Intervista al Ministro degli Esteri della RPDC

TASS, 12 ottobre 2017Intervista al Ministro degli Esteri della RPDC, dove definisce la posizione ufficiale di Pyongyang sulle armi nucleari e le relazioni con gli Stati Uniti. La situazione sul programma nucleare coreano è diventata l’argomento più teso della politica mondiale negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti, che chiedono a Pyongyang di abbandonare le armi nucleari, e la leadership della RPDC si scambiano dichiarazioni sempre più dure, non mostrando alcuna volontà d’incontrarsi. La delegazione TASS, guidata dal Direttore Generale Sergej Mikhailov, su invito dell’Agenzia Centrale Telegrafica di Corea, s’incontrava con il Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea Li Yong-ho, che pochi giorni prima accresceva il proprio status nella leadership del Paese entrando nel Politburo del Comitato Centrale del PLC durante la sessione plenaria di ottobre. In un’intervista a TASS ha spiegato la posizione del suo Paese sul programma nucleare, ribadendo la tesi secondo cui tutte le minacce di Washington sono inaccettabili e sottolineando che le armi di distruzione di massa sono uno strumento per salvaguardare e proteggere la sovranità del Paese dall’aggressione estera. L’incontro si è tenuto alla vigilia dell’anniversario della costituzione delle relazioni diplomatiche del suo Paese con l’URSS, avviando quindi una conversazione con una breve analisi delle relazioni bilaterali.
Domani, 12 ottobre, è il giorno del 69° anniversario della creazione della relazioni diplomatiche tra RPDC e Russia e, a questo proposito, desidero esprimere la speranza che l’amicizia e la cooperazione tra i nostri popoli si rafforzino e che l’importanza strategica dell’interazione cresca nel tempo.
Oggi il nostro Paese è vincente, rappresentando un saldo contrappeso agli Stati Uniti definiti “unica superpotenza”. Credo che sia nell’interesse della Russia avere un vicino così forte. Recentemente, a causa di fattori interni ed esteri, alcune difficoltà e ostacoli, le relazioni coreano-russe non sono al livello desiderato, ma siamo ancora ottimisti sui potenzialità e prospettive, poiché esiste una forte base per lo sviluppo dei nostri rapporti che si basano su una lunga storia di amicizia e cooperazione. Ora gli Stati Uniti perseguono una politica di sanzioni nei confronti di entrambi i Paesi, RPDC e Russia, cercando di collegare la Russia alle sanzioni contro la RPDC, seminando discordia tra i nostri Paesi. Spero che TASS porti a conoscenza dei ussi l’assurdità di tale politica e contribuisca quindi a rafforzare l’amicizia tra i nostri popoli, assicurando pace e sicurezza in questa regione. Ho fiducia nella leadership e nel popolo della Russia, che supereranno tutte le sfide e le difficoltà, e che la Russia risorgerà e riconquistando il potere di grande potenza. Con la sua dichiarazione bellicosa e folle all’arena delle Nazioni Unite, Trump, si può dire, ha innescato la guerra contro di noi. Il Caro alto dirigente Kim Jong Un ha avvertito con severità: gli Stati Uniti dovrebbero agire con ragionevolezza e smettere di infastidirci se non vogliono disonorarsi di fronte al mondo, subendo i nostro colpo. Ha detto che le nostre forze strategiche, che hanno un potere inesauribile che nessuno ancora conosce, non lasceranno gli USA, gli aggressori, impuniti. Ora è il turno degli Stati Uniti pagare, e il nostro esercito e tutto il popolo insistono per chiedere che gli statunitensi la smettano per sempre solo infliggendogli una grandine ardente, non con le parole. Abbiamo quasi raggiunto il punto finale sulla via per raggiungere l’obiettivo finale, avere un reale equilibrio di forza con gli Stati Uniti. E le nostre armi nucleari non saranno mai negoziabili finché non viene eliminata la politica statunitense volta a spezzare la RPDC. Al secondo plenum della sedicesima convocazione del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, che si è tenuto il 7 ottobre, il rispettato leader supremo ha ribadito che le nostre armi nucleari sono il risultato di una lotta sanguinosa volta a proteggere il destino e la sovranità del Paese dalle minacce nucleari statunitensi, garantendo pace e sicurezza nella regione e il diritto della nazione coreana ad esistere e svilupparsi, spada sacra della giustizia che ci permette di disperdere le nuvole nere della tirannia nucleare e garantire la vita indipendente di tutta l’umanità con un cielo lindo e chiaro.
La causa principale dell’attuale escalation delle tensioni sulla penisola coreana è degli Stati Uniti, ma comunque i Paesi che hanno votato l’adozione della “risoluzione sulle sanzioni” illegali, concepita dagli Stati Uniti, ne sono anche responsabili. Il governo della nostra repubblica ha ripetutamente dichiarato che qualsiasi tentativo di soffocaci, di strangolarci con il pretesto di attuare la “risoluzione delle sanzioni”, equivalente ad un atto di aggressione e di guerra, e in cambio non abbandoneremo i nostri mezzi estremi. Il Presidente Putin ha ammesso anche che i coreani non lasceranno mai le armi nucleari, anche se mangiassero erba, sottolineando che sanzioni ed isteria militare non porteranno nulla di buono. I Paesi limitrofi nel secolo scorso, a costo di perdite e prove gravi, adottarono le armi nucleari per resistere alle minacce e pressioni degli Stati Uniti. E se oggi cercano di essere in prima linea nella campagna delle sanzioni e delle pressioni contro di noi, allora si distruggeranno e trascinandosi nel disastro. Implementeremo costantemente la politica di sviluppo parallelo dell’economia e delle forze nucleari, delineata dal rispettato leader supremo, e completeremo con successo storico il miglioramento delle forze nucleari nazionali. Al tempo stesso, affidandoci alla forza trainante dell’auto-sviluppo e delle potenzialità scientifiche e tecniche, daremo nuovo impulso nella costruzione di una potenza economica socialista, smascherando la politica del nemico delle sanzioni e dello strangolamento e rendere i problemi felicità. Speriamo che TASS capisca correttamente lo spirito del nostro popolo, che si oppone in quest’ultima battaglia e che presenta alla comunità mondiale la verità sul nostro Paese, contribuendo a garantire pace e sicurezza regionale e giustizia internazionale.

La Russia ha sviluppato una tabella di marcia per risolvere i problemi della penisola coreana. Quanto realistico pensate sia l’attuazione di questa proposta, in questa fase?
Rendiamo omaggio al fatto che la Russia, come negli anni precedenti, presta molta attenzione ai problemi della penisola coreana e compie sforzi attivi per risolverli. E comprendiamo appieno motivi e scopo per cui la Russia ha sviluppato una tabella di marcia. Secondo le nostre stime, la situazione attuale, quando gli Stati Uniti ricorrono alla massima pressione e alle sanzioni, alle scandalose minacce militari contro la RPDC, non c’è affatto l’atmosfera per negoziare. In particolare, la nostra posizione di principio è che non accetteremo mai qualsiasi negoziato in cui le nostre armi nucleari saranno oggetto.

A quali condizioni pensare sia possibile avviare un dialogo tra RPDC e Stati Uniti?
Come abbiamo affermato più di una volta, la cosa più importante è che gli USA rimuovano la politica ostile e la minaccia nucleare contro la RPDC con tutte le loro fonti e radici.

Cosa pensa della politica delle nuove autorità della Corea del Sud?
Il caro leader supremo, il compagno Kim Jong-un, nella relazione al VII Congresso del Partito dei Lavoratori Coreani ha chiaramente illustrato i compiti per migliorare le relazioni inter-coreane. Recentemente le autorità sudcoreane propongono di avviare negoziati tra i militari di nord e sud, organizzano incontri di famiglie separate, forniscono assistenza umanitaria, ecc. Tuttavia, il problema è che essi sono contrari ai principi per “risolvere tutti i problemi delle forze della nazione coreana” e si attengono ciecamente alla politica ostile alla RPDC. Mentre seguono gli Stati Uniti, ricorrono a sanzioni e pressioni contro di noi, e non vediamo prospettive per migliorare le relazioni inter-coreane. Perciò, innanzitutto, è necessario che le autorità della Corea del Sud smettano l’obbediente sottomissione agli Stati Uniti nella loro politica ostili e campagna per sanzioni e pressione sulla RPDC. È importante che cambino politica a favore dell’interazione nazionale e della soppressione delle aggressioni ed interferenze estere.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La Cina invita il Giappone a dialogare con la Corea democratica

Chika Mori e Lee Jay Walker, MTT, 23 settembre 2017

Compra le mie armi sofisticate. Distruggiamolo!

Cina e Federazione Russa sono sempre più preoccupate dalla retorica bellica e dalle azioni dei leader di Stati Uniti e Corea democratica. Allo stesso modo, le élite politiche di Pechino invitano il Giappone a concentrarsi sul dialogo anziché ossessionarsi sulle sanzioni. Pertanto, la Cina spera di frenare la diffidenza regionale cercando un approccio al “doppio congelamento”, in tandem con la Federazione russa. Il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha nettamente chiarito all’omologo giapponese Taro Kono che solo puntare sulle sanzioni, senza concentrarsi sul dialogo, aggrava la situazione. Infatti, la Cina teme che il Primo ministro Shinzo Abe giochi la carta anti-coreana in affinità con il presidente Donald Trump, a causa delle ultime debolezze della sua amministrazione. Allo stesso tempo, la Cina fa pressione sulla Corea democratica ad allontanarsi dall’abisso. Dopo tutto, è altrettanto indispensabile che le élite politiche di USA e Corea democratica riducano le rispettive retoriche. Allo stesso modo, entrambe le nazioni devono astenersi dall’assumere fino alla fine il piano militare, perché tale approccio comporterebbe solo morte e distruzione. Wang aveva detto all’omologo giapponese: “Se i giapponesi parlano solo di sanzioni e non badano ai colloqui, o addirittura li rigettano, sarebbe come se violassero le risoluzioni del Consiglio di sicurezza“. Cina e Federazione Russa comprendono l’approccio internazionale alla Corea democratica secondo le sanzioni ancora più severe dalle Nazioni Unite (ONU). Nonostante ciò, entrambe cercano il ritorno ai colloqui tra tutte le parti interessate e al “doppio congelamento” per calmare la situazione. Pertanto, la Cina vuole che il Giappone svolga un ruolo costruttivo nonostante i maldestri test militari nordcoreani sul nord del Giappone. Quindi, la Cina vuole che l’amministrazione Abe cerchi un approccio considerando quello di Cina e Federazione Russa, altrimenti la Corea democratica agiterà l’ascia di guerra verso tutte le nazioni considerate ostili, anche se il Giappone non è apertamente ostile militarmente, a parte le basi statunitensi.
Modern Tokyo Times aveva riferito: “Questo “doppio congelamento” è un piano formulato da Cina e Federazione Russa, secondo cui gli attori interessati rispettano le condizioni che riducano le tensioni. In altre parole, le élite politiche e militari di Pyongyang rispetterebbero il blocco dei test missilistici, mentre i governi di USA e Corea del Sud sospenderebbero le grandi esercitazioni militari imponendovi una moratoria”. Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri della Federazione Russa, affermava: “Se questo doppio congelamento avrà finalmente luogo, possiamo sederci e iniziare da subito a firmare un documento che sottolinei il rispetto per la sovranità di tutte le parti coinvolte, compresa la Corea democratica“.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Anche con le sanzioni, la Corea democratica non ha nulla da temere

Salman Rafi Sheikh, New Eastern Outlook 21.09.2017La politica delle sanzioni non è nota per essere stata un’efficace causa di cambiamenti politici. Ciò è particolarmente evidente dal modo in cui Iran scansò le sanzioni statunitensi ed europee nell’ultimo decennio, e ciò ancor più nel modo in cui la Corea democratica aggira, nonostante il ruolo degli alleati, quelle degli Stati Uniti sul suo programma nucleare. La Corea democratica ha un’infrastruttura nucleare ben consolidata, e non appare nulla sul Paese tentato di abbandonarlo. Né gli Stati Uniti hanno altra scelta che imporre sanzioni per colpire direttamente la Corea democratica e indirettamente i suoi alleati. Tuttavia, le sanzioni degli Stati Uniti e persino dell’ONU sembrano aver fatto poco per “convincere” la Corea democratica sulla necessità di abbandonare il programma nucleare. D’altra parte, l’ONU ha imposto altre sanzioni, cui dinamiche ed interessi politici internazionali divergenti hanno ricordato alla Corea democratica che ha poco di cui preoccuparsi. Nulla potrebbe meglio spiegarlo che le nuove prove missilistiche nordcoreane e Cina e Russia che continuano ad opporsi, nonostante le pressioni degli Stati Uniti, a qualsiasi azione contro la Corea democratica, scatenando un cambio di regime o consentendo l’uso della forza. Nonostante che le nuove sanzioni siano più dure delle precedenti, sono lontane da ciò che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sperava dall’inizio della presidenza. Ciò che gli Stati Uniti speravano era oltre che l’embargo completo sul petrolio, il blocco delle attività e il divieto di viaggiare a Kim Jong-un e agli altri funzionari nordcoreani designati. La proposta di risoluzione riguardava anche altre voci relative alle ADM e la disposizione per controllare le navi nordcoreane in acque internazionali. Mentre lo scenario così costruito non impedisce a Cina e Russia di fare pressione politica e diplomatica, e alla Corea democratica di subire la riduzione del 30% delle importazioni di petrolio, Russia e Cina hanno anche tracciato la linea che può essere attraversata solo creando una grave crisi internazionale. In sintesi, Russia e Cina si sono limitate all’applicazione misurata della pressione diplomatica, escludendo esplicitamente, oltre ad altro, instabilità di Pyongyang, cambio di regime, drastico cambio della scacchiera geopolitica e grave crisi di profughi. In tale quadro chiaramente concordato, Stati Uniti ed alleati della regione hanno poco o alcuna possibilità di creare uno scenario in cui il regime nordcoreano venga rovesciato. Non si dimentichi anche che Cina e Russia hanno chiarito questo aspetto a causa dell’osservazione di Nikki Haley che gli Stati Uniti avrebbero agito da soli se il regime di Kim non abbandonava missili e bombe atoniche. Tali osservazioni furono seguite dalla dichiarazione del Ministero degli Esteri cinese secondo cui “la questione della penisola va risolta in modo pacifico. La soluzione militare non porta a nulla. La Cina non vi permetterà conflitti“. Già Vladimir Putin aveva avvertito che “tagliare i rifornimenti di petrolio alla Corea democratica danneggerebbe degenti di ospedali e altri cittadini comuni”.
Con due dei più importanti aspetti della politica statunitense verso la Corea democratica respinti, il passaggio della risoluzione delle Nazioni Unite e l’imposizione delle sanzioni non riflettono quel potere che gli Stati Uniti affermano di avere quale potenza globale. Al contrario, il fatto che gli Stati Uniti debbano ridefinire la propria risoluzione per l’opposizione di Cina e Russia riflette fortemente l’influenza che esse hanno nell’arena internazionale. In parole semplici, le sanzioni imposte con la risoluzione decisa all’unanimità dall’UNSC non riflette nessuna di quelle elaborate dalla rappresentante statunitense Nikki Haley. Questa sconfitta è stata seguita da un “avvertimento” del presidente Trump, che tentava d’imporre sanzioni alle banche cinesi se non seguivano quelle dell’UNSC. Tuttavia, tale passaggio, se mai preso, peggiorerà soltanto la situazione per gli Stati Uniti. In termini qualitativi, le sanzioni alle banche cinesi faranno passare la questione nordcoreana nel dimenticatoio creando un nuovo sconvolgimento globale. I cinesi sono consapevoli di tale eventualità e già si preparano a contrastarla. Secondo alcuni rapporti, la Cina è pronta a lanciare contratti futures sul petrolio in yuan convertibili in oro, in ciò che gli analisti dicono possa mutare l’industria petrolifera. Tale quadro consentirebbe ai Paesi sanzionati dagli Stati Uniti, come Russia e Iran, di eludere le sanzioni negoziando in yuan. Mentre questo programma rientra nei tentativi della Cina di ridurre il dominio del dollaro USA sul mercato, significa anche che, aprendo accordi in yuan, la Cina avanza verso la creazione di uno spazio economico distinto che non può essere colpito dalle sanzioni statunitensi. Mentre questa mossa certamente innescherà una sorta di “guerra commerciale” tra Stati Uniti e Cina, a lungo andare si rivelerà il nucleo del mondo multipolare che Cina e Russia cercano di costruire, consentendo di seguire una politica più indipendente su questioni come la crisi nucleare nordcoreana.
Russia e Cina non permetteranno agli Stati Uniti di perseguire i loro piani egemonici contro la Corea democratica, e ciò è evidente anche da come la Russia avanzi verso l’integrazione piuttosto che l’isolamento e il rovesciamento del regime nordcoreano. A Vladivostok, la Russia di Putin ha aperto la strada per disinnescare la tensione militare e avvisa che un passo oltre le sanzioni sarebbe un “invito al cimitero”. Invece, ha proposto l’integrazione attraverso le aziende. Il piano di Putin trova una sua manifestazione con la piattaforma commerciale trilaterale che interessa Pyongyang, Seoul e Mosca, investendo finalmente nella connettività tra penisola coreana ed Estremo Oriente russo. Mentre una delegazione nordcoreana era presente a Vladivostok esprimendo ampio accordo sul programma, ciò che certamente era chiaro è che la politica russa e cinese sulla Corea è fondamentalmente diversa da quella degli Stati Uniti. E vi è un punto di rilievo e riflessione per la Corea democratica sulla possibilità di combattere le sanzioni attraverso l’integrazione nella connettività eurasiatica di Russia e Cina.Salman Rafi Sheikh, analista di relazioni internazionali ed affari esteri e nazionali del Pakistan, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Dichiarazione di Kim Jong Un su Trump e gli USA

Pyongyang Times 21/09/2017 – KCNA WatchIl leader supremo Kim Jong Un, Presidente del Partito dei Lavoratori della Corea, presidente della Commissione per gli affari statali della Corea democratica e Comandante Supremo dell’Esercito Popolare Coreano, rendeva pubblica una dichiarazione sul discorso del presidente degli USA all’ultima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unit, in qualità di presidente della Commissione per gli affari statali della Corea democratica, presso l’Ufficio del Comitato Centrale del partito, il 21 settembre, Juche 106 (2017). Di seguito è riportato il testo completo della dichiarazione:
“Il discorso pronunciato dal presidente statunitense nella sua prima apparizione nell’Arena delle Nazioni Unite, in circostanze serie, ove la situazione della penisola coreana è resa tesa come mai prima avvicinandosi al conflitto e suscitando preoccupazioni a livello mondiale. Una certa mia supposizione era che avrebbe fatto dichiarazioni stereotipate e diverse da quelle espresse dal suo incarico, alla luce del fatto che doveva parlare nella più grande sede diplomatica ufficiale del mondo. Ma lungi dal fare osservazioni plausibili ed utili ad allentare la tensione, ha commesso una sciocchezza inaudita mai sentita da nessuno dei suoi predecessori. Un cane spaventato abbaia più forte. Vorrei raccomandare a Trump prudenza nella scelta delle parole ed essere consapevole di quando parla al mondo. Il comportamento mentalmente squilibrato del presidente statunitense, esprimendo apertamente all’ONU la continua volontà di “distruggere totalmente” uno Stato sovrano, oltre a minacciare cambio di regime e rovesciamento di un sistema sociale, spinge chi ha normali facoltà mentali a riconsiderare discrezione e compostezza. Le sue osservazioni ricordano parole come “laico politico” o “eretico politico” in voga verso Trump durante le presidenziali. Dopo aver assunto la carica Trump ha inquietato il mondo con minacce e ricatti contro tutti i Paesi. È incapace di mantenere la prerogativa del comando supremo delle Forze Armate di un Paese, ed è sicuramente una canaglia e un gangster felice di giocare con il fuoco, piuttosto che un politico.
Le sue osservazioni sulle opzioni statunitensi come mera espressione della sua volontà mi hanno convinto, piuttosto che spaventato o fermato, che il percorso scelto è corretto e che va completato. Ora che Trump ha negato il diritto all’esistenza e insultato me e il mio Paese agli occhi del mondo emettendo la più truculenta dichiarazione di guerra nella storia, affermando che avrebbe distrutto la Corea democratica, considereremo con serietà contromisure corrispondenti e più dure di sempre. L’azione è l’opzione migliore nel trattare un rimbambito duro di comprendonio che vuole sentire solo ciò che vuole. Da rappresentante della RPDC e della dignità e dell’onore del mio Stato e del mio popolo e dei miei cari, farò pagare cara al detentore del comando supremo degli Stati Uniti le sue insulse assurdità di voler distruggere totalmente la RPDC. Questa non è la retorica amata da Trump. Penso a quale risposta dovrà aspettarsi da noi, permettendosi che tali assurdità uscissero dalla sua bocca. Qualunque cosa Trump si aspetti, subirà conseguenze oltre le sue attese. Certamente e sicuramente metterò a posto il rimbambito squilibrato statunitense con il fuoco”.

Solo un secondo… volgio essere sicuro che l’ONU veda il mio lato migliore.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Innovazione e adattamento nell’economia nordcoreana

Amitié France-Coree
Un paradosso sembra caratterizzare l’economia della Repubblica Popolare Democratica di Corea: nonostante le crescenti sanzioni internazionali, non solo il Paese non crolla, ma vive una notevole crescita economica. Per spiegare questo paradosso, i sostenitori della teoria del crollo della RPDC utilizzano varie spiegazioni che eludono il fallimento del loro modello teorico: elusione delle sanzioni, comportamento non cooperativo di alcuni Stati (prima di tutto la Cina, principale partner economico) o di determinate entità non statali (unico fattore che spiega l’esito positivo dei programmi nucleari e missilistici). In questo modo ignorano un aspetto ampiamente sviluppato da autori che hanno analizzato il crollo delle civiltà (come il geografo Jared Diamond, autore di Collasso): la capacità (o meno) delle società d’innovarsi ed adattarsi economicamente. Questo è tuttavia ben presente nella società nordcoreana, ome illustreremo con vari esempi.
Inventori e scopritori occupano un posto speciale nelle creazioni artistiche nordcoreane, la protagonista del Diario di una giovane nordcoreana, non si accorge che suo padre è uno scienziato che non scopre nulla finché quest’ultimo non fa una scoperta importante, e quindi lei decide di abbracciare a sua volta la carriera scientifica? L’innovazione e l’adattamento sono molto apprezzati e i nordcoreani sono molto orgogliosi delle scoperte nazionali le cui applicazioni hanno permesso di superare alcune carenze (o al contrario avere dei beni) dalle materie prime. Il vinalon e il ferro Juche l’illustrano nelle descrizione nella serie “Economia” della collana “Conoscenza della Corea” (pubblicazioni in lingue estere di Pyongyang, 2016, citazioni estratte dalle pagine 26-27 e 31-32). evidenziando il continuo processo di innovazione e uso economico di queste scoperte:

37. Ferro Juche
E’ il ferro prodotto da un processo produttivo che non utilizza il coke. La RPDC, dove manca questo combustibile, è da tempo impegnata nello sviluppo di un metodo per produrre ferro utilizzando le proprie risorse e tecniche. L’Acciaieria Songjin ha perfezionato un sistema di produzione del ferro Juche collegando direttamente forno rotante e forno di fusione ad ossigeno, una vera e propria rivoluzione nell’industria siderurgica del Paese. Questo metodo di produzione dell’acciaio, che integra il processo di fusione e la lavorazione dell’acciaio, è originale perché consente di produrre acciaio fondendo la ghisa fino a lavorarlo, innovandone così la sua produzione.

42. Vinalon
Il Vinalon, una fibra di alcool derivata dall’alcool polivinilico, è una fibra chimica sviluppata dallo scienziato Ri Sung Gi (1905-1996) negli anni ’30. Basta semplicemente il carburo di calcio per produrre Vinalon. Tuttavia, la RPDC abbonda di depositi di calcare e antracite, materie prime del carburo di calcio. Il tessuto Vinalon, fibra bianca e lucida, è resistente e morbido assorbendo meglio l’umidità rispetto ad altri tessuti in fibra sintetica. Resistente, inoltre, ad acido e alcalini, difficilmente si altera per l’azione dei microbi, come la muffa. Oltre alla fibra vinalon, il complesso 8 Febbraio produce agenti organici, inorganici, macromolecolari e raffinati. Produce anche, da un prodotto intermedio del vinalon, più di 400 tipi di sostanze chimiche, tra cui soda caustica, cloruro di vinile, vinile acetato, acido cloridrico, catalizzatori. Ci sono anche prodotti fitosanitari quali erbicidi e pesticidi, nonché coloranti.

Alcuni aspetti dell’economia nazionale, spesso interpretati come fallimenti, riflettono altrettanti adattamenti ad un ambiente vincolato. Se la velocità dei treni è ridotta, va visto come risposta alla scarsità di energia, che non è né eccezionale né propria della Corea: dal 2008 le compagnie di carico hanno ridotto la velocità delle navi aumentandone il numero per compensare l’aumento dei costi del petrolio. Dal 2012, le facciate degli edifici di nuova costruzione a Pyongyang hanno illuminazione al LED, che consuma meno energia. Nell’ambito delle sanzioni economiche e della chiusura dei circuiti finanziari internazionali, la capacità di resistenza della Corea democratica viene sfidata sulla capacità di farvi fronte; all’embargo parziale sul petrolio risponde con la razionalizzazione del consumo degli idrocarburi e, si potrebbe supporre, con la ricerca di fonti energetiche alternative, quindi la RPDC moltiplica i pannelli solari e potrebbe impegnarsi nello sfruttamento del gas di scisto. Forse Pyongyang vedrà la premessa di una società pionieristica dall’economia post-petrolifera. Innovazione e adattamento non sono specifiche della RPDC ma di tutte le società umane, mentre invece civiltà umane sono crollate per una molteplicità di fattori, non solo per il degrado ambientale, ma anche (tra l’altro) per l’azione di forze esterne ostili, come dimostrato da Jared Diamond.Traduzione di Alessandro Lattanzio