La Via della Seta Polare della Cina e l’occidente

Jonathon Ludwig, The Canadian Patriot 7 febbraio 2018

La Cina, in quanto principale Paese responsabile, è pronta a cooperare con tutte le parti interessate per cogliere l’opportunità storica nello sviluppo dell’Artico, affrontando le sfide poste dai cambiamenti nella regione“- Libro bianco cinese, 25 gennaio 2018.Il 25 gennaio in Cina la “Via della Seta Polare” ha creato una meravigliosa opportunità per lo sviluppo del Nord, che non si vede da decenni. Questa opportunità non solo estende il modello di crescita della Cina incredibilmente riuscito sull’America del Nord, attraverso un sistema rivoluzionario di navigazione artica e sviluppo delle infrastrutture, ma fornisce anche un nuovo spirito diplomatico fondato non sulla militarizzazione dell’Artico, come desiderato dai richiami neo-con utopici dell’era Cheney e Obama, ma piuttosto cooperazione, rispetto, sviluppo e fiducia. Con Global Affairs Canada che ha risposto favorevolmente all’iniziativa Via della Seta Polare e con l’adesione del governo canadese all’Asian Infrastructure Investment Bank guidata dalla Cina, per non parlare del memorandum della Columbia Britannica che aderisce l’iniziativa Fascia e Via, questa nuova realtà richiede una seria riflessione a canadesi e statunitensi, se vogliono rispondere adeguatamente nel modo più genuino e vantaggioso per il bene del nostro popolo e dell’umanità [1].Da dove nasce la nostra crisi?
Le economie stagnanti dell’America del Nord hanno sofferto per circa 50 anni dell’insieme di velenose falsità note dualisticamente come “società post-industriale-consumista” da un lato ed “economia della crescita anti-industriale” dall’altro. Sin da John F. Kennedy, Franklin Roosevelt (e loro corrispondenti canadesi John Diefenbaker, CD Howe e WAC Bennett) si ebbero programmi a lungo termine guidati dal nostro pensiero economico, con l’effetto di aumentare la produttività del lavoro, sia di migliorare morale , benessere fisico ed intellettuale dei nostri cittadini [2]. L’avanzata di questi tre parametri (fisico, intellettuale, morale) aumentò le capacità della nostra popolazione in modi che nessun’altra specie è capace, permettendoci di triplicare la nostra popolazione dal 1950 e, così facendo, dimostrare la vera natura dell’umanità come specie dalla sconfinata ragione creativa, con orrore dell’impero inglese e della sua élite globalmente indottrinata. Quei leader umanisti menzionati provenivano da un’era che non dicotomizzava “economia” e “politica”, in quanto erano riconosciute facce della stessa moneta, come meravigliosamente espresso da Benjamin Franklin che descriveva l’economia politica come “Scienza dell’umana felicità” [3]. Non appena quella dicotomia fu imposta alla società occidentale, formalizzata dalla distruzione del 1971 del sistema di cambio fisso di Bretton Woods, la politica divenne nient’altro che un gioco di sofismi, corruzione e ipocrisia, mentre “economia”, ormai senza “vincoli morali” dei regolamenti nazionali, divenne semplicemente una copertura per l’imperialismo postbellico attraverso la schiavitù del debito, il lavoro a basso costo, la speculazione sfrenata e il saccheggio delle risorse. Questo mondo dicotomizzato non aveva spazio per leader come quelli suddetti, né in Nord America né in altre parti del mondo. Le agenzie d’intelligence, sotto il pieno controllo dell’oligarchia dei finanzieri anglo-statunitensi, si assicurarono che nessun leader nazionalista e pro-industriale venisse tollerato al governo in qualsiasi Paese del mondo [4]. Durante gli anni patologici della Guerra Fredda, il mondo era diviso tra i “sviluppati” che non avrebbero avuto bisogno di crescere ulteriormente e i “non sviluppati” a cui erano permessi denaro e “tecnologie appropriate”, come i mulini a vento, ma non progresso tecnologico che aumentasse standard di vita o produttività del lavoro della società. Qualsiasi forma di innovazione scientifica fu relegata agli affari militari, o per far avanzare le nuove “industrie della pacificazione mentale” (cioè: intrattenimento, droghe, ecc.). L’infrastruttura non era più consentita quale dominio in cui esprimere la tecnologia, né definito lo “sviluppo”. Infatti, nel 1978-2000, i nuovi investimenti nelle infrastrutture canadesi scesero allo 0,1% / anno (rispetto al 4,8% annuo medio nel 1955-1978) [5]. Tendenze simili colpirono gli Stati Uniti causando il caos che si sta ora dispiegando nel Nord America. Nel frattempo le industrie produttive furono esternalizzate nei mercati del lavoro a basso costo, col risultato di una società sempre più dipendente da “beni economici” e servizi scadenti. La logica lineare dei confini della popolazione animale conosciuta come “Capacità portante dell’ambiente” fu quindi imposta all’umanità dalla stessa élite neomalthusiana che l’odiava così tanto da essere disposta ad ucciderne i leader più brillanti e ad elaborare una filosofia cinica solo per convincere la società, con una forma malvagia di effetto Pigmalione, che la nostra natura sia pensata per distruggere la natura e infine autodistruggersi. Un importante architetto malthusiano di tale “nuova società” fu il co-fondatore del Club di Roma Sir Alexander King, che rivelò tale infame intenzione nel sorprendente libro del 1991 The First Global Revolution: “Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, abbiamo avuto l’idea che inquinamento, riscaldamento globale, scarsità d’acqua, carestia e simili sarebbero stati adeguati. Tali pericoli sono causati dall’intervento umano, ed è solo attraverso atteggiamenti e comportamenti modificati che possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è l’umanità stessa“. [6] E così è successo che una generazione di baby boomer drogati fu indotta a “liberarsi del passato e del futuro” seguendo i mantra di guru come Timothy Leary e Aldous Huxley per “accendere, sintonizzare e abbandonare”. Poiché l’umanità è troppo irrimediabilmente corrotta, gli fu detto di abbandonare ogni responsabilità per cambiare un mondo che non può essere, in ultima analisi, cambiato ed invece va verso l’interiorità ala ricerca del piacere (piacere/dolore, convalidato come nuovo standard di giusto/sbagliato). Questo allontanarsi dal passato e dal futuro ha reso un’intera generazione irrimediabilmente malleabile e suscettibile a una nuova etica chiamata variamente “post-strutturalismo”, “post-realismo” e “postindustrialismo”. Precisamente, tali nomi adottati dal movimento della contro-cultura erano meglio etichettati come “post-verità”. Ora, a quasi 50 anni da tale disordine nevrotico, e di fronte al crollo immanente dell’illusoria bolla del debito speculativo che troppi economisti idioti credono sia la nostra “economia”, ci è stata presentata una crisi potenzialmente meravigliosa.

Un ritorno a un futuro umanista
La Cina rispetta il diritto di tutte le nazioni di cercare la propria strada. Non perseguiremo mai lo sviluppo a spese degli altri. Troveremo una convergenza con altri Paesi e rafforzeremo la cooperazione con altri Paesi in via di sviluppo e promuoveremo la cooperazione attraverso l’iniziativa Fscia e Via“.Xi Jinping, 22 ottobre 2017Ciò che ha reso questa crisi “potenzialmente” meravigliosa è che un nuovo ordine possibile è sorto con una velocità straordinariamente rapida da quando qualcosa di nuovo ha cominciato a succedere nel 2013. Questo nuovo ordine rispetta il diritto alla sovranità di ogni nazione e presuppone che le relazioni internazionali debbano basarsi sullo sviluppo reciproco delle risorse mentali e fisiche di ogni nazione. Questo non è il Nuovo Ordine Mondiale promosso dai fratelli Huxley, ma uno fondato sulla rinascita del mondo giusto che Franklin Roosevelt immaginò in opposizione a Churchill alla fine della Seconda Guerra Mondiale [7] e che John Kennedy descrisse chiedendo di sostituire la guerra fredda con l’impegno per tutta l’umanità ad esplorare insieme le stelle [8]. Negli ultimi 30 anni, il modello di crescita della Cina ha fatto uscire oltre 800 milioni di persone dalla povertà e con l’annuncio della Nuova Via della Seta del maggio 2013, la Cina ha legato il suo destino ad istituzioni nuove e potenti come BRICS, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e Unione Economica Eurasiatica invitando tutte le nazioni del mondo a unirsi al sogno. Consapevole del fatto che il quadro monetarista di istituzioni come Bretton Woods come FMI, Banca Mondiale e OMC non avrebbe mai permesso investimenti a lungo termine per l’estesa Via della Seta, la Cina ha creato una serie di nuovi meccanismi finanziari internazionali come Asian Infrastructure Investment Bank, New Development Bank, New Silk Road Fund e altro ancora. Con questo nuovo ritmo progressivo, gli ex-Paesi coloniali del “2 ° e 3 ° mondo” sono incoraggiati a sfidare i tronfi Dei dell’Olimpo seduti sulle rovine della City di Londra e di Wall Street. Sempre più Paesi del “1° mondo”, stagnanti e disperati, iniziano a puntare sulla Nuova Via della Seta. In questa nota, la visita di Donald Trump in Cina nel novembre 2017 consolidò non solo 250 miliardi di dollari in accordi tra le due potenze e aperto la porta agli investimenti cinesi negli USA, ma ha fatto un passo da gigante verso l’unione degli interessi statunitensi con l’Eurasia. Finora, la Nuova Via della Seta ha esteso i corridoi dello sviluppo dalla Cina all’Europa, aumentando commercio e scambi culturali, scatenando un vasto potenziale lungo la rotta. Nuove città moderne sono state costruite da zero a centinaia, e nuove industrie, tecnologie e scoperte scientifiche associate sono sbocciate. Questi corridoi sono sorti in Medio Oriente, Africa, Eurasia e persino in Sud America e Caraibi con la riduzione della povertà, la riduzione dei conflitti e la speranza come effetti.Lo stretto di Bering come perno della Via della Seta Polare
Si stima prudentemente che il 30% del gas naturale non scoperto del mondo e il 13% delle riserve di petrolio non ancora scoperte siano nell’Artico. I minerali di tutta la tavola periodica si trovano generosamente nell’Artico ma non servono all’umanità dato che non sono state costruite reti di trasporto per raggiungerli. Attualmente, i progetti della Cina con i suoi vicini artici riguardano principalmente navigazione, turismo e materie prime. Tuttavia, lo spirito della Via della Seta si basa sulla crescita complete di tutte le componenti delle economie nazionali, ed è guidato dalla creazione di corridoi di sviluppo ovunque sia adottato (energia, fibre ottiche, acqua, edilizia comunitaria, sanità, istruzione e infrastrutture di trasporto ), e non c’è ragione di credere che l’Artico costituisca un’eccezione a questa filosofia. Poiché il programma di sviluppo siberiano della Russia è parallelo alla filosofia della Nuova Via della Seta, con miliardi investiti da attori internazionali dall’estremo oriente russo allo stretto di Bering, il progetto centenario del tunnel ferroviario dello Stretto di Bering va rivisitato come punto ideale di collaborazione per riportare tecnologie e pratiche della prossima generazione in linea con la ricostruzione della nostra salute economica, fisica, mentale e morale. Il collegamento dello stretto di 100 km tra i continenti russo e americano fu approvato da Vladimir Putin nel 2007, seguito dall’approvazione della Cina nel maggio 2014. Ora, con oltre 25000 km di ferrovie ad alta velocità costruite solo in Cina (38000 km da costruire entro il 2025), con diversi progetti di binari magnetici aggiuntivi ora in costruzione e vasti progetti ferroviari nell’Artico russo, il prossimo passo logico per lo sviluppo eurasiatico è portare l’America nel complesso in questo programma con linee ferroviarie attraverso lo Stretto di Bering. Con un simile impegno, la costruzione della tratta ferroviaria di 1000 km nota come linea ferroviaria Alaska-Canada sarà facilmente realizzata, con nuove reti ferroviarie costruite attraverso i territori canadesi e il continente sbloccando le materie prime, costruendo nuove città avanzate e standard di vita edificanti lungo la rotta.

Il risveglio di grandi personalità
La necessità di rivisitare programmi così audaci come il Corridoio di sviluppo del Canada, progettato dall’eroe canadese della Seconda Guerra Mondiale, Generale Richard Rohmer, può finalmente verificarsi in modo legittimo una volta che questo paradigma potrà adottarsi organicamente nell’Artico. Il piano del 1969 di Rohmer, che prevedeva un binario ferroviario di 4000 km dalla Nuova Scozia allo Yukon, attraverso lo Scudo canadese del “Mid Canada”, fu progettato per aprire la zona sottosviluppata tra la tundra e la sottile zona di sviluppo che abbracciava il confine statunitense. Se questo programma fosse stato intrapreso quando fu presentato per la prima volta, nel 1969, come alternativa all’inferno post-industriale scelto al suo posto, non solo la popolazione canadese avrebbe almeno il doppio delle attuali dimensioni, ma la perdita di posti di lavoro manifatturieri (e inversamente la nostra dipendenza da beni economici provenienti da nazioni povere), il decadimento delle nostre infrastrutture e il crollo dei nostri cittadini non si sarebbero verificati. Da questo punto di vista, la creazione di città artiche ispirate alla città a cupola di Frobisher Bay del primo ministro John Diefenbaker, diventerà presto una perla lungo la grande Fascia e Via del Nord. Tali complessi, che avrebbero dato ad oltre 5000 ingegneri e famiglie tutti i comfort della città di Toronto, erano pronti per essere costruiti già nel 1958 se non fosse per l’attacco coordinato a Diefenbaker e all’economia nordamericana. Ciò che è più importante dello sviluppo delle materie prime sono le nuove opportunità scientifiche per esplorare gli effetti della radiazione cosmica e il suo ruolo nel guidare i cicli climatici, l’evoluzione della biosfera e persino alcune forme di malattie virali. Tali indagini possono avvenire solo negli ambienti saturi di radiazioni cosmiche dell’artico. L’esplorazione spaziale, dove Russia e Cina sono sempre più leader mondiali, richiede anche ambienti artici che imitino le condizioni climatiche extra-terrestri che incontreremo su Marte. La cosa più importante è che la Cina vuole questo futuro e sa che noi occidentali possiamo svegliarci dal nostro lungo sonno.Visione a lungo termine della Cina per l’umanità
Nel maggio 2016, in previsione dell’inaugurazione della Via della Seta Polare, l’ambasciatore cinese in Canada scrisse: “L’iniziativa Fascia e Via è un nuovo tipo di meccanismo di cooperazione. La Cina seguirà i principi di apertura, cooperazione, armonia, inclusività, mutuo vantaggio e cooperazione vantaggiosa per tutti. I programmi di sviluppo nell’ambito dell’iniziativa non sono esclusivi, ma sono aperti a tutti i Paesi o parti interessati, sia nelle regioni lungo il percorso che in altre parti del mondo… Alcuni amici canadesi mi hanno detto che, come Canada e Cina sono vicini del Pacifico, l’iniziativa Fascia e Via da molte opportunità anche al Canada. In considerazione dei progressi compiuti nel corso della cooperazione Cina-Canada in tutti i settori, negli anni, il Canada può sfruttare il vantaggio in risorse e tecnologia per rafforzare la cooperazione con i Paesi asiatici in settori come sviluppo delle infrastrutture, investimenti industriali, le risorse energetiche, finanziamento, scambi interpersonali e produzione avanzata… Nel frattempo, Cina e Canada potrebbero esplorare insieme modi e mezzi per estendere Fascia e Via nel Nord America“. Per il geopolitico, o qualsiasi altra vittima dell’ingegneria sociale del baby boom, tali intenzioni espresse dalla Cina sono del tutto inesistenti. Tutto ciò che esiste è presunto meccanismo di pianificazione basato su idee hobbesiane di potere del più forte per dominare il più debole e potere di monopolizzare le risorse. La nozione di potere che si trova nella capacità dell’umanità di coesistere e cooperare nell’interesse comune e dell’universo come idea compresa da pensatori come Gottfried Leibniz, Benjamin Franklin, Abraham Lincoln, Franklin Roosevelt e altri, è quasi del tutto assente nelle menti di una società condizionata a pensare in termini materialistici. Tuttavia, qualsiasi pensatore dalla chiaro conoscenza della storia e amorevole senso del futuro può facilmente identificare l’intenzione della Cina e dei suoi principali alleati eurasiatici. Per chi vede oltre gli effetti dell’ingegneria sociale su descritti, come la presidentessa dell’istituto Schiller Helga Zepp-LaRouche, la Nuova Via della Seta non rappresenta solo un’opportunità per costruire infrastrutture e sanare le ferite dell’ultimo mezzo decennio, ma ancor più, rappresenta nientemeno che un’opportunità per mettere finalmente l’umanità in armonia con le leggi naturali dell’universo, il cui comando primario è “essere creativi o collassare”. In una recente conferenza a Berlino, la signora LaRouche concludeva con le seguenti parole, “È molto bello vivere in questo momento storico e contribuire a rendere il mondo un posto migliore. E può essere fatto, perché il Nuovo Paradigma corrisponde alla legittimità dell’universo fisico nella scienza, nell’arte classica e in questi principi. Il neoliberismo e liberalismo di sinistra sono obsoleti e scompariranno come gli scolastici che discutevano su quanti angeli sedessero sulla capocchia di una spilla. Ciò che verrà affermato è l’identità della specie umana come specie creativa nell’universo“.

La fase successiva dell’evoluzione della Nuova Via della Seta promossa dall’Istituto Schiller è illustrata con decine di importanti progetti. (Worldlandbridge.com)

Note
[1] Indipendentemente dal fatto che il sostegno del governo canadese a tali iniziative sia autentico o meno, non è questione di cui ci occupiamo in questo momento. Il fatto è che c’è stata un’espressione di sostegno a un processo le cui regole non sono state modellate dall’élite anglo-statunitense, e la nostra valutazione deriva da questo fatto. Resta che, in un momento di crisi, anche le agenzie che beneficiavano del decadimento della società devono adattarsi alla cura se desiderano sopravvivere, o collassare con l’ospite che hanno distrutto come parassiti.
[2] Tali grandi progetti erano noti New Deal, programma Apollo, la rivoluzione idro-nucleare e Avro Arrow
[3] Da Leibniz a Franklin su “Happiness” di David Shavin, Fidelio Vol. 12 n. 1
[4] Per una cronologia più completa dei colpi di Stato e assassinii della CIA-MI6 dalla Seconda guerra mondiale, vedasi “Cronologia delle atrocità della CIA“, Steve Kangas, 7 febbraio 1997
[5] Il pericolo dell’imminente crollo dell’infrastruttura municipale canadese, Federazione delle municipalità canadesi, novembre 2007. Mentre il tasso di investimento è leggermente migliorato rispetto al 2001, il danno causato dal gap di 25 anni è diventato irrisolvibile senza un completo cambiamento sistemico. Le percentuali del collasso delle infrastrutture statunitensi sono di entità simile, per la relazione dell’American Society of Civil Engineers 2017, che avanza una stima prudente di 2 trilioni di dollari per portare le infrastrutture a livelli “accettabili”.
[6] The First Global Revolution: A Report by the Club of Rome, 1991 di Alexander King
[7] Per un resoconto completo della battaglia tra FDR e le intenzioni opposte di Churchill sul mondo postbellico, tratto dal libro di Elliot Roosevelt, As He Saw It.
[8] Nel discorso alle Nazioni Unite del 20 settembre 1963, Kennedy disse: “Includo tra queste possibilità una spedizione congiunta sulla Luna… Perché.. dovrebbe il primo volo dell’uomo sulla Luna essere una questione di competizione nazionale? Perché Stati Uniti ed Unione Sovietica dovrebbero sobbarcarsi immense duplicazioni su ricerca, costruzione e spesa? Sicuramente dovremmo esplorare se scienziati e astronauti dei nostri due Paesi, anzi di tutto il mondo, non possono collaborare alla conquista dello spazio, mandando un giorno di questo decennio sulla Luna non i rappresentanti di una sola nazione, ma di tutti i nostri Paesi“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Russia e Cina costruiscono la “Via della Seta Polare”

Fort Russ News, 30 gennaio 2017

Potrebbe la Russia controllare una larga fetta del trasporto marittimo globale nel prossimo futuro? La frase del presidente russo, detta scherzosamente ai rappresentanti della Cina alla cerimonia del primo carico di gas liquefatto nello stabilimento LNG Jamal: “La Via della Seta ha raggiunto il Nord. La uniremo con la rotta del Mare del Nord, e sarà proprio ciò di cui abbiamo bisogno: La Via della Seta Polare”, frase che si è rivelata profetica e anche piuttosto pragmatica. Nel primo Libro bianco sulla politica della Cina nell’Artico, pubblicato dal Consiglio di Stato della Cina, una dichiarazione diretta e inequivocabile afferma che la Cina intende “congiuntamente con altri Stati, creare rotte commerciali marittime nella regione artica nell’ambito della struttura dell’iniziativa ‘Via della Seta Polare’“. Quali “altri Stati” siano, nessuno l’ha detto. Ma basta aprire una mappa e ci sono, naturalmente, Stati Uniti e Canada, senza alcun rapporto con l’iniziativa “Via della Seta”, e la Norvegia, che non rappresenta nulla di valore nel quadro del megaprogetto cinese. “Possiamo fare passi costruttivi per coordinare le strategie di sviluppo con gli Stati artici”, afferma la strategia cinese, “Innanzitutto, promuovere sforzi congiunti per creare un corridoio economico marittimo tra Cina ed Europa attraverso l’Oceano Artico. Le imprese cinesi sono incoraggiate a partecipare allo sviluppo delle infrastrutture, ai viaggi commerciali di prova in conformità con leggi e regolamenti appropriati“.
Perché la Cina è interessata alla rotta del Mare del Nord? Altre rotte marittime trans-eurasiatiche, da una prospettiva a lungo termine, possono essere instabili, soprattutto in termini di sicurezza. L’attuale rotta “di base” attraversa Canale di Suez e Mediterraneo. Ma tenendo conto dell’espansione pianificata, è ancora troppo affollata. In secondo luogo, il Medio Oriente è un’evidente zona d’instabilità. E in terzo luogo, nessuno sa come si comporteranno in una data situazione le autorità locali: c’è sempre un certo rischio. Un altro possibile itinerario è attraverso l’America centrale, che si tratti del canale Panama o dell’ipotetico canale nicaraguense. Anche questi non sono del tutto razionali, ma per altri motivi. Ha senso usarli per il commercio asiatico-americano, il cui sviluppo è pianificato. Pertanto, solo due rotte polari possono davvero offrire una soluzione strategica a lungo termine.
C’è il Passaggio a Nord-Ovest Americano, per primo attraversato dal norvegese Roald Amundsen all’inizio del secolo scorso, ma vi sono alcuni problemi. Innanzitutto, il Canada, ritenendo che il passaggio a nord-ovest attraversi le sue acque territoriali, potrebbe comportare conseguenze per altri Paesi. Inoltre, gli Stati Uniti; ma avere un’autostrada commerciale sotto il controllo di un concorrente strategico non sarebbe favorevole. E poi c’è la rotta del Mare del Nord della Russia, che è molto più logica e attraente per i vicini cinesi dalla mentalità strategica. Per la Russia, la partecipazione attiva dei cinesi allo sviluppo della rotta del Mare del Nord è utile non solo per gli investimenti. In Russia, i cinesi beneficiano in primo luogo dei continui acquisti di servizi: dalla flotta rompighiaccio ai trasbordi portuali. I servizi potrebbero anche essere utilizzati da giapponesi, coreani, vietnamiti e anche UE se fosse interessata. Ma il principale “grossista di transito”, senza dubbio, non può che essere la Cina. E non è un caso se alla fine dello scorso anno gli scienziati marittimi russi e cinesi decidevano di sviluppare congiuntamente nuove tecnologie artiche per la ricerca oceanica e modellare i ghiacci. Un accordo su questo fu firmato a dicembre 2017, a San Pietroburgo, dai rappresentanti dell’Università Tecnica Marittima Statale di San Pietroburgo e dal Centro di Ricerca per le Costruzioni Navali della Cina.
La Cina è interessata all’esplorazione congiunta delle risorse naturali dell’Artico. E la Russia, a sua volta, ha vitale interesse nello sviluppo delle infrastrutture artiche: questa regione è molto ricca ma, come si suol dire, è complessa. Allo stesso modo, non è un caso che la Russia stia investendo attivamente nella componente militare dell’Artico: detta ricchezza va protetta. E così anche Federazione Russa e Cina vedono la necessità di cooperazione nello sviluppo di questa regione. Vicinanza e interessi comuni sono tra i migliori criteri per il successo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Evoluzione della cooperazione interregionale tra Russia e Cina

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 05.01.2018La cooperazione regionale offre maggiore profondità e solidità alle relazioni economiche tra i due Paesi. Dimostra il livello di fiducia reciproca e facilita l’instaurazione di relazioni veramente strette, l’integrazione economica e culturale. Comprendendo ciò, Russia e Cina incoraggiano i contatti tra le loro regioni. Una delle importanti tendenze della cooperazione interregionale russo-cinese è il Progetto Volga-Yangtze. Nel 2013, in accordo con l’approvazione del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, fu creato il gruppo di lavoro congiunto sulla cooperazione nei settori economico e umanitario per le regioni del distretto federale del Volga della Federazione Russa e le Rotte Superiori e Centrali del fiume Yangtze in Cina. Il Distretto Federale del Volga comprende 14 entità territoriali della Federazione Russa, con quasi 30 milioni di abitanti (20% della popolazione russa). Le zone superiori e medie del fiume Yangtze comprendono cinque province cinesi e Chongqing, un comune autonomo con una popolazione di 360,6 milioni di persone. Entro la fine del 2017, le parti si sono scambiate diverse visite e hanno avuto alcune riunioni congiunte. Sono stati raggiunti accordi di cooperazione commerciale ed economica tra l’amministrazione dell’Oblast di Nizhnij Novgorod (il cui centro amministrativo, Nizhnij Novgorod, è anche il centro amministrativo del distretto federale del Volga) e le province cinesi Anhui e Sichuan. Nel complesso, si può notare che la cooperazione tra queste grandi unità regionali di Russia e Cina si sviluppa abbastanza lentamente. Ciò per via di molti ostacoli legislativi, l’assenza di condizioni favorevoli per gli scambi commerciali e il rigoroso regime dei visti tra i due Paesi. Tuttavia, molti specialisti ritengono che se queste difficoltà venissero rimosse, le relazioni tra Distretto Federale del Volga e Rotte Alta e Media del fiume Yangtze hanno un futuro luminoso. Inoltre, l’interazione tra Cina e Kraj Altaj della Federazione Russa è notevolmente aumentata di recente. La cooperazione nell’economia, nell’istruzione e nella cultura si sviluppa tra la suddetta regione russa e la Cina. La base della cooperazione economica tra Kraj Altaj e Cina è il commercio di prodotti agricoli. Come è noto, il Kraj Altaj è tra le principali entità territoriali della Federazione Russa nell”agricoltura. Il mercato cinese dei prodotti alimentari è uno dei principali mercati per l’esportazione in questa regione. La Grande Cina acquista periodicamente grandi volumi di farina, cereali e miele dell’Altaj Inoltre, il Kraj Altaj è il più grande fornitore di olio vegetale russo della Cina. Nel 2015, la regione vendette alla Cina 5,4 mila tonnellate di farina e più di 26 tonnellate di miele (nove volte la quantità di miele acquistato dai cinesi nel 2014). Nel giugno 2016, l’amministrazione del Kraj Altaj informò dell’aumento del quadruplo del fatturato economico estero con la Cina nell’ultimo anno. Oltre ad altri prodotti, la Cina acquistava centinaia di tonnellate di gelato dall’Altaj. Nel 2017 questa tendenza continuava. Il Kraj Altaj ha il commercio più vivace con la regione autonoma dello Xinjiang Uygur, territorio autonomo nel nord della Cina. Il trasporto di merci avviene su strada attraverso Kazakistan e Mongolia. Tuttavia, l’eccedenza di cereali osservata nel Kraj Altaj e la domanda in costante crescita della Cina di prodotti alimentari di qualità e prodotti agricoli di base richiedono ad entrambe le parti l’espansione del commercio e l’inclusione di nuove regioni della Cina. La crescita delle esportazioni verso la Cina è la principale preoccupazione dell’amministrazione del Kraj Altaj. Va notato che vi sono alcuni ostacoli nella legislazione cinese, che impediscono al commercio russo-cinese di prodotti agricoli di svilupparsi pienamente. Ad esempio, nonostante la crescente popolarità dei prodotti cerealicoli dell’Altaj in Cina, il sistema di quote d’importazione della farina esistente in Cina, impedisce la crescita delle forniture, nonostante la crescente popolarità dei prodotti cerealicoli dell’Alta; queste quote sono solo assegnate alle aziende cinesi.
Oggigiorno, Russia e Cina hanno trattative su annullamento o allentamento delle restrizioni alle importazioni cinesi dei prodotti agricoli, e un certo successo è già stato raggiunto. Pertanto, la Cina è obbligata a sbarazzarsi delle barriere tariffarie entro il 2020, che non corrispondono ai requisiti dell’OMC. Nel novembre 2017 si svolgeva l’incontro tra il Governatore del Kraj Altaj Aleksandr Karlin e Li Hui, l’ambasciatore cinese in Russia, per discutere delle prospettive dello sviluppo del commercio e della cooperazione negli investimenti tra Kraj Altaj e Cina. Oltre ai tradizionali campi, le parti hanno toccato il tema del turismo. Secondo Li Hui, il territorio mostra un notevole potenziale in questa sfera. Nello stesso mese, la delegazione del Kraj Altaj si recava a Shanghai, alla XXI Esposizione Internazionale di Cibo e Bevande, la fiera mondiale cinese su cibo e ospitalità FHC 2017. Gli uomini d’affari e i funzionari cinesi hanno l’opportunità di conoscere i vari prodotti delle Imprese dell’Altaj. In generale, le prospettive della cooperazione economica tra Cina e Kraj Altaj possono essere considerate favorevoli. È noto che l’agricoltura cinese non può soddisfare pienamente le richieste della popolazione del Paese e l’importazione cinese di prodotti alimentari aumenterà nel prossimo futuro. Inoltre, molti cinesi sono preoccupati per l’uso eccessivo di prodotti chimici e alimenti geneticamente modificati, a cui gli agrari cinesi ricorrono per massimizzare i raccolti. Considerando questi fattori, così come i lavori per la liberalizzazione della legislazione commerciale cinese, i produttori russi di prodotti agricoli biologici possono contare su una significativa crescita degli scambi commerciali con la Cina ne prossimo futuro.
Un’altra interessante notizia sulla cooperazione russo-cinese regionale è l’estensione dei contatti tra Cina e Repubblica cecena. Il business petrolifero è la principale sfera della cooperazione economica tra Cecenia e Cina. Nell’aprile 2017, la società cecena OAO “Chechenneftehimprom” e la cinese СРТSA SA firmavano un accordo di cooperazione. I produttori di petrolio cinesi ottenevano l’approvazione per l’esplorazione e lo sviluppo dei giacimenti di petrolio/gas ceceni. Come primo partner straniero della Cecenia nel settore petrolifero, СРТSA SA riceveva la promessa di condizioni operative favorevoli. Secondo le parole del Primo ministro ceceno Abubakar Edelgeriev, le parti s’impegneranno non solo nell’estrazione petrolifera ma anche nella raffinazione del petrolio, influenzando positivamente l’economia cecena. Un’altra sfera d’impegno tra Cina e Cecenia sono le disposizioni sulla sicurezza. Recentemente, la crescita delle minacce terroristiche si notava nella regione autonoma cinese dello Xinjiang Uygur. Per mantenere la sicurezza sul suo territorio, la Cina intende adottare le migliori tattiche antiterrorismo cecene. Con tale visione, nel novembre 2017, la delegazione cinese guidata da Chen Gopin, rappresentante speciale per la lotta al terrorismo e la sicurezza della Repubblica popolare cinese, visitava la Cecenia. Oltre alle questioni sulla sicurezza, i rappresentanti della delegazione discussero dello sviluppo della cooperazione economica coi funzionari ceceni, affermando che la Cecenia è ricca di risorse e ha un notevole potenziale turistico.
In conclusione, si può notare che Russia e Cina sviluppano costantemente la cooperazione tra queste due regioni, che già paga dei dividendi.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Russia e India: 70 anni insieme

Vladimir Putin, The Times of India, 30 maggio 2017KremlinQuest’anno celebriamo l’anniversario di un evento veramente storico. Settant’anni fa, il 13 aprile 1947, i governi dell’URSS e dell’India annunciavano la decisione d’istituire missioni ufficiali a Delhi e a Mosca. Questo passo da parte nostra logicamente seguiva il nostro corso nell’aiutare l’India nella strada verso la liberazione nazionale e contribuì a rafforzarne l’indipendenza. Nei decenni seguenti, la nostra partnership bilaterale s’è ulteriormente intensificata e rafforzata, senza mai essere oggetto di opportunismi. Le relazioni uguali e mutualmente vantaggiose dei due Stati si sono sviluppate costantemente. Questo è abbastanza naturale. I nostri popoli hanno sempre avuto reciproca simpatia e rispetto per i rispettivi valori spirituali e culturali. Oggi possiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto. Con l’assistenza tecnica e finanziaria della Russia, si crearono i pionieri dell’industrializzazione indiana: i complessi metallurgici di Bhilai, Visakhapatnam e Bokaro, l’impianto minerario di Durgapur, la centrale termoelettrica di Neyveli, l’impianto elettromeccanico di Korba, quelli per gli antibiotici di Rishikesh e farmaceutico di Hyderabad. Gli scienziati e gli accademici sovietici e poi russi parteciparono alla creazione di centri di ricerca e istruzione in India, come l’Istituto Indiano di Tecnologia di Bombay e gli istituti di ricerca dell’industria petrolifera di Dehradun e Ahmedabad. Siamo orgogliosi dei nostri specialisti che contribuirono a sviluppare il programma spaziale dell’India. Grazie a questa feconda cooperazione bilaterale, nel 1975 fu lanciato il primo satellite dell’India, Aryabhata, e il cittadino indiano Rakesh Sharma andò nello spazio nel 1984 come membro dell’equipaggio della Sojuz T-11.
Nell’agosto 1971 i nostri Paesi firmarono il Trattato di pace, amicizia e cooperazione, definendo i principi fondamentali delle relazioni bilaterali, come il rispetto della sovranità e degli interessi, il buon vicinato e la convivenza pacifica. Nel 1993 la Federazione Russa e la Repubblica dell’India confermarono l’inviolabilità di questi principi fondamentali nel nuovo Trattato di pace, amicizia e cooperazione. La Dichiarazione sul partenariato strategico firmato nel 2000 prevede un coordinamento stretto negli approcci per garantire pace e sicurezza internazionali e la soluzione dei pressanti problemi globali e regionali. I vertici annuali sono pratica consolidata nelle relazioni bilaterali indiano-russe che permettono di discutere tempestivamente sugli sforzi per conseguire i nostri obiettivi e fissare obiettivi a lungo termine. A inizio giugno, avremo un altro vertice con il Primo ministro Narendra Modi a San Pietroburgo e dovrebbe partecipare al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in cui l’India parteciperà per la prima volta come partner. Il quadro giuridico comprende più di 250 documenti aggiornati regolarmente. Un lavoro efficace è svolto nelle commissioni intergovernative sulla cooperazione nel commercio e nell’economia, nella scienza e nella tecnologia, nonché nella cultura e nel settore militare-tecnico. I ministeri degli Esteri, gli uffici del consiglio di sicurezza e i ministeri interessati mantengono un dialogo continuo. I legami interparlamentari e interregionali, nonché i contatti commerciali e umanitari si sviluppano attivamente. Viene inoltre rafforzata la cooperazione militare: le manovre congiunte terrestri e navali si svolgono regolarmente.
La cooperazione nell’uso pacifico dell’energia atomica è una delle componenti fondamentali del rapporto tra India e Russia. La costruzione della centrale nucleare di Kudankulam con la nostra assistenza è un progetto di punta in questo campo. Nel 2013 fu attivato il primo reattore nucleare. Nell’ottobre 2016, la seconda unità fu consegnata agli indiani ed iniziò la costruzione delle terza e quarta unità. Tutto ciò contribuisce all’attuazione dei piani di sviluppo dell’energia nucleare in India che prevedono la costruzione di almeno 12 unità entro il 2020. Tali obiettivi sono definiti da un documento congiunto, la Visione strategica per rafforzare la cooperazione India-Russia sull’uso pacifico dell’energia atomica. Abbiamo intenzione di condividere ulteriormente con l’India tecnologie più avanzate in questa importante industria e contribuire a migliorarne la sicurezza energetica. La collaborazione nel settore energetico convenzionale si sviluppa con successo. L’acquisto delle azioni della società russa “Vankorneft” effettuato da un consorzio indiano è il maggiore accordo bilaterale nel settore petrolifero. Attualmente sono considerate le possibilità di partecipazione delle imprese indiane ai progetti congiunti di esplorazione e produzione di idrocarburi nei fondali dell’Artico russo. Ci sono anche buone prospettive per la cooperazione nell’energia solare, nella modernizzazione delle centrali elettriche esistenti e nella costruzione di nuove nel territorio dell’India. Grandi progetti vengono realizzati nelle industrie metalmeccanica, chimica e mineraria, aeronautica, farmaceutica e medica. Una delle priorità è promuovere il commercio e migliorarne la struttura, nonché stimolare l’attività economica delle nostre comunità imprenditoriali. Mi riferisco al miglioramento della cooperazione industriale e all’aumento delle forniture di prodotti ad alta tecnologia, creando un ambiente migliore per gli affari e gli investimenti, utilizzando sistemi di pagamenti in valute nazionali. La decisione di avviare i negoziati su un accordo di libero scambio tra Unione economica eurasiatica e India, adottata nel dicembre 2016, è particolarmente importante. Sono state esplorate le possibilità di creare il corridoio internazionale dei trasporti nord-sud. Tutti questi fattori dovrebbero promuovere lo sviluppo della nostra cooperazione bilaterale e regionale. Per favorire l’afflusso reciproco di capitali, è stato istituito un gruppo di lavoro sui progetti d’investimento prioritari nell’ambito della commissione intergovernativa sul commercio, la cooperazione economica, scientifica, tecnologica e culturale. Sono stati scelti i 19 progetti più promettenti. La Russia s’è impegnata a partecipare nel programma a lungo termine “Make in India” avviato dal Primo ministro Narendra Modi. I nostri Paesi collaborano intensamente alla produzione di armi multiruolo ed equipaggiamenti militari. La coproduzione del missile supersonico da crociera “BrahMos” è il nostro orgoglio. Dal 1960, il valore complessivo dei contratti nel quadro della cooperazione militare e tecnica ammonta ad oltre 65 miliardi di dollari, mentre il portafoglio ordini nel 2012-2016 superava i 46 miliardi di dollari.
India e Russia sono partner paritari negli affari internazionali. I nostri Paesi sostengono l’istituzione di un sistema democratico multipolare nelle relazioni internazionali basato sul rigoroso rispetto dei principi del diritto e del ruolo centrale dell’ONU. Siamo disposti ad affrontare congiuntamente sfide e minacce del XXI secolo, promuovendo l’agenda unica e contribuendo a mantenere la sicurezza globale e regionale, interagendo efficacemente nei BRICS, associazione che grazie ai nostri sforzi collettivi aumenta di peso e influenza. A giugno, l’India aderirà a pieno titolo alla Shanghai Cooperation Organization, potenziandola notevolmente. India e Russia collaborano anche nel G20 e in altri formati internazionali. Vorrei anche rilevare che i nostri Paesi coordinano strettamente le posizioni su questioni complesse come la soluzione della situazione in Siria e la stabilità nella regione del Medio Oriente e Nord Africa, contribuendo in modo significativo al processo di riconciliazione nazionale in Afghanistan.
Sono convinto che l’enorme potenziale della cooperazione tra le due grandi potenze sarà ulteriormente esplorato a beneficio dei popoli di India e Russia e della comunità internazionale in generale. Abbiamo tutto il necessario per raggiungere questo obiettivo: volontà politica delle parti, vitalità economica e priorità globali condivise. Tutto questo si basa sulla gloriosa storia dell’amicizia indiano-russa. Sfruttando questa opportunità, vorrei trasmettere i migliori auguri ai cittadini dell’amica India.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Eurasia energetica

Chroniques du Grand Jeu 24 maggio 2017

L’integrazione energetica dell’Eurasia farà sudare freddo Washington…Le importazioni di petrolio russo dell’India sono esplose nel 2017. Mentre i dati consueti erano modesti, non superando mai le 500000 tonnellate all’anno (cioè 10000 barili al giorno), nei primi cinque mesi di quest’anno hanno già raggiunto il milione di tonnellate. Causa, i tagli di produzione dell’OPEC per alzare il prezzo dell’oro nero, nonché la disputa su un giacimento iraniano. Gli esperti non vedono alcuna ragione per cui la tendenza muti nel prossimo futuro, in particolare con Rosneft pronta a comprare la compagnia indiana Essar Oil, specializzata nelle raffinerie. Certamente le basi geografiche, distanza, Pamir e Himalaya, Pakistan, impedivano alla Russia di essere tra i principali fornitori di Krishna, almeno di petrolio (il gas è un’altra questione):
Alcun problema del genere tra Russia e Cina, la cui luna di miele energetica non conosce nuvole soprattutto perché si aggiunge ai megaprogetti delle nuove Vie della Seta cinesi. Russi e sauditi concorrono per il primo posto da fornitore del dragone insaziabile, con in filigrana il futuro del petrodollaro, quindi della potenza statunitense. Il viaggio faraonico dei Saud di marzo, a quanto pare, non ha avuto l’effetto desiderato; per il secondo mese consecutivo, l’orso ha superato il cammello quale primo fornitore dell’oro nero del Regno di Mezzo, con 11500000 di barili al giorno contro 963000. Il gasdotto Skorovodino-Daqing, avviato nel 2011, ha visto dalla nascita passare 100 milioni di tonnellate, circa 400000 barili al giorno. Rientra nell’enorme complesso ESPO (East Siberia-Pacific Ocean) che potrebbe presto ridisegnare la mappa energetica dell’Asia orientale con i suoi tentacoli verso Corea e Giappone, tanto più che la sua fonte ha un futuro luminoso. Si noti di passaggio l’assoluta importanza strategica che riceve l’Asia del Nord, un punto su cui torneremo presto.
Infine, dall’altro lato della scacchiera eurasiatica, le forniture di Gazprom alla Turchia sono aumentate del 26%, per oltre 10 miliardi di mc nei primi quattro mesi dell’anno. Come i complici europei che tuttavia detesta, il sultano è sempre più dipendente dall’oro blu russo. E dire che il Turkstream, la cui costruzione è appena iniziata, non è nemmeno operativo…Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora