Solo con le forze nucleari i BRICS sopravviveranno

Konstantin Sivkov, Presidente dell’Accademia dei Problemi di Geopolitica, D.Sci. VPKTheSakermaxresdefault2La Russia potrebbe avere una mega-arma asimmetrica nel 2020-2025. Se si esclude qualsiasi possibilità di una grande guerra contro la Russia, anche in condizioni di assoluta superiorità dell’avversario sui sistemi d’arma tradizionali. Una nuova guerra fredda è stata avviata contro la Russia, o meglio, non si è mai fermata. L’occidente consolida il successo delle precedenti fasi della Guerra Fredda e ha cominciato a prepararsi per la sua conclusione.

Soluzione asimmetrica
L’occidente oggi, come a metà del 20° secolo, costruisce la “cortina di ferro” e segue la politica del blocco militare aumentando le dimensioni delle forze NATO e avvicinandosi ai confini russi. Tuttavia, per noi la situazione è assai peggiore di mezzo secolo fa. Il potenziale economico è stato significativamente ridotto; una dannosa dipendenza nella sicurezza nazionale s’è sviluppata verso il principale avversario quale fonte di tecnologie avanzate; la bussola morale dell’ideologia comunista è perduta; non vi è più una comunità significativa di alleati europei, simile al Patto di Varsavia; gli oligarchi filo-occidentali e legati ai funzionari liberali sono dominanti nei settori industriale e finanziario. La Russia non è semplicemente nella posizione di competere con la NATO e i suoi alleati nella tecnologia militare. Pertanto, date le circostanze è imperativo cercare nuovi approcci per garantire la sicurezza militare, in particolare nel contenimento strategico. Il compito principale a tal proposito è mantenere elevata la potenza delle forze nucleari. Tuttavia, ci sono svantaggi. Nonostante le loro relativamente (rispetto ad altre forze militari) piccole dimensioni, le armi nucleari richiedono risorse significative. A causa dei crescenti problemi economici associati alle sanzioni e alla riduzione del mercato petrolifero, il Paese potrebbe semplicemente non avere le risorse necessarie per mantenere le proprie forze nucleari al livello di prontezza richiesto. Le forze nucleari strategiche (forze dei missili strategici, sottomarini nucleari, bombardieri strategici) comprendono oltre centomila effettivi vulnerabili a una parziale neutralizzazione con metodi da guerra dell’informazione. Il sistema di attacco rapido globale degli Stati Uniti potrebbe in futuro poter neutralizzare tutte o la maggior parte delle forze nucleari russi tramite una combinazione di attacchi di “decapitazione” (ai centri comando delle armi nucleari strategiche) e “disarmo” (direttamente ai vettori nucleari strategici). Trovare modi asimmetrici di contenimento strategico è fondamentale per il nostro Paese. Questo è ciò di cui il presidente parlava quando ha detto che non dovremmo impegnarci nella corsa agli armamenti, ma adottare misure asimmetriche. Ovviamente, ciò implica armi completamente nuove basate su idee ben diverse da quelle esistenti.

Requisiti tecnici per la mega-arma
Sulla base dell’analisi della situazione delle forze di contenimento strategiche, queste nuove armi devono soddisfare determinati requisiti. Prima di tutto, dovrebbero garantire la sconfitta del nemico. Il sistema deve poter colpire il nemico al cento per cento di sicurezza, e la forza d’attacco dovrebbe essere sufficiente ad ottenere il completo contenimento. Inoltre, il sistema dovrebbe poter attaccare impedendone la neutralizzazione con qualsiasi mezzo, non solo da quelle attuali, ma anche dalle armi più sofisticate ancora da sviluppare. La caratteristica più importante è la certezza di utilizzare il sistema quando c’è la volontà della leadership politica del Paese e vi sono le condizioni oggettive che ne richiedono l’utilizzo. Ciò è particolarmente importante se si considera che le posizioni degli elementi pro-occidentali sono ancora abbastanza forti, in particolare nel governo, compresa la direzione militare. Quando si applica massiccia pressione informativa e psicologica, diventa difficile eseguire l’ordine d’impiegare le armi nucleari strategiche. Inoltre, il numero di persone nelle forze nucleari strategiche è troppo alto per essere assolutamente certi che siano impiegati, soprattutto quando la società è divisa. Il requisito sul numero minimo di personale per gestire il sistema asimmetrico di contenimento proviene da tali considerazioni. Il numero deve essere abbastanza piccolo, quindi dalla garanzia assoluta, o più vicina possibile, di fedeltà alla leadership politica del Paese e disponibilità ad eseguire l’ordine d’impiegare il sistema a prescindere dalla situazione nella società e dalle emozioni personali. Ciò significa che il personale del sistema asimmetrico non può superare le diverse migliaia. Confrontando la potenza distruttiva che la scienza contemporanea può erogare concludiamo che non possiamo raggiungere il risultato necessario senza l’uso di forze distruttive secondarie. Le prime che emergono sono gli eventi catastrofici geofisici. Il geocatastrofico incremento della potenza delle bombe nucleari per diverse volte, potrebbe essere deliberatamente avviato da forze relativamente deboli. Ecco perché l’arma della risposta asimmetrica si basa sull’utilizzo dei principali fattori distruttivi di processi geofisici devastanti. Un altro requisito è l’asimmetria della minaccia. Tale sistema dovrebbe danneggiare chi lo usa incomparabilmente assai meno del nemico. Ciò è possibile valutando le caratteristiche geografiche di Russia e Stati Uniti.

Un futuro senza gli USA
USquake È importante sottolineare che la Russia si trova sul continente eurasiatico, con la parte principale del territorio e della popolazione lontane da oceani e mari. Inoltre, l’altezza media sul livello del mare garantisce praticamente protezione da inondazioni anche in caso di eventi catastrofici con enormi e potenti tsunami (Megatsunami). Il quadro negli Stati Uniti è diverso. Oltre l’80% della popolazione vive vicino al mare in aree poco sopra il livello del mare. L’industria principale si trova in tali territori. Anche tsunami relativamente deboli di alcuni decine di metri potrebbero avere conseguenze catastrofiche per gli Stati Uniti. L’uragano Kathrin a New-Orleans l’ha dimostrato abbastanza chiaramente. Un’altra caratteristica della Russia è che la maggior parte del suo territorio in Siberia si trova su uno strato di basalto spesso diversi chilometri. Si ritiene che queste piattaforme di basalto si siano formate con l’eruzione di un super-vulcano, circa un quarto di un miliardo di anni fa. Ecco perché degli attacchi, anche i più potenti, non avranno conseguenze geofisiche catastrofiche. Che dire degli Stati Uniti? Ciò che attira la nostra attenzione è il parco nazionale di Yellowstone che si trova nella caldera del supervulcano omonimo. Il supervulcano, secondo i geologi, si avvicina al periodo di attivazione, che avviene ogni 600mila anni. La sua ultima eruzione avvenne molto tempo fa. La potenza del vulcano è diverse volte inferiore a quello siberiano. Perciò la sua eruzione non estinse la vita sulla terra, ma senza dubbio ebbe conseguenze catastrofiche per il continente americano. I geologi ritengono che il vulcano Yellowstone può esplodere da un momento all’altro. Ci sono chiari segnali dell’attività in aumento. Pertanto, anche una piccola spinta, ad esempio l’esplosione di una bomba da un megaton, basterebbe ad avviarne l’eruzione. Le conseguenze per gli Stati Uniti sarebbero catastrofiche, semplicemente cesserebbero di esistere. L’intero territorio sarà coperto da uno spesso strato di cenere (di diversi metri o anche decine di metri). La San-Andreas è un altra zona vulnerabile degli Stati Uniti dal punto di vista geografico. San-Andreas è una faglia di 1300 chilometri di lunghezza tra le piattaforme americane pacifica e settentrionale. Si estende lungo le coste della California, sulla terraferma e in parte sott’acqua. Le faglie di San-Gabriel e San Jacinto le sono parallele. Questa è l’area dall’instabilità geofisica che produce terremoti fino a magnitudo 8,5 della scala Richter. L’esplosione di una potente bomba nucleare potrebbe avviare eventi catastrofici creando grandi tsunami che distruggerebbero le infrastrutture sulle coste del Pacifico. Infine, non dimentichiamo le faglie dell’Atlantico e del Pacifico. Parallele alle coste statunitensi orientale e occidentale, potrebbero generare grandi tsunami che causerebbero danni enormi a distanze significative dalla riva.

Detonatore di una catastrofe
Pertanto, gli Stati Uniti sono molto vulnerabili dal punto di vista geofisico. Ciò che rimane da fare è decidere come avviare processi geofisici su tale scala. Diamo uno sguardo alla storia. Nel 1961, la più grande bomba termonucleare mai prodotta su fatta esplodere a cinquemila metri sulla punta settentrionale della Nuova Terra (Novaja Zemlja). Secondo le stime la potenza fu di 58 megatoni. Tuttavia, gli esperti occidentali giunsero alla conclusione che non tutta l’energia totale era stata utilizzata, poiché la bomba non sembrava prodotta con Uranio-238, in grado di aumentare la potenza dell’esplosione dal 50 per cento al doppio, cioè oltre 100 megatoni. L’ordigno ebbe forma e dimensioni di una bomba di 16 tonnellate sganciata da un Tu-95 Bear. Oggi munizioni della stessa potenza, secondo gli scienziati del centro nucleare russo di Sarov e l’autorevole scienziato Igor Ostretsov, potrebbe pesare 5-7 tonnellate. Cioè potrebbe essere facilmente collocata su missili pesanti (il carico che può essere trasportato dal Satan è di circa 8 tonnellate). Potrebbe anche essere trasportato da satelliti in orbita. Gli accordi esistenti sulla parità degli arsenali nucleari non impongono limitazioni alla potenza delle singole munizioni, controllandone solo il numero. Tuttavia, la mega-arma non richiede troppe bombe.

Tu-95AndTsarBombaIl giorno dopo
L’opzione migliore per avviate con certezza processi geofisici catastrofici sarebbe accendere il supervulcano Yellowstone. Anche una singola esplosione sulla superficie di una bomba da 5-7 tonnellate avvierebbe una potente eruzione. Di conseguenza, gli Stati Uniti cesserebbero di esistere, anche se le conseguenze sarebbero catastrofiche per il resto del mondo. La Russia subirebbe meno per distanza dal luogo dell’esplosione, dimensione del territorio e posizione. Inoltre, i danni ai Paesi agli antipodi dagli USA sarebbero limitati. Tuttavia, dobbiamo sottolineare che l’esplosione sarebbe un disastro per l’intera civiltà. Ma questa è la ragione dell’esistenza di tale arma. La stessa possibilità del suo utilizzo porrebbe fine a qualsiasi idea di aggressione alla Russia. Una versione alternativa sarebbe scatenare un gigantesco tsunami. L’idea appartiene a Andrej Sakharov. La sua idea era far esplodere alcune bombe in punti definiti lungo le faglie di Atlantico e Pacifico (circa 3-4 per ognuna) alla profondità di 1,5-2 chilometri. Questo, secondo i calcoli di Sacharov e altri scienziati, produrrebbe un’onda da 400-500 metri sulle coste degli Stati Uniti. Frantumando e sopprimendo le coste, spazzerebbe via tutto fino a oltre 500 chilometri. Se le esplosioni avvengono presso i punti dei fondali oceanici in cui la crosta terrestre è più sottile, la crosta potrebbe essere distrutta e il magma venire a contatto con l’acqua amplificando l’intensità dell’esplosione. In tal caso, l’altezza dello tsunami supererebbe gli 1,5 km e la zona di distruzione si estenderebbe ad oltre 1500 chilometri dalla riva e sarebbe un’arma molto “pulita”, non ci sarebbe l’inverno nucleare e gigantesche nubi di polvere non si formerebbero, e il vapore acqueo cadrebbe sulla terra vicino al punto dell’esplosione, cioè sul territorio degli Stati Uniti, con orribili piogge radioattive. Un tale evento avvierebbe senza dubbio l’attività tettonica in tutta la regione, tra cui molto probabilmente l’eruzione del supervulcano Yellowstone. La controndata spazzerebbe via l’Europa. In altre parole, l’intero blocco NATO sparirebbe. Il cataclisma sarebbe orrendo, ma questa è la minaccia asimmetrica definitiva, qualche regione della Russia verrebbe distrutta, ma l’intera civiltà occidentale cesserebbe di esistere. Anche la detonazione di una potente bomba presso le faglie di San Andreas, San Gabriel o San Jacinto comporterebbe effetti geofisici devastanti.

Apocalisse, semplice ed economica
Tali scenari dimostrano che il numero di superbombe necessario per l’arma asimmetrica è piuttosto limitato, circa dieci. Ciò crea condizioni vantaggiose per l’uso, in conformità ai requisiti dell’arma asimmetrica sopraindicata. I vettori delle bombe potrebbero essere vari. Prima di tutto diversi missili balistici pesanti multistadio, lanciati con razzi di sostegno e in capaci di superare i sistemi di difesa antimissilistica, anche quelli da sviluppare in un lontano futuro. Un numero limitato di sistemi di lancio speciali nei silos potrebbe essere protetto in modo affidabile con sistema basato su protezione armata e regime di segretezza. Tali missili potrebbero basarsi sui sottomarini strategici Tajfun (Proekt 941), progettati per ospitare i missili R-39 pesanti 96 tonnellate, e quindi potrebbero ospitare facilmente un missile pesante contemporaneo con la testata richiesta. Un solo sottomarino basterebbe per il contenimento asimmetrico. Le superbombe s’integrano con i missili ipersonici lanciati da piattaforme sottomarine o terrestri. Inoltre, le megabombe potrebbero essere segretamente posizionate in precedenza nei punti designati e alla profondità desiderata da navi della Marina camuffate da navi civili. Al momento opportuno, queste bombe potrebbero essere fatte detonare a comando tramite un complesso sistema di collegamento che garantisca la trasmissione del segnale. Quando la situazione si stabilizza le bombe verrebbero rimosse da navi speciali. Il tempo necessario per progettare e fabbricare le bombe dalle dimensioni richieste richiederebbe, secondo gli esperti, 5-12 anni. All’incirca nello stesso periodo sarebbe necessario sviluppare e produrre i vettori. Ciò significa che la Russia potrebbe avere l’arma asimmetrica entro i prossimi 10 anni. La comparsa di tale arma escluderà qualsiasi minaccia di grande guerra contro il nostro Paese, anche in condizioni di schiacciante superiorità del nemico nei sistemi d’arma convenzionali.

tsar_bomba_by_pibraclab-d8k6dfe.pngTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I segreti del nuovo carro armato russo T-14 Armata

Valentin Vasilescu Reseau International 30 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurorat-14_big-3Il nuovo carro armato russo sfilerà per la prima volta nella parata militare che si terrà sulla Piazza Rossa il 9 maggio 2015. Fonti attendibili hanno rivelato in esclusiva a Reseau International le innovazioni tecnologiche integrate dal carro armato T-14, affermando che gli esemplari presenti alla sfilata di Mosca sono di pre-produzione, la cui missione è testare le apparecchiature, e che non sono ancora dotati di tutti i sistemi previsti. Tuttavia, sappiamo tutto dei carri armati T-14 Armata dell’esercito russo e degli equipaggiamenti previsti per ottenere le prestazioni richieste dalle specifiche dell’esercito russo. Personalmente ritengo che alcuni parametri annunciati dalla fonte su questo carro armato siano un po’ esagerati, ma preferisco seguirli affidandomi a relazioni esistenti e a ciò che già conosciamo.
Il carro armato pesa 57 t ed è propulso da un motore da 1500 cv (una futura versione sarà equipaggiata con un motore da 2100 cv), permettendogli di affrontare inclinazioni di 60° e superare ostacoli di 1,30 – 1,50 metri. Il carro armato T-14 è dotato di moderne sospensioni con un microprocessore che controlla ogni ruota (rullo) dei cingoli. Una delle configurazioni create delle sospensioni è tipo “seduta”, che assicura al mezzo un profilo in movimento molto basso e una migliore tenuta in rettilineo. Un’altra configurazione è tipo “alta”, con la parte anteriore sollevata rispetto a quella posteriore, utilizzata nelle manovre su terreno accidentato. Più interessante è la configurazione “a ginocchio” sollevando la parte posteriore rispetto a quella anteriore del carro, dando al cannone un angolatura maggiore soprattutto contro bersagli aerei a bassa quota. La trasmissione del carro armato T-14 è controllata da un microprocessore che consente di modificare automaticamente il rapporto di trasmissione, eliminando il cambio manuale. Al confronto, i carri armati M1A2 Abrams e Leopard 2A5 hanno quattro marce e due retromarce. La corazza comprende diversi strati di materiali compositi di ceramica, acciaio, lega di titanio e CNT in nanotubo di carbonio (basato probabilmente sull’hybtonite). La corazza del Leopard 2A5 tipo Chobham è apparentemente più debole di quella del T-14, anche se di materiale composito multi-strato di terza generazione comprendente acciaio, tungsteno e materiale plastico rinforzato con componenti ceramici. Nei test condotti dall’US Army, la corazza del Leopard 2A5 ha dimostrato una doppia protezione contro proiettili cinetici. Il carro armato statunitense M1A2 Abrams è dotato di corazze di uranio impoverito. Il T-14 Armata avrebbe anche pannelli aggiuntivi reattivi ERA (Explosive Reactive Armour) davanti, ai lati e posteriormente sulla torretta. A proposito del sistema di protezione attivo Afganit (che devia i sistemi di guida dei missili anticarro ad una distanza minima di 1-2 metri dalla corazza), la fonte dice che si basa su un radar Doppler ed è di una generazione più avanzata dei sistemi Arena e Trophy (i più efficienti finora). Il T-14 è dotato di una torretta telecomandata su cui è montato il cannone da 125mm completamente stabilizzato su tre assi da un sistema laser giroscopico. La fonte afferma che il cannone ha un’energia cinetica del 30% superiore al cannone da 120mm del carro armato M1A2 Abrams (che può penetrare fino a 810mm di corazza) e del Leopard 2A5. Il cannone principale del T-14 ha un meccanismo automatico di raffreddamento della canna consentendo un più alto rateo di tiro rispetto ai carri armati T-90, ed utilizza un proiettile penetrante con rivestimento in tungsteno, submunizioni anticarro SADARM a guida laser Kitolov 2M e missili anticarro laserguidati che possono essere sparati contro elicotteri o aerei che volano a bassa quota. La torretta ha un altro cannone da 30mm (con un rateo di tiro di 620 colpi al minuto) e una mitragliatrice da 12,7mm. Le tre armi della torretta vengono caricate automaticamente. L’armamento della torretta è collegato alla postazione di gestione del tiro dotata di due sistemi di visione notturna completi (con schermi video protetti da un filtro anti-laser) ad alta risoluzione (ingrandimento di 15-20 volte), un telemetro laser e un processore balistico accoppiati a sensori di velocità e direzione del vento. La postazione di controllo del tiro ha una dotazione IFF (amico/nemico) con due canali (laser ed elettronico) che trasmette al bersaglio segnali digitali cifrati di controllo. Il laser l’identifica in 0,6 secondi e, se il bersaglio è amico, blocca il tiro. Il sistema di contromisure elettroniche del carro armato T-14 include un laser per interferenze. Il sistema di allarme laser individua la fonte del sistema di puntamento di un missile anticarro nemico ed emette un fascio laser ad alta potenza accecando i sistemi di guida ottici dei missili (telemetro laser, visori notturni, telecamere diurne e ad infrarosso). Il sistema di navigazione del carro armato T-14 Armata mostra la situazione tattica su una mappa digitale, utilizzando il GPS per stabilire le coordinate degli obiettivi fissi e mobili. Il sistema di comunicazione del carro armato ha capacità da guerra elettronica, dotato di ricevitore a banda larga e di emettitori di disturbi. Nessuno dei due o tre membri dell’equipaggio si trova nella torretta, ma in un compartimento sigillato e ben protetto.

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Le forze armate tedesche si rendono conto che il Leopard 2 è inutile contro il T-90 russo
Russia Insider 30 aprile 2015parade_15Il Leopard 2 potrebbe essere uno dei migliori carri armati nel mondo. Tuttavia, ha munizioni sottodimensionate, il che significa che non ha alcuna possibilità contro i carri armati russi. La Bundeswehr attualmente non può combattere efficacemente i carri armati russi. Nonostante la Germania abbia uno dei migliori carri armati nel mondo, il Leopard 2, non ha munizioni sufficientemente potenti per questo sistema d’arma. Le munizioni della Bundeswehr sono di tungsteno e non producono abbastanza energia cinetica per perforare la corazza tecnologicamente avanzata dei nuovi veicoli da combattimento russi: T-90 e T-80 modernizzato. Informazioni specifiche sulla potenza delle armi del Leopard 2 contro le più moderne tecnologie di protezione, sono confidenziali, Die Welt am Sontag è stato informato dal ministero della Difesa. Tuttavia, “in singoli casi non si può escludere la possibilità che ci sia una moderna blindatura in grado di sopportare le munizioni del Leopard 2“. Vi è la continua gara tra le principali potenze a migliorare potenza di fuoco e protezione dei propri mezzi. La Germania lavora senza sosta per migliorare la protezione del carro armato e l’efficacia delle sue munizioni.

Anche la Russia modernizza a grande velocità
Durante le riforme del Bundeswehr, il numero di carri armati Leopard 2 nelle forze armate fu inizialmente ridotto a 225. Di fronte l’aggressione russa all’Ucraina e il conseguente aumento dell’allerta della NATO in Europa orientale, la ministra della Difesa Ursula von der Leyen (CDU) ha recentemente deciso di acquistare 100 carri armati, dismessi dall’industria, per 22 milioni aumentando l’arsenale a 325. Senza munizioni potenti questa misura sarà “militarmente senza senso” e sarebbe simile “a somministrare un placebo“, scrive Hans Rühle, ex-capo di Stato Maggiore per la pianificazione del Ministero della Difesa a Die Welt am Sonntag. È militarmente necessario introdurre munizioni all’uranio; tuttavia, ciò è considerato politicamente sensibile. Secondo Die Welt am Sonntag, dal 2017 la Bundeswehr dovrebbe ricevere munizioni più avanzate basate sul tungsteno per i suoi carri armati. A quanto pare, tale tipo di munizioni può essere sparato solo dall’ultima versione del Leopard 2, la A7. L’esercito ne ha solo 20. La maggior parte dei carri armati sono tipo A6 e A5. I 100 Leopard 2 riattivati sono A4. Il carro armato Leopard 2 è prodotto dal 1979 e ha ricevuto numerosi miglioramenti da allora. Il modello A8 sarà l’ultima versione migliorata e sarebbe disponibile per la Bundeswehr dal 2020 al 2030, quando un nuovo veicolo da combattimento, chiamato Main Ground Combat System, sarà preso in considerazione in collaborazione con la Francia. La Russia, tuttavia, modernizza alla massima velocità i suoi carri armati. Protezione e potenza del T-90, introdotto negli anni ’90, sono già state migliorate più volte. Il nuovo modello Armata sarà introdotto tra il 2017 e il 2020.

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I droni russi nell’Artico, svelano i satelliti spia degli USA

Tyler Durden Zerohedge 26/04/201514SAVX3766-1Mentre gli Stati Uniti sono impegnati ad uccidere civili e terroristi statunitensi con il loro droni, la Russia schiera i propri droni Orlan-10 nella regione artica, ricca di petrolio e gas (dovrebbero monitorare la situazione climatica). Come riporta SputnikNews, il Colonnello Aleksandr Gordeev ha dichiarato: “il compito dei droni è controllare la situazione nell’Artico russo, tra cui quella ecologica e il ghiaccio nelle zone di mare adiacenti e lungo la Rotta del Nord”. Quindi passivo-aggressivo? Tuttavia la Russia ha scelto, questa settimana, di diffondere le rare immagini di un satellite dell’intelligence degli Stati Uniti che, come nota un analista, è una provocazione (ma oscura negli intenti oltre a riconoscere la crescente attività di spionaggio spaziale degli USA). Come Sputnik News indica, i droni russi saranno dispiegati nella regione artica e lungo la Rotta del Nord dal 1 maggio per monitorare la situazione climatica e il deterioramento del ghiaccio artico, nonché facilitare la navigazione e le missioni di soccorso. I droni Orlan-10 del distretto militare orientale verranno schierati sulla Penisola di Chukotka, di fronte la penisola Seward dell’Alaska. La missione dell’unità dei droni sarà “gestire il controllo oggettivo della situazione nell’Artico russo”, ha aggiunto Gordeev. Gli UAV saranno trasportati dagli elicotteri da trasporto pesanti Mi-26, e la stazione sarà presidiata da laureati del centro dell’aeronautica telecomandata del Ministero della Difesa… L’annuncio della creazione del gruppo drone presso la città di Anadyr, a novembre, giungeva pochi mesi dopo che il Presidente russo Vladimir Putin ordinava l’istituzione di un ente pubblico responsabile dell’attuazione delle politiche russe nell’Artico e di una rete unificata di strutture navali per ospitare navi da guerra e sottomarini per aumentare la tutela degli interessi e dei confini della Russia nella zona. La Russia cerca di costruire la propria presenza nella regione artica ricca di petrolio e gas, in conformità con la rinnovata dottrina militare del Paese firmata dal Presidente Vladimir Putin nel dicembre 2014”. Ma non è tutto ciò che la Russia ha fatto questa settimana… Come riferisce la Federation of American Scientists, un impianto di localizzazione satellitare russo in Siberia ha pubblicato rare immagini di un satellite d’intelligence statunitense. Il satellite radar statunitense LACROSSE è stato ripreso dal Altay Optical Laser Center della Russia, a quanto pare tra il 2005 e il 2010.
Una selezione di immagini è stata compilata e analizzata da Allen Thomson.

20150426_russia3Le immagini contengono informazioni sufficienti (intervallo, scala angolare) per svolgere un po’ di intelligence tecnica (cioè trigonometria per liceali del secondo anno) sulle dimensioni dell’antenna del radar, utile parametro per determinarne le capacità”, ha detto a Secrecy News Thomson, ex-analista della CIA. Sebbene provocatorio, l’intento della divulgazione resta oscura, ha detto. “Perché i russi pubblicano le immagini? Gli Stati Uniti sono molto paranoici nel rilasciare immagini dei satelliti-spia, nostri o altrui. La paranoia russa è almeno altrettanto grande, quindi da dove spuntano queste immagini? Qual è lo scopo?” (Anche Thomson è un paranoico. NdT)
Le immagini sembrano essere per lo più solo una curiosità, ma forse sottolineano la crescente visibilità e corrispondente vulnerabilità dei sistemi spaziali statunitensi. “Il nostro vantaggio asimmetrico nello spazio crea anche vulnerabilità asimmetrica” aveva detto l’anno scorso Gil Klinger, ufficiale dell’intelligence della difesa. “I nostri avversari riconoscono la nostra dipendenza dallo spazio e continuano a pensare ai modi per rispondervi”. Testimoniava a un’audizione nel 2014 del Comitato Forze Armate della Camera degli USA sulle attività spaziali per la sicurezza nazionale, la cui note sono state recentemente pubblicate. Protezione dello spazio, detriti orbitali, industria e argomenti correlati furono affrontati”.
Sembra che i russi siano occupati. Ma una cosa spunta guardando le immagini dallo spazio…

20150426_russia5una coincidenza?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

NATO e Soros puntano sull’“estrema balcanizzazione” per sabotare il Turkish Stream

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 25/04/2015MacedoniaMapGli interventisti dell’amministrazione Obama, contenuti dalla consapevolezza di avere ancora un anno e mezzo di potere, hanno deciso di ricorrere all’estrema balcanizzazione etnica per bloccare il gasdotto russo “Turkish Stream” dalla Russia attraverso la Turchia e la Grecia a Macedonia, Serbia e Ungheria. L’amministrazione Obama ha deciso di fomentare un’altra “rivoluzione colorata”, questa volta in Macedonia. La strategia degli interventisti di Obama/Soros è seppellire il governo del primo ministro macedone Nikola Gruevski di accuse infondate basate sulla massiccia intercettazione di circa 20000 macedoni, tra cui i leader dell’opposizione. La fonte delle trascrizioni delle comunicazioni intercettate dei cittadini macedoni presumibilmente è l’ex-capo dell’intelligence macedone Zoran Verushevsky, che può aver avuto l’aiuto nella raccolta delle intercettazioni dagli amici delle intelligence inglese, tedesca e statunitense. Le intercettazioni sono state usate dal capo dell’opposizione socialdemocratica Zoran Zaev, uno dei preferiti della rete di Soros e degli Stati Uniti, per accusare Gruevski di intercettare l’opposizione. Così Zaev ha acquisito le copie delle intercettazioni per attaccare il governo. Sebbene 20000 individui sembrino una quantità eccessiva di intercettazioni, lontana dalla portata dell’intelligence macedone, tale compito è certamente alla portata della National Security Agency (NSA) e della sua alleanza dei Cinque Occhi. Secondo un rapporto ben pubblicizzato in Germania, il “Bundesnachrictendienst” (servizi segreti federali tedeschi) ha accettato di intercettare 800000 cittadini europei per conto dell’US National Security Agency (NSA), indicando che 20000 macedoni sono stati presi di mira da NSA e BND con la registrazione delle comunicazioni vocali che potrebbero essere oggetto dei comunicati di Zaev e dei suoi soci a Skopje, ciò ben alla portata delle intercettazioni statunitense e tedesca. La NSA ha inviato al BND numerosi “selettori”, e-mail, indirizzi di protocollo Internet (IPO), numeri di cellulare e vari altri dati identificativi di centinaia di migliaia di politici, imprenditori, ingegneri ed altri europei. Sistemi di NSA, inclusi PRISM, PRINTAURA e UPSTREAM vengono utilizzati per “selezionare” le comunicazioni di particolare interesse per gli analisti di NSA e delle intelligence dei segnali alleati. La raccolta di telefonate ed e-mail dei macedoni, basata sui “selettori” della NSA, avrebbe facilmente accumulato 20000 intercettazioni dal BND a Pullach, Germania e dalla NSA a Fort Meade, nel Maryland. Se le intercettazioni della NSA sono state fornite in formato igienizzato a Zaev e fedelissimi, sarebbe una nuova tattica della Comunità dell’Intelligence degli Stati Uniti: la trasmissione di metadati per ricattare governi eletti vigenti.
ap00012054cxw200h208c00 La strategia della destabilizzazione di Stati Uniti e Soros nei Balcani, vede anche la nascita dell’irredentismo albanese sul fragile confine Kosovo-Albania, con l’ultimo attacco contro un posto di polizia alla frontiera macedone, a Goshince, da parte di 40 uomini armati indossanti le insegne dell’illegale esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Tale ricorso avviene mentre il ministro degli Esteri del Kosovo, Hashim Thaci, ex-capo dell’UCK, ha sfidato le minacce delle autorità serbe di arrestarlo per una condanna per terrorismo del 1997, se visitava Belgrado partecipando a una conferenza delle ONG di George Soros, la “NGO Youth Education Committee”. La conferenza del 24 aprile volta a contrastare la crescente cooperazione serbo-macedone di fronte alle pressioni occidentali, aveva ovviamente per titolo “L’integrazione europea dei Balcani occidentali, insieme possiamo fare meglio”. I ministri degli Esteri di Serbia, Macedonia e Bosnia-Erzegovina, oltre a Thaci, erano stati invitati alla conferenza. L’arresto del ministro degli Esteri del Kosovo, invitato a Belgrado che avrebbe innescato, poteva gettare le basi per un altro scontro NATO/UE con la Serbia, partner fondamentale non solo del gasdotto Turkish Stream, ma della ferroviaria balcanica finanziata dai cinesi nel progetto per la Via della Seta, collegando il porto greco del Pireo a Budapest attraverso Macedonia e Serbia. La “NGO Youth Education Committee”, nel ritirare l’invito a Thaci ha citato “pressioni e minacce” da parte del governo serbo. Il gruppo non ha per nulla menzionato la condanna per terrorismo di Thaci. L’attacco dell’UCK ricostituito al posto di frontiera macedone, dove poliziotti macedoni sono stati presi brevemente in ostaggio prima che i predoni albanesi tornassero in Kosovo, non sarebbe stato possibile senza la consapevolezza del protettore militare del Kosovo, la NATO, che gestisce la grande base militare di Camp Bondsteel, in Kosovo. Nel 2001, quando le forze dell’UCK, alleato dei nazionalisti albanesi macedoni, combatterono le forze macedoni nella città di Arachinovo, in Macedonia, le forze della compagnia militare privata statunitense, Military Professional Resources Inc. (MPRI) furono coinvolte in entrambe le parti. Gli accordi di Ocrida videro la Macedonia concedere generosi diritti di autonomia alla popolazione albanese, nel tentativo di evitare che la violenza che devastava Kosovo e Bosnia si riversasse nella pacifica Macedonia. Il tentativo della rete di Soros di fomentare violenze nella comunità albanese è un chiaro tentativo di fare leva sul partito albanese, l’Unione democratica (DUI) guidata da Ali Ahmeti, da sei anni nel governo di coalizione VMRO-DPMNE guidato da Gruevski.
L’ambasciatore statunitense in Macedonia, Jess Baily, ha irritato Skopje sostenendo pubblicamente il putsch istigato dall’ex-primo ministro socialdemocratico e presidente Branko Crvenkovski, originario di Sarajevo, Bosnia, che invitava giovani e studenti macedoni a scendere in piazza a Skopje, inscenando la rivoluzione colorata contro il governo democratico di Gruevski. Tutto ciò dovrebbe essere familiare. Fu l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev Geoffrey Pyatt che, lavorando con il suo capo, la segretaria agli affari europei del dipartimento di Stato Victoria Nuland, che cospirò con i capi dell’opposizione ucraina tra fine 2013 e inizio 2014 per organizzare la protesta Euromaidan che alla fine vide il presidente ucraino democraticamente eletto, Viktor Janukovich, rovesciato e il conseguente scoppio della guerra civile ucraina. Alimentando l’opposizione per cercare una rivoluzione colorata simile in Macedonia, Baily gioca con il fuoco fomentando tensioni e utilizzando i nazionalisti albanesi. Tale combinazione potrebbe scatenare una violenta guerra civile che potrebbe rivaleggiare con quella tra Kiev e la popolazione russa dell’Ucraina orientale. Gli slavi macedoni e i serbi contrapposti agli albanesi in Macedonia, Kosovo e regione del Sangiaccato e Presovo in Serbia, non solo creerebbero un’altra violenta guerra sulla penisola balcanica, ma significherebbe anche la fine della pipeline Turkish Stream attraverso i Balcani e i collegamenti finanziati dai cinesi tra Grecia e Budapest. I Balcani rimarrebbero zona di guerra della NATO sotto il dominio totale di Stati Uniti e Unione europea. Due capi politici albanesi, il primo ministro Edi Rama e l’ex-primo ministro Sali Berisha si espressero a favore di una “Grande Albania” composta da Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia e parti della Grecia. Il messaggio per i Balcani è chiaro: se continuate i piani del Turkish Stream e il progetto ferroviario cinese, gli albanesi si solleveranno ricorrendo alla guerra civile per proteggere il dominio dell’Unione europea e della NATO sulla penisola. Gli albanesi, va notato, erano i più fedeli nei Balcani nel sostenere il Terzo Reich di Adolf Hitler. Dopo che Verushevksy è stato arrestato in quanto fonte delle intercettazioni e Zaev è stato preso con il passaporto in mano mentre cercava di fuggire dalla Macedonia, le squadre della rivoluzione colorata finanziate da Soros hanno avviato la strategia per fomentare i problemi con la minoranza albanese del Paese, un terzo della popolazione. Oggi, la Macedonia vacilla sull’orlo di una rinnovata violenza etnica, con Nuland e la sua banda di guerrafondai neoconservatori che attendono con ansia l’inizio di una nuova conta dei morti nei Balcani.25sskqwLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA addestrano la guardia ucraina

Dean Henderson 24/04/2015

Sergej Shkil e Julija Timoshenko

Andrej Shkil e Julija Timoshenko

In chiara violazione dell’accordo di Minsk, le truppe statunitensi hanno iniziato l’addestramento della Guardia Nazionale ucraina nella nazione in guerra. Interfax cita il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggiore-Generale Igor Konashenkov dire che le truppe statunitensi addestrano le forze ucraine non solo in Ucraina occidentale, “ma direttamente nella zona dei combattimenti di Marjupol, Severodonetsk, Artjomovsk e Volnovakha“. Il Pentagono ha negato qualsiasi attività ad est, ma ha riconosciuto che circa 300 membri della 173.rd Airborne Brigade degli Stati Uniti di Vicenza, Italia, sono stati inviati presso il Peacekeeping International & Security Center di Javorov, vicino il confine polacco, per addestrare le forze della Guardia nazionale di Kiev. I combattimenti sono aumentati nelle ultime settimane in Ucraina orientale, nonostante l’accordo di pace firmato a febbraio a Minsk. La portavoce del dipartimento di Stato Marie Harf accusava la Russia di disporre difese aeree e truppe vicino alla linea del cessate il fuoco. Più di 6000 persone sono morte in Ucraina orientale dall’avvio dei combattimenti dopo il colpo di Stato filo-occidentale contro il presidente democraticamente eletto Victor Janukovich. L’Ucraina ha dichiarato l’indipendenza dall’ex-Unione Sovietica nel 1991. Nel 2004-2005 le ONG occidentali operarono con finanziamenti di CIA/Mossad/MI6 inscenando la falsa rivoluzione arancione. Victor Jushenko divenne primo ministro, ma fu avvelenato durante la campagna. I media occidentali incolparono i russi, ma probabilmente era un operazione del Mossad per sostituirlo con la più banksterofila miliardaria di destra Julija Timoshenko. Timoshenko co-condusse la rivoluzione arancione ed è una delle persone più ricche dell’Ucraina. Nel 2005 Forbes la nominò terza donna più potente del mondo. Nel 2007 si recò negli Stati Uniti per incontrare il vicepresidente Dick Cheney e la consigliera della sicurezza nazionale Condaleeza Rice per parlare di energia. Timoshenko divenne ricca essendo dirigente di una società gasifera. L’Ucraina fu inserita nella distorta Policy Task Force Energy di Cheney, che aprì il pianeta alla selvaggia esplorazione di petrolio e gas, tra cui il fracking. Timoshenko privatizzò oltre 300 industrie di Stato durante il suo dominio, ma il popolo ucraino sentì puzza di ratto. Nel 2010 votò Primo Ministro Viktor Janukovich con il 48% dei voti. Il suo Partito delle Regioni sconfisse ancora il partito Patria di Timoshenko nelle elezioni parlamentari del 2012. Timoshenko fu condannata per appropriazione indebita di fondi statali e abuso di potere, a sette anni e a una multa di 188 milioni di dollari. I reati avvennero nel settore del gas. Timoshenko fu rilasciata dal carcere nell’ambito di un accordo ordito durante un incontro segreto tra Janukovich, e funzionari UE, NATO e russi svelato da William Engdahl in un articolo per Veterans Today. Subito dopo il rilascio si scatenò l’inferno.

Gli amici fascisti del Mossad
shkil_una_unso_shrine Il 22 febbraio cecchini spararono dai tetti sulla piazza di Kiev. Engdahl spiega che tali cecchini erano membri di una cellula terroristica fascista chiamata Assemblea Nazionale ucraina – Autodifesa popolare ucraina (UNA-UNSO) guidato da Andrej Shkil: il gruppo ha legami con il neo-nazista Partito Nazionaldemocratico tedesco. Secondo fonti d’intelligence di Engdahl, UNA-UNSO è parte di una cellula segreta della NATO, Gladio, ed è coinvolta nei conflitti che vanno dalla Georgia al Kosovo e alla Cecenia, nell’ambito della strategia della tensione contro la Russia. Shkil aveva anche legami diretti con Timoshenko, con il neopremier Aleksandr Turchnov, predicatore battista ed ex-consigliere di Timoshenko, che andò al potere dopo che Janukovich era fuggito in Russia per le minacce alla vita. Nel 2006 i pubblici ministeri aprirono un procedimento contro Turchinov, accusato di distruggere i documenti che mostravano i legami di Timoshenko con il capo della criminalità organizzata Semjon Mogiljovich. Con Turchinov primo ministro, l’Ucraina è dominata dai mafiosi fascisti noti collettivamente come settore destro. Non sorprende quindi, quanto Press TV riferì su Haaretz e Times of Israel vantarsi apertamente di come un gruppo di “ex” soldati israeliani, conosciuti come caschi blu di Majdan, avessero posto i “manifestanti” di Kiev sotto la guida di un uomo dal nome in codice Delta. Secondo Paul Craig Roberts, tali “manifestanti” erano pagati dall’UE e dagli Stati Uniti. Il colpo di Stato del Mossad portò al potere Settore Destro, emarginando le voci più moderate finanziate e sostenute dagli Stati Uniti, come rivelato sul video di YouTube dall’ormai famigerata assistente del segretario di Stato Victoria Nuland, mentre discute con l’ambasciatore statunitense in Ucraina Geoffrey Pyatt (entrambe agenti israeliani nel dipartimento di Stato), su chi insediare come primo ministro ucraino, una volta sbarazzato Janukovich.

Rubare risorse
Come al solito questo putsch dei bankster di Rothschild rigaurda le risorse. L’Ucraina si trova in una posizione geografica altamente strategica, costeggiando Mar Nero e Mare d’Azov. L’Ucraina è il granaio dell’emisfero orientale. Nel 2011 fu il 3.zo maggiore esportatore mondiale di grano. È tra i primi 10 Paesi al mondo per terreni agricoli. L’Ucraina aveva il 2.ndo maggiore l’esercito dell’Europa dopo la Russia e, la NATO, strumento dei Rothschild, non vorrebbe altro che cacciare la Flotta del Mar Nero russa da Sebastopoli, simbolo della potenza navale russa dal 18.mo secolo. L’Ucraina ha vasti giacimenti di gas naturale, una base industriale avanzata ed è crocevia altamente strategico degli oleogasdotti che collegano i giacimenti dei Quattro Cavalieri del Mar Caspio ai consumatori europei. Nel 2009 una disputa tra Putin e Timoshenko sulle forniture di gas trans-ucraine della Russia causò un enorme aumento dei prezzi del gas in Europa. Nell’ottobre 2013, il Fondo monetario internazionale incontrò funzionari ucraini per discutere della presunta “crisi del bilancio” del Paese. Il braccio armato dei bankster chiese che l’Ucraina raddoppiasse i prezzi al consumo di gas naturale ed energia elettrica, svalutasse la moneta, tagliasse i finanziamenti statali a scuole e anziani, e togliesse il divieto di vendita dei suoi ricchi terreni agricoli agli stranieri. In cambio all’Ucraina fu promessa la miseria di 4 miliardi di dollari. Janukovich disse al Fondo monetario internazionale di sparire e la Russia si presentò subito promettendo energia più economica e dichiarando che avrebbe acquistato 15 miliardi di obbligazioni ucraine. Janukovich era ormai sulla lista dei nemici dei bankster, e il resto è storia.

00-ukraine-map-04-11-06-141Dean Henderson è autore di cinque libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete iscrivervi gratis al settimanale Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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