Le ragioni delle affermazioni sulla “pirateria russa”

Tony Cartalucci, LD, 19 gennaio 201615895205Nonostante il grande sforzo volto recentemente a rafforzare la credibilità della “comunità d’intelligence statunitense” dopo la valutazione sulla presunta “pirateria russa”, va ricordato che tale “comunità” ha volutamente e malvagiamente fabbricato una miriade di bugie sulle cosiddette armi di distruzione di massa in Iraq, portando ad una guerra che ha distrutto più di un milione di vite, tra cui oltre 4000 soldati statunitensi. Una comunità responsabile delle bugie autocertificate non ha credibilità. Né i media che ripetono tali bugie senza criticarne le fondamenta e le rozze logiche che le sottendono. Ultimamente, le prove presentate da tale comunità e partner nei media occidentali sulla presunta “pirateria russa” delle elezioni negli USA del 2016, sono così scadenti e bizzarre che appellarsi alle autorità è essenziale per spacciarle al pubblico globale.

Cosa s’intende per “pirateria russa?”
Il tono sinistro di “pirateria russa” suggerisce che Mosca abbia sovvertito le elezioni del 2016 negli Stati Uniti usando l’informatica. I titoli di media occidentali come CNN, “Gli USA accusano la Russia d’interferire nelle elezioni del 2016“, istigano l’isteria affermando: “L’amministrazione Obama ha detto di aver “fiducia” nella Russia responsabile della pirateria di e-mail sulle imminenti elezioni statunitensi, nel tentativo d’interferirvi. L’annuncio indicava per la prima volta che il governo degli Stati Uniti ufficialmente accusava la Russia di pirateria del sistema politico degli Stati Uniti. All’inizio della settimana, i due Paesi interruppero i colloqui formali sul cessate il fuoco in Siria. “Crediamo che, in base a portata e sensibilità di questi sforzi, solo i vertici della Russia possano averle autorizzate”, affermavano dipartimento di Sicurezza Nazionale e ufficio del direttore della National Intelligence, in una dichiarazione congiunta”. Le dichiarazioni sulla Russia “che piratava i sistemi politici degli Stati Uniti” richiama l’immagine di hacker al Cremlino che usano sofisticate armi informatiche per violare le macchine del voto, seggi e database per alterare i risultati elettorali. In realtà, nulla del genere è accaduto, e non secondo le dichiarazioni russe, ma secondo i rapporti ufficiali della “comunità d’intelligence statunitense” sul caso.

La prova reale, secondo il governo degli Stati Uniti
In realtà, la “pirateria” delle e-mail rese pubbliche, i messaggi di posta elettronica diffusi dal  (DNC), compresi quelli tra la candidata presidenziale ed ex-segretaria di Stato degli USA Hillary Clinton e il suo responsabile della campagna John Podesta. Le e-mail furono poi consegnate a Wikileaks prima di essere rese pubbliche. Alcun seggio elettorale fu “piratato”, alcun database compromesso e alcuna influenza esercitata sulle elezioni, al di là dell’influenza che la verità sulle comunicazioni interne del DNC ha avuto sul pubblico statunitense. La natura delle fughe sulla posta elettronica comporta una tecnica nota come “spear phishing”, una tecnica con cui un hacker si rivolge ad individui specifici spacciandosi via e-mail da organo governativo o compagnia, chiedendo all’individuo preso di mira di compilare username e password. Lo “spear phishing” è forse la tattica più elementare che si possa immaginare, ed è più vicina all’ingegneria sociale e all’inganno (conning) che alla pirateria via computer. Proprio “La relazione congiunta d’analisi del governo degli Stati Uniti” (PDF), basato sulle “analisi di Department of Homeland Security (DHS) e Federal Bureau of Investigation (FBI)“, avrebbe rivelato proprio questo. Con sintesi prolissa, il rapporto ammette: “Nella primavera del 2016, APT28 compromise lo stesso partito, sempre via spearphishing. Questa volta, l’email di spearphishing spinse i destinatari a cambiare password attraverso un dominio webmail falso ospitato dall’infrastruttura operativa di APT28. Utilizzando le credenziali raccolte, APT28 poté accedere e rubare il contenuto, probabilmente portando all’esfiltrazione di informazioni su più membri di alto livello del gruppo. Il governo degli Stati Uniti ritenne che l’informazione fu trapelata alla stampa e divulgata”. In parole semplici, gli individui presi di mira furono avvicinati via e-mail, chiedendogli username e password, che volontariamente consegnarono. Il rapporto d’analisi congiunto tenta di usare un sofisticato gergo tecnico, nella speranza che i lettori credano che l’operazione richieda competenze sofisticate. Tuttavia, gli attacchi non sarebbero potuto essere più elementari. Gli esperti di IT, da Wikileaks di Julian Assange allo show di Vin Armani, hanno spiegato in modo approfondito quanto elementare sia stato piratare la posta elettronica, convenendo che un adolescente senza risorse, oltre alla connessione Internet, conoscenze elementari e desiderio di violare le e-mail del DNC, avrebbe potuto effettuare tali attacchi. Altri rapporti del governo degli Stati Uniti, tra cui quello legato al titolo del New York Times,Il contesto della valutazione delle attività e intenzioni russe nelle ultime elezioni negli Stati Uniti: il processo analitico e l’attribuzione del cyber-incidente” (PDF), l’ammetterebbe, concentrandosi non sui dettagli tecnici del vero “pirataggio” delle e-mail, ma piuttosto collegando l’operazione alla Russia esclusivamente sulla base di come da ciò la Russia ne avrebbe tratto beneficio.

Se la Russia è abbastanza avanzata da “piratare” le elezioni negli USA, lo è abbastanza per sapere che è inutile
L’elementare “pirateria” delle e-mail richiedeva sponsorizzazioni, e la Russia sarebbe stata disposta ad accettarne i rischi politici, economici e militari connessi, sponsorizzando tale operazione? La risposta è probabilmente no. In realtà, a prescindere da chi ci sia alla Casa Bianca, la politica estera statunitense è dettata principalmente da interessi delle imprese e finanze, non eletti da nessuno. Ciò spiega il motivo per cui gli Stati Uniti hanno agito a tradimento e in modo sovversivo verso la Russia per decenni, a prescindere dalle presidenze e perfino da intere ere politiche degli Stati Uniti. Banche e aziende energetiche e della difesa hanno visto la Russia come concorrente dalla seconda guerra mondiale, un concorrente da minare, sopraffare, comprare o comunque isolare ed eliminare. Le elezioni favorevoli al presidente eletto Donald Trump sull’ex-segretaria di Stato Hillary Clinton faranno poca o nessuna differenza in tale lotta pluridecennale tra Oriente e occidente. La comprensione di ciò, tuttavia, spiega il motivo per cui gli Stati Uniti sfruttano le e-mail del DNC compromesse per accusare la Russia. È l’ennesima occasione per giustificare ulteriori tentativi di circondare, contenere, e in ultima analisi, rovesciare l’ordine politico, finanziario, militare ed industriale della Russia, eliminando un notevole ostacolo a Wall Street e alle ambizioni di Washington sull’egemonia globale. Senza poter citare “il sequestro delle elezioni” e altre presunte minacce di Mosca all’occidente, l’enorme spesa per l’espansione militare, in particolare degli Stati Uniti in Europa orientale, sarebbe imperdonabile.internet_hate_machine_joshua_goldbergTony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’attacco a Trump fallisce

Moon of Alabama 13 gennaio 201716113896Il racconto delle accuse fasulle sull’influenza russa sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti diventa sempre più avvincente ogni giorno che passa. Fa parte della guerra tra gruppi della “élite”, ma include lotte intestine tra le organizzazioni governative statunitensi. Sappiamo come ci sia la pesante influenza ucraina al fianco di Clinton nelle elezioni e nella campagna diffamatoria contro Trump e Russia. Ma certamente non c’è solo l’Ucraina alla base di ciò. Vi sono altri collegamenti internazionali. L'”ex”-funzionario per la Russia nell’MI6 Christopher Steele è colui che ha preparato le 35 pagine di evidenti false affermazioni sui collegamenti russi e del kompromat di Trump. Vi sono così tante incongruenze in tali pagine che qualcuno informato del modo di operare di Mosca potrebbe immediatamente identificare come false. Putin ha personalmente iniziato a lavorare su Trump cinque anni fa, quando Trump non aveva alcun ruolo politico o speranza? Un socio di Trump incontrò funzionari russi a Praga, anche se non è mai stato nella Repubblica Ceca? Steele spacciò falsi alla stampa di Washington DC, ma alcun media le pubblicò perché erano chiaramente falsità. Steele quindi decise di consegnare le carte all’FBI e di parlarne con i suoi agenti sperando di avviare un’indagine ufficiale. Avvertì della mossa (o gli fu ordinato di procedere?) il vertice del governo inglese: “Il Daily Telegraph avrebbe saputo durante un incontro con una fonte assai a dentro a Washington DC, lo scorso ottobre, che l’FBI aveva contattato Steele chiedendo se potevano discuterne i risultati. La fonte disse che Steele parlò ai funzionari di Londra per chiedere il permesso di parlare con l’FBI, debitamente concesso, e che Downing Street ne fu informata…. Una volta concessogli il via libera, incontrò un agente dell’FBI in un altro Paese europeo, dove discusse il contesto in cui aveva compilato il dossier. Il suo contatto con l’FBI sarebbe iniziato a luglio dello scorso anno e concluso ad ottobre, per frustrazione della lentezza del bureau”.
Quando la prima mossa di Steele con l’FBI ad ottobre non diede i risultati sperati, tentò di rifilarglielo attraverso il senatore John McCain. Un “ex”-ambasciatore inglese a Mosca organizzò il passaggio: “Un ex-ambasciatore inglese in Russia ha rivelato di aver giocato un ruolo significativo nel portare il ‘dossier sporco’ su Donald Trump all’attenzione dei servizi segreti statunitensi. Sir Andrew Wood disse che parlò al senatore repubblicano John McCain ad una conferenza sulla sicurezza internazionale, a novembre, dell’esistenza di materiale che potesse compromettere il neopresidente. McCain successivamente consegnò il documento contenente accuse di squallido comportamento sessuale di Trump negli alberghi russi, al capo del FBI”. L’MI6 è ben noto per il lancio di falsi per conto del governo inglese. Anche la seconda consegna ufficiale all’FBI non scatenò l’auspicata pubblicazione delle accuse. Ma da quel momento Clinton si aspettava ampiamente di vincere le elezioni in ogni caso, quindi non furono prese ulteriori misure. Dopo che Trump inaspettatamente vinse le elezioni, fu lanciato il tentativo di pubblicare le denigrazioni. Il direttore della National Intelligence decise (o gli fu ordinato) di “avvicinare” Presidente, presidente eletto e Congresso sulle accuse, chiaramente discutibili. Fu questa la decisione che permise ai documenti di essere finalmente pubblicati. Come il New York Times osservò: “Cosa ha spinto i funzionari dell’intelligence statunitensi a trasmettere una sintesi delle accuse non provate ad Obama, Trump e Congresso? I funzionari hanno detto di aver sentito che il presidente eletto dovesse sapere dei memo, circolati ampiamente a Washington. Ma trasmettendo il riassunto di un rapporto diffuso a più persone nel Congresso e nell’esecutivo, rese molto probabili le fughe.” Solo dopo che Clapper o altri passarono alla CNN i rapporti per Obama, Trump e Congresso, la CNN pubblicò le 35 pagine: “I documenti classificati presentati la scorsa settimana al presidente Obama e al presidente eletto Trump includono accuse su agenti russi che sostengono di avere compromettenti informazioni personali e finanziarie su Trump, dicono alla CNN altri funzionari degli Stati Uniti a conoscenza diretta dei rapporti… I rapporti classificati la scorsa settimana sono stati presentati dai quattro capi dell’intelligence degli Stati Uniti, il direttore della National Intelligence James Clapper, il direttore dell’FBI James Comey, il direttore della CIA John Brennan e il direttore della NSA ammiraglio Mike Rogers… la CNN ha esaminato le 35 pagine dei memo, da cui sono state tratte due pagine di sinossi. I promemoria da allora sono stati pubblicati da Buzzfeed. I memo sono nati dalla ricerca dell’opposizione, per prima commissionata dai repubblicani anti-Trump, e in seguito dai democratici. A questo punto, la CNN non inviò rapporti sui dettagli delle note, in quanto non poté confermare in modo indipendente le accuse specifiche”. L’ultima parte della frase fa parte della campagna di diffamazione. Quando il DNI Clapper cercò di discolparsi dalla tempesta di merda che aveva creato, si eclissò allo stesso modo: “L’IC non crede che le informazioni contenute in questo documento siano affidabili…” Come dire: “L’IC non crede che l’informazione sulla cittadinanza keniana di Barack Obama sia affidabile…”
Qualsiasi media o agenzia di intelligence che afferma di poter o meno giudicare il contenuto di 35 pagine evita di dargli altro peso. Il contenuto è facilmente verificabile ed è così evidentemente falso che le poche affermazioni non immediatamente verificabili non possono essere prese sul serio. I media e Clapper lo sanno e, se fossero sinceri, lo direbbero. L’attacco a Trump (e alla Russia) è fallito. Trump l’ha liquidato con un paio di tweet e frasi alla conferenza stampa. L’attacco non ha fermato le procedure del Congresso o altrove, necessarie ad installare la nuova amministrazione. Non ha cambiato la politica. Il governo e l’MI6 inglesi ne escono squalificati. I capi di DNI e CIA pure. L’attacco è stato un tentativo dello Stato profondo d’inscenare un colpo di Stato contro Trump: “Trump ha deliberatamente scosso lo Stato profondo con le critiche feroci sui risultati dell’intelligence degli Stati Uniti sull’hackeraggio russo. Il governo invisibile non sta a guardare, come David Runciman ha scritto recentemente sulla London Review of Books, ma si lascia stracciare dai nuovi arrivati. Il presidente eletto ha nemici interni a profusione che praticano l’arte della fuga di notizie. Possono non aver avuto qualche ruolo ufficiale nel tentativo di organizzare il colpo di Stato contro Trump prima della nomina, ma devono aver salutato la volgarità di BuzzFeed mentre affilano i coltelli per la sua amministrazione”. Questo blog ha segnalato e avvertito un mese fa di tali tentativi di golpe “elitari”. La lotta è sempre più aspra. Ma quest’attacco è fallito. Trump resiste alle “notizie false” create dalle 35 pagine. Il tentativo di denigrazione era troppo evidente. Ci si chiede il motivo per cui è stato tentato. Chi s’è spaventato? Il presidente Obama, i principali capi dell’ntelligence degli Stati Uniti, i neoconservatori, il governo inglese, i circoli ucraini “nazionalisti (fascisti) e la campagna di Clinton cospirano contro Trump e cercano di sabotarne i cambiamenti politici annunciati. Trump ha sostenuto di voler migliorare le relazioni con la Russia e di concentrarsi a combattere in Siria e in Iraq lo ISIS e altri taqfiriti ed islamisti. Questo mette in pericolo l’eredità di Obama, la nuova guerra fredda con la Russia e le coccole ad al-Qaida e SIIL per rovesciare il governo siriano.
Vi sono due lotte nel governo degli Stati Uniti che si combattono in un contesto più ampio. Una è la lotta tra CIA ed esercito sulle competenze su spionaggio ed operazioni letali. Il direttore della CIA Brennan, consigliere di Obama e agente saudita, ha intrapreso campagne militari in Afghanistan, Yemen, Iraq, Siria e molti altri Paesi. Gli assassini della CIA con i droni sono un problema operativo, che i militari credono debbano controllare in modo esclusivo. Dall’altra parte i militari delle forze speciali hanno ostacolato l’intelligence della CIA. Il supporto della CIA all’addestramento dei terroristi taqfiriti in Siria, Iraq e Libia è contro l’interesse dei soldati, che alla fine dovranno combattere questi gruppi. Il prossimo consigliere della Sicurezza Nazionale Flynn mise in guardia dalla politica della CIA, nel 2012, quando guidava la Defense Intelligence Agency. Le forze speciali degli Stati Uniti hanno poi sabotato le operazioni della CIA in Siria. Con Flynn prossimo consigliere della Sicurezza Nazionale, la CIA rischia di perdere in questa lotta. Flynn sosterrà che la CIA debba solo raccogliere ed analizzare e probabilmente cercherà di assegnare tutte le operazioni ai militari del Joint Operational Special Command. Oggi la CIA ha utilizzato (di nuovo) il suo portavoce non ufficiale, per avvertire Flynn. Scrivendo sul blog di Jeff Bezos, David Ignatius ha stenografato la minaccia: “Secondo un alto funzionario del governo degli Stati Uniti, Flynn ha telefonato all’ambasciatore russo Sergej Kisljak più volte il 29 dicembre, il giorno in cui l’amministrazione Obama annunciò l’espulsione di 35 funzionari russi, così come altre misure in rappresaglia per l’hackeraggio. Cosa ha detto Flynn, e se ha minimizzato le sanzioni degli Stati Uniti? La legge Logan (anche se mai applicata) impedisce ai cittadini degli Stati Uniti dal corrispondere con l’intenzione di influenzare un governo straniero su “controversie” con gli Stati Uniti. È stato violato il suo spirito?” (Se le telefonate di Flynn sono sorvegliate dalla FISA, non sarebbero classificate? Come qualcun altro potrebbe saperlo? Quante leggi hanno violato per fare queste accuse tramite Ignatius?)
Una seconda area di conflitto interno è sul direttore dell’FBI Comey. E’ stato o meno sufficientemente deferente verso la cabala di Obama e la campagna di Clinton. Ha lanciato e pubblicamente annunciato un’indagine sui chiari comportamenti illegali di Clinton sul suo server di posta elettronica privata, ma si astenne dall’annunciare ed indagare le accuse evidentemente false contro Trump che gli furono spacciate. Tale slealtà richiede una punizione: “L’ispettore generale del dipartimento di Giustizia ha detto che avrebbe aperto una vasta indagine su come il direttore dell’FBI, James B. Comey, ha gestito il caso sulle email di Hillary Clinton… L’ufficio dell’ispettore generale ha detto che è stata avviata l’inchiesta in risposta ai reclami dai membri del Congresso e dell’opinione pubblica per le azioni di FBI e dipartimento di Giustizia durante la campagna, che potrebbero essere viste come politicamente motivate“. L’ispettore generale fa un piacere al presidente. Sarà licenziato non appena Trump andrà in carica. E a meno che non si unisca alla cabala contro Trump, Comey non ha nulla da temere. Ma la guerra contro Trump non è finita. Trump dovrebbe e deve essere combattuto, ma la lotta dovrebbe riguardare le importanti questioni economiche e sociali a cui la gente bada e sente molto. Trump ha la sua cricca, miliardari libertari come i fratelli Koch, alcuni generali nel suo gabinetto e arcisionisti come Adelson Ma gli scagnozzi di questa cabala non sono ancora al governo. È importante ostacolare tale infestazione.
La lotta per come è condotta oggi è un tentativo di riorientare la politica estera di Trump e generalmente impartire la lezione della potente politica estera. Tale lotta è stata già persa durante la campagna. Ogni tentativo di accusare Trump di questo o quell’oltraggio con la “Russia” non ha nulla a che fare con la vita dell’elettore medio, a cui non interessa semplicemente. Questi pseudo-scandali combattuti dai media delle “élite” lo rendono solo più forte. Ma la cabala non lo capiva durante la campagna e neanche ora lo capisce. Continuerà i suoi tentativi e diminuirà il proprio potere attraverso i suoi fallimenti. Gli sforzi dei lealisti di Obama contro Trump iniziarono subito dopo il giorno delle elezioni: “Negli ultimi 10 anni, gli ex-seguaci di Obama hanno occupato il governo, il mondo della difesa e le parti influenti del settore privato, anche Google e Facebook. Ciò significa che ci sono molte risorse da sfruttare”. Ulteriori attacchi a Trump arriveranno anche quando Trump sarà la potere e comincerà a far pulizie. Ma coloro che lavorano apertamente contro di lui saranno in pericolo. Gli attacchi continui e aperti mettono a nudo i diversi attori dietro di loro. Saranno tutti schivati ed ogni nuovo attacco aperto contro Trump eliminerà un centro di potere installato dall’amministrazione Obama. Se tali attacchi disperati continueranno pochi ne rimarranno per intraprendere in silenzio la resistenza paziente contro l’amministrazione Trump, necessaria a ridurre i danni che creerà. Per ora attaccare Trump, Flynn, Comey o anche Putin è fatuo e vacuo. Impedisce solo di raggiungere i loro obiettivi a lungo termine. Ci si chiede quindi perché continui tale panico della cabala dello Stato profondo. Quali sporcizie che ha nascosto teme emergano?

Aggiornamento: il direttore dell’FBI Comey ha sbroccato con i democratici alla fine di un’udienza classificata al Congresso, oggi. Questo il giorno dopo che il dipartimento di Giustizia di Obama ha aperto un caso contro di lui (vedi sopra). Si potrebbe immaginare che Comey ne abbia abbastanza o sia ormai certo del sostegno di Trump. The Hill riporta: “Un certo numero di deputati democratici ha lasciato la conferenza riservata sulla pirateria russa, irritati dalle azioni del direttore dell’FBI James Comey e convinti che sia inadatto a guidare l’agenzia. “Non avevo opinione fino agli ultimi 15 minuti. Non vi ripongo più fiducia”, ha detto il Rep. Tim Walz (D-Minn) del Comitato affari dei veterani, mentre lasciava la riunione in Campidoglio. “Alcune delle cose che sono state rivelate in questo briefing classificato, hanno scosso la mia fiducia”…15937065Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stato profondo contro Donald Trump, la traccia ucraina

 Moon of Alabama – 11 gennaio 2017 15578774Come osservato il 6 gennaio: Quando Hillary Clinton fu sconfitta nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti i relativi poteri lanciarono la campagna per delegittimare il Presidente eletto Donald Trump. L’obiettivo finale della cabala è scacciarlo dalla carica e assegnarla a un sostituto affidabile, come il vicepresidente eletto Pence. Se non fosse possibile, si sperava che la delegittimazione rendesse impossibile a Trump cambiare i principali indirizzi politici, soprattutto in politica estera. Un grosso problema è il nuovo orientamento del complesso militare degli Stati Uniti e dei suoi agenti della NATO dalla guerra al terrore al confronto diretto con le grandi potenzi, come Russia e Cina. La campagna dello Stato profondo contro Trump ha aperto nuovi fronti oggi, con la pubblicazione di affermazioni anonime completamente false e quindi non verificabili, come la faccenda di Trump che faceva baldoria in un albergo di Mosca, che i servizi segreti russi usano per manipolarlo. Come molte storie contro Trump diffuse dagli agenti della campagna presidenziale di Clinton, queste ultime sembrano originare da fonti correlate ai putschisti “nazionalisti” ucraini (fascisti). Le nuove affermazioni su Trump sono disponibili in 35 pagine di “relazioni” di un anonimo ex-agente dei servizi segreti inglesi che lavorava per una società privata statunitense dal 20 giugno al 13 dicembre 2016, affermando che la Russia ha alcuni video di Trump che guardava giochi sessuali nel 2013, sostenendo che funzionari della campagna di Trump coordinarono le fughe su Clinton con la Russia e che il Presidente Putin era coinvolto in tutto questo. Ecco come il presunto ex-agente dell’intelligence descrive le sue fonti in questi “rapporti”: “Parlando ad un connazionale fidato nel giugno 2016, secondo le fonti A e B, un ex-funzionario del Ministero degli Esteri russo ed un ex-ufficiale dei servizi segreti russi ancora attivo al Cremlino, le autorità russe coltivavano e sostenevano il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump da almeno cinque anni. La fonte B affermava che l’operazione su Trump era sostenuta e diretta dal Presidente Vladimir Putin”. L’ex-agente inglese sentì da un anonimo presunto compatriota che due fonti anonime affermarono di avere accesso ai circoli russi affermando di aver sentito da qualche parte che era successo qualcosa al Cremlino. Affermavano che Trump era sostenuto e diretto da Putin da cinque anni, mentre un anno prima nessuno avrebbe scommesso un centesimo su Trump che otteneva una qualche posizione di rilievo politico e addirittura la presidenza. C’è molta più insulsaggine in questi nuovi diari di Hitler, fasulli dalla A alla Z.
Il senatore neocon John McCain, amico dei fascisti ucraini e nemico di Trump, passò il “rapporto” all’FBI e, quindi, divenne un documento ufficiale. Anche se sono evidenti falsi, l’FBI cercò di utilizzare tali “rapporti” per avere il mandato dal Foreign Intelligence Surveillance Court (FISA) per spiare i funzionari della campagna di Trump. La corte lo negò, per fortuna o per lo meno respinse la richiesta. I primi “rapporti” furono creati nell’ambito della ricerca dell’opposizione pagata da un candidato repubblicano alle primarie contro Trump. In seguito furono prodotti e pagati dalla campagna democratica. Vennero comprati a Washington per diversi mesi. NYT, WSJ, CNN e FBI ne studiarono le affermazioni. Nonostante le loro notevoli risorse non ne verificarono neanche una. Tutti si astennero dal pubblicarli durante la campagna, perché non vi era alcuna prova a sostegno. Buzzfeed ora l’avanza nonostante dica che non vi abbia trovato nulla di verificabile. Ancora peggio il direttore della National Intelligence Clapper (che un tempo sostenne che le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam furono spedite in Siria), li presentò al Congresso e al presidente eletto Trump come “allegato” al rapporto infondato dell’intelligence degli USA sulla “pirateria russa”. Un’anteprima torbida delle affermazioni fu data da David Corn su Mother Jones, ad ottobre. Parlò con il cosiddetto autore dei “rapporti”: “Iniziò come richiesta abbastanza generale”, dice l’ex-spia che chiese di non essere identificato. Ma quando cercò su Trump, osservò, trovò informazioni preoccupanti che indicavano connessioni tra Trump e il governo russo. Secondo le sue fonti, “ci fu uno scambio di informazioni tra la campagna di Trump e il Cremlino, con reciproco vantaggio“.
a9e2df30-9950-11e6-9184-5331be1440bf_ximage1 La pubblicazione di tal cumulo di stronzate si ha il giorno dopo che i membri del gabinetto Trump furono confermati dal Congresso ed ore prima della prevista conferenza stampa. Era quindi destinata a far passare in secondo piano il buon inizio della presidenza Trump. Vi sono segnali che i “rapporti” furono scritti da qualche nazionalista ucraino antisemita. Basta considerare questo passaggio del “rapporto” del 26 luglio: “Nell’assunzione dell’FSB di operatori informatici capaci, idealmente, di svolgere in segreto operazioni cibernetiche offensive, uno specialista russo con diretta conoscenza riportò, nel giugno 2016, che ciò fu fatto spesso usando coercizione e ricatto. Per gli agenti stranieri, l’FSB avvicinava cittadini statunitensi di origine russa (ebraica) in viaggio d’affari in Russia”. Tali tropi sono tipici della narrazione antisemita “nazionalista” (nazista) ucraina. (“Tutti gli ideologi comunisti/funzionari sovietici sono ebrei“). I servizi russi, a differenza del Mossad, non recluterebbero hacker secondo relazioni etniche o credenze “ebraiche”. Assumerebbero qualcuno competente di cui pensano di potersi fidare. Abbiamo visto vari “nazionalisti” ucraini coinvolti nelle affermazioni propagandistiche sugli “hacker russi”. Nel luglio 2016 Michael Isikoff scrisse per Yahoo (megafono della campagna di Clinton): “Poche settimane dopo aver iniziato la preparazione dei dossier di ricerca dell’opposizione sul presidente della campagna presidenziale di Donald Trump, Paul Manafort, la scorsa primavera, la consulente Alexandra Chalupa del Democratic National Committee ricevette un’allerta quando entrò sul suo account di posta elettronica personale su Yahoo. …Chalupa, redasse appunti e scrisse e-mail sul collegamento di Manafort coi leader politici filo-russi in Ucraina, allertò rapidamente gli alti funzionari della DNC… “Ero fuori di me”, Chalupa, direttrice dell'”impegno etnico” della DNC, dice a Yahoo News in un’intervista, notando che era in stretto contatto con le fonti a Kiev, in Ucraina, tra cui numerosi giornalisti investigativi, che l’informavano sui rapporti politici e affaristici di Manafort in quel Paese e in Russia”. Chalupa è anche presente nella lista ProPornOT promossa dal Washington Post, dei presunti siti di propaganda filo-russi. Questo sito, MoonofAlabama, è presente su tale lista 🙂. (Purtroppo però non ho mai ricevuto un centesimo, o qualsiasi altra cosa, da fonti russe, critico le politiche economiche neoliberiste di Putin e fui plagiato da Russia Today finanziato dal governo russo, senza alcun compenso.) L’account Twitter di ProPornOT dice che è “ucraino-statunitense” e fa il saluto fascista ucraino delle bande assassine dell’OUN-Bandera, “Slava Heroiam!” quando gli hacker ucraini attaccano la Russia. L’elenco ProPornOT si basa sul modello ucraino usato per aggredire media e giornalisti ucraini antifascisti. Chalupa è una grossa promotrice dell’accusa “la Russia ha hackerato i democratici” senza alcuna prova. Fu definita dallo stesso Isikoff di Yahoo una delle 16 persone che modellarono le elezioni del 2016. Chalupa è anche: “fondatrice e presidente del gruppo lobbistico ucraino “coalizione USA con l’Ucraina”, che fece pressioni dure per far passare un disegno di legge nel 2014 per aumentare prestiti e aiuti militari all’Ucraina, imporre sanzioni alla Russia e allineare gli interessi geostrategici di Stati Uniti e Ucraina”. Inoltre Chalupa coordinò la sua campagna anti-Trump/anti-russa con l’ambasciata ucraina a Washington DC: “Funzionari del governo ucraino hanno cercato di aiutare Hillary Clinton e di minare Trump mettendo in discussione pubblicamente la sua idoneità alla carica. Inoltre diffusero documenti che accusavano un aiutante di Trump di corruzione, suggerendo che stavano indagando, solo per far marcia indietro dopo le elezioni. Aiutarono gli alleati di Clinton nel cercare informazioni dannose su Trump e i suoi consiglieri, un’indagine che Politico scovò. Un’agente ucraino-statunitense (Alexandra Chalupa), consulente del Comitato Nazionale Democratico, incontrò alti funzionari dell’ambasciata ucraina a Washington nel tentativo di svelare i legami tra Trump, il suo assistente Paul Manafort e la Russia, secondo le persone con conoscenza diretta della situazione”. Chalupa va classificata agente ucraina o almeno fantoccio manipolato dal governo ucraino e vederla così di conseguenza. L’influenza straniera sulla corsa presidenziale attraverso la connessione ucraina (fascista) alla campagna di Clinton è quindi molto più ancorata alla realtà dei presunti, ma completamente non provati collegamenti russi alla campagna di Trump. C’è un’operatrice nazionalista ucraino-statunitense della campagna democratica che promuove pretese anti-russe e anti-Trump in collaborazione con il governo ucraino, la lista nera ucraino-statunitense di ProPornOT per infangare i siti accusati “di propaganda russa” e i tropi fascio-ucraini utilizzati nei “rapporti” vacui volti a denigrare Trump come burattino dei russi. Soprattutto c’è la comunità d’intelligence degli Stati Uniti che combatte la presidenza Trump che rischia di tagliarne varie escrescenze ed eccessi.
51oa5iwh02l-_sy344_bo1204203200_ CIA, MI-6 e BND tedesco (controllato dalla CIA) hanno coccolato e promosso gli ancora molto attivi circoli fascisti ucraini anti-russi (almeno) dalla fine degli anni ’40. Un libro dell’US National Archive, Le ombre di Hitler, criminali di guerra nazisti, US Intelligence e guerra fredda (PDF) nota: “Le operazioni inglesi con i banderisti si ampliarono. Ai primi del 1954 la sintesi dell’MI6 osservò che, “l’aspetto operativo di tale collaborazione (inglese coi banderisti) si sviluppa in modo soddisfacente. A poco a poco il controllo completo fu ottenuto sulle operazioni d’infiltrazione e anche se il dividendo dell’intelligence è basso si è ritenuto opportuno procedere…. Nel giugno 1985 il General Accounting Office menzionò Lebed in un rapporto pubblico sui nazisti e collaborazionisti stabilitisi negli Stati Uniti con l’aiuto delle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti. L’Ufficio delle indagini speciali (OSI) e il dipartimento della Giustizia iniziarono a studiare Lebed lo stesso anno. La CIA preoccupata che il controllo pubblico su Lebed compromettesse QRPLUMB e che la sua mancata protezione innescasse l’indignazione nella comunità degli immigrati ucraini. Quindi Lebed fu protetto negando qualsiasi collegamento con i nazisti e sostenendo che fosse un combattente per la libertà ucraino. La verità, naturalmente, era più complicata. Ancora nel 1991 la CIA cercò di dissuadere l’OSI dall’avvicinare i governi tedesco, polacco e sovietico per avere i registri di guerra dell’OUN. L’OSI infine abbandonò il caso, non potendo avere documenti definitivi su Lebed. Mykola Lebed, capo dei banderisti in Ucraina durante la guerra, morì nel 1998. È sepolto nel New Jersey, e le sue carte si trovano presso l’Istituto di Ricerca ucraino dell’Harvard University”. C’è ancora un collegamento diretto tra i tre elementi anti-russi/anti-Trump, il movimento ucro-fascista e lo Stato profondo della CIA di John Brennan. Consiste nei toni e nel messaggio comune di certe storie tra il putsch in Ucraina del 2014 e il collegamento con personale ucraino-statunitense della campagna di Clinton. Ma anche questo va oltre le asserzioni infondate della “pirateria russa” nei rapporti d’intelligence del DNI e le ormai note denigrazioni dell’MI-6. Vista da lontano, la “Comunità d’Intelligence” è più compromessa da tali “fughe di notizie” che non il Presidente eletto Trump. Non è prevedibile chi vinca questa battaglia, la cabala dello “Stato profondo”, che vuole mantenere gli Stati Uniti su una rotta anti-russa, o il tendenzialmente isolazionista Trump. La mia scommessa è sull’artista delle stronzate Trump. Nel quadro internazionale c’è la stessa lotta, e per come appare, sembrano che gli Stati Uniti siano destinati a diventare una repubblica delle banane.mccain_tyahnybok_public_app_kiev_ap91999496228Aggiornamenti:
Il reporter della BBC da Washington Paul Wood, su BBC Radio oggi:
– vide il “rapporto” ad ottobre
– gli fu detto ad agosto che servizi segreti di Stati Uniti e capi dell’intelligence dell’Europa dell’Est (!) affermavano che la Russia avesse un kompromat su Trump
– Vi sarebbero audio e video a Mosca e San Pietroburgo che nessuno ha visto.
S’indovini di quale servizio d'”intelligence est-europeo” parlava…
C’è chi sostiene che la storia di sesso su Trump nelle 35 pagine proviene dai circoli 4chan dell’alt-destra. Ma non si adatta alla tempistica. I “rapporti” circolarono da agosto. L’affermazione sul sesso fa parte del rapporto di luglio. La storia di 4chan è apparsa a novembre (per quanto possa dire) e fu avanzata su 4chan da un politico vicino al partito democratico. Ma erano vecchie notizie e ciò di rilevante era già noto. E’ molto probabile che la storia di 4chan sia solo un rimaneggiamento della già nota storia del “rapporto” e non abbia alcuna validità.
Paul Wood della BBC ne ha ancora: Le ‘compromettenti’ affermazioni di Trump: Come e perché siamo arrivati qui?
– Nulla delle pagine 35 s’è dimostrato vero
– Vi sono indicazioni su pagamenti di (una banca) russa a qualcuno (non Trump direttamente, ma probabilmente correlato) negli Stati Uniti
– Le domande di pagamento furono usate per delle domande di mandato dal FISA, respinte per due volte(!), ma ad ottobre furono firmate da un nuovo giudice.
– Le domande di pagamento provengono dal servizio segreto di “uno Stato Baltico”.
Altri media mescolano tali domande di pagamento alle 35 pagine. Ma sono questioni diverse. Ieri sera Clapper del DNI aveva un colloquio con Trump, non è chiaro dalla dichiarazione di Clapper di quali problemi abbiano esattamente parlato. Sembrava alludere alle richieste di pagamento, non alle 35 pagine.

Il direttore della National Intelligence James Clapper

Il direttore della National Intelligence James Clapper

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sud America in pericolo: gli USA installeranno una nuova base militare in Perù

Ariel Noyola Rodriguezprovincias-loretoDopo l’impeachment parlamentare di Dilma Rousseff (Brasile) e l’arrivo di Mauricio Macri alla Casa Rosada (Argentina), gli Stati Uniti cercano disperatamente di aumentare la propria presenza militare in America Latina, e in particolare nel Cono Sud. Il Perù, uno dei Paesi dell’Alleanza del Pacifico, è l’ultima vittima delle incursioni imperiali di Washington. Il governo regionale di Amazonas (Perù) approvava alla fine del 2016 l’installazione di una nuova base militare degli Stati Uniti che, per l’opinione pubblica, viene presentata come centro di risposta alle catastrofi naturali.
Solo a un paio di giorni dall’uscita dalla Casa Bianca, Barack Obama decideva di non perdere l’opportunità di rafforzare il dispiegamento di forze statunitensi in Sud America. E’ il caso del governo regionale di Amazonas (Perù), del Comando del Sud America (‘US Southern Command’) e della società Partenon Contractista EIRL, che hanno firmato il progetto per installare una nuova base militare camuffata da Centro operativo d’emergenza regionale (COER) di Amazonas. Il finanziamento dell’opera sarà poco più 1,35 milioni di dollari, al 29 dicembre 2016, e sarà completato in circa 540 giorni. Secondo le informazioni fornite dal governo peruviano, la base militare degli Stati Uniti avrà un eliporto di 625 metri quadrati; due edifici, il primo un magazzino per aiuti umanitari da 1000 metri quadrati, e il secondo per ospitare il COER insieme ai moduli operativi (logistica, comunicazione, monitoraggio e analisi, ecc); inoltre disporrà di una sala riunioni, una multimediale, camere da letto e un parcheggio di 800 metri quadrati. Senza dubbio, questo è interventismo travestito da aiuti umanitari. Contrariamente a ciò che svolgerebbe ufficialmente, non si tratta della strategia per rafforzare la capacità di risposta dei peruviani alle calamità naturali. I militari degli Stati Uniti affondano gli artigli nel Cono Sud con l’approvazione del presidente del Perù Pedro Pablo Kuczynski. La sovranità del Sud America è in pericolo.
Gli Stati Uniti non hanno più bisogno di lanciare guerre di conquista per affermare la propria egemonia sul territorio latino-americano; ora il dominio avviene in modo molto più sottile: attraverso iniziative per la militarizzazione segreta. Oltre alla lotta al terrorismo, Washington utilizza la lotta al narcotraffico e un presunto impegno a rispettare i diritti umani come scuse per immischiarsi negli affari interni di altri Paesi.
Il Perù è una piattaforma decisiva per gli Stati Uniti nel consolidare il loro piano per dominare il Sud America, una zona che, come sappiamo, ha immense riserve strategiche in risorse naturali (gas, petrolio, metalli, minerali, etc.). Almeno negli ultimi dieci anni, i governi sudamericani hanno inflitto una tremenda battuta d’arresto all’influenza economica e geopolitica degli Stati Uniti nel continente. Tuttavia, dal 2009 il Perù non oppone resistenza alle incursioni imperiali di Washington, diventando uno dei Paesi latino-americani dalla maggiore presenza di forze armate degli Stati Uniti nel territorio, e prima di approvare l’installazione della nuova base militare nel dipartimento di Amazonas, il Comando Sud degli stati Uniti si era stabilito comodamente nelle regioni di Lambayeque, Trujillo, Tumbes, Piura, San Martin e Loreto. Va notato che la cooperazione militare tra Washington e Lima è non limitata all’installazione di basi militari; gli Stati Uniti sono entrati pienamente nell’apparato della sicurezza e della difesa. Con l’autorità del Ministero della Difesa del Perù, le Unità speciali d’intervento del Comando congiunto delle Forze Armate, il Comando per l’intelligence e le operazioni speciali congiunte e la componente speciale VRAEM sono stati addestrati dalle forze statunitensi tra maggio e settembre 2016. In parallelo, le forze peruviane hanno condotto una serie di esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, secondo le loro argomentazioni, per rafforzare la strategia difensiva verso aggressioni estere; una delle esercitazioni più importanti è Forze Silenziose (SIFOREX, in breve), che si svolge ogni due anni nel mare di Grau, considerata uno delle maggiori esercitazioni navali internazionali.
Il Perù riflette chiaramente come il Sud America viva momenti critici e una forte campagna d’infiltrazione. Insieme alle difficoltà economiche, la regione è vittima di una potente offensiva estera che cerca, sotto varie forme, di rafforzare la presenza di Washington. Le incursioni militari statunitensi nella regione avanzano rapidamente grazie ai vari governi conservatori, soprattutto dall’arrivo di Mauricio Macri alla presidenza dell’Argentina e dall’impeachment parlamentare di Dilma Rousseff in Brasile, e nel continuo sforzo per minare l’influenza di Paesi come Cina, Russia e Iran. Armare fino ai denti il Perù è vitale per gli Stati Uniti, per poter installare un’altra base militare in Argentina, proprio al confine con Paraguay e Brasile. Indubbiamente, la costruzione di un futuro migliore per i Paesi del Sud America è in serio pericolo…naval-forces-conclude-siforexTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dettagli sul cessate il fuoco in Siria e perché fallirà

Ziad Fadil, Syrian Perspective 31/12/201615781313La Turchia non si è separata dall’Arabia Saudita. La Turchia, guidata da un pazzo membro tesserato dei Fratelli musulmani, gruppo di islamisti fondamentalisti borghesi che fa orrore assoluto alla famiglia regnante delle scimmie saudite, vuole partecipare a una conferenza per che si terrà nella capitale del Kazakistan Astana. L’imbecille ministro degli Esteri turco Mavlut Kavusoghlu ha dichiarato che la sua delegazione non siederà in una stanza con qualcuno dell’amministrazione del Dr. Assad, suggerendo che si siederebbe in una stanza piena di terroristi. Solo pochi giorni prima, le tre parti del cessate il fuoco siriano, Russia, Iran e Turchia, dichiaravano di averlo firmato, e che è composto in 2 parti; una interessa il cessate il fuoco e l’altra provvede al modo per la risoluzione politica del conflitto. Durante i negoziati, i turchi, a quanto pare giocandosi la carta saudita, chiesero la rimozione delle forze filo-iraniane e della resistenza libanese, cioè Hezbollah. Ciò non aiuta. Sergej Lavrov contattò le controparti iraniane nei negoziati per testarne l’atteggiamento su tali questioni, e sondare la posizione siriana. Iran e Damasco dissero a Lavrov che non ci sarà il ritiro di queste forze. Infatti, una volta che il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, ha avuto sentore della richiesta turca, immediatamente dichiarò, tramite il portavoce al-Manar, che Hezbollah non si ritirerà mai dalla Siria finché l’ultimo terrorista non sarà eliminato. Il governo del Dr. Assad ha la stessa posizione. Sergej Lavrov disse ai turchi che la loro proposta era stata respinta da tutti, Mosca compresa. Questo per quanto riguarda la pretesa turca. La Russia poi rispose con la propria richiesta sul ritiro di tutti i non-siriani (cioè gli stranieri) dalla Siria. Lavrov chiese anche un chiarimento sull’haraqat Ahrar al-Sham, collegato ad al-Nusra/al-Qaida, ergo, gruppo terrorista bandito. I turchi informarono il Ministro degli Esteri Lavrov che avrebbero dovuto riflettere sulla richiesta. È ben noto che Ahrar al-Sham è parte integrante della rete al-Nusra/al-Qaida, interamente finanziata dai ratti sauditi e dai cugini altrettanto ripugnanti del Qatar. Quando sembrava che Ahrar al-Sham diveniva oggetto delle obiezioni di tutte le parti, l’Arabia Saudita, attraverso i suoi contatti diretti con il gruppo, organizzò la risposta positiva al cessate il fuoco, ponendo tale mucchio selvaggio di psicopatici nel campo “moderato”; zimbello attivo degli inetti ed incapaci sauditi. Incluso nell’accordo di cessate il fuoco, il ramo di Ahrar al-Sham nel Wadi al-Barada, il 30 dicembre, accettava di ritirarsi dalle zona per consentire ai tecnici siriani di ripristinare le forniture idriche per la capitale, Damasco, costrettivi anche dalle intense pressioni dei notabili locali.
I gruppi interessati all’operazione sono ormai ben noti:
Faylaq al-Sham
Haraqat Ahrar al-Sham
Jaysh al-Islam
Thuwar al-Sham
Jaysh al-Mujahidin
Jaysh Idlib al-Hur
Jabhat al-Shamiya
15781104 L’accordo non prevede ulteriori sortite dell’Aeronautica siriana sui territori infestati da tali gruppi. Solo la Russia potrà compierli. I gruppi sono tenuti a lasciare tutte le aree occupate da al-Nusra/al-Qaida permettendo all’Aeronautica russa e all’Esercito arabo siriano di sterminare i criminali di al-Qaida che, di conseguenza, sarà più facile identificare. È una clausola dell’accordo che al-Nusra/al-Qaida, SIIL e qualsiasi altro gruppo designato terroristico dalle Nazioni Unite sia escluso dal cessate il fuoco. Inoltre si decise che nulla pregiudichi l’unità territoriale della Repubblica araba siriana. In effetti, si rifiuta apertamente la politica di ripiego degli USA, che mira a smembrare la Siria. Turchi, iraniani e russi non vogliono avere nulla a che fare con il revanscismo dei curdi o il loro tentativo di creare un proprio Stato. Anche la federazione viene esplicitamente rifiutata. Non è stato difficile farlo accettare ai turchi.
Come abbiamo scritto, la Syrian Arab Air Force non condurrà attacchi aerei. Nessuna parte del cessate il fuoco potrà cercare di occupare altro territorio. Questo non significa che l’Esercito arabo siriano non possa attaccare SIIL o al-Nusra/al-Qaida, dopo tutto, ne sono esclusi. I turchi rifiutano apertamente di sedersi con qualsiasi rappresentante di Assad e di PYG, PKK o SDF sostenuti dagli statunitensi. In realtà, gli USA conservano i resti dei loro miserabili fallimenti in Siria, cioè: sostenere l’emancipazione curda come tappabuchi nel caso non potessero cacciare il Dr. Assad in modo dannoso. Il fatto che la Turchia non prenda in considerazione l’incontro con qualsiasi gruppo curdo, testimonia il fatto che Erdoghan si districa con il suo Paese dall’occidente, anche se i piani per estendere il gasdotto del Qatar attraverso il proprio Paese avrebbe potuto essere utile per l’adesione all’UE. Può darsi che tali sogni di potere economico siano solo espressione della sua vendetta su un’Europa timida. L’accordo del cessate il fuoco, in modo pertinente, non parla di alcuna rimozione del presidente siriano. Siriani, iraniani e russi hanno insistito su questo. I turchi, secondo la mia fonte, accennano alla loro opposizione al Dr. Assad come mero gesto per salvare la faccia. Inoltre, le parti che partecipano al cessate il fuoco devono consentire l’arrivo degli aiuti umanitari in tutta la Siria non controllata dai gruppi esclusi. Questo potrebbe essere il motivo per cui i terroristi a Wadi al-Barada decisero di andarsene. Nel dettaglio specificamente menzionato nell’accordo, tutte le forze devono ritirarsi dalla strada del Castello, creando una zona smilitarizzata, una no-fly zone se si vuole, che permetta l’arrivo di aiuti senza restrizioni ad Aleppo. Con la conferenza prevista in Kazakhstan, le Nazioni Unite, sentendosi escluse, dichiaravano l’intenzione di tenere una conferenza a Ginevra nel febbraio 2017, essenzialmente un superfluo processo di pace parallelo per dare ancora peso a DeMistura. John Kerry annunciava il sostegno al cessate il fuoco, ma a quanto pare è imbarazzato dal fatto che non sia stato invitato da nessuno. John Kirby, il buffone del dipartimento di Stato, ha detto a un giornalista che gli Stati Uniti non sono stati “messi da parte”, anche se lo sono.15338863Analisi
I sauditi non possono pensare a misure sfumate. Dopo tutto sono dei beduini che vivono in case con condizionatori statunitensi, se hanno degli allacciamenti. In caso contrario, la maggioranza dei cittadini sauditi non ha casa e deve restituire la paga, sempre che in realtà abbia mai lavorato. E se non l’ha mai fatto, com’è nel caso della maggioranza, non ha nulla per vivere se non una mancia occasionale. La tribù dominante delle scimmie saudite ha spogliato il Paese di tutte le ricchezze. Il denaro si trova negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Se volete sapere il motivo per cui gli albionici sono così corifei, ossequiosi e “salameleccosi” quando vedono le palandrane delle larve saudite, è perché costoro possiedono la loro isola, le loro squadre di calcio e anche le mutande della regina. Ad essere brutalmente franchi, i turchi sono altrettanto irresponsabili. Erdoghan s’impegna a schiacciare l’aspirazione a uno Stato curdo, ed è anche contrario a che lo Stato sia creato in Paesi come Siria, Iraq e Iran. Non gli importa se lo creano in Namibia o nel deserto di Atacama. Così, per il momento, ha rinunciato a rovesciare il Dr. Assad. Questo non significa che non riprenderà il piano quando le circostanze glielo permetteranno. Significa solo che va avanti con il programma, perché si concentra sulla distruzione del nazionalismo curdo, umiliando gli Stati Uniti che cercarono di rovesciarlo e che proteggono Fethullah Gulen in Pennsylvania, e perché pensa che i sauditi siano troppo insistenti su Assad, facendo di tutto contro di lui. L'”opposizione”, come ho già scritto, non è altro che un mucchio di lucertole da hotel che continuerebbe altrettanto bene a vivere tale vita fin quando i sauditi pagano. Nessuno bada alla loro esistenza. Certamente non gli Stati Uniti, che hanno capito da tempo che sono solo un gruppo di dottori e criminali scontenti. Certo, i terroristi, tutti i 300000 in Siria, non danno un accidente alla Coalizione nazionale delle forze rivoluzionarie di opposizione siriane (NACOSROF). Si noti che il gruppo non fa parte di un qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Non fu consultato, né menzionato. Potrebbe anche non esistere. Ed è così, non esiste affatto.
La Russia si crogiola oggi sotto i riflettori. La sua capacità di mettere insieme un triumvirato di attori influenti come Iran e Turchia, pur avendo il Dr. Assad a bordo, ha dato al Cremlino la leva e il prestigio che ha cercato per decenni dal crollo dell’URSS. Si noti l’assenza degli Stati Uniti che ora appaiono vicini alla condizione di paria del Vicino Oriente. Senza relazioni con l’Iran e l’ostilità della Turchia di Erdoghan, gli Stati Uniti possono solo volare nelle braccia del vuoto, cacciando dei diplomatici russi con la più insulsa delle scuse, dopo aver diffamato Mosca per l’annessione democratica della Crimea e il sostegno agli ucraini russofoni, accusando il Cremlino di dilettarsi nelle elezioni degli Stati Uniti. Ad ogni livello, lo Stato russo sovrasta le politiche anemiche di Obama. Vladimir Putin ha all’ultimo revocato il desiderio, annunciato da Sergej Lavrov, di ricambiare la deportazione di massa dagli Stati Uniti del personale diplomatico russo, perché sa che tra tre settimane Obama sarà nulla più che una celebrità da talk-show. Trump arriva con un nuovo segretario di Stato, con un approccio diverso nei confronti della Russia. Oggi la Russia fa ciò che Staffan DeMistura non poté: guidare un’azione credibile per porre fine alla guerra in Siria. La Russia ha avanzato una nuova risoluzione alle Nazioni Unite per approvare l’accordo di cessate il fuoco. Immaginate gli USA porre il veto o astenersi. Non c’è modo. Anche Kerry pochi giorni prima lodò l’accordo. Kerry, che soffoca quando gli viene chiesto che i gruppi terroristici collaborino al cessate il fuoco. Anche l’Iran incombe abbastanza. Partecipa al processo di pace. Ha il peso militare per persistere nella guerra contro il wahhabismo in Siria, ma preferisce osservare come Iraq e Siria agiscono, garantendosi la continuità territoriale necessaria per estendere i gasdotti al Mediterraneo. Tutto ciò che l’Iran fa è continuare a sostenere il governo di Damasco, mentre costruisce l’economia post-sanzioni. Le imprese tedesche si affrettano in Iran e Boeing vende miliardi di dollari di aerei a Teheran. Potrebbe andare meglio?
L’esercito siriano è in un momento cruciale. Se il cessate il fuoco ha effetto, decine di migliaia di truppe siriane saranno liberate per affrontare e sterminare al-Nusra/al-Qaida e SIIL. Nel giro di 6 mesi, con l’aiuto russo e iraniano, l’esercito dovrebbe frantumate il jihadismo in Siria lasciando gli ultimi terroristi del cessate il fuoco come tigre di carta da incenerire lentamente. I ratti terroristici sentono tale pressione e si affrettano a sfruttare l’amnistia offerta dal governo. Con il tempo, con il cessate il fuoco che porta benefici a tutti gli interessati, molti di tali gruppi (eccetto Ahrar al-Sham e Jaysh al-Islam) cesseranno di esistere. I due gruppi menzionati sono individuati solo perché esistono per volontà del re scimmia saudita. Lo SIIL sta morendo. Il reclutamento raschia il fondo, menetre sempre più ratti nel mondo vedono il fallimento di un gruppo la cui fama è misurata dalla brutalità esotica che filma e trasmette. Già si parla di califfato fallito e della necessità di trovare nuovi motivi per saltellare in Libia, Mauritania e Ciad. L’esercito iracheno è alle porte di Mosul e una varietà di attori potenti compete per vedere chi arriva prima a Raqqa. Abbiamo già scritto che Abu Baqr al-Baghdadi è stato ucciso, quest’anno, da un cacciabombardiere siriano che volava sulla Siria orientale. Restiamo a tale relazione. Proprio come in Afghanistan, dove i taliban nascosero la morte del mullah Omar per 2 anni prima annunciarla, gli imbecilli dello SIIL fanno la stessa cosa. Abu Baqr al-Baghdadi non ha lasciato nulla per nominare un successore e, a giudicare da ciò che sappiamo della sua psicosi, non l’avrebbe fatto. Lo SIIL è praticamente senza capo ed esiste esclusivamente al fine di lucrare sul momento. E così anche al-Qaida/al-Nusra. Chiamatelo come volete, è ancora il movimento terrorista più detestato ovunque. Il suo capo, Abu Muhamad al-Julani, è a Idlib o in Turchia. La sua vita è letteralmente in palio. È accusato della perdita di Aleppo. I sauditi ne sono stufi e la sua orda di ratti insaziabili grida costantemente per aver più salari dai sauditi senza che possano permetterselo. Se la Turchia segue il dettato russo, né armi o né denaro arriveranno ai suoi terroristi. E non ci vorrà molto prima che ciò accada. Jaysh al-Islam, il gruppo terroristico apertamente guidato dai sauditi e famoso più per i saccheggi nel Ghuta orientale, ha perso capo dopo capo. I criminali al-Lush sono stati eliminati o umiliati. È sempre più una banda di gruppetti disperati nell’arraffare qualsiasi emolumento. I sauditi sono stufi di tali bimbiminchia. Tutti ciò che i sauditi possono offrire ora è la promessa di un rifugio in Arabia Saudita, quando sarà il momento e non ci sarà più l’amnistia. Tale gruppo è sottoposto a forte pressione dal MOK in Giordania, affinché continui a combattere nonostante l’appartenenza alla coalizione terrorista già accennata all’inizio dell’articolo. Nonostante la presunta cessazione delle ostilità, lo Jaysh al-Islam ha attaccato le postazioni dell’EAS ad Utaya e Hazarma, provocando la controffensiva dell’EAS che ha liberato entrambi i villaggi. L’EAS ha anche risposto bombardando le forze dello Jaysh al-Islam che si preparavano ad assaltare altri avamposti dell’EAS. A Wadi Turma, 5 ratti dello Jaysh al-Islam furono eliminati. Ad al-Hamuriya, altri ratti furono liquidati dall’EAS quando l’intelligence militare ne rilevò un gruppetto pronto a colpire una postazione di EAS e PDC. E così ad al-Muhamadiya. Bene, quindi il cessate il fuoco.
E’ impossibile credere che il cessate il fuoco duri per molto. Ahrar al-Sham fa parte di al-Nusra/al-Qaida e non resterà a guardare l’EAS ridurne l’organizzazione madre in un compost tanto inutile. Prevediamo che le reclute di Ahrar al-Sham saranno incoraggiate a passare ad al-Nusra per evitarne la resa inevitabile all’EAS. Ma mentre Donald Trump prende l’incarico e brinda con Vlad, sarà troppo tardi per un qualsiasi soccorso. SIIL e Nusra saranno annichiliti e l’Arabia Saudita sarà finanziariamente esaurita. Il cessate il fuoco sarà violato ed EAS ed alleati arriveranno finalmente a Raqqa e Idlib scacciando gli ultimi jihadisti. Sarà un momento di gloria e materia delle epopee cantate nel prossimo secolo.15826810Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora