L’esperienza del primo attacco

Piazzare i valori democratici occidentali ha distrutto il Medio Oriente
Valerij Gerasimov; VPK, 18/05/2016 – South Front398620_originalLa regolamentazione legislativa dell’uso della forza militare russa nella lotta al terrorismo, si basa sull’esperienza di fine 20° e inizio 21° secolo, nelle operazioni antiterrorismo nella regione del Caucaso settentrionale. Oggi nessuno dubita che la Russia abbia affrontato non un gruppo di separatisti, ma una forza ben organizzata e generosamente finanziata, sostenuta da elementi terroristici stranieri, nel proprio Paese. La potenza militare è stata utilizzata contro aggressioni estere ed ha avuto il mandato per operazioni contro bande criminali nel territorio nazionale. Numerosi governi hanno anche scatenato la guerra delle informazioni contro la Russia. Abbiamo ripreso gli eventi del primo attacco terroristico e giunti a diverse conclusioni. In primo luogo, le Forze Armate devono essere preparate a tale lotta. In secondo luogo, il terrorismo va colpito attivamente nelle prime fasi della formazione e non dobbiamo permettere che la sua ideologia si diffonda e occupi nuovi territori. In terzo luogo, il terrorismo non può essere eliminato senza l’uso della forza militare, solo essa porta alla vittoria. Per trionfare in questa lotta è necessario unire le risorse politiche, finanziarie, ideologiche e informative del governo.

La democrazia sotto scorta
Parlare delle cause del terrorismo internazionale richiede la distinzione di alcuni aspetti. Indubbiamente, le condizioni per la sua crescita sono generate dalle situazioni difficili di alcuni popoli, come ad esempio la mancanza di opportunità di sviluppo e di prospettive per uno standard di vita dignitoso. L’ideologia radicale capitalizza su questi problemi, con conseguenti organizzazioni illegali come al-Qaida e Stato islamico. L’intervento di Stati esteri negli affari delle nazioni sovrane si materializza come altra causa della minaccia terroristica. I tentativi dell’occidente d’imporre i propri valori su Paesi con propri fondamenti spirituali e tradizioni culturali, favoriscono inevitabilmente risultati negativi. La creazione artificiale di tali ideali alieni ha già devastato Nord Africa e Medio Oriente. Gli effetti della “primavera araba” hanno creato una crisi migratoria in Europa. La Libia, dove il Presidente Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento militare della NATO, ha praticamente cessato di esistere come Stato unito, diventando un precursore dell’avanzata di SIIL e altri gruppi terroristici. L’occupazione dell’Iraq, l’assassinio del suo leader politico e la “democratizzazione” del Paese con le baionette hanno creato lo SIIL, con ex-membri provenienti dalle élite politiche dei Paesi colpiti, in grandi regioni dell’Iraq. La terza causa della recrudescenza del pericolo terrorista spetta a quei governi che trovano vantaggioso utilizzare i servizi di organizzazioni radicali per aggiungere i loro obiettivi politici, distruggendo quegli Stati che anche non fossero democratici, incarnano la stabilità. In seguito emergono dalle ombre i mandanti, e i banditi clandestini avanzano coprendo vasti territori e formandosi una base economica, generando un quasi-struttura che suscita destabilizzazione della regione e costituisce una minaccia per tutta l’umanità civilizzata.

Su basi lecite
La Siria, dove il processo di destabilizzare e rovesciamento del governo legittimamente eletto continua con le stesse tecniche utilizzate altrove, è un ottimo esempio. L’instabilità è iniziata con proteste organizzate ed informazioni alimentate da fonti estere. Poi scoppiarono gli attentati contro le forze dell’ordine e i rappresentanti delle autorità; inoltre, la massa degli attacchi terroristici fu supportata da organizzazioni occulte. A metà dell’anno, la situazione era critica. La domanda di preservare la Siria come Stato sovrano era sul tavolo. Un cambio di potere avrebbe significato la frammentazione inevitabile del Paese sotto la bandiera degli estremisti etnico-religiosi. Gli sviluppi dello scenario in Libia illustravano il processo di un altro Paese prosperoso divenire terreno fertile del terrorismo minacciando la stabilità dell’intera regione. Di conseguenza, in Medio Oriente si formava una chiara minaccia per la sicurezza nazionale della Russia. Secondo le nostre stime, SIIL e altri gruppi terroristici avevano arruolato 4500 cittadini della Federazione Russa e di altri Paesi della CSI all’inizio del 2015. Non è difficile prevedere dove questi terroristi avrebbero concentrato i loro sforzi una volta caduto il regime di Assad. In tali circostanze, il Presidente della Russia, in risposta alla richiesta ufficiale di Damasco, ha deciso di utilizzare le Forze Armate per condurre operazioni antiterroristiche nel territorio della Repubblica araba siriana. Fu approvato anche dal Consiglio della Federazione. Anche in questo caso, si parla di partecipazione militare nella lotta al terrorismo, non d’intervenire negli affari di un altro Stato o sostenere una corrente religiosa radicale. Le nostre unità operano legalmente in Siria, su richiesta del governo, lo stesso non si può dire della coalizione statunitense che de iure viola tutti i canoni del diritto internazionale. Dal 30 settembre 2015, l’Aeronautica russa ha fornito supporto aereo contro obiettivi terroristici. Gli obiettivi sono scelti secondo informazioni attendibili, confermati dai velivoli senza equipaggio e solo dopo attenta selezione, l’obiettivo viene scelto. Allo stesso tempo, non abbiamo colpito scuole, ospedali o moschee, anche se sappiamo che alcuni di tali edifici vengono utilizzati dai terroristi come depositi di armi. Oltre ad attacchi aerei, le Forze Armate russe in Siria hanno risolto altri problemi. I nostri consiglieri aiutano i comandanti militari siriani nella preparazione delle operazioni militari contro le forze terroristiche e sono coinvolti nell’addestramento di unità di riserva, così come nella loro formazione.

Ankara non segue
Nel facilitare le operazioni dell’Aeronautica russa in Siria, una particolare attenzione è rivolta ad impedire conflitti sul Paese. Nonostante l’arresto della cooperazione militare tra Stati Uniti e Russia, l’interesse reciproco ha garantito preparazione e firma del memorandum bilaterale per evitare incidenti sui cieli della Siria. In futuro, il rispetto delle regole delineate in tale accordo richiederà che tutti i partecipanti della coalizione guidata dagli Stati Uniti creino i canali necessari per la cooperazione operativa con la Russia. A Baghdad, la coalizione Iraq, Iran, Siria e Russia funge da centro di informazione per l’intelligence antiterrorismo. Questa coalizione agisce come riuscito meccanismo dell’interazione tra i ministeri della Difesa di Russia e Israele nel quadro della cooperazione per impedire incidenti in Siria. A seguito della dichiarazione del 27 febbraio di Stati Uniti e Russia, le Forze Armate hanno ulteriori attività correlate alla cessazione delle ostilità, espansione delle operazioni umanitarie e liberazione di insediamenti e territori. Sull’aeroporto di Humaymim abbiamo istituito il Centro per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria. L’organizzazione è attivamente coinvolta nell’attuazione degli accordi raggiunti, in collaborazione con una struttura simile appoggiata dagli USA ad Amman e alla Task Force di Ginevra. Oggi, un ruolo fondamentale delle Forze Armate russe in Siria spetta nella promozione della riconciliazione tra le maggiori forze militari e l’avvio dei processi politici nel Paese. Tuttavia, uno dei fattori destabilizzanti che conserva un impatto significativamente negativo è la vendita di armi, munizioni, e farmaci di Ankara ai terroristi. Gli ospedali in Turchia continuano a curarli.
In conclusione, eseguiamo le nostre operazioni con la consapevolezza che il destino di un Paese, del suo sistema politico e di chi vi detiene il potere devono essere decisi dal popolo di quel Paese. La Siria deve mantenere la propria autonomia e grazie agli sforzi della cooperazione multinazionale, rimarrà uno Stato laico.1030398751Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo schianto dell’Egyptair 804 è collegato all’opposizione francese all’escalation degli USA contro la Russia?

Umberto Pascali, Katehon 20/05/2016image-2011-09-13-10115407-0-inforgrafic-scut-anti-rachetaLe istituzioni degli Stati Uniti cercano freneticamente di costringere i Paesi europei ad approvare i sistemi missilistici puntati sulla Russia, volendo disperatamente intrappolare l’Europa nel confronto militare (con una provocazione che presto farà da innesco) contro la Russia. Luglio è il termine ultimo. Funzionari degli Stati Uniti ritengono che se la NATO al vertice di luglio a Varsavia non prenderà il controllo del sistema di difesa antimissile dichiarandolo operativo, la Russia dichiarerà che l’alleanza si piega alla sua volontà. Il nuovo sistema missilistico è ideato per trattenere l’Europa nel confronto perenne con la Russia, contro i propri interessi. Le élite statunitensi sono terrorizzate delle prossime elezioni presidenziali, nel caso un’amministrazione di Trump (o Sanders?) salvi gli Stati Uniti dalla continua politica di “guerre e saccheggio finanziario”.
La Francia guida l’opposizione al sistema missilistico (recentemente impiantato anche nell’impoverita Romania) nominalmente un programma della NATO ma in realtà operazione di controllo degli Stati Uniti sull’Europa. Proprio oggi, il Wall Street Journal ha denunciato la Francia per l’opposizione al diktat di Washington. Il giornale, nota voce di Wall Street e Bush-Clinton, ha spiegato che l’opposizione francese va spezzata prima della riunione di luglio della NATO, quando i Paesi della NATO dovrebbero accettare “proprietà” e “responsabilità” dello “scudo antimissile”: “Funzionari francesi hanno detto che rifiutano l’approvazione a che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord prenda il controllo del sistema di difesa antimissile europeo degli Stati Uniti, posizione di Parigi che funzionari statunitensi e dell’alleanza sperano di poter convincere a cambiare prima del vertice di luglio”. “Non è solo una questione tecnica, ma c’è un aspetto politico”, ha detto al giornale un funzionario francese. “Se si tratta di un sistema della NATO, la NATO si assumerà la responsabilità se si abbatterà un missile. La NATO si assumerà la responsabilità se si fallisse“. Gli statunitensi vogliono che la questione sia imposta all’Europa già il 19 maggio, al vertice dei ministri degli Esteri della NATO a Bruxelles. Germania e anche Italia sembrano seguire la Francia nel respingere le pressioni. È una situazione (leader europei che resistono ai piani anglo-statunitensi) simile ad altre nel recente passato, quando Francia e Belgio furono colpiti da estremamente sofisticati attacchi militari sotto forma di terrorismo.
L’incidente del volo EgyptAir 804 da Parigi a Cairo è un avvertimento a smetterla di resistere o altro?03d69c82849c521bf2569c3652b42285Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La strategia della guerra segreta della Russia

Manuale del Maresciallo Zhukov nel sorprendere e sconfiggere i nemici della Russia
John Helmer Dances with Bears 12 maggio 2016 – Russia Insiderla-apphoto-russia-putin-cabinet-jpg-20140306“C’è un limite a tutto. E con l’Ucraina, i nostri partner occidentali hanno passato il limite“, fu la dichiarazione del Presidente Vladimir Putin del 18 marzo 2014, rivolgendosi a un’assemblea speciale del Parlamento russo prima che l’adesione della Crimea alla Russia venisse decretata. E’ probabile che sia la linea più conseguente nella storia della Russia di questo secolo, e del resto del mondo anche, perché ha segnato la fine di mezzo secolo di convivenza pacifica tra Mosca, Berlino, Londra e Washington e il quarto di secolo del dopo-guerra fredda. Cioè, raggiunto il limite, la linea passata segna l’inizio dello stato di guerra reale. Poiché si celebra quest’anno la vittoria sulla Germania e la fine della guerra in Europa è passata, è il momento di ricordare come fu ottenuta questa vittoria. Il giro del Maresciallo Georgij Zhukov sul cavallo bianco è il simbolo da festeggiare, ma non la risposta alla domanda. Zhukov si era appassionato al culto della personalità come Stalin. Guardate. La guerra iniziata due anni fa può essere condotta con la tenacia di Zhukov e certe sue tattiche, ma il comando è passato non a Zhukov o Stalin, ma allo Stavka. Se non sapete cos’era, ed è, ora è il momento giusto per chiederlo. Ma la risposta è un segreto. La guerra dello Stavka sarà una sorpresa. La prima sorpresa è che non ci saranno annunci su strategia, operazioni, obiettivi o concetti operativi dei russi. Il concetto più spesso associato dal pensiero militare occidentale a Zhukov, e a Stalin, è che la miglior difesa è sempre l’attacco. Stalin disse nel suo discorso alla laurea dell’accademia dello Stato Maggiore dell’Armata Rossa del 5 maggio 1941: “La politica di pace è una buona cosa. La conduciamo fino ad oggi… seguendo la linea (basata) sulla difesa. E ora… quando siamo più forti, è necessario passare dalla difesa all’attacco. Per difendere il nostro Paese dobbiamo agire offensivamente. Dalla difesa passiamo alla dottrina militare delle azioni offensive… L’Armata Rossa è un esercito moderno, e l’esercito moderno è un esercito offensivo”. Affinché l’offensiva abbia successo, l’intelligence su prontezza e vulnerabilità del nemico deve essere buona. La contro-intelligence, l’occultamento dei preparativi, l’inganno, la Maskirovka vanno anche considerati. Il fatto ovvio e catastrofico è che, nel momento stesso in cui Stalin proponeva l’attacco a sorpresa, era in contraddizione con la propria dottrina, respingendo le conclusioni dei servizi segreti, tra cui l’intelligence militare (GRU), secondo cui la Germania stava per attaccare, rifiutandosi di attuare i piani proposti dai generali per contrastare l’attacco tedesco con un attacco preventivo. Sei settimane dopo il discorso sull’offensiva, la mattina del 22 giugno 1941, Stalin fu svegliato dall’Operazione Barbarossa, l’invasione di Hitler.

Operazione Barbarossa
marshal2Quando Putin annunciò che “tutto ha un limite” e “i nostri partner occidentali hanno passato il limite”, riconosceva di aver subito la sveglia della sua Barbarossa. Per quanto è pubblicamente noto, nessuno di GRU, Servizio d’intelligence estero (SVR), Ministero della Difesa o Stato Maggiore fu accusato, punito, reso un capro espiatorio o ucciso per il fallimento russo nell’anticipare, scoraggiare o neutralizzare il putsch degli Stati Uniti contro il governo di Kiev del 21-22 febbraio 2014. La mossa in Crimea, seguiva la classica difesa all’offesa e la rapida efficacia fu una sorpresa strategica. Tre anni prima, nel marzo 2011, l’allora Presidente Dmitrij Medvedev ebbe la sua Barbarossa. Ciò avvenne dopo aver ordinato al rappresentante russo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite d’accettare la no-fly zone sulla Libia, avviando la guerra di Stati Uniti e NATO contro la Libia, l’assassinio di Muammar Gheddafi e il movimento di forze armate e popolazioni ad est, ovest, sud e nord tra Malta e Italia. Si confrontino la dichiarazione di Putin sul ‘limite oltrepassato’ con le osservazioni di Medvedev: “Purtroppo, vediamo dagli sviluppi attuali che la vera azione militare è iniziata. Ciò non doveva essere permesso… La Russia non ha usato il suo potere di veto per il semplice motivo che non considero la risoluzione sbagliata. Inoltre, credo che nel complesso la risoluzione rifletta la nostra comprensione degli eventi in Libia, ma non completamente. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di non usare il nostro potere di veto. Questa, ci rendiamo conto, è stata una decisione qualificata a non porre il veto alla risoluzione, e le conseguenze della decisione erano evidenti. Sarebbe sbagliato iniziare a ribattere ora e dire che non sapevamo ciò che facevamo. Fu una decisione consapevole da parte nostra. Queste erano le istruzioni che diedi al Ministero degli Esteri, e furono attuate“. Fonte. Medvedev avrebbe potuto dire che la Libia non aveva quasi alcun valore per la difesa della Russia. Non lo fece. Avrebbe potuto dire che la Russia si opponeva all’intervento straniero negli affari interni degli Stati. Invece, dichiarò l’operazione Kibbitzer, la Russia guardava le altre potenze attuare con le loro forze un cambio di regime, consigliando: “qualsiasi uso della forza deve essere proporzionato agli eventi“.
Studiando le carte di Zhukov, biografie, archivi sovietici aperti e i dibattiti degli storici di oggi, manca ancora qualcosa. Si sa molto di ciò che disse Zhukov e ottenne, secondo le mappe delle ricostruzioni delle battaglie, dai diari personali e documenti ufficiali. Vi è anche la testimonianza delle figlie, dell’autista, di generali e politici rivali e gelosi. Ancora, assente da tutto questo è il modo con cui Zhukov radunò l’apprezzamento della situazione, ciò che fece dell’intelligence e come organizzò le operazioni, come decise, cambiò o rifletté retrospettivamente. In breve, non sappiamo come Zhukov pensava, ma solo ciò che voleva che pensassimo pensasse. La biografia più recente, per esempio, la migliore in inglese, di Geoffrey Roberts, Il Generale di Stalin: vita di Georgij Zhukov, non menziona una sola fonte o ufficiale dell’intelligence da cui Zhukov ammettesse dipendessero le sue informazioni operative. In precedenza, nell’opera di Harold Shukman, I Generali di Stalin, solo uno dei 26 profili è quello di un ufficiale dell”intelligence militare, il Generale Filip Golikov, capo del GRU nel 1940-1942. Zhukov l’accusò di mendacia, durante e dopo la guerra. L’intelligence permette anticipazioni e sorprese, mancanza o incapacità di comprenderla provoca sorpresa. Roberts ha avuto accesso agli archivi militari russi di Zhukov. Stranamente, non cercò le valutazioni opposte, degli archivi militari tedeschi. Secondo questo ufficiale della NATO, che scrive sotto anonimato per proteggersi la pensione, non c’è nulla di romanzesco su Zhukov. La sorpresa “è l’essenza del ‘modo russo di fare la guerra’. Conoscere e comprendere il nemico per tendergli delle sorprese. L’abbiamo appena visto in Siria, e del resto, più e più volte nella crisi ucraina dove nulla va secondo Nuland e soci, come in Ossezia nel 2008“. Per ulteriori esempi dello stesso autore militare sul motivo per cui le tattiche russe di solito sconfiggono le manovre di guerra della NATO, leggasi qui. Così Zhukov aveva i suoi predecessori. Inoltre, ha anche aspiranti successori. Ciò che si sa del comando, del collettivo noto come Stavka, è che nacque nel 19° secolo, quando nella tenda da campo, come in origine significava il termine russo, vi era il generale, i suoi comandanti di unità principali e i consiglieri dello Stato Maggiore. Durante la seconda guerra mondiale, lo Stavka raggruppava i 10-20 uomini di cui Stalin si fidava più. Fu la sede ultima di intelligence, valutazioni di situazione, decisioni strategiche, ordini di operazioni, coordinamento di forze, fronti ed armate. Gli agenti inviati dallo Stavka per supervisionare ciascuna delle direttive di guerra erano marescialli, in modo che s’imponessero sui comandanti al fronte. Questo è l’organigramma di quei giorni:1807_5_otredaktirovano-1

Fonte: Geoffrey Roberts, Il Generale di Stalin: Vita di Georgij Zhukov (2013), pagina 109

dmitry-medvedevUfficialmente, oggi lo Stavka non esiste. Il Consiglio di Sicurezza, che si riunisce ogni settimana con il Ministro della Difesa presente, ma senza ufficiali, non è lo Stavka. Se il comando a sorpresa è la strategia, impiegarne le forze disponibili può essere molto costoso. Un modo per mantenere la sorpresa, ma riducendo i costi è far capire al nemico che vi sono le linee rosse, e se minaccia di attraversarle, sarà attaccato senza ulteriore preavviso. Un paio di giorni dopo il discorso di Putin sulla Crimea, un’analisi elegante delle linee rosse russe fu pubblicata da Evgenij Krutikov, capo-redattore di Versija, editorialista di Vzglyad ed ex ufficiale. Sulla mappa, Krutikov identificava le continue linee rosse dell’approccio di NATO e Stati Uniti in Georgia, Ucraina, Finlandia e Svezia. Inoltre, linee rosse tratteggiate: “Le azioni nemiche di Lituania e Polonia verso la regione di Kaliningrad e la navigazione nel Baltico saranno ancora circostanze assolutamente inaccettabili“. Nell’Artico, Krutikov riferiva, “la recente attivazione delle controversie sull’accesso al territorio artico è legata generalmente all’andamento delle scorte energetiche sul fondale (continentale) ed anche alle prospettive commerciali della Rotta del Nord con il riscaldamento globale. Da qui anche l’illegalità di Greenpeace e le dichiarazioni inaspettatamente dure dall’eternamente assonnato Canada; rianimazione delle organizzazioni tipo Bellona e gite ecologiche a Murmansk dei capi dell’ambasciata statunitense a Mosca; in precedenza osservatori del cessate il fuoco in Afghanistan… Lo spazio dell’Oceano Artico, in particolare la parte subglaciale, è considerato nei piani militari strategici di Stati Uniti e NATO quasi ideale per le basi disponibili per il lancio del primo colpo, nucleare e con armi ad alta precisione, strategiche non nucleari“. Krutikov lo scriveva nel marzo 2014. Nei due anni successivi, la Siria, evento collaterale nella sua valutazione di allora, è ormai un fronte bellico che attraversa il confine con la Turchia includendo le operazioni turche sotto la NATO da basi come Incirlik. A tempo debito sarà chiaro se Stati Uniti e Turchia tentano di creare una base della NATO nel nord di Cipro, divenendo un prolungamento del fronte. Come sono cambiate le linee rosse? “Le linee marcate nel 2014 non sono scomparse“, risponde Krutikov. “C’è un rafforzamento non autorizzato della NATO nei Paesi baltici, sì. Vi è un certo progresso, invio di missili a lungo raggio e sistemi di difesa aerea. Ma è ovvio che sia una situazione non collegata alla Siria. Se vi è un tentativo di piazzare certe nuove armi che raggiungano la regione russa, sarà anche un cambio dei rapporti di forza in Europa. Tali linee non cambiano se un accordo viene raggiunto in Siria. Queste cose sono stabili. Ma finora alcuna nuova linea rossa è apparsa in Siria, grazie a Dio“.
Vi sono un paio di linee guida di Zhukov per gli aspiranti strateghi russi. Una riguarda la vanità su cui Zhukov era incline, come lo furono alcuni successori post-sovietici al comando. Non aspettatevi di mantenere la vostra reputazione intatta, tra i vostri contemporanei o il pubblico, se tentate di fare il bottino che Zhukov fece in Germania, 70 gioielli in oro, 740 articoli di argenteria, 50 tappeti, 60 quadri, 3700 metri di seta, 320 pellicce, oggetti d’antiquariato stranieri e 20 fucili da caccia inglesi e tedeschi. Posto sotto inchiesta da una commissione del partito, Zhukov affermò di aver comprato il bottino con i propri soldi, o che gli fu donato come trofeo di guerra. Nessuno gli credette. La seconda è che lo Stavka è un collettivo, i cui membri devono rimanere anonimi, evitando di cavalcare cavalli bianchi in pubblico. Stalin, secondo una lamentela presentata dal figlio scontento Vasilij, previde di cavalcare uno stallone nella parata del 1945, ma cadde durante una prova sul campo di Khodinka. In sella Putin è più stabile. Krutikov propone questa conclusione: “le linee rosse sono si moltiplicano, eppure nessuno le formula in modo chiaro, tanto più che nessuno le attraversa. Naturalmente, vi è la Siria, ma nella situazione siriana dell’ultimo anno, in questi mesi, quando vi era l’operazione militare russa, le linee rosse cambiavano ogni giorno. In realtà, non esiste un sistema fisso. Va capito dove le linee rosse possono dipendere da umore ed emozioni. C’era il momento in cui la figura di Bashar al-Assad stessa era una sorta di linea rossa, ‘deve andarsene’, fu la posizione obbligatoria che occidente e Stati Uniti non potevano abbandonare. Ora, a quanto pare, possono soffrire molto Assad“. “Lo stesso vale per l’uso della forza. Come l’abbattimento del Su-24 russo da parte turca. E’ una linea rossa di per sé, un evento straordinario, al termine del quale certi individui devono assumersene la responsabilità. Ma ancora niente guerra globale. Le perdite militari russe possono essere considerate una linea rossa, ma tali processi sono costantemente in movimento, con le parti che cambiano sempre posizione. Forse è un bene che nessuno abbia deciso di tracciare linee rosse in tale e tal’altro posto, o dichiarato che nessuno deve attraversarle. Forse questo è un bene“. Se lo è, è un segreto militare.marshal-zhukovTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Brasile: i servizi segreti degli USA dietro le turbolenze

Nil Nikandrov, Strategic Culture Foundation 17/05/2016image-20160515-10679-1qwdkthSenza dubbio, i servizi speciali degli Stati Uniti sono dietro la crisi in Brasile e continuano a controllare gli eventi. Prove compromettenti contro la direzione del Partito dei Lavoratori, i dirigenti della Petrobras, compagnia petrolifera statale, e circoli vicini alla Presidentessa Dilma Rousseff e all’ex-Presidente Lula da Silva sono trapelate nell’operazione per minare “un regime ostile”. Agli occhi del presidente Barack Obama e della sua amministrazione, il più grande Paese dell’America Latina è uno Stato ostile, perché ha osato attuare politiche indipendenti. L’obiettivo degli Stati Uniti è sottomettere la classe dirigente del Brasile e falla ballare al loro ritmo. Tale stato di cose fu predetto da numerosi presidenti latino-americani, tra cui Rafael Correa dell’Ecuador, Daniel Ortega del Nicaragua, Evo Morales della Bolivia e Tabaré Vázquez dell’Uruguay, tra gli altri. Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro senza mezzi termini parla degli eventi in Brasile come colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti. Secondo Maduro, l’attacco contro Dilma Rousseff minaccia la democrazia in Brasile, essendo diretto contro organizzazioni regionali come CELAC (la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi), UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane), così come i movimenti pubblici e politici che proteggono gli interessi popolari. Maduro ha invitato tutti i movimenti della sinistra in America Latina di unirsi e protestare contro la campagna diffamatoria contro la Presidentessa brasiliana Dilma Rousseff. Il leader venezuelano ritiene che debbano agire per proteggere pace e prosperità nel continente. Le prove compromettenti (reali e fabbricate) usate contro la dirigenza brasiliana provengono dall’US National Security Agency (NSA) prima che Snowden fuggisse facendo le sue rivelazioni. L’informazione fu diffusa dai media controllati per destabilizzare la vita politica e pubblica del Paese, facilitando a Washington la nomina a posizioni chiave dei suoi agenti. Le cosiddette “procedure costituzionali” per far decadere Dilma Rousseff non sono altro che un camuffamento per coprire lo strisciante colpo di Stato. Obama farà di tutto per raggiungere l’obiettivo prima che scada il suo mandato, può anche inscenare una Maidan in Brasile, se necessario. Alcuni del personale dell’ambasciata degli Stati Uniti, così come nei consolati statunitensi nel Paese, sono già al lavoro per svolgere la missione assegnata.
Liliana Ayalde, l’ambasciatrice degli USA in Brasile, ha iniziato la carriera come assistente dell’Ufficio America Latina e Caraibi della Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID) coordinando importanti programmi di assistenza allo sviluppo di Haiti, Messico e Caraibi. E’ membro del Foreign Service col rango di ministro itinerante essendo stata assegnata a Guatemala, Nicaragua, Bolivia, Colombia e Washington DC dall’USAID. Vuol dire che si coordina strettamente con la Central Intelligence Agency (CIA) e altri servizi speciali. Nel 2008 – 2011 era ambasciatrice degli Stati Uniti nella Repubblica del Paraguay preparando il rovesciamento del Presidente Fernando Lugo. Nel giugno 2012 il parlamento del Paraguay accusò il Presidente. Allora il Brasile protestò. Il governo brasiliano osservò che il presidente fu privato del diritto alla difesa. Secondo la costituzione, il vicepresidente del Paraguay ebbe la massima carica del Paese. Lugo definì l’impeachment un colpo di Stato inscenato contro la volontà del popolo. In linea di massima, lo stesso scenario si ha in Brasile. Andrea Bowen è il viceapomissione dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Brasilia, conosce molto bene l’America Latina. Prima di arrivare in Brasile, Andrew è stato viceapomissione ad interim e Direttore della Sezione narcotici e ordine internazionale (INL) dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotà, Colombia. I suoi incarichi precedenti includono Ecuador, Venezuela, Panama, Messico e Honduras. Una cinquantina di persone lavora nelle sezioni economica e politica dell’ambasciata statunitense, impiegati principalmente per le operazioni segrete della CIA. Uno di loro è Alexis Ludwig, consigliere politico coinvolto in scandali ben noti in Bolivia e Argentina. Alcuni che lavorano per i servizi speciali sono noti per le loro attività vigorose, tra cui il funzionario degli affari pubblici Abigail Dressel, l’addetto legale Steve Moore, la responsabile della gestione finanziaria Gwendolyn Llewellyn, il direttore dell’USAID Michael Eddy, e così via.
4928 Dilma Rousseff ha dovuto dimettersi “temporaneamente”, definendo tale decisione una “farsa politica” e un “colpo di Stato”. Lasciando il palazzo presidenziale, ha definito il suo allontanamento dal potere atto di “sabotaggio” e giorno tragico per la giovane democrazia brasiliana. Rousseff ha detto che non è la sua sospensione dalla carica, ma il rispetto dei risultati delle elezioni, della volontà del popolo e della costituzione che contava. “Posso aver commesso errori, ma non ho mai commesso reati”, ha detto. “La peggiore cosa che può capitare ad un essere umano è essere condannato per un crimine che non ha commesso. Non c’è ingiustizia più devastante”. Rousseff ha reagito con tono di sfida condannando il “tradimento” di coloro che hanno sabotato il suo governo, promettendo di combattere il colpo di Stato. Il vicepresidente Michel Temer, eletto sulla scia di Rousseff nel 2014, è diventato presidente facente funzione. Se avesse concorso per la carica, non avrebbe mai ottenuto più del 2 per cento dei voti. E’ una banderuola che sa sempre dove soffia il vento. Temer è anche noto come maestro del compromesso in grado di formare coalizioni. Nel 1990 il suo Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB) collaborò con il Partito Socialdemocratico brasiliano dell’ex-presidente Fernando Henrique Cardoso. Nel 2003 il PMDB formò la coalizione con il Partito dei Lavoratori guidato da Lula da Silva. Temer ha formato un nuovo governo. Uno dei primi passi è stato ridurre il numero dei ministeri da 32 a 24. Non ci sono donne nel nuovo gabinetto. Non c’era tale discriminazione nel governo di Dilma Rousseff. “Fidatevi di me”, ha detto nel suo emotivo discorso inaugurale al palazzo presidenziale di Planalto. “Fidatevi dei valori della nostra gente e della nostra capacità di recuperare l’economia”. “La mia prima parola per il popolo del Brasile è fiducia”, ha detto promettendo la salvezza nazionale. “La fiducia nei valori che formano il carattere della nostra gente, la vitalità della nostra democrazia”, ha aggiunto riconoscendo che “è urgente pacificare la nazione e unire il Brasile. È urgente creare un governo di salvezza nazionale”. Ha dedicato la maggior parte del suo discorso all’economia brasiliana danneggiata, promettendo di rinnovare la fiducia nel Paese dagli investitori esteri e di attrarre le aziende che potrebbero fornire posti di lavoro e sgravare il governo. Non ha parlato di politica estera. Ci si aspetta sia pro-USA. Temer è figlio di immigrati libanesi maroniti, è avvocato e presiede il Partito del Movimento Democratico Brasiliano, il più grande partito del Brasile. Nel 1980 fu procuratore dello Stato e due volte segretario di Stato per la sicurezza pubblica, sempre a San Paolo. Questo quando stabilì stretti legami con l’ambasciata degli Stati Uniti. È divenuto vicepresidente come compagno nella corsa presidenziale della candidata del Partito dei Lavoratori Dilma Rousseff nelle elezioni del 2010. Ma è un cavallo di Troia degli Stati Uniti nell’amministrazione. Il suo partito ha lasciato la coalizione di governo per lo scandalo Petrobras. Va aggiunto che ha evitato un’indagine su una testimonianza che l’implica nello scandalo Petrobras.
L’impeachment di Dilma Rousseff ha aperto la via alle riforme neoliberiste volte alla privatizzazione delle imprese statali. Gli Stati Uniti avranno un ruolo attivo. Coloro che sono andati al potere in Brasile sono coinvolti in scandali di corruzione, ma questa volta la loro integrità non è discussa dagli Stati Uniti.

Liliana Ayalde

Liliana Ayalde

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il neopresidente brasiliano è una marionetta dell’intelligence degli USA

Jay Syrmopoulos The Free Thought Project 14 maggio 2016brazil-pres-intelligence-informant-puppetL’organizzazione per la trasparenza WikiLeaks denuncia il presidente ad interim Michel Temer, salito alla presidenza brasiliana con un colpo di Stato soft che ha deposto la presidentessa Rousseff, quale informatore dell’intelligence degli Stati Uniti. Temer, vicepresidente del Brasile dal 2011, ha preso il potere dopo che il parlamento del Brasile ha sospeso Rousseff in attesa dei risultati del procedimento dell’impeachment. I cablo, contrassegnati “sensibili ma non classificati“, contengono la sintesi delle conversazioni di Temer, allora deputato federale brasiliano, coi funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti. La prova schiacciante è fornita da una serie di tweet di Wikileaks collegati ai dispacci diplomatici che evidenziando le informazioni fornite da Temer ai militari e al Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Chiaramente, l’evoluzione della guerra non-convenzionale (UW), descritta nel manuale 2010 delle Forze Speciali, si attuata pienamente negli eventi in Brasile, dispiegandosi con la guerra ibrida, essenzialmente la militarizzazione della teoria del caos, ampiamente abbracciata da tutto lo spettro militar-spionistico degli Stati Uniti. Il manuale dell’UW evidenzia che la percezione di una vasta “popolazione non impegnata” sia essenziale per il successo, e che tale fascia non impegnata infine può essere usata per contrastarne i leader politici. Il processo va dal “supporto all’insurrezione” (come in Siria) ad “ampliare il malcontento con propaganda e sforzi politici e psicologici per screditare il governo” (come in Brasile), spiegando che quando un’insurrezione mette radici e comincia a crescere, l'”intensificazione della propaganda e la preparazione psicologica della popolazione alla ribellione” dovrebbero accompagnarla, come nel caso del Brasile.
masonsbrazil BRICS è l’acronimo dell’associazione delle cinque principali economie emergenti: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Il raggruppamento era originariamente conosciuto come “BRIC” prima dell’inclusione del Sud Africa nel 2010. Secondo l’analista politico Pepe Escobar: “La molto ben argomentata tesi in tre parti chiarisce l’obiettivo centrale della grande guerra ibrida; “interrompere i progetti transnazionali multipolari attraverso conflitti identitari provocati esternamente (etnici, religiosi, politici, ecc) nello Stato preso di mira…” I Paesi BRICS, parola/concetto estremamente sporco per l’asse Beltway-Wall Street, sono gli obiettivi principali della guerra ibrida, per una miriade di ragioni, tra cui la spinta al commercio nelle valute nazionali bypassando il dollaro USA; creazione della banca di sviluppo BRICS; l’unità verso l’integrazione dell’Eurasia, simboleggiata dalla convergenza tra Nuova Via della Seta guidata dalla Cina, o Fascia e Via (OBOR) nella terminologia ufficiale, e l’Unione economica eurasiatica (EEU) guidata dalla Russia”. Ciò spiega in gran parte le turbolenze nella società civile brasiliana. Anche se vi sono molti problemi strutturali inerenti l’apparato politico in Brasile, tali problemi sono sfruttati da potenze estere nel tentativo di creare un ambiente politicamente più attraente per Stati Uniti e compari neoliberali che manovrano per le posizioni di potere, come esposto dall’informatore dell’intelligence USA, facendo salire alla presidenza del Brasile Temer. L’analista politico statunintense-brasiliano Eric Draitser annotò nell’articolo di marzo per MintPress News: “La destra è la forza trainante delle proteste… Due dei gruppi principali responsabili dell’organizzazione delle manifestazioni sono il movimento Brasile libero (MBL) e Studenti per la Libertà (EPL), con legami diretti con Charles e David Koch, miliardari neocon statunitensi così come le altre figure di spicco dell’estrema destra della dirigenza neoliberista“. Il noto giornalista Glenn Greenwald va alla radice della questione scrivendo che Temer “servirà fedelmente gli interessi dei più ricchi in Brasile: ha intenzione di nominare funzionari di Goldman Sachs e FMI (Fondo Monetario Internazionale) per dirigere l’economia e in caso contrario installare una squadra neoliberista totalmente priva di legittimità“. Non si sbaglia pensando all’enorme sforzo segreto dagli Stati Uniti per mantenere con qualsiasi mezzo la posizione egemonica negli affari globali, contro i BRICS. Gli eventi in Brasile sono senza dubbio l’ennesimo colpo di Stato organizzato da Washington. Tale nuova forma di sofisticata guerra ibrida si dimostra un’arma insidiosa che può fomentare il cambio di regime senza sparare un solo colpo.13239285Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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