Il mito della democrazia europea: una rivelazione sconvolgente

Alex Gorka, SCF 05.11.2017

È un segreto noto che la rete di “Soros” abbia ampia influenza sul Parlamento europeo e altre istituzioni dell’Unione europea. L’elenco di Soros è stato reso pubblico recentemente. Il documento elenca 226 parlamentari europei di tutto lo spettro politico, tra cui l’ex-presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’ex-presidente belga Guy Verhofstadt, sette vicepresidenti e numerosi commissari, coordinatori e questori. Costoro promuovono le idee di Soros, come ad esempio far entrare più migranti, matrimoni omosessuali, integrazione dell’Ucraina nell’UE e contrastare la Russia. Vi sono 751 membri nel Parlamento europeo. Significa che gli amici di Soros hanno più di un terzo dei seggi. George Soros, investitore ungaro-statunitense fondatore e proprietario dell’ONG Open Sociaty Foundation, incontrava il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker “senza alcuna agenda trasparente in una riunione a porte chiuse” e sottolineava come le proposte dell’UE per ridistribuire quote di migranti nell’UE siano simili ai programmi autoprodotti da Soros per affrontare la crisi. Il finanziere miliardario ritiene che l’Unione europea debba ricevere milioni di immigrati da Medio Oriente ed Africa settentrionale, fornire a ciascuno di essi 15000 euro di aiuti all’anno e posizionarli negli Stati membri dove non vogliono andare e non sono benvenuti. Il Primo ministro ungherese Viktor Orbán accusava l’UE di “prendere ordini” da Soros, ritenendo che il miliardario dai confini aperti sia dietro gli attacchi all’Ungheria. Il motivo è il tentativo del governo d’intraprendere un’azione legale con una nuova legge che richiede che le organizzazioni della società civile sostenute da stranieri, molte finanziate da Soros, elenchino i grandi donatori esteri su un registro pubblico e siano trasparenti sulle fonti di finanziamento nelle loro pubblicazioni. Il governo ungherese tenta di chiudere l’Università dell’Europa Centrale di Budapest, fondata da Soros. “L’Unione europea è in difficoltà perché i suoi capi e burocrati adottano decisioni come queste“, dichiarava Orbán. “La gente appoggia l’ideale dell’Unione Europea. Allo stesso tempo, non ne sopporta la leadership, perché insulta gli Stati membri con cose del genere e abusa del proprio potere. Tutti in Europa lo vedono, ecco perché la leadership europea non è rispettata”.
Il gruppo di Visegrad cerca di opporsi alla pressione dell’UE sulla politica degli immigrati. La Commissione europea per la migrazione e gli affari interni propone un nuovo disegno di legge per rendere obbligatori i contingenti di migranti. Almeno 30 supporter di Soros lavorano nella commissione. Molti elencati nel documento sono noti per gli attacchi alla Russia. Per esempio, Rebecca Harms, deputata del Partito verde tedesco, chiede regolarmente al Parlamento europeo di rafforzare le sanzioni contro Mosca. Guy Verhofstadt accusa la Russia di ogni cosa che va male in Europa. Il suo articolo Mettere Putin a suo posto ha fatto casino l’anno scorso. Nel 2012, l’ex-premier croato Tonino Picula, a capo di una missione di osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), denigrava le elezioni presidenziali russe del 2012 come ingiuste, dicendo che erano “sprofondate” a favore di Vladimir Putin. L’elenco di Soros pone la domanda di come le politiche dell’UE contrastino cogli interessi degli europei. La risposta è la corruzione. I politici corrotti da Soros ballano sulle sue note. Lottano contro i tentativi dei leader nazionali di proteggere gli interessi dei propri popoli. Spesso chi si oppone a tale politica deve affrontare la resistenza delle élite politiche dei propri Paesi. Lo scontro tra Orbán e la rete Soros è un buon esempio che ne illustra il funzionamento. Il Parlamento europeo influenzato dagli amici di Soros spinge l’Europa a suicidarsi lasciando entrare milioni di migranti. Ciò dimostra che la democrazia europea europea è una facciata che nasconde le attività di un potere feudale col signorotto locale che detiene le redini. Difficilmente si può chiamare potere del popolo. La pubblicazione dell’elenco di Soros fornisce un indizio per capire chi governa l’UE e chi istiga sentimenti russofobi in Europa. In realtà, accade quando Paesi membri dell’UE come l’Ungheria sono assieme alla Russia quando si oppongono alle stesse forze statunitensi, pur proteggendo sovranità ed indipendenza. È il momento per gli europei di pensare a mutare sistema eliminando la pressione esterna.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Euro-regioni e indipendenza neo-globalista: farsa catalana… a Bruxelles!

Frexit TV 30 ottobre 2017

Se non ci fossero centinaia di feriti e minacce di povertà, caos e guerra civile riflettersi in filigrana su tale questione esplosiva, rideremmo della grande farsa catalana in salsa spagnola! Ed hop, appena proclamata l’indipendenza, ecco il buffone Puigdemont prendere cricca e claque per esiliarsi virtualmente a Bruxelles mentre il procuratore spagnolo chiede di processarlo, per l’accusa di sedizione che lo porterebbe in prigione per 25 anni!!
Comunque, i suoi fratelli della “Catalogna del Nord” (comprendente i Pirenei orientali francesi) gli avevano riservato un bel posticino, a due passi dal confine… catalano. Ma all’improvviso, non c’è più ovviamente tale “possibilità”; l’Europa di Bruxelles, uscita dalla porta d’ingresso, rifiutandosi di pronunciarsi su un “affare interno” della Spagna, visto lo spirito comico a cui nessuno ha creduto per un attimo, ora rientra dalla finestra poiché dovrà esprimersi sul diritto di asilo tra Paesi europei, un diritto in realtà inesistente nei trattati dell’Unione europea…
Allungando questa pantomima generale, Puigdemont ha deciso di partecipare al referendum del 21 dicembre previsto dai suoi avversari, anche se organizzato, secondo il punto di vista indipendentista, da un Paese terzo se non nemico: la Spagna!
Quanto sprofonderanno Catalogna, Spagna ed Europa in tale travolgente e sconfortante mascherata? Nessuno lo sa fintanto tale questione viene totalmente manipolata da poteri occulti che appaiono totalmente sconnessi dalla realtà. Ma ciò che appare certo è che prima del caos finale, il grande qualcosa dovrebbe ancora avere i suoi momenti!La Cina sostiene l’unità della Spagna
Xinhua 30/10/2017

La Cina esprimeva sostegno allo sforzo del governo spagnolo per mantenere l’unità nazionale dopo che il parlamento catalano dichiarava l’indipendenza. Poco dopo l’annuncio del parlamento catalano, il premier spagnolo Mariano Rajoy dimissionava il capo catalano Carles Puigdemont e il suo governo e annunciava nuove elezioni regionali per il 21 dicembre. Il senato spagnolo approvava l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, che sospende l’autonomia della Catalogna e controlla le principali istituzioni catalane da Madrid. “La posizione della Cina su questo tema è coerente e chiara: la Cina lo considera un affare interno della Spagna e comprende e sostiene lo sforzo del governo spagnolo nel mantenere l’unità nazionale, la solidarietà etnica e l’integrità territoriale“, dichiarava il portavoce del Ministero degli Esteri Hua Chunying commentando la periodica conferenza stampa a Pechino. “La Cina è contraria a sconvolgere il Paese e violarne lo stato di diritto, e ritiene che la Spagna possa proteggere l’ordine sociale e i diritti dei cittadini nel quadro giuridico e istituzionale“, dichiarava Hua. La Cina ha sviluppato una cooperazione amichevole con la Spagna in vari settori secondo i principi del rispetto dell’integrità sovrana e territoriale e di non interferenza negli affari interni, concludeva il portavoce.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il tandem russo-cinese muta il quadro geopolitico

Mosca va “a tutta forza” verso l’Asia, per la costernazione e a danno di Europa ed USA
Gilbert Doctorow Consortiumnews23 ottobre 2017Gran parte di ciò che gli “esperti” occidentali affermano sulla Russia, in particolare la supposta fragilità economica e politica e l’asserita associazione insostenibile con la Cina, è sbagliato, derivante non solo dalla limitata conoscenza della situazione reale, ma da pregiudizi che non cercano i fatti, cioè da un pensiero desiderante.
La Russia non avrebbe una crescita dinamica, ma negli ultimi due anni è sopravvissuta a una crisi dovuta ai prezzi del petrolio depressi e alla guerra economica da parte occidentale che avrebbe abbattuto governi meno solidi con una popolarità meno forte di quanto non lo sia nella Russia di Vladimir Putin. Inoltre, per quanto stagnante sia il PNL russo, i numeri sono in linea con la crescita molto lenta dell’Europa occidentale. Nel frattempo, l’agricoltura russa è in piena espansione, coi raccolti di grano del 2017 migliori in 100 anni, nonostante le condizioni climatiche molto avverse dalla primavera. Parallelamente, la produzione nazionale di macchine agricole va a pieno ritmo. Altri importanti settori industriali come la produzione di aeromobili civili si sono ripresi lanciando nuovi e credibili modelli per i mercati interni e le esportazioni. I grandi progetti infrastrutturali dalla storia ingegneristica fenomenale, come il ponte sullo stretto di Kerch in Crimea, procedono come da programma per un riuscita completa nel bagliore di continue trasmissioni televisive. Quindi, dove è questa Russia decrepita decritta quotidianamente dai commentatori occidentali? Il motivo principale di tali osservazioni sbagliate non è così difficile da capire. Il costante conformismo nel pensiero occidentale sulla Russia controlla non solo i nostri giornalisti e commentatori, ma anche gli specialisti accademici che spacciano agli studenti e al grande pubblico ciò che si attendono e pretendono: la prova della perversità del “regime di Putin” e la celebrazione delle anime coraggiose che in Russia si oppongono a questo regime, come il blogger-politicante Alexander Navalny o la sua Paris Hilton, l’attivista politicante glamour Ksenia Sochak. Sebbene sia disponibile molta informazione sulla Russia da fonti aperte, come stampa russa, pubblicità commerciale e televisione statale, questa è ignorata. Le acide personalità russe isolatesi negli Stati Uniti hanno invece voce per denigrare la propria ex-patria. Nel frattempo, qualcuno che bada a leggere, ascoltare e analizzare le parole di Vladimir Putin ne diventa, in questi circoli, un “agente”. Tutto ciò limita notevolmente serietà e utilità di ciò che passa per comprensione della Russia. Insomma, gli studi sulla Russia soffrono, come durante il primo periodo della guerra fredda di ristretta prospettiva ideologica e mancata diffusione di informazioni sulla Russia; a un certo punto inquadrando come la Russia s’inserisce nel quadro internazionale comparato. Proprio il significato di ciò riceveva una prospettiva la scorsa settimana, con un raro momento di erudizione sulla Russia, quando il professore emerito della London School of Economics Dominic Lieven tenne una conferenza a Sochi, nell’ultima riunione annuale del Valdai Club, riassumendo il quadro della rivoluzione russa del 1917. Lieven, probabilmente il più grande storico della Russia imperiale, è una delle rarità che ha dato, coi suoi studi sulla Russia, una profonda comprensione del resto del mondo e in particolare delle altre potenze imperiali del XIX secolo con cui la Russia era in competizione. Questa comprensione riguarda hard e soft power da un lato, abilità militare e diplomatica dall’altro, nei processi intellettuali utilizzati per giustificare il dominio imperiale e costruire una visione del mondo, se non un’ideologia piena.

“Esperti” coi paraocchi
Al contrario, oggi gli “esperti” di relazioni internazionali non conoscono la Russia tanto da dire qualcosa di serio per la formulazione di politiche. Tale campo di studi si è atrofizzato negli Stati Uniti negli ultimi 20 anni, con una comprensione effettiva della storia, delle lingue e delle culture in gran parte limitate all’abilità meccanica che garantiscano un’occupazione nelle banche e ONG dopo la laurea. Le lauree sono sistematicamente svalutate. Il risultato di ciò è che ci sono pochissimi accademici che possono inquadrare l’alleanza russo-cinese emergente in un contesto comparato. E questi sono sistematicamente esclusi dalle pubblicazioni di regime e dai dibattiti pubblici negli Stati Uniti, non essendo sufficientemente ostili alla Russia. Se non fosse così, si potrebbe guardare la partnership russo-cinese confrontandola innanzitutto con la partnership statunitense-cinese creata da Richard Nixon e Henry Kissinger, ora sostituita dall’emergente relazione russo-cinese. Kissinger poté farlo pienamente quando scrisse il libro sulla Cina nel 2011, ma scelse di ignorare il partenariato russo-cinese anche se la sua esistenza era perfettamente chiara quando lo scrisse. Forse non voleva affrontare la realtà di come la sua eredità degli anni ’70 sia andata sprecata. Ciò che descrive Kissinger delle sue realizzazioni negli anni ’70 è che il partenariato statunitense-cinese fu sempre possibile. Non ci fu un’alleanza o un trattato, in linea con l’impegno costante della Cina di non impegnarsi in obblighi reciproci con altre potenze. Il rapporto fu tra due Stati sovrani che regolarmente si dedicarono agli sviluppi internazionali nell’interesse reciproco e perseguendo politiche che in pratica procedevano in parallelo, influenzando gli affari globali in modo coerente. Questa relazione minimale è stata superata da quella tra Russia e Cina qualche tempo fa. La relazione è passata agli investimenti congiunti sempre più grandi nei maggiori progetti infrastrutturali dalla grande importanza per entrambe le parti, non solo i gasdotti che porteranno grandi volumi di gas siberiano sui mercati cinesi, con un accordo da 400 miliardi di dollari. Nel frattempo, in parallelo, la Russia ha sostituito l’Arabia Saudita come primo fornitore di petrolio greggio della Cina, e il commercio avviene ora in yuan invece che petrodollari. Ci sono anche enormi investimenti congiunti in programmi ad alta tecnologia civili e militari. E vi sono le esercitazioni militari congiunte in aree sempre più lontane dalle basi nazionali in entrambi i Paesi. Penso sia utile considerare questa partnership come il partenariato franco-tedesco che guidò la creazione e lo sviluppo di ciò che oggi è l’Unione europea. Sin dall’inizio, la Germania fu il partner più forte in economia con l’economia francese in stagnazione relativa. Infatti, ci si può benissimo chiedere perché i due Paesi rimasero nominalmente paritari in questa partnership. La risposta non fu mai difficile da trovare: con il peso storico del nazismo, la Germania era e rimane ancora oggi incapace di assumersi direttamente la responsabilità dell’Unione europea. I francesi fungevano da cortina del potere tedesco. Dagli anni ’90 questo ruolo passò in gran parte agli organi centrali dell’UE di Bruxelles, in cui le posizioni decisionali fondamentali sono effettivamente dominate da Berlino. Tuttavia, la Francia rimane un importante partner nel processo guidato dalla Germania.

Il tandem russo-cinese
Si può dire lo stesso per il tandem russo-cinese. La Russia è essenziale per la Cina a causa della lunga esperienza di Mosca nel gestire le relazioni globali che risalgono al periodo della guerra fredda e per la volontà e capacità di opporsi direttamente all’egemonia statunitense, mentre la Cina, con la sua pesante dipendenza dalle esportazioni negli Stati Uniti, non può farlo senza mettere in pericolo interessi vitali. Inoltre, dato che la dirigenza occidentale vede la Cina come sfidante alla lunga per la supremazia, è meglio che Pechino influenzi attraverso un’altra potenza, oggi la Russia. Naturalmente, alla luce della Brexit dell’Unione europea e dell’abbandono di Trump della leadership mondiale, è possibile che la Cina esca dall’ombra e cerchi di assumere la guida della governance globale. Ma ciò sarebbe problematico. La Cina affronta grandi sfide interne, tra cui la transizione dall’economia delle esportazioni a una dal maggiore consumo interno, assorbendo l’attenzione della leadership politica per qualche tempo. Kissinger, consulente di Trump, gli sussurra l’importanza di separare la Russia dalla Cina, ma la comprensione limitata ed obsoleta di Kissinger della Russia l’ha spinto a sottovalutare i potenti motivi dietro il rapporto russo-cinese. Gli esperti meno competenti degli USA ne sanno ancora meno. Per prima cosa, data l’ostilità verso la Russia dell’occidente in generale e di Washington in particolare, è inconcepibile che Putin venga respinto da Pechino per qualche “attraente” flirt con l’amministrazione Trump, anche se politicamente possibile per Trump. Uno dei punti forti di Putin è la fedeltà agli amici e ai principi, nonché agli interessi della propria nazione. Come rivelò Putin durante il suo intervento al Valdai Club della settimana passata, ora ha una profonda sfiducia verso l’occidente dato che ha tratto vantaggio dalla debolezza della Russia negli anni ’90 e dall’allargamento della NATO alle frontiere russe, e da altre azioni minacciose. Qualunque speranza Putin avesse su più strette relazioni con l’occidente, sono sparite negli ultimi anni. Mettendo da parte le personalità, la politica estera russa ha una coerenza rara sul proscenio mondiale: con le azioni prima, e le carte diplomatiche dopo. Le relazioni politiche della Russia con la Cina prevalgono sui massicci investimenti reciproci, che richiesero anni per essere decisi ed adottati. Allo stesso modo, la Russia si approccia al Giappone lavorando a un trattato formale di pace prima di attuare grandi programmi commerciali e d’investimento. E’ del tutto prevedibile che il primo passo verso il trattato sia l’avvio della costruzione nel 2018 di un ponte ferroviario in Estremo Oriente che colleghi l’isola di Sakhalin con la terraferma. Anche il team di ingegneri e committenti è attivo: Arkadij Rotenberg e il suo gruppo SGM. Quel ponte è il presupposto a cui Giappone e Russia firmino un accordo da 50 miliardi di dollari per la costruzione del ponte ferroviario che colleghi Sakhalin e Hokkaido. Questo ponte attirerà l’attenzione di tutta la regione sulla cooperazione russo-giapponese. Potrebbe essere la base per un trattato di pace duraturo e non puramente cartaceo che risolva la disputa territoriale sulle isole Kurili.Opportunità perse
Alla luce di queste realtà, è puerile parlare di separare la Russia dalla Cina con la promessa di normalizzare le relazioni con l’occidente. L’opportunità c’era negli anni ’90, quando il presidente Boris Eltsin e il suo “signor Sì” ministro degli Esteri Andrej Kozyrev fecero tutto il possibile per accordarsi con gli statunitensi sull’adesione russa alla NATO, subito dopo l’adesione della Polonia. Poi ancora all’inizio della presidenza Putin, i russi fecero uno sforzo deciso per l’ammissione nell’alleanza occidentale. Ancora senza alcun risultato. La Russia fu esclusa e furono prese misure per contenerla, rinchiuderla ad ennesima potenza regionale europea. Infine, dopo il confronto con Stati Uniti ed Europa che sostennero il colpo di Stato in Ucraina nel 2014, seguita dall’adesione della Crimea e dal sostegno russo all’insurrezione nel Donbas, la Russia viene apertamente definita nemica. Costretta a mobilitare tutte le amicizie internazionali per resistere, alcun Stato fu più utile della Cina. Tali momenti non vengono dimenticati o traditi. Il Cremlino sa bene che l’occidente non ha nulla da offrire alla Russia finché le élite statunitensi insistono a mantenere l’egemonia globale a tutti i costi. L’unica cosa che potrebbe avere l’attenzione del Cremlino sarebbe una consultazione per rivedere l’architettura della sicurezza dell’Europa, facendo uscire la Russia dalla freddezza. Questa fu la proposta dell’allora presidente Dmitrij Medvedev, nel 2010, ma la sua iniziativa incontrò solo un silenzio pietoso dall’occidente. Accettare la Russia significava infatti avere un’influenza proporzionata al peso militare, e questo è ciò cui la NATO si oppone con forza finora. È perciò, per la mancata ricerca di soluzioni alla grande questione del ruolo della Russia nella sicurezza globale, che l’iniziativa del riassetto di Barack Obama fallì. È perciò che il consiglio di Henry Kissinger a Donald Trump all’inizio della sua presidenza di proporre la fine delle sanzioni in cambio dei progressi sul disarmo, piuttosto che l’attuazione degli accordi di Minsk sulla crisi ucraina, fallì, con Vladimir Putin che opponeva un fermo “Niet”. Implicitamente, tra le poche “carote” statunitensi protese alla Russia in questi giorni c’è l’accettazione del regime anti-russo in Ucraina e la sua autorità sulle aree rigorosamente etniche russe del Donbas e della Crimea, concessioni che sarebbero politicamente devastanti per Putin in Russia. Tuttavia, la “normalizzazione” lascerebbe ancora solo delle sanzioni mitigate, ma ancora quelle violente sui “diritti umani”, che gli Stati Uniti imposero nel 2012 con la legge Magnitskij, dettata da ciò che il Cremlino considera disinformazione su processo e morte del contabile Sergej Magnitskij. Scopo della legge Magnitskij è screditare la Russia e preparare la via per designarla Stato-paria, nel pieno della già lunga campagna di demonizzazione del presidente russo nei media degli Stati Uniti. Infatti, per ritrovare un periodo di normalità nelle relazioni si dovrebbe risalire a prima dell’invasione di George W. Bush dell’Iraq, che la Russia denunciò insieme a Germania e Francia. Queste due potenze furono rimbrottate da Washington. Per la Russia, fu il momento di calcolare sulla non cooperazione col dominio globale statunitense.

Demonizzare la Russia
Tra Europa e Russia, la questione è simile. Per ritrovare una menzione sul rapporto strategico, innanzitutto dal Ministero degli Esteri tedesco, si deve arrivare a prima del 2012. E quale normalità si trattava allora? Il rinnovo dell’accordo di cooperazione UE-Russia era in corso da anni, nominalmente per una differenza di opinioni sulle disposizioni della legislazione dell’UE sulle forniture di gas attraverso i gasdotti russi. Ma dietro tale differenza vi era la totale opposizione degli Stati baltici e della Polonia a qualsiasi normalizzazione delle relazioni con la Russia, per cui ebbero pieno incoraggiamento dagli Stati Uniti. Lo scopo era por fine allo status di Russia di “monopolio” in Europa su gas e petrolio. Naturalmente, non c’era, e non c’è, alcun monopolio, ma certi attori geopolitici non hanno mai permesso che tale particolare fosse al centro della formulazione politica. Tale ostilità si ebbe anche nel contesto delle volontà tra UE e Russia d’introdure un regime senza visti per i rispettivi cittadini. Qui l’opposizione della Germania di Angela Merkel, giustificata dalla sua viziata caratterizzazione della Russia come Stato mafioso, condannò il regime senza visti e, allo stesso modo, i rapporti normali. Tale lavoro incompiuto va affrontato e sistemato per avere la possibilità che Stati Uniti e Unione europea la finiscano con la loro ostilità verso la Russia, e per il Cremlino di riacquistare fiducia verso l’Occidente. Anche allora, tuttavia, la Russia non rinuncerà alle preziose relazioni con la Cina.
A mio avviso, l’alleanza russo-cinese di fatto corrisponde all’alleanza de jure statunitense-euroccidentale. Il risultato di ciò è la divisione del mondo in due campi. Adesso abbiamo, in effetti, un mondo bipolare che assomiglia ampiamente a quello della guerra fredda, anche se ancora in fase di formazione poiché molti Paesi non hanno aderito definitivamente a un lato o all’altro. Naturalmente, gli Stati più o meno neutrali erano una caratteristica della guerra fredda, creando ciò che si chiamò Nazioni non Allineate, guidate da India e Jugoslavia. La Jugoslavia non esiste più, ma l’India ha continuato la tradizione di farsi corteggiare da entrambi i poli, cercando di trarre il massimo beneficio. Certo, numerosi scienziati politici di Stati Uniti, Europa e Russia insistono sul fatto che c’è già un mondo multipolare dicendo che il potere è troppo diffuso nel mondo d’oggi, soprattutto considerando l’aumento degli attori non statali dal 1991. Ma la realtà è che pochissimi Stati o non-Stati possono proiettare potenza al di fuori della propria regione. Solo i due grandi blocchi possono farlo. I teorici che difendono la multipolarità parlano del ritorno all’equilibrio di potere ottocentesco, invocando il Congresso di Vienna come possibile modello per la governance di oggi. È un approccio che Henry Kissinger previde nel 1994 nel suo libro Diplomacy. In Russia, questo concetto è sostenuto da alcuni influenti think tank e viene maggiormente associato a Sergej Karaganov, a capo del Consiglio di politica estera e difesa. Tuttavia, sostengo che la realtà del potere deciderà su ciò. C’è qualcosa d’inerente a questo mondo de facto bipolare, supponendo che le tensioni possano essere gestite e che una guerra importante sia stata evitata? A mio parere, due grandi blocchi hanno maggiori probabilità di mantenere l’ordine globale, perché l’ambito delle attività degli agenti può essere frenato, come spesso accadde durante la guerra fredda, dalle grandi potenze che non vogliono che i loro clienti disturbino un ordine mondiale funzionante. La coda ha meno probabilità di guidare il cane. Inoltre, riguardo la partnership o l’alleanza strategica Russia-Cina, gli osservatori occidentali dovrebbero considerarla senza allarmismi. L’ascesa della Cina è un fatto, qualunque sia la costellazione delle grandi potenze. L’abbraccio tra Russia e Cina può anche moderare la Cina, data la maggiore esperienza della Russia nella leadership mondiale. Per questi motivi, positivi e negativi, la relazione Russia-Cina va vista con equanimità nelle capitali occidentali.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Malta misteriosa

AanirfanDavid Gonzi, figlio dell’ex-primo ministro di Malta Lawrence Gonzi, è interessato da un’inchiesta dell’antimafia italiana sulle operazioni delle società di gioco a Malta, gestite dalla Ndrangheta. Lawrence Gonzi appartiene al Partito Nazionalista di destra di Malta. Malta, Daphne Caruana Galizia: la pista della Ndrangheta è da seguire?
David Gonzi appare nei documenti aziendali di molte altre imprese della mafia“. Malta Nostra
Haru Pharma, “legata alla criminalità“, ha sede a Balzan. Quando si tratta di riciclaggio di denaro della mafia, “Appaiono nomi di maltesi che contano. Il primo è Iusif Galea… il braccio destro di John Dalli, ex-capo del partito nazionalista e commissario europeo per i diritti dei consumatori e la protezione della salute, vicino al presidente Barroso… David Gonzi, lavora gomito e gomito con Galea…Corriere della Calabria
La ‘Ndrangheta fa ufficialmente affari con certi cittadini israeliani… “Un caso è quello di Ehud Goldshmidt, soprannominato Udi“, Malta Nostra/MaltaFiles
La ‘Ndrangheta’ produce circa 70 miliardi di dollari l’anno. Michael Calleja, nato a Malta, era collegato alla mafia calabrese. L’Italia ha voluto estradare Michael Calleja dall’Australia all’Italia. L’Australia ha rifiutato In contumacia, in Italia Calleja è stato condannato a 15 anni per traffico di cocaina. “Il coinvolgimento maltese nel traffico di cocaina da parte della mafia calabrese (Ndrangheta) non si limita al riciclaggio di denaro attraverso le società di gioco via internet istituite a Malta“. Doveva esserci un maltese da qualche parte/Michael Calleja di Melbourne, condannato a 15 anni in contumacia
Siderno ospita uno dei più grandi e importanti clan della Ndrangheta, i Commisso. I genitori dell’ex-capo della CIA, Leon Panetta, Carmelo Frank Panetta e Carmelina Prochilo, sono di Siderno. Si dice che la Ndrangheta abbia lavorato per Licio Gelli nella loggia massonica P2. La P2 era un governo segreto che gestiva l’Italia con l’aiuto della CIA e, secondo quanto riferito, dei Rockefeller e Rothschild. Licio Gelli sarebbe stato un confidente del Mossad israeliano.Nel 2016, due dei più stretti collaboratori di Muscat apparvero sui Documenti di Panama. Erano Konrad Mizzi, ministro, e Keith Schembri, capo dello staff del primo ministro. “John Mula, presidente del club del Partito Laburista Hal Safi, espresse solidarietà a Toni Abela, bocciato alla nomina della Corte dei conti europea. Il club Hal Safi era al centro dello scandalo del traffico di cocaina, che pesò nella presentazione di Abela alla commissione del Parlamento europeo. I dirigenti del club, credo che Mula fosse tra loro, caddero su un mattone di cocaina tirato fuori dalla cucina del club Hal Safi del Partito laburista. La loro reazione fu chiamare Toni Abela, vicedirettore degli affari del partito, piuttosto che la polizia. All’epoca la cocaina fu “smaltita” e Abela fu registrato in una conversazione coi boss del club dire che il meglio che poteva fare era trovare un poliziotto filo-laburista (pulizija laburist), ma che non c’era riuscito“. Presidente del club della cocaina

La giornalista Ilaria Alpi fu uccisa dalla CIA, con l’aiuto degli agenti di Gladio della CIA e dei servizi segreti italiani, perché scoprì un traffico di armi della CIA”. Repubblica

Il maggiore Charles McKee fu ucciso perché raccolse le prove del narcotraffico della CIA”. Lockerbie riguarda l’eroina
Gli oligarchi collaborano acoi servizi di sicurezza, politici e mafiosi. Il dottor Simon Mercieca dell’Università di Malta suggerisce che l’omicidio di Daphne Galizia potrebbe essere stato organizzato da oligarchi legati a mafia e politici di punta. Mercieca scrive: “Caruana Galizia potrebbe essere stata assassinata in ciò che può essere descritto come strategia del terrore. Col suo assassinio, la criminalità internazionale potrebbe inviare un messaggio chiaro ai maltesi. La mafia rende pubblico che, a Malta, vuole essere lasciata in pace… Non sono sicuro che sia una decisione saggia che il primo ministro maltese chieda l’aiuto dell’FBI… Una particolare agenzia straniera che riferiva dell’assassinio di Daphne, accusa gli USA di collusione con la criminalità internazionale, in ciò che ora viene chiamata operazione Gladio-B. Daphne Caruana Galizia ha toccato questi punti nei suoi articoli“. Mercieca scrive: “C’è una parola in italiano per descrivere la situazione locale. Malta diventa uno stato “colluso”… Il nostro Stato è ora invischiato con la criminalità organizzata… Questo omicidio è un messaggio all’intera nazione maltese affinché rimanga in silenzio… La parola italiana Omertà è normalmente tradotta in inglese come congiura del silenzio. Gli oligarchi… sanno che possono stare al potere finché le persone sono divise“. Crimine organizzato

Daphne Galizia aveva recentemente scritto: “Adesso ricevo messaggi dai membri della cerchia di Adrian Delia che dicono, senza punteggiatura se non molti esclamativi alla fine, che sono finita, RIP, prenda una pillola di cianuro e altre osservazioni che riguardano parti del corpo…” Quali potenze sostengono il Partito Nazionalista di Adrian Delia? Il Partito Nazionalista di Malta è considerato più pro-Israele del Partito Laburista di Malta, al potere dal 2013. Nel 2014, il ministro degli Esteri di Malta George Vella dichiarò che non avrebbe sostenuto Israele nella richiesta per un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2018. Nel dicembre 2015 Israele censurò Malta e altri cinque Paesi dell’Unione europea sulle sanzioni, perché sostennero la decisione che le merci provenienti dagli insediamenti ebraici nella Cisgiordania e nelle Alture del Golan fossero contrassegnate di conseguenza. Alcuni ebrei maltesi sostengono i nazionalisti e alcuni i laburisti.
“Ritengo che almeno il 30% dei 450000 cittadini di Malta sia di origine ebraica“. La Storia segreta degli Ebrei di Malta di Simcha Jacobovici
Alcuni dei cognomi maltesi più comuni hanno origini semitiche (ebraico/arabe):
Azzopardi (sefardita)
Borg (castello)
Buttigieg (pollaio)
Farrugia (pollo)
Micallef (giudice)
Xerri (procione)
Famiglie ebraiche di Malta
Charlie Azzopardi del Partito Laburista di Malta fu criticato per aver scritto “Gli ebrei sono i veri terroristi. Ovunque andiamo, ci sono spargimenti di sangue e guerra“. Consulente del ministero bannato.
Il Partito Nazionalista di Malta era filo-mussoliniano. L’amante ebraica di Mussolini, Margherita Sarfatti, era fascista. Margherita Sarfatti, madrina ebraica del fascismo, era “la compare ideologica di Mussolini, e pianificò con lui la “Marcia su Roma”, e scrisse articoli col suo nome, curò l’organo del Partito fascista e ne scrisse la prima biografia ufficiale“. La nipote di Margherita Sarfatti, Ippolita Gaetani, dice: “Oggi molti ebrei in Italia sono fascisti, perché il fascismo è molto vicino all’odierno Israele…La madrina ebraica del fascismo
A Malta, Daphne Galizia scrisse che Adrian Delia pensava “di ritirarsi dal Partito Nazionalista e ritornare al (nuovo) fascismo”.

Adrian Delia, leader del Partito Nazionalista di Malta.
L’iconografia iniziale del Partito Nazionalista di Malta (PN) riprendeva le immagini protofasciste più smaccate… Il PN appoggiò apertamente l’esercito fascista del Generale Franco nella guerra civile spagnola, per esempio. In termini economici, promosse uno status quo nettamente favorevole ai ricchi e potenti di Malta… a spese delle grandi masse analfabete che rimasero povere e scalze fin dopo la seconda guerra mondiale“. Le radici fasciste del partito
Daphne Galizia accusò entrambi i partiti politici, laburista e nazionalista, di corruzione. Roberto Memmo di Roma e Monaco era uno dei capi storici, con Licio Gelli, della Propaganda Due (P2), organizzazione collegata alla CIA che “commise atti terroristici in Europa“. Roberto Memmo ha ottenuto, dal governo nazionalista di Malta, “un affettuoso affitto di 99 anni nella cittadella di Fort Chambrai sull’isola maltese di Gozo, per un ridicolo affitto di 20000 dollari all’anno“. Memmo era legato ai Cavalieri di Malta, a Henry Kissinger, alla CIA, ad alcuni ricchi israeliani e all’assassinio nel 1998 del prefetto francese Erignac a Ajaccio, in Corsica. Assassinio mafioso collegato ad Abramoff/Il nostro agente a Montecarlo.
Un partito di destra maltese, il Fronte dei combattenti della libertà (FFF), avrebbe eseguito una serie di attentati a Malta negli anni ’80. Il FFF aveva legami con la CIA, suggerivano i documenti d’intelligence resi pubblici in Italia. Il FFF apparve nei primi anni ’80 dalle fila del Partito Nazionalista di Malta. Era costituito da attivisti che favorivano una violenta risposta al dominio del Partito Laburista su Malta. Il FFF era diretto da Josie Muscat, membro al Parlamento del Partito Nazionale che radunò gli elementi di estrema destra nel Partito Nazionalista. Una serie di attentati alle strutture del Partito Laburista sull’isola fu attribuita al FFF dai media. Molti credevano che il FFF preparasse attivamente un colpo di Stato. I documenti rilasciati dagli archivi nazionali della Gran Bretagna mostrano che il ministero degli Esteri inglese riteneva che il FFF fosse finanziato dalla CIA. Un rapporto inglese dei primi anni ’80 afferma che il gruppo era probabilmente dietro molte esplosioni contro gli attivisti del Partito Laburista. La relazione inglese descrive il FFF come “di carattere neofascista“. Il rapporto del ministero degli Esteri inglese suggerisce che Muscat viaggiò all’estero per incontrare agenti della CIA, nonché tessere una rete con altre organizzazioni violente in Europa. Il partito di destra maltese aveva collegamenti con la CIA, secondo l’intelligence inglese/Gruppo maltese collegato alla CIA

Il memo di cui sopra, firmato da Ronald Reagan, riassunse la politica statunitense verso Malta. I documenti della CIA ne dimostrano l’interferenza a Malta. Chi ha assassinato la blogger maltese Daphne Caruana Galizia? Chi gestisce il narcotraffico? Lockerbie, eroina, CIA. “Il materiale utilizzato nella bomba nell’auto è stato identificato come Semtex, esplosivo militare non disponibile a Malta“. Omicidio di Daphne: le fonti suggeriscono l’eventuale coinvolgimento di stranieri. Malta è utilizzata da aziende legate alla mafia italiana, alla mafia russa e ai membri più importanti dell’élite turca. I dossier di Malta
Alcune fonti locali ritengono che l’esplosivo utilizzato per la bomba nell’auto di Galizia provenisse dall’Italia. In Italia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono morti nello stesso modo di Galizia“. Malta, dalla mafia italiana a quella russa: tutti i nemici di Daphne Galizia
Secondo fonti, la bomba che uccise Daphne Caruana Galizia, il 16 ottobre 2017, fu probabilmente innescata con un cellulare. La bomba so pensa fu attaccata sotto il veicolo dal lato del passeggero anteriore. La bomba che ha ucciso Caruana Galizia probabilmente ‘innescata da un cellulare’

Prima dell’autobomba che uccise Daphne Caruana Galizia il 16 ottobre 2017, Malta subì 5 autobombe in 13 mesi. Cinque autobombe in 13 mesi/ Sette autobombe dal 2011 rimangono questioni “aperte e non risolte”/Bombe a Malta per reazione: nove attentati dal 2010
Nel gennaio 2016, Martin Cachia fu ucciso quando una bomba esplose nell’Alfa Romeo che guidava lungo la bretella di Marsascala. Cachia era coinvolto in una serie di cause giudiziarie, tra cui droga e traffico di esseri umani.
Nel settembre 2016, un autobomba a Marsa uccise Joseph Cassar. La bomba era stata posta sotto il suo furgone e detonata con un cellulare.
Nell’ottobre 2016, un autobomba esplose nella baia di San Paolo uccidendo John Camilleri, noto come Giovanni tas-Sapun.
Nel gennaio 2017, Victor Calleja, noto anche come Ic-Chippu, morì quando l’auto esplose a Marsa. La bomba sarebbe stata posta nella vettura e fatta detonare elettronicamente.
Nel febbraio 2017, un autobomba a Msida uccise Romeo Bone.
Malta è legata a Lockerbie, cioè al traffico di eroina. Lockerbie, eroina, CIA
Si dice che Adrian Delia, a capo del Partito Nazionalista all’opposizione a Malta, si occupi del racket della prostituzione e della pornografia. Secondo la Daphne Caruana Galizia: “La società di Ron Cadwell, CCBill LLC, ha il monopolio virtuale nel mercato miliardario del porno… ” I pagamenti vengono trattati tramite le società di Malta CCBill EU Ltd e CCBill EU Holdings Ltd… Adrian Delia e il suo partner legale, Georg Sapiano, istituirono le società per conto di Ron Cadwell, usando la loro società denominata Aequitas Trust & Fiduciary Ltd. E allo stesso tempo Delia riciclò 1,4 milioni di euro dal racket della prostituzione a Londra attraverso il suo conto bancario della Barclays International di Jersey, per conto dei clienti Eucharist ed Emanuel Bajada… Delia e Sapiano eseguono l’operazione CCBill per la pornografia a Malta… Adrian Delia e Georg Sapiano fanno la maggior parte dei soldi…

Adrian Delia con la moglie Nickie Vella de Fremeaux (a destra) e Rebecca Dimech, fidanzata di un narcotrafficante.
Adrian Delia è il capo del partito nazionalista pro-NATO di Malta, e fu accusato da Daphne Caruana Galizia di riciclaggio di denaro. Daphne sosteneva che il denaro della prostituzione negli appartamenti di Londra Soho viene trasferito a un conto offshore a nome di Delia. “Adrian Delia querela per la quarta volta Daphne Caruana Galizia”, 2 settembre 2017. Adrian Delia dichiarò: “Malta diventa il centro del traffico di droga, della prostituzione e del traffico di schiavi bianchi“.
Foto del rapporto interno di un agente di polizia ai superiori, dello scorso settembre. In questa relazione, l’agente descrive come quel giorno, 13 settembre 2016, la polizia ricevette una telefonata anonima secondo cui “un uomo” vendeva droga da una Mercedes grigia, targa DEL320, parcheggiata ad Horses Lane presso Tal-Handaq. Il proprietario dell’auto era Adrian Delia“. Il capo del partito nazionalista Adrian Delia

Rebecca Dimech

Adrian Delia e sua moglie Nickie sono amici intimi di Rebecca Dimech, il cui fidanzato è uno spacciatore. Nickie Delia dice di Rebecca Dimech: “Rebecca è stata una delle mie amiche più vicine e fidate negli ultimi sei anni, è sempre con me. Adrian Delia ha ripetutamente pubblicato commenti entusiasti sulle pose provocanti di Rebecca Dimech su facebook… Rebecca Dimech è una modella glamour amatoriale sul lato sbagliato della strada, il cui fidanzato Andre Falzon (noto come Id-Diesel) è uno spacciatore condannato e ben noto alla polizia. Uscì di prigione lo scorso giugno”. Il capo dell’opposizione, la moglie e la fidanzata dello spacciatore

Daphne Caruana Galizia, nota per le indagini sui politici corrotti maltesi, fu uccisa da una bomba nell’auto. Aveva attaccato sia il governo che l’opposizione a Malta. Gli obiettivi di Daphne erano politici corrotti, banche coinvolte nel riciclaggio di denaro e legami tra l’industria del gioco online di Malta e mafia. Running Commentary
L’Italia, con la Sicilia e la Calabria, è vicina a Malta. Malta è collegata alle reti di abuso sui minori, mafie, omicidi, Anders Breivik e macchinazioni di CIA e compari. Malta non fa parte della NATO.
La CIA lo desidera. Malta fu utilizzata da Stati Uniti e NATO nella guerra contro la Libia. Nelle elezioni generali di Malta del 9 marzo 2013, il Partito Nazionalista filo-NATO fu sconfitto dal Partito Laburista “anti-NATO”. Nel frattempo, sembra ci fu un golpe della CIA a Cipro
Nel 2012 il Partito Laburista di Malta chiarì l’opposizione al programma del Partito Nazionalista per infilare Malta nella Partnership per la Pace della NATO, senza il permesso del parlamento. “Gli obblighi della Partnership per la Pace comportano esercitazioni militari e addestramento congiunto, visite di comandanti della NATO e degli USA, creazione di basi, centri di addestramento e uffici di collegamento della NATO e schieramento di truppe per la guerra dell’Alleanza in Afghanistan… il Partenariato per la pace vede membri Armenia, Austria, Azerbaigian, Finlandia, Georgia, Irlanda, Macedonia, Montenegro, Svezia, Svizzera (fino al 2008) e Ucraina, che hanno anche fornito truppe per il conflitto ultradecennale“. Malta: caso da manuale della sovversione e coercizione della NATO
Nel 1974 la CIA credeva che i greco-ciprioti fossero inaffidabili, pertanto aiutò la Turchia, membro della NATO, ad occupare “Cipro del Nord” e trasformarla in una colonia turca e nella base della CIA.Secondo MaltaToday, “Breivik aveva stretti legami con un numerosi politici maltesi. Nel suo dossier Breivik scrisse di aver visitato diversi Paesi, tra cui Malta“. “I servizi d’intelligence più attivi del mondo sono controllati dall’Ordine dei Cavalieri di Malta“. CIA, Vaticano, Cavalieri di Malta, fascismo
Il mentore di Ander Breivik sarebbe Paul Ray. Paul Ray è un inglese che vive a Malta. Le spie inglesi spesso vanno in pensione a Malta.
MaltaToday, (il “mentore” di Breivik ospitò Johnny Adair e Nick Greger) rivela che: Nel febbraio 2011, Paul Ray ospitò a Malta l’ex-brigadiere dell’Ulster Freedom Fighter (UFF) Johnny ‘Mad Dog’ Adair e l’ex-terrorista neonazista Nick Greger. Adair avrebbe collegamenti con le agenzie del governo inglese. “Mad Dog” Adair e il suo amico gangster di Glasgow Tam McGraw erano profondamente coinvolti nel narcotraffico tra Scozia e Ulster (Irlanda del Nord). McGraw: ladruncolo con una fortuna di 30 milioni di sterline
Durante la Seconda Guerra Mondiale molti ebrei in fuga dal nazismo giunsero a Malta perché era l’unico Paese europeo a non richiedere visti agli ebrei in fuga dai tedeschi. Israele influenza Malta. Attualmente vi sono 68 società registrate a Malta con partecipazione israeliana. Malta firma accordi con Israele ed Autorità palestinese
Nel 1995, a Sliema, Malta, il Mossad assassinò un palestinese, davanti al Diplomat Hotel… “dal 23 agosto 2010 l’assassinio irrisolto dell’analista strategico russo Aleksandr Pikaev si allargò a una serie di decessi irrisolti sulle coste nord di Malta…L’ultima morte avvenne nella baia di San Paolo, una donna ungherese fu pugnalata 40 volte/Malta, altri omicidi
Peter Chamberlin scrisse degli omicidi collegati alla famiglia Attard nella zona di Attard/TaQila. “Josef Grech, fu trovato nello stesso punto in cui fu trovato il corpo di Margaret Mifsud. Grech era in attesa dei complici dell’assassinio di Patricia Attard nel 2004. Joseph Cutajar, noto anche come Il-Lion, fu trovato vicino, a Mosta, era sotto processo per l’omicidio di Kevin Gatt, 32enne di Ghaxaq e di Stephen Zammit, 32enne di Fgura. Stephen Zammit fu ucciso forse da Cutajar, il 15 marzo, tre giorni dopo essere apparsi in tribunale per accusa di frode da Charles e Dolores nee Mercieca, nata Attard, lo stesso nome della vittima dell’omicidio del 2004 Patricia Attard, il cui presunto assassino fu ucciso lo stesso giorno di colui che avrebbe ucciso Zammit. Quale connessione c’è tra Mifsud e il caso Attard? Fu uccisa dal marito libico che all’epoca fece false dichiarazioni sul piano dei terroristi libici di attaccare l’ambasciata statunitense a Malta“.
Jimmy Savile ebbe la Croce al Merito dei Cavalieri di Malta. Tra i cavalieri di Malta vi furono Edward Garnier, Franz von Papen, Francis Spellman, il principe Laurent del Belgio, William J. Casey… Louis Minster lavorò all’Università di Malta per nove anni e si ritirò a Malta. Louis Minster era responsabile dei servizi sociali del consiglio di Londra per il comune di Richmond-upon-Thames. Questo quando i ragazzi della casa-famiglia di Grafton Close furono portati all’Elm Guest House di Barnes e abusati sessualmente da numerosi potenti, come ex-ministri del governo inglese, parlamentari, poliziotti e persone legate alla famiglia reale. L’ex-professore universitario di Malta indagò sull’abuso dei minori di Richmond

Una rete di importanti pedofili inglesi operò a Malta. Secondo una relazione del 1993 del Servizio Sociale di Hereford e Worcester: “Una rete di pedofili elitari era coinvolta nell'”abuso organizzato di ragazzi” e loro “commercio” a Malta e Gozo. La “rete di pedofili elitari” comprendeva oltre 20 parlamentari inglesi, giudici e religiosi. Il rapporto proveniva da Peter McKelvie, ex-responsabile per la protezione dei bambini, che lo scrisse nel 1993“. Le prove su ‘abusi organizzati’ e ‘commercio’ di ragazzini a Gozo abbondano
Durante l’inchiesta sul consulente governativo del Regno Unito Peter Righton, fu scoperta una corrispondenza riguardante una rete di importanti pedofili a Gozo e Malta. Svezia e Norvegia erano menzionate nelle lettere. Tali prove da Gozo e Malta sono conservate presso la polizia di West Mercia. Vi sono sette scatole di prove su una potente rete di pedofili. I misteriosi Bottomley / Sir Peter Bottomley ed Elm Guest House
Secondo McKelvie: “Non sappiamo ancora chi ha dato l’ordine di fermare l’indagine della polizia… La decisione di chiuderla fu probabilmente presa da Michael Howard o Virginia Bottomley. Howard era all’epoca il segretario agli interni, con responsabilità generale sulla polizia, e Bottomley era segretaria alla sanità, con responsabilità complessiva per le case-famiglia e il lavoro sociale“. Le prove su ‘abusi organizzati’ e ‘commercio’ di ragazzini a Gozo abbondano
15 anni fa, il primo ministro di Malta, Eddie Fenech Adami, annunciò che due giudici, tra cui il capo della magistratura, furono indagati per corruzione. L’ex-capo della magistratura Noel Arrigo e l’ex-giudice Patrick Vella furono processati per aver accettato tangenti. Nel marzo 2007, ammisero di aver accettato una tangente di 10 milioni di lire (23300 euro) per ridurre la carcerazione del narcotrafficante Mario Camilleri. Nel dicembre 2012, Justice Ray Pace fu messo in custodia dopo essersi dichiarati non colpevole di aver accettato tangenti, scambio di influenze e riciclaggio di denaro. Déjà vu: giudizio nel bacino/Giudice accusato di aver accettato una tangente
Alla Cairn Energy di Edimburgo fu concessa la licenza per cercare petrolio e gas dalla costa nord di Malta. Cairn a caccia di idrocarburi a Malta
Malta era (venti anni fa) una piccola isola pittoresca, il cui unico prodotto era la cordialità. Ora Malta è diventata meno cordiale, ma entrate in un club del Partito laburista e cominciate a parlare. “Cosa pensa di quella fuga dalla prigione?” chiesi al grosso lavoratore al bar che beveva una birra Cisk.
È il Partito Nazionalista che accusano“, rispose.
Perché, è così?
Il crimine è aumentato da quando è al potere”.
Suggerisce la corruzione?
Leggete un libro chiamato IL-HBIEB TAL-HBIEB di Glen Bedingfield sulle connessioni tra contrabbandieri e parenti di certi politici. Guardi alcuni di questi del Partito Nazionalista, hanno belle auto e grandi ville, come mai un narcotrafficante e un tentato assassino sono graziati e circolano liberi?
Non lo so, e la Chiesa?
I nazionalisti mescolano religione e politica, cosa sbagliata“.
E’ anti-clericale, non è interessato all’influenza della Chiesa?
Già“.
La Chiesa è contraria al divorzio, all’aborto e così via“.
Ma la Chiesa non difende contro i mali occidentali? Droga e così via?
Amichevolmente? Cenammo sul tetto di casa sua.
Entro in un Club del Partito Nazionalista.
Cosa pensa del Sindacato?” Chiesi all’uomo d’affari della classe media al bar.
È come la Gran Bretagna prima di Thatcher“, rispose. “Il Sindacato resiste al cambiamento necessario“.
Cambiamento?” chiesi.
Abbiamo bisogno della Comunità Europea per avere investimento e lavoro, per aggiornare tutto, Eddie ha sostenuto la modifica, Sant ha voluto solo mettere tasse“.
Amichevolmente? Mi invitò a casa sua.
Uno dei miei fratelli non ha fiducia nel partito laburista“, disse Rose Marie, “e l’altro non crede ai preti“.
Tutti i soldi sono nei conti bancari svizzeri“, disse uno dei fratelli…
In un vecchio appartamento nel dockland, incontrai un anziano gentiluomo chiamato Joseph, un personaggio pesante che afferma che una volta aiutò a violare la sede di un certo partito politico. Joseph raccontò di presunti omicidi commessi dai sostenitori di un partito. “Sosterrò sempre i laburisti” disse Joseph, seduto su un vecchio letto di ferro sotto un quadro di Cristo. Più di trenta anni fa i colleghi di Joseph pensavano fosse gay. L’esaurimento nervoso seguì una terapia shock basata su droghe pesanti. Joseph perse il lavoro e si ammalò per venti anni…
Hai letto dell’alto clericale e del catamita?
I maltesi ebbero la fortuna di sbarazzarsi delle basi inglesi e della NATO, che gli evitano di essere presi di mira. Per compensare la perdita della base navale, Malta sviluppò l’industria e il turismo. L’industria contribuisce per il 40% del PIL e impiega il 27% della forza lavoro. L’industria include Malta Drydocks, Malta Shipbuilding, il terminal container di Marsaxlokk/Birzebuggia, tessile, cuoio… I salari tendono ad essere bassi, ma lo sono anche i prezzi, e il Sindacato e il Partito Laburista hanno cercato di garantire un tenore di vita confortevole per i lavoratori. Il turismo porta circa il 40% del PIL di Malta. L’agricoltura è ostacolata dalla mancanza di terreni e acqua. Ma c’è la produzione, in parte dell’anno, di pomodori, cavoli, cipolle, fragole, fiori, patate, viti… Il più grande proprietario terriero è la Chiesa. Droghe, omicidi e stupri sono giunti a Malta, assieme alla volgarità portata dalla TV. Malta diventa brutale come l’Italia e la Gran Bretagna. Ma Malta è ancora uno dei posti più sicuri d’Europa! Parte della popolazione è vittima di un crimine ogni anno (International Survey of Victims of Crime 1995)
Austria 18%
Belgio 19%
Finlandia 18%
USA 24%
Malta 23%Traduzione di Alessandro Lattanzio

Leggere tra le linee, lo Stato profondo ha perso la Germania

George Friedman di Stratfor ammette che gli Stati Uniti hanno perso la Germania a favore della Russia
Tom Luongo, 24 ottobre 2017Come faccio a saperlo? Non lo scrivo per fare click o raccogliere visite. L’ho scritto perché è vero. Questo articolo sarà parte del trattato geopolitico e di un tutorial su come leggere ciò che non viene detto in quello che viene detto e, soprattutto, chi lo dice. Iniziamo con nientedimeno che il portavoce della CIA George Friedman. Freidman è a capo do Stratfor, una delle più influenti organizzazioni d’intelligence di Washington DC. In passato vi ero abbonato per sapere quali storie il governo degli Stati Uniti spaccia.

L’intelligence dello Stato profondo
L’intelligence di Stratfor è una miscela magistrale di verità che vi fa piroettare in giro come le palline del fidget spinner. Friedman è l’Albus Silente di Stratfor, che parla per enigmi. Ma da insider che allegramente ha accesso alla verità, quasi impercettibilmente non dice nulla di concreto trascinandovi su un certo aspetto dei fatti. Quindi, ancora, come faccio a sapere che lo Stato profondo sta perdendo? L’ultimo pezzo di Friedman sul servizio d’investimento di John Mauldin ha colpito Zerohedge, discutendo dello stato deplorevole delle relazioni statunitensi-tedesche. Persone come Friedman vanno assolutamente lette, ma col massimo scetticismo. L’intelligence è sapere chi sarà il prossimo. Così, Friedman che parla di come i tedeschi sono sedotti dai malvagi russi è significativo. Il fulcro della politica dello Stato profondo mollerà Siria e persino Iran per cercare di sostenere la propria posizione in Germania, deterioratasi assieme al sostegno popolare alla cancelliera Angela Merkel. Friedman inquadra la scelta della Germania: scoprire un modo per salvare l’UE o rivolgersi alla Russia per ottenere ciò di cui ha bisogno per crescere. Questa è l’essenza del problema della Germania. Ma Friedman l’espone nel modo più intellettualmente disonesto immaginabile. E così facendo il lettore si crede intelligente. Questa è la parte perniciosa. Questa è la parte del “Master Persuader” di cui Scott Adams parla sempre. E questa è la parte che si chiama “STRONZATA!”.

Le bugie russe dello Stato profondo
Friedman calca la mano per dirci che la Germania ha bisogno della Russia perché: “ha bisogno delle materie prime russe e anche che il mercato russo sia molto più robusto di quanto non sia, in modo che possa acquistare più beni tedeschi. Ma la Russia è incapace di un rapido sviluppo economico senza aiuto estero, e col crollo dei prezzi del petrolio ha bisogno di un rapido sviluppo per stabilizzare la propria economia. La Germania ha bisogno dell’economia della Russia per avere successo, e ciò che deve offrire alla Russia è capitale, tecnologia e gestione. In cambio, la Russia può offrire materie prime e forza lavoro. Un allineamento con la Russia porterebbe l’Europa orientale nell’orbita della Germania”. Tutto ciò suona bene. La conclusione è vera. Ma mente senza ritegno per adattarsi alla narrativa. La Germania ha bisogno di forti esportazioni per crescere. La Russia no. La Germania ha bisogno di materie prime. La Russia non ha bisogno di tecnologia; ha la tecnologia che non ha concesso ai privati… non ancora. Finora la Germania ha usato l’Europa meridionale per il dumping, negoziando il debito sovrano italiano e portoghese per conto della BMW. Ma tale regime è al limite e lacera l’UE. La Germania non vuole fermare questa disposizione né vorrebbe pagare la sua “quota equa” di oneri per la risoluzione, vale a dire la riduzione del debito di ciò che considera Paesi ‘Club Med’. I politici tedeschi, come Merkel, hanno sfruttato tale cinismo per vantaggi politici, ma ora che sono al limite debitorio, viene denunciata come nient’altro che portavoce della politica dello Stato profondo degli Stati Uniti, e non leader della Germania. Gli Stati Uniti vogliono un’Unione unita, attraverso la NATO, per combattere la Russia geopoliticamente, e quindi tutto viene bloccato in questa stasi da guerra fredda che provoca grandi rivolte populiste contro il governo Merkel. I costi sono pagati dalle generazioni più giovani ormai nate nella schiavitù del debito.

Non è la Russia del vostro Stato profondo
La Russia, da parte sua, non è la Russia di ben cinque anni fa. Continua a sfruttare il suo robusto settore energetico per finanziare l’economia. Putin ha compiuto il passaggio da sovvenzionare Rosneft e Gazprom a sovvenzionare agricoltura e produzione, nel 2015. Igor Sechin urlava ma Putin l’ignorava. Friedman lo sa ma ancora vende lo stesso “meme della Russia stazione di servizio sulla strada per la Cina”, che ancora funziona sul Congresso. Sa anche che questo era da sempre il piano di Putin, stabilizzare la Russia prima e poi ricostruirla. Ed è questo che spaventa lui e i neocon che rappresenta. Putin ha utilizzato il settore energetico per migliorare la vita di milioni di russi durante la guerra d’attrito finanziario-territoriale contro gli aggressivi USA. Ha preso posizione (in Siria) e rovesciato il tavolo difendendo le posizioni strategiche del suo settore energetico. Mentre ciò avveniva, reindirizzava i fondi statali dall’energia, nel momento cruciale della crisi del rublo, che ora sta in piedi da sé, all’economia in generale. Questa parte del piano è appena iniziata. Leggete il mio ultimo articolo su Seeking Alpha per capire ciò che succede. Una volta che gli investitori istituzionali si renderanno conto che Friedman spaccia sciocchezze, i soldi arriveranno in Russia da una moltitudine di nuovi canali aiutando la Germania a fare la scelta giusta.

La vera scelta della Germania non è dello Stato profondo
La scelta reale della Germania è, come suggerisce Friedman, siglare un nuovo accordo con la Russia. Sì, la Germania ha bisogno dell’accesso a un mercato russo vibrante, ma ciò accadrà con o senza la Germania, grazie all’iniziativa Cintura e Via della Cina e alle nette vittorie militari e diplomatiche in Asia centrale e Medio Oriente. La Germania non ha alternativa. La Gran Bretagna è un Paese vuoto appeso per i denti al settore finanziario. L’Europa occidentale viene spezzata e deve uscire dall’euro, svalutando il debito per ricominciare, e gli Stati Uniti lottano con gli stessi problemi che l’Europa finisce di risolvere nel peggiore dei modi.
L’unica scelta razionale è la Russia con il suo:
17% di debito sul PIL, intelligente
Forza lavoro addestrata
Accesso ai mercati che saranno i motori della crescita del 2020
Legami che si rafforzano con gli “Stati cuscinetti” dell’Europa orientale, che probabilmente usciranno dall’UE
È questa la scelta effettivamente riflessa dai risultati elettorali tedeschi del mese scorso, non le politiche anti-immigrazione di Alternativa per la Germania (AfD). Questo ha certamente avuto un ruolo, ma i problemi della Merkel in Baviera sono seri e la Baviera vuole normalizzare le relazioni con la Russia. E se non ricostruisce un governo che la sostenga, non sarà più cancelliera. È questa la vera storia che Friedman non vi dirà perché ammetterebbe la sconfitta.Traduzione di Alessandro Lattanzio