Gladio ritorna in Europa?

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 29/08/2015maxresdefaultIl recente assalto al consolato statunitense a Istanbul da parte di due donne che, secondo le autorità turche, erano membri di un gruppo terrorista di estrema sinistra, il Fronte-Esercito popolare rivoluzionario di liberazione (DHKP-C), così come l’incidente sospetto sul treno ad alta velocità Thalys Parigi – Amsterdam, indicano che le operazioni sotto falsa bandiera condotte durante la Guerra Fredda “dalla rete nelle retrovie” della Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, conosciuta come Gladio, siano di nuovo in piena attività. Il DHKP-C avrebbe effettuato un attentato suicida all’ambasciata degli USA ad Ankara nel 2013, un attentato che uccise una guardia di sicurezza turca. Nell’attacco, il sito web “Grido del Popolo”, presumibilmente del DHKP-C, affermava che uno dei suoi membri, Ecevit Sanli, compì l’attentato suicida che uccise lui e la guardia turca. Il problema del preteso coinvolgimento del DHKP-C è un video pubblicato da “Grido del Popolo” scoperto dalla “Ricerca sulle entità terroristiche internazionali” o “SITE”, un gruppo di Washington legato al Mossad noto per diffondere sui media video dubbi e pretesi comunicati di “al-Qaida”, “Stato islamico” e altri presunti gruppi terroristici islamici. La presunta rinascita del DHKP-C ha fornito al governo turco la scusa per colpire i guerriglieri curdi nella Turchia orientale e infondere una mentalità d’assedio tra gli elettori turchi, nella campagna per le ulteriori elezioni nazionali che contrappongono il governo islamista del presidente Recep Tayyip Erdogan all’opposizione laica.
Il cittadino marocchino Ayub al-Qazani è accusato di aver preso un treno Bruxelles – Parigi per ucciderne i passeggeri. Qazani, che aveva un AK-47 e altre armi nella borsa, che ha detto di aver “trovata” in un parco di Bruxelles, fu sopraffatto da tre cittadini statunitensi e uno inglese. Due degli statunitensi che hanno atterrato Qazani sono membri delle forze armate statunitensi, l’US Air Force Airman Spencer Stone e Alek Skarlatos della Guardia Nazionale dell’Oregon. Il cittadino inglese è Chris Norman, nato in Uganda e residente del sud della Francia. Si ritiene che Qazani, nativo di Tetuan, Marocco, come tanti presunti aggressori islamici in Francia, abbia viaggiato all’estero prima dell’attentato. Qazani era residente a Algeciras e Madrid in Spagna fino al 2014, dopo di che lavorò per la società francese di telefonia mobile Lycamobile trasferendosi in Francia. Qazani si sarebbe radicalizzato in una moschea di Algeciras, davanti al territorio inglese di Gibilterra, dove l’intelligence inglese controlla molto da vicino il territorio spagnolo, tra cui Algeciras. A giugno Qazani avrebbe combattuto al fianco dei guerriglieri dello Stato islamico in Siria, e poi viaggiato da Antakya, Turchia a Tirana, Albania. La storia di Qazani è la stessa di Mahdi Namush, il franco-algerino che avrebbe attaccato il Museo Ebraico di Bruxelles. Prima dell’attacco, Namush avrebbe combattuto con le forze dello Stato islamico in Siria e trascorso del tempo in Gran Bretagna. Dopo aver attaccato il museo di Bruxelles, Namush prese un autobus notturno per Marsiglia da Bruxelles. Al controllo doganale fu scoperta la borsa di Namush con un AK-47, un revolver e proiettili. Namush sostenne, dopo l’arresto da parte della polizia francese, che scoprì le armi in un’auto parcheggiata a Bruxelles e le rubò per venderle sul mercato nero a Marsiglia. Qazani sostiene che voleva usare le armi trovate nel parco di Bruxelles, un AK-47, una pistola Luger, un taglierino, mezzo litro di benzina e nove caricatori, per derubare i passeggeri sul treno Thalys per comprarsi del cibo perché era senza un soldo e senza casa. Qazani e Namush erano ben noti alle forze dell’ordine europee e francesi come potenziali minacce, ma alcuna azione fu presa per sorvegliarne le attività. Prima dell’attentato al treno, Qazani fu oggetto di una “Fiche S” o “Avviso S” della polizia francese trasmessa a varie forze dell’ordine europee, chiedendo che Qazani fosse posto sotto sorveglianza speciale della polizia. Inoltre, la polizia spagnola aveva il DNA di Qazani. Infine, non solo l’intelligence spagnola, ma anche tedesca, belga e francese, avevano dossier abbastanza completi su Qazani prima dell’attentato sul treno Thalys.
Helric_Fredou Muhamad Marah, il franco-algerino che uccise sette persone nella regione di Tolosa, tra cui tre bambini della scuola ebraica, nel 2012, e Said e Sharif Quashi, i fratelli franco-algerini che attaccarono gli uffici della rivista “Charlie Hebdo” a gennaio, ricevettero la “Fiche S” e dossier dell’intelligence furono raccolti su di loro dalle autorità francesi. Il bandito franco-senegalese-maliano Amedy Culibaly, che attaccò il supermercato ebraico Hyper-Cacher di Parigi contemporaneamente a Charlie Hebdo, era ben noto alla polizia e all’intelligence francesi. La polizia e l’intelligence danesi indicarono il presunto aggressore della Sinagoga centrale di Copenaghen e del festival del cinema danese in Umar al-Hamid al-Husayn, cittadino danese di origine palestinese e criminale violento rilasciato da una prigione danese solo due settimane prima dell’attacco alla sinagoga. La polizia danese uccise al-Husayn dopo i suoi presunti attentati.
Il treno Thalys viaggiava nella regione di Oignies nell’Alta Piccardia, Francia, quando Qazani fu atterrato dai passeggeri. Il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha suggerito che Qazani sia membro di un gruppo islamista. Cazeneuve non perse tempo recandosi a Copenaghen appena dopo gli attentati alla sinagoga e al festival del cinema. Cazeneuve sarebbe stato indagato dal commissario di polizia francese Helric Fredou, il vicecomandante della polizia giudiziaria francese di Limoges, per collegamenti con Jeanette Bougrab. Bougrab era la cosiddetta “fidanzata” del redattore di “Charlie Hebdo” Stephane Charbonnier, “Charb” per i colleghi. Bougrab sosteneva di essere la sua ragazza insinuando di avere avuto da lui una figlia. Fredou si sarebbe suicidato al culmine dell’indagine sui legami tra Bougrab e Cazeneuve. Fredou si sarebbe sparato alla testa per la depressione dopo aver incontrato la famiglia di una delle vittime degli attentati francesi. Tuttavia, la famiglia e gli amici di Fredou smentirono tali rapporti. Inoltre, osservarono che aveva aperto un’indagine importante sugli attentati, mettendosi ai ferri corti con Cazeneuve. Secondo notizie francesi, Fredou sospettava Cazeneuve da quando commissario “commissionò” la polizia di Cherbourg. Cazeneuve fu sindaco di Cherbourg-Octeville dal 2001, quando il commissario di polizia Fredou seppe dei legami di Cazeneuve con il Mossad, della sua relazione con Bougrab e della sua cricca di provocatori antimusulmani.
La ricomparsa di Gladio sulla scena politica europea è la risposta alla crescente ostilità all’Unione europea e all’austerità dettata dai banchieri centrali europei. Corporazioni e fascisti che trascinano l’Europa al fallimento ora usano le loro risorse multimediali per trasformare la minaccia favorita degli ultimi vent’anni, il terrorismo islamico, in minaccia combinata di terroristi islamici che collaborano con la rete internazionale anarchica. In Grecia, Italia, Turchia e Spagna ci sono segnali che il cambio di paradigma sul terrorismo islamico con l’anarchismo di sinistra sia già in corso, con attentati altamente sospetti e probabilmente falsi presso ambasciate e altre strutture. I media intensificheranno storie fasulle collegando “anarchici” e “jihadisti”. Dopo l’incidente del treno Thalys a Bruxelles, Cazeneuve e il suo amico antimusulmano e socialista di destra, il primo ministro francese Manuel Valls, chiedono controlli di tipo aeroportuale sulle stazioni ferroviarie europee. Il fine è l’Unione europea che esercita maggiore controllo politico e sociale sui popoli del continente. È interessante notare che l’avanzata di sconosciuti gruppi “anarchici” avviene negli stessi Paesi in cui le operazioni di Gladio erano più ampie: Italia, Turchia e Grecia. L’Italia fu il nesso dell’Organizzazione Gladio, filiale italiana delle operazioni terroristiche paneuropee della CIA. In Turchia, Gladio era conosciuta come “Ergenekon” e in Grecia come “Operazione Pelle di pecora”. Finché Gladio è di nuovo in azione in Europa, i popoli del continente dovranno avere paura, e infatti dovrebbero averne molta.

Bernard Cazeneuve

Bernard Cazeneuve

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La false flag del treno francese

Aanirfan 23 agosto 2015mark-1_3416336bMark Moogalian. Mark Moogalian, un 51enne professore statunitense alla Sorbona, era tra coloro che hanno affrontato il marocchino. Mark Moogalian era sul treno con la moglie Isabelle Risachèr che “attualmente lavora per i Rothschild“.untitled_risultatoIl video sul treno francese è stato ripreso da Ahmad Meguini. Ahmad Meguini
Ahmad Meguini è un agente dei servizi di sicurezza di Stati Uniti e Israele, secondo il ricercatore Michel Dakar. Ahmad Meguini sarebbe un sionista che promuove lo scontro di civiltà (occidente contro i musulmani). L’intérêt de creuser le cas Ahmed Meguini (ou Menghini)

Ahmad Meguin

Ahmad Meguini

Ci sarebbero DUE Ayub al-Qazani, quello descritto come terrorista e quello descritto come un piccolo, malnutrito e semianalfabeta piccolo delinquente che non frequentava la moschea. Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni francese, dice che al-Qazani era in bagno quando un cittadino francese, cercando di usarlo, l’incontrò. Attacco sul treno in Francia
Il 28enne banchiere francese Damien A., fu il primo ad affrontare ‘il killer’, secondo Bernard Cazeneuve, il ministro degli Interni francese. Mark Moogalian, 51enne professore statunitense alla Sorbona, ha anche affrontato il marocchino. Mark Moogalian era sul treno con la moglie Isabelle Risachèr che “attualmente lavora per i Rothschild“.
Il passeggero francese che ha cercato di disarmare al-Qazani l’ha descritto come “piccolo, magro, non molto forte”. Attacco sul treno in Francia

external

al-Qazani

Al-Qazani dice che non ha sparato tutti i colpi prima di essere disarmato. Quando viveva in Spagna, al-Qazani non frequentava la moschea locale. Il killer del treno
L’avvocatessa di al-Qazani, Sophie David, dice: “Era senza casa da quando i suoi documenti d’identità sono stati rubati a Bruxelles. (E’) molto malato, molto indebolito fisicamente, come se avesse sofferto di malnutrizione, molto, molto magro e molto sparuto“. L’avvocatessa di al-Qazani dice che dormiva in un parco vicino alla stazione ferroviaria Gare du Midi di Bruxelles. Le Parisien riferisce che al-Qazani parlava arabo e sapeva qualche parola di francese, e veniva assistito da un traduttore della polizia. Attacco sul treno in Francia
La famiglia di al-Qazani proviene da Tetuán in Marocco, e vive raccogliendo e vendendo rifiuti. Secondo quanto riferito, al-Qazani negli ultimi sei mesi s’è recato in Spagna, Andorra, Belgio, Austria, Germania e attraversato la Francia. Un funzionario di un’unità antiterrorismo della Spagna ha dichiarato all’Associated Press che al-Qazani è andato in Siria ed era tornato in Francia. Il 10 maggio 2015, i servizi di sicurezza tedeschi l’identificarono su un volo da Berlino a Istanbul. Attacco sul treno in Franciae78d1f70-48ee-11e5-b658-3523061e1328_El-KhazzaniNel 2003, il marocchino Ayub al-Qazani (sopra), si trasferì da Tangeri al porto spagnolo di Algeciras. Era noto ad agenzie di polizia e d’intelligence. Secondo un giornale fu arrestato per traffico di droga e posto sotto sorveglianza. A questo punto potrebbe essere stato reclutato dalla CIA e soci. In un comparto sorprendentemente vuoto (in un treno affollato) Spencer Stone decise di affrontare l’uomo con l’AK 47. “Il bandito uscì fuori da una toilette del treno e sparò, una volta, ferendo un uomo prima che l’arma s’inceppasse, dando all’aspirante vittima la possibilità di balzare“. Daily Mail
Il marocchino riuscì a portare un’arma, un fucile automatico AK-47, coltelli e nove caricatori sul treno.spencer-stone-afp-getty-3Spencer Stone lascia l’ospedale dopo le cure al collo. Il collo di Spencer Stone è stato massacrato. Non è evidente dalla foto? La sparatoria sul treno francese: ci credereste?WPTV-Americans-stopped-massacre-on-European-train_1440334994779_23075627_ver1.0_640_480Alek Skarlatos, Spencer Stone e Anthony Sadler. Si conoscevano tutti prima di finire sul treno? Chi ha scattato la foto?1041851Il ‘bandito’ marocchino Ayub al-Qazani, coinvolto nell’incidente sul treno francese, viene collegato a un gruppo coinvolto nell’incidente di Verviers, in Belgio, nel gennaio 2015. L’incursione anti-terrorismo a Verviers, in Belgio, lascia due morti. CIA e NATO hanno una lunga storia di attacchi terroristici in Belgio. Nel 1984, una squadra di marines statunitensi fu paracadutata in Belgio e incontrò un membro dell’intelligence militare belga. (NATO, Gladio e la strategia della tensione. NATO Stay Behind)
Si nascosero per quindici giorni prima di attaccare la stazione di polizia di Vielsalm. Armi e munizioni furono rubate. Un agente di polizia belga fu assassinato. Nel 1991, un’indagine del Senato belga dimostrò che l’attacco fu opera di militari statunitensi e belgi. Il terrorismo fascista in Europa1041552.jpg_risultatoAl-Qazani avrebbe combattuto per la CIA contro il governo di Assad in Siria. Il giornale francese La Voix du Nord ha detto che le autorità spagnole avevano avvertito i francesi su al-Qazani. È possibile che, al momento dell’incidente sul treno francese, fosse sotto sorveglianza o sotto il controllo, dei servizi di sicurezza.Amsterdam-to-Paris-Thalys-high-speed-train-shootingFoto di Christina Cathleen Coons, ‘assistente sociale’ di New York in viaggio in Francia sul treno. Foto via Liberty Film LLC, Paramus, New Jersey. Liberty Film LLC 18 agosto. Il mio viaggio nel mondo non è finito! Da Amsterdam a Berlino… alla Thailandia

Il 21 agosto 2015, quello che sembra una false flag si svolgeva su un treno in Francia. Le numerose fotografie dell’incidente suggerirebbero che si tratta di una psy-op.
Jean-Hugues-AngladeL’attore francese Jean-Hugues Anglade era sul treno. Si sarebbe ferito a una mano rompendo il vetro dell’allarme di emergenza. La storia ufficiale: “Un ‘eroico’ aviere statunitense e i suoi amici disarmano un ‘terrorista’ marocchino mentre ‘fa fuoco’ con un AK-47 sui passeggeri dei treni in Francia”.2B9053B200000578-3206426-image-a-6_1440216906871Anthony Sadler, di Pittsburg, California, Alek Skarlatos di Roseburg, Oregon, e Chris Norman, inglese residente in Francia.HT_spencer_stone_alek_skarlatos_anthony_sadler_jt_150822_16x9_992La storia ufficiale è: “L’attacco è stato fermato dall’aviere dell’US Air Force Spencer Stone; dal membro della Guardia Nazionale dell’Oregon Alek Skarlatos; dal 22enne Anthony Sadler della California e dal cittadino inglese Chris Norman. Stone ‘fu ferito al collo’ ma non è in pericolo di vita”.
La storia ufficiale è: “Il 26enne marocchino era noto ai servizi di sicurezza, prende il treno Amsterdam – Parigi a Bruxelles”. (Il giornalista belga Marin Buxant su twitter dice che dei marines statunitensi erano in congedo a Bruxelles quando avvistarono l’uomo e lo seguirono sul treno).spencer-stone-air-forceLa storia ufficiale è: “L’aviere statunitense Spencer Stone vide il marocchino agire in modo sospetto e lo vide cercare di armare l’arma nella toilette. Il marocchino Ayub al-Qazani, ‘aveva almeno nove caricatori per quasi 300 colpi’. Stone e i suoi amici atterrarono il marocchino“. (El Pais ha affermato che il marocchino sia stato recentemente in Siria, dove la CIA impiega marocchini per combattere contro Assad.)… Video che mostra il marocchino disteso sul pavimento, con le mani e i piedi legati.

2B90F44C00000578-3206426-image-a-35_1440222483217Il video mostra un AK-47 su un sedile e ‘macchie di sangue’ sulle finestre.

Anthony Sadler, dalla California, dice: “Abbiamo sentito un colpo di fucile, e un vetro rompersi dietro di noi, e abbiamo visto il capotreno fuggire lungo il corridoio”. Sadler dice che un uomo armato entrò nel vagone. “Mentre si stava piegando per sparare, (il membro della Guardia Nazionale dell’Oregon Alek Skarlatosjust) urla: “Spencer, vai“. “Spencer (l’aviere Spencer Stone) ha il primo contatto affrontando il tizio, Alek gli toglie l’arma e l’uomo tira fuori un taglierino e ferisce Spencer un paio di volte. E noi tre lo colpiamo finché non è privo di sensi”. “Il bandito non ha mai detto una parola”. Alek Skarlatos dice: “Spencer era a una decina di metri dal tizio...”gunman_platform_of_the_stationIl marocchino sulla piattaforma della stazione di Arras, nel nord della Francia. Foto di Christina Cathleen Coons, assistente sociale di New York in viaggio in Francia sul treno. Foto via Liberty Film LLC, Paramus, New Jersey. Liberty Film LLC 18 agosto.1280x720-RnPL’incidente sul treno francese è quasi certamente opera dei servizi di sicurezza. Il 30 gennaio 2010, si seppe che i generali della NATO idearono l’Operazione Gabbia (Cage probe deepens with Poyrazköy indictment), che prevedeva di far detonare esplosivi durante gite scolastiche nei musei militari in Turchia. L’intenzione era uccidere molti bambini. Il generale inglese Frank Kitson avrebbe avuto l’idea della ‘pseudo banda’. (General Frank Kitson: Trail Blazing Fake Terrorism)
La pseudo banda lavorava per l’esercito, fingendosi un gruppo di terroristi. L’idea della ‘pseudo banda’ era uccidere civili e poi incolparne coloro che i militari volevano screditare. La pseudo-banda fu utilizzata in Vietnam, Italia, Turchia, Belgio, Filippine, Kenia, Malesia, Irlanda del Nord, Iraq, Londra, Madrid, New York e molti altri luoghi.Brabant_WallonIl ricercatore sul ‘Terrorismo NATO-CIA’ è il Dr. Daniele Ganser, storico svizzero e Primo ricercatore presso il Centro per gli studi sulla sicurezza presso l’Istituto Federale di Tecnologia (ETH) di Zurigo. Ganser è autore di “Gli eserciti segreti della NATO – Operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale”.
Ricordiamo: Nel 1984, una squadra di marines statunitensi fu paracadutata in Belgio ed incontrò un membro dell’intelligence militare belga. Si nascosero per quindici giorni prima di attaccare la stazione di polizia di Vielsalm. Armi e munizioni furono rubate. Un agente di polizia belga fu assassinato. Nel 1991, un’indagine del Senato belga dimostrò che l’attacco fu opera di militari statunitensi e belgi. Altri attacchi ebbero luogo in Belgio. Altre armi e munizioni furono rubate in questi attacchi, e furono consegnate a gruppi fascisti. In quel periodo in Belgio, gli estremisti commisero i massacri della cosiddetta banda del Brabante-Vallone. Il gruppo compì attentati in due anni. Gruppi di uomini armati irruppero in ristoranti e supermercati sparando. Ad esempio, il 9 novembre 1985, armati uomini incappucciati entrarono in un supermercato e aprirono il fuoco. Otto persone furono uccise.Belgian soldiers roasting a boySoldati belgi torturano un ragazzo. L’esercito belga era collegato ai massacri compiuti nei supermercati belgi negli anni ’80.
Un rapporto ufficiale sulle stragi del Brabante pubblicato nel 1990 concluse che gli assassini erano legati a persone del governo. “Secondo il rapporto, gli assassini erano membri o ex-membri delle forze di sicurezza, di estrema di destra, godevano di protezioni di alto livello e preparavano un colpo di Stato di destra”. (Gli eserciti segreti della NATO, p.145) Va notato che “i massacri nei supermercati avvennero quando gli Stati Uniti sostenevano il piano per disporre gli euro-missili (missili cruise a testata nucleare) in diversi Paesi europei… Il Parlamento belga, che indagò sugli incidenti, ritenne che fossero un altro tentativo di seminare confusione e paura tra la popolazione, generando in tal modo richieste pubbliche per un governo di legge-e-ordine favorevole agli euro-missili”. (Gladio)Benoit de BonvoisinIl nobile belga Benoit de Bonvoisin era collegato ai massacri dei supermercati.
(Belgio spiegato/Madeleine McCann e certi fascisti)

logogladioTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia cerca di annientare una possibile “no fly zone” sulla Siria

Valentin Vasilescu – Reseau International 20 agosto 2015a_melihov_mig-31_76_1200Nel luglio 2015 le forze militari curde nel nord-est della Siria decisero di supportare l’esercito siriano nella lotta ai ribelli islamici, operando con il supporto aereo siriano durante offensive contro i mercenari islamici riforniti dalla Turchia. La Turchia ha risposto immediatamente, ricordandosi improvvisamente l’esistenza del PKK curdo vietato in Turchia, convocando una riunione della NATO, a seguito di presunte minacce alla propria sicurezza, ed avviando inoltre attacchi aerei contro i curdi nel nord-est di Siria e Iraq (gli unici che hanno avuto vittorie concrete sul SIIL, ultimamente). Gli Stati Uniti, che hanno speso 500 milioni l’anno scorso per reclutare, addestrare e armare i ribelli “moderati” in Siria, minacciano l’esercito siriano e i combattenti iracheni e curdi, cioè coloro che realmente combattono il SIIL, di attacchi aerei se il loro “protetti” venissero attaccati. Inoltre, con sfacciata ipocrisia, Ahmet Davutoglu, primo ministro della Turchia, ha esortato le Nazioni Unite ad imporre una no-fly zone nel nord della Siria, “per proteggere i civili curdi nella zona di guerra tra SIIL ed esercito siriano”, cioè coloro presi di mira dai bombardamenti aerei dell’aeronautica turca. Quanto e come Stati Uniti ed alleati combattono il ISIS è stato ampiamente indicato in un precedente articolo. La Russia ha capito completamente il gioco torbido degli Stati Uniti. Con i sistemi missilistici antiaerei assicura la difesa degli Stati che combattono veramente contro il SIIL (Iraq, Siria, Iran). Si tratta dei sistemi S-300 e Pantsir-S1 che pongono problemi reali all’US Air Force e ai suoi satelliti di NATO e Golfo.
In questo contesto di tensioni e falsa lotta al SIIL intesa a creare le condizioni per dei bombardamenti massicci contro le truppe dell’esercito siriano e sostituire Bashar al-Assad al vertice della Siria, la Russia ha compiuto una mossa che ha sorpreso tutti. Il 16 agosto 2015, l’agenzia turca BGN annunciava che la Russia aveva consegnato all’aeronautica siriana 6 MiG-31, già in servizio nella base aerea di Maza, nella periferia sud-occidentale di Damasco. In realtà, si tratta di un contratto del 2007 di oltre 1 miliardo di dollari per 8 MiG-31 e 16 MiG-29M sospesa nel 2009 su pressione d’Israele. Il MiG-31BM ha alcune limitazioni. Non è un velivolo multiruolo capace di manovre di combattimento aereo, ma è un aereo biposto (pilota e operatore) che pattuglia ad altissima quota per oltre due ore. Basta una sola pattuglia di MiG-31 per impedire la penetrazione dello spazio aereo russo per 400 km. La consegna dei MiG-31 della Russia non è diretta contro il SIIL, ma contro i radar a bordo dei Boeing 737 (AEW&C) e E-3 Sentry (AWACS), spina dorsale della no-fly zone. Ma il MiG-31 è efficace anche contro i missili da crociera degli USA. Uno o due AWACS turchi e statunitensi possono coprire tutto lo spazio aereo siriano. Grazie alle apparecchiature SIGINT a bordo, l’AWACS controlla il traffico radio ed intercetta le relazioni radio dei piani di volo degli aerei da combattimento siriani che decollano. Così gli AWACS possono rilevare i bersagli aerei nemici a 350-450 km di distanza. Dirigono l’intercettazione delle formazioni degli aerei da combattimento degli alleati degli Stati Uniti che operano sulla Siria. Tutti gli aerei AWACS possono individuare le colonne corazzate che si muovono in territorio siriano, e dirigervi velivoli armati con missili e bombe per l’attacco al suolo. Abbattere uno o più AWACS modifica significativamente la capacità operativa della “no fly zone”.
Il MiG-31 è propulso da due motori Solovev D-30F6, ognuno da 15500 kg/s di spinta, consentendo un rateo di salita di 208 m/s. Il tempo impiegato per raggiungere la quota di 10000 m dalla pista di decollo è due/tre minuti. In pratica, se il MiG-31 non viene rilevato, entra in regime supersonico, ricevendo da terra le coordinate dell’AWACS ed occupando la posizione migliore per abbatterlo. Il MiG-31 è armato di missili BVR (oltre l’orizzonte) R-33, R-37 e Novator KS-172S-1, con gittata di 300-420 km, appositamente progettati per abbattere gli AWACS. Il profilo di volo di questi missili è stato progettato in modo che salgano a una quota di crociera di 30000 metri, dove accelerano fino a Mach 4. Questo profilo impedisce l’intercettazione durante il volo sul bersaglio, consentendo un rapporto consumo/km dimezzato rispetto al volo a 8-14000 m di quota. L’attacco all’AWACS avviene dall’alto, dov’è il punto cieco dell’antenna radar.

20150820-83-0008-41-1728x800_cChi combatte sul serio lo Stato islamico?
Valentin Vasilescu Reseau International 8 agosto 2015

IRGC-Su-25-IraqGli attacchi aerei della NATO contro l’esercito serbo bosniaco ebbero luogo tra il 30 agosto e il 20 settembre 1995, e furono eseguiti da 400 aerei e missili da crociera Tomahawk, in sostegno dei mercenari musulmani inviati da Stati Uniti, Iran, Arabia Saudita e Turchia a combattere contro i serbi. L’operazione raggiunse l’obiettivo con la distruzione di 338 obiettivi terrestri serbi (carri armati, batterie di artiglieria, colonne di fanteria motorizzata in movimento, ecc..). Il bombardamento NATO della Jugoslavia fu effettuato dal 24 marzo al 10 giugno 1999 e uccise da 5 a 10000 militari e civili jugoslavi, neutralizzò il 40% delle armi dell’esercito jugoslavo e distrusse il 60% della capacità industriale del Paese, centrali termoelettriche che riscaldavano la popolazione, ponti sul Danubio e nodi ferroviari. L’operazione raggiunse l’obiettivo evacuando l’Esercito jugoslavo dal Kosovo ambito dagli statunitensi. Ciò che sorprende è che per più di un anno, Stati Uniti e NATO (Turchia, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania e Paesi Bassi), così come Emirati Arabi Uniti, Bahrayn, Qatar, Giordania e Australia, hanno condotto attacchi aerei contro il SIIL senza esito. Ciò è tanto più sorprendente dato che le forze del SIIL, da 5 a 7000 combattenti, agiscono in aree rigorosamente definite e scoperte (per lo più in zone desertiche), dove sorveglianza e attacchi sono molto più facili che nella ex-Jugoslavia. Il SIIL è organizzato in distaccamenti dalla grande mobilità tattica composti da sub-unità da ricognizione con blindati leggeri (Hummer), subunità blindate con carri armati, IFV e APC, subunità di artiglieria trainata, subunità da trasporto con autocarri (per munizioni, cibo, carburante, ecc), subunità da difesa aerea con cannoni o mitragliatrici montati su autoveicoli, ecc. Alcuni video occidentali mostrano solo bersagli statici, tipo bunker, durante gli attacchi aerei statunitensi. E’ molto strano che non ci siano mai auto, blindati e combattenti del SIIL in prossimità dei bersagli. Potrebbero essere falsi per il semplice motivo che non ci sono più bunker in Iraq. I media occidentali che trasmettono tali video sembrano aver dimenticato che con l’occupazione dell’Iraq da parte dell’esercito degli Stati Uniti, i genieri statunitensi fecero saltare tutti i bunker costruiti da Sadam Husayin. Dove il SIIL trova i bunker indicati nei video? L’occupante statunitense, dal 2003, ha demolito tutti gli aviogetti supersonici o d’attacco al suolo (Su-25) di produzione sovietica dall’esercito iracheno, sostituendoli con velivoli ad elica Cessna 208 Caravan, Cessna 172 e Beechcraft T-6 Texan. La stessa cosa avvenne con gli elicotteri d’attacco iracheni, sostituiti con Bell 206, Bell UH-1, Bell OH-58C, Bell 407, senza blindature ed equipaggiamento per combattere i mezzi corazzati. Gli Stati Uniti hanno ripetutamente rinviato la consegna di 36 F-16 Block 52, pagati dall’Iraq nel 2011. I primi 4 F-16 sono arrivati in Iraq, nella base aerea di Balad, solo a luglio, e gli altri arriveranno nel 2018. Idem per i 36 Apache AH-64E che l’Iraq ha acquistato dagli Stati Uniti e che non sono ancora stati consegnati. Obbligato a combattere il SIIL, l’Iraq aveva cercato aiuto dalla Francia che, seguendo il modulo delle Mistral, s’è rifiutata di fornire l’elicottero d’attacco Tiger per non offendere gli Stati Uniti.
Perché gli Stati Uniti fanno di tutto affinché l’Iraq, in prima linea nella lotta al SIIL, non abbia aerei da combattimento? Semplicemente perché sanno che gli aerei dell’Iraq neutralizzerebbero il SIIL in due mesi, svelando il bluff degli Stati Uniti e dei loro alleati sul SIIL. La Russia ha capito le reali intenzioni degli Stati Uniti ed è stato l’unico Stato a sostenere realmente le forze che lottano contro il SIIL firmando subito un accordo con l’Iraq per la consegna di 56 elicotteri d’attacco Mi-28 e Mi-35NE (24 elicotteri russi sono già operativi). Un video iracheno dimostra come oggi si svolge la vera lotta tra una colonna del SIIL e i Mi-35 iracheni. La Russia ha anche consegnato all’Iraq 12 aerei Su-25 pilotati da iraniani. Inoltre, grazie ad un accordo mediato dalla Russia, 7 altri aerei Su-25 dell’Iran sono ritornati in Iraq per combattere il SIIL, arrivando sulla base aerea di Balad il 13 luglio 2015.19_2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La divisione 30 e il fiasco del complotto contro la Siria

James Robertson Crimes of Empire 14 agosto 2015

Chi pensa che Stati Uniti o qualsiasi nazione occidentale “trasmetta valori democratici” ai popoli del Medio Oriente o di qualsiasi altra regione, bombardando e distruggendo gli Stati, nega la realtà.1019483209E’ un momento totemico per l’impero in dissoluzione. Dopo quattro anni di menzogne mediatiche a valanga, numerosi attacchi con armi chimiche sotto falsa bandiera e, infine, alcuni combattenti addestrati negli Stati Uniti e spediti in Siria,… per essere eliminati dal locale ramo di al-Qaida in pochi giorni. Gli Stati Uniti cercavano di utilizzare una combinazione di attacchi aerei e armi distribuite per influenzare la rivolta siriana. Secondo l’Istituto Brookings, l’esercito statunitense ha doppi centri di comando in Giordania e in Turchia da cui i comandanti statunitensi cercano di dirigere l’insurrezione.
Perché Assad sta perdendo del Brookings Institution
“Molti comandanti coinvolti nelle recenti operazioni a Idlib confermano all’autore che la sala operativa degli USA nel sud della Turchia, che coordina il supporto letale e non letale ai gruppi d’opposizione è stato determinante nel facilitarne l’operazione dai primi di aprile in poi. La sala operazioni, insieme ad un altra in Giordania, a sud della Siria, sembra avere aumentato notevolmente assistenza ed intelligence ai gruppi che controllano nelle ultime settimane”.
Il fatto che al-Nusra rimanga il primo gruppo di combattimento nel nord della Siria, mentre gli unici alleati degli Stati Uniti nel nord della Siria, i curdi, sono attaccati dai turchi insieme allo spettacolare fiasco della divisione 30, indicano che tali tentativi di dirigere l’insurrezione sono falliti miseramente. Il caos provocato è una cosa, ma la politica degli Stati Uniti a questo punto è un pasticcio del tutto incoerente. Che altro potrebbe spiegare tale sforzo tiepido in diverse aree? Un programma di formazione che vanta 54 promossi? Non è serio.

Il fiasco della divisione 30
Gli Stati Uniti hanno addestrato e rifornito un presunto gruppo “filo-occidentale” di ribelli siriani chiamato divisione 30 e che aveva il compito, ci viene detto, di lottare contro il SIIL. Il gruppo è stato infiltrato nella Siria del Nord dalla Turchia dove veniva addestrato. Secondo il Washington Post i combattenti furono dotati di attrezzature che gli permettevano d’inviare le coordinate per gli attacchi aerei statunitensi tramite personale statunitense operante in Turchia. Questo era il nuovo sistema “semplificato” che gli Stati Uniti cercavano di attuare secondo Karen de Young del Washington Post, che ha scritto, “Un funzionario statunitense vicino al programma di addestramento, che non è autorizzato a parlare pubblicamente della questione, ha detto che la cattura è stata “sicuramente una battuta d’arresto” per i piani turchi e statunitensi di usare la divisione 30 negli attacchi aerei contro le forze dello Stato islamico e creare una zona sicura per i ribelli nella zona. Il governo di Assad, che utilizza aeromobili per attaccare le forze di opposizione, è relativamente vicino, ed è stato avvertito dall’amministrazione, attraverso un canale già utilizzato presso la missione siriana dell’ONU a New York, di stare lontano dal punto in cui sono stati infiltrati i combattenti addestrati, ha detto un altro funzionario statunitense“. “Anche se le reclute non sono ufficialmente designate osservatori dei prossimi attacchi aerei degli Stati Uniti, hanno avuto apparecchiature che gli avrebbero permesso d’inviare le coordinate dello Stato islamico al personale statunitense sul lato turco del confine. Tale personale avrebbe poi trasmesso le informazioni agli aerei da sorveglianza e al comando operativo, rendendo più veloci e più precisi gli attacchi rispetto al solo utilizzo della sorveglianza aerea. I nuovi combattenti siriani hanno attraversato il confine a Kilis, dalla Turchia alla città di confine siriana di Azaz. Almeno alcuni di loro, l’ufficiale statunitense ha detto, si sarebbero congedati dopo il ritorno in Siria. Hasan, insieme al suo vice, sarebbe stato catturato mentre lasciava una riunione dei comandanti ad Azaz“.

L’illusione della Grandeur persiste a Washington DC
In una dimostrazione di splendida e terribile arroganza imperiale, gli Stati Uniti hanno avuto il coraggio d’informare il governo siriano della posizione di tale forza e dirgli che il gruppo non doveva essere attaccato. Immaginate la risposta degli Stati Uniti se la Russia infiltrasse un gruppo armato nel territorio degli Stati Uniti, il cui obiettivo è il rovesciamento del governo degli Stati Uniti e rivendicare che gli Stati Uniti non hanno il diritto di attaccare gruppi armati illegali che operano sul loro territorio con l’obiettivo di rovesciarne il governo!! Gli Stati Uniti, dopo tutto non hanno alcun diritto di operare in Siria. Non vi è alcuna risoluzione delle Nazioni Unite che autorizza un qualsiasi uso della forza da parte degli USA o di qualsiasi altra nazione contro la Siria. Perciò gli attacchi statunitensi in Siria, a questo punto, sono diretti contro i combattenti jihadisti distruttivi e folli del SIIL e al-Nusra, organizzazioni che non hanno valore giuridico o internazionale, e pochi hanno scelto di disquisire degli attacchi degli Stati Uniti alle forze del governo siriano, che sarebbero violazioni inequivocabili del diritto internazionale.

Gli Stati Uniti dovrebbero decidere se essere o meno uno Stato canaglia
ED-AR204_obagy_G_20130830164816 Esiste un sistema internazionale di regole, leggi e norme. Gli Stati Uniti ne sono firmatari e partecipano alle Nazioni Unite. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha l’autorità giuridica internazionale di autorizzare l’uso della forza, come nel caso della Libia quattro anni fa con risultati disastrosi. Se gli Stati Uniti non credono nel sistema delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. dovrebbero lasciarlo e finirla con le pretese ridicole. Al-Nusra attaccò subito l’incontro dei capi della divisione 30 catturandone il capo. Jabhat al-Nusra fu attaccata più volte dagli aerei statunitensi. La sua percezione degli osservatori della divisione 30 come potenziale minaccia non era irragionevole alla luce di ciò. Alcuni giorni dopo, un altro attacco più concertato sul gruppo fece seguito, in sostanza fu l’ultima volta di cui s’è sentito parlare della divisione 30, fuggita in una zona controllata dai curdi e dove sembra semplicemente essere scomparsa. In seguito ci fu il fiasco dell’attacco degli aerei statunitensi al quartier generale di al-Nusra a Azaz, in ciò che sembra il classico gesto futile dal gigante infuriato ma impotente.
La sensibilità della questione è sottolineata dal fatto che per diversi giorni l’US DoD smentiva che tutto ciò fosse accaduto. “Posso dirvi che il personale della nuova forza siriana del nostro programma di addestramento è presenta ed identificato, e nessuno è stato arrestato o catturato“, ha detto il capitano dell’US Navy. Jeff Davis, portavoce del dipartimento della Difesa. Ciò è avvenuto nonostante i video che mostrano i combattenti rilasciati da al-Nusra che ha annientato il gruppetto specializzatosi negli Stati Uniti ed inviato in Siria del Nord con l’istruzione presunta di identificare i combattenti del SIIL ed inviarne le coordinate al personale statunitense in Turchia, che avrebbe poi diretto gli aerei degli Stati Uniti sugli obiettivi. E’ stato affermato che si “presumeva” che al-Nusra vedesse il gruppo come alleato, ciò probabilmente pensando che Jabhat al-Nusra recentemente ha beneficiato enormemente dell’invio di missili anticarro TOW dagli Stati Uniti. Al-Nusra ha ricevuto a maggio tali armi estremamente efficaci dal finto gruppo indipendente Haraqat Hazam. “Un video pubblicato da al-Nusra mostra le armi utilizzate per attaccare le basi siriane di Wadi Dayf e Hamidiyah nella provincia di Idlib“.  Gli statunitensi hanno bombardato al-Nusra assai sporadicamente. Il gruppo Qurasan, secondo molti un’operazione diversiva, era l’obiettivo dichiarato. Se il gruppo Qurasan sia reale o no, il Daily Mail suggerisce che gli Stati Uniti hanno condotto una campagna di attacchi aerei estremamente intermittente contro le postazioni di al-Nusra, da quando iniziarono a bombardare la Siria a fine settembre 2014.

La guerra siriana
Dal 2011, la Siria è attaccata da estremisti jihadisti stranieri ancora sostenuti dall’occidente e dai suoi alleati come la Turchia, membro della NATO. I combattenti estremisti di SIIL e al-Nusra ricevono rifornimenti, addestramento, armi e altri aiuti da Turchia, Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Qatar e Stati del Golfo. Per quattro anni i media occidentali hanno in modo netto sostenuto gli sforzi della filiale di al-Qaida, Jabhat al-Nusra, e altri gruppi combattenti islamici, ed hanno apertamente cercato di sopprimere le prove dei loro crimini di guerra, anche quando fornite dai propri giornalisti.

Complotti fallimentari
L’operazione di cambio di regime in Siria non è riuscita per due ragioni principali. La Siria ha alleati e la false flag del Ghuta non ha portato agli attacchi aerei occidentali, necessari per il successo dell’operazione, dopo una serie veramente bizzarra di eventi che coinvolsero il partito Laburista inglese, il segretario di Stato degli USA John Kerry, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e anche il giornalista che pose a John Kerry la domanda che aprì la porta all’intervento diplomatico russo che vide le armi chimiche siriane rimosse.

zabadaniLa False Flag dell’agosto 2013: fine di un sogno impossibile
Il cambio di regime cercato deragliò nell’agosto/settembre 2013 dopo il fallimento della false flag chimica nel Ghuta, per avere il desiderato bombardamento occidentale, ormai di routine, seguito dal rovesciamento violento del governo e dello Stato da parte di mercenari sostenuti dall’occidente. Questo fu il momento in cui il partito della guerra aveva l’occasione, ma l’attacco apparentemente inevitabile non avvenne mai. Il governo siriano aveva mantenuto forti legami con la Federazione russa e la Russia ha una base navale in Siria, la sola nel Mediterraneo. Quindi considerando che la Russia votò a favore del bombardamento della Libia, fu attivamente contraria a qualsiasi attacco alla Siria. L’Iran minacciò gli Stati Uniti con una guerra regionale. A questo punto l’obiettivo del cambio di regime doveva essere ripacchettato. Improvvisamente il SIIL si scatenò in modo massiccio e qualcuno iniziò a produrre in occidente i video delle chiaramente false decapitazioni, siglando un patto con le TV occidentali. Meno di un anno dopo gli Stati Uniti bombardavano l’Iraq, con l’approvazione del governo iracheno e subito informarono il governo siriano che avrebbero bombardando il SIIL anche in Siria. Era solo questione di tempo prima che gli Stati Uniti facessero qualche mossa subdola per consentirgli di attaccare la Siria. La speranza di un corso più razionale è rimasta, ma l’ottimismo era vano.

Il motivo è chiaro
La motivazione di queste operazioni sembra essere la preoccupazione occidentale, israeliana e saudita per la crescente influenza iraniana in Medio Oriente, dovuta in gran parte alla criminale invasione occidentale dell’Iraq nel 2003 e prima dall’altrettanto criminale attacco israeliano al Libano nel 1982. Queste avventure permisero all’Iran di costruire un ampio ponte terrestre con gli alleati, dal confine occidentale dell’Afghanistan al Mediterraneo unendo Iran, Iraq, Siria e Libano, anche se nessuna delle parti è pienamente al potere in Libano o in Iraq, i partiti alleati dell’Iran hanno avuto il sopravvento, militarmente e politicamente. La Siria con il suo leader strano, oltre a un datato Stato di polizia in stile sovietico, la corruzione, forze armate antiquate e una popolazione in gran parte sunnita, era l’obiettivo naturale. Niente di meno che l’autorità della Defense Intelligence Agency osservò nel 2012 che il conflitto siriano è una guerra per procura.
La stima dei morti, secondo l’occidente, sarebbe ora di 240000 persone e milioni di profughi fuggiti per salvarsi la vita. Vaste le regioni del Nord e e dell’Est della Siria fuori dal controllo del governo.

La zona di sicurezza
La Turchia è da tempo sostenitrice dell’idea di una presunta “zona sicura” al confine nord della Siria. Il piano raccoglie di norma l’approvazione entusiastica dalla stampa del partito della guerra come passo importante sulla via del cambio di regime. Secondo il Guardian, la zona di sicurezza si suppone “si estenda per 68 miglia lungo il confine tra Turchia e Siria, da Jarabulus a Maria, per circa 40 miglia di profondità, arrivando alla periferia di Aleppo“. Molte fonti raffreddano l’idea. La ragione di ciò è ovvia, il conflitto di interessi tra Stati Uniti e Turchia sulla situazione. La Turchia si oppone a qualsiasi forma di sovranità curda al confine meridionale, mentre gli USA vedono i combattenti curdi in Iraq e Siria come alleati chiave. Ne è un esempio il fatto che i combattenti curdi nel nord della Siria integrino forze speciali occidentali, cosa scoperta da questa storia: L’attacco della Turchia ai curdi potrebbe trascinarci in un nuovo confronto, temono fonti militari che afferma: “Abbiamo forze speciali statunitensi non lontano da dove i turchi bombardano, che addestrano i peshmerga curdi”.

Retorica e realtà
La Turchia spesso esibisce una retorica esagerata ma le azioni raramente seguono le parole. L’operazione anti-curda nel nord della Siria non è un l’inizio perché gli Stati Uniti non permetterebbero alla Turchia di bombardare i combattenti curdi e i loro “istruttori” delle forze speciali occidentali. La Turchia bombarda il nord dell’Iraq in silenzio e cosi è stato. Uno scherzo. Non vi è alcuna forza di sicurezza disponibile sul terreno per controllare la supposta zona di sicurezza. La Turchia non ha intenzione di inviarvi forze sufficienti per proteggere un’area di 60 per 40 miglia. L’unica forza di sicurezza vitale nella regione sono i gruppi di combattenti curdi violentemente contrari alla Turchia; il tutto crolla sotto il peso di tali contraddizioni. Anche i media statunitensi raffreddano le fantasie sulla zona sicura.
Gli USA abbattono l’idea della zona sicura in Siria
Perché la proposta ‘zona di sicurezza’ della Turchia contro il SIIL in Siria non è così sicura
La zona di sicurezza è solo un’altra idea stupida che non ha concluso nulla. Una delle tante. Altre presumibilmente ne seguiranno e presumibilmente falliranno per la ragione che i cospiratori sono idioti infantili le cui ambizioni non eguagliano mai le capacità.

Conclusioni
La trama si disvelava nel nord della Siria la scorsa settimana, ma i risultati catastrofici e la natura vile dell’operazione divisione 30 ci parlano di un’amministrazione statunitense assai divisa e travolta da una grave guerra politica ogni giorno, dove i falchi dell’impero dei banchieri provano disperatamente ad ostacolare i “Prima gli USA” nel tentativo di “cambiare missione” agendo da punta di lancia d”Israele a vantaggio degli interessi israeliani e contro quelli degli Stati Uniti e della comunità internazionale. Una visione razionale degli Stati Uniti sul Medio Oriente enfatizzerebbe stabilità e riforma cercando di por fine alla follia del settarismo e della guerra per procura. Ma ciò è purtroppo un sogno irrealizzabile. Chi pensa che Stati Uniti o qualsiasi nazione occidentale “trasmetta valori democratici” ai popoli del Medio Oriente o di qualsiasi altra regione, bombardando e distruggendo gli Stati, nega la realtà. Non si tratta di teoria. Conosciamo i risultati delle guerre imperiali per l’illuminazione e la democrazia. Li vediamo tutti i giorni in Iraq, Libia e tutti gli altri luoghi in cui i militari occidentali hanno il compito di distruggere per conto dei banchieri dell’impero.Assad-Nasrallah1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le radici del terrorismo statunitense: come Obama se ne andrà

Ziad A. Fadil Syrian Perspectivedt.common.streams.StreamServer.clsI presidenti si giudicano dal loro curriculum in economia, politica, diplomazia e guerra. Possono anche essere giudicati per quello che avrebbero potuto fare ma non hanno fatto. Tragicamente, il primo presidente afro-americano sarà diffamato dagli storici per quello che ha combinato. Questo sito è dedicato alla guerra in Siria e qualsiasi analisi dell’inettitudine di Obama dovrà concentrarsi sulle miserie che ha aggravato o deliberatamente creato. Quest’uomo non è di sinistra; non è rivoluzionario; non è socialista, né idealista, non è l’umanitario meritevole del Premio Nobel per la Pace. La nostra posizione è che sia solo un imbecille, un uccello che arruffa le piume. Pochi giorni fa, l’urbano ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov era seduto allo stesso tavolo con la controparte dell’Arabia Saudita per una conferenza stampa conclusiva. Un microfono puntato verso la bocca del signor Lavrov ha raccolto qualcosa d’insolito per questo affabile diplomatico di carriera. Mentre il saudita Adil al-Jubayr confutava ogni ipotesi di cooperazione con il governo legittimo del Dottor Bashar al-Assad, Lavrov fu registrato borbottare in russo, senza alcuna sorpresa: “Che fottuto imbecille!” La Cage aux folles degli alleati degli USA in mostra. Fin dall’inizio del conflitto, Obama e la sua squadra di diplomatici dementi e spettrali come Robert Ford, Hillary Clinton e Christopher Stephens, sono complici dello spargimento di sangue che inonda la Siria da marzo 2011 a oggi. Ford, uno dei peggiori criminali di guerra della storia, era intento a sfruttare la cosiddetta “primavera araba” come copertura per un piano covato anni prima per destabilizzare il governo siriano baathista, al fine di allontanare Damasco da Iran e Hezbollah. La trama non aveva niente a che fare con democrazia o libertà di riunione, ma con il crescente potere iraniano e relativa proiezione sul Mediterraneo, riflettendo anche la sensibilità statunitense alle denunce di alleati come Qatar e Arabia Saudita che guardavano gli sviluppi minacciosi nell’energia, che mettono in dubbio il futuro di tali plutocrazie feudali.
sergey-lavrov-adel-jubayrL’Iran, come ho già scritto in un lungo articolo, ha sfidato i complotti di USA/NATO per isolarlo e strangolarne l’economia. Ciò che gli statunitensi hanno ottenuto invece è un Iran che si sviluppa dall’interno basandosi su millenni di realizzazioni scientifiche di un popolo assuefatto a disagio e sfruttamento pragmatico del proprio universo per conquistarlo. L’Iran non è per nulla una nazione di terza categoria composta da tribù e sciamani come gli arabi della penisola. L’Iran osserva dritto l’abisso di Washington negli occhi di Barack Obama e della sua banda di assassini. Tutto, da quel momento, quando Washington si rese conto d’impegnare ideologicamente sul serio Teheran con la propria agenda islamista, ebbe per scopo inserire un cuneo tra l’Iran e la Mezzaluna Fertile. Ecco ciò che guida gli Stati Uniti: il metanodotto che attraversa l’Iraq sciita fino al litorale siriano, mettendo fine alla posizione di vantaggio del Qatar quale principale esportatore di gas. Gli Stati Uniti guardavano al progetto iraniano-russo rafforzare ulteriormente l’influenza di Mosca sull’Europa mentre quella degli USA diminuiva. Gazprom, il monopolio energetico russo, aveva già stipulato accordi con Iran e Siria per trasportare, raffinare e rifornire gas naturale all’Europa. Ciò significa che Gazprom avrebbe controllato i prezzi del gas naturale con una serie di alleanze che gli Stati Uniti stavano disperatamente cercando di sabotare. Questo terrorizzava anche Gran Bretagna e Francia (la vecchia Europa). Dobbiamo aggiungervi il fatto che uno dei principali giacimenti di gas naturale, Mother Lode, al largo delle coste di Siria, Libano, Cipro e la Palestina, sarebbe soggetto ai capricci dei magnati di Gazprom. Con Hezbollah in possesso di missili antinave e l’arsenale formidabile della Siria dotato di missili terra-mare Jakhont, nessuna combinazione di forze navali potrebbe fermare l’evoluzione di una nuova ed economicamente indipendente Siria baathista o del Libano controllato da Hezbollah. Il leader della Turchia, Erdoghan, è pienamente consapevole dei pericoli che ciò pone alla sua programmata rinascita neo-ottomana. Nessuno è più interessato ad impedirlo del leader-stragista della Turchia. Per bloccare tutto questo e preservare l’egemonia statunitense nel Mediterraneo, gli Stati Uniti prima cercarono di rovesciare il Baath. Per non sbagliarsi non solo presero di mira il Dottor Assad, ma l’intera costruzione arabo-nazionalista che aveva fatto della Siria un alleato della Russia e dell’Iran, e un nemico degli Stati Uniti nella Palestina occupata e nell’Iraq invaso dagli USA. Era il Baath, ma quando gli Stati Uniti, nel 2013, capirono che i loro piani per dividere l’esercito siriano fallirono miseramente, decisero una guerra in cui non ci sarebbero stati vincitori, in particolare il Dr. Assad e il mostro di Frankenstein che Stati Uniti e sionismo hanno creato: il SIIL.
Lo sforzo per costruire un’opposizione siriana che rovesciasse Assad fallì. Robert Ford, più di chiunque altro è responsabile del fallimento e delle politiche mefitiche che hanno ucciso decine di migliaia di siriani; tutto a causa di un piano sbagliato e di un universo incompreso. A sud, dove si sperava che l’insurrezione istigata dai giordani creasse uno Stato cuscinetto alleato di Amman (e a maggior ragione degli Stati Uniti), dando impulso all’imminente invasione della capitale della nazione, divenne una guerra di attrito tra l’Esercito Siriano e soprattutto i jihadisti di al-Qaida. Gli sforzi per trovare elementi secolari tra i pochi disposti ad offrirsi volontariamente fallirono lasciando gli Stati Uniti nella non invidiabile posizione di aiutare lo stesso gruppo che glorificava gli attacchi agli Stati Uniti dell’11 settembre. Anche l’opposizione in esilio divenne una barzelletta. Mentre i suoi membri godevano del comfort degli alberghi di prima classe in Europa, finanziati dalle tesorerie saudite o qatariote, l’opposizione non poté costruire relazioni con un qualsiasi gruppo armato in Siria che non fosse l’evanescente esercito libero siriano i cui agenti sono morti o senza gambe. Anche i loro capi, da George “Capitan Canguro” Sabra ad Ahmad Muadh al-Qatib, al curdo irrimediabilmente smarrito Ghasan Hito, fino al ratto turco Qalid Qoja, resistette oltre nel fare ciò che mai poteva fare, suscitando il sarcasmo dello stesso Obama. Senza alcuna possibilità di cambiare corso della guerra affinché la Siria rinunciasse alla propria alleanza e dipendenza da Iran e Russia, gli Stati Uniti sprofondarono ulteriormente nell’abisso della depravazione da quando Ronald Reagan cominciò a chiamare i Contras “Freedom Fighters”.
Il fattore energia è la chiave per comprendere la necessità degli USA di preservare le proprie ambizioni egemoniche regionali, compresa anche la possibilità di bloccare l’avanzata della Marina russa nel Mediterraneo. Ma ci sono altri fattori, oltre l’energia, l’impatto sull’influenza degli Stati Uniti e la sopravvivenza delle alleate preistoriche monarchie feudali. C’è anche la proliferazione della tecnologia missilistica. Pensate a questa proposizione: se Hezbollah ha 100000 razzi nel proprio arsenale, quanti ne avrebbe l’esercito siriano? Quando si considera il fatto che l’85% dei razzi della milizia libanese è prodotto in Siria, si può stimare il numero posseduto dall’EAS? Supponendo che l’EAS abbia più di 100000 missili che vanno dagli SCUD B, C e D, ai FROG, Katjusha e tutte le altre chicche, quanti razzi l’Iron Dome del sionismo potrebbe intercettare? E se l’Iran lancia il suo ancor più grande arsenale sulla Palestina occupata? Che altro dopo? Alcun partito ha maggiormente investito nella carneficina in Siria dello Stato-Ghetto khazaro, la cui vita dipende soprattutto dalla capacità di contrastare l’attacco missilistico dell’alleanza tra Hezbollah, Siria e Iran. Quando Hasan Nasrallah avverte i sionisti in Palestina che le loro città bruceranno con un attacco missilistico totale, non scherza. Per il sionismo, il governo del Baath in Siria va smantellato per ragioni ancora più inquietanti di quelle che occupano le menti delle scimmie saudite. I sauditi sono preoccupati dai soldi che possono continuare a derubare dal proprio popolo. I sionisti si preoccupano per quanto possono ancora sfruttare e asservire il popolo palestinese. Ma cosa può fare Obama? O cosa avrebbe potuto fare se non fosse una donnola smidollata? Obama ha creato, insieme allo Stato colono sionista, il gruppo chiamato SIIL, Daish o Stato islamico. Quant’è intelligente? Come mostro di Frankenstein, il gruppo terroristico era la risposta agli sforzi dell’Iran per estendere il gasdotto in Iraq e Siria, ed attraverso la creazione del califfato sunnita, impedirlo; ma ciò s’è trasformato in una minaccia non solo per le aspirazioni dell’Iran ma anche per le scimmie alleate, ossessionate dall’aiutare il SIIL nel rovesciare il governo della Siria, nemico mortale del SIIL. Quant’è complicato.
1536587Vedete, il SIIL invase l’Anbar con l’assistenza diretta del partito Baath iracheno fedele a Sadam, Stati Uniti, Turchia ed Arabia Saudita. Come, vi chiederete? Semplice. Addestrate i ratti necessari in Turchia con l’aiuto di ufficiali dell’esercito di Sadam, lo stesso esercito che fu devastato dai militari degli Stati Uniti e che fu sciolto dall’idiota immortale L. Paul Bremer. Gente, la politica estera statunitense è piuttosto curiosa, no? Così, con l’aiuto dell’US Air Force, al SIIL fu concesso abbastanza territorio per bloccare l’estensione del gasdotto, senza distruggere l’esercito iracheno che gli Stati Uniti vogliono come cliente per i propri armamenti. Ma ora il SIIL minaccia non solo i piani dell’Iran, ma degli USA e l’esistenza del regime saudita. Ora si arma un’al-Qaida riabilitata. Oh. E la cosa diventa ancora più sordida. I traditori neoconservatori statunitensi, ardenti sionisti dalla doppia cittadinanza “israeliana”-statunitense e i loro vassalli cristiani, fanno di tutto per far apparire al-Qaida il tizio del quartiere da sostenere ardentemente. I sionisti in Palestina li curano, li armano e li riforniscono, per non parlare degli interventi occasionali quando l’Esercito siriano sta per spazzarli via, come nel Qalamun o nel Golan. Il Qatar cerca disperatamente di cambiare il modo con cui Jabhat al-Nusra si presenta al mondo. Se ricordate, Nusra è il franchise di al-Qaida in Siria fedele ad Ayman al-Zawahiri e guidato da Abu Muhamad al-Julani. Finora, per motivi ideologici/teologici, il capo di Nusra non ha ingoiato l’esca tossica che il Qatar gli esibisce, preferendo attenersi alla tossicità della sua interpretazione blasfema dell’Islam. E quando si aggiunsero Gran Bretagna e Francia, fu ancora più complicato. Entrambi i Paesi, non volendo accettare la retrocessione nel cassonetto della storia, cercano di trovare il modo di restaurare i vecchi imperi. Ai traditori di carriera come gli hashemiti di Giordania, un premio come la Siria per mantenere la stentata e fallita idea di Stato governato da una dinastia di second’ordine fallita, lusinga. Dopo tutto, non sarebbe bello avere un regno giordano allargato e doverosamente al servizio degli interessi di Parigi e Londra? Ancora? E così, inglesi e francesi recuperarono il loro vecchio modo di schierarsi con i terroristi, che la stampa occidentale convenientemente chiama “ribelli”, “combattenti”… e la lista continua ad nauseam.
Ma ciò che Obama non può capire è che Russia e Iran sono strategicamente impegnate sulla longevità del governo di Assad, sia pure per ragioni diverse, e a volte per gli stessi motivi. I due Paesi hanno chiarito che non ci sarà alcun “cambio di regime”. Questo dovrebbe bastare come dimostrazione della difficoltà che Stati Uniti ed alleati affronteranno tentando di bloccare il gasdotto, difendere lo Stato colono sionista o ampliare il regno hashemita. Con l’Iraq che ora si coordina con la Siria, Obama potrebbe, quanto meno, smetterla di mascherarsi da uomo della pace e diventare un logico spassionato. Niente da fare. La Russia ha appena consegnato i cruciali aerei MiG-31B Foxhound alla Siria. Ho già scritto che la Siria ha due squadriglie di questi avanzatissimi intercettori, ora attivati fisicamente e contrattualmente per affrontare la crescente minaccia del tiranno folle e disperato della Turchia. Altri missili antiaerei S-300 e batterie di Iskender sono stati consegnati in risposta alle provocazioni turche. Obama avrebbe potuto aver successo se non fosse il buono a nulla che è. Schiavizzato dai sionisti pieni di soldi, il partito politico dipende dal supporto sionista, dai media impegnati nell’agenda sionista, da personalità prive d’indipendenza ed alleati motivati solo dalla baldanza sionista, e il desiderio di lasciare l’eredità del non intervento è divenuto la satira di tutto ciò che sognano tali pagliacci. Invece di lasciare l’incarico senza guerre in attivo, lo lascerà con più guerre all’orizzonte che il successore, e l’umanità, potranno immaginare. La sua presidenza è un fallimento per ciò che avrebbe o non avrebbe potuto fare.0822_syria-assadTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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