Segnali di pericolo: l’artificiosa rivoluzione macedone in corso

Phil Butler New Eastern Outlook 25/04/2016Macedonia-Protests-1Skopje, in Macedonia, è in subbuglio, l’ultimo obiettivo della crisi e del cambio di regime creato in Europa. Migliaia di persone sono scese per le strade in dissenso per la grazia del Presidente Gjorge Ivanov verso alcuni funzionari. Come abbiamo visto in Ucraina e altrove, il vecchio gioco della Guerra Fredda continua. Una nazione all’apice della crisi occidentale contro l’est che potrebbe presto combattere, non per la libertà, ma per diventare l’ennesima pedina di un gioco mortale. Il lettore più attento non sarà sorpreso dal trovare volti familiari nella folla in fermento che circonda un governo. I macedoni vengono trascinati in un vortice da cui non potranno mai uscire. Ecco un altro sguardo su come Stati Uniti e alleati hanno truccato la scacchiera. “Il potere non è un mezzo, è un fine. Non instaurare una dittatura per salvaguardare la rivoluzione; ma fare la rivoluzione, per instaurare la dittatura“. George Orwell
Trovare i loghi dell’Open Society Foundations di George Soros in Macedonia, e quello dell’USAID accanto non dovrebbe sorprendere chi studia il caos mondiale di questi giorni. Entrambe le entità collaborano offrendo borse di studio per acquistare una nuova legione di studenti “compiacenti” e futuri capi della Macedonia. Il piano per la società civile in Macedonia è la testimonianza di come il sistema di Soros e colleghi s’è attivato in tutte le repubbliche ex-sovietiche. Se l’Open Society Foundations di Soros non può essere accusata di corruzione palese, “comprare” l’amore della gente in queste nazioni certamente lo dimostrerebbe. Attraverso iniziative e partnership come quella della Youth Educational Forum (YEF), l’edificio politico di Soros in Macedonia si rispecchia in ciò che ho già indicato in Lettonia, Georgia e Libia. E’ dovuto alla manipolazione sociale se vediamo giovani sostenere l’ulteriore americanizzazione, quando decenni di UE e influenza occidentale non hanno portato nulla alla Macedonia. Il PIL del Paese rimane basso, uno dei più bassi dei Paesi in via di sviluppo in Europa e Asia. Ancora una volta, Soros e il dipartimento di Stato degli Stati Uniti sono immersi fino al collo nel controllo dei regimi. Il Presidente Gjorge Ivanov che guarda a Mosca è al centro dell’attuale caos in Macedonia, e agli alleati dell’UE travolti dal disastro dei rifugiati serve il momento opportuno per siglare il destino della Macedonia. La lettera del 14 aprile delle 84 organizzazioni guidate dall’Open Society Foundation al Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, urla eversione nella mia mente. Ramadan Ramadani, membro del Consiglio dell’Open Society Foundation è in prima linea nel movimento, e l’elenco dei partner dell’organizzazione di Soros è ampio e radicato, così come in altri Paesi in crisi. I manifestanti davanti l’edificio del governo macedone sono in effetti istigati dai partner dei tentativi macedoni di Soros. L’elenco comprende; Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale – USAID, Missione UE in Macedonia, Direzione dello sviluppo e cooperazione – DSC, Fondazione dei Bambini Pestalozzi – Svizzera, Fondo per l’Istruzione dei Rom – Ungheria e Istituto per la politica europea di Berlino. Ancora una volta troviamo i cospiratori intrecciati con i beneficiari inconsapevoli della rete delle fondazioni di Soros. Grazie ai miliardi degli hedge funds, Soros ha creato tali reti per il cambio nelle “società aperte”, con Soros azionista di maggioranza, e altri investitori e partner che si fanno carico del resto del finanziamento. L’organizzazione non fa mistero della “fase auto-sostenibile” che ogni piano deve raggiungere. E’ interessante e un po’ deprimente che il contingente in Macedonia dei tentativi di Soros-USAID abbia forse involontariamente rivelato altre operazioni. Forse a causa della barriera linguistica isolante dell’organizzazione? Comunque l’Open Society Foundation in Macedonia delinea chiaramente i settori d’influenza e sono; istruzione, informazione, sanità, media, riforma della pubblica amministrazione, legge, Programma Est-Est: Partnership Cross Border, programma della società civile e Programma Promozionale Regionale della Ricerca (RRPP). Citando le pagine dei “media” delle fondazioni si riconoscono noti inquilini. L’obiettivo principale dell’aspetto mediatico si prefigge:
– di migliorare il dibattito informato su temi relativi all’UE e contribuire alla promozione dei valori dell’UE;
– garantire la copertura mediatica delle problematiche connesse all’adesione all’UE, elezioni, contenziosi sull’adesione con la Grecia e la NATO;
– monitorare e sostenere lo sviluppo del quadro giuridico e normativo adeguato ai media e monitorarne l’attuazione in conformità con gli standard internazionali, compreso il funzionamento degli organismi di regolamentazione competenti;
In conclusione, struttura, forza, sostegno e completezza dei fili delle ONG corporativo-governative sono tirati da dipartimento di Stato, ambasciata del Regno Unito, Soros e altri componenti, rendendo relativamente impotente qualsiasi vera forma di democrazia libera nella regione. Se la grazia o meno del Presidente Gjorge Ivanov ai funzionari elettorali indagati aggrada, è l’aspetto meno importante per i macedoni rispetto alla grande cospirazione per controllare i cittadini e la società. Le operazioni di Soros e dell’USAID, che operano sotto la copertura della filantropia e dell’altruismo, sono machiavelliche fino alle estreme conseguenze. Come ho già mostrato in altri esempi, ONG ed egemonia degli Stati Uniti giocano molto sporco per dominare. Vorrei mettere in guardia il popolo della Macedonia almeno indagando sulle mie affermazioni.687474703a2f2f72656470696c6c74696d65732e636f6d2f77702d636f6e74656e742f75706c6f6164732f323031352f30352f536f726f732d4d616365646f6e69612e6a7067Phil Butler è ricercatore ed analista politica, politologo ed esperto di Europa orientale, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook” .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il legame tra Fratelli musulmani e Stato islamico

Eman Nabih, Rete Voltaire, Cairo (Egitto) 15 aprile 2016

Fin dalla loro istituzione in Egitto nel 1928, i Fratelli musulmani commisero stragi politiche e tentarono numerosi colpi di Stato. Perciò sono considerati un’organizzazione terroristica nella maggior parte degli Stati arabi. Tuttavia, la fratellanza fu creata dai servizi segreti inglesi, per poi propendere per i nazisti prima di finire nelle mani della CIA. Nel 1978 fornì la maggior parte dei jihadisti arabi che combatterono contro il regime comunista afghano e poi contro l’Armata Rossa. Dal 2004, CIA e dipartimento di Stato hanno cercato di rovesciare i regimi laici arabi e sostituirli con i Fratelli musulmani. Questo piano si realizzò nel 2011 con la primavera araba. Oggi, tutti i gruppi jihadisti sostengono l’ideologia della Fratellanza e tutti i loro capi ne fanno parte.1148850La differenza tra Fratelli musulmani e Stato islamico è l’inganno, principale fattore utilizzato dalla tattica della fratellanza fin quando dominano le articolazioni di un Paese, allora alzano la spada contro gli oppositori. Altri gruppi terroristici come lo SIIL possono essere in disaccordo con le tattiche della Fratellanza mussulmana, perché usano i massacri e l’intimidazione da subito, in modo da avere il pieno controllo di un Paese. L’obiettivo comune di Fratelli musulmani e altri gruppi terroristici come lo SIIL è avere il potere per costruire un impero islamico basato sulle loro disposizioni fasciste che nulla hanno a che vedere con l’Islam o i musulmani moderati. Quando i Fratelli musulmani raggiunsero il potere in Egitto, nominarono jihadisti e terroristi in vari ministeri ed altri divennero consiglieri di Muhamad Mursi l’ex-presidente dell’Egitto. Mursi e i Fratelli musulmani si coalizzarono con i gruppi terroristici e jihadisti, da un lato per sostenere il dominio della fratellanza contro gli oppositori, e dall’altro promisero di applicare la sharia e di lasciare che tali terroristi agissero liberamente nel Paese, senza alcuna sorveglianza dalle autorità dell’Egitto [1].
Egypt+protest+Jul+1+2013La Fratellanza musulmana è la madre di tutti i gruppi terroristici, anche dello SIIL. Hasan al-Bana, fondatore dei Fratelli musulmani, cercò di ripristinare nel mondo islamico il Califfato. Dall’infanzia, al-Bana fu attratto dagli estremisti ostili alla cultura occidentale e al suo sistema di diritti, in particolare i diritti delle donne. Il sogno più grande di al-Bana era restaurare il Califfato islamico. E fu tale sogno, che credeva potesse divenire realtà solo con la spada, che conquistò cuori e menti di una legione crescente di seguaci estremisti. Al-Bana avrebbe descritto, con discorsi infiammati, gli orrori dell’inferno che attendevano gli eretici e di conseguenza la necessità per i musulmani di tornare alle più pure radici religiose, ristabilire il califfato e riprendere la grande e ultima guerra santa, o jihad, contro il mondo non musulmano e gli oppositori musulmani moderati. Al-Bana spiegò le sue idee in un documento importante dal titolo “La via del Jihad”. Sotto la guida di al-Bana, la Fratellanza creò una rete di cellule clandestine, rubò armi, addestrò combattenti, formò squadre di assassini segrete, fondò cellule dormienti di sostenitori sovversivi nei ranghi dell’esercito e della polizia, e aspettò l’ordine a manifestarsi pubblicamente con terrorismo, omicidi e attentati suicidi. Fu durante questo periodo che la Fratellanza trovò l’anima gemella nella Germania nazista. Il Reich offrì ottimi collegamenti per rifornire il movimento, ma il rapporto mediato dalla Fratellanza era più di un matrimonio di convenienza. Entrambi i movimenti volevano conquistare il mondo e dominarlo, ed entrambi i movimenti commisero crimini contro l’umanità. Ciò che ho detto non è una mia opinione personale, ma la storia, per coloro che non la leggono o che l’inventano per un motivo o un altro.
Il legame tra Fratelli musulmani e SIIL non è speculazione, diverse fonti arabe ed egiziane hanno rivelato che il legame tra Fratellanza mussulmana e SIIL è una realtà. Nonostante ciò i Fratelli musulmani negano sempre qualsiasi legame tra la loro organizzazione e le altre organizzazioni terroristiche come lo SIIL. Piaccia o meno, lo si accetti o meno, ciò che è successo e succede ancora in Egitto, Siria, Libia e Iraq, smentisce tale negazione.
Il 6 marzo 2016, il ministro degli Interni egiziano Generale Magdy Abd al-Ghafar annunciava in una conferenza stampa internazionale i dettagli sull’arresto di 48 terroristi della rete di cellule della Fratellanza musulmana, impegnati in diverse operazioni terroristiche in Egitto, e 14 di tali elementi assassinarono il consigliere del procuratore generale egiziano Hisham Baraqat. (Il 29 giugno 2015, una bomba piazzata sulla strada vicina la casa del consigliere Baraqat fu fatta esplodere mentre andava a lavorare. L’esplosione danneggiò 35 auto nella zona, così come gli androni di nove negozi e case. Inoltre furono gravemente ferite 9 guardie di sicurezza del consigliere e civili). Prima dell’assassinio del procuratore generale dell’Egitto, Ansar Bayt al-Maqdis (ramo dello SIIL nel Nord del Sinai), invocò l’assassinio dei membri del sistema giudiziario egiziano, in risposta alla condanna a morte di sei loro terroristi ed anche per la condanna a morte di Muhamad Mursi e altri capi e membri della Fratellanza che commisero massacri e crimini contro il popolo egiziano [2].
Il 27 gennaio 2016, il notiziario al-Bawaba pubblicò i nomi di 30 elementi dei Fratelli musulmani che avevano aderito ai campi dei terroristi in Libia dove furono addestrati a compiere attacchi suicidi in Egitto. I Fratelli musulmani raggiunsero i campi dei terroristi di SIIL e al-Qaida in Libia orientale negli ultimi 6 mesi, venendo addestrati all’uso di armi, esplosivi e autobombe. Al-Bawaba rivelava 30 nomi dei 100 dell’organizzazione dei Fratelli musulmani che avevano raggiunto i campi dei terroristi in Libia e Siria, di SIIL, al-Qaida e sopratutto del gruppo terroristico Murabitun al-Gudud ramo terroristico dell’organizzazione al-Qaida in Libia, per preparare gli elementi della Fratellanza a compiere attentati suicidi in Egitto [3].
In Bahrayn, nel 2012, Nasir al-Fadalah, uno dei principali capi dei Fratelli musulmani, fece un discorso di fronte l’ambasciata degli Stati Uniti a Manama, protestando contro il film che abusava del profeta Muhamad, quando uomini mascherati apparvero dietro Fadalah sollevando la bandiera nera dello SIIL. In quel momento nessuno capì scopo o simbolo di tale bandiera, finché lo SIIL sollevò la stessa bandiera dopo la comparsa in Siria e in Iraq. Dopo che il video fu diffuso in rete, Fadalah commentò che non aveva idea di chi fossero quegli uomini mascherati dietro di lui che sventolavano questa bandiera nera!! Fadallah disse nel suo discorso che coloro che avevano offeso il profeta sarebbero stati colpiti da problemi più grandi di quelli che avevano, e incitò i manifestanti e tutti i musulmani a mostrare ai trasgressori come praticamente i musulmani difendono e amano il loro profeta.
Il 30 agosto 2014, la Sicurezza Nazionale egiziana, in coordinamento con il Ministero degli Interni, arrestò la prima cellula di terroristi dei Fratelli musulmani formata da 3 gruppi che avevano giurato fedeltà al capo dello SIIL [4]. Le autorità arrestarono 8 persone appartenenti al gruppo che commise assassini e molti attentati contro le forze di polizia egiziane nelle città di Bani Suaf, Giza e Sharqiya. Le indagini della Sicurezza Nazionale scoprirono che tale gruppo terroristico si definiva sostenitore della sharia islamica, aveva assassinato 12 agenti di polizia e soldati, pianificato l’uccisione di altri 9 ed aveva elenchi di poliziotti e militari da assassinare. La cellula fu costituita nella piazza Raba [5]. La cellula era formata da 3 gruppi, un gruppo per raccogliere informazioni sui poliziotti presi di mira, il secondo gruppo seguiva gli obiettivi, il terzo gruppo veniva incaricato dell’assassinio, della fabbricazione di esplosivi, preparazione e invio di armi in Libia e Striscia di Gaza. Causa 318 del 2013. Alcuni terroristi arrestati della cellula dello SIIL furono addestrati in Siria dopo esser usciti dalle prigioni con la grazia presidenziale emessa da Muhamad Mursi [6], l’ex-presidente egiziano della Fratellanza musulmana [7].
Il 18 giugno 2014, il Ministero degli Interni egiziano arrestò Mamduh Muhamad Hasan, membro della Fratellanza musulmana che lavorava al Ministero dell’Istruzione egiziano, istigatore di violenze e protagonista dell’attacco alla polizia durante le proteste armate e violente dei Fratelli musulmani. Gli investigatori scoprirono che aveva mappe e documenti che indicavano i legami tra SIIL e Fratelli musulmani per compiere attacchi terroristici in varie parti dell’Egitto.
553455 Il 9 agosto 2014, Zaqy bin Arshid, vice-osservatore generale dei Fratelli musulmani, dichiarò che i Fratelli musulmani respingevano l’affermazione di Obama che gli Stati Uniti non permetteranno ad estremisti e allo SIIL di creare il califfato islamico, e che i musulmani non hanno giurato fedeltà a Obama che decideva chi ha il permesso di governarli. Più tardi, dopo essere stato attaccato per la dichiarazione, Bin Arashid disse che non voleva dire ciò che la gente aveva frainteso della sua dichiarazione, ovvero che sosteneva lo SIIL! La gioventù della Fratellanza musulmana, Asad al-Islam, formò il movimento chiamato Dahis per diffondere l’ideologia jihadista dello SIIL in Egitto [8]. Il movimento Dahis dei Fratelli musulmani rivendicò i recenti attacchi terroristici di via Faysal e via Haram a Giza. Il movimento è formato da 300 membri della gioventù della Fratellanza. Lo SIIL ha reclutato molti giovani dei Fratelli musulmani attraverso le reti sociali, come i movimenti jihadisti dei Fratelli Musulmani in Egitto: Molotov, Ahrar e Jihad islamica egiziana. Tali movimenti dei Fratelli musulmani in Egitto hanno giurato fedeltà allo SIIL. Sabra al-Qasimy, ex-jihadista egiziano rinunciò alle violenze qualche tempo fa e fornì informazioni e dettagli che portarono all’arresto della prima cellula dello SIIL nella città di Sharqiya. Confermò che l’ideologia dello SIIL esiste in Egitto da quando i Fratelli musulmani raggiunsero il potere, e seguaci e sostenitori dello SIIL hanno ricevuto la benedizione di Muhamad Mursi [9].
Le Forze Armate sono in guerra contro il terrorismo nel Sinai, costringendo i terroristi a fuggire nell’alto Egitto e a nascondersi nelle montagne. Al-Qasimy rivelò i nomi dei militanti che guidano i sostenitori dello SIIL in Egitto, come Abu Sad al-Muhagar e Abu Munzayr al-Shanqity che dirigono reclutamento e addestramento. Uno dei capi dello SIIL in Libano, Abu Sayaf al-Ansary indicò che l’organizzazione dello SIIL sarebbe entrata presto in Egitto attraverso suoi sostenitori e i movimenti dei Fratelli musulmani Jihad ed Ansar Bayt al-Maqdis nel Sinai, che avevano giurato fedeltà allo SIIL. Aggiunse anche che quando il califfato islamico sarà imposto con la spada, democrazia, nazionalismo e laicità finiranno. Il principe islamico sarà rispettato e sarà applicata la sharia islamica. (Qui citava il testo di uno dei libri del membro di spicco della Fratellanza musulmana egiziana Sayid Qutb. Nel 1966, Qutb fu condannato per aver pianificato l’assassinio del Presidente egiziano Gamal Abdel Nasser e fu giustiziato per impiccagione). Nabil Naim, ex-capo di un gruppo jihadista in Egitto, rinunciò alle violenze e ora combatte il terrorismo, e il dottor Samir Ghatas, direttore del Centro degli studi strategici del Medio Oriente, ha confermato che vi è un egiziano chiamato Abu Hamza al-Masry che fa da collegamento tra i movimenti jihadisti della gioventù dei Fratelli musulmani in Egitto e il capo dello SIIL Abu Baqr al-Baghdadi. Aggiunse che dopo la rivoluzione del 30 giugno che rovesciò il regime fascista dei Fratelli Musulmani in Egitto, la Fratellanza mussulmana trovò nello SIIL l’ultima speranza per tornare al potere, soprattutto dopo ciò che lo SIIL aveva fatto in Siria, Iraq e Libia.
D’altra parte, Husam al-Awaq, membro dell’esercito di liberazione siriano indicò che il brigadiere Tariq al-Hashimy, uno dei capi dell’organizzazione in Iraq, incontrò Usama Rushdy, uno dei capi dell’organizzazione internazionale della Fratellanza musulmana, circa due mesi prima ad Istanbul, e raggiunse un accordo sul sostegno “ai jihadisti in Egitto”. Al-Awaq confermò il modo in cui i giovani della Fratellanza vengono reclutati in Egitto, lo stesso modo con cui vengono reclutati in Siria. Inoltre al-Awaq spiegò che Hiqmat Yuzu dell’intelligence del Qatar, gestisce l’acquisto di armi per lo SIIL. Yuzu era sorvegliato al confine turco dalla metà del mese precedente.
Il 13 agosto 2014, il giornale Vetogate pubblicò un articolo sulla visita riservata di uno dei principali capi dei Fratelli musulmani in Iraq ad Abu Baqr al-Baghdadi, il capo dello SIIL [10]. I Fratelli musulmani offrirono allo SIIL ogni supporto, tra cui finanziamenti oltre a una mediazione e a garanzie che gli Stati Uniti non avevano intenzione d’interferire negli affari interni dell’Iraq e di non voler lanciare alcun attacco militare contro lo SIIL in Iraq. I Fratelli musulmani si offrirono anche di facilitare l’ingresso di elementi dello SIIL nel territorio egiziano, attraverso i confini occidentali e meridionali dell’Egitto. In cambio lo SIIL aiutava i Fratelli musulmani a raggiungere di nuovo il potere in Egitto fino a controllare tutte le articolazioni del Paese. Abu Baqr al-Baghdadi il capo dello SIIL, rifiutò l’offerta dei Fratelli musulmani, compreso il sostegno finanziario, ma si mostrò d’accordo ad aiutare i Fratelli musulmani a raggiungere il potere di nuovo in Egitto, a condizione della fedeltà dei Fratelli musulmani verso di lui quale grande califfo dei musulmani (il capo degli Stati musulmani), e che lo SIIL divenisse partner dei Fratelli musulmani al governo in Egitto. L’articolo rivelò che i Fratelli musulmani rifiutarono totalmente tale accordo con al-Baghdadi.
Il seguente video pubblicato su YouTube nell’agosto 2014, mostra un gruppo di uomini armati mascherati che si definisce “brigata Halwan” in Egitto, sostenendo di non appartenere alla Fratellanza mussulmana, di essere stufi della sua politica di pace, ma nonostante questo innalzavano il simbolo dei Fratelli musulmani della Raba (le 4 dita), aggiungendo che si sarebbero vendicati delle Forze Armate e della polizia egiziane. Nel video minacciavano il popolo egiziano di massacrarlo assieme alle Forze Armate e di polizia. Dicendo anche che se gli egiziani pensano che le Forze Armate li proteggeranno, si sbagliano. Minacciavano imminenti attentati molto feroci, esplosioni, massacri e bombardamenti in tutto il Paese. La Sicurezza Nazionale egiziana in coordinamento con il Ministero degli Interni riuscì ad arrestare tali terroristi a fine agosto 2014. Gli investigatori scoprirono che i terroristi nel video erano ricercati per omicidio di poliziotti e aver partecipato a proteste violente della Fratellanza e di attentati con esplosivi e bombe in diverse zone dell’Egitto, oltre a bruciare proprietà pubbliche. I terroristi ammisero che il capo dei Fratelli musulmani Ayman Abd al-Ghany, fratello di Qayrat al-Shatir, vicecapo generale della Fratellanza mussulmana in Egitto, li finanziò per compiere attacchi terroristici in Egitto contro civili, forze armate e di polizia, e anche per filmare il video. Il capo di questi terroristi, di nome Magdy A. e soprannominato Magdy, confessò di aver aderito all’organizzazione dei Fratelli musulmani dopo che Mursi era diventato presidente dell’Egitto. Disse anche che fu finanziato e armato da altri capi della Fratellanza musulmana per compiere attacchi terroristici e filmare altri video, in modo da distrarre le forze di sicurezza e distorcere l’immagine dell’Egitto nel mondo per dimostrare che le Forze Armate e la polizia dell’Egitto non potevano proteggere il Paese, indicando che il terrorismo si diffondeva in Egitto. Altri terroristi confessarono che i capi della Fratellanza musulmana volevano tenere lontano le forze di sicurezza e distrarle con il nuovo gruppo armato apparso nel video, per commettere altri attacchi terroristici in altri settori vitali.
Al-Qaeda-Flags-EgyptLo SIIL si diffonde in tutto il mondo: Damas e al-Batar sono i rami dello SIIL in Libia, Marocco e altri Paesi arabi come Tunisia, Siria, Yemen e Algeria, e come Ansar Bayt al-Maqdis e i movimenti jihadisti dei Fratelli musulmani in Egitto. Il piano dello SIIL è diffondersi e ampliarsi per creare un emirato islamico su Iraq, Siria, Quwayt, Giordania ed Egitto. In relazione alla diffusione internazionale, lo SIIL fu raggiunto da molti stranieri dei Paesi europei che aderivano alla Jihad dello SIIL in Siria, Iraq, Somalia, Nigeria e Mali. Molto probabilmente formeranno un organismo equivalente al ritorno in Europa per avviare la Jihad contro la propria gente in Europa. Nonostante ciò lo SIIL è formato da quindicimila militanti ed ha sequestrato molte armi e munizioni, controlla alcuni campi petroliferi in Iraq, e la banca centrale di Mosul, dopo aver sequestrato circa 429 milioni di dollari. Un gruppo di mercenari come lo SIIL non può vincere alcuna battaglia contro Paesi, popoli ed eserciti ben attrezzati e qualificati nel mondo, ma non va sottovalutata la grande minaccia e il pericolo che tali terroristi rappresentano, se riuscissero ad avere il pieno controllo di un solo Paese arabo, come Iraq, Libia o Siria. Iraq e Libia in particolare, sono bersagli facili per lo SIIL, dopo che gli Stati Uniti invasero l’Iraq con la menzogna sfacciata delle ADM e la deliberata dispersione delle forze dell’esercito e della polizia iracheni; la stessa cosa è successa in Libia dopo l’ennesima invasione. Ciò che peggiora le cose è che anche Libia e Iraq sono costituiti da diverse tribù dalle molteplici dottrine, questo è un altro problema pericoloso che rende l’unità dei popoli contro il terrorismo quasi impossibile, perché non sono uniti, ma al contrario si combattono fin dall’invasione, avendo conflitti religiosi e dottrinari.
Comunità mondiale, Nazioni Unite, Stati Uniti, Europa non si curano per nulla di cristiani e musulmani moderati massacrati, torturati o crocifissi quotidianamente da SIIL e altri gruppi terroristici. Gli USA iniziarono degli attacchi militari contro lo SIIL in Iraq solo per proteggere i propri interessi in Iraq. Gli Stati Uniti volevano rimuovere il regime di Assad in Siria, finanziando e sostenendo i terroristi come lo SIIL, invece di combatterlo. Inoltre, gli Stati Uniti ancora sostengono le organizzazioni terroristiche dei Fratelli Musulmani, purché i Fratelli musulmani non dichiarino di essere un “gruppo terrorista”. Gli Stati Uniti pensano che il sostegno del regime fascista dei Fratelli musulmani in Egitto gli consentisse di avere il controllo su tutti gli altri gruppi terroristici, e gli andava bene che i terroristi dividano il Medio Oriente in emirati islamici imponendo la propria Sharia su maggioranza e minoranze, a patto che fossero alleati degli Stati Uniti, invece che nemici.
Il terrorismo non ammette Paesi o confini, il terrorismo non ha una casa e una religione, il terrorismo è il nemico dell’umanità e quando inizia ad attaccare, morde la mano che l’alimenta.

1176235Note
[1] “Recordings Revealed Between Egyptian Ousted President & Alzawahiri al-Qaeda Leader”, Eman Nabih, 25 ottobre 2013.
[2] “Muslim Brotherhood assassinated the Egyptian Attorney General”, Eman Nabih, 17 aprile 2016.
[3] “Muslim Brotherhood joined ISIS and Al-Qaeda terrorist camps in Eastern Libya”, Eman Nabih, 10 febbraio 2016.
[4] “انفراد.. بالأسماء ضبط أول خلية لداعش ببني سويف.. تكونت باعتصام رابعة وانضمت لبيت المقدس وأجناد مصر وبايعت البغدادي.. اغتالت 12 ضابطًا ومجندًا بينهم العميد المرجاوي ومحمد عبدالسلام”, Al Babwab News, 30 agosto 2014.
[5] “Videos Egypt Under Brotherhood Militias Terror Attacks 14 Aug 2013”, Eman Nabih, 12 marzo 2016.
[6] “Evidence on Mohamed Mursi’s direct link to terror acts in Egypt”, Eman Nabih, 29 gennaio 2014.
[7] “Egypt Presidential Elections Fraud In Favor Of Mohamed Morsi”, Voltaire Network, 21 giugno 2012.
[8] شباب الإخوان يشكلون حركة «داهس» لنشر فكر «داعش» فى مصر, ElSaba7.com, 19 luglio 2014.
[9] جهادي سابق يكشف لـ”فيتو” بالأسماء: هؤلاء قيادات “داعش” في مصر, Vetogate.com, 27 giugno 2014.
[10] اجتماع سري بين قيادي بالتنظيم الدولي للإخوان وأمير «داعش» بالعراق..الجماعة تعرض دعم المقاتلين بالأموال مقابل المساعدة في عودة «المعزول» إلى الحكم.. و«أبو بكر البغدادي» يرفض الأموال ويشترط إعلان البيعة, Vetogate.com, 13 agosto 2014.fb7aa7aca3a61edef9034c7c9b45d271f28ec7bdTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’alleanza blasfema, Cristianità e Nuovo Ordine Mondiale

Eric Jewell, Rense 14 maggio 2002
Traduzione di Alessandro Lattanzio4481874889_7fda3c861b_bBilderbergs, Trilateral Commission, Council of Foreign Relations, Central Intelligence Agency
Molti hanno sentito parlare di questi gruppi, e qualcuno sulle teorie cospirative che le riguardano, in relazione allo sviluppo del “Nuovo Ordine Mondiale”. Adesso immaginate per un momento che vi sia qualcosa del genere (e che appaia con le dovute documentazioni materiali che convalidino queste teorie). Ciò potrebbe significare quasi tutti i posti più importanti del governo e dell’economia, nel mondo, uomini e donne si sono infiltrati, e sono divenuti i controllori delle amministrazioni e che lavorino per un effettivo controllo su ogni aspetto della vita del singolo “cittadino”. Un aspetto di ciò, che non è stato appropriatamente analizzato è l’aspetto religioso. Certamente, parecchie persone nel mondo sono religiose, e nell’odierno regno della superpotenza USA, prevalentemente “cristiana” può avere solo un senso, che queste organizzazioni si siano infiltrate nelle chiese stesse e si adoperano attivamente a guidarle nel Nuovo Ordine Mondiale. Hanno, i cristiani evangelici, dei legami con queste organizzazioni? Si li hanno, e questa ne è la documentazione.

CONTINUA

Documenti “accuratamente” trapelati: una forma d’arte della CIA

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 08/04/2016AP_43641905041-1125x635La Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, piuttosto che tentare d’impedire massicce fughe di documenti sensibili, compresi materiali governativi classificati degli Stati Uniti, ha capito che è molto più vantaggioso a “scegliere” determinate informazioni e diffonderle come “notizie importanti” verso media desiderosi e disposti a diffondere ciò che gli viene consegnato. È il caso dei cosiddetti “Panama Papers”. Un cosiddetto ente senza scopo di lucro, il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ), sceglie con attenzione informazioni dalla presunta fuga di 11,5 milioni di documenti della società panamense Mossack Fonseca. A loro volta, le conclusioni di tale consorzio vengono fornite a una rete di oltre 100 partner mediatici, tra cui alcuni dei più grandi giornali del mondo. Ciò che non è stato riportato dai giornali, fin troppo ansiosi di segnalare stenograficamente ciò che gli è stato dato dal consorzio, è che ICIJ è finanziariamente sostenuto da Open Society Foundations di George Soros e Agenzia per lo Sviluppo Internazionale statunitense (USAID), diretto dal Central Intelligence Agency. I grandi media hanno collegato i vari congegni off-shore antifiscali e di riciclaggio di denaro a una serie di leader mondiali. Tuttavia, invece di concentrarsi sui leader con legami diretti con il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale, ad esempio il presidente fascistofilo e neoconservatore argentino Mauricio Macri, l’ICIJ, come suo solito, ha pubblicizzato vaghe “collusioni” di leader specifici. Non a caso, gli obiettivi principali del ICIJ sono i primi due nemici della CIA, il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente cinese Xi Jinping. Come il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov ha detto correttamente, obiettivo della “Putinofobia” di ICIJ, Soros e USAID è Vladimir Putin e non una vecchia conoscenza del presidente russo accuratamente scelto dai documenti per le rivelazioni del ICIJ. Peskov aveva anche giustamente affermato che ICIJ ha legami con il governo degli Stati Uniti. E naturalmente ICIJ, Soros e USAID non potevano evitare di collegare, ancora una volta indirettamente, Mossack Fonseca alle accuse d’impeachment contro la Presidentessa brasiliana Dilma Rousseff e l’indagine sul suo predecessore Luiz Inácio Lula da Silva. Vengono anche esaltate dai cospiratori ICIJ, Soros e USAID le vaghe allusioni indirette al Presidente siriano Bashar al-Assad e al defunto leader libico Muammar Gheddafi nei Panama Papers. C’era anche il tentativo fallito dei selezionatori di coinvolgere l’ex-Presidentessa argentina Cristina Fernandez de Kirchner e suo marito Nestor Kirchner. Una semplice menzione dei nomi degli individui in una lettera d’interrogazione non sono la prova di un illecito. È così, naturalmente, a meno che ciò sia dovuto alla CIA impegnata nelle operazioni di guerra psicologica e d’informazione. Il ICIJ gestisce un’entità chiamata Progetto di relazione su criminalità organizzata e corruzione (OCCRP). L’OCCRP a sua volta è gestito dallo Rete di Sviluppo del Giornalismo (JDN) di Washington DC, con una filiale europea a Bucarest. Non sorprende che OCCRP e JDN impieghino propagandisti, non giornalisti, dal passato presso Radio Free Europe/Radio Liberty/Radio Free Asia finanziate dal governo degli Stati Uniti e dirette da Soros. OCCRP e JDN hanno concentrato i loro sforzi sui leader che minano o non seguono i dettami di Washington. Il ruolo di queste due organizzazioni nel dubbio caso Magnitskij, tentativo stentato di screditare il governo russo, è un esempio calzante. Gli Stati Uniti poterono utilizzare qualche “yellow journalism” prodotto da OCCRP e JDN per sanzionare persone e istituzioni russe. OCCRP e JDN collaborano con entità giornalistiche “indipendenti” nei Balcani collegate a Soros, come in Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia, Bulgaria e Romania, e così come Lettonia, Armenia, Ucraina, Repubblica Ceca e Moldavia, tutti Paesi colpiti dagli inconfondibili sotterfugi e dalle losche trame politiche di Soros.
clearstream La troika OCCRP, ICIJ e JDN ora sfrutta i collegamenti con media aziendali per offuscare i leader delle nazioni BRICS: Putin, Xi, Rousseff, il Presidente sudafricano Jacob Zuma e il Primo ministro indiano Narendra Modi. E anche se molto è stato fatto per le dimissioni del primo ministro islandese Sigmundur Gunnlaugsson con le rivelazioni dell’ICIJ sulla moglie che aveva una società off-shore gestita da Mossack Fonseca, fu Gunnlaugsson che imprigionò i banchieri islandesi che portarono la nazione al fallimento. E tali banchieri detenuti facevano offerte, tra gli altri, a George Soros e ai suoi padroni: la famiglia di banchieri Rothschild. Nel 2005, il capo della banca privata svizzera Julius Baer delle Isole Cayman diffuse un compact disc contenente le transazioni dei clienti su ogni deposito effettuato, dal ramo delle Cayman della Baer che si occupava dei trust anonimi. Nel gennaio 2008, WikiLeaks pubblicò i dati dei clienti della Baer, che furono accusati di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. I clienti erano residenti negli Stati Uniti, Hong Kong, Germania, Svizzera, Grecia, Spagna e Perù. Il 4 dicembre 2008 Alex Widmer, amministratore delegato della Julius Baer e vedovo con tre figli, fu trovato morto per dubbio suicidio. Widmer aveva scoperto i legami tra le fughe di informazioni della banca sui clienti presso i media, WikiLeaks, Mossad e la rete di Soros. Solo il New York Times riferì della morte di Widmer per suicidio e un rapporto dell’autopsia non fu mai rilasciato. ICIJ ignorò la vicenda della Julius Baer e di come, dopo la fuga delle informazioni sui clienti, perse il 60 per cento del valore delle azioni, divenendo così vulnerabile a una scalata ostile di Soros e Goldman Sachs. Nel 2008, gli stessi media globali che trovano i documenti della Mossack Fonseca degni di nota, a malapena si preoccuparono dei documenti trapelati dalla banca lussemburghese Clearstream, quando divennero pubblici. Quando l’intelligence francese alterò i documenti originali Clearstream, l’intera questione fu accantonata. Il motivo era che Clearstream era un’entità dedita al pagamento delle tangenti a numerosi leader mondiali da CIA e Mossad. Al momento delle rivelazioni su Clearstream, tali leader erano vicini all’amministrazione di George W. Bush e ad Israele. Uno dei presunti destinatari della corruzione era il presidente francese Nicolas Sarkozy, che avrebbe usato gli pseudonimi “Paul de Nagy” e “Stéphane Bosca” per nascondere l’identità nelle transazioni finanziarie della Clearstream. Sarkozy era sospettato di tangenti illegali sulla vendita di sei fregate francesi a Taiwan nel 1991. Banche e società con conti su Clearstream comprendevano la defunta Banca di Credito e Commercio Internazionale (BCCI) legata alla CIA, la Banca Menatep gestita dal criminale oligarca russo Mikhail Khodorkovskij, il Banco Ambrosiano (anche conosciuto come Banca Vaticana), Bahrayn International Bank (collegata a Usama bin Ladin e al-Qaida) e il Carlyle Group collegata alla famiglia Bush. I media aziendali globali non hanno seguito il caso Clearstream perché non colpiva gli avversari degli USA, ma il padre del presidente statunitense. Il banchiere di Clearstream, Ernest Backes, rivelò di esser stato responsabile del trasferimento di 7 milioni di dollari da Citibank e Chase Manhattan all’Iran per la liberazione degli ostaggi diplomatici degli Stati Uniti a Teheran. Il trasferimento avvenne il 16 gennaio 1981, quattro giorni prima che Ronald Reagan giurasse da presidente. L’accordo fu elaborato dal vice-presidente di Reagan e futuro presidente George HW Bush, nell’ambito del tentativo di minare la rielezione del presidente Jimmy Carter. Backes diede i documenti incriminanti all’Assemblea nazionale francese, che non ne fece nulla.
Nel mondo delle enormi “fughe” sui media, gli agenti delle operazioni psicologiche della CIA e dei loro vettori come Soros, e certi giornalisti fasulli, decidono cosa può e non può essere pubblicato. Fu così con Clearstream, i cablo del dipartimento di Stato, la Julius Baer, i documenti NSA di Snowden e ora con la Mossack Fonseca.sddefaultTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Panama Papers: sospetto e inganno

Christopher Balck, Global Research, 9 aprile 2016dae9a140-f829-11e5-b60e-3f87f579b6e2_unspecified-1Umberto Eco nel suo ultimo libro, Numero Zero, nel descrivere la realtà della manipolazione e dei media occidentali manipolati, a un direttore di giornale fa dire, “devi solo spacciare sospetti. Qualcuno è coinvolto in attività losche, e anche se non sappiamo quali, possiamo spaventarlo. Questo basta per i nostri scopi. Poi sui contanti, il nostro proprietario incasserà quando sarà il momento giusto”. E questo è esattamente ciò che accade con la comparsa contemporaneamente su tutti i media occidentali, il 3 aprile, di ciò che sono chiamati Panama Papers. La storia attribuita a un’oscura organizzazione chiamata Coalizione internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ), ha tutte le caratteristiche di un’operazione dei servizi segreti occidentali per tentare di sovvertire certi governi. L’obiettivo principale è, naturalmente, il Presidente Putin, per influenzarne le prossime elezioni e tentare ulteriormente di ritrarlo agli occhi dei popoli occidentali come un criminale. Ma obiettivi sono anche gli amministratori della FIFA, ancora molestati dal governo degli Stati Uniti per tenere la Russia fuori dai prossimi mondiali; Lionel Messi è uno dei migliori giocatori di calcio al mondo, forse perché rifiutò la richiesta delle figlie del presidente Obama di incontrarlo quando Obama visitò l’Argentina; Jackie Chan viene punito per il suo sostegno al Partito comunista cinese; e varie persone sono nella lista nera degli Stati Uniti per accordi con Corea democratica, Iran, Hezbollah, Siria e altri nemici degli USA. Vi è anche il presidente ucraino Poroshenko, forse per indicare che ne sono stanchi; il primo ministro dell’Islanda, costretto a dimettersi, senza dubbio per aver incarcerato banchieri, sequestratone le banche e dato al popolo una compensazione per le perdite subite nella crisi finanziaria del 2008; Hosni Mubaraq accusò gli Stati Uniti di cercare di rovesciarlo; Gheddafi assassinato, e Xi Jinping, il Presidente della Cina. Non ci sono statunitensi o capi della NATO, anche se il padre di David Cameron compare, forse uno schiaffo a Cameron per aver consentito il referendum in Gran Bretagna se restare nell’Unione Europea, riducendo l’influenza statunitense in Europa. In sostanza queste persone sono tutte considerate dal governo degli Stati Uniti nemici o critici, in un modo o nell’altro, o partner non più affidabili.
icij-320x310Il posizionamento immediato del Presidente Putin come primo bersaglio di tale storia, nonostante il fatto che non sia menzionato nei documenti insieme alla tempistica, portano un osservatore ragionevole a concludere che tali informazioni siano state diffuse non per informare, ma per sovvertire e screditare governi legittimi; ovvero è un’operazione di propaganda che utilizza informazioni che attraggono l’attenzione delle masse. I ricchi che nascondono denaro è sempre un buon modo per generare rabbia tra la gente e provocare disordini per destabilizzare i governi, come s’è visto in Islanda. Non importa se le informazioni siano vere o no. Alcune informazioni possono esserlo, ma lo studio legale dal quale sono state rubate fa capire che tale storia sia falsa. Ma non ha molta importanza, perché la storia è ciò che importa, e questo è tutto quello che la gente vede. Questa conclusione è tanto più ineludibile quando la vera natura dell’ICIJ si rivela. Per capire cosa sia tale storia, è importante sapere che l’ha diffusa, con chi è collegato e chi paga. La chiave è la lista dei membri del Consiglio consultivo, del Consiglio di Amministrazione e dei finanziatori dell’organizzazione madre, il Centro per l’Integrità Pubblica (CFPI). Il ICIJ afferma sul suo sito di essere un’organizzazione senza scopo di lucro, che tecnicamente può essere vero, ma evita di aggiungere che agisce per il profitto di coloro che lo finanziano e che controllano le sue operazioni. I finanziatori del CFPI sono il Fondo per la Democrazia, la Fondazione Carnegie, la Fondazione Ford, la Fondazione MacArthur, l’Open Society Foundations di George Soros, il Fondo dei fratelli Rockefeller, il Fondo della famiglia Rockefeller e molti altri dallo stesso pedigree. I donatori singoli sono persone come Paul Volcker, ex-presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti e molti altri dei potenti dell’élite aziendale e finanziaria degli Stati Uniti. Nel Consiglio consultivo vi sono Geoffrey Cowan, direttore di Voice of America, nominato dal presidente Clinton nel 1994, e nel 1994-96 direttore associato dell’United States Information Agency. Ora è presidente della Fondazione Annenberg che ospita i presidenti degli Stati Uniti nel ritiro in California, un doppione di Camp David, tra cui il presidente Obama. E’ anche membro del Council on Foreign Relations, il think tank statunitense a cui aderiscono diversi ex-capi della CIA, segretari di Stato e figure dei media, col ruolo di promuovere globalizzazione, libero scambio e altre politiche economiche ed estere vantaggiose per i ricchi e potenti degli USA. Il Consiglio consultivo comprende anche Hodding Carter III, ex-assistente del segretario di Stato del presidente Carter e poi giornalista dei principali media occidentali come BBC, ABC, CBC, CNN, NBC, PBS, Wall Street Journal, ed attuale presidente della Fondazione Knight. C’è Edith Everett, presidentessa della Gruntal and Company, una delle più antiche e grandi banche d’investimento di New York; Hebert Hafif, avvocato della dirigenza; Kathleen Hill Jamieson, preside dell’Annenberg School for Communication, esperta nell’uso dei media per scopi politici, come influenzare le elezioni politiche; e Sonia Jarvis, avvocatessa che lavorò con il presidente Clinton. Vi sono anche Harold Koh Hongji, consulente legale del dipartimento di Stato nel 2009-2013, nominato dal presidente Obama, e che nel marzo 2010 intervenne a sostegno della legittimità degli omicidi con i droni. C’è Charles Ogletree, professore di diritto di Harvard e amico intimo del presidente Obama; Allen Pusey, direttore dell’American Bar Association Journal; Ben Sherwood, co-presidente di Disney Media, ex-presidente di ABC News e altro membro del Council on Foreign Relations. Paul Volcker non solo è un sostenitore finanziario ma è anche presente nel Consiglio. A parte la posizione di ex-presidente della Federal Reserve (1979-1987), è stato anche presidente del Consiglio consultivo economico degli Stati Uniti, nominato dal Presidente Obama (2009-2011), ex-presidente della Commissione Trilaterale, ha lavorato per la Chase Manhattan Bank ed è molto vicino alla famiglia Rockefeller. Ci sono anche Harold Williams, ex-presidente dell’US Securities and Exchange Commission (1977-1981) e membro del consiglio di amministrazione di decine di aziende; William Julius Wilson, professore di sociologia presso Harvard e, non meno importante, Christiane Amanpour, a capo della propaganda di guerra della CNN, dove pochi giorni prima era apparsa recitando una farsa d’intervista a un membro dello staff del ICIJ sui Panama Papers, facendo finta di non saperne nulla. Infatti intervistava un membro della sua organizzazione, ma non l’ha mai detto agli spettatori. Per qualche motivo il suo nome non compare sul sito del CFPI ma appare nell’ultimo rapporto annuale dell’organizzazione, del 2014-15. Il Consiglio di Amministrazione comprende Peter Beale, ex-capo di CNN.com, ex-agente di Reuters, redattore del Times di Londra e direttore editoriale di Microsoft; così come Arianna Huffington, presidentessa del Post Media, e Bill Kovach, giornalista del New York Times, per citare solo alcune delle figure istituzionali presenti.
ICIJ supportersIl punto è questo, non si tratta di un gruppo scandalistico indipendente dedito a verità e democrazia, ma è un gruppo di propagandisti che, sotto la maschera del giornalismo, inganna per conto del governo e dei servizi segreti degli USA. Infatti, nella relazione annuale citano il presidente Obama che gli approva l’operato. A gennaio tale gruppo attaccò il governo della Cina con un’altra storia di “fughe” di documenti finanziari implicanti la leadership cinese, ed hanno ripreso tale storia, senza dubbio nell’ambito del “pivot in Cina”. Quindi avete le informazioni necessarie per capire, ma che CNN, The Guardian, la BBC, CBC, New York Times e tutto il resto si rifiutano di fornire per poter valutare correttamente la storia diffusa mondialmente dai media. Il ruolo dei media occidentali non è informare il pubblico ma, come dice Umberto Eco, “insegnare alla gente come pensare“, manipolando opinione e azione. La soppressione di tali informazioni è una menzogna e come un altro grande scrittore, José Saramago, scrisse, usano “la menzogna come arma, come avanguardia dei carri armati e dei cannoni, la menzogna su rovine e cadaveri, sulle miserabili e perennemente frustrate speranze dell’umanità”. È il caso che costoro siano denunciati per ciò che sono e siano chiamati a rispondere del raggiro verso le persone che pretendono di servire, quale peggiore crimine ci può essere che ingannare il popolo?Psyop-2016-04-06-at-11.23.20-PMChristopher Black è un avvocato penalista internazionale di Toronto e aderente della Law Society of Upper Canada, noto per vari importanti casi sui diritti umani e crimini di guerra, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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