Le banche occidentali in fermento mentre HSBC va verso il collasso

What Does It Mean 28 agosto 2015HSBC_4C83Il Ministero delle Finanze riporta che il gigante bancario inglese HSBC si avvicina al collasso totale dopo aver perso quasi 1 trilione di dollari nel corso del Grande Crash del Mercato Globale del 2015, oggi completamente a corto di denaro per pagare obbligazioni e depositanti. Secondo il rapporto, HSBC, multinazionale bancaria e finanziaria di Londra, Regno Unito, è la quarta banca del mondo con un patrimonio dal valore di 2670 miliardi di dollari. Non è noto a molti occidentali, continua la relazione, che HSBC fu istituita nella forma attuale a Londra nel 1991 dalla Hong Kong e Shanghai Banking Corporation Limited per agire da nuova holding le cui origini risiedono ad Hong Kong e, in misura minore, Shanghai, dove le filiali furono aperte nel 1865. Con il crollo sconcertante del Shanghai Composite Index, che perde il 38% del valore dal 12 giugno, la relazione spiega, HSBC ha perso quasi 700 miliardi di dollari in Cina, mentre ulteriori 300 miliardi sono andati persi con il crollo del Dow di oltre 1800 punti dal suo picco annuale, raggiunto il 27 maggio. Conseguenza di tale massiccia perdita da 1000 miliardi della HSBC, afferma la relazione, rapporti apparivano dal Regno Unito secondo cui centinaia di migliaia di persone non ricevevano lo stipendio, cosa che il gigante bancario inglese inizialmente ha cercato di negare, ma di cui poche ore dopo ne incolpava un “errore del computer”.hsb1Esperti del MoF in questo rapporto liquidano la spiegazione della HSBC dell'”errore del computer”, notando che tale frase viene comunemente usata da banche e istituzioni finanziarie occidentali come “storia di copertura” per mascherare l’incapacità ad accedere ai contanti… e anche per spiegare ciò che impedisce a centinaia di fondi comuni d’investimento e scambio statunitensi di ripagare gli investitori delle aziende, e motivo per cui uno dei più grandi broker del mondo, Charles Schwab, ha chiuso in anticipo. Essendo HSBC la più grande banca della Gran Bretagna, questa relazione nota, si è lanciato un appello per un prestito di emergenza dalla Banca d’Inghilterra (BoE), che fa quindi appello alla Banca centrale europea (BCE), e la BCE al Federal Reserve System (FRS). Il Congresso degli Stati Uniti, dopo aver verificato che oltre 16000 miliardi di dollari del popolo statunitense sono stati consegnati dalla Federal Reserve degli Stati Uniti a imprese e banche europee, presumibilmente per “assistenza finanziaria” durante e dopo la crisi fiscale 2008, la relazione afferma che è “molto probabile” lo facciano di nuovo prima che HSBC crolli del tutto. Con la Cina che continua a scaricare centinaia di miliardi di debito statunitense per stabilizzare i propri mercati ed economie, emerge dalla relazione, il quasi collasso di HSBC oggi non è che un preludio al prossimo grande crollo finanziario globale che secondo alcuni esperti “cambierà il quadro mondiale“.
Anche se non menzionato nella presente relazione, è interessante notare che almeno il popolo statunitense vede la realtà e, secondo un notiziario, “ritirerà il proprio denaro da quasi tutto“… portando il principale portavoce delle élite, il Financial Times, a pubblicare un articolo anonimo sull’abolizione definitiva del denaro per dare a banche centrali e governi più potere.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La rete di potere: gasdotti nel continente europeo

Putin lega India e Pakistan con i gasdotti
Nakanune 22 agosto 2015 – Fort Russimage_big_81883Tradizionalmente l’India fu partner dell’URSS per decenni e la Russia ha preso il posto della superpotenza. Con le inevitabili perdite negli anni ’90 (“il luogo santo non è mai vuoto” come si dice in Russia), la partnership è sopravvissuta. Tra l’altro, gli indiani si rifiutarono di acquistare 126 aerei da combattimento Rafale dalla Francia (grazie “Mistral”). Il caccia francese Rafale si era aggiudicato la gara nel 2012, e anche allora era chiaro che il contratto non sarebbe stato concluso. Di conseguenza, dopo aver avuto 36 jet, l’India ha rescisso il contratto. “Acquistiamo solo 36 caccia e non ne compreremo mai più, sono troppo costosi”, ha detto il ministro della Difesa indiano Manohar Parrikar, secondo La Tribune riferendo all’agenzia indiana PRI. “Mi piacerebbe anche avere una BMW e una Mercedes, ma non posso perché, in primo luogo non posso permettermelo, e in secondo luogo non ne ho urgente bisogno“. Secondo le informazioni dal Ministero della Difesa dell’India, il costo del contratto era aumentato da 12 a 20 miliardi di dollari. Non speculiamo sulle ragioni reali della fine del contratto, ma resta il fatto che il Ministero degli Esteri indiano ha detto che l’attrattività del prezzo e dell’affidabilità del caccia multiruolo russo Su-30 è maggiore del “Rafale“.
L’amica India è tradizionalmente nemica del Pakistan, territori artificialmente separati dai sornioni inglesi, e che si combattono continuamente e violentemente. Gli Stati Uniti con tanto zelo hanno aiutato il Pakistan anche fornendogli armi nucleari. L’Ucraina a dispetto della Russia, ha dotato il Pakistan di carri armati moderni negli anni ’90, cosa di cui i nazionalisti locali furono entusiasti. E pochi notarono che, per adempiere all’accordo, la Russia fornì al vicino le tecnologie per produrre i cannoni. Di conseguenza, fino ad oggi l’Ucraina non ha sviluppato un nuovo carro armato, ma la Russia rafforza e migliora la cooperazione con il Pakistan sostituendo gli Stati Uniti. Questi carri armati erano sovietici e 250 veicoli dovevano essere modernizzati, ed è anche necessario fornire munizioni e pezzi di ricambio (gli stessi che l’Ucraina non sa produrre, non potendo produrre un carro armato nazionale). L’equipaggiamento sovietico è più affidabile e meno costoso di quello statunitense. Per la gioia degli abitanti del luogo, che non nascondono l’odio per i loro “protettori” statunitensi che regolarmente cacciano via. Così la Russia è accolta dal Pakistan e le due parti preferiscono congelare i conflitti tra India e Pakistan su Jammu e Kashmir. Perché letteralmente i combattimenti sono freddi, costosi e inutili. Ciò che accade si adatta perfettamente all’antica massima, “Tempora mutantur et nos mutamur in illls“, i tempi cambiano e noi con essi. Ora Mosca è pronta a costruire un gasdotto in Pakistan che rifornirà il Paese dall’Iran. Nel progetto la Russia spenderà 2 miliardi di dollari. Alcuni esperti hanno avvertito che il gasdotto del Pakistan sarà solo parte della rotta gasifera iraniana per la Cina. Così, con la costruzione del gasdotto la Russia crea un concorrente nel mercato del gas cinese. Il partner di “Rusenergy“, Mikhail Krutikhin, dice che l’Iran ha colloqui con Pakistan e Cina e in effetti il metanodotto che la Russia costruirà sarà parte della futura rotta del gas dall’Iran alla Cina. “La partecipazione della Russia al progetto pakistano è piuttosto sfavorevole: le forniture dall’Iran ridurranno il fabbisogno di gas della Cina, compreso quello dalla Russia“. Ma è vero?
Il sito web del Consiglio dei ministri del Pakistan ha dichiarato che si tratta di “creare un ambiente favorevole per la costruzione con la partecipazione russa del gasdotto “Nord – Sud” della Repubblica islamica del Pakistan, da Karachi a Lahore” (sulle coste del Pakistan, al confine con l’India). La lunghezza è circa 1100 chilometri, la capacità 12,4 miliardi metri cubi di gas all’anno. L’inizio della costruzione del gasdotto è previsto per il 2017. Inizialmente, il gasdotto è stato progettato per trasportare gas dall’Iran, che verrà spedito via mare in forma liquefatta a Karachi. Il Pakistan è uno Stato povero di risorse e vive una grave carenza di energia elettrica sul mercato interno. Questi volumi, per definizione, non bastano e rispetto alle esigenze della Cina sono piccoli, anche rispetto alle condutture costruite in Cina dalla Russia. Allo stato attuale, la Russia costruisce il gasdotto “Power of Siberia“, da cui la Cina otterrà più di tre volte il gas previsto dal presente contratto, 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Inoltre, sono in corso negoziati sulla cosiddetta “rotta occidentale” (il gasdotto “Altaj“), che rifornirà la Cina di ulteriori 30 miliardi di metri cubi all’anno. I volumi contrattuali pakistani sono piccoli in confronto,12 miliardi di metri cubi contro 68 miliardi. Va ricordato che in futuro, quando “le forniture iraniane ridurranno il fabbisogno di gas della Cina, anche dalla Russia”, sarà necessario costruire nuovi gasdotti, fabbriche di liquefazione del gas, terminali, tutto nuovo. Ciò esiste solo su carta. Ancora una volta, tutti ricordiamo che il luogo santo non è mai vuoto. Se la Cina ha bisogno di energia, l’otterrà. Se non la Russia, gli USA, sia pure a denti stretti, collaboreranno per costruire gasdotti e terminali per LNG. La Russia oggi sfrutta il forte indebolimento della posizione degli Stati Uniti nella regione, utilizzando l’esperienza statunitense dell’esclusione economica dei concorrenti dai mercati precedentemente occupati. È molto più facile e intelligente trarre profitto da un contratto e legare un partner a sé, rendendo possibili liti future per pretesti politici inventati economicamente impossibili. Prendiamo ad esempio gli ultimi 24 anni di politica ed economia dell’Ucraina. Il potere dello Stato in tutte le presidenze peggiorava sempre la cooperazione economica con la Russia, per la politica russofoba su cui fu costruito lo Stato. Economia e profitti erano secondari. Picchi temporanei di “amore per la Russia” non cambiavano la direzione generale del peggioramento dei rapporti politici, economici, scientifici e sociali. Il resto è storia.
Riguardo i passi della Russia in Asia, s’inseriscono nella strategia dell’equilibrio di interessi nel “triangolo” cruciale Cina, India e Pakistan, insieme ad un complesso “pacchetto” di rapporti. La conferma di tale corso è la decisione di lasciare che India e Pakistan entrino nella SCO simultaneamente. Il Pakistan agisce in modo pragmatico e tranquillamente cambia partner internazionale secondo interessi a lungo termine. Non sorprende che liberandosi dalla pressione politica degli Stati Uniti, migliora le relazioni con i vicini regionali. Dopo tutto Cina, Russia e India sono vicini, e gli USA al di là dell’oceano. Questo è ciò che temono gli Stati Uniti, e che il mondo gradualmente capisce, gli Stati Uniti sono lontani ed è possibile vivere senza di essi. Mentre la superpotenza rischia di diventare l’eroe degli aneddoti, ‘cowboy Joe’, che nessuno prendeva, perché nessuno lo voleva!Tapi_Map_01La rete di potere: gasdotti nel continente europeo
Southfront 21 agosto 2015

Il gas naturale ha limitate e costose opzioni sul trasporto. Di conseguenza, i metanodotti sono costantemente utilizzati come strumento di pressione politica e contrattazione. Uno dei campi di battaglia più importanti è il continente europeo, dove la Russia esercita influenza attraverso un’intricata rete di gasdotti. Ulteriori informazioni sotto.Nordstream_risultato1. NORD STREAM
Capacità: 55 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Wintershall, E.ON, Gasunie, Engie.
Il gasdotto Nord Stream è divenuto operativo nel 2011. Proposto nel 1997, le controversie tra Kiev e Mosca nel 2006 e 2009 hanno spinto la Russia a fermare il passaggio di gas naturale attraverso l’Ucraina, privandone l’Europa e accelerando la costruzione di Nord Stream. Il gasdotto permette alla Russia di rifornire direttamente Germania e parte dell’Europa centrale.

2. NORDEUROPAISCHE ERDGASLEITUNG (NEL)
Capacità: 20 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Wintershall, E.ON, Gasunie, Fluxys.
Il gasdotto NEL è complementare al progetto OPAL e collega Nord Stream alle infrastrutture gasifere in Germania occidentale.

3. OPAL
Capacità: 35 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Wintershall, Gazprom, E.ON.
Il gasdotto OPAL di costruzione tedesca è operativo dal 2011 e collega Nord Stream alle infrastrutture gasifere in Germania orientale ed Europa centrale. Il terzo pacchetto energetico dell’UE limita la quota che Gazprom può usare di OPAL. La Commissione europea previde l’aumento del 50 per cento della quota nel marzo 2014, consentendo a Gazprom di usare la pipeline a piena capacità. Tuttavia, la Commissione ha rinviato i piani per la crisi ucraina.

4. NORTHERN LIGHTS e JAMAL EUROPA
Capacità: 84 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Beltrangaz, PGNiG.
I gasdotti Northern Lights e Jamal Europa sono due grandi gasdotti russi per l’Europa orientale. La Polonia dipende dal sistema di gasdotti e non ha vere alternative. Nel tentativo di esserne meno dipendente, Varsavia cerca di sviluppare un servizio di importazione di GNL sul Mar Baltico.

5. SOJUZ
Capacità: 26 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Ukrtransgaz.
I gasdotti Sojuz e Fratellanza sono le principali vie di esportazione di Gazprom per l’Europa attraverso l’Ucraina. Hanno una capacità totale di oltre 150 miliardi di metri cubi. Nel tentativo di evitare di usare l’Ucraina come Stato di transito, Gazprom cerca itinerari alternativi dal 2019.

6. FRATELLANZA
Capacità: 132 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Ukrtransgaz.
Insieme con il gasdotto Sojuz, Fratellanza e Urengoj-Pomarij-Uzhgorod sono i principali gasdotti di esportazione di Gazprom, portando il gas in Europa attraverso l’Ucraina. La Russia cerca di ridurre la dipendenza dall’Ucraina come Stato di transito.

7. BLUE STREAM
Capacità: 16 miliardi di metri cubi all’anno (fino a 19 miliardi di metri cubi). Partner: Gazprom, BOTAS, ENI.
Uno dei due gasdotti principali che Gazprom utilizza per rifornire la Turchia. Gazprom può rifornire di 16 miliardi di metri cubi la Turchia attraverso l’Ucraina, e altri 16 miliardi di metri cubi direttamente la Turchia attraverso Blue Stream. Oggi, i due gasdotti da soli non hanno la capacità di soddisfare la domanda di energia della Turchia. Nel 2014, Turchia e Russia decisero di espandere Blue Stream di 3 miliardi di metri cubi.

8. GASDOTTO OCCIDENTALE RUSSO
Capacità: 16 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: BOTAS, Transgaz, Bulgartransgaz.
Il gasdotto russo-occidentale rifornisce la Turchia attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria. In futuro la domanda turca supererà la capacità dei gasdotti esistenti e ne sarà necessario un terzo.

9. NORD STREAM 2
Capacità: 55 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Shell, OMV, E.ON.
Gazprom ha firmato un memorandum d’intesa con Shell, OMV, ed E.ON al Forum economico internazionale 2015 di San Pietroburgo per la costruzione del gasdotto Nord Stream-2. Come proposto, Nord Stream-2 avrà la stessa dimensione del primo gasdotto e sarà operativo alla fine del 2019. Il gasdotto aumenterà la capacità nel tempo bilanciando la ridotta produzione del Mare del Nord.

10. TURKISH STREAM
Capacità: 63 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: BOTAS, Gazprom.
Il gasdotto è progettato per fornire una rotta alternativa al gas naturale per l’Europa meridionale, bypassando l’Ucraina. Gazprom ha firmato un accordo con la Grecia per connettere l’European Southern Pipeline con TurkStream al confine Turchia-Grecia, rifornendo l’Europa. Gazprom e Turchia devono ancora finalizzare l’accordo sul gasdotto TurkStream. Uno dei maggiori incentivi di Ankara a sostegno di TurkStream sarebbe eliminare la dipendenza dal gas che transita per l’Ucraina.

11. EASTRING PIPELINE
Capacità: 20-40 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: EUSTREAM, Transgaz, Bulgartransgaz.
Eastring collegherebbe infrastrutture di Slovacchia, Romania e Bulgaria. La Slovacchia ha assunto la guida del progetto e persino suggerito il collegamento a TurkStream. Bratislava vuole far parte dei piani di Gazprom per diversificare le opzioni di trasporto dall’Ucraina perché la Slovacchia è il nodo tra gasdotti in Ucraina ed Europa centrale.

12. TRANS ADRIATIC PIPELINE
Capacità: 10 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: BP, SOCAR, Statoil, Fluxys, Enegas, Axpo.
TAP è uno dei progetti del Corridoio meridionale del gas dell’UE volto a trasportare gas dal Mar Caspio all’Europa del Sud attraverso la Turchia per ridurre la dipendenza dalla Russia. Il gasdotto TAP collegherà il gasdotto TANAP al confine Turchia-Grecia inviando gas in Italia attraverso l’Albania. La costruzione del progetto dovrebbe iniziare nel 2015.

13. TANAP
Capacità: 16 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: SOCAR, BP, BOTAS.
TANAP è progettato per inviare gas dall’Azerbaijan alla Turchia, collegandosi ai mercati in Europa. TANAP invierà 16 miliardi di metri cubi di gas in Turchia, collegandosi al gasdotto TAP per inviare 10 miliardi di metri cubi in Europa. I progetti TANAP e TAP sono i pilastri del progetto energetico Corridoio meridionale del gas dell’Unione europea, per trasportare gas dal Caspio in Europa contrastando la dipendenza dalla Russia. La costruzione di TANAP dovrebbe essere completata nel 2018.

14. SOUTH STREAM
Capacità: 63 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, ENI, altri.
South Stream era un sistema di gasdotti che avrebbe inviato gas dalla Russia alla Bulgaria attraverso il Mar Nero e poi attraverso la Serbia in Europa centrale. Gazprom ha annullato il progetto nel dicembre 2013 e porta avanti il gasdotto TurkStream, nella speranza di raggiungere lo stesso obiettivo strategico aggirando l’Ucraina. La Commissione europea si oppose a South Stream contribuendo alla cancellazione del progetto della Gazprom.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La flotta segreta artica della Russia

Alessandro Lattanzio, 14/8/2015Russian-Arctic-Military-Map-final-version-smallLa Marina russa possiede numerosi sottomarini top secret progettati per svolgere compiti specifici altamente qualificati, posti sotto la Direzione Generale della Ricerca Sottomarina (CDDR) del Ministero della Difesa, comprendente sottomarini che fungono da stazioni base (BS) e da stazioni atomiche per le profondità marine (ADS).1803009720922fd744e83fd49b3Proekt 1910 Kashalot
I sottomarini Proekt 1910 sono la prima generazione di minisottomarini da ricerca atomici progettati per operate a grandi profondità. I sottomarini sono equipaggiati con tecnologie robotiche, bracci manipolatori e altri mezzi, e sono utilizzati per ricognizione, ricerca scientifica e trasporto di mezzi subacquei da combattimento.

wJ6XOProekt 1851 Paltus
Il Proekt 1851 è l’ulteriore sviluppo del Proekt 1910 per operazioni speciali da ricognizione, disturbo delle attività sulle rotte di pattugliamento dei sottomarini della Marina russa, recupero di oggetti dal fondo del mare e di navi affondate, attività scientifica e tecnica. Per le piccole dimensioni, possono essere usati nelle operazioni di sabotaggio navali.

b6YkGProekt 10831 Losharik
Il Proekt 10831 è un ulteriore sviluppo dei Proekt 1851 e 1910. Solo un sottomarino (AS-12) è stato costruito ed è considerato uno dei più singolari e segreti della Marina russa. Lo scafo è in titanio, come le zampe del personaggio dei cartoni animati sovietico Losharik, da cui il sottomarino prende il nome. Caratteristiche e capacità del Losharik sono segrete, ma trasporta attrezzature speciali per operare a grandi profondità e per “penetrare” le telecomunicazioni di acque profonde, recidendo i cavi sottomarini e può recuperare equipaggiamenti segreti dalle profondità di mari e oceani. Nell’autunno 2012, appoggiandosi al battello a propulsione nucleare Orenburg, l’AS-12 partecipò alla spedizione nell’Artico del 2012, perforando un pozzo profondo 2500-3500 metri.

ZOBw35GProekt 09786 BS-136 Orenburg
Il BS-136 Orenburg è un sottomarino a propulsione nucleare progettato per trasportare minisottomarini nelle zone operative. Il minisottomarino “salpa” da questo sottomarino una volta giunto nella zona delle operazioni speciali. Il battello si basa su un ex-SSBN Proekt 667BDR, trasformato nel 2002 nell’ambito del Proekt 09786. Durante la conversione, il vano missili fu sostituito dal vano per il trasporto dei minisottomarini. Nel 2012, l’Orenburg fu la base galleggiante per le operazioni del Proekt 10831 nella spedizione scientifica artica del 2012.09774-line1Inoltre, nel 2016 la Marina russa sostituirà i suoi veicoli telecomandati di origine inglese Tiger, utilizzati per operazioni di ricerca e soccorso, con 5 robot subacquei Marlin-350 russi, prodotti dalla Tetis Pro. “Abbiamo in programma di consegnare cinque veicoli nel 2016. Mezzi simili sono già previsti dal programma statale per il 2017“, affermava il Direttore Generale di Tetis Pro Aleksej Kajfazhjan. Kajfazhjan aveva detto che un altro micro-sottomarino, il primo veicolo autonomo di ricerca russo Concept-M che può compiere immersioni fino a 1000 metri, entrerà in produzione. Il Concept-M sostituirà i microsottomarini Islandic Gavia utilizzati dal Ministero della Difesa russo per il rilevamento in acque profonde. Il Marlin-350 è un Veicolo Tele-Comandato (ROV) progettato per monitorare aree protette, per la ricerca di intrusi nelle zone controllata e per impedire l’infiltrazione in strutture protette. Il Marlin-350 ha quattro motori orizzontali vettoriali e due motori verticali. E’ dotato di un sistema di guida e stabilizzazione in profondità, un braccio meccanico, due telecamere analogiche e due fari LED. Il modulo di superficie comprende l’unità di controllo con tre monitor per visualizzare le informazioni video e idro-acustice, un alimentatore per il veicolo, una unità di registrazione digitale e un computer integrato, e può operare fino a 350 metri di profondità. 1025666989_risultatoLa Marina russa riceverà 17 navi da guerra, oltre a 52 navi di supporto, nel 2015, tra cui la nave da ricognizione Admiral Jurij Ivanov, che può tracciare e localizzare il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, in particolare il sistema AEGIS. La nave infatti, può “inseguire” le navi da guerra statunitensi equipaggiate con il sistema da combattimento AEGIS creato per intercettare i missili balistici. La nave, che ha un’autonomia di 8000 miglia, è stata consegnata alla Marina russa il 26 luglio durante le celebrazioni del Giorno della Marina. La Jurij Ivanov si occupa delle telecomunicazioni della flotta, della guerra elettronica e dell’intelligence radio-elettronica. La seconda nave della classe, l’Ivan Khurs, è in costruzione dal 2013 e sarà pronta nel 2016. In totale, la Marina russa disporrà di 4 navi Classe Jurij Ivanov entro il 2020.Yury Ivanov-class intelligence ship (Project 18280) begins sea trials 1_risultatoSecondo la nuova dottrina marittima della Russia, “Vedendo negli ultimi anni i molti nuovi sviluppi sull’Antartide, essa è diventata una regione molto importante per la Russia“, dichiarava il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin. “Per quanto riguarda l’Artico, è diventato più importante per diverse ragioni, dovute alla crescente importanza della rotta del Mare del Nord… Inoltre, l’Artico ci offre libero accesso ad Atlantico e Pacifico, che nulla può bloccare. Poi c’è l’assai ricco piattaforma continentale, che richiede particolare attenzione quando si parla di sviluppo. Negli ultimi 10-15 anni la cantieristica nel nostro Paese, che comprende quella militare, è cresciuta ed e ora può soddisfare le esigenze del Paese ad un livello paragonabile al periodo sovietico. La Federazione russa, agendo sulla base della dottrina nazionale marittima, è decisa a rafforzare coerentemente e fermamente la propria posizione sugli oceani del Mondo“. La piattaforma artica è uno dei motivi per cui gli Stati Uniti tentano di destabilizzare la Russia. L’Artico ha il 30 per cento del petrolio e del gas del mondo e con l’avanzate delle tecnologie, gli idrocarburi sono sempre più alla portata delle trivelle. L’Artico presenta anche nuove rotte commerciali tra Asia, America ed Europa. Perciò Washington militarizza la regione artica a danno della Russia, che controlla 6200km di coste artiche per una profondità di 500 chilometri dal confine; cioè 3100000 kmq di territorio estremamente inospitale da proteggere. Nel 2014, il Comando Strategico interforze dell’Artico “Nord” veniva istituito includendovi la Flotta del Nord e unità dei Distretti militari occidentale, centrale e orientale di stanza nelle zone circumpolari, ed ha ai suoi ordini 80000 truppe, 220 aerei, 69 navi e 44 sottomarini. La Russia ha anche costruito 10 basi aeree, tra cui la base di Tiksi, che ospiteranno intercettori a lungo raggio come il MiG-31BM, aerei da ricerca e soccorso, anti-sottomarina, di primo allarme ed elicotteri, e una rete di 13 stazioni radar per la difesa aerea nelle isole Novoribirskij, Franz Josef, Novaja Zemlja e Artico russo. Le forze di terra comprendono 2 brigate di fanteria motorizzata dotate di sistemi di difesa aerea Pantsir-S1; il Gruppo Indipendente delle Forze Aerospaziali nella regione artica, attivato il 3 agosto 2015, fondendo unità delle forze aeree russe (VVS) e delle Forze della Difesa Aerospaziale (VKO), responsabili della Difesa aerea della Russia contro forze convenzionali e nucleari; del supporto aereo alle altre forze armate; della difesa antimissili balistici; del primo allarme e dei satelliti da ricognizione militari, e della difesa della Russia dalle minacce spaziali.
Infine, la Flotta del Nord dispone di 1 Portaerei, 4 incrociatori, 9 fregate, 10 pattugliatori, 11 cacciamine, 4 navi d’assalto anfibio, 4 mezzi da assalto anfibio, 10 SSBN (sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili balistici), 4 SSGN (sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili da crociera), 14 SSN (sottomarini a propulsione nucleare d’attacco), 7 AGS (minisottomarini a propulsione nucleare per operazioni a grande profondità), 8 SSK (sottomarini d’attacco a propulsione diesel-elettrica), 1 sottomarino sperimentale, 13 navi-officine, 7 navi cisterna, 3 da ricerca scientifica e 3 navi da ricognizione.
Nel 2014 ridiventava operativo il rompighiaccio a propulsione nucleare Sovetskij Sojuz, della classe Arktika, dotato di due reattori nucleari e di un elicottero. Il rompighiaccio Sovetskij Sojuz, lungo 150 metri e con un equipaggio di 138 persone, entrò in servizio nel 1989, terza nave della classe. Il Sovetskij Sojuz sarà utilizzato sulle rotte artiche, che negli ultimi anni ha visto aumentare di 40 volte il traffico merci (da 100000 tonnellate nel 2010 a 4 milioni di tonnellate nel 2015), operando nel Mare di Kara e nel Golfo di Ob, nell’ambito del megaprogetto Jamal LNG accompagnando le navi cisterne che trasporteranno il gas condensato. Così dei 6 rompighiaccio classe Arktika, 3 sono in servizio: Jamal, 50 Let Pobedij e Sovetskij Sojuz. Queste navi rompighiaccio sono dotate di radar per il controllo del tiro e sezioni per l’installazione di armamenti. Infine, la Russia sta costruisce 14 nuovi rompighiaccio, tra cui le 3 navi rompighiaccio a propulsione nucleare LK-60 che i Baltijskij Zavod di San Pietroburgo completeranno nel 2020.icebreakersovetskysoyuz-rosatomflotFonti:
Global Research
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Il valore dell’oro cresce giorno dopo giorno

F. William Engdahl New Eastern Outlook 12/08/2015mao-gold-china-graft-4Il valore dell’oro mondiale cresce di giorno in giorno. Parrebbe un paradosso, ma non lo è. Il valore dell’oro non è fissato dalla borsa Comex, o da Londra o Zurigo. È vero, la maggior parte del commercio pubblico d’oro prende spunto oggi dai futures sul prezzo dell’oro Comex del CME in cui il valore del lingotto d’oro non sembra crescere. Ma perché possiamo parlare di valore dell’oro in aumento? Il prezzo dei futures sull’oro Comex è passato da 1896 dollari dell’agosto 2011 al minimo attuale di 1099, visto l’ultima volta sei anni fa, con tendenza al ribasso. Qui veniamo alla fallacia della composizione estrapolando un particolare dall’universale, assumendo che sia vero il tutto solo perché ne è vera una parte. Il mercato dei futures sull’oro Comex di New York e il commercio Over-the-Counter (OTC) attraverso la London Bullion Market Association fissano i prezzi seguiti ampiamente nel mondo. Sono anche mercati dominati da una manciata di grandi attori, le sei banche di compensazione dell’oro della London Bullion Market Association, la corrotta JP MorganChase; la banca degli scandali UBS di Zurigo; la Bank of Nova Scotia – ScotiaMocatta, la banca dell’oro più antica del mondo, nata come banca della Compagnia delle Indie orientali inglese, che guidò le guerre dell’oppio in Cina; la Deutsche Bank degli scandali; le Barclays Bank di Londra a capo di altri scandali; HSBC di Londra, la banca dei narcocartelli messicani; e la fraudolenta Societé Generale di Parigi. La principali banche centrali, in particolare Federal Reserve e Banca d’Inghilterra, furono accusate di collusione con le principali banche di compensazione per distruggere artificialmente i prezzi dell’oro quando, come nel 2011, l’oro minacciò di andare fuori controllo e mettere in pericolo il ruolo del dollaro quale prima valuta di riserva mondiale. Le organizzazioni che rappresentano gli investitori dell’oro, come GATA, documentarono per anni come le manipolazioni del prezzo dell’oro furono effettuate. In breve, acquisto e vendita di oro a Londra e New York sono in mani discutibili. Ci sono anche voci su alcuni nomi importanti nel commercio dell’oro coinvolti nella grande frode criminale della placcatura in oro di barre di tungsteno fatte circolare come lingotti d’oro fasulli. La conferma è naturalmente molto difficile, ma un’avvertenza ragionevole potrebbe essere praticare un piccolo foro nei prossimi lingotti d’oro da acquistare, prima di pagarli. Le banche occidentali dell’oro tardi hanno anche creato ETF o exchange-traded funds, fondi derivati e garantiti dall’oro, ma non pagati in oro. Lo scambio dei cosiddetti futures dell’oro in carta e altre forme di contratti speculativi, dove non c’è scambio di oro fisico, se una volta era legato rozzamente ad acquisto e vendita dell’oro nel mondo, oggi ne è scollegato. E’ un casinò beatamente libero di decidere il prezzo dell’oro. Siamo partiti con un mercato dell’oro in cui il prezzo viene manipolato, come il petrolio, dalle grandi banche e banche centrali occidentali che decidono il prezzo finale.

Costruire un nuovo mercato dell’oro
china-russiaQuesta disconnessione chiaramente non piace ai grandi compratori di oro come Cina, Russia e altri. Invece di urlare e piagnucolare sulla “frode” dei proprietari del COMEX/CME o dei Big Six della London Bullion Market Association, questi Paesi hanno fatto la mossa geniale creando un mercato dell’oro completamente diverso, dove JP MorganChase o HSBC o Deutsche Bank non hanno alcun controllo, ma dove Cina, Russia e altri supervisionano, adattandosi perfettamente alla recente creazione della Nuova Banca dello Sviluppo dei Paesi BRICS e della Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali asiatica di Shanghai (AIIB). Lo scorso maggio, la Cina annunciava l’istituzione di un fondo d’investimento in oro statale. L’obiettivo è creare, inizialmente per 16 miliardi di dollari, il maggiore fondo dell’oro fisico del mondo per sostenere i progetti di estrazione dell’oro lungo le nuove linee ferroviarie ad alta velocità della Fascia Economica della Nuova Via della Seta del Presidente Xi, come viene chiamata. Mentre la Cina ha detto che lo scopo è permettere ai Paesi eurasiatici lungo la Via della Seta di aumentare la base d’oro delle relative valute. E’ un chiaro pensiero e i governi lungimiranti pensano di creare un gruppo stabile di valute basate sull’oro facilitando un commercio ordinato libero dalle guerre valutarie Washington. I Paesi lungo la Via della Seta e i BRICS ospitano la maggior parte della popolazione mondiale ed hanno risorse naturali e umane che li rendono del tutto indipendenti da qualsiasi pretesa occidentale. A fine maggio la Shanghai Gold Exchange della Cina istituiva formalmente il “Fondo dell’Oro della Via della Seta”. Ad oggi i due principali investitori del nuovo fondo sono le due maggiori società aurifere della Cina, la Shandong Gold Group che ha comprato il 35% delle azioni, e Shaanxi Gold Group con il 25%. Il fondo investirà nei progetti auriferi lungo la ferrovia eurasiatica della Via della Seta, comprese vaste regioni inesplorate della Federazione russa. La cooperazione aurifera della Cina si estende alla Russia, partner più vicino alla Cina dato che le stolte sanzioni economiche di Stati Uniti e dell’Unione europea hanno costretto al cambio strategico definitivo della Russia, passando dall’ammissione quale rispettato partner a pieno titolo dell’occidente, ricercata dalla presidenza Medvedev, alla cooperazione strategica globale con la Cina e i partner eurasiatici della Shanghai Cooperation Organization, e con Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa dei BRICS. L’11 maggio, poco prima della creazione del nuovo fondo dell’oro della Cina, la China National Gold Group Corporation, siglava un accordo con il gruppo aurifero russo Poljus Gold, il maggiore gruppo aurifero della Russia e uno dei primi dieci al mondo. Le due società esploreranno le risorse aurifere in ciò che oggi è il più grande giacimento d’oro della Russia presso Natalka, nella parte orientale del distretto di Kolyma, Magadan. La Russia incrementa vigorosamente le riserve auree della banca centrale negli ultimi anni. Durante l’era Eltsin, ai primi anni ’90, la mafia di Eltsin derubò lo Stato di quasi tutte le riserve auree. Durante l’epoca sovietica, il sostegno dell’oro al rublo era considerato superfluo nell’economia di comando della pianificazione statale centrale. Secondo le statistiche ufficiali, le riserve auree ufficiali della Russia erano pari a 1250,9 tonnellate a giugno. Nei primi cinque mesi del 2015 la Russia ha aumentato la produzione aurifera nazionale per più di sei volte. L’oro è sempre di grande interesse per il Presidente Putin e la leadership russa. Alcuni credono che un rublo d’oro non sia lontano e chiaramente la Cina, sostenendo un renminbi accettabile come valuta di riserva mondiale, sosterrà la sua moneta con l’oro, molto oro, per farne un’alternativa credibile ai discussi dollaro ed euro. La grande Siberia orientale della Russia contiene enormi riserve aurifere non sfruttate. La Russia è oggi il terzo produttore di oro al mondo con circa 245 tonnellate prodotte nel 2014. La Cina, con oltre 450 tonnellate l’anno, è il più grande produttore mondiale di oro. Il Sud Africa, membro dei BRICS con Cina e Russia, aggiungerà nuova energia alla rinascita dell’oro come base solida delle valute che sostituiranno lo svalutato sistema del dollaro. Il Sud Africa, che fino al 2006 era il maggiore produttore di oro al mondo, oggi è il settimo con 150 tonnellate e l’Uzbekistan, membro della Shanghai Cooperation Organization, è l’ottavo maggiore produttore di oro del mondo nel 2014 con 102 tonnellate. Il 4 maggio l’ambasciatore cinese in Uzbekistan annunciava che il Paese veniva incluso nel progetto “Cintura economica della Via della Seta” della Cina.
Lentamente e molto sistematicamente emergono i contorni della nuova alternativa basata sull’oro al sistema del dollaro gonfiato o dell’euro indebitato. La Nuova Via della Seta Economica, integrata dai nuovi Paesi membri dell’Unione economica eurasiatica della Russia, ed altri, è molto più di una semplice ferrovia. Diventa il sistema nervoso centrale di ciò che in tre-cinque anni, al ritmo attuale, sarà il più grande spazio economico in maggiore crescita sulla Terra. In combinazione con l’iniziativa delle infrastrutture ferroviarie cinesi della Via della Seta e il nuovo fondo dell’oro cinese da 16 miliardi di dollari per sostenere i progetti di estrazione dell’oro lungo la Via della Seta, l’Eurasia, guidata da Cina e Russia, sottrarrà dalla presa anglo-statunitense l’oro, cui ha imposto prezzi di mercato artificialmente manipolati e depressi per decenni, di fatto bloccando il flusso naturale dell’oro nell’economia mondiale. Mentre gli sguardi fissano COMEX o London Bullion Market Association, che decidono quotidianamente il prezzo dell’oro, il valore reale dell’oro come moneta di riserva e indice di solidità monetaria cresce di giorno in giorno. Senza dubbio ciò addolora di molto la gente del Tesoro USA, della Federal Reserve e di Wall Street.FtZclCSb6hcbsQr912u2P9PpQbAYyaroF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stalin, la Flotta Rossa e le portaerei

Alessandro Lattanzio, 10/8/20150_871f5_1362db5e_origNel 1925, in URSS si pensò di convertire lo scafo dell’incrociatore da battaglia Izmajl o di ricostruire la Frunze, quarta nave da battaglia classe Gangut devastata da un incendio nel 1919, in portaerei capaci d’imbarcare 50 aerei. La nave portaerei avrebbe avuto un dislocamento di 22000 tonnellate, una velocità di 27 nodi e imbarcato 27 caccia, 12 aerosiluranti e 11 ricognitori. L’armamento sarebbe stato composto da 8 cannoni da 130mm, 8 da 102mm antiaerei e 16 da 40mm antiaerei. Ma i lavori non iniziarono mai e l’Izmajl e la Frunze furono demoliti.

Frunze

Frunze

Nel 1927, la risoluzione del Consiglio militare rivoluzionario permetteva la ristrutturazione della nave scuola Komsomolets (ex-Okean) come portaerei, avrebbe ricevuto le caldaie Yarrow dell’incrociatore da battaglia Izmajl e un'”isola” a tribordo. Dopo i lavori la portaerei avrebbe dovuto dislocare 12000 tonnellate e avere una velocità di 15 nodi. Il gruppo aerei imbarcato doveva comprendere 26 caccia e 16 aerei d’attacco. L’artiglieria sarebbe stata composta da 16 cannoni da 102mm e 10 cannoni antiaerei da 40mm. La mancanza di fondi per i lavori di ristrutturazione della nave, così come l’assenza di volontà politica, portò ad abbandonare tale progetto, costruendo una flotta secondo il concetto di Small Navy, escludendo qualsiasi possibilità di costruire una portaerei.

Komsomolets

Komsomolets

Alla metà degli anni ’30 s’iniziò a lavorare sui piani per costruire una grande flotta moderna da parte dell’Ufficio delle Forze Navali dell’Armata Rossa guidato da V. M. Orlov e I. M. Ludrij e, in parallelo, dallo Stato Maggiore dell’Armata Rossa guidato da A. I. Egorov. La prima versione del piano, del 1936, prevedeva due portaerei per la Flotta del Nord e quattro per la Flotta del Pacifico. Nel 1937 il nuovo piano navale sviluppato da L. M. Galler e da I. S. Isakov, previde un “Grande Programma di costruzioni navali” con due portaerei oceaniche.

Incrociatore-portaerei, progetto del 1935

Incrociatore-portaerei, progetto del 1935

Nella riunione dello Stato Maggiore della Marina, dell’aviazione navale e dell’Accademia Navale sovietiche del 7-14 ottobre 1940, si discusse delle portaerei e della necessità della copertura aerea delle navi in mare. Il Generale dell’Aviazione S. E. Stoljarsk, l’unico che aveva esperienza sulle portaerei, propose di “costruire una portaerei per addestrare i piloti e lavorare sui velivoli”. In un primo momento si previde la costruzione di una nave ibrida tra la corazzata e la portaerei. Si trattava del progetto del 1935 proposto dall’ufficio TSKBS-1. La nave avrebbe avuto un dislocamento di 29800 tonnellate, una velocità di 35 nodi, sarebbe stata armata con 9 cannoni da 305mm, 16 da 130mm e 18 da 45mm antiaerei, dotata di 60 aerei, la corazzatura verticale sarebbe stata di 200mm e quella del ponte di 125mm. Ben presto fu chiaro che l’industria cantieristica sovietica non poteva costruire una tale nave e inoltre vi erano dubbi sull’idea di nave ibrida.
Nel programma per costruire la “Grande Flotta Rossa” del 1938, erono previste 8 portaerei leggere e 4 di squadra, basate sugli scafi degli incrociatori Proekt 68 e Proekt 69. I progettisti sovietici quindi lavorarono al progetto di una portaerei convenzionale e nel 1939 fu presentata la Proekt 71, da 11300 tonnellate di dislocamento, motori da 126500 CV, 33 nodi di velocità e armata con 8 cannoni da 100mm antiaerei, 16 da 37mm antiaerei e 20 mitragliatrici da 12,7mm. La Proekt 71 avrebbe imbarcato 10 bombardieri-siluranti e 20 caccia da lanciare con due catapulte. Il cantiere scelto per la costruzione era l’impianto 199 di Komsomolsk-on-Amur, e l’inizio della costruzione doveva avvenire nel 1942.CVPr71Proekt 71: lunghezza 195m, larghezza alla linea di galleggiamento 18,7m, ponte di volo 215m x 24m; ponte di volo corazzato da 90mm; dislocamento 13150 t; motori da 110000 CV e velocità di 35 nodi; velivoli imbarcati 20 caccia e 10 aerosiluranti; 2 catapulte; armamento 8 cannoni da 100mm, 16 da 37mm antiaerei.

Nel 1939-1940, la Commissione diretta dal commissario ai cantieri I. T. Tevosjan espresse interesse per la portaerei tedesca Graf Zeppelin.

274767_html_12d7ace4Nel gennaio 1943, lo Stato Maggiore della Marina sovietica emise una direttiva operativa preliminare per la progettazione di varie classi di navi, tra cui portaerei con 30, 45 o 60 aerei e sola artiglieria antiaerea composta da 8-12 cannoni B-2U da 130mm, 16 90-K da 85mm, 12 da 37mm e 24 da 23mm. Sala motori, hangar e ponte di volo avrebbero avuto blindatura contro proiettili da 130mm. La velocità massima sarebbe stata di 30 nodi. Allo stesso tempo si sviluppavano le teoria sulla guerra navale presso l’Accademia Navale, all’epoca evacuata a Samarcanda. Nel 1944 l’Accademia svolse un grande programma di ricerca sulle portaerei e le “tendenze sulle navi da guerra”. Il Viceammiraglio prof. L. G. Goncharov ebbe l’incarico sulla ricerca per identificare le tendenze nello sviluppo delle portaerei, a cui parteciparono studiosi di spicco dell’Accademia delle Scienze dell’URSS come il contrammiraglio ingegner Papkovich, il viceammiraglio ingegnere A. P. Shershov e il Capitano di Vascello ingegner N. A. Zaleskij. I loro studi portarono alla progettazione della nave Proekt 71B, così come i materiali sulla portaerei tedesca Graf Zeppelin furono alla base degli studi di Kostromitinov, che progettò una portaerei lunga 300 metri e con un dislocamento di 50000 tonnellate. L’armamento doveva consistere in 16 cannoni da 152mm, 12 da 100mm antiaerei, 32 da 37mm antiaerei. La portaerei infine avrebbe imbarcato 66 caccia e 40 bombardieri. Sempre nel 1944-1945, il Commissario del popolo della Marina N. G. Kuznetsov propose di costruire 6 portaerei, poi ridotte a 2 leggere per la sola Flotta del Nord.Pr.KostromitinovKostromitinov: lunghezza 280m, larghezza alla linea di galleggiamento 33m, ponte di volo 300m x 35m, ponte di volo corazzato da 50mm; dislocamento 51200 tonnellate; velivoli 66 caccia e 40 aerosiluranti; armamento 16 da 152mm, 12 da 100mm, 32 da 37mm, 44 da 23mm; 2 catapulte; velocità di 32 nodi;

71б - копия_0Proekt 71B: lunghezza 230m, larghezza alla linea di galleggiamento 28m, ponte di volo 250m; ponte di volo corazzato da 50mm, dislocamento 30600 tonnellate; motori da 210000 CV e velocità di 31,5 nodi; velivoli imbarcati 30 caccia e 40 aerosiluranti; 2 catapulte; armamento 16 cannoni da 130mm, 16 da 37mm antiaerei.

Nel novembre 1944, fu emessa una direttiva per lavorare sulla nuova portaerei, la Proekt 72, poi respinta dalla Marina. La nave portaerei Proekt 72 avrebbe avuto un dislocamento di di 28800 tonnellate, motori da 144000 cv e velocità di 30 nodi; ponte di volo corazzato da 30mm; avrebbe imbarcato 62 velivoli e un armamento composto da 16 cannoni da 130mm, 16 cannoni antiaerei da 85 mm, 24 cannoni antiaerei da 37mm, 48 cannoni antiaerei da 25 mm e due catapulte.Pr72Proekt 72: lunghezza 251m, larghezza alla linea di galleggiamento 31,4m, ponte di volo 273,5m x 33,5m; ponte di volo corazzato da 30mm; dislocamento 37390 tonnellate; motori da 210000 cv e velocità di 30 nodi; velivoli imbarcati 62; 2 catapulte; armamento 16 da 130mm, 16 da 85mm, 24 da 37mm e 48 da 23mm.

404Così, nel gennaio 1946, per ordine del commissario del popolo della Marina Kuznetsov, fu creato un comitato con il compito di elaborare proposte per selezionare le future navi da guerra per la Marina sovietica. La commissione sulle portaerei era guidata dal Contrammiraglio Chernyshev, e il risultato del lavoro fu un documento intitolato “Considerazioni per la scelta delle portaerei per la Marina”, che affermò che nelle attuali condizioni marittime non vi è quasi nessun alcun problema che posa essere risolto senza la partecipazione delle portaerei. Nonostante la forte presenza di velivoli terrestri, la distanza dalle coste non risolveva efficacemente i problemi, soprattutto nel caso degli aerei da caccia, che sarebbero stati sistematicamente “in ritardo” nelle operazioni navali. Le “Considerazioni” sottolineavano che la flotta dotata di soli aerei costieri sarebbe stata sempre in svantaggio rispetto alla flotta con portaerei. Date le condizioni geografiche dei vari teatri e di fronte ai compiti per la flotta sovietica, la Commissione riconosceva la necessità di costruire portaerei leggere da difesa aerea e lotta antisommergibile per la Flotta del Baltico e la Flotta del Mar Nero, dotate di 32 velivoli pronti e 12 smontati. Per la prima volta si chiese che il ponte di volo fosse dotato di dispositivi per il volo notturno. La portaerei di squadra dovevano avere 3 ascensori e quelle leggere 2, su un ponte di volo protetto dalle bombe da 250 kg. L’artiglieria formata da cannoni da 130mm e 45mm sarebbe stata asservita a dispositivi di controllo del tiro, radar per la rilevazione dei bersagli di superficie e aerei, stazioni radar del controllo del tiro e stazioni idroacustiche Tamir. Il 19 gennaio 1945, il Vicecommissario popolare della Marina Ammiraglio J. S. Isakov, il Vicecapo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra S. G. Kucherov e il presidente della Commissione, Contrammiraglio Chernyshev proposero di costruire un modello di ponte di portaerei a terra per l’addestramento dei piloti e la sperimentazione dei nuovi aeromobili; d’inviare rappresentanti della Marina a partecipare ai combattimenti sulle portaerei di Stati Uniti e Regno Unito; di trasformare in portaerei da addestramento una nave tipo Liberty; di comprare o affittare due portaerei degli Stati Uniti per la Flotta del Pacifico. L’ammiraglio Isakov espresse dubbi sulla possibilità di acquisire portaerei degli Stati Uniti. La Commissione proseguì i lavori a Leningrado, e concluse che le portaerei leggere dovevano essere dotate di caccia per proteggere i velivoli anti-sommergibile, mentre le portaerei di squadra avrebbero avuto dei caccia per la difesa e aerei multiruolo (bombardieri-siluranti e shturmovik). Le portaerei di squadra avrebbero avuto cannoni adatti a rispondere agli attacchi di cacciatorpediniere e incrociatori leggeri nemici, e corazzatura tale da resistere a un colpo diretto dei cannoni degli incrociatori leggeri. La Commissione presentò 33 opzioni di portaerei: 24 di scorta, 3 leggere, 4 di squadra e 2 pesanti. La Commissione raccomandò, data la mancanza di esperienza nella costruzione di portaerei, d’iniziare immediatamente la progettazione e la costruzione di portaerei leggere. Per quanto riguarda la componente aerea imbarcata, il caccia imbarcato doveva essere una versione navale dello Jak-9K. Nella primavera 1944 un caccia Spitfire veniva lanciato dalla catapulta dell’incrociatore Molotov sul Mar Nero, per rafforzarne la difesa dagli attacchi aerei. Furono formulate nuove tattiche e tecnologie, come una catapulta per lo Jak-9K.
Nelle riunione della commissione del 12 marzo e del 27 novembre 1945 fu approvato il programma navale militare 1946-1955, ma non vi erano portaerei. Il comando della Marina fece un ulteriore tentativo di dotarsi di una portaerei. Il primo passo fu acquisire le portaerei tedesche Graf Zeppelin e lo scafo dell’incrociatore pesante Seydlitz. La Graf Zeppelin fu recuperata, essendo semiaffondata. Una Commissione Speciale ispezionò la nave e concluse che valeva completarla. Il Commissario del popolo per la Marina N. G. Kuznetsov voleva far utilizzare le due navi ex-tedesche per l’addestramento dei piloti. Così furono accordati ai cantieri del Baltico i lavori necessari per sistemare il Seydlitz come portaerei. Il Seydlitz era semisommerso a Konigsberg e il 25 maggio 1945 fu recuperato. Ma alla fine, date le difficoltà per completarle come navi portaerei e le priorità assegnate all’industria pesante sovietica, si decise di smantellare la Graf Zeppelin e il Seydlitz. I cantieri navali di Nikolaev, che andavano sgombrati, ospitavano ancora lo scafo dell’incrociatore Molotovsk, mentre i cantieri di Leningrado erano occupati nella costruzione dell’incrociatore pesante Proekt 69 Kronshtadt, il cui scafo si pensò di convertire in portaerei, nell’ambito del Proekt 69AV, che avrebbe trasportato 76 velivoli e sarebbe stata dotata di 16 cannoni da 130mm e 32 da 37mm antiaerei.

Proekt 69AV

Proekt 69AV

Si ritiene che Stalin sottovalutasse il ruolo delle portaerei nella guerra navale, portando al rigetto della loro costruzione. Non fu proprio così. La costruzione della Marina richiese sforzi costosi e coordinati nel tempo e Stalin non prese decisioni senza una previa chiarificazione di tutte le circostanze relative al problema. La Marina sovietica aveva unanimità di vedute sulle portaerei sia prima che dopo la guerra. Voleva disporre di portaerei navi per coprire le navi da guerra sui teatri oceanici, ma la cantieristica era in ritardo di anni e le portaerei dalla Seconda Guerra Mondiale subirono varie modifiche, come maggiore potenza, artiglieria e apparecchiature elettroniche complesse, aviogetti. E prima di spendere fondi per costruire nuove navi, andavano colmate le lacune; in URSS non c’era alcuna società specializzata nella progettazione di portaerei. Così Stalin seguì le reali possibilità dell’industria e della Marina sovietica.
Nel 1952 fu studiato il progetto per due portaerei di squadra Proekt 82 Stalingrad e Moskva, sviluppo dei progetti di Kostromitinov. Avrebbero avuto un dislocamento di 50000 tonnellate e imbarcato un centinaio di aerei: glia aviogetti da caccia MiG-15K o La-17 e il velivolo anti-som Tupolev Tu-91 a turboelica.

Proekt 82

Proekt 82

Nel 1953 Kuznetsov emise la direttiva per sviluppare una portaerei leggera, la Proekt 85. A fine 1954 l’ufficio TSNIIVK presentò la versione preliminare: si trattava di una nave portaerei dotata di un ponte di volo angolo, catapulte a vapore e cavi d’arresto, dal dislocamento di 28400 tonnellate, motori dalla potenza di 144000 cavalli e una velocità di 32 nodi. L’armamento era composto da 16 cannoni da 100mm, 24 cannoni antiaerei da 57mm, 16 cannoni antiaerei da 25mm, 40 caccia, 6 aerei antisom Tu-91 e 2 elicotteri Ka-25. Secondo il piano di costruzione navale 1956-1965, si sarebbero dovute costruire 5 navi Proekt 85 per le Flotte del Nord e del Pacifico. Dopo la sostituzione di Kuznetsov al comando della Marina con S.G. Gorshkov, i lavori sulla Proekt 85 furono sospesi nel dicembre 1955.

Proekt 85

Proekt 85

Fonti:
Avianostsij SSSR Tolko Tekst
Military Russia
TNU
TopWar
War Files

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