La battaglia di al-Anbar in Iraq

Alessandro Lattanzio, 3/8/2015iraq-armyLa notizia più importante della seconda settimana di luglio 2015 era l’annuncio che la battaglia di Anbar cominciava. Dopo oltre un mese di ritardi, il governo iracheno annunciava l’avanzata su Ramadi e Falluja. Le forze di Baghdad avevano fatto rapidi progressi sgombrando cittadine e periferie, ma la vera battaglia iniziava una volta raggiunti il centro delle città. Lo Stato islamico rispondeva con una grande ondata di autobombe contro il centro del Paese. Se il governo liberava Anbar avrebbe imposto una svolta alla guerra. Ci furono 140 scontri dall’8 al 14 luglio 2015, meno dei 162 della settimana prima. Fino a luglio vi erano stati in media 21,5 attacchi al giorno dal 20 giugno. Baghdad è stata la provincia più violenta con 53 attacchi, seguita da Anbar con 32 e Salahudin con 20, al centro dei combattimenti nel Paese, e poi Diyala e Niniwa con 12, 5 a Babil, 4 a Kirkuk e 1 a Bassora e Wasit. Tali scontri causarono 436 morti e 725 feriti. I caduti comprendevano 1 miliziano della Sahwa, 12 della Hashd, 110 militari delle forze di sicurezza irachene (ISF) e 261 civili. I feriti furono 10 miliziani della Hashd, 45 militari e 525 civili. Baghdad era anche la provincia più colpita con 140 decessi, quindi 100 ad Anbar, 65 a Salahudin, 54 a Niniwa, 19 a Diyala, 4 a Babil, e 1 ciascuno a Bassora e Wasit. Lo Stato Islamico aveva aumentato l’uso di autobombe (VBIED). 16 furono usate la prima settimana di luglio mentre altre 32 furono distrutte dalle ISF, quindi 26 la seconda settimana assieme a 36 distrutte. L’obiettivo principale era Anbar, dove cercava di respingere l’offensiva del governo utilizzando tali tipi di attacchi; qui ci furono 17 autobombe esplose e altre 26 distrutte. Quindi 7 a Baghdad, dove continuava la campagna terroristica contro i civili. Infine 1 a Baiji e a Salahudin dove Baghdad proseguiva altre operazioni, mentre altre 9 autobombe furono distrutte. Il 15-21 luglio si avevano 109 attentati in Iraq, a Baghdad se ne registravano 39, 23 ad Anbar, 18 a Salahudin, 12 a Niniwa, 10 a Diyala, 4 a Babil, 2 a Bassora e 1 a Kirkuk, causando 359 morti e 597 feriti, tra cui 1 Peshmerga, 10 miliziani Sahwa e 28 di Hashd al-Shabi, 44 militari iracheni (ISF) e 276 civili; i feriti erano 8 Peshmerga, 14 miliziani Sahwa e 42 della Hashd, 46 militari e 487 civili. A Baghdad ci furono 53 attentati, tra cui 2 autobombe, 2 attentatori suicidi e 7 IED, lasciando 39 morti e 108 feriti. 4024 militari, peshmerga e civili furono feriti dal giugno 2014 al giugno 2015. Le vittime erano dovute soprattutto agli attentati con autobombe (9 in tutto); un’autobomba il 17 luglio a Qan Bani Saad, Diyala, uccise 130 civili e ne ferì 155, ed altre, il 21 luglio, uccisero 39 civili e ne ferirono 83 a Baghdad, Diyala e Salahudin. Nei primi 21 giorni di luglio 51 autobombe esplosero e altre 78 furono distrutte dalle forze irachene.
CBbbRycUMAEcT8EAnbar era stata l’obiettivo principale dello Stato Islamico nel 2015 e il governo finalmente riconosceva la necessità di una piena attenzione. Baghdad liberava Garma ad est di Falluja, dopo due mesi di combattimenti, circondando Falluja ed occupandone la periferia nelle ultime settimane. All’inizio di luglio, ISF, Hashd e tribù avviavano i preparativi per liberare Ramadi e Falluja, liberando a metà giugno Saqlawiya e Qalidya sulla strada tra Ramadi e Falluja. Habaniya, che si trova su quell’asse, ospita una base militare degli Stati Uniti probabilmente usata come punto di partenza per alcuni degli attentati del SIIL. Il 13 luglio fu annunciato ufficialmente l’avvio dell’operazione per Ramadi e Falluja. Invece l leader dell’Organizzazione Badr Hadi Amari dichiarava che la campagna sarebbe partita il 21 luglio. Sebbene 10000 militari di ISF e miliziani della Hashd e delle tribù vi partecipavano, in realtà erano meno delle unità impiegate nella battaglia per Tiqrit, che coinvolse il triplo dei combattenti. Comunque il governo iracheno annunciava subito la liberazione di diverse cittadine e l’entrata nelle periferie di Ramadi e Falluja. Il SIIL non può fermare queste forze travolgenti, ma può prolungare le operazioni e causare gravi perdite come a Tiqrit. Falluja è stata sotto il controllo dei terroristi per più di un anno e mezzo, mentre Ramadi fu presa due mesi fa, quindi c’è stato tempo per costruire le difese. D’altra parte, le ISF nell’operazione dovrebbero disporre del sostegno aereo degli Stati Uniti, come a Tiqrit. Se il SIIL viene cacciato da Ramadi e Falluja, subirebbe una grave sconfitta, essendo l’Anbar sua base principale e unica provincia in cui continuava a guadagnare terreno. Mentre la guerra arrivava nell’Anbar, aumentavano gli attentati a Baghdad. Nella seconda settimana di luglio ci furono 1 attentato suicida, 6 con bombe, 28 con IED, 1 suicida con autobomba e 6 autobombe. I quartieri sud ed est erano i principali obiettivi, ma il SIIL dimostrava la capacità di colpire qualsiasi parte della capitale, nonostante il primo ministro Haydar al-Abadi avesse inviato sempre più forze a Baghdad. A Niniwa, quasi tutte le vittime erano dovute alle esecuzioni del SIIL, mentre l’organizzazione continuava a sondare le linee curde. Nel periodo 8-14 luglio, 38 persone furono uccise dal SIIL e una fossa comune fu scoperta con 9 vittime. Agli attacchi aerei della coalizione furono attribuiti altri 15 morti e 7 feriti in tre città. Infine tre attentati furono effettuati contro i peshmerga a Sinjar, Bashiqa e Gabara, sulla prima linea formata da trincee e fortificazioni, ma ciò non impediva al SIIL di colpire i peshmerga ogni settimana. Infine, la lotta per riprendere Baiji e la raffineria continuava. Originariamente l’area fu attaccata come diversivo per l’assalto su Ramadi, dopo di ché fu occupata per due mesi. Ora il SIIL continuava gli attentati in tutta la provincia per fare pressione sul governo. Tale quadro cambierà con l’operazione nell’Anbar, dove il 16 luglio la polizia federale irachena eliminava 22 terroristi e gli attacchi aerei iracheni ne eliminavano altri 160 tra Hasiba, Qalidiya e Ramadi. Sempre a Ramadi, il 17 luglio, i raid aerei dell’aeronautica irachena eliminavano altri 57 terroristi del SIIL, “Gli attacchi aerei iracheni contro i nascondigli dei militanti del SIIL nelle aree circostanti e alla periferia di Qalidiya e Ramadi hanno ucciso e ferito numerosi terroristi e distrutto un grande deposito di autobombe“, dichiarava il Ministero della Difesa iracheno. Ma sempre il 17 luglio, un’autobomba del SIIL con quasi tre tonnellate di esplosivo uccideva 120 persone e ne feriva 170 nel mercato di Qan Bani Sad, nella provincia di Diyala.
CGZ9p3kXIAA1oqn Nell’Anbar, comunque, i capi del SIIL di Falluja iniziavano a fuggire in Turchia mentre le forze irachene avanzavano sulla città. Secondo Abdulrahman al-Namrawi, a capo del consiglio locale di Falluja, i capi dei terroristi erano fuggiti in Turchia passando da Ramadi, capoluogo dell’Anbar, e dalla Siria. Anche Falah al-Isawi, vicecapo del consiglio provinciale dell’Anbar, confermava che i capi del SIIL erano fuggiti e che i capi locali taqfiriti trattavano con le forze irachene. Nel frattempo le Forze popolari dell’Iraq abbattevano sempre a Falluja un drone da ricognizione del SIIL di fabbricazione israeliana. Nell’agosto 2014 un drone israeliano ‘Hermes‘ fu abbattuto presso l’aeroporto di Baghdad, dove personale della sicurezza dell’ambasciata degli Stati Uniti si precipitava per raccoglierne i resti, e un altro drone israeliano dello stesso modello fu abbattuto dalle truppe irachene nel centro dell’Iraq. Questa era la terza perdita di drone dall’esercito israeliano in un mese. Un ex-militare statunitense aveva detto che gli iraniani hanno fornito tecnologia e sistemi a diversi Paesi della regione permettendogli di abbattere diversi droni dell’esercito israeliano. “Quindi le IDF decidevano di sospendere le missioni dei droni Hermes su Iran, Iraq, Siria, Palestina e Libano“. Pochi giorni prima il IRGC iraniano aveva abbattuto un drone stealth israeliano presso l’impianto nucleare di Natanz, in Iran, e nel dicembre 2014 la Siria abbatteva un drone spia israeliano Skylark I, prodotto dalla Elbit Systems Company, su Hadar presso Qunaytra, e a luglio ‘precipitava’ un altro drone israeliano in Libano. Nel frattempo, l’Estonia inviava al governo iracheno 12 mortai da 120mm, 140 mitragliatrici RPD, 110 fucili d’assalto Type 56 fabbricati in Romania e 230 pistole TT con 21000 cartucce. Il “governo estone ha risposto alla richiesta di aiuto irachena inviando armi e munizioni vecchie… che non soddisfano gli standard della NATO e non sono utilizzate dalle forze di difesa estoni“, riferiva il Ministero della Difesa estone. Le armi estoni furono consegnate all’Iraq dall’US CENTCOM, che consegnava a Baghdad anche i primi aviogetti da combattimento statunitensi F-16. Infine il Ministro della Difesa iracheno Qalid al-Ubaydi dichiarava “La guerra che conduciamo non è tradizionale. … Il nostro nemico cambia tattica ogni mese, ogni giorno, e abbiamo bisogno di armi adeguate per rispondere. Nelle battaglie che combattiamo ora le armi russe si sono dimostrate essere le migliori. So che gli statunitensi non possono fornircele“. Al-Ubaydi continuava affermando che gli statunitensi non vanno bene quando vi è “una guerra di logoramento” in cui l’Iraq ha bisogno di grandi quantità di aiuti militari, elogiando la collaborazione e la disponibilità di Mosca nel fornire piena assistenza all’Iraq.
CKcVYhrUYAAYLa6 Il Comandante delle Forze Basij dell’Iran Generale di Brigata Mohammad Reza Naqdi dichiarava che Stati Uniti ed Israele fornivano intelligence e supporto logistico al SIIL. “Il centro teorico ed ideologico dello Stato Islamico è ad Haifa (Israele) e il suo comando regionale è l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad“, affermava Naqdi in un messaggio di cordoglio per il martirio del comandante delle operazioni dell’Organizzazione Badr dell’Iraq, Abu Muntazar al-Muhamadawi, caduto in combattimento presso Falluja. “Gli Stati Uniti hanno creato e armato il gruppo terrorista del SIIL con l’aiuto malvagio di Gran Bretagna, regime infanticida sionista e dei petrodollari dei Paesi petroliferi, ordinandogli di commettere stragi contro sciiti e sunniti e disturbarne la pace con il pretesto della guerra settaria“, aveva detto nel 2014. “Il risultato delle azioni di questi terroristi in Siria non ha precedenti, spingendo l’alta affluenza della popolazione nelle elezioni presidenziali del Paese, dimostrando per l’ennesima volta l’inefficienza delle armi e la vittoria del movimento di resistenza contro l’arroganza globale”. Ad ulteriore conferma delle parole del Generale Naqdi, l’esercito e le forze popolari iracheni continuavano le operazioni contro i terroristi nella provincia di Anbar, nonostante la richiesta dal presidente dello Stato Maggiore Riunito degli USA, Generale Martin Dempsey, di sospendere le operazioni contro il SIIL con il pretesto che la battaglia era diventata una sorta guerra di logoramento. Dempsey voleva sminuire il ruolo delle forze popolari nella lotta contro gli islamisti del SIIL. Intanto a Tiqrit, “Le forze di sicurezza irachene arrestavano il governatore dello Stato islamico Abas al-Azawi, che insieme alla moglie stava fuggendo dalla regione“, dichiarava il comandante della 17.ma Brigata dell’esercito iracheno, Brigadiere Muad Baday.
Il 25 luglio, la 5.ta Divisione dell’Esercito iracheno, in collaborazione con Hashd al-Shabi, Liwa al-Badr e milizie locali, liberava l’Università di al-Anbar a Ramadi dopo pesanti scontri contro lo Stato Islamico. A Falluja le forze armate irachene eliminavano decine di terroristi e distruggevano mezza dozzina di loro blindati. Il 26 luglio, sempre a Falluja, una donna si faceva esplodere tra i terroristi del SIIL, uccidendone 23 e ferendone 17. Una nuova offensiva veniva avviata il 21 luglio su Albu Hayat e Haditha, a 70 km a nordovest di Ramadi, per tagliare le linee di rifornimento della base islamista di Ayn Asad, tra Haditha e Ramadi. Il 29 luglio, le forze irachene liberavano Albu Dyab, a nord di Ramadi ed a Fallujah eliminavano Ibrahim Jasam Fazah, responsabile delle finanze del SIIL. Anche il governatore del SIIL di Falluja Nufal al-Tiqriti e due suoi assistenti venivano eliminati da un raid dell’aeronautica irachena nella provincia di Anbar. Altri 93 terroristi del SIIL furono eliminati ad al-Qarmah, Albu Jawari, Husaybah, Baiji ed al-Qaim. Il 1° agosto, presso Falluja, l’8.va Brigata delle ISF eliminava 25 terroristi del SIIL, ed altri 10 presso Ramadi.CK8qRZ8WIAEQ2LEIl Comandante del CGRI-FQ Qasim Sulaymaini incontrava a Baghdad il comandante della forza di mobilitazione popolare e leader del Qataib Jund al-Imam Abu Mahdi al-Muhandis. Notare in fondo le bandiere del Kurdistan e dell’Unione Patriottica del Kurdistan.

468392-56f2b632-c0d6-11e4-95d8-f89106057fd0Fonti:
Al-Masdar
Anàlisis Militares
Anàlisis Militares
FARS
FARS
FARS
Global Research
Musings on Iraq
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Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Uskowi on Iran
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Iraq.All.01

Siria, le operazioni dal 14 luglio al 1° agosto 2015

Alessandro Lattanzio, 3/8/201510665077Il 29 giugno, il Ministro degli Esteri siriano Walid Mualam, il suo Viceministro Faysal al-Maqdad, Buthayna Shaban, consigliera del Presidente Assad, e il direttore della sicurezza interna Generale Ali Mamluq, incontravano a Mosca il Presidente Putin che rinnovava l’impegno della Russia verso “il governo e il popolo” della Siria e suggeriva la creazione di una coalizione antiterrorismo tra Siria, Arabia Saudita, Turchia e Giordania. Gli inviati siriani furono sorpresi e Mualam avrebbe commentato che per far questo “sarà necessario un miracolo”. Tuttavia, alcune settimane dopo, il vicedirettore dell’intelligence russa e il Generale Mamluq incontravano a Riyadh il capo dell’intelligence saudita Salah al-Humaydan. Questo incontro portava alle seguenti conclusioni:
1. Si confermava che la coalizione anti-siriana originale aveva capitolato.
2. Si riconosceva la vittoria della Siria sul terreno.
3. Implicava l’ammissione della sconfitta da parte dell’Arabia Saudita.
4. Si riconfermavano ruolo e impegno della Russia verso la Siria.
5. Era ulteriore prova che gli Stati Uniti perdevano il Medio Oriente.
6. In tale quadro, l’ultimo nemico ostinato della Siria rimaneva la Turchia, oramai isolata.Homsagosto2015Il 14 luglio, presso Palmyra, la 67.ma Brigata della 18.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano eliminava 21 terroristi e 2 tecniche del SIIL. La 106.ma Brigata della Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano e le Forze di Difesa Nazionale (NDF) di Mhardah e Saqaylabiyah liberavano al-Mansura, Qirbat al-Naqus e Tal Wasit nella pianura di al-Ghab, dopo aver eliminato decine di terroristi e 3 tecniche di Jabhat al-Nusra, Jund al-Aqsa e haraqat Ahrar al-Sham. Almeno 6 capi di Ahrar al-Sham, tra cui Abu Abdurrahman Salqin, venivano uccisi da due attentatori suicidi del SIIL nella provincia di Idlib. Presso la base aerea Abu Dhuhur, la SAAF distruggeva 4 autoveicoli con a bordo almeno 8 islamisti. Ad Ariha, un attacco aereo della SAAF eliminava 11 terroristi del Jaysh al-Fatah. La SAAF bombardava le posizioni dei terroristi a Janat al-Qura, Salat al-Zuhur e al-Baraghiti, dove eliminava 8 autoveicoli e 27 terroristi. A Tal Qatab, a sud est di Jisr al-Shughur, il Jaysh al-Fatah tentava di assaltare una colonna dell’EAS, ma i soldati siriani eliminarono 63 terroristi e 7 loro autoveicoli. A Qan Shaiqun, EAS e PDC eliminavano 11 terroristi e 1 pickup armato del qataib al-Iz. Sul jabal Shashabu l’EAS eliminava 6 terroristi e 2 loro pickup. L’Esercito arabo siriano ed Hezbollah completavano le operazioni di rastrellamento nel regione di al-Zabadani, eliminando decine di terroristi. Presso Qunaytra, l’EAS liberava Um Batayna e al-Hamidiyah e respingeva un attacco del SIIL su Tal Sad. Presso Dara, ad al-Masafra, l’EAS eliminava 13 terroristi di Jabhat al-Nusra. Nella provincia di Hama, l’EAS distruggeva un convoglio di autoveicoli del SIIL tra Qalib al-Thur e Tabarit al-Diba,e gli aerei da guerra siriani bombardavano le posizioni di Jabhat al-Nusra a Qafr Zita, eliminando diversi terroristi, tra cui Samir al-Rajab, capo di un gruppo terroristico locale.
CCpx3YcUwAEwhakIl 15 luglio, ad al-Hasaqah, la 154.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, le NDF, le Forze di protezione assire e la Liwa al-Baath liberavano il Suq al-Ghanam, mentre la 104.ta Brigata aeroportata della Guardia repubblicana assicurava l’autostrada Hasaqah – Qamishli da un attacco fallito del SIIL e la SAAF effettuava oltre 55 raid aerei sul governatorato, ad al-Shadadi e al-Hul, eliminando 2 autoveicoli e 13 terroristi, tra cui il capo del SIIL di Hasaqa Abu Qatadah al-Idlibi. La Città dello Sport, presso il quartiere al-Ghuwayran, veniva protetta dalla 5.ta Brigata confinaria dell’EAS da un tentativo d’infiltrazione del SIIL da sud. Un altro capo del SIIL, Amir al-Rafdan, veniva eliminato da un attacco aereo siriano nella provincia di Dair al-Zur. Le YPG liberavano Jisr al-Abyad dopo intensi scontri con il SIIL. La 106.ma Brigata della Guardia repubblicana dell’EAS, in coordinamento con le NDF, respingeva l’assalto del Jaysh al-Fatah su Tal Wasit e Qirbat al-Naqus, eliminando 25 terroristi e 2 tecniche. Sulla strada Qarim – Shariah l’EAS eliminava 13 terroristi di Jabhat al-Nusra. A sud di Jisr al-Shughur, l’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano abbatteva un drone da ricognizione turco nei pressi di Tal Shaiq Qatab. Il Jaysh al-Fatah lanciava oltre 150 bombe, colpi di mortaio e razzi sulle città al-Fua e Qafraya, sulle pianure al-Ghab, uccidendo 11 civili. La 67.ma Brigata della 18.ma Divisione corazzata e le NDF liberavano al-Mashtal e Qasr al-Hayr, ad sud-ovest di Palmyra, dopo aver eliminato 20 terroristi del SIIL. Presso Hama, a Qirbat al-Naqus, EAS e NDF eliminavano 56 terroristi e ne arrestavano più di 100. 4 pickup armati, 1 autocarro, 1 bulldozer e 3 cannoni-inferno furono sequestrati o distrutti. Presso Tadmur, nel wadi al-Abyad, l’EAS eliminava oltre 20 terroristi e 5 tecniche del SIIL, creando una grande zona cuscinetto tra la base aerea di Tiyas, la stazione di pompaggio T-4 e il jabal al-Hayl, mentre la SAAF eliminava altri 28 terroristi del SIIL.
Il 16 luglio, ad al-Hasaqah, l’EAS eliminava nel quartiere al-Zuhur, 19 terroristi e 3 tecniche del SIIL, mentre le YPG catturavano il carcere al-Ahdath dopo feroci con il SIIL. Presso Idlib, a Jisr al-Shughur, la SAAF compiva oltre 40 sortite attaccando i concentramenti dei terroristi. A Tal Qatab l’EAS eliminava oltre 30 terroristi di Jabhat al-Nusra. La SAAF eliminava 150 terroristi a Janat al-Qura e altri 60 a Bizayt. A Marat Masrin dei cacciabombardieri Su-22 della SAAF e razzi Luna dell’EAS distruggevano 3 basi dei terroristi. La SAAF bombardava le basi dei terroristi di Abu Dhuhur, Qafr Uwayd, al-Tamanyah, Binish, Um Jarin, al-Turah e Qar al-Ghazala. Nella provincia di Lataqia, EAS, NDF e Muqawama Suri liberavano Bayt Zayfa, Bayt Qadhur, Tal Qadhur, Bayt Alan, jabal al-Sindiyan, Tal Dhudhur, jabal al-Rahmaliya e jabal al-Maqtaraniya, eliminando oltre 130 terroristi di Jabhat al-Nusra. I terroristi avevano tentato di assaltare Durin, perdendo però numerosi terroristi e autoveicoli durante l’avvicinamento alla città. Presso Qunaytra, molti terroristi venivano eliminati, assieme a un loro deposito di munizioni, nelle operazioni dell’EAS a Tal Mashara, Bir Ajam e al-Hamidiyah.
Il 17 luglio, presso Tadmur, la Quwat al-Nimr e la Liwa Suqur al-Sahra dell’EAS eliminavano 24 terroristi del SIIL presso al-Amariyah. Ad al-Hasaqah, le Forze armate siriane accerchiavano i terroristi del SIIL da est e nord, mentre le YPG curde li accerchiavano da ovest e sud. Quindi 1200 terroristi del SIIL rimanevano bloccati presso il capoluogo. Le forze siriane liberavano la Facoltà di Economia, l’Istituto Industriale e un numerosi isolati nei quartieri occidentali. La 154.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, le Forze di Difesa Nazionale, le Forze di protezione assira e la Liwa al-Baath entravano nel quartiere di al-Shariah, mentre le YPG entravano nel quartiere al-Zuhur e liberavano Rad Sharqiyah e al-Watawatiyah, e una serie di piccoli villaggi lungo l’autostrada Hasaqah – Shadadi. Ad al-Zabadani, l’EAS tendeva un’imboscata dove eliminava 59 terroristi e ne arrestava altri 133. A Qan al-Shaiq l’EAS eliminava 8 terroristi. Presso Qunaytra, a Rasm al-Shawali, 1 elicottero Mi-24 Hind della SAAF distruggeva 4 pickup armati di Ahrar al-Sham. A Um Batayna, l’EAS eliminava 9 terroristi e 1 tecnica ad al-Hamidiya. A Dair al-Zur l’EAS eliminava 13 terroristi.
Il 18 luglio la SAAF bombardava le posizioni dei terroristi a Tadmru, Quraytin, Jub al-Ahmad, al-Suqna, e Farqalas. La 15.ma Brigata della 5.ta Divisione corazzata e la 7.ma Divisione meccanizzata dell’esercito arabo siriano, in coordinamento con le NDF, entravano a Qafr Shamis e Dair al-Adas nel governatorato di Dara. Presso la base aerea Abu Dhuhur, l’EAS distruggeva 12 tecniche del Jaysh al-Fatah che cercavano di violare il perimetro difensivo della base aerea. 3 autocarri-bomba si erano avvicinati da nord-ovest verso la base, ma furono intercettati dalla difesa siriana che li distruggeva impiegando missili anticarro Kornet e Milan. Quindi l’artiglieria dell’EAS bombardava i concentramenti dei terroristi nella zona distruggendo 12 pickup armati ed eliminando 173 terroristi. Ad Um Jarin l’EAS liquidava 17 terroristi e 2 tecniche di Jabhat al-Nusra. Presso Damasco l’EAS eliminava 23 terroristi.
Il 19 luglio, ad al-Hasaqah, la 123.ma Brigata della 3.za Divisione corazzata e le Forze di Protezione assira respingevano l’assalto del SIIL a sud al quartiere al-Ghuwayran eliminando oltre 20 terroristi. La 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’Esercito arabo siriano, in coordinamento con Hezbollah, Forze di Difesa Nazionale (NDF) e il Partito Sociale Nazionalista Siriano (SSNP) liberavano Darab al-Sham, presso al-Zabadani, eliminando 20 terroristi. Presso al-Suwayda, le NDF e i PDC drusi liberavano Tal Muaz eliminando 25 terroristi, mentre la “Brigata meridionale” dell’ELS, Jabhat al-Nusra e Jaysh al-Yarmuq tentavano di assaltare il perimetro occidentale della base aerea di Thalah, venendo respinti con la perdita di 24 terroristi e 3 tecniche. Presso Idlib, la SAAF bombardava le posizioni del Jaysh al-Fatah Bizayt, Janat al-Qura e Taum, mentre l’EAS colpiva i concentramenti dei terroristi ad Abu Shabta, Ufania e Um Batayna, presso Qunaytra.
Il 20 luglio, ad al-Zabadani, la 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, Hezbollah, SSNP e NDF eliminavano 30 terroristi e 4 tecniche di Jabhat al-Nusra, haraqat Ahrar al-Sham e liwa Suqur al-Zabadani, liberando Darab al-Qalasa, Darab al-Hasaba e Darab al-Qasara, mentre altre decine di terroristi si arrendevano all’Esercito arabo siriano. Presso al-Hasaqah, la 104.ta Brigata aeroportata della Guardia Repubblicana e la 154.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, in coordinamento con le NDF e le Forze di protezione assire, respingevano i terroristi del SIIL dal quartiere al-Shariah e dal Cimitero dei Martiri, mentre le YPG liberavano al-Maylabiyah, Bab al-Qayr e Tal Tanaynir. Presso Qunaytra, l’EAS eliminava decine di terroristi di Jabhat al-Nusra a Sayda, Qafr Shams, al-Mismiyah, al-Yadudah, Atman, al-Nuayma, Um Batayna, dove distruggeva anche un lungo convoglio dei terroristi, e due loro basi ad Abu Shata e a Mashara. Presso Raqqa, Sarvat al-Hayvaniah, base principale del SIIL in Siria veniva bombardata dell’artiglieria dell’EAS, eliminando 400 terroristi. Ad Aleppo, l’EAS eliminava almeno 29 terroristi e la SAAF bombardava al-Layramun, eliminando un concentramento di Jabhat al-Nusra, e Qawabi al-Asal, dove eliminava 20 terroristi.
541a8d8063416Il 21 luglio, ad al-Hasaqah, la 123.ma Brigata della 3.za Divisione corazzata dell’EAS, in coordinamento con Liwa al-Baath, NDF e milizia assira, spezzava le linee del SIIL nel quartiere al-Zuhur, mentre le YPG eliminavano 18 terroristi nei quartieri al-Shariah e al-Nishwa. Presso Qunaytra, 9.na Divisione corazzata, Fuj al-Julan, Liwa Suqur al-Qunaytra dell’EAS e le NDF avanzavano su Um Batayna, mentre EAS e milizia drusa eliminavano 16 terroristi di Jabhat al-Nusra ad Samdaniyah al-Sharqiyah e Ajraf. Ad al-Zabadani, la 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, in coordinamento con Hezbollah, NDF e SSNP, liberavano Sahal al-Zabadani eliminando 19 terroristi e 4 tecniche di haraqat Ahrar al-Sham, liwa Suqur al-Zabadani e Jabhat al-Nusra. Ad al-Zabadani, 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, NDF ed Hezbollah liberavano il quartiere al-Marawih sulla strada Barada – Zabadani, eliminando 21 terroristi, mentre un tunnel di 70 metri tra Zabadani e Madaya veniva scoperto e distrutto dall’EAS. Presso Dara, ad al-Hula, l’EAS eliminava oltre 100 terroristi, e ad al-Muftira l’EAS eliminava 18 terroristi di liwa Tawhid al-Janub, qataib Mujahidiy Huran e qataib Madfaiyat Sijil, e ne arrestava altri 21. Presso Idlib, ad al-Qastun, cacciabombardieri Sukhoj della SAAF bombardavano le posizioni dei terroristi, aprendo la strada alle operazioni dell’Esercito arabo siriano che liberava lo zuccherificio di Jisr al-Shughur. Ad Aleppo, l’assalto dei terroristi di Ansar al-Sharia, Jabhat al-Nusra, haraqat Ahrar al-Sham e Jaysh al-Mujahidin contro il quartiere al-Zahra veniva respinto da Liwa al-Quds, NDF e Qataib al-Baath che eliminavano 20 terroristi. A Zibdin EAS e PDC eliminavano 7 terroristi del Jaysh al-Islam, e altri 6 a Dair al-Asafir. Presso al-Suwayda, NDF, Jaysh al-Muwahedin e Forze di Difesa Civile druse eliminavano 28 terroristi e 3 loro tecniche sul Tal Shaiq al-Husayn.
Il 23 luglio il Jaysh al-Fatah attaccava al-Fua e Qafraya, ma le NDF respingevano l’assalto presso le fattorie di soia di al-Fua eliminando 30 terroristi di haraqat Ahrar al-Sham, Jabhat al-Nusra e Ansar al-Sham. La SAAF bombardava nel frattempo le posizioni dei terroristi a Marat al-Misrin, Idlib, Saraqib e Binish. Subito dopo il Jaysh al-Fatah effettuava un altro assalto sulle fattorie di soia, utilizzando un BMP autobomba suicida (VBIED o Vehicle Borne Improvised Explosive Device) presso Tal Sawaghiyah, ma il BMP veniva distrutto dalle NDF prima che potesse raggiungere l’obiettivo. Il Jaysh al-Fatah veniva respinto nuovamente dalle fattorie di soia e da Dair al-Zaghib dalla resistenza delle NDF. Ad al-Hasaqah la 104.ta Brigata aeroportata della Guardia repubblicana dell’EAS, la milizia Shaytat e le NDF liberavano il villaggio Abu Baqr, dopo aver eliminato 160 terroristi del SIIL. Ad al-Shariah, la 154.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, le Forze di protezione assire e le NDF eliminavano 19 terroristi del SIIL. A Dara, ELS e Jaysh al-Islam lanciavano un grosso assalto sulla città, verso i quartieri al-Maliha, al-Sina e al-Manshiyah, difesi dalla 5.ta Divisione corazzata dell’EAS e dalle Forze di Difesa Nazionale, che respingevano l’assalto eliminando 1 carro armato e diversi terroristi, mentre la SAAF bombardava le posizioni degli islamisti a Tal Shahab, Tal Zatar e Yaduda. Il Fronte meridionale dell’ELS e il Jaysh al-Islam avevano subito pesanti perdite negli scontri con le forze armate siriane, tra cui 6 capi: Zaqraya Abdalrahman al-Abud (“Abu Hadi”) capo del Faluja al-Huran, Ahmad Ismail al-Daghar (“Abu Raid”) capo del qataib Rajal al-Haq, Sadam al-Jabawi (“Abu Uday”) capo del qataib al-Fursan, Muhamad al-Ghanam (“Abu Qatayba”) capo del qataib Shahada al-Mazayrib, Jalil al-Masri (“Abu Mujahid”) capo del Jaysh al-Yarmuq e Usama Husayn al-Haraqi capo del Jaysh al-Islam. I terroristi assaltavano da quattro direzioni diverse le postazioni di EAS e PDC ad al-Yaduda, Tal Zatar e al-Nuayma, impiegando 25 tra carri armati e blindati, oltre 100 tecniche e sistemi anticarro TOW. Le truppe e le milizie siriane riuscivano respingere l’attacco eliminando oltre 300 terroristi. Scontri anche ad al-Muzayrib e Tal Antar. Presso Hama, a Jana al-Albawi, Qfar Zayta e Qasr bin Wardan, l’EAS eliminava 20 terroristi. Nel governatorato di Homs la SAAF bombardava le posizioni dei terroristi ad al-Basiri, Um Tuayna, al-Sultaniyah, Unq al-Hawa, al-Shumariyah, Jabab Hamad, al-Tuayna, Habra Garbiyah, Salam al-Sharqi, Tadmur, Talbisa e al-Ghantun, e bombardava le posizioni dei terroristi presso Idlib, ad al-Dibishiyah, Um Jarayn, Tal Salmu e Abu Duhur.
CCpyCExUgAAXuVq Il 24 luglio, ad al-Zabadani la 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, Hezbollah, NDF e SSNP liberavano l’area tra piazza al-Silan, al-Qahalah street e piazza al-Maharjan, scoprendo un tunnel di 40 metri usato come deposito di armi, munizioni, apparecchiature per le telecomunicazioni ed alimentari. Presso Tadmur, la Quwat al-Nimr, la Liwa Suqur al-Sahra e la 550.ma Brigata della 3.za Divisione corazzata dell’EAS eliminavano 12 terroristi del SIIL presso al-Amariyah. Il governo turco concedeva l’uso della base aerea di Incirlik alla coalizione anti-SIIL per effettuare attacchi aerei in Siria,”la Turchia ha concesso lo spazio per lo schieramento di velivoli con e senza equipaggio di Stati Uniti e altri membri della coalizione che partecipa alle operazioni aeree contro il SIIL“. Era la maggiore conseguenza dell’attentato suicida del SIIL a Suruç che uccise 32 militanti socialisti e ne ferì 104. Inoltre il Ministero degli Esteri turco dichiarava che la Turchia prendeva parte nelle operazioni della coalizione anti-SIIL, guidata dagli USA dal settembre 2014 e composta da 60 Paesi, di cui erano attivi solo USA, Francia, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. E infatti, lo stesso giorno 3 F-16 turchi bombardavano tre obiettivi del SIIL in Siria. La Turchia sosteneva anche di avere chiuso gli uffici e i centri di reclutamento del SIIL sul suo territorio, così riconoscendo ufficialmente che il SIIL era suo alleato. Inoltre, anche Jaysh al-Islam e Jabhat al-Nusra erano diretti da un centro comando turco-saudita-qatariota in Turchia. Nel frattempo gli aviogetti turchi compivano anche 159 sortite contro le basi del PKK in Iraq, tra cui il comando sul jabal al-Qandil. Nel frattempo, il 27 luglio, “Un’esplosione colpiva il gasdotto Iran-Turchia nella provincia turca di Agri e l’Iran sospendeva il flusso di gas immediatamente dopo essere stato informato dell’incidente“, dichiarava il CEO della società nazionale gasifera iraniana (NIGC) Hamidreza Araghi, “L’Iran è in attesa di spiegazioni dall’amministrazione turca sulla causa dell’esplosione e sospende l’esportazione di gas in Turchia tramite questa pipeline“.
Il 25 luglio la SAAF bombardava le posizioni dei terroristi presso Idlib, a Bizayt, Janat al-Qura, Bishlamun, Jisr al-Shughur, Qafr Musa, Qansafra, Tamana, Abu Duhur e Taum; presso Tadmur, ad al-Saqnah, Palmyra, al-Bayarat, Muthalath, Dabat al-Malayha, Shindaqiyah al-Janubiyah, Jabab Hamad e al-Qadim; presso Homs, a Rasam al-Saba, Um Sahrij, Tafha, Maluq, al-Wadayhi, Jabal Jarah, Ayn Husayn, al-Amariyah e Ayn al-Dananir; presso Hama, ad al-Rahjan, eliminando centinaia di terroristi e decine di loro autoveicoli. L’EAS respingeva un nuovo assalto del SIIL sull’aeroporto militare Quwayris di Aleppo, eliminando almeno 80 terroristi. Nel governatorato di Lataqia l’EAS liberava i villaggi al-Dura, Dwayrqa, al-Suqaryia, Marj Quqa e Shalaf. Presso Hama, l’EAS liberava Tal Aqrab, dopo aver eliminato 5 terroristi a bordo di 2 tecniche. Presso Qunaytra, a Tranja e Jabata al-Qashab, l’EAS eliminava decine di terroristi di Jabhat al-Nusra. Ad Hasaqah, l’EAS e le NDF avanzavano ad al-Gharbyah ed al-Sharqiyah, tagliando i collegamenti tra i gruppi terroristici nella periferia della città.
Il 26 luglio, a Tadmur, la 67.ma Brigata della 18.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano, NDF ed Hezbollah eliminavano oltre 30 terroristi e sequestravano un grande deposito di armi, munizioni e dispositivi di telecomunicazione del SIIL, liberando Qalat Tadmur (Castello di Palmira). Nel frattempo 300 terroristi del SIIL fuggivano da Palmira verso Raqqa. La 104.ta Brigata aeroportata dell’Esercito arabo siriano, in coordinamento con la milizia Shaytat di Dair al-Zur, le Forze di protezione assire e le Forze di Difesa Nazionale, liberavano totalmente la Cittadella dello Sport di al-Hasaqah, Dawar Mahmud al-Qahraba, Dawar al-Thaqafah e Dawar al-Sharia eliminando 29 terroristi del SIIL e 4 loro tecniche. La 154.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’Esercito arabo siriano, in collaborazione con la Quwat al-Shamir, liberava al-Nishwa, mentre la Syrian Arab Air Force paralizzava il comando del SIIL ad al-Shadadi. Presso Qunaytra, ad al-Hamriyah, l’EAS tendeva un’imboscata a gruppi terroristici che tentavano di assaltare la città. A seguito del fallito attacco dei terroristi, il Fuj al-Julan e la Liwa Suqur al-Qunaytra dell’Esercito arabo siriano liberavano Tal Qaba al-Hanariyah e bombardavano i gruppi terroristici di Jabhat al-Nusra e Brigate meridionale dell’ELS a Jabatha al-Qashab, Tarnijah, al-Hamidiyah, Samandiyah al-Sharqiyah e al-Ajraf, eliminando circa 40 terroristi e 5 tecniche.
64123Il 27 luglio, a Dair al-Zur, la 137.ma Brigata della 17.ma Divisione respingeva l’assalto del SIIL sulla base aerea e liberava al-Jafra, eliminando 11 terroristi e 2 tecniche. A Jubar la 105.ta Brigata della Guardia repubblicana dell’EAS e le NDF eliminavano 23 terroristi del Jaysh al-Islam, liberando la moschea Tayba, l’edificio delle Poste e il palazzo degli Insegnanti. A sud di Jubar, la Guardia repubblicana e le NDF eliminavano decine di terroristi presso Bala. Per la terza volta in due settimane, Jaysh al-Fatah assaltava al-Fua e Qafraya da tre fianchi, venendo respinto dalle NDF che eliminavano 22 terroristi e 1 tecnica. L’EAS eliminava decine di terroristi di Jabhat al-Nusra ad Ayn al-Turma, Qan al-Shih e Husayniah al-Gharbyia, e ad al-Zabadani eliminava 20 terroristi del SIIL. A Duma un’unità dell’EAS distruggeva una base del Jaysh al-Islam eliminando 15 terroristi. Presso Hama, unità dell’EAS supportate dalla SAAF conducevano operazioni contro le posizioni dei terroristi del SIIL ad Aydun, Unq Bajira, Tulul al-Humar, Aqash, al-Mansura, Anqawi, al-Sqaylbyia, Jisr Bayt al-Ras, al-Huaija, Qafr Nabuda e Qirbat al-Naqus. Presso Tadmur, ad al-Bayarat, l’EAS distruggeva un cannone da 130mm del SIIL, e liberava al-Siyaqah assicurandosi il controllo degli oleodotti della regione. Presso Idlib, la SAAF distruggeva un convoglio di Jabhat al-Nusra tra Abu Duhur e Qan Shaiqun, e diversi altri autoveicoli degli islamisti a Tal Salma, al-Qashir e al-Majas. Un’unità dell’EAS distruggeva 4 autoveicoli dei taqfiri tra Zayzun al-Muhdatha e Tal al-Sahan. Nel governatorato di Lataqia la SAAF attaccava Tardan, Ayn al-Ghazala, Bayt Hasan e Nahshbah, mentre unità dell’EAS eliminavano 30 terroristi di Jabhat al-Nusra a Bayt Awan, al-Dura e Ablaq. Ad Aleppo un’unità dell’EAS distruggeva un tunnel dei terroristi nella zona di Sulayman al-Halbi; diversi terroristi furono eliminati dall’EAS nei quartieri al-Qaldiyah, Bustan al-Basha, al-Ashrafiyah, Qarim Maysar, Qarim al-Tarab, Qastal Harami, Bani Zayd, Qan al-Asal, Andan, Bayanun, presso l’aeroporto al-Nayrab e al-Zahra. A Dara un’unità dell’EAS eliminava un gruppo terroristico presso le fattorie al-Bitar. Basi dei terroristi furono colpite ad al-Nuayma, Sidam, al-Yaduda, al-Qaraq e Dara al-Balad. Presso Qunaytra, l’EAS liberava Qrum al-Hamariya ed eliminava un grosso gruppo di terroristi tra Sahita e Samadaniyah al-Gharbiyah. Le YPG liberavano Sarin, presso Ayn al-Arab, eliminando 30 terroristi del SIIL.
Il 28 luglio, ad al-Zabadani la 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’Esercito arabo siriano ed Hezbollah reparti speciali per colpire i tunnel utilizzati da Jabhat al-Nusra per ripararsi dagli attacchi aerei e creare depositi di armi e materiali. Anche la SAAF aumentava la potenza delle bombe utilizzate, per penetrare nel terreno e distruggere i depositi sotterranei. Presso Idlib, l’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata dell’EAS, le NDF e la Liwa Jabal al-Assad riconquistavano Tal Haqama, Tal Sararif, Tal Wasit e Ziyarah, occupate il giorno prima dal Jaysh al-Fatah, eliminando oltre 40 terroristi. Ad al-Hasaqah, la 123.ma Brigata della 3.za Divisione corazzata e la 5.ta Brigata guardie di confine dell’EAS, le Forze di Protezione Gozarto (assire) e le NDF liberavano la casa della Gioventù e la Rotatoria panoramica all’ingresso meridionale del capoluogo, mentre la 154.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’EAS, in coordinamento con le Forze assire e le NDF, eliminava 31 terroristi del SIIL nel quartiere al-Nishwa, dove le forze terroristiche erano accerchiate.
Il 29 luglio, l’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata e il 45.mo Reggimento della 1.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano, e le Forze di difesa nazionale (NDF), respingevano i terroristi di haraqat Ahrar al-Sham e Jabhat al-Nusra dalla linea Qirbat al-Naqus – Tal Wasit spezzandone le difese, eliminando 23 terroristi e liberando al-Mansura, Tal Dayr e Tal Barqi. La SAAF conduceva 44 sortite bombardando le posizioni del SIIL presso l’aeroporto militare di Quwayris nel governatorato di Aleppo, eliminando decine di terroristi, tra cui il capo ceceno del gruppo terroristico Abu Umar al-Shishani. Nel governatorato di Qunaytra Fuj al-Julan e Liwa Suqur al-Qunaytra dell’EAS liberavano al-Himriyat e Tal Qabas ed eliminavano 17 terroristi di Jabhat al-Nusra ed ELS presso Jabata al-Qashab. 1 drone israeliano colpiva un convoglio delle NDF nei pressi di Hadar sulle Alture del Golan, uccidendo 3 miliziani: Nadir Jamil al-Tawil, shaiq Wasim Adil Badriya e Muhanad Said Baraqat. Un altro drone israeliano colpiva una postazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale (PFLP-GC) nel Governatorato della Biqa nel Libano orientale, uccidendo un miliziano palestinese. I terroristi di Jabhat al-Nusra sparavano 70 razzi, in parte caricati con agenti chimici, contro le cittadine di al-Zahra e Nabul, presso Aleppo. Presso Hama, l’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata, la 106.ma Brigata della Guardia repubblicana dell’EAS e le NDF tendevano un’imboscata al Jaysh al-Fatah eliminando 13 terroristi rastrellavano Tal Wasit, Qirbat al-Naqus, al-Mansura e al-Ziyara, e bombardavano al-Qastun, Tal Qatab, al-Himqa, al-Mintar, al-Mushayrifa, al-Awar, ad est di Jisr al-Shughur.
Il 30 luglio l’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata dell’EAS e le Forze di Difesa Nazionale (NDF) liberavano Zayzun, occupata 72 ore prima dai terroristi di Jabhat al-Nusra, haraqat Ahrar al-Sham e Ansar al-Sham. Ad al-Zabadani, la 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata dell’Esercito arabo siriano ed Hezbollah liberavano la Moschea al-Barada, eliminando oltre 30 terroristi e cacciando dai quartieri settentrionali della città Jabhat al-Nusra e haraqat Ahrar al-Sham, mentre presso la stazione degli autobus le forze siriane eliminavano un’altra dozzina di terroristi. Aerei ed elicotteri della Syrian Arab Air Force (SAAF) compivano 37 sortite bombardando le retrovie di Jabhat al-Nusra. Ad al-Hasaqah la 123.ma Brigata della 3.za Divisione corazzata, le Forze di protezione assire, le NDF e la Liwa al-Baath eliminavano 22 terroristi presso la rotonda Panorama, e altri 20 islamisti nel quartiere di al-Zuhur. Il quartiere al-Shariah veniva completamente liberato dopo scontri feroci con il SIIL. Il 30 luglio, a Dara i PDC eliminavano 2 pickup armati islamisti. L’EAS eliminava altri 27 terroristi di Jabhat al-Nusra ad al-Nuayma, Busra al-Sham e Itman.
11204430Il 31 luglio, l’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata, la Liwa Asad al-Jabal e la 106.ma Brigata della Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano (EAS). e le Forze di difesa nazionale (NDF), eliminavano presso Zayzun oltre 20 terroristi di Jabhat al-Nusra e haraqat Ahrar al-Sham. L’EAS liberava al-Zayzun e al-Ziyadiyah nel Governatorato di Idlib, arrivando alla periferia della città di Furiqa e Qahira. Intanto Jabhat al-Nusra sequestrava un gruppo di terroristi dell’ELS appena addestrati dagli Stati Uniti in Turchia, e poi attaccava ad Azaz, a nord di Aleppo, la base del gruppo di terroristi addestrati dagli Stati Uniti, autodefinitosi Divisione 30. Gli scontri causavano la morte di 5 terroristi di Jabhat al-Nusra e 6 terroristi della Divisione 30.
Il 1° agosto, ad Aleppo 25 terroristi, tra cui 5 capi, venivano eliminati dall’Esercito arabo siriano. Ad al-Hasaqah, EAS, SAAF e NDF liberavano il quartiere al-Zuhur eliminando decine di terroristi del SIIL. La SAAF bombardava le posizioni dei terroristi presso Tadmur, a Jazal e Qalat Hir al-Gharbi, e presso Aleppo, a Bishantara e Qafr Dail, distruggendo un convoglio dei terroristi. Presso al-Fuah l’EAS eliminava 23 terroristi di Jabhat al-Nusra mentre le NDF liberavano la vicina città di Qafrya, nel Governatorato di Idlib. Altri 50 terroristi furono eliminati dai raid aerei siriani tra Duayrshan, al-Ruda, Wadi al-Dura, nella provincia di Lataqia. L’Esercito arabo siriano assaltava le posizioni di Jabhat al-Nusra e haraqat al-Muthana a Malayha al-Gharbiya, presso Dara, eliminando almeno 100 terroristi. Ad al-Zabadani, EAS ed Hezbollah eliminavano 42 terroristi e ne arrestavano altri 41, tra cui i capi dell’ELS Tariq al-Zin, Ali Murad, Aqram al-Hurani, Monir al-Aqa e Abdullah Rahmah. L’87.ma Brigata dell’11.ma Divisione corazzata, la Liwa Asud al-Jabal, la Quwat al-Nimr dell’EAS e le NDF liberavano Ziyadiyah, la centrale idroelettrica di Zayzun, Marj al-Zuhur, Tal Awar, Furiqa e Tal Hamqi, dopo scontri intensi con il Jaysh al-Fatah che si ritirava a Furu e al-Sirmaniyah.

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La Russia abbatte il golpe furtivo degli USA

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 31/07/2015russia-is-seeing-conspiracies-in-armenia-where-none-existSono tempi duri per l’industria della “rivoluzione colorata” degli USA. Perfezionato in Europa orientale dopo la caduta dell’Unione Sovietica e affinato durante la cosiddetta “primavera araba”, il processo di sovversione di un Paese per rovesciarne il governo con la copertura di proteste di massa inscenate sembra essere finalmente alla fine. Ecco perché negli Stati Uniti non è più possibile nascondere il fatto che dietro a tali proteste, che spesso anche nascondono il ruolo di elementi armati infiltrati segretamente, si dia l’ultima spinta ai governi presi di mira. La nazioni hanno imparato ad identificare, denunciare ed opporsi a tale tattica, e come con Adolf Hitler e la tattica del regime nazista della Blitzkrieg, una volta individuate le contromisure appropriate, l’efficacia dell’assalto travolgente, militare o politico, viene neutralizzata. Ciò s’è recentemente visto in Armenia durante le cosiddette proteste “Erevan Elettrica”. Erevan è la capitale dell’Armenia ed “elettrica” è in riferimento alla presunta motivazione dei manifestanti, l’aumento dei prezzi della luce. Le “rivoluzioni colorate” sono sempre iniziate con una motivazione apparentemente legittima, che rapidamente diventava politica scartando molte richieste legittime, le precedenti richieste pratiche, per concentrarsi quasi esclusivamente sul “cambio di regime”. Gli agitatori armeni che guidano Erevan “elettrica” neanche se ne rendono conto, usando la maggior parte del loro slancio iniziale nel tentativo di convincere il mondo che non sono un’altra sommossa appoggiata dagli USA.

Il colpo di Stato furtivo
Nikol Pashinjan e il suo partito “Contratto civico” sono nettamente appoggiati dagli USA. Così molti trovato sospetto che ne sia la voce prominente, insistendo sul fatto che il movimento “Erevan elettrica” non sia politico e appoggiato dagli USA. Verelq, sito armeno che inspiegabilmente si collega al sito armeno di Radio Free Europe/Radio Liberty del dipartimento di Stato, avrebbe indicato nell’articolo, “Nikol Pashinyan: le proteste a Erevan sono di natura esclusivamente sociale” che: “Anche se si guardano ai processi con il microscopio, è possibile visualizzare componenti politiche e politici, nazionali e stranieri, nelle dimostrazioni. La gente non vuole che cresca il prezzo della luce. Questo è tutto“, dice Pashinjan, secondo cui l’energia elettrica è prima di tutto un prodotto: la vendono le reti elettriche e i cittadini la comprano. “Le azioni di protesta dovrebbero essere considerate come protezione dei diritti dei consumatori. La politica non c’entra nulla“, ha detto. Ma la politica c’entra. Come i politici come lo stesso Pashinjan, che ha visitato i manifestanti incarcerati nella fallita rivolta, e che a un certo punto ha invocato la costruzione di un “muro umano” di prominenti personalità armene tra manifestanti e polizia. Armenia Now, finanziato dal dipartimento di Stato, (nuovo centro di formazione dei giornalisti) riporta, “La politica in mezzo: legislatori, figure pubbliche formano un “muro umano” tra la polizia e i manifestanti”: “L’appello per creare un muro umano è stato fatto dal deputato di opposizione Nikol Pashinyan, esortando tutti i parlamentari, ex e attuali, studiosi, rappresentanti del mondo dello spettacolo, avvocati, giornalisti, rappresentanti religiosi e altre figure pubbliche a visitare il sito della protesta per garantire che la forza venisse usata sui manifestanti”. Altri legami evidenti tra proteste, Pashinjan e ONG appoggiate dagli USA sono state indicate dall’analista geopolitico Andrew Korybko nell’articolo, “‘Erevan Elettrica’ va fuori controllo“. Nonostante questi legami, alcuni hanno tentato di affermare che Pashinjan sia semplicemente un opportunista e che il suo sostegno dagli USA e i tentativi delle ONG degli USA di manipolare le proteste avevano poco a che fare con le proteste. Ma niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

L’azione furtiva degli agitatori
ngo-licence La prossima generazione di “rivoluzioni colorate” degli USA tenterà di offuscare i legami tra essa e i loro agitatori, nel tentativo di riprendere l’iniziativa strategica mantenendo la massima negazione plausibile. Ma se si osserva bene, scopriranno che per quanto ricorrano a offuscamento e sotterfugi, non potranno nascondere i collegamenti tra il dipartimento di Stato USA e la sua mafia. Le proteste sono opera del gruppo “No al saccheggio”, guidato da avvocati e attivisti organizzati da National Endowment for Democracy (NED) e USAID del dipartimento di Stato degli USA, dall’Associazione dei giovani avvocati armeni (AYLA) finanziata dall’Open Society e dell’Helsinki Citizens’ Assembly Vanadzor Office che apertamente coordinava gli sforzi di “No al saccheggio” per fare pressione sul governo su numerosi problemi. Almeno 2 membri di AYLA, Ara Gharagjozjan e Arthur Kocharjan, sono stati identificati membri del nucleo di “No al saccheggio”. Il sito di AYLA, “Iravaban“, elenca vari giovani avvocati e attivisti che avevano frequentato uno dei programmi di tirocinio nel 2014. Iravaban ha anche seguito le contorte vicende delle proteste dall’inizio alla fine, così come le attività di AYLA ed ‘Helsinki Citizens’ Assembly Vanadzor Office per sostenere le proteste. Numerosi altri “siti notiziari” pro-proteste, incluso Hetq, se ammettono di essere finanziati dall’Open Society Foundation del criminale finanziario George Soros, non indicano la NED come sponsor, ma la NED tuttavia elenca Hetq. C’è anche Media.am, finanziata dall’USAID e dal Fondo europeo per la democrazia. Tutto ciò si aggiunge alla vasta rete di media locali finanziati da ONG straniere, per diffondere l’illusione del consenso alla disinformazione spacciata sulle proteste. Insieme ai programmi di formazione finanziati per indottrinare gli studenti e creare avvocati e attivisti nelle arti più fini della sedizione, permettendogli di poter gestire per conto proprio le sommosse, gli Stati Uniti ritengono che ci sia sufficiente negazione plausibile per nascondere i legami tra essi e i capi della protesta. Sforzi simili furono fatti a Hong Kong e più recentemente Thailandia, dove le sommosse apertamente appoggiate dagli USA furono aizzate da elementi addestrati e scatenati dagli agenti degli USA. Nonostante questa attenta disposizione, le proteste di “Erevan Elettrica” non hanno mai avuto un peso decisivo. La ragione è semplice: era sospettata di essere appoggiata dagli USA e i loro agenti più evidenti, che alla fine avrebbero dovuto guidare le proteste, non poterono farlo poiché confermarono il sospetto minando il proprio tentativo. Senza che simili agenti agiscano e diano ulteriore sostegno, proteste maggiori sono logisticamente e politicamente impossibili.

Come abbattere un colpo di Stato furtivo
I media della Russia influenzano sempre più la scena mondiale, avendo un ruolo essenziale nel smascherare e sventare la destabilizzazione e il rovesciamento del governo in Armenia da parte degli USA. La capacità di essere un passo avanti alla narrazione occidentale e denunciarne gli attori prima che siano sul palco, comporta che la gente sappia già cosa cercare. Quando i manifestanti scesero in piazza e le proteste si trascinavano, ONG e media occidentali le sostenevano confermando gli avvertimenti dei russi. Quando il goffo ed evidente agente Pashinjan si presentò, non ci furono dubbi che il prezzo della luce, da vero punto di contesa, veniva utilizzato per creare un più grande, dirompente e in definitiva pericoloso tentativo di cambio di regime eterodiretto. In futuro, il governo dell’Armenia dovrà essere attento nel concedere ad interessi stranieri lo sfruttamento di contese; la dedizione al progresso economico e sociale non va ignorato, con la fiducia che ciò possa ridurre potenziali proteste. Altre nazioni hanno molto da imparare da come la Russia ha sventato questo ultimo tentativo degli USA di proiettare potenza all’estero disturbando la vita di un popolo sovrano a migliaia di miglia di distanza. Grazie a persone semplicemente informate di ciò che davvero succede, seguendo il denaro e denunciando gli attori coinvolti, il popolo dell’Armenia ha deciso da solo se sostenere o meno la sommossa, scegliendo saggiamente di no. Quando l’Armenia adotterà leggi simili a quella della Russia sulle ONG, come mandato di dichiarare apertamente e quanto spesso di ricevere finanziamenti esteri, il popolo valuterà se o meno le sommosse che tali ONG sostengono siano veramente a favore dei loro interessi, o di quelli di Wall Street e Washington.armeniaTony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica di Bangkok, per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

F-35: spazzatura che non preoccupa Russia e Cina

Malcolm Davis Australian Strategic Policy Institute – Russia Insider

Non potendo più nascondere che l’F-35 non può manovrare, il Pentagono ha iniziato a dire che ciò non importa perché potrà abbattere i caccia nemici prima che possano avvicinarglisi, tuttavia anche questo appare sempre più improbabile.combat-systems-fusion-engine-for-the-f35-1-728Dopo la diffusione di un rapporto sul recente fallimento di un F-35 nel battere in combattimento un F-16D, il dibattito si è intensificato sulla natura del futuro combattimento aereo. In un recente articolo sul Strategist Post, Andrew Davies identifica l’importanza di combinare l’ingaggio aria-aria a lungo raggio tramite i ‘Beyond-Visual Range Air to Air Missiles‘ (BVRAAM) con il vantaggio della tecnologia stealth per ridurre la tracciabilità del velivolo e sfruttando sensori, elaborazione informazioni e capacità di guerra elettronica superiori. Davies rileva inoltre che va ancora dimostrato quanto siano efficaci tali capacità nel futuro contesto operativo, dichiarando ‘…ci sono motivi per chiedersi quanto sarà efficace la borsa dei trucchi dell’F-35 in futuro, tanto più che i sistemi contro-furtivi si evolvono, e mi piacerebbe vederlo trasportare più armi a lunga gittata...’ Chiaramente l’F-35 è stato progettato per intraprendere un particolare approccio al combattimento aria-aria (attacchi a lungo raggio), piuttosto che al dogfighting ravvicinato. Ciò evidenza una domanda chiave che apre un dibattito significativo: “La nostra ipotesi sul futuro aereo da combattimento, secondo cui il BVR dominerà e i ‘duelli’ hanno i giorni contati, è corretta?” La base di fondo delle ipotesi attuali sull’ascesa del combattimento aria-aria a lungo raggio e la fine del dogfight è che Stati Uniti e forze alleate avranno sempre un chiaro e durevole ‘margine di conoscenza’ su qualsiasi avversario, acquisendo una cognizione della situazione superiore per consentire l’uso illimitato dei BVRAAM. A tal proposito, il vero successo dell’F-35 nella tattica della guerra aerea-aria può infatti dipendere dalla capacità di conservare un vantaggio cognitivo a livello strategico a fronte degli sforzi risoluti dei futuri avversari di vincere in modo netto la guerra delle informazioni all’avvio di ogni conflitto futuro. Considerando gli avversari futuri, la dottrina della guerra delle informazioni cinese evidenzia la necessità di attaccare i sistemi C4ISR, tra cui i satelliti, fin dall’inizio o anche prima in qualsiasi conflitto militare. Tale guerra delle informazioni sarà combattuta nello spazio, cyberspazio e spettro elettromagnetico. L’EPL vede le informazioni sul campo di battaglia come ambiente integrato che comprende cyberspazio e guerra elettronica, e basa l’approccio a questi ambiti con il concetto di Integrated Electronic Network Warfare (INEW). Il Generale dell’EPL Dai Qingmin afferma che obiettivo chiave dell’approccio dell’EPL all’INEW è interrompere il normale funzionamento dei sistemi informativi sul campo di battaglia del nemico, proteggendo i propri, con l’obiettivo di avere superiorità informativa. Pertanto, conquistare l’aria contro la PLAAF può essere determinato tanto dal vincere la guerra delle informazioni quanto dal successo nella tattica degli ingaggi aria-aria oltre l’orizzonte. S’immagini l’assenza di collegamenti dati tra F-35 e AWACS; i radar AESA di un E-7A Wedgetail distrubati; attacchi ASAT che abbattono le comunicazioni strategiche, attacchi informatici che colpiscono la logistica o i segnali GPS disturbati, i primi colpi sparati non saranno missili ma satelliti sabotati via computer dagli hacker o disturbati da terra. Inoltre ci sarà motivo di colpire con rapidità e decisione, avviando la ‘prima salva della guerra’ delle informazioni. Senza la flessibilità concessa da questi sistemi, il pilota dell’F-35 deve affidarsi a sensori di bordo come il radar AESA e l’Electro-Optical Targeting System (EOTS) per rilevare, tracciare e ingaggiare bersagli, aumentando la tracciabilità del velivolo e possibilmente farlo entrare nel campo visivo dei sistemi avversari.
La dipendenza dell’F-35 dalla superiorità delle informazioni lo rende inefficace? Se l’F-35 è relegato al ruolo BVRAAM a lungo raggio, e se la futura dottrina del potere aereo viene formulata con tale approccio, allora l’efficacia della piattaforma, e del potere aereo occidentale, è a rischio se i sistemi C4ISR saranno attaccati. A tal proposito, qualsiasi ipotesi secondo cui le moderne forze aeree non abbiano la capacità di dogfight è pericolosa e non è credibile, dato che alcuna forza aerea cederebbe il controllo dell’aria semplicemente perché non può sfruttare tutti i vantaggi desiderati. Le aeronautiche devono prepararsi al dogfight, anche se dotate dell’F-35. Infine, i futuri avversari non saranno così cortesi da combattere Stati Uniti ed alleati nei loro termini e in modo da rafforzarne il vantaggio. Il nemico conta sempre. In futuro, per conquistare l’aria prima si deve vince la guerra delle informazioni nello spazio, cyberspazio e spettro elettromagnetico, acquisendo una cognizione della situazione superiore, negandola all’avversario a livello strategico, operativo e tattico. L’incapacità di contrastare i sistemi di guerra dell’informazione dell’avversario ridurrà significativamente la capacità degli aerei da combattimento tattici come l’F-35 di avere sufficiente cognizione della situazione per impiegare efficacemente i BVRAAM, e quindi combattere secondo l’approccio preferito nelle operazioni aeree. Sembra improbabile che i nostri avversari futuri combattano nel modo più idoneo alla propria sconfitta, ed è una scommessa sicura che gli analisti cinesi e russi conoscano tutte le debolezze dell’F-35 e come condurre la guerra aerea sfruttando al meglio queste debolezze. L’F-35 sarà costretto al dogfight quando sarà impiegato in una guerra vera contro un nemico intelligente, ben attrezzato e determinato.660x371xchinese_military_hacking.jpg.pagespeed.ic.LLQLXze4DXTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La fuga di El Chapo in Messico indica i legami della CIA con i narcotrafficanti

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 26/07/2015Jeb Bush Speaks At The Reagan Library About His New BookLa seconda evasione da un carcere di massima sicurezza messicano di Joaquín Guzmán, noto anche come “El Chapo”, temuto capo del famigerato cartello della droga di Sinaloa, ha puntato i riflettori dei media sul narco-Stato del Messico. La prima evasione di El Chapo nel 2001 dalla prigione Puenta Grande dalla pretesa massima sicurezza, e la seconda evasione da un altro carcere a prova di fuga di Altiplano, ad ovest di Città del Messico, hanno coinvolto numerosi funzionari messicani corrotti dalle tangenti del ricco Guzman. Inoltre, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti e le sue ramificazione della Drug Enforcement Administration (DEA) sono indagate ancora una volta per aver favorito funzionari del governo messicano, come l’ex-presidente Vicente Fox e l’attuale presidente Enrique Peña Nieto, accusati di favoreggiamento delle fughe di El Chapo ed anche del narcotraffico messicano e latinoamericano. L’attenzione dei candidati presidenziali del 2016 sulla questione dell’immigrazione clandestina dal Messico ha portato a miniera d’oro mediatica al promettente repubblicano Donald Trump, mentre le proposte più morbide sull’immigrazione di candidati come Jeb Bush e Marco Rubio sono oggetto di forti critiche. Trump ha irritato l’establishment politico statunitense quando ha accusato la maggior parte degli immigrati clandestini dal Messico di essere dei criminali. L’assassinio a luglio a San Francisco della 31enne Kate Steinle, di fronte al padre, per mano dell’immigrato illegale messicano Juan Francisco Lopez-Sanchez ha alzato l’indice di Trump nei sondaggi di opinione, soprattutto dopo che fu svelato che Lopez-Sanchez fu deportato dagli Stati Uniti in cinque occasioni. San Francisco per decenni è stato un importante punto del narcotraffico dal Messico e altri Paesi dell’America Latina. Quando Lopez-Sanchez fu arrestato per l’omicidio di Steinle, si scoprì che era già ricercato dalle autorità statunitensi per droga. Mentre Trump e il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz hanno denunciato l’idea della cittadinanza a milioni di immigrati illegali latinoamericani negli Stati Uniti, Bush e Rubio, con legami familiari in America Latina, la sostengono. Bush e Rubio inoltre trafficano avidamente con l’economia oligarchica messicana. I due maggiori partiti del Messico, il conservatore liberista Partito di Azione Nazionale (PAN) e il Partito Rivoluzionario Istituzionale globalista (PRI), sono corrotti dal denaro del cartello della droga. L’unico partito che sembrava intento a ripulire la scena politica messicana dal controllo dei cartelli, il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) di sinistra-progressista, fu devastato da dissensi interni e da una scissione dopo la sconfitta sul filo del rasoio alle presidenziali nel 2006, con prove di una massiccia frode elettorale. Il registro della CIA prevede la diffusione dei semi della ribellione nei partiti sul punto di prendere il potere e sfidare autocrati e globalisti. Il Messico non ha fatto eccezione.
Jeb Bush, la cui moglie è messicana, avrà un momento difficile per le passate attività di uomo d’affari e governatore della Florida che ha incrociato individui legati ai sindacati dei narcotrafficanti, come i cartelli Sinaloa e del Golfo del Messico. Mentre Bush era governatore della Florida, le autorità di regolamentazione bancaria degli Stati Uniti scoprirono che il cartello di Sinaloa di El Chapo controllava 23 conti presso la filiale di Miami della Wachovia Bank. Dopo aver lasciato la carica di governatore della Florida nel 2007, Bush istituì la Jeb Bush e soci, un ufficio in comodato, senza pagare l’affitto, nel palazzo della HSBC sulla Brickell Avenue, nel quartiere degli affari di Miami. All’inizio del 2015, HSBC fu colta dalle autorità federali statunitensi riciclare 881 milioni di narcodollari, in gran parte del cartello di Sinaloa. In precedenza, HSBC fu scoperta aver riciclato 376 milioni per Wachovia. Nessuno della HSBC finì in prigione e la banca pagò una multa 1,9 miliardi di dollari al dipartimento della Giustizia con una “penale differita”, un congegno ideato da avvocati e pubblici ministeri per evitare ai banchieri la prigione. Jeb Bush, i cui legami con Wachovia e HSBC avrebbero dovuto suscitare maggiore attenzione dei pubblici ministeri, ha deciso di provare a diventare il terzo presidente degli Stati Uniti della famiglia Bush. Quando gli avvocati statunitensi del panamense Manuel Noriega minacciarono di svelare le videocassette che mostravano Noriega e George HW Bush cospirare per contrabbandare droga negli Stati Uniti, il giudice William M. Hoeveler decise semplicemente che la CIA non avrebbe dovuto presentarsi per conto della difesa al processo Noriega, a Miami. Hoeveler fu scelto da Jimmy Carter per presiedere l’US District Court del Sud della Florida fino al pensionamento lo scorso anno. Anche se ovviamente prendeva ordini da Langley, Hoeveler fu lodato dai colleghi come “stella in ascesa” della giurisprudenza statunitense. Nei tribunali statunitensi sono all’ordine del giorno giudici che hanno lavorato per conto dei riciclatori di denaro sporco e dei politici che hanno beneficiato della loro generosità finanziaria. La famiglia Bush è il peggior esempio di dinastia politica arricchitasi con narcotraffico e riciclaggio di denaro, creando una rete di “giudici sporchi” scelti per presiedere i tribunali federali e statali in Florida e Texas.
cia-rendition-plane-crash.1312435895w500 Il 28 settembre 2007, un jet Gulfstream di un contractor della CIA che trasportava 3,3 tonnellate di cocaina dalla Colombia al cartello di Sinaloa El Chapo, a Cancun, si schiantò nello Stato di Quintana Roo, nei pressi di Tixkoko, Yucatan. Il velivolo era collegato a due aziende già identificate come imprese per voli charter della CIA: S/A Holdings LLC di Garden City, New York e Richmor Aviation di Hudson, New York. Il 16 settembre 2007 l’aereo fu venduto a due uomini d’affari della Florida, uno di Miami e l’altro di Lakeland. I due uomini d’affari non furono mai identificati, ma l’aereo fu venduto per 2 milioni di dollari dalla Donna Blue Aircraft di Coconut Creek, Florida. Ogni esame delle operazioni di narcotraffico della CIA e della famiglia Bush in Florida, Louisiana e Texas svela sempre una rete complessa di società ‘scatole cinesi’, aerei che cambiano continuamente proprietari, oscuri miliardari latinoamericani che vivono in Florida e comodi “cadaveri” quando le forze dell’ordine ricevono soffiate sulle operazioni di contrabbando. Due individui legati al narcotraffico e al riciclaggio di denaro di Jeb Bush in Florida morirono in circostanze molto sospette. Manny Perez, complice di Bush nel riciclaggio di denaro presso la Eagle National Bank, fu trovato galleggiare in un canale a West Hialeah, vicino Miami, dopo che si pensava avesse spifferato del narcotraffico della famiglia Bush in Florida. La polizia stabilì che la morte di Perez fu un “incidente di nuoto”. Un altro portaborse di Bush, Manny Diaz, morì in un incidente stradale sospetto. Entrambi dovevano testimoniare alla sottocommissione bancaria del senatore John Kerry, che indagava sull’Iran-contra e il riciclaggio di narcodollari nel 1988. George Morales, contractor della CIA, morì scivolando su una saponetta nella doccia della prigione, il giorno prima del suo rilascio dal carcere in Florida, dov’era per traffico di cocaina. Morales doveva volare a Washington DC per testimoniare alla Camera dei Rappresentanti sulle operazioni di droga e contrabbando di armi della CIA, attività che interessavano Jeb Bush e suo padre, il 41.mo presidente degli Stati Uniti. Ancora un altro agente della CIA con informazioni sufficienti da affondare le fortune politiche della famiglia Bush nel 1980, Johnny Molina, si suicidò a Pensacola, in Florida, nel parcheggio di un ristorante. La polizia concluse che Molina si sparò 20 colpi con una MAC 10. Il corpo di Molina fu cremato prima dell’autopsia. L’ex-pilota della CIA, divenuto informatore della DEA, Barry Seal fu ucciso con un’esecuzione mafiosa a Baton Rouge, Louisiana, durante il servizio alla comunità dopo la condanna per droga. Quando fu arrestato in Louisiana per aver pilotato un aereo carico di marijuana, Seal disse che aveva il numero di telefono privato di George HW Bush nella valigetta. Kerry scoprì ciò che molti giornalisti investigativi hanno scoperto sui legami di CIA e famiglia Bush con il narcotraffico: la rete tra aziende, banche, agenti della CIA, compagnie aeronautiche e marittime coinvolte nel narcotraffico. Tali aziende, dalla Frigorificos de Puntarena, società di frutti di mare del Costa Rica, all’Ocean Hunter, Inc., altra azienda di frutti di mare di Miami, dalla SETCO Air che trasportava droga dall’America Centrale alla Florida alla Vortex/Universal Air Leasing di Miami, erano legate alla famiglia Bush e alla CIA, Jeb Bush compreso.
Le ramificazioni dell’evasione di El Chapo e i riferimenti importuni di Trump al problema degli immigrati illegali messicani schiumano sulla superficie della campagna presidenziale in cui i collegamenti della famiglia Bush al narcotraffico della CIA sono un problema, piaccia o no ai Bush e benestanti sostenitori.

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Povero vecchio Messico, non finiranno mai le violenze se non chiude il flusso della droga.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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