze aeree sulla Siria, il SAM russo S-400, noto come ‘Trjumf’, e meglio conosciuto nella NATO come SA-21 “Growler”, è il sistema missilistico a lungo raggio di difesa aerea più potente e letale del pianeta”, scriveva Scott Wolf, pilota esperto, ottimo autore, editore e redattore di FighterSweep. La prestazione eccezionale rende l’S-400 un sistema d’arma molto potente e preciso che può mutare l’equilibrio di potere in qualsiasi teatro di guerra. Non serve essere un esperto militare per sapere che le operazioni militari a terra, in mare e aria sono impossibili senza il controllo dei cieli. Questo è il singolo fattore più importante che decide l’esito di una guerra moderna. Come il Maresciallo Bernard L. Montgomery disse, “Se perdiamo la guerra in aria, la perderemo e in fretta”.
Difficilmente sarà messo in dubbio il fatto che oggi la Russia sia leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di sistemi di difesa aerea. Ha una tecnologia unica e le competenze per garantirsi la posizione di leader e avere grandi prospettive. La potenza della difesa aerea russa nega la superiorità aerea a un potenziale nemico. È lo scudo affidabile che protegge il Paese e funge da deterrente contro un’aggressione. La tecnologia superiore offre anche accordi lucrosi con Paesi pronti ad acquistare il meglio che il mondo ha da offrire.50f26bfcd07d938ae5a8dcf45941f682Le ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La passione dei Su-24 per l’USS Cook

Philippe Grasset, Dedefensa, 14 aprile 2016 Cf8jTktVIAAARCDCose che succedono ogni due anni, dato le passioni hanno le loro esigenze temporali, come i compleanni ogni due anni. In breve, nella seconda metà di aprile 2014 si ebbe l’eco dell’incontro insolito nel Mar Nero, tra uno (o due?) Su-24 russo e il cacciatorpediniere con sistema AEGIS USS Donald Cook dell’US Navy. Questo incontro diede luogo per qualche giorno a speculazioni estremamente elaborate sui suoi aspetti, tra cui l’ipotesi che il Su-24 avesse condotto una dimostrazione dell’efficacia dei sistemi di guerra elettronica per “accecare” l’USS Donald Cook abbastanza da provocare perturbazioni significative sulla salute psicologica dell’equipaggio. “…Allora apparve l’informazione secondo cui il Su-24 effettivamente compisse una dimostrazione tecnologica “operativa” del sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, la potente elettronica della difesa aerea missilistica che costituisce la base della difesa aerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante. costituendo anche una parte molto importante della grande rete ABM che gli Stati Uniti sviluppano da molti anni, ufficialmente contro l’Iran, ma operativamente chiaramente contro la Russia. L’AEGIS ha importanza non solo militare, ma politica). Il sistema russo impiegato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook si diresse verso un porto rumeno per le riparazioni, e la notizia dice che 27 membri dell’equipaggio si dimisero. La notizia fu diffusa il 21 aprile 2014 dalla radio russa in India, sul suo sito Indian.ruvr.ru“. … Due anni dopo troviamo la stessa unità, l’USS Donald Cook, questa volta cambiare completamente geografia, da sud a nord, dal Mar Nero al Mar Baltico. Questa volta, lo stesso tipo di aereo, un Su-24, non arriva da Sebastopoli ma da Kaliningrad. Non da solo, c’é anche un elicottero Ka-27, e ciò che si chiama in modo simbolico “incidente” in realtà comprende una serie di incidenti l’11 e 12 aprile da parte dell’aereo russo della regione di Kaliningrad, ex-Koenigsberg, nell’enclave russa dallo stesso nome. L’unità degli Stati Uniti (probabilmente con elementi polacchi) operava a circa 200 km al largo di Kaliningrad, in quelle che sembravano manovre combinate della NATO. Il minimo che si può dire, vedendo alcune immagini della Marina degli Stati Uniti che mostrano un passaggio del Su-24 a 10 metri dal ponte della nave, è che i piloti russi fanno acrobazie. Ci sono state molte esclamazioni spaventate e furiose dai vari portavoce degli Stati Uniti. RT riassume sommariamente l’incidente: “Washington si rabbuia per il volo del Su-24 russo vicino al cacciatorpediniere statunitense Donald Cook, che conduceva esercitazioni militari in acque internazionali nel Mar Baltico, con l’alleata della NATO Polonia. Pubblicando il video dell’aereo russo che sorvola la nave da guerra, la Marina degli Stati Uniti afferma di aver subito diverse “manovre di volo aggressive”, alcune a meno di 10 metri. “Il cacciatorpediniere statunitense era in acque internazionali, a circa un centinaio di chilometri al largo della base navale russa di Kaliningrad, dove conduceva manovre militari. Secondo la testimonianza di un funzionario statunitense presso il sito di notizie militari Defense Information, i velivoli russi sono stati identificati come un bombardiere Su-24 e un elicottero. Questi avrebbero volato basso, provocando la costernazione dei membri della Marina. Come notava, tuttavia, il personale della nave degli Stati Uniti, “armi che potevano costituire una minaccia per le operazioni degli Stati Uniti nel Mar Baltico non erano presenti sui velivoli“. L’articolo sull’incidente di RT inglese è molto più dettagliato e non nasconde alcun aspetto della reazione degli Stati Uniti. Naturalmente, i media degli Stati Uniti sono molto eloquenti su questo incidente (questa serie di incidenti), generalmente considerato una deliberata provocazione ritenuta molto grave, perfino drammatica. In generale, le autorità statunitensi considerano le circostanze dell’incidente (incidente) per decidere se sia una violazione di un trattato nel 1973 tra Stati Uniti e URSS. (Il trattato mira ad evitare incidenti in mare tra le due Marine, tra cui il divieto di “attacchi aerei simulati”). E’ particolarmente dettagliato l’articolo di Defense News il 13 aprile che studia altre circostanze nei due giorni interessati (l’intervento in coppia con il Su-24 di un elicottero Kamov Ka-27 Helix, sospendendo le evoluzioni dell’elicottero polacco per paura di un incidente aereo, ecc.)
Cf8jRqCUIAAN35PAlcuni dettagli dell’articolo: “In una delle azioni più aggressive recenti, aerei da guerra russi hanno compiuto “attacchi simulati” su una nave dell’US Navy nel Mar Baltico, volando ripetutamente a 10 metri dalla nave, secondo un funzionario della difesa. I marinai a bordo del cacciatorpediniere Donald Cook hanno detto che l’aereo volava abbastanza basso da increspare il mare presso la nave, e il comandante della nave ha detto che l’incidente era “pericoloso e poco professionale”, secondo il funzionario della difesa. “Questo fu più aggressivo di tutto ciò che vediamo da tempo”, secondo il funzionario della difesa che parla in anonimato perché i funzionari degli Stati Uniti non hanno fatto dichiarazioni ufficiali sull’incidente… Poco dopo aver lasciato il porto polacco di Gdynia, vicino Danzica, il Donald Cook era in acque internazionali per operazioni di volo con un elicottero polacco, nell’ambito delle esercitazioni di routine con l’alleato della NATO. Durante le operazioni di volo, un aereo da combattimento russo Sukhoj Su-24 apparve effettuando circa 20 sorvoli, a 1000 metri dalla nave e a una quota di circa 30 metri, ha detto il funzionario della difesa. In risposta, il Donald Cook sospese le operazioni di volo. Un aereo d’attacco russo Sukhoj Su-24 fece un passaggio a bassa quota sull’USS Donald Cook (DDG 75) il 12 aprile 2016. Il Donald Cook navigava nel Mar Baltico quando un elicottero russo Ka-27 Helix effettuò sette sorvoli e sembrasse scattare foto della nave dell’US Navy, ha detto il funzionario della difesa. Poco dopo che l’elicottero lasciò la zona, un Su-24 iniziava a compiere sorvoli “molto bassi” con “profilo d’attacco simulato”, secondo il funzionario della difesa. L’aereo fece 11 passaggi“. Quindi c’è una differenza notevole tra l’incidente dell’aprile 2014 e quello dell’aprile 2016. Nel frattempo, un ulteriore incidente con gli stessi protagonisti (Su-24 e nave della Marina degli Stati Uniti) ebbe luogo il 30 maggio 2015, con la fregata USS Ross. I due incidenti del 2014 e 2015 nel Mar Nero sono molto simili: la dimostrazione operativa di incidenti e possibili intimidazioni dei russi per convincere gli USA ad allontanare le loro unità considerate dai russi troppo vicine alla zona Ucraina-Russia, dove la crisi ucraina divampava. (Sembra che in entrambi i casi ci fu effettivamente un rallentamento degli Stati Uniti e, in entrambi i casi, gli americanisti cercarono soprattutto di minimizzare gli incidenti, anche quello del 30 maggio 2015 dell’USS Ross, per non dare l’impressione di arrendersi ai russi). Questa volta, le circostanze sono molto diverse. Non vi è alcuna crisi nella zona e quindi circostanze operative attive, come quelle nel 2014 e 2015 con la crisi ucraina; vi sono manovre della NATO o simili presso Kaliningrad, una dimostrazione di forza operativa piuttosto che comunicativa. L’intervento russo rientra in questo caso, anche di comunicazione, mostrando vigilanza e potenza dei russi nel monitorare e sorvegliare l’enclave di Kaliningrad. C’è anche l’insoddisfazione russa per le manovre della NATO o della Marina degli Stati Uniti di fronte al territorio russo. Questa volta le autorità statunitensi non hanno assolutamente cercato di minimizzare il caso, al contrario tendono a reagire in modo eccessivo. Non sorprende poiché siamo nel campo della comunicazione, quindi dell’atteggiamento di entrambe le parti. I russi, che sembrano estremamente calmi senza mostrare (finora) alcun rammaricano per l’incidente, l’attribuiscono a un “errore”, ecc. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konachenkov, commentando ricordava solo che l’Aeronautica russa “ha il pieno rispetto delle norme internazionali nello spazio aereo su acque neutrali (internazionali)“.
Cf8jRekVIAEHkIw Resta quindi ciò che è stato mostrato e la conclusione che si può trarre è che i russi vogliano ben mostrarsi aggressivi, in ogni caso, dal punto di vista della comunicazione. Per loro, il fatto stesso delle manovre nella Marina degli Stati Uniti a così breve distanza delle coste russe è una forma di “provocazione”. In ogni caso, il comportamento russo mostra il desiderio di affermare la potenza militare della Russia, anche in circostanze che sono ormai comuni nella visione della NATO. “Dieci anni fa, la NATO, o in ogni caso la Marina degli Stati Uniti, non avrebbe fatto le manovre che attualmente attua in questa regione in particolare, osservava una fonte europea, ma è assolutamente certo, tuttavia, che i russi di dieci anni fa non avrebbe mai ‘reagito’ in questo modo assertivo, quasi aggressivo“. A questo punto e tenendo conto di ciò che si sa dell’incidente, le osservazioni politiche sono inutili conoscendo le rispettive posizioni, e da dove provengano le responsabilità e altro. Il punto chiave da ricordare è che questo comportamento delle truppe russe sembra essere un messaggio politico, o politico-militare, di natura diversa dagli incidenti precedentemente descritti e il cui scopo era essenzialmente la dimostrazione operativa. È la riaffermazione della potenza russa e della sovranità russa, quindi un monito a Stati Uniti, NATO, blocco BAO. Naturalmente, va interpretato nel blocco BAO come nuovo segno di duplicità e bellicismo, secondo le consuete norme narrative di casi simili, ma si tratta obiettivamente della dimostrazione dei limiti della pazienza russa verso le manovre del blocco BAO contro la Russia. I russi fanno sapere, senza isterismi o secondo fini, di essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione.13007297Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NSA usa droni sottomarini per intercettare i cavi in fibre ottiche sottomarini

Reseau International 01 aprile 2016SCSGlobalPresenceNegli ultimi anni ci si chiede come gli statunitensi (e non solo) intercettino i cavi ottici in aree in cui normalmente non hanno accesso allo snodo a terra. S’ipotizzò che alcune navi potessero intercettare i cavi sottomarini. Ed ecco la rivelazione sorprendente da Edward Snowden e Christopher Soghoian: la NSA userebbe dagli anni ’90 i sottomarini senza equipaggio per compiere tali intercettazioni. Le informazioni provengono dall’impressionante curriculum di James Atkinson su Linkedin (se dovesse scomparire o cambiato, ne abbiamo fatto una copia scaricabile in formato PDF). Questi riferisce che nel 1992/1996 ha lavorato su un progetto chiamato Scarab, minisommergibili semi-autonome per attività collegate al SCS (servizio speciale di raccolta), un’agenzia d’intelligence degli USA “gestita congiuntamente da Central Intelligence Agency (CIA) e National Security Agency (NSA)“. Questa attività è naturalmente la raccolta di dati trasmessi tramite i cavi sottomarini… in modo impercettibile. Gli Scarab erano destinati ad essere imbarcati sui sottomarini USS Parche e USS Richard B. Russell e James Atkinson lavorò anche per sviluppare altre capacità d’intercettazione dei sottomarini come l’USS Jimmy Carter.scarab-1Gli Scarab sono utilizzati dalla fine degli anni 60, originariamente per stendere i cavi, ma la NSA ha voluto svilupparne le nuove funzionalità per l’intercettazione. Un documentario della AT&T è online dal 2012 e il Chicago Tribune già ne parlava in un articolo del 1985. La realtà di una massiccia intercettazione dei dati via cavi sottomarini non è una sorpresa, visto che prima delle rivelazioni di Snowden, James Atkinson sul suo profilo Linkedin risponde a molte domande. Non c’è dubbio che questi “scarabei” siano progrediti molto dagli anni ’90, non c’è dubbio che gli statunitensi non siano gli unici a dedicarsi a tale intercettazione con droni del genere.1280px-USS_Parche_(SSN-683)_off_Pearl_HarborTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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