Stato profondo contro Donald Trump, la traccia ucraina

 Moon of Alabama – 11 gennaio 2017 15578774Come osservato il 6 gennaio: Quando Hillary Clinton fu sconfitta nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti i relativi poteri lanciarono la campagna per delegittimare il Presidente eletto Donald Trump. L’obiettivo finale della cabala è scacciarlo dalla carica e assegnarla a un sostituto affidabile, come il vicepresidente eletto Pence. Se non fosse possibile, si sperava che la delegittimazione rendesse impossibile a Trump cambiare i principali indirizzi politici, soprattutto in politica estera. Un grosso problema è il nuovo orientamento del complesso militare degli Stati Uniti e dei suoi agenti della NATO dalla guerra al terrore al confronto diretto con le grandi potenzi, come Russia e Cina. La campagna dello Stato profondo contro Trump ha aperto nuovi fronti oggi, con la pubblicazione di affermazioni anonime completamente false e quindi non verificabili, come la faccenda di Trump che faceva baldoria in un albergo di Mosca, che i servizi segreti russi usano per manipolarlo. Come molte storie contro Trump diffuse dagli agenti della campagna presidenziale di Clinton, queste ultime sembrano originare da fonti correlate ai putschisti “nazionalisti” ucraini (fascisti). Le nuove affermazioni su Trump sono disponibili in 35 pagine di “relazioni” di un anonimo ex-agente dei servizi segreti inglesi che lavorava per una società privata statunitense dal 20 giugno al 13 dicembre 2016, affermando che la Russia ha alcuni video di Trump che guardava giochi sessuali nel 2013, sostenendo che funzionari della campagna di Trump coordinarono le fughe su Clinton con la Russia e che il Presidente Putin era coinvolto in tutto questo. Ecco come il presunto ex-agente dell’intelligence descrive le sue fonti in questi “rapporti”: “Parlando ad un connazionale fidato nel giugno 2016, secondo le fonti A e B, un ex-funzionario del Ministero degli Esteri russo ed un ex-ufficiale dei servizi segreti russi ancora attivo al Cremlino, le autorità russe coltivavano e sostenevano il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump da almeno cinque anni. La fonte B affermava che l’operazione su Trump era sostenuta e diretta dal Presidente Vladimir Putin”. L’ex-agente inglese sentì da un anonimo presunto compatriota che due fonti anonime affermarono di avere accesso ai circoli russi affermando di aver sentito da qualche parte che era successo qualcosa al Cremlino. Affermavano che Trump era sostenuto e diretto da Putin da cinque anni, mentre un anno prima nessuno avrebbe scommesso un centesimo su Trump che otteneva una qualche posizione di rilievo politico e addirittura la presidenza. C’è molta più insulsaggine in questi nuovi diari di Hitler, fasulli dalla A alla Z.
Il senatore neocon John McCain, amico dei fascisti ucraini e nemico di Trump, passò il “rapporto” all’FBI e, quindi, divenne un documento ufficiale. Anche se sono evidenti falsi, l’FBI cercò di utilizzare tali “rapporti” per avere il mandato dal Foreign Intelligence Surveillance Court (FISA) per spiare i funzionari della campagna di Trump. La corte lo negò, per fortuna o per lo meno respinse la richiesta. I primi “rapporti” furono creati nell’ambito della ricerca dell’opposizione pagata da un candidato repubblicano alle primarie contro Trump. In seguito furono prodotti e pagati dalla campagna democratica. Vennero comprati a Washington per diversi mesi. NYT, WSJ, CNN e FBI ne studiarono le affermazioni. Nonostante le loro notevoli risorse non ne verificarono neanche una. Tutti si astennero dal pubblicarli durante la campagna, perché non vi era alcuna prova a sostegno. Buzzfeed ora l’avanza nonostante dica che non vi abbia trovato nulla di verificabile. Ancora peggio il direttore della National Intelligence Clapper (che un tempo sostenne che le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam furono spedite in Siria), li presentò al Congresso e al presidente eletto Trump come “allegato” al rapporto infondato dell’intelligence degli USA sulla “pirateria russa”. Un’anteprima torbida delle affermazioni fu data da David Corn su Mother Jones, ad ottobre. Parlò con il cosiddetto autore dei “rapporti”: “Iniziò come richiesta abbastanza generale”, dice l’ex-spia che chiese di non essere identificato. Ma quando cercò su Trump, osservò, trovò informazioni preoccupanti che indicavano connessioni tra Trump e il governo russo. Secondo le sue fonti, “ci fu uno scambio di informazioni tra la campagna di Trump e il Cremlino, con reciproco vantaggio“.
a9e2df30-9950-11e6-9184-5331be1440bf_ximage1 La pubblicazione di tal cumulo di stronzate si ha il giorno dopo che i membri del gabinetto Trump furono confermati dal Congresso ed ore prima della prevista conferenza stampa. Era quindi destinata a far passare in secondo piano il buon inizio della presidenza Trump. Vi sono segnali che i “rapporti” furono scritti da qualche nazionalista ucraino antisemita. Basta considerare questo passaggio del “rapporto” del 26 luglio: “Nell’assunzione dell’FSB di operatori informatici capaci, idealmente, di svolgere in segreto operazioni cibernetiche offensive, uno specialista russo con diretta conoscenza riportò, nel giugno 2016, che ciò fu fatto spesso usando coercizione e ricatto. Per gli agenti stranieri, l’FSB avvicinava cittadini statunitensi di origine russa (ebraica) in viaggio d’affari in Russia”. Tali tropi sono tipici della narrazione antisemita “nazionalista” (nazista) ucraina. (“Tutti gli ideologi comunisti/funzionari sovietici sono ebrei“). I servizi russi, a differenza del Mossad, non recluterebbero hacker secondo relazioni etniche o credenze “ebraiche”. Assumerebbero qualcuno competente di cui pensano di potersi fidare. Abbiamo visto vari “nazionalisti” ucraini coinvolti nelle affermazioni propagandistiche sugli “hacker russi”. Nel luglio 2016 Michael Isikoff scrisse per Yahoo (megafono della campagna di Clinton): “Poche settimane dopo aver iniziato la preparazione dei dossier di ricerca dell’opposizione sul presidente della campagna presidenziale di Donald Trump, Paul Manafort, la scorsa primavera, la consulente Alexandra Chalupa del Democratic National Committee ricevette un’allerta quando entrò sul suo account di posta elettronica personale su Yahoo. …Chalupa, redasse appunti e scrisse e-mail sul collegamento di Manafort coi leader politici filo-russi in Ucraina, allertò rapidamente gli alti funzionari della DNC… “Ero fuori di me”, Chalupa, direttrice dell'”impegno etnico” della DNC, dice a Yahoo News in un’intervista, notando che era in stretto contatto con le fonti a Kiev, in Ucraina, tra cui numerosi giornalisti investigativi, che l’informavano sui rapporti politici e affaristici di Manafort in quel Paese e in Russia”. Chalupa è anche presente nella lista ProPornOT promossa dal Washington Post, dei presunti siti di propaganda filo-russi. Questo sito, MoonofAlabama, è presente su tale lista 🙂. (Purtroppo però non ho mai ricevuto un centesimo, o qualsiasi altra cosa, da fonti russe, critico le politiche economiche neoliberiste di Putin e fui plagiato da Russia Today finanziato dal governo russo, senza alcun compenso.) L’account Twitter di ProPornOT dice che è “ucraino-statunitense” e fa il saluto fascista ucraino delle bande assassine dell’OUN-Bandera, “Slava Heroiam!” quando gli hacker ucraini attaccano la Russia. L’elenco ProPornOT si basa sul modello ucraino usato per aggredire media e giornalisti ucraini antifascisti. Chalupa è una grossa promotrice dell’accusa “la Russia ha hackerato i democratici” senza alcuna prova. Fu definita dallo stesso Isikoff di Yahoo una delle 16 persone che modellarono le elezioni del 2016. Chalupa è anche: “fondatrice e presidente del gruppo lobbistico ucraino “coalizione USA con l’Ucraina”, che fece pressioni dure per far passare un disegno di legge nel 2014 per aumentare prestiti e aiuti militari all’Ucraina, imporre sanzioni alla Russia e allineare gli interessi geostrategici di Stati Uniti e Ucraina”. Inoltre Chalupa coordinò la sua campagna anti-Trump/anti-russa con l’ambasciata ucraina a Washington DC: “Funzionari del governo ucraino hanno cercato di aiutare Hillary Clinton e di minare Trump mettendo in discussione pubblicamente la sua idoneità alla carica. Inoltre diffusero documenti che accusavano un aiutante di Trump di corruzione, suggerendo che stavano indagando, solo per far marcia indietro dopo le elezioni. Aiutarono gli alleati di Clinton nel cercare informazioni dannose su Trump e i suoi consiglieri, un’indagine che Politico scovò. Un’agente ucraino-statunitense (Alexandra Chalupa), consulente del Comitato Nazionale Democratico, incontrò alti funzionari dell’ambasciata ucraina a Washington nel tentativo di svelare i legami tra Trump, il suo assistente Paul Manafort e la Russia, secondo le persone con conoscenza diretta della situazione”. Chalupa va classificata agente ucraina o almeno fantoccio manipolato dal governo ucraino e vederla così di conseguenza. L’influenza straniera sulla corsa presidenziale attraverso la connessione ucraina (fascista) alla campagna di Clinton è quindi molto più ancorata alla realtà dei presunti, ma completamente non provati collegamenti russi alla campagna di Trump. C’è un’operatrice nazionalista ucraino-statunitense della campagna democratica che promuove pretese anti-russe e anti-Trump in collaborazione con il governo ucraino, la lista nera ucraino-statunitense di ProPornOT per infangare i siti accusati “di propaganda russa” e i tropi fascio-ucraini utilizzati nei “rapporti” vacui volti a denigrare Trump come burattino dei russi. Soprattutto c’è la comunità d’intelligence degli Stati Uniti che combatte la presidenza Trump che rischia di tagliarne varie escrescenze ed eccessi.
51oa5iwh02l-_sy344_bo1204203200_ CIA, MI-6 e BND tedesco (controllato dalla CIA) hanno coccolato e promosso gli ancora molto attivi circoli fascisti ucraini anti-russi (almeno) dalla fine degli anni ’40. Un libro dell’US National Archive, Le ombre di Hitler, criminali di guerra nazisti, US Intelligence e guerra fredda (PDF) nota: “Le operazioni inglesi con i banderisti si ampliarono. Ai primi del 1954 la sintesi dell’MI6 osservò che, “l’aspetto operativo di tale collaborazione (inglese coi banderisti) si sviluppa in modo soddisfacente. A poco a poco il controllo completo fu ottenuto sulle operazioni d’infiltrazione e anche se il dividendo dell’intelligence è basso si è ritenuto opportuno procedere…. Nel giugno 1985 il General Accounting Office menzionò Lebed in un rapporto pubblico sui nazisti e collaborazionisti stabilitisi negli Stati Uniti con l’aiuto delle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti. L’Ufficio delle indagini speciali (OSI) e il dipartimento della Giustizia iniziarono a studiare Lebed lo stesso anno. La CIA preoccupata che il controllo pubblico su Lebed compromettesse QRPLUMB e che la sua mancata protezione innescasse l’indignazione nella comunità degli immigrati ucraini. Quindi Lebed fu protetto negando qualsiasi collegamento con i nazisti e sostenendo che fosse un combattente per la libertà ucraino. La verità, naturalmente, era più complicata. Ancora nel 1991 la CIA cercò di dissuadere l’OSI dall’avvicinare i governi tedesco, polacco e sovietico per avere i registri di guerra dell’OUN. L’OSI infine abbandonò il caso, non potendo avere documenti definitivi su Lebed. Mykola Lebed, capo dei banderisti in Ucraina durante la guerra, morì nel 1998. È sepolto nel New Jersey, e le sue carte si trovano presso l’Istituto di Ricerca ucraino dell’Harvard University”. C’è ancora un collegamento diretto tra i tre elementi anti-russi/anti-Trump, il movimento ucro-fascista e lo Stato profondo della CIA di John Brennan. Consiste nei toni e nel messaggio comune di certe storie tra il putsch in Ucraina del 2014 e il collegamento con personale ucraino-statunitense della campagna di Clinton. Ma anche questo va oltre le asserzioni infondate della “pirateria russa” nei rapporti d’intelligence del DNI e le ormai note denigrazioni dell’MI-6. Vista da lontano, la “Comunità d’Intelligence” è più compromessa da tali “fughe di notizie” che non il Presidente eletto Trump. Non è prevedibile chi vinca questa battaglia, la cabala dello “Stato profondo”, che vuole mantenere gli Stati Uniti su una rotta anti-russa, o il tendenzialmente isolazionista Trump. La mia scommessa è sull’artista delle stronzate Trump. Nel quadro internazionale c’è la stessa lotta, e per come appare, sembrano che gli Stati Uniti siano destinati a diventare una repubblica delle banane.mccain_tyahnybok_public_app_kiev_ap91999496228Aggiornamenti:
Il reporter della BBC da Washington Paul Wood, su BBC Radio oggi:
– vide il “rapporto” ad ottobre
– gli fu detto ad agosto che servizi segreti di Stati Uniti e capi dell’intelligence dell’Europa dell’Est (!) affermavano che la Russia avesse un kompromat su Trump
– Vi sarebbero audio e video a Mosca e San Pietroburgo che nessuno ha visto.
S’indovini di quale servizio d'”intelligence est-europeo” parlava…
C’è chi sostiene che la storia di sesso su Trump nelle 35 pagine proviene dai circoli 4chan dell’alt-destra. Ma non si adatta alla tempistica. I “rapporti” circolarono da agosto. L’affermazione sul sesso fa parte del rapporto di luglio. La storia di 4chan è apparsa a novembre (per quanto possa dire) e fu avanzata su 4chan da un politico vicino al partito democratico. Ma erano vecchie notizie e ciò di rilevante era già noto. E’ molto probabile che la storia di 4chan sia solo un rimaneggiamento della già nota storia del “rapporto” e non abbia alcuna validità.
Paul Wood della BBC ne ha ancora: Le ‘compromettenti’ affermazioni di Trump: Come e perché siamo arrivati qui?
– Nulla delle pagine 35 s’è dimostrato vero
– Vi sono indicazioni su pagamenti di (una banca) russa a qualcuno (non Trump direttamente, ma probabilmente correlato) negli Stati Uniti
– Le domande di pagamento furono usate per delle domande di mandato dal FISA, respinte per due volte(!), ma ad ottobre furono firmate da un nuovo giudice.
– Le domande di pagamento provengono dal servizio segreto di “uno Stato Baltico”.
Altri media mescolano tali domande di pagamento alle 35 pagine. Ma sono questioni diverse. Ieri sera Clapper del DNI aveva un colloquio con Trump, non è chiaro dalla dichiarazione di Clapper di quali problemi abbiano esattamente parlato. Sembrava alludere alle richieste di pagamento, non alle 35 pagine.

Il direttore della National Intelligence James Clapper

Il direttore della National Intelligence James Clapper

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Guy Verhofstadt ammette che l’Europa è in crisi, tra terrorismo e rivolte di migranti

Teheran (FNA), 9 gennaio 2017Verhofstadt, President of the Group of the Alliance of Liberals and Democrats for Europe, addresses the European Parliament during a debate on the situation in Ukraine in StrasbourgL’ex-primo ministro del Belgio e leader del gruppo Liberali e Democratici al Parlamento europeo ha ammesso che “l’Europa è in crisi”. Guy Verhofstadt ha fatto tali osservazioni alcuni giorni dopo aver annunciato la candidatura alla presidenza del parlamento dell’UE, promettendo che non ci sarà un “superstato europeo”, informa RIA Novosti. Guy Verhofstadt ha da tempo l’ambizione di assumere uno dei ruoli principali dell’Unione Europea, la Presidenza del Parlamento europeo. La sua candidatura è significativa in quanto arriva in un momento di grave crisi nell’Unione europea, con immigrazione e terrorismo che dominano l’agenda. “L’Europa è in crisi. Dalle nostre difficoltà economiche persistenti e dalla crisi dei rifugiati ai molteplici attentati terroristici sul suolo europeo. L’Europa reagisce sempre troppo poco e troppo tardi“, dice Verhofstadt nel suo programma. “Niente equivoci, l’Unione del futuro non sarà un superstato europeo, difatti l’opposto di un’unione più efficace e integrata, che saprà meglio proteggere la nostra cara diversità europea in lingue, culture, tradizioni, stili di vita“.
Verhofstadt concorre alla presidenza nel tentativo di rompere la lunga intesa tra i due maggiori gruppi politici, il partito popolare europeo (PPE) e i Socialisti e Democratici (S&D) che formano la “grande coalizione” dal 2004, quando decisero di collaborare al Parlamento in cambio della condivisione della presidenza. Il presidente iniziale del parlamento attuale, avviatosi nel 2014, fu il membro degli S&D Martin Schulz, il cui ruolo passerebbe al PPE. Tuttavia, il presidente del gruppo S&D, Gianni Pittella, si è proposto alla presidenza, minacciando il collasso della “grande coalizione”. Il PPE, il 13 dicembre, votava un altro italiano, l’ex-commissario europeo e uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento Antonio Tajani, alla presidenza, che sarà votata il 17 gennaio. “Sono convinto che il continuo gioco tra i due grandi gruppi non sia nell’interesse del Parlamento né dell’Unione. Questo è il momento per un candidato dalla comprovata capacità di condurre una vasta coalizione e che possa unire le forze europeiste in questa casa, mettendo prima l’interesse dei cittadini europei“, ha detto Verhofstadt. “Dobbiamo rompere con la solita ‘grande coalizione’ che ha governato il Parlamento per troppo tempo e invece diventare i principali decisori politici europei. I cittadini si aspettano soluzioni reali da noi. Ciò significa, tra le altre cose, considerevoli polizia di frontiera e guardia costiera, antiterrorismo europeo e rinnovati investimenti nella nostra economia“, ha detto.
Verhofstadt è il negoziatore del Parlamento europeo sul Brexit e per molti commentatori dovrà farsi da parte in caso diventi presidente del Parlamento.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sei licenziato! Donald Trump dimette i diplomatici di Obama

Adam Garrie, The Duran 7/1/2017trumpDonald Trump licenzia unilateralmente tutti gli ambasciatori di Obama. Questo gli permetterà di creare un nuovo gruppo di diplomatici nominato per il loro talento e per quanto hanno donato ai democratici.
L”operazione di sabotaggio’ di Obama è appena fallita. I rapporti provenienti da Washington dicono che Donald Trump ha detto unilateralmente a tutti gli ambasciatori di Obama ‘sei licenziato’. Ciò avviene dopo l’espulsione di Obama dei diplomatici russi con le famiglie appena prima di Natale. Il New York Times aveva riferito di un cablo del dipartimento di Stato inviato a tutti gli ambasciatori del 23 dicembre, per informarli di lasciare i loro incarichi entro il 20 gennaio “senza eccezioni”. Trump usò twitter per esprimere costernazione sulla campagna d’odio di Obama contro la Russia nelle sue ultime settimane al potere. Licenziando i diplomatici nominati da Obama, Trump simbolicamente e materialmente prende il sopravvento sulla politica estera dei democratici. La mossa ha però implicazioni che vanno oltre la guerra psicologica tra l’anatra zoppa Obama e il neopresidente. Trump aveva a lungo deriso Obama per aver premiato con importanti posizioni diplomatiche chi aveva dato contributi finanziari considerevoli alla sua campagna elettorale. Notoriamente, Trump derise Obama per aver nominato Caroline Kennedy ambasciatrice degli Stati Uniti in Giappone, perché ‘si annoiava’. Mentre i media mainstream criticano Donald Trump per essere un padre affettuoso, la realtà è che Obama faceva clientelismo politico, molto più di quanto abbia mai fatto Trump negli affari. L’idea di potersi comprare la carica di ambasciatore nell’epoca di terrorismo, relazioni tese tra superpotenze e incertezza economica, è peggio di un errore, è un crimine.
Sono ottimista sul fatto che, come nella nomina dell’ambasciatore in Cina, Trump continuerà a nominare ambasciatori secondo il talento piuttosto che la noia.05-trump-press-conference-w710-h473-2xIl Presidente Donald Trump cerca un rapporto positivo con la Federazione russa
Chika Mori e Lee Jay Walker, MTT, 7 gennaio 2017

Il neo-presidente degli Stati Uniti Donald Trump ancora una volta ha ribadito la necessità di avere un rapporto positivo con la Federazione russa. Naturalmente, alcuni elementi destabilizzanti sia nel Partito Democratico che Repubblicano cercheranno di ostacolarlo. Tuttavia, si spera che Trump favorisca un rapporto cordiale con il Presidente Vladimir Putin della Federazione Russa. Infatti, se USA e Federazione Russa si riprenderanno dagli scontri geopolitici, allora sicuramente il resto del mondo ne trarrà vantaggio. Dopo tutto, la recente politica destabilizzante di USA e certi alleati in Europa e Golfo ha creato innumerevoli vuoti, vuoti che si ampliano con la morte di Stati-nazione a sua volta permettendo agli islamisti e altre forze negative, come migrazione di massa e sfruttamento delle risorse naturali, di diffondere miseria, povertà, terrorismo, tirannia e altre distruzioni. Trump ha detto, “Avere un buon rapporto con la Russia è un bene, non una cosa negativa. Solo gli “stupidi” e gli sciocchi potrebbero pensare che sia un male!” Inoltre dichiarava che “abbiamo abbastanza problemi nel mondo, senza aggiungerne altri“. Trump continuava, “Entrambi i Paesi dovranno, forse, collaborare per risolvere alcuni dei tanti problemi e problematiche gravi e pressanti del mondo“.
Si spera che USA e Federazione Russa possono concentrarsi sulle numerose preoccupazioni geopolitiche che affrontano. Allo stesso modo, i rispettivi punti di forza possono aumentare le relazioni tra le altre nazioni in cui vi siano tensioni. In altre parole, dimensioni singole, realtà sovrapposte e approcci multi-laterali possono evolvere verso una maggiore stabilità internazionale. In un articolo di Modern Tokyo Times, abbiamo detto: “Speriamo che Trump ripristini le relazioni positive con la Federazione russa, perché è nell’interesse internazionale di entrambe queste nazioni ricostruire un rapporto positivo. In altre parole, che le sinistre osservazioni politiche del presidente Obama, la retorica infinita della NATO sulla Federazione Russa e la paura di ciò che Hillary Clinton avrebbe fatto, si spera, siano cancellate dal disgelo. Se sarà così, le divisioni su Ucraina e Siria e altre aree saranno discusse con una visione più ampia basata sul dialogo autentico“.15875421Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli ufficiali turchi affermano che i TOW statunitensi li decimano

Martin Berger New Eastern Outlook 03/01/2017245È stata una grande sorpresa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan bollare i membri della coalizione degli Stati Uniti come traditori e sostenitori dei terroristi. Secondo il capo turco, la coalizione supporta vari gruppi terroristici, come SIIL, YPG, PYD e Ankara ne ha le prove. Ma cosa ha esattamente colpito Ankara così tanto? Negli ultimi giorni, la Turchia ha sofferto sconfitte estremamente dolorose da parte dello Stato islamico nella città siriana di al-Bab. In precedenza le truppe impiegate nell’operazione Scudo dell’Eufrate occuparono la periferia occidentale di al-Bab e pensavano di occupare le alture che dominano la città. Tuttavia, dieci giorni fa lo “scudo” s’è incrinato, quando le unità dello SIIL attaccarono le truppe turche, infliggendo gravi perdite all’esercito turco. I terroristi riferivano che in un colpo solo la Turchia aveva perso 70 soldati e 3 carri armati moderni. Subito dopo l’annuncio, lo SIIL diffondeva video sui blindati turchi distrutti. Lo Stato Maggiore turco annunciava la perdita di 14 militari, 10 carri armati di fabbricazione tedesca Leopard, 1 carro armato M-60, veicoli da trasporto truppe e 1 blindato Cobra. Le immagini che si trovano su internet mostrano veicoli blindati turchi danneggiati gravemente da missili TOW, che negli ultimi anni sono “improvvisamente” apparsi nelle mani dei terroristi dello SIIL. Nessuno dovrebbe sorprendersene, oggi, mentre i media turchi indicavano a fine dicembre che Washington intensificava i rifornimenti di armi ai terroristi in Siria dal Governatorato di Hasaqah. Si vide l’ambasciatore statunitense ad Ankara, John Bass, cercare di convincere i giornalisti turchi che Washington non sostiene direttamente i terroristi dalla base aerea presso la città siriana di Rumaylan, che ha visto atterrarvi sempre più aerei da trasporto statunitensi. Il carico che trasportavano veniva subito trasportato da elicotteri statunitensi in diverse parti del Paese. Secondo i giornalisti turchi, l’ultimo grande invio di armi avvenne la sera del 27 dicembre. Inoltre fu osservato che le armi furono portate in Siria, con centinaia di autocarri trasportare il carico mortale dalla città irachena di Irbil alle zone controllate dai curdi siriani. Vi furono diversi commentatori notare che, con il pretesto dell’aiuto militare ai peshmerga curdi, l’amministrazione Obama aiuta attivamente i vari gruppi estremisti in Siria rifornendoli segretamente di ogni tipo di arma, insieme ai cosiddetti “consulenti”, per tentare di rovesciare il legittimo governo siriano. Non è un caso che dopo la liberazione di Aleppo, le truppe siriane abbiano trovato scorte di armi ed esplosivi fabbricati negli Stati Uniti, Germania e Bulgaria, tra cui una grande quantità di missili anticarro.
Mentre l’operazione di Aleppo è la svolta nel conflitto in Siria, la Casa Bianca ancora da il massimo supporto alla cosiddetta “opposizione moderata” in Siria; oramai è chiaro a tutti che Washington aiuta lo SIIL. Lo scorso dicembre solo i blogger turchi notarono il passaggio di tre grandi navi da carico sul Bosforo, trasportando presumibilmente armi ai terroristi in Siria. In particolare, a metà dicembre il cargo Karina Danica lasciava la Bulgaria in direzione di Jadah, in Arabia Saudita, con armi a bordo, secondo Bosphorus Observer su Twitter. Questo dato fu confermato dal sito di monitoraggio specializzato MarineTraffic. E’ ben noto che il cargo Karina Danica sia una nave danese noleggiata dalla società statunitense Charming, il fornitore ufficiale di armi non standard della NATO agli “alleati” degli Stati Uniti in Iraq, Siria e Afghanistan. E’ curioso che l’industria metalmeccanica bulgara Vazovski vendesse armi alla Charming, aumentando le vendite di 12 volte nel 2016, con un profitto di 170 milioni di dollari. Ciò che rende tal storia imbarazzante è lo scandalo scoppiato nel 2015, quando il presidente della commissione parlamentare irachena per la difesa e la sicurezza, Haqim Zamili, chiese al premier Haydar al-Abadi d’intervenire immediatamente per fermare l’accordo da 300 milioni di dollari in munizioni e armi rumene da consegnare direttamente allo SIIL, su finanziamento di un Paese confinante. Nel 2016, il direttore di Conflict Armament Research James Bevan dichiarò che le armi provenienti dall’Europa dell’Est, ufficialmente destinate alla cosiddetta “opposizione moderata”, finivano nelle mani degli estremisti. La decisione di fornire alle truppe antigovernative in Siria ogni tipo di arma, tra cui MANPADS, fu presa dal presidente Barack Obama il 23 dicembre, comportando un ulteriore escalation del conflitto siriano e nuove vittime.
Quindi ci sono ragioni più che sufficienti per il risentimento di Ankara verso l’amministrazione Obama, direttamente responsabile di ogni singolo soldato turco ucciso dai terroristi.164-1024x577Martin Berger è giornalista freelance ed analista geopolitico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

False Flag ed Inside Job ad Istanbul

IR-IS

10491728905 gennaio 2017
Aggiornamento 19: Hasan Qashogi, presunto testimone: Nell’intervista ad al-Arabiya, Khashogi rivelava che c’erano tre assalitori, tra cui una donna. Disse di aver sentito una persona urlare: “Perché vuole ucciderci“, affermando che il loro modo di sparare indicava che fossero ben addestrati. “Non hanno sparato a caso, ma piuttosto camminavano tra i tavoli e puntavano ai clienti”, Hasan Qashogi disse che capiva dal loro accento che non erano arabi, ma stranieri…. “La polizia ci fece sedere con altri sopravvissuti nella stazione vicino al ristorante, e poi ci trasferirono in due bar vicino alla stazione, e ci diedero dell’acqua. Un agente venne e ci disse che uno dei sospetti era seduto tra noi, e chiese a ciascuno di sedersi accanto al proprio compagno, per l’identificazione e l’elaborazione“.

4 Gennaio 2017
Aggiornamento 18: si ricordino le prime relazioni di Reuters e CNN: “Un assalitore era ancora nel night club d’Istanbul dopo l’attentato, la mattina di domenica, e le forze speciali della polizia preparavano l’operazione per entrare nell’edificio, secondo l’emittente televisiva CNN Turk”.

Aggiornamento 17: l’affermazione di Christopher Bollyn secondo cui lo SIIL aveva attaccato il Reina, spiega in dettaglio ciò che anche noi (il 2 gennaio) indicammo quale falsa notizia, perché proveniente da fonti vicine all’intelligence.

Aggiornamento 16: affermazione del testimone: “ci sono voluti 90 minuti alla polizia prima di arrivare sulla scena. Sconcertante, la sua presenza si rivelò di scarso aiuto. Il problema è che la polizia era all’esterno. Non poteva controllare la situazione perché aveva paura che i tiratori avessero delle bombe. Il tiratore poi riuscì a fuggire, dopo di che la polizia finalmente entrò nella discoteca portando i sopravvissuti sul tetto. Aggiungeva che anche a quel punto ancora si sentivano spari per altri dieci minuti”.

Aggiornamento 15: falsa bandiera e lavoro interno: “E’ chiaro che i 3 poliziotti che lavoravano all’ingresso quella sera non c’erano casualmente durante l’attentato“. Non è un caso, però. La società di sicurezza assunta 10 giorni prima dell’attacco, sa esattamente perché quei poliziotti non c’erano quella notte. La possibilità che in effetti fosse una ditta israeliana appare sempre più grande di giorno in giorno, mentre indizi e prove continuano ad accumularsi. Inoltre, “Il terrorista, un cittadino dell’Asia centrale, lasciò un capo di vestiario che indossava dopo l’attentato. L’assalitore non prese la borsa che aveva messo nel bagagliaio del taxi quando giunse ad Ortaköy. Si sostenne che un telefono cellulare dal terrorista era comparso nella borsa“. Ciò significa che si tratta al 100% di una false flag, garantito. Questa volta non fu un passaporto o documento per l’immigrazione a ritrovarsi magicamente sulla scena, ma un telefono cellulare che misteriosamente aveva perfino un video “selfie” salvato, per facilitarne l’identificazione da parte della polizia turca. Dopo di che la “pista di Iakhe Mashrapov” venne falsamente piazzata per far apparire il governo turco incompetente. L’attentato praticamente sembra scritto dal governo israeliano, dall’inizio alla fine. Con la caduta del governo turco che avanza, una nuova “guida” viene pubblicata oggi, sostenendo che il nome in codice del presunto combattente dello “SIIL” sia Abu Muslim Hurasani. Probabilmente riferendosi alla storia persiana e alla brigata terroristica “super-segreta” Qurasan che farebbe presumibilmente apparire lo SIIL come dei boy scout. Qurasan segue anche indirizzi che hanno solo a che fare con Israele, che in tale situazione potrebbe vedere l’avanzata del califfato entro i suoi confini. Molto probabilmente una cosa che porterebbe alla fine dello Stato ebraico. “Eserciti sotto bandiere nere verranno da Qurasan (Afghanistan). Nessuno potrà fermarli e finalmente arriveranno a Gerusalemme dove potranno piantare le loro bandiere“. Ci sono alcune altre verità notevoli nei vecchi insegnamenti del Qurasan, mentre le fazioni arabo-musulmane lotterebbero tra esse per dominare la regione, alcune sostenute da potenze straniere.js117018450_istanbul-nightclub-gunman-suspect-large_trans_nvbqzqnjv4bqk0yzontbxczs9bjrrsalblogzf_swcnztnncph2m-xkAggiornamento 14: La Turchia estende lo stato di emergenza di tre mesi

Aggiornamento 13: Iakhe Mashrapov dalla Repubblica del Kirghizistan sarebbe stato scagionato da accuse o qualsiasi coinvolgimento nella sparatoria al Reina. Sembra che la disinformazione sia stata deliberatamente diffusa da chi ha molto da guadagnare dal collasso della Turchia. Chi ha l’influenza per spacciare notizie false presso le agenzie internazionali? Di sicuro non lo SIIL!

Aggiornamento 12: Informammo i nostri utenti e lettori, il 31 dicembre-gennaio 1, che l’attentato era un attacco false flag e un lavoro interno. Hurriyet: “Le autorità valutano come mai l’attentatore conoscesse tutte le uscite del Reina, comprese le tre porte segrete note solo dal personale che vi lavora. Sapeva anche che le guardie della discoteca non avevano armi, che non erano permesse all’interno del club… L’attentatore avrebbe avuto problemi nel fuggire dalla scena e le autorità valutano se ci sia stato aiuto dall’interno”.

3 gennaio 2017
Aggiornamenti: Non confermato, il sospetto avrebbe usato granate assordanti
Rapporti locali affermano che tre involucri sono stati recuperati per granate assordanti di fabbricazione USA, il sospetto (-i) li ha usati mentre caricava l’AK47. Il sospetto nel video si dice sia entrato in Turchia 15 giorni prima della sparatoria al Reina.

Aggiornamento 10: Passaporto, per ora utilizzano questo
Non è confermato se il passaporto appartenga al tiratore e dove la stampa l’ha preso, ma sembra che seguano questa storia ora. Iakhe Mashrapov dalla Repubblica del Kirghizistan è per ora il primo sospettato.reina-passportAggiornamento 9: “Istanbul, la polizia arresta i familiari dell’attentatore del nightclub Reina
“L’autore dell’attentato al Reina è stato identificato. L’APA cita Milliyyet.com.tr secondo cui è stato identificato come uiguro turco giunto a Konya con la famiglia nel novembre scorso. La polizia ha diffuso i video dell’attentatore. Per non attirare l’attenzione, il terrorista ha portato con sé moglie e figli. La polizia li ha arrestati“.

Aggiornamento 8: S’imbattono nei video originali caricati tra il 31 dicembre e l’1 gennaio
Quindi daremo scacco matto nel seguente modo, mentre si sparge tale continua menzogna: “L’assalto di sette minuti ha lasciato 39 morti e decine di feriti“.reina-witnessAggiornamento 7: Irregolarità sul presunto viaggio del “sospetto”
Affermazione: “Prima dell’attentato, l’uomo armato avrebbe preso un taxi nel quartiere popolare di Zeytinburnu, evitando le telecamere a circuito chiuso sui mezzi pubblici. Scese per via dell’ingorgo vicino al club e camminò per quattro minuti per raggiungere il Reina“. Problema: Zeytinburnu è nella direzione opposta a quella da cui proveniva, mentre sparava coll’AK47 all’ingresso del Reina (nota, hanno manipolato il video originale).reina-mapPoi si sarebbe recato verso nord, a Kuruçesme:
reina-map-2Per poi presumibilmente, sempre viaggiando in direzione opposta, prendere il traghetto per il terminal Yalova e scomparire a Bursa.reina-map-3Aggiornamento 6: Foto: La gente è veramente morta nel nightclub Reina, non è una bufala. Ci siamo specificamente astenuti dal pubblicare queste foto esplicite, ma a quanto pare molte persone sarebbero contente solo quando fanno sensazionalismo, cosa che abbiamo cercato di evitare.

2 gennaio 2017
Aggiornamento 5: aggiornamento molto importante perché documenta come hanno distrutto la propria storia, mentre la fabbricavano sul momento. Li abbiamo inchiodati. Non va. Fine della storia “ufficiale”!
Dal quotidiano Sabah: “L’attentatore avrebbe sparato per sette minuti. Poi andò in cucina e vi rimase per circa 13 minuti prima di cambiarsi i vestiti, togliendosi il cappotto e fuggire tra il panico. Inoltre ripulì l’arma prima di lasciare la scena“.
In primo luogo, la tempistica che diamo più avanti chiaramente neutralizza tale menzogna su uno dei tiratori che in 13 minuti si cambia d’abito. La tempistica qui in realtà indica le 01:23 (ora locale), circa 5 minuti dopo che un tiratore sparò entrando nel locale, durante l’attentato. Questo è un dato di fatto, non lo si può rifiutare o negare. Vedasi la tempistica di seguito.
In secondo luogo, se la polizia fu così veloce ad arrivare, come sostiene la stampa, come mai gli sfuggì il tizio in attesa nella cucina della discoteca, per 13 minuti? Non ha proprio senso. Siamo a questo punto a 20 minuti dall’attacco, secondo la storia ufficiale e dei media principali.

Aggiornamento 4: si dimentichi la rivendicazione dello SIIL, è una “scoperta” del sito di Rita Katz, alias governo israeliano.

Aggiornamento 3: Conosci il tuo bugiardo: tra i media mainstream anglosassoni, il Daily Mail è forse il primo a diffondere la falsa storia dello SIIIL. Alcuna fonte ufficiale in Turchia l’ha riferito.

Aggiornamento 2: The Guardian: “I sopravvissuti hanno tutti detto che c’erano più aggressori, anche se le autorità turche hanno detto che era solo, e alcuni dicono che erano in contatto via walkie talkie“.

Aggiornamento 1: Yunis Turk, un presunto testimone intervistato dalla CNN: “Per 10 minuti non ci furono spari e poi per altri cinque minuti lanciarono le bombe, spararono ancora, poi andarono via“.

Batuhan Aytemur su Facebook: “Sì, due terroristi indossavano il costume di babbo natale e usavano kalashnikov e bombe a mano, uccidendo, infine, 40 persone
Testimoni oculari contrastanti e tempistica documentata puntano ancora a un attentato con diversi terroristi nella discoteca Reina. L’attentato non è una bufala, ma la storia del lupo solitario dello SIIL invece sì. A partire da ora tutto fa credere che si trattasse di un attacco false flag della serie pianificata da agenti di USA e Israele e perpetrata da capri espiatori locali e stranieri. Inoltre, ci sono indizi che suggeriscono fortemente un lavoro interno, come spiegato più avanti.
In primo luogo, le discussioni sugli orari tratti dalle presunte telecamere di sicurezza al Reina, dentro e fuori, e la tempistica della sparatoria non devono andare per lunghe. L’evidenza è chiara. Tutto sommato gli spari durarono circa 5 minuti, ad essere generosi con la versione ufficiale (quando si indaga secondo notizie e “fatti” della stampa dominante). Tra le 1:18 e 1:21 (1 gennaio ora locale) uno dei tiratori apparve entrare nella discoteca Reina, secondo le riprese della videocamera. Alle 01:23, massimo 5 minuti dopo che il terrorista era entrato nel locale durante l’attentato, qualcuno appare cambiarsi di vestito, mentre sembra prepararsi ad uscire dal Reina.

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reina-3Qui potete vedere uno dei tiratori togliersi il cappotto, mentre si preparerebbe ad uscire. I video seguono la cronologia.
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reina-8Ma va capito che le sequenze complete delle CCTV sono state degradate, per quello che se ne sa finora. Il materiale buono in cui si vedono i dettagli e i probabili diversi attentatori e un’esplosione è vietato al pubblico, dimostrando di per sé molto. Nascondono deliberatamente le prove dei video migliori. Inoltre, le testimonianze oculari chiaramente contraddicono la tempistica e la premessa ufficiale su “un solo terrorista”. Ciò è importante perché dimostra che il governo turco, intensamente ricattato da governi esteri come Israele e Stati Uniti, è stato costretto a vendere al mondo la falsa storia di un solo tiratore al Reina, altrimenti….
Ieri abbiamo già mostrato come una donna, presente all’interno, affermasse che più tiratori erano attivi nella discoteca d’Istanbul a capodanno. Inoltre, un altro presunto testimone riferiva: “Ci sono stati colpi di arma da fuoco e dopo due minuti il suono di un’esplosione“. Oggi vi riportiamo il rapporto del “testimone oculare”, il belgo-turco Fatih Kir, che sosteneva che fosse al Reina. Intervistato il 1° gennaio 2017 da una delle maggiori reti TV del Belgio, VTM (Fiandre, Belgio).
Romina Van Camp, per VTM: “Incontro Fatih sulla famosa piazza Taksim a Istanbul, lontano dalla discoteca. Dopo la scorsa notte, un luogo in cui non vuole tornare. Fatih ha visto il tiratore, ma poté fuggire”.
Fatih: “Ho visto e pensato che fosse una di quelle solite esplosioni, ma non era così. Delle persone correvano. Ognuno saltava via e correva. Ho pensato… corro anch’io”.
Romina Van Camp: “Era corso al seminterrato per nascondersi, insieme ad altri.”
Fatih: “Chiudemmo la porta e sentimmo ancora sparare per almeno 15 minuti. Dopo di che, solo dopo 40 minuti sentimmo entrare la polizia. Non avemmo alcun collegamento (con i cellulari), non potemmo chiamare e dovemmo aspettare lì”. (Ciò contraddice completamente Reuters e altri che, per esempio, sostengono, citando Sefa Boydas, che “la polizia arrivò subito”).
Romina Van Camp: “Nel caos Fatih perse due amici, ma li trovò in un secondo momento alla stazione di polizia. Il club Reina è ben protetto. Fatih non pensò mai che vi sarebbe successo qualcosa”.
Fatih: “Abbiamo pensato che fosse sicuro, ma a quanto pare non lo è. Il mio cappotto e il mio passaporto turco sono rimasti lì, non li rivoglio più. Non voglio andarci per molto tempo”.
Romina Van Camp: “E’ a malapena sfuggito la morte, è difficile criticarlo”.
Fatih: “Potevo restarci anch’io. Vi sono attentati come questo in tutto il mondo. A Parigi, Bruxelles. Può succedere ovunque. Deve solo smettere. Non so come, ma deve accadere. Deve solo finire“.
Insieme con il video, con la trascrizione, il seguente articolo fu pubblicato sul sito web della VTM: “Ho visto gente morire“, ecco cosa dice Fatih Kir, 19enne belga di origine turca, che ha visto tutto ciò che era accaduto nella discoteca d’Istanbul. Un tiratore ha aperto il fuoco ieri sera, 39 persone sono morte, di cui una belga. Fatih Kir appena arrivato con alcuni amici nella discoteca Reina, era pronto a festeggiare il nuovo anno. Ma poi si scatenò l’inferno: “Ero lì da dieci minuti e poi sentì i colpi di un Kalashnikov. Ci sparò per tutto il tempo. Ho visto gente morire“, dice al telefono a VTM News.

Kalashnikov
Per diversi minuti l’uomo armato si aggirò intorno, alla fine 39 persone morirono. Inizialmente, Kir non sapeva cosa succedesse o quanti tiratori ci fossero: “Ho visto un uomo con un Kalashnikov. Ero proprio all’ingresso quando l’uomo iniziò a sparare. Spararono per 15 minuti“. Kir poté fuggire con il personale della sicurezza. Nel caos i suoi amici ebbero lievi ferite, ma stanno tutti bene. Ma il dramma gli ha lasciato una profonda impressione. “La gente era… fu davvero un disastro di ieri“, conclude. Chiaramente la sparatoria di 15 minuti non è congrua con la tempistica documentata dalle telecamere di sicurezza e dalle notizie della stampa su un presunto attentato di 7 minuti. Evidentemente qualcuno mente e da quello che appare non sono i testimoni oculari. Su pesante pressione degli Stati Uniti, il governo turco ha ordinato il black-out dei media sulla sparatoria. Solo dichiarazioni ufficiali del governo possono essere pubblicate dalla stampa, per paura che notizie false dominino i notiziari. Le notizie false sarebbero i rapporti critici come quello pubblicato qui.european_council_on_foreign_relations_logo-svgSenza sorprendere nessuno, il Consiglio per le Relazioni Estere europeo, istituito con il sostegno dell”Open Society Foundations di George Soros, condanna fermamente il governo turco per l’attentato: “Nulla di ciò che il governo fa aiuta a rendere la Turchia più sicura. Il giro di vite sui dissidenti destabilizza ulteriormente il Paese, e quando non lo fa accresce una polarizzazione pericolosa“. Quando le testimonianze oculari contraddicono la versione ufficiale, quando più di un tiratore è presente assieme al denaro di George Soros, allora bastano poche spiegazioni per vedere che la Turchia è nel pieno di un cambio di regime pianificato ed eseguito da interessi esteri, di Stati Uniti e Israele. Tanto più che la Turchia è in parte responsabile del cessate il fuoco in Siria, che ha davvero fatto arrabbiare i governi israeliano e statunitense, perché tale sviluppo sabota il loro piano del cambio di regime in Siria per rovesciare Assad.

Lavoro interno
All’inizio fu detto da Hurriyet e Jerusalem Post che il proprietario del club, Mehmet Kocarslan, aveva detto ai giornalisti che la sicurezza del club fu passata a un’entità anonima, pochi giorni prima della sparatoria nel suo club ad Istanbul. “Hurriyet cita il proprietario del Reina, Mehmet Kocarslan, dire che erano state prese misure di sicurezza negli ultimi 10 giorni, dopo che notizie dell’intelligence statunitensi avevano suggerito un possibile attentato“. Ciò fu inizialmente segnalato anche dal Jerusalem Post, ma poi l’articolo fu rimosso.reina-israelCiò indica, sempre più probabilmente, che la sicurezza del club Reina fu ultimamente affidata a una società di sicurezza israeliana. Ciò spiegherebbe perché il Jerusalem Post, di tutti i post, eliminasse quello sull’articolo dopo che domande ardue furono poste. La linea di fondo è che una società di sicurezza israeliana ha facilitato l’attacco e si chiede di poter vedere le prove concrete che distruggerebbero completamente la nostra posizione su questo.

Babbo Natale
Le notizie su almeno uno dei tiratori vestito come Babbo Natale hanno un certo senso, di certo. Molti agenti di polizia in servizio a Istanbul e al Reina erano “mimetizzati” da Babbo Natale, mentre altri erano sotto copertura come venditori ambulanti. Ciò spiegherebbe certamente perché almeno un tiratore fu avvistato, presumibilmente, vestito come Babbo Natale e lasciato passare. Sapendo che la sicurezza del Reina fu compromessa, un Babbo Natale uscì lasciando il Reina minuti (o 15 minuti) dopo la sparatoria, senza problemi, ciò ha senso e sarà difficile confutarlo. Eventuali segnalazioni che spacciano le uscite su un solo attentatore dello SIIL sono invenzioni che non reggerebbero ai fatti schiaccianti qui presentati.

1 gennaio 2017
Indipendentemente da ciò che diranno i media, c’erano tre tiratori nella discoteca Reina a Istanbul, in Turchia, alla vigilia del capodanno. I primi rapporti affermavano che: “dal club fu riferito di aver visto tre attentatori con Kalashnikov” e “due persone sparavano“. Una grave affermazione, ancora oggi, continua a sostenere che, Gli aggressori erano vestiti da Babbo Natale: secondo la CNN, gli attentatori aprirono il fuoco nella discoteca Reina intorno alle 01:15 ed erano vestiti da Babbo Natale. Il New York Times riporta che il proprietario del club Mehmet Kocarslan riferì che gli aggressori usavano fucili Kalashnikov. Gli assalitori non furono identificati: in un rapporto di al-Jazeera, uno degli aggressori si ritiene fosse stato ucciso sul posto. L’esperienza c’insegna che i primi rapporti sono sempre molto più vicini alla verità del successivo mulinello narrativo, quando i vari media riducono le notizie.reina-4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora