I padroni sauditi di John McCain

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 25/05/2016johnmccain-alqaedasyria-copyJohn McCain non riesce a credere ai sondaggi che mostrano che solo il 35 per cento dei suoi camerati repubblicani dell’Arizona crede che faccia un buon lavoro al Senato degli Stati Uniti. Le primarie repubblicane per il Senato mostrano McCain in seria difficoltà nel suo partito contro il senatore dello Stato Kelli Ward. McCain ha deriso Ward chiamandolo “Chemtraill Kelli” perché aveva sollevato interrogativi sulle attività del governo degli Stati Uniti nella “geo-ingegneria” seminando nell’atmosfera sostanze che alterano il clima. Quando si tratta di “complotti” Ward non è da meno di McCain, il cui istituto non-profit, col suo nome, ha accettato una donazione di 1000000 dollari dall’ambasciata saudita, questo marzo. McCain è stato uno dei pochi senatori degli Stati Uniti ad esprimere gravi riserve sul passaggio al Senato del Justice Against Sponsors of Terrorism Act (JASTA) che consentirebbero alle vittime del terrorismo di Stato di citare in giudizio i governi coinvolti in tali atti. La normativa è chiaramente rivolta contro l’Arabia Saudita per il ruolo di membri chiave del suo governo negli attacchi dell’11 settembre 2001. McCain ha detto di temere che la legge allontani l’Arabia Saudita e mini le alleanze degli USA in Medio Oriente. McCain ha sepolto la testa sotto la sabbia saudita nel caso del sostegno dei sauditi a terroristi di ogni colore, al-Qaida, Stato Islamico dell’Iraq e Levante (SIIL), Fronte al-Nusra e taliban in Pakistan e Afghanistan. McCain ha anche agito per garantirsi che l’amministrazione Obama non declassificasse le 28 pagine chiave dell’inchiesta congiunta del 2002 del Congresso sul fallimento dell’intelligence che comportò gli attacchi dell’11 settembre. Vuole fortemente che le 28 pagine rimangano classificate perché implicano chiaramente i vertici del governo saudita nel supportare i dirottatori arabi negli Stati Uniti. Nel 2014 McCain in realtà ne elogiò uno, che secondo la relazione parlamentare congiunta avrebbe dato aiuto materiale ai dirottatori, l’ex-ambasciatore saudita negli Stati Uniti principe Bandar bin Sultan. Apparendo sulla CNN, McCain proclamò, “Grazie a Dio per i sauditi e il principe Bandar”. Nello stesso tempo la Fondazione McCain Institute, ramo senza scopo di lucro per la raccolta di fondi del McCain Institute for International Leadership nell’Arizona State University, ricevette una donazione di 1 milioni di dollari dalla Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita a Washington, DC.
john-mccain-senator Per l’Arabia Saudita, McCain è il suo uomo. Come presidente della potente Commissione Servizi Armati del Senato, McCain è la chiave di volta nella vendita di armamenti avanzati degli Stati Uniti a sauditi e Stati del Golfo alleati. C’è poca trasparenza tra McCain e sauditi sulle questioni mediorientali. McCain ha sostenuto attivamente l’intervento militare degli Stati Uniti nella guerra civile siriana dalla parte delle forze jihadiste. McCain entrò illegalmente in territorio siriano dalla Turchia per incontrare i capi dei terroristi siriani, tra cui alcuni affiliati a SIIL e al-Qaida. McCain elogia anche la campagna genocida saudita nello Yemen contro i ribelli huthi. McCain in realtà ha detto che lo Yemen avrebbe affrontato un destino ancora peggiore se l’Arabia Saudita non interveniva nella guerra civile, lodando gli “sforzi” del re saudita Salman nello Yemen, mentre si scaglia contro il Presidente siriano Bashar al Assad per aver commesso “atrocità” contro il popolo siriano. McCain non tiene conto del fatto che i sauditi commettono un genocidio nello Yemen, con una campagna che colpisce volutamente ospedali, orfanotrofi, mercati affollati e moschee. McCain è un forte sostenitore a che Arabia Saudita e Israele decidano congiuntamente il futuro degli USA in Medio Oriente. McCain sottoscrive essenzialmente il mito dei guerrafondai neo-conservatori che gli USA debbano sostenere gli alleati problematici Riyadh e Gerusalemme, così come il governo neo-ottomano della Turchia, per garantirsi la posizione nel Medio Oriente. Tale posizione non solo ha fatto guadagnare all’“Istituto” di McCain presso l’Arizona State University un milione di dollari sauditi, ma le sue casse elettorali sono state saziate dal generoso contributo del fondo avvoltoio del miliardario sionista Paul Singer e della NORPAC, nota società di lobbying che rappresenta gli interessi del governo israeliano. Dopo che il contributo di 1 milione di dollari all’Istituto McCain è stato reso pubblico, McCain, con tipica esplosione sconclusionata, sostenne che non ha nulla a che fare con l’istituto col suo nome. McCain non sa così nulla dell’istituto col suo nome da ospitarne personalmente un convegno annuale nella sua residenza a Sedona, Arizona, partecipando al Sedona Forum del McCain Institute, conclave privato che attirò l’ex-primo ministro inglese Tony Blair, l’ex-segretaria di Stato e presunta candidata presidenziale del Partito democratico Hillary Clinton e l’attrice Demi Moore. McCain ne sa così poco del suo istituto che nel 2014, l’anno in cui l’istituto ricevette il milione di dollari dai sauditi, McCain vi presiedette una sessione sul Medio Oriente con Clinton e il vicesegretario di Stato William Burns. L’insistenza di McCain a non avere nulla a che fare con l’Istituto McCain è smentita dal consiglio di amministrazione pieno di suoi compari, tra cui Rick Davis, presidente nazionale delle campagne presidenziali di McCain nel 2000 e 2008; Lynn Forester de Rothschild, CEO della Rothschild Investment Company LLC; Jeff Immelt, presidente della General Electric; l’ex-CEO di Telstra Solomon Trujillo, che raccolse centinaia di migliaia di dollari per le campagne di McCain, in gran parte considerati “fondi neri”; l’ex-senatore ed arci-neocon Joseph Lieberman, il disgraziato e condannato ex-direttore della CIA e generale in pensione David Petraeus; Don Brandt, presidente della commissione finanze per la campagna del 2016 per la rielezione al Senato di McCain; e Dave Berry, Bob Diamond, Sharon Harper, tutti ricchi membri della Commissione finanze per la rielezione di McCain nel 2016. L’istituto McCain ha anche ricevuto lucrose donazioni da aziende con interessi in Medio Oriente, tra cui Chevron e General Electric. Attraverso la lobby BGR di Washington, l’“Istituto” di McCain ha anche beneficiato di donazioni da Raytheon e Reale Centro Studi e Affari Mediatici saudita. McCain è ora noto come “il senatore Tutto esaurito” presso gli elettori dell’Arizona. McCain, però è peggiore della maggior parte dei politici “in vendita”. Nel suo caso ha adottato la politica di accontentare coloro che parteciparono al peggiore attentato mai commesso sul suolo statunitense.
I marinai che prestarono servizio sull’USS Forrestal, stazionante nel Golfo del Tonchino nel 1967 quando la portaerei subì l’incendio più grave nella storia della marina statunitense, sostengono che fu McCain, eseguendo un pericoloso “avvio bagnato” del motore del suo aviogetto, a causare una serie a catena di esplosioni. McCain si guadagnò il soprannome di “Johnny Avvio Bagnato” per le sue buffonate nella cabina di pilotaggio. Solo il trasferimento immediato di McCain sull’USS Oriskany, su ordine del padre, l’ammiraglio John McCain, lo salvò dal linciaggio dei marinai della Forrestal. Alcuni prigionieri di guerra incarcerati con McCain ad Hanoi, in seguito rivelarono che McCain era noto come “uccello canterino” per come cantava per i suoi secondini nordvietnamiti, fornendogli volentieri sei mesi di futuri piani di bombardamenti statunitensi sul Vietnam del Nord. McCain, come senatore, fu uno dei “Keating Five”, i cinque senatori degli Stati Uniti che accettarono tangenti e prestiti da Charles Keating, in cambio di manovre politiche che portarono al crollo del mercato del risparmio e prestito degli Stati Uniti. Il senatore “Tutto esaurito” McCain è stato un grande rappresentante nel Senato. Tuttavia, non ha rappresentato il popolo dell’Arizona, ma Casa dei Saud, SIIL, al-Qaida, Chevron e ogni truffatore e gangster che gli riempie le tasche da decenni.McCain_Hillary_WarrenLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

George Soros è collegato al terrorismo

Soros è un importante sostenitore di Hillary Clinton
Wayne Madsen, Infowars 23 maggio 2016

cia_clandestine_ops_v139_400xIn un’epoca di continue “false flag” terroristiche, un documento Top Secret della Central Intelligence Agency, il National Intelligence Daily del 4 febbraio 1987, suggerisce un legame tra George Soros e un attentato terroristico nell’ex-Cecoslovacchia.
Nel 1986-1987 si videro i primi effetti della glasnost di Mikhail Gorbaciov che entrava in vigore in Europa orientale. George Soros, la cui speculazione monetaria ne fece uno dei pochi vampiri di Wall Street a sfruttare finanziariamente il “crash dell’ottobre 1987”, cominciò ad approfittare della situazione in Europa orientale. Due settimane dopo il “Lunedì nero” del 1987, Soros cortocircuitò il dollaro statunitense col suo Quantum Fund che chiuse con un guadagno del 13 per cento. Soros riciclò il denaro presso dei gruppi in Europa orientale, i cui fondi della CIA erano chiamati “cash kosher”. Soros voleva indebolire i governi comunisti di allora. Uno dei primi obiettivi fu la Cecoslovacchia. Soros, che aveva già legami con la CIA avendo partecipato e finanziato vari gruppi della CIA, tra cui il Council on Foreign Relations, inviò molto contante a gruppi di pressione “pro-democrazia” come Charta 77 in Cecoslovacchia o Solidarnosc, ora noti come null’altro che facciate della CIA. Infatti, la Fondazione Charta 77 ricevette un terzo dei finanziamenti da Soros, e una notevole quantità del finanziamento residuo da enti legati alla CIA come il National Endowment for Democracy (NED). Soros iniziò ad infiltrasi in Europa orientale nel 1984, quando la sua Fondazione di New York firmò un accordo con l’Ungheria per creando la Fondazione Soros di Budapest. Infine, la Fondazione Soros di Budapest si fuse con il fronte della guerra fredda della CIA a Parigi, la filiale francese del Congresso per la libertà della cultura. Il campionario di “rivoluzioni” a tema di Soros con la pratica della piazza “non violenta” ha spesso portato i gruppi di Soros a commettere violenze. Questo s’è visto a Kiev, Tbilisi, Caracas, Cairo, Sana e Damasco. Agenti e soldi di Soros inondarono la Cecoslovacchia a sostegno di Carta 77 e dei capi Vaclav Havel e Karel Schwarzenberg dell’opposizione ceca a Vienna.
Soros alzò la posta contribuendo a finanziare attentati terroristici in Cecoslovacchia? Il rapporto della CIA afferma che “il recente attentato al quartier generale del Partito Comunista cecoslovacco a Ceske Budejovice e i successivi attentati ad edifici del partito in altre città allarmavano le autorità, aumentando la sicurezza delle strutture nel Paese a livelli senza pari (scriveva la fonte delle informazioni della CIA)“. La CIA rivela che l’allora governo di Praga accusò agitatori stranieri che agivano tramite “bande giovanili”. I principali finanziatori dei gruppi di agitazione giovanili contro il governo comunista, all’epoca erano Soros e NED. La domanda resta: George Soros autorizzò atti di terrorismo contro il governo cecoslovacco? Se è così, perché Soros non è in carcere per favoreggiamento del terrorismo in Europa? L’analisi della CIA degli attentati terroristici concluse che le violenze fossero opera di un “gruppo estero”. Ancora una volta, il dito puntava su Soros. Un intero paragrafo della relazione sugli attentati cecoslovacchi è ancora censurato dalla CIA, che riteneva che gli attentati furono attuati per mobilitare la popolazione cecoslovacca “di solito apatica”. La CIA ha una sua sordida storia nel risvegliare le popolazioni apatiche con l’utilizzo di attentati terroristici false flag. Soros è un importante contribuente della campagna di Hillary Clinton. Le possibili attività di Soros nel 1986 e 1987 possono finalmente dimostrare che la campagna di Clinton è finanziata dal cassiere del terrorismo.30634_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Austria infelix: conservatorismo e puzza di frodi?

Jacques Sapir, Russeurope 24 maggio 2016hofer-van-der-bellenUna prima analisi dei risultati delle elezioni presidenziali in Austria conferma le riflessioni fatte a caldo sul peso del “conservatorismo” degli elettori. Ma apre anche le porte al sospetto di frodi. Ecco di cosa si tratta. I risultati ufficiali sono questi:
Risultati ufficiali riportati dal Ministero degli Interni austriaco

                                                 1° turno       2° turno        variazione     variazione in percentuale
Voti al seggio                      3.744.396       3.731.832        -12,564                                 -0,34%
Voti per posta                         534.774          746.110         211.336                                 28,33%
Totale                                   4.279.170        4.477.942       198.772                                  4,44%
Percentuale
del voto per posta                 12,5%         16,7%

Le conclusioni che si possono trarre da questa tabella sono: “C’è il forte aumento dei voti per posta. Ora questi elettori sono generalmente di due categorie, austriaci residenti all’estero (espatriati, pensionati) e austriaci nelle case di cura. Eppure è questo voto che ha permesso la vittoria del candidato “verde”, perché l’FPO (populista) ha avuto la maggioranza nei risultati “nel seggio elettorale” (52%). Non riuscendo a sapere la percentuale di voti utili “non residenti”, si può ragionevolmente ipotizzare che i voti supplementari provengano dalle case di cura. Il voto per posta ha favorito nelle elezioni precedenti l’OVP conservatore. Questi elettori, se hanno espresso “liberamente” il voto, sono quelli dalla maggiore probabilità di esprimere un riflesso “conservatore”, confermando l’analisi della nota precedente [1]. Ciò distrugge la tesi mediatica della mobilitazione dei giovani laureati, come gentilmente riportato dai media (il telegiornale delle 20 su Fr2) che, ovviamente, votano al seggio elettorale. Tuttavia, la partecipazione nei seggi, in realtà, non s’è contratta leggermente tra i due turni? Ma potrebbe evocare un’ipotesi sgradevole. Sapendo che tale voto è espresso anziani, persone in qualche modo vulnerabili psicologicamente, è ragionevole che un sospetto di pressioni su questa categoria di elettori sia evocato. Dato l’esiguo margine del candidato dei “verdi”, non è impossibile che la pressione su un gruppo vulnerabile di elettori abbia distorto l’esito delle elezioni presidenziali. Un accenno cui Spiegel fa eco il 24 maggio.van-der-bellen[1] J. Sapir, “Le lezioni d’Austria”, RussEurope 23 maggio 2016

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esperienza del primo attacco

Piazzare i valori democratici occidentali ha distrutto il Medio Oriente
Valerij Gerasimov; VPK, 18/05/2016 – South Front398620_originalLa regolamentazione legislativa dell’uso della forza militare russa nella lotta al terrorismo, si basa sull’esperienza di fine 20° e inizio 21° secolo, nelle operazioni antiterrorismo nella regione del Caucaso settentrionale. Oggi nessuno dubita che la Russia abbia affrontato non un gruppo di separatisti, ma una forza ben organizzata e generosamente finanziata, sostenuta da elementi terroristici stranieri, nel proprio Paese. La potenza militare è stata utilizzata contro aggressioni estere ed ha avuto il mandato per operazioni contro bande criminali nel territorio nazionale. Numerosi governi hanno anche scatenato la guerra delle informazioni contro la Russia. Abbiamo ripreso gli eventi del primo attacco terroristico e giunti a diverse conclusioni. In primo luogo, le Forze Armate devono essere preparate a tale lotta. In secondo luogo, il terrorismo va colpito attivamente nelle prime fasi della formazione e non dobbiamo permettere che la sua ideologia si diffonda e occupi nuovi territori. In terzo luogo, il terrorismo non può essere eliminato senza l’uso della forza militare, solo essa porta alla vittoria. Per trionfare in questa lotta è necessario unire le risorse politiche, finanziarie, ideologiche e informative del governo.

La democrazia sotto scorta
Parlare delle cause del terrorismo internazionale richiede la distinzione di alcuni aspetti. Indubbiamente, le condizioni per la sua crescita sono generate dalle situazioni difficili di alcuni popoli, come ad esempio la mancanza di opportunità di sviluppo e di prospettive per uno standard di vita dignitoso. L’ideologia radicale capitalizza su questi problemi, con conseguenti organizzazioni illegali come al-Qaida e Stato islamico. L’intervento di Stati esteri negli affari delle nazioni sovrane si materializza come altra causa della minaccia terroristica. I tentativi dell’occidente d’imporre i propri valori su Paesi con propri fondamenti spirituali e tradizioni culturali, favoriscono inevitabilmente risultati negativi. La creazione artificiale di tali ideali alieni ha già devastato Nord Africa e Medio Oriente. Gli effetti della “primavera araba” hanno creato una crisi migratoria in Europa. La Libia, dove il Presidente Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento militare della NATO, ha praticamente cessato di esistere come Stato unito, diventando un precursore dell’avanzata di SIIL e altri gruppi terroristici. L’occupazione dell’Iraq, l’assassinio del suo leader politico e la “democratizzazione” del Paese con le baionette hanno creato lo SIIL, con ex-membri provenienti dalle élite politiche dei Paesi colpiti, in grandi regioni dell’Iraq. La terza causa della recrudescenza del pericolo terrorista spetta a quei governi che trovano vantaggioso utilizzare i servizi di organizzazioni radicali per aggiungere i loro obiettivi politici, distruggendo quegli Stati che anche non fossero democratici, incarnano la stabilità. In seguito emergono dalle ombre i mandanti, e i banditi clandestini avanzano coprendo vasti territori e formandosi una base economica, generando un quasi-struttura che suscita destabilizzazione della regione e costituisce una minaccia per tutta l’umanità civilizzata.

Su basi lecite
La Siria, dove il processo di destabilizzare e rovesciamento del governo legittimamente eletto continua con le stesse tecniche utilizzate altrove, è un ottimo esempio. L’instabilità è iniziata con proteste organizzate ed informazioni alimentate da fonti estere. Poi scoppiarono gli attentati contro le forze dell’ordine e i rappresentanti delle autorità; inoltre, la massa degli attacchi terroristici fu supportata da organizzazioni occulte. A metà dell’anno, la situazione era critica. La domanda di preservare la Siria come Stato sovrano era sul tavolo. Un cambio di potere avrebbe significato la frammentazione inevitabile del Paese sotto la bandiera degli estremisti etnico-religiosi. Gli sviluppi dello scenario in Libia illustravano il processo di un altro Paese prosperoso divenire terreno fertile del terrorismo minacciando la stabilità dell’intera regione. Di conseguenza, in Medio Oriente si formava una chiara minaccia per la sicurezza nazionale della Russia. Secondo le nostre stime, SIIL e altri gruppi terroristici avevano arruolato 4500 cittadini della Federazione Russa e di altri Paesi della CSI all’inizio del 2015. Non è difficile prevedere dove questi terroristi avrebbero concentrato i loro sforzi una volta caduto il regime di Assad. In tali circostanze, il Presidente della Russia, in risposta alla richiesta ufficiale di Damasco, ha deciso di utilizzare le Forze Armate per condurre operazioni antiterroristiche nel territorio della Repubblica araba siriana. Fu approvato anche dal Consiglio della Federazione. Anche in questo caso, si parla di partecipazione militare nella lotta al terrorismo, non d’intervenire negli affari di un altro Stato o sostenere una corrente religiosa radicale. Le nostre unità operano legalmente in Siria, su richiesta del governo, lo stesso non si può dire della coalizione statunitense che de iure viola tutti i canoni del diritto internazionale. Dal 30 settembre 2015, l’Aeronautica russa ha fornito supporto aereo contro obiettivi terroristici. Gli obiettivi sono scelti secondo informazioni attendibili, confermati dai velivoli senza equipaggio e solo dopo attenta selezione, l’obiettivo viene scelto. Allo stesso tempo, non abbiamo colpito scuole, ospedali o moschee, anche se sappiamo che alcuni di tali edifici vengono utilizzati dai terroristi come depositi di armi. Oltre ad attacchi aerei, le Forze Armate russe in Siria hanno risolto altri problemi. I nostri consiglieri aiutano i comandanti militari siriani nella preparazione delle operazioni militari contro le forze terroristiche e sono coinvolti nell’addestramento di unità di riserva, così come nella loro formazione.

Ankara non segue
Nel facilitare le operazioni dell’Aeronautica russa in Siria, una particolare attenzione è rivolta ad impedire conflitti sul Paese. Nonostante l’arresto della cooperazione militare tra Stati Uniti e Russia, l’interesse reciproco ha garantito preparazione e firma del memorandum bilaterale per evitare incidenti sui cieli della Siria. In futuro, il rispetto delle regole delineate in tale accordo richiederà che tutti i partecipanti della coalizione guidata dagli Stati Uniti creino i canali necessari per la cooperazione operativa con la Russia. A Baghdad, la coalizione Iraq, Iran, Siria e Russia funge da centro di informazione per l’intelligence antiterrorismo. Questa coalizione agisce come riuscito meccanismo dell’interazione tra i ministeri della Difesa di Russia e Israele nel quadro della cooperazione per impedire incidenti in Siria. A seguito della dichiarazione del 27 febbraio di Stati Uniti e Russia, le Forze Armate hanno ulteriori attività correlate alla cessazione delle ostilità, espansione delle operazioni umanitarie e liberazione di insediamenti e territori. Sull’aeroporto di Humaymim abbiamo istituito il Centro per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria. L’organizzazione è attivamente coinvolta nell’attuazione degli accordi raggiunti, in collaborazione con una struttura simile appoggiata dagli USA ad Amman e alla Task Force di Ginevra. Oggi, un ruolo fondamentale delle Forze Armate russe in Siria spetta nella promozione della riconciliazione tra le maggiori forze militari e l’avvio dei processi politici nel Paese. Tuttavia, uno dei fattori destabilizzanti che conserva un impatto significativamente negativo è la vendita di armi, munizioni, e farmaci di Ankara ai terroristi. Gli ospedali in Turchia continuano a curarli.
In conclusione, eseguiamo le nostre operazioni con la consapevolezza che il destino di un Paese, del suo sistema politico e di chi vi detiene il potere devono essere decisi dal popolo di quel Paese. La Siria deve mantenere la propria autonomia e grazie agli sforzi della cooperazione multinazionale, rimarrà uno Stato laico.1030398751Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Yara, il vero omicidio, Bossetti capro espiatorio

Bisogna essere sempre vigili e consapevoli, perchè finire nel mirino di magist-ratti, giudici e inquirenti corrotti e collusi, può riguardare tutti, soprattutto in Italia:

Yara: Cani molecolari e arresto di un innocente per proteggere i potenti

Yara è morta in palestra ecco il video

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