Le esercitazioni militari Russia-Egitto: espansione della presenza in Medio Oriente

Peter Korzun Strategic Culture Foundation 22/10/ 201653ea2223611e9b86298b459eL’operazione per liberare Aleppo, l’offensiva su Mosul, la situazione in Iraq, la guerra nello Yemen e le ostilità tra sunniti e sciiti, questi e molti altri eventi sono sotto i riflettori dei media mondiali. Il Medio Oriente è diventato una regione instabile con alleanze e interessi mutevoli. In questo contesto, Russia ed Egitto danno il buon esempio di cooperazione costruttiva mutualmente vantaggiosa. L’Egitto per molto fu un satellite degli Stati Uniti, ma quei giorni sono passati. Le priorità internazionali di Cairo mutano a favore di una politica estera indipendente. Le relazioni USA-Egitto sono notevolmente peggiorate dal 2013, quando il governo militare del Presidente Abdal al-Sisi salì al potere rimuovendo il fratello musulmano Muhamad Mursi sostenuto dall’amministrazione Obama. Per esempio, gli Stati Uniti hanno riallocato più di due terzi degli aiuti non militari stanziati per l’Egitto, quest’anno, “per la crescente frustrazione verso Cairo”. Secondo al-Monitor, un funzionario del dipartimento di Stato ha detto in una dichiarazione via e-mail che, “Il governo degli Stati Uniti ha reindirizzato 108 milioni di dollari dagli aiuti previsti per l’Egitto ad altri Paesi per i continui ritardi del governo egiziano che ostacolano l’effettiva attuazione di diversi programmi”. Secondo la fonte, la riallocazione delle precedenti riserve indica l’impazienza di Washington verso il rifiuto del governo egiziano di collaborare con organizzazioni degli Stati Uniti. A maggio, un gruppo di rappresentanti scrisse una lettera al segretario di Stato John Kerry, chiedendogli di riprogrammare 20 milioni di aiuti dall’Egitto alla Tunisia. Secondo il rapporto del Governement Accountability Office del febbraio 2015, 460 milioni di dollari in aiuti economici all’Egitto rimasero inutilizzati per le restrizioni degli Stati Uniti. L’aiuto militare degli Stati Uniti all’Egitto fu temporaneamente sospeso dopo il cambio di governo nel 2013, per essere ripreso nell’aprile 2015. Fu riferito che all’Egitto sono ancora negati certi aiuti militari nella lotta allo Stato islamico (IS). La decisione ha influenzato negativamente le relazioni bilaterali. Nel settembre 2015, il presidente Obama rifiutò d’incontrare il presidente egiziano alla 70° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La politica degli Stati Uniti ha spinto l’Egitto a sviluppare la cooperazione con altri partner internazionali.
L’Egitto ha firmato accordi su armi con la Russia per 5 miliardi di dollari nel 2015, tra cui 50 aerei da combattimento MiG-29M, sistemi di difesa aerea a lungo raggio Buk-M2E e Antej-2500 e 50 elicotteri Ka-52K per le nuove navi d’assalto Mistral che l’Egitto ha acquistato in Francia. Le navi anfibie furono costruite per la Russia, ma l’accordo su sospeso dalla Francia nel settembre 2015. La Russia fornirà attrezzature e la versione navale degli elicotteri d’attacco Ka-52K per armare le Mistral egiziane. Istruttori e personale russi saranno in Egitto per operare elicotteri e aerei da combattimento. I due Paesi hanno firmato diversi accordi per la ristrutturazione degli impianti di produzione militare dell’Egitto. Un protocollo è stato firmato per concedere all’Egitto l’accesso al GLONASS, il sistema di posizionamento satellitare globale russo. A settembre, il Ministro della Difesa Sadqy Sobhy visitava la Russia per discutere su più strette relazioni sulla sicurezza a lungo termine. Questo mese l’Egitto ospita unità di paracadutisti russi per un’esercitazione militare congiunta (15-26 ottobre). Soprannominata “Protettori di amicizia-2016”, comprende 500 soldati, 15 aerei ed elicotteri e 10 mezzi militari. I militari affinano l’abilità nel respingere la minaccia terroristica nel deserto. L’esperienza sarà utile per l’Egitto che combatte i terroristi nel Sinai. È la prima volta che paracadutisti russi con veicoli da combattimento saranno aerolanciati sul deserto arabo. L’esercitazione s’inserisce nel quadro del piano delle esercitazioni congiunte della Russia per il 2016-2017, con 30 manovre in 20 Paesi arabi e africani. Nel 2015 si ebbe la prima esercitazione navale congiunta nel Mediterraneo, comprendente l’incrociatore lanciamissili Moskva, ammiraglia della Flotta del Mar Nero russa. Secondo il quotidiano Izvestija, la portaerei Admiral Kuznetsov, attualmente in rotta per la Siria, avrà esercitazioni congiunte con la Marina egiziana nel 2017. Le Izvestija riferivano anche che la Russia è in trattative per aprire una base aerea in Egitto. Se avranno successo, la base di Sidi Barani sarà operativa già nel 2019. Finora, questa informazione non è stata confermata da altre fonti. Ma non c’è solo la cooperazione militare.
Nel febbraio 2015, l’Egitto firmava un accordo importante per la creazione di una zona di libero scambio con l’Unione economica eurasiatica della Russia. La cerimonia ebbe luogo durante la visita ufficiale del Presidente russo Vladimir Putin a Cairo. Il Presidente Abdalfatah al-Sisi visitò Sochi nell’agosto 2014, la sua prima visita internazionale dall’insediamento. Nel 2015, i Paesi firmavano un accordo nucleare. La Rosatom intende costruire quattro centrali nucleari, creando l’industria elettronucleare dell’Egitto. Il progetto dovrà essere completato entro il 2022. Date le sanzioni occidentali, la Russia ha cercato di diversificare e intensificare i legami economici con i Paesi al di fuori dell’orbita di Stati Uniti e Unione europea. L’Egitto è un importante partner commerciale della Russia con il raffreddamento delle relazioni tra Washington e Cairo. L’8 ottobre, l’Egitto sosteneva la risoluzione russa sulla Siria al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Era un’espressione molto importante di sostegno politico da un Paese che fa parte del tentativo internazionale di gestire il conflitto in Siria. L’Egitto sapeva che supportando la misura russa, si sarebbe messo in contrasto con l’occidente e l’Arabia Saudita. Il gigante petrolifero Saudi Aramco informava Cairo che non avrebbe rifornito l’Egitto di prodotti agevolati ad ottobre, un duro colpo per l’economia egiziana. Ma il governo egiziano si oppone alle pressioni esterne, sfidando Stati Uniti ed Arabia Saudita, rifiutando di farsi coinvolgere nel conflitto nello Yemen e ospitando i rappresentanti del movimento yemenita Ansarullah, nel 2015. La Russia è una fonte vitale per le località turistiche del Mar Rosso in Egitto, fornendo un flusso solido di entrate. I due Paesi negoziano la ripresa dei voli turistici, dopo l’attentato rivendicato dallo Stato islamico che abbatté un aereo russo sulla penisola del Sinai nell’ottobre del 2015.
Russia ed Egitto hanno l’occasione di coltivare una relazione molto stretta, collaborando e cooperando in molte aree, come la gestione della crisi in Siria. L’operazione in Siria ha segnato il ritorno spettacolare della Russia nel Medio Oriente da attore importante, mentre l’influenza degli Stati Uniti declina per la scadente politica dell’amministrazione Obama. Il riavvicinamento tra Russia ed Egitto offre la buona opportunità di influenzare gli eventi regionali in modo positivo.1046663917

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Consolidamento dell”Asse della Deterrenza’

Alessandro Lattanzio, 20/10/2016e5cb8c5263e33bb2e70553723dfb960dAerei da combattimento dell’Aeronautica iraniana effettuavano le manovre aeree Fadaiyan-e-Harim e-Velayat-6, abbattendo gli obiettivi volanti con nuovi missili. I caccia F-5, MiG-29 e Saeqeh (Tuono) lanciavano missili aria-terra contro obiettivi nella provincia centrale di Isfahan, mentre i cacciabombardieri Sukhoj Su-24 colpivano posizioni nemiche simulate con missili aria-superficie Kh-29 e Kh-25 di fabbricazione russa, e caccia F-4 Phantom II attaccavano bersagli terrestri con le versioni aggiornate dei missili Maverick di origine statunitense. L’Aeronautica Militare iraniana impiegava in 3 giorni di esercitazioni militari caccia, cacciabombardieri, aerei da trasporto e da ricognizione, Boeing 707 da aerorifornimento e droni. I cacci F-14 e MiG-29 si esercitavano in operazioni di combattimento e guerra elettronica con i velivoli da guerra elettronica Falcon 50. “In questa fase, le operazioni di disturbo dei radar nemici sono state effettuate con successo utilizzando gli aviogetti da guerra elettronica Falcon 50, creati nell’ambito del programma Sayeh (ombra)“, dichiarava il Generale di Brigata Massud Ruzkhosh. L’Iran ha sviluppato l’industria della difesa ottenendo l’autosufficienza nella produzione della maggior parte del materiale per la difesa.
Dal 15 ottobre è in navigazione verso le coste della Siria la portaerei Admiral Kuznetsov della Marina Militare russa, salpata dalla base navale di Severomorsk assieme all’incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, alle grandi navi antisom Severomorsk e Vitzeadmiral Kulakov, alla nave rifornimento Sergej Osipov e al rimorchiatore d’altura Nikolaj Chiker. Al gruppo Kuznetsov si aggiungeranno un sottomarino a propulsione nucleare nel Mar del Nord, le fregate leggere lanciamissili Serpukov e Zeljonij Dol a Gibilterra, e nel Mediterraneo la fregata lanciamissili Admiral Grigorovich, la fregata antisom Pytlivij, la corvetta lanciamissili Mirazh, le navi d’assalto anfibio Tzesar Kunikov e Nikolaj Filchenkov, il cacciamine Ivan Golubets, la nave oceanografica Jantar e un sottomarino convenzionale. Una volta giunta nel Mediterraneo orientale la Kuznetsov si coordinerà con le operazioni aeree dalla base aerea russa di Humaymim. La portaerei russa schiera a bordo 10 caccia multiruolo Su-33 aggiornati con il nuovo sistema di puntamento SVP-24, 4 caccia MiG-29K e una ventina elicotteri d’attacco Kamov Ka-52K, antisom Ka-27 e radar volante (AEW) Ka-31. Tale schieramento navale rafforzerà la deterrenza russa e dell’Asse della Resistenza nei confronti degli sponsor del terrorismo internazionale sul fronte siriano: la NATO e i suoi alleati regionali. Si aggiunga a questo che l’Aeronautica Militare russa ha iniziato la costruzione di una nuova pista nella base aerea T-4 nell’est della provincia di Homs, in Siria, per aumentare le sortite operative contro i terroristi dello SIIL che arrivavano su diversi convogli in fuga dall’operazione per la liberazione della città di Mosul da parte dell’esercito e delle forze popolari iracheni. Il Comando Generale dell’Esercito Arabo Siriano, infatti, aveva dichiarato che Stati Uniti ed Arabia Saudita permettevano ai terroristi dello SIIL di fuggire da Mosul verso Raqqa, nell’ambuto del “piano malvagio” dei sostenitori del terrorismo internazionale avviato dopo l’inizio delle operazioni militari dell’esercito iracheno per liberare Mosul. Il piano provvedeva vie di transito sicure ai terroristi per il territorio siriano, proteggendo i terroristi e aumentarne la presenza sul territorio siriano, nel tentativo d’imporre una nuova realtà militare nelle regioni di Dayr al-Zur, Raqqa e Tadmur. Il Comando Generale dell’Esercito Arabo Siriano dichiarava che la battaglia pe r liberare Mosul e l’Iraq dal terrorismo è anche una sua battaglia, ed avvertiva che considera ogni tentativo d’infiltrarsi in Siria un “attacco alla sovranità della Repubblica Araba Siriana“, e che affronterà gli aggressori con tutti i mezzi a disposizione. E difatti, secondo il quotidiano libanese al-Aqbar, “Mentre la Turchia di Erdogan cerca di piazzarsi nella provincia irachena di Niniwa, a Mosul, dove si combatte, dove ha una stretta concertazione con gli statunitensi, i russi preferiscono intervenire prima che i capi dello SIIL arrivino nella Siria orientale. Ciò ha indotto la Russia ad impegnarsi nella battaglia. Secondo le informazioni, lo Stato Maggiore dell’Esercito russo ha avvertito l’Iraq e la coalizione statunitense su ogni tentativo di spingere lo SIIL verso il confine siriano. Secondo le autorità di Baghdad, Mosca collabora ampiamente in questa fase con Baghdad, aiutando l’esercito iracheno a bloccare i capi dei terroristi al confine siriano-iracheno“. “Le azioni dei terroristi a Mosul sono costantemente monitorate ed i dati sono raccolti dai nostri siti”, dichiarava il Generale Valerij Grasimov, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito russo. “Unità da ricognizione notturna del nostro esercito sono già schierati a Mosul e una dozzina di droni e aerei da ricognizione attualmente raccolgono le informazioni in Iraq”. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dichiarava la disponibilità di Mosca ad inviare rinforzi in Iraq per rintracciare i terroristi e bloccarne l’infiltrazione in Siria. Riguardo ciò, l’analista Hassan Hani Zadah indicava che il piano per liberare Mosul, “era pronto da un mese, ma le forze irachene incontravano l’opposizione degli statunitensi che chiedevano l’evacuazione dei terroristi da Mosul a Raqqa! Mosul è il centro di transito per la Siria e i russi intendono colpirvi i terroristi. La Russia sembra agire in piena coordinazione con le forze popolari irachene nell’aspra battaglia che si svolge a Mosul”.
Nel frattempo, su un altro fronte dell’Arco della Resistenza, l’Egitto, si registrano movimenti interessanti. Il direttore dei servizi di sicurezza siriani, Generale Ali Mamluq, visitava Cairo il 16 ottobre, incontrando il Generale Qalid Fuzi, Vicecapo della Sicurezza Nazionale dell’Egitto, per discutere “sul coordinamento delle posizioni politiche tra Siria e Egitto, nonché del rafforzamento della cooperazione nella lotta al terrorismo nei due Paesi“. La visita avveniva due settimane dopo il voto alle Nazioni Unite dell’Egitto a favore della risoluzione russa sulla Siria, provocando le ire dell’Arabia Saudita. La risoluzione chiedeva la cessazione delle ostilità in Siria. Nel discorso a un forum delle Forze Armate, il Presidente egiziano Abdalfatah al-Sisi affermava che l’Egitto segue una politica indipendente sulla questione siriana, sottolineando la necessità di rispettare la volontà del popolo siriano, di disarmare i gruppi estremisti e di ricostruire la Siria. E commentando la decisione dei sauditi di sospendere le forniture di petrolio all’Egitto, al-Sisi affermava “L’Egitto si prostrerà a Dio. Non abbiamo alcun problema ad affrontare qualsiasi sfida, finché gli egiziani hanno un cuore… l’indipendenza è onore, nobiltà ed etica. Chi vuole la libertà subisce pressioni“.
Già il 23 settembre, il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif incontrava l’omologo egiziano Samah Shuqry a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Sulla crisi siriana Shuqry sottolineava le differenze tra Arabia Saudita ed Egitto: “I combattimenti della coalizione in Siria possono decidere il cambio del regime nel Paese, ma non è la posizione dell’Egitto“. In seguito si ebbe un incontro tra il nuovo capo della sezione degli interessi egiziani a Teheran Yasir Uthman, e Hossein Amir-Abdollahian, direttore generale per gli affari internazionali del Parlamento iraniano, già Viceministro degli Esteri per gli affari arabi e africani. Abdollahian espresse l’entusiasmo dell’Iran a una cooperazione con l’Egitto sulle questioni regionali, come la crisi siriana, “Iran ed Egitto sono Paesi importanti e influenti che possono avere un ruolo costruttivo nel diminuire le tensioni regionali tramite la cooperazione“. Uthman esprimeva la speranza che la cooperazione con gli “amici iraniani” colmasse il divario tra i due Paesi, “L’avanzare dei negoziati e delle consultazioni tra i funzionari dei due Paesi migliorerà la situazione della regione“.imagesRiferimenti:
al-Manar
al-Monitor
FARS
FARS
Press TV
RID

Le prime esercitazioni russe in Africa: cosa realmente accade?

Sergej Cherkasov, PolitRussia, 17 ottobre 2016 – Fort Russ

Il 15 ottobre, le esercitazioni militari congiunte russo-egiziane “Difensori dell’Amicizia – 2016” iniziavano. Le manovre che dureranno fino al 26 ottobre, sono le prime russe in Africa. L’evento ha dato origine a una serie di domande su ciò che i nostri soldati compiono nel continente nero.8u3a4707E’ tutto serio
Le esercitazioni coinvolgono oltre 500 soldati e 10 mezzi russi. Un Il-76 può trasportare 126 combattenti o 40-50 tonnellate di carico, quindi per rifornire le nostre truppe sono necessari almeno 5 velivoli. L’aviolancio su quattro linee da un velivolo da trasporto militare Il-76 delle esercitazioni in Africa sono un evento raro, utilizzando il portello di carico di poppa, ma le probabilità di “complicazioni” o addirittura di incidenti si moltiplicano notevolmente. Di solito, i 126 paracadutisti si lanciano dai portelli laterali in modo che non si urtino in aria o si aggroviglino i paracadute. Ma velocità e precisione del lancio ne soffrono. Il paracadutismo su quattro linee svolto dai soldati russi in Egitto è una tattica bellica. Essendo eseguita raramente, avviene quando si tratta di esercitazioni particolarmente serie.

Dimostrazione al mondo
I blindati aerolanciabili dovrebbero essere leggeri, cioè quasi privi di armi (per esempio, il BTR-D ha solo 2 mitragliatrici) e utilizzati come mezzi da trasporto. Oggi il veicolo da combattimento principale è il BMD-2 e la versione aggiornata BMD-2M, leggeri, dal peso di soli 8,2 tonnellate ma armati con un cannone da 30 mm e un sistema lanciamissili anticarro. Il veicolo più moderno è il BMD-4, dotato di un cannone da 100mm, accoppiato a un cannone da 30 mm, un lanciamissili anticarro e una mitragliatrice. Qualcosa di queste esercitazioni viene probabilmente mostrata al mondo. Dopo tutto, le manovre all’estero dimostrano l’uso sul campo dei materiali offerti in vendita ai vari Paesi. Inoltre, osservatori da 30 Paesi seguiranno l’operazione. Ciò, senza dubbio, attrae molta attenzione anche sull’interazione tra Egitto e Russia.10-bmd-4-02Cosa accade realmente?
Sono esercitazioni antiterrorismo. Oggi, il terrorismo internazionale è drammaticamente cambiato. In precedenza, il terrorismo era petardi nei bidoni della spazzatura, uomini armati di pistole in ceramica a bordo di un aereo, che sparavano ai poliziotti o semplicemente si facevano esplodere tra la folla. Di conseguenza, polizia, intelligence e gruppi da combattimento speciali se ne occupavano. Lo scambio di esperienze tra i Paesi è stato costruito sull’interazione di tali strutture. I Paesi potrebbero condividere informazioni e creare strutture e canali di comunicazione comuni. Ma dov’è lo spazio per l’interazione con i paracadutisti in volo? Che tipo di terrorismo è quello contro cui è necessario utilizzare non solo l’esercito regolare, ma anche dell’alleato? A volte l’orrore del terrorismo sta nel fatto che gli aderenti sono indistinguibili dai civili. Qualsiasi persona normale potrebbe portare esplosivi fatti in casa in un centro commerciale. Contro ciò, i cannoni da 100mm di un BMD-4 e un distaccamento di paracadutisti sono difficilmente di aiuto. Ma sarà utile se è necessario definire il nemico. E questo è esattamente ciò che il terrorismo diventa nel 21° secolo. Il terrorismo ha anche assunto una forma vagamente simile a uno Stato e, come lo SIIL, ha propri esercito, intelligence, agenti nel mondo e unità capaci di trasformarsi rapidamente in un piccolo esercito nelle condizioni favorevoli. Un ramo dello SIIL noto come Wilayat Sinai da tempo opera in Egitto, uccidendo periodicamente soldati, che già si contano a centinaia. Tale gruppo ha rivendicato la distruzione del volo Metrojet 9266. Non va dimenticato che l’Africa è l’epicentro del terrorismo globale. Qualcuno può e deve opporvisi. Tale scenario, contrastare congiuntamente tale minaccia, è ciò che viene studiato in Egitto. Tre dozzine di osservatori studiano quanto efficacemente e rapidamente le forze armate russe possono operarvi.

Un nuovo concetto di sicurezza
La prova del un nuovo sistema di sicurezza globale avviene in Egitto basandosi sulle forze militari della Russia. Gli yankees possono fomentare la guerra in qualsiasi punto del globo, ma noi possiamo spegnerle. In Siria, abbiamo dimostrato che, se richiesto, possiamo aiutare un governo legittimo a proteggere il Paese. Ora, in Egitto, mostriamo che possiamo impedire l’intervento aperto del terrorismo globale negli affari di uno Stato sovrano e stroncarne la minaccia sul nascere. Il vero obiettivo di queste esercitazioni è, come è stato ufficialmente rivelato, “lavorare ad approcci integrati nella cooperazione rilevando e distruggendo le formazioni armate illegali nel deserto“. Una volta rapidamente imbarcati sugli aerei russi, i paracadutisti possono raggiungere qualsiasi punto del mondo, sbarcare nelle retrovie del nemico, paralizzarne le operazioni e permettere all’esercito del governo di sconfiggerlo. Dato che le bande terroristiche non hanno armi pesanti o blindati moderni, è un compito dei nostri paracadutisti. E dopo la missione, gentilmente ce ne andremo.bmd-4

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cairo brandisce contro Riyadh “la scelta di Teheran”

I deteriorati rapporti tra Egitto e Arabia Saudita peggiorano
al-Manar 13 ottobre 2016

6-egittoRiyadh ha rimprovero le ultime posizioni di Cairo su Siria e Yemen, che non coincidono. Mentre i leader egiziani rinfacciano alle controparti saudite i tentativi di emarginarli con decisioni prese alla sprovvista, senza permettergli di consultarsi, come richiesto tra alleati, e denigrando i consigli dati a Riyadh. La crisi è ancora più seria da quando i media se ne occupano. Subito, l’ambasciatore saudita ha fatto i bagagli. Si è giunti al culmine quando i sauditi hanno deciso di sospendere l’invio degli idrocarburi agli egiziani. Tra le soluzioni suggerite dal presidente egiziano vi è il ricorso al petrolio iraniano, senza mancare di toccare la suscettibilità saudita contro la Repubblica islamica, promossa a peggior nemico del regno wahhabita. Ma Abdalfatah al-Sisi ha trovato il suggerimento frettoloso, soprattutto quando l’ARAMCO ha rettificato la posizione limitando la sospensione a un solo mese. Nel frattempo, Cairo ha preferito rifornirsi sul mercato mondiale per un miliardo di dollari, ma la crisi sui manufatti non è esclusa. Secondo una fonte diplomatica egiziana, ciò che sciocca Riyadh è che “l’accordo sulla delimitazione delle zone marittime non sia entrato in vigore“. Dovevano cedere le isole Tirana e Sanafir ai sauditi prima che tumulti scoppiassero e l’arbitrato del Consiglio di Stato, la massima giurisdizione egiziana, ne richiedesse l’abrogazione. Sempre secondo il diplomatico egiziano, Riyad è offesa anche “perché non ha avuto il pieno sostegno di Cairo nei suoi piani internazionali, nonostante il sostegno economico dato“. Nell’ultima sessione ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro egiziano rifiutava chiaramente che il suo Paese invocasse la caduta del Presidente siriano Bashar al-Assad, credendo ciò dipenda dal popolo siriano.
Il diplomatico, tuttavia, non menziona un altro motivo del gelo improvviso tra le due potenze arabe: la conferenza di Groznij in cui hanno partecipato il capo di al-Azhar Shayq Muhamad al-Tayab e altri religiosi di primo piano egiziani, per ripudiare il wahabismo dal sunnismo. È vero, il wahhabismo, che sostiene una lettura fiscale dell’Islam che ripudia la maggior parte delle altre scuole, sostenendone lo sterminio, si diffonde nel mondo islamico a spese delle scuole sunnite insegnate nella prestigiosa università religiosa di al-Azhar. Inoltre, con la generosa politica degli assegni, l’Arabia Saudita ha radunato sotto il suo controllo gran parte dei Paesi arabi ed islamici volendosi imporre da leader del mondo arabo-islamico. Tali ambizioni egemoniche saudite non mancano d’infastidire alcuni di questi Paesi. Con l’ambasciatore saudita a Cairo che si appresta a lasciare, solo due altri Paesi arabi hanno subito lo stesso atteggiamento saudita: Libano ed Iraq, che criticarono con forza l’interferenza di Riyadh nei loro affari interni. Con l’Egitto, la protesta araba contro i sauditi peserà molto di più.14807f30-332e-450c-97ce-c0df5393f6e1_16x9_788x442

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo MiG-35 della Russia effettuerà i voli di prova

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 22/06/20164260Le Forze Aerospaziali russe riceveranno l’aviogetto da combattimento Mikojan MiG-35 (nome in codice NATO: Fulcrum-F) dal 2018 dopo che l’aereo avrà svolto le prove nel 2017, secondo il direttore del programma di sviluppo del velivolo presso l’United Aircraft-Manufacturing Corporation, Vladimir Mikhajlov, che ha anche detto alla TASS “nel 2018, l’aviogetto da combattimento sarà consegnato alle Forze Aerospaziali russe”. Il Mikojan MiG-35 (Fulcrum-F) è un caccia russo di 4.ta++ generazione. L’azienda RSK MiG fornirà gli aerei al Ministero della Difesa russo per il test di volo di questa estate. “Definiamo il MiG-35 velivolo di 4.ta++ generazione, cioè velivolo con caratteristiche dei caccia di 5.ta generazione come tecnologia stealth e la capacità di essere una piattaforma multiruolo”, ha detto Sergej Korotkov, l’amministratore delegato dell’Aircraft Manufacturing Corporation MiG (RSK MiG). Secondo Korotkov, il MiG-35 potrà utilizzare l’intera gamma di armi aerolanciate in servizio nelle Forze Armate della Russia. La missione principale è la superiorità aerea e la capacità di effettuare attacchi al suolo in qualsiasi condizione meteo. Il velivolo può essere utilizzato anche per la ricognizione aerea. Il MiG-35 è un derivato avanzato del MiG-29 Fulcrum. Se la cellula è simile, l’aeromobile è praticamente di nuova progettazione, unendo un nuovo sistema di controllo del volo fly-by-wire a una cellula alleggerita del velivolo, maggior carburante, motori più efficienti con ugelli vettoriali. La versione monoposto è designata MiG-35 e la versione biposto MiG-35D. Entrambe le versioni si basano sullo stesso progetto per massimizzare i pezzi di ricambio. Caratteristiche e prestazioni generali: equipaggio – uno o due, lunghezza – 17,3 m; apertura alare – 12 m; altezza – 4,7 m; superficie alare – 38 mq. Il velivolo pesa circa 11000 kg e il peso massimo al decollo è 29700 kg. Il MiG-35 può cabrare a un rateo di 330 m/s. La quota operativa è di 17500 m. La velocità massima è di 2400 km/h. Raggio d’azione ed autonomia del velivolo sono rispettivamente 2000 km e 3100 km. L’armamento: le armi guidate del velivolo comprendono missili antinave Kh-31A con testata di ricerca radar attiva, missili anti-radar Kh-31P, missili Kh-29TE e bombe a guida TV KAB-500KR. Dotato di un contenitore esterno laser/ottico il caccia può utilizzare i missili aria-superficie Kh-29L e le bombe laserguidate KAB-500L. Il MiG-35 avrà una nuova avionica. Il nuovo aviogetto incorpora il primo radar a scansione elettronica attivo della Russia, il Zhuk-MA. Il radar può inseguire bersagli aerei dalle dimensioni di un caccia a 160 km di distanza e navi a 300 km di distanza. L’aereo può agganciare 10 obiettivi contemporaneamente e colpirne 6. Il sistema di rilevazione ottico (OLS) è un sensore elettro-ottico passivo aria-aria che opera anche agli infrarossi. Disimpegna il velivolo dall’intercettazione via sistema di controllo da terra (GCI) e permette di svolgere missioni multiruolo indipendenti. L’OLS comprende un potente complesso ottico e agli infrarossi (IR) che rende impossibile a qualsiasi velivolo nascondersi, anche nel caso di un aereo stealth degli USA. Risolve il problema della visione offuscata. Ad alta velocità, ogni frammento di polvere può causare danni alla vetronica dell’OLS. Utilizzando il leucozaffiro, il materiale più duro dopo i diamanti artificiali, allunga la durata della vetronica. Il leucozaffiro permette tutte le emissioni dell’OLS e non corrompe il segnale, fattore importante per i sistemi ottici.
Il MiG-35 è propulso da 2 RD-33MKB che possono essere installati con gli ugelli vettoriali KliVT e relativo sistema di controllo (TVC). La combinazione MiG-35 – TVC e sensori di allarme avanzati dà un netto vantaggio in combattimento. Un turbofan RD-33MK “Morskaja Osa” con la postcombustione fornisce una spinta di 9000 kg/s. Il nuovo motore non genera fumo e comprende sistemi che riducono la visibilità a raggi infrarossi ed ottica. Può essere dotato di ugelli a spinta vettoriale. Il MiG-35 vanta la capacità di volare ad angoli di attacco supercritici con elevati e sostenuti carichi di G ed elevati angoli d’attacco, richiedendo un maggior rapporto spinta-peso e migliore efficienza aerodinamica dell’ala. Il velivolo può essere rifornito in volo. L’aggiunta di un serbatoio dietro l’abitacolo ha permesso al MiG-35 maggiore capacità di carburante interna per 950 litri. La capacità del serbatoio esterno, sospeso sotto la fusoliera, viene aumentata a 2000 litri. Il volo con tre serbatoi di carburante esterni arriva a 3100 km, e con rifornimento in volo l’autonomia passa a 5400 km. Il sistema di gestione del carburante è digitalizzato ed include un nuovo sistema digitale di controllo del combustibile. Nell’aprile 2015, l’Egitto ha firmato un contratto da 2 miliardi di dollari per 50 caccia MiG-35. I MiG-35 egiziani saranno dotati di contenitori di puntamento ad alta precisione. La Russia ha già ricevuto il pagamento anticipato dall’Egitto. La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha portato alla peggiore crisi dell’industria aeronautica e della difesa. La situazione è notevolmente migliorata oggi; i costruttori di aeromobili russi offrono un portafoglio di aerei militari competitivo a livello internazionale con il MiG-35, mentre le Forze Aerospaziali russe dimostrano un inedito livello operativo e di prontezza operativa in Siria. Il MiG-35 darà un grande contributo alla potenza militare della Russia quando sarà presto in servizio.mig-35-fulcrum-f_00420342La ripubblicazione è graduta in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora