TTIP e TPP contro integrazione eurasiatica

Boris Volkhovonskij, Strategic Culture Foundation 02/05/2016

TTIP2Se i rapporti ufficiali vanno creduti, l’ultima visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Europa ha riguardato tutto tranne ciò che in realtà era al centro delle discussioni, il partenariato transatlantico di scambio ed investimenti (TTIP). Per Obama, i cui successi in politica estera appaiono patetici anche rispetto a quelli del predecessore George W. Bush, è di vitale importanza finire la presidenza col botto, soprattutto perché, per sua stessa ammissione, le prospettive sul futuro del TTIP saranno estremamente incerte, una volta che la Casa bianca passerà di mano. E non solo nel caso in cui Donald Trump, apertamente critico delle ambizioni globali dell’attuale élite statunitense, possa diventare presidente. Ci saranno problemi anche con Hillary Clinton presidente, pur, come Obama, rappresentando gli interessi delle multinazionali ed essere grande sostenitrice dell’idea del dominio globale degli Stati Uniti. La campagna elettorale negli Stati Uniti ha già dimostrato che l’elettorato è disposto a mettere gli interessi nazionali degli Stati Uniti al di sopra delle ambizioni imperiali delle élite e delle grandi corporazioni. Trump non è l’unico ad aver espresso tale tendenza, c’è anche Bernie Sanders e, in una certa misura, il numero due nella corsa repubblicana, Ted Cruz. Anche se vincesse, Hillary Clinton sarà costretta a prendere tale punto di vista in considerazione, in particolare se ne guadagnerà i sostenitori nel tempo. I capi europei (con l’eccezione della cancelliera tedesca Angela Merkel e del primo ministro inglese David Cameron, forse) non sono molto entusiasti alla prospettiva che i loro Paesi divengano appendici coloniali dei monopoli degli Stati Uniti, tanto più che nella maggior parte dei Paesi europei vi saranno presto le elezioni. Quindi, se Obama riesce effettivamente a concludere il TTIP, potrà sentirsi un vincitore. Insieme al partenariato (Trans-Pacifico TPP ) firmato tra Stati Uniti e 11 Paesi della regione Asia-Pacifico nell’ottobre 2015, il presidente degli Stati Uniti uscente potrà prendersi il merito della creazione di un enorme e potente sistema USA-centrico avvolgente l’Eurasia da occidente ad Oriente subordinando numerose economie nazionali, sviluppate o in via di sviluppo, al capitale statunitense (o meglio multinazionale), al fine di strangolare o poi subordinare i Paesi esclusi da TTIP e TPP, in primo luogo Cina, Russia, India e numerosi altri. Inoltre, i tentativi statunitensi di creare TPP e TTIP, volti a rompere l’equilibrio degli interessi in Eurasia, sono attuti contro il rafforzamento dei processi d’integrazione nell’Eurasia. La dichiarazione congiunta del Presidente russo Vladimir Putin e del Presidente cinese Xi Jinping nel maggio 2015, al 70° anniversario delle celebrazioni della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, sull’integrazione dell’Unione eurasiatica economica (EEU) e della Cintura economica della Via della Seta, apre enormi possibilità di riunire le economie dei Paesi della Grande Eurasia. E il processo di adesione alla Shanghai Cooperation Organization (SCO) di India e Pakistan a membri a pieno titolo (con la possibilità dell’Iran di unirsi alla SCO nel prossimo futuro), iniziato nel luglio dello stesso anno, completa questi processi d’integrazione. Inoltre, le iniziative d’integrazione in Eurasia non si limitano a UEE, Cintura economica della Via della Seta e SCO.
In questo contesto, l’iniziativa eurasiatica della presidentessa sudcoreana Park Geun-hye, il programma ‘Nurly Zhol’ del Kazakistan e il progetto Strada nella Steppa della Mongolia sono degni di nota. La differenza fondamentale tra questi progetti e i TTP e TTIP promossi e finanziati dagli Stati Uniti è la seguente. L’obiettivo principale di TPP e TTIP (oltre a subordinare le economie dei Paesi membri) è impedire la crescita economica dei principali Paesi eurasiatici, in primo luogo Cina e Russia, ed impedire l’integrazione della regione Asia-Pacifico e dell’Eurasia. Così le iniziative TPP e TTIP sono esclusive, escludendo deliberatamente i principali avversari politici ed economici degli Stati Uniti. Al contrario, UEE, Cintura economica Via della Seta, SCO e altri progetti e iniziative simili sono per definizione inclusivi. Non sono aperti solo alla partecipazione di tutti i Paesi della regione, ma sono semplicemente irrealizzabili se solo uno dei Paesi nella regione in cui sono attuati gli importanti progetti infrastrutturali, non può, per qualsiasi motivo, parteciparvi. E qui si ha il seguente quadro. Oltre a creare strutture sotto il completo dominio degli Stati Uniti (e che operano in tal modo allo scopo vano di preservare l’ordine mondiale unipolare), le forze che non hanno alcun interesse ai processi d’integrazione inclusiva in Eurasia tentano direttamente di silurarli. Se dovessimo confrontare la mappa dei punti caldi in Eurasia con quella degli itinerari proposti dalla Via della Seta, per esempio, vedremmo che la maggior parte dei focolai di crisi si trovano lungo queste rotte (insieme a quelle volte a sviluppare altri progetti d’integrazione), così come giunzioni e snodi. Ciò riguarda dispute territoriali (tra la Cina e i vicini nell’est e sud-est asiatico, per esempio, o tra India e Pakistan), i conflitti etnici (Myanmar, Nepal e provincia pakistana del Belucistan), guerre civili (Siria o Ucraina) e intervento militare diretto straniero (in Afghanistan e Iraq) che ha portato questi Paesi sull’orlo del collasso, la pirateria nello stretto di Malacca e nel Corno d’Africa, e molto altro. Difficilmente può considerarsi un caso che il conflitto nel Nagorno-Karabakh (senza dubbio orchestrata da forze esterne), ancora una volta scoppiasse proprio quando la situazione presso l’Iran (che fino a poco tempo prima era uno dei principali ostacoli all’integrazione eurasiatica) cominciava più o meno a normalizzarsi. Da ricordare anche gli enormi sforzi delle ONG straniere (soprattutto statunitensi) in Asia centrale, dove numerosi conflitti e potenziali conflitti sono latenti o attivi. E così si ha il quadro completo di come, oltre ad inghiottire l’Eurasia nei propri piani, gli Stati Uniti cercano d’indebolire l’unità del continente a favore del vecchio principio del ‘divide et impera’.1018948899La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Qual è la forza della CSTO?

Leonid Ivashov Rusplt 2/05/2016 – South Front
Leonid Ivashov, Colonnello-Generale delle Forze Armate della Federazione Russa e direttore dell’Accademia dei Problemi Geopolitici.

inner11828531Il territorio della Federazione Russa è stato teatro di una grande esercitazione delle forze di terra della Collective Security Treaty Organization (CSTO). Allo stesso tempo, il Tagikistan è stato lo scenario principale delle esercitazioni da ricognizione delle forze speciali Lyaur “Ricerca-2016″. Nell’esercitazione partecipavano 1500 soldati con il supporto di velivoli da combattimento, tattici e da trasporto e di droni. Nel ruolo di primo piano vi erano, ovviamente, i militari russi. Secondo lo scenario, i nostri commando respingevano l'”attacco” a un convoglio umanitario e completavano una missione di ricerca e salvataggio. Allo stesso tempo, i nostri atterravano nella base dei terroristi, catturandone i comandanti. In seguito, coordinate venivano trasmesse per colpire le milizie in ritirata sulle montagne. “Ricerca-2016” era volta a presentare l’interazione in tempo reale tra diverse truppe, a controllare le competenze sul campo, a valutare il personale nell’effettuare missioni di combattimento in modo rapido ed efficiente. I partecipanti a “Ricerca 2016”, così come ad altre esercitazioni della CSTO, elaboravano le misure per combattere le bande che s’infiltrano nell’Asia centrale.

Abbiamo finalmente visto la luce
La CSTO venne fondata nel 1992 e per lungo tempo, fatta eccezione per la missione militare della Federazione russa in Tagikistan, il suo potenziale non fu utilizzata. La situazione è cambiata radicalmente nel 2009, quando le Forze di Reazione Rapida Collettiva (CRRF) furono create, includendo le truppe meglio addestrate di Russia, Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Il numero di soldati partecipanti alle esercitazioni era più di 20mila, indicativo della capacità di risolvere problemi di qualsiasi dimensione, che siano operazioni locali, conflitti o mantenimento della pace. Come dimostrato dalle esercitazioni a sorpresa dello scorso anno per la preparazione delle CRRF, 2500 aviotruppe delle CSTO poterono essere trasferite in Tagikistan nel più breve tempo possibile. L’attività della CSTO è dovuta al deteriorarsi della situazione in Medio Oriente e Asia centrale. La leadership russa e l’élite dei Paesi post-sovietici sono consapevoli delle minacce comuni dei narcotrafficanti e dei vari gruppi radicali che penetrano o già operano nella regione. In precedenza, quando avevamo buoni rapporti con la NATO, il tema dell’atteggiamento difensivo fu trascurato, perché ritenevamo che non avevamo nemici. Volentieri, ora abbiamo compreso. La grande attenzione è ora rivolta alla frontiera tagiko-afghana, probabilmente la principale minaccia estera all’Asia centrale. In Tagikistan si trova la 201.ma Base militare russa, il cui personale sarà portato a 9mila soldati in futuro. Nel 2005, le guardie di frontiera russe si ritirarono e si dedicarono ad addestrare i colleghi tagiki e a fornirgli equipaggiamenti militari. Le forze russe compiono esercitazioni bilaterali regolari con l’esercito tagiko. A metà marzo, un gruppo di forze combinate “trovò e distrusse” un grande gruppo motorizzato. Le azioni dei nostri Marines e della 7.ma Brigata d’assalto aereo tagica furono supportate dai seguenti aeromobili: elicotteri Mi-8 e Mi-24 ed aerei da attacco Su-25. È interessante notare che l’aviosbarco avvenne sull’altopiano, in una zona sconosciuta.

Continuiamo a lavorare
I rapporti con i Paesi della CSI nell’ambito militare non sono così perfetti come può sembrare. A volte si hanno critiche dalla dirigenza dei Paesi membri della CSTO, per non aver dimostrato la fedeltà politica desiderata, per lo più sotto la guida della Federazione Russa. A questo proposito, vorrei ricordare che la nostra élite russa avviò il crollo dell’Unione Sovietica e di conseguenza l’eliminazione dell’esercito sovietico. La Russia sotto il gruppo di Eltsin non offriva un’adeguata formula per l’interazione. A mio parere, le istituzioni ora funzionanti, con la sola eccezione, forse, della CSTO, in realtà non hanno una natura reciprocamente vantaggiosa. Pertanto, non dobbiamo limitarci al minimo, ma dobbiamo agire. Dobbiamo continuare a lavorare sul rafforzamento della cooperazione militare. Non è necessario rispondere velocemente alle dichiarazioni di Lukashenko. La Bielorussia copre la strategicamente importante direzione occidentale ed è pronta a lavorare con la Russia nel contrastare la possibile aggressione della NATO. E’ anche importante non rovinare i rapporti con gli altri membri della CSTO, perché la minaccia del terrorismo va eliminata nel prossimo futuro. E’ ovvio che se l’Asia centrale “esplode”, la situazione geopolitica e della sicurezza della Russia si deteriorerebbe significativamente. La CSTO è una piattaforma che permette al nostro Paese di risolvere numerosi problemi già agli inizi.79B90DC7-A733-4C1F-8973-9124B04EE744_mw1024_s_nTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I velivoli ipersonici di Russia e Cina spezzeranno l’ABM statunitense

Sputnik, 30/04/2016

128424395Russia e Cina hanno testato di recente con successo i loro velivoli ipersonici, in grado di violare il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) che gli USA vorrebbero schierare in Corea del Sud; il test è un “avvertimento agli Stati Uniti“, secondo gli esperti militari cinesi. “I test ipersonici di Cina e Russia hanno lo scopo di minacciare gli Stati Uniti che vorrebbero piazzare un sistema di difesa missilistico in Corea del Sud“, scrive The South China Morning Post, giornale in lingua inglese di Hong Kong citando il professor Lui Qisong, specialista della politica della difesa presso l’Università di Scienze politiche e Giurisprudenza di Shanghai. Il commento si riferisce ai recenti test riusciti dei due Paesi sui velivoli ipersonici. L’osservazione fa eco a quelle dell’esperto militare di Pechino Li Jie, che ha detto che la Cina cerca d’impiegare l’ultimo test del DF-ZF per avvertire gli Stati Uniti che l’EPL (Esercito Popolare di Liberazione cinese) ha “un’altra potente arma capace di contrastare il sistema THAAD“. Gli Stati Uniti si propongono di mobilitare il sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) in Corea del Sud, sostenendo sia necessario per proteggere gli alleati regionali dalla Corea democratica. La proposta è stata condannata da Cina e la Russia quale aggravamento della situazione nella penisola coreana. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, insieme all’omologo cinese Wang Yi, ha messo in guardia dall’uso delle attività di Pyongyang, come ad esempio il recente test nucleare e i vari lanci di missili, come pretesto per porre la presenza militare degli Stati Uniti nella regione. La settimana precedente Pechino aveva condotto il settimo test riuscito del velivolo DF-ZF progettato per violare le difese missilistiche.
Il DF-ZF è un missile iperveloce che può viaggiare velocità tra Mach 5 e Mach 10, 5-10 volte la velocità del suono, e può penetrare i sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti basati sui missili intercettori. Il velivolo d’attacco ipersonico (denominato in codice dal Pentagono Wu-14) è costituito da un missile che raggiunge l’atmosfera superiore che poi rilascia un velivolo che raggiunge velocità ipersoniche discendendo. Il missile balistico vettore veniva lanciato dal centro spaziale di Wuzhai nella Cina centrale. Trasportava l’HGV (velivolo ipersonico) DF-ZF al limite dell’atmosfera, al confine tra spazio e atmosfera terrestre a 100 km di altitudine, separandosi dal vettore e quindi planando per qualche migliaio di chilometri prima d’impattare, secondo il Washington Free Beacon. Una volta che l’HGV raggiunge tale quota, comincia a planare su una rotta relativamente piatta eseguendo manovra di frenata e accelerazioni fino alla velocità di Mach 10. La sua velocità può variare tra i 6400 e gli 11200 chilometri all’ora. La fase di volo planato permette al velivolo non solo di manovrare aerodinamicamente, compiendo azioni evasive eludendo l’intercettazione, ma anche d’estendere la gittata del missile. Le manovre in volo, viaggiando a diverse migliaia di chilometri all’ora, venivano tracciate dai satelliti mentre volava verso ovest lungo il limite atmosferico, verso la zona d’impatto nella parte occidentale della Cina. Resta ancora da chiarire se l’HGV DF-ZF sarà armato con testate nucleari o convenzionali. L’HGV DF-ZF potrebbe anche essere lanciato con un missile balistico antinave contro mezzi navali. Ad esempio, un DF-21 armato con un HGV DF-ZF estenderebbe la gittata da 2000 a oltre 3000 km. Secondo i funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti, il DF-ZF potrebbe essere utilizzato nell’ambito di un sistema d’arma d’attacco strategico convenzionale capace di colpire bersagli in tutto il mondo nel giro di un’ora. Il Pentagono ha seguito da vicino lo sviluppo del DF-ZF da quando è stato testato la prima volta nel gennaio 2014. La Commissione di revisione economica e militare USA-Cina del Congresso ha affermato nell’ultima relazione annuale che il programma del velivolo ipersonico “progredisce rapidamente” e che la nuova arma offensiva potrebbe essere schierata entro il 2020. Una versione più potente è in fase di sviluppo e potrebbe essere operativa nel 2025, ha scritto. Il Ministero della Difesa cinese ha confermato un altro rapporto del Beacon secondo cui Pechino ha testato il nuovo missile balistico intercontinentale DF-41 dalla gittata di almeno 12000 chilometri, il 12 aprile.
Sempre ad aprile, la Russia ha effettuato il secondo test di volo di un rivoluzionario velivolo ipersonico noto come 3M22 Tsirkon. Il velivolo ipersonico è stato lanciato con un missile balistico strategico RS-18A (UR-100N, designazione NATO SS-19 Stiletto) dalla Russia orientale, ed è stato un successo. Tuttavia non sono stati forniti dettagli su velocità o gittata raggiunte dal velivolo. Il velivolo 3M22 della Russia dovrebbe entrare in produzione nel 2018.WU-14_HGV

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Port Arthur e la guerra di logoramento industriale

Tre domande a Bruno Birolli
Intervista a cura di Laurent Schang Le Polémarque 28 aprile 2016
Port Arthur 8 febbraio 1904-5 gennaio 1905, Economica, 2015, p. 125Russo-Japanese-WarEx-giornalista del Nouvel Observateur, corrispondente dall’Asia per ventitré anni del settimanale, Bruno Birolli è ora autore di documentari e scrittore. Il suo primo libro, Ishiwara, l’uomo che iniziò la guerra (Armand Colin, 2012) ha ricevuto critiche entusiaste. Ora ha completato il suo nuovo libro, dedicato alla battaglia di Port Arthur.

port-arthur-1904-1905-de-bruno-birolli-1037603642_LNel 1904, il piccolo Giappone entrò in guerra contro l’enorme impero russo. Per quali scopi?
L’obiettivo principale del governo giapponese era formare un baluardo sul continente occupando Corea e parte della Manciuria. Il globo era già diviso, tranne la Manciuria. Nel 1897 emerso vincitore della prima guerra sino-giapponese, il Giappone subì una sconfitta diplomatica umiliante in cui la Russia, sostenuta da Germania e Francia, costrinse i giapponesi a rinunciare a Port Arthur, facendone subito una base per la Flotta del Pacifico. Tutti questi sviluppi diedero al Giappone la sensazione di essere circondato, bisognava allentare la presa e molto presto: nel 1896, il Giappone entra in guerra con la Cina, otto anni dopo con la Russia.

La guerra russo-giapponese fu tutt’altro che una passeggiata. Port Arthur, scrive, annunciò in molti modi la guerra del 1914-18.
La guerra russo-giapponese e in particolare l’assedio di Port Arthur si ripeté nella guerra del 1914. C’erano naturalmente i materiali: la mitragliatrice dimostrò la sua spaventosa efficienza, l’artiglieria svolse un ruolo centrale. Ma ci fu anche l’anteprima della carneficina dei primi mesi della guerra del 1914. Le lezioni di Port Arthur non furono comprese in Europa. L’assedio di Port Arthur dimostra che la guerra aveva cambiato volto. La condizione della vittoria non era solo il numero degli uomini e l’abilità dei generali. Vincere o perdere dipendeva anche dalla massa del materiale che un Paese poteva schierare, dal numero dei fucili e dalla capacità di produrre munizioni. Con Port Arthur, si entrava nella guerra di logoramento industriale.

Il Giappone sconfisse la Russia, ma quale vittoria ottenne? Secondo voi, le conseguenze a lungo termine furono più problematiche che vantaggiose per l’arcipelago.
Il Giappone vinse, è indiscutibile. Ma per esaurimento. Le difficoltà politiche interne dell’Impero Russo, la rivoluzione del 1905, obbligarono lo Zar a gettare la spugna ben più che le sconfitte in Manciuria. Tra salvare la dinastia o perdere la Manciuria, lo Zar non esitò. L’esercito imperiale trascurò questo elemento nella sua analisi. Si deve comprendere che nel 1904, il ruolo dell’esercito imperiale nel sistema politico è ambiguo. È la spina dorsale ideologica e sociale della società Meiji ma sempre sottomesso alle decisioni del governo civile. Pertanto, cercherà di approfittare della vittoria del 1905 per liberarsi da questa tutela e sovvertire l’ordine facendo del governo un suo strumento. Questo cambiamento sarà graduale e, infine, completato nel 1930. Dottrinalmente la vittoria a Port Arthur accecò i tattici giapponesi. E’ vero che il coraggio della fanteria abbatté il forte russo. Ma lo Stato Maggiore dimenticò che i fanti furono aiutati dal lungo tiro concentrato dell’artiglieria. Questa riduzione delle analisi portò il Giappone ad ignorare il ruolo di artiglieria, blindati e aerei concentrandosi sulla carica della fanteria. Sarebbe ingiusto non riconoscere che il soldato giapponese fosse molto più deciso e fisicamente più forte dei GI. Ma nel Pacifico, il senso di sacrificio dimostrato a Port Arthur fu soverchiato dalla schiacciante potenza di fuoco degli statunitensi.F-Article5MapLgTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Modernizzazione militare della Russia: cosa dopo?

Il processo di modernizzazione sferraglia abbastanza bene
Samuel Bendett, Russia Insider13041288Dopo anni di voci e la presenza alla parata militare a Mosca l’anno scorso, il nuovo carro armato russo Armata continua a fare notizia. La fabbrica Uralvagonzavod che dovrebbe produrre il mezzo annuncia che potrà produrre un Armata senza equipaggio, definendolo il carro armato del futuro. Il famoso impianto di produzione militare ha esperienza con i mezzi senza equipaggio, producendo l’autopompa robot basata sul carro armato T-72. Secondo il direttore dell’impianto, la produzione in massa dei nuovi cari armati Armata con equipaggio potrebbe iniziare alla fine dell’anno, i test sul campo sono avanzati. Uralvagonzavod sarà impegnata nei prossimi anni a rispondere ai numerosi ordini del governo per produrre, ammodernare e aggiornare l’ampia dotazione di equipaggiamenti militari. Gli ordini includono carri armati T-72B3, blindati BTR-82AM e BMP-2, sistemi d’artiglieria semoventi 2S19M1 Msta, veicoli da combattimento aviolanciati e altri mezzi; in tutto la fabbrica consegnerà più di 1400 mezzi alle Forze Armate russe.
Negli ultimi decenni, i blindati Humvee statunitensi, HMMWV, sono lo standard su cui gli altri veicoli militari vengono giudicati, dopo aver servito in tutti i conflitti degli USA nel globo, sopportando ogni clima e terreno immaginabili. L’Esercito russo ha lavorato duramente per sviluppare una propria alternativa, infine mettendo in campo il blindato Tigr nel 2006. Da quel momento, l’impianto GAZ e il Ministero della Difesa russo hanno lavorato per portare la progettazione russa agli standard nazionali e internazionali, offrendo aggiornamenti e spingendo il veicolo a competere con i progetti similari occidentali e statunitensi. Nel 2010, la polizia brasiliana puntava al Tigr da utilizzare nelle squadre SWAT, e nel 2013 completò test e valutazione del veicolo per le grandi manifestazioni sportive nel 2014 e 2016. Nella prossimo parata militare del 9 maggio per il 71° anniversario della vittoria sovietica sulla Germania nella Seconda guerra mondiale, l’esercito russo presenterà la nuova versione del veicolo, il Tigr-M equipaggiato con il sistema d’arma telecomandato DM Arbalet (Balestra). Secondo Sergej Suvorov, portavoce ufficiale della società che produce il Tigr, il veicolo avrebbe dovuto essere dotato di un sistema d’arma italiano, ma poi le sanzioni contro la Russia resero impossibile l’operazione. Inoltre, la “tecnologia italiana si è rivelata troppo fragile per il nostro clima”, mentre Arbalet otteneva buoni risultati a temperature comprese tra -50C e + 50C. Secondo Suvorov, l’Arbalet è completamente stabilizzato e il suo sistema di puntamento ha la funzione di acquisizione ed inseguimento automatici del bersaglio, consentendo all’operatore un tiro efficace fermo o in movimento, e può anche essere azionato a distanza se necessario. Arbalet ha due tipi di mitragliatrici e un lanciagranate automatico, e l’operatore può passare tra i diversi tipi di armi con il sistema di puntamento computerizzato. Il futuro uso dei Tigr recentemente adottati viene supposto dal loro posto nella sfilata del 9 maggio, accompagnando i complessi missilistici strategici mobili Jars, che suggerisce che le Forze strategiche missilistiche russe saranno le prime a ricevere questi veicoli, a guardia dei complessi missili balistici mobili.

Armi ad alta istruzione
Indicando come la famosa arma semiautomatica Kalashnikov diventi una piattaforma di produzione e di esportazione, la società Kalashnikov, della società statale Rostec, aprirà la propria Corporate University. Secondo Mikhail Nenjukov, vicedirettore per la qualità e lo sviluppo in fabbrica, questa decisione garantirà lo sviluppo della gestione delle competenze del personale aziendale, dichiarando che l’università sarà “un sistema unificato di sviluppo della leadership e della gestione di talenti e competenze nella produzione” dei dipendenti della Kalashnikov, dagli addetti al montaggio ai vertici. Igor Korotchenko, direttore della rivista russa Difesa Nazionale, ritiene necessario creare strutture educative nelle grandi aziende del complesso militare-industriale nazionale: “Non abbiamo quasi nessuna altra forma di addestramento dei lavoratori qualificati, di conseguenza, tali iniziative sono benvenute. L’Industria della Difesa oggi è la locomotiva dell’economia russa, ed è necessario formare personale, soprattutto perché c’è un continuo ampio ammodernamento nella produzione, si usano macchinari moderni dai controlli digitali, nuove tecnologie e materiali“. Va notato che in epoca sovietica, il complesso militare-industriale del Paese attraeva i migliori e più brillanti operai e progettisti, offrendo alti e stabili salari e un sistema senza precedenti di prestazioni sociali. L’Industria della Difesa russa di oggi ha subito gravi usure e la fuga di cervelli verso il settore privato, e il governo russo cerca di assicurarsi la formazione della prossima generazione di lavoratori qualificati.13029696

Il ‘Cigno Bianco’ della Russia: un nuovo bombardiere strategico
Nikolaj Litovkin, RIR, 27 aprile 2016

I progettisti russi lavorano su un bombardiere strategico supersonico “di transizione” basato sul Tupolev Tu-160. Gli esperti militari dicono che il nuovo Tu-160M2 ‘Cigno Bianco’ potrà battere la difesa aerea e i sistemi di difesa missilistici attuali dei possibili nemici, dando ai progettisti più tempo per sviluppare la nuova generazione di aeromobili dello stesso tipo.12004049Il Ministero della Difesa della Russia ha deciso di sviluppare un sostituto a medio termine per il velivolo del ‘Futuro Sistema Aereo a Lungo Raggio’ (PAK-DA, un bombardiere lanciamissili strategico di nuova generazione) dato il ritardo che il programma affronta. Il bombardiere strategico di nuova generazione si baserà sul velivolo sovietico Tupolev Tu-160. Una fonte dell’Industria della Difesa ha detto che il programma potrebbe diventare uno dei più costosi del Ministero della Difesa nel 2020. La fonte afferma che il costo del programma è paragonabile al programma Borej per sviluppare i nuovi sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili dotati del Bulava: 5-7 miliardi di dollari. “Al momento, non è chiaro quanto l’aggiornamento interesserà l’intero velivolo: sarà solo dell’avionica ad essere aggiornata, o anche motori, armamento e sistema di navigazione? Il programma Tu-160M2 varia a seconda di questi aspetti, e potrebbe raggiungere i cinque – sette miliardi di dollari“, ha detto la fonte.

Che tipo di velivolo sarà il nuovo Tu-160M2?
Il Tu-160, il ‘Cigno Bianco’ come i piloti lo chiamano, è il più potente bombardiere lanciamissili supersonico nella storia dell’aviazione militare. Valerij Solozobov, Vicedirettore Generale del programma di ricerca della Tupolev, ha detto che il Tu-160M2 avrà una soluzione ingegneristica rivoluzionaria, anche se apparirà simile alla versione precedente. “In particolare, il velivolo avrà elettronica avanzata e sarà anche dotato di innovativi sistemi di guerra elettronica e puntamento“, secondo Solozobov, il velivolo sarà migliorato secondo le esigenze contemporanee e avrà sistemi per rendersi invulnerabile ai sistemi di difesa aerea missilistici del possibile nemico, che siano operativi o in fase di sviluppo. “Nell’aspetto il ‘Cigno Bianco’ manterrà la configurazione ad ala bassa integrale (l’ala attraversa la fusoliera), con ali a geometria variabile, carrello triciclo e piano di coda e timoni integralmente mobili“, ha detto. Solozobov ha spiegato che tutti i componenti del Tu-160M2 saranno costruiti da società russe e le sanzioni contro la Russia non avranno alcun effetto sulla produzione del nuovo velivolo. Viktor Bondarev, Comandante in capo delle Forze Aeree russe, ha detto che il velivolo compirà il primo volo nei primi mesi del 2019, e la produzione in massa probabilmente inizierà nel 2023. Il Ministero della Difesa, ha detto, prevede di acquistare almeno 50 Tu-160M2.

Che tipo di armi potrà trasportare il nuovo Tu-160M2?
Il termine ‘lanciamissili’ evidenzia la capacità del bombardiere d’impiegare missili da crociera nucleari e convenzionali, come i missili da crociera a lungo raggio di nuova generazione Kh-101 e Kh-555“, secondo la fonte dell’Industria della Difesa, e il velivolo trasporterà anche i missili da crociera a guida inerziale Kh-55SM. “Il Tu-160 può essere dotato di ogni tipo di bombe nucleari e convenzionali: perforanti, anti-bunker, a grappolo, mine navali, ecc. Il carico combinato di queste armi può arrivare a 40 tonnellate“, ha detto la fonte, un esperto militare. Il nuovo velivolo potrà colpire obiettivi al di fuori della portata dei sistemi di difesa aerea e antimissili esistenti. Il Tu-160M2, secondo la fonte, sarà uno dei pochi velivoli capaci di circumnavigare la Terra rifornendosi in volo per due volte.DY4MTQ0MzI4MzM1OV9Specifiche “base” del Tu-160
Equipaggio: 4
Lunghezza: 54,10 m
Altezza: 13,10 m
Apertura alare: 35,60m/55,70 m
Peso a vuoto: 110000 kg
Peso massimo al decollo: 275000 kg
Peso del carburante: 148000 kg
Velocità massima:
2200 km/h a 10 km di quota
1030 km/h a 3 km di quota
Autonomia senza rifornimento: 18950 km
Raggio operativo: 6000 km
Quota operativa: 22000 mphien-ban-may-bay-tu160m2-co-gi-khac-biet_131722636

Arriva il nuovo Su-25: il ‘carro armato volante’ potenziato della Russia
Riceverà le difese anti-MANPAD già presenti sugli elicotteri d’attacco russi
Dave Majumdar, The National Interest, 28 aprile 2016 – Russia Insider

rbk-500spbe-dL’Aeronautica aerea russa iniziava a testare ad aprile la versione aggiornata del velivolo da supporto aereo Sukhoj Su-25SM3 Grac. Supponendo che gli aviogetti modernizzati vengano impiegati sul campo, il primo Su-25SM3 operativo dovrebbero entrare in servizio entro la fine dell’anno. L’Aeronautica russa dovrebbe aggiornare oltre 40 Su-25 nel 121.mo Impianto di riparazioni aeronautico di Kubinka, vicino Mosca. “Il test completo dei Su-25SM3 iniziava ad aprile“, aveva detto un ufficiale delle Forze Aerospaziali russe al quotidiano Izvestija. “Ci aspettiamo che il primo velivolo d’attacco modernizzato arrivi in prima linea alla fine dell’anno“. Il Su-25SM3 modernizzato adotta una serie di sensori e sistemi difensivi aggiornamenti che secondo i militari russi consentiranno al carro armato volante di operare sul moderno campo di battaglia. Al centro della modernizzazione vi è la suite avionica Vitebsk, sviluppata dall’Istituto di Ricerca della Difesa di Samara. Il Vitebsk incorpora un ricevitore di allarme radar, un sistema di allarme missilistico agli ultravioletti e una potente suite di disturbo. Secondo le fonti citate da Izvestija, la suite delle contromisure difensive comprende non solo un jammer radar, ma anche un sistema per accecare i missili a guida agli infrarossi, come nel caso delle Contromisure congiunte agli infrarossi della Northrop Grumman, otre ai bengala. Il sistema è progettato per proteggere il Su-25SM3 da tutti missili antiaerei, dagli Stinger portatili alle batterie di Patriot. Secondo Izvestija, il Vitebsk è inoltre progettato per identificare automaticamente e geo-localizzare con precisione gli emettitori delle minacce. Tali coordinate possono essere trasmesse a un sistema d’arma, come un missile antiradar Kh-58, per eliminare la minaccia, potendo fornire al Grac modernizzato la capacità di compiere missioni di soppressione delle difese aeree nemiche, se necessario.
Viene anche migliorata la capacità offensiva del Su-25SM3. I russi dotano il velivolo del nuovo sistema di puntamento optronico SALT-25. Il nuovo sensore permetterà al pilota del Su-35SM3 di rilevare e tracciare le forze terrestri nemiche ad una distanza di “diversi chilometri” di giorno e di notte, in ogni condizione meteo. Secondo le Izvestija, i russi sembrano aver dotato il Su-25SM3 della capacità di caricare video via datalink in tempo reale, dando all’aviogetto capacità simili al sistema ROVER del Pentagono, adottato sui più aggiornati caccia di 4.ta generazione degli USA. L’aviogetto modernizzato adotterà anche una serie di nuove armi, tra cui le armi a guida di precisione russe di nuova generazione, come la RBC SPBE 500-D recentemente utilizzata in Siria dai bombardieri supersonici Su-24 Fencer. Si tratta di una bomba a grappolo da 500kg dotata di submunizioni intelligenti SPBE-D. Ogni submunizione è una piccola bomba anticarro a guida agli infrarossi con testata penetrante esplosiva capace di perforare 150-160mm di corazza omogenea o il tetto di un carro armato. Ogni RBC SPBE 500-D è dotata di sei submunizioni SPBE-D.
Quindi, l’aviogetto sovietico Grac opererà ancora nel 21° secolo, mentre la controparte statunitense Fairchild Republic A-10 Warthog sarà gradualmente ritirata dall’US Air Force entro il 2022.d0b0d180d0bcd0b8d18f-26

La Cina testa con successo la testata manovrabile ipersonica
South Front, 27/04/2016

La Cina ha sperimentato con successo un velivolo iperveloce presumibilmente dalle capacità nucleari e veloce 10000 km/h, secondo i funzionari degli Stati Uniti. Funzionari del Pentagono correlati ai rapporti sul test militare della Cina, hanno detto al Washington Free Beacon che il lancio, il settimo dal 2014, ha avuto luogo in Cina il 22 aprile. Il velivolo DF-ZF fu rilevato dai satelliti dopo il lancio con un missile balistico da un centro militare nella Cina centrale, hanno hanno detto i funzionari. Il velivolo avrebbe volato lungo il limite dell’atmosfera prima di colpire un bersaglio nella Cina occidentale. Secondo i funzionari dell’intelligence, il velivolo verrebbe utilizzato come arma nucleare o convenzionale capace di colpire ovunque nel mondo nel giro di un’ora.878623539202457521Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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