Europa e crisi dei profughi: Caos controllato e Majdan taqfirita

Alessandro Lattanzio, 4/9/2015

I media si concentrano su un camion in Austria, dove sono morti 70 esseri umani, e su una manciata di bambini da qualche parte più morti che vivi al momento del rinvenimento. Bruxelles e Berlino devono usare la loro energia nello sforzo di migliorare la situazione nei Paesi da cui i rifugiati fuggono. Devono riconoscere il ruolo che hanno svolto nella distruzione di questi Paesi. Ma la possibilità che ciò accada è praticamente nulla. Pertanto Paesi come Grecia e Italia devono trarre le conclusioni e uscirne, o verranno risucchiati nel vortice antiumano qual è l’UE. L’Europa deve guardare al futuro di questa crisi in modo assai diverso da quello attuale, o si troverà di fronte a problemi ben più grandi di quelli che affronta ora”. (Zerohedge)11216845L’attuale campagna mediatica moralista sui migranti provenienti dal Medio Oreinte e Africa è in linea con la propaganda sul golpe in Ucraina e l’attacco alla Libia, con informazioni false, foto di origine ignota, “strazianti” storie personali senza mai menzionare le vere ragioni della migrazione. Stati Uniti, Turchia e Paesi islamisti guidano attivamente la guerra contro la Siria, e prima contro la Libia, creando la situazione all’origine dell’emigrazione, e di cui non si discute affatto. Che i “rifugiati” provengano dalla sicura e pacifica Turchia, viene bellamente ignorato, mentre in Europa divampa una propaganda mediatica caninamente eseguita in massa dai media del blocco atlantico. Mentre Angela Merkel invita 800mila migranti, a beneficiarne saranno i partiti di estrema destra. Perché è disposta a fare ciò? Per raggiungere i seguenti obiettivi:
Erdogan invia i profughi (e anche cittadini curdi) dalla Turchia verso l’Europa, in combutta con Berlino e per vendicarsi delle critiche alla sua politica.
Intensificare il sostegno alla guerra contro la Siria.
Turchia e Stati del Golfo pianificano la creazione del SIIL 2.0
La campagna multimediale sui migranti è un’operazione da guerra delle informazioni. Chi c’è dietro e qual è lo scopo?
Washington vorrebbe creare un’altra coalizione per intervenire direttamente in Siria che includerebbe i Paesi dell’Unione europea. Washington potrebbe cercare una risoluzione delle Nazioni Unite per le operazioni contro la Siria, ottenendo un assenso incondizionato da Francia e Germania, e le operazioni di guerra psicologica di questi giorni, dalla farsa dell’attentato sul TGV francese sventato da militari statunitensi e militanti sionisti, al flusso di migranti taqfiriti attraverso i Balcani, la cui via è stata spianata con la guerra dell’informazione attuata da Gladio (ovvero i mass media occidentali controllati dalle intelligence statunitensi) contro il governo Tsipras in Grecia e il governo filo-russo della Macedonia, servono proprio a ‘convincere’ l’Unione europea a spalleggiare qualsiasi iniziativa di Washington in Medio Oriente, presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’appoggio europeo, infatti, non è così scontato dato il disastro libico e il fallimento del neocolonialismo anglo-francese in Siria e Libano e dell’aggressione coperta statunitense all’Iraq, e l’imminente ritirata di Washington dall’Afghanistan. Al tutto si aggiunge il fantasma dello Stato islamico, da impiegare per giustificare l’interventismo di USA e NATO nella regione e sollecitare l’azione dell’ONU e relative cinghie di trasmissione, come l’UNCHR, il cui ruolo esiziale si era ben illustrato nel 2011, sul caso della Libia. Va notato che, finora, gli Stati Uniti hanno accolto ben 1500 rifugiati ‘siriani’ dal 2011. In compenso la Turchia non riconosce i profughi di guerra nel proprio territorio come rifugiati, ed Erdogan vuole sbarazzarsene essendo divenuti anche un peso sociale per la Turchia. Legalmente, infatti, lì sono solo “ospiti” senza diritti. Alcun Paese arabo sunnita s’è offerto di dare asilo ai profughi siriani, perché difatti tali ‘profughi’ non sono altro che i terroristi taqfiriti e familiari al seguito di cui le petromonarchie si sono sbarazzate im questi anni, arruolandoli, anche in cambio dell’amnistia, nella guerra contro Siria e Iraq. Turchia e Giordania ospitano campi di addestramento dei terroristi, mentre i Paesi del GCC non li vogliono semplicemente. Nel caso delle proteste alla stazione di Budapest da parte dei “rifugiati siriani”, appare evidente che si tratta di militanti e non d’immigrati. Si osservino i due video del Canale 5 russo e di Euronews:

Qui appare chiaramente una folla organizzata e diretta da dei capi. Non si tratta d’immigrati che fuggono dalla fame, ma di combattenti taqfiriti, sconfitti dagli eserciti siriano ed iracheno e future truppe della destabilizzazione in Europa.

Erdogan e Obama

Erdogan e Obama

l-orban_schultz_1Inoltre, per il primo ministro ungherese Viktor Orban, la crisi dei rifugiati non è un problema dell’UE, ma è “un problema tedesco”, visto che i profughi si recano in Germania. “Nessuno dei migranti vuole rimanere in Ungheria. Tutti vogliono andare in Germania. Noi ungheresi abbiamo paura, le persone in Europa hanno paura perché vedono che i capi europei, tra cui primi ministri, non sanno controllare la situazione. Sono venuto qui (a Bruxelles) per informare il presidente (dell’UE Schultz) che l’Ungheria fa tutto il possibile per mantenere l’ordine. Il Parlamento ungherese stila un nuovo pacchetto di regolamenti, ed abbiamo istituito una barriera fisica, e tutto questo creerà una nuova situazione in Ungheria e in Europa dal 15 settembre. Abbiamo una settimana per prepararci“, ha detto al kapò atlantista tedesco Schultz, sostenitore del golpe neonazista a Kiev e di un pronunciamento militare contro Tsipras in Grecia, nonchè membro onorario dell’ANPI. Orban ha difeso la decisione di erigere una recinzione lungo il suo confine con la Serbia, “non lo facciamo per divertimento, ma perché è necessario“. In risposta, Angela Merkel, la cancelliera tedesca, dichiara che la Germania accoglierà 800000 richiedenti asilo, mentre David Cameron invoca la limitazione del numero di rifugiati in Gran Bretagna. Finora sono entrati in Ungheria 140000 immigrati non autorizzati.

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Viktor Orbàn

La questione del debito della Grecia è stato anche un pretesto per indebolire uno Stato che si frapponeva tra la Turchia e l’Europa. Infatti, le forze di polizia greca avrebbero costituito un ostacolo imponente, se Atene non fosse stata travolta dalla crisi istigata da USA e Germania, e minacciata da Berlino e Bruxelles perfino di un colpo di Stato e dall’avventurismo di fazioni poco prima al governo, intenzionate ad organizzare una sorta di golpe finanziario sostenuto da speculatori di Londra e New York e da agenti dall’NSA statunitense. Una prova è questa: “La Guardia Costiera della Grecia sequestrava una nave cargo carica di armi al largo dell’isola di Creta, a est del Mar Mediterraneo. Secondo i media locali, la nave da carico Haddad 1, con bandiera boliviana, navigava dalla Turchia alla Libia. Nelle prime ore del mattino dell’1 settembre, unità della guardia costiera greca sequestravano la nave al largo della città di Ierapetra, dopo una soffiata. L’ispezione ha rivelato un carico illegale, un numero imprecisato di armi nascoste nei container. Ufficialmente, la nave trasportava oggetti di plastica. Dopo l’ispezione, la guardia costiera greca ha arrestato l’equipaggio e costretto la nave a cambiare rotta e navigare verso il porto di Heraklion. Secondo le informazioni dai media locali, la destinazione della nave era un porto in Libia e c’è il sospetto che le armi dovevano essere consegnate alle unità dello Stato islamico. L’equipaggio sarebbe composto da cittadini di Siria, Egitto e India. Haddad 1 aveva lasciato il porto di Iskenderun, in Turchia, il 29 agosto, per il porto di Misurata in Libia. Secondo i media greci, 17 container sono stati aperti e contenevano 500000 proiettili, 5000 fucili e altri tipi di armi da fuoco”. (Keep Talking Greece)ploio-opla-03

Писатель А. Проханов встретился с читателями в Санкт-ПетербургеMentre i mass media atlantisti non si pongono domande, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova dichiara che la “Crisi dei rifugiati in Europa è catastrofica a causa dell’approccio “irresponsabile” provocando cambi di regime”, mentre l’autore Aleksandr Prokhanov ha scritto sul sito del quotidiano Izvestija: “Negli ultimi anni convegni, politici e forum hanno spesso ripetuto la frase “caos controllato”. Questa teoria, sviluppata dall’University of California di Berkeley, ed associata alle nuove idee su come indurre il caos nel mondo e la possibilità, una volta scoppiato, d’impedirne il controllo. Oggi in Europa capiamo cosa sia il caos controllato. In un primo momento gli statunitensi hanno fatto saltare diverse bombe demografiche in Africa del Nord. Hanno distrutto le strutture di Libia, Iraq, Siria. E questi Paesi, privati della loro protezione e degli ammortizzatori interni, si sono liquefatti in pozzanghere di fuoco, odio, battaglie e dolore. Un turbolento caos domina nel Nord Africa, sottili influenze operano nel Mar Mediterraneo e società finanziate dalla CIA sono impegnate nel traffico di persone, costruendo moli ed affittando scafi e scafisti che guidano il flusso via mare in Europa. L’Europa, oggetto di quest’onda d’urto e del controllato caos, non comprende né riesce a far nulla. L’Unione europea va a pezzi mentre i Paesi vogliono chiudere le frontiere, rendendole impenetrabili e scartando Schengen. L’Europa è alla vigilia di cambiamenti minacciosi, e questo grazie alle nuove armi degli statunitensi, risultate dalla teoria del caos controllato e quindi utilizzate. … Cina e Russia si avvicinano economicamente, politicamente, culturalmente e militarmente, perché l’opposizione al SIIL è possibile solo con la partecipazione congiunta di Russia e Cina. La Cina, che ha sul proprio territorio enclavi musulmane, è riuscita a sottomettere la resistenza islamista nello Xinjiang, teme il SIIL… Gli USA hanno inventato la bomba nucleare e l’ha fatto esplodere contro l’umanità. Le bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki furono lanciate su tutta l’umanità. Ora gli USA hanno inventato la bomba demografica e l’hanno fatta esplodere prima in Nord Africa e poi inevitabilmente lo faranno nell’Asia centrale. Queste atrocità sono proporzionali alle esplosioni atomiche di 70 anni fa. Come fermarle? Come combatterle? Una volta l’accademico Sakharov propose di disporre bombe nucleari presso le Coste degli Stati Uniti, e lasciarle nelle profondità marine. E se fosse scoppiata una guerra mondiale scoppiasse, farle esplodere con un comando via aria o via marittima. L’esplosione… avrebbe suscitato un gigantesco tsunami dall’oceano spazzando via la civiltà occidentale dalle coste americane. Allo stesso modo, l’onda distruttiva di oggi è la bomba demografica dei pezzenti”.

_82353692_key_migration_routes_624Fonti:
Keep Talking Greece
Moon of Alabama
Reseau International
Zerohedge

Le banche occidentali in fermento mentre HSBC va verso il collasso

What Does It Mean 28 agosto 2015HSBC_4C83Il Ministero delle Finanze riporta che il gigante bancario inglese HSBC si avvicina al collasso totale dopo aver perso quasi 1 trilione di dollari nel corso del Grande Crash del Mercato Globale del 2015, oggi completamente a corto di denaro per pagare obbligazioni e depositanti. Secondo il rapporto, HSBC, multinazionale bancaria e finanziaria di Londra, Regno Unito, è la quarta banca del mondo con un patrimonio dal valore di 2670 miliardi di dollari. Non è noto a molti occidentali, continua la relazione, che HSBC fu istituita nella forma attuale a Londra nel 1991 dalla Hong Kong e Shanghai Banking Corporation Limited per agire da nuova holding le cui origini risiedono ad Hong Kong e, in misura minore, Shanghai, dove le filiali furono aperte nel 1865. Con il crollo sconcertante del Shanghai Composite Index, che perde il 38% del valore dal 12 giugno, la relazione spiega, HSBC ha perso quasi 700 miliardi di dollari in Cina, mentre ulteriori 300 miliardi sono andati persi con il crollo del Dow di oltre 1800 punti dal suo picco annuale, raggiunto il 27 maggio. Conseguenza di tale massiccia perdita da 1000 miliardi della HSBC, afferma la relazione, rapporti apparivano dal Regno Unito secondo cui centinaia di migliaia di persone non ricevevano lo stipendio, cosa che il gigante bancario inglese inizialmente ha cercato di negare, ma di cui poche ore dopo ne incolpava un “errore del computer”.hsb1Esperti del MoF in questo rapporto liquidano la spiegazione della HSBC dell'”errore del computer”, notando che tale frase viene comunemente usata da banche e istituzioni finanziarie occidentali come “storia di copertura” per mascherare l’incapacità ad accedere ai contanti… e anche per spiegare ciò che impedisce a centinaia di fondi comuni d’investimento e scambio statunitensi di ripagare gli investitori delle aziende, e motivo per cui uno dei più grandi broker del mondo, Charles Schwab, ha chiuso in anticipo. Essendo HSBC la più grande banca della Gran Bretagna, questa relazione nota, si è lanciato un appello per un prestito di emergenza dalla Banca d’Inghilterra (BoE), che fa quindi appello alla Banca centrale europea (BCE), e la BCE al Federal Reserve System (FRS). Il Congresso degli Stati Uniti, dopo aver verificato che oltre 16000 miliardi di dollari del popolo statunitense sono stati consegnati dalla Federal Reserve degli Stati Uniti a imprese e banche europee, presumibilmente per “assistenza finanziaria” durante e dopo la crisi fiscale 2008, la relazione afferma che è “molto probabile” lo facciano di nuovo prima che HSBC crolli del tutto. Con la Cina che continua a scaricare centinaia di miliardi di debito statunitense per stabilizzare i propri mercati ed economie, emerge dalla relazione, il quasi collasso di HSBC oggi non è che un preludio al prossimo grande crollo finanziario globale che secondo alcuni esperti “cambierà il quadro mondiale“.
Anche se non menzionato nella presente relazione, è interessante notare che almeno il popolo statunitense vede la realtà e, secondo un notiziario, “ritirerà il proprio denaro da quasi tutto“… portando il principale portavoce delle élite, il Financial Times, a pubblicare un articolo anonimo sull’abolizione definitiva del denaro per dare a banche centrali e governi più potere.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gladio ritorna in Europa?

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 29/08/2015maxresdefaultIl recente assalto al consolato statunitense a Istanbul da parte di due donne che, secondo le autorità turche, erano membri di un gruppo terrorista di estrema sinistra, il Fronte-Esercito popolare rivoluzionario di liberazione (DHKP-C), così come l’incidente sospetto sul treno ad alta velocità Thalys Parigi – Amsterdam, indicano che le operazioni sotto falsa bandiera condotte durante la Guerra Fredda “dalla rete nelle retrovie” della Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, conosciuta come Gladio, siano di nuovo in piena attività. Il DHKP-C avrebbe effettuato un attentato suicida all’ambasciata degli USA ad Ankara nel 2013, un attentato che uccise una guardia di sicurezza turca. Nell’attacco, il sito web “Grido del Popolo”, presumibilmente del DHKP-C, affermava che uno dei suoi membri, Ecevit Sanli, compì l’attentato suicida che uccise lui e la guardia turca. Il problema del preteso coinvolgimento del DHKP-C è un video pubblicato da “Grido del Popolo” scoperto dalla “Ricerca sulle entità terroristiche internazionali” o “SITE”, un gruppo di Washington legato al Mossad noto per diffondere sui media video dubbi e pretesi comunicati di “al-Qaida”, “Stato islamico” e altri presunti gruppi terroristici islamici. La presunta rinascita del DHKP-C ha fornito al governo turco la scusa per colpire i guerriglieri curdi nella Turchia orientale e infondere una mentalità d’assedio tra gli elettori turchi, nella campagna per le ulteriori elezioni nazionali che contrappongono il governo islamista del presidente Recep Tayyip Erdogan all’opposizione laica.
Il cittadino marocchino Ayub al-Qazani è accusato di aver preso un treno Bruxelles – Parigi per ucciderne i passeggeri. Qazani, che aveva un AK-47 e altre armi nella borsa, che ha detto di aver “trovata” in un parco di Bruxelles, fu sopraffatto da tre cittadini statunitensi e uno inglese. Due degli statunitensi che hanno atterrato Qazani sono membri delle forze armate statunitensi, l’US Air Force Airman Spencer Stone e Alek Skarlatos della Guardia Nazionale dell’Oregon. Il cittadino inglese è Chris Norman, nato in Uganda e residente del sud della Francia. Si ritiene che Qazani, nativo di Tetuan, Marocco, come tanti presunti aggressori islamici in Francia, abbia viaggiato all’estero prima dell’attentato. Qazani era residente a Algeciras e Madrid in Spagna fino al 2014, dopo di che lavorò per la società francese di telefonia mobile Lycamobile trasferendosi in Francia. Qazani si sarebbe radicalizzato in una moschea di Algeciras, davanti al territorio inglese di Gibilterra, dove l’intelligence inglese controlla molto da vicino il territorio spagnolo, tra cui Algeciras. A giugno Qazani avrebbe combattuto al fianco dei guerriglieri dello Stato islamico in Siria, e poi viaggiato da Antakya, Turchia a Tirana, Albania. La storia di Qazani è la stessa di Mahdi Namush, il franco-algerino che avrebbe attaccato il Museo Ebraico di Bruxelles. Prima dell’attacco, Namush avrebbe combattuto con le forze dello Stato islamico in Siria e trascorso del tempo in Gran Bretagna. Dopo aver attaccato il museo di Bruxelles, Namush prese un autobus notturno per Marsiglia da Bruxelles. Al controllo doganale fu scoperta la borsa di Namush con un AK-47, un revolver e proiettili. Namush sostenne, dopo l’arresto da parte della polizia francese, che scoprì le armi in un’auto parcheggiata a Bruxelles e le rubò per venderle sul mercato nero a Marsiglia. Qazani sostiene che voleva usare le armi trovate nel parco di Bruxelles, un AK-47, una pistola Luger, un taglierino, mezzo litro di benzina e nove caricatori, per derubare i passeggeri sul treno Thalys per comprarsi del cibo perché era senza un soldo e senza casa. Qazani e Namush erano ben noti alle forze dell’ordine europee e francesi come potenziali minacce, ma alcuna azione fu presa per sorvegliarne le attività. Prima dell’attentato al treno, Qazani fu oggetto di una “Fiche S” o “Avviso S” della polizia francese trasmessa a varie forze dell’ordine europee, chiedendo che Qazani fosse posto sotto sorveglianza speciale della polizia. Inoltre, la polizia spagnola aveva il DNA di Qazani. Infine, non solo l’intelligence spagnola, ma anche tedesca, belga e francese, avevano dossier abbastanza completi su Qazani prima dell’attentato sul treno Thalys.
Helric_Fredou Muhamad Marah, il franco-algerino che uccise sette persone nella regione di Tolosa, tra cui tre bambini della scuola ebraica, nel 2012, e Said e Sharif Quashi, i fratelli franco-algerini che attaccarono gli uffici della rivista “Charlie Hebdo” a gennaio, ricevettero la “Fiche S” e dossier dell’intelligence furono raccolti su di loro dalle autorità francesi. Il bandito franco-senegalese-maliano Amedy Culibaly, che attaccò il supermercato ebraico Hyper-Cacher di Parigi contemporaneamente a Charlie Hebdo, era ben noto alla polizia e all’intelligence francesi. La polizia e l’intelligence danesi indicarono il presunto aggressore della Sinagoga centrale di Copenaghen e del festival del cinema danese in Umar al-Hamid al-Husayn, cittadino danese di origine palestinese e criminale violento rilasciato da una prigione danese solo due settimane prima dell’attacco alla sinagoga. La polizia danese uccise al-Husayn dopo i suoi presunti attentati.
Il treno Thalys viaggiava nella regione di Oignies nell’Alta Piccardia, Francia, quando Qazani fu atterrato dai passeggeri. Il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha suggerito che Qazani sia membro di un gruppo islamista. Cazeneuve non perse tempo recandosi a Copenaghen appena dopo gli attentati alla sinagoga e al festival del cinema. Cazeneuve sarebbe stato indagato dal commissario di polizia francese Helric Fredou, il vicecomandante della polizia giudiziaria francese di Limoges, per collegamenti con Jeanette Bougrab. Bougrab era la cosiddetta “fidanzata” del redattore di “Charlie Hebdo” Stephane Charbonnier, “Charb” per i colleghi. Bougrab sosteneva di essere la sua ragazza insinuando di avere avuto da lui una figlia. Fredou si sarebbe suicidato al culmine dell’indagine sui legami tra Bougrab e Cazeneuve. Fredou si sarebbe sparato alla testa per la depressione dopo aver incontrato la famiglia di una delle vittime degli attentati francesi. Tuttavia, la famiglia e gli amici di Fredou smentirono tali rapporti. Inoltre, osservarono che aveva aperto un’indagine importante sugli attentati, mettendosi ai ferri corti con Cazeneuve. Secondo notizie francesi, Fredou sospettava Cazeneuve da quando commissario “commissionò” la polizia di Cherbourg. Cazeneuve fu sindaco di Cherbourg-Octeville dal 2001, quando il commissario di polizia Fredou seppe dei legami di Cazeneuve con il Mossad, della sua relazione con Bougrab e della sua cricca di provocatori antimusulmani.
La ricomparsa di Gladio sulla scena politica europea è la risposta alla crescente ostilità all’Unione europea e all’austerità dettata dai banchieri centrali europei. Corporazioni e fascisti che trascinano l’Europa al fallimento ora usano le loro risorse multimediali per trasformare la minaccia favorita degli ultimi vent’anni, il terrorismo islamico, in minaccia combinata di terroristi islamici che collaborano con la rete internazionale anarchica. In Grecia, Italia, Turchia e Spagna ci sono segnali che il cambio di paradigma sul terrorismo islamico con l’anarchismo di sinistra sia già in corso, con attentati altamente sospetti e probabilmente falsi presso ambasciate e altre strutture. I media intensificheranno storie fasulle collegando “anarchici” e “jihadisti”. Dopo l’incidente del treno Thalys a Bruxelles, Cazeneuve e il suo amico antimusulmano e socialista di destra, il primo ministro francese Manuel Valls, chiedono controlli di tipo aeroportuale sulle stazioni ferroviarie europee. Il fine è l’Unione europea che esercita maggiore controllo politico e sociale sui popoli del continente. È interessante notare che l’avanzata di sconosciuti gruppi “anarchici” avviene negli stessi Paesi in cui le operazioni di Gladio erano più ampie: Italia, Turchia e Grecia. L’Italia fu il nesso dell’Organizzazione Gladio, filiale italiana delle operazioni terroristiche paneuropee della CIA. In Turchia, Gladio era conosciuta come “Ergenekon” e in Grecia come “Operazione Pelle di pecora”. Finché Gladio è di nuovo in azione in Europa, i popoli del continente dovranno avere paura, e infatti dovrebbero averne molta.

Bernard Cazeneuve

Bernard Cazeneuve

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli sporchi trucchi di Erdogan con il SIIL

F. William Engdahl New Eastern Outlook 24/08/2015156873_600La Turchia è una terra bellissima, ricca di risorse, con molte persone intelligenti e amichevoli. Capita anche che abbia un presidente intenzionato a distruggere la nazione una volta orgogliosa. Sempre più dettagli emergono rivelando che lo Stato islamico in Iraq e Siria, conosciuto come SIIL, SI o Daish, sia mantenuto in vita da Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco, e dal suo servizio d’intelligence turco, il MIT, la CIA turca. La Turchia, come risultato della volontà di Erdogan di aver ciò che alcuni chiamano fantasie neo-ottomane su un impero che si estende dalla Cina a Siria e Iraq, minaccia non solo di autodistruggersi, ma gran parte del Medio Oriente se continua tale percorso. Nell’ottobre 2014 il vicepresidente statunitense Joe Biden disse a una riunione ad Harvard che il regime di Erdogan sostiene il SIIL con “centinaia di milioni di dollari e migliaia di tonnellate di armi...” Biden poi chiese scusa, chiaramente per ragioni tattiche per avere il permesso da Erdogan di usare la base aerea di Incirlik per gli attacchi aerei contro il SIIL in Siria, ma le dimensioni del sostegno di Erdogan al SIIL si rivelano molto, molto più grandi di quanto accennato da Biden. I terroristi del SIIL sono stati addestrati da Stati Uniti, Israele e anche dalle forze speciali turche nelle basi segrete nella provincia di Konya, in Turchia al confine con la Siria, nel corso degli ultimi tre anni. Il coinvolgimento di Erdogan nel SIIL è molto profondo. Nel momento in cui Washington, Arabia Saudita e Qatar addirittura sembrano aver tolto il sostegno al SIIL, incredibilmente persiste. Il motivo appare il grande sostegno di Erdogan e del suo compare neo-ottomano, il primo ministro Ahmet Davutoglu.

Affarucci di famiglia
408861La prima fonte di finanziamento del SIIL oggi è la vendita del petrolio iracheno dai giacimenti della regione di Mosul, dove ha una roccaforte. Il figlio di Erdogan permetterebbe l’esportazione di petrolio del SIIL. Bilal Erdogan possiede diverse compagnie marittime ed avrebbe firmato contratti con società operative europee per trafficare in petrolio iracheno rubato in diversi Paesi asiatici. Il governo turco acquista petrolio saccheggiato dai pozzi di petrolio iracheni occupati. Le compagnie marittime di Bilal Erdogan hanno moli speciali nei porti di Beirut e Ceyhan contrabbandando il greggio del SIIL su petroliere dirette in Giappone. Gursel Tekin vicepresidente del Partito Popolare Repubblicano turco ha dichiarato in una recente intervista a media turchi, “il presidente Erdogan afferma che secondo le convenzioni internazionali non c’è infrazione legale nelle attività illecite di Bilal, e suo figlio fa affari ordinari con società giapponesi, ma in realtà Bilal Erdogan è complice fino al collo del terrorismo, ma fin quando suo padre resta in carica sarà immune da ogni inchiesta giudiziaria”. Tekin aggiunge che la compagnia marittima di Bilal che traffica il petrolio del SIIL, BMZ Ltd, è “un affare di famiglia e parenti stretti del presidente di Erdogan, di cui detengono le azioni, abusa di fondi pubblici e prende prestiti illeciti da banche turche”. Oltre al redditizio contrabbando di petrolio di Bilal per il SIIL, Sumeyye Erdogan, altra figlia del presidente turco, gestisce un ospedale da campo segreto in Turchia appena oltre il confine con la Siria, dove i camion dell’esercito turco ogni giorno trasportano decine di jihadisti feriti del SIIL, e ne inviano altri per la sanguinosa jihad in Siria, secondo la testimonianza di un’infermiera reclutata per lavorarvi fin quando non fu scoperto che è un’alawita, come il presidente siriano Bashar al-Assad, che Erdogan è deciso a rovesciare. Il cittadino turco Ramazan Basol, catturato questo mese dalle Unità di Difesa del Popolo curdo, YPG, mentre cercava di unirsi al SIIL dalla provincia di Konya, ha detto ai suoi carcerieri che fu inviato presso il SIIL dalla setta di Ismail Aga, una setta rigorista islamica turca che afferma di essere legata a Recep Erdogan. Secondo Basol la setta recluta membri e fornisce supporto logistico all’organizzazione islamista, aggiungendo che la setta addestra i jihadisti a Konya e li invia alle bande del SIIL in Siria.
erdogan-bagdaddiSecondo l’analista geopolitico francese Thierry Meyssan, Recep Erdogan “ha organizzato il saccheggio della Siria, smantellato le fabbriche di Aleppo, capitale economica, e rubato i macchinari. Inoltre, ha organizzato il furto dei tesori archeologici e creato un mercato internazionale ad Antiochia… con l’aiuto del generale Benoit Puga, Capo di Stato Maggiore francese, ha organizzato un’operazione false flag per provocare la guerra con l’Alleanza Atlantica, il bombardamento chimico di Ghuta a Damasco, nell’agosto 2013“. Meyssan sostiene che la strategia in Siria di Erdogan fu inizialmente segretamente coordinata con l’ex-ministro degli Esteri francese Alain Juppé e il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu, nel 2011, dopo che Juppé convinse un titubante Erdogan all’idea di sostenere l’attacco al tradizionale alleato turco, la Siria, in cambio della promessa del sostegno francese all’adesione della Turchia all’Unione europea. La Francia poi si ritirò lasciando Erdogan continuare il bagno di sangue siriano, soprattutto per mano del SIIL. Il generale John R. Allen, nemico della strategia di pace con l’Iran di Obama, ora inviato diplomatico degli USA per coordinare la coalizione contro lo Stato islamico, ha violato il suo mandato incontrando Erdogan “promettendogli di creare una “no-fly zone” di 150 km in territorio siriano, lungo il confine con la Turchia, presumibilmente per permettere ai rifugiati siriani di fuggire dal loro governo, ma in realtà per applicare il “piano di Juppé-Wright”. Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha rivelato il sostegno degli USA al piano sul canale televisivo A Haber, facendo bombardare il PKK”, aggiunge Meyssan.
Non ci sono mai vincitori in guerra e la guerra di Erdogan contro Assad in Siria lo dimostra. La Turchia e il mondo meritano di meglio. La famosa politica estera “zero problemi con i vicini” di Ahmet Davutoglu ha creato enormi problemi a tutti i vicini a causa delle velleità di Erdogan e della sua banda.

ErdoganF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, slaureato in Scienze Politiche all’Università di Princeton è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quali lezioni da trarre dalle esplosioni in Texas e Giappone?

Avic – Reseau International, 24 agosto 20152015-08-14-Chem-plant-explosion-in-Texas-10Per ora, queste sono solo ipotesi, ma ammettono che la serie di esplosioni non è dovuta al caso. Coincidenze da un po’ di tempo, ma si arriva al punto in cui si dice: il troppo è troppo, soprattutto per le ultime quattro esplosioni che danno l’impressione del ping pong, suggerendo una finale tra cinesi e statunitensi, dati i quattro siti.
• 12 agosto: doppia esplosione in un impianto chimico a Tianjin, Cina: Stati Uniti 1 – Cina 0
• 15 agosto, tre giorni dopo un’esplosione in un impianto chimico in Texas: Stati Uniti 1 – Cina 1
• 22 agosto, esplosione in un impianto chimico nel Shandong: Stati Uniti 2 – Cina 1
• 23 agosto, il giorno dopo diverse forti esplosioni nella base statunitense nella prefettura di Kanagawa, Giappone: Stati Uniti 2 – Cina 2
Chiuso il gioco, la prima osservazione è la velocità della risposta cinese s’è accelerata; da tre giorni si è arrivati a uno. Una così pronta risposta significa che non ci sono stati lunghi preparativi per tali operazioni. Ciò richiede l’attuazione delle risposte sul posto, o più probabilmente l’uso di nuove tecnologie, a distanza, come una testata che non verrebbe rilevata da alcun sistema ultra-sofisticato statunitense. Potrebbe anche essere che l’attacco sia stato condotto da satelliti. Questo ovviamente non ce lo diranno i signori del Pentagono, ma hanno ricevuto il messaggio. Ciò porta a una seconda osservazione. Finora ci siamo abituati a vedere gli Stati Uniti fare quello che volevano in qualsiasi parte del mondo. A quanto pare anche i cinesi possono, anche presso gli stessi statunitensi, potenza militare mondiale, se tale termine ha ancora senso. Buone notizie per gli USA, non sono più su un continente isolato. Finora gli Stati Uniti sono stati un attore importante nel mondo, ma solo recitante. Ora saranno una spalla, e cambierà tutto. La terza osservazione è che abbiamo appena assistito, con le ultime esplosioni in Giappone, a un’escalation e sorta d’inasprimento. Non solo gli impianti chimici vengono colpiti, ma anche le basi militari. Finché sono i civili ad essere scossi o dei beni ad essere distrutti, è ancora possibile chiudere un occhio e nascondersi sotto delle eufemisticamente “ostilità” sempre reversibili e diplomaticamente regolabili. Ma quando l’esercito comincia ad essere colpito, non c’è più lo scambio di convenevoli, si avanza verso la guerra. Ultima osservazione, infine Cina (e Russia) chiaramente non cerca la guerra, al contrario. Le risposte di questi due Paesi sono sempre misurate e strettamente corrispondenti agli attacchi subiti. Ogni risposta ha lo scopo di scoraggiare e avvertire coloro che si credono invulnerabili perché hanno mezzi che credono inarrestabili. Dimostrare al nemico l’obsolescenza dei suoi mezzi è proprio il modo migliore per attenuarne la bellicosità. Sembra che ciò fu svolto fa Russia e Cina nell’agosto-settembre 2013, quando il primo Tomahawks statunitense per la Siria precipitò nel Mediterraneo orientale. Questi messaggi che russi e cinesi inviano agli Stati Uniti sono riassunti così: “quando la smetterete?

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L’esplosione nella base USA di Kanagawa

La Cina mostrerà armamenti mai visti nella Parata per la fine della Seconda Guerra Mondiale
Sputnik 23/08/2015

1026067262La Forza strategica missilistica della Cina, la Forza della Seconda Artiglieria (SAC) esporrà sette nuovi missili nella parata militare del 3 settembre. Organizzati in sei formazioni, gli armamenti includono missili a lungo raggio, medio raggio e corto raggio, così come missili convenzionali e nucleari, secondo una fonte militare di Xinhua. “Il nostro armamento missilistico ha visto grandi progressi, in termini di gittata, metodi d’attacco, precisione e mobilità“, ha detto la fonte. Sfileranno 12000 soldati, 500 mezzi e 200 aerei, ha detto Qu Rui, vicedirettore dell’Ufficio del team leader della Parata e Vicecapo del Dipartimento Operazioni del Comando Generale dello Stato Maggiore. Presumibilmente, l’84 per cento degli armamenti che sfileranno nella parata militare non è mai stato visto in pubblico prima. Per celebrare il 70° anniversario della vittoria della guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e della guerra mondiale antifascista, 50 formazioni sfileranno su piazza Tiananmen, tra cui 11 formazioni in marcia, due formazioni di veicoli veterani, 27 formazioni di armamenti e 10 aeree. La dimostrazione dei nuovi sistemi d’arma è una pratica internazionale delle parate militari. “La sfilata ha lo scopo di ricordare la storia, custodire la memoria dei nostri soldati rivoluzionari caduti, sostenere la pace e inaugurare il futuro, senza prendere di mira altri Paesi“, ha detto Qu.

1026067041Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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