Il TPP s’incaglia: fine del Pivot in Asia degli USA?

Andrej Akulov  Strategic Culture Foundation 26/08/201620151008104352412L’amministrazione degli Stati Uniti compie una spinta a tutto campo per far passare la Trans Pacific Partnership (TPP) nella sessione del Congresso uscente. L’accordo entrerà in vigore dopo la ratifica di tutti i firmatari, se si accadesse entro due anni. Se non viene ratificato da tutti prima del 4 febbraio 2018, entrerà in vigore dopo la ratifica di almeno 6 Stati che rappresentino almeno l’85% del PIL totale di tutti e 12. L’accordo, cui si oppone la maggior parte dei democratici e non ha il supporto dei repubblicani, subisce le dure critiche di Donald Trump e anche di Hillary Clinton. Entrambi i principali candidati presidenziali l’hanno attaccato. La candidata democratica alla presidenza ha recentemente acuito il ripudio dell’accordo proposto. A sua volta, Donald Trump ha chiesto una politica estera isolazionista globale e l’abolizione del NAFTA. L’attuale amministrazione non è riuscita a spacciare l’idea presso la gente. L’accordo TPP subisce tagli divenendo troppo politicizzato, con troppa politica estera e poche questioni economiche. C’è la diffusa preoccupazione del calo delle opportunità di lavoro per l’economia nazionale. La classe media e i lavoratori ritengono che troppi posti di lavoro statunitensi siano andati persi nei Paesi dai minori costi d’impresa, in particolare dei salari. Molti sono dell’opinione che il rifiuto del patto protegga i lavoratori statunitensi da importazioni pregiudizievoli o dal deflusso dei posti di lavoro ben retribuiti. La critica al controverso TPP si è diffusa nella politica statunitense, rendendone l’approvazione tutt’altro che certa. Il 12 agosto, il presidente Obama indicava l’impegno a far ratificare l’accordo dai legislatori, presentando il disegno di legge sul commercio entro la fine dell’anno, probabilmente dopo le elezioni dell’8 novembre. Ma le sessioni uscenti durano in genere non più di 30 giorni, e spesso meno. Questo è un calendario troppo compresso per avere una legge. La spinta dell’amministrazione prevede che la si ripresenti a Capitol Hill a settembre, quando i legislatori ritornano dalla pausa estiva. Nel frattempo, i funzionari dell’amministrazione, tra cui la segretaria al commercio Penny Pritzker, avranno incontri coi dirigenti aziendali e agricoli nel tentativo di far passare il messaggio e raccoglierne il sostegno. L’incapacità di sostenere l’accordo al Congresso sarà una grave sconfitta che minerà la credibilità degli Stati Uniti nella regione, avendo Washington caricato l’accordo della rilevanza strategica quale contrappeso dell’ascesa della Cina. La Cina, esclusa dall’accordo trans-Pacifico, negozia un patto per l’Asia, il Partenariato regionale globale economico (RCEP), un accordo di libero scambio paragonabile al TPP, ma guidato da Pechino. La Cina impegna ulteriori prestiti regionali con una nuova banca e un fondo da 40 miliardi per la Via della Seta. Senza il TPP, gli Stati Uniti potrebbero rimanere esclusi. Le nazioni del Pacifico che cercano commercio estero ed investimenti guardano a Pechino. L’amministrazione ritiene che l’accordo sia fondamentale per spostare le risorse militari ed altre statunitensi nella regione. “Per gli amici e i partner dell’America, la ratifica (del patto commerciale) è la cartina di tornasole della credibilità e della serietà degli intenti”, aveva detto il primo ministro di Singapore Lee Hsien Loong durante l’ultima visita a Washington, parlando a nome dei firmatari delle isole del Pacifico.
Le-ky-4 Il TTP delle 12 nazioni copre circa il 40 per cento dell’economia globale e un terzo del commercio mondiale, riunendo Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam. I commenti del primo ministro di Singapore hanno un peso supplementare avendo in effetti parlato a nome di tutti i partner asiatici del TPP. I leader regionali che hanno speso capitale politico per sostenere il patto saranno meno propensi a farlo di nuovo, se vi saranno problemi. In particolare, il primo ministro di Singapore ha parlato per il Giappone, dicendo “Le relazioni tra Stati Uniti e Giappone ne soffriranno se il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non fa approvare al Congresso l’accordo di libero scambio del Pacifico prima di lasciare l’incarico a gennaio”. Secondo lui, la mancata ratifica dell’accordo danneggerebbe il Primo ministro Shinzo Abe e influenzerebbe l’accordo di sicurezza di Washington con Tokyo. Il TTP non è l’unica alternativa per le nazioni del Pacifico. Oltre ai colloqui sull’accordo con la Cina, vi sono altri sviluppi da menzionare. A fine luglio, l’Unione economica eurasiatica (UEE) ratificava il primo accordo di libero scambio con un Paese al di fuori dell’Unione, il Vietnam. È un inizio. Recentemente l’UEE ha ricevuto circa 40 proposte di accordi di libero scambio (ALS). Molte provengono da Paesi dell’Asia-Pacifico. Quest’anno l’Unione ha firmato un memorandum di cooperazione con Cambogia e Singapore. Con Singapore, l’UEE intende lanciare un gruppo congiunto di studio di fattibilità entro la fine dell’anno, per identificare i potenziali mutui benefici. Il fatto che il mercato dell’UEE non sia ancora così integrato all’economia globale, come molti altri, lo rende attraente. Durante la visita del presidente russo in Cina a giugno, l’UEE firmava una dichiarazione congiunta sul passaggio alla fase di negoziazione per lo sviluppo dell’accordo di cooperazione commerciale ed economica tra Unione eurasiatica economica (UEE) e Repubblica popolare cinese. Se si raggiunge l’accordo di cooperazione economica con la Cina, sarà un enorme passo avanti.
La Russia è interessata a coinvolgere tutti i Paesi dell’Asia – Pacifico, non solo la Cina, nei progetti per sviluppare la Siberia e l’Estremo Oriente della Russia. Per chi non volesse fare una scelta definitiva tra Stati Uniti e Cina, Russia e UEE diverrebbero un centro di potere veramente indipendente. Nel 2016, il processo di riequilibrio della politica asiatica della Russia prese il via con una sequenza di vertici cruciali: il vertice Russia-Giappone del 6 maggio e il vertice ASEAN-Russia del 19-20 maggio. Alcuna novità eclatante fu raggiunta, ma i vertici hanno prodotto risultati tangibili. Poiché gli Stati dell’ASEAN espandono l’economia, la domanda di esportazioni tradizionali russe (energia, materie prime e infrastrutture energetiche), così come di prodotti agricoli aumenta. L’idea che ASEAN ed UEE formino una zona di libero scambio è stata affrontata per la prima volta al vertice, mentre i colloqui sulla creazione di accordi di libero scambio tra UEE e Paesi dell’ASEAN come Singapore, Cambogia, Thailandia e Indonesia sono già in corso. La dichiarazione ASEAN-Russia menziona la necessità di esplorare le modalità per la Russia per aderire al RCEP. Più ampiamente, l’idea di riunire UEE, ASEAN, Shanghai Cooperation Organization e Cintura economica della Via della Seta ha grandi prospettive. L’intenzione della Russia d’espandere la comunità eurasiatica fino a comprendere i partner dell’UEE, Cina, India, Iran, ASEAN e RCEP guidata dalla Cina creerà un grande arco politico ed economico eurasiatico. La megacomunità avrà senza dubbio tutte le possibilità di diventare la spina dorsale dell’ordine mondiale del 21° secolo, coprendo una parte importante dello spazio eurasiatico e la maggior parte dei Paesi asiatici, oscurando i piani degli USA che ora hanno poche possibilità di materializzarsi, comunque.russian-president-putinLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come il mitragliere Hitler eliminò cento nazisti

Il soldato dell’Armata Rossa Semjon Kostantinovic Hitler fu premiato con la medaglia “Per il coraggio”
Alessandro Lattanzio, 28/8/2016

Semjon Konstantinovich Hitler

Semjon Konstantinovich Hitler

Il 9 settembre 1941 il comandante dell’Armata Costiera Tenente-Generale Safronov firmò il foglio per l’assegnazione della medaglia “per il coraggio” dell’Armata Rossa, a nome di Hitler. Nell’elenco fu presentata la ragione della gratifica: “Da mitragliare, forniva tiro di supporto al suo plotone. Una volta nella zona, dopo essere stato ferito, il compagno Hitler ha sparato fin quando hanno ha consumato le munizioni, dopo di che rientrava con l’arma, dopo aver distrutto più di un centinaio di soldati della Wehrmacht“.medaliSemjon Kostantinovich Hitler era nato nel 1922 nella città di Orinin nella regione di Kamenetz-Podolsk (ora Khmelnjtskij). Orinin era a 18 km di distanza dal noto centro della comunità ebraica di Kamenetz-Podolsk, dove gli ebrei costituivano la metà della popolazione. Gli ebrei furono accusati di spionaggio ed espulsi dalla regione durante la Prima Guerra Mondiale. L’8 novembre 1917 fu proclamato il potere sovietico a Kamenetz-Podolsk, ma il 27 dicembre arrivò la 12.ma Divisione fucilieri ucraina imponendo l’autorità di Kiev. Gli ebrei tornarono nei primi mesi del 1919 con i bolscevichi. Nel giugno 1919, la 3.za divisione della Repubblica popolare ucraina (UPR) assaltò Kamenetz-Podolsk e per tre giorni la città fu teatro di esecuzioni di bolscevichi e pogrom di ebrei. Nel novembre 1920, Kamenetz infine fu liberata dall’Armata Rossa, tra cui vi era l’unità di autodifesa di Orinin. Nel 1925 vi fu creata l’azienda agricola collettiva ebraica “Nuova Via”, prototipo dei kibbutz israeliani, e Orinin divenne il centro del Consiglio ebraico nazionale. Kolmen Hitler, ex-sarto, era presidente dell’associazione e delle cooperative di sartoria, calzolai e del mulino. Ed era anche il padre di Semjon. Alla fine del 1920, la sinagoga di Orinin fu chiusa e le attività delle organizzazioni sioniste cessarono nel villaggio. Nel 1935 gli ebrei costituivano la maggior parte della cooperativa agricola “Bandiera del Comunismo”. Dopo l’occupazione della Wehrmacht, ad Orinin fu creato il ghetto dove il 21 giugno 1942 furono uccisi 1700 ebrei, e altri 300, professionisti, deportati a Kamenetz-Podolsk, dove furono massacrati entro la fine dell’anno. A Kamenetz-Podolsk, dal 27 al 29 agosto 1941, furono uccisi 23000 ebrei. Il pogrom peggiore dopo quello del settembre 1941 a Kiev, quando 34000 ebrei furono uccisi in due giorni. Nella regione di Kamenetz-Podolsk furono assassinati 85000 ebrei in totale. La famiglia ebraica Hitler viveva nella cittadina da tempo immemorabile, e solo dopo la liberazione della regione dai tedeschi, miracolosamente sopravvissuti, i superstiti cambiarono immediatamente nome da Hitler a Gitlevij. Ora tutti i Gitlevij di Orinin vivono in Israele, ma nella loro famiglia vive la leggenda che, durante l’occupazione, il gauleiter locale non ebbe il coraggio di uccidere gli ebrei che portavano il nome del Führer.
1417501089_image009Dopo essere stato arruolato dall’ufficio militare dell’Armata Rossa di Orinin, nel novembre 1940, Hitler frequentò la scuola mitraglieri del Distretto Militare di Odessa, concludendola solo un mese prima dell’inizio della guerra, e fu inviato nell’area fortificata di Tiraspol. Il servizio era molto complesso, la squadra standard includeva mitragliatrici pesanti e mitragliatrici leggere, un graduato e sei soldati: l’osservatore-telemetrista, mitragliere tiratore, assistente mitragliere, due addetti alla slitta e alle munizioni. Ogni mitragliere doveva saper svolgere i compiti di qualsiasi soldato della squadra, nel caso dovesse sostituirlo nei combattimenti, compreso il caposquadra. Hitler era di stanza sul fianco sinistro della regione fortificata sul confine occidentale sovietico, lunga 150 km per 4-6 km di profondità. Per la maggior parte si basava su barriere naturali come la valle paludosa dei fiumi Dnestr e Turunchuk. In queste aree la profondità della zona fortificata era di 1-3 km. Nella zona fortificata, nel giugno 1941, vi erano 284 edifici, 22 postazioni di artiglieria e 262 postazioni mitragliatrici, e allo scoppio della guerra, vi erano 664 mitragliatrici. In una delle 262 postazioni per mitragliatrici, situata a quota 176,5, la difesa era compito del soldato dell’Armata Rossa Semjon Kostantinovic Hitler. Successivamente, il soldato dell’Armata Rossa Hitler partecipò alla difesa di Odessa. Infatti dopo l’aggressione nazista e dopo pesanti combattimenti, le forze sovietiche si ritirarono verso Odessa. Il 5 agosto 1941 fu ordinato di difendere la città fino alla fine, respingendo i tentativi della 4.ta Armata dell’esercito rumeno verso Odessa e il 21 settembre le truppe sovietiche fermarono il nemico a 8-15 km dalla città. Ma a causa della minaccia di una manovra avvolgente del Gruppo “Sud” dell’esercito tedesco verso Donbas e la Crimea, fu deciso di evacuare via mare le truppe da Odessa verso la Crimea, compito completato dalla Flotta del Mar Nero il 16 ottobre 1941.hitler2Il 9 settembre 1941, il comandante dell’Armata Costiera dell’Armata Rossa, Tenente-Generale Georgij Pavlovich Safronov, firmò l’assegnazione della medaglia “per il coraggio” al soldato dell’Armata Rossa Hitler. Safronov, uno dei migliori generali sovietici della guerra, guidò l’evacuazione da Odessa. Dopo un infarto, non svolse più compiti di comando.

Tenente-Generale Georgij Pavlovich Sofronov

Tenente-Generale Georgij Pavlovich Safronov

Scheda della premiazione
Cognome, nome e patronimico: Hitler Semjon Kostantinovich.
Grado: soldato dell’Armata Rossa
Posizione: tiratore mitragliere del 73.mo OPB Tiraspol SD
Dati e servizio del destinatario dell’assegnazione:
1. Anno di nascita: 1922
2. Nazionalità: Ebraica
3. Servizio nell’Armata Rossa dal: 1940
4. Militanza: Komsomol
5. Partecipazione nei combattimenti (dove e quando): fortificazione di Tiraspol, giugno
6. Ferite e contusioni:
7. Precedente assegnazione:
I. Sintesi specifica, eroismo al combattimento o merito personale:
Con la sua arma, il compagno mitragliere Hitler in 8 giorni ha continuamente e con tiro preciso distrutto un centinaio di nemici. Nella postazione di quota 174,5 il compagno Hitler aveva aperto il fuoco con la mitragliatrice in supporto all’offensiva del plotone, ma il nemico essendo venuto da tergo circondò e disperse il plotone, il compagno Hitler, con la sua arma già ferito rimase solo tra i i nemici, ma mantenne il controllo e sparò fin quando non esaurì tutte le munizioni, e quindi per 10 km passò carponi tra il nemico…

II. Decisione
Il compagno mitragliere Hitler SK ha mostrato eccezionali doti di compostezza, resistenza e coraggio in battaglia, distruggendo il nemico. Il compagno Hitler è un ben preparato, serio e ostico combattente. Il compagno Hitler è degno dell’assegnazione della medaglia “Per il coraggio”.

Il comandante (in capo)
19 agosto 1941

III. Decisione del Consiglio militare dell’Esercito
Degno dell’assegnazione della medaglia “per il coraggio”

Il comandante dell’Armata Costiera Tenente-Generale Safronov
Commissario del consiglio militare, Commissario di Brigata Kuznetsov
9 settembre 1941hitler9Nei giorni successivi, in città giunsero decine di migliaia di soldati sovietici che difendevano la penisola di Khersoneso. Senza cibo, acqua e munizioni non poterono opporre una resistenza organizzata, mentre il comando dell’esercito e il comando della Difesa della zona di Sebastopoli (498 effettivi) lasciarono la penisola il 30 giugno. Il Viceammiraglio Filip Sergeevich Oktjabrskij inviò un telegramma: “Il nemico si precipita da nord verso il porto. I combattimenti sono divenuti scontri urbani. Le truppe rimanenti sono stanche e si ritirano, anche se la maggior parte continua a combattere eroicamente. Il nemico ha nettamente aumentato la pressione con aerei e carri armati. Data la forte riduzione della potenza di fuoco, è necessario considerare che in tale situazione si possa resistere per massimo 2-3 giorni. Sulla base di tale particolare situazione, vi chiedo d’inviare la notte del 30 giugno – 1 luglio 200-250 aerei per recuperare ufficiali responsabili e comandanti verso il Caucaso così, se possibile, lasciare Sebastopoli lasciandovi il Generale Petrov“. Il comando di Sebastopoli, il Generale Petrov e l’Ammiraglio Oktjabrskij, incaricarono invece della difesa il comandante della 109.ma Divisione di fanteria, Generale P. G. Novikov, scelto perché di nazionalità tartara crimeana. Il Generale Novikov ebbe l’ordine di “combattere fino all’ultimo, e poi… raggiungere in montagna i partigiani!” Il Viceammiraglio Oktjabrskij spiegò: “Compagni, la situazione era difficile allora. Sebastopoli fu bloccata via terra, aria e mare. Alla fine di giugno, con l’aiuto dell’aeronautica, il blocco era al culmine. Neanche i sommergibili riuscivano a raggiungere Sebastopoli, e per le navi di superficie non era neanche il caso di parlarne. In tali circostanze, la questione fu sollevata. Con l’evacuazione dell’esercito, sarebbero andati persi Esercito e Marina, contava di più minimizzare le perdite nei combattimenti. In ultima analisi, l’esercito fu perso, ma la flotta fu salvata”.

Viceammiraglio Filip Sergeevich Oktjabrskij

Viceammiraglio Filip Sergeevich Oktjabrskij

Il 1° luglio Sebastopoli cadde. Ma il bombardamento del Khersoneso continuò per tre giorni. Semjon Kostantinovich Hitler morì il 3 luglio 1942. Il giorno dopo, tutti i soldati sovietici nel resto della penisola, si arresero. Solo dell’Armata Costiera erano 30 mila.

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Fonti:
Foto History
VA-SK
Voennoe Delo

Isteria atlantista: il caso della base aerea di Hamadan

La quinta colonna duginista diffonde propaganda filo-atlantista
Alessandro Lattanzio, 24/8/201657bc958bc361883d7f8b464dBombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e cacciabombardieri Sukhoj Su-34 russi decollarono dal 16 al 18 agosto dalla Base Aerea Nojeh, presso la città di Hamadan, nel nord-ovest dell’Iran, per effettuare sortite contro i gruppi terroristici in Siria. A fronte di questa svolta, l’ambiente che fa riferimento al ‘geofilosofo’ Dugin rilancia un’ampia propaganda a supporto del subimperialismo turco e panturanista, ovvero il cosiddetto neo-ottomanismo, supportando, con l’aiuto della rete di propaganda dell’estrema destra anti-eurasiatica in occidente (Saker, SouthFront, Katehon, i circoli collegati a Giulietto Chiesa in Italia, ecc.), le operazioni di Ankara contro la Siria. Infatti, il sabotaggio mediatico e propagandistico di tali fazioni, dalle motivazioni oscure e dagli obiettivi ambigui, prosegue da mesi con una martellante campagna volta a dividere i Paesi del blocco BRICS, prima, e poi i Paesi aderenti al Patto di Shanghai. Infatti, da un campagna molesta contro l’Unione Indiana e il Vietnam, dipinti da quest’ambito come ‘agenti dell’imperialismo americano’ al solo scopo di voler incrinare i vecchi e consolidati legami tra Mosca e New Delhi, e tra Mosca e Hanoi, si è passati rapidamente ad un’altra volta a mettere Mosca contro Beijing, facendo leva su notizie fumose e incontrollate. Il tutto di conserva con la propaganda atlantista che ha esagerato, quando non inventato di sana pianta, presunte fratture tra Mosca e i suoi alleati, di volta in volta, Siria, Armenia, Iraq, Iran, India, Vietnam e ultimamente Cina. La realtà dei fatti invece dimostra un consolidarsi dei rapporti tra questi Paesi eurasiatici, come testimoniato dalle mosse diplomatiche di grandi alleati della Russia come India e Cina, che hanno ribadito al Presidente della Repubblica Araba Siriana, Dr. Bashar al-Assad, piena disponibilità in aiuti e sostegno al governo legittimo di Damasco.
Guan Yufei Infatti, durante una visita a Damasco, il 14 agosto, il Contrammiraglio Guan Youfei della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN), osservava che quest’anno ricorre il 60° anniversario delle relazioni tra i due Paesi e dichiarava che la Cina da sempre sostiene la salvaguardia dell’indipendenza e della sovranità della Siria. Guan, Direttore dell’Ufficio per la Cooperazione Internazionale Militare della Commissione Militare Centrale cinese, affermava anche la volontà di Beijing di migliorare la cooperazione militare cino-siriana. Nel complesso, la Cina approfondiva la propria politica estera e di sicurezza verso il Medio Oriente. Nel dicembre 2015 la Cina approvava una legge antiterrorismo che autorizza l’impiego delle Forze Speciali ed altre unità all’estero. La Cina supporta il governo al-Assad da sempre e ad aprile nominava Xie Xiaoyan inviato speciale in Siria per monitorarvi più da vicino la situazione. La Cina aveva già fornito al governo siriano 500 missili anticarro nel 2014, e una vasta gamma di armi utilizzate dalle forze siriane. Inoltre, il 20 agosto, il Presidente Bashar al-Assad e il Ministro degli Esteri siriano Walid al-Mualam incontravano il Ministro degli Esteri indiano Mubashir Javed Akbar e la relativa delegazione, per discutere della situazione in Siria e dei pericoli del terrorismo nella regione e nel mondo. Entrambe le parti esprimevano il desiderio di sviluppare la cooperazione bilaterale in vari settori. Il Presidente al-Assad aveva detto che il fatto che molti Paesi amici, tra cui l’India, siano al fianco del popolo siriano, sostiene concretamente la fermezza della Siria verso la guerra scatenatagli da potenze estere e regionali. Secondo Assad, tali Stati usano le organizzazioni terroristiche nella guerra alla Siria, sostenendoli in vari modi, ed ostacolano gli sforzi per trovare una soluzione pacifica che ponga fine ai crimini inflitti dai terroristi al popolo siriano. Il ministro indiano sottolineava l’importanza della cooperazione con la Siria nella lotta al terrorismo e nel consolidare i risultati dei siriani in questo senso, e che sarebbe un errore non rendersi conto dei pericoli del terrorismo che vuole mettere a repentaglio la stabilità mondiale e distruggere la civiltà umana. Infine sottolineava che l’India è pronta ad offrire tutto il possibile per alleviare le sofferenze del popolo siriano e contribuire efficacemente al processo di sviluppo e ricostruzione della Siria. Il Ministro Akbar esprimeva il rifiuto dell’India di ogni ingerenza straniera negli affari interni dei singoli Stati, avvertendo che il terrorismo è una minaccia che non conosce confini, sottolineando il sostegno dell’India a una soluzione politica della crisi in Siria, in cui i siriani possano preservare sovranità ed unità della Siria.
Va ribadito che l’India è oggetto di strali striduli quanto inspiegabili, da parte della quinta colonna atlantista-duginista che, inoltre, in questi giorni supporta l’operato del presidente turco golpista Erdogan, come l’avvio di un’operazione militare sul territorio della Repubblica Araba di Siria. Il 24 agosto, le forze speciali turche entravano nel territorio siriano, presso Jarabulus, avviando l’operazione Eufrate Shield. Tali unità delle forze speciali turche operavano con l’appoggio di 20 carri armati e diversi blindati, il supporto aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti e in coordinamento con 1500 terroristi dell’haraqat Nuradin al-Zinqi, liwa Sultan Murad, Jaysh al-Tahrir, qataib Shuhada al-Turqmani, liwa al-Hamza, liwa al-Mutasim e Jaysh al-Nasr, addestrati in Turchia dai consiglieri statunitensi. La CNN Turk riferiva che i carri armati turchi avevano sparato più di 200 proiettili presso la città siriana di Jarablus, e che aviogetti F-16 dell’aeronautica turca avevano bombardato 11 obiettivi in Siria. Lo scopo dell’operazione è aprire un corridoio dalla Turchia a Mambij, in Siria, sotto la supervisione diretta del vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, presente ad Ankara il 24 agosto per incontrare Erdogan e il premier turco Yildirim.

Il Ministro degli Esteri indiano Akbar e il Presidente Bashar al-Assad

Il Ministro degli Esteri indiano Akbar e il Presidente Bashar al-Assad

Un caso da manuale in cui la quinta colonna duginista e la propaganda atlantista convergevano è la questione della base aerea di Hamadan, in Iran, da cui dei velivoli russi avevano operato per tre giorni sulla Siria, per poi ritirarsi a missione conclusa. Un’operazione che la propaganda atlantista e pseudo-eurasiatica ha presentato invece come ennesima frattura, inesistente, tra alleati sul campo di battaglia in Siria. Ciò, è bene ribadirlo, mentre il referente dell’ambiente duginista, la Turchia di Erdogan, come indicato, lanciava un’operazione nel territorio della Siria violandone la sovranità e contro ogni avvertimento del legittimo governo di Damasco.
Screen Shot 2016-08-22 at 21.44.43 Il 15 agosto 2016 velivoli delle Forze Aerospaziali russe (VKS) venivano schierati nella base aerea Nojeh, nell’Iran occidentale, che ospita la 3.za Aerobase Tattica, una base aerea avanzata con una pista di 4600 metri che permette l’impiego dei bombardieri di teatro Tu-22M3 che devono decollare da piste di 2200 metri di lunghezza. Il dispiegamento dei bombardieri strategici russi da Mozdok, in Ossezia del Sud, alla 3.za Aerobase tattica iraniana di Hamadan era stato preparato durante il vertice tra le leadership russa e iraniana di Baku. Il 23 agosto, il portavoce del Parlamento iraniano Ali Larijani annunciava che “gli aviogetti da combattimento russi continuano ad operare dalla Base Aerea Nojeh di Hamadan, e noi e la Russia siamo uniti nella lotta al terrorismo a vantaggio dell’unità dei musulmani della regione. Gli aerei militari russi decollano dalla base aerea di Hamadan dopo esservi riforniti“. Il Ministero della Difesa russo annunciava il 22 agosto che i velivoli che operavano dalla base aerea iraniana avevano effettuato con successo le tre previste missioni antiterrorismo in Siria e che, “Le forze aerospaziali russe useranno la base aerea di Hamadan in Iran secondo accordi bilaterali con Teheran, a seconda della situazione in Siria“. I bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e i cacciabombardieri Sukhoj Su-34 russi dispiegati sulla base aerea Base Aerea Nojeh, presso la città di Hamadan, nel nord-ovest dell’Iran, avevano effettuato una serie di sortite contro centri di comando, basi, depositi di armi e campi di addestramento dei gruppi terroristici Stato islamico dell’Iraq e Levante (SIIL) e Jabhat al-Nusra/Fatah al-Sham nelle province di Aleppo, Dayr al-Zur e Idlib, in Siria. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qasemi aveva dichiarato che “La Russia non ha una base in Iran e non ha presenze permanenti. Ha effettuato l’operazione, terminata per il momento. Le relazioni tra Iran e Russia sono strategiche. Iran e Russia hanno una visione simile sulla campagna contro lo SIIL e il terrorismo, e sull’importanza della sicurezza nella regione, e quindi non risparmiano alcuno sforzo per la sicurezza del Paese. La presenza della Russia in Iran era temporanea ed era coordinata, senza comprendere né alcuna base né alcuno schieramento in Iran“. L’ambasciatore russo a Teheran, Levan Djagarjan, a sua volta dichiarava che “Mosca non vede ostacoli nell’ulteriore utilizzo delle infrastrutture iraniane, tra cui la base aerea di Hamadan, per effettuare attacchi contro i terroristi in Siria. Le forze aerospaziali russe possono riprendere le operazioni dalla base iraniana di Hamadan quando opportuno, e su decisione dei leader di Russia ed Iran. Le forze russe hanno attualmente lasciato la base aerea di Hamadan. L’interazione con Teheran sulla Siria ha buone prospettive. La Russia non aveva stabilito alcuna base militare in Iran e la presenza dei velivoli russi in Iran era temporanea e dovuto al consenso dei vertici della Repubblica Islamica, come il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (SNSC). Questa collaborazione si ripeterà in futuro e sulla base di accordi tra i vertici dei due Paesi, se Teheran e Mosca lo ritengono necessario. Queste operazioni sono volte a reagire contro i terroristi e chiedo a coloro che le hanno criticate se si oppongono alla lotta ai terroristi e se non dovremmo combatterli?
Il segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale dell’Iran (SNSC) Ali Shamkhani aveva annunciato che gli aerei russi che operavano dalla base aerea di Nojeh erano rientrati dopo la fine della prima fase della missione, “Gli aerei da guerra russi non dovevano rimanere nella base aerea di Hamadan, anzi dovevano operare dalla base aerea dal 16 al 18 agosto, e gli aerei non erano rientrati il 22 agosto, ma direttamente il 18 agosto, secondo i piani operativi. Oggi, l’Iran è alleato della Russia data la necessità della cooperazione con la potente Russia per resistere alle trame dei taqfiri, e l’impiego della potenza aerea russa nelle operazioni sul terreno pianificate e coordinate con i militari iraniani è un segno di forza e non di dipendenza. La stretta collaborazione tra Iran, Russia e Siria nelle operazioni contro i terroristi taqfiri in Siria ha sventato la strategia degli Stati Uniti per imporre la loro volontà sulla situazione della sicurezza in Siria“. Sottolineando che la guerra psicologica dei media occidentali e sauditi contro la cooperazione tra Iran, Russia e Siria ha lo scopo di distogliere l’attenzione dalle pesanti sconfitte in Siria, Shamkhani ribadiva, “certi Paesi occidentali ed arabi che s’illudevano di mutare il quadro regionale, sono paralizzati dalle iniziative politiche nella difesa e nella sicurezza della Repubblica islamica nelle ultime operazioni. Le relazioni tra Iran e Russia si basano sugli interessi nazionali e rientrano nel quadro della cooperazione strategica che non si limita solo alla lotta al terrorismo, ma che ha aspetti più ampi“.  Infine il Presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Aladin Borujerdi, sottolineava “che ciò che avveniva a Nojeh rientrava nel quadro delle operazioni del Centro comando congiunto attivo Damasco e Baghdad da un anno, altrimenti non avremmo visto la situazione attuale nella regione“.
Come si vede, nulla di tutto ciò che è stato spacciato dalle agenzie di disinformazione occidentali, ovvero da tutti i media ufficialisti e da gran parte dei cosiddetti media ‘alternativi’, corrisponde alla realtà; il tutto permesso da una misinterpretazione (voluta) delle parole del Ministro della Difesa iraniano Brigadier-Generale Hossein Dehghan, che al Parlamento iraniano invece spiegava che le sue osservazioni sulla base aerea di Hamadan erano state grossolanamente fraintese dai media. Il Generale di Brigata Dehqan descriveva le operazioni aeree russe come elemento della cooperazione strategica tra Teheran e Mosca approvata dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran, ed osservava che i velivoli russi utilizzavano la base aerea di Hamadan per effettuare operazioni più efficaci contro i gruppi terroristici in Siria, e concludeva che gli aviogetti russi potevano continuare ad utilizzare la Base Aerea Nojeh per tutto il tempo necessario. Infine, il Ministro della Difesa iraniano annunciava che Teheran aveva “preso in piena consegna il sistema missilistico S-300. Le componenti principali del sistema sono state trasferite in Iran, e le parti restanti vengono preparate per il trasferimento, che sarà completato entro un mese. In proporzione alle minacce ai siti sensibili del Paese, si deciderà lo schieramento del sistema“. Infine, il nuovo sistema radar di difesa aerea nazionale Bavar 373 veniva presentato quale futuro elemento del sistema S-300 schierato in Iran.

Presentazione del radar Bavar-373

Presentazione del radar Bavar-373

Riferimenti:
The Iran Project
Tehran Times
Tasnim News
SANA
RIAC
Modern Tokyo Times
Mehr News
FARS
FARS
FARS
FARS
FARS

Hillary Clinton e le radici russofobe della ‘sinistra culturale’

Caleb Maupin New Eastern Outlook 21/08/2016Democratic Presidential Candidates Debate In FlintNegli ultimi discorsi, tra cui quello di accettazione della nomina del Partito Democratico alla presidenza, l’ex-segretaria di Stato Hillary Rodham Clinton dichiarava che avrebbe lavorato per sradicare “il razzismo sistemico”, senza presentare alcuna strategia specifica o politica per farlo, ma ogni volta che pronunciava la frase “razzismo sistemico” c’erano grandi applausi dal pubblico. Un articolo di vox.com afferma che l’uso di tale termine è “importante” perché è una frase che viene “abbracciata in particolare da giovani attivisti”. Nel discorso, Clinton avrebbe detto che lavorerà per sradicare “discriminazione” o “sottorappresentazione” delle minoranze, usando la parola d’ordine preferita di uno specifico ambiente politico che la campagna di Clinton sembra assecondare. La frase rientra nel vocabolario di ciò che alcuni chiamano “teoria dell’oppressione”. I giovani l’hanno imparato dai professori universitari, da coloro che insegnano Black Studies o studi sul genere. Tale nuovo gergo viene utilizzato su vari forum internet, in particolare tumblr. Quando la nomination democratica era ancora in palio, internet era piena di sostenitori di Clinton che chiamavano i sostenitori di Sanders i “Bernie Bros”, affermando che supportare la campagna presidenziale del senatore del Vermont era espressione del “privilegio del maschio bianco”. Blog, tweet e status ora sollecitano i delusi sostenitori di Sanders a “controllare i loro privilegi”, in vista di una presidenza Trump, e votare per la candidata che disprezzano. Se un maschio sostenitore di Sanders risponde a tali argomenti e difende la decisione di sostenere Jill Stein o Gloria La Riva, o qualsiasi candidato diverso dalla Clinton, viene accusato di “maschilismo”. E se continua, l’avversario di Clinton viene personalmente insultato, per avere “toni da polizia”.
Da dove provengono tali frasi? Cos’è questo ambiente politico a cui la candidata democratica è collegata? Agli occhi del pubblico viene spesso identificato come “estrema sinistra”. Non è del tutto corretto. L’entità nota come sinistra affonda le radici nella rivoluzione francese del 1790. Da quel momento, chi si identifica come “di sinistra”, rivoluzionario o radicale, usa parole come “libertà” e “solidarietà”, parla di lavorare per “l’emancipazione”, di “liberazione” contro “l’oppressione”. Spesso usando formulazioni specificate da Marx come “sfruttamento” ed “esproprio”, mentre sostiene il “potere alla classe operaia”. Con la retorica su liberazione e lotta all’ingiustizia, la sinistra tradizionalmente ospitava gli avversari di razzismo e sessismo, e i sostenitori dell’uguaglianza sociale. Tuttavia, questo nuovo ambiente che parla di “interconnessione” e “intersezionalità” piuttosto che di solidarietà, e celebra gli interventi militari globali per ragioni “umanitarie” mentre s’impegna in accesi dibattiti su concetti come “privilegio cisgender”, accusandone i detrattori di “biancocentrismo”, e i “Bernie bros” di dover “controllare il loro privilegio”, un suo sviluppo, non proviene dalla sinistra.

L’Associazione per la libertà della cultura
0 PVLU6QZ1o4nESil8 Per capire lo stile retorico unico che Clinton ha abbracciato, va capito cosa successe al Waldorf-Astoria nel 1949. Nonostante gli Stati Uniti fossero in piena frenesia anticomunista, con la Commissione per le attività antiamericane in piena attività, e molti membri del Partito comunista nelle prigioni federali o statali, il Partito Comunista filo-Mosca segnò una vittoria cruciale nelle pubbliche relazioni. Il 25 marzo 1949, la “Conferenza scientifica e culturale per la pace nel mondo” si apriva a New York City, dando una voce forte e solida alle critiche sulla politica estera degli USA. Albert Einstein, Will Geer, Arthur Miller, Aaron Copland, Lillian Hellman, Frank Oppenheimer, Paul Robeson, WEB Dubois, e molte delle figure culturali e intellettuali più rispettate del tempo salirono sul palco durante la conferenza. Gli interventi non solo denunciarono la corsa militare contro l’Unione Sovietica, ma difesero gli interventi militari sovietici e presentarono l’URSS come una società accogliente, socialista, non la “cortina di ferro” o l'”Impero del Male” ritratta sui media degli Stati Uniti. La Central Intelligence Agency degli Stati Uniti osservò con rabbia come le immagini della conferenza di pace di Waldorf venissero diffuse dai media in tutto il pianeta, screditando gli Stati Uniti e aumentando il prestigio dell’Unione Sovietica. In risposta, l’anno successivo la CIA lanciò un piano chiamato “Congress for Cultural Freedom“. Ancora oggi, il piano è considerato uno dei più grandi successi dell’agenzia nella Guerra Fredda. La CIA si vanta del piano sul suo sito, dicendo che coinvolse: “una squadra energica e ben collegata disposta a sperimentare idee non ortodosse ed individui controversi, se volevano sfidare i comunisti nel loro stesso gioco”. Il piano coinvolse il “sinistrismo culturale” reclutato dalla CIA. Negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale, socialisti, comunisti, anarchici, artisti, musicisti, studiosi e cineasti iniziavano a ricevere denaro dalla CIA. Molti ne erano all’oscuro. Il sito della CIA conferma che sovvenzionò la rivista trotskista di New York “Partisan Review“. La rivista si presentava da rappresentante del vero socialismo di Karl Marx, Max Shachtman e Leon Trotskij, mentre si opponeva allo “stalinismo” dell’URSS. La CIA promosse anche le opere di Sidney Hook e altri professori universitari “socialisti”. Il piano andò oltre l’attivismo politico, comprendendo il finanziamento a gallerie d’arte, cineasti sperimentali e soprattutto accademici di sinistra. La CIA finanziò la stampa degli scritti di George Orwell, così come concerti di musicisti di sinistra. Un articolo del Chronicle of Higher Education del 2014 lamenta l’impatto dei finanziamenti della CIA all’Iowa Writers Workshop, che promosse ciò che furono descritte come innovazioni stilistiche e scoperte letterarie.

Perché fomentare “il sinistrismo culturale?”
Hook Sembra strano che, durante la guerra fredda, il governo degli Stati Uniti intenzionalmente finanziasse persone che si definivano di estrema sinistra. Tuttavia, ha senso per un motivo fondamentale: tutti gli artisti, attivisti, accademici e filosofi che ricevettero soldi dal programma della CIA erano fermamente antisovietici. La CIA volle promuovere la “sinistra culturale”, sperando di allontanare le persone di sinistra e dissidenti dal comunismo sovietico. Un divario politico significativo tra sinistra occidentale e URSS già si sviluppava. Negli anni ’20, l’Unione Sovietica divenne molto più socialmente conservatrice che nei primi anni. L’omosessualità e l’aborto furono messi fuori legge, e lo Stato premiava con medaglie le donne con più di 10 figli. Mentre la sinistra occidentale si aggrappava ad astratti concetti marxisti come “libero amore” e “distruzione del genere”, l’Unione Sovietica, in lotta per la sopravvivenza tra blocchi, invasioni e sovversione estera, doveva serrare i ranghi. Di fronte ai continui attacchi, l’Unione Sovietica fu costretta a diventare molto autoritaria. Con le industrie in rapido sviluppo in una società in precedenza povera e agraria, l’economia sovietica aveva necessità di una rigorosa regolamentazione. Affrontando gli attacchi dall’estero, i leader sovietici invocarono non solo i principi marxisti-leninisti, ma anche il nazionalismo russo. Pellicole ritraevano zar medievali non come tiranni ma come idoli patriottici che combattevano gli invasori. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa ortodossa russa risorse e poté operare nella società sovietica. Pur avendo una pianificazione centrale e un’economia non capitalista, ottenendo ciò che fu spesso descritto come “miracolo economico” dagli economisti, quando si trattava di questioni culturali l’URSS semplicemente non era all’altezza delle fantasie di molti esponenti della sinistra occidentale. Molti attivisti che lottavano per il paradiso egualitario dalla “libertà totale” rimasero piuttosto delusi da ciò che l’Unione Sovietica era diventata. Eppure, anche nonostante il crescente divario, l’Unione Sovietica aveva un’enorme rete di alleati internazionali. L’Internazionale Comunista e il più ampio fronte popolare antifascista erano una corrente globale di massa. Dopo la seconda guerra mondiale, la corrente divenne ancora più grande nel mondo per il ruolo molto ammirevole svolto dai comunisti e dell’URSS durante la guerra. A partire dal 1950 la CIA iniziò a lavorare per sfruttare e ampliare il divario tra radicali occidentali e Unione Sovietica, con la speranza di isolare e sconfiggere l’Unione Sovietica. Fin dai primi giorni, alcuni partecipanti al piano già fantasticavano su eventi simili alle “rivoluzioni colorate” in cui la CIA venne coinvolta un paio di decenni più tardi. Quando il piano era in fase di studio, l’ex-comunista e accademico Sidney Hook disse: “Datemi un centinaio di milioni di dollari e un migliaio di persone dedite, e vi garantirò una tale ondata di disordini democratici tra le masse, sì, anche tra i soldati dell’impero di Stalin, che tutti i loro problemi per molto tempo saranno interni. Posso trovarvi la gente“. Indipendentemente dalle intenzioni, finanziando e promuovendo il “sinistrismo culturale”, la CIA in ultima analisi rimodellò la sinistra negli Stati Uniti e in Europa occidentale.

Misticismo orientale, fascismo e occultismo
agcirca-1990In Europa occidentale e negli Stati Uniti il cristianesimo rappresentava il punto di vista religioso più importante promosso dai centristi e più tradizionali della dirigenza politica. La sinistra radicale in genere promuoveva materialismo filosofico e ateismo scientifico. Occultismo, paganesimo e misticismo orientale erano un’ossessione dell’estrema destra. I nazisti, che si consideravano un “partito di destra”, glorificavano le religioni precristiane della Germania, spesso invocando Odino e il Valhalla nella loro propaganda. Il famoso occultista Aleister Crowley che divertiva i ricchi e potenti della Gran Bretagna spesso nettamente allineato al partito conservatore, considerava la sinistra una sporca folla di demagoghi ignoranti. Come un fedele di destra del noto paranormalista dichiarò: “Odio il cristianesimo come i socialisti odiano il sapone”. I fascisti europei spesso erano abbacinati dal sistema delle caste in India, visto come un antidoto alla lotta di classe. Julius Evola, uno dei principali intellettuali di estrema destra italiani, fu considerato un esperto di induismo e mitologia precristiana. I nazisti adottarono la svastica come emblema e si chiamavano “ariani” perché s’identificavano con le strutture autoritarie dell’antica India, e credevano che i tedeschi ne fossero i discendenti genetici. In India, il sistema delle caste e le pratiche mistiche volte ad attrarre gli spiriti, insieme a una rigida struttura patriarcale, furono i principali obiettivi dei riformatori sociali. Molte persone di sinistra in India accusavano l’impero inglese di rafforzare queste cose per indebolire efficacemente la lotta per l’indipendenza. Indipendentemente dalle norme di sinistra e destra, dal 1950, la “cultura di sinistra” rinforzata e riplasmata dai finanziamenti della CIA degli Stati Uniti, fu piena di ammiratori della cultura tradizionale indiana. Scrittori come Jack Kerouac e Allen Ginsberg utilizzavano i canti indù nei loro scritti, diffusi e promossi presso le Università. La Società Internazionale per la Coscienza di Krishna, una setta molto conservatrice e anticomunista che venera le divinità indù partecipava sempre alle marce per la pace. Allo stesso modo, il regno teocratico e feudale del Tibet fu inserito tra le cause liberal alla moda. Il regime del Dalai Lama era considerato uno dei più autoritari e patriarcali del mondo. I nazisti furono così impressionati dalle strutture tradizionali imposte con severità nel Regno, che inviarono numerose delegazioni a studiarle. I nazisti collaborarono attivamente con il regime per combattere le forze nazionaliste e comuniste in altre parti della Cina. Nel 1950, la CIA sponsorizzò la guerriglia volta a cacciare il Partito comunista cinese dalla Regione autonoma del Tibet e restaurare il governo teocratico feudale. Il libro “La guerra segreta della CIA in Tibet”, pubblicato dalla Heritage Foundation, racconta come il fratello del Dalai Lama guidò un gruppo di ribelli violenti paracadutato in Tibet con armi made in USA. Tuttavia, la rimodellata cultura di sinistra che Hillary Clinton ora abbraccia, quasi adora il Dalai Lama. Il movimento “Free Tibet”, che vuole distruggere la Repubblica popolare cinese, è oggi una delle cause “di sinistra” più alla moda. Uno dei libri preferiti di tale “movimento” è “Sette anni in Tibet”, scritto da Heinrich Harrer, una SS di Hitler spedita in Tibet durante la seconda guerra mondiale.

“Sintonizzarsi, accendere, spegnere”
Timothy-Leary La sinistra politica era da tempo avversaria espliciti dell’uso di droghe. Molti dei primi socialisti, si opposero anche all’alcol e facevano parte del movimento della temperanza nel 20° secolo. Tuttavia, mentre la CIA versava denaro, forgiando la “sinistra culturale” antisovietica, anche questa posizione fu modificata. Secondo quanto rivelato dal Comitato Church, una commissione istituita dal Congresso degli Stati Uniti per studiare la CIA nel 1975, la CIA aveva distribuito attivamente droga agli studenti universitari ed altri nell’ambito del “Progetto MKULTRA”. La CIA coinvolse molti professori e accademici nelle ricerca e diffusione dell’acido lisergico di dietilamide (LSD) chiamato anche “l’acido”. Tale allucinogeno fu sintetizzato da Albert Hoffman, un chimico svizzero, nel 1938. Nel corso degli anni ’50, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti aveva ampiamente sperimentato l’LSD, sperando che potesse essere usato contro l’Unione Sovietica. Timothy Leary, professore di psicologia di Harvard, fu una delle figure più note tra gli studenti di sinistra negli anni ’60 e ’70. Predicò il “sintonizzarsi, accendere e spegnere” ed incoraggiò apertamente i giovani che si opponevano alla guerra del Vietnam e al razzismo ad usare l’LSD. Nel 1999, i file dell’FBI resi pubblici mostravano che il dottor Timothy Leary era stato un informatore dell’FBI durante la sua carriera. Con l’emersione della sinistra culturale, vi fu uno strano riorientamento dei grandi media statunitense. La stampa si allontanò dalla celebrazione pura del capitalismo e dalla condanna del dissenso. Invece molte famose band rock, professori universitari e programmi televisivi quasi celebravano la “nuova sinistra”, in particolare le sue manifestazioni culturali. Durante la recrudescenza dell’attivismo politico di sinistra negli ’60 e ’70, molti comunisti politicamente orientati verso l’Unione Sovietica, la Cina o Cuba identificarono la “nuova sinistra” antisovietica, universitaria, tossica, promiscua e ben finanziata come ostica. Le forze organizzate con quadri disciplinati erano una minoranza, spesso definiti “Tankies” e “falchi” e denunciate da note figure della nuova sinistra come Jerry Rubin. Verso la metà degli anni ’70, la forza politica della Nuova Sinistra era finita. Rimase una piccola “opposizione leale” alla politica statunitense. Si ebbero marce per la pace e fu creato il partito dei Verdi, e la nuova sinistra era il luogo che assorbiva liberi pensatori ed altri che si lamentano della società degli Stati Uniti. Mentre la nuova sinistra rimase isolata, il governo degli Stati Uniti era dominato da gente che sposava le formula neo-con sul “più grande Paese del mondo” e definiva il capitalismo “il più grande sistema mai creato”. La Fondazione Ford e i vari think tank dei Rockefeller, insieme ai piani orchestrati da George Soros, finanziarono molti che potrebbero essere considerati di “centro-sinistra”, ma rimasero un piccolo blocco ignorato dalle principali forze politiche.

La Nuova Sinistra prende il potere
Trump-supportersLa svolta arrivò dopo i fallimenti dell’amministrazione Bush e la crisi finanziaria del 2008, cambiando radicalmente l’atmosfera politica. Gli Stati Uniti hanno chiaramente grossi problemi, e il messaggio politico del Partito Repubblicano del “è il mio Paese giusto o sbagliato” e “non risolvere il problema se non esplode” non basta più. Nella confusione repubblicana, il Pd ora emerge come la più potente entità politica degli Stati Uniti. Per mantenere la presa sul potere, la presidenza Obama e la campagna di Clinton riattivano la “sinistra culturale”. Nel 2016, la fanteria del Pd è stata addestrata dalle ONG finanziate e basate sul sinistriamo culturale universitario. Con il movimento comunista mondiale molto più debole, i resti e i discendenti della “nuova sinistra” della CIA hanno il dominio ideologico. Ciò che una volta era considerato “contro-cultura” è diventato dominante. Ora che gli avversari degli Stati Uniti sulla scena mondiale sono molto più socialmente conservatori, il messaggio imperialista e bellicista della sinistra culturale è molto più pronunciato. A volte, la campagna di Hillary Clinton contro Donald Trump appare conservatrice. La campagna di Clinton insinua che Trump sia antipatriottico per aver evitato il servizio militare durante la guerra del Vietnam, e non qualificato alla presidenza perché usa un linguaggio “offensivo”. Secondo i sostenitori di Clinton, Trump è fedele al Cremlino e ammira i “dittatori”, cioè i regimi che sfidano il dominio di Wall Street. Hillary Clinton ha tuonato “l’America è grande, perché l’America è buona” nel suo discorso alla convention, respingendo il motto di Trump “rendere l’America ancora una volta grande” come antipatriottico. Molti degli attacchi a Trump non lo condannano per bigottismo o autoritarismo, ma per essere ipercritico verso la società statunitense ed abbracciare “teorie del complotto”. Secondo la politica esaltata dei clintoniani e loro soldati, essere di sinistra che lotta per i diritti delle donne e si oppone all’ingiustizia significa attuare il cambio di regime. Secondo la sinistra culturale di Clinton, la battaglia per i “diritti umani” deve continuare e il Pentagono deve liberare le donne, gli omosessuali, i transgender e altri dai “dittatori” che non condividono il loro punto di vista sociale illuminato. Tale liberazione va effettuata armando gli estremisti islamici, attuando sanzioni economiche e sparando missili da crociera, per creare caos e rovesciare regimi che promuovono valori in contrasto con quelli insegnati dagli Studi di razza e genere. Lo scontro con la Russia è considerato una buona cosa perché il suo governo è accusato di essere “omofobico”. Coloro che sottolineano che Clinton coccola i dittatori dell’Arabia Saudita, o che gli Stati Uniti s’ingeriscono in Siria e la Libia rafforzando la minaccia dello ISIL, sono etichettati “teorici della cospirazione” che devono “controllare i loro privilegi” e “fermare il maschiocentrismo”. Allo stesso tempo, sottolineare che i combattenti antigovernativi appoggiati dagli Stati Uniti in Siria sono in realtà fanatici wahabiti che massacrano cristiani e alawiti, si chiama “islamofobia”. In linea con lo stile argomentativo del milieu universitario della “politica del privilegio”, questi fatti non sono mai confutati. Piuttosto, semplicemente si viene accusati di qualche crimine ideologico o impurità. Mentre milioni di persone fuggono da Libia e Siria per gli interventi della NATO che hanno rovesciato governi nazionalisti indipendenti e reso la loro vita impossibile, la sinistra applaude. Invece di protestare tali crimini imperialisti che hanno creato la massiccia crisi dei profughi, la maggior parte della sinistra fa parate per “accogliere i rifugiati”. Coloro che osservano che la destabilizzazione della NATO ha provocato la crisi migratoria e dicono che ciò è un’atrocità che va denunciata, sono accusati di essere bigotti e islamofobi.

Il crescente pericolo di guerra
Hillary-Clinton-and-Saudia-Reps La sinistra che esisteva prima della Seconda guerra mondiale è qualcosa che i clintoniani non riconosceranno mai. Libri come “Verso l’America sovietica” di William Z. Foster nel 1932 tracciava un’economia pianificata per gli Stati Uniti e chiedeva a chi soffriva la fame e alla classe operaia disoccupata di Kentucky, Ohio, Alabama e altrove di combattere per migliori condizioni di lavoro. I movimenti di massa degli anni ’30 ottennero la creazione della previdenza sociale, l’assicurazione contro la disoccupazione, i benefici dei veterani, e molto altro ancora. Lo slogan del Partito Comunista era “Non morire di fame, lotta!” Coloro che furono mobilitati non erano una élite culturale ben istruita, ma lavoratori industriali, giovani disoccupati, studenti e ogni statunitense comune che soffriva durante la crisi economica nota come Grande Depressione. La “sinistra culturale” fabbricata e appena al potere a cui Clinton si è allineata, avrebbe guardato queste persone dicendogli che meritavano di essere indigenti, perché li avrebbe aiutati a capire meglio ciò che le persone di colore subivano. Gli avrebbe detto che chiedere lavoro sapeva di “arroganza” e “privilegio bianco”. Gli avrebbe detto che dovevano celebrare la prospettiva di una guerra contro Russia o Cina perché dovevano rovesciarne i leader ritratti come “omofobici” o “oppressori delle donne”. Ora che la “sinistra” è diventata qualcosa di assai lontana da ciò che era una volta, non dovrebbe sorprendere che la classe lavoratrice bianca abbracci Donald Trump e l'”alternativa di destra”. Molti bianchi che soffrono per la recessione economica arrivano a vedere la sinistra come una corrente che cerca di punirli e umiliarli, non di migliorarne le condizioni di vita. Inoltre, la sinistra moderna è percepita come sprezzante verso di loro per non conoscere il gergo appropriato della “teoria dell’oppressione” insegnata nelle università. Se le organizzazioni emerse in realtà facessero richieste economiche e si organizzassero contro i grandi interessi del denaro, come avvenne negli anni ’30, la situazione potrebbe essere drasticamente diversa. Tuttavia, non è così. La “nuova sinistra”, particolarmente favorita per contrastare l’influenza degli avversari globali del capitalismo occidentale, ora ha preso il timone della civiltà occidentale con una squadra di fedeli crociati che combattono in nome della “diversità” e dell'”intersezione”. Nel frattempo, l’economia peggiora e il pericolo di un grande scontro militare tra Stati Uniti e Russia o Cina, i due Paesi più grandi della terra, avanza rapidamente.trump-white-working-class-bCaleb Maupin è un analista politico e attivista di New York. Ha studiato scienze politiche presso il Baldwin-Wallace College e fu ispirato e coinvolto nel movimento Occupy Wall Street, per la rivista on-line “New Eastern Outlook” .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dalle parole ai fatti: l’asse Teheran-Pechino-Mosca cambia tutto

Ruslan Ostashko, PolitRussa, 21 agosto – Fort Russ

“Putin unisce Cina ed Iran nella coalizione anti-USA in Medio Oriente”

13315763Nell’arco di pochi giorni, la situazione in Medio Oriente in generale e in Siria in particolare, ha subito cambiamenti radicali. Inoltre, sono buoni cambiamenti di cui poter essere orgogliosi, e che a molti al Pentagono fanno perdere il sonno. Putin trae il massimo vantaggio dalla paralisi istituzionale degli Stati Uniti in campagna elettorale e, letteralmente agli occhi attoniti degli statunitensi, ridisegna le sfere d’influenza in una delle regioni chiave del mondo.
Cominciamo dalla notizia che la Russia ha appena creato una base aerea in Iran. Onestamente parlando, non è così. Non è una base russa. L’Iran l’ha “prestato” per un po’ per bombardare più facilmente i terroristi dello SIIL e i loro amici in Siria. Il contesto di queste notizie è la chiave. In generale, non è un segreto che l’Iran da tempo collabori strettamente con la Russia in Siria e abbia aperto lo spazio aereo ai missili Kalibr russi, proprio come gli aeroporti erano già utilizzati dall’anno scorso dai velivoli da trasporto e dai bombardieri russi per rifornirsi. Ma c’è una sfumatura. Iran e Russia avevano cercato di non pubblicizzarlo, a quanto pare per non creare altre tensioni nei negoziati sulla Siria, e affinché l’Iran possa continuare il lavoro noioso e difficile di scongelare i beni in occidente da quando le sanzioni sono state tolte. Ma la situazione è radicalmente cambiata ora.
Prima di tutto, la Russia ha avuto il diritto ufficiale di utilizzare la base aerea per i bombardieri russi, anche strategici in grado di trasportare armi nucleari. L’ultima volta che l’Iran decise di permettere truppe straniere sul proprio territorio fu 70 anni fa. Questo è un segno di grande fiducia e dell’altissimo livello delle relazioni tra i due Paesi, che s’inserisce nel contesto generale delle relazioni russo-iraniane. Ciò avvantaggia, chiamiamo le cose con il loro nome, il futuro concorrente del Canale di Suez, il corridoio “Nord-Sud”, che aveva bisogno di un “tetto” militare e ora l’ha ottenuto. In secondo luogo, la presenza di aerei russi sul territorio iraniano è ormai nota a tutti, e questo cambia la situazione in Medio Oriente in una certa misura. Un’altra base russa nella regione, una base che oltretutto potrebbe ospitare bombardieri nucleari, provoca grande tensioni non tanto negli Stati Uniti ma nei loro partner saudita e qatariota, che ora si sentono molto a disagio. In realtà, ciò è stato molto pubblicizzato, per la prima volta. Teheran e Mosca inviano un chiaro segnale ai partner degli USA nella regione, e il dipartimento di Stato s’è già espresso contro queste operazioni, avvertendo che lo schieramento di bombardieri russi è stato “effettuato precipitosamente” e soprattutto senza consultarlo. Gli statunitensi ne sono offesi, ma essendo impegnati nelle elezioni, Putin crea una nuova alleanza anti-USA, dove Paesi dai difficili mutui rapporti, come Iran e Turchia, hanno un posto.
E ora la seconda tessera importante del puzzle. Per la prima volta nella crisi siriana, Pechino passa dal supporto diplomatico a Mosca e Damasco a quello militare. Si tratta ancora dei primi passi, e non serve aspettarsi che l’Esercito di Liberazione Popolare della Cina sbarchi ad Aleppo domani, ma questo gesto dei cinesi ha un senso. Il rappresentante della Commissione Militare Centrale della Repubblica popolare cinese, Guan Yufay, si recava a Damasco promettendo ad Assad aiuti umanitari dalla Cina, nonché l’assistenza per “rafforzare l’addestramento dei militari”. Le autorità e l’esercito siriani ne trarranno beneficio. Va anche considerato che i cinesi preferiscono intervenire nei conflitti internazionali solo quando non hanno altra scelta e sanno esattamente chi vincerà. E’ ovvio che Pechino abbia colto l’occasione per evitare l’intervento diretto nella crisi siriana per non creare altre tensioni con gli Stati Uniti. Logica vuole che ciò significhi che Pechino è ormai convinta che la coalizione anti-USA in Medio Oriente vincerà. Ora, sulla base di tale previsione, ha deciso di dare quell’assistenza che in seguito potrebbe divenire influenza regionale. Ciò non disturba. Non c’è la pretesa all’egemonia globale. Scacciare l’influenza degli USA dal Medio Oriente sarà molto più facile con l’aiuto di Pechino.
In questo momento, grazie agli sforzi diplomatici del Cremlino, una coalizione di Paesi pronti a combattere l’egemonia statunitense si forma non solo a parole, ma nei fatti. Agli statunitensi non aggrada, ma dovranno farsene una ragione. Prima o poi, loro e non noi, saranno completamente isolati a livello internazionale.focal-point-riussia-aircraft-hamedan-iran-airbase-081916Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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