I Caschi Bianchi sono trafficanti di organi

Afraa Dagher, Syrianews 8 marzo 2017

Dalla liberazione di Aleppo est alla fine del 2016, i residenti locali hanno rivelato che i Caschi Bianchi trafficano organi umani. Tale verità orribile finalmente emerge. Aver vissuto nella “roccaforte ribelle” significa essere stati massacrati nel silenzio mentre i media occidentali e del GCC difendevano i macellai, dandogli altra copertura e potere di uccidere i siriani, mentre le loro famiglie non potevano parlare del proprio dolore durante il dominio brutale di tali “ribelli”. Aleppo fu liberata tra il cordoglio dei media occidentali. Aleppo è stata liberata e l’occidente premia i terroristi Caschi Bianchi, trafficanti di organi.
I terroristi si erano concentrati nei vecchi quartieri di Aleppo est, utilizzando in particolare le scuole, dopo aver chiuso l’istruzione, per lanciare razzi e colpi di mortaio sui civili inermi. Tali siti, nelle periferie, in edifici sfollati dai siriani, erano buona copertura e pretesto per i media occidentali per far sembrare che il governo siriano bombardasse edifici residenziali. Ma tali edifici erano occupati e non erano altro che focolai terroristici. Non appena i “ribelli” terroristi sparavano i loro razzi su Aleppo est, i soccorsi degli stessi terroristi arrivavano immediatamente. Sapevano dove e quando i razzi avrebbero colpito la gente! Abu Muhamad, residente locale, ha detto, “avevamo paura dopo ogni colpo di mortaio, perché i ribelli dai caschi bianchi arrivavano nelle loro ambulanze per prendere i feriti. Fummo gli obiettivi su cui si avventavano immediatamente. Sapevano quando e dove, e le vittime non tornavano con tutti i loro organi. A me rubarono un rene e parte della milza! E non possiamo processarli, eravamo sotto il loro dominio”. Un’altra donna, Alia, racconta la sua sofferenza, “I trafficanti di organi Caschi Bianchi avevano un mercato nero al confine con la Turchia dove vendevano donne, bambini e cadaveri di siriani. Il prezzo per cadavere era di 115 dollari. Il prezzo di una vittima ferita, ma viva, era 700 dollari. Tutte le povere vittime ferite dovevano essere considerate donatori di organi umani! I trafficanti di organi Caschi Bianchi provenivano dalla Turchia e assieme a medici stranieri furono nella nostra città con pretesi scopi umanitari! Tuttavia, la verità è che erano dei macellai ed eravamo un buon affare commerciale in Turchia. La Turchia e tutti i Paesi che sono con questi “ribelli” Caschi Bianchi sono coinvolti nel massacro del nostro popolo”. In precedenza, una residente locale, Hayat, dopo la liberazione da parte del nostro Esercito arabo siriano, disse come il marito fu assassinato dai “ribelli” e come il suo corpo fu portato in Turchia, da cui tornò privo di organi. Furono rubati!
In Siria, il nostro governo vieta il commercio degli organi umani; è vietato! Tuttavia, il mondo aiuta i cannibali fin dall’inizio della guerra internazionale alla Siria. I capi dei terroristi permettono a questi criminali credibilità, voce nei media governativi e nei falsi media indipendenti; anche il mondo delle false ONG li sostiene. Tale orrenda farsa continua; i brutali trafficanti di organi Caschi Bianchi sono stati nominati per il premio Nobel per la pace e poi hanno ricevuto l’Oscar di consolazione. Hollywood è andata in standing ovation per gli squadroni della morte della CIA contro la Siria. L’Oscar, per cosa? Per rimanere nelle zone controllate da al-Nusra, che si trova sulla ‘lista del terrorismo’ degli USA! I caschi bianchi erano i compagni dei terroristi che continuavano i crimini e gli orrori inflitti ai civili, mentre il nostro esercito ci protegge da 350000 invasori stranieri che commettono tali crimini di guerra!
Al-Nusra bombardava e quindi inviava chi si avventava sui feriti per derubarli degli organi con la scusa di aiutarli, trasportandoli in ospedali dove venivano espiantati. Li ricompensano con gli Oscar? Ciò rivela che i media supportano solo l’agenda geopolitica dei capi occidentali che finanziano il terrorismo nel nostro Paese, con denaro, addestramento e armi in massa. Ingannando il popolo per giustificare le loro guerre nei Paesi del terzo mondo o che mantengono la sovranità nazionale. Le loro vittime sono per due volte massacrate, dai terroristi filo-occidentali e da questi lerci media di servizio. Nel frattempo, interi Paesi vengono assassinati, direttamente dagli assassini occidentali della “coalizione” guidata dagli Stati Uniti, o dalle loro bande di ascari terroristici, come l’Arabia Saudita contro il povero Yemen. O la NATO che distrugge la Libia. A chi importa? Gli Stati Uniti, il cui ex-segretario di Stato John Kerry si vantava di aver incontrato il capo dei trafficanti di organi Caschi Bianchi Raed Salah, a cui Hollywood ha dato l’Oscar, dovrebbero preoccuparsi. Tale gruppo ha incontrato il terrorista saudita in Siria Abdallah al-Muhaysini, designato specificamente nella lista del terrorismo degli Stati Uniti. Tra i molti crimini di guerra di Muhaysini vi è addestrare bambini-soldato per farli diventare attentatori suicidi ed altri terroristi, come i due ragazzi tra i sei attentatori suicidi che assassinarono 42 siriani a Homs il mese scorso.
Chi se ne frega di chi i trafficanti di organi Caschi Bianchi uccidono, basta che agli occidentali sia fatto credere che tali squadroni della morte sono umanitari? I medici del gruppo per i diritti umani svedesi se ne fregano. Lo SWEDHR ha pubblicato un documento che denuncia il video dei Caschi Bianchi e la “manipolazione macabra di bambini morti e la messa in scena dell’attacco chimico per permettere una no-fly zone” contro la Siria. Ai media occidentali non interessa. Non parleranno mai di questo documento, mentre piagnucolavano quando Aleppo fu liberata. Non dissero che l’Esercito arabo siriano trovò enormi depositi pieni di munizioni provenienti da Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Israele, come razzi contenenti armi chimiche. I media occidentali non hanno detto che i genieri russi hanno ripulito quasi 1000 ettari di ordigni esplosivi, nella Aleppo liberata.Non ci aspettiamo che i menzogneri media riferiscono su questo nuovo crimine, che si aggiunge alla lunga lista di crimini commessi dai trafficanti di organi Caschi Bianchi; la disinformazione dei media di regime usa le parole come armi di distruzione di massa contro il nostro Paese. Scriviamo per chi è stufo delle menzogne dei media di regime. Ad agosto scrivemmo che la nomination all’Oscar per la pornoguerra con bambini aveva un nuovo candidato, dopo la notizia fasulla del bambino impolverato “Omran”, salvato dai trafficanti di orgnai Caschi Bianchi varie volte, sempre con falsi salvataggi. I media occidentali non si vergognarono quando giornalisti investigativi indipendenti scoprirono che chi fotografò “Omran” supporta i terroristi che decapitarono il 12enne Abdullah Isa. Va aggiunto che la società di pubbliche relazioni dei Caschi Bianchi è l’AMC (Aleppo Media Cemter del terrorista del Qatar al-Qanzira, entrato illegalmente in Siria e coinvolto in ogni forma di terrorismo, compresa mutilazione e sequestro di persona). AMC viene frequentemente citato per diffondere spudorate menzogne criminali sui media occidentali. Quando la storia fasulla di Omran impolverato dominava sui media occidentali, nessuno notò che nel (finto) momento cruciale per salvare dei bambini da un edificio crollato, Rislan dell’AMC scattò le foto di Omran truccato all’interno di un’ambulanza candida. Nel 2014,l’AMC salutò Jabhat al-Nusra che uccideva i soldati dell’Esercito arabo siriano. Jabhat al-Nusra è sulla lista del terrorismo degli Stati Uniti.
Inoltre, l’AMC pose il proprio logo sulla foto di una scuola che i terroristi avevano occupato. Invece di riempirla di bambini che giocassero durante la ricreazione, era piena di razzi per massacrare. L’AMC così supportava chi ruba la vita ai bambini, usando la foto originale presa dai terroristi che occuparono una scuola di Homs, nel 2013:

Chi se ne frega sapere che il traffico di organi rientra nella lunga lista di crimini del premio Oscar Caschi Bianchi? Certamente non i media occidentali che continuano a mentire sulla Siria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La multipolarità di Putin mette ordine al caos

Denis Churilov, Forte Russ 13 marzo 2017Recentemente, i capi israeliani e turchi si sono recati a Mosca per incontrare Putin e discutere con lui di Siria e affari del Medio Oriente in generale. Interessante. Di cosa hanno discusso? Di ciò di cui ognuno è preoccupato? Diamo un rapido sguardo alla situazione in Medio Oriente.
Attualmente, i turchi sono preoccupati dai curdi, con gli Stati Uniti che puntano su di loro nella lotta allo SIIL (fornendogli armi e altro), quindi il fattore curdo cresce per dimensioni e influenza (potendo anche trasformarsi in possibile pericolo per Assad, con certi gruppi curdi nel nord della Siria che lavorano per l’indipendenza). Israele, a sua volta, è estremamente preoccupato dal rafforzamento iraniano in Medio Oriente. La situazione con l’Iran è più che esilarante. Uno Stato sciita controbilanciato dall’Iraq sunnita, quando Sadam Husayin era al potere (fantoccio degli Stati Uniti negli anni ’80, in realtà, credette di essere il padrone del proprio gioco; poveretto). Ma dato che gli Stati Uniti distrussero il governo di Sadam nel 2003, l’Iraq ha perso peso geopolitico nella regione. Ora i suoi leader ufficiali sono filo-sciiti, e piuttosto vicini all’Iran. Così questa configurazione s’è ritorta, l’Iran sciita è in buoni rapporti con il governo iracheno, nonché con il governo siriano di Assad, anche sciita (beh, proviene dalla dirigenza alawita, vista come ramo dell’Islam ma, per scopi politici, classificata come sciita negli ultimi 10-15 anni; in ogni caso trovando terreno comune con l’Iran). Ciò che si vede è già un notevole conglomerato sciita, con i gruppi principali, iraniani e arabi, andare d’accordo sul piano socio-religioso. E questo conglomerato è sostenuto dalla Russia, in una certa misura. Un incubo per Israele e Stati Uniti con i loro neoconservatori (e neanche la Turchia ne è contenta). A parte l’Iran, Israele teme e odia, più o meno, tutti nella regione. Ma Israele è uno Stato in buoni rapporti con gli Stati Uniti, ed anche con la Russia.
La Turchia è stata strategicamente ambivalente negli ultimi anni. Era pro-USA e anti-russa dall’inizio della primavera araba alla metà del 2016, e poi compì una svolta di 180 gradi, divenendo anti-USA e amichevole verso la Russia, con il tentato colpo di Stato che Erdogan ha rumorosamente imputato alla CIA; cosa piuttosto interessante, considerando che la Turchia fa ancora parte della NATO, organizzazione guidata dagli Stati Uniti, soprattutto alla luce dei recenti eventi nei Paesi Bassi. (Erdogan fa ancora il doppio gioco?) Come restare a galla in una situazione così appiccicosa con i curdi, mentre si ricatta l’Unione europea con i flussi migratori, con la Siria enormemente irritata e la Russia che non si fida completamente, dopo quello che successe nel novembre 2015, mentre si subisce anche il dramma politico nazionale? Il tempo lo dirà. E poi ci sono anche questi Stati meravigliosi come Arabia Saudita e Qatar, completamente coperti dagli Stati Uniti, entrambi sunnisti (radicali, anche) e che vogliono vedere la Siria bruciare e il suo governo sparire o decapitato, in modo che il Qatar trasporti a buon mercato gas attraverso il territorio siriano fino all’UE, la maggior parte dei cui membri sono anche membri della NATO. Ma tali aspirazioni sui gasdotti non si accordano alla visione strategica della Russia e, paradossalmente, gli Stati Uniti non sono molto interessati a vedere il Qatar riuscire nel suo progetto gasifero, perché renderebbe Qatar e UE economicamente indipendenti dagli Stati Uniti. Beh, almeno la Russia è tornata nel gioco globale, con i capi di Stati chiave che vanno a Mosca e parlano con Putin. Avendo un mondo multipolare, ancora una volta, si spera nell’equilibrio e infine stabilizzazione mondiale.
Comunque, non è un mese noioso per il Medio Oriente.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La crisi del Globalistan

Chroniques du Grand Jeu 12 marzo 2017

Il 2016 fu l’inizio della fine del sistema imperiale. Brexit, Trump, sbandamento turco, guerra del petrolio Stati Uniti-Arabia Saudita, ascesa del “populismo” in Europa, perdita o tradimento di alleati, dedollarizzazione, fiasco ucraino, discredito dei media… che pazientemente costruiti per decenni, si sbriciolavano a vista d’occhio. È vero, lo Stato profondo non ha ancora perso; la sua fiera resistenza al nuovo mondo nascente e la forza d’inerzia di qualsiasi sistema permettono di risparmiare qualche mobile, ma nulla sarà come prima. Come la bassa marea lascia sulla sabbia tracce del suo passaggio, il reflusso dell’impero ne illumina le contraddizioni eclatanti e le carenze intrinseche, mentre il nucleo duro crolla sulle proprie posizioni rischiando di esplodere via. Alcuni esempi l’illustrano perfettamente. La guerra verbale turco-tedesca, in cui il sultano con la solita arroganza chiamava Berlino “residuo nazista”, viene seguita dalla crisi olandese-turca. Si ricordi ancora, cosa salace, che questi tre Paesi sono teoricamente alleati nella NATO, dinosauro della guerra fredda in psicoanalisi dall’elezione di Donald. In caso di rottura diplomatica, gli altri membri per chi tiferanno? L’occupante dell’Eliseo, dalla bocca sempre piena d’Europa, questa volta preferisce far da sé e rompere la “solidarietà europea” ospitando, sebebene titubante, un raduno turco a Metz. Il comandante del pedalò, per nulla in contraddizione, annega nel suo bicchierino d’acqua… Ma potrebbe essere altrimenti? Perché ciò è il sintomo delle contraddizioni intrinseche del sistema di cui fa parte. Negli anni ’90, il campo del Bene aveva vinto, l’URSS fu dissolta e si aprì l’era post-moderna del Globalistan occidentale: abolizione delle frontiere, libera circolazione delle merci e delle persone a beneficio di Wall Street e dell’1%, il tutto sotto l’occhio vigile e scrutatore degli Stati Uniti. La vittoria assoluta e finale della democrazia liberale apparve insuperabile all’orizzonte. La fine della storia come Fukuyama l’aveva previsto, senza ridere…
Certo, rimasero degli impenitenti sbandati (Serbia, Iraq), ma passarono subito sotto le forche caudine imperiali. Certo, alcuni osservatori predissero quanto illusoria e pericolosa fosse la nuova religione, ma tali menti tristi furono definiti tradizionalisti reazionari che non capivano. Wall Street riuscì nell’impresa di legare la sinistra occidentale gettandole l’osso dell’antirazzismo: immigrazione, il mondo è il mio paese e tutta la baracca. Ora la senistra avrebbe lavorato per le grandi aziende, senza nemmeno rendersene conto! Che No Borders e altri festaioli “anticapitalisti” siano finanziati da Soros e sostenuti dall’oligarchia eurocratica, ovviamente, non ci sorprende…
Tutto dunque portava al migliore dei mondi quando apparvero i primi granelli di sabbia. Il fantoccio Eltsin cedette il posto a Putin e la Russia si rifiutò di finire sotto la bandiera degli Stati Uniti, la Cina si convertiva all’economia di mercato per trovarvi il primo posto mondiale, l’America Latina usciva dal tracciato… Soprattutto, i protetti dell’impero non si convertirono al nuovo dogma: internazionalismo e amicizia tra i popoli nel grande mercato globale, pochissimo per loro. L’AKP di Erdogan cominciò ad infiltrarsi nelle comunità turche in Europa (tre milioni nella sola Germania), che ora costituiscono veri e propri gruppi di pressione. Arabia Saudita e Qatar, questi cari “alleati”, accelerarono il passo della loro crociata wahhabita/salafita per islamizzare il mondo, compresa l’Europa naturalmente:

Dovremmo quindi essere sorpresi dalle euronullità vassalle delle posizioni saudite o qatariote in Siria, per esempio, dato che tali Paesi controllano i potenziali jihadisti nelle città d’Europa e un via libero da Riyadh e Doha causerebbe decine di Bataclan? I capi europei ne erano pienamente consapevoli e l’hanno permesso, per viltà, ingenuità o meno, non fu neanche discusso ma poco importa: il verme è nel frutto e simboleggia perfettamente le contraddizioni del Globalistan. La nostra povera piccola Olanda è infatti divisa tra due conseguenze intrinseche al sistema imperiale: da un lato, la sottomissione al Cavallo di Troia, turco in questo caso, per comprarsi la pace etnica nazionale; dall’altro, la solidarietà europea, il credo per evitare l’affondamento del Titanic di Bruxelles. Tra i due, il suo cuore sobbalza, dall’elezione di Donald non c’è nessuno a Washington per dirle cosa fare…
Un conflitto nascente tra politicamente corretto ed europeismo, già strumenti inseparabili della logorrea del Globalistan? Non sarebbe il minimo delle ironie… La questione in ogni caso entra nei corridoi del Parlamento europeo. Una nuova norma procedurale è stata emessa di nascosto che prevede che il presidente del dibattito possa interrompere la trasmissione del discorso di un membro, se “diffamatorio, razzista o xenofobo”. Come sempre, gli eurocrati sono stati attenti a non specificare i criteri, avendo l’innegabile vantaggio di censurare ogni discorso fuori dai paletti. Il totalitarismo in nome dei diritti umani. George Orwell è tra noi… Nulla che possa influenzare l’euroscetticismo che prevale nel vecchio continente e fa sudare freddo i globalisti. Così, se il primo ministro olandese ha vietato la manifestazione turca, è soprattutto per non essere battuto dal vile e infame Wildeers alle elezioni parlamentari tra tre giorni. Basterà? Niente è meno certo…
L’UE e ciò che diffonde iniziano ad uscire da occhi e orecchie di tutti compreso, nuovo paradosso, chi la sognava ancora dieci anni fa e ne sarebbe il principale beneficiario: i Paesi dell’Europa orientale. Il Visegrad Post, dal nome del gruppo formato dopo la caduta del muro da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, per accelerare il processo d’integrazione europea, che parla di “sovietizzazione di Bruxelles” la dice lunga sulla mancanza di amore e della delusione amara sentite a Varsavia, Praga o Budapest. Ne accennammo già lo scorso anno: “L’Europa americana sarà giustiziata proprio dai popoli che l’avrebbero rigenerata? Ci si può chiederlo seriamente quando vediamo il crescente divorzio tra UE e Paesi dell’Europa centrale e orientale, punte di diamante della “nuova Europa” tanto cara ai neo-con. Il piede destro di Washington scalcia il piede sinistro e tutto il sistema di vassallaggio europeo cadrà. Obama l’ha capito e preferisce pensare ad altro mentre gioca a golf… In primo luogo ricordarsi che l’integrazione europea fu, fin dall’inizio, un piano degli Stati Uniti. Documenti declassificati mostrano che i cosiddetti “padri dell’Europa”, Schuman, Spaak o il benemerito Monet, lavoravano per gli Stati Uniti. Per Washington, fu infatti più facile mettere le mani sul Vecchio Continente con una struttura globale infiltrata dall’interno che negoziare Paese per Paese con capi indipendenti. La caduta del muro e l’integrazione europea delle ex-democrazie popolari non erano che il tanga della NATO che avanzava sulla Russia. Meglio ancora, questi Paesi appena liberati dal controllo sovietico e ferocemente antirussi per comprensibili ragioni storiche, erano propensi a imporre un nuovo rapporto di forze molto favorevole agli Stati Uniti nell’UE, di fontre a una certa febbre frondosa, sempre possibile nella “vecchia Europa” (de Gaulle, Chirac e Schroeder…) Tuttavia, quando le istituzioni europee sono infiltrate e sottoposte ai desideri degli Stati Uniti, come sempre, il castello di carte crolla… furono prima le sanzioni antirusse che fecero breccia. Se accolte con trasporto di gioia da Polonia e Paesi baltici, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca furono molto più misurate, nel minimo che si può dire. Prima frattura nella “nuova Europa”. E ora la questione dei profughi potrebbe suonare la campana a morte. Polonia, Paese super pro-USA, si rifiuta assolutamente di obbedire agli ordini delle istituzioni, anch’esse super pro-USA, di Bruxelles. Diavolo, Brzezinski non se l’aspettava…
Varsavia, Budapest e Bratislava rifiutano totalmente ciò che vedono come un diktat da Bruxelles e le minacce delle multe (250000 euro per rifugiato respinto). Le loro parole sono interessanti:
Jaroslaw Kaczynski, leader del PiS al potere: “Una decisione del genere abolirà la sovranità degli Stati membri dell’UE, la respingiamo perché siamo e saremo responsabili del nostro Paese“.
Peter Szijjarto, ministro degli Esteri ungherese: “La minaccia di una multa è un ricatto puro e semplice della Commissione“.
Si noti, tra l’altro, l’ingenuità sorprendente dei capi che chiaramente credevano che una blanda adesione all’UE preservasse la sovranità del loro Paese… In ogni caso il sistema non deve più attivarsi. La mafia dei media occidentali parlò in proposito della “grande manifestazione” di… 240000 polacchi (su oltre 40 milioni!) contro il governo e per l’Europa. Qualsiasi riferimento a fatti realmente accaduti (Majdan per esempio) è il risultato di una pura coincidenza. Il lettore fedele di questo blog ne fu avvertito prima di tutti, a partire da gennaio (2016), della possibilità di una rivoluzione colorata in Polonia. Dato che, se non ci sarà una Maidan polacca, la crisi peggiorerà soltanto. Bruxelles apriva, senza ridere, indagini contro Varsavia sul “rispetto dello Stato di diritto”, facendo arrabbiare Budapest che sostiene senza tema la storica alleata. La rielezione del Donald Tusk globale ha causato nuove schermaglie; Varsavia denuncia il “diktat” di Berlino. Ieri, l’ennesimo battibecco ha visto il primo ministro polacco rispondere duramente al fiammeggiante tizio all’Eliseo, “dovrei prendere sul serio il ricatto di un presidente il cui tasso di popolarità è del 4%, e che presto non lo sarà più?”L’atmosfera, l’atmosfera…
Euroscetticismo ovunque, emblema del riflusso del sistema imperiale al tramonto. Siria, Ucraina, Russia, Europa, Cina… Il Globalistan, grande chimera in declino, cozza direttamente contro ciò che odia di più: il principio della realtà.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il 15 marzo la trumponomic potrebbe disintegrarsi

Gefira

Non ci sarà abrogazione e sostituzione dell’Obamacure. Né alcun taglio delle tasse. Né stimolo per le infrastrutture. Ci sarà solo un gigantesco bagno di sangue fiscale sul tetto del debito“. (1) Queste sono le parole di David Stockman, ex-direttore del budget della Casa Bianca di Reagan, che insiste sul fatto che un bagno di sangue nel mercato è imminente, mentre la vacanza sull’ascesa del debito finirà il 15 marzo 2017. “Ci sarà la sospensione del governo“, ha detto Stockman alla CNBC. “E’ del tutto inaspettato, imprevisto a Wall Street, e spaventerà tutti“. (2) Il 15 marzo è anche il giorno della riunione del Federal Open Market Committee, durante cui si prevede di rialzare i tassi; le elezioni olandesi saranno lo stesso giorno. Sarà l’inizio della grande crisi finanziaria? L’ultima sospensione del limite del debito fu decisa nell’ottobre 2015. Sei anni fa, nell’estate 2011, dopo l’accordo sul tetto del debito raggiunto da Obama, l’agenzia di rating Standard&Poor declassò i titoli di Stato degli Stati Uniti da AAA a AA+. (3)
Secondo Stockman, vi è la grande opportunità che presidente e Congresso raggiungano un accordo sul debito a 20 trilioni di dollari (106% del PIL). Quindi “il Tesoro avrà circa 200 miliardi di dollari in contanti. Bruciamo contanti al ritmo di 75 miliardi di dollari al mese. Entro l’estate, il contante sarà finito. Allora saremo nella madre di tutte le crisi sul tetto del debito. Tutto si fermerà. Credo che avremo la sospensione del governo“. (4) Ovviamente, questo significherebbe alcun stimolo, ma tagli fiscali. Con i tassi d’interesse più elevati del previsto, gli Stati Uniti si ritroveranno con una politica monetaria restrittiva e una fiscale restrittiva: la peggiore combinazione possibile per uccidere l’economia. La decisione della FED arriverebbe (come sempre) troppo tardi e causerà la prossima crisi, che sfocerebbe nella recessione negli Stati Uniti. La Trumponomic finirà prima ancora d’iniziare, a meno che il Congresso annunci l’eterna vacanza sul limite del debito.Riferimenti
1, 4. Stockman: Dopo il 15 marzo tutto si fermerebbe, Zerohedge 27/02/2017 .
2. Wall Street travisa Trump, e un bagno di sangue sul mercato è imminente: Stockman, CNBC 05/03/2017.
3. Ricordate il tetto del debito? Eccolo di nuovo, CNBC 2017/02/17 .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vault 7: il cyberarsenale della CIA

Alessandro Lattanzio, 9 marzo 2017

Wikileaks ha pubblicato 8761 documenti riservati della CIA, nell’ambito di ‘Cassaforte 7’, provenienti dal Center For Cyber Intelligence della CIA di Langley. I documenti provengono dall’informatore interno alla CIA ‘Year Zero’, che ha rivelato il “programma di haceraggio globale segreto” della CIA, tra cui “exploit”, utilizzato contro prodotti come “iPhone di Apple, Android di Google e Windows di Microsoft, e persino contro i televisori Samsung, tramutandoli in microfoni occulti“. “La CIA era riuscita a bypassre la crittografia dei servizi cellulari e di messaggistica più popolari: Sienal, WhatsApp e Telegram“. Secondo Wikileaks, gli hacker della CIA possono penetrare i telefonini Android e raccogliere “traffico audio e messaggi prima dell’attivazione della crittografia“.
Un’altra rivelazione è che la CIA attua cyberattacchi “false flag” per accusare la Russia degli attacchi informatici. Compito assegnato al ramo dispositivi remoti di UMBRAGE della CIA, che raccoglie e conserva in una biblioteca virtuale le tecniche di attacco ‘rubate’ dai malware prodotti dalla Federazione Russa e da altri Stati. “Con il programma UMBRAGE, e correlati, non solo la CIA può aumentare i suoi attacchi, ma sviarne l’attribuzione lasciando “impronte digitali” dei gruppi a cui le tecniche di attacco sono state rubate. I componenti di UMBRAGE coprono keylogger, password, pirataggio di webcam, distruzione dati, persistenza, scalata di privilegio, furtività, anti-virus, tecniche di elusione e d’indagine“. Quindi, la CIA utilizza tali tecniche per attribuire i propri attacchi informatici a Stati nemici.
Un’altra tecnica è Weeping Angel, sviluppata dall’Embedded Devices Branch (EDB) della CIA, in collaborazione con l’MI5/OPI del Regno Unito, per infettare i televisori intelligenti, trasformandoli in microfoni occulti, ponendo la TV attaccata in modalità ‘Fake-Off’, così il proprietario ritiene erroneamente che il televisore sia spento quando invece è acceso e registra le conversazioni nella stanza che invia via Internet ad un server segreto della CIA. “La CIA ha mutato Smart TV, iPhone, console di videogiochi e molti altri gadget in microfoni aperti, e fatto di tutti i PC Microsoft Windows una rete spyware mondiale, che può attivare via backdoor su richiesta, anche attraverso l’aggiornamento di Windows“. La CIA attua un ampio programma per infettare e controllare i PC Microsoft Windows con i propri malware, come Zero Days, Hammer Drill, che infetta il software distribuito su CD/DVD o USB, e Brutal Kangaroo per nascondere dati e immagini in aree nascoste degli hard disk e permettere le infestazioni coi malware.
Il Ramo dispositivi mobili della CIA (Mobile Development Branch – MDB) attuò numerosi attacchi remoti contro i cellulari, che una volta infettati possono essere programmati per inviare alla CIA dati su geolocalizzazione, audio e di testo degli utenti, così come attivare di nascosto fotocamera, videocamera e microfono del cellulare. Un’unità specializzata del Mobile Development Branch produce il malware per infestare, controllare ed esfiltrare dati dagli iPhone e altri prodotti Apple iOS, come l’iPad. L’arsenale della CIA comprende numerosi malware locali e remoti “zero days” sviluppati dalla CIA o dai rami cibernetici di GCHQ, NSA, FBI e aziende come Baitshop. Egualmente accade per Android di Google, utilizzato per gestire i cellulari smart Samsung, HTC e Sony. Nel 2016 la CIA aveva 24 tipi di malware “Zero days” per Android, sviluppati da CIA, GCHQ, NSA e aziende di cyberarmi. Tali tecniche permettono alla CIA di aggirare la crittografia di WhatsApp, Signal, Telegram, Wiebo, Confide e Cloackman ed hackerare i telefoni “intelligenti” su cui operano raccogliendone il traffico audio e messaggistico, prima che sia applicata la crittografia. I malware della CIA attaccano anche i router di Windows, OSX, Linux. E neanche le automobili sfuggono, “Dall’ottobre 2014, la CIA cercava d’infettare i sistemi di controllo utilizzati dagli autoveicoli moderni. Lo scopo di ciò non fu specificato, ma avrebbe permesso alla CIA di commettere omicidi quasi non rilevabili”.
Alla fine del 2016, la divisione hacking della CIA, sotto il centro dell’Agenzia per la Cyberintelligence (CCI), aveva oltre 5000 utenti registrati e prodotto più di un migliaio di sistemi di hacking, trojan, virus e altri malware. La CIA aveva creato, quindi, la “propria NSA”, ancora più segreta. Tale cyberarsenale è prodotto dall’EDG (Engineering Development Group), divisione sviluppo software del CCI (Center for Cyber Intelligence) della DDI (Direzione Digitale per l’Innovazione). La DDI è una delle cinque principali sezioni della CIA. Infine, CIA e NSA ricorrono anche a fornitori privati, come la Booze Allan Hamilton.
Molti programmi sono affidati all’Automated Implant Branch (AIB) della CIA, che ha sviluppato diversi sistemi di attacco automatizzato dei malware per infestare e controllare, come ad esempio Assassin e Medusa. Gli attacchi contro le infrastrutture di Internet e i web server sono sviluppati dalla Network Devices Branch (NDB) della CIA, come i malware automatizzati multi-piattaforma d’attacco e monitoraggio occulti per Windows, MacOSX, Solaris e Linux, come “HIVE”, “Cutthroat” e “Swindle”.Il Consolato degli USA a Francoforte è una base segreta degli hacker della CIA
Oltre alle operazioni da Langley, in Virginia, negli USA, la CIA utilizza anche il consolato degli Stati Uniti di Francoforte come base segreta per gli attacchi hacker contro Europa, Medio Oriente e Africa. Il centro di Francoforte si chiama Center of Cyber Intelligence in Europe (CCIE) e gli operatori ricevono passaporti diplomatici e copertura dal dipartimento di Stato degli USA. Una volta a Francoforte, gli hacker della CIA possono viaggiare senza controlli nei 25 Paesi europei che fanno parte dell’area Schengen, tra cui Francia, Italia e Svizzera. Questi hacker s’infiltrano fisicamente nei centri presi di mira, e utilizzando le USB infettano i computer e relativi supporti con il malware appositamente sviluppato dalla CIA. Il sistema di attacco Fine Dining fornisce 24 coperture per la gestione del malware. In sostanza, ad un eventuale testimone, l’hacker sembrerebbe utilizzare un programma video (ad esempio il VLC), o di presentazione di diapositive (Prezi), un videogioco (Breakout2, 2048) o un finto programma antivirus (Kaspersky, McAfee, Sophos). Ma mentre l’applicazione esca appare sullo schermo, il sistema viene infettato ed esfiltrato automaticamente.L’EDG della CIA si occupa di circa 500 progetti, ciascuno con i propri sotto-progetti, malware e strumenti hacker, utilizzati per penetrare, infestare, controllare ed esfiltrare dati.
UMBRAGE è il ramo della CIA che crea dispositivi remoti per raccogliere e conservare una biblioteca delle tecniche di attacco ‘rubate’ dai malware prodotti negli altri Stati.
Fine Dining, è il questionario standardizzato utilizzato dall’Operational Support Branch della CIA per le richieste avanzate dagli agenti sui requisiti tecnici richiesti per le operazioni specifiche di attacchi hacker. L’OSB opera da interfaccia tra il personale operativo della CIA e il personale tecnico. Nella lista dei possibili bersagli vi sono ‘asset’, ‘liason asset’, ‘amministratore di sistema’, agenzie d’intelligence estere, agenzie governative estere. Mancano estremisti e criminali. Si chiede anche di specificare l’ambiente del bersaglio, come il tipo di computer, sistema operativo utilizzato, connettività Internet, antivirus installato e tipi di file da sottrarre. Queste informazioni vengono usate dal software ‘JQJIMPROVISE’, per configurare i malware adatti alle esigenze specifiche dell’operazione.
‘JQJIMPROVISE’, è un set di strumenti per la configurazione, post-elaborazione, riconfigurazione e selezione degli strumenti di indagine/esfiltraizone presenti nei sistemi operativi Windows (Bartender), MacOS (JukeBox) e Linux (DanceFloor).
HIVE, è una suite multi-piattaforma di malware della CIA e relativo software di controllo. Il programma prevede impianti personalizzabili per Windows, Solaris, MikroTik (utilizzato nei router Internet) e piattaforme Linux, ed agisce anche da Posto di ascolto (LP)/Comando e controllo (C2) dell’infrastruttura per comunicare con questi impianti malware. Gli impianti sono configurati per comunicare tramite HTTPS ai server della rete sotto la copertura di un dominio. Questi sistemi hanno propri domini di copertura e l’infrastruttura può gestirne un numero infinito. Ogni dominio di copertura fornisce un indirizzo IP presso un provider commerciale (Virtual Private Server). Il server è configurato per l’autenticazione client SSL opzionale: se un client invia un certificato valido, la connessione viene inoltrata al ToolServer Honeycomb che comunica con l’impianto; se un certificato valido non è presente (se qualcuno per caso tenta di aprire il sito del dominio coperto), il traffico viene inoltrato a un server di copertura che porta al sito web cercato. Il ToolServer di HIVE riceve i dati esfiltrati dall’impianto, e un operatore può utilizzare lo stesso impianto per lavorare sul computer infettato, così il ToolServer funge anche da server C2 (comando e controllo) dell’impianto malaware.Fonte: Global Research