Come Blackwater ed Emergency traghettano migranti in Italia

Gefira 11/10/2016 – Newropeans

Regina e Chris Catrambone

Regina e Chris Catrambone

MOAS è l’acronimo di Stazione di aiuto ai migranti in mare aperto. Si tratta di un’organizzazione non governativa con sede a Malta che si è posto il compito di pattugliare il Mediterraneo e salvare persone in alto mare, recuperandole da gommoni, zattere e barche sul Phoenix, il peschereccio della MOAS, una nave completa di droni per sorvegliare le acque, traghettando i migranti per miglia, dalle coste libiche alla Sicilia. L’organizzazione è gestita da Chris Catrambone (35) e sua moglie Regina. Chris Catrambone, statunitense della Louisiana diplomato al college, gestiva un ristorante su un battello a vapore ed ha lavorato presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC, prima di lavorare come investigatore assicurativo. In tale veste fu inviato nei luoghi più pericolosi del mondo, come ad esempio Iraq e Afghanistan. Dopo aver fatto abbastanza esperienza, e accidentalmente sopravvissuto all’uragano Katrina in Louisiana nel 2005, l’anno dopo Chris Catrambone fondava il Tangiers Group, azienda globale specializzata in “Servizi di assicurazione, assistenza di emergenza, gestione dei sinistri sul campo ed intelligence“(1)). Inizialmente operava dagli Stati Uniti, ma per gestire meglio l’azienda in espansione trasferiva le attività in Italia (dove incontrava la futura moglie) e poi a Malta. È qui che nel 2013 Chris Catrambone fondò la Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per assistere la popolazione del terzo mondo ad attraversare il mare in cerca di una vita migliore. Catrambone e la moglie si dice che abbiano speso 8 milioni di dolari propri per tale fine, perché, come il fondatore della MOAS ha confessato, anche lui, una volta che perse la casa a causa di Katrina, capì la situazione degli altri.
ianIan Ruggier è un membro del consiglio della MOAS. Questi un tempo fece scalpore a Malta con un piano volto a frenare i migranti in rivolta a Malta. Le unità di polizia circondarono la folla, ed isolarono e colpirono i capi per evitare ulteriori dimostrazioni. Eppure qualcosa andò storto e fallì, con le organizzazioni pro-immigrati che fecero enorme clamore e i tribunali che se ne occuparono (2). Dopo 25 anni di servizio, Ian Ruggier ha trovato lavoro nella MOAS: incaricato di contenere i migranti ora è passato dalla loro parte: Saulo divenne Paolo. Forse.
Ma che succede se Ian Ruggier è soltanto l’uomo il cui compito è garantire che i migranti soccorsi o infiltrati in Europa non finiscano a Malta? Perché le barche della MOAS sono di stanza a Malta, da dove operano. Una volta caricati di immigrati, salpano dal porto di La Valletta verso l’Italia per scaricarvi il carico umano. Robert Young Pelton è consulente strategico della MOAS (3), fondatore di Migrant Report (4) e proprietario della Dpx (Posti estremamente pericolosi) Gear, che vende coltelli da guerra (5) per chi si reca nelle zone di conflitto da cui, stranamente, provengono le persone che si suppone MOAS e Migrant Report dovrebbero aiutare. Come giornalista free-lance ha incontrato Eric Prince, il fondatore della Blackwater, la società militare privata statunitense (mercenari) impegnata in operazioni in Afghanistan e Iraq; per inciso, la Blackwater è stata impiegata anche in Louisiana, durante l’uragano Katrina: Chris Catrambone era capitato lì proprio in quel momento. Robert Young Pelton ha incrociato Eric Prince su questioni finanziarie.
Ma tornando a Chris Catrambone. Un giovane laureato e dipendente, costituisce una società (Tangiers Group) che estende rapidamente le attività in oltre cinquanta Paesi, comportando profitti per milioni da potersi creare l’ente di beneficenza che si chiama MOAS. MOAS impiega uomini che contemporaneamente possono intervenire presso le aziende militari private o essere incaricati di frenare l’afflusso di persone che cercano di attraversare il Mediterraneo. Tale organizzazione non-governativa non è in concorrenza con i governi europei nel recupero dei migranti: piuttosto li integra, un riconoscimento per cui il suo fondatore riceve premi. (6)
aaeaaqaaaaaaaak Alcune domande sorgono. Come ha fatto Chris Catrambone ad accumulare tale fortuna, così giovane, sul mercato delle assicurazioni? (7) È il suo ente di carità è solo un’espressione delle proprie convinzioni personali? Persegue scopi politici? Il suo Tangiers Group opera nelle zone di guerra: è un puro caso? Lavorò presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC. Alcuni suoi collaboratori spuntano nelle stesse zone pericolose dove opera Tangiers Group. Anche qui un puro caso? Sembra che ci sia una stretta relazione tra MOAS, marina maltese ed esercito statunitense. MOAS è guidata da un ufficiale di marina noto per il duro trattamento inflitto agli immigrati; fu promosso partner commerciale della Blackwater, ben nota per le azioni spietate contro i civili e di proprietà di una persona che ha fatto fortuna sfruttando le operazioni militari statunitensi in Afghanistan, Africa del Nord e Medio Oriente. Lo stesso denaro, in un modo o nell’altro, guadagnato creando caos in Africa e Medio Oriente, provocando la crisi dei rifugiati, viene ora usato per spedire migliaia di africani senza documenti nel cuore dell’Europa, causando problemi in Italia, Francia, Grecia e Germania. Non si può fare a meno di chiedersi se quelli della MOAS siano onesti salvatori o compiano la missione di destabilizzare ancora di più l’Europa.tumblr_nh96xy1z101u6emqdo1_1280

 Robert Young Pelton in Afganistan nel 2001, durante l'invsione degli USA. Qui era circodanto dai guerriglieri dell'Alleanza del Nord, il fronte di cui era leader il potente narcotrafficante afgano Ahmad Shah Masud, grande amico di Gino Strada. C'è un nesso? Pelton era presente

Robert Young Pelton in Afganistan nel 2001, durante l’invasione degli USA. Qui era circondato dai guerriglieri dell’Alleanza del Nord, il fronte di cui era leader il potente narcotrafficante afgano Ahmad Shah Masud, grande amico di Gino Strada. C’è un nesso?

Robert Young Pelton, in Iraq assieme agli amici della Blackwater

Robert Young Pelton, al centro, in Iraq assieme agli amici della Blackwater. Pelton è “consigliere strategico” dell’ente immigrazionista MOAS con cui Emergency di Gino Strada ha stretto forti legami.

Riferimenti
1. Christopher Catrambone, My Story.
2. Come l’esercito ha sbagliato, Times of Malta, 19/12/2005, un ufficiale responsabile della disastrosa gestione delle proteste, Malta Today 16/11/2007.
3. Robert Young Pelton: Aid Station Migrant Offshore (MOAS) e la crisi dei rifugiati dalla Siria.
4. Migrant Report
5. Dpx Gear
6. MOAS, giovane eroe tra coloro onorati nel giorno della Repubblica, 13/12/2015 Malta Today 2015/12/13.
7. “Avevo un patrimonio netto di 10 milioni di dollari prima di compiere trent’anni. (…) Non sono cresciuto nel denaro o nel lusso. Ho costruito tutto quello che ho da zero, attraverso il duro lavoro e la dedizione. Ad un certo punto, ho cominciato a vedermi arrabbattarmi tra questioni sui soldiPhoenix Rising.

Il sodalizio tra MOAS ed Emergency risale al 2011?

Il sodalizio tra MOAS ed Emergency risale al 2011?

La MOAS usa droni da ricognizione.

La MOAS usa droni da ricognizione di origine militare per le operazioni di ‘recupero’ di migranti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La sicaria di Aleppo

Alessandro Lattanzio, 6/12/2016

Ad Aleppo viene davvero bombardato un ospedale, ma stavolta, curiosamente, i vari organi di propaganda filo-taqfirita, dal NY Times, giù nello scarico, fino a Fattoquotidiano, Repubblica, RAI, Mediaset, La7 dell’odioso lercio sionistello Mentana, fino ai pornogiornaletti islamo-fascisti come il manifesto, con la sua polena tarlata Manlio Dinucci, il sirenettto mezzo ‘antimperialista’ per lucro e mezzo procuratore delle femen ucronaziste, hanno ovviamente taciuto e ignorato l’ennesima dimostrazione di “umanità” dei giovani freedom fighters islamo-nazisti della CIA in Siria, per la cui causa le “anime liberali” hanno speso in questi cinque anni fino all’ultimo grammo di dignità, assieme alle mutande di pizzo sporche, che tanto negli harem sauditi non servono, essendo i cammellieri arricchiti di bocca buona. Apprezzerebbero perfino scorfani come Lucia Annunziata del Fuffington Post, il giornaletto-cult della semiborghesia liberal-parassitaria europea, o Federica (mai nome più azzeccato) Mogherini, escrezione del PD, culmine della degenerazione politico-sociale italiana.15392818Il 5 dicembre 2016, i terroristi bombardavano un ospedale da campo russo nel quartiere al-Furqan, ad Aleppo, allestito per prestate i primi soccorsi ai civili utilizzati come scudi umani dai terroristi rintanati ad Aleppo est. L’attacco con i mortai assassinava due medici russe e feriva diversi ricoverati. Venivano distrutti un reparto pediatrico, uno di chirurgia, uno di terapia intensiva, un laboratorio e la sala per i raggi x.
Il portavoce del Ministero della Difesa della Federazione russa Maggior-Generale Igor Konashenkov dichiarava “Oggi, alle 12:21-12:30 (ora locale), un centro medico mobile del Ministero della Difesa russo ad Aleppo è stato bombardato dai terroristi durante l’apertura al pubblico. In conseguenza del bombardamento del reparto aperto al pubblico, una dottoressa militare russa è stata uccisa e due medici specialisti gravemente feriti. Sappiamo chi ha fornito ai terroristi le informazioni sull’ospedale russo e le relative coordinate esatte. Quindi non solo gli esecutori materiali sono responsabili dell’assassinio e del ferimento dei nostri medici che prestavano soccorso ai bambini di Aleppo”.

Nadezhda Durachenko

Nadezhda Durachenko

Galina Mikhajlova

Galina Mikhajlova

Il dipartimento di Stato degli USA negava di aver dato le coordinate dell’ospedale russo ai terroristi. Il portavoce Mark Toner diceva che gli Stati Uniti non potevano verificare i rapporti sul bombardamento dell’ospedale da campo russo, “Ho visto i rapporti. Non possiamo confermare; è difficile, ovviamente, dati combattimenti e assenza di accesso a ciò che è successo sul campo“.

Mark Toner, il militare buffone della corte clintoniano-obananesca.

Mark Toner, il buffone della corte clintoniano-obananesca.

Il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggior-Generale Igor Konashenkov, dichiarava che i terroristi di al-Qaida avevano le coordinate esatte della struttura ospedaliera grazie a “Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e altri Paesi simpatizzanti. Al di là di ogni dubbio, i terroristi hanno aperto il fuoco. Sappiamo che i terroristi hanno ricevuto dati e coordinate precisi sull’ospedale da campo russo. Il sangue dei nostri militari è anche sulle mani di chi ha ordinato la strage. Di chi ha creato, promosso e armato tali bestie… che chiamano… ‘opposizione’. Su di voi, mandanti dei terroristi provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e altri Paesi simpatizzanti“.15304110

40cbefaa161f780715d43aa179ca37bf88274a35Intanto l’UE pretende di offrire aiuti finanziari alla Siria, se permette ad al-Qaida di occupare alcune regioni della Siria, come ha affermato la rappresentante degli affari esteri dell’UE Federica Mogherini, notoria nullità umana e politica, degna epressione-escrezione del partito neofascista al potere in Italia, il Partito Democratico. Mogherini affermava baldanzosa di essere “convinta che la caduta di Aleppo non porrà fine alla guerra”. Infatti, l’Unione europea prepara una proposta alla Siria, “L’UE prevede di offrire aiuti finanziari a Damasco se permetterà ai terroristi di occupare alcune regioni della Siria. Bruxelles non insiste più sulla caduta del Presidente siriano Bashar al-Assad… Le nuove proposte dell’UE sono state espresse dal capo della politica estera Federica Mogherini, in un incontro con i capi dei gruppi terroristi in Siria, due settimane prima”. Secondo una fonte pro-terroristi, “Ciò che Mogherini vuole, è presentare un piano dell’UE per risolvere il conflitto. C’è un passaggio, ma i dettagli sono vaghi. In cambio, se tutte le parti sono d’accordo e ognuno fa ciò che dice l’Unione Europea, ci saranno molti soldi“. La “Transizione politica” di cui sproloquia Mogherini, su ordine delle intelligence di USA, Regno Unito, Francia, Germania e Turchia, è la creazione di un nuovo governo illegittimo in Siria, agli ordini della NATO e che permetta la “devoluzione del potere alle province della Siria, consentendo alle forze ‘ribelli moderate’ di essere integrate nelle forze di sicurezza locali“, a cui l’UE offrirebbe aiuto finanziario e, ovviamente, altre armi.

La barboncina federica e i suoi padroni

La barboncina federica e i suoi padroni

La barboncina federica e i suoi padroni

La barboncina federica e i suoi padroni

Infatti, Russia e Cina imponevano il veto a un progetto di risoluzione proposto da Spagna, Egitto e Nuova Zelanda, al Consiglio di Sicurezza,  per un cessate il fuoco ad Aleppo, mentre il Venezuela votava contro. Il rappresentante permanente della Siria alle Nazioni Unite, Dr. Bashar al-Jafari, invitava i Paesi che pretendono di essere a favore degli interessi del popolo siriano o della soluzione politica o d’eliminare il terrorismo, a coordinarsi con il governo siriano. Al-Jafari indicava che i Paesi che sostengono il terrorismo sognano di distruggere la Siria come avevano fatto con Iraq, Libia e Yemen, ma affermava che tali sogni resteranno tali. Indicava come Stati Uniti, Francia e Regno Unito, fin dai primi giorni della guerra terroristica imposta alla Siria, agiscono sostenendo il terrorismo sia dentro che fuori il Consiglio di Sicurezza, e denunciava il bombardamento dell’ospedale da campo russo che ricoverava e curava i civili liberati dall’Esercito arabo siriano dai terroristi di Jabhat al-Nusra, che li usavano come scudi umani. Inoltre, indicava che tali Paesi, assieme a Turchia, Qatar e Arabia Saudita, avevano avuto molte riunioni e consultazioni, ufficiali e non, per proporre diversi progetti di risoluzione che deviavano l’ONU dai suoi principi votati a pace e sicurezza internazionale. Al-Jafari affermava che il governo siriano, sostenuto dagli alleati e in conformità con i principi del diritto internazionale, non cederà ai tentativi di Stati Uniti, Francia e Regno Unito di sfruttare al Consiglio di Sicurezza per sostenere i terroristi in Siria, e che non rinuncerà al dovere costituzionale e legale di cacciare i terroristi da Aleppo e da tutta la Siria. Infine indicava che gli inviati speciali delle Nazioni Unite Staffan De Mistura e Stephen O’Brien ammettevano che i terroristi usavano i civili ad  Aleppo come scudi umani fin dal 2012. Al-Jafari affermava che i fatti raccapriccianti narrato dalla popolazione liberata dimostrano che le loro sofferenze erano dovute alle organizzazioni terroristiche. Avvertiva che l’adesione del governo siriano e degli alleati a tutti i precedenti cessate il fuoco era volta solo a salvare la vita dei civili, chiedendosi se il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite abbia imposto tregue solo per permette ai terroristi di riprendersi e migliorare le posizioni, sottolineando gli sforzi del governo siriano, fin dai primi giorni della guerra al terrorismo, nell’affrontare il dozzinale ricatto politico di certi Paesi, e accusava le organizzazioni “umanitarie” internazionali, tra cui l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), di aver abbandonato le loro responsabilità verso i civili liberati ad Aleppo, al traino di certi Stati membri del Consiglio di sicurezza che propongono risoluzioni a favore del terrorismo in Siria. Il rappresentante permanente della Russia Vitalij Churkin dichiarava che la proposta bocciata non chiedeva la cacciata dei terroristi ad Aleppo, ma piuttosto che il cessate il fuoco proposto avrebbe permesso ai terroristi di riorganizzarsi. Una provocazione simile all’attentato all’ospedale da campo di Aleppo e a certe idee deplorevoli promosse dalla delegazione degli Stati Uniti. Da parte sua, l’inviato cinese osservava che la risoluzione della crisi doveva evitare la politicizzazione della situazione umanitaria ed affrontava l’inviato del Regno Unito affermando che il Consiglio di Sicurezza non è un luogo per attaccare altri Stati e che va adottato un approccio responsabile e conforme ai fini della Carta delle Nazioni Unite. Infine l’inviato del Venezuela riteneva che la proposta non rispecchiasse la situazione sul campo, in particolare la minaccia delle organizzazioni terroristiche nei quartieri orientali di Aleppo, osservando che tale “risoluzione” avrebbe permesso a certi Stati membri del Consiglio di sicurezza di continuare a sostenere direttamente i gruppi terroristici che supportano dall’inizio della crisi in Siria. L’inviato del Venezuela ribadiva la necessità del dialogo politico, ma che ciò non significa che il governo siriano deve rinunciare alla responsabilità di proteggere il popolo siriano dal terrorismo.

Dr. Bashar al-Jafari

Dr. Bashar al-Jafari

L'unica e sola risposta agli sproloqui della sicaria islamonazista moherini.

L’unica e sola risposta agli sproloqui della sicaria islamonazista mogherini.

Fonti:
SANA
The Duran
The Duran
The Duran

La vittoria ad Aleppo terrorizza l’occidente

Martin Berger New Eastern Outlook 03/12/2016

civilizationjihadFino alla fine di novembre, UE e Washington hanno cercato di convincere la comunità internazionale che alcuna delle parti nel conflitto siriano fosse abbastanza forte da imporsi sull’avversario nel campo di battaglia. Allo stesso tempo, gli ambienti politici occidentali presero tutte le misure possibili per impedire a Damasco e alla Russia d’intensificare l’offensiva contro lo SIIL in Siria, in particolare ad Aleppo. A tal fine, il segretario di Stato degli USA John Kerry intensificò gli sforzi diplomatici per accordarsi con la Russia sulla Siria, prima che l’amministrazione finisca, e secondo il Washington Post, il segretario di Stato non si preoccupava della presunta “crisi umanitaria” ad Aleppo, ma temeva che l’amministrazione Trump stipulasse un diverso accordo con Mosca, in sostanza affiancando gli Stati Uniti a Bashar al-Assad. E’ curioso che i funzionari dell’UE abbiano eccitato la loro propaganda, costringendola a pubblicare ogni falsa accusa a Mosca e Damasco, dicendo di aver bombardato scuole e ospedali in particolare. Eppure, ci fu il blackout mediatico totale sulle centinaia di civili ad Aleppo massacrati dai terroristi che impedivano alla popolazione di fuggire dai territori che occupavano attraverso i corridoi umanitari aperti dal governo. Eppure, hanno fatto credere che gli islamisti sono degli eroi, mentre chi rischia la vita per eliminare dalla città tale “peste nera” veniva dipinto come un criminale. A questo punto le Nazioni Unite furono usate dai governi di Gran Bretagna, Francia e Germania per chiedere a Damasco una “pausa umanitaria” ad Aleppo. Tuttavia, ciò non fu utilizzato per aiutare gli abitanti della città assediata, dato che l’occidente non ha neanche inviato un solo convoglio umanitario ad Aleppo. I rappresentanti dei suddetti tre Paesi, proprio come i rappresentanti degli Stati Uniti, non avevano nemmeno il coraggio di guidare i convogli della Russia in città, per impedire che gli tendessero un’imboscata. Al contrario, l’occidente usò tali pause per inviare altri islamisti ad Aleppo assieme ad altro materiale. Varie pubblicazioni dimostrano che in quel periodo furono consegnati ai terroristi di Ansar al-Islam armi antiaeree, quando massicci invi di armi furono effettuati dall’Europa orientale e dall’Ucraina, contrabbandando grandi quantità di armi di fabbricazione sovietica in Siria. Tuttavia, finora le truppe siriane riuscivano a liberare Aleppo, portando Washington a trovarsi in una posizione abbastanza particolare. Il Financial Times ha già riferito che i capi dell’opposizione siriana sono impegnati in colloqui segreti con la Russia per porre fine alle ostilità in Aleppo. Ciò può scacciare gli Stati Uniti dalla gestione dei conflitti chiave in Medio Oriente, come in Siria. Il concetto di Washington di “opposizione moderata” viene privato di qualsiasi voce in Siria, dato che i militanti “moderati” si sono rivelati estremisti di Jabhat al-Nusra.
Stati Uniti ed UE sono in preda al panico da quando gli sviluppi in Siria possono svelare il vero ruolo che Stati Uniti ed alleati europei hanno avuto creando lo SIIL. Il portavoce del dipartimento di Stato Mark Toner l’ha indicato pubblicamente invitando ad impedire che la Russia lotti contro il terrorismo internazionale in Siria. Subito dopo tale affermazione, i rappresentanti di Francia, Gran Bretagna e Germania hanno cercato di fare pressione sulla Russia dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il delirio delle élite dominanti europee s’è svelato pubblicamente quando il Guardian ha pubblicato la loro ultima pretesa: “I capi europei, in particolare francesi, avvertono privatamente Vladimir Putin che se permette al Presidente siriano Bashar al-Assad di mutare la liberazione di Aleppo nella grande vittoria militare nel Paese, spetterà alla Russia pagarne la ricostruzione”. Sembra che i potenti a Londra, Parigi e Berlino siano cerebralmente morti dato che non si ricordano chi abbia distrutto Iraq, Libia, Siria, Afghanistan e numerosi altri Paesi. Gli Stati Uniti, con l’appoggio appassionato dell’UE, hanno ucciso centinaia di migliaia di civili, distruggendo case e infrastrutture dei sopravvissuti e provocando l’esodo dei migranti da Medio Oriente e Africa in Europa. Così, forse dovrebbero pagarne i costi invece di costringere i Paesi europei più piccoli a dare riparo ai rifugiati che loro hanno creato. E riguardo la responsabilità di Washington?4122016Martin Berger è un giornalista freelance e analista geopolitico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin costringe Erdogan a fare marcia indietro sulla Siria

Alexander Mercouris, The Duran 1/12/2016

A seguito della telefonata con il Presidente russo Putin, il presidente turco Erdogan è stato costretto a un umiliante marcia indietro sulle dichiarazioni secondo cui l’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate era rovesciare il Presidente siriano Assad.
putin-erdogan-719002L’ammissione del presidente Erdogan, che l’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate sia il rovesciamento del Presidente siriano Assad, ha provocato furore e decisa reazione in Russia. Dmitrij Peskov, portavoce del Presidente Putin, ha espresso con chiarezza la rabbia della Russia, “La dichiarazione era davvero una notizia, essendo molto grave. In disaccordo con le precedenti dichiarazioni e con la nostra comprensione della situazione. Speriamo che nel prossimo futuro ci siano spiegazioni dai nostri partner turchi. Prima di qualsiasi giudizio, ci aspettiamo che la posizione sia chiarita“. Peskov ha anche chiarito che Erdogan non ha mai detto nulla a Putin sul rovesciamento di Assad, durante la telefonata del 26 novembre 2016. Il resoconto del Cremlino sulla conversazione è tra l’altro sintetico anche per gli standard del Cremlino, dicendo semplicemente, “I due leader hanno continuato lo scambio di opinioni sulla situazione in Siria“. Infatti è noto che Erdogan ha telefonato a Putin per lamentarsi del presunto attacco aereo siriano alle truppe turche a nord di al-Bab, affermando che i turchi hanno avuto morti e diversi soldati feriti. Il reciso resoconto del Cremlino sulla conversazione suggerisce che sia stato uno scambio furioso, con Putin che ricordava ad Erdogan che a differenza delle truppe russe, in Siria legalmente su invito del governo legittimo, le truppe turche sono in Siria illegalmente e contro la volontà del governo legittimo, e perciò i russi non potevano aiutarle.
Le osservazioni di Erdogan sulle truppe turche in Siria per rovesciare il Presidente Assad sono state certamente provocate da questo scambio con Putin. Sembra che Erdogan sia uscito malconcio dal colloquio con Putin e, come suo stile, ha cercato di salvare la faccia dicendo più di quanto non fosse saggio dire da parte sua. Il risultato è stata un’altra telefonata furiosa tra Putin e Erdogan. Il resoconto del Cremlino è ancora breve e conciso, “Il Presidente della Russia ha espresso condoglianze per i bambini uccisi nell’incendio in un dormitorio per ragazze nella città di Adana. I presidenti hanno discusso di questioni sulla relazione russo-turca, compresi contatti bilaterali ai diversi livelli, nel prossimo futuro. Hanno continuato lo scambio di vedute sulla Siria, anche sugli sviluppi ad Aleppo“. Tuttavia, in questa occasione abbiamo più informazioni sulla chiamata dall’aiutante di Putin, Jurij Ushakov, “Posso solo dire che la telefonata tra il nostro presidente ed Erdogan si è svolta ieri, e l’argomento (la presenza turca in Siria) è stata affrontata. Sì, Erdogan ha dato una spiegazione“. Oggi Erdogan ha reso pubblico tale “spiegazione”. Il quotidiano turco Hurriyet riferiva di un incontro con dei capi di villaggio nel palazzo presidenziale di Ankara, “L’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate non sono un Paese o una persona, ma solo le organizzazioni terroristiche. Nessuno dovrebbe dubitarne avendolo detto più e più volte, e nessuno dovrebbe commentarlo in altro modo o cercando di travisarne il senso“. In altre parole, Erdogan ha fatto marcia indietro. Dopo il colloquio con Putin, veniva ora costretto a negare la verità su ciò che aveva detto solo il giorno prima: che cerca di rovesciare il Presidente Assad. Invece ancora una volta viene costretto a far finta che l’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate non sia rovesciare il Presidente Assad, ma sconfiggere lo SIIL e la milizia curda YPG, che definisce entrambi “organizzazioni terroristiche”. In realtà il senso delle precedenti osservazioni di Erdogan era perfettamente chiaro, dicendo indubbiamente la verità, come ammette Hurriyet. Come più volte detto, non vi è alcun dubbio che Erdogan sia impegnato in prima persona nel rovesciare il Presidente Assad. Non solo i suoi commenti, ma tutte le sue azioni, lo confermano. Il fatto che Erdogan sia stato costretto a ritrattare pubblicamente ciò che ha detto, il vero, e che sia stato costretto da Putin a farlo pubblicamente, gli è doppiamente umiliante, mostrando la paura di Erdogan per Putin, e chi comanda tra i due.
Non vi è dubbio che i russi conoscano le vere intenzioni di Erdogan in Siria. Costringendolo a negarle in pubblico, hanno però dimostrato il peso che hanno su di lui. Ciò gli renderà più facile controllarlo in futuro.3006671Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“Erdogan ha paura ed è capace di tutto”

Per lo storico e giornalista Fehim Tastekin, la politica del presidente turco è una fuga in avanti.
Bernard Bridel, TdG 26/11/2016

Dal fallito colpo di Stato del 15 luglio, il presidente turco ha paura di tutto, anche del suo partito e dei familiari. E’ quindi capace di tutto. Improvvisamente, la sua politica interna ed estera è solo una corsa a capofitto“. A Losanna su invito delle comunità turche e curde locali, lo storico e giornalista Fehim Tastekin ha dipinto un quadro molto cupo della politica del capo dello Stato turco.750x-1

Dal 24 agosto, la Turchia si è impegnata direttamente nel conflitto siriano con il lancio dell’operazione “Scudo dell’Eufrate” nel nord-est. Cosa vuole Erdogan dalla Siria?
Direi che l’invio di truppe turche in Siria è il risultato del fallimento politico di Erdogan su due piani: primo, ha voluto abbattere Assad, ma è ancora lì. E soprattutto i curdi della Siria (come in Iraq, d’altronde), sostenuti dagli statunitensi, hanno acquisito tale importanza politica da avere paura che gli contagino il Paese. Quindi, la priorità non è la caduta di Assad e la lotta al gruppo Stato islamico (Daash in arabo), ma la questione curda, l’ossessione dello Stato turco, indipendentemente dal colore del governo.

Che rapporto ha Erdogan con gli statunitensi?
Non hanno gli stessi interessi. Gli statunitensi hanno detto ai turchi “se volete ripulire lo SIIL dalla Siria, i curdi siriani e le forze democratiche se ne occuperanno”. Per motivi d’immagine Erdogan ha dovuto lasciar fare ai curdi. Ma ora è bloccato perché gli statunitensi non gli lasciano fare ciò che vuole contro i curdi, di cui Washington ha bisogno, in Siria e Iraq. E con Donald Trump alla Casa Bianca è ancora troppo presto per trarre conclusioni.

E il riavvicinamento tra Erdogan e Putin?
E’ puramente circostanziale. Sono convinto che, più o meno a lungo termine, i russi si vendicheranno della Turchia. C’è stato un primo segnale ieri con tre soldati turchi uccisi dalla Syrian Arab Air Force (russi?). Era l’anniversario dell’incidente che vide l’aereo russo abbattuto dai turchi. I turchi non capiscono Putin, e questi, che non si fida di Erdogan, usa la crisi per indebolire il legame tra Turchia e NATO, e tra Turchia e Unione europea. Si ricordi che storicamente Russia e Turchia (già dall’impero ottomano) sono sempre stati avversari.

Come analizza le tensioni tra Turchia e Unione europea?
Erdogan gioca in modo pericoloso con l’Europa, perché la metà del commercio estero della Turchia è con l’UE. Vediamo anche in questi giorni il suo primo ministro cercare di ridurre le tensioni con Bruxelles. Sulla minaccia di aprire i confini per far fluire i rifugiati in Europa, non sono sicuro che gli stessi rifugiati se ne vogliano andare…

Sul fronte interno, come giudica la situazione?
Ho detto che dal fallito colpo di Stato Erdogan ha paura e da la caccia a tutti gli avversari, non solo gulenisti. Non si comporta razionalmente e quindi è capace di tutto. Detto ciò, penso che prima o poi le forze gli si ribelleranno contro. Alla fine del tunnel, c’è sempre luce.-Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora